Gazzetta Puglia 02_04 2015

 

Embed or link this publication

Description

Gazzetta Puglia 02_04 2015

Popular Pages


p. 1

La Gazzetta MENSILE D’INFORMAZIONE Anno XXVIII – FEBBRAIO-APRILE 2015 – N. 2/4 della della Puglia Puglia Copia gratuita per i sostenitori Fondato da Domenico Tedeschi Unione Editoriale – Amministrazione e Redazione: 20148 – MILANO, via S. Altamura, 11 – Telefono e Fax 02/36.52.10.48 – Redazione: 70121 – BARI, via P. Petroni, 5 - Telefono e Fax 080/52.44.392. Registrazione n. 438 - 27/6/88 del Trib. di Milano. Sped. in abb. postale: art. 2 - comma 20/lett. C - legge 662/96 - Taxe perçue/Tassa riscossa Cpc Roserio Milano La Puglia soprattutto il Salento sta assistendo alla lenta agonia causata dal batterio filopatogeno Xylella Ed Insieme-Tonino Bello Salviamo l’ulivo L’Italia non è un Paese normale! G DI PIETRO FILOMENO LA TERRA DEI MIEI SOGNI L G ’abbiamo pensato, detto e scritto più volte: l’Italia non è un Paese normale. E tra le anormalità più evidenti, vi è la politica e i detentori del potere. Dopo oltre vent’anni da Mani pulite, siamo ancora alla ricerca di un riassetto politico-istituzionale. Anziché imboccare l’unica strada percorribile in questi casi – eleggere un’assemblea costituente con il proporzionale (la più democratica delle leggi elettorali esistenti) –, ci si infila invece in una delle tante vie traverse. Tortuose e accidentate. Senza sapere dove ci porterà. Magari in un vicolo cieco. Chi imbocca le vie traverse non è però un mentecatto. Sa ciò che vuole: consolidare il suo I (...) A PAG. 8 DALLA PUGLIA – Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur. Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata (Tito Livio, Storie, XXI, 7, 1). Sì, è proprio così. Non poteva esserci didascalia più azzeccata per descrivere il destino dell’ulivo raffigurato nella vignetta. E anche l’assonanza tra Sagunto e Salento è mirabilmente azzeccata. Solo che a espugnare il Salento non è Annibale Barca ma la Xylella fastidiosa. Un batterio fitopatogeno. Non si diffonde per contatto o per via aerea, ma attraverso gli insetti. Questi, detti vettori, si nutrono succhiando la linfa delle piante infette. Quando si posano, sempre per nutrirsi, su altre piante inocula... I (...) A PAG. 9 La nuova pubblicazione per i tipi di Ed Insieme - sempre all’avanguardia nella promozione della figura, dell’opera e degli scritti di don Tonino - contiene l’opera omnia degli scritti editi ed inediti composti tra il 1954 (giovane seminarista) e il 1982 anno dell’elezione episcopale. È un volume ponderoso di circa 700 pagine, curate da mons. Vito Angiuli, vescovo di UgentoSanta Maria di Leuca, e dall’editore Renato Brucoli, e testimonia il percorso di vita, umano, spirituale, affettivo, pastorale di don Tonino che, senza soluzione di continuità, proseguirà negli I (...) A PAG. 15 A Modugno la tedesca Getrag farà un nuovo stabilimento Era nato a Rionero V. Zaganellate di Zaganella Farfuglia Maschera della Puglia Puglia, arrivano 100 ml BARI – Tutto negativo? Non sempre. Almeno è quanto sta avvenendo di recente in Puglia. Uno dei colossi stranieri dell’industria metalmeccanica ha deciso di investire oltre 100 milioni di euro per la realizzazione di un nuovo stabilimento in quel di Modugno. La buona notizia giunge da parte del gruppo tedesco Getrag. Ad annunciarla l’amministratore delegato della sede di Modugno, Bob Taylor. Getrag realizzerà a Modugno, oltre che in Germania e in Cina, una nuova trasmissione a doppia frizione ad alta tecnologia: un sistema particolarmente smart, intelligente, il cui impiego consente un consumo di energia di circa 20W – inferiore a quello di una lampadina – con un’efficienza superiore del 10-20 per cento a quella di una trasmissione automatica equiparabile. Per questo lo stabilimento sarà ampliato di 8mila mq e saranno realizzati nuovi impianti di produzione. I lavori di ampliamento inizieranno nel corso di quest’anno. Addio prof. Mario Signore Basta con l’italinglese Il jus soli? Sta bene, benissimo. Ne sono tutti pieni i nostri media. Non profit? D’accordo, d’accordissimo. Tivvù, stampa, cellulari: che tedia! Il latino, da noi, è stimatissimo. Perché non c’è nessuno che rimedia? Retrocessione? No, ora è downgranding. Passi per apple, che vuol dire mela, Classifica? No, no, si dice rating. Black Panther per Pantera Nera, Controllo dei fatti? Fact checking. ma non black list per lista nera. E poi golden boy per ragazzo d’oro, Sempre di più la gente è indispettita: la nostra lingua è troppo imbastardita. jobs act per legge sul lavoro e catering servizio di ristoro. C’è chi si chiede: è viva o è dipartita. I G Il prof. Mario Signore I A PAGINA11 Calcio: serie A e B i calendari del campionato 2014/2015 I A PAG. 12 BANCA POPOLARE DI PUGLIA E BASILICAT BASILICATA Sede legale: MATERA MATERA - via Timmari, 25 Tel. 0835.332649 - Fax 0835.331334 Dir. Gen.: ALT ALTAMURA (BA) - via O. Serena, 13 Tel. 080.8710111 - Fax 080.8710714 Sedi operative: ALT ALTAMURA (BA) - via O. Serena,13 GRAVINA GRAVINA IN PUGLIA (BA) - piazza Cavour, 20 Tel. 080.3221511 - Fax 080.3256382 TARANTO (TA) - via Di Palma, 46/50 Tel. 099.4541111 - Fax 099.4541339 Ufficio Rappresentanza Presidenza Dir. Gen. BARI (BA) - via Venezia, 13 - Tel. 080.5254911 NELLE PAGINE INTERNE I INFORMAZIONI DALLA LOMBARDIA pagg. 2 – 3 – 4 I INFORMAZIONI DALLA PUGLIA dalle provincie del Salento pagg. 10 – 11 GAZZETTINO SPORTIVO pag. 12 LEX SEMPER LOQUITUR GAZZETTINO MEDICO pagg. 13 – 14 MISCELLANEA Attualità e Recensioni pagg. 5 –15 I INFORMAZIONI (CALCIO PUGLIESE) DALL’ITALIA/EUROPA pag. 6 I I INFORMAZIONI DALLA PUGLIA da Foggia e provincia pag. 7 I F ILIALE VIA DI M ILANO I INFORMAZIONI DALLA PUGLIA da Bari e provincia pagg. 8 – 9 I S ANTA ANTA M ARGHERITA ARGHERITA , 4 Tel. 02.86453958

[close]

p. 2

P AGINA 2– FEBBRAIO / APRILE ’15 D ALLA L OMBARDIA La Gazzetta della Puglia Alcune notizie per meglio comprendere il grande evento in programma a Milano Expo 2015: nutrire il pianeta energia per la vita MILANO – Expo Milano 2015 è l’Esposizione universale che l’Italia ospiterà dal 1° maggio al 31 ottobre 2015 e sarà il più grande evento mai realizzato a livello internazionale sull’alimentazione e la nutrizione. Da rilevare che i temi scelti per ogni edizione dell’Esposizione, a partire dalla sua istituzione nel 1851, sono sempre stati aderenti alle vicende storiche, alle esigenze del tempo, alle sensibilità del momento. Per sei mesi Milano diventerà una vetrina mondiale in cui i Paesi illustreranno il loro operato per un’esigenza vitale del pianeta: riuscire a garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto e nell’equilibrio dell’ecosistema. Questa grande kermesse si avvarrà di un’area espositiva di 1,1 milioni di metri quadri, sulla quale saranno presenti più di 140 Paesi e organizzazioni internazionali, con una previsione di visitatori di oltre 20 milioni che giungeranno non solo a Milano ma da lì – si spera – si recheranno a visitare i luoghi italiani più significativi ma anche quelli più nascosti e ugualmente degni di distribuzione alimentare ci siano ancora persone che soffrono la fame (circa 870 mila persone denutrite) mentre altre muoiono per disturbi legati a un’alimentazione scorretta o per troppo cibo (circa 2,8 milioni di decessi per malattie legate a obesità e sovrappeso), a fronte anche di circa 1.300 milioni di tonnellate di cibo sprecate. Si consideri anche il fatto che la sperequazione della ricchezza e del cibo necessario per vivere porta alla violenza e alla guerra. Su questi temi è tornato spesso Papa Francesco, anche in relazione ad Expo, parlando di inequità che uccide. In un’ottica di solidarietà, il superfluo di alcuni è inteso come un furto del necessario che manca a tanti. Il cibo e le bevande, allora, non sono solo merce, ma valore. Mangiare insieme, gli stessi cibi, attorno ad una tavola, è uno dei momenti umani più sentiti in quanto mette in relazione ciascuno con il proprio corpo, con i propri bisogni, con la gratuità di quanto ricevuto, dando vita a rapporti di reciprocità e di dono tra le persone. essere conosciuti. Sostanzialmente Expo Milano 2015 sarà la piattaforma per un confronto di idee e nella ricerca di soluzioni condivise sul tema dell’alimentazione al fine di promuovere, con creatività, le innovazioni per un futuro sostenibile. Inoltre questo grande evento consentirà a tutti di conoscere e assaporare le migliori specialità alimentari e scoprire le eccellenze della tradizione gastronomica di ogni Paese. Caratteristica particolare dell’evento sarà che nella città di Milano e nel sito di Rho-Fiera si svolgeranno per sei mesi (senza contare il lungo periodo di preparazione) e a ritmo continuo e- venti artistici e musicali, convegni, mostre, spettacoli, laboratori creativi. Saremo lieti di comprendere i nuovi modelli di sviluppo che saranno illustrati e proposti per contribuire a salvaguardare e al contempo a nutrire il nostro pianeta, del quale da tempo stiamo consumando le risorse senza che la natura abbia il tempo di rigenerarle. Le tecniche di coltivazione, l’allevamento e la trasformazione degli alimenti sono alcuni dei focus su cui si concentra la riflessione che ruota intorno a Expo 2015, aspetti che contribuiscono a plasmare la forma del territorio e che portano all’attenzione globale il tema del paesaggio rurale, inteso quale patrimonio culturale dell’umanità di cui oggi sembra essersi perso il valore e dimenticata la funzione umana e formativa esercitata per secoli. Sicuramente verranno individuati stili di vita personali impostati su sobrietà e riscoperta della gratuità, che – se utilmente esercitati – porteranno davvero un nuovo modo di intendere le ricchezze del creato, la loro fruibilità da parte di tutti, il rispetto dei cicli naturali, la considerazione della globalizzazione delle risorse e la loro condivisione e conoscenza da parte di tutto il pianeta. Pesa il fatto che nell’ambito della AGOSTINO PICICCO Presentati il 29 aprile da “Phain Promoter” alla Società Umanitaria di Milano I filmati di “Martina Gourmet” ... Il cinema gustoso” vergine nostrano. La Puglia non vanta soltanto il pane di Laterza, fatto con semola di grano duro, acqua sale e lievito, noto e richiesto dappertutto, oltre che bello a vedersi; o quello di Altamura, che come il primo può avere dimensioni…monumentali. Assaggiando, l’uno o l’altro, con una guarnizione di pecorino pugliese, non si resiste alla voglia di ripetere. E non è, la Puglia, neppure soltanto la terra del fiordilatte, della burrata, del cacioricotta o degli appetitosi “ghjummirieddi”. Oltre al sole, alla bellezza del paesaggio, alle case a cappuccio della campagna di Martina, e al mare, dove c’è, questo angolo benedetto offre preziosi prodotti della terra e delle stalle, che danno vita ad architetture culinarie eccezionali. Colori e sapori, tipici, genuini. La sera, soprattutto il sabato e la domenica, è interminabile la fila di auto dirette alla città del Festival, che profuma di fegatini o di salsiccia a punta di coltello dell’Alta Murgia. Prelibatezze che avrebbero fatto gola anche a personaggi dal palato fine come Balzac e Zola; e tra i più recenti Gianni Brera, Giovannino Guareschi, Riccardo Bacchelli, Paolo Monelli e chissà chi altro. A “Martina Gourmet...Il cinema gustoso”, la manifestazione che, presentata da Phain Promoter, si è svolta il 29 aprile dalle 10.30 alle 22.30 alla Società Umanitaria di Milano, fondata nel 1892 da Prospero Moisè Loira nell’ex Convento di Santa Maria della Pace, sono stati esposti molti dei nostri campioni. E se n’è parlato diffusamente, anche con l’ausilio di filmati realizzati da Giuseppe Caramia, ideatore e organizzatore dell’iniziativa. Sono state mostrate le immagini dei forni a legna; delle fasi produttive dei vari tesori enogastronomici che vantiamo, dotati dei marchi dei Presidi Slow Food, Dop, Igp, Doc… Proiezioni interessantissime, che decantavano i territori, gli animali al pascolo, il percorso del vino dalla vigna alla mensa, uliveti, campi di grano, distese di legumi e ortaggi. “Tòtta cime jè ‘a catalogne”, urlavano in piazza i verdumai, senza far torto ai lampascioni, o cipollotti col fiocco, a “le puperùsse” e a “le diavulìcchie asquànde” , che, integri o sfarinati, in una sagra a loro dedicata a Crispiano vengono cosparsi anche sulle friselle e addirittura sul gelato per i più devoti della spezie. Un’occasione, “Martina Gourmet”, davvero importante, anche perché ha fornito ai numerosi visitatori ogni tipo di risposta, esauriente, competente. Oggi la gente è più attenta e più smaliziata; e ha più voglia di approfondire o allargare il proprio sapere soprattutto nel settore dell’alimentazione, anche per poter schivare le insidie che i soliti furbi dispongono compromettendo la nostra salute. La massaia, tra l’altro virtuosa dei fornelli, vuole tenersi informata sulla natura degli oli, del pane, della pasta, dei lattici... E lo scopo della manifestazione era divulgativo, didattico, educativo, in un contesto elevato come l’Expo 2015. Tra un filmato e l’altro si sono ammirati il decantato capocollo di Martina Franca, “ottenuto dalla lavorazione della porzione superiore del collo del maiale, nato, allevato, macellato in Italia, (Presidio Slow Food)”; caciocavalli e scamorze, la ricotta marzotica leccese e pomodori d’inverno scenograficamente appesi a grappoli ai soffitti dei fruttivendoli; pomodori regina di Torre Canne, il pallone di Gravina; il pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto¸ il cece nero della Murgia Carsica; la cipolla rossa di Acquaviva delle Fonti; le fave di Carpino, il pezzente della montagna di Matera; olio extravergine d’oliva, conserve sottolio essiccate al sole; il biscotto cegliese, il Primitivo di Manduria doc. Queste e altre eccellenze, con relativi assaggi, seguiti o preceduti dai ritratti di alcuni talenti che operano in questa miniera “en plein aire”, che è la Puglia. Maggiori chiarimenti sui vari prodotti, sulle loro origini, la loro storia, le loro qualità organolettiche sono venuti dalle relazioni della dottoressa Rosa Alba Petrelli, del Gruppo Umanersimo deella Pietra, e dal professor Francesco Lenoci, martinese autentico, docente all’Università Cattolica e ambasciatore dei valori della Puglia a Milano, e non solo. “Martina Gourmet” ha avuto il patrocinio dello stesso Gruppo Umanesimo della Pietra, guidato da Nico Blasi; dell’Associazione Regionale Pugliesi, (di cui Lenoci è vicepresidente); del Comune di Martina e della Fondazione Paolo Grassi (dottor Rino Carrieri). Questa giornata pugliese a Milano – dice Giuseppe Caramia – sposa tradizione e cultura. F. PRE. MILANO – Quando un milanese va a pranzo o a cena da un pugliese si aspetta un bel piatto di orecchiette alle cime di rapa. Magari con un pizzico di peperoncino: non si contano i patititi dell’habanero. Capita che l’invito venga accolto con la richiesta del piatto preferito: le “chiangarèdde” da tempo sono celebrate nel mondo. Se al loro posto l’ospite si vede fumare davanti una “tiella” di riso, patate e coz- ze, con la quale può non avere familiarità, per convenienza non arriccia il naso; ma alla prima forchettata, che delizia! Una delle tante del paradiso di Puglia. Ne siamo orgogliosi, e amiamo farle apprezzare. Pochi hanno idea della gioia con cui per i forestieri prepariamo, per esempio, il coniglio alla Valle d’Itria o i cordoncelli con soffritto d’agnello o la minestra dei trappetari insaporita con olio d’oliva extra-

