professioneMontagna nr 132 maggio giugno 2015

 

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Periodico tecnico rivolto al management del turismo della montagna

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OSSERVATORIO LEGALE Un processo per collisione tra sciatori p.60 professione MONTAGNA Anno XXVIII° n° 132 Maggio/Giugno 2015 FIERE E CONVEGNI Le aziende e i loro prodotti p.20 Comunicazione/Stampa Srl Via Derta 8 22020 Cavallasca - Como Poste Italiane SpA Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 nr. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano FUNITEK 2005 > 2015 www.funitek.com MOTORI SULLA NEVE pagina pubblicitaria 21x21.indd 1 PistenBully 100 il pù potente della sua categoria p.69 Prinoth Snow How: l'intelligenza per la neve p.70 PIM - FISPS ANEF - ANITIF p.38 12/05/15 10:15 ASSOCIAZIONI

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Anno XXVIII° N° 132 maggio/giugno 2015 Direttore editoriale Direttore Responsabile Roberto Binda Aldo del Bò Segreteria e amministrazione Lina Della Bella Collaboratori Alessandro Conci, Aldo del Bò, Rosetta del Bò, Roberto Della Torre, Marco Del Zotto, Gianandrea Gei Editore: ComunicazioneStampa Srl Via Derta, 8 22020 CAVALLASCA - Como Tel. 031 53 64 26 Fax 031 53 64 44 www.montagnaonline.com info@montagnaonline.com Rivista tecnica periodica per gli operatori del turismo montano inviata a: Diffusione nazionale l A.N.A.S. - Amm.ni Provinciali l Assessorati Turismo Regionali e Provinciali l Associati ANEF ed altri impianti di risalita a livello nazionale l Associati ANITIF l Associati P.I.M. l Autostrade l Centri di sci di fondo l Collegi maestri di sci l Comuni, Comunità ed Enti Montani l Consorzi turistici l Corpo Forestale dello Stato l Dottori agronomi e forestali l Enti, aziende e personalità di spicco politico e manageriale dei settori affini alla linea editoriale l Gestori di impianti sportivi e per il tempo libero l Industrie produttrici e rappresentanti del settore in Italia, Svizzera, Austria, Francia e Germania l Organizzazioni di manifestazioni sportive l Rifugi alpini e strutture ricettive in quota l Segreterie fiere e convegni l Scuole sci - Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 756 del 2 Dicembre 1988 - Iscrizione al R.O.C. nr. 4190 - Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale 70% LO/MI - Abbonamenti annui: Italia Euro 30,00 Estero Euro 40,00 - Costo copia Euro 6,00 Associato Sommario 4 8 12 38 46 4 8 IN COPERTINA FUNITEK Dieci anni di successo sul filo della genialità PRIMO PIANO SITOUR Infomazione e pubblicità su capolavori disegnati a mano l OSSERVATORIO TURISTICO 12 Il positivo finale ha segnato l'inverno della «ripresa» FIERE & CONVEGNI DI PRIMAVERA 18 Tra Bolzano e Innsbruck fiducia in risalita PROWINTER Passerella di successo per il noleggio l Torino 2006 è un'«eredità» ancora tutta da vaolorizzare di Roberto Serra Gli inserzionisti di questo numero l ALPINA SNOWMOBILES l AXESS l BMF BARTHOLET l BIASION l CCM FINOTELLO l DEMACLENKO l EMMEGI l FUNITEK l GEA 23 49 35 61 4a di copertina 3a di copertina 15 l MND GROUP l NEVEPLAST l NONSOLOMOTO l PRINOTH l S&E CONSULTING l SIGMA CABINS l SITOUR l SNOPEX l SKIDATA l SUNKID l TEAM SERVICE l TECHNOALPIN l WINTERSTEIGER ITALIA l WOODFORD MFG. CO. 53 55 37 2a di copertina 21 29 8-9-10-11 3 7 67 63 Inserto 27 13 ASSOCIAZIONI 38 ANEF: fare sistema per rilanciare il mondo della montagna e i servizi sulla neve INTERALPIN Nuovo record di visitatori in una famiglia che cresce Le aziende e i loro prodotti l Alpina l Axess l BMF l Demaclenko l Doppelmayr l FAR l GEA l Geoplast l Intercom dr. Leitner l Leitner ropeways l Neveplast l Prinoth l RF Moto l S&E l Seppi M. l Skidata l Wintersteiger 54 1a di copertina, 4-5-6 19 17 43 25-47 33 1 l GRAFFER l INCOFIL l INTERCOM Dott. Leitner l LEITNER ropeways l KÄSSBOHRER GELÄNDEFAHRZEUG 56 2 professioneMontagna n° 132 maggio/giugno 2015

