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anno v nr 13 aprile 2011 speciale circolazione atmosferica il tentativo di spiegare il clima del luogo in cui si vive risale ad aristotele che nel suo meteorologia cercava di spiegare il tempo atmosferico attraverso i quattro elementi costituenti dell universo nella sua fosofa l aria l acqua la terra ed il fuoco il primo a parlare di una circolazione globale fu l inglese hadley il quale teorizzò l esistenza di una supercella che portava calore dall equatore ai poli ma non aveva tenuto conto nel suo modello della forza di coriolis che nella realtà spezza la circolazione in tre celle convettive colui che arrivò a questa conclusione fu qualche lustro dopo il francese ferrel ma cosa si intende per circolazione atmosferica globale meteo il blocco meteorologico giancarlo modugno a pag 4 energia l industria nucleare alla conquista dell industria italiana davide tosches a pag 14 continua a pagina 3 cultura i proverbi meteo edoardo mastantuoni a pag 11 diventa socio inmeteo con meno di 1.70 al mese potrai usurfruire delle nostre convenzioni sconti sull acquisto delle stazioni meteo sconti su libri biblioteca on line quota complessiva 20 euro valida per 365 giorni dal momento del versamento la storia della meteorologia francesco vaccaro a pag 12 © associazione culturale inmeteo
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2 editoriale inmeteo magazine aprile 2011 nr 13 circolare circolare di giancarlo modugno cercare di spiegare quale sia il complesso meccanismo con cui le correnti d aria si predispongano sul pianeta non è semplice anzi occorrerebbe un libro intero solo per questo argomento ciò nonostante abbiamo deciso di dedicare questo numero alla circolazione atmosferica mostrandone le caratteristiche generali alcune situazioni particolari e uno studio attraverso gli indici teleconnettivi su una parte della nostra penisola nel mese di marzo di quest anno ci siamo accorti a causa del disastro nucleare giapponese che le conoscenze sulla circolazione atmosferica sono basilari in situazioni in cui è fondamentale monitorare i movimenti lagrangiani di un tracciante pericoloso in questo caso particelle radioattive in maniera quasi istantanea sono stati fatti correre i modelli di circolazione atmosferica per prevedere la dispersione nel futuro di queste particelle come c era da aspettarsi la nube avrebbe percorso circa una settimana per raggiungere le coste dell america occidentale dopo una prima forte diluizione seguita da un altra settimana circa per arrivare in atlantico ancora più diluita e infne qualche altro giorno per arrivare in europa con concentrazioni molto trascurabili al lettore attento non sarà sfuggito che il valore magico è il 7 infatti il trasporto di traccianti in senso longitudinale alle medie latitudini per le distanze in questione è proprio legato a periodi di circa 7 giorni un esempio pratico direttore responsabile domenico papandrea associazione culturale inmeteo sede legale via generale cantore 73 bitonto ba email info@inmeteo.net sito www.inmeteo.it grafica giancarlo modugno associazione inmeteo autorizzazione del tribunale di bari con decreto n 8 del 28/02/2007 info inserzioni pubblicitarie 3935913079 3337957686 info@inmeteo.net sede redazione bitonto ba via generale cantore 73 3935913079 capo redattore giancarlo modugno vice capo redattore michele cotugno de palma comitato di redazione giancarlo modugno michele cotugno de palma è che le depressioni che si formano sul labrador ci impieghino proprio 6-7 giorni per arrivare in europa questo non è un caso anzi è legato proprio alle cosiddette onde di rossby molto altro si potrebbe dire sulla circolazione atmosferica e molto altro leggeremo in questo numero ma bisogna capire che qui si ferma il lavoro del meteorologo in queste situazioni dopo si passa il testimone agli altri esperti valori così bassi di particelle radioattive non dovrebbero portare problemi alla salute in europa e quindi in italia ma c è anche chi è di parere leggermente diverso alludendo al fatto che sebbene non sia deterministica vi può essere una correlazione tra la capacità di contrarre il cancro e la continua esposizione anche a bassi valori di radioattività già questi due pareri esistenti ma diversi ci inducono a pensare che il lavoro degli esperti tra meteorologi nucleari e medici debba necessariamente intrecciarsi producendo un resoconto dettagliato e possibilmente completo proprio campo tuttavia non è stato raro il disagio nell apprendere una notizia magari da un fsico nucleare e subito dopo vederla da un altra prospettiva in un altro sito o giornale da un medico o un fsico dell atmosfera creando quindi forti dubbi al lettore com è sempre consigliato in qualsiasi situazione bisognerebbe avere più fonti possibili e confrontarne le informazioni sensibili senza fermarsi al primo sito o giornale trovato la questione non è farsi un idea come si allude in qualche terrifcante spot televisivo si legga a proposito l articolo a pagina 14 l industria nucleare alla conquista dell italia bensì riuscire ad avere anche minimamente le idee chiare nell immagine in alto la distribuzione di sarà capitato a molti in questi ultimi giorni particelle radioattive al 24 marzo di avere a disposizione sui media impeccabili dimostrazioni di esperti nel ivonne carpinelli francesco ladisa roberta marinelli chiara antonucci alessandro sabatini edoardo mastantuoni riccardo viselli francesco vaccaro invia le tue foto a inmeteo magazine le migliori verranno pubblicate dal prossimo numero nella nuova rubrica foto meteo mail magazibe@inmeteo.net con oggetto foto inmeteo magazine è un periodico trimestrale distribuito gratuitamente
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inmeteo magazine aprile 2011 nr 13 anno v 3 meteorologia la circolazione globale atmosferica di alessandro sabatini il tentativo di spiegare il clima del luogo in cui si vive risale ad aristotele che nel suo meteorologia cercava di spiegare il tempo atmosferico attraverso i quattro elementi costituenti dell universo nella sua flosofa l aria l acqua la terra ed il fuoco il primo a parlare di una circolazione globale fu l inglese hadley il quale teorizzò l esistenza di una supercella che portava calore dall equatore ai poli ma non aveva tenuto conto nel suo modello della forza di coriolis che nella realtà spezza la circolazione in tre celle convettive colui che arrivò a questa conclusione fu qualche lustro dopo il francese ferrel ma cosa si intende per circolazione atmosferica globale a causa della sfericità della terra e dell inclinazione del suo asse non a tutte le zone arriva energia del sole in modo uniforme in media infatti l energia arriva principalmente all equatore mentre ai poli arriva solo una piccola fetta di essa in certi periodi dell anno proprio a causa dell inclinazione dell asse non gli arriva nemmeno la terra quindi ha messo a punto un modo per ridistribuire questa energia dall equatore alle regioni più fredde attraverso due circolazioni a prima vista distinte ma legate intimamente tra di loro la circolazione atmosferica e quella oceanica per quanto riguarda la circolazione atmosferica il calore viene trasportato attraverso tre celle la prima è quella che porta aria dall equatore ai tropici e viene detta cella di hadley con l aria sale dall equatore e scende ai tropici di conseguenza crea nella zona