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numero 5 ottobre 2010 anno xiii bimestrale illustrato del mendrisiotto e basso ceresio irene pusterla regina del salto in lungo paolo bernasconi da mendrisio all onu si chiude bottega è tempo di outlet
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elettricitÀ lo specialista per le vostre necessità ottica bruciatori vasche da bagno elettrodomestici piscine climatizzazione giardini podologia per la vostra pubblicità su la rivista del mendrisiotto edimen sagl 091 970 24 36
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3 vergine 23 agosto 22 settembre segno di terra pianeta mercurio colore rosa fiore giacinto pietra quarzo rosa bilancia 23 settembre 22 ottobre segno d aria pianeti venere saturno colore verde fiore narciso pietra olivina editoriale la libertà dipende anche dalle competenze di giuseppe zois in politica sullo scacchiere di un mondo che ha cancellato le distanze e i tempi oggi non è più consentito il lusso di puntare soltanto su soggetti di spiccata identità e appartenenza occorre piuttosto e prima di qualsiasi altro profilo un curriculum che parta dalle competenze uno può anche essere un buon politico di specchiata moralità e di dirittura adamantina ma deve anche avere caratteristiche di preparazione professionale quindi un bagagliaio tecnico per affrontare e guidare un dipartimento vale dai livelli alti a quelli bassi perché nell evoluzione in atto e con la rapidità dei cambiamenti anche nei piccoli comuni si impone la presenza di gente capace che sappia affrontare le sfide da quelle che porta la modernità a quelle di uno sviluppo locale che non si ferma più ai confini del proprio paese ciascuno vede le implicazioni che ogni progetto e ogni problema comporta e poter contare su gente attrezzata rappresenta un vantaggio in più irrinunciabile la competenza è anche un campo in cui l esperienza che ciascuno si costruisce con le proprie scelte confrontate con quelle degli altri può essere coltivata fatta crescere affinata sapere possedere la materia aggiornarsi ciascuno nel proprio settore è indispensabile nel tempo che viviamo si tratta di requisiti domandati indistintamente a tutti dal presente e da questa società che fa il pendolo tra modernismo ed efficientismo a maggior ragione devono essere i politici a tracciare la pista a dare l esempio perché non possiamo limitarci a raccomandare impegno e qualifica determinazione e passo svelto nel dominio del proprio mestiere se è vero che la storia accetta chi si disegna e non chi si cancella o chi resta a far lo spetimpressum la rivista bimestrale illustrato del mendrisiotto e basso ceresio nr 5 ottobre 2010 anno xiii editore armando dadò redattore responsabile giuseppe zois e-mail giuseppe.zois@gmail.com hanno collaborato a questo numero sabrina cattaneo guido codoni fiorenzo falconi cristina ferrari lucia morello giuseppe muscardini sergio ostinelli stefano pescia fiorenzo rossinelli fotografie ti-press archivio rivista redazione amministrazione stampa e abbonamenti tipografia stazione sa via orelli 29 casella postale 563 6600 locarno tel 091 751 63 36 756 01 20 fax 091 752 10 26 ccp 65-262966-3 e-mail rivistamendrisiotto@editore.ch grafica e impaginazione tipografia stazione sa abbonamento fr 35. annuo sostenitore fr 50. annuo copia singola fr 6. pubblicità edimen sagl cp 4622 6904 lugano tel 091 970 24 36 fax 091 970 24 39 e-mail edimen@edimen.ch sommario meglio una bottega oggi che un outlet domani di cristina ferrari 4 microfono aperto chiasso mette in comune anche duemila metri di orto di lucia morello 6 paolo bernasconi il lungo viaggio da mendrisio a new york di giuseppe zois 10 fra i filari delle stagioni di fiorenzo falconi 13 vedere con altri occhi c e la luce del cuore di cristina ferrari 15 fratelli di sangue di cristina ferrari 18 la passione del primato irene pusterla regina del salto in lungo di giuseppe zois 20 tribuna sportiva e se irene tocca i 6,90 un traguardo possibile di sergio ostinelli 23 fuori tema fare i compiti a casa non piacevole ma utile di sabrina cattaneo 25 a cavallo della frontiera dal colle di san maffeo a rodero un magnifico colpo d occhio sul distretto di fiorenzo rossinelli 27 viaggio nel tempo la «breccia» d arzo e l araldica di giuseppe muscardini 28 una targa a genestrerio ricorda l altruismo di claudia coduri 29 profilo graziella rossi di lucia morello 31 robyn petrini le piaceva fare il meccanico d auto adesso vuole metter le mani fra i motori d aereo 35 mondo motori di stefano pescia 36 quelli del morgana da 25 anni principi di mitiche «fondues» 39 incontri in piazza affari matyas cavadini di cristina ferrari 40 attualità illustrata 43 culle fiorite 45 il «carmatt» costruito nella bottega dei «tricamitt» di guido codoni 47 donato morello ci ha raccontato 45 anni di cronaca in fotografia di giuseppe zois 48 ricordi d epoca un tranviere da lugano per un giorno in aiuto a chiasso 49 memorie del mendrisiotto 51 ricordiamo i nostri cari 52 cruciverba 54 in copertina irene pusterla primatista svizzera nel salto in lungo con 6.76 m il suo allenatore ritiene possibile un miglioramento fino a 6,90 ©ti-press/gp tatore a maggior ragione ciò vale per chi si mette in politica qualche anno fa al liceo di mendrisio era stato ospite di un interessante serata sugli orizzonti dell inquieta epoca contemporanea il professor umberto galimberti docente a ca foscari di venezia studioso di filosofia e scrittore quest intellettuale lucido e anticipatore tracciò un quadro che le stagioni si incaricano di avvalorare ciò che disse vale per i giovani per chi lavora ed è confrontato con una tecnologia sempre più vessatoria nei confronti dell uomo e si capisce per chi fa politica una volta l uomo doveva inventare le macchine che gli servivano per raggiungere i suoi scopi come appunto faceva l artigiano oggi invece l uomo è diventato solamente un guardone delle macchine e tuttavia rispetto al mondo pre-tecnologico l uomo il lavoratore d oggi è più libero prima la libertà dell uomo consisteva soltanto nell obbedire o disobbedire oggi invece siamo liberi ma è una libertà che dipende dal numero di linguaggi che conosciamo più siamo attrezzati più abbiamo la possibilità di passare da un sistema tecnico ad un altro sistema tecnico da un certo campo di sapere ad un altro e abbiamo la possibilità di muoverci per cui la libertà è proporzionata alla competenza più linguaggi conosciamo in più giochi ci possiamo inserire e sotto questo profilo noi siamo più liberi sia pure limitatamente alla nostra competenza qui è il caso di aggiungere che l ampiezza della libertà con cui dovremo fare sempre di più i conti è confrontata sì con le individuali competenze acquisite in continuazione ma prima ancora dipende molto da ciò che le competenze dei politici sapranno creare e assicurare come premesse per tutti © tutti i diritti riservati.