[close]

p. 3

La Gazzetta della Puglia MILANO – Nella Sala Alessi di Palazzo Marino, il 7 maggio alle ore 10, si parlerà di Guido Lenoci, il geniale gallerista, che nel suo spazio di via Brera ospitò tutti i nomi più rappresentativi dell’arte d’avanguardia non solo italiana. Amico di scrittori eminenti, come Dino Buzzati; di critici consacrati; di poeti come Raffaele Carrieri e Giuseppe Ungaretti (in una bella foto passeggiano sottobraccio in Galleria); di Pierre Restany, teorico del Nouveau Rèalisme, conosciuto nel ’53; di Jean Fautrier, immortalato con lui in uno scatto; e di tanti altri personaggi, tra cui Figini, Pollini, Terragni... Guido Lenoci scoprì anche nuovi talenti, lanciandoli nell’ambito europeo. Personaggio noto in Italia e all’estero, autorevole e prestigioso, amato da molti. Un martinese doc, e anche un protagonista della vita culturale milanese, tanto da essere considerato tra quelli che hanno contribuito a far grande la metropoli lombarda. Il critico Lucio Carluccio lo definì “il mercante dell’insolito”, che attraversava sentieri da altri evitati e affrontava con coraggio e determinazione imprese non facili. Tenace, battagliero, ma disponibile, generoso, arrivò a Milano il 19 marzo del ’25; e a poco a poco, tra un sacrificio e l’altro, tra ostacoli da superare, realizzò tutti i suoi progetti. Nella Galleria Borromini, che aveva aperto a Como (poi chiusa per volere del regime, che non gradiva l’arte che Lenoci proponeva) mise insieme Picasso, Utrillo…; ma la collettiva venne sfoltita per disposizione della Prefettura lariana, e Lenoci dovette staccare dalla parete autori come Modigliani e altri. Il 17 dicembre del ’54 inaugurò l’”Apollinaire” con una mostra di opere di Modigliani, Morandi, De Chirico, Savinio…; e cominciò a guardare a Parigi, che considerava l’altare dell’arte. Fu il primo ad esporre Fautrier in Italia, urlando a tutti il valore dell’artista. Con Restany, il 16 aprile ’60, organizzò la prima mostra mondiale del Nouveau Rèalisme dando alle stampe un testo trasformato in manifesto del movimento. Nel ’70 con alcuni editori e altri galleristi realizzò tre giorni di manife- D ALLA L OMBARDIA Il 7 maggio verranno ricordati nella Sala Alessi di Palazzo Marino FEBBRAIO / APRILE ’15 – P AGINA 3 I grandi martinesi di Milano stazioni rimaste famose, con spettacoli e mostre in cui schierò Christo Javaceff, Arman, Rotella, Cèsar, Dufrène, Tinguely... un tripudio che richiamò almeno 8 mila persone nel centro di Milano. Con Restany ispirò rassegne e manifestazioni importantissime allestite dal Comune alla Rotonda della Besana. Incoraggiò Christo Javaceff, che in Australia aveva impacchettato una rada, a ripetersi con i monumenti di Milano, e il Duomo, facendo esplodere un coro di polemiche, dalle quali non si astenne Marco Valsecchi, il critico del quotidiano “Il Giorno”. Allora Javaceff “rivestì” Vittorio Emanuele a cavallo di fronte al tempio, ma dopo 48 ore dovette liberarlo da teli e corde, sommerso dalle proteste degli ex combattenti. Figlio di uno dei più virtuosi scalpellini di Martina Franca, a Milano Guido Lenoci s’impose anche in veste di editore. Preziosi i suoi tomi su Eugenio Montale e Salvatore Quasimodo; i libri su Apollinaire e su Martina Franca, scritto da Cesare Brandi, senese fondatore, nel ’39, dell’Istituto Centrale del Restauro. Guido Lenoci ha lasciato un segno indelebile. A Brera dovrebbero intestargli una via. Ancora oggi c’è chi, passando davanti allo stabile che ospitò le sue famosissime sale, pensa ai fermenti delle nuove correnti che vi trovarono alloggio. E ricorda il necrologio pubblicato da Dino Buzzati su Il Corriere d’Informazione, quando l’”Apollinaire” spense definitivamente le luci. Conservo gelosamente un libricino dalla copertina rossa: “Le livre rouge de la Rèvolution Picturale”, di Pierre Restany, edizioni Apollinaire – Milano. In uno spazio bianco un pensiero di Lenoci: “I nemici di Restany sono anche i miei nemici: li abbiamo sempre avuti contro sul cammino della rivoluzione pittorica. Abbiamo vinto lo stesso. Viva Restany”. E la data: Milano 1° Maggio 1968. Me lo regalò il 20 giugno ’69 con la dedica: “A Franco Presicci con amicizia e gratitudine dal suo Le Noci”. Il cognome tagliato in due per un risenti- mento provocato da incomprensioni con la sua città. Nella Sala Alessi, con Guido Lenoci, verrà ricordato anche Paolo Grassi, che con Giorgio Strehler fiondò nel ’47 il Piccolo Teatro, dirigendolo per 25 anni; fu sovrintendente della Scala dal ’72 al ’77, e della Rai dal ’77 all’80. Profonda cultura umanistica, “democratico a misura europea…aveva mutuato dall’ambiente milanese la larghezza di vedute, il senso dell’organizzazione, la laboriosità, il timbro europeo dell’esistere e dell’operare…” (Michele Pizzigallo). Carattere vigoroso, tenace nella realizzazione dei suoi propositi, signorile nei modi, era figlio di un martinese e legatissimo alla città dei trulli e psicopompo del Festival della Valle d’Itria. Nato a Milano il 30 ottobre del ’19, morì a Londra il 14 marzo 1981 durante un intervento al cuore. Nel ’79 era stato nominato “Patriae Decus” di Martina, che gli deve tanto. Nella stessa cerimonia verrà delineata anche la figura di Giacomo Giacobelli (a dx nella foto con Franco Punzi), che fu segretario generale al Comune di Martina Franca , dove spostò la sede dell’Amministrazione comunale dalla Società Artigiana a Palazzo Ducale, passando poi a Bari, dove il suo nome troneggia su una targa stradale, e a Milano, dove ricoprì lo stesso incarico fino all’aprile del ’45. Toccherà ad un altro Lenoci, Francesco, docente alla Cattolica di Milano e vicepresidente dell’Associazione Regionale Pugliesi, oltre che divulgatore entusiasta dei valori della nostra terra, ripercorrere la vita e l’attività di questi indimenticabili personaggi martinesi ricchi d’ingegno. Francesco Lenoci relazionerà anche su “Martina Franca e Milano: moda, cultura, Expo 2015”, avendo al suo fianco Ada Lucia De Cesaris, vicesindaco di Milano; Elio Michele Greco, presidente della Fondazione Nuove Proposte di Martina Franca; Giuseppe Mele, direttore generale del Comune di Taranto; Mariangela Zaccaria, vicesegretario generale vicario del Comune di Milano; la giornalista Evelina Romanelli e gli esponenti di varie biblioteche. FRANCO PRESICCI MILANO – Basso, sottile, sopracciglia folte e nere, pantaloni e giacca scura, una bombetta o un cilindro sul capo, espressione severa e intelligente, il rigattiere di Brera era un monumento. Si chiamava Michele Lamantea (nella foto). Era nato a Trinitapoli, amena cittadina un tempo denominata Casale de Palia, il 23 gennaio del ’26. Lasciò la sua postazione di fronte all’Accademia la sera del 19 gennaio 2003 per andare a ritirare una piccola vincita al lotto, gioco di cui era appassionato, prima di rientrare a casa e non tornò più. Appena uscito dalla ricevitoria di via San Marco, venne investito da un’auto e morì venne portato in ospedale, dove morì dopo venti giorni di degenza. Furono i nipoti Domenico e Giuseppe a riportare il suo carretto nello stabile di corso Como 9, dove un abbaino di sua proprietà faceva a Michele da casa, magazzino, rifugio. I commercianti della zona si meravigliarono nel vedere quei due Pugliese di Trinitapoli era diventato un simbolo dell’Accademia Michele Lamantea il rigattiere di via Brera uomini, uno ristoratore e l’altro ispettore di polizia, spingere il veicolo e chiesero spiegazioni (“Che ci fate con il triciclo di Michele?”). La risposta li raggelò. “Che fatica!” – commentò poi Domenico anche per mascherare la commozione – mentre lo zio pedalava agevolmente. Lo teneva nel cortile, quel trabiccolo, senza timore che potessero rubargli la roba. Nessuno avrebbe mai osato fare un torto a Michele. A Brera era empre puntuale. Alle 10 del mattino, scaricati quadri, cornici, lampade stile Liberty, un giradischi a tromba, libri usati e persino un busto di Mussolini ... si sedeva, gambe a cavalcioni, sguardo fiero, a volte braccia conserte, e aspettava pazientemente il Michele rimase al suo posto. Era generoso, mi disse Domenico. Anche con la famiglia aveva pochi rapporti, ma ospitava tutti. E in quell’angolo di via Fiori Chiari, che lo ha visto presente per 50 anni, era taciturno, riservato, ma gentile. E grande osservatore. Chissà quante volte ha visto passare l’autorevole critico e storico musicale Giulio Confalonieri in compagnia dei “clochard” (da leggere il suo libro “Barboni a Milano”, ormai raro) e il baritono Giuseppe Zecchillo, reduce da una delle sue proteste dal loggione della Scala. Zecchillo, simpaticamente definito, negli anni 70, sindaco di Brera, stimava moltissimo Michele, tanto che ai suoi funerali, affollatissimi, nella chiesa di San Marco fece suonare l’Ave Maria da un violinista di livello internazionale, che si esibiva nel Tempio della lirica. Brera piange ancora il suo rigattiere. Lo piangono commercianti, studenti, abitanti, l’edicolante, i camerieri dei bar. Dicono: Qualcuno dice: “Ci manca da morire”. “Bisognerebbe istituire un premio e intitolarlo a lui”, propose un giorno un tale (pare uno scrittore), trovando subito d’accordo Zecchillo, studio nella stessa via, pieno di quadri fatti da lui LA TUA VOCE 24 ORE SU 24 FM 91,950 RADIO MENEGHINA quotidiano radiofonico www.radiomeneghina.it indipendente di informazione cultura economia e varietà fondato e diretto da e-mail: segreteria@radiomeneghina.it Tullio Barbato. via fax e telefonica: 02-48518913 cliente. Era schivo, di poche parole. Parlava spesso con gli occhi e non diceva a nessuno il suo cognome. Tuttavia, tutti gli volevano bene. Un giorno un vigile urbano gli si avvicinò ordinandogli di mostrare il permesso. Michele non ce l’aveva e fu invitato a sloggiare. Un bel po’ di si assieparono attorno all’esposizione, prendendo le difese del rigattiere. Qualcuno alzò la voce: “Mandare via Michele significherebbe smantellare un simbolo di Brera, che già se ne sta andando pezzo per pezzo”. Il vigile si arrese e con la pasta (maccheroni, spaghetti, bucatini, tagliatelle…), che qua e là hanno addirittura atmosfere cosmiche, spruzzate di vernice color oro. “Stava per compiere 77 anni”, ricorda un altro, che non abita più a Brera da qualche anno, ma lo spinge qui la nostalgia. “Ci sono nato, ho visto tanti negozi scomparire, Brera ha cambiato faccia…” Michele Lamantea veniva da una famiglia povera. Il papà, Ruggero, faceva i pozzi artesiani. Lui aveva cominciato a maneggiare la zappa, ma voleva fare altro. E aveva preso il treno per Milano. All’età di 25 anni. A quel tempo in città c’erano ancora le pedane dalle quali i “ghisa” disciplinavano il traffico. Lui non capì un segnale e venne multato. Non fu dunque confortante il suo impatto con la città, che imparò a conoscere bene. Due anni prima dell’incidente il suo ritratto, di Federica Berner, era apparso nel libro “Gente di Brera” , assieme a quelli, della stessa artista, di Lucia- no Minguzzi, Ernesto Treccani, Ibrahim Kodra, Roberto Sanesi, Enrico Baj, Guido Vergani, Andrèe Ruth Shammah, Lalla Romano…Una regista tedesca, Isaberl, che lo aveva incontrato rimanendone subito incantata, ha espresso l’intenzione di fare un film su Michele. Ogni volta che tornava nella nostra città andava a trovarlo, all’angolo di via Fiori Chiari; e durante il suo soggiorno in corsia gli è stata vicina. Adesso, quel simbolo di Brera non c’è più. Il suo posto è rimasto vuoto. A volte proprio nel punto in cui Michele era solito sedersi si trova un fiore. Ma nessuno mai ha visto chi lo depone. Che tristezza attraversare quell’angolo, a due passi dal Giamaica, e non vedere più quel personaggio immobile come una statua, la tuba in testa e d’inverno una lunga sciarpa grigia attorcigliata al collo, accomodato su una vecchia sedia in vendita. F. P. LA TUA VOCE 24 ORE SU 24 FM 91,950 RADIO MENEGHNA quotidiano radiofonico indipendente di informazione cultura economia e varietà fondato e diretto da e-mail: segreteria@radiomeneghina.it Tullio Barbato. via fax e telefonica: 02-48518913 www.radiomeneghina.it