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56 LA NUOVA GAMMA DA LAVORO 2015 I NUOVI BEARCAT 2015 CAMBIA IL NOME MA NON LA QUALITÀ! BEARCAT 2000, 2-TEMPI, 566 CC 69 l Gli impiantisti e le sinergie necessarie per il progresso del turismo montano l PIM: un capitolo è chiuso ma la storia continua Assemblea del 9 aprile l FISPS: «Collaboriamo tutti per la sicurezza e il soccorso» L'intervento di Antonio Menegon l ANITIF Assemblea annuale del 22 maggio La relazione del presidente Sergio Tiezza «La nostra professionalità al servizio dell’efficienza e della sicurezza» BEARCAT 5000, 4-TEMPI, 1100 CC IMPIANTI A FUNE 54 BMF/BARTHOLET Un avvocato svizzero alla battaglie del mercato LEITNER ropeways & Pininfarina nel nome di tecnologia, stile e comfort l ATTREZZATURE LUDICO/SPORTIVE 58 Sunkid Idee, innovazioni e progetti l Il nuovo impianto di Zermatt, con l'arrivo a quasi 4000 metri OSSERVATORIO GIURIDICO 60 Un processo per collisione tra sciatori: quando il gestore non è responsabile l per un mondo ... «a ttto fun» MOTORI SULLA NEVE 68 Kässbohrer Geländefahrzeug Il Centro Sud rende omaggio ai due leader del mercato l di Marco Del Zotto l Sci e handicap/1a puntata Le stazioni invernali e il rapporto con i disabili di Marisella Chevallard BEARCAT 5000 LTD, 4-TEMPI, 1100 CC Moto Centro Moena, Massimo Croce, Moena/TN, Tel. 0642 57 32 71, info@mcmmoto.com  Motoservice, Antonio Sirni, Aosta/AO, Tel. 0165 32 062, sirni.a@tiscali.it  Piacentini Ottavio + Vittorio, Palagano/MO, 338 74 13 623, piacentini_quad@tiscali.it  New Racing, Christian Saligari, Mazzo di Valtellina/ SO, Tel 0342 86 20 38, info@newracing7.it  I.M.S. S.A.S., Roberto Begliatti, Torino/TO, Tel. 011 22 64 897, roberto.begliatti@live.it  F. Staudacher, VipitenoSterzing/BZ, Tel. 0472 766 010, info@staudacher.it  F.lli Baccanelli, Berzo Demo/BS, Tel. 0364 630 577, info@fllibaccanelli.it Concessionari motoslitte ARCTIC CAT Italia: Pistenbully e Technoalpin: una giornata da sogno sotto ogni punto di vista ad Ovindoli l Pistenbully 100 il più potente della sua categoria Prinoth Snow how l'intelligenza per la neve S&E Snow & Efficiency l Applausi per i corsi di formazione riservati ai conducenti di battipista CH-6828 Balerna  +41 (0)91 646 17 33  sales@snopex.com professioneMontagna n° 132 maggio/giugno 2015 3

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dieci anni di successo suL fiLo deLLa geniaLità nel 2005 alcuni «compagni d’avventura» hanno fondato l’azienda di Montecchio Maggiore diventata in breve tempo protagonista di primo piano nel settore dell’automazione funiviaria: «La nostra forza è la capacità di inventare, è l’affidabilità assoluta dei nostri impianti, è il coraggio di credere in questo mercato». dalle prime installazioni a Madonna di campiglio e a passo san pellegrino alla prossima apertura della nuova funivia del Monte Bianco si è snodata una storia di imprenditoria vincente che ha trovato in doppelmayr il partner ideale. I dieci anni di un successo oggettivamente clamoroso nel settore dell’automazione funiviaria vengono celebrati da un signore che comincia dicendo: «Non vogliamo essere autocelebrativi ma…». La Funitek è un’azienda S.r.l. che ha sede legale e centro assistenza a Bolzano ma cervello e cuore al piano terra di una palazzina di Montecchio Maggiore (Vicenza). È stata fondata nel 2005 da un gruppo di tecnici già ricchi di una competenza profonda e pluriennale nei sistemi di automazione degli impianti a fune, con una rete già fitta di contatti con i capiservizio di molte stazioni invernali ma stanchi di lavorare nel retrobottega di un grosso gruppo industriale impegnato su diversi settori di ben altri fatturati, forse troppo grande per esaltare e valorizzare le intelligenze di un segmento tanto piccolo. Avevano voglia e bisogno di uscire dal sottoscala, di salpare per una avventura che li vedesse protagonisti, anche sapendo di dovere incontrare onde alte e controvento. Avevano tante idee innovative ma non supporto e sostegno necessari alle loro spalle, tanti fogli bianchi da riempire di progetti in tante riunioni più o meno carbonare («Una volta ci eravamo visti anche la sera di Natale»). Con Mirko Boschetti, Paolo Cavaliere, Claudio Cecchinato, Massimo Masiero, Massimo Rancan, l’importante appoggio esterno di Franco Boscolo (centro assistenza di riferimento per moltissimi comprensori dell’Alto Adige e non solo) e qualche altro gruppetto di transfughi hanno fatto il salto, e dieci anni dopo dice: «Non vogliamo essere autocelebrativi ma credo che uno dei motivi principali dell’affermazione di Funitek sul mercato dell’automazione funiviaria sia il fatto che noi, al contrario dei nostri competitors, facciamo solo questo lavoro, ci siamo completamente ed esclusivamente concentrati sul comparto funiviario per migliorare e innovare costantemente la nostra offerta avendo come idee base il rapporto stretto con il cliente finale che è l’esercente funiviario, la semplicità di esercizio dei nostri equipaggiamenti elettrici, delle nostre apparecchiature e dei nostri software di gestione e controllo degli impianti». centro assistenza dell’azienda per un controllo in remoto. In questo sistema è integrata una pagina di «prova» che consente la verifica di tutte le funzioni dell’impianto di risalita senza che lo stesso sia attivato, bypassando le condizioni operative di funzionamento. Per le revisioni degli impianti esistenti, il sistema di sorveglianza Funitek si compone di due unità di sorveglianza integrata costituite da un PLC Fail-Safe di sicurezza che ha il compito di svolgere le funzioni di sicurezza e il riassunto (unità di controllo) di tutte le sorveglianze dell’impianto, e da un PLC standard con il compito di svolgere le funzioni di protezione dell’impianto e di regolazione. Entrambi i computers sono costituiti da un’unità centrale (CPU) che svolge tutte le funzioni logiche e da moduli di acquisizione I/O per i segnali digitali e/o analogici da e per il campo. «Il concetto che ci ha ispirato fin dall’inizio era quello di Internet – dice Fornasa – quello di una “rete” frequentabile in tempo reale con la qua- Le soLuzioni innovative ispirate da internet Funitek realizza quadri elettrici di automazione, per tutte le tipologie di impianti di risalita con la possibilità di integrazione a linee già esistenti. Tutti i suoi progetti e le apparecchiature, in conformità alle direttive 2000/9/CE e nel rispetto dei requisiti PTS IE (Prescrizioni Tecniche Speciali), sono certificati presso l’Ente tedesco TÜV SÜD a garanzia dell’elevato livello qualitativo del prodotto finale. Gli impianti Funitek sono gestiti e monitorati da un sistema centralizzato di supervisione che controlla in tempo reale tutti i parametri e può essere collegato con il www.funitek.com

