adozione e dintorni _ GSD informa _ marzo 2001

 

Embed or link this publication

Popular Pages


p. 1

gsd informa adozione e dintorni gsd informa mensile marzo 2011 n 3 ene la ricetta del b l adulto positiv o ssere una storia dal v ietnam po giorno do genitori giorno

[close]

p. 2



[close]

p. 3

marzo 2011 003 gsd informa adozione e dintorni gsd informa mensile marzo 2011 n 3 la ricetta del bene l adulto positivo ssere una storia dal vietna dopo genitori giorno m giorno gsd informa 4 6 editoriale di anna guerrieri di anna ester davini polvere di jana 8 l adulto positivo di michele augurio da due a tre la valigia dell adozione di monica arcadu pedagogia in azione psicologia e adozione le relazioni degli affetti 10 14 la ricetta del benessere di monica nobile 16 21 una storia vietnamita di luigi bulotta intervista a daniela bacchetta vicepresidente della cai di luigi bulotta battaglie fuori e dentro casa di silvia piaggi leggendo giorno dopo giorno sociale e legale 24 26 se io fossi te di marina zulian animando 32 the sheriff di claudio tedaldi suonando 36 38 giocare in musica di valeria pacifico trentagiorni registrazione del tribunale di monza n 1840 del 21/02/2006 iscritto al roc al n 15956 editore associazione genitori si diventa onlus via gadda 4 monza mi www.genitorisidiventa.org info@genitorisidiventa.org redazione anna guerrieri direttore l aquila direttore@genitorisidiventa.org anna ester davini caporedattore e ricerca iconografica sassari simone berti vicecapo-redattore firenze michele augurio sociologo milano monica arcadu psicologa reggio emilia monica nobile psicopedagogista venezia claudio tedaldi atelier del cartone animato forlì marina zulian associazione barchettablu venezia roberto gianfelice fotografo l aquila ilaria nasini fotografa firenze antonio fatigati direttore responsabile redazione genitorisidiventa.org immagini raffaella ceci monza anna davini olbia paola di prima diana giallonardo l aquila roberto gianfelice l aquila pea maccioni lecce ilaria nasini firenze valeriano salve l aquila paola verzura padova progetto grafico e illustrazioni studio redazioni francesca visintin venezia correzione bozze luigi bulotta catanzaro daniela patroncini reggio emilia impaginazione maria maddalena di sopra venezia pea maccioni lecce abbonamenti e contatti email luigi bulotta redazione@genitorisidiventa.org copyright tutto il materiale scritto dalla redazione è disponibile sotto la licenza creative common attribuzione-non commerciale-condividi allo stesso modo 3.0 significa che può essere riprodotto a patto di citare adozione e dintorni gsdinforma di non usarlo per fini commerciali e di condividerlo con la stessa licenza info redazione@genitorisidiventa.org

[close]

p. 4

di anna guerrieri silenzio questo editoriale doveva parlare di etica e adozione era questo l argomento che volevo provare ad affrontare arduo e difficile per chi come me è soltanto una madre e non qualcuno che lavora sul campo con le adozioni o con i minori o con le associazioni per i diritti umani in tutta umiltà quindi avevo letto nel tempo articoli e lavori avevo raccolto esperienze e riflessioni e volevo avviare un dialogo con voi lettori per confrontarci sul perché talvolta le adozioni internazionali finiscono per intersecare zone oscure che non garantiscono i bambini e le bambine coinvolti e che travolgono le loro famiglie di origine e adottive da sempre interessata alle azioni positive perché una denuncia senza via d uscita è spesso solo distruttiva desideravo anche provare a descrivere quali strade concretamente e semplicemente venissero suggerite da chi certi contesti aveva investigato per tentare di minimizzare prassi opache e rischiose nell ambito dell adozione internazionale poi l 11 marzo una catastrofe ha sconvolto un intero paese molto lontano e molto differente dall italia un paese ricco di storia di tradizioni di passato un paese segreto da percepire poco a poco da assaporare piuttosto che guardare difficile da decrittare un paese dalle infrastrutture solide ed efficienti un paese che ci ha pervaso con la sua cultura e la sua anima senza che noi a volte ce ne rendessimo conto appieno il giappone da persona che sa cosa voglia dire trovarsi all improvviso nell incubo provocato da un terremoto e che può in parte comprendere l ombra calata su persone travolte da un cataclisma così immenso penso che sia più onesto per me lasciare questa pagina bianca È il mio piccolo forse poco utile tributo a chi è nel dolore in questo istante editoriale