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4 il fiorire nel distretto di nuovi e imponenti centri commerciali meglio una bottega oggi che un outlet domani il cantiere del nuovo «centro ovale» sulla strategica rotonda di chiasso l ultimo nato è «l uovo» di chiasso radiografia dei grandi magazzini della regione dal risvolto turistico al nodo del traffico dalla sofferenza o meno dei piccoli negozi alla perdita di dialogo fra consumatore e commerciante i dice che arrivino anche dal piemonte qualcuno daalla provincia di novara è approdato qui solo per comprare un borsellino alla fidanzata probabilmente è l intramontabile fascino dell erba del vicino che è sempre più verde sta di fatto che foxtown è diventata una vera e propria città della volpe dove la volpe più che il consumatore è il suo factotum quel silvio tarchini imprenditore ticinese che quindici anni fa importò alle nostre latitudini un nuovo modo di fare compere oggi il centro outlet di mendrisio conta circa 160 negozi e molti altri si vocifera che siano in arrivo moltissime marche fra le più prestigiose al mondo hanno preso s posto nei padiglioni dello shopping a basso prezzo un opportunità che i clienti hanno per 360 giorni l anno da lunedì a domenica dalle 11 alle 19 un paese delle meraviglie per quanti amano la moda e i suoi lustrini le etichette e i suoi «pret-àporter» una scommessa vinta che ha ad ogni modo comportato il pagamento di un pegno quello del traffico un ombra questa che cala non proprio silenziosa sulla cittadina che dopo essersi votata alla mobilità ecologica pensiamo al progetto di veicoli elettrici vanta oltremodo il titolo di città dell energia nonché di «slow city» città lenta se dunque il distretto deve convivere con tubi di scappamento e code giornaliere che dall uscita dell autostrada si dirigono verso i centri commerciali a soffrire potrebbero essere anche i più piccoli negozietti che hanno fatto dei corsi o delle vie dei comuni momò la storia del commercio al dettaglio della regione sguardo sui nuclei ma è davvero così una domanda questa che abbiamo voluto girare a emiliana ceré presidente dell associazione dei commercianti e degli artigiani del nucleo di mendrisio d accordo che il mendrisiotto è punto di arrivo e di spesa per molta gente non solo del distretto ma anche della vicina lombardia con l arrivo però a chiasso dell «uovo» non ce ne sono un po troppi «nel risponderle non vorrei soffermarmi solo sull analisi della situazione del mendrisiotto poiché sarebbe restrittivo rispetto al dilagante fenomeno che colpisce mondialmente piccoli e grandi centri abitati la creazione di un centro commerciale è normalmente conseguente ad approfondite ricerche di marketing mirate in particolar modo all analisi comportamentale del consumatore tale analisi è spesso vincolata da situazioni contingenti quali facilità di posteg-
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5 gio apertura almeno una volta alla settimana fino alle 21 e se guardiamo stati europei e non solo anche oltre le nove di sera alcuni centri sono aperti 365 giorni l anno per 24 ore al giorno possibilità di fare le proprie commissioni e di cenare nello stesso contesto arrivare a casa e poter pensare alla giornata seguente senza ulteriori vincoli di acquisti che non possono essere stati fatti» lentati dal traffico delle ore di punta che si formano sempre più spesso intorno ai centri commerciali valorizzare il momento di dialogo e di relax nel momento dell acquisto avviene molto più facilmente presso i singoli commercianti ma spesso diventa un regalo che il consumatore non può concedersi» una vita quindi spesso e purtroppo frenetica che obbliga a concentrare in un il felice esempio di coldrerio c è però chi al proprio negozietto ci tiene e si è attivato per tutelare una spesa al dettaglio che può uscirne sconfitta dal confronto con coloro a cui non manca nulla sul fronte dell offerta al consumatore dai posteggi al banco del gelato chiaro esempio è il comune di coldrerio che attraverso un intelligente iniziativa premia i cittadini l inconfondibile torre della «volpe» anche balerna ha il suo centro commerciale il proliferare di questi grandi commerci non rischia di mettere in pericolo i negozi e le botteghe non solo di chiasso ma anche del capoluogo «come commercianti non ci sentiamo in pericolo siamo consci che così come il fenomeno dei singoli negozi ha avuto il suo picco di massimo rendimento ora sia il momento dei centri commerciali in cui peraltro inizia a essere abbastanza elevato il ritmo chiusura e apertura di punti vendita» chiusure e aperture di nuovi negozi per mendrisio qual è il bilancio dell ultimo anno favorevole o no a una ripresa del commercio al dettaglio l atmosfera a mendrisio sembra per ora positiva pochi gli esercizi sfitti e sui corsi centrali non si registrano clamorose serrate «ritengo che il principio fondamentale sia quello di credere nella propria attività commerciale esistono e sono sempre esistiti come diceva il filosofo giovan battista vico i corsi e ricorsi storici» non crede che i grandi magazzini spengano in parte anche la possibilità di socializzare e di intessere più intime relazioni umane come succedeva in passato nei piccoli commerci di paese «questo comportamento penalizza certamente la comunicazione sia tra consumatori sia tra commerciante e consumatore ma sempre in virtù di analisi comportamentali di mercato vincolate dai ritmi farraginosi e ral solo luogo l acquisto del pane e di un nuovo paio di scarpe del resto i numeri confermano questo trend in un distretto grande come un sobborgo di milano non sono pochi i centri commerciali presenti dai serfontana e centro corona di morbio inferiore al centro breggia di balerna dall «uovo» di chiasso a piazzale alla valle nel capoluogo che acquistano in loco nella cooperativa del paese o al satellite denner dai sussidi ai buoni sconto un invito chiaro alla spesa nel proprio comune affinché i commerci continuino a lavorare e soprattutto agli anziani non possa mai mancare la comodità di un acquisto a pochi passi da casa servizio di cristina ferrari vedi alla voce turismo quanto incidono «piaccia o meno i centri commerciali sono punti d incontro» lo dice con convinzione nadia fontana lupi direttrice di mendrisiotto turismo punti d aggregazione che nelle grandi metropoli vengono in©ti-press/bp tegrati con tutta una serie di svaghi che vanno dalle sale cinematografiche alle piste di hockey sono quindi presumibilmente un bisogno per la nostra società una specie di area di svago che ha il vantaggio dell accessibilità e dell indipendenza dalla meteo» sole e pioggia certo probabilmente se anche i nostri centri storici avessero i bellissimi portici come li hanno cittadine quali torino o bologna sarebbe tutta un altra storia ma quanto incidono i centri commerciali sulla voce turismo «i centri commerciali sono ritenuti degli attrattori in generale anche dal punto di vista turistico accenna alla questione la responsabile momò ma chiaramente non è unicamente il contenitore che attira bensì il contenuto e chiaramente la sua specificità se il centro attrae gente che «vive» questa visita questa esperienza come una gita allora probabilmente vi è spazio anche per curiosare nei dintorni del centro commerciale altrimenti si tratta di shopping fine a se stesso ma non deve essere però dimenticato che una regione è attrattiva in senso generale per tutto quanto ha di buono da offrire al visitatore e che lo shopping è comunque una delle attività preferite da parte di chi va in vacanza ovunque nel mondo ».