equatoriale una fascia di basse pressioni e nei tropici alte pressioni proprio per questo a ridosso del tropico del cancro e del capricorno sorgono i maggiori deserti quali il sahara e il gobi la seconda cella detta di ferrel è una cella convettiva inversa che prende l aria facendola salire dalle zone circumpolari per portarla ai tropici creando così basse pressioni nella zona circumpolare vedi islanda infne la cella polare è quella responsabile di portare dal circolo polare ai poli l aria questo avviene simmetricamente nei due emisferi questo sistema di celle si sposta a seconda delle stagioni a causa dell inclinazione dell asse terrestre oscillando tra tropico del cancro e quello del capricorno in un tortuoso percorso deviato dagli oceani e dai continenti su una linea detta itcz intertropical convergence zone in realtà la circolazione è più complessa e tutto ciò avviene soltanto in media la cella di ferrel infatti è molto debole soprattutto nell emisfero nord questo perché vi è una distribuzione di terre emerse e oceano che disturbano la circolazione della cella creandone perturbazioni che si sviluppano come ondulazioni in atmosfera queste ondulazioni furono scoperte ai primi del novecento dal fsico svedese gustav rossby che ne teorizzò l esistenza e ne ricavò le equazioni che regolano il loro sviluppo la loro esistenza è dovuta alle catene montuose presenti in america ed eurasia che fanno da barriera ai venti est-ovest della cella di ferrel i cosiddetti westerlies e dal fronteggiarsi alle medie latitudini di masse d aria con forti contrasti termici queste ondulazioni si portano dietro nella loro propagazione dei sistemi di alte e basse pressioni che sono responsabili del tempo delle nostre latitudini le onde di rossby sono più evidenti in inverno che in estate quando il contrasto termico tra masse d aria è maggiore oltre che le onde di rossby il fronteggiarsi di masse d aria creano anche una serie di depressioni mobili detti cicloni extratropicali che sono responsabili del maltempo delle nostre regioni ciò che invece perturba la circolazione delle celle nelle vicinanze dell equatore sono le terre emerse infatti un fenomeno che accade nella realtà ma non previsto dal modello a celle è quella dei monsoni e dei cicloni tropicali i primi sono delle gigantesche celle di brezza che portano diluvi stagionali nella zona dell india e della cina e in africa settentrionale nella zona della guinea e della costa d avorio i secondi sono tra i fenomeni più violenti in atmosfera e sono dovuti a delle fortissime depressioni che si originano dove la temperatura dell oceano supera i 26°c ed è dovuta ad una concatenazione di eventi che crea dei venti nella depressione che superano i 120 km/h e delle piogge torrenziali in grado di devastare città intere fonti lezioni di meteorologia università di torino.
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4 inmeteo magazine aprile 2011 nr 13 anno v meteorologia il blocco meteorologico di giancarlo modugno la circolazione alle medie latitudini è classicamente rappresentata attraverso nastri trasportatori di sistemi di alta e bassa pressione i quali possono essere considerati paralleli all equatore i venti associati a questi sistemi hanno la loro componente principale parallela all equatore e per questo vengono chiamati zonali periodicamente il fusso zonale si interrompe e la componente verticale quindi perpendicolare all equatore diviene fondamentale siamo in presenza delle onde di rossby il fusso meridionale spesso è associabile alla persistenza di un blocco anticiclonico l azione del blocco è quella di diminuire la circolazione zonale a tutti i livelli della troposfera con il risultato di ritardare il fusso zonale e farlo diffondere verso ovest il fenomeno può durare dai 3 giorni a un mese ed è spesso associato a un anticiclone caldo alle alte latitudini e un ciclone freddo alle basse latitudini ciò si traduce con la persistenza di bel tempo e alte temperature nel primo caso e di un lungo periodo perturbato con temperature basse nel secondo caso sono stati studiati vari tipi di blocchi il più comune è chiamato blocco omega rappresentato con la lettera greca il centro di previsione del clima cpc utilizza un indice per analizzare la frequenza dei giorni di blocco questo indice può essere utilizzato per calcolare la frequenza stagionale e la posizione dei blocchi di alta pressione per le analisi sulla circolazione dell emisfero nord per ogni longitudine vi è il gradiente meridionale di altezza di geopotenziale a 500 hpa ghgs e il gradiente settentrionale ghgn dato istante se sono soddisfatte le seguenti condizioni per un valore di 1 ghgs 0 2 ghgn -10 m/deg di latitudine della rottura delle onde di rossby attraverso degli studi basati su indici bidimensionali è stato messo in relazione l inverso del gradiente di temperatura potenziale con la dinamica della tropopausa la mappa seguente riporta le recenti che causa la rottura delle onde il risultato è osservazioni dei blocking ed è disponibile la presenza di due zone chiave per la sul sito della noaa le regioni colorate rottura delle onde nell emisfero nord indicano dove il fusso zonale può essere ovvero nei bacini del nord ovest atlantico ritenuto bloccato da notare che sulle e del pacifco queste zone sono da ascisse è presente la longitudine e la scala a intendersi come punto di partenza per il destra indica la forza con cui il blocco fenomeno e non come zone a cui associare persiste alla quota di 500 hpa di il dipolo del blocking ovvero sistema geopotenziale caratterizzato da alta e bassa pressione molti studi hanno mostrato un chiaro distribuite in senso meridiano collegamento tra il tempo e il clima in c è differenza tra quanto causa il bacino occasione dei blocchi e i regimi negativi atlantico e quello del pacifco la variabilità dell indice nao il punto è se le condizioni interannuale della nao è quasi sempre di nao negativa causino un incremento associata a quella della rottura delle onde dell indice di blocking o se altrimenti il fgura 2 al contrario i pattern del pacifco ghgs z 0 -z s 0 s z n -z 0 n s variano da anno ad anno e non c è correlazione nella scala decennale ciò indica il fatto che vi siano altri processi che ne possono infuenzare le dinamiche come ghgn segnale di nao negativa è semplicemente dove n 80°n 0 60°n s un rifesso di una frequenza maggiore della presenza di blocking 40°n -5° 0° 5° vi è un blocco a una data longitudine in un É noto come il blocking aumenti a causa fonti lezioni di meteorologia dinamica del prof benzi tor vergata roma http www.cpc.ncep.noaa.gov tibalti s and molteni f 1990 on the operational predictability of blocking tellus 42a 343365 temporali e tornado alphatest atmospheric blocking and patterns of low-frequency variability arising from the breaking of upper level rossby waves t j woollings b j hoskins and m blackburn