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le il gestore potesse essere guidato nell’utilizzo di schemi navigabili con i quali avesse immediatamente la possibilità di visionare ogni funzione dell’impianto interfacciandosi sia con le componenti elettriche che con le componenti meccaniche dell’impianto per avere una diagnosi completa e poter intervenire in caso di necessità». un’azienda «Leggera» e in piena saLute Queste idee, queste nuove concezioni dell’automazione funiviaria avevano trovato in Doppelmayr il partner che ha dato loro fiducia acquistando le prime due applicazioni per la seggiovia Zeledria a Madonna di Campiglio e per la seggiovia Costabella a Passo San Pellegrino. Con Doppelmayr Italia il rapporto fiduciario è continuato e si è consolidato negli anni, «un rapporto bilaterale, pulito: loro non comprano da altri e noi non forniamo ad altri produttori di impianti se non con il loro consenso, come è avvenuto per le parti elettriche della cabinovia Saslong in Valgardena, Scerscen a Chiesa in Valmalenco, come sta avvenendo per una seggiovia a Watles e come potrebbe avvenire ancora in futuro». Oggi Funitek è un’azienda dinamica, «leggera», con 10 persone operative nella sede vicentina di Montecchio Maggiore e 2 nella sede di Bolzano; un concentrato di genialità e sperimentazione innovativa, «che lavora con i migliori componenti top di gamma selezionati sul mercato, che collabora con aziende specializzate dell’indotto ad esempio per quanto riguarda la composizione il montaggio dei quadri elettrici, che non ha magazzino e può vantare bilanci cristallini, senza zavorre. E non vendiamo ricambi perché, semplicemente, i nostri impianti non si rompono mai ». Oggi, in tempi di crisi e di saturazione del mercato, «il nostro fatturato si è stabilizzato tra i tre e i quattro milioni di Euro l’anno, dopo avere toccato un picco oltre i quattro milioni. Ma abbiamo in corso trattative per circa cinque milioni e acquisiti già certi per il 2016 di due milioni circa. Andiamo bene e da questo comparto non ci sogniamo di spostarci. In questi dieci anni non abbiamo mai avuto un bilancio in rosso ma sempre in utile, abbiamo vissuto alti e bassi fisiologici ma la nostra estrema flessibilità operativa ci ha sempre consentito di affrontare ogni situazione congiunturale, siamo sempre cresciuti sul piano tecnologico e sul piano dell’affidabilità, arrivata a livelli di eccellenza tali da spingere qualcuno a ribattezzare i nostri impianti “razzo- missili”. Noi siamo orgogliosi della credibilità che abbiamo raggiunto in materia di affidabilità, una componente vitale nell’economicità di gestione degli impianti a fune che lavorano a pieno solo cento giorni l’anno e per i quali ogni ora persa per guasti o interruzione del servizio vuole dire migliaia di € di guadagni in meno». Nel tempo si è modificato il rapporto di tipologia produttiva («Fino a due-tre anni fa il 70% della nostra attività era riservata ad impianti nuovi e il 30% alle revisioni. Adesso queste proporzioni si stanno invertendo») ma certamente non la carica innovativa e la ricerca di soluzioni sempre nuove «che spesso ci vengono suggerite direttamente dai gestori e dai capiservizio, con i quali il rapporto è strettissimo, che hanno sempre davanti agli occhi l’elenco dei nostri tecnici e dei relativi numeri di cellulare per poter chiamare ed essere assistiti in qualunque momento, anche a Natale, Capodanno, giorni festivi e feriali in genere sia in inverno che in estate ». www.funitek.com