[close]

p. 4

P AGINA 4– FEBBRAIO / APRILE ’15 D ALLA L OMBARDIA La Gazzetta della Puglia Expo 2015, un’occasione più unica che rara da non perdere IL VOLUME SARÀ PRESENTA PRESENTATO LUNEDÌ 4 MAGGIO Gli occhi del mondo puntati su Milano MILANO – Dal 1° maggio al 31 ottobre 2015 la città ambrosiana ospita l’Esposizione Universale. Il tema attorno al quale si sviluppa la manifestazione è “Nutrire il Pianeta, Energia per la vita”. I paesi partecipanti all’evento sono 148. L’appuntamento globale di Expo 2015 è un’occasione utile e irripetibile. Il mondo avrà gli occhi puntati su Expo. L’evento è un grande momento di comunicazione ma soprattutto una grossa opportunità economica. Dal Mondo all’Europa, dall’Europa all’Italia e dall’Italia a Milano, la “zoomata” Expo 2015 potrà dare dunque molte, moltissime cose. In tale ottica il panorama del turismo milanese, italiano, europeo ed internazionale deve essere pronto a saper accogliere questa irripetibile opportunità. Un’opportunità innanzitutto economica che, nel nostro paese è in special modo per la città meneghina, favorirà la crescita di partnership internazionali, new business, infrastrutture e, soprattutto, lavoro. Dei 20 milioni di visitatori attesi dal 1° maggio al 31 ottobre 2015 circa un terzo sarà composto da stranieri. Nel suo complesso il flusso turistico genererà benefici per l’intero sistema turistico italiano. Raccogliere l’offerta disponibile sul territorio per promuovere il turismo presso i grandi tour operator mondiali, a partire da quello milanese e lombardo fino a coinvolgere tutto il Paese (anche verso mete meno conosciute) sarà perciò un traguardo decisivo. Traguardo da raggiungere e, possibilmente mantenere. Solo facendo in modo che le grandi opportunità offerte dall’Expo vengano colte in pieno l’Italia potrà tornare a crescere e a svilupparsi. Per il pubblico straniero, l’Expo sarà uno “show”: ennesima nuova occasio- «L’olio artigianale e gli artigiani del cibo» MILANO – L’avvento, nel mondo della produzione alimentare, del frantoio oleario artigiano e, sul mercato, dell’olio artigianale, costituisce certamente un elemento di chiarezza e di trasparenza a favore del consumatore, ma potrebbe determinare anche una rivoluzione in un comparto agroalimentare rimasto indietro e non più adeguato ai tempi, superato nei processi e nella legislazione, nella formazione e nella comunicazione. L’aver affermato che esiste un olio dalle olive, tracciato e certificato per la sua qualità, regolato per il suo processo di lavorazione, che pone una lunga esperienza al servizio della tecnologia moderna, ha cambiato il senso e il ruolo del mastro oleario, una figura relegata fin qui alle “macchine” per fare l’olio. Se il valore della sua professionalità viene riconosciuto, perché in grado di trasferire cultura e storia, knowhow tecnico e tecnologico, valore aggiunto al prodotto “che fa”, allora siamo di fronte ad una nuova figura professionale: in grado di garantire il valore economico e l’alto livello di qualità del prodotto, che ne fa un cibo buono, sano, nutriente e necessario alla salute del consumatore; in grado di offrirgli una varietà di sapori e di gusti, resa possibile dalla biodiversità territoriale e olivicola. Una novità imprenditoriale e professionale che si rende necessaria proprio nel momento in cui si manifesta nel nostro Paese una grave crisi della produzione olearia, che mette in evidenza una fragilità strutturale del sistema produttivo e costringe tutti i soggetti della filiera a compiere una profonda autocritica e una riflessione sul futuro dell’olio italiano. Su questi temi l’Aifo, Associazione italiana frantoiani oleari, ha promosso la pubblicazione di due volumi “Il valore dell’olio” (Agra Editore). Il primo volume, di Mario Pacelli e Giampaolo Sodano, affronta il tema “L’olio artigianale e gli artigiani del cibo” con contributi di Tiziana Sarnari, Fabrizia Cusani, Fabrizio Mangoni, Maurizio Pescari, Giuseppe Barbera, Alfonso Iaccarino, Colomba Mongiello. Il secondo volume, “Il manifesto dell’olio artigianale”, raccoglie i contributi di Piero Gonnelli, Riccardo Gucci, Guido Stecchi, Maurizio Servili, Lamberto Baccioni, Raffaele Sacchi, Vittoria Brancaccio, Sara Farnetti, David Granieri, Stefano Caroli, Andrea Giomo, Mauro Loy, Carmine Laurenzano, Matteo Pennacchia, Gigi Mozzi. I due volumi saranno presentati a Milano, nel corso di Tuttofood, lunedì 4 maggio, presso il padiglione 6, stand Unaprol, alle ore 15,00. Interveranno: Alberto Grimelli, direttore di Teatro Naturale; Francesco Lenoci, docente dell’università cattolica del Sacro Cuore di Milano; Filippo Falugiani, presidente dell’Associazione internazionale ristoranti dell’olio; Alessandra Moneti, responsabile del canale Terra&Gusto dell’Ansa. A seguire, alle ore 16,30, sarà consegnato il premio “Leone d’oro” dei mastri oleari ai vincitori dell’edizione 2015. I ne di viaggio e scoperta. Per l’Italia sarà un’occasione decisiva. Expo è lì per ricordarci che dobbiamo vincere la tentazione di restare afoni, inerti di fronte alle grandi questioni del nostro tempo sull’economia, sul lavoro, sulla politica, sull’organizzazione mondiale degli scambi e delle risorse, sulle strade da trovare per uscire da questa crisi socio-economica. In attesa di comprendere come nutrire meglio il nostro Pianeta, al nostro Paese resta da capire come presidiare, in questi sei mesi, la scena da vero protagonista. In virtù del suo glorioso passato, per dare più risorse al suo difficile presente e per intravedere e progettare un grande futuro. Il tema guida dell’Expo è senza dubbio la sua migliore promessa, ma sotto l’aspetto alimentare va sottolineato che il tutto si gioca attorno al concetto di sostenibilità, perché le risorse non sono infinite ed è indispensabile saperle usare con accortezza. Nutrire tutti nel rispetto delle risorse del Pianeta: questa è la sfida. CONCETTA QUARANTA Promosso dall’Arp lo spettacolo teatrale è andato in scena il 10 marzo Gli aumenti senza fine interessano soprattutto capoluoghi come Milano «Dalla terra alla vita» Allarme tasse sulla casa MILANO – “Mala res, spes multo asperior” (Triste la presente condizione, peggiore l’aspettazione del futuro). Il vecchio detto latino calza perfettamente per i proprietari degli immobili. Hanno cambiato nome, ma soprattutto sono più che raddoppiate. Sono le tasse sulla casa cresciute del 115 per cento in solo quattro anni: saltando da Ici a Imu e poi con Tasi e Tari gli italiani sono passati dal pagare 14,8 miliardi di euro nel 2011 a 31,88 miliardi nel 2014. E per il 2015 il conto non scenderà. I numeri li ha forniti il 25 febbraio u.s la Confcommercio lanciando un nuovo allarme sul fisco locale che costa ormai 4.200 euro l’anno a famiglia e in vent’anni ha più che raddoppiato il suo peso in rapporto al Pil, passando dal 2,9 per cento del 1995 al 6,5 del 2014. Da ciò emerge che sul mattone si è pagato e si continua a pagare tanto. Con livelli di gettito che si attestano a quelli del 2012, l’annus horribilis dell’Imu del governo Monti. Se la prima stangata di questo tributo aveva fatto incassare 23,82 miliardi al Fisco, l’anno scorso l’effetto cambiamento con la Tasi ha fatto sborsare ai contribuenti 23,88 miliardi. Sostanzialmente il livello è rimasto invariato. I proprietari di prima casa hanno pagato 204,00 euro nel MILANO – Allo Spazio Oberdan di Milano (il10 marzo), è andato in scena lo spettacolo teatrale “Dalla terra la vita”. La rappresentazione è stata allestita dalla compagnia “Ora in Scena” e promossa dalle associazioni Arp di Milano (sodalizio regionale pugliesi) e Aoc (associazione culturale orizzonte), con il patrocinio della città metropolitana di Milano, “Expo in Città ed Expo Milano 2015 padiglione Italia”. L’opera teatrale ha sviluppato sul piano storico, letterario e dell’attualità progettuale di ritorno alla terra i temi presenti in Expo 2015: “Nutrire il pianeta, Energia per la vita”. Lungo il percorso rappresentativo sono intervenuti come testimoni dialoganti personaggi del mondo antico (Virgilio, Seneca); poeti, scrittori e cineasti (Attilio Bertolucci, Cesare Pavese, Pier Paolo Pasolini, Ermanno Olmi); scienziati (Vandana, Shiva); capi di stato e di associazioni (Capriolo Zoppo, José Mujica, Carlo Petrini); donne che hanno ripreso ad occuparsi di agricoltura in varie parti del mondo (Rkia, Bahati Muriga, Carmen Caranqui); religiosi (don Tonino Bello). Preoccupati per le condizioni del nostro pianeta, questi personaggi hanno indicato (con piglio risoluto) la via di salvezza nella necessità di invertire la tendenza e di ritornare ad un’agricoltura rispettosa dell’ambiente naturale, facendo nuove scelte di vita e riconsiderando nel contempo il ruolo delle donne, come sta avvenendo in Marocco, Tanzania ed Ecuador. In comunione alle riflessioni sono comparse immagini e video, intessuti di musiche e di canzoni dei cantastorie: Armando Pisanello e Carretera Sur, con il montaggio audio-video di Ornella Bongiorni, per la regia dello stesso autore Paolo Rausa. Gli interpreti, tutti bravi, non sono attori professionisti, ma cittadini sensibili alle condizioni del pianeta. Li ricordiamo: Arman- do Pisanello, Sergio Nigretti, Marilena Verri, Giancandido Defendi, Massimo Loiacono, Ornella Bongiorni, Giuseppe Selvaggi, Paolo Rausa, Agostino Picicco, Angela Campi, Paola Matesi, Mariantonietta Nava, Francesco Lenoci (tutti nella foto a centro pagina). In conclusione si può affermare che lo spettatore è stato invitato a compiere un viaggio di consapevolezza sulle condizioni della terra, spossata nel corso dei secoli dalle attività umane inquinanti, e sui bisogni dell’umanità, ipertrofica e derelitta, alla continua ricerca di soddisfacimento dei diritti all’istruzione, all’alimentazione naturale per tutti e alla salute. In coda allo spettacolo (al termine) un buffè ha deliziato i palati di tutta la platea con le prelibatezze enogastronomiche salentine del “Panificio biscottificio Luigi Rosafio” di Taurisano e de “La dispensa di Caroli” di Caroli Hotels. 2014 contro i 227,00 euro nel 2012. In tale ottica il rischio di ulteriori stangate è sempre dietro l’angolo per i cittadini del Belpaese (soprattutto per quanto è avvenuto a Milano). È opportuno invece che la politica del “fare” abbassi le tasse e la spesa pubblica, altrimenti la ripresa economica del nostro Paese sarà sempre più in salita. Meditate gente, meditate! GAETANO CARPENTIERI Direzione e Redazioni 20148 - Milano, via Saverio Altamura n. 11 telefono e fax 02/36.51.30.48 70121 - Bari, via Prospero Petroni n. 5 telefono e fax 080/52.44.392 Direttore responsabile Domenico Tedeschi Responsabile redazione Puglia Milly Chiusolo Stampa Tip. Mil. srl, via Monferrato n. 9/11 - 20094 Corsico-MI Tutti i diritti sono riservati. Manoscritti, foto, diapositive, disegni e altro materiale anche se non pubblicati non saranno restituiti. Le redazioni non sono responsabili delle opinioni espresse dagli autori degli articoli pubblicati. Attivita editoriale non commerciale ai sensi dell’art. 4 dpr 26 ottobre 1972 n. 633 e successive modifiche. Gli avvisi pubblicitari sono omaggio della direzione a ditte ed enti che offrono un contributo per il sodalizio: ordinario 30 euro sostenitore 50 euro e benemerito 300 euro. C/c Banca Popolare di Puglia e Basilicata filiale di Milano n.150-532/6 - Abi 5385-0 * Cab 01600 * Bic BPDMIT3B intestato all’Unione Editoriale. I