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inmeteo magazine aprile 2011 nr 13 anno v 5 meteorologia la pacifc north america la pna in aggiunta è possibile notare la presenza di onde quasi stazionarie sull atlantico nei periodi precedenti alla rottura delle onde la quale si manifesta tra il nord america e il pacifco fgura 3 questo metto in atto un meccanismo col quale la variabilità nel pacifco tropicale possa causa la rottura e quindi l indice nao nella fgura 4 è possibile notare la l articolo infuenza dell orografa sulla frequenza di giorni di blocco per ogni circolazione media alle medie latitudini stagione nell emisfero settentrionale dal inmeteo magazine nr 7 1950 al 2000 È possibile notare in inverno come vi siano due picchi rispettivamente uno sull europa e uno diametralmente opposto a 180° di longitudine in primavera il blocco è ancora preponderante sull europa mentre perde di intensità dall altra parte del globo in estate vi è una distribuzione quasi uniforme su tutto l emisfero quasi assente però sull atlantico con il solito picco europeo leggermente traslato verso est in autunno stessa situazione della primavera ma con intensità minore qual è la dinamica dei blocchi se immaginassimo di avere un fusso d aria diretto da ovest verso est senza ostacoli allora possiamo ben pensare che non vi siano effetti sulle correnti cioè il fusso è perfettamente zonale se però inserissimo un ostacolo una montagna circolare per esempio allora per la conservazione della vorticità potenziale le correnti non supererebbero l ostacolo passandogli da sopra ma lo aggirerebbero cercando latitudini inferiori quindi in senso antiorario l inserimento del proflo dell ostacolo nell equazione della vorticità permette di ottenere l equazione di un oscillatore armonico forzato attraverso la serie di fourier si parametrizza il proflo orografco e non si fa altro che cercare alla fne per quali valori della circolazione dei venti si ottiene la risonanza ovvero fig 4 frequenza dei giorni di bocco per ogni stagione dell anno fig 2 la nao pannello superiore e la wpp pannello inferiore vengono confrontati con un indice di rottura delle onde di rossby nel proprio settore questo indice è il numero di rotture di onde al giorno per stagione cambiato di segno e normalizzato le linee spesse sono interpolazioni usando un fltro bassa basso tipologia di blocking omega blocking le confgurazioni bariche formano la tipica struttura a omega con rispettivamente una saccatura un promontorio e un altra saccatura in quota in inverno la perturbazione a est può portare masse d aria molto fredde mentre in primavera la perturbazione a ovest è potenzialmente molto instabile rex blocking la struttura presenta un solido promontorio centrale una vasta depressione occidentale e una profonda saccatura di origine polare a levante che spesso si risolve in un cut off goccia fredda risulta meno stabile dell omega blocking e ha una durata minore fig 3 anomalie di linee di fusso a 250 hpa da due a quattro giorni prima della rottura delle onde in atlantico l amplifcazione delle onde di rossby e quindi il blocking in defnitiva il blocco avviene se la combinazione di latitudine e venti eguaglia certi tipi di valori che dipendono dalla scala considerata e dal fatto che si considera l approssimazione quasi geostrofca si legga in merito dipole blocking prevede la disposizione in senso longitudinale di un promontorio a nord e di una saccatura a sud le fasi iniziali di instabilità portano perturbazioni abbastanza violente ma la durata del blocco è minore rispetto a quella del rex e dell omega blocking fonti lezioni di meteorologia dinamica del prof benzi tor vergata roma http www.cpc.ncep.noaa.gov tibalti s and molteni f 1990 on the operational predictability of blocking tellus 42a 343365 temporali e tornado alphatest atmospheric blocking and patterns of low-frequency variability arising from the breaking of upper level rossby waves t j woollings b j hoskins and m blackburn
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6 inmeteo magazine aprile 2011 nr 13 anno v meteorologia ring blocking non molto frequente è caratterizzato da un promontorio disposto con asse sw ne una saccatura sottile che tende ad approfondirsi verso w e infne un altro promontorio a e in estate possono portare continui inneschi di linee temporalesche split fow blocking presenta un vasto promontorio anticiclonico dinamico con un massimo secondario posto a latitudini leggermente superiori viene associato questo nome per la divisione del fusso attraverso due correnti a getto rispettivamente una a nord e una che passa attraverso il promontorio effetto tunnel esempio di dipole blocking esempio di omega blocking esempio di rex blocking fonti lezioni di meteorologia dinamica del prof benzi tor vergata roma http www.cpc.ncep.noaa.gov tibalti s and molteni f 1990 on the operational predictability of blocking tellus 42a 343365 temporali e tornado alphatest atmospheric blocking and patterns of low-frequency variability arising from the breaking of upper level rossby waves t j woollings b j hoskins and m blackburn
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inmeteo magazine aprile 2011 nr 13 anno v 7 climatologia correlazione tra alcuni indici teleconnettivi ed il tempo meteorologico nel mese di gennaio in provincia di frosinone italia versante tirrenico lazio meridionale di riccardo viselli introduzione vengono messi in correlazione alcuni indici connettivi troposferici con il tempo meteorologico registrato nel mese di gennaio in alcune stazioni di misura attive in provincia di frosinone lazio meridionale area climatica tirrenica centrale al f di ne verifcare la eventuale corrispondenza tra i valori degli stessi indici le precipitazioni e le temperature registrate nell area studiata questo articolo rappresenta uno stralcio di uno studio più ampio che il climate research center sta conducendo su questi argomenti nell area in studio e che è reso disponibile sul sito istituzionale www.climatologia.eu fonte dei dati i dati meteorologici sono stati tratti dagli annali idrologici redatti a cura dell uffcio idrografco e mareografco di napoli presidenza del consiglio dei ministri servizi tecnici nazionali per quanto riguarda le precipitazioni sono state considerate le sole stazioni che nel periodo compreso tra il 1950 anno di inizio della misura degli indici teleconnettivi ed il 2008 ultimo anno per il quale sono disponibili informazioni hanno operato per almeno un quarantennio ed hanno registrato almeno 5 episodi nevosi la combinazione di queste due condizioni ha consentito la selezione di 17 stazioni la cui quota varia da un minimo di 101 m s.l.m ceprano ad un massimo di 864 m s.l.m san biagio saracinisco con una media aritmetica pari a 520 m s.l.m relativamente alle classi altimetriche si evidenzia come sono praticamente presenti in eguale quantità la fascia compresa tra i 201 ed i 500 m s.l.m collina e tra i 501 ed i 1.000 m s.l.m bassa montagna mentre è scarsamente rappresentata la fascia pianeggiante che annovera due sole stazioni relativamente alla installazione degli strumenti di misura d altronde si rileva come gli stessi non sempre siano stati installati secondo le raccomandazioni della wmo visto che l altezza rispetto al suolo varia da un minimo di 1,40 m valleluce ad un massimo di 11,00 m picinisco ed alatri per quanto concerne la misura delle temperature sono state analizzate le sole stazioni che nel periodo sopra ricordato hanno funzionato per almeno 30 anni questa condizione ha focalizzato lo studio su 7 stazioni in particolare si rileva come la quota delle stazioni varia da un minimo di 42 m s.l.m cassino ad un massimo di 820 m s.l.m collepardo con una media aritmetica pari a 456 m s.l.m quindi leggermente minore di quella delle stazioni considerate per la misura delle precipitazioni relativamente alle classi altimetriche si evidenzia