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6 microfono aperto chiasso mette in comune anche duemila metri di orto un esperienza che diventa anche di aggregazione oltre che di avvicinamento attivo alla natura 59 parcelle su duemila metri al penz il progetto realizzato con alcuni sostenitori convinti della bontà dell iniziativa si è pensato anche a orti accessibili per i disabili i l progetto «orti condivisi» è un progetto che è stato realizzato dal comune di chiasso con il sostegno di radix svizzera italiana della fondazione promozione salute svizzera e dello studio di architettura paesaggistica officina del paesaggio di sophie ambroise si tratta degli orti comunali del penz 59 parcelle destinate a quei cittadini di chiasso che hanno dimostrato di volersi occupare del proprio benessere e di quello degli altri un orto per tutti quindi per una comunità eterogenea composta da giovani e da pensionati da famiglie con bambini e da richiedenti l asilo uno spazio che è stato recentemente inaugurato nel mese di ottobre e che diventerà il luogo del possibile nei piccoli ma sufficientemente ampi spazi destinati alla coltivazione delle verdure uno spazio di aggregazione dove si trovano due grandi pergole costruite con il legno di robinia della collina del penz un grande tavolo in legno di castagno un grill degli armadietti per riporre gli attrezzi un campo da bocce qualche giovane pianta di uva americana cui concedere il tempo per arrampicarsi e fare un po d ombra ancora una volta chiasso con molta disponibilità ha saputo mettersi in gioco «il comune ha stanziato 200.000 franchi con il progetto degli orti condivisi si è voluto dare a coloro che abitano in centro la possibilità di coltivare il proprio appezzamento e di ritrovarsi in uno spazio comune» afferma gionata cavadini dell ufficio tecnico «le parcelle sono state realizzate delimitandole da palette ferroviarie acquistate nuove e non trattate in modo che non contenessero sostanze chimiche dannose nell area sono state create delle infrastrutture importanti e in futuro saranno organizzate delle giornate informative e manifestazioni di varia natura» un mare di buone in tenzioni e un progetto meraviglioso 2000 metri quadrati di proprietà delle ferrovie federali svizzere dati in comodato gratuito a tempo indeterminato il cantiere è stato interamente realizzato dagli operai del comune e nel quadro di un programma d impiego in lavori di utilità pubblica un folto gruppo di richiedenti l asilo ospiti al centro di registrazione hanno dato un contributo essenziale va inoltre sottolineata la collaborazione con il centro di registrazione che prendendo in affitto una parcella partecipa attivamente al progetto offrendo ai richiedenti una nuova opportunità per dare un senso alla monotonia nell attesa di una risposta in merito alla loro richiesta di accoglienza sono stati anche realizzati degli «orti accessibili» coltivati con erbe aromatiche di ogni specie costruiti su dei tavolati rialzati da terra in modo tale da permettere alle persone disabili e con difficoltà motorie di vivere l esperienza della coltivazione in questo senso l organizzazione è lieta di collaborare con la fondazione diamante che si prende cura degli orti coltivati con le erbe aromatiche erbe che poi verranno utilizzate per insaporire i piatti serviti al ristorante l uliatt di chiasso guido de angeli ha compiuto studi universitari all università di neuchâtel in sociologia antropologia e geografia È stato assistente sociale al comune di chiasso attualmente è operatore sociale di radix svizzera italiana e collaboratore in diverse iniziative in ambito sociale e culturale fra le zolle cresce anche il benessere del contatto con la terra quando nasce l idea degli orti a chiasso l idea di fare degli orti è nata in occasione di un altro progetto nel 2006 si svolgeva a chiasso la biennale dell immagine sul tema delle «invasioni» e noi di radix in modo un po provocatorio abbiamo lavorato sul tema dell invasione della campagna in città invertendo un po le prospettive classiche la nostra intenzione era quella di richiamare l attenzione sulla natura piantando dei fiori su alcuni terreni abban-
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7 donati ciò che venne fatto in un terreno di via odescalchi con un plateau fiorito un orto con specie di vario genere cercando un po di innescare delle dinamiche e osservare come reagisce la gente in un quartiere quando si ridà valore a un area dismessa da lì l interesse di lavorare un po sugli scarti sui terreni che apparentemente non hanno alcun valore unito all idea di riuscire a creare qualcosa di bello e paesaggisticamente gradevole a partire da qualcosa che di fatto non lo è se mi ricordo bene quello di via odescalchi era più giardino che orto era un giardino perchè appariva tale c erano molti fiori però di fatto era un campo di girasoli dalie zinnie i tipici fiori che si mettono negli orti con un po di verdura zucche fagioli ecc per noi soprattutto significava lavorare sul concetto del bello del fiore fare in modo che ognuno potesse entrare in questo campo potesse cogliere dei fiori e farsene un mazzo da portare a casa che potesse goderne come orto-giardino comunitario avevamo messo addirittura delle sedie per contemplare la bellezza dell orto inoltre alcuni ragazzi che abitavano nei palazzi di via odescalchi spontaneamente se ne erano presi cura all inizio erano un po sorpresi non capivano ma poi hanno colto il senso del progetto e si sono impegnati anche ad innaffiare quotidianamente l idea dell orto la puoi declinare in diversi modi una volta oltre che abitudine e tradizione era una necessità adesso l orto viene investito di un significato completamente diverso se pensiamo a michelle obama o agli orti scolastici fare l orto diventa «in» e c è veramente il rifiorire di un interesse anche se con l orto non si tratta di garantirsi la sussistenza ma di la vorare un po sul benessere che deriva dal contatto con la terra a radix lavoravamo già sul tema di salute e ambiente nel costruire degli spazi comuni com era stato il progetto dei parchi gioco costruiti con il legno di castagno dove un intero paese si attivava per trovare il legname ed era un progetto molto partecipato solo in seguito questo tema di salute e ambiente lo abbiamo declinato sul tema degli orti «l architetto paesaggista gilles clément considera i terreni abbandonati delle riserve per la diversità utili per creare nuove dinamiche sociali e naturali» com è nata l idea degli orti permanenti già nel 2006 in via odescalchi ci aveva molto toccato l atteggiamento positivo della gente del quartiere tanto che avevamo subito pensato che fosse possibile restituire agli abitanti la possibilità di portare avanti un progetto in una zona che in un