[close]

p. 5

La Gazzetta della Puglia M ISCELLANEA FEBBRAIO / APRILE ’15 – P AGINA 5 Presentato il suo ultimo libro nella sala incontri dell’Ordine nazionale giornalisti PER I PELLEGRINI Antonio Belpiede, un frate col vizio del giornalismo terra, pubblicazione edita dalle “Edizioni Voce di Padre Pio”, che raccoglie gli scritti giornalistici di Frate Antonio degli ultimi anni. A fare gli onori di casa il presidente del consiglio nazionale dell’Ordine giornalisti, Enzo Iacopino; a moderare gli interventi Ezio Ercole, promotore dell’incontro, vicepresidente dell’Ordine giornalisti del Piemonte, torinese ma ormai pugliese d’adozione per i frequenti e amichevoli rapporti con la comunità pugliese residente a Torino. Tra i partecipanti all’appuntamento romano non poteva mancare Gianni Dimopoli, dirigente di «Casa Puglia» a Torino e membro del Consiglio generale dei Pugliesi del Mondo della regione Puglia, presente per l’occasione come membro del comitato esecutivo dell’Ordine nazionale dei giornalisti. I numerosi presenti hanno potuto ascoltare, tra gli altri, le testimonianze di stima ed amicizia di Marcello Veneziani, noto giornalista e saggista. Se il lettore si aspetta di leggere cronache e commenti sulla stringente at- Nuove mappe vie Francigene del Sud ROMA – Il 19 marzo, (giorno di san Giuseppe) l’assemblea generale dell’Associazione europea delle vie Francigene (AevF) in quel di Roma ha approvato la nuova mappa per la via dei pellegrini: la Francigena verso Sud. Una riunione di portata storica. Gli oltre cento soci, fra Regioni ed Enti locali, che da vent’anni sostengono il grande itinerario culturale, itinerario quest’ultimo che da Canterbury giunge a Roma, hanno approvato la proposta di proseguire verso le mete della Puglia, del Mediterraneo e di Gerusalemme. La unanime decisione è stata poi oggetto di commento da parte dell’assessore della regione Puglia al Mediterraneo, cultura e turismo, Silvia Godelli, che ha tra l’altro sottolineato: «La Puglia come meta turistica, ma anche come crocevia delle culture e dei popoli, così come è accaduto nei secoli passati e come accadrà ancora, realizzerà anche in questo caso una magica coniugazione tra tradizione storica e modernità». I ROMA – Molti dei nostri lettori conoscono già per altri motivi Frate Fuoco, al secolo fra’ Antonio Belpiede da Cerignola, ma pochi sanno che dall’anno 2000 è iscritto nell’albo professionale (elenco pubblicisti) dell’Ordine dei giornalisti. In questa sua veste vanta collaborazioni con diverse testate nazionali, oltre ad essere responsabile dell’ Amico del Terziario, la notissima pubblicazione dei Frati Cappuccini, di cui Frate Antonio è procuratore generale. Al giornalista, quindi, è stato come giocare in casa quando lo scorso 21 aprile le porte della sede nazionale in Roma dell’Ordine dei giornalisti, appunto, si sono aperte per accogliere un momento di presentazione del libro La ferita e la Parola – scritti tra il costato di Cristo e i solchi della tualità, resterà sorpreso nell’incontrare nelle pagine del libro il comunicatore appassionato e coinvolgente che molti hanno avuto modo di conoscere dal vivo. L’attualità offre solo lo spunto: testimone del suo tempo e con la mente e il cuore proiettati nei quattro angoli del pianeta, Frate Fuoco non perde occasione di rivendicare con orgoglio le sue origini pugliesi e la sua tradizione cerignolana che i suoi genitori gli hanno trasmesso come più viva e gradita eredità. Non sono mancate puntate polemiche che Frate Antonio non ha voluto risparmiare verso alcuni interpreti dell’attualità politica, ma tutto l’incontro ha avuto un andamento decisamente di alto profilo, tra esegesi biblica e simbologia cristiana. Soddisfazione è stata espressa da tutto il tavolo dei relatori, anche per salutare la felice coincidenza che ha fatto registrare, nella stessa giornata, che tra l’altro commemora i natali di Roma, la definizione dell’acquisto di una palazzina che tra qualche mese sarà la nuova sede dell’ordine nazionale. È ovvio che frate Fuoco si è immediatamente offerto a benedire i nuovi uffici, appena disponibili, utilizzando tutta l’arguta ironia che lo contraddistingue per smorzare sul nascere eventuali polemiche dovessero arrivare dalla pattuglia di consiglieri nazionali con diversa sensibilità verso tali ritualità. I G Nella foto da sx: Frate Fuoco al secolo Antonio Belpiede, Ezio Ercole vicepresidente Ordine giornalisti del Piemonte, Enzo Iacopino presidente Ordine nazionale giornalisti, Marcello Veneziani giornalista e saggista DALLA PUGLIA – È in atto un autentico assalto ai fondali del Mar Ionio. A determinarlo, la spasmodica ricerca di giacimenti petroliferi fra il Capo di Leuca e il Golfo di Taranto. D’incomparabile bellezza L’area interessata è d’incomparabile bellezza naturalistica e paesaggistica. Di forte attrazione per il turismo. È al centro del Mediterraneo. Ricca di umanità accogliente e inclusiva. Custodisce, come in uno scrigno, pregevoli ecosistemi marini, nelle cui profondità spicca il rinvenimento del corallo bianco, manifestatosi di recente. Nel “mare nostrum” si credeva estinto da almeno quindicimila anni: rispunta sorprendentemente dai fondali di Leuca. Al largo, la fauna ittica annovera i grandi cetacei. Offre incoraggianti indici d’incremento del pescato. L’entroterra segnala la produzione agricola legata all’enogastronomia d’eccellenza. Le fonti energetiche rinno- Inquietanti richieste di esplorazione off-shore per la ricerca di petrolio nello Ionio Mare vostrum o monstrum!? vabili, eoliche e fotovoltaiche, fugano l’insidia dei rigassificatori e del nucleare. Il National Geographic classifica oggi la Puglia fra le più belle regioni al mondo. E il Salento ne è la perla. Cosa accadrà Questo contesto viene però messo in crisi dalle ripetute richieste di esplorazione off-shore finalizzate all’estrazione di petrolio, presentate negli ultimi mesi dalle compagnie straniere Global Med Llc e Schlumberger. I ministeri dello sviluppo economico e dell’ambiente si accingono a considerarle. Hanno per oggetto la ricerca e l’estrazione dell’oro nero, e costituiscono un’autentica minaccia agli ecosistemi integrati marino e terrestre. Tre le aree marine in cui ricadono i presunti giacimenti, vaste complessivamente più di 8.000 chilometri quadrati. Due al largo di Leuca, convenzionalmente denominate “d 89 F.R-GM” e “d 90 F.R-GM”; l’altra nel Golfo di Taranto, la “d 3 F.P-.SC”. I fondali saranno presto oggetto di un autentico “bombardamento” con raffiche di air gun, autentici cannoni ad aria compressa. Subiranno emissioni di energia sismica e devastanti impulsi acustici finalizzati a rilevare la struttura e l’eventuale consistenza ed estensione di idrocarburi intrappolati. Insieme alla roccia madre, risulteranno però colpite anche la flora e la fauna acquatica, le uova e gli embrioni ittici. Uno scempio inenarrabile. Alcuni mammiferi marini, quali il capodoglio e il grampo, impauriti e disorientati, tenderanno ad emergere con rapidità. Forse spiaggeranno. Moriranno per embolia. È accaduto al largo delle coste abruzzesi e non solo in circostanze analoghe. Rinvenuto il petrolio, entreranno in funzione le piattaforme offshore e le trivelle. Anch’esse di notevole impatto ambientale. Nodi da sciogliere I fatti, oltre che stringere il cuore e invitare alla mobilitazione, pongono in rilievo alcuni nodi strutturali: di natura politica, civile ed etica. Da sciogliere con urgenza. – È giusto che l’attuale sistema purtroppo tuteli l’interesse solo di pochi operatori economici, potenti e organizzati, piuttosto che i cittadini, privi di reali mezzi di contrasto rispetto ai giganti onnivori dell’ambiente e della qualità della vita? – È accettabile che la crisi economica in atto, con le sue priorità di tipo materiale, passi come un rullo compressore sulla cultura, sulla storia e sulla geografia di popolazioni intere, permettendo nuove forme di colonizzazione in un mare che non solo non è più nostrum, ma rischia di diventare vostrum, se non addirittura monstrum? – È consona all’esperienza democratica la sottrazione di facoltà decisionali, a danno della potestà di enti e comunità locali, in materie strategiche e delicate come l’ambiente e l’energia? – Se è vero che la Puglia risulta essere la regione che offre il maggior apporto energetico da fonte fotovoltaica in tutta Italia (1.158 MW) nel pieno rispetto del protocollo di Kioto “20-20-20”, e che attualmente il Paese, anche per effetto della crisi, è in sovra potenza energetica, e che il mercato del petrolio è in forte calo, che senso ha mettere a repentaglio l’ambiente pur di favorire l’ulteriore sfruttamento di risorse a vantaggio di realtà non autoctone? – Fermo restando l’ammirazione e il sostegno per l’opera encomiabile dei movimenti, è responsabile il comportamento del cittadino che si limita a delegare la propria sensibilità ecologica a chi sventola una bandiera? – È adeguato che i credenti richiamino con prudenza e solo in linea di principio la dottrina sociale della Chiesa e le giuste istanze di affermazione del bene comune e di salvaguardia del creato, o non piuttosto che amplifichino l’annuncio profetico, al modo di don Tonino Bello, perché incida concretamente nei cantieri della cronaca? RENATO BRUCOLI RIMBORSI PER TRENO IN RITARDO ROMA – Treno in ritardo, d’ora innanzi i rimborsi avverranno entro tre giorni. La novità è già in atto da un po’ di tempo, precisamente dal primo marzo. Così per i treni a media e lunga percorrenza (Frecciarossa, Frecciabianca e Intercity) si velocizzano i tempi di richiesta dei rimborsi in caso appunto di ritardi. Finalmente, non si dovranno attendere più venti giorni dalla fine del viaggio: la pratica si potrà avviare già solo dopo tre. Ma non è finita qui. L’amministrazione di Trenitalia, inoltre, ha acconsentito di concedere un bonus pari al 25 per cento del biglietto per i ritardi tra i 30 e i 60 minuti. Ritardi quest’ultimi che finora non erano coperti da alcun indennizzo. Una ulteriore informazione utile: per farne richiesta si può utilizzare il modulo che è stato elaborato da Altroconsumo (si trova su internet cliccando: www.altroconsumo.it , e dopo consultando la sezione “Vita privata e famiglia”). In alternativa ci si può rivolgere anche a qualsiasi agenzia di viaggi che può ovviamente darvi maggiori dettagli. LA PUGLIA A FIANCO DEI PROFESSIONISTI DALLA PUGLIA – È ancora in vigore per il Microcredito l’iniziativa promossa dalla regione Puglia che mette a disposizione 42 milioni di euro per concedere finanziamenti a tasso zero, anche in assenza di garanzie, alle microimprese della regione già operative che vogliono realizzare nuovi investimenti. Le sovvenzioni vengono assegnate fino a esaurimento delle risorse e sono aperte anche ai professionisti (sia in forma singola e sia associata), che non riescono ad ottenere un finanziamento con l’attuale sistema bancario. L’importanza dell’erogazione va da 5.000,00 a 25.000,00 euro, con tasso di interesse fisso (il 70 per cento del tasso di riferimento Ue; nel 2014 è stato dello 0,37 per cento) e una durata massima di 60 mesi. Per accedere al finanziamento, non è necessario presentare garanzie patrimoniali e finanziarie, ma è sufficiente che l’impresa venga presentata da un garante morale: una persona che opera con un ruolo di riferimento in organizzazioni, associazioni, comunità o gruppi sociali, purchè radicati sul territorio. Info su: http://microcredito.regione.puglia.it I I