come predomini 4 stazioni la fascia compresa tra i 201 ed i 500 m s.l.m collina mentre anche per la misura delle temperature si può considerare sostanzialmente assente la fascia pianeggiante che annovera la sola stazione di cassino parallelamente a quanto rilevato discutendo della rilevazione dei dati precipitativi anche in questo caso si rileva come i sensori non sempre siano installati secondo le raccomandazioni della wmo visto che l altezza rispetto al suolo varia da un minimo di 1,80 m fiuggi anagni ed atina ad un massimo di 14,00 m casamari l ubicazione delle stazioni è disponibile sul sito www.climatologia.eu i dati relativi agli indici teleconnettivi infne sono stati reperiti sul sito del national weather service climate prediction center della noaa http www.cpc.ncep.noaa.gov le teleconnessioni troposferiche le teleconnessioni troposferiche sono correlazioni tra aree diverse del pianeta terra che esprimono particolari confgurazioni bariche che si ripetono nel tempo a volte ciclicamente in questo articolo vengono considerate la nao north atlantic oscillation la ao arctic oscillation e la pna pacifc north american la nao esprime la differenza di pressione tra l atlantico centro orientale e l atlantico settentrionale una nao positiva più precisamente maggiore di 0,5 esprime numericamente un anticiclone delle azzorre ed una depressione islandese forti mentre una nao negativa più precisamente minore di 0,5 rappresenta un indebolimento della depressione islandese ed un anticiclone delle azzorre allungato nel senso dei meridiani la ao esprime la differenza tra la pressione in atlantico alle medie latitudini e quella registrata nei pressi del circolo polare una ao positiva descrive la presenza di una bassa pressione al polo in cui risiede di conseguenza un vortice polare compatto mentre una ao negativa esprime la presenza di una alta pressione al polo ed una conseguente possibilità di scambi meridiani e bene evidenziare però che in caso di nao positiva è possibile avere tempo mite e anticiclonico anche in presenza di una ao minore di zero mentre la possibilità di avere tempo freddo e piovoso in italia si rafforza se entrambi gli indici sono inferiori a zero la pna esprime la differenza tra la pressione nel pacifco nei pressi delle hawaii e la pressione negli usa sudorientali lungo le montagne rocciose una pna negativa rappresenta la presenza di una alta pressione alle hawaii e di una bassa pressione negli usa sud orientali con conseguente possibilità di irruzioni fredde negli usa orientali mentre una pna positiva soprattutto se in combinazione con una nao negativa esprime una alta possibilità di avere blocking atlantici e bene precisare d altronde che una pna maggiore di zero combinata con una nao positiva rappresenta più probabilmente un tempo di tipo zonale sull europa centro settentrionale ed un anticiclone disteso lungo i paralleli in area mediterranea per quanto sopra descritto è lecito attendersi un tempo freddo e perturbato in italia nel caso della concomitante negatività degli indici ao e nao e positività dell indice pna per poter quindi considerare in combinazione i tre indici in questo studio gli stessi sono stati sintetizzati
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8 inmeteo magazine aprile 2011 nr 13 anno v climatologia in un nuovo indice defnito crc1 e di alto media deviazione standard ed i seguito defnito quadranti xiii xiv xv e xvi sono zone in cui l indice crc1 è piuttosto basso crc1 ao nao pna media deviazione standard per quanto riportato nel paragrafo dedicato per quanto detto un indice crc1 negativo alle teleconnessioni è evidente che gli anni è verosimilmente da correlare a tempo in cui si può registrare una correlazione freddo e perturbato sull italia mentre al positiva tra piovosità ed indice crc1 contrario un indice crc1 positivo è sono quelli ricadenti nei quadranti i ii v verosimilmente rappresentativo di tempo e vi corrispondenza tra positività secco e più mite in area mediterranea dell indice e scarsità delle precipitazioni e xi xii xv e xvi corrispondenza tra indici teleconnettivi e precipitazioni negatività dell indice ed abbondanza delle totali precipitazioni e che sono evidenziati sono state messe in correlazioni le rispettivamente in arancio ed in celeste precipitazioni registrate nelle 17 stazioni nella tabella 1 considerate con l indice crc1 poco sopra descritto e stata innanzitutto registrata una l incidenza percentuale media delle scarsa correlazione matematica tra i due corrispondenze tra indice crc1 positivo parametri infatti il valore massimo del ed anni siccitosi è pari al 27 con estremi coeffciente r2 è stato pari a 0,2473 paliano rappresentati dal 40 della stazione di e quello minimo 0,0329 alatri con una esperia e dal 20 di ceccano mentre la media aritmetica pari a 0,1278 combinazione tra negatività dell indice si è quindi ricercata una correlazione di crc1 ed anni particolarmente piovosi ha tipo statistico suddividendo i grafci di una percentuale media del 31 con correlazione tutti i grafci sono disponibili estremi rappresentati dal 40 di anagni e nell area centro studi del sito www.climatologia.eu dal 26 di fiuggi mediamente si registra in 16 quadranti identifcati mediante i quindi una migliore corrispondenza tra seguenti valori piovosità e negatività dell indice che tra precipitazione media retta periodo siccitoso e positività dello stesso tratteggiata verde complessivamente la corrispondenza tra precipitazione media valore precipitazioni e valore dell indice crc1 ha deviazione standard della serie una incidenza percentuale media del 58 questo sta a signifcare che in più di metà retta tratteggiata celeste precipitazione media valore dei casi osservati sarebbe stato possibile l andamento precipitativo deviazione standard della serie prevedere mensile in funzione del valore assunto dagli retta tratteggiata arancio indice crc medio valore indici teleconnettivi considerati.64 gli estremi sono rappresentati dal di deviazione standard della serie paliano e dal 51 di collepardo anche retta tratteggiata arancio nella peggiori delle ipotesi dunque si ha indice crc medio valore una buona probabilità di prevedere deviazione standard della serie l andamento delle precipitazioni in retta tratteggiata celeste funzione del valore assunto dagli indici teleconnettivi considerando che in ascisse sono riportate le precipitazioni ed in ordinate l indice indici teleconnettivi e precipitazioni crc1 è facile intuire che i quadranti i v nevose ix e xiii rappresentano periodi molto sono state messe in correlazioni le siccitosi sono aree a sinistra della retta precipitazioni nevose registrate nelle tratteggiata arancio rappresentante la stazioni in studio con l indice crc1 in media delle precipitazioni meno i valori questo caso è stata registrata una ancora della deviazione standard e che nei minore correlazione matematica tra i due quadranti iv viii xii e xvi ricadono parametri rispetto a quanto registrato nel anni molto piovosi aree a destra della retta caso delle precipitazioni totali infatti il celeste che rappresenta la media delle valore massimo del coeffciente r2 è stato precipitazioni più la deviazione standard pari a 0,1593 isola liri e quello minimo similmente i quadranti i ii iii e iv sono 0,0003 san biagio saracinisco con una zone in cui l indice crc1 è particolarmente media aritmetica pari a 0,0493 