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radiocoMando, Messaggi vocaLi e ...La risaLita deL Monte Bianco Le novità di quest’anno sono due: il radiocomando per il magazzino e per il servizio di manutenzione degli impianti e la nuova funzione per la trasmissione automatica di messaggi multilingue alla clientela in linea. In sostanza: «Chiusa la stagione, per il servizio di manutenzione lungo tutta la linea, il nostro nuovo radiocomando centralizza in sé tutte le funzioni di attivazione e movimento dell’impianto. Fino all’altro ieri un operatore stava seduto nella stazione di comando con la radiolina in mano per comunicare con un suo collega che verificava in linea lo stato delle diverse componenti meccaniche con i relativi livelli di funzionalità, usura, affidabilità. Con il nostro radiocomando un solo uomo gestisce tutte operazioni direttamente in linea e non serve più la persona nella stazione di comando; inoltre si eliminano tutte le incognite del comando vocale e si ottengono precisione e certezza di movimenti garantendo la massima sicurezza. La funzione dei messaggi vocali multilingue (italiano, inglese, tedesco, russo) lungo la linea dell’impianto mediante altoparlanti, serve per evitare l’effetto panico e comunque per comunicare direttamente con i turisti trasportati nei casi in cui l’impianto debba fermarsi per un qualsiasi evento inaspettato». Non mancheranno certo queste nuove dotazioni integrate nel sistema operativo per le nuove realizzazioni Funitek («Ovviamente tutte allestite in regime di ridondanza») tra le quali spiccano la nuova, spettacolare funivia del Monte Bianco che, in due tronchi, salirà dai 1308 metri di Pontal d’Entrèves ai 3449 metri di Punta Helbronner («Un investimento totale che supera i 100 milioni di Euro a cui noi partecipiamo con lavori per circa due milioni»), il Funifor che in Val di Fassa collegherà Alba di Canazei con il Col dei Rossi, la nuova cabinovia Belvedere da 15 posti che nel prossimo inverno entrerà in funzione a Plan de Corones. Intanto due importanti comprensori sciisti- ci hanno già opzionato sulla fiducia la genialata prossima/ ventura di Funitek. Il direttore commerciale fa finta di recalcitrare («È il prossimo step, ci vorrà del tempo per sviluppare l’idea, forse non è il caso di parlarne…»), tergiversa («Diciamo che è in fase avanzata di studio e di progettazione…») per ammettere alla fine che «stiamo lavorando sulla realizzazione di un supervisore che sappia gestire e coordinare le funzioni di tutti gli impianti di risalita di un intero comprensorio, anche di costruttori diversi. L’idea è quella di riuscire a interfacciare i software di impianti diversi e condurli in un unico punto, su un maxischermo centralizzato capace di controllarli tutti». Senza ombra di dubbio l’efficienza dell’Azienda è nel gruppo stesso, dove ognuno ricopre un ruolo ben preciso, rispettando i compiti e le capacità degli altri, senza mai entrare nel merito delle scelte in quanto consapevoli di cercare sempre la migliore soluzione per Funitek. “Siamo sempre pronti a nuove sfide e nuovi traguardi, avendo a cuore prima di tutto il Cliente e le sue necessità, le sue richieste, i suoi desideri, “talvolta le sue fisime”, con la sola volontà di essere sempre al loro fianco”, e Fornasa conclude: “Ringraziamo in particolare Doppelmayr Italia, tutti i comprensori nostri Clienti e non, tutti i collaboratori nonché le persone che hanno creduto e credono in noi e nelle nostre capacità, poiché grazie a loro siamo arrivati fino a qui e loro sono la Nostra forza per proseguire, migliorare, innovare”. funiteK 2005 > 2015 5 LAGHI ALBA-CIAMPAC ALBA-COL DEI ROSSI ALM ALPEN ASCHBACH BABY SOCREPES BARZIO PIANI DI BOBBIO BASSETTA-MONTE VIGO BELVEDERE BERTOLINI BIMELLA BLEIS BOCH BOTAREL BULLACCIA BUSA STAVELIN CAMOSCI CAMPARIENT CAMPETTO CAMPODOLCINO CAMPODOLCINO CAMPOSCUOLA CANAZEI-PECOL CAPRICORNO CAUDANO CERASO CERESOLA CIAMPAC CIAMPINOI CIME BIANCHE COCCIA COL DRUSCE’ CORDELA COSTABELLA COSTACCIA COSTALUNGA DEI LARICI DOSS 18 ERNA FEDARE FROMMER ALM GALLI SPORT GAMPEN GEMELLI ALPETTA GIGANTE GILARDON HIRZER 1 HIRZER 2 HUBERTUS INDREN KLAUSSEE2 LA VALLETTA LATEMAR LATEMAR 3 LAURIN LAZAUN LE BUSE LO SCHIANCIO MALGHET DX MALGHET SX MBIANCO T1 MBIANCO T2 MIARA MOLINO – LE BUSE MONESI MONT FRETY MONTE AGNELLO MONTE BUE MONTE PRATA MONTE VIASCO MOTTA MUTEGG NAIF-PIFFING OBERHOLZ OLANG 1 OLANG 2 OLYMPIA ORSCELLERA PAGANELLA PALASANTA PANCUGOLO PANORAMA PAOLINA-CAREZZA PARADISO PEJO PESCUL PIAN DELLE GUIDE PIAN PATTANE PIANI DI PEZZE’ PICCOLO RIFUGIO PRADALAGO PRADEL CROZ PRATI DI TIVO PRATO CIPOLLA PRATO CIPOLLA PRATO SELVA PREVALA RASCHOETZ RESIDENZA ROCCA DI PAPA ROSIM ROTWANDWIESEN RUACIA SASS PORDOI SCERSCEN-SASSO ALTO SCHOENBLICK SCHWEMMALM SEENOCK SIGNAUE SOCREPES SPINALE ST OSWALD TAGLIEDE TARLENTA TEXELBAHN TIEJA TIROLO TOE’ VAL PANCIANA VAL SENALES VAL VENY VALANDREA VALANDREA VITELLI WALLPACH WATLES – PRAMAJUR WITRON ZELEDRIA ZONCOLAN www.funitek.com

