Num.96 - 2015

 

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Il Giornale Italiano Num. 96 - 2015

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Giuseppe Meli PRESIDENTE 150 anni - CASA DEGLI ITALIANI 96/2015 | GIORNALE ITALIANO DE ESPAÑA - GRATUITO | WWW.ILGIORNALEITALIANO.NET | D.L.: MA-884-2008

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GIUSEPPE MELI: I 150 ANNI Quella italiana a Barcellona è una presenza che affonda la sua origine non negli anni, ma addirittura nei secoli precedenti al XIX. I giovani costituiscono senz’altro il futuro della Casa degli Italiani ed è a loro che ci rivolgiamo con molte attività. La Casa nasce da chi e perché? Intervista di Paola Pacifici Presidente, orgoglioso di celebrare i 150 anni della Casa degli Italiani? È certamente un grande orgoglio, non solo per noi che lo stiamo celebrando durante tutto questo 2015 ma anche e soprattutto per coloro che ci hanno preceduto e per chi verrà dopo di noi. È un compleanno importante che mette un punto e segna un accento su quanto fatto finora: ma è anche un punto di partenza fondamentale per la Casa degli Italiani che sarà. Una Casa che noi immaginiamo aperta, inclusiva, moderna, senza dimenticare la tradizione e il passato che ci serve come spunto per quanto facciamo e di cui giustamente andiamo fieri. È il modo migliore per ricordare coloro che ci hanno permesso di arrivare fin qui: se mi è permessa un’autocelebrazione, non sono molte le associazioni di italiani all’estero, della nostra longevità, che abbiano mantenuto in tutti questi anni lo spirito e le strutture lasciate dai suoi fondatori. Tutto questo, se da una parte è giustamente motivo di orgoglio, dall’altro è fonte di grande responsabilità: la responsabilità di conservare e adeguare ai tempi nuovi quel patrimonio di storia che per il momento gestiamo e che, quando sarà, saremo ben felici di tramandare a chi volesse continuarlo e ampliarlo. Pag. 2 La Casa nasce nel 1865 come Società di Beneficenza e Mutuo Soccorso, per iniziativa dell’allora vice console, Angelo Comello. Il Regno d’Italia era nato solo da 4 anni, e le strutture di assistenza sociale non si erano ancora formate: c’era così bisogno di un’Associazione privata che potesse dare supporto ai numerosi italiani che vivevano già qui. C’è da dire, infatti, che quella italiana a Barcellona è una presenza che affonda la sua origine non negli anni, ma addirittura nei secoli precedenti al XIX: ad esempio, nel libro “Radici Piemontesi dell’Industria Alberghiera di Barcellona 1571-1936”, dello scrittore catalano Ángel Miguelsanz, a cui la Casa ha partecipato, si racconta la vera e propria epopea dei numerosi italiani, provenienti soprattutto dal Piemonte, che tra il XVI e il XX Secolo monopolizzarono la Barcellona prima delle locande e delle taverne; e poi dei bar, dei ristoranti, degli hotel. Fu lo scoppio della Guerra Civile nel 1936 che fece andare via molti dei nostri connazionali e segnò un periodo di crisi nella presenza italiana a Barcellona: presenza che poi, a partire dagli anni ’60 prima e soprattutto dagli ’80-’90 poi, segnò una lenta ma inarrestabile ascesa fino ai livelli di oggi, che ci vedono stabilmente tra la prima e la seconda comunità straniera nella città catalana. Tornando alla Casa delle origini, era quindi una struttura privata, che collaborava con le istituzioni ma che era, ed è rimasta, appunto privata. Ritornando al 1865, stiamo parlando di un tempo pionieristico: un tempo in cui i collegamenti non erano facili come ora, e in cui trasferirsi all’estero comportava molte più rinunce, soprattutto affettive, di quante ne comporti adesso. Accanto alla Beneficienza e al Mutuo Soccorso si affiancò successivamente l’elemento Scuole, che ancora oggi costituisce uno dei pilastri della nostra attività: i Fondatori pensarono infatti che la promozione e diffusione della nostra lingua e della nostra cultura dovessero giocoforza passare attraverso l’istruzione e fu per questo che nel 1881 si fondarono le Scuole Italiane di Barcellona. Scuole che poi furono cedute allo Stato; Scuole che esistono ancora, e coprono l’intero arco di studi tra i 3 e i 18 anni, e che continuano a essere in edifici di nostra proprietà, tra il quartiere di Sarriá e Pasaje Méndez Vigo 8. A Sarrià ospitiamo la Scuola dell’Infanzia, non pubblica ma parificata, quella Primaria (le Elementari) e le Medie mentre in Pasaje Méndez Vigo, nei due piani superiori rispetto a quelli occupati dalla Casa, c’è invece il Liceo Scientifico. Riguardo allo stabile di Sarriá, mi preme ricordare inoltre che nel 2008 fummo protagonisti di un grande intervento di ampliamento delle strutture: fino a quella data, Medie e Liceo “convivevano” in uno spazio che con gli anni si dimostrò insufficiente. Fu allora che la Casa, grazie anche al supporto dell’allora Console Generale e di numerosi genitori, si fece protagonista e promotrice di un intervento ambizioso, grazie al quale la scuola di Sarriá si mise al passo con i tempi e poté così ospitare un numero sempre maggiore di alunni, in uno stabile rinnovato e accogliente. È passato un secolo e mezzo e i nostri campi d’intervento sono rimasti gli stessi: beneficenza, mutuo soccorso, istruzione e cultura. Il motivo per cui la Casa è nata è lo stesso per cui la Casa continua a vivere. Certamente i tempi sono cambiati, le esigenze e gli italiani anche, ma era ed è importantissimo per noi che lavoriamo e viviamo all’estero avere un punto di riferimento? Più che importante direi fondamentale. È vero che le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, Internet su tutti, hanno enormemente avvicinato gli emigranti al loro Paese natale. Rispetto a qualche anno fa, tutti noi che viviamo all’estero sentiamo che le distanze si sono molto accorciate: sappiamo quanto succede in Italia in tempo reale, possiamo parlare quando vogliamo con i nostri amici e parenti in Italia, troviamo praticamente dappertutto anche i nostri prodotti. È vero anche che c’è una più generale crisi dell’associazionismo. Tuttavia, io ritengo che le tecnologie dell’informazione manchino di un aspetto fondamentale, che non potrà mai essere sostituito: la voglia e il piacere di stare insieme, di sentire una vicinanza anche fisica con un luogo 96/2015