[close]

p. 6

P AGINA 6– FEBBRAIO / APRILE ’15 D ALL’I TALIA /E UROPA La Gazzetta della Puglia Riportiamo l’andamento sportivo delle società (6 capoluoghi di provincia) che partecipano ai campionati cadetti e dilettanti Il calcio pugliese dal Gargano al Salento G DI RICCARDO FILOMENA L’ANDAMENTO DEL FOGGIA CALCIO S.R.L. L’ANDAMENTO DELL’UNIONE SPORTIV A LECCE SPORTIVA L’ANDAMENTO DEL FOOTBALL CLIB BARI 1908 Il Foggia è al settimo posto in Lega Pro con 63 punti. È sceso rispetto all’inizio del campionato. Il 3 maggio scorso ha vinto 1-0 la partita giocata fuori casa contro il Barletta (al 12 posto nella stessa classifica con 41 punti). Le due squadre non hanno però più obiettivi da raggiungere. Si è trattato di giocare per non fare brutte figure: cosa abbastanza meritevole. Ma niente di più. Diversi i commenti alla partita e in merito al futuro della squadra del capoluogo di Capitanata. Vincenzo Sarno, calciatore prodigio della squadra: «Sono contento per la rete messa a segno su punizione. La cosa più importante era vincere il derby, volevamo riscattare la sconfitta maturata all’andata. Vittoria arrivata senza tifoseria del Foggia al “Puttilli”. Un calcio senza tifosi è nulla. So che all’andata c’erano stati un po’ di casini. Il futuro? Non lo so, sinceramente non ho avuto segnali di nessun tipo». Parla anche il presidente dauno Fabio Verile: «Sono contento per la vittoria, ma dispiaciuto perché avremmo meritato i playoff. Ripartiamo da basi solidissime, sono convinto che il Foggia nella prossima stagione possa puntare a qualcosa di importante. Stiamo lavorando per avere maggiore stabilità dal punto di vista societario: un campionato di vertice costa tanti soldi e contiamo di poter comunicare entro due settimane l’assetto societario». I Nella classifica del campionato Lega Pro il Lecce è al 6° posto, con 66 punti. Di strada ne ha fatto ben poca dall’inizio del campionato. Nella trentasettesima e penultima giornata della prima fase del girone C del campionato di calcio di Lega Pro ha giocato contro l’Ischia vincendo 3 a 0. Il prossimo turno (domenica 10 maggio ore 15) affronterà, fuori casa, la Vigor Lamezia. L’ideale sarebbe riuscire a raggiungere la quarta posizione per entrare a far parte della famigerata lotteria dei playoff . Chissà che non si verifichi il miracolo di agguantare la serie B. La Salernitana intanto è stata promossa in B. Classifica alla mano, i salentini hanno tutti i numeri per sperare ancora in un lusinghiero risultato. Soprattutto se sono sostenuti dalla tifoseria e il vento della fortuna spiri nella direzione giusta. Mister Alberto Bollini, che senz’altro spera, si è detto sorpreso e soddisfatto dall’incoraggiamento con il quale i circa 400 tifosi giallorossi presenti a Martina Franca nel turno scorso (0 a 1) hanno sostenuto la squadra: «Mai era accaduto – ha precisato il tecnico – che ci sostenessero fin dalle fasi del riscaldamento e per tutta la gara». Per l’allenatore del Lecce è stato il segnale che la tifoseria ha compreso le difficoltà della fase nelle quali il Lecce si è barcamenato nel tentativo di rimanere sulla scia delle prime compagini sportive. I Su 22 squadre, il Bari occupa il decimo posto nella classifica della serie B con 51 punti. Risultato deludente, anche se all’inizio del campionato era ancora più giù. Ha vinto la penultima partita, giocata in casa, contro il Cittadella, squadra tra le ultime in classifica. Soddisfazione da poco. Tanto che, a fine partita, il pubblico di casa ha lanciato qualche fischio e si è elevato il coro “meritiamo di più”. Il Carpi, capolista, è saltata in serie A. Tante le occasioni mancate. E quando sembrava che la squadra stesse rimontando, è ritornata ad accartocciarsi su se stessa. È accaduto sia con Mangia che con Nicola. Il club biancorosso deve quindi darsi una struttura più organica, coinvolgendo nuo- ve forze economiche per far fronte agli investimenti che occorrono per affrontare la prossima stagione. L’unico a uscirne bene è il tecnico Davide Nicola. Nonostante un’annata carente di soddisfazioni, sembra riscuotere consensi in numerosi club di serie A e B. I prossimi mesi saranno determinanti per la sua futura carriera professionale.Nove vittorie, otto pareggi e altrettante sconfitte. Biancorossi ottavi con 35 punti conquistati in venticinque gare (media di 1,4 punti). Numeri niente male per il Bari da quando sulla panchina biancorossa siede Davide Nicola. E, se non fosse per i tanti punti buttati nei finali di gara, il risultato sarebbe potuto essere anche I migliore. L’ANDAMENTO DEL TARANTO FOOTBALL CLUB 1927 L’ANDAMENTO DELLE TRE SQUADRE DELLA PROVINCIA BAT BAT L’ANDAMENTO DELLA SOCIETÀ CALCIO CITTÀ DI BRINDISI Nella classifica di serie D, a una settimana dalla fine del campionato, il Taranto è al primo posto con 68 punti. La Fidelis Andria, che occupava la prima posizione, è già promossa in Lega Pro con 73 punti. Il Taranto è la squadra più in forma del campionato, ma il tecnico Michele Cazzaro non si lascia prendere da facili entusiasmi e tira avanti con i piedi di piombo. La partita del 3 maggio contro la Puteolana l’ha vinta con 3 a 0. È stata l’ultima gara casalinga della stagione regolare. Ha così in tasca la matematica certezza di entrare in corsa nei playoff direttamente al terzo turno in programma domenica 24 maggio. Domenica 10 maggio, ultima giornata di campionato, giocherà fuori casa contro il Manfredonia. Un discorso sui tifosi tarantini, sempre pronti a difendere i loro beniamini. Partecipano agli incontri, senza risparmiarsi. Afflusso negli stadi da fare notizia, come i 10mila spettatori nell’incontro con il Potenza. In un momento storico come questo, in cui gli stadi si svuotano, il dato deve far riflettere. Comunque rimane il fatto che i supporter ionici costituiscono un’eccezione. Verso la loro squadra di calcio hanno sempre avuto un amore sconfinato. Soprattutto quando per lo passato il club rossoblù ha attraversato momenti difficili: fallimenti, cinque playoff persi negli ultimi dieci anni e la mancanza di serie B da 22 stagioni. Siamo certi che oramai il tempo dei momenti difficili sia archiviato definitivamente. Ad maiora! I Il Barletta milita in Lega Pro. Su 20 squadre occupa il 12° posto in classifica, con punti 41 e 6 penalizzazioni. Dall’inizio del campionato, le cose hanno continuato a peggiorare. In città i mugugni sono aumentati. A non funzionare non è soltanto il risultato, ma anche la questione finanziaria: la società è in ritardo nei pagamenti ai giocatori. E il silenzio su questo fronte è totale. Non si può continuare in questo modo. Al punto che ora la parola d’ordine è: salvare il Barletta calcio. L’obiettivo si può perseguire solo grazie all'impegno di tutte le componenti dell'ambiente biancorosso: tifosi dei gruppi organizzati, semplici appassionati, imprenditori barlettani, classe politica e operatori dell’informazione. Certo, una strada lunga ed impervia per raggiungere questo obiettivo. Ma qualcosa si sta muovendo. Il 28 aprile scorso, in una conferenza stampa convocata in maniera congiunta da Gruppo Erotico 1987, Cucs e Barletta club “I biancorossi”, si è fatto il punto su quanto sta accadendo. Forse è il primo passo verso la sopravvivenza del calcio professionistico della città della Disfida, Sito: www.ssbarletta.com. ***Società sportiva dilettantistica Fidelis Andria (nella foto) c’è poco da dire. È ritornata, in maniera meritevole, in Lega Pro. Ha sempre occupato il primo posto nella classifica di serie D. La città è in festa. Migliaia di tifosi biancazzurri hanno gremito strade e piazza Catuma. Fuochi d’artificio, musica, bandiere e trombette. La società che due anni fa ha rifondato la Fidelis Andria, sulle ceneri dell’Andria Bat, ha fatto miracoli in due sole stagioni: il doppio salto di categoria dall’Eccellenza sino alla Lega Pro. Riuscendo a riempire di nuovo gli stadi come non si era mai visto da tempo. Ora, dopo la festa per le strade e in piazza, si penserà al futuro. Ma prima la fine del campionato e la pool scudetto. ***Domenica 26 aprile si è concluso il secondo campionato del “nuovo” Trani Calcio. La squadra si è classificata al terzo posto nella categoria Eccellenza, dopo il Francavilla e Nardò. Il Francavilla è saltato, meritatamente, in serie D. Bisogna dire che il terzo posto rappresenta comunque un risultato dignitoso. E di questo possono andar fieri sia i dirigenti Costantino Baratta e Roberto Pellegrini, sia il direttore Saverio Pasculli e allenatore “esordiente” Benny Costantino. Purtroppo, secondo il giudizio di alcuni, un “inadeguato” regolamento non ha consentito al Trani di disputare i meritati playoff promozione. A presto sarà annunciata una conferenza stampa per la programmazione della prossima stagione. I Ancora delusioni per il Brindisi. Sonora sconfitta a Frattamaggiore contro l’Arzanese: 4-0. Ha segnato di Fragiello e Vitale nel primo tempo, mentre nella ripresa c’è stata la doppietta di Barone. La squadra di mister Castellucci, come è accaduto nelle ultime partite, gioca solo un tempo, costruisce molte azioni, ma quando arriva a un passo dalla porta avversaria non realizza lo scopo. Comunque, nonostante la sconfitta, i biancazzurri conquistano matematicamente i playoff grazie al pareggio tra Potenza e Cavese. Nella classifica di serie D, al momento in cui scriviamo (manca l’ultimo incontro alla fine del campionato), occupa il quarto posto con 57 punti. I calciatori del Brindisi potevano far tacere le critiche degli ultimi tempi. Non ce l’hanno fatta. C’è anche da dire che, per vari motivi, hanno dovuto fare a meno di Pollidori, Ciano e De Vivo. Assenze non di poco conto. Le ragioni più profonde del perché la squadra non produce più di tanto sono conosciute: le condizioni psicologiche con cui scendono in campo. Lo dice papale papale Castellucci: «La colpa è della società, non certo dei giocatori. E i problemi societari hanno spento quella voglia e quella determinazione che ci hanno portato sin lassù». Intanto, il primo cittadino, Mimmo Consales, si è tolto un sassolino dalla scarpe. Dopo l’abbandono della società da parte di Antonio Flora e la fuga di alcuni calciatori biancazzurri, ha sentenziato: «Non mi pento di aver tagliato i ponti con i Flora. A Brindisi hanno sfasciato tutto e sono scappati via. Come hanno fatto altrove …». I

