30giorni numero di Aprile 2015

 

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30giorni numero di Aprile 2015

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30GIORNI ORGANO UFFICIALE DI INFORMAZIONE VETERINARIA di FNOVI ed ENPAV Anno VIII - N. 4 - Aprile 2015 Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in Abbonamento Postale 70% - Lo/Mi IL MENSILE DEL MEDICO VETERINARIO ISSN 1974-3084 Con la Fnovi per la veterinaria L’etica dell’impegno per affrontare il nuovo mandato Legalità FNOVI ILLUMINA LA SALUTE Università DETERMINAZIONE FABBISOGNO MED VETERINARI Enpav L’INTERMEDIAZIONE DEL DELEGATO TRA ENPAV - ISCRITTI Ecm PARTE IL DOSSIER FORMATIVO

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Sommario 30Giorni | Aprile 2015 | 10 22 Editoriale 5 Il Forum Fnovi-Consumatori di Gaetano Penocchio 35 ALMA MATER 35 Marginalizzazione dell’università di Santino Prosperi e Francesco Tolari La Federazione 6 A Bologna con Don Ciotti, liberi da insidie, dentro e fuori la professione a cura di Fnovi 9 L’autoreferenzialità inespressa di Antonio Limone 10 Le elezioni. Riflessioni non a margine di Eva Rigonat 12 Economia e conoscenza di Antonio Limone 14 Gli Skopcy di Cesare Pierbattisti 15 Fnovi e regioni pari sono di Roberta Benini 19 Il credito d’imposta compensa l’aumento della tassazione per le Casse dei professionisti a cura della Direzione Studi 21 730 precompilato di Paola Fassi 22 Il fondo per il microcredito del Mise anche per i liberi professionisti di Sabrina Vivian 24 Pos obbligatorio, sanzioni e incentivi in arrivo a cura della Direzione Studi LEX VETERINARIA 37 Il dies a quo della prescrizione dell’azione disciplinare di Maria Giovanna Trombetta 38 Bilancio soddisfacente? di Daria Scarciglia FORMAZIONE 40 Dieci percorsi Fad a cura di Lina Gatti e Mirella Bucca L’INTERVISTA 25 “Veterinari Senza Frontiere Italia” si racconta di Federico Molino IN 30GIORNI 44 Cronologia del mese trascorso a cura di Roberta Benini NEI FATTI 28 Il know-how della professione a servizio della salute pubblica di Giuseppe Barbera 31 Ecm. Il dossier formativo di Flavia Attili La Previdenza 17 L’intermediazione del delegato tra l’Enpav e gli iscritti di Alessandro Arrighi CALEIDOSCOPIO 46 Nuovamente disponibile la Formazione a Distanza Fnovi a cura di Flavia Attili

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farmaco@fnovi.it Le competenze degli esperti a disposizione di tutti Mandaci il tuo quesito Ti risponde il Gruppo di Lavoro sul Farmaco Le risposte su www.fnovi.it

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di Gaetano Penocchio Presidente Fnovi loro diritti sono i nostri doveri: se rovesciamo il Codice del Consumo ci apparirà il nostro Codice Deontologico. Uscendo dalla nostra autoreferenzialità, grazie al Forum voluto dalla Fnovi incontriamo “i consumatori”, categoria apparentemente astratta e impersonale, portatrice, invece, di diritti concreti e personalissimi che noi, forse solo noi, possiamo salvaguardare. Avvicinandoli, scopriamo e rivalutiamo anche il nostro ruolo nella società aprendoci ad essa, immergendoci in essa. Chi sono “i consumatori”? Di recente, in Senato, si è proposto di sostituire nella legislazione l’espressione corrente “tutela della salute dei consumatori” con “tutela della salute delle persone”. Correzione condivisibile, perché la nostra professione è al servizio di un valore universale e costituzionalmente tutelato che investe il cittadino in EDITORIALE I ritto tutelato di libero associazionismo e di rappresentanza negli organismi esponenziali. Questo è lo spirito del Forum “FnoviConsumatori” in cui possono entrare tutte le associazioni interessate a creare una connessione virtuosa con noi medici veterinari, fatta di interscambio, di confronto sui contenuti che maggiormente suscitano interesse (o diffidenza) sui temi che ci riguardano. Federconsumatori e Movimento Consumatori hanno già aderito e accolto la proposta di avviare studi e approfondimenti. Ci saranno iniziative dirette a monitorare la conoscenza dei cittadini sulla nostra professione e a incoraggiare scelte consapevoli di alimenti sicuri e tutela della salute animale e pubblica; stimoleremo la valorizzazione della funzione sociale del medico veterinario, nella direzione dettata dal Codice del Consumo: le attività de- IL FORUM FNOVI CONSUMATORI quanto tale e non solo in quanto “utente”. D’altra parte anche per il Codice del Consumo i consumatori, certamente commercialmente intesi come acquirenti di beni e servizi contrattualmente compravenduti, sono pur sempre definiti “persone fisiche”. A loro, lo stesso Codice riconosce come fondamentali il diritto alla tutela della salute e il diritto alla sicurezza e alla qualità dei prodotti e dei servizi. Eccoci di nuovo chiamati in causa come professionisti di sanità pubblica al servizio di “persone” nella cui esistenza l’animale, dpa e non dpa, gioca un ruolo decisivo. Ma non è tutto qui. Non può bastare che noi si faccia bene il nostro lavoro nel nostro rassicurante emisfero senza incontrare mai i destinatari che stanno nell’altro emisfero. Serve il reciproco sforzo di un jet lag che copra le distanze. Si badi: è un diritto del consumatore ricevere una educazione al consumo, la legge riconosce e disciplina questo diritto definendolo: l’educazione dei consumatori deve essere orientata a favorire la consapevolezza dei loro diritti e dei loro interessi. Ai consumatori è riconosciuto per legge il distinate all’educazione dei consumatori non hanno finalità promozionale, ma sono dirette a rendere chiaramente percepibili benefici e costi conseguenti alla loro scelta. Una scelta mediata dal medico veterinario sarà con tutta probabilità una scelta migliore. A noi sembra che rivolgerci direttamente ai consumatori sia la strada giusta per sfatare i falsi miti ma soprattutto per costruirne di veri, con l’aiuto di una cultura dell’informazione che, se non può ancora pienamente contare su una stampa etica, potrà giovarsi di utenti-cittadini consapevoli e critici non solo nei confronti della nostra professione, facilissimo bersaglio di inchieste che ci usano per colpire ben più in alto di noi, ma anche verso chi denigrandoci li inganna. Ai consumatori costantemente messi in guardia dalla ‘casta’ dei professionisti, spiegheremo che devono guardarsi semmai dai media della paura, che fanno credere che la diffidenza sia un esercizio d’intelligenza e non di ignoranza, che essere ‘contro’ sia una scelta e non una fuga da ciò che non si conosce e non si ha voglia di conoscere. ■ 30Giorni | Aprile 2015 |5