certo senso poteva essere considerata una sorta di terra di nessuno con nessun altro interesse se non speculativo abbiamo allora formulato una proposta al municipio era il 20062007 ma per motivi diversi non è stato possibile dare seguito alla nostra richiesta anche se è d obbligo ammettere che c è stato davvero un impegno da parte del comune di chiasso nella ricerca di un terreno che fosse adatto a fare degli orti se non permanenti che fossero almeno a lungo termine da allora è passato del tempo però nel 2009 è stato finalmente individuato un terreno adatto nella zona vicino al penz il luogo del tempo libero di chiasso e la ferrovia ce lo ha concesso in comodato gratuito quando abbiamo visto questo terreno adibito a discarica di inerti abbiamo pensato che potesse essere portatore del concetto di gilles clément l urbanista pae «il giardino dell eden è ovunque devi solo prendertene cura» jan bernasiewicz saggista che considera questi luoghi abbandonati delle riserve per la diversità per fare qualcosa di nuovo utili per creare delle dinamiche a livello sociale e naturale dall idea degli orti permanenti quindi agli orti condivisi abbiamo deliberatamente voluto evitare il modello svizzero tedesco con le sue casette che non fanno altro che riprodurre lo stesso isolamento in cui viviamo abitualmente nel progetto degli orti condivisi invece per poter accedere al tuo orto devi poter accedere a quello del vicino devi poter andare a recuperare i tuoi attrezzi in un magazzino che è comunque comune e sei in un certo senso portato a scambiare le tue idee e le tue esperienze con le persone intanto è uno spazio dove ci si scambiano le sementi ci si scambia il sapere il compostaggio ci si scambia il concime quando lo si trova quindi portando le persone a condividere una medesima attività in un medesimo spazio si crea il senso della comunità e un senso di appartenenza a chiasso il nostro intendimento infatti era quello di prendersi cura di un orto ma anche di prendersi cura del luogo dove si vive del comune al quale appartieni e del mondo che ti circonda.
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8 nella decrescita quindi tornare alla terra e alle cose semplici possono esserci delle prospettive di sviluppo e di benessere che sono davvero inesplorate e molto interessanti cose semplici che sono conosciute ma che abbiamo abbandonato per la conduzione dell orto di chiasso noi abbiamo sempre raccomandato un agricoltura di tipo biologico perché siamo in una zona di captazione delle acque e poi perché il terreno è condiviso non posso diserbare se il mio vicino fa un orto biologico ci sono dei modelli che non si conciliano l orto diventa interessante per l attività fisica regolare ma molto produttivo soprattutto se è energia investita per produrre qualcosa che poi ti restituisce anche la natura e il fatto di poter produrre la propria frutta la propria verdura è una garanzia nel senso che le persone portano l attenzione sulla propria alimentazione quindi ci sono due aspetti l alimentazione e l attività fisica che per noi che ci occupiamo della promozione della salute sono molto importanti quindi partecipazione attività fisica e alimentazione all interno di questi punti noi abbiamo raggiunto i nostri obiettivi non solo orti ma uno spazio da utilizzare come vengono gestiti il comune ha colto immediatamente la nostra proposta e veramente bisogna riconoscergli una grande disponibilità all inizio c era però un po di scetticismo nel senso che abbiamo proposto un progetto con 38 parcelle di 30 mq e non si sapeva se le persone avrebbero risposto a questo appello È stato mandato un invito a tutti i fuochi per poter riservare una parcella e a questo invito hanno risposto più di 60 persone oggi abbiamo 59 orticoltori che fanno un pezzo di orto negli orti condivisi allora invece di dare delle parcelle da 30 mq avete attribuito anche delle parcelle di 15 mq sì secondo una scala di criteri l anzianità per esempio il fatto di non avere un attività lavorativa dava un privilegio perchè il pensionato ha più tempo da dedicare all orto ma non è finita qui chi prende in affitto una parcella firma un contratto perché lo spazio è comune ma è anche individuale e poi per la gestione in sé dello spazio e per la promozione è stata costituita un associazione tutti coloro che fanno l orto fanno parte dell associazione comunale degli orti del penz c è un regolamento ci sono della attività comuni ci sono delle regole che la comunità in qualche modo si è data e in un certo senso il comune adesso ha passato il testimone alla popolazione un successo per radix un grande successo per noi è un esperienza pilota e siamo molto interessati a vedere come funziona È anche un laboratorio per capire come si riesce a gestire uno spazio del genere e bisogna dire che a chiasso c è stata una grande capacità di mettersi in gioco «fare l orto oggi non è soltanto utile per ottenere prodotti dalla terra ma un modo per tenersi in forma e soprattutto è un antidepressivo» È comunque un modo per aggiungere valori alla vita anche la scrittrice pia pera che ha pubblicato l orto di un perdigiorno adesso ha pubblicato l orto terapia davvero l orto è un modo per prendersi cura di sé stessi per sperimentare un altra temporalità inoltre ti stacca dai ritmi frenetici ti impone un attenzione uno sguardo sensibile su quello che ti sta attorno c è sempre questo aspetto di relazione perché fare l orto è un modo per prendersi cura del mondo sophie agata ambroise nasce a lugano nel 1969 laureata in architettura al politecnico di milano si specializza all ecole nationale supérieure di paesaggio di versailles nel 2000 fonda officina del paesaggio piccola struttura di creazione di processi paesaggistici progetta paesaggigiardini in italia svizzera e nel mondo tra i progetti più noti hotel bulgari milano conservatorio di biodiversità a kuala lumpur hotel muse à saint tropez se ognuno di noi fosse un piccolo giardiniere che cosa vuol dire officina del paesaggio un «luogo» dove si inventano e si creano dei processi legati al paesaggio gli orti condivisi di chiasso ne sono il risultato nel caso degli orti di chiasso mi è piaciuto molto il fatto di creare una nuova tipologia di spazio pubblico sapendo che era uno spazio marginale È stato anche un merito di radix il fatto di avere la capacità di coinvolgere nel progetto gli aiuti federali gli operai comunali i rifugiati politici la gente del quartiere orti veramente condivisi non solo nell utilizzo ma anche nella realizzazione È la prima volta che progetta orti no ma mi piacerebbe che l agricoltura diretta fornitrice di cibo diventasse una delle nuove ragioni del paesaggio perché se si fa un discorso sul cibo vuol dire che si avrà un certo territorio e quindi un certo paesaggio.