[close]

p. 5

ora è importante il silenzio.

[close]

p. 6

polvere di jana © anna ester davini jana in ucraina 6 un vestito nero questa volta per scivolare veloce nella notte fino ad arrivare ad uno dei tanti portali nascosti che servono alle fate devo dire che il vestito mi dona particolarmente è leggero formato da strati sottili di una stoffa tessuta dalle mie sorelle che hanno catturato per me il colore da una notte d estate è impregnato dalle note calde di un profumo che sa di fiori d arancio e bacche di mirto il portale mi serve per viaggiare lontano senza ricorrere ad una magia personale che mi farebbe consumare troppa energia vitale dietro ad un cespuglio fitto e spinoso di ginestra sotto l entrata camuffata di una domus de janas c è il passaggio segreto agli occhi degli uomini lo infilo faccio qualche passo e sbuco dall altra parte una folata di vento gelato mi fa volare i capelli e mi appiccica il vestito alle gambe comunque non ho freddo mentre cammino sulla neve un po sporca e ghiacciata c è un chiosco piccolo dietro alla finestrella s intravede una persona probabilmente addormentata non mi vede comunque per sicurezza le getto sopra un incantesimo di protezione totale c è buio ma davanti a me si vede benissimo c è un lungo palazzo di mattoncini rossi ha delle grandi vetrate che danno sulla strada a sinistra c è un cancello un po arrugginito passo attraverso senza sforzo e percorro un vialetto che dopo qualche metro svolta a destra su un cortile con qualche albero infreddolito in basso qualche gioco di ferro e plastica la vernice scrostata e i colori lavati dal tempo il ghiaccio crocchia quando lo calpesto e quasi mi diverto sulla facciata sul retro dell edificio c è una scala esterna qualche gradino ed entro in un piccolo atrio con un lungo corridoio mi aggredisce un odore acre di cipolla mischiato allo stantio di grasso cotto salgo al primo piano ed entro in uno stanzone foderato di finto legno ai lati ci sono mobiletti colmi di giochetti strausati piccoli banchi e sediette allineate qualche libro sugli scaffali e sotto un vecchio televisore spento l odore diventa più forte quasi scaldato dal tepore dei termosifoni arriccio il naso sto inconsciamente allungando la strada pregustando l incontro da un lato e quasi temendolo dall altro forse ho paura di rimanere impigliata nelle trame dei sogni dei

[close]