[close]

p. 7

La Gazzetta della Puglia FOGGIA – Si è aperta, il 30 aprile, la 66esima edizione della Fiera internazionale dell’agricoltura e della zootecnia. Nessun taglio del nastro. La cerimonia d’inaugurazione è stata sostituita da una conferenza stampa del presidente dell’ente fiera, Fedele Cannerozzi, e dei soci Franco Landella per il comune di Foggia, Matteo Di Mauro per la Camera di commercio e Leonardo di Gioia per la regione Puglia. Assente il rappresentante della Provincia. Il presidente Cannerozzi si così espresso: «Questa edizione è identica a quella di 15 e anche 20 anni fa, nel senso che da venti e più anni non ci sono investimenti, non c’è innovazione. La Fiera si “vende” sempre alla stessa maniera, mentre avrebbe bisogno di forti investimenti. La questione è che per legge la parte pubblica deve uscire dal sistema fieristico. Ritengo sia un errore, ma il quadro legislativo non lascia spazi e bisogna aprire agli investimenti privati. Per questo è già stato fatto un primo bando, scaduto il 31 marzo, andato deserto. Per questo è necessario che l’Ente, insieme ai soci, avvii il lavoro per formulare un secondo bando, tenendo anche presente quanto è successo a Bari” (dove al secondo bando ha risposto una cordata formata da Camera di commercio di Bari, Bologna Fiere, Ferrara Fiere e Sogeicoss spa interessata ad assicurarsi la gestione D A B ARI /F OGGIA FEBBRAIO / APRILE ’15 – P AGINA 7 La cerimonia di inaugurazione quest’anno si è svolta senza il tradizionale taglio del nastro SOLIDARIETÀ Al via la 66esima edizione Fiera internazionale di Foggia dell’attività fieristica e congressuale per i prossimi 60 anni». (Continuando ndr) «Cannerozzi ha poi sottolineato l’insufficiente disponibilità finanziaria dell’ente: con le iniziative fieristiche si coprono a malapena i costi, con i contributi dei soci il costo del personale. E quando – come in questo momento – tutti vivono grandi difficoltà economiche, ne soffre a cascata l’ente che non riesce a pagare da cinque mesi gli stipendi ai propri dipendenti». Dopo, il sindaco Franco Landella, nel suo intervento, ha rilevato l’amarezza per l’attuale situazione dell’ente fiera. «L’inizio della Fiera dell’Agricoltura – ha precisato – era un momento di festa per tutto il territorio. L’attuale situazione appare come una sconfitta del territorio». Per Landella non ha funzionato la legge che impone la privatizzazione dell’attività fieristica, ma anche l’insufficiente ruolo della Regione, limitato alla sola gestione ordinaria, senza ipotesi di sviluppo, senza investimenti, senza programmazione, senza innovazione. «È un fallimento evidente della Regione, ma anche noi altri Non è mancato l’intervento del presidente Copagri, Luigi Inneo che tra l’altro ha detto: «La soluzione per risollevare le sorti dell’ente fiera di Foggia è renderla una partecipata ad azionariato misto, con la compartecipazione di pubblico e privato. Un esempio da prendere in considerazione sono i Gal (gruppi di azione locale, già adottati dalla comunità europea, quindi società miste pubblico private selezionate dalle Regioni. Emerge chiaramente una problematica da prendere in considerazione, ovvero un’azione correttiva immediata che cambi il modo di gestire l’ente fiera e il settore agricolo pugliese, dal momento che questa provincia detiene tre Doc e svariate Igt. L’ente fiera, attraverso una nuova e diversa gestione, può avere il compito di esaltare le innumerevoli produzioni legate alla capitanata. L’attività della Fiera può seguire, stagione dopo stagione, le diverse filiere produttive di cui è così ricca la nostra terra». Alluvione del Gargano Il governo è assente FOGGIA – Purtroppo a tutt’oggi il governo nazionale è ancora assente: continua a ignorare il Gargano e le terre pugliesi alluvionate 2014. In merito l’assessore della regione Puglia alla Protezione civile, Guglielmo Minervini, ha denunciato l’ingiustizia senza mezzi termini. «Ci sono Emilia, Liguria, Lombardia, Piemonte e Toscana – ha sottolineato l’assessore – nell’elenco delle regioni che beneficeranno del Fondo di solidarietà dell’Unione europea, come è stato ufficialmente comunicato dalla commissione europea». «Manca la Puglia – ha ancora sottolineato l’assessore – che non rientra tra le regioni per le quali il governo nazionale ha chiesto finanziamenti che assommano a circa 66 milioni. Ancora una volta il governo nazionale ci esclude e dà uno schiaffo ai cittadini pugliesi danneggiati. Sarebbe opportuna la mobilitazione dei parlamentari italiani per rimediare a questa ingiusta esclusione». soci dobbiamo interrogarci sul perché non siamo stati capaci di invertire una tendenza al declino. Potevamo e dobbiamo ancora fare di più in termini di marketing territoriale. Questa Fiera è parte integrante del sistema economico del territorio, e abbiamo l’obbligo di restituirle il suo ruolo». Per il segretario generale della Camera di commercio, Matteo Di Mauro è mancata invece la visione di sviluppo economico senza la quale è inutile investire denaro e programmare iniziative. «La Camera di commercio di Foggia – ha detto – una visione economica che comprendesse anche la Fiera, l’ha messa in pratica già dieci anni fa, aprendo il cantiere della Cittadella dell'economia proprio su suoli della Fiera. Ora è il momento di aprire un tavolo tecnico serio sia per accertare le responsabilità, sia per individuare cosa si può fare per restituirle un ruolo». A seguire, l’assessore regionale al Bilancio, Leonardo Di Gioia, poi ci ha tenuto ad affermare che «dal punto di vista della Regione la situazione della Fiera di Foggia è preoccupante. Lo scorso anno la Regione ha effettuato uno stanziamento straordinario di un milione di euro per consentire alla Fiera di Foggia di fare fronte alla debitoria. Quest’anno non ci sono iniziative del genere in programma». I G Nella foto: il presidente della Fiera Fedele Cannerozzi I Breve excursus storico del grande maestro foggiano e in coda una dolente nota Ricordando Umberto Giordano DALLA CAPITANATA – Umberto Giordano nasce a Foggia il 28 agosto 1865 in Via della Pescheria, la stessa via dove c’era l'ingresso della reggia di Federico II e che fu completamente rasa al suolo dai bombardamenti del 1943. Il papà Ludovico, foggiano, era farmacista mentre la madre, Sabata Scognamillo, era originaria di Napoli. Il giovane Umberto frequenta gli studi classici presso il locale ginnasio “Vincenzo Lanza” e inizia ad avvicinarsi al pianoforte grazie al maestro foggiano Luigi Gissi. A 14 anni partecipa al concorso promosso dal reale collegio di musica “San Pietro a Maiella” di Napoli per “un posto franco interno di composizione”. A 17 anni, presso il conservatorio di Napoli, viene ammesso a frequentare i corsi di contrappunto e composizione, di organo, di pianoforte e di violino. Durante gli studi ha come compagno Francesco Cilea. Nel 1888, con l’opera “Marina” partecipa al concorso Sonzogno attirando l’attenzione proprio dell’editore Sonzogno che gli commissiona un’opera: “Mala Vita», la prima composizione di Giordano, su testo di Salvatore Di Giacomo, che viene rappresentata al teatro Argentina di Roma nel 1892. La successiva rappresentazione al teatro San Carlo di Napoli non ha grandi apprezzamenti da parte del severo pubblico partenopeo, ma “Mala Vita” viene rivissuta in numerosi altri teatri europei, tra cui Vienna, ottenendo un grandissimo successo che riscatta certamente il disappunto partenopeo. Ma il grande successo Giordano lo sinfonie che non sono purtroppo mai entrate nel circolo dei concerti come “Delizia” (1886), “Ouverture” (1888), “Minuetto” (1888), “Scherzo” per archi, “Largo e fuga” per archi, arpa e organo. Gli ultimi vent’anni del Nostro sono quelli in cui si evidenzia un appannamento della vena creativa, della capacità di tradurre in musica le sue passioni, i suoi personaggi teatralmente validi sorretti da un’elevata ispirazione che rende accettabili, ancora oggi, sentimenti come l’amore, l’odio, la vendetta, la pietà. Umberto Giordano si spegne a Milano il 12 novembre del 1948 . Foggia, sua città natale, riconoscendo in Giordano forse il suo più illustre cittadino, gli ha dedicato una piazza centrale con una statua del maestro, le statue rappresentanti le sue opere maggiori e il teatro della città. Purtroppo per quest’ultimo la cronaca di recente ha registrato una dolente nota: la Procura di Foggia ha chiuso le indagini su una presunta truffa relativa alla ristrutturazione appunto del teatro Giordano. Un palcoscenico che era tornato alla città solo nell’autunno 2014, registrando tra l’altro un ottimo riscontro nel pubblico. Ora nel fascicolo d’inchiesta coordinato dal pubblico ministero Antonio Laronga risultano indagate cinque persone accusate, a vario titolo, di truffa aggravata, frode in pubblica fornitura e falso ideologico. Che peccato. Foggia, la Puglia, l’Italia ma soprattutto Umberto Giordano non meritavano tanto!!! È cerignolana uno dei Maestri del Lavoro 2015 Ultim’ora: con la festa dei lavoratori, ogni anno, vengono attribuite le “Stelle al Merito della Repubblica”, onorificenze che il Presidente della Repubblica assegna a uomini e donne che sono stati segnalati dalla proprie aziende per abnegazione e efficacia nell’incarico a loro affidato, ed hanno superato il vaglio di più controlli, da parte delle amministrazioni regionali prima e del ministero del lavoro dopo. E così ogni 1° primo maggio in ogni regione d’Italia si svolge la cerimonia di consegna dell’insegna (una stella a 5 punte) e del diploma. A Torino, nella elegante cornice del conservatorio musicale “Giuseppe Verdi”, sono stai 91 i nuovi Maestri del Lavoro, di cui 27 donne, Tra queste c’era la pugliese Antonia Casamassima (nella foto), originaria di Cerignola (Fg) e da 26 anni impegnata in diverse aziende del gruppo Fiat. Oggi Antonia è responsabile dell’informatica di Fca Bank, la società finanziaria del gruppo automobilistico nato dalla fusione di Fiat e Chrysler. Ad Antonia le più vive congratulazioni della redazione. I ottiene nel biennio 1896-1898: il 28 marzo 1896 alla Scala di Milano con “Andrea Chènier” e il 17 novembre 1898 al Lirico sempre di Milano con “Fedora”, il maestro vede sancito un successo che continua nei decenni successivi e persino la critica romantica scopre nell’autore momenti di vera ispirazione: il suo canto generoso e sincero attraverso il quale si esprimono personaggi dotati di alto senso morale. Altri successi giungono con “Siberia” alla Scala il 19 dicembre 1903, con “Marcella” al Lirico, con “Mese Mariano” al Massimo di Palermo, mentre l’opera “Madame SansGene” rappresentata al Metropolitan di New York viene diretta da Arturo Toscanini nel 1924, e 5 anni dopo alla Scala vengono rappresentate “La cena della beffe” e “Il Re” sempre sotto la direzione del maestro Toscanini. Giordano ha composto un discreto numero di brani vocali, mottetti e I