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9 recupero e valorizzazione di un area in disuso il suo recupero si accordava molto bene con il nostro concetto di sistemare un sempre maggior numero di terreni incolti nel comune il progetto presentato inoltre si è dimostrato un buon progetto con dei costi contenuti e delle connotazioni sociali importanti come ha risposto la popolazione un risultato di così genuino interesse lo dico sinceramente non pensavo fosse possibile e ne sono rimasto felicemente sorpreso per questo bisogna dare un grande merito a radix e al nostro ufficio tecnico per aver realizzato qualcosa di importante un idea all avanguardia per un comune che con questo progetto ha dato molto ai suoi cittadini posso dirlo serenamente chiasso è veramente un paese generoso lo ha dimostrato in varie occasioni e lo lasci dire a me che non sono nato a chiasso questa generosità non è da tutti il comune di chiasso si è fatto pure garante ha fatto un investimento il consiglio comunale ha aderito in modo convinto al finanziamento di questo progetto la manodopera per la realizzazione degli orti è stata prestata dall ufficio tecnico del comune e dai richiedenti l asilo a questo proposito va detto che gli stessi richiedenti dal mese di luglio a questa parte ogni giorno puliscono la piazza del municipio e della chiesa questo loro coinvolgimento è sicuramente un messaggio positivo per la popolazione il sindaco di chiasso moreno colombo ha voluto sottolineare la disponibilità del comune e il suo personale entusiasmo nei confronti del progetto orti comunali del penz cosa pensa di questo intervento sul paesaggio È stata un idea bellissima una grande sorpresa un idea che è stata immediatamente e unanimemente accolta e non capita spesso nella vita politica va detto però che quella del penz era un area dismessa e che trovo che l idea dell orto sia affascinante per il fatto che ogni persona riesce nel suo piccolo e nel suo quotidiano a contribuire alla cura e al mantenimento del pianeta infatti oggi si parla di «giardini planetari» È il grande concetto di gilles clément il grande «filosofo» paesaggista e mio professore alla scuola di versailles concetto che si può così riassumere se ognuno di noi fosse un piccolo giardiniere se ognuno di noi curasse il suo piccolo appezzamento di terra con amore e con attenzione forse riusciremmo ad avere il paesaggio che tutti desideriamo e ci permetterebbe di guardare al pianeta in modo diverso il paesaggio infatti è il risultato dell impegno comunitario e scaturisce da quello che una comunità decide anche di mangiare allora un architetto paesaggista dovrebbe operare con queste finalità sì dovrebbe essere la coscienza che anima questi movimenti sophie nello spazio degli orti di chiasso ha preso ispirazione dalla ferrovia per delimitare gli orti l idea di usare dei pallets parte proprio da chiasso da questo posto che è stato sempre considerato sprovvisto di spazi pubblici e verdi di qualità dalla sua natura di città di confine da sempre teatro di trasporti di scambi di traffici ho trovato quindi nell euro-trans pallet che è un po il simbolo del carico e scarico delle merci un elemento della logistica e trasportistica contemporanea adatto a creare una nuova forma di spazialità con un unico modulo col quale ho costruito muri di cinta muretti divisori percorsi panche scale e scalini orti condivisi ma non solo in questi orti ognuno ci trova la sua emozione il suo tempo la sua condivisione ognuno potrà fare delle attività per rimediare i difetti della propria vita e da lì produrre il cibo fare due chiacchiere e un po di ginnastica col piacere di lavorare la terra sono felice di constatare che c è consenso e che la popolazione lo vive come un regalo servizio di lucia morello fotografie officinadelpaesaggio www.officinadelpaesaggio.com rdv@officinadelpaesaggio.com
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10 paolo bernasconi il lungo viaggio da mendrisio a new york il fiocco aids progettato sulla facciata nel quartier generale dell onu a new york in occasione della giornata mondiale di lotta contro l aids che si tiene ogni anno il 1° dicembre l infanzia nel magnifico borgo poi il trasferimento a berna e dopo gli studi un esperienza umanitaria a tutto campo dove l emergenza chiamava ora da un anno l approdo nella grande mela in un organismo dell onu che lavora soprattutto per la salute e la protezione della maternità per la lotta all aids e per lo sviluppo come si vive a new york e il legame con la propria terra d origine e i propri affetti g uarda un po dove ti può portare la vita parti da mendrisio al tempo della scuola d infanzia e ti trasferisci a berna per imparare il tedesco passo dopo passo tra studi ed esperienze varie questo ragazzino diventato uomo sbarca a new york paolo berna sconi è da un anno nella grande mela sul pianeta onu lì era il suo sogno lì è arrivato È contento motivato appassionato si è fatto prendere da new york dal suo fascino dal the che sorseggi al mattino mentre ti incammini verso l ufficio dagli incontri che puoi fare e che ti allargano gli orizzonti dalle opportunità culturali che ti sfidano in continuazione porti con te il bagaglio della tua formazione della tua esperienza un uomo è quello che è cresciuto il suo cammino di maturazione ma è anche un continuo evolvere l apertura al nuovo in cui sei stato proiettato gli ho chiesto perché ha deciso di intraprendere questo cammino e lui mi ha risposto che la vita è donarsi è spendersi anche una piccola goccia come diceva madre teresa contribuisce a formare il mare e paolo bernasconi con il suo lavoro vuole fare di questo mondo un posto migliore ha imparato in casa dai genitori che cosa significa aiutare essere solidali ricorda con ammirazione le sue due nonne mo-mò che si sono prodigate per gli altri per il prossimo con esemplare generosità queste figure sono state come dicono gli inglesi i rolemodel di paolo uno potrebbe sentirsi un po perso e smarrito paolo bernasconi è galvanizzato da ciò che vive e per il quale si è preparato diciamo che gli orizzonti glieli hanno schiusi presto in famiglia mamma mariangela petraglio originaria di monte sponda destra della val di muggio e papà aurelio giornalista che ha mendrisio nelle vene prima cronista locale per cdt e gdp poi l avventura bernese come giornalista al «touring» e in età ancora vivace di nuovo
