Department Book Aprile 2015

 

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Department Book Aprile 2015 Direttore: Prof. Filippo Drago Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologiche Le ultime dal dipartimento Reminiscenze... Collaborazione Scientifica con il Central European Institute of Technology (CEITEC) Estratto da “Una Stanza in Ateneo” di F. Drago Bollettino d’Ateneo del 2000 Medici senza frontiere… Lo scorso 10 marzo, il Prof. Filippo Drago, è stato invitato ufficilamente al CEITEC (Central European Institute of Technology) presso l`Universita` Masarikova di Brno, Repubblica Ceca, nell`ambito dell`accordo tra l`Universita` di Catania ed il CEITEC/ Masaryk University firmata dai rispettivi rettori (Prof. Pignataro ed il Prof. Koča) nelle scorse setttimane. L`accordo ha lo scopo di promuovere la collaborazione scientifica (come la mobilita` di studenti e/o ricercatori; la copartecipazione nella stesura di progetti in ambito europeo) tra le due istituzioni. L`incontro e` stato aperto dai saluti del della Prof.ssa Alexandra Sulcova, group leader della sezione di Neuropsicofarmacologia sperimentale ed applicata. Di seguito c’è stato l`intervento del Dr. Markus Dettenhofer (CEITEC Executive Director), che ha illustrato lo scopo del CEITEC, come Centro Europeo per l`eccellenza scientifica nella ricerca integrata nei vari campi delle scienze e delle tecnologie. Nel suo interevento il Prof. Drago ha illustrato l`organizzazione del Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologiche ed in particolare delle rispettive sezioni. Ha sottolineato come uno degli scopi principali del Dipartimento (nell`ambito delle sue diverse sezioni di cui si compone) e` quello di favorire e supportare la ricerca preclinica facendone un polo di eccellenza, attirando ricercatori da paesi stranieri. A tale scopo sono stati attivati due Dottorati Internazionali di Ricerca e diversi progetti di collaborazione con vari centri europei di ricerca. Di seguito c`e`stato l`intervento della Dott.ssa Kostlanova, la quale ha illustrato le linee guida del Dottorato di Ricerca del CEITEC/Masaryk University. Nella sezione pomeridiana dell`incontro, il Prof. Drago, accompagnato dalla Prof.ssa Sulcova ha visitato i vari laboratori, intrattenendosi con vari ricercatori. Si è giunti alla comune conclusione che il prossimo obiettivo è quello di attivare delle iniziative tipo progetti Erasmus che facilitano la mobilita` e la collaborazione tra le due istituzioni. Lisbona. Congresso europeo di Farmacologia oculare. Apprendo da un collega portoghese che da due anni il ministero della Sanità è obbligato ad accettare medici ed infermieri spagnoli per far fronte alla mancanza di operatori sanitari di nazionalità portoghese. La ragione è semplice: da diverso tempo alle facoltà di Medicina del Portogallo è stato applicato un numero eccessivamente limitato di iscrizioni che ha portato a tale situazione di carenza insostenibile. Situazione che si è rigirata a tutto vantaggio dei medici e degli infermieri spagnoli che, al contrario, hanno difficoltà a trovare lavoro a causa dell’elevato tasso di disoccupazione in questo settore che si registra nel loro Paese. La preferenza per gli operatori sanitari spagnoli si spiega, ovviamente, con ragioni di ordine geografico, culturale e linguistico. Mi chiedo quale sarà fra dieci anni lo scenario della sanità italiana. I tanti mali che l’affliggono sono aggravati dalla difficoltà per le facoltà di Medicina di trovare un giusto equilibrio tra la loro funzione istituzionale, che attiene alla formazione dei futuri medici, ed il loro ruolo nella gestione dell’assistenza sanitaria pubblica. La limitazione nell’accesso alle facoltà di Medicina si è resa necessaria in Italia per contenere la pletora di medici disoccupati. Ma se tale limitazione si dimostrasse eccessiva, nel futuro essa potrebbe paradossalmente incidere sulla qualità dell’assistenza sanitaria nel nostro Paese. Soprattutto nell’attuale contesto politico, che sembra puntare decisamente ad una ‘ospedalizzazione’ delle facoltà di Medicina. Pessimismo eccessivo? Mi sembrerebbe gravissimo se, appunto fra dieci anni, l’Italia dovesse chiedere aiuto ai medici spagnoli per far fronte a carenze che oggi si potrebbero evitare con una corretta pianificazione delle iscrizioni a Medicina. Progetto Erasmus Lo scorso 24 aprile, nell’ambito degli accordi bileterali di collaborazione tra l`Universita` di Catania e il CEITEC/ Masaryk University di Brno, il Prof. Jaroslav Koca, direttore del gruppo di ricerca di chimica computazionale, ha visitato il nostro Dipartimento.