p. 7

bambini che raggiungerò sento dalla camera vicina qualche lieve rumore il respiro come se fosse unico di venti o più bambini c è quasi un ritmo una musica qualche miagolio che mi invita impossibile sottrarsi ai miagolii i lettini hanno le sbarre s intravedono mani e piedi che scivolano fuori a questo punto dovrei fare l incantesimo che mi riesce meglio polvere d oro fata che mi è concesso e voglio sfiorare e confortare voglio lasciare l impronta del mio passaggio quella che scalda il cuore a chi deve aspettare a chi non sa che deve aspettare mi avvicino quasi non respiro mentre entro nel sonno dei bambini stanislav olga ania serghej nikola dana sasha denis anastasiy anatoliy andrey marina pavel svetlana aalina irina alina stringe al petto un paio di scarpette rosa ta gettata leggera e dolce sugli occhi e sui capelli dei bimbi devo unire per sempre persone lontane voglio che tutti questi piccoli abbiano presto una mamma un papà qualche fratello dei nonni anche famiglia allargata chissà infilo le dita nel sacchetto della polvere la sento impalpabile fresca pronta all uso invece m incanto come sempre come ogni volta mi perdo e mi confondo quasi in adorazione del privilegio liliana tamara sono un gruppo più in là in altre stanze ci sono altri gruppi sono divisi per età li sento tutti serghej sogna di trovare un pezzo di carne morbida in fondo al suo piatto apre la bocca e deglutisce andrey muove le gambe sta pedalando seduto su una bici nuova tutta rossa i bambini lo guardano e lui ride tamara sogna di guardarsi allo specchio quello piccolo filato che sta dietro la porta del bagno delle maestre ha il naso staccato dalle labbra che sono a cuore bellissime adesso senza quell orribile taglio che la fa prendere in giro dalle amiche due mani gentili dividono i capelli di ania mentre una voce dolce canta pettina-pettina capelli d oro nikola non ha paura di far pipì nel letto aalina stringe al petto un paio di scarpette rosa muovo le dita e prendo un pizzico di polvere d oro lo poggio sul palmo della mano e soffio la polvere vola e in un attimo invade lo spazio intorno a me si ferma su stanislav olga ania serghej nikola dana sasha denis anastasiy anatoliy andrey marina pavel svetlana aalina irina liliana tamara l incantesimo è iniziato e posso andarmene sicura che presto i desideri saranno esauditi questi bambini avranno dalla vita quello che ancora non sanno di volere mi avvolgo su una striscia del vestito sento freddo come ogni volta che me ne vado 7 anna ester davini coporedattore

[close]

p. 8

le relazioni degli affetti michele augurio sociologo l adulto positivo nell evento biologico della nascita ma come essa sia alla base di significativi cambiamenti individuali e relazionali in qualsiasi contesto e con qualsiasi formula venga a comporsi il nucleo familiare la funzione guida che l adulto rappresenta attraverso la genitorialità incorpora in sé sia aspetti individuali relativi alla nostra idea in parte conscia e in parte inconscia di come un genitore deve essere che aspetti di coppia ossia della modalità relazionale che i partner condividono nell assolvere questo specifico compito non si realizza la genitorialità solo nell evento della nascita tale realizzazione perdura nel tempo e avviene attraverso la capacità dell adulto di saper gestire i significativi cambiamenti emotivi relazionali che saranno presenti e in continua evoluzione lungo tutto il ciclo vitale non si è genitori sempre allo stesso modo poiché sarà necessario assolvere impegni differenti ed utilizzare modalità educative ed interattive diverse a seconda dell età dei propri figli tutto ciò implica quindi la capacità dinamica di rivisitare continuamente il proprio stile educativo affrontando in modo funzionale i cambiamenti che la vita può portare È facile comprendere come la transizione alla genitorialità costituisca una fase normativa nel ciclo vitale degli individui e come l ingresso di un nuovo membro modifichi ampiamente le relazioni nell ambito della famiglia nucleare e allargata comportando quindi l inizio di una nuova storia generazionale la nascita o l ingresso di un bambino segna la tran 8 in una società così globalizzata fatta di comunicazione mediatica ove sempre più si sta polverizzando il mondo relazionale interno la genitorialità che ha sempre avuto un ruolo fondamentale nel processo educativo relazionale viene rivestita di maggiore responsabilità e di più pregnante funzione nella costruzione dei legami familiari fermarsi a riflettere sul senso che oggi questo ruolo guida viene ad assumere è importante poiché è dalla centralità dell adulto positivo che partono i segnali ed i contenuti che permetteranno poi ai figli di costruirsi nel futuro come altro adulto positivo la rappresentazione di una funzione così delicata e complessa spiega come non sia possibile confinare la genitorialità solo

[close]

p. 9

sizione da coppia di coniugi a triade familiare e sarà la riuscita o il fallimento di questo passaggio a condizionare fortemente non necessariamente per sempre l evoluzione del ruolo di genitore diviene così importante avere presente alcuni compiti quali la creazione di uno spazio sia fisico che psichico per il bambino attraverso la modificazione del sistema senso affettivo che normativo stabilire solidi ma permeabili confini dentro e fuori la coppia di modo che la relazione adulto/bambino oppure l invasione della famiglia allargata non vada ad inficiare la relazione adulto/adulto mettendo a rischio l unione familiare capacità di modulare nella crescita del figlio concessioni ed impostazioni educative sulla base delle sue deve essere espresso nella quotidianità delle nostre azioni e dei nostri atteggiamenti nei confronti del figlio la nostra presenza di adulti nei confronti di un bambino non è solo presenza di attenzione ma di protezione di interscambio emozionale attraverso gli eventi che sono alla base dello sviluppo emotivo del figlio la presenza richiede ca9 familiare e la creazione di rapporti relazionali ed affettivi non solo basati sullo scambio tra due ma su una triade familiare l assunzione di responsabilità attraverso la presa in cura del bambino sia in necessità di separazione individuazione il bisogno di trasmettere affetto è insito nella natura umana ciò che spesso si dimentica è che tale bisogno non si ferma ma perdura nel tempo e quindi pacità di ascolto da parte dell adulto di un ascolto non superficiale ma empatico e pieno di emotività solo attraverso uno scambio continuo di emozioni permetteremo ai figli di crescere in modo armonico.

[close]

p. 10

psicologia e adozione monica arcadu psicologa da due a tre la valigia dell adozione una volta presa la decisione di partire sembra inaccettabile che si possano incontrare degli ostacoli sul cammino si vuole soltanto raggiungere la meta il primo passo da fare è trasformare quegli ostacoli in occasioni opportunità e momenti in cui fermarsi a riflettere approfondire ed interrogarsi assistenti sociali psicologi giudici tribunali enti autorizzati ad ogni passo c è una tappa in cui sostare e il miraggio dell arrivo si fa sempre più distante i dubbi aumentano le certezze diminuiscono e ci si sente sempre più in balia delle decisioni di altri cosa bisogna sapere cosa bisogna rispondere tutti dicono la loro una scelta coraggiosa un opera buona un azzardo un rischio un avventura ognuno ha una sua idea e una sua spiegazione della macchina dell adozione ma come stanno veramente le cose sembra di essere in un mare infinito dove si possono pescare informazioni rassicuranti ma anche altre che disorientano e spaventano ci si sente persi all inizio la zattera naufraga da una parte all altra ma di terra ferma nessuna traccia la prima fase ha una durata indeterminata e mette davanti a molti dubbi sulla volontà di continuare oppure no sulle proprie capacità e sulle proprie risorse questa fase è la più importante perché allena una capacità fondamentale per l incontro adottivo la capacità di tollerare l incertezza ed accettare la complessità dal momento che il bambino le porterà inevitabilmente con sé e bisognerà saperci convivere le storie che si incontrano sono sconosciute sono storie domina 10 prima di partire per un lungo viaggio ci sono tante cose a cui pensare ci accompagnano l entusiasmo e l energia ma anche i timori e le preoccupazioni non è mai facile scegliere cosa mettere in valigia pensare a quello che potrà servire e a quello che sarà superfluo quando non sai quanto il viaggio durerà quali saranno le condizioni climatiche e dove questo viaggio ti porterà tutto diventa ancora più complicato per cominciare a riempire la valigia dell adozione è necessario che il dolore che ha preceduto questa scelta abbia fatto il suo corso e sia stato elaborato altrimenti come una tempesta emotiva potrebbe scoppiare in volo l adozione non può essere una scelta di ripiego ma deve essere una scelta convinta di genitorialità.

[close]

p. 11

© diana giallonardo te dall indeterminatezza quelle dei bambini per i genitori e quelle dei genitori per i bambini il viaggio adottivo non prevede un villaggio vacanze all inclusive con tutti gli optional a disposizione rarsi si legge qualche guida specialistica e si fa un po di allenamento non è detto che le cose debbano per forza andare storte ma come dice il piccolo principe non si sa mai e quindi è meglio essere preparati l adozione non può essere una scelta di ripiego deve essere una scelta convinta di genitorialità ma è piuttosto un viaggio di scoperta al di fuori dei circuiti turistici tradizionali non è un viaggio per viaggiare è un viaggio da vivere dove c è da camminare spesso anche in salita quando si sceglie un percorso di questo tipo si sa è necessario prepaaccogliere un figlio adottivo richiede doti genitoriali speciali il bambino richiederà cure e spiegazioni uniche e porrà domande diverse da quelle di qualsiasi altro bambino un figlio adottivo è stato concepito e partorito altrove in un posto dove l assenza di risorse genitoriali ha permesso la possibilità di una nuova presenza quella dei genitori adottivi perché questo terreno sia fertile è necessario superare una tappa importante del viaggio la tappa dei pregiudizi tutti noi siamo condizionati dal nostro modo di vedere la realtà e spesso trasmettiamo i nostri pregiudizi a chi ci sta davanti anche se crediamo di non averne o di riuscire a nasconderli accogliere un bambino vuol dire accogliere tutto quello che porta dentro di sé compresi i suoi genitori naturali non si può cominciare questo viaggio se si parte dal presupposto che noi siamo i buoni e chi abbandona sono i cattivi chi non riesce a prendersi cura del proprio figlio è semplicemente una persona che nella sua storia non ha avuto la possibilità di sviluppare 11

[close]

p. 12

12 queste risorse e ha capacità diverse da quelle di un genitore questo passaggio è fondamentale perché permetterà di trasmettere al bambino il messaggio che i suoi genitori biologici non sono né vittime né eroi e nemmeno persone crudeli ma semplicemente delle persone che non erano in grado di fare i genitori questa comunicazione potrà inoltre rinforzare l equilibrio relazionale fra genitore e figlio adottivo chi ben comincia è a metà dell opera dice il proverbio e incominciare bene il viaggio adottivo è sicuramente un fattore protettivo che accompagnerà i genitori per il resto del cammino la valigia è aperta sul letto togliamo i pregiudizi le aspettative irrealistiche le idealizzazioni e la rigidità la riempiamo con l apertura la flessibilità la disponibilità e la voglia di mettersi in gioco non chiudiamola meglio lasciarla aperta per prendere quello che ci serve all occorrenza e per infilarci tutto quello che di prezioso arriverà lungo la strada «le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede avevamo molta strada da fare ma non importava la strada è la vita» jack kerouac

[close]

p. 13

13 non è un viaggio per viaggiare è un viaggio da vivere dove c è da camminare spesso anche in salita

[close]

p. 14

pedagogia in azione monica nobile psicopedagogista la ricetta del benessere 14 gianfranco zavalloni insegnante prima e poi dirigente scolastico è l autore del bel libro la pedagogia della lumaca per una scuola len ta e non violenta spiega zavalloni che l idea di scrivere questo libro è nata dopo aver parlato con la madre di una ragazzina raccontando dell esperienza scolastica che stava vivendo la figlia da pochi mesi in prima media la signora riportò una sua riflessione «mamma gli insegnanti ci dicono sempre che dobbiamo sbrigarci che non possiamo perdere tempo perché dobbiamo andare avanti ma mamma dove dobbiamo andare avanti dove?» zavalloni spiega che da quel momento ha iniziato a porsi delle domande «dobbiamo davvero correre a scuola siamo sicuri che questa sia la strategia migliore dobbiamo per forza assecondare una società che c impone la fretta a tutti i costi?» il racconto di zavalloni mi riporta alla memoria un altra bimba adottata in etiopia che chiese a sua madre «mamma ma perché in italia siete sempre in ritardo?» con la genuinità e la semplicità dell infanzia queste

[close]

p. 15

bambine ci ricordano il loro tempo che sempre più rischia di discostarsi dal tempo che il mondo adulto impone emblematica in questo senso è la definizione di allievi anticipatari che vanno a scuola in anticipo per non far perdere loro un anno si dice si tratta di una questione profonda ben al di là delle strategie di apprendimento/insegnamento la questione riguarda la scelta in termini educativi se sia o meno un buon investimento quello del perdere tempo a costruire relazioni significative e profonde a coltivare la curiosità a promuovere la creatività c è da chiedersi quanto tempo sia giusto investire per costruire benessere per preparare un buon terreno su cui i bambini possano affondare le radici e crescere le responsabilità sono di tutti inutile accusare la scuola controproducente colpevolizzare i genitori è la comunità educante che deve interrogarsi e rispondersi in termini ideali e culturali sul tempo da spendere senza pretesa di risultati concreti immediati il tempo è questione particolarmente scottante per i bambini adottati sono bambini che hanno vissuto un prima e un dopo e che hanno vissuto tutti in termini traumatici il passaggio da una storia precedente ad una storia successiva sono bambini che generalmente non sono stati cullati non hanno sperimentato il ritmo il tempo dell allattamento della cura del bisogno e della risposta al bisogno non a caso i bambini adottati in molti casi faticano a destreggiarsi con gli orologi i calendari le agende spesso cominciano a incontrare problemi scolastici in terza elementare quando per studiare anche in termini astratti la storia e la geografia è necessario aver consolidato un organizzazione spazio-temporale hanno i bambini adottati particolare bisogno e necessità di sperimentare concretamente un ritmo che nella loro storia passata non hanno potuto interiorizzare perché possa avvenire una riparazione un recupero del tempo che è stato loro negato occorre che gli adulti in relazione con loro abbiano la pazienza la calma la disponibilità necessarie la prestazione è schiacciante per tutti i bambini compilare schede prestampate rispondere ai quiz gareggiare in tabelline trascorrere i pomeriggi da un appuntamento all altro nega il gusto dell assaporare un esperienza importante può essere quella di trascorrere del tempo con i bambini in cucina cucinare insegna che ci vuole un tempo per tutto perché gli spaghetti non siano né duri né collosi perché la pasta lieviti e formi una bella palla gonfia perché il gateau di patate formi una bella crosticina dorata ai bambini piace cucinare è un esperienza creativa che consente loro di imparare a maneggiare con proprietà gli attrezzi perché possono vedere la trasformazione degli alimenti da crudi a cotti perché possono sperimentare in prima persona il processo attraverso cui si arriva alle pietanze che poi loro trovano in tavola cucinare insieme ai bambini è divertente loro possono sentirsi importanti con l aiuto dell adulto possono imparare a maneggiare il coltello ad accendere il fuoco a stendere la sfoglia con il mattarello a impastare acqua e farina a svolgere con gradualità operazioni via via più complesse l adulto può provare il gusto e il piacere di accompagnarli alla scoperta di gusti sapori odori trasformando un operazione quotidiana spesso noiosa in un viaggio avvenuturoso in cucina si vive il tempo con soddisfazione chi fa con calma chi ha pazienza viene premiato la ricetta riesce il cibo è buono i bambini imparano che la lentezza è un valore non un difetto gli adulti ricordano che le cose buone richiedono pazienza e rispetto dei tempi 15

[close]

Comments

no comments yet

YOUBLISHER
About
What Others Say
Sitemap
Impressum

PUBLISHERS
Login
Signup
Tutorials
FAQ
Support

BUSINESS
Overview
Advertising
Support

DEVELOPERS
API

LEGAL
Report a Copyright Violation
Copyright FAQ
Terms of Use
Privacy Policy