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e n o i z a m r o f In u s à t i c i l b b u I ep T A N G E S I D i r o v a l o p a c

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PRIMO PIANO INCONTRO CON MICHAEL MATTESICH, IL LEADER DELLA FILIALE ITALIANA DI QUELLA AZIENDA AUSTRIACA CHE DAL 1965 PRODUCE GLI SPETTACOLARI TABELLONI PANORAMICI DEGLI SKIRAMA E ALTRI PRODOTTI PER LA SEGNALETICA NELLE STAZIONI INVERNALI E SULLE PISTE DA SCI. NEI 25 ANNI DELLA SUA ATTIVITÀ, L’IMPRENDITORE DI INNSBRUCK HA MOLTIPLICATO FATTURATO E PRESENZE SUL TERRITORIO. CON IL SUO LAVORO HA CONTRIBUITO DA UNA PARTE A QUALIFICARE L’IMMAGINE DELLE LOCALITÀ E A FORNIRE UN SERVIZIO UTILE AGLI SCIATORI ANCHE SUL PIANO DELLA SICUREZZA, DALL’ALTRA HA PROPOSTO UN IMPORTANTE VEICOLO DI VISIBILITÀ PROMOZIONALE A MOLTI MARCHI DEI PIÙ DIVERSI SETTORI D Molto più di «piantine», poco meno di opere d’arte, che nascono partendo dalle ricognizioni e dalle fotografie aeree, vengono dipinte a mano... a giovane ha praticato a livello agonistico pattinaggio di velocità («Ho partecipato ai Mondiali Juniores nel 1984 e ho smesso a vent’anni») , corsa di mezzofondo («Dagli 800 ai 5000 metri, fino a 23 anni, con la partecipazione ad un’Universiade»), ciclismo («Categoria dilettanti, scalatore…») ed è stato tra i primi («Nel 1980») a usare una bici da mountain bike dopo avere assaggiato anche la durezza del vecchio ciclocross. Oggi Michael Mattesich, 49 anni, laureato in economia aziendale nel 1990, austriaco di Innsbruck padrone di un italiano (quasi…) perfetto, è solo un buon sciatore turista e pratica il golf a livello contemplativo senza badare troppo all’handicap ma tiene a ricordare che «lo sport mi ha aiutato a crescere e ha formato quel carattere che mi ha consentito di tenere duro in alcuni momenti difficili della mia carriera». Come padre segue con attenzione la passione agonistica per lo sci alpino del figlio Nicholas, 13 anni, avuto dalla moglie Giuliana, badando che resti un sano divertimento senza esasperazioni («Ski College? Stams? Malles? No, farà un Liceo Scientifico pubblico, normale»); come quasi nonno del nipotino che gli darà tra breve il figlio maggiore Georg, 30 anni, non sa bene come esprimere la sua emozione; come imprenditore dice invece convinto che «il mio obiettivo futuro è quello di sviluppare un nuovo tipo di attività, di posizionarci come consulenti di marketing per le stazioni invernali e per gli impiantisti perché mi sembra che non tutti abbiano capito ancora come e cosa fare per creare un’immagine forte, come accogliere il turista, cominciando dai parcheggi e dai parcheggiatori, dalla comodità di accesso agli impianti per continuare con servizi di deposito materiali in quota, spazi attrezzati anche per chi mangia al sacco eccetera eccetera. Se l’offerta di servizi è all’altezza delle aspettative lo sciatore appassionato torna e il prezzo dello skipass diventa un fatto relativo». UNA LUNGA STORIA COMINCIATA 50 ANNI FA In attesa degli sviluppi di questa idea, Mattesich quest’anno festeggia i 25 anni alla guida della filiale italiana della sitour, l’azienda che nello stabilimento di Rum (paese confinante con Innsbruck) produce, insieme ad una vasta gamma di prodotti per la segnaletica sulle piste da sci, quegli spettacolari tabelloni panoramici («Siamo arrivati a una dimensione di oltre sette metri per tre») che consentono allo sciatore di visualizzare l’intero skirama come se lo si guardasse dall’alto, in prospettiva tridimensionale, con gli impianti e le piste con i diversi colori di riferimento tecnico (blu, rosso, nero) inseriti nel quadro delle montagne perfettamente riprodotte. Molto più di «piantine», poco meno di opere d’arte, che nascono partendo dalle ricognizioni e dalle fotografie aeree, vengono dipinte a mano e (oggi) riprodotte in digitale con le relative impostazioni grafiche e diciture esplicative su lastre di alluminio di diverse dimensioni. Queste rappresentazioni grafiche sono tutelate da copyright e il loro utilizzo viene venduto alle località anche per