anche per le nevicate si è quindi ricercata una correlazione di tipo statistico suddividendo i grafci di correlazione tutti i grafci sono disponibili nell area centro studi del sito www.climatologia.eu in 12 quadranti identifcati mediante i seguenti valori precipitazione media retta tratteggiata verde precipitazione media valore deviazione standard della serie retta tratteggiata celeste indice crc medio valore deviazione standard della serie retta tratteggiata arancio indice crc medio valore deviazione standard della serie retta tratteggiata celeste considerando che in ascisse sono riportate le precipitazioni nevose ed in ordinate l indice crc1 è facile intuire che i quadranti i iv vii e x rappresentano periodi con precipitazioni nevose inferiori alla media o nulle sono aree a sinistra della retta tratteggiata verde rappresentante la media delle precipitazioni nevose e che i quadranti iii vi ix e xii rappresentano anni molto nevosi aree a destra della retta celeste che rappresenta la media delle precipitazioni nevose più la deviazione standard similmente i quadranti i ii e iii sono zone in cui l indice crc1 è particolarmente alto media deviazione standard ed i quadranti x xi e xii sono zone in cui l indice crc1 è piuttosto basso media deviazione standard per quanto riportato nel paragrafo dedicato alle teleconnessioni è evidente che gli anni in cui si può registrare una correlazione positiva tra nevosità ed indice crc1 sono quelli ricadenti nei quadranti i e iv corrispondenza tra positività dell indice e scarsità delle precipitazioni nevose e viii ix xi e xii corrispondenza tra negatività dell indice ed abbondanza delle precipitazioni nevose e che sono evidenziati rispettivamente in arancio ed in celeste nella tabella 2 l incidenza percentuale media delle corrispondenze tra indice crc1 positivo ed anni scarsamente o per nulla nevosi è pari 36 con estremi rappresentati dal 50 della stazione di settefrati e dal 25 di collepardo mentre la combinazione tra negatività dell indice crc1 ed anni particolarmente nevosi ha una percentuale media del 12 con estremi rappresentati
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inmeteo magazine aprile 2011 nr 13 anno v 9 climatologia dal 25 di collepardo e dal 4 di arpino mediamente si registra quindi una migliore corrispondenza tra scarsa o nulla nevosità e positività dell indice complessivamente la corrispondenza tra precipitazioni nevose e valore dell indice crc1 ha una incidenza percentuale media del 48 questo sta a signifcare che in poco meno di metà dei casi osservati sarebbe stato possibile prevedere l andamento precipitativo nevoso mensile in funzione del valore assunto dagli indici teleconnettivi considerati gli estremi sono rappresentati dal 62 di settefrati e dal 30 di arpino anche nella peggiore delle ipotesi dunque si ha una discreta probabilità di prevedere l andamento delle precipitazioni nevose in funzione del valore assunto dagli indici teleconnettivi e bene però precisare che la corrispondenza tra periodi nevosi e negatività dell indice si verifca in una bassa percentuale dei casi osservati indici teleconnettivi e temperature medie mensili sono state messe in correlazione le temperature medie mensili registrate nelle 7 stazioni considerate in questo articolo con l indice crc1 anche in questo caso è stata registrata una trascurabile correlazione matematica tra i due parametri infatti il valore massimo del coeffciente r2 è stato pari a 0,1741 anagni e quello minimo 0,0012 cassino con una media aritmetica pari a 0,0626 anche per le temperature medie mensili si è quindi ricercata una correlazione di tipo statistico suddividendo i grafci delle correlazioni tutti i grafci sono disponibili nell area centro studi del sito www.climatologia.eu in 16 quadranti identifcati mediante i seguenti valori temperatura media retta tratteggiata verde temperatura media valore deviazione standard della serie retta tratteggiata arancio temperatura media valore deviazione standard della serie retta tratteggiata celeste indice crc medio valore deviazione standard della serie retta tratteggiata arancio indice crc medio valore deviazione standard della serie retta tratteggiata celeste le temperature ed in ordinate l indice crc1 è facile intuire che i quadranti i v ix e xii rappresentano periodi con temperature medie mensili molto basse sono aree a sinistra della retta tratteggiata celeste rappresentante la differenza tra la media delle temperature ed il valore della deviazione standard e che nei quadranti iv viii xii e xvi ricadono anni con temperature medie molto alte aree a destra della retta arancio che rappresenta la media delle temperature più la deviazione standard similmente i quadranti i ii iii e iv sono zone in cui l indice crc1 è particolarmente alto media deviazione standard ed i quadranti xiii xiv xv e xvi sono zone in cui l indice crc1 è piuttosto basso media deviazione standard per quanto riportato nel paragrafo dedicato alle teleconnessioni è evidente che gli anni in cui si può registrare una correlazione positiva tra temperature ed indice crc1 sono quelli ricadenti nei quadranti iii iv vii e viii corrispondenza tra positività dell indice e temperature particolarmente alte e ix x xiii e xiv corrispondenza tra negatività dell indice ed temperature particolarmente basse e che sono evidenziati rispettivamente in arancio ed in celeste nella tabella 11 del valore assunto dagli indici teleconnettivi conclusioni la corrispondenza tra la combinazione dell indice crc1 sintesi matematica degli indici teleconnettivi ao nao e pna e alcuni parametri meteorologici registrati nel mese di gennaio in alcune stazioni ubicate in provincia di frosinone quali precipitazioni totali precipitazioni nevose e temperature medie mensili è stata riscontrata in più di metà degli anni di osservazione per quanto riguarda le temperature medie mensili e le precipitazioni totali lo stesso non si può dire d altronde per le precipitazioni nevose la combinazione tra negatività dell indice e anni particolarmente nevosi è stata registrata solo nel 12 degli anni in studio andrà quindi approfondito lo studio considerando ulteriori indici teleconnettivi al f sia di migliorare la già buona ne corrispondenza tra entità delle precipitazioni totali e temperature medie mensili ed indici teleconnettivi e sia di defnire una correlazione più netta tra gli stessi indici e la nevosità dell area in osservazione l incidenza percentuale media delle corrispondenze tra indice crc1 positivo ed anni piuttosto caldi è pari al 25 con estremi rappresentati dal 30 della stazione di anagni e dal 15 di fiuggi mentre la combinazione tra negatività dell indice crc1 ed anni particolarmente freddi ha una percentuale media del 31 con estremi rappresentati dal 41 di collepardo e dal 22 di cassino mediamente si registra quindi una migliore corrispondenza tra temperature basse e negatività dell indice che tra temperature superiori alla media e positività dello stesso complessivamente la corrispondenza tra temperature e valore dell indice crc1 ha una incidenza percentuale media del 56 questo sta a signifcare che in più di metà dei casi osservati sarebbe stato possibile prevedere l andamento termometrico mensile in funzione del valore assunto dagli indici teleconnettivi considerati gli estremi sono rappresentati dal 68 di collepardo e dal 44 di cassino anche nella peggiori delle ipotesi dunque si ha una buona probabilità di prevedere considerando che in ascisse sono riportate l andamento delle temperature in funzione