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LA FEDERAZIONE LA PROFESSIONE VETERINARIA E LA SUA MISSIONE DI TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA, SPIEGATA AI GIOVANI IN OCCASIONE DELLA XX GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL’IMPEGNO A Bologna con Don Ciotti, liberi da insidie, dentro e fuori la professione La prevenzione della corruzione in sanità: Fnovi aderisce al progetto Illuminiamolasalute. a cura di Fnovi l 21 marzo Bologna è stata invasa da 200.000 persone, principalmente giovani, provenienti da tutta Italia che, rispondendo alla chiamata di Don Luigi Ciotti, han- I 6 no espresso la loro voglia di legalità e la loro disponibilità a dare battaglia per questo valore. Alla XX Giornata della Memoria e dell’Impegno, nel primo giorno di primavera, tra le istituzioni impegnate quali fattivi attori, a dare un futuro migliore a chi verrà, la nostra Federazione era presente. Il Workshop organizzato da Illuminiamolasalute, alla cui rete di iniziative aderisce Fnovi1, dal titolo “La prevenzione della corruzione in sanità”, ha visto anche la partecipazione dei relatori Nerina Dirindin (Coripe Piemonte), Francesco Ripa di Meana (Fiaso), Chiara Riforgiato (Sism), Nicola Leoni (Avviso Pubblico) e Fabrizio Pregliasco (Anpas). L’INTERVENTO DELLA FEDERAZIONE Eva Rigonat ha parlato ai giovani. Sono qui, oggi, a rappresentare la Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari, Fnovi e a motivare le ragio- | 30Giorni | Aprile 2015

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______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ LA FEDERAZIONE ni di adesione, per un ente come il nostro e dunque per gli Ordini dei Medici Veterinari, al progetto Illuminiamolasalute2. CHE COSA SONO GLI ORDINI PROFESSIONALI? Sono quegli enti di cui vi capiterà di sentire che sia necessario abolirli, non in nome di una mancata funzione, ma di un eventuale mancato funzionamento il che sarebbe come dire di abolire tutti gli enti pubblici qualora non funzionassero; le scuole pubbliche, gli ospedali pubblici, i servizi pubblici, anziché pretendere di vederli al servizio del cittadino. Ma non siamo qui per parlare di questo e invece, se siete qui oggi, siete in grado di ragionare con la vostra testa e a me rimane il compito di “raccontarvi” gli ordini veterinari nella certezza che saprete valutare. È evidente tuttavia che, per capire le ragioni di questa adesione, è necessario capire che cosa sono gli ordini professionali e dunque cercherò, brevemente e in modo “semplificato”, data anche la giovanissima età di molti di voi presenti in aula e il poco tempo a disposizione, di illustrarvelo. La Federazione degli Ordini Veterinari è un Ente nazionale di rappresentanza politica degli ordini territoriali che vedono la presenza di un ordine per ogni Provincia. Gli ordini e le federazioni sono enti pubblici sussidiari dello Stato che agiscono per tutelare gli interessi della Società connessi all’esercizio professionale. Frase lunga e complessa che è necessario “scomporre”, pezzo per pezzo per capirne la portata. re, ma può eventualmente sostenerne l’azione nell’ottica di una delega per competenza in considerazione del fatto che l’ente di grado inferiore è “più vicino al problema” e lo conosce meglio. Per questa ragione siamo organizzati e governati non solo in base alla volontà dello Stato sovrano ma anche delle Regioni, delle Provincie, dei Comuni e via dicendo. l’impegno, ossia altri professionisti organizzati nel sistema ordinistico. QUAL È DUNQUE IL BENE TUTELATO DAI MEDICI VETERINARI? Dico Medico veterinario e voi, probabilmente, pensate “cane, gatto…”. E avete ragione, anche nel contesto dell’argomento della giornata odierna. La mafia addestra con scrupolosa programmazione i suoi giovani futuri adepti alla crudeltà verso gli animali, principalmente cani e gatti, per abbassarne la soglia di sensibilità psicologica3 e spesso è la competenza veterinaria a riconoscerne le lesioni. Ma il rispetto degli animali d’affezione, quali esseri senzienti non è l’unico e principale Bene tutelato dalla professione veterinaria che la mafia vorrebbe invece scalfire. È il Magistrato Nicola Gratteri4 a dirci come la professione Medico veterinaria sia la più esposta alle pressioni mafiose già in un convegno del 2011. Qual è dunque il Bene tutelato dalla professione medico veterinaria tanto ambito dalla illegalità? GLI ORDINI AGISCONO PER TUTELARE GLI INTERESSI DELLA SOCIETÀ Quali interessi? La particolarità delle tutele che le professioni devono garantire, nel loro agire, in qualsiasi circostanza e al di là dei propri interessi, riguarda quelli che gli Stati civili ritengono essere “Beni primari”. Il medico deve tutelare sempre e comunque la Salute così come l’avvocato la Giustizia. Il ruolo degli ordini si inserisce in questo agire nell’adoperarsi affinché cresca la capacità del professionista di tutelare quel Bene e nel giudicarlo in caso di manchevolezze. Lo Stato, nel fornire questa delega, riconosce la complessità dell’operato di un professionista, demandando parte del giudizio a chi, in cognizione di causa per essere competente in materia, ne possa realmente valutare IL PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ È un principio regolatore della Società, riconosciuto dall’impianto normativo, per cui se un ente inferiore è capace di svolgere bene un compito, l’ente superiore non deve interveni- LA SICUREZZA ALIMENTARE In tema di sicurezza alimentare è 30Giorni | Aprile 2015 |7