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11 nel magnifico borgo attento a tutto ciò che vi accade gli stimoli in casa bernasconi non sono mancati mamma papà e anche il fratello cristiano oggi medico a biasca fa un certo effetto dopo mezza vita ritrovare chi avevi lasciato ragazzo e oggi è un lavoratore per la causa prima del vivere la dignità umana perseguita da molti versanti e oggi da quel cuore globale che si chiama onu tranquilla con i coffee shop dove uno si può mettere indisturbato a leggere il suo giornale anche per 4 ore senza che nessuno ti dica niente new york è capace di reinventarsi ogni giorno di nuovo non c è il rischio di sentirsi un po smarriti in un simile crocevia mondiale un po come moscerini in una foresta il pericolo di ritrovarsi soli e spaesati esiste menti resta drammatica la situazione nell africa sub sahariana una cultura nuova di rispetto delle realtà locali con le loro sensibilità da new york con vista sul mondo qual è il suo campo di osservazione e di intervento all onu io lavoro al fondo delle nazioni unite per la popolazione che promuove il diritto alla durante un seminario in uganda un importante campo d azione di unfpa è la lotta alla violenza di ogni genere contro donne e minori e giustamente ritenuta una violazione dei diritti umani informare e incoraggiare i giovani sulle possibilità di impegnarsi nella cooperazione internazionale è un aspetto importante di sensibilizzazione qui ai career days dell università di losanna paolo bernasconi un grande volo fino a new york in nome della salute e della dignità a volte ripeto a me stesso che è una realtà più bella del sogno era ciò che desideravo fare da sei anni sto lavorando per le nazioni unite o per organismi dell onu qui volevo arrivare e ci sono ben deciso a rimanerci par di capire sì al punto che potrei anche farvi una scelta di vita È la prima volta nei miei continui viaggi e spostamenti che vivo una sensazione di stabilità ricercata e trovata come si metabolizza il balzo dal ticino a new york È chiaro che per fare un esperienza interculturale profonda bisogna essere radicati nella propria cultura di base perché questa è la base degli ultimi 15 anni 12 li ho vissuti all estero mi porto dentro il pugno di case del ronco a mendrisio dove c erano i miei nonni paterni e dove ho trascorso la prima infanzia le tradizioni poi berna questa è la mia identità che è un cantiere sempre aperto e che si allarga new york offre tutto qualsiasi cosa per qualsiasi situazione È la metropoli rumorosa caotica sempre in corsa ma c è anche la new york ma dipende anche qui dalla propensione personale uno può sentirsi solo se vuole anche in mezzo alla gente anche in una cittadina come mendrisio ciascuno deve ritagliarsi la sua propria realtà per me è uno stile di vita che trovo congeniale È come vorrei vivere quando si lavora all onu o al cicr com è stato il mio caso si può restare dentro il solito giro di persone una vita da straniero che è uguale ad ankara come a new delhi si può vivere come in una bolla l esperienza che desidero fare io è di immergermi nella cultura locale creandomi contatti cogliendo storie aspirazioni i sogni di un popolo salute e alle pari opportunità di ogni donna uomo e bambino ed aiuta a ridurre la povertà il fondo mira a far sì che ogni gravidanza sia desiderata ogni parto sicuro ogni giovane protetto dall hiv e dall aids e ogni ragazza e donna sia trattata con dignità e rispetto mi occupo delle risorse umane del nostro staff in africa dove abbiamo una sessantina di uffici e dello staff alla sezione tecnica qui a new york l africa è vicina o lontana osservata da new york È tutt e due le cose insieme È dramma e speranza impegno e lotta a volte anche sconforto il nostro è un lavoro di assistenza ai governi alle realtà locali c è moltissimo da fare soprattutto se pensiamo che ancora oggi ogni giorno muoiono mille donne per complicazioni legate alla gravidanza o al parto donne che perdono la vita mentre la donano sono cifre terribili che ci motivano ogni giorno a fare di più e meglio per sconfiggere qual è il suo rammarico più grande lavorando nell ambito della cooperazione allo sviluppo la povertà i conflitti armati la fame e l aids che si portano via ogni giorno migliaia di vite umane miglioramenti ci sono oggi c è ancora una media di mille decessi al giorno primo obiettivo dimezzare il numero delle mamme che muoiono di parto sforzi congiunti con i governi locali per proteggere la maternità per favorire lo sviluppo e per sconfiggere l aids in alcuni paesi si sono fatti molti migliora-
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12 e confortano gli sforzi in atto È un lavoro su tempi lunghi io ho lavorato spesso dentro emergenze create da catastrofi o conflitti lì occorre dare risposte immediate un assistenza rapida ai rifugiati alla gente incarcerata in questi casi non si può fare molto per incidere sulla radice dei problemi ora però la prospettiva è un altra con un lavoro di lungo termine per cambiare la realtà gere gettando le basi per soluzioni più durature e rafforzando le capacità nazionali ciò che è la garanzia di tenuta di frutti lavoriamo in campi e su sfere molto delicate che partono dall intimità della persona e in alcune culture sono ancora tabù ci si deve muovere con prudenza con rispetto sensibilizzando la paternità delle iniziative deve essere loro noi siamo suscitatori in appoggio dando più peso alle comunità locali e ai governi nazionali infine si tratta di accettare e rispettare altre culture e visioni di necessità e interventi la modernità è anche accettare questa diversità valorizzarla farla crescere superando la visione o la tentazione di giudicare sottosviluppo o sottocultura ciò che è fuori dai nostri schemi ogni intervento che noi facciamo deve essere iscritto nella realtà locale la cultura non è contatti sul territorio con le popolazioni africane dove si esprimono gli interventi di promozione dell onu qui siamo in ruanda manifestazione di sensibilizzazione di unfpa con enti governativi e associazioni locali