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PRIMO PIANO la versione cartacea di quei preziosi pieghevoli «a fisarmonica» che ogni sciatore dovrebbe tenersi nella giacca a vento. Inoltre i tabelloni panoramici si propongono come prezioso spazio di supporto per inserzioni pubblicitarie che potranno contare su una rilevante visibilità nel passaggio di decine di migliaia di sciatori durante una stagione invernale. Se l’attività italiana di Mattesich compie 25 anni, la sitour ne compie 50: l’ha fondata nel 1965 Peter Schröcksnadel, sì proprio lui, il presidente della Federazione austriaca dello sci dal 1990 che ha favorito l’esplosione e il dominio assoluto del wunderteam trainato da Hermann Maier a cavallo dei due secoli. Schröcksnadel, 74 anni, è stato anche campione mondiale Master ma, soprattutto, continua a guidare la Federazione austriaca insieme alla Feratel, l’azienda di informative technology con cui si è fusa la sitour nel 2006 e che dal 2007 commercializza webcam. «Peter - racconta Mattesich aveva il pallino della sicurezza sulle piste e pensava giustamente che la prima condizione della sicurezza è l’informazione. Che cosa fai quando spunti da una funivia a 3000 metri di quota e non sai dove andare? Lui aveva incontrato in Svizzera l’inventore del nome sitour, che è l’acronimo di Signalation Touristique. Ma quel signore di cui non ricordo il nome si era limitato alla classificazione delle piste per colore. Schröcksnadel aveva pensato di far vedere allo sciatore dove si trovava e dove avrebbe potuto sciare avviando la produzione dei tabelloni panoramici con il contributo di straordinari grafici disegnatori tra i quali il famoso Heinrich Berann, morto nel 1999, che tra l’altro ha disegnato il logo dello Ski Carosello di Corvara e ha lasciato numerosi eredi, a cominciare da Heinz Vielkind, l’allievo che ne ha rilevato lo studio a Innsbruck». pattinatore, ex mezzofondista, ex ciclista Mattesich è arrivato a dirigere la filiale italiana di sitour? «Avevo conosciuto Markus, il figlio di Schröcksnadel, all’Università di Innsbruck dove studiavamo entrambi. Attraverso di lui avevo conosciuto il padre che mi aveva assegnato qualche piccolo lavoro che io avevo onorato bene nel giro di due mesi. Peter mi ha proposto allora un impegno più importante da scegliere tra un ruolo nel gruppo in Austria, in Canada, in Italia. Ho scelto l’Italia. Era il novembre del 1989, non ero ancora laureato a Innsbruck però mi stavo già occupando di sitour Italia che era stata fondata come S.p.A. LA SCALATA DEL GIOVANE AUSTRIACO TRA CAMPO TURES E MONTAGNA Ma com’è che il giovane ex La prima condizione della sicurezza è l’informazione a Vipiteno nel 1976 ma nel 1989 era già stata trasformata in s.r.l. e si trovava a Campo Tures, dove ho cominciato io prendendo progressivamente il posto del precedente amministratore Hermann Reden non senza difficoltà e problemi che si sono trascinati per anni. È in quel periodo che la mia formazione di agonista e la mia tenuta da mezzofondista mi sono servite molto per non mollare». sitour Italia si sarebbe poi spostata per un breve periodo a Frangarto, nel comune di Appiano, per approdare infine nel 2000 alla sede di Montagna, appena fuori l’uscita di Egna-Ora sull’autostrada del Brennero, dove lavorano otto persone, dove Mattesich ha incontrato pM e dove è parcheggiata una preziosa Audi URquattro del 1986 che il legittimo proprietario non venderebbe nemmeno se gli regalassero una ventina di punti di handicap sugli scores del golf. Negli uffici lavorano le impiegate che regolano il traffico burocratico e commerciale dell’azienda; ci sono Freddy Ballweber e Ivan Ragnes, «l’ultimo acquisto» («È venuto da noi nell’ottobre 2014») nella task force di venditori di cui naturalmente è sempre lui, Michael Mattesich, il leader: «All’inizio della mia attività - ricorda sitour Italia fatturava 600 milioni di lire, di cui 2/3 provenienti dalla vendita del prodotto e 1/3 dalla vendita degli spazi pubblicitari sui tabelloni, e di questo terzo un solo cliente copriva l’85% dell’entrata pubblicitaria. Nel 2007/08, prima del riassestamento del mercato, il fatturato di sitour ha toccato il picco di 2 milioni e mezzo di Euro e in quella stagione si è toccato anche il livello di diffusione massimo dei nostri prodotti».