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LA FEDERAZIONE ______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ necessario sapere, come si può leggere su un qualunque documento di geopolitica, che la longevità delle popolazioni è legata principalmente a tre fattori che sono igiene, cultura e alimentazione. Il termine alimentazione, coinvolto per un terzo, è da riferirsi ad un’alimentazione non solo equilibrata, ma anche sana, per popolazioni la cui fonte proteica è riferita essenzialmente a quella di provenienza animale. L’importanza dell’argomento è facilmente desumibile anche dal fatto che la professione veterinaria è stata, negli ultimi vent’anni, la più bersagliata dalla normativa europea al fine di stabilire le regole della sicurezza alimentare. Queste regole prevedono che tutto ciò che mangiamo, di provenienza animale, in qualunque cibo sia contenuto, ossia uova, latte e latticini, miele, carne, pesce, sia sano. Questa garanzia di sanità è opera essenzialmente del medico veterinario, sia esso libero professionista che dipendente pubblico, e inizia negli allevamenti con la cura delle malattie dal momento della nascita degli animali fino alla loro macellazione o al controllo delle loro produzioni in vita (uova, latte e miele) o dalla lavorazione di questi prodotti e delle loro carni dopo la macellazione. A questa catena della salute animale appartiene anche tutta la fase del loro trasporto sia da un’azienda all’altra che verso il macello. biti e la cui onestà è fastidiosa. Ma il suo ruolo non si ferma qui. Il medico veterinario controlla anche la sanità delle operazioni di macellazione, lavorazione, commercializzazione, confezionamento e preparazione degli alimenti di origine animale. Controllo esteso alla distribuzione e alla ristorazione collettiva arrivando dunque in tutti i nostri piatti. Anche in questa fase il suo operato, esercitato in legalità, ha un alto costo per chi, lavorando male, si vede chiusa la possibilità di accedere al mercato. TORNARE ALLE DEFINIZIONI Possiamo ora tornare alla nostra definizione leggendola e comprendendola nel suo insieme: “Gli ordini e le federazioni sono enti pubblici non economici e agiscono come organi sussidiari dello Stato per tutelare gli interessi connessi all’esercizio professionale” e capire come in qualità di enti pubblici e visti i Beni che custodiscono, gli ordini siano giustamente assoggettati all’applicazione delle normative anticorruzione e sulla trasparenza al fine di garantire il cittadino. È sufficiente? Ovviamente no. Da qui la necessità di aderire a Illuminiamolasalute per essere liberi da insidie e minacce. Dentro e fuori la professione. Il progetto prevede diverse fasi attuative e strumenti applicativi quali l’assistenza agli ordini per l’applicazione della normativa, un percorso formativo generale e applicato agli ambiti locali, l’istituzione di una carta etica che apra il dibattito dentro e fuori la professione, al fine anche di una integrazione del nostro Codice deontologico, e finalmente una commissione di ascolto per quei professionisti che, minacciati da, o a conoscenza di, situazioni mafiose senza riferimenti territoriali di fiducia, volessero rivolgersi alla Federazione. Questo il ruolo del sistema ordinistico per il quale questa federazione intende impegnarsi senza tregua. L’ONESTÀ FASTIDIOSA DEL MEDICO VETERINARIO È intuitivo capire come produrre male costi meno e faccia guadagnare di più a tutti coloro che la legge vuole assoggettati al Ok di un medico veterinario i cui favori sono am- La mafia fuori dalla professione medico veterinaria esercita dunque pressioni costanti verso di essa. Da queste pressioni non sempre i veterinari possono essere immuni. La mafia, o pressioni di stampo mafioso, possono dunque arrivare dentro la professione medico veterinaria anche se non propriamente come poteri mafiosi, ma anche solo come atteggiamenti e comportamenti non coerenti con la tutela dei Beni posti sotto la sua custodia. 1 http://www.trentagiorni.it/dettaglio Articoli.php?articoliId=1646 2 http://www.illuminiamolasalute.it/ 3 http://www.link-italia.net/forintro.html 4 http://www.anmvioggi.it/altre-notizie/ 55181-gratteri--veterinari-sovra esposti.html ■ 8 | 30Giorni | Aprile 2015

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______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ LA FEDERAZIONE ELEZIONI DEL COMITATO CENTRALE FNOVI L’autoreferenzialità inespressa Raccogliamo il solido consenso ottenuto. di Antonio Limone Tesoriere Fnovi gomenti inattaccabili come il Bilancio Consuntivo, ma non ho sentito niente che fosse un benché minimo articolato ragionamento intorno al motivo di una candidatura e, per giunta, mi ha persino stupito l’assenza di criticità mosse al Comitato uscente. Mi chiedo, atteso che non siamo stati attaccati su un progetto politico, su una visione della Professione del Medico Veterinario, come si spiega tanta voglia di partecipazione? Ma l’altra lista, che del resto non ha eletto nessuno, che programmi alternativi aveva rispetto alla politica di Penocchio? Mistero! O forse davvero qualcuno pensa che si possa demolire una Federazione che ha sempre lavorato e che ha tanto prodotto rispetto al nostro passato unicamente utilizzando il perverso meccanismo della querela rispetto a fantasiose ricostruzioni? Nessuno di noi è intimorito, anzi con entusiasmo e più di prima raccogliamo il solido consenso ottenuto e con la fiducia di chi ci ha votato andiamo avanti nell’unico interesse della nostra Professione. ■ uest’ultimo Consiglio Nazionale è stato, per molti versi, assai stupefacente, almeno rispetto alla mia visione delle cose. Q Quando il gruppo di cui faccio parte intraprese una via che portava alla leadership di Penocchio, non ci schierammo in modo ambiguo con D’Addario e con Penocchio al solo fine di essere eletti al Comitato Centrale, non c’era ambiguità. Ogni Presidente sapeva perfettamente che votare un collega anziché un altro faceva differenza e che la Politica del Comitato Centrale sarebbe cambiata. D’Addario non si cimentò e nessuno dei Colleghi uscenti vicini a lui fu eletto. In questo Consiglio, invece, ho visto cose strane, Presidenti candidati con argomenti deboli non di contrapposizione, ma di autoreferenzialità, affermazioni del tipo “io ci sono e credo di essere utile, votatemi!”. Perché votare uno e non un altro? Certo che tutti sono eleggibili, ma il valore di una squadra che consenta a Penocchio di svolgere il programma contenuto ed espresso nella sua relazione ha un senso. Se si dà fiducia a Penocchio Presidente si dovrebbe dare fiducia anche alle sue indicazioni. Invece, non è andata così per tanti, ho visto molta voglia di esserci, molta smania di Presidenti novelli ed alcuni nostalgici di tornare, molta strumentalità su ar- FNOVI YOUNG D efinite le cariche parte l’attività di FnoviYoung. I topic di Fnovi Young sono la realizzazione di un questionario di orientamento e l'analisi della situazione professionale dei neolaureati e dei giovani veterinari in Italia, l'individuazione di quattro aree tematiche: clinica, zootecnia, ispezione e santità pubblica, ricerca e formazione, per lo sviluppo di progetti formativi e uno spazio dedicato su diversi mezzi di comunicazione (30giorni, sito web, spazi informativi ai congressi). L’auspicio è inoltre quello di promuovere il coinvolgimento dei delegati provinciali FnoviYoung nelle attività dei rispettivi ordini. Il consiglio si prepara a portare avanti un triennio di proposte ed idee volte a promuovere ed incentivare la categoria ed in particolar modo la sua componente più vulnerabile e combattiva: i giovani. PRESIDENTE DOTT. NICOLA BARBERA, VICE PRESIDENTE DOTT. ALFONSO GALLO, SEGRETARIO DOTT. LEONARDO CAVALIERE, TESORIERE DOTT. DOMENICO CARBONE, CONSIGLIERI DOTT.SSA ANNA AMORICO, DOTT. NICOLA BISSOLATI, DOTT.SSA CHIARA BONCOMPAGNI 30Giorni | Aprile 2015 |9

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LA FEDERAZIONE ______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ ELEZIONI DEL COMITATO CENTRALE FNOVI mico e sostegno alla professione, di nuovi sbocchi e delle tematiche dei giovani, di etica della professione, di farmaco veterinario, di veterinario aziendale e di Europa. LE ELEZIONI. RIFLESSIONI NON A MARGINE La responsabilità dell’assemblea votante si è espressa in una scelta etica che ha subordinato gli strumenti in funzione degli ideali e non ha fatto degli strumenti uno slogan politico. di Eva Rigonat gestionali che consentano agli Ordini e alla Federazione di aderire a questo ruolo che negli ultimi anni, grazie alla politica intrapresa ha ridato voce e prestigio alla nostra professione. I documenti politici prodotti, e sottoposti all’attenzione dei presidenti per la valutazione, l’approvazione e la qualificazione del precedente e futuro mandato, hanno dunque analizzato a tutto tondo le tematiche professionali. Il Consiglio nazionale ha potuto ascoltare argomentazioni, valutazioni, proposte in tema di funzione ordinistica tra ciò che rimane e ciò che cambia, di valore del passato come esperienza a cui attingere, di contesto econo- IL DIBATTITO Il dibattito che ne è seguito ha dato riscontro, nella maggioranza dei presenti anche nell’espressione della standing ovation, di una approvazione non solo relativa alla visione espressa in relazione alla completezza dei temi trattati ma anche, per ciascuno di questi, all’analisi in essi contenuta. Le uniche osservazioni fatte si sono limitate a riproporre temi quali le “quote da versare” alla federazione da parte degli ordini, identificando nella sola crisi economica l’identità della crisi professionale, l’acquisto o meno di una “nuova sede” senza tuttavia collegare gli argomenti alle funzioni ed alle innumerevoli attività di una Federazione, valutandone bisogni economici e spazi necessari. Altro tema mosso all’assemblea, che evidentemente ha tenu- i sono svolte, il 28, 29 e 30 marzo, le elezioni per il rinnovo del Comitato centrale e del Collegio dei revisori dei conti della Federazione, subito dopo i lavori del S Consiglio nazionale che hanno visto la discussione alla relazione del presidente e la votazione del bilancio consuntivo. I DOCUMENTI POLITICI DELLA FEDERAZIONE Questo momento è stato preceduto dalla diffusione da parte del presidente di un documento di riflessione preparatorio dell’assemblea, sul presente e sul futuro della Federazione e della professione. Sia la relazione, tenuta nel corso dell’assemblea, che il documento preparatorio, fondano la premessa dell’analisi politica in essi contenuta sul ruolo del sistema ordinistico e sulla conseguente valutazione di tutti gli aspetti decisionali e 10 | 30Giorni | Aprile 2015

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______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ LA FEDERAZIONE to in poco conto la previsione già acquisita di poter ricevere la rivista in supporto informatizzato, è quello della riduzione delle spese della nostra rivista (già ai minimi termini). 30giorni esce con 11 numeri, è strumento di conoscenza, ma anche strumento politico che forma e aggiorna (siamo l’unica professione che mette a disposizione 10 percorsi tematici con 200 crediti Ecm senza costi). Uno strumento che entrando in tutte le case è accessibile a tutti i medici veterinari, compresi quelli che ad internet si rivolgono con difficoltà o poca simpatia. Scontato dunque l’esito della votazione da parte di un’assemblea che, pur dibattendo appassionata- mente e chiedendo cambiamenti anche condivisibili, ha colto nella relazione del presidente l’esistenza di un solco realmente tracciato per traghettare la nostra professione attraverso le difficoltà che l’aspettano. La responsabilità dell’Assemblea votante si è espressa in una scelta etica che ha subordinato gli strumenti in funzione degli ideali e non ha fatto degli strumenti uno slogan politico. GLI STRUMENTI DELLA CONTINUITÀ FINALIZZATI ALLA PARTECIPAZIONE Tuttavia restano da fare alcune importanti riflessioni, in coda a queste considerazioni ma non per ordine di importanza, in tema di qualificazione della vita ordinistica. La prima attiene alla relazione degli ordini con la Federazione laddove la presenza di nuovi eletti lamenta, all’atto delle elezioni, la mancanza di informazioni utili ad una piena partecipazione delle decisioni dell’assemblea. Per quanto comprensibili siano le difficoltà, la responsabilità di chi si assume un incarico deve consistere anche nell’acquisire gli strumenti della continuità della conoscenza. Se questi non fossero reperibili nel rapporto con il consiglio uscente, o se questo rapporto fosse ritenuto insufficiente, per una Federazione come LA RELAZIONE DEL PRESIDENTE La relazione del Presidente 1. LA FUNZIONE ORDINISTICA: COSE CHE RESTANO - Siamo una carica elettiva e pubblica - Una complessa macchina istituzionale - Se l’Ordine è di qualità lo saranno anche gli iscritti - Il Codice Deontologico è una Legge 2. LA FUNZIONE ORDINISTICA: COSE CHE CAMBIANO - Superare i limiti dell’efficacia disciplinare - Trasparenza e anticorruzione - Antitrust e Anac: Autorità o antagonisti? - Legittimità di creazione e tenuta di elenchi professionali - Revisione degli Ordini delle professioni sanitarie 3. LA MEMORIA DEL FUTURO - IL PASSATO COME GUIDA ALLA PROGRAMMAZIONE - Liberalizzazioni, concorrenza e qualità - La Responsabilità Civile Professionale - Le società tra professionisti (STP) - L’aggiornamento professionale - Dalle Facoltà ai Dipartimenti - Riorganizzazioni e riforme istituzionali 4. IL CONTESTO ECONOMICO: UN QE ANCHE PER LA VETERINARIA - La crisi delle professioni intellettuali - Fiscalità e sviluppo economico - Ci sono soldi per tutti, tranne che per i professionisti - Il SSN e la direzionalità - Sicurezza alimentare e LEA 5. NUOVI SBOCCHI: COSTRUIAMO LA NOSTRA STRADA - Nuovi ambiti occupazionali - Lauree triennali e nuove professioni - Nuove professioni - La certificazione dei profili professionali - Una veterinaria che non si nasconde - L’etica dell’impegno 6. GIOVANI, GIOVANILISTI E FUTURISTI - «Tirocini» post laurea - Una proposta: il praticantato facoltativo - Una realtà: la formazione sul campo 7. L’ETICA DELLA COMUNICAZIONE - Lo stile di un Ordine - Comunicare a chi? - Sui social con deontologia - Le forme del disagio, legalità e intimidazioni 8. IL MEDICINALE VETERINARIO - PRINCIPI E VALORI ‘ATTIVI’ - Un pool di esperti - Auditi per essere ascoltati - Last but not least: i mangimi medicati 9. IL VETERINARIO AZIENDALE E LA TEORIA DEI GIOCHI - Serve un nuovo paradigma non un nuovo professionista - Fondagri e la nuova Politica Agricola Comune - Al Mipaaf sulle ali delle api - I medici veterinari nel settore ittico - Una politica per gli equidi 10. EUROPEI D’ITALIA, ITALIANI D’EUROPA - La Fnovi è europeista - Roma - Bruxelles - Roma - Nell’interesse dell’Europa vuol dire di tutti 30Giorni | Aprile 2015 | 11