nella guinea equatoriale obiettivi concreti e dichiarati ne avete sicuramente gli obiettivi del millennio mdg si prefiggono di abbassare di tre quarti entro il 2015 il tasso di mortalità per gravidanza e parto tra le donne significa che se oggi c è il dramma di mille decessi al giorno in cinque anni vogliamo contribuire ad abbassare al massimo questa mortalità materna che nel 90 dei casi avviene nei paesi più poveri in alcune parti del mondo si è più vicini a questo traguardo in altre per esempio e purtroppo nell africa subsahariana siamo ancora in pesante ritardo sono soprattutto i governi nazionali e locali che devono attivarsi noi ci siamo per sostenere questi sforzi di responsabilità e responsabilizzazione dei governi sono cambiate anche le modalità di intervento e di aiuto una volta si partiva per un paese in via di sviluppo si costruivano ospedali scuole dispensari adesso non si va in un paese sostituendoci quasi alle autorità locali andiamo in primo luogo a motivare a orientare a mobilitare energie umane e risorse esistenti le popolazioni locali conoscono meglio di chiunque altro il quadro delle priorità suscitiamo e indirizziamo le capacità delle persone se ci limitiamo a costruire interpretando attese è un po come costruire sulla sabbia vogliamo coinvol le difficoltà non mancano lo sviluppo e il miglioramento delle condizioni sociali soprattutto per le donne e le future mamme non viaggiano con la velocità che vorremmo ci sono progressi in pieno e crescente dominio di scienza e tecnica che cosa manca oggi agli organismi internazionali per poter intervenire in forma più estesa ed incisiva nelle zone più bisognose serve un maggior coordinamento negli interventi fino al passato prossimo molti si muovevano e ancora qualcuno tende a farlo in ordine sparso si va in un posto si tenta di fare qualcosa magari si creavano e si creano anche sovrapposizioni importante è che ci sia una regia per le iniziative qualcosa di statico acquisito bloccato è dinamismo cooperazione confronto secondo la sua esperienza e la sua sensibilità le nazioni unite e tutto ciò che sono e rappresentano sono una costola della politica o viceversa noi siamo un braccio piuttosto tecnico lavoriamo per la salute della madre sulle dinamiche demografiche e sull impatto di hiv e aids su giovani e donne povere non siamo un emanazione diretta della politica ma tutto in fondo è politica operiamo in sinergia con i governi perché possano intervenire e operare grazie al nostro appoggio dobbiamo tener conto delle diverse realtà politiche servizio di giuseppe zois l organismo onu per cui lavora paolo bernasconi lavora all unfpa fondo delle nazioni unite per la popolazione È un agenzia di sviluppo internazionale che opera per il diritto alla salute e le pari opportunità di ogni persona bambino donna uomo l unfpa assicura il suo appoggio ai paesi per utilizzare i dati demografici nella messa a punto delle politiche e dei programmi finalizzati a ridurre la povertà e per fare che ogni maternità sia responsabile che ogni rapporto sia sicuro e che ciascuno sia protetto dal rischio di aids e infine che tutte le ragazze tutte le donne siano trattate con dignità e rispetto.
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13 fra i filari delle stagioni con fiorenzo falconi paolo bernasconi specialista delle risorse umane campo d azione il mondo paolo bernasconi è nato a mendrisio ha radici nel magnifico borgo dove la sua famiglia ha sempre orientato la vita pur legatissimo alla sua terra paolo che oggi ha 45 anni ha scelto per la sua vita il mondo l ha girato sempre per missioni umanitarie come delegato del comitato internazionale della croce rossa cicr ha lavorato nel caucaso nell asia centrale e nel congo tra le sue esperienze al cicr è stato al centro informazione formazione e consulenza per professioni nell ambito della cooperazione internazionale a bienne e qui ha preso parte alla selezione di candidati svizzeri agli organismi scelti dell onu e per i seminari di preparazione e rientro a missioni estere durante gli studi si era impegnato nel lavoro giovanile politico e associativo a livello europeo ed ha anche fatto parte del consiglio comunale di worb dove risiedeva laureato in scienze politiche oggi paolo bernasconi lavora come specialista delle risorse umane con il fondo delle nazioni unite unfpa per la popolazione nel quartier generale delle nazioni unite di new york qui è arrivato proveniente dall unv il programma di volontariato delle nazioni unite con sede a bonn in germania il campo d attività era la gestione dei volontari per rinforzare le capacità dello staff unv e dei volontari sul posto per realizzare programmi efficienti basati sul volontariato per lo sviluppo paolo ha anche conseguito un diploma in studi interculturali all università british columbia di vancouver con questo numero fiorenzo falconi inizia la collaborazione con la nostra «rivista del mendrisiotto» in ogni numero con le sue poesie in dialetto mo-mò ci richiamerà temi di stagione con la serenità e la sensibilità di cui sono portatori i suoi versi È uno spazio che sarà sicuramente apprezzato dai lettori al camp sant che pas tra cros e tumb tütt a tas d un sögn prufund crìa `l cancèl sempru stéss rumor dal sòo ai stél quand i viv i so dulor i porta a chi liberaa di crüzzi dal mund i è ormai passaa püssée `n là di tumb che nem a truvà cun un segn un fiòo pas che fa sperà in da la lüs dal sòo il camposanto che pace fra croci e tombe tutto tace d un sonno profondo scricchiola il cancello da sempre lo stesso rumore dal levar del sole fino alle stelle quando i vivi i loro dolori abbiamo tutti un ruolo nell abbattimento delle barriere di silenzio e vergogna che sono legate alla problematica dell aids sulla lavagna è indicato un messaggio di speranza ai giovani dell africa questa foto fa parte di una campagna itinerante canadese «picture change» che venne mostrata in scuole e università canadesi per mostrare il contributo dei giovani nella lotta contro hiv e aids foto di patti gower/photosensitiv portano a chi liberati dalle preoccupazioni del mondo sono ormai passati oltre le tombe che andiamo a visitare con un segno un fiore pace che fa sperare nella luce del sole.