[close]

p. 8

P AGINA 8– NOVEMBRE / GENNAIO ’15 D ALLA P UGLIA /B ARI La Gazzetta della Puglia La situazione delle varie realtà politiche che si contendono la presidenza alla Regione In attesa delle elezioni del 31 maggio G DELL’AUTORE BARI – Come si sa, sono sei le regioni, insieme a numerosi comuni (election day), che andranno al voto il 31 maggio prossimo. Tra queste, la Puglia. Quello che invece non si sa, perché cambiate, sono le modalità di voto. I pugliesi potranno votare seguendo le seguenti opzioni: mettere un segno sul nome di un candidato presidente; mettere un segno sul nome del candidato presidente e sul simbolo di una delle liste che lo sostengono; mettere un segno solo su una lista, col voto che sarà comunque assegnato al candidato presidente collegato; effettuare un voto disgiunto, tracciando un segno sul nome di un candidato presidente e su una lista collegata a un altro candidato; infine, ogni elettore potrà esprimere una preferenza per un candidato consigliere appartenente alla lista votata, scrivendo il cognome del prescelto. In questa tornata, la nuova legge elettorale non prevede il ballottaggio. Alla coalizione che otterrà più voti verrà assegnato un premio di maggioranza. La ripartizione dei seggi avverrà in questo modo: 29 su 50 alla coalizione vincente che supera il 40 per cento dei voti; 28, se la percentuale sarà compresa tra il 35 e il 40; 27, se chi vince otterrà meno del 35 per cento dei voti. È anche prevista una soglia di sbarramento: se le liste si presentano da sole, devono ottenere la percentuale minima dell’8 per cento; se fanno parte di una coalizione, dovranno invece raggiungere almeno il 4 per cento. Sette i candidati in lizza alla presidenza,19 le liste collegate. In totale un esercito di candidati: 950. I nomi in corsa alla presidenza: Adriana Poli Bortone (Forza Italia), Francesco Schittulli (liste dell’area fittiana), Michele Emiliano (per il centrosinistra); Antonella Lariccha (Movimento5stelle), Riccardo Rossi (L’altra Puglia), Gregorio Mariggiò (Verdi) e Michele Rizzi (Alternativa comunista). Come andrà a finire è ormai chiaro. Il sondaggio Swg, commissionato dal Pd, prevede per Emiliano un suffragio che oscilla tra 43-47 per cento, per Poli Bortone tra 20-24 e per Schittulli tra 15-19. Sino all’ultimo momento il centrodestra ha tentato di presentarsi unito, ma senza risultato. Secca la dichiarazione di Raffaele Fitto sulla rottura: «Berlusconi vuole regalare la Puglia a Renzi. Ha una grave responsabilità. Vuole regolare i conti interni a Forza Italia con me svendendo questa regione al centrosinistra. Forza Italia per quanto mi riguarda fa parte del passato, c’è la necessità di mettere in campo un progetto credibile che non abbia paura di declinare la parola futuro per il centrodestra». Intanto, in un sito web ad hoc ( www.unapugliamigliore.regione.puglia.it), Vendola ha messo in vetrina – anno per anno, settore per settore – il suo decennio “rivoluzionario”: 2005-2015. Un elenco telefonico di traguardi raggiunti: sostegno alle imprese, aiuto ai giovani, salvaguardia del territorio, democrazia partecipata e via di questo passo. «Credo – ha sottolineato – che in ogni settore la Puglia si sia distinta. La Puglia è l’unica regione che non è stata macchiata dalle indagini su rimborso- poli, che ha tutte le società partecipate in attivo [ … ]. Credo che lasciamo una buona eredità, sicuramente non abbiamo rubato, abbiamo moralizzato in tutti i settori della vita pubblica, sicuramente abbiamo obbedito alla nostra coscienza e al nostro dovere fondamentale, servire la nostra terra». Insomma, un modello da imitare. Per Antonio Scianaro, consigliere regionale di Forza Italia, quello di Vendola è invece un modello da non imitare affatto: «I bilanci del suo fallimento li vediamo chiaramente in questi giorni, mentre tra Brindisi e Lecce si inizia l’eradicazione degli ulivi colpiti da Xylella, con tutta la disperazione degli agricoltori. Ha passato due anni, assieme al Pd, a girarsi i pollici mentre l’infezione bruciava migliaia di ettari di uliveti». E sul fronte occupazionale e fiscale? «La disoccupazione giovanile supera il 47,9 per cento e paghiamo le tasse aggiuntive regionali più alte d’Italia». E la promessa sull’acqua gratis? «Oggi Vendola dimentica che le bollette pugliesi hanno il primo posto tra le più salate del Paese». E continua: «Ci ricordiamo anche il sogno ‘zero rifiuti, discariche zero’, mentre quotidianamente esplode un’emergenza ambientale e sanitaria perché il piano rifiuti è stato un completo fallimento. Per non parlare della sanità: servizi inesistenti ma costosissimi e personale ridotto allo stremo e sottoposto a turni di lavoro massacranti». Poi l’affondo finale: «Nel frattempo, però, se Vendola ama davvero la Puglia, non aiuti Emiliano a vincere: lui ha mal governato la Puglia, ma ha fatto politica. Ha sbagliato i modi, ma non i fini. Emiliano, invece, vuol far vincere solo i poteri forti che ha alle spalle. I pugliesi meritano una politica seria e trasparente che persegua interessi comuni e non quelli di pochi centri di potere» (Agenzia nr. 1640 – Ufficio Stampa Consiglio Regionale Puglia). Come concludere? Nella maniera più scontata: speriamo che i pugliesi, che non sono stupidi, sappiano davvero per chi votare. I Antonella Laricchia, Francesco Schitulli, Adriana Poli Bortone, Michele Emiliano G Nelle foto da sx, PER LE IMPRESE PUGLIESI Tra le anormalità evidenti (e ce ne sono diverese) emergono: la politica e i detentori del potere Nuove opportunità di business BARI – Nella sala giunta della Camera di commercio del capoluogo pugliese, si è tenuto (lunedì 13 aprile) un evento organizzato dall’associazione internazionale “Pugliesi nel Mondo”, con il patrocinio della stessa Cdc in collaborazione con la Confapi Bari-Bat e la Confesercenti Bat. L’incontro promosso dal presidente Giuseppe Cuscito e dalla Camera di commercio italiana di Marsiglia, rappresentata dalla segretaria generale Antonella Donadio si è tenuto all’insegna di: «Nuove opportunità di business per le imprese pugliesi in Francia e in particolar modo a Marsiglia e nella provence». La Puglia è la prima meta prediletta dei turisti francesi in Italia; la bilancia commerciale Puglia-Francia è favorevole a questa Regione, che esporta molto manifatturiero, poco agroalimentare. I turisti francesi amano la Puglia, tanto da farne la prima regione italiana in cui trascorrere le vacanze. Seguono la Lombardia, la Campania, il Lazio (e tutte le altre). Nel 2013, 629.929 gli arrivi dalla Francia; 2.087.264 le presenze. Inoltre, la Francia importa dalla Puglia prodotti per 756.217.239 milioni di euro e ne esporta 410.937.984. La bilancia commerciale è favorevole alla nostra regione per oltre 345milioni di euro. In breve sintesi è quanto ha detto la dott.ssa Antonella Donadio L’incontro è coinciso con un momento particolare nei rapporti fra il Paese d’Oltralpe e la Puglia a seguito dell’emergenza Xylella, che molte preoccupazioni sta suscitando nel mondo economico regionale. «Ci tengo a sottolineare – ha detto il segretario generale della Camera di commercio di Bari, Angela Patrizia Partipilo, in apertura – che la maggior parte delle nostre esportazioni in Francia riguardano il manifatturiero, dalla siderurgia ai macchinari, dalle calzature ai mobili. C’è anche l'agroalimentare, ma costituisce una parte risibile. In questo comparto importiamo più prodotti dalla Francia di quanti ne esportiamo». L’iniziativa ha visto una nutrita partecipazione di rappresentanti delle varie associazioni di categoria. I Ecco perché l’Italia non è un Paese normale! G DI P. FILOMENO DALLA PRIMA PAGINA I (...) potere personale e di gruppo, la sua immagine, la sua vanagloria. Vuol passare alla storia per l’uomo della Provvidenza. Personaggi euforizzati, visionari. E perciò di modi spicci, che non amano intralci nel loro cammino. Decisionisti a modo loro. Insomma, pericolosi: come il nostro passato prossimo, purtroppo, ci insegna. Quando sono fuori dal Palazzo, si presentano come Cavalieri della Purezza. Si spacciano per portatori di valori e interessi collettivi. Alimentano speranze e profetizzano un futuro migliore. Una volta entrati nel Palazzo, dal portone principale o dalla porta di servizio, cambiano pelle. Si rivelano per quello che sono. Di questi esemplari, per limitarci agli ultimi venti anni, ne abbiamo dovuto sorbire diversi. L’ultimo, in ordine di tempo, è Matteo Renzi. Come ieri di Berlusconi, oggi non si fa altro che parlare di lui. È il centro del mondo politico italiano. E per di più non ha l’opposizione che aveva il Cavaliere. È veramente l’uomo solo al comando. Impettito, logorroico, plateale, sprezzante. Il cerchio magico fiorentino che si è costruito intorno, di formazione scoutistica ed erede della vecchia democrazia cristiana, lo fa sentire il Baden-Powell della situazione. In Italia, però. All’estero, è ritenuto il capo avventuroso di una armata Brancaleone. È stato definito in tanti modi. La penultima definizione è «cazzone di talento». Il copyright è di Giuliano Ferrara, ex direttore de Il Foglio quotidiano. Sul calco di “cretino di talento”, che Giorgio Bocca coniò per Adriano Celentano. L’ultima è di Ferruccio de Bortoli, ex direttore del Corriere della Sera, che, sulla stessa scia, lo definisce «maleducato di talento». Sia chiaro, non è un offesa. Anzi. È la fotografia di un furbo. Di uno che, pur senza un solido retroterra cultuale, ci sa fare. Sa cogliere tempi e modi opportuni. Va avanti a colpi di fiducia, minacciando cinicamente: «O si approva o tutti a casa». E i transfughi, nominati e non eletti, impauriti di perdere privilegi e indennità, saltano senza ritegno sul carro del ricattatore, al grido: «Lo facciamo per il bene del Paese». Forte con i deboli e debole con i forti: cazzotti ai sindacati e carezze alla Confindustria. Quanto durerà? Ma per Ferrara va bene così: « … sono arrivati 80 euro a dieci milioni di lavoratori, l’articolo 18 è superato, il Senato è superato, la legge elettorale è in dirittura d’arrivo, il capo dello stato è eletto notaro senza drammoni ridicoli, a scuola non ci saranno più eterne supplenze, gli equilibrismi di politica estera e di sicurezza non sono infami, Confindustria Cgil e Studio Ambrosetti e Meeting di Rimini hanno avu- to la loro mesata …» ( Il Foglio quotidiano, Fenomenologia di un cazzone di talento, 27 marzo 2015, p. 1). Senz’altro esagerato, ma in linea con il ruolo di apparente bastian contrario che l’Elefantino si è da tempo ritagliato. Apparente perché, sotto sotto, è sempre attento a stare dalla parte del potere. Ieri con il Pci, quando questo era uno Stato nello Stato, poi con Craxi e Berlusconi. Oggi, naturalmente, con Renzi. Un consiglio non richiesto: si vada a leggere, o rileggere, la “Ballata delle madri” di Pier Paolo Pasolini. Scoprirà, o gli ritornerà alla memoria, quello che il grande corsaro pensava e scriveva, in versi impietosi, sugli intellettuali come lui. Ben sapendo, Pasolini, l’importanza del loro ruolo nei rapporti appunto con il potere. SIAMO ON-LINE www.lagazzettadellapuglia.it