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LA FEDERAZIONE ______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ la nostra, unica per questo nel panorama delle professioni intellettuali, questi strumenti sono esplosi nelle news, nella nostra rivista, nelle app, in un portale in cui sono reperibili tutti i documenti prodotti, e in un ufficio sempre disponibile oltre ad un Comitato centrale pronto ad accogliere tutti i suggerimenti utili purché non compensatori di una mancata consultazione di quelli esistenti. La scheda bianca esprime chiaramente l’impossibilità, o la non volontà, di dover scegliere tra le proposte. Diversamente dall’astensione che esprime sfiducia nel sistema, non andrà ad invalidare le elezioni e dunque a bocciare il sistema, ma ne delegittimerà le proposte. Il messaggio è chiaro in ambo i casi. La scheda o il voto nulli attengono alla compilazione, volontariamente o per errore, sbagliata, determinando un voto non valido. Se il suo messaggio a volte è chiarissimo, e dunque utile indipendentemente dall’essere o meno condiviso, queste elezioni hanno visto moltissime schede o voti nulli, compilate in modo da essere del tutto inutili sia al fine della delega che dell’assunzione di responsabilità del votante che al fine di qualsivoglia riflessione. Il sistema di votazione vigente oggi nelle nostre elezioni, consente di scegliere i candidati uno ad uno scrivendo correttamente i dati utili al fine di non consentire dubbi. Una delle regole basilari, spiegata a tutti i neo veterinari che si presentano a votare per la prima volta, è quella di scrivere sempre cognome e nome in modo da evitare dubbi e dunque annullamenti, in caso di omonimia sul cognome e, in caso di omonimia sia su cognome che nome di indicare l’anno di nascita. Volendo guardare solo alle votazioni del Comitato centrale, per brevità, il presidente ha perso 28 voti presenti in altrettante schede recanti il solo cognome. L’errore ha danneggiato tutti gli eletti (soprattutto i più votati); tra i più penalizzati Dino Gissara per il quale andava indicato l’anno di nascita. L’indicazione elettorale, nonostante i troppi errori, è stata chiarissima. ■ IL VOTO La seconda riflessione riguarda il voto, ovvero l’espressione della volontà di veder realizzato un impegno preso e un sostegno a chi si è preso quell’impegno. Il voto di chi, a sua volta è stato votato assumendosi la responsabilità di rappresentare altri, porta con sé anche l’onere della rappresentanza e, precisamente, di una rappresentanza che volendo esprimersi dentro a quelle regole, accetta, conoscendole, di rispettarle. L’attuale sistema di votazione consente sia l’astensionismo che, nel segreto dell’urna, la possibilità di dare diverse indicazioni importanti, sia agli eletti che ai non eletti. ELEZIONI DEL COMITATO CENTRALE FNOVI Economia e conoscenza Il bilancio consuntivo certifica le entrate e le spese effettivamente sostenute. di Antonio Limone Tesoriere Fnovi che è stata molto potenziata e trasformata, a vantaggio di una contabilità che oggi è garantita anche da una società di revisione contabile, che ha visionato e certificato il nostro bilancio. I due voti contrari ed un astenuto, tutti e tre senza motivazioni, probabilmente testimoniano più una tifoseria elettorale, che una sostanziale presa di distanza dall’atto contabile. Pertanto, di seguito espongo le mie considerazioni di merito. Il bilancio è il principale documento attraverso il quale il Comitato Centrale della Fnovi porta a conoscenza IL RUOLO DEL SISTEMA ORDINISTICO “Su di essi (gli ordini) ricadono aspettative istituzionali che impongono una sincera autocritica. Un nuovo clima culturale vuole una professione inattaccabile e culturalmente attrezzata. Possiamo dire di esserlo? Non possiamo rispondere affermativamente per almeno due ragioni: la prima è il persistere di una errata concezione vetero-corporativista dell’Ordine come luogo della tutela degli interessi degli iscritti anziché del diritto dei cittadini a ricevere prestazioni di qualità...” seguito del Consiglio Nazionale dei giorni 28 e 29 marzo scorsi, per l’approvazione del bilancio consuntivo, mi è stato chiesto di A illustrare più diffusamente il significato delle principali componenti del bilancio: il bilancio preventivo ed il bilancio consuntivo. Giova ricordare che questa Federazione, a guida Penocchio, ha ereditato una gestione amministrativa 12 | 30Giorni | Aprile 2015

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______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ LA FEDERAZIONE dei Presidenti la propria situazione economica, finanziaria e patrimoniale; esso costituisce una sintesi dei risultati conseguiti a livello economico, finanziario e patrimoniale. Pertanto esso rappresenta il punto di partenza per tutta l’attività di programmazione e controllo posta in essere. Si giunge al bilancio dopo aver effettuato una serie di valutazioni che sono sempre, in una certa misura, soggettive ed incerte in quanto basate su previsioni future che potrebbero risultare in seguito più o meno valide. Anche la Fnovi per la gestione finanziaria dell’Ente ha adottato un regolamento che stabilisce le procedure e le modalità in ordine alla formazione del bilancio. Esso è costituito da zione di controllo amministrativo di conformità alle autorizzazioni iniziali della gestione di finanziamenti prevalentemente a carattere pubblico; una funzione di garanzia nei confronti dello Stato e di tutti i potenziali portatori di interessi delle condizioni di liquidità e solvibilità dell’ente ed una funzione conoscitiva e informativa dei risultati conseguiti nell’esercizio di riferimento. Accompagnato dalla relazione illustrativa, il Conto Consuntivo si compone dei seguenti documenti: - Rendiconto finanziario: comprende i risultati della gestione del bilancio per l’entrata e per la spesa distintamente per titoli, per categorie e per capitoli; distingue la ge- contabile riguardante l’andamento della gestione dell’Ente nei suoi settori operativi, nonché i fatti di rilievo verificatisi dopo la chiusura dell’esercizio ed ogni eventuale informazione e schema utile ad una migliore comprensione dei dati contabili. - Situazione Amministrativa: al conto consuntivo è annessa la situazione amministrativa, la quale evidenzia: - la consistenza dei conti di tesoreria o di cassa all’inizio dell’esercizio, gli incassi ed i pagamenti complessivamente fatti nell’anno in conto competenza e in conto residui e il saldo alla chiusura dell’esercizio; un bilancio di previsione e dal conto consuntivo, che utilizza un sistema integrato di scritture contabili, di rilevazioni, di verifiche e di controlli finalizzato a garantire il buon andamento dell’attività amministrativa dell’Ente. Il documento primario in base al quale si svolge la gestione finanziaria è il bilancio di previsione, che ha una funzione autorizzatoria della gestione delle entrate e delle spese: prevede le risorse finanziarie disponibili e programma le spese, inoltre svolge una funzione allocativa delle risorse, destinandole alle diverse componenti strutturali. Il conto consuntivo è il documento in cui vengono rappresentati i risultati finanziari della gestione annuale e descritti i fatti finanziariamente rilevanti; esso svolge una fun- stione finanziaria dell’anno cui si riferisce (gestione di competenza) dalla gestione finanziaria degli anni precedenti (gestione dei residui). - Conto Economico e Situazione Patrimoniale: Il conto economico deve dare una dimostrazione dei risultati economici conseguiti durante il periodo amministrativo. La situazione patrimoniale indica la consistenza degli elementi patrimoniali attivi e passivi all’inizio e al termine dell’esercizio; essa pone altresì in evidenza le variazioni intervenute nelle singole poste attive e passive e l’incremento o la diminuzione del patrimonio netto iniziale per effetto della gestione del bilancio o per altre cause. - Nota integrativa: è un documento illustrativo di natura tecnico- - il totale complessivo delle somme rimaste da riscuotere (residui attivi) e da pagare (residui passivi) alla fine dell’esercizio; - l’avanzo o disavanzo di amministrazione. La differenza principale tra il bilancio di previsione e il bilancio consuntivo (o conto consuntivo) è la funzione di scelta per attuare gli obiettivi programmati. Il bilancio di previsione ha, infatti, il compito di dare autorizzazione all’inizio di ogni anno delle spese ed individuare le adeguate coperture finanziarie attraverso la programmazione delle entrate. Il bilancio consuntivo (o conto consuntivo), invece, ha una funzione rendicontativa e certifica, alla fine dell’anno, le entrate e le spese effettivamente sostenute. ■ 30Giorni | Aprile 2015 | 13

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LA FEDERAZIONE ______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ LEGGE ED ETICA te con varie motivazioni più o meno comprensibili ed accettabili. In molte popolazioni primitive c’è l’usanza di dimostrare il proprio coraggio nel corso dei riti di iniziazione procurandosi ferite profonde atte a lasciare cicatrici evidenti o rinunciando a varie parti anatomiche: dita, denti, prepuzi ecc. Ancora oggi l’infibulazione femminile è una vergognosa mutilazione che si pratica in gran parte del continente africano sulla base di motivazioni pseudo-religiose, in Thailandia ci sono le donne giraffa della popolazione Kayan, nel Sudan ci sono le femmes a plateau con il labbro inferiore trasformato in ciambella, nell’Amazzonia non c’è tribù che si esima dal torturare qualche parte del corpo: naso, orecchie, ombelico, organi sessuali. Ma se pensate che queste pratiche siano soltanto retaggio del passato o perverse abitudini di popolazioni primitive vi sbagliate, basta vedere quanta oggettistica metallica riescono ad infilarsi nelle labbra, nella lingua, nell’ombelico, nelle guance e nelle orecchie molti dei nostri giovani. In fondo si sa, la moda è la moda e la spinta ad essere in qualche modo “diversi” talvolta è irresistibile anche se costa fatica e dolore. Ma a questo punto dobbiamo ammettere che, in un’ottica di libertà, ciascuno ha il diritto di fare un po’ ciò che gli pare, purché si tratti di una scelta personale e consapevole, purtroppo non è sempre così se si tratta di bambini ed animali. Su questi ultimi fin dal più lontano passato abbiamo scatenato tutta la nostra fantasia, selezionando razze e varietà utili ai nostri scopi ma geneticamente fragili e destinate ad una vita condizionata dall'uomo. Ricordo una signora alla quale spiegavo tutte le cure di cui avrebbe necessitato il suo cucciolo di Bulldog, mi osservava stupita e preoccupata finché si decise a chiedermi: “ma come farebbe in natura?”. “Ma le pare che la natura s'inventerebbe un animale del genere!” le risposi lasciandola delusa. Naturalmente ove la selezione non bastava ci siamo attivati con gli interventi chirurgici: si sterilizza, si amputano code, corna, zanne, orecchie e così via sempre con varie motivazioni più o meno eticamente accettabili. Oggi la bioetica ci porta a mettere tutto in discussione e la nostra professione viene continuamente chiamata in causa, come se il veterinario potesse affrontare e chiarire problematiche per le quali neppure i Comitati di Bioetica riescono a trovare una soluzione. Indubbiamente vi sono interventi come le sterilizzazioni che, seppure vietate in alcuni ambienti particolarmente integralisti di cultura giudaica ed islamica, vengono incontro ad un lodevole tentativo di combattere la piaga del randagismo e della riproduzione incontrollata, ma ce ne sono altri ormai difficilmente giustificabili, alludo alla cosiddetta chirurgia estetica particolarmente destinata ad alcune razze di cani. Nella storia della cinofilia l'amputazione delle code è stata per secoli una pratica abituale, nel tardo medioevo collegata al divieto per i plebei di praticare la caccia con i cani ed alle conseguenti tasse imposte agli animali forniti di coda, più tardi alla tipologia di caccia praticata da alcune razze in ambienti particolari nei quali la coda poteva essere d'impiccio. Nei cani da combattimento e da difesa code ed orecchie venivano amputate per ridurre le parti anatomiche sensibili e per conferire agli animali un aspetto più aggressivo, posso dire di avere visto di persona in Turchia strappare le orecchie ai cuccioli di Karabash appena nati, uno spettacolo orrendo. Oggi tutte queste pratiche sono vietate, anche se eseguite da un veterinario in condizioni ideali; sono vietate, comunque la pensiamo in proposito! Dobbiamo farcene una ragione, ed è incredibile che vi siano ancora colleghi che mettono in gioco la propria credibilità e carriera professionale per quattro soldi, eppure capita e i media procedono implacabili al linciaggio dell'intera categoria. Sapete, è questo che più mi infastidisce, un atto illegale ed ingiustificabile che ricade su tutti noi come una sorta di peccato originale. ■ Gli Skopcy Le mutilazioni estetiche. di Cesare Pierbattisti Consigliere Fnovi “ Gli Skopcy, chi erano costoro?” potremmo dire parafrasando Don Abbondio. Non preoccupatevi, si trat- ta di qualcosa di assolutamente insignificante nella complessa ed articolata storia dell’umanità di cui non varrebbe neppure la pena di scrivere se non per trarne un insegnamento. Gli Skopcy furono una setta integralista russa che ebbe qualche migliaio di adepti nel 1700, erano convinti di poter accedere al Regno dei Cieli soltanto diventando angeli e quindi esseri privi di caratteri sessuali, praticamente come le bambole. Per tale ragione i maschi e le femmine provvedevano autonomamente alla eliminazione di tutti gli organi atti alla riproduzione che la natura aveva dato loro in dotazione. Mi chiedo quanti ne morissero in seguito a tali cruente pratiche in un’epoca nella quale non esistevano anestetici ed antibiotici ma evidentemente per la loro fede il Regno dei Cieli valeva il rischio. In realtà la tendenza a modificare la naturale forma del corpo appartiene a tutte le culture, ovviamen- DETTAGLIO DEL DIPINTO BOIARINJA MOROZOVA DI VASSILI SURIKOV RAFFIGURANTE LA BOIARDA FEODOSIJA MOROZOVA DEI "VECCHI CREDENTI" ARRESTATA DALLE AUTORITÀ ZARISTE NEL 1671. 14 | 30Giorni | Aprile 2015

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______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ LA FEDERAZIONE di Roberta Benini DETERMINAZIONE DEL FABBISOGNO DI MEDICI VETERINARI a determinazione del fabbisogno delle professioni sanitarie deve essere completata entro il 30 aprile di ciascun anno come previsto dall’Art 6 ter del D.Lgs. 502 / 92 sulla base di: L FNOVI E REGIONI PARI SONO Per la prima volta la programmazione Fnovi coincide con quella delle Regioni. cora immesso nell’attività lavorativa (fonte MinSal). Anche l’Art. 22 Patto per la Salute 2014-2016 prevede l’Introduzione di standards di personale per livello di assistenza, anche attraverso la valorizzazione delle iniziative promosse a livello comunitario, ai fini di determinare il fabbisogno dei professionisti sanitari a livello nazionale. Per la prima volta da quando è stata avviata questa determinazione Fnovi e Regioni hanno indicato un dato totale pressoché uguale nella determinazione del fabbisogno di laureati in medicina veterinaria, base per determinare il numero di accessi al primo anno di studio universitario. Nel tempo ricordiamo che la Federazione nelle riunioni convocate dal Ministero della Salute, come in quelle convocate dal Miur, aveva indicato un fabbisogno pari a zero e richiesto le motivazioni alla base dei fabbisogni indicati dalle Regioni, che spesso dichiaravano fabbisogni incoerenti rispetto alla realtà, ben descritta nelle indagini commissionate a Nomisma. Grazie al lavoro svolto dalla Fnovi e realizzato anche con la pubblicazione di due rapporti sullo stato e le prospettive della professione medico veterinaria, oltre alla presenza ai tavoli di discussione è stato possibile arrivare a cifre coerenti e realistiche. Rispetto al 2014 - secondo i dati forniti dal Ministero della Salute - le Regioni hanno diminuito di 185 unità il fabbisogno, con 140 professionisti in meno solo in Campania. In trend opposto Lombardia e Umbria che hanno indicato, rispettiva- • obiettivi e livelli essenziali di assistenza indicati dal Psn e da quelli regionali • modelli organizzativi dei servizi • offerta di lavoro • domanda di lavoro, considerando il personale in corso di formazione e il personale già formato, non an- Fabbisogno confronto dati Regioni vs dati Fnovi VETERINARI REGIONE Piemonte Valle d’Aosta Lombardia P.A. di Trento P.A. di Bolzano Veneto Friuli Venezia Giulia Liguria Emilia Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Totale Regioni 10 0 80 15 2 30 3 5 15 35 40 20 35 12 0 60 15 10 0 40 45 472 Fnovi 46 2 81 3 3 34 8 9 52 30 15 14 35 12 4 39 25 6 13 32 24 487 Diff. Fnovi-Regioni 36 2 1 -12 1 4 5 4 37 -5 -25 -6 0 0 4 -21 10 -4 13 -8 -21 15 30Giorni | Aprile 2015 | 15

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