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PRIMO PIANO UN MODELLO DI BUSINESS VINCENTE MA DA AGGIORNARE Michael non dice altro perché le cifre parlano da sole e non è il caso di commentarle in proprio con il rischio di sembrare un pavone. Lo facciamo noi: con sitour Italia, Mattesich ha contribuito a rimuovere la convinzione di molte località e di molti gestori che la cartellonistica informativa e i tabelloni panoramici fossero inutili, un costo superfluo da poter evitare. Il suo merito è stato quello di far capire invece che l’informazione agli sciatori è un valore aggiunto importante per una stazione invernale e la vendita degli spazi pubblicitari sui tabelloni consentiva anche lo storno di una percentuale dell’investimento dello sponsor al gestore stesso. Insomma, due piccioni con una fava: maggiore qualità dell’offerta con la proposta dei magnifici tabelloni panoramici e di tutti gli altri ausilii informativi (bacheche in legno, varchi agli impianti, scritte scorrevoli, segnaletica varia, schermi) e in più una partecipazione all’investimento dello sponsor. sitour Italia ha creato negli anni un network di presenze nelle località invernali di Alpi e Appennini che ha motivato gli investimenti degli sponsor e contribuito a riequilibrare il rapporto di fatturato tra vendita del prodotto e vendita pubblicitaria rispetto ai primi tempi della gestione di Mattesich che però avverte: «Negli ultimi anni questo meccanismo mostra qualche segno di stanchezza e il nostro network si è un po’ ridotto anche perché nella gestione delle località il potere decisionale si è molto frammentato. Io sono cresciuto con l’idea che gli unici miei interlocutori fossero i gestori degli impianti. Questo rapporto si sta modificando perché i proprietari degli impianti non sono più l’unico dominus di una stazione invernale e il potere decisionale si sta spalmando anche sulle APT, sugli albergatori, i negozianti eccetera eccetera. È anche per questo, ne abbiamo parlato all’inizio, che vedo nel futuro una prospettiva di lavoro diversa per sitour Italia». Intanto, però, è ovviamente vietato trascurare il core business dei tabelloni che hanno fatto la fortuna della sitour. «Intanto gli aggiornamenti, che sono importantissimi. Non si può pensare di lasciare esposti tabelloni panoramici che non registrino le novità intervenute nello skirama con impianti e piste nuove o con altre modifiche. Per il resto, i nostri prodotti hanno raggiunto un livello di eccellenza assoluta sia nella riproduzione grafica e nella tenuta cromatica che negli optionals informativi quali le legende elettriche combinate con segnalazioni in diversi colori che sono giun- te alla quarta generazione di sviluppo». E non dimentichiamo le webcam, di cui sitour è stata pioniera, come ricorda Michael: «Dieci anni prima che venissero inventate eramo già presenti con trasmissioni in tempo reale, il primo esempio fu quello di Kaprun nel 1976. E in Italia le prime telecamere con trasmissione in tempo reale le ho applicate io a La Thuile nel 1991». È tutto? Per il momento sì. Ma, come abbiamo sentito, per Michael Mattesich e per sitour Italia («Di cui sono anche socio…») non mancano certo le prospettive per un nuovo futuro, per altri percorsi da praticare con il passo tenace del mezzofondista, per altre salite da affrontare con la grinta dello III scalatore.