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DELLA CASA DEGLI ITALIANI e delle persone che ricordino e riproducano continuamente il contesto da cui proveniamo. I forum su Internet o i gruppi sui social network danno l’illusione che si sia tutti vicini e si possa comunicare con estrema facilità, ma non sempre è così. Ecco, io penso che la grande forza della Casa sia questa: quella di essere, al fondo, una comunità di donne e uomini che hanno una visione “creatrice” dell’italianità all’estero; un’italianità con basi solide, non nostalgica ma orientata al futuro. al mese (“I Giovedì alla Casa”) nell’ultimo anno si sono avvicinati a noi molti giovani e che stanno continuando a partecipare anche ad altre attività: per cui voglio essere fiducioso e sperare nelle nuove generazioni, alle quali passeremo il testimone. Spesso parli con qualche giovane che ti dice “certo sono socio” con la certezza di essere totalmente convinto di esserlo ma poi chiarisce “in Facebook” e a questo punto capisci che oggi la società si aggrega in una forma distinta, totalmente differente dai canoni che hanno regolato l’associazionismo finora e che il lavoro che ci aspetta sarà duro ma iniziamo ad avere qualche frutto positivo se nel Consiglio di Amministrazione appena eletto ci sono diversi trentenni! Cosa offre oggi la Casa ai suoi soci? Innanzitutto quello che ho appena detto: fare parte di una comunità. La Casa degli Italiani di Barcellona è molto più che un’Associazione: mi permetto di dire che è quasi una famiglia. Inoltre, attraverso le quote sociali finanziamo le molte attività di beneficenza per mezzo delle quali aiutiamo le famiglie italiane in difficoltà e sosteniamo l’istruzione dei ragazzi presso le scuole con progetti soprattutto rivolti a chi meno ha e chi meno può. Ribalterei dunque la domanda e direi che sono i Soci i quali, attraverso il loro ruolo attivo, permettono alla Casa di offrire i molteplici servizi di cui andiamo giustamente orgogliosi. Chi si avvicina alla Casa lo fa con spirito di servizio, guidato dall’attività che da 150 anni fa di noi un’entità sempre più importante e riconosciuta: tutti, Soci e Consiglieri d’Amministrazione, sono volontari e prestano la loro opera guidati solo dagli scopi meritori che ha la nostra Associazione. In conclusione la Casa offre l’italianità e la coesione con la società barcellonese ma anche e soprattutto un aiuto economico tante volte fondamentale soprattutto in periodi di crisi come quello appena vissuto esimo dell’Unità d’Italia, ospitammo invece durante le solenni celebrazioni che organizzammo qui alla Casa l’allora Presidente della Commissione Esteri del Congreso de los Diputados “Josep Antoni Duran i Lleida” proprio a dimostrazione del forte legame con le istituzioni. Non meno importante è stato il riconoscimento delle nostre scuole, quasi un secolo fa, riconoscimento ottenuto da una scuola straniera ma dove la borghesia catalana mandava i suoi figli a studiare perché riconosciuta come una delle migliori scuole di Barcellona. Tutto questo prestigio è il frutto di anni di serio lavoro fatto dalla Casa sia per gli italiani qui residenti ma anche verso tutti quelli che ci hanno accolto e molti dei quali sono orgogliosi e fieri della nostra amicizia. Il vostro rapporto con la città e le istituzioni? Assolutamente cordiale e proficuo. Tra i nostri Soci ci sono anche molti che non sono italiani, provenienti da Barcellona e non solo. Sono attratti dalla cultura italiana. E d’altronde, se siamo qui da un secolo e mezzo è perché ci stiamo bene e ci sentiamo accolti. Auspico però che questo rapporto con la città e le istituzioni sia sempre più stretto e che ci siano ancora più occasioni per collaborare. Ricordo ad esempio, una bella visita ufficiale di Gerard Ardanuy, Regidor del Distretto dell’Eixample – quello in cui siamo ospitati dalla nostra fondazione - che in occasione della sua nomina nel 2011 decise, in uno dei suoi primi atti ufficiali, di visitare la Casa degli Italiani di Barcellona. Sempre nel 2011, ma il 17 Marzo, giornata del 150 Tanti i programmi che si sono svolti e che si svolgeranno nell’arco dell’anno, ma quale evento sarà il più sentito? Qualche settimana fa l’inaugurazione ufficiale dei 150 anni si è svolta alla presenza di un musicista prestigioso come Giovanni Allevi. È stato un momento davvero molto emozionante anche perché il Maestro Allevi esemplifica appieno lo spirito con cui festeggiamo questo secolo e mezzo: come lui ha inserito elementi di novità in un contesto tradizionale come quello della musica classica, così noi vogliamo “utilizzare” la base di questi primi 150 anni per proiettarci nel futuro con slancio ed entusiasmo immutati. Presidente, la Casa degli Italiani ed i giovani? I giovani costituiscono senz’altro il futuro della Casa degli Italiani ed è a loro che ci rivolgiamo con molte attività. Detto questo, a volte è purtroppo complicato riuscire a raggiungere le nuove generazioni: vuoi per l’enorme offerta culturale che Barcellona offre; vuoi perché essendo molti di loro dei veri e propri nativi digitali sottovalutano quella dimensione conviviale e di presenza fisica di cui parlavo in una delle risposte precedenti. Nonostante questo, devo dire che anche grazie a un evento che organizziamo una volta 96/2015 Cena di Gala in favore del FAI, Fondo per l’Ambiente Italiano. Il Presidente della Casa degli Italiani Giuseppe Meli e l’Ambasciatore italiano a Madrid Pietro Sebastiani. Pag. 3