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10 inmeteo magazine aprile 2011 nr 13 anno v 5 climatologia stazione ann i 46 56 45 40 50 41 54 49 40 47 47 44 49 40 42 45 735 46 i ii iii i v 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 1 0 0 0 2 0 tabella 1 distribuzione degli anni di rilevazione delle precipitazioni totali nei xvi quadranti v v vi vii i x x xii xii xi x xv incidenza incidenza iiixiivvi siccitàpiovositàcrc alto crc basso 2 6 5 1 3 8 5 3 0 1 5 1 28 30 2 8 3 4 5 7 9 2 0 2 4 2 30 30 1 10 4 2 2 5 5 3 0 0 6 0 40 31 2 4 3 3 3 5 6 1 0 1 4 2 25 33 2 4 5 2 4 6 7 5 0 0 3 4 22 38 2 4 2 3 3 3 6 3 0 4 2 2 27 32 3 8 6 2 4 8 7 2 0 0 5 3 28 31 2 7 4 2 2 11 4 3 0 1 3 3 33 27 2 2 5 1 3 7 5 3 0 2 1 3 20 30 2 7 4 4 3 5 5 4 1 1 4 0 30 28 2 4 1 4 3 11 5 2 0 1 4 1 32 26 2 2 4 2 3 9 5 4 0 2 2 2 21 30 2 4 3 4 3 7 7 4 0 1 4 1 27 33 2 2 2 2 4 6 6 4 0 0 6 0 23 40 2 3 1 3 4 6 6 4 0 0 3 3 26 38 2 5 2 3 3 9 3 5 0 1 1 4 31 31 3 8 54 42 5 11 9 52 1 17 57 31 27 31 2 0 2 3 1 2 5 3 3 3 7 6 3 0 1 4 2 28 31 totale incidenza corrispondenze 58 60 71 58 60 59 59 60 50 58 58 51 60 63 64 62 58 59 ripi ceprano esperia roccasecca casalvieri alvito atina s biagio ceccano alatri fiuggi collepardo sgurgola anagni paliano veroli totale medie 3 4 3 3 4 4 2 3 3 3 4 3 3 3 4 3 52 3 2 3 4 1 1 1 2 1 1 2 5 2 4 2 2 4 37 2 1 1 0 2 3 2 2 3 2 1 0 2 1 1 1 0 22 1 stazione anni i ii iii iv ripi ceprano valleluce casalvieri settefrati s donato s biagio picinisco alatri fiuggi collepardo sgurgola anagni arpino isola liri totale medie 45 58 30 49 26 30 48 27 39 44 44 48 40 27 33 588 39 5 8 3 7 3 3 4 2 5 6 4 6 5 5 4 70 5 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 1 0 0 0 0 2 0 0 0 0 0 0 0 1 0 1 0 1 0 0 2 0 5 0 13 16 8 12 10 5 11 6 11 9 7 12 9 2 10 141 9 tabella 2 distribuzione degli anni di rilevazione delle nevicate nei xii quadranti vi vii viii ix x xi xii incidenza incidenza nevositànon crc basso nevositàcrc alto 1 0 18 1 1 4 0 2 40 9 1 2 21 0 1 7 1 1 41 5 2 1 11 1 1 3 0 0 37 7 1 1 18 1 2 5 1 1 39 10 0 1 8 1 0 1 0 2 50 12 0 2 11 2 1 5 0 0 27 10 3 1 15 5 1 2 1 4 31 23 2 0 11 1 4 0 1 0 30 22 0 2 14 1 1 3 0 1 41 8 1 3 16 3 0 4 0 2 34 11 2 2 13 7 1 3 2 1 25 25 1 2 17 2 1 6 0 1 38 8 0 0 16 2 2 4 1 1 35 15 1 1 12 1 0 3 0 0 26 4 2 0 11 1 1 3 0 1 42 9 17 18 212 29 17 53 7 17 36 12 1 1 14 2 1 4 0 1 36 12 v totale incidenza corrispondenze 49 46 37 49 62 37 54 52 49 45 50 46 50 30 51 48 48 stazione anni i ii ii i 2 2 1 2 2 1 1 1 1 1 i v 1 1 0 1 1 2 0 6 1 v cassino alatri fiuggi anagni casamari collepard o atina totale medie 37 47 33 30 34 37 39 257 37 0 1 0 0 0 1 1 1 1 0 1 0 3 3 0 1 1 1 4 13 2 tabella 11 distribuzione degli anni di rilevazione delle temperature nei xiv quadranti v vi viii i x x xi xiii xiv xv xvi incidenza iixii alte temperature -crc alto 5 5 0 2 4 7 2 1 1 1 2 22 5 6 3 3 8 4 4 1 1 4 0 26 5 1 3 3 6 5 3 2 1 1 1 15 2 4 2 3 2 7 1 1 2 1 1 30 2 5 1 1 8 3 2 1 2 3 1 26 1 4 3 3 7 4 4 2 3 1 0 27 2 2 2 3 7 32 5 3 15 2 3 1 8 2 7 42 6 2 3 2 5 2 18 2 1 9 1 0 10 1 3 14 2 1 6 1 28 25 25 incidenza basse temperaturecrc basso 22 28 36 27 35 41 28 31 31 totale incidenza corrispondenze 44 54 51 57 61 68 56 56 56 0 3 2 7 0 1
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inmeteo magazine aprile 2011 nr 13 anno v 11 cultura meteo i provermi meteorologici di edoardo mastantuoni i detti che presenteremo in questa minirubrica sono il frutto della saggezza popolare e rientrano in quel settore non scientifco della meteorologia che reca il nome di meteorognostica dal greco metéros che fa riferimento a oggetti alti nel cielo e gnósis conoscenza ossia la previsione dei fenomeni atmosferici attraverso le credenze popolari specie contadine data la necessità di un bagaglio nozionistico per meglio gestire i tempi dei raccolti oltre che su antiche osservazioni di tipo astrologico tali conoscenze si fondano sull osservazione diretta di vari fenomeni naturali in primis atmosferici ma anche della fora e della fauna sono spesso associati a un particolare periodo dell anno a un mese o a una data e si esprimono attraverso proverbi per lo più in rima sotto forma di regole meteorognostiche dapprincipio tramandati oralmente i proverbi meteorologici sono in seguito stati trascritti negli almanacchi meteorognostici o lunari meteorognostici il cui fne era elencare previsioni per ogni singolo giorno dell anno tra questi particolare importanza assumono le date associate ai santi del giorno le quali a mo d indicatori meteorologici segnavano l inizio del tempo che avrebbe interessato le giornate seguenti sull attendibilità delle regole meteorognostiche si può certamente dubitare anche se naturalmente le previsioni possono verifcarsi occorre poi aggiungere che visti i cambiamenti climatici di questi ultimi decenni molti detti non conservano più neanche una foca attendibilità altre regole e precetti come quelli sul giorno di santa lucia fanno invece riferimento al calendario in vigore fno al xvi secolo prima della riforma operata dal papa gregorio xiii in ogni caso fno a qualche decennio fa tali proverbi rappresentavano un importante punto di riferimento per chi viveva di agricoltura e aveva necessità di conoscere i giorni più adatti per la semina il raccolto ecc ricordiamone uno per ciascun dei tre mesi che ci interessano «aprile dolce dormire» la frase fa riferimento alle abitudini indotte dalle caratteristiche meteo del mese vi è un implicito riferimento al primo caldo a una sorta di agiatezza e soprattutto al senso di stanchezza causato dal tepore di questo periodo annuale «per sant urbano il frumento è fatto grano» 25 maggio «se piove per san barnabà l uva bianca se ne va» 11 giugno il detto ci ricorda quanto l uva sia delicata e che in quei giorni il cattivo tempo inciderebbe sul raccolto fonti:
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12 inmeteo magazine aprile 2011 nr 13 anno v cultura meteo la storia della meteorologia di francesco vaccaro la più antica testimonianza sui primi tentativi di prevedere il tempo ci giunge dalla civiltà mesopotamiche e ancora più dalla civiltà ebraica della cui meteorologia empirica si trovano frequenti riferimenti nelle sacre scritture con la civiltà greca accanto all interpretazione mitologica e astrologica dei fenomeni atmosferici si afferma gradualmente un atteggiamento più razionale fondato sull esperienza delle osservazioni ma la testimonianza più importante è senza dubbio la meteorologia di aristotele un trattato composto di 4 libri divisi in 42 capitoli di cui 15 dedicati esclusivamente agli elementi meteorologici i principi esposti in tale opera a parte alcune corrette intuizioni hanno in genere scarso fondamento scientifco tuttavia hanno costituito la base indiscussa delle conoscenze atmosferiche per quasi 2000 anni l interesse per i fenomeni del tempo si ritrova anche nella civiltà romana come documentato da seneca e da plinio senza però nulla aggiungere a quanto i greci sapevano e credevano di sapere nel medioevo era nella quale impera incontrastata l astrologia la meteorologia subisce una profonda involuzione poiché anche sotto l infuenza della civiltà araba si rafforza la credenza nell infusso degli astri sul tempo nel rinascimento l orientamento del pensiero porta f nalmente ad affrontare i fenomeni atmosferici