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osservatorio turistico della montagna 2014/15 Il positivo finale ha segnato l’inverno della «ripresa» Secondo i dati statistici di Trademark Italia, la stagione invernale 2014/15 si è chiusa con un risultato sostanzialmente positivo, nonostante il crollo del turismo russo. Il ritorno degli italiani in diversi comprensori e il consolidamento dei mercati esteri (russi a parte…) sono alla base della performance positiva di diverse località alpine. La favorevole congiuntura meteorologica intervenuta dopo le feste di fine anno ha portato abbondanti nevicate e favorito l’allungamento della stagione fino alle festività pasquali, quasi ovunque all’insegna del «tutto aperto». Continua la riduzione della durata dei soggiorni (3-4 giorni massimo) e la ricerca del prezzo Q uest’anno, in occasione delle festività pasquali, solo il 21% delle strutture ricettive aperte nelle vallate della montagna bianca italiana ha chiuso contro il 52% della stagione 2013/14 che proponeva una Pasqua cadenzata due settimane dopo. Basta questo dato per fotografare più che una stagione nel suo complesso, un «clima» che forse sta cambiando per ritrovare un poco di fiducia. L’inverno 20142015 grazie alle abbondanti precipitazioni nevose e ai segnali (seppur deboli) di ripresa economica, registra finalmente una ripresa del movimento turistico su buona parte delle montagne italiane. Nonostante il crollo del mercato russo che, tra crisi ucraina (con relativi boicottaggi dei Paesi europei) e svalutazione del rublo, ha fatto segnare anche perdite del 50-60% di questi flussi, la leggera ripresa del mercato italiano e il consolidamento degli altri principali mercati stranieri (inglesi, nord Europa, altri Paesi dell’Est ex sovietici) hanno garantito comunque una buona performance alla maggior parte degli operatori del Panel interpellati. In particolare * Le rilevazioni dell’Osservatorio della Montagna sono avvenute attraverso di interviste telefoniche, e-mail e questionari auto-somministrati nel periodo 1-7 aprile. Il campione di riferimento è composto da operatori del settore ricettivo (453 tra alberghi, residence, agenzie di affittanze turistiche) e turisti italiani con almeno 5 anni di esperienza in fatto di vacanze in montagna. la Pasqua anticipata rispetto allo scorso anno e le buone condizioni complessive dell’innevamento fanno si che circa l’80% delle strutture ricettive sia rimasto aperto per le festività di fine stagione. Le positive attese degli operatori del ricettivo sono state rispettate e hanno segnato un netto miglioramento rispetto allo scorso anno, quando la Pasqua cadde oltre la metà di aprile: per il periodo di fine stagione se il 48% degli operatori del Panel ha quantomeno confermato i risultati dello scorso anno, il 32% ha addirittura registrato un miglioramento della performance, con una crescita del movimento turistico stimabile attorno al 5-7%. In complessiva sintesi, la puntuale indagine dell’Osservatorio Turistico della Montagna* elaborato da Trademark Italia conferma che: l il 17,6% afferma che questa stagione è andata meglio dello scorso anno in termini di movimento (tale miglioramento vale soprattutto per gli operatori turistici dei comprensori con significative quote di mercato straniero: Valle d’Aosta, Valtellina e Livigno, Madonna di Campiglio, Val Gardena e Val Badia); l il 60,8% registra una sostanziale stabilità con l’inverno 2013-2014; l il 21,6% degli operatori chiude l’inverno con il segno meno (due punti percentuali in meno rispetto allo scorso anno); l si riduce la percentuale di operatori che segnalano un calo del giro d’affari nella propria struttura rispetto allo scorso inverno, dal 40,7% al 31,8%. Si contrae anche la perdita, contenuta tra il -8 e il -10%; l il 50,3% (contro il 46% dello scorso anno) dichiara di aver difeso i fatturati ritoccando lievemente i prezzi. Oltre la metà degli operatori chiude il proprio bilancio economico in recupero sul 2013/14. In sintesi, l’indagine conferma che: l gennaio è stato il mese più difficile per gli operatori turistici interpellati, con una flessione del movimento per 4 operatori su 10 dell’arco alpino e dolomitico; l febbraio al contrario è stato il mese per il quale si registra il maggior numero di operatori soddisfatti, quasi 8 su 10 tra stabilità e crescita della performance rispetto allo scorso anno. 12 professioneMontagna n° 132 maggio/giugno 2015

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osservatorio turistico della montagna 2014/15 Il ritorno degli italiani e l’ «invasione» straniera Gli appassionati della «vacanza bianca» in quota sembrano aver superato la crisi delle ultime stagioni, anche se continuano ad optare per week-end e soggiorni brevi (massimo 3-4 giorni). Sembra dunque parzialmente arrestarsi la contrazione dei consumi turistici, e ad avvantaggiarsene sono soprattutto le località di «prima fascia» e le strutture ricettive di segmento upscale e luxury che, così come succede nelle altre destinazioni turistiche, sono quelle che meglio delle altre hanno attraversato la crisi. A premiare alberghi a 4 e 5 stelle, chalet di lusso e resort è soprattutto la clientela straniera, dotata di una capacità di spesa media superiore a quella degli italiani. A condizionare la ripresa del movimento turistico sono soprattutto gli italiani che, dopo 4-5 anni di graduale «abbandono» delle località montane, hanno evidenziato quest’inverno timidi segnali di crescita. L’aumento della clientela italiana viene registrato dal 17% degli operatori, un dato importante se si pensa che negli ultimi anni questa percentuale si era sempre attestata tra l’8 e il 9%. Il 43% degli interpellati parla di stabilità, mentre una quota ancora consistente del 40% circa avverte una diminuzione dei nostri connazionali (ma lo scorso anno questa quota era addirittura del 59,7%). Prosegue inarrestabile (per il quarto anno di fila) la crescita di turisti stranieri, registrata dal 46,3% degli operatori turistici. Si tratta di un dato che testimonia il grande appeal delle montagne italiane sul mercato internazionale. Per quanto riguarda le provenienze estere, i mercati leader si confermano quello tedesco (che pesa il 22% dell’intero incoming estero, in crescita di un paio di punti percentuali rispetto allo scorso anno), quello del Be.Ne.Lux (12,9%), quello della Repubblica Ceca (10,1%), quello polacco (8,7%) e quello scandinavo (8,3%). Quasi dimezzato il mercato russo, passato dal 10% dello scorso anno al 6,3% di questa stagione. professioneMontagna n° 132 maggio/giugno 2015 13

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