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Simposio Le Biotecnologie nella Sanità Pubblica Venerdì 15 Maggio, ore 10.30 - Aula Magna, Università di Catania European Frontiers in Neuropsycopharmacology Il 15 maggio prossimo si svolgerà presso l’Aula Magna dell’Università, l’evento organizzato da Filippo Drago e Massimo Gulisano, dal titolo “Le Biotecnologie nella Sanità Pubblica”. Il momento clou sarà rappresentato dalla lettura del Prof. Giulio Tarro, scienziato di fama internazionale che ha legato il suo nome a ricerche in ambito virologico e oncologico. Il Prof. Tarro vanta un curriculum d’eccezione non solo per i suoi meriti accademici e gli importanti risultati conseguiti nel campo della ricerca scientifica , ma anche per il suo impegno attento e sensibile nei confronti dei malati e delle loro particolari esigenze. Il Prof. Giulio Tarro è nato a Messina nel 1938, si è laureato in Medicina a Napoli, dove ha studiato con il Prof. F. Magrassi problemi di chemioterapia antivirale. Quindi si è trasferito per 4 anni negli Stati Uniti dove ha lavorato con il Prof. Sabin, celebre premio Nobel, impegnato a dimostrare l’associazione degli herpesvirus con alcuni tumori dell’uomo. Nel 1973 fu in prima linea nel contrastare l’epidemia di colera a Napoli, come pure nel ’79 isolò il virus respiratorio sinciziale responsabile della morte di numerosi bambini durante il così detto “Male oscuro a Napoli”. Attualmente è impegnato nel separare antigeni tumorali ed identificare il loro valore nell’immunoterapia. Ha ricoperto numerose cariche accademiche ed è stato dal 1971 al ’75 direttore di progetto del National Cancer Institute negli Stati Uniti. Primario di Virologia presso il Presidio Ospedaliero D. Cotugno di Napoli dal 1981. Presidente a vita della Fondazione T. e L. de Beaumont Bonelli, per le ricerche sul cancro. Ha ottenuto numerose onorificenze e riconoscimenti, tra cui ben 20 premi internazionali come il Premio internazionale Lenghi dell’Accademia dei Lincei, per studi di Virologia (1969). Medaglia d’oro del Ministro della Pubblica Istruzione, conferita dal Presidente della Repubblica (1975), Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio (1985), Laurea Honoris Causa University Cattolica Albany (New York, 1989). Il 23 novembre 2006, data del suo pensionamento è stato nominato Primario emerito presso l’A.O. “D.Cotugno”. In data 2 gennaio 2007, è stato nominato Presidente della Commissione sulle Biotecnologie della Virosfera UNESCO, a Parigi. Il Prof. Tarro è autore di oltre oltre 300 pubblicazioni scientifiche. Lo scorso 24 aprile, in occasione della serie di letture magistrali “European Frontiers in Neuropsycopharmacology”, Il Prof. Marco Riva, professore Associato di Farmacologia dell’Università degli Studi di Milano, ha tenuto la lecture magistralis dal titolo: Early life trauma: implications for depression susceptibility and treatment. ABSTRACT Several studies showed that stressful experiences early in life (ELS) represent one of the most powerful factors for the vulnerability to psychopathologies. It has been hypothesized that ELS may alter the normal developmental trajectory of specific brain circuits, leading to enhanced risk for psychiatric disorders. Epigenetic changes have emerged as a major mechanism through which ELS can alter adult behavior leading to persistent changes of gene regulation. Among others, changes in DNA methylation can be preserved across development and may represent a signature of the early life experience. Hence the analysis of methylation changes as a consequence of ELS may provide novel information on the dysfunction associated with psychiatric disorders. We performed target as well as genome-wide methylation analyses in the hippocampus and prefrontal cortex of adult rats exposed to stress during gestation (PNS), a model that is associated with persistent behavioral and molecular alterations relevant for psychiatric disorders. PNS rats show a region- and timespecific reduction in the expression of the neurotrophin BDNF, a

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marker of neuronal plasticity that has an important role in mood and cognitive function. Most of these alterations are not present before adolescence, suggesting that they result from a developmental derangement in the physiological maturation of the neurotrophin. Considering the temporal profile of neurotrophin alterations following PNS, we tested if pharmacological intervention during this developmental phase could prevent the manifestation of BDNF changes. We found that chronic treatment with the multi-receptor antipsychotic drug lurasidone during adolescence can increase BDNF expression in prefrontal cortex and may prevent the reduction of neurotrophin expression set in motion by prenatal stress exposure. Using the epigenome-wide analysis an overlap of 893 differentially methylated genes was observed between the hippocampus and prefrontal cortex of adult male and female rats that were exposed to PNS. Interestingly, the list includes several genes previously associated with schizophrenia and other psychiatric conditions, such as calcium and potassium voltage operated channels as well as GABA and glutamate receptor subunits. Cross-species analyses of human and non-human samples exposed to early life adversities allowed us to restrict the list of genes that may hold psychopathologic implications. These results highlight the importance for the identification of methylation signatures through which stress exposure early in life could engrave on the outcome of the adult phenotype, and may allow the identification of novel genes and pathways that are affected as a consequence of early life adversities. Le ultime dall’ateneo Il Prof. Napoleone Ferrara ospite dell’Ateneo Lo scorso 29 aprile, il Prof. Napoleone Ferrara, distinguished professor of pathology, presso il Moores Cancer Center dell’University California of San Diego (UCSD), USA, ha tenuto presso l’aula magna del Rettorato dell’Università di Catania, una lettura magistrale sull’excursus storico relativo alla scoperta del vascular endothelial growth factor (VEGF) e il conseguente sviluppo di terapie farmacologiche che bloccano il “signaling” del VEGF. Inoltre nel pomeriggio del 29 aprile, Napoleone Ferrara ha incontrato gli studenti e alcuni docenti della Scuola Superiore di Catania (link http://www.scuolasuperiorecatania.it/storie-3/). Prima lezione di..., gli studenti degli istituti superiori scoprono Unict Nell’ambito degli appuntamenti didattici organizzati dall’Ateneo in collaborazione con i centri di orientamento e aggiornamento professionale Cof e Capitt, per aiutare gli alunni delle scuole medie superiori nel delicato passaggio all’Università, la prima lezione di Fisiologia, tenuta dal Prof. Vincenzo Perciavalle, ha riscontrato un grandissimo interesse con circa 20.000 visualizzazioni su youtube. (https://www.youtube.com/watch?t=13&v=wu4cg3i-yso). La condizione occupazionale dei laureati catanesi Estratto dal Bollettino d’Ateneo del 16 aprile 2015 di A.R. Pubblicato il XVI Rapporto del Consorzio Almalaurea. Ad un anno dal conseguimento del titolo lavorano il 28% dei triennalisti e il 47% dei laureati magistrali. La media nazionale è rispettivamente del 41% e del 56%. A un anno dalla laurea di primo livello, il tasso di occupazione dei neolaureati triennali dell'Università di Catania è pari al 28% (contro il 41% per la media nazionale). Il 18% è dedito esclusivamente al lavoro, mentre il 10% coniuga la laurea magistrale con il lavoro. Chi invece continua gli studi con la laurea magistrale senza lavorare è a Catania circa il 61%, un dato più elevato della media nazionale pari al 54%. Sono i dati principali emersi dal XVII Rapporto 2015 sulla Condizione Occupazionale dei laureati elaborato dal consorzio Almalaurea, presentato ieri all'Università Bicocca di Milano. A Catania, l'indagine ha coinvolto, con un tasso di risposta dell'84%, 3.905 laureati triennali e 1.841 laureati magistrali biennali usciti nel 2013 dall'Ateneo catanese e intervistati dopo un anno, ovvero nel 2014. Gli occupati che non hanno un lavoro stabile rappresentano il 62% (prevalentemente con contratti a tempo determinato, mentre il 17% è senza contratto). Il guadagno (calcolato su chi lavora solamente) è in media di 847 euro mensili netti a Catania; a livello nazionale è di 1.008 euro. Per quanto riguarda i laureati magistrali, a Immissione in Ruolo ll Dott. Rosario Gulino, a conclusione di un lungo iter amministrativo riguardante il concorso a suo tempo bandito per un posto di Ricercatore a tempo indeterminato per il SSD BIO/09, sarà incardinato nel nostro Dipartimento a partire dal 4 maggio 2015.

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dodici mesi dalla conclusione degli studi, risulta occupato il 47% di loro, mentre la media nazionale è del 56%. Il 10% dei laureati continua la formazione (a livello nazionale è il 14%). A un anno dalla laurea, il lavoro è stabile per 44 laureati occupati su cento di Catania, un valore decisamente superiore alla media nazionale (34%). La precarietà riguarda il 56% del collettivo (prevalgono i contratti a tempo determinato; mentre i senza contratto sono l'8%). Il guadagno è di 1.039 euro mensili netti, contro i 1.065 del complesso dei laureati magistrali. L'analisi dei laureati magistrali, a cinque anni dal conseguimento del titolo, consente di segnalare quanto segue: in relazione ai laureati all'Università di Catania è occupato il 75%, contro l'81% della media nazionale. Il 7% risulta ancora impegnato nella formazione (è il 6,5% a livello nazionale). Chi cerca lavoro è il 18% contro il 12% del dato nazionale. La quota di occupati stabili cresce apprezzabilmente tra uno e cinque anni dal titolo, raggiungendo il 75% degli occupati, cinque punti in più della media nazionale( 70%): nel dettaglio, il 58% ha un contratto a tempo indeterminato contro il 50% a livello nazionale. Attività seminariale Lo scorso 7 maggio, presso l’Aula “Clementi” della Sezione di Microbiologia, il Prof. Dariusz Kawecki del Department of Medical Microbiology, Medical University of Warsaw, Poland, ha tenuto un seminario dal titolo “Infections in solid organ transplantation in the early post-transplant period”. L’evento, organizzato da Giovanna Blandino e Giovanni Li Volti, ha visto la partecipazione di numerosi colleghi e studenti. Dopo il seminario Il Prof. Kawecki si è intrattenuto con i colleghi della Sezione di Microbiologia per instaurare rapporti di collaborazione scientifica ed accordi ERASMUS. Pubblicazioni (da Pubmed, Aprile 2015) Carta MG, Moro MF, Aguglia E, Balestrieri M, Caraci F, Dell’Osso L, Di Sciascio G, Drago F, Hardoy MC, D’Aloja E, Machado S, Roncone R, Faravelli C. The attributable burden of panic disorder in the impairment of quality of life in a national survey in Italy. Int J Soc Psychiatry. 2015 Mar 12. pii: 0020764015573848. Scuderi S, D’amico AG, Federico C, Saccone S, Magro G, Bucolo C, Drago F, D’Agata V. Different Retinal Expression Patterns of IL-1α, IL-1β, and Their Receptors in a Rat Model of Type 1 STZ-Induced Diabetes.J Mol Neurosci. 2015 Feb 13 Perciavalle V, Alagona G, De Maria G, Rapisarda G, Costanzo E, Perciavalle V, Coco M. Somatosensory evoked potentials and blood lactate levels. Neurol Sci. 2015 Apr 17. [Epub ahead of print] PMID: 25876852 Lanzilotto M, Perciavalle V, Lucchetti C. Evidence for a functional subdivision of Premotor Ear-Eye Field (Area 8B). Front Behav Neurosci. 2015 Jan 30;8:454. doi: 10.3389/ fnbeh.2014.00454. eCollection 2014. PMID: 25688190 Free PMC Article Coco M, Alagona G, De Maria G, Rapisarda G, Costanzo E, Perciavalle V, Perciavalle V. Relationship of high blood lactate levels with latency of visual-evoked potentials. Neurol Sci. 2015 Apr;36(4):541-6. doi: 10.1007/s10072-014-2015-y. Epub 2014 Nov 26. PMID: 25423913 Coco M, Fiore AS, Perciavalle V, Maci T, Petralia MC, Perciavalle V. Stress exposure and postural control in young females. Mol Med Rep. 2015 Mar;11(3):2135-40. doi: 10.3892/ mmr.2014.2898. Epub 2014 Nov 7. PMID: 2537754 Le ultime dal mondo “Armageddon antibiotici”: in Ue atteso 1 milione di decessi nel 2025 Estratto da “Il fatto quotidiano 26 aprile 2015” La Società europea di Microbiologia clinica e malattie infettive a Copenhagen ha lanciato l’allarme: “Occorre correre ai ripari con misure di diagnosi precoce, medicina preventiva e ricerca biomolecolare”. Nel 2050 le morti potrebbero arrivare a 10 milioni l’anno, con un costo per l’Ue di circa 1,5 miliardi di euro: “E’ il risultato di 40 anni di uso inappropriato” Oltre un milione di decessi potrebbero verificarsi nel 2025 a causa della crescente resistenza agli antibiotici di molti batteri. La Società europea di Microbiologia clinica e malattie infettive (Escmid) a Copenhagen ha lanciato l’allarme in occasione del suo congresso annuale: gli esperti parlano senza mezzi termini di “Armageddon degli antibiotici” nell’Unione Europea se non si correrà al più preso ai ripari con misure di diagnosi precoce, medicina preventiva e ricerca biomolecolare. Secondo gli infettivologi, nel 2050 la situazione potrebbe peggiorare ancora e i decessi per l’impossibilità di attaccare efficacemente batteri comuni potrebbero arrivare a 10 milioni all’anno. E il costo economico per l’Europa si attesterebbe circa a 1,5 miliardi di euro e i Paesi più coinvolti sarebbero Grecia, Spagna e Italia. L’allarme è reale. Diventerà difficilissima la normale chirurgia, il cui progresso è stato legato alla lotta alla sepsi proprio con gli antibiotici, ma se il chirurgo non può controllare un’infezione, anche un’operazione banale diventa problematica. Ma dobbiamo preoccuparci anche delle donne che hanno una cistite ricorrente e sempre meno la dominano con l’antibiotico. O delle laringiti che sono diventate molto più difficili da combattere rispetto a qualche anno fa”. A cura di Gian Marco Leggio, Gianluca Romano, Dario Molino (webmaster)

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