con un corretto atteggiamento scientifco vengono inventati e costituiti i primi strumenti meteorologici l anemometro e l igrometro leonardo il pluviometro castelli e il barometro torricelli intorno al 1650 ferdinando ii granduca di toscana fa realizzare addirittura la prima rete di postazioni per l osservazione del tempo tuttavia la rozza strumentazione le ancora approssimate conoscenze scientifche il carattere isolato degli studi e soprattutto l assenza di una visione d insieme delle vicende del tempo non fanno progredire più di tanto la conoscenza dell atmosfera nel frattempo però la frenetica attività marinara dell epoca donò un signifcativo contributo infatti la ricerca delle rotte per le indie da parte dei primi esploratori colombo de gama magellano e poi i successivi viaggi di navigatori come halley e cook consentono di acquisire una prima approssimativa visione sulla distribuzione geografca dei venti e sulle condizioni meteorologiche prevalenti su gran parte del pianeta però solo agli inizi dell ottocento negli studiosi si fa strada la convinzione che il tempo più che dalle condizioni atmosferiche locali dipenda dallo spostamento di perturbazioni aventi dimensioni di qualche migliaio di chilometri e in tal modo si intuisce che la comprensione dei fenomeni meteorologici occorre la rappresentazione sinottica cime dire simultanea di tutte le osservazioni del tempo relative a un area la più vasta possibile erano questi gli albori della meteorologia sinottica che segnerà profondamente la scienza del tempo fno ai giorni nostri agli inizi del xix secolo le prime mappe meteorologiche tracciate sulla base di osservazioni sinottiche raccolte per posta consentono di intuire la stretta relazione tra vento e pressione formulata poi in forma rigorosa da buy-ballot bisogna tuttavia attendere l invenzione del telegrafo 1835 perché l analisi sinottica del tempo possa essere eseguita in tempo reale così da assumere un effettivo interesse pratico fu tuttavia un tragico evento a dare la spinta decisiva alla realizzazione della prima vera rete di osservazione sinottica nel 1854 una furiosa tempesta sul mar nero durante la guerra di crimea fece affondare numerose navi della fotta anglo-francese impegnata contro la russia l indagine condotta dall ammiraglio inglese arrivò alla sorprendente conclusione che la catastrofe si sarebbe potuta evitare mediante una rete di osservazioni sinottiche che avrebbero consentito di prevedere con suffciente anticipo l arrivo della tempesta nacquero così i primi servizi meteorologici in inghilterra 1861 francia 1863 e italia 1866 ma a gettare le basi della moderna meteorologia sono soprattutto i lavori elaborati tra il 1900 e il 1930 da tre grandi studiosi nel 1922 l.f richardson nel 1922 h jeffreys nel 1918 b bierknes meteorologo norvegese il quale formula un nuovo soddisfacente modello delle depressioni mobili delle medie latitudini la teoria dei fronti modello tuttora in uso la tecnica di estrapolare la traiettoria dei sistemi atmosferici osservata nelle precedenti 12-24 ore è nota come metodo sinottico la scoperta delle onde radio permette nel 1929 di estendere le osservazioni sinottiche anche agli strati superiore dell atmosfera impiegando una minuscola radiotrasmittente radiosonda sollevata da un pallone gonfato con idrogeno oggi viene usato l elio gli anni che seguono la seconda guerra mondiale segnano l inizio della moderna meteorologia alcune invenzioni utilizzate inizialmente solo per scopi bellici trovano un profcuo impiego anche nella meteorologia così è ad esempio per il radar che consente di evidenziare le piogge in atto all interno delle nubi entro un raggio di 300 400 km ma la vera svolta avviene agli inizi degli anni 50 con l avvento dei primi elaboratori elettronici i quali consentono ai meteorologi di realizzare fnalmente il sogno di richardson ovvero risolvere in tempo reale anche se in maniera approssimata le complesse equazioni che descrivono l evoluzione futura dell atmosfera inizia così l era delle previsioni numeriche dedotte con i computer mediante opportune schematizzazioni e semplifcazioni modelli fsico-matematici delle equazioni della dinamica e della termodinamica man mano che la potenza degli elaboratori cresce i meteorologi approntano modelli sempre più complessi più aderenti alla fonti manuale di meteorologia a.giuliacci
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inmeteo magazine aprile 2011 nr 13 anno v 13 cultura meteo associazione inmeteo realtà ed estesi a validità via via crescenti con il lancio nel 1960 del tiros il primo satellite meteorologico si è aperta una nuova era nel campo delle oggigiorno è possibile trovare on line una vasta presenza di mappe meteorologiche e la osservazioni nascita dei forum web ha permesso una rapidissima diffusione della cultura meteorologica tra gli appassionati tuttavia l analisi delle mappe sebbene a grandi linee infatti anche se oggi i satelliti vengono apparentemente semplice resta un vero e proprio lavoro non a caso si viene addestrati impiegati soprattutto per osservare la in aeronautica per poter effettuare le giuste previsioni e vi sono interi corsi universitari posizione e il movimento dei sistemi dedicati a questa materia nuvolosi nell immediato futuro saranno in in una sezione privata riservata ai soci inmeteo del nostro forum è attivo da tempo un grado di effettuare con continuità anche corso on line di previsione del tempo nel quale è possibile seguire vere e proprie lezioni osservazioni di vento temperatura umidità su come interpretare le mappe meteo allo stesso tempo è possibile fare domande e su tutto il globo oceani e deserti compresi proporre nuovi argomenti su cui basare intere lezioni a qualsiasi livello atmosferico e per di più con una risoluzione spaziale di appena 40 dal mese scorso inoltre è stata aperta una nuova rubrica nel nostro blog ovvero una 50 km in confronto a quella attuale di mappa al giorno l obiettivo della rubrica è certamente effettuare un analisi abbastanza 100 300 km già oggi i sofsticati esauriente della mappa scelta ma offrire anche i giusti strumenti per poter capire e radiometri a bordo dei satelliti consentono affrontare le stesse mappe in piena libertà e sicurezza senza un tutore accanto tra le di impiegare circa 250.000 osservazioni al mappe utilizzate vi sono le tradizionali carte di wetterzentrale.de le ottime carte del giorno che vanno a integrare quelle prese centrometeo.com e di meteonetwork.it con i metodi classici i sintomi di questo cambiamento si possono già intravedere nel a pagina 15 di questo numero potrete scorrere i titoli delle prime lezioni satellite europeo msg -1 meteosat naturalmente vi chiediamo anche di partecipare attivamente ovvero richiedendoci seconda generazione n.1 lanciato nel qualche argomento particolare e perché no chiedendo delucidazioni direttamente nel 2002 e destinato a sostituire il vecchio blog o nel forum glorioso meteosat concepito nel 1978 nuova rubrica sul blog di inmeteo una mappa al giorno la redazione di inmeteo magazine è alla ricerca di nuovi redattori per articoli di natura scientifcaenuoverubriche si ricercano sia giornalisti pubblicisti sia non giornalisti coloro che intendono eseguire il praticantato per la licenza di pubblicista saranno sottoposti a una selezione coloro che sono alleprimearmie/ononhanno esperienza seguiranno un corso onlinee-learningconinostri redattori si richiede massima serietà inviate i vostri curriculum vitae in formato europeo o domande a info@inmeteo.net con oggetto curriculum fonti manuale di meteorologia a.giuliacci
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14 inmeteo magazine aprile 2011 nr 13 anno v energia e ambiente l industria nucleare alla conquista dell italia di davide tosches negli ultimi anni in italia si è tornato a parlare sommessamente di energia nucleare e nel 2009 l allora ministro claudio scajola propone nel piano energetico nazionale di aprire 10 centrali nucleari sul territorio nazionale le dichiarazioni del governo in materia hanno suscitato diverse reazioni tra queste l apertura di un forum nucleare italiano la cui pubblicità ora bloccata dall istituto per l autodisciplina pubblicitaria per mancanza di trasparenza avrete di sicuro ammirato nei mesi scorsi un sito che si propone di ospitare il dibattito sul nucleare in italia facendo posto alle posizioni di tutti ma da chi è stato creato questo forum a dispetto dell apparente neutralità tra i soci fondatori ci sono le maggiori società e industrie del mondo legate all energia e in particolare a quella nucleare citiamone alcune e vediamo chi sono e che interessi hanno prime tra tutte enel ed edf Électricité de france che ormai hanno rapporti economici tra di loro molto intensi nel 2005 l enel partecipa alla costruzione di un reattore di tipo epr european pressurized water reactor in cambio l edf gli consente di inviare in francia alcuni dipendenti per specializzarli nel settore nucleare da entrambi i lati si punta a una joint venture che garantirebbe all edf di mettere le mani nel nascente mercato del nucleare italiano e viceversa per l enel inserirsi in affari sicuri in francia ed entrambe rafforzerebbero il loro ruolo nell oligopolio dell energia in europa l amministratore delegato dell edf henri proglio è infatti anche azionista principale di edison tramite transalpina di energia srl la seconda società energetica d italia anche lei tra le fondatrici del fn altra azienda francese coinvolta è l areva ex sogema una delle più grandi società nel mondo nel settore del nucleare tramite le sue aziende consociate areva nc si occupa di tutto dall estrazione e arricchimento del combustibile alla costruzione di reattori e allo smaltimento delle scorie tra le sue imprese famose ricordiamo la partecipazione alla costruzione insieme alla siemens della prima centrale eprreattore di cui detiene il brevetto del mondo ad olkiluoto in fonti www.ilfattoquotidiano.it www.qualenergia.it www.wikipedia.it www.forumnucleare.it finlandia che doveva essere fnita nel 2009 per un costo di 3,2 miliardi di euro ma la consegna è stata spostata al 2012 con un costo di 5,3 miliardi la siemens si è ritirata dal progetto nel 2009 in niger dove l azienda gestisce delle cave di minerale uranifero c è stato uno versamento di liquidi radioattivi custoditi in una piscina a cielo aperto che hanno inquinato i terreni e le falde acquifere inoltre gli scarti minerari sono stati spacciati per inerti e usati per pavimentare le strade nigeriane e francesi ad akonanniger il livello di radioattività è 500 volte quello naturale proprio a causa di questi detriti idem per la francia dove un inchiesta televisiva di france 3 ha rivelato che negli ultimi vent anni sono stati usato come materiale di riempimento in molte opere pubbliche areva è controllata principalmente dallo stato francese detriti radioattivi al momento l ipotesi più attendibile è che siano queste tre società ad aggiudicarsi la costruzione delle centrali italiane utilizzando proprio quel reattore epr nel cui funzionamento i francesi sperano tanto in alternativa esiste il reattore ap1000 dell americana westinghouse che collabora con l ansaldo nucleare finmeccanica soci fondatori anch essi dell fn dunque prima di prendere una decisione pro o contro il nucleare oltre a tutte le valutazione tecniche che possiamo fare dovremmo anche pensare a come viene gestita la tecnologia in questione e considerare che tutta la sicurezza di un impianto può passare in secondo piano davanti alla negligenza o all interesse economico del personale di controllo.
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15 inmeteo magazine gennaio 2011 nr 12 anno v inmeteo blog dal blog redazione inmeteo cliccasultitoloperleggerel interoa rt icolodelblog c a rt adellap re ssionealsuoloep re cipitazioni 1 6 marzo 20 1 1 oggi renderemo chiaro il concetto di risoluzione attraverso l analisi delle precipitazioni previste nelle sei ore precedenti alle ore 12 z del 16 marzo 2011 vedremo anche perché è diff cile prevedere la quantità di precipitazioni in una data zona analisi spaghetti 500 hpa 12-16 marzo 2011 oggi studieremo quella che dovrebbe essere la prima mappa da analizzare nel caso di previsioni di più giorni la mappa di ensemble o come viene chiamata in gergo spaghetti plot essa si basa sulla visualizzazione contemporanea di più risultati possibili secondo il modello inizializzato con diverse ma molto simili condizioni iniziali in maniera tale da capire quanto l atmosfera si renda predicibile nel tempo in poche parole un tentativo di modellizzare l effetto farfalla e renderlo in qualche modo quantitativo e qualitativo dunque qual è la situazione meteorologica attuale le street clouds guida alla dinamica e previsione le street clouds sono nubi particolari e molto affascinanti non è usuale osservare questo tipo di nubi in cielo anzi a volte è assolutamente necessario l utilizzo delle immagini dal satellite risulta interessante studiarle sebbene rare perché sono tipiche di situazioni meteorologiche che possono portare precipitazioni nevose attraverso l adriatico in italia in particolare al sud dove per tradizione meteorologica è diff cile osservare la cosiddetta dama bianca analisi 5 0 0 h pa 3 6 ma r z o 2 0 1 1 ci siamo lasciati con una forte perturbazione sulla penisola e con un forte ponte anticiclonico che ha bloccato la circolazione a scala sinottica il risultato è stato il posizionamento di una depressione sull italia con il minimo che ha viaggiato tra il golfo ligure e la sardegna meridionale vogliamo capire ora quando questa depressione andrà via dall italia dunque qual è la situazione meteorologica attuale sapere tutto e niente una caratteristica peculiare che accompagna tutte le persone appassionate di scienza è la curiosità più si viene a contatto con nuove conoscenze più è la voglia di saperne di più fno al momento in cui ci si pone le giuste domande per fare nuove sorprendenti scoperte una situazione che possiamo rendere astratta nel momento in cui ipotizziamo che la conoscenza da scoprire sia da qualche parte nascosta sia potenziale e noi dovessimo scoprirla almeno iniziando a porci delle domande su di essa ma vi è un limite alla conoscenza ancora meglio qual è il rapporto nel tempo tra conoscenza e conoscenza potenziale la conoscenza potenziale è qualcosa di ben determinato insiemisticamente parlando temperature equivalenti potenziali in quota 01 marzo 2011 dato che c eravamo lasciati con la presenza di un ponte anticiclonico sul nord europa non ci aspettiamo nessuna grossa novità a scala sinottica europea di conseguenza restiamo in italia e analizziamo meglio le condizioni nella libera atmosfera dunque qual è la situazione meteorologica attuale?
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