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a10-8-fedelta-paginarivistamdrisio:layout 2 8/10/10 1:12 pm page 1 arcobaleno premia la fedeltà ecco l offerta autunnale del programma fedeltà sconti e promozioni grazie ad arcobaleno senza dimenticare il concorso con ricchi premi e le offerte annuali dei nostri 19 partner per tutti i dettagli basta cliccare su www.arcobalenopremia.ch i una selezione di viaggi spettacoli ed escursioni con il 10 di sconto grazie alle autolinee bleniesi i 5 proposte viaggi di autopostale con il 5 o 10 di sconto i tariffe speciali per le funivie verdasio-rasa ed intragna-pila-costa con le fart i chf 15 di sconto per l acquisto delle smartbox alle agenzie viaggi ffs i una scelta speciale di libri melisa con uno sconto del 15 i crociera lunch boat sul lago di lugano a chf 34.80 invece di 44.80 con la snl i offerte speciali per il monte generoso i castelli di bellinzona e il fox town con railaway ffs vinci con il programma fedeltà arcobaleno rispondi alla domanda e vinci i premi in palio i 10 biglietti andata-ritorno per la funicolare monte bré i 5 buoni railaway ffs del valore di chf 30 l uno i 20 entrate adulti piscine+scivoli al lido locarno i 25 biglietti per una partita dell fc locarno quanti sono i partner del programma fedeltà 10 nome e cognome indirizzo nap e località e-mail 14 19 obbligatorio in caso di iscrizione alla newsletter elettronica desidero iscrivermi alla newsletter elettronica del programma fedeltà partecipo solo al concorso inviare il presente tagliando entro il 31.10.2010 a comunità tariffale ticino e moesano viale stazione 33 6500 bellinzona oppure compilare l apposito tagliando sul sito www.arcobalenopremia.ch partecipando al concorso si autorizza la comunità tariffale ticino e moesano ctm ad utilizzare i dati personali per promuovere le offerte del programma fedeltà la ctm si impegna a non girare tali dati a terzi e/o a venderli per fini commerciali ma ad usarli per puri scopi statistici/pubblicitari legati al programma fedeltà arcobaleno non si tiene corrispondenza in merito al concorso premi non convertibili in denaro il programma fedeltà arcobaleno è riservato ai possessori di un abbonamento annuale arcobaleno salvo diversa indicazione per beneficiare delle convenzioni è sufficiente esibire il proprio abbonamento in corso di validità i premi ed i benefici connessi al programma non sono convertibili in denaro la comunità tariffale ticino e moesano non è responsabile della qualità delle prestazioni erogate dai partner i dettagli del programma fedeltà la validità delle convenzioni stipulate il regolamento applicabile per le singole convenzioni e l elenco dettagliato dei partner convenzionati sono consultabili sul sito www.arcobalenopremia.ch le offerte autunnali sono valide nei mesi di settembre ottobre e novembre 2010.
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15 la bella e trasformata realtà dei ciechi e degli ipovedenti vedere con altri occhi c è la luce del cuore antoine de saint-exupéry lo diceva già nel suo «il piccolo principe» intorno alla metà del novecento «l essenziale è invisibile agli occhi» un aforisma che ben si addice alla condizione dei ciechi e degli ipovedenti un mondo il loro seppur buio nella forma luminoso nella sostanza fatto di esperienze vissute e di vite condivise anche attraverso l andicap perché come evidenzia l unitas vivere un andicap con dignità e forza di volontà significa resistere nei momenti difficili e trovare al proprio interno le forze necessarie per superare gli ostacoli di tutti i giorni pur perdendo la vista si continua a vivere si cambia stile di vita ci si organizza diversamente ma la vita come dicono i protagonisti di questo nostro viaggio è bella ugualmente «evitate di chiamarci non vedenti ci frena subito sandro molinari presidente dell associazione ciechi e ipovedenti della svizzera italiana unitas il non ha in sé una connotazione negativa e la nostra condizione non deve essere vista in questo modo» sono circa 550 i soci che in ticino e nei grigioni usufruiscono di una serie di servizi e strutture e di un certo numero di prestazioni messe a disposizione dalla sessantina di dipendenti e dai circa 200 volontari lettori addetti ai trasporti animatori accompagnatori guide sportive di unitas associazione che oltre alla sede centrale di tenero ha saputo costruire una fitta rete di rapporti con le diverse regioni fra cui il mendrisiotto tanto da contare un incontro in media ogni settimana «nessuna regione è esclusa dal nostro intervento fa rilevare molinari anche se a sud del ponte-diga di melide non vi sono strutture manteniamo con il distretto un forte legame attraverso il nostro servizio interno di trasporto» chiare possibilità per interagire che si concretizzano ogni mercoledì quando il gruppo del mendrisiotto ha la possibilità di recarsi al centro diurno di lugano «non solo aggiunge il presidente in ogni regione è attivo un gruppo di incontro autogestito ogni mese un responsabile ipovedente organizza un pranzo cui fa seguito una serie di attività pomeridiane per il mendrisiotto l appuntamento cade il terzo giovedì del mese al ristorante stazione di mendrisio» dal libro parlato alle gite collettive ma sono molti altri i servizi che unitas mette a disposizione dei suoi utenti dalla biblioteca braille e del libro parlato al centro per la gioventù dalla consulenza giuridica alle gite collettive dal gruppo spirituale agli aiuti finanziari un calendario fitto fitto che non dimentica lo sport oltre a tornei di bocce è anche presente il gruppo sciatori ciechi la cultura pellegrinaggi incontri con scrittori visite guidate la natura passeggiate nei boschi «ultimo nato non ha infatti ancora un anno di vita ci fa sapere molinari lo studio fisioterapico mani che vedono di lugano-cassarate un luogo al tempo stesso ordinario e straordinario ordinario perché offre le consuete prestazioni fisioterapia linfodrenaggio riflessologia diversi tipi di massaggi e straordinario perché tutti i terapeuti che vi lavorano sono persone ipovedenti o cieche» fra questi un giovane massofisioterapista di mendrisio jary ferrari classe 1983 «la cecità puntualizza il nostro interlocutore ha anche aspetti positivi se non fosse intervenuta vi sono cose che non avremmo magari mai fatto» cristina ferrari unitas via san gottrado 49 6598 tenero info@unitas.ch tel 091 735 69 00 fax 091 745 48 68
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