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Tra gli eventi che invece organizzeremo di qui in poi, e che saranno da noi molto sentiti, posso già anticipare che ci sarà un omaggio ufficiale ai Soci iscritti alla Casa da più tempo, sulla falsariga di quanto facemmo nel 2011 in onore di coloro con più di 50 anni di anzianità presso la nostra Associazione. Il Cocktail d’Estate, che si svolgerà il prossimo giovedì 18 Giugno sarà un vero e proprio “Cocktail dei 150 anni”: oltre al consueto programma posso già annunciare che avremo degli interventi del Teatro Stabile di Barcellona, che allieterà la serata con interventi a sorpresa. Il prossimo 9 Luglio saremo invece accolti al Teatro Liceu, una delle eccellenze della lirica mondiale, dove vedremo “La Traviata”, di Giuseppe Verdi. La scelta dell’opera non è casuale: Verdi fu uno dei protagonisti dell’epoca in cui la Casa fu fondata. Oltre alla visione dell’opera, sarà organizzato per noi e per il nostro 150esimo uno straordinario buffet nel Salone degli Specchi, che ospita anche quadri di uno dei pittori più importanti del Novecento spagnolo, Ramón Casas. In occasione del Ponte del 12 Ottobre visiteremo invece Napoli e i suoi meravigliosi dintorni: la Costiera Amalfitana, Capri e Anacapri, Ercolano, la Reggia di Caserta, il suggestivo borgo medievale di Casertavecchia, con un tour – una vera e propria chicca – del Tunnel Borbonico del capoluogo campano, animato da una breve rappresentazione teatrale. Stiamo lanciando il viaggio proprio in questi giorni: chi volesse partecipare può mettersi in contatto con i nostri uffici e riceverà tutte le informazioni del caso. Il momento più solenne di questo 2015 sarà comunque la Cena di Gala, a scopo benefico, che si svolgerà il prossimo 20 Novembre, che è la data esatta del nostro 150esimo compleanno: sarà una serata che ci auguriamo indimenticabile, in linea con la nostra tradizione. È nostro auspicio che a questa Cena di Gala partecipi anche un’alta figura istituzionale: stiamo lavorando per questo e contiamo per il 20 Novembre di avere con noi un ospite davvero speciale. degli Italiani. Sarebbe impossibile fare in questa sede un elenco esaustivo di quanti hanno apposto la loro firma: basti pensare, tuttavia, che nel Libro d’Onore possiamo “toccare con mano” le tracce di sovrani (il Re di Spagna Alfonso XIII), Presidenti della Repubblica (Francesco Cossiga e Sandro Pertini), Premi Nobel (Salvatore Quasimodo, Rita Levi Montalcini, Luigi Pirandello), Premi Oscar come Federico Fellini, sportivi (la Nazionale di calcio che vinse i Mondiali del 1934 e 1938, Primo Carnera), l’inventore della radio Guglielmo Marconi, artisti come Filippo Tommaso Marinetti, poeti come Giuseppe Ungaretti. E davvero, questo è solo un piccolo elenco tratto da quello scrigno meraviglioso che è il nostro Libro d’Onore! Ogni volta che mi capita di sfogliarlo la sensazione che provo è quella, che ho già descritto, di una grande responsabilità sulle spalle: quelle sono firme di persone che hanno fatto veramente la storia d’Italia, quella che tutti noi abbiamo studiato sui libri, e sono anche modelli su cui ispirarci. L’ultima firma in ordine di tempo è stata quella apposta dal musicista Giovanni Allevi, durante l’inaugurazione delle celebrazioni per i nostri 150 anni, che ha definito il nostro pubblico – grazie alle emozioni suscitategli durante quella bellissima serata - un vero e proprio “cuore pulsante”. La Casa degli Italiani rinnova costantemente la nostra l’italianità”, che non dobbiamo