[close]

p. 9

La Gazzetta della Puglia D ALLA P UGLIA /B ARI FEBBRAIO / APRILE ’15 – P AGINA 9 Il bilancio degli ultimi traguardi rggiunti da 5 giovani atleti pugliesi: 3 ori e 2 argenti LA SITUAZIONE SFRATTI IN PUGLIA BARI – Stanziati un milione e mezzo di euro per prevenire gli sfratti per morosità in Puglia. E ciò in base agli ultimi dati che registrano ben tremila famiglie appunto sotto sfratto per morosità. Tremila famiglie e tremila storie. Tutte diverse, ma tutte uguali su un punto: un evento drammatico che ne ha drasticamente cambiato la vita, modificandone, con la capacità di spesa, anche la serenità. È a queste famiglie che la Regione ha rivolto la sua attenzione, approvando una delibera che fissa i criteri e la ripartizione delle risorse proprio per i cittadini che si ritrovano, senza colpa, in situazione di morosità. Dopo un lungo confronto avuto di recente con le organizzazioni sindacali degli inquilini e l’Anci, la somma che è stata destinata – ribadiamo – è di un milione e mezzo di euro. Ora, però, devono essere i comuni a fare in modo che il risultato di questo impegno ovviamente arrivi quanato prima alle famiglie. Lo sport pulsa nei cuori dei tifosi canosini G DI GIUSEPPE S. TEDESCHI CANOSA – Molteplici sono gli accadimenti sportivi che si susseguono ininterrottamente nella ridente cittadina di Canosa in provincia di (una volata di Bari) ora della cosiddetta Bat (Barletta, Andria, Trani) patrocinati dall’amministrazione comunale e da associazioni sportive locali. Segnaliamo quelli più recenti che hanno confermato un massiccio programma svolto nel mese di aprile. Particolare l’apporto personale profuso da parte dell’assessore comunale allo sport Pietro Basile, artefice principale tra l’altro di una giornata carica di impegni sportivi, realizzata il 12 aprile. E ciò grazie anche all’impegno profuso dai presidenti D’Amico, Pizzuto, Pagano e Matera di diverse società sportive locali unitamente agli atleti che hanno idealmente scritto le più bella pagine dello sport “Correva l’anno”. Titolo quest’ultimo che lo stesso assessore ha dato all’evento svolto in piazza Padre Antonio Maria Losito. Alle ore 10,00 ha dato il via alla manifestazione la partita di calcio disputata dalla Liberty Canosa nello stadio San Sabino, seguiva alle ore 11,00 il campionato di calcio a cinque femminile (girone A) svolto presso il palazzetto dello sport; alle ore 11,30 un’amichevole di basket “Canusium” tra le vecchie glorie in un campo di gioco all’aperto e alle ore 15,00 ancora il via della gara ciclistica per il gran premio d’apertura “Memorial Leonardo Marcovecchio” organizzato dall’Asd Bike Canusium Marcovecchio. Ha concluso il consueto appuntamento calcistico allo stadio San Sabino disputato tra il Canosa Calcio e il Barium Calcio. Il 10 aprile un’altra importante competizione ha visto protagonisti cinque giovani campioni canosini che hanno regalato una grande gioia a tutta la comunità vincendo tre ori e due argenti nella città di Foggia, con la partecipazione al “Trofeo Puglia” nella categoria esordienti A di Limite, organizzato dal comitato regione Fijlkam settore karate. Medaglia d’oro: • a Dalila Specchio e Alessio Lenoci categoria 68 kg, e ad Alessio Castellana categoria 75 kg; medaglia d’argento: • per Martina Persichella categoria 65 kg e Flavio Angelo Di Stasi categoria 55 kg. E per finire, il 25 aprile l’ultimo avvenimento sportivo patrocinato dal comune di Canosa il “Galà Prokombat figh show” ospitato nel complesso farmaceutico “Farmalabor” organizzato dai maestri Francesco Curci e Claudio Baldassarre con il rappresentante del Coni Riccardo Piccolo. Avvenimento che ha visto protagonisti atleti sia dilettanti e sia professionisti. L’auspicio è che in futuro ci siano altre simili manifestazioni che avvicinino maggiormente giovani e persone di ogni età allo spirito agonistico, e così vivere giornate all’insegna di emozioni e dello sport. G Nella foto: una immagine dello stadio San Sabino DA UNA RICERCA DI «PLOS ONE» IL CORSIVETTO DELLA VIGNETTA Mare nostrum di plastica DALLA PUGLIA – Secondo uno studio, condotto da biologi marini, ecologisti e ingegneri ambientali, migliaia di tonnellate di plastica galleggiano nel Mar Mediterraneo. Frammenti di plastica sono stati trovati nello stomaco di pesci, uccelli, tartarughe e balene che scambiano le micro particelle per plancton. Pezzi molto piccoli di materia plastica sono stati rinvenuti anche all’interno di ostriche e cozze coltivate nel Nord Europa. I dati pubblicati sulla rivista scientifica Plos One sono da brivido. Per capire la gravità della situazione, una bottiglia di plastica gettata in mare si decompone dopo 450 milioni di anni. Non bastavano gli scarichi fognari (quasi la metà delle città costiere italiane con oltre 100mila abitanti non ha un sistema di depurazione delle acque reflue), le tonnellate di fosfati, mercurio, piombo, olii minerali e inquinanti industriali, nelle acque del Mediterraneo vi sono tra le 1.000 e le 3.000 tonnellate di plastica. Secondo uno studio chiamato Plastic Accumulation in the Mediterranean Sea, condotto da un gruppo di ricercatori delle Università di Cadice e Barcellona, il livello di inquinamento provocato da materiali plastici nel Mediterraneo ha una concentrazione media che va da un frammento ogni 4 mq a 10 frammenti per mq. Parliamo delle famigerate microplastiche, particelle piccolissime che una volta ingerite da pesci e uccelli, danneggiano gravemente gli eco sistemi e la catena alimentare. In molti hanno pensato a come risolvere il problema. Ocean Clean Up, è l’idea di un giovane olandese per ripulire gli oceani dalla plastica e una delle più meritevoli. Boyan, questo il nome del giovane inventore, invece di muoversi alla ricerca della plastica, poco sostenibile anche in termini di combustibile impiegato, ha pensato a delle strutture fisse che raccolgano la plastica trasportata dalle correnti oceaniche. Le barriere ricordano quelle usate in caso di sversamenti di petrolio per limitare l’inquinamento superficiale. (http://www.theoceancleanup.com). Salviamo l’ulivo I DALLA PRIMA (...) lano i batteri. Se la pianta è predisposta, viene infettata. A questo punto il batterio si moltiplica, formando delle colonie che possono rimanere latenti nella pianta o ammalarla. La malattia si manifesta, occludendo i vasi linfatici, in un rapido disseccamento. Perché dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur? Semplice: mentre si discute a lungo su come intervenire (dal 2012, anno in cui si manifestò per la prima volta), l’epidemia è continuata ad estendersi. Arare, potare, intervenire coi fitofarmaci o addirittura eradicare? Intanto oggi sono circa un milione gli alberi colpiti dal batterio. La zona interessata è il sud-ovest della Puglia, in particolare il Leccese, con un focolaio nella provincia di Brindisi, tra Oria e Francavilla Fontana, in un’area di 40 ettari. Ed è appunto da qui che si è cominciato a intervenire ricorrendo al metodo più definitivo. O, almeno, così ritenuto: eradicazione. Ora, dire che cosa significa un albero di ulivo è superfluo. Ricchezza, longevità, sacralità. Immaginate il Salento o la Puglia intera senza i suoi boschi di ulivi. Un deserto. Un’immaginabile sciagura botanica, agricola, economica e, lo scriviamo sapendo di non esagerare, antropologica. Comprensibile quindi il dolore e la rabbia degli olivicoltori su cui è caduta in testa questa tragedia. La disperazione nasce anche dal fatto che, a detta degli esperti, non esiste sinora rimedio alcuno. Il 13 aprile si sono viste scene drammatiche a Oria, nelle contrade Frasconta e Fratascone. Da una parte i forestali, i carabinieri, i trattori dell’impresa esecutrice degli abbattimenti. Dall’altra i proprietari e i conduttori con la loro disperazione e i sitin di protesta degli ambientalisti. In mezzo, gli ulivi centenari segnati a morte con una X (Xylella) rossa dipinta sui tronchi. Tronchi ormai ridotti, da maestosi monumenti naturali, a giganti depressi. Come appunto si vede nella vignetta Appena è iniziato il triste frastuono delle motoseghe, non si è capito più niente: chi si è sentito male, chi è corso a fare da scudo umano agli alberi abbracciandone i tronchi o salendo sui rami. Alla fine ne sono stati abbattuti solo sei. Pochi rispetto al numero programmato. A testimoniare i fatti, giornalisti e telecamere. Ora si attendono misure di intervento meno radicali. Nel frattempo si devono mettere in atto buone pratiche agricole e accelerare i tempi della ricerca per sperimentare tecniche nuove. Ma, soprattutto, si deve smettere di polemizzare inutilmente su chi ha sbagliato e chi deve pagare. Purtroppo, il nostro, è un consiglio che non verrà ascoltato, visto il clima elettorale che ormai si respira. Già la Poli Bortone, candidata di Forza Italia alle regionali, ha promosso una class action contro la Regione Puglia. Sarebbe davvero paradossale se, a completare l’olivicidio, ci si mettesse anche l’egoismo cieco della politica. P. FIL. Come «Il cibo è cultura» DALLA PUGLIA – Tre concerti. Due anteprime. Una mostra fotografica. Un film. Due workshop , uno sulla dieta mediterranea e l’altro sull'innovazione tecnologica. Un convegno. Due presentazioni. Una cerimonia di riapertura di un istituto scolastico. 6 giorni di degustazioni a tema nei ristoranti del centro storico. Sono i numeri della seconda edizione della Settimana della Cultura e dell’Unesco, «evento di valorizzazione e promozione della Festa di San Michele Arcangelo dell’8 maggio» – spiega il sindaco, Antonio di Iasio. Tra gli ospiti: Peppe Servillo, con Girotto e Mangalavite, Mauro Ottolini, Fabio Zavattaro, Luciano Pignataro, Gianni Ferramosca e Michele Gazich. Tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito. #SettimanaUNESCO2015. MANUELA PANZERI I

[close]

p. 10

P AGINA 10 – FEBBRAIO / APRILE ’15 D ALLA P UGLIA / S ALENTO Quest’anno l’ateneo salentino compie sessant’anni di vita accademica La Gazzetta della Puglia IN QUEL DI CRISPIANO L’Università del Tempo Libero e del Sapere CRISPIANO – “La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre. Lo disse Albert Einstein e lo ripetono all’ Università del Tempo libero e del Sapere di Crispiano”, dove promettono e fanno senza perdersi in chiacchiere. “Ti aspettiamo”, dice un volantino lanciato alla cittadinanza, elencando tutta una serie di attività in programma dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19 (estivo 10-12; 1720) e il sabato dalle 9.30 alle 12, in via degli Aranci 19, nella città delle 100 masserie. Gli interessati di ogni età possono scegliere tra il laboratorio di sviluppo della creatività e il corso di fumetti al computer; fra attività ludiche e d’intrattenimento al corso di taglio e cucito; tra ricerche scolastiche, letture, doposcuola, approfondimenti, espressività grafica, navigazione internet, cineforum, recitazione, giochi di società, attività sportive e altro. Sono compresi accompagnamenