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martedÌ 5 aprile 2011 anno 136 n 80 in italia euro 1,20 milano via solferino 28 tel 02 6339 servizio clienti tel 02 63797510 fondato nel usa 2012 obama si ricandida via web e con le email di massimo gaggi alle pagine 18 e 19 www.corriere il saggio lotta alle carestie la culla del welfare di paolo mieli alle pagine 38 e 39 roma piazza venezia 5 tel 06 688281 quirinale piano per gli affreschi che napoleone coprì di paolo conti a pagina 24 refrattari a mercato e concorrenza il premier a tunisi accordo rinviato sessantadue parlamentari tendopoli non solo al sud consulta e di liberale rimase poco di giuseppe bedeschi immigrati per ora niente intesa e al vertice pdl-lega sì ai permessi a tempo tra le tensioni frattini e la libia berlusconi a tunisi però l intesa sui migranti è rinviata tensione tra pdl e lega ma arriva il via libera ai permessi a tempo da pagina 2 a pagina 6 la toccata e fuga dei presidenti della corte di sergio rizzo poste italiane sped in a.p d.l 353/2003 conv l 46/2004 art 1 c1 dcb milano he il nostro paese la cui crescita è da tanti anni così stentata abbia bisogno di riforme liberali è cosa in certa misura riconosciuta sia a sinistra sia a destra chi non ricorda le «lenzuolate» di bersani ai tempi del governo di centrosinistra non furono provvedimenti travolgenti anzi furono misure modeste che però andavano nella direzione giusta e soprattutto muovevano dalla percezione della necessità improrogabile di incominciare a rimuovere le ben munite difese di zone protette di corporazioni consolidate che bloccavano la concorrenza e chi non ricorda le tante promesse del centrodestra di realizzare una rivoluzione liberale in italia promesse che suscitarono molte speranze ma che sono rimaste purtroppo in larghissima misura solo promesse il paese sembra irrimediabilmente fermo prigioniero di una maglia d acciaio che ne paralizza i movimenti l innovazione la sperimentazione lo spirito d intrapresa la crescita eppure nella storia della nostra repubblica ci sono stati periodi di rigoglio ed espansione grandissimi il periodo che va dal 1949 al 1953 corrispondente al «centrismo» degasperiano fu certamente «il più costruttivo» come lo definì ugo la malfa della nostra storia repubblicana già luigi einaudi aveva dato un contributo fondamentale per togliere di mezzo le bardature autarchiche ereditate dal fascismo e per riattivare tutte le energie dell economia di mercato si proseguì in questa direzione con decisioni coraggiose e memorabili come la liberalizzazione degli scambi attuata nel 1951 fermamente voluta da la malfa appoggiata dal presidente della confindustria angelo costa contro settori economici protezionistici e avversata aspramente dalle sinistre sindacali e politi c che ossia l apertura delle frontiere italiane al libero commercio con l abbassamento dei dazi tale liberalizzazione permise l ammodernamento tecnologico dei nostri impianti industriali e pose le premesse di quel «miracolo economico» che nella seconda metà degli anni cinquanta e nei primi anni sessanta trasformò radicalmente il nostro paese a partire dalla metà degli anni sessanta questo trend si interruppe a causa delle suggestioni statalistiche che prevalsero col centrosinistra fu una sconfitta secca delle forze liberali una sconfitta che si spiegava sì con l egemonia raggiunta dalla cultura marxista ma anche con la debolezza della nostra cultura liberale per misurare questa debolezza basti pensare alle posizioni sostenute da benedetto croce che pure è stato il più grande filosofo liberale italiano secondo croce gli assetti economici e sociali avevano scarsa o punta importanza per il trionfo dell idea liberale la quale poteva quindi manifestarsi nelle situazioni più diverse anche «nell economia a schiavi e a servi» «nella massima del lasciar fare e del lasciar passare e nell altra dell intervento statale» e ciò perché per il filosofo napoletano l idea liberale ha «natura religiosa» e quindi non può avere nessuna connessione con gli ordinamenti sociali con gli assetti della proprietà e del mercato ed è significativo anche che nella storia del liberalismo europeo di guido de ruggiero un libro peraltro bellissimo e di fondamentale importanza venisse considerato come un campione del liberalismo tedesco giorgio guglielmo federico hegel cioè il filosofo che aveva divinizzato lo stato e aveva teorizzato una società corporativa al riparo dalla concorrenza e dagli imprevisti del mercato continua a pagina 8 giannelli scintille e illusioni di massimo franco l a pressione non è solo sulla tunisia ma sul nord dell italia e dell europa si tratta di fermare una migrazione incontrollata e di rompere la gabbia miope ed egoista con la quale la lega vuole isolare la mitica «padania» e la francia se stessa continua a pagina 5 il carroccio eserciti regionali di marco cremonesi a pagina 12 hiunque sarà il futuro presidente della consulta si può mettere l anima in pace il record di velocità detenuto da vincenzo caianiello resterà imbattuto anche se dovesse spuntarla paolo maddalena fra i quindici giudici quello con la maggiore anzianità gli toccherà occupare quella poltrona certamente per più di due mesi l attuale presidente ugo de siervo scade infatti a fine aprile mentre il mandato di maddalena termina a fine luglio troppo tardi per insidiare l inarrivabile primato di caianiello rimasto in carica appena 45 giorni dall 8 settembre al 23 ottobre del 1995 continua a pagina 11 c l inchiesta domani a milano l apertura del processo sulle feste di arcore negli atti le telefonate del premier caso ruby ecco i testi delle tre intercettazioni le carte e le regole di luigi ferrarella e giuseppe guastella i casi ap ben curtis le conversazioni che non dovevano essere trascritte l fer «conversazione con parlamentare non utilizzabile» gli atti del processo berlusconi-ruby sono pieni di queste diciture che sulle intercettazioni obbligatoriamente da depositare in audio alla difesa segnalano un interlocutore parlamentare intercettato indirettamente sull utenza di una persona sotto controllo e ne nascondono sia la trascrizione sia il riassunto ma gestire gli omissis è insidioso quando le pagine sono migliaia e così a spulciare gli atti depositati a berlusconi dai pm ormai alcune settimane fa si scopre quello che lì non avrebbe dovuto restare continua a pagina 9 d l italia riconosce i ribelli «potremmo anche armarli» di maurizio caprara l italia riconosce gli insorti anti gheddafi e non esclude un eventuale fornitura di armi così il ministro degli esteri franco frattini nella foto un bimbo ieri a brega si ripara in un auto già colpita da un proiettile alle pagine 16 e 17 sarzanini omani a milano prima udienza del processo ruby in cui silvio berlusconi è imputato di concussione e prostituzione minorile la sua voce è rimasta registrata in tre telefonate che sono sopravvissute nei brogliacci agli omissis apposti dai pm a tutela dello status parlamentare del presidente del consiglio nelle conversazioni berlusconi per legge non intercettabile senza autorizzazione delle camere parla con nicole minetti marysthelle polanco e raissa skorkina che invece in quel momento avevano i telefoni posti legittimamente sotto controllo dal gip a pagina 9 verdini nel partito è l ora di contarsi coordinatore unico pronto a discuterne di francesco verderami a pagina 13 niente alleanza «fasciocomunista» svanisce a latina il sogno di pennacchi di goffredo buccini a pagina 13 giappone i tecnici di fukushima costretti a svuotare le piscine dei reattori tonnellate di acqua radioattiva in mare di giusi fasano 9 771120 498008 colpo in banca t finisce nel sangue guardia uccide due rapinatori di claudio del frate a pagina 20 brescia onnellate di acqua radioattiva nell oceano pacifico i tecnici della centrale atomica di fukushima costretti a svuotare le piscine dei reattori rimasti gravemente danneggiati dal terremoto e dallo tsunami dell 11 marzo in tutto 11.500 tonnellate 10 mila usate per raffreddare le barre di combustibile nucleare surriscaldate e 1.500 pompate dai sotterranei dei reattori 5 e 6 a pagina 21 bazzi i timori sul redditometro 10 4 0 5 proprietari ricchi e imprese povere di dario di vico tudi di settore di nuovo alla ribalta in un clima più favorevole rispetto a quando pareva che la crisi avesse messo in discussione questo strumento di accertamento dei redditi da lavoro autonomo i piccoli ora non li temono più a pagina 15 s
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2 primo piano martedì 5 aprile 2011 corriere della sera immigrati il vertice il consiglio ai leghisti mi sento di suggerire un volume «memorie del mediterraneo» dello storico braudel enrico rossi governatore della toscana non riesce l accordo lampo oggi maroni torna a tunisi rinvio sul rientro dei migranti la ue legittimo l asilo provvisorio da uno dei nostri inviati tunisi l accordo lampo sull immigrazione non c è le proposte del governo italiano sono rimbalzate sul muro tunisino che si è rivelato più solido del previsto ma non c è neanche la rottura semplicemente è necessario continuare un negoziato difficile perché all esecutivo provvisorio di béji caïd essebsi non basta l equazione più soldi meno immigrati oggi ci riprova da solo il ministro dell interno roberto maroni che torna a tunisi per verificare se la «commissione tecnica bilaterale» unico risultato concreto del vertice di ieri avrà raggiunto uno schema d intesa la missione guidata dal premier silvio berlusconi con lo stesso maroni e il sottosegretario agli esteri stefania craxi si è risolta in un passo falso il padrone di casa il veterano essebsi 84 anni si è abilmente sfilato lasciando parlare praticamente solo l ospite per altro con una dichiarazione in italiano che ha irritato i numerosi giornalisti tunisini e stranieri un ora dopo un sudato interprete riportava il discorso in francese e poi in arabo sono dettagli che contano in una trattativa che la nuova tunisia basta guardare le tv locali o leggere i giornali della capitale vive come un test di maturità per la sua credibilità internazionale e anche per il suo orgoglio di paese finalmente democratico berlusconi in quel poco di sostanza che ha potuto comuni i punti critici le divergenze sui numeri 1 2 3 tunisi non pare disposta ad accogliere più di 50 al massimo 100 immigrati alla settimana il governo italiano chiede invece che almeno mille immigrati clandestini siano riaccolti «in tempi ragionevoli» il basso profilo nei trasferimenti il governo tunisino chiede anche che i rimpatri avvengano «mantenendo un basso profilo» niente telecamere sulle banchine di partenza e nessun attracco a tunisi bensì nei porti più defilati il pattugliamento congiunto È la richiesta di roma pattugliamenti congiunti al largo delle coste tunisine ma il premier essebsi vuole mantenere pieno controllo sulle proprie acque territoriali quindi andranno calibrati con molta cautela roma «salutateci i tunisini» È bufera sulla polverini roma «salutatemi i tunisini» la governatrice del lazio renata polverini se ne esce così durante la presentazione dei «rangers» del tevere volontari 28 uomini e 12 donne a guardia del fiume per cercare di arginare il degrado poi specifica «si trattava solo di una battuta di quelle che fanno le persone normali» ma è tardi e scoppia la bufera il capogruppo del pd alla regione esterino montino «speriamo che la polverini si renda conto della gaffe e chieda scusa al popolo tunisino» care ha concesso un apertura proprio su questo piano assicurando che «l italia vuole procedere ai rimpatri nell assoluta civiltà» su questo punto cruciale i rimpatri appunto le posizioni ancora a tarda sera erano lontane il ministro maroni ha dato istruzioni al prefetto rodolfo ronconi di tenere la linea al tavolo della «commissione tecnica» il governo tunisino deve riaccogliere almeno 1.000 immigrati clandestini con un piano preciso cioè indicando con quali navi quali aerei e «in tempi ragionevoli» inoltre roma chiede di organizzare pattugliamenti congiunti delle coste tunisine in cambio sarebbe disponibile ad aumentare il «pacchetto» di aiuti fino a 300 milioni mettendo insieme spese per il materiale radar vedette e sovvenzioni dirette o indirette alle imprese e più in generale all economia ma tunisi per ora non sembra disposta ad accogliere più di 50 o al massimo 100 immigrati alla settimana una posizione peraltro rafforzata dalle parole del commissario cecilia malmström che da bruxelles ha annunciato «il lancio di una procedura eccezionale per concedere l asilo temporaneo ai rifugiati in caso di afflussi massicci» nello stesso tempo i rimpatri dovranno avvenire «mantenendo un basso profilo» traduzione niente tv sulle banchine di partenze e attracco non a tunisi ma nei porti più defilati e ancora i mezzi per le operazioni di contrasto in particolare motori fuoribordo e motovedette servono subito anzi secondo i tunisini sarebbero già dovuti arrivare infine il pattugliamento congiunto va calibrato con attenzione il premier essebsi vuole mantenere la piena sovranità sulle acque territoriali insomma non sarà facile tuttavia il barometro diplomatico indica che un accordo o almeno «un accordicchio» oggi o nei prossimi giorni maroni lo porterà a casa al microfono silvio berlusconi durante la conferenza stampa di ieri insieme al suo omologo béji caïd essebsi reuters finora 23 mila gli arrivi dall inizio della crisi nei paesi nordafricani sono stati 23 mila gli arrivi di cittadini tunisini sulle coste italiane una cifra elevata che potrebbe essere incrementata anche dai libici in fuga da tripoli foto ansa il ministro mehdi havas «non si può risolvere tutto soltanto con le navi» «serve un piano da 5 miliardi su scala europea sennò in 3 mesi siamo daccapo» da uno dei nostri inviati g.sar © r produzione riservata tunisi «possiamo mettere tutte le navi che vogliamo a guardia delle nostre coste ma se non rilanciamo la nostra economia tra tre mesi saremmo daccapo altre migliaia di giovani salterebbero sulle barche per lampedusa» mehdi havas è nato a marsiglia 51 anni fa da genitori tunisini si è laureato in ingegneria a parigi e ha fondato una multinazionale dell informatica a gennaio ha deciso di rientrare nella tunisia rivoluzionaria oggi è ministro del turismo settore chiave dell economia la trattativa con l italia sull immigrazione clandestina si sta rivelando molto difficile perché «penso che un accordo sull emergenza si troverà il tema però è capire quanta tenuta avrà già da qui a tre-quattro mesi» che significa «se pensiamo di risolvere il problema solo mettendo più navi a guardia delle coste non andremo lontano negli ultimi tre mesi la nostra economia è andata a picco la tunisia è stata saccheggiata per anni dal clan del dittatore ben ali il risultato è che ci troviamo con 500 mila disoccupati e se andiamo avanti con questo ritmo produttivo ci vorranno cinque anni per riassorbirli» ma nella proposta italiana è previsto anche un sostegno alle imprese tunisine e altre risorse potrebbero arrivare tra i 200 e 300 milioni di euro «e noi diciamo grazie però stiamo ragionando su scale diverse riprendiamo il filo dei numeri per capirci meglio in tunisia la popolazione attiva è pari a circa 2 milioni di lavoratori una gran parte di questi circa 350 mila persone è impiegata nel turismo e se consideriamo anche l indotto tra commercianti e artigiani arriviamo a circa 800 mila persone ebbene oggi registriamo una flessione di tutto questo comparto pari al 60 se non invertiremo questa tendenza alla fine della stagione turistica ci ri milano roma torino capri cannes paris moscow baku doha beijing tokyo st moritz santonishoes.it man club nuova gloria 10493 woman rose collection petra 52410
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corriere della sera martedì 5 aprile 2011 primo piano 3 le soluzioni sono tre cooperazione allo sviluppo ingresso regolare nel lavoro e riammissione dei clandestini livia turco pd aspettative lo sforzo valga per tutte le regioni e i migranti non si diffondano in tutto il paese gianni alemanno sindaco di roma la maggioranza vertice ieri sera tra il premier e il senatur le condizioni della lega sì ai permessi a tempo ma patti certi sui rimpatri documento di 62 del pdl tendopoli non solo al sud i punti roma la missione in tunisia non ha portato i risultati sperati almeno per ora e silvio berlusconi si trova ormai tra due fuochi da premier di un paese dell unione europea sa di non potersi permettere uscite demagogiche e di sicura presa sull elettorato ma prive di realismo sul genere «via subito tutti i clandestini» ma da alleato della nervosissima lega nord sa anche che per mantenere salda l alleanza con bossi bisogna trovare una soluzione che non metta a rischio il consenso al nord in vista di un voto amministrativo al quale il carroccio tiene moltissimo ma il tutto va fatto senza provocare la rivolta dell ala sudista e non solo del suo partito che chiede a gran voce che i sacrifici vengano sopportati da tutte le accetta nelle dimensioni che l italia vorrebbe o addirittura di blocchi navali impossibili da realizzare per questo già due sere fa a bossi il ministro ha fatto un discorso chiaro e semplice o concediamo permessi di soggiorno temporanei per gli immigrati come peraltro la ue consiglia ormai esplicitamente di fare ndr e dividiamo così tra i vari paesi europei il numero di persone da accogliere o annunciamo a berlusconi che usciamo dal governo e questo è stato il tema al centro del vertice di ieri sera durante il quale sembra proprio che il senatur si sia convinto che in effetti la strada dei permessi temporanei va percorsa anche se berlusconi deve «offrire garanzie e tempi certi per i rimpatri» senza altre «perdite di tempo» con l apporto visibile delle istituzioni europee e senza buonismi che a suo giudizio fanno solo perdere voti e dalla tunisia bisogna ottenere il massimo possibile il senatur già irritato per come si sta procedendo sulla giustizia e per l impatto negativo che una esposizione così prolungata su certi temi potrebbe avere sugli elettori è infatti contrario in linea di principio a derogare alla sua legge sull immigrazione teme che un segnale «morbido» come la concessione dei permessi provvisori possa incentivare nuovi flussi migratori e non vuole a nessun costo che al nord sorgano come funghi tendopoli che «ci farebbero perdere le amministrative e allora sì che il governo non reggerebbe» ma appunto è anche conscio che la via è strettissima e che qualche passo avanti da parte sua è indispensabile anche se deve essere berlusconi a dare segnali rassicuranti e soluzioni immediate il premier ci sta provando ma le difficoltà sono tante in attesa di incontrare il presidente francese sarkozy per studiare assieme come affrontare l emergenza il vertice dovrebbe tenersi tra una decina di giorni berlusconi deve infatti dare risposte anche ai suoi sul piede di guerra ieri a far capire il clima è bastata una lettera firmata da 62 parlamentari sia di area ex an che ex fi che fedeli alle posizioni del dimissionario sottosegretario all interno alfredo mantovano chiedono che le tendopoli per gli immigrati siano distribuite «in modo equo e proporzionato sull intero territorio nazionale senza continuare a gravare soltanto sul sud» richieste condivise dal resto del pdl e che se ignorate potrebbero provocare seri problemi al cavaliere sia nel partito che nel voto di maggio l incontro al rientro da tunisi il premier ha incontrato lo stato maggiore della lega e pare abbia convinto bossi della necessità di percorrere la strada dei permessi temporanei la lettera il clima è molto teso ieri 62 parlamentari sia di area ex an che ex fi hanno firmato una lettera in cui si chiede che le tendopoli per immigrati siano distribuite in modo equo sul territorio la francia il vertice con nicolas sarkozy dovrebbe tenersi tra una decina di giorni berlusconi e il presidente francese dovranno studiare insieme le modalità per affrontare l emergenza strategie e timori il carroccio teme che una linea «morbida» possa incentivare nuovi arrivi e sia un boomerang elettorale regioni e non solo da quelle meridionali perché «anche per noi ci sono le amministrative» per questo tornato da tunisi ieri sera berlusconi ha incontrato a palazzo grazioli l intero stato maggiore della lega bossi calderoli castelli rosy mauro reguzzoni bricolo e cota non c era alcun esponente del pdl come sembra sia stato preteso dal senatur ma in compenso era ovviamente presente quel roberto maroni anche lui ormai da giorni schiacciato tra l incudine e il martello sì perché il ministro degli interni ha toccato con mano quanto sia difficile conciliare la parole d ordine del suo partito «clandestini fora di ball» per dirla con bossi con la fattibilità di rimpatri che per il momento la tunisia non troveremo con almeno altri 100-200 mila disoccupati» tutti possibili «clienti» dei trafficanti che mettono in mare i barconi «questa è la realtà purtroppo» converrà che non si può chiedere all italia di risollevare le sorti dell economia tunisina «ma certo questa è una questione da affrontare su scala europea se non mondiale basta osservare i flussi degli emigrati i giovani tunisini passano dal federalberghi «pronti al boicottaggio turistico» roma auspica «una collaborazione da parte del governo tunisino» in caso contrario «l alternativa è di chiedere ai nostri tour operator associati alla confturismo di boicottare la destinazione tunisia» dirottando i turisti «nel sud italia» sceglie la linea dura bernabò bocca presidente di federalberghi e confturismo «le imprese turistiche di lampedusa sono in ginocchio ma il discorso si sta allargando anche alla sicilia e temiamo anche per la puglia se il problema di fughe si dovesse allargare avere 2.000 immigrati clandestini che vagano per le nostre regioni del mezzogiorno non è sicuramente una cosa positiva» da qui l opzione del boicottaggio l italia per puntare anche verso altri paesi a cominciare dalla francia così come i marocchini fanno con la spagna ecco perché serve un piano di aiuti massiccio per i paesi del nord africa» quanti soldi servirebbero alla tunisia «bisognerebbe iniettare nel circuito economico 5 miliardi di euro attenzione non vuol dire 5 miliardi di aiuti ma di investimenti prestiti a tasso ridotto interventi delle varie istituzioni internazionali e l europa non può che essere in prima fila» un piano gigantesco «no se ragioniamo in termini globali e poi bisogna fare presto non possiamo dire ai nostri giovani aspettate 4-5 anni e vi diamo un lavoro se io fossi uno dei 500 mila disoccupati tunisini e qualcuno mi facesse un discorso del genere sarei il primo a cercare fortuna su una barca» giuseppe sarcina © riproduzione riservata lega roberto maroni ministro dell interno paola di caro © riproduzione riservata
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corriere della sera martedì 5 aprile 2011 primo piano 5 immigrati il governo il premier tunisino siamo in un paese amico e cercheremo di risolvere i nostri problemi con uno spirito di amicizia beji kaid essebsi «li porteremo indietro in modo civile» ma per il premier tocca al ministro dell interno chiudere l intesa con i tunisini da uno dei nostri inviati il controllo il commento tunisi quando si capisce che berlusconi non ha ancora l accordo in tasca quando lui stesso davanti alle telecamere annuncia che il ministro maroni che gli è a fianco tornerà oggi a tunisi per firmare l intesa aggiungendo che i funzionari del viminale lavoreranno tutta la notte per raggiungerlo nel palazzo del governo tunisino affiorano le incomprensioni interne al governo italiano sotto traccia ma evidenti le stesse incomprensioni emergono nei ragionamenti dello staff di palazzo chigi «non tocca a noi discutere i dettagli tecnici dell intesa il presidente è venuto qui per parlare di politica e di principi per fissare una cornice dare un segno di disponibilità nel contesto di relazioni bilaterali che sono sempre state ottime ora tocca ad altri fare il proprio mestiere» fra le righe l indice è puntato in modo diplomatico all indirizzo di roberto maroni che nella grande sala del governo tunisino non dice una parola lascia la scena al presidente del consiglio annuisce ma senza sorridere quando la sua agenda viene descritta dal premier aggiungono fonti governative per toccare il tasto più sensibile della vicenda «non si può andare dietro a bossi e contemporaneamente gestire un problema di queste dimensioni la propaganda di calderoli maroni non può più permettersela» È anche in questa atmosfera che ieri mattina berlusconi ha visto le autorità del governo provvisorio locale prima il presidente poi il primo ministro per annunciare infine in tono sereno che il problema è ormai prossimo alla soluzione «stiamo lavorando alla possibilità di rimpatrio c è la volontà del governo di tunisi e la nostra per farlo in modo civile» nell aggettivo «civile» si nascondono i dettagli di una trattativa tecnica che deve tenere conto delle molte esigenze del governo di tunisi di immagine e di politica interna che condizionano la capacità di ac scintille e illusioni per i toni della lega segue dalla prima le forze dell ordine l imponente flusso dei migranti giunti sul territorio italiano ha comportato l impiego di centinaia di poliziotti solo a manduria sono stati inviati 250 uomini i satelliti sono 11 i satelliti puntati sulle coste nordafricane e sul mediterraneo per individuare e segnalare i movimenti nei porti e le barche in navigazione anche delle dimensioni di soli 4 metri sopra l immagine relativa alla sorveglianza dell immigrazione dal nord africa presa dal satellite fonte esa cettazione dei rimpatri del clandestini eppure il cavaliere si mostra ottimista avrebbe forse voluto ottenere di più e subito per magari annunciarlo in una conferenza stampa programmata e poi disdetta in aeroporto ma nel caso specifico occorre accontentarsi «c è un assoluta volontà di le rotte di ingresso ad assistere le autorità italiane nel pattugliamento con 2 unità navali e tre aerei c è anche frontex agenzia europea che ha lo scopo di acquisire informazioni sulle nazionalità degli immigrati e sulle rotte di ingresso aggiunge sappiamo che c è un emergenza e un momento difficile per l economia tunisina con giovani che guardano all europa e alla sponda sud del mediterraneo per cercare di crearsi una nuova vita e questo è comprensibile» «siamo in una paese amico e cercheremo di risolvere i nostri problemi con uno spirito di collaborazione e di amicizia» aveva detto milioni il piano prima dell incondi aiuti dell italia tro con beji kaid esalla tunisia sebsi poi dopo il pranzo il ritorno trovare una soluzione tra i no in italia per un vertice con la stri paesi ci sono rapporti di lega nella speranza che nelle grande amicizia che continue stesse ore a tunisi sotto la reranno a essere tali» dice berlu gia di maroni si arrivi alla sconi quando prende la parola scrittura definitiva di quell acprima del pranzo offerto dal cordo che anche il partito del governo locale «c è un impor senatur deve intestarsi marco galluzzo tante interscambio commerciale culturale e per il turismo © riproduzione riservata in fuga migranti somali eritrei e asiatici fuggiti dalla libia in piena guerra civile in attesa nel campo tunisino di shousha vicino al confine molti di loro sono pronti a rischiare la vita per raggiungere l europa olycom 300 in italia il contraccolpo immediato è di tendere i rapporti fra il pdl e il carroccio più di quanto fosse prevedibile l immigrazione dal nord africa porta il carroccio verso una sorta di schizofrenia politica fra il ruolo di governo affidato al ministro dell interno roberto maroni e quello di «sindacato di territorio» che tende al rifiuto di ospitare clandestini nelle regioni settentrionali la lettera con la quale ieri sessantadue parlamentari berlusconiani chiedono al premier «respiro nazionale» nella gestione dell emergenza rappresenta un avvertimento garbato ma netto e altrettanto esplicita è la critica al modo in cui il partito di umberto bossi liquida il problema sono i primi effetti di una crisi in incubazione da giorni dalle dimissioni una settimana fa del sottosegretario all interno alfredo mantovano motivo il sovraffollamento del centro di accoglienza di manduria in puglia che lasciava sospettare un patto tacito fra palazzo chigi e lega per non fare arrivare i clandestini al di là del po il documento di ieri parte da quelle dimissioni ma va oltre vista la provenienza dei firmatari si segnala che «la gran parte delle tendopoli sono state realizzate nel sud» e si chiede invece a berlusconi che siano distribuite «immediatamente in modo equo e proporzionato» anche con il rilascio di «permessi di soggiorno per motivi umanitari ai tunisini» È un tema politicamente scivoloso se non incendiario dilata la sensazione di un incrinatura fra i due principali partiti di governo il pdl non può permettersi di perdere voti nel mezzogiorno e di gestire l arrivo dei clandestini confermando l adagio di una lega che detta le condizioni ma bossi sembra condannato a indurire i toni ad alzare barriere a tirare fuori proposte improbabili come l esercito regionale perché un immigrazione clandestina a fiotti logora i lumbard le responsabilità di maroni sono relative di fronte a un fenomeno che l europa e l italia non hanno saputo prevedere con l anticipo necessario al viminale tuttavia c è lui e i barconi continuano ad arrivare il viaggio lampo che il ministro dell interno ha fatto con berlusconi ieri a tunisi non ha cancellato le incognite sul futuro anzi oggi maroni dovrà tornare nel maghreb per un supplemento di negoziato l idea che le partenze dal nord africa si fermino di colpo si sta rivelando illusoria per questo sarebbe pericoloso continuare ad alimentarla i tempi tecnici perché si comincino a vedere risultati richiederanno almeno tre mesi di lavoro di accordi e di rodaggio ma la previsione realistica è che intanto la marea umana dalla tunisia e poi alla libia non finirà per questo cresce la polemica su un «invasione» che la lega vorrebbe caricare solo sulle spalle del sud la distinzione che fanno i dirigenti del carroccio tra «profughi» e «clandestini» i primi da ospitare gli altri da tenere a distanza viene ritenuta capziosa dei circa 20 mila immigrati sbarcati nelle ultime settimane oltre il novanta per cento so la rezione ai clandestini di fronte ai clandestini bossi sembra condannato ad alzare barriere e a proposte improbabili come l esercito regionale no clandestini non accettarli significa dunque dire no a qualunque tendopoli l incontro fra governo e enti locali previsto per oggi ma slittato a domani conferma la difficoltà di dare una risposta nazionale sempre che basti presto berlusconi si vedrà col presidente francese nicolas sarkozy perché la soluzione non può che essere tentata a livello europeo il sigillo del governo di parigi al confine tra francia e italia potrebbe rivelarsi presto inutile si tratta di una lezione per tutti anche per il vertice leghista che ieri sera si è riunito con berlusconi a roma e alla fine avrebbe accettato di concedere agli immigrati il permesso di soggiorno temporaneo che fino a poche ore prima aveva ostacolato le dinamiche che sono scattate nel maghreb non consentono più zone franche impongono un assunzione di responsabilità alla quale sarà difficile sfuggire perfino alla lega massimo franco © riproduzione riservata vola solo andata da 12 scopri lecce facilmente raggiungibile dagli aeroporti di brindisi e bari la bellissima lecce capoluogo del salento è la perla del barocco oltre alla ricercatezza del suo vasto patrimonio artistico-architettonico il suo paesaggio è uno dei più belli ed affascinanti del sud italia il centro storico lucente di giorno si popola di notte con la movida per giovani e meno giovani gustose cene cocktail e buona musica tutto l anno varie sono le iniziative culturali mostre d arte spettacoli musicali e teatrali ad appena 20 minuti il vicino aeroporto del salento di brindisi e a circa 2 ore quello di bari www.lecceweekendbreak.net prenota entro la mezzanotte del 07.04.11 tasse e spese incluse viaggia a maggio offerta valida per viaggiare nei giorni lunedì-giovedì soggetto a disponibilità termini e condizioni per ulteriori informazioni e per conoscere i giorni in cui i voli sono operativi visita ryanair.com spese opzionali escluse partenze da milan orio al serio
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6 primo piano martedì 5 aprile 2011 corriere della sera immigrati l italia i trasferimenti napoli e livorno accolgono 800 profughi roma ancora tutti al centrosud 471 clandestini arrivati ieri in mattinata a santa maria capua vetere e 300 sbarcati in serata a livorno e oggi con la nave clodia altri 170 diretti in toscana 300 a campobasso e 600 a civitavecchia È stata un altra giornata di trasferimenti quella di ieri con l unità di crisi riunita al viminale fino a tarda sera per scegliere la destinazione dei clandestini sbarcati a lampedusa con rotte tenute segrete fino all ultimo durante il vertice a palazzo grazioli e virate improvvise dell ultima ora la nave clodia con 1.070 clandestini inizialmente diretta a taranto e destinata ancora una volta a manduria dove il viminale prevede di inviare unità cinofile contro le fughe ha attraversato lo stretto di messina e fatto rotta verso civitavecchia inizialmente si era parlato di un attracco a napoli cosa che avrebbe reso esplosiva la situazione nella tendopoli allestita nella caserma andolfato di santa maria capua vetere giacché ai 471 giunti in mattinata si aggiungevano i 180 già presenti nel campo da 120 tende da 8 posti ciascuna montate dai vigili del fuoco del comando provinciale di caserta ieri è arrivato un tir carico di acqua minerale ma già si parla dell approdo di un altra nave che ieri notte è rimasta ferma in rada a lampedusa con a bordo 503 immigrati si è parlato anche di un trasferimento di 275 clandestini ora nella tendopoli verso la toscana forse ad arezzo intanto ieri 34 dei 300 sbarcati a livorno sono stati mandati a firenze una decina anche al centro della città oggi 40 dei 137 minori ancora a lampedusa dovrebbero essere imbarcati sul traghetto di linea per porto empedocle ieri sono stati identificati e trasferiti nel centro accoglienza dopo aver appiccato il fuoco alla parrocchia casa della fraternità a ventimiglia il governatore burlando ha lodato «il grande esempio di civilità» del centro accoglienza che si sta svuotando grazie alla tolleranza maggiore della frontiera francese ma c è molta incertezza sul futuro il problema è politico la linea del «fora di ball» espressa anche ieri dalla lega influisce nella scelta dei siti la cabina di regia delle regioni è stata rinviata ma il veneto e la lombardia restano fermi sì ai profughi no ai clandestini controlli per limitare i tentativi di fuga dal campo di manduria il viminale prevede di inviare unità cinofile virginia piccolillo © riproduzione riservata l isola liberata senza immigrati per ora la barista mi hanno telefonato dalla tendopoli mi mancheranno la giornata «normale» di lampedusa via i cartelli in arabo i volontari puliscono le spiagge e sognano i turisti lampedusa c è l annuncio di una lacrima dietro la smorfia del viso «a quei ragazzi mi ero ormai affezionata spiega anche se hanno rubato delle bottiglie di liquore erano comunque rispettosi l ultima sera ci siamo pure scambiati i numeri di telefono e mi hanno chiamata appena arrivati a destinazione» silvana luca è titolare del bar mediterraneo nella piazza di lampedusa che si chiama della libertà il caso non poteva miscelare meglio gli ingredienti questa piazza e questo bar per oltre dieci giorni sono stati il punto di ritrovo dei tunisini in quello che sembrava un angolo di gerba ora sono andati via con le navi mentre i nuovi arrivati con gli ultimi sbarcati anche ieri ce ne sono ancora più di 800 sono tutti nel centro di accoglienza e non più per le strade dell isola forse è solo una parentesi ma almeno per un giorno lampedusa è stata restituita ai lampedusani come aveva promesso berlusconi «in ogni caso la vera novità di queste settimane sono stati i tunisini ribatte silvana è stato un grande bagno di integrazione e dopo quel che ho visto ora sono io che voglio andarmene non mi piace più un isola che si accontenta della promessa di un campo da golf e non pretende invece un ospedale» silvana gira su frequenze diverse rispetto al resto dei suoi compaesani che invece sembrano rinati e si danno un gran da fare a pulire strade lavare porte e fine le presenze i numeri sull isola ci sono ancora oltre ottocento immigrati duecentocinquanta sono sbarcati ieri su due barconi e altri sono già stati intercettati in mare dalle motovedette pittura una ragazza ridipinge la sua abitazione all ingresso lampedusa prova a ritrovare la sua normalità dopo gli sbarchi dei migranti le partenze ieri sono salpate quattro navi da lampedusa alla volta delle tendopoli di sicilia molise campania lazio e toscana dopo le partenze gli abitanti dell isola hanno iniziato a ripulire case strade e spiagge nella foto una barista toglie il cartello con la scritta «vietato fumare» in arabo stre come dopo un enorme tempesta di sabbia che ha cambiato i connotati dell isola si rimuovono i cartelli con le scritte in arabo a cominciare dal «vietato fumare» mentre non vengono toccati quelli lasciati dai tunisini per ringraziare chi li ha accolti dando cibo acqua vestiti nonostante la solidarietà negli isolani c è comunque una gran voglia di tornare alla lampedusa «in cui possiamo stare con le porte aperte» e si riprende la vita di sempre al porto vecchio mimmo brignone è finalmente uscito in mare dopo aver recuperato dei remi nuovi «quelli che avevo me li hanno rubati i tunisini per farci le tende» usa più gesti che parole giambattista martello giovane muratore che si prende cura degli appartamentini di chi qui viene solo per le vacanze «queste case sono di un notaio di roma e di un imprenditore di bologna i tunisini hanno sfondato la porta per fare i loro comodi e poi hanno imbrattato i muri questo è il ringraziamento?» la disputa sui tunisini buoni o cattivi è il tema dell isola che fa le pulizie «È gente malvagia» grida pino campo 79 anni ma viene subito ripreso dal venditore di spugne giacomino sanguedolci che dall alto dei suoi 85 anni la vede diversamente «con diecimila tunisini volontario gianni de paola sta ripulendo la spiaggia dove c era l accampamento degli immigrati qui poteva succedere il finimondo e invece » indifferente alle polemiche silvia sona 35 anni ha preso a tinteggiare la panchina di quello che sarà il suo nuovo bar che in questi giorni era diventato bivacco per i tunisini viene da verona e nonostante tutto vuol trasferirsi definitivamente a lampedusa «chi ama quest isola deve accettare anche gli immigrati sorride qualunque cosa accada io aprirò il mio bar ho deciso di cambiare vita perché voglio stare vicino al mare» quest isola vive di mare e per questo si angoscia gianni de paola fresco di maturità scientifica nel vederlo ridotto a una discarica di bottiglie di plastica da volontario assieme a un gruppo di coetanei ieri si è messo a ripulire la spiaggia «dobbiamo fare in fretta a ripulire il mare altrimenti nessuno verrà più a lampedusa» questa la parola d ordine in un isola in cui oltre il 70 dei residenti vive di turismo «la pasqua è ormai compromessa spiega giammaria lombardo che rappresenta gli albergatori delle pelagie dobbiamo cercare di salvare almeno l estate» per farlo si attendono anche gli spot promessi da berlusconi e già in lavorazione negli angoli più belli dell isola ma l assessore al turismo l economista pietro busetta vorrebbe il colpo a effetto «berlusconi venga a trascorrere qui le vacanze di pasqua sarebbe il migliore degli spot» ogni anno sull isola si contano 140 mila presenze ma saltata la pasqua si dovrà tentar di recuperare tutto in estate «se il turismo non riparte lampedusa è morta» sentenzia peppino palmeri dell agenzia «le pelagie» lui snocciola numeri e previsioni ma la signora maria concetta che in agenzia ci lavora da 30 anni alza le spalle «io azzarda sono invece convinta che sarà un boom» come dire l effetto immigrati potrebbe finire per attirare più turisti e forse il primo accenno sono quei due giovani appena arrivati dall irlanda si dice per studiare i flussi migratori dall africa alfio sciacca © riproduzione riservata
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8 primo piano martedì 5 aprile 2011 corriere della sera politica e giustizia le inchieste la scheda voto sul conflitto di attribuzione in aula anche il processo breve oggi si esprime la camera pd in piazza no a leggi ad personam roma mobilitazione generale del pdl per il voto di oggi pomeriggio alla camera che dovrà decidere se sollevare o meno il conflitto di attribuzione davanti alla corte costituzionale sul processo ruby in cui silvio berlusconi è imputato di concussione e prostituzione minorile il voto è palese e non è prevista maggioranza qualificata eppure lo stato maggiore del pdl ha lo stesso precettato i deputati via sms per evitare l incidente di giovedì quando la maggioranza a parità di voti si è vista bocciare il processo verbale in cui era stato omesso il «vaffa» del ministro la russa al presidente fini con tempismo sull inizio del processo la camera grazie al via libera di gianfranco fini è chiamata a difendere le sue «prerogative costituzionali» che secondo la tesi del pdl sarebbero state lese dai magistrati «una violazione dell articolo 96 della costituzione» dal momento in cui la procura e il gip hanno ritenuto che berlusconi ha telefonato al capo di gabinetto della questura di milano per sollecitare la liberazione di una sua amica minorenne denunciata per furto invece sostiene il centrodestra la camera deve ristabilire che la telefonata fu fatta da berlusconi «nella sua funzione di premier» che si preoccupava di evitare un incidente con il presidente egiziano mubarak presunto zio della ragazza marocchina in vista del voto l opposizione risponde con la mobilitazione in aula e con le manifestazioni pier luigi bersani parlerà alle 18 al pantheon «contro i provvedimenti ad personam e per la dignità del parlamento» lontano dal palazzo per evitare interferenze con l ingresso dei deputati mentre il popolo viola ha scelto di «assediare» la camera dalle 14.30 di sera poi a santi apostoli c è la «notte bianca» della democrazia promossa anche da articolo 21 e libertà e giustizia conflitto di attribuzione con il voto di oggi la camera decide se sollevare o meno conflitto di attribuzione sul processo ruby in cui il premier berlusconi è imputato di concussione e prostituzione minorile il voto è palese e serve la maggioranza assoluta vincino a montecitorio gianfranco fini con il guardasigilli angelino alfano il clima è incandescente almeno a giudicare dal crescendo di accuse tra il ministro alfano che rientra a roma da washington apposta per votare e il segretario del pd oggi poi il vertice dell anm il sindacato dei magistrati sarà ricevuto dal ca po dello stato che in quanto presidente del csm ha dato il via alla discussione del parere approvato ieri dalla vi commissione del consiglio quello che stronca la norma targata lega sull allargamento della responsabilità civile dei magistrati perché «lede l autonomia e l indipendenza» di giudici e pm domani il csm vota oltre alla perdita dei titoli del laico matteo brigandì lega un parere sulla prescrizione breve il provvedimento che pdl e lega vorrebbero approvare entro venerdì alla camera in modo che il senato lo vari in tempo per bloccare per sempre il processo mills in cui berlusconi è imputato di corruzione di testimone e tanto per non negarsi un altro scontro maurizio bianconi pdl ha dissotterrato la sua proposta secondo la quale le intercettazioni dovrebbero servire solo ad orientare le indagini e non costituire fonti di prova nei processi una vecchia idea illustrata in commissione il 19 settembre 2008 da niccolò ghedini prima però che il parlamento con una doppia lettura conforme blindasse in parte il ddl alfano sulle intercettazioni il processo breve oggi la camera dovrà affrontare anche il provvedimento che garantisce una riduzione dei tempi di prescrizione dei reati per gli incensurati il processo breve è all ultimo punto dell ordine del giorno e c è massima incertezza sui tempi d esame dino martirano © riproduzione riservata il documento del csm ieri la v commissione del csm ha approvato un parere che stronca la norma aggiunta dalla lega al ddl comunitario per estendere la responsabilità civile delle toghe come lesiva della loro autonomia e indipendenza il commento e di liberale rimase poco segue dalla prima certo contro queste debolezze della nostra cultura liberale è risuonata la forte voce di luigi einaudi che non si stancava di avvertire «giova moltissimo che di fronte all andazzo di tutto chiedere allo stato di tutto sperare dall azione collettiva si erga fieramente il liberista ad accusare di poltronaggine l interventista e di avidità il protezionista» ma la cultura liberale è stata sempre minoritaria in italia mentre la mentalità assistenziale statalistica ha avuto sempre il sopravvento fino a permeare il senso comune È certamente anche per questo oltre che beninteso per il carattere composito e sostanzialmente conservatore dei nostri schieramenti politici che da noi è così difficile fare mentalità italiana non dico «rivoluzioni liberali» ma financo alcune riforme in italia la mentalità liberali di cui avremmo assistenziale assolutamente bisogno per statalistica ha avuto esempio una maggiore sempre il sopravvento flessibilità del mercato del lavoro che eviti l assoluta precarietà dei giovani e l assoluta inamovibilità degli anziani su questo punto il senatore pietro ichino ha scritto cose molto sagge su questo giornale una riduzione delle tasse in primis alle aziende attraverso il recupero dell evasione fiscale e la riduzione di alcuni settori della spesa pubblica a cominciare da quella pletorica e vergognosa della politica un triste primato italiano investire nella ricerca che è la chiave di volta dell innovazione tecnologica e che è invece la cenerentola del nostro sistema tutte cose ovvie in altri paesi ma che da noi equivalgono allo sbarco sulla luna mentre gli anni del «miracolo economico» sembrano risalire ormai alla preistoria giuseppe bedeschi © riproduzione riservata
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corriere della sera martedì 5 aprile 2011 primo piano 9 c è questo pm di nome forno che sta seguendo il caso a settembre mi chiamerà nicole minetti l importante è che varie persone testimonino che a noi aveva detto un età diversa silvio berlusconi le carte i testi contenuti tra le 20 mila pagine depositate in tribunale ruby tre telefonate di berlusconi negli atti della procura di milano colloquio con la minetti sul caso della ragazza marocchina milano sono tre le telefonate in cui è rimasta registrata la voce del presidente del consiglio e che tra le 20mila pagine depositate agli atti da settimane sul caso ruby sono sopravvissute nei brogliacci agli omissis apposti dai pm a tutela dello status parlamentare del premier nelle conversazioni berlusconi per legge non intercettabile senza previa autorizzazione delle camere è interlocutore di ragazze nicole minetti marysthelle polanco e raissa skorkina che invece in quel momento avevano i telefoni posti legittimamente sotto controllo dal gip agosto «indagano su ruby» «ma i nostri testi diranno » berlusconi «come sta la mia consigliera bravissima mi parlano tutti così bene di te amore tutti quelli della lega i nostri così poi quando ci sono le elezioni vieni in parlamento» il teste karima karima el mahroug alias ruby rubacuori è nata a fkih in marocco il primo novembre 1992 nel processo che si apre il 6 aprile sarà citata come teste sia dalla difesa del premier che dall accusa le protagoniste minetti ex soubrette la consigliere regionale del pdl il primo agosto quasi tre mesi prima che l inchiesta sul caso ruby diventasse pubblica parla della minorenne al telefono con il presidente del consiglio deve chiedere dell avvocato niccolò ghedini» faggioli «ah ghedini» segretaria «sì sì sempre lui» raissa «ho finito la benzina» silvio «ok vai da spinelli» la seconda telefonata del premier sopravvissuta agli omissis è del 26 settembre 2010 raissa skorkina ospite russa delle notti di arcore chiama villa san martino e in 31 secondi le viene passato il presidente dal quale cerca l ok a ottenere «benzina» dal tesoriere personale di berlusconi il ragionier spinelli raissa «amore ciao ciao tutto bene e tu?» berlusconi «abbastanza sono pieno delle cose politiche che è una cosa pazzesca» raissa «eh immaginato però ho tanta voglia di parlarti ti prego e poi volevo chiederti mi stanno finendo la benzina» berlusconi «come?» raissa «mi sta finendo la benzina» berlusconi «ah ho capito va bene lo dico a spinelli va bene?» il casting tv di marysthelle «te l ho procurato io» contatti nei brogliacci riassuntivi il cavaliere ha contatti con tre ragazze in quel momento intercettate dai pm a palazzo chigi il presidente del consiglio silvio berlusconi 74 anni foto ansa/giuseppe giglia nicole minetti è il consigliere regionale pdl che berlusconi avvertito il 27 maggio 2010 a parigi sul suo cellulare dalla prostituta brasiliana michelle della presenza in questura a milano della 17enne marocchina karima «ruby» el mahroug per una denuncia di furto di tremila euro aveva immediatamente fatto catapultare di notte in questura preannunciando per telefono al capo di gabinetto che si trattava di una sua delegata alla quale affidare la minorenne che il premier asseriva gli fosse stata segnalata come nipote del presidente egiziano mubarak l 1 agosto 2010 cioè 10 giorni dopo il terzo verbale di ruby due giorni prima dell ultimo ai pm e quasi tre mesi prima dell emersione dell inchiesta è al telefono con berlusconi e dai complimenti passa presto ad altro minetti «ma lo sai che l altro giorno è venuto da me in consiglio regionale giuliante a parlarmi della storia della ruby?» berlusconi «e giuliante chi è?» minetti «giuliante è l avvocato del pdl nonché di lele mora ndr polanco la giovane dominicana assidua frequentatrice di arcore parla di provini a mediaset con berlusconi il 4 ottobre 2010 tre mesi dopo che il premier ha saputo dell arresto del convivente di lei per traffico di droga è venuto in consiglio e praticamente m ha raccontato tutta la storia che c è questo pm di nome forno che sta seguendo il caso e che secondo lui non adesso ma a settembre il pm forno ndr mi chiamerà perché comunque sia la ruby che l altra str della michelle hanno fatto il mio nome hanno aperto un indagine su questa michelle perché in effetti è vero che la ruby l ha denunciata» berlusconi «cioè la ruby ha denunciato michelle?» minetti «sì per induzione alla prostituzione» berlusconi «una si dà la patente di puttana?» minetti «te lo giuro» ride berlusconi «ma roba da matti» fin qui il premier sembra stupito o disinteressato ma quando anticipa a minetti quella che sarà poi la linea difensiva mostra di sapere già bene di che tratti l indagine altrimenti non si comprenderebbe il senso del preciso richiamo all età minorenne o meno della ragazza berlusconi «vabbeh quello che è importante è che ci siano diverse persone che testimonino come a noi ruby ndr aveva detto che aveva l età diversa da quella che aveva insomma una volta che succede quello non succede più niente l abbiamo soltanto aiutata perché ci faceva pena» minetti però riferisce un dato che disorienta berlusconi minetti «si perché giuliante ndr m ha detto che sto forno c ha anche delle foto in mano che gli ha dato la michelle» non è vero si è ora capito che era la bugia che ruby raccontava a giuliante quasi per giustificarsi del fatto di non aver potuto negare nei verbali le proprie presenze alle notti di arcore ma già la sola prospettiva di foto benché non vera incrina la sicurezza del premier il brogliaccio lo segnala ammutolito «5 secondi di silenzio» berlusconi «ho capito mmh vabbeh speriamo che non venga fuori un casino sai basta poco perché quando si tratta di me eh tutti i giornali son contenti va beh comunque noi non abbiamo fatto niente di male eh » alla luce di questa inedita telefonata dell 1 agosto acquista interesse anche quella che il 22 ottobre 2010 quattro giorni prima che il fatto sveli l esistenza di ruby parte da palazzo grazioli residenza romana del premier per barbara faggioli una delle ragazze delle feste di arcore la segreteria del premier «c è da costruire un verbale» a chiamarla è la segretaria di berlusconi per convocarla alle indagini difensive dell avvocato ghedini ma l argomento le è posto in modo tutt altro che neutro più simile a una anticipazione di quanto la ragazza dovrebbe dire segretaria «buongiorno è la segreteria del presidente berlusconi noi la volevamo convocare perché è veramente indispensabile la sua presenza per cercare di costruire e verbalizzare le normalità delle serate del presidente berlusconi lunedì 25 a milano presso lo studio vassalli alle 17» faggioli «vengo da sola?» segretaria «si presenta da sola e i timori al centro della conversazione tra il capo del governo e la minetti le preoccupazioni sull età di ruby la terza telefonata rimasta negli atti è con la dominicana marysthelle polanco ed è del 4 ottobre 2010 tre mesi dopo che il premier ha sicuramente saputo dell arresto del suo convivente per traffico di 12 chili di cocaina anche qui è una donna da palazzo grazioli che le passa il premier la conversazione ha ampi tratti privati e inserimenti di un altra ragazza aris accanto a marysthelle a base di scherzosi e reciproci «cattivona tu»/«no cattivissimo tu» qui si darà conto solo del segno di un intervento di berlusconi a favore di marysthelle nel mondo della tv marysthelle «sono a roma oddio sono venuta a fare il casting con pingitore ti ricordi?» berlusconi «sì quella che ti ho procurato io no?» marysthelle «sì amore» ride berlusconi «adesso mi hanno chiesto se possono fare qualche numero per le nostre reti sto tentando di convincere mio figlio» e uno dei bunga-bunga va in vivavoce per caso agli atti c è anche una sorta di casuale viva voce di un bunga-bunga di berlusconi capita infatti che uno spasimante di aris espinoza indispettito per le presenze ad arcore di aris e dell amica iris la notte del 25 settembre le chiede via sms un favore particolare «rispondimi per ascoltare quando sei con lui» «ok» gli promette la ragazza e mantiene annotano i brogliacci «come richiesto nel sms l interlocutore chiama e l utente la ragazza ndr risponde senza parlare in sottofondo si sente iris che dice sono già ubriaca aris le chiede hai bevuto poi si sente la voce in sottofondo di un uomo presumibilmente silvio berlusconi» regole la legge prevede che i colloqui dei parlamentari non siano utilizzabili senza autorizzazione della camera di appartenenza le conversazioni che non dovevano essere trascritte segue dalla prima silvio berlusconi è un parlamentare e come tale non può essere direttamente intercettato senza che prima sia stata chiesta dal gip e ottenuta l autorizzazione alla camera di appartenenza tuttavia nelle indagini può capitare che mentre altre persone sono sotto intercettazione venga registrata una conversazione tra l utenza della persona sotto controllo e quella invece di un parlamentare suo interlocutore casuale quando accade le prerogative dei parlamentari riformulate nel 2003 dalla legge boato poi però bocciata in parte nel 2007 dalla corte costituzionale prevedono che contro il par lamentare l intercettazione non possa essere utilizzata se non dopo che i magistrati abbiano chiesto al parlamento il via libera a poterla usare mentre non ci sono limitazioni all utilizzo delle intercettazioni non solo contro la persona sotto controllo ma anche contro terzi nel caso ruby la scelta più volte dichiarata dalla procura era stata quella di non fare alcun uso delle telefonate nelle quali la voce del premier era rimasta registrata sulle utenze sotto controllo di minetti o di fede o delle ragazze di arcore intercettate per brevi periodi a rotazione e stesso trattamento era stato deciso per la sessantina di contatti tra berlusconi e ruby attestati dai tabulati di ruby per non farsi accusare di aver appositamente intercettato fede notoriamente amico del cavaliere allo scopo di captare di sponda berlusconi il procuratore bruti liberati aveva persino ordinato di staccare le intercettazioni del giornalista appena era emerso che aveva davvero un abitualità telefonica con il premier allo stesso modo i verbali di ruby pieni di particolari hard e nomi famosi spesso evocati senza riscontro erano perciò stati depositati alla difesa addirittura ancora con omissis dei quali i legali scelte la procura ha scelto di non fare alcun uso delle telefonate nelle quali compare la voce del premier del premier si erano lamentati al punto da chiedere poi come giusto che i pm li rimuovessero ma alla fine qualcosa nel mare di carte tra gli omissis è scappato lo stesso il testo sbobinato di tre telefonate indirette del premier con nicole minetti raissa skorkina e marysthelle polanco più un intercettazione tra la segreteria di palazzo grazioli e barbara faggioli sulle indagini difensive di ghedini e il vivavoce di un bunga-bunga ad arcore i pm non le hanno mai usate nei loro vari atti neppure a sostegno della richiesta al parla mento respinta di perquisire il 14 gennaio scorso l ufficio a milano 2 dell amministratore del portafoglio personale del premier il ragioniere giuseppe spinelli ma non essendoci stata una richiesta di autorizzazione al parlamento le intercettazioni neppure sarebbero dovute essere trascritte dovendo invece essere avviate alla futura apposita udienza di distruzione delle telefonate non utilizzabili come appunto quelle indirette dei parlamentari oppure quelle dove figurino avvocati nell esercizio dei loro mandati difensivi l fer © riproduzione riservata luigi ferrarella giuseppe guastella © riproduzione riservata
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10 primo piano martedì 5 aprile 2011 corriere della sera politica e giustizia le inchieste mediatrade il pm chiede il giudizio «il premier agì da socio occulto» de pasquale la frode potrebbe essere ancora in corso la difesa accuse infondate l avvocato difesa l avvocato del presidente mediaset fedele confalonieri alessio lanzi nato a genova ha 61 anni il legale di confalonieri sempre i soliti schemi quel reato non esiste milano unico legale a intervenire ieri con l arringa nel processo mediatrade gli altri lo faranno nella prossima udienza del 2 maggio di fronte al giudice per l udienza preliminare di milano maria vicidomini l avvocato alessio lanzi ha chiesto il proscioglimento del suo assistito il presidente di mediaset fedele confalonieri avvocato lanzi lei ha sostenuto che si tratta di un accusa infondata «che non ha possibilità di configurazione giuridica perché la normativa fiscale vigente che è stata introdotta nel 2003 esclude che la dichiarazione dei redditi della consolidante la società a cui fanno capo le varie società che compongono il gruppo possa mai riprodurre un delitto tributario fiscale le responsabilità sempre ammesso che ci siano rimangono in capo alla dichiarazione fiscale delle società controllate in questo caso mediaset è la controllante mentre mediatrade e rti sono le controllate che si fanno le loro rispettive dichiarazioni dei redditi e si assumono le loro responsabilità» per il pm fabio de pasquale le cose sembra non stiano così «il pubblico ministero ha detto che secondo lui ma è una cosa che io non ho mai visto da nessuna parte ci può essere una diversità tra chi tiene la contabilità della singola società e chi fa la dichiarazione del consolidato due soggetti che sarebbero entrambi responsabili di violazioni di carattere fiscale per quanto concerle contestazioni legate lo stesso pubblico nepresunti reati fiscali soai ministero ha detto no convinto che non esistano questo è il primo che i documenti caso in cui viene trattato agli atti un reato fiscale così congenon sono completi gnato mi auguro che si recepisca bene la normativa da un punto di vista generale poi mi pare che questo procedimento sia la riproduzione degli stessi schemi d accusa del passato quelli relativi ai vari processi fiscali che hanno riguardato il gruppo stavolta però come ha ammesso il pm la procura non ha potuto contare sulla collaborazione delle autorità straniere» sta dicendo che l accusa le pare più debole che in altre occasioni «a mio giudizio è sicuramente più debole perché si basa su un calcolo nudo e crudo ci sarebbe stata da parte degli imputati una appropriazione indebita delle presunte maggiorazioni che si è ritenuto di individuare con una serie di calcoli fondati su indici presuntivi lo stesso pubblico ministero ha detto che la documentazione agli atti del procedimento non è completa» ma ha anche aggiunto che non è detto che resti tale che potrebbero arrivare presto delle carte dall estero per cui non è detto che le cose restino così «quando e se arriveranno ne parleremo per ora restando a quello che c è ritengo che confalonieri debba essere prosciolto visto che a suo carico c è soltanto una imputazione legata a reati di natura fiscale e che l appropriazione indebita non lo riguarda affatto» milano stavolta il presidente del consiglio non si è presentato al settimo piano del palazzo di giustizia di milano impegnato in tunisia per la questione degli immigrati che lasciano disperati le coste dell africa per approdare sulle coste italiane ha evitato di sentire con le proprie orecchie i pm ribadire per lui per suo figlio pier silvio e il presidente di mediaset l amico di vecchia data fedele confalonieri e altre nove persone la richiesta di rinvio a giudizio per il caso mediatrade la prevista assenza di berlusconi il quale tramite i suoi legali non ha fatto valere il legittimo impedimento consentendo di celebrare l udienza non ha favorito la presenza dei sostenitori del premier quelli che una settimana fa non hanno mancato di fronte alle telecamere schierate per l occasione di manifestare tutto il loro affetto e la loro solidarietà dopo che il suo arrivo era stato preannunciato dal tam tam mediatico aperta l udienza i sostituti procuratori fabio de pasquale e sergio spadaro hanno chiesto il rinvio a giudizio dei dodici imputati silvio berlu sconi secondo loro è stato «socio occulto» di farouk «frank» agrama l ottantenne produttore statunitense fulcro dell inchiesta sulla compravendita di diritti tv mediaset/mediatrade anche quando era presidente del consiglio fino al 2001 ha sostenuto de pasquale il sistema di compravendita dei diritti avrebbe avuto come mediatore carlo bernasconi il processo altri undici imputati la procura vuole il processo anche per gli altri 11 imputati tra loro c è pier silvio berlusconi scomparso in quell anno silvio berlusconi confalonieri e pier silvio berlusconi sono accusati di concorso in frode fiscale da 8 milioni di euro nel 2002-2005 nell ottobre 2005 la procura ottenne il sequestro in svizzera di 100 milioni di euro di agrama sui conti della wiltshire trading hong kong sostenendo che essi non fossero il frutto di una «cresta» fatta dallo stesso agrama su fondi di mediaset che invece ritiene di essere parte lesa da propri l accusa il processo mediatrade è in fase di udienza preliminare berlusconi è accusato di frode fiscale fino al 2009 e appropriazione indebita per 34 milioni di dollari fino al 2006 per presunte irregolarità nella compravendita di diritti tv un ruolo chiave lo avrebbe il produttore frank agrama tra gli altri imputati ci sono anche pier silvio berlusconi e il presidente mediaset fedele confalonieri la richiesta il pm di milano fabio de pasquale con il collega sergio spadaro ha chiesto nel corso dell udienza di ieri il rinvio a giudizio per il premier secondo l accusa «berlusconi agì da socio occulto di agrama intermediario dei diritti tv con le major anche quando era presidente del consiglio» il legale di fedele confalonieri ha chiesto il proscioglimento del suo assistito i tempi l udienza è stata aggiornata al prossimo 2 maggio quando la parola passerà agli altri difensori gli avvocati di berlusconi che hanno anche intenzione di chiedere di interrogare agrama con incidente probatorio discuteranno invece il prossimo 30 maggio giorno in cui l udienza preliminare potrebbe chiudersi con la decisione accusa il pubblico ministero fabio de pasquale imagoeconomica polemica su «qui radio londra» e ferrara in tv mima il suicidio di cagliari milano «colpisce oggi che fabio de pasquale pm che in modo legittimo ha chiesto il rinvio a giudizio di berlusconi per il caso mediatrade e ilda boccassini pm protagonista del processo ruby tra poco saranno 20 anni che si occupano di berlusconi non c è qualcosa di malato in tutto ciò?» ieri giuliano ferrara foto ha dedicato qui radio londra ai rapporti tra giustizia e politica ricordando tra l altro il caso di gabriele cagliari l ex presidente dell eni arrestato su mandato di de pasquale che nel 93 si suicidò in carcere soffocandosi con un sacchetto di plastica «una tragedia personale dentro una tragedia del sistema» l ha definita ferrara mentre mimava l accaduto portandosi davanti al viso un sacchetto l idv ha commentato con leoluca orlando «no caro ferrara non c è nulla di malato i pm fanno il loro mestiere la patologia è un premier che da 20 anni riesce a farla franca con leggi ad hoc» © riproduzione riservata manager infedeli ma un tesoro accantonato dal «socio occulto» di berlusconi agrama berlusconi «titolare di poteri di fatto sulla gestione di mediaset spa» daniele lorenzano «uomo di fiducia di berlusconi» per l acquisto di diritti tv roberto pace «direttore di mediatrade fino al 2002» e gabriella ballabio «dirigente di mediatrade e poi di rti» avrebbero «operato all interno di un sistema di frode utilizzato dalla fine degli anni 80 in forza del quale i diritti di trasmissione forniti dalla paramount e in misura minore da altri produttori internazionali invece che direttamente dai fornitori venivano acquistati da mediaset a prezzi gonfiati per il tramite di società di comodo riconducibili ad agrama» con il risultato di appropriarsi «di una parte rilevante nel 2000-2005 complessivamente 100 milioni di dollari usa delle somme trasferite da mediatrade e dal 2003 da rti alla società olympus trading riconducibile ad agrama ndr a titolo di pagamento di diritti televisivi» denaro che per i pm finiva sui conti «nella disponibilità di fiduciari di agrama su conti aperti a nome di pace e di ballabio e su altri conti in svizzera e altrove» per berlusconi agrama lorenzano pace ballabio e dal negro ma anche per i vertici mediaset confalonieri e pier silvio berlusconi c è l accusa contestata ieri dall avvocato alessio lanzi difensore di confalonieri di frode fiscale spalmata però nelle dichiarazioni fiscali consolidate del gruppo mediaset per gli anni 2005-2008 giuseppe guastella gguastella@corriere.it © riproduzione riservata l udienza venerdì davanti al gup l editore potrebbe scegliere questa soluzione l imprenditore raffaelli lo ha già fatto paolo berlusconi e il nastro su bnl l ipotesi del patteggiamento milano praticamente formalizzato il patteggiamento a un anno e 8 mesi di roberto raffaelli non ci sono ancora certezze su quello di paolo berlusconi in vista dell 8 aprile quando i due con altri due coimputati compariranno di fronte al gup stefania donadeo per l udienza preliminare sulla vicenda dell intercettazione che finì pubblicata il 31 dicembre 2005 sul quotidiano il giornale di proprietà del fratello del presidente del consiglio che non solo non era ancora agli atti dell inchiesta sulla scalata di unipol alla bnl né trascritta o riassunta ma esistente solo come file audio nei computer degli inquirenti era l intercettazione dell «abbiamo una banca» penalmente non rilevante tra il non indagato capo dei ds piero fassino e l indagato presidente di unipol giovanni consorte raffaelli è accusato di «concorso nella rivelazione e utilizzazione di segreto d ufficio» con paolo berlusconi per il quale la procura ipotizza anche il reato di ricettazione raffaelli che allora guidava la società rcs research control system che per conto della procura effettuava le intercettazioni nell inchiesta bnl-unipol ha chiesto con i suoi legali gli avvocati alessandro campilongo e luigi liguori di formalizzare un accordo di patteggiamento della pena stessa intenzione avrebbe manifestato la difesa di paolo berlusconi guidata dall avvocato-parlamentare niccolò ghedini difensore anche del premier che però intenderebbe contenere la pena per uno dei reati per l altro si andrebbe a processo in una sanzione pecuniaria a causa dei precepaolo berlusconi g gua © riproduzione riservata denti procedimenti penali in cui è rimasto coinvolto l editore del giornale il gup donadeo dovrà anche decidere sulla richiesta di archiviazione avanzata dai pm il sostituto procuratore maurizio romanelli e il suo aggiunto alfredo robledo a favore di silvio berlusconi dalle accuse di ricettazione e di concorso nella rivelazione di segreto commessa dall «ausiliario di polizia giudiziaria» raffaelli il quale ammise dopo averlo negato a lungo di essere stato proprio lui a portare un computer con il file finito sul giornale a silvio e a paolo berlusconi alle 7 di sera della vigilia di natale 2005 in un incontro organizzato nella villa di arcore tramite un ex socio di paolo fabrizio favata anche lui imputato paolo berlusconi in concorso con favata è accusato di ricettazione perché raffaelli dopo aver creato fondi neri in rcs attraverso eugenio petessi anche lui imputato avrebbe disposto la consegna di 500 mila euro in contanti a favata «per la successiva consegna a paolo berlusconi» tra la metà 2005 e la metà 2006 «quali compensi» per «favorire attraverso canali istituzionali le prospettive di espansione di rcs sul mercato estero» ma il fratello del presidente del consiglio non avrebbe fatto molto tanto da essere incriminato anche per «millantato credito» giuseppe guastella gguastella@corriere.it © riproduzione riservata
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corriere della sera martedì 5 aprile 2011 primo piano 11 quello è un dossier costruito per calunniare ed è fondato su un cumulo di menzogne piero fassino pd la campagna non è tanto contro di noi quanto contro i magistrati beppe fioroni pd il caso il «giornale» sul presunto «tesoro» all estero della quercia desecretate trecento pagine fassino è un dossier per calunniare fondo oak nuovi sospetti d alema falsità l ex leader ds non ho niente da nascondere e il tesoriere sposetti via il segreto così scopriremo i mandanti roma ieri mattina d alema ha iniziato la sua giornata di lavoro alle nove e venticinque il presidente del copasir è uscito di casa e si è infilato in auto terreo in volto non si sa se per la sconfitta della roma o per la lettura del giornale infatti il quotidiano del fratello di berlusconi titolava in prima pagina «le carte sui fondi esteri fanno tremare d alema» e giù alcuni articoli in cui si racconta che un giudice milanese ha ordinato di «desecretare» le oltre trecento pagine del dossier sul presunto tesoro dei ds alle isole cayman secondo il giornale in quel documento nome in codice «oak fund» che era stato commissionato dall ex capo della security di telecom giuliano tavaroli ricorrono più volte il nome di d alema e la sigla p.f che si lascia intendere potrebbe riferirsi a piero fassino al pd accusano il colpo ma decidono di fare finta di niente nessun commento ufficiale solo una dichiarazione dell ex tesoriere ugo sposetti nella sua veste di legale rappresentante dei ds la speranza è che la vicenda rimanga circoscritta al solo giornale ma con il passare del tempo si capisce che non è così c è il tg1 che fa fibrillare il pd perché è seguito da milioni di telespettatori e c è il timore che oggi dia la notizia il tg della 7 l ha già data e nel frattempo arrivano le telefonate dei giornalisti difficile continuare a fare finta di niente difficile che la vicenda rimanga confinata al solo giornale d alema nel suo ufficio ostenta grande tranquillità «non ho niente di cui preoccuparmi perché non ho niente da nascondere» il presidente del copasir si sente parte lesa in questa storia ed è pronto alla querela e alla denuncia ai collaboratori spiega di essere convinto che sul giornale sia partita una campagna di stampa orchestrata da berlusconi per attaccare il pd una campagna che cade proprio al momento giusto quando nell aula di montecitorio arriva la prescrizione breve e nei tribunali si svolgono i processi che riguardano il premier quel dossier è «monnezza» secondo d alema che però non si fa illusioni la campagna non finirà qui lo stillicidio «delle falsità» continuerà piero fassino che è a torino per le elezioni amministrative è categorico «quello è un dossier costruito per calunniare ed è fondato su un cumulo di menzogne» l ex segretario dei ds rimanda tutti al comunicato di sposetti «È chiarissimo» in quella nota l ex tesoriere definisce «notizie destituite di fondamento» quelle del giornale e ricorda che il partito ha «già intrapreso iniziative giudiziarie» a cui ne seguiranno altre se il «dossieraggio illecito» proseguirà sposetti chiede la rimozione del segreto di stato apposto dal governo berlusconi al processo telecom «così sapremo chi sono non solo i nostri calunniatori ma anche i loro mandanti» l ex tesoriere è convinto che la «campagna del giornale sia finalizzata a colpire l avversario politico» ma uno dei leader della minoranza del pd beppe fioroni pur non avendo niente a che fare con quella vicenda visto che viene dalla margherita offre una lettura dei fatti diversa e a sera insinua un altro dubbio nel pd «la campagna non è tanto contro di noi quanto contro i magistrati per dimostrare che si sono mossi a senso unico puntando solo su berlusconi mentre hanno graziato la sinistra» l osservatorio di renato mannheimer fioroni «vogliono dimostrare che i magistrati si sono mossi a senso unico» maria teresa meli © r produzione riservata il caso il fondo l «oak fund» è il presunto conto commissionato dall ex capo della security di telecom giuliano tavaroli e riferibile secondo quanto scrive ieri «il giornale» ai fondi esteri dei ds il quotidiano ha rivelato che un giudice milanese avrebbe ordinato di «desecretare» le oltre 300 pagine del dossier sull «oak fund» la replica l ex tesoriere ugo sposetti ha replicato «il giornale anziché riportare in termini corretti la notizia presta le proprie pagine per una falsa campagna di stampa unicamente finalizzata a colpire l avversario politico» il ruolo l ex presidente dei ds massimo d alema 61 anni il suo nome secondo quanto afferma «il giornale» ricorre più volte nel dossier popolarità del premier «erosione» dei consensi l istituzioni a tempo la scelta per anzianità crea presidenti a breve termine il record di caianiello i presidenti dal 2004 si sono succeduti alla presidenza gustavo zagrebelsky 7 mesi e mezzo valerio onida 4 mesi piero alberto capotosti 8 mesi annibale marini 8 mesi franco no innumerevoli uscito dall alta corte l ex presidente antonio la pergola si presentò alle elezioni per l europarlamento poi alla tenera età di 75 anni accettò nel 2006 senza fare una piega la presidenza del poligrafico dello stato nello stesso anno cesare ruperto è diventato presidente della commissione d appello federale della figc il tribunale dei calciatori nel 1994 aldo corasaniti si è presentato alle elezioni politiche con i progressisti e nel 2010 annibale marini è stato nominato dal parlamento membro laico del csm poi ci sono è ovvio anche casi anagrafici particolari si può chiedere a un signore di 54 anni quanti ne aveva antonio baldassarre quando ha lasciato da presidente emerito la consulta di fare il pensionato d oro tutta la vita soltanto per essere stato nominato troppo giovane alla corte costituzionale certo che no anche se la gamma degli incarichi assunti da lui successivamente può suscitare qualche riflessione presidente del giurì della pubblicità 1996 della filiale italiana della banca inglese greenwich national westminster 1998 della sisal e della rai non basta il vulcanico baldassarre ha anche organizzato nel 2007 una cordata per comprare l alitalia e nel 2009 si è candidato con il sostegno del popolo della libertà per il comune di terni uscendo però sconfitto dalla sfida con il suo avversario di centrosinistra leopoldo di girolamo si potrà argomentare che anche queste nomine per quanto di profilo tecnico restano sempre di natura politica funziona così dappertutto in italia perché dunque scandalizzarsi se un ex presidente si candida in parlamento viene nominato presidente di un azienda pubblica oppure corre per fare il sindaco il ragionamento non fa una grinza ma siamo sicuri che queste cose fanno bene al prestigio della corte e all autorevolezza delle sue decisioni la «toccata e fuga» alla guida della consulta pochi mesi e si riparte de siervo lascia dopo 140 giorni segue dalla prima una meteora ineguagliata la più prestigiosa fra le poltrone pubbliche è anche quella che assicura il turnover più rapido basti dire che dal 1956 a oggi si sono avvicendati 34 presidenti con una durata in carica media di 19 mesi e mezzo ciascuno il ritmo degli avvicendamenti è stato così incalzante che ci sono attualmente in circolazione fortunatamente vivi e vegeti ben 16 presidenti «emeriti» con pensione super e auto blu a vita comprensiva come recita il regolamento interno di «spugna piumino e pelle di daino» ai quali è questione di giorni se ne aggiungerà un diciassettesimo i quindici giudici costituzionali restano in carica nove anni e la presidenza spetta per consuetudine al componente con la maggiore anzianità quando scade il suo posto viene di solito preso da chi lo segue a ruota il quale a sua volta lascia a chi è stato nominato subito dopo di lui e così di seguito il risultato è che ognuno dei quindici giudici costituzionali può diventare presidente giusto il tempo di una toccata e fuga per maturare i privilegi massimi l ultimo presidente de siervo sarà rimasto in carica 140 giorni giuliano vassalli fu presidente per 94 gio vanni maria flick per 96 È francamente difficile dire quanto questo meccanismo si possa conciliare con l autorevolezza necessaria a chi è investito di un tale compito e non sarebbe anche lecito chiedersi se sia opportuno per chi ha avuto un ruolo così rilevante nelle istituzioni assumere poi incarichi pubblici o privati magari modesti o addirittura correre in politica gli esempi so bile 1 anno e 4 mesi giovanni maria flick 3 mesi francesco amirante 1 anno e 9 mesi da dicembre è ugo de siervo foto sergio rizzo © riproduzione riservata a popolarità di berlusconi vede confermato il trend di progressiva diminuzione già avviatosi nei mesi scorsi non si tratta si badi di un crollo né di una brusca caduta ma dell erodersi lento giorno dopo giorno degli ampi consensi popolari conquistati nel recente passato questo andamento fa capire come il motivo del trend discendente non sia legato tanto a un episodio specifico dal caso ruby al processo breve quanto sia invece determinato dal succedersi di una pluralità di eventi che nel loro complesso e senza che nessuno abbia avuto un ruolo risolutivo in sé hanno portato a una contrazione della popolarità del cavaliere sul piano quantitativo alla richiesta di un voto da 1 a 10 nei confronti del presidente del consiglio un terzo della popolazione assegna un giudizio di sufficienza dal 6 in su mentre i restanti due terzi si dividono tra chi 61 esprime una valutazione negativa e chi 5 dice di non avere un opinione al riguardo il voto medio rilevabile nel complesso è pari a poco più di 4 il dato non è tanto grave in sé anche perché tutti o quasi i principali leader europei da cameron alla merkel a sarkozy attraversano una crisi di consensi ma ciò che più potrebbe preoccupare il premier è il trend la continua diminuzione di voti positivi rispetto al passato ancora nello scorso settembre il cavaliere poteva contare su più del 40 di valutazioni oltre la sufficienza c era è vero una discesa rispetto al maggio precedente l ultimo mese in cui i giudizi positivi superavano il 50 ma si trattava di un livello di consenso piuttosto elevato mantenuto in ottobre ha visto una prima caduta a novembre giudizi positivi al 36 per poi comprimersi sino ai livelli di oggi naturalmente la gran parte dei votanti per il pdl continua a esprimere valutazioni positive per il proprio leader ma anche tra questi i giudizi di sufficienza per berlusconi scendono da 88 giudizi a 86 più ampia l erosione dei consensi tra i leghisti dal 72 di un terzo della oggi dunque popolazione assegna gennaio al 62 diper il cavaliere l insoddisfazione la sufficienza pare estendersi all elettorato dei partiti di governo sebbene quest ultimo continui per la maggioranza a giudicarlo più che positivamente la tendenza al calo del gradimento del premier è rilevata anche da altri sondaggi pubblicati in questi giorni ad esempio crespi 33 di popolarità ipr 33 ipsos 35 fa eccezione euromedia che attribuisce a berlusconi un consenso attorno al 50 pressoché stabile questa discordanza si può forse spiegare con la diversa impostazione metodologica adottata che rende difficile ogni raffronto considerando le caratteristiche socio-anagrafiche contrariamente a quanto molti si aspettavano il consenso è sceso più tra i maschi che tra le femmine che tuttora esprimono un livello maggiore di approvazione verso il premier accentuato fra le casalinghe ancora le valutazioni positive sono diminuite tra giovanissimi studenti e quanti hanno titoli di studio elevati sul piano della distribuzione territoriale si rileva un erosione più forte nelle regioni settentrionali specie nel nordovest il calo di simpatie si è poi manifestato con più intensità tra i cattolici «sporadici» che vanno a messa una/due volte al mese quanto ha influito il caso ruby su questo trend e quanto invece le performance del governo e i conflitti nella maggioranza come detto tutti i fattori hanno avuto rilievo ma l analisi dei connotati sociali dei più critici può suggerire come le vicende personali del cavaliere che secondo molti osservatori avrebbero dovuto allontanare di più le donne e i cattolici praticanti possano avere giocato un ruolo più marginale rispetto alla crescente insoddisfazione complessiva per l attività o la non attività dell esecutivo nell insieme questi dati mostrano ancora una volta come gli italiani sembrino criticare berlusconi non tanto per bunga-bunga e affini quanto per la percezione di mancata realizzazione delle promesse espresse in campagna elettorale © riproduzione riservata
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12 primo piano martedì 5 aprile 2011 corriere della sera la maggioranza i nodi il caso proposta di legge del carroccio il pd così salta anche il federalismo la scheda gnp nel 1996 in piena fase secessionista il carroccio proclamò la nascita della guardia nazionale padana ronde padane previsti dal decreto maroni dell agosto 2009 dopo lunghe polemiche fuori e dentro il parlamento gli «osservatori volontari per la sicurezza» non sono mai decollati al momento sono attivi in un numero limitatissimo di comuni alpini del nord lo scorso 9 marzo la maggioranza è stata battuta alla camera sulla proposta del leghista davide caparini di incentivare il reclutamento di volontari per le truppe alpine privilegiando i «residenti» nelle regioni montane del nord «creare eserciti regionali» un coro di no alla lega la russa difesa indivisibile l opposizione irricevibile milano la lega evoca gli eserciti regionali ma la proposta suscita un coro di no e quasi rimane senza padre l iniziativa è dei deputati padani in commissione difesa primo firmatario l ingegnere bellunese franco gidoni nella relazione alla proposta di legge si parte ricordando la guardia nazionale statunitense e le difficoltà conseguenti all assenza in italia di un tale istituto che deve essere «di concorso nelle attività di protezione civile e di mantenimento dell ordine pubblico» di qui la proposta una «milizia» il cui reclutamento dovrebbe avvenire su base regionale a cui gli appartenenti un migliaio per ciascuna delle venti regioni italiane dovrebbero prestare servizio per un mese all anno dotati di «armamento di tipo leggero» i volontari sarebbero agli ordini di un comandante generale del corpo che risponde al consiglio dei ministri e di venti comandanti regionali che fanno capo al rispettivo presidente della regione la proposta è sottoscritta da tutti i deputati della lega cosa che accade di frequente in questo caso tuttavia manca la firma del capogruppo marco reguzzoni che prende in qualche modo le distanze definisce sì la proposta «un idea intelligente» che spera possa ottenere l adesione «di tutti i partiti» ma precisa anche che l assenza della sua firma non è certo frutto di distrazione ma serve a «sottolineare il fatto che in ogni caso la lega non considera la proposta strategica» nel frattempo infatti la proposta del carroccio piovuta in mezzo a dibattiti già incandescenti e in un momento in cui le tensioni della maggioranza sono tangibili raccoglie poco consenso a partire dal centrodestra lo stop più autorevole arriva dal ministro della difesa nonché coordinatore pdl ignazio la russa che da abu dhabi osserva «in ogni paese anche il più federalista del mondo l esercito non viene mai regionalizzato o parcellizzato È una delle caratteristiche dello stato unitario i compiti che normalmente si attribuiscono allo stato centrale come si chiama negli stati federali comprendono sempre la difesa» ma anche la governatrice del lazio renata polverini alza le spalle «mi sembra un altro momento di estrema fantasia della lega» le opposizioni sono meno te repubblica del nord la guardia nazionale padana nel 2008 il modello usa un reparto della guardia nazionale americana modello dichiarato della proposta leghista appena presentata rock e politica critiche al premier il pdl contro metallica e muse sono drogati pdl contro i metallica succede anche questo nel libro di klaus davi «porca italia cosa dicono e pensano di noi nel mondo» kirk hammett chitarrista della band heavy metal dice che berlusconi è «pericoloso perché ha troppo potere» non basta il cavaliere mette d accordo metallari e fan del rock alternativo perché anche i muse se la prendono con lui definito tanto «bizzarro» che «all estero nessuno può credere che sia premier» sciocchezze chissà ma il pdl fa quadrato giovanardi «mi sembrano gli scrittori e attori radical-chic di sinistra che parlano male di berlusconi salvo arricchirsi con l antiberlusconismo» gasparri «essere insultati da gruppi che ammettono l uso di droga è una medaglia» nere francesco boccia il pd più dialogante con il carroccio avverte «ci aspettiamo che bossi e calderoli prendano le distanze tempo fa hanno voluto giocare a fare le ronde se vogliono insistere così lo dicano perché salta tutto anche il tavolo del federalismo» mentre il segretario udc lorenzo cesa definisce l iniziativa «grottesca provocazione» e pure «pagliacciata» per i finiani commenta adolfo urso «una sciocchezza propagandistica paragonabile solo a quella delle ronde cittadine» quanto all italia dei valori il capo dei deputati massimo donadi parla di «ultima follia leghista» che secondo il leader dei verdi angelo bonelli «serve soltanto a distrarre l opinione pubblica da ciò che sta avvenendo in libia e dal fallimento del governo» il primo firmatario franco gidoni scuote la testa «la proposta è maturata adesso soltanto perché è la nostra risposta a un provvedimento del tutto analogo presentato dal collega del pdl edmondo cirielli che prevede così come il nostro il reclutamento su base regionale l idea è soltanto quella di disporre di una forza di volontari addestrati per non distogliere le forze armate tradizionali da compiti piu routinari» conclude gidoni «È vero però che per noi il provvedimento non è strategico» ma cirielli chiamato in causa non ci sta proprio «la mia è una proposta ben diversa» marco cremonesi © riproduzione riservata fiat 500 cabrio allo stesso prezzo di fiat 500 solo fino al 3o aprile fiat ti invita a torino per le grandi mostre di www.italia150.it es 500c 1.2 pop bz prezzo promo 11.750 ipt esclusa con il contributo dei concessionari fiat al prezzo di listino di 500 1.2 pop bz offerta valida fino al 30.04.2011 valori massimi 500 1.4 bz consumi ciclo combinato 5,8 l/100km emissioni co2 135 g/km
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corriere della sera martedì 5 aprile 2011 primo piano 13 il pdl lo scontro l intervista la classe dirigente presa da problemi e fibrillazioni in questo momento crea tensioni all interno del partito denis verdini pdl «mi accusano di aver sopravvalutato i responsabili ma senza di loro il 14 dicembre le cose sarebbero andate diversamente» contributo al partito e il modo in cui si è proposto che è sbagliato proprio per la fase difficile e delicata che attraversiamo una maggiore coesione sarebbe necessaria bisognerebbe pensare anzitutto alla compattezza della maggioranza e alla solidità del governo perciò ritengo sia stato un errore esternare il problema ora perché nel migliore dei casi si viene fraintesi» tutte queste tensioni inducono berlusconi a vivere il partito come una necessità ma al tempo stesso come un fastidio e lo portano a dire «a volte il pdl mi fa perdere voti» «un leader carismatico vede la politica in modo diverso altrimenti sarebbe un leader ordinario detto ciò anche berlusconi sa che un partito vive di quotidianità il punto è che i problemi e le liti ordinarie si scaricano tutte sul leader lui si infastidisce e lo capisco» lo capisce anche quando per evitare una scelta lascia che i nodi si aggroviglino o addirittura lascia che tanto per fare un esempio miccichè fondi un movimento come forza sud «È una discussione aperta e credo che il pdl dovrà affrontare presto il problema in ufficio di presidenza un conto è la simpatia di miccichè e la sua fedeltà a berlusconi altra cosa è fondare un partito del sud sarà pure un idea affascinante ma secondo me è un errore io credo ai grandi partiti nazionali come il pdl e il pd» partiti che sono in difficoltà «nei sondaggi e magari nelle tornate amministrative quando si arriva alla sfida per il governo del paese le cose cambiano» ma le prossime amministrative saranno un test politico «non credo e non perché temo una sconfitta anzi visti i dati di partenza saranno un test a noi favorevole» verdini bene un coordinatore unico «c è chi si sente dimenticato acceleriamo sul tesseramento» roma «non parlo mai di politica» se ha deciso di farlo è perché denis verdini intende rispondere a chi nel pdl «avanza critiche sulla gestione del partito sulla sua organizzazione sostenendo che non c è amalgama nel gruppo dirigente e questo guarda caso accade in una fase delicata» il coordinatore del popolo della libertà oppone «la verità dei numeri» alla tesi del «partito mai nato» annuncia che «da settembre» si terranno i congressi comunali e provinciali per arrivare «la prossima primavera» alle assise nazionali a quel punto il «processo di fusione che gli elettori hanno già determinato» porterà alla «fine della fase di transizione» e «forse» al coordinatore unico «sono pronto a discuterne se serve a dare un segno di modernità e di unità attorno a silvio berlusconi» sarebbe un segno che la fusione tra ex forzisti ed ex aennini è compiuta «la fusione c è già stata nelle urne dove finora il pdl ha sempre vinto diversa è la questione della classe dirigente che presa da problemi e fibrillazioni crea in questa fase tensioni nel partito dopo la scissione del fli che ha avuto il suo peso c è chi si sente dimenticato sottovalutato bene per superare il problema adottiamo la formula classica che è quella del tesseramento e del radicamento territoriale» come dire contiamoci «penso sia necessario anticipare un po i tempi e andare ai congressi locali prima delle assise nazionali un approdo che considero salutare concluderemo il tesseramento entro luglio oggi siamo arrivati a trecentomila adesioni ci aspettiamo di superare largamente la soglia del milione e per scongiurare il vecchio gioco dei pacchetti di tessere lo statuto prevede un voto per ogni testa» ma può bastare a placare quelle che il vicecapogruppo al senato gaetano quagliariello definisce «guerre fratricide nel partito» «c è una fibrillazione in parlamento sul rimpasto di governo mi sembra logico che chi è arrivato a sostegno della maggioranza sia premiato politicamente la terza gamba dei responsabili ha un grande valore che però non toglie il valore degli esponenti del pdl» proprio nel pdl la accusano di aver sopravvalutato i nel pdl denis verdini 59 anni dopo le elezioni del 2008 è nominato coordinatore di forza italia e ne gestisce la fusione con an nel 2009 è coordinatore del pdl con la russa e bondi responsabili a scapito degli uomini di partito «di volta in volta sono stato accusato di aver favorito gli amici di an i piccoli partiti ora capisco aspettative e legittime ambizioni ma parlare di eccessivi premi ai responsabili significa dimenticare che senza di loro il 14 dicembre le cose sarebbero andate diversamente e a me è stato assegnato il compito di tenere insieme le diverse anime della maggioranza a sostegno del governo» così conferma la tesi di marcello dell utri secondo cui è lei a gestire il pdl mentre sandro bondi e ignazio la russa sarebbero solo «coordinatori di carta» «con bondi e la russa ci siamo divisi i compiti a me è stata affidata la parte organizzativa forse dell utri si riferisce a questo» gestire l organizzazione significa avere le chiavi di un partito «le chiavi ce l ha il presidente quanto al fatto che periodicamente provino a farmi la festa è fisiologico qui l unico che non si tocca è berlusconi» e pensa che il pdl sopravviverà all uscita di scena del cavaliere «questo partito quando sarà il momento avrà una grande prospettiva per allora sarà necessaria una solidarietà orizzontale che non può che nascere attraverso la democrazia interna abbiamo una squadra di ministri giovani abbiamo validi governatori sindaci presidenti di provincia la classe dirigente non ci manca» È classe dirigente anche claudio scajola pensa che le sue rivendicazioni siano il desiderio di fornire un «contributo» al partito come sostengono gli amici dell ex ministro o che si tratti di un «ricatto» come sussurrano i suoi avversari «penso che scajola voglia dare un scajola vuole dare un contributo al partito ma il modo in cui si è proposto è sbagliato serve coesione il reportage no di bocchino all autore di «canale mussolini» che voleva l alleanza tra finiani e pd «né lì né altrove» francesco verderami © riproduzione riservata giunta «fasciocomunista» il sogno di pennacchi svanisce nella sua latina lo scrittore non capisco fli me l aveva chiesto pure urso dal nostro inviato il caso latina la voce è la solita da epopea nazionalpopolare ma per dirla a modo suo parecchio incazzata «a me non me l ha chiesto solo granata o la perina de fa sta cosa me l ha chiesto proprio urso in mezzo alla strada m hanno cercato loro tutti a dire anto ce stai t impegni mo urso ci ha ripensato non lo vogliono fare ottimo io un lavoro ce l ho ma se stavano tanto bene co berlusconi perché so venuti via dal pdl e perché poi so venuti a rompe li c a me?» alle otto di sera tornando da una burrascosa giornata romana antonio pennacchi non rinuncia alla serata peripatetica del lunedì nel cuore della sua latina avanti e indietro dalla chiesa di santa maria goretti fino in fondo al corso della repubblica passando attorno a piazza del popolo assieme ai ragazzi dell anonima scrittori che gli sono discepoli e ipotetico comitato elettorale e al bravo libraio rifondarolo piermario de dominicis che ti guarda con una faccia da vignetta di vincino e ti dice «lo so si vede ho il crisma del comunista eh?» eccoli a chiacchierare fitto di libri della roma che ha perso brutto mannaggia antonio è romanista e gli tocca abbozzare e a parlare soprattutto di lui dell uragano pennacchi piombato sulle dune della politica da poco umberto croppi da sem pre sensibile alla fascinazione fasciocomunista ci ha annunciato con aria mesta «bocchino ha detto no e ha le deleghe la segreteria di fli ha detto no in sostanza il progetto è morto politicamente però della vedova tiene aperta la porta» e della vedova non è un eretico ancora nessuno lo ha spiegato al pirotecnico creatore di accio benassi che quell idea nata al bordo dei canaloni pontini così pazzesca e fascinosa da sembrare una trovata di marketing editoriale e da mandare in tilt la politica nazionale perde pezzi ora dopo ora lui l eterno ex ex missino ex comunista ex operaio ex sindacalista che ci mette faccia e nome in un simbolo condiviso coi finiani e li trascina ad appoggiare il candidato del centrosinistra claudio moscardelli se è un romanzo è fantascienza «aspetto che mi chiamino» dice «stanno decidendo chi deve prendersi la rogna di chiamarlo » traduce ridacchiando massimiliano lanzidei impiegato per sopravvivere scritto re per respirare pennacchi la sceneggia «qua si tratta di uscire dalla lunga notte horror dei saprofiti dell antistato tutti gli uomini di buona volontà siano stati fascisti o comunisti devono mettersi assieme chi dice che faccio il gioco di berlusconi vive nel cortiletto della prima repubblica se adesso quelli del fli si tirano indietro io non mi presento certo per fatti miei manco quando ho vinto lo strega ho visto tutto sto casino!» in effetti al giovane ma saggio italo bocchino la sola ipotesi che berlusconi potesse esibire in campagna elettorale come trofeo il simbolo futurista associato a quello del pd e dire «vedete erano comunisti mascherati» ha fatto venire i capelli bianchi «non si può fare né a latina né altrove» il pressing dei moderati guidati da andrea ronchi e da un urso ravveduto se pennacchi ricorda bene ha fatto il resto il caso latina in fondo esplode per questo perché risponde a una domanda che tutti si l autore lo scrittore antonio pennacchi 61 anni ex msi ex operaio ex sindacalista ex pci autore nel 2003 di il fasciocomunista foto è stato al centro di una possibile candidatura a sindaco di latina per fli e il autore antonio pennacchi 61 anni ha vinto il premio strega nel 2010 segreteria di fli la ex pdl umberto croppi m ha detto nulla non ex rsi ajmone finestra ha detto no in sostanza il progetto è morto politicamente umberto croppi sennò l avrei fermato non puoi andare con i traditori e i comunisti ajmone finestra pongono dalla scissione in poi i finiani potranno mai allearsi con bersani siamo al dunque per capire la pancia profonda di questa città che esibisce dal ventennio un palazzone fatto a m al suo ingresso e dove molti alla domanda «cos è il fascismo?» rispondono «sono i miei nonni» bisogna ancora bussare alla villetta di ajmone finestra il comandante il senatore il nonno dei fascisti pontini novant anni due volte sindaco nel 93 e nel 97 era l ufficiale repubblichino che attaccò la val d ossola è stato negli anni sessanta il segretario federale del giovane fascista pennacchi «c era una visita della marina ameri centrosinistra alle prossime amministrative il rifiuto umberto croppi che aveva caldeggiato l idea ha dichiarato «bocchino ha detto no e ha le deleghe la segreteria di fli ha detto no in sostanza il progetto è morto politicamente però della vedova tiene aperta la porta» cana lui affisse manifesti con su scritto americani uguali ss tedesche almirante mi disse caccialo eseguii rompemmo per un po poi lui tornò a chiedermi consigli anche quando s è fatto compagno per inseguire la rivoluzione» nessun consiglio prima del progetto fasciocomunista «macché non m ha detto nulla se no l avrei fermato non puoi andare con quel super-traditore di fini e coi comunisti poi adesso gli telefono e gli dico io la benedizione non te la darò mai!» nemmeno moscardelli il candidato pd benedice alcunché «l appoggio di pennacchi mi lusinga ma quello di fli sarebbe inaccettabile del resto loro neppure ci pensano» latina è una città provata dalle diatribe che hanno abbattuto l ultima giunta il sindaco zaccheo ex an contro il forzista fazzone molto chiacchierato per il suo sostegno alla giunta di fondi chiacchieratissima ora contro moscardelli il pdl lancia di giorgi un avvocato quarantenne vicino alla polverini cosa farà fli è un rebus un industriale giovane e aggressivo come marco picca candidato pdl in consiglio spalanca le braccia «pennacchi può avere molto ascolto tra la gente ma mi preoccupa la situazione avremo quasi venti liste e un migliaio di candidati non tutti immacolati temo» dall estremo sud del lazio arriva l odore dei clan filippo cosignani l amico «fascista rosso» che di pennacchi ha condiviso dall inizio il progetto ammette «in effetti è un idea un po coraggiosa» già bisogna essere matti come un pronipote dei peruzzi i pionieri del canale mussolini per sfidare dopo le zanzare professionisti della politica e comitati d affari lui antonio è tipo da farlo gli scrittori anonimi ancora si ricordano quando per salvare dalle ruspe un muretto storico a borgo podgora ci si sedette sopra e annunciò «da qua non mi sposto» chissà stavolta goffredo buccini © riproduzione riservata
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14 martedì 5 aprile 2011 corriere della sera t +39 02 540302359 www.fontanamilano1915.com workshop via trebbia 26 milano
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corriere della sera martedì 5 aprile 2011 primo piano 15 le imprese le tasse i piccoli non temono più gli studi di settore ma sul redditometro è sfida con il fisco per il 2010 già individuati due «correttivi» anti-crisi e un terzo è allo studio d opo un anno gli studi di settore tornano alla ribalta delle cronache il clima è decisamente più favorevole di due semestri fa quando sembrava che la grande crisi avesse messo irrimediabilmente in discussione questo strumento di accertamento dei redditi da lavoro autonomo e scavato un solco tra artigiani e commercianti da una parte e l erario dall altra per tutta la prima parte del 2010 nelle assemblee degli artigiani ribelli e nelle prese di posizione delle organizzazioni che avrebbero dato vita a rete imprese italia gli studi di settore assieme alle banche erano stati i grandi imputati l accusa sosteneva come si fossero rivelati utili negli anni della crescita ma che avessero mostrato la corda di fronte alla recessione più dura le proteste avevano così conquistato il campo che persino il pd a un certo punto chiese l abolizione degli studi di settore in aperta contraddizione con l opinione di organizzazioni come cna e confesercenti ex «costole della sinistra» gendo così all adempimento spontaneo tutte le persone fisiche al pari degli studi di settore la preoccupazioni delle organizzazioni del commercio e dell artigianato riguardano le difformità che si potranno verificare tra la metodologia di accertamento prevista dagli studi di settore e il nuovo redditometro considerata anche la franchigia d esonero pari al 20 del reddito non basterà dunque la dichiarazione di congruità ci potranno essere successive rettifiche da parte dell amministrazione erariale e chiaro che il redditometro si presta a focalizzare situazioni che potremmo definire di «imprese povere e proprietari ricchi» di evidenti contraddizioni tra le attività economiche scarsamente patrimonializzate e uno stile di vita hollywoodiano da parte dei padroni ma a parte i casi più stridenti e ingiustificati le organizzazioni delle piccole imprese chiedono all amministrazione di agire con cautela reddito d impresa ci possono essere casi di acquisti o investimenti personali che non sono stati finanziati evadendo il fisco ma possono essere frutto più semplicemente del diverso criterio con cui si determina il reddito di impresa ammortamento dei beni strumentali trattamento di fine rapporto dei propri dipendenti accantonamento ai fondi rischi sono solamente alcune delle cause che abbattono il reddito ma non le finanze delle imprese e che pertanto possono spiegare tali differenze si tratta di elementi che allo stato la norma fiscale non ammette come prova contraria l eventuale difformità del reddito dichiarato oggi può essere spiegata solo da donazioni ricevute di debiti contratti con le banche di redditi finanziari già tassati alla fonte oppure più semplicemente di risparmi degli anni passati andrebbe quindi a giudizio dei rappresentanti delle pmi ampliata la gamma delle prove che il contribuente può esibire per contestare l eventuale verdetto del redditometro e un suo scostamento rispetto alle conclusioni a cui è pervenuto lo studio di settore maggiori garanzie chiedono dunque le organizzazioni dei piccoli e su questi temi il confronto o se preferite la partita con il fisco è solo al fischio d inizio esame di maturità come accade in questi casi a sciogliere i dubbi è stata la realtà di tutti i giorni concertati con l agenzia delle entrate alcuni correttivi gli studi di settore alla fine hanno superato l esame di maturità secondo un indagine portata a termine dalla cna su più di 32 mila imprese la percentuale dei soggetti ritenuti in regola congrui nell accertamento dei redditi dell anno 2009 quello horribilis è stata del 68 con un incremento dell 8 rispetto all anno precedente il 27 delle imprese del campione cna ha raggiunto la congruità proprio in virtù dei correttivi congiunturali adottati mentre il 41 pur non raggiungendola ha visto una riduzione del ricavo stimato l incremento delle aziende in regola ha riguardato tutti i settori di attività i professionisti 7 i manifatturieri 3 e i commercianti 3 i risultati dunque hanno dunque dato ragione a quanti non avevano voluto decretare la morte prematura dell esperienza degli studi e avevano sostenuto che la loro sospensione avrebbe generato una pericolosa deregulation passata la paura gli studi ora affrontano un nuovo esame in questo caso stiamo parlando dei redditi dell anno 2010 che sicuramente non sono paragonabili a quelli del precedente/disastroso anno ma non sono neppure ricavi che testimoniano un inarrestabile ripresa del business ci sono luci e ombre e le diffe renze dipendono dal fatto che un impresa artigiana sia inserita in una filiera export o come nel caso dell edilizia lavori per il mercato interno come regolarsi dunque in una situazione migliore del 2009 ma comunque assai differente da attività ad attività la scelta che l agenzia delle entrate ha fatto insieme con rete imprese italia e tutte le altre organizzazioni presenti nella «commissione degli esperti» è stata quella di ricorrere anche per i ricavi 2010 al sistema dei correttivi non fotocopiando il metodo usato dodici mesi prima ma procedendo «in modo selettivo e differenziato» come recita il verbale conclusivo della commissione il tutti in un clima molto più disteso e non condizionato stavolta dalla protesta della base e dei territori una prima riunione tra i responsabili della sose la società che opera per conto del fisco e le associazioni di categoria si è tenuta nei giorni scorsi e altre ne seguiranno due correttivi sono già stati individuati per quest anno una valutazione più attenta delle scorte di magazzino per monitorare le perduranti difficoltà di mercato e una revisione dell incidenza dei costi fissi rappresentati dai beni strumentali un terzo correttivo deve essere ancora perfezionato ma dovrebbe interessare tutto il «popolo degli studi di settore» si cercherà di capire i casi in cui la rigidità della struttura produttiva ha in qualche maniera amplificato gli effetti perversi della crisi per quanto riguarda i professionisti si dovrebbe adottare un meccanismo che rapporta il numero delle prestazioni effettuate nel corso dell esercizio al fenomeno dei paga menti ritardati o addirittura mancati da parte dei clienti e segnatamente della pubblica amministrazione novità 2011 tutto in discesa dunque il 2011 degli studi non è detto perché quest anno i contribuenti si troveranno a fare i conti con una novità il redditometro con la manovra estiva di finanza pubblica del 2010 è stato introdotto un nuovo strumento di accertamento del reddito che collega lo stile di vita delle persone fisiche e delle fa commercianti e artigiani le preoccupazioni degli autonomi sulle differenze tra i due sistemi di accertamento miglie alla dichiarazione dei redditi in passato fino al 2008 c era stata da parte dell erario italiano un esperienza analoga ma limitata a 40 mila soggetti pre-selezionati ora la platea stimata per questo accertamento è assai più vasta 41 milioni di contribuenti più gli evasori totali ovvero tutti i contribuenti irpef lavoratori dipendenti o autonomi che siano il redditometro si avvarrà di informazioni provenienti da svariate banche dati e quindi potrà fotografare acquisti di immobili e auto viaggi polizze di assicurazione scuole private e così via e dal 2011 verranno inclusi anche tutti gli acquisti di importo superiore ai 3.600 euro il fisco ha previsto dal prossimo giugno di diffondere ai contribuenti via internet un apposito software che metterà in grado ciascuno conoscere in anticipo le conclusioni a cui è arrivato il redditometro spin dario di vico ddivico@rcs.it © riproduzione riservata le spine delle categorie avvocati altri giorni di sciopero professionisti della sanità contro la mediazione civile la lunga marcia per un ordine niente tregua gli avvocati non mollano la presa contro la mediazione civile e ripartono con le proteste previsti altri due giorni di sciopero il 14 con manifestazione di protesta e 15 aprile per mantenere alti i toni della contrapposizione intanto però non manca neanche il fronte interno della crisi a protestare contro la riforma forense che sta per essere approvato in parlamento sono soprattutto i giovani avvocati nel mirino dell ugai unione giovani avvocati c è soprattutto l articolo 20 della riforma quello in base al quale se non si dimostra la continuità professionale si rischia la cancellazione dall albo «non vogliamo un avvocatura ed una politica che crede di risolvere i propri problemi soprattutto della crisi economica protesta ivano lusso presidente ugai privatizzando la giustizia da un lato e dall altro eliminando le nuove generazioni ormai precarie per definizione anche all interno delle professioni intellettuali introducendo come il criterio del reddito minimo quale requisito di permanenza nell albo per questo prima di portare avanti la riforma forense si indica al più presto un referendum nell avvocatura» la salute non può essere abusiva È questo lo slogan con cui sfileranno a roma il 13 aprile i professionisti della sanità dai logopedisti ai radiologi dai fisioterapisti ai dietisti sono 600 mila i professionisti sanitari che attendono da 15 anni di essere riconosciuti attraverso un ordine professionale il provvedimento servirebbe a proteggere queste figure professionali dalla concorrenza sleale degli abusivi in realtà il disegno di legge che potrebbe risolvere finalmente il problema esiste si chiama il ddl 1142 è pronto ormai da 3 anni dopo tanta attesa questa sembrava la volta buona e invece gelosie e timori di ordini professionali già esistenti probabilmente hanno stoppato di nuovo il progetto e ora il disegno di legge è nuovamente arenato non in commissione sanità ma in commissione finanze segno che il timore possa essere quello di creare l ennesimo ordine professionale fonte di nuovi costi «niente di più falso protesta il presidente conaps antonio bortone non si crea nessun nuovo carrozzone come qualcuno vuole far credere questo ordine non costerà nulla alle casse dello stato e sarà gestito direttamente dalle associazioni professionali» gli architetti e gli appalti pubblici «separiamo progetti e realizzazioni» gli architetti progettano il tavolo quello di concertazione per rivedere le regole di assegnazione degli incarichi ancora una volta il nemico numero uno è la burocrazia in italia è stato raggiunto un record che ha dell incredibile spesso è più lungo il processo di aggiudicazione dell incarico per la realizzazione di un opera che il tempo richiesto per svolgere la prestazione professionale stessa da tempo gli architetti chiedono che progettazione e realizzazione dei lavori vengano disgiunti nelle gare d appalto altrimenti gli studi di architettura vengono regolarmente tagliati fuori dalle aziende di costruzione che fanno economia di scala e abbattono i costi su livelli che i singoli professionisti non possono raggiungere «solo competenza trasparenza rotazione e indipendenza delle giurie e commissioni sottolinea leopoldo freyrie presidente del consiglio nazionale possono garantire la vera concorrenza È un mezzo per garantire ai cittadini che le opere pubbliche abbiano le qualità architettoniche ambientali funzionali e di giusto costo» isidoro trovato © riproduz one riservata
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