mai dimenticare, anzi tramandarla ai nostri figli, e noi tutti, sia che viviamo o no a Barcellona ne siamo orgogliosi. Quale messaggio, Presidente vuoi mandare ai tuoi concittadini? Tante attività durante l’anno per i soci, ma quali sono quelle che piacciono di più? Quanti personaggi famosi hanno visitato le Casa degli Italiani? Per fare una battuta, faremmo prima a citare quali sono i personaggi più importanti che non hanno visitato la Casa! A parte gli scherzi, in questi 150 anni di storia abbiamo avuto ospiti davvero illustri, le cui firme sono documentate nel nostro Libro d’Onore, uno dei maggiori orgogli della Casa Pag. 4 Le nostre attività seguono una linea che, per utilizzare un gergo televisivo, potremmo chiamare generalista. Organizziamo, infatti, dalle mostre di pitture a quelle di fotografia, dalle rassegne di cinema agli spettacoli di teatro, dalle presentazioni di libri ai concerti, alle conferenze su vari temi, come quello medico. E certamente, da italiani quali siamo, non può mancare l’aspetto gastronomico: ogni mese organizziamo una cena alla quale mediamente partecipano tra le 60 e le 70 persone in cui riviviamo non solo i sapori ma anche l’atmosfera delle nostre case italiane. Non mi sento di fare una “graduatoria” delle nostre attività perché, davvero, sono tutte molto seguite ed apprezzate ma certamente quando facciamo intervenire la gastronomia ecco che il successo è garantito in quanto sulla cucina non ci batte davvero nessuno soprattutto quando parliamo di cucina fatta con cibi di qualità come i nostri. Proprio in questi giorni ha ricevuto la visita di una mia cugina dall’Italia ed insieme siamo andati a trascorrere la “Semana Santa” nei Paesi Baschi ed essendo lei professoressa delle materie letterarie è rimasta sorpresa della profonda divisione della società spagnola anzi la realtà non è quella che lei insegna e si studia in Italia non riflette la realtà della situazione spagnola. Questa premessa è per dire a tutti gli italiani che viviamo in Barcellona a quelli che vivono all’estero in generale ma e soprattutto a quelli che vivono in Italia, che dobbiamo essere fieri di essere italiani. Siamo purtroppo noti per essere propensi alle divisioni, ai particolarismi, alle lotte intestine, e invece il messaggio che voglio mandare ai nostri concittadini è questo: solo uniti abbiamo fatto e faremo le cose migliori. Evidentemente uniti nelle nostre differenze, che ci arricchiscono e ci completano: è questo il nostro destino e il nostro grande orgoglio di Italiani nel mondo. A volte mi trovo con qualche italiano qui a Barcellona o in ogni caso all’estero, e li trovo con una sorta di complesso di inferiorità e quasi scusandosi di esser italiano, ma questo è solo il frutto di un sistema tutto italiano nel quale pur di denigrare l’altro si usano tutti i mezzi possibili anche a livello internazionale non sapendo il danno enorme all’immagine di tutti gli italiani che invece viviamo all’estero e dobbiamo difenderci e dobbiamo difendere la nostra Italia. Con questo non difendo le tante disfunzioni, anomalie o negatività del nostro sistema e dei nostri governanti ma non è mettendoci sulla bocca di tutti che poniamo rimedio a questa situazione. Personalmente, come Presidente della Casa degli Italiani di Barcellona, opererò sempre affinché la nostra Associazione continui ad essere punto di riferimento strategico degli italiani a Barcellona che con grande orgoglio hanno difeso ed urlato ieri oggi e domani la propria italianità. Viva l’Italia! 96/2015

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ARCHIVIO STORICO DELLA CASA DEGLI ITALIANI 96/2015 Pag. 5

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FINALE MONDIALI DI CALCIO - LUGLIO 2006 “Cocktail d’Estate” - giugno 2010 CELEBRAZIONI “Unità d’Italia” - marzo 2011 Pag. 6 96/2015

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CENA DI GALA CON L’AMBASCIATORE VISCONTI di MODRONE - FEBBRAIO 2012 “Com’è profondo il mare” - MAGGIO 2012 CONFERENZA SUL GELATO - GIUGNO 2012 96/2015 Pag. 7

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“PICCOLO CHEF” - GIUGNO 2012 “COCKTAIL D’ESTATE” - GIUGNO 2012 “Semifinale EURO2012, Italia-Germania” - giugno 2012 Pag. 8 96/2015

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“CENA D’ESTATE” - LUGLIO 2012 “Gli Italianissimi nel Catalano” - Ottobre 2012 “SERATA DI MUSICA” - Ottobre 2012 96/2015 Pag. 9

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Concerto DI Aya Okuyama - marzo 2013 “È QUI CHE SI PROVA” - marzo 2013 VIsita DEL SINDACO DI TORINO PIERO Fassino - marzo 2013 Pag. 10 96/2015

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Visita al “Parlament de Catalunya” - aprile 2013 “MONDIALI DI NUOTO” - LUGLIO 2013 96/2015 Pag. 11

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CENA DI GALA PER IL “FAI, FONDO AMBIENTE ITALIANO” - NOVEMBRE 2013 “FESTA DEL PANETTONE” - DICEMBRE 2013 “CENA ALLA TAVERNETTA” - FEBBRAIO 2014 Pag. 12 96/2015

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“Calçotada” - MARZO 2014 96/2015 Pag. 13

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“AMARE LEGGERE” - MARZO 2014 “Aspettando Sant Jordi” - aprile 2014 MONDIALI DI CALCIO - GIUGNO 2014 Pag. 14 96/2015

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“I GIOVEDI” ALLA CASA DEGLI ITALIANI - GIUGNO 2014 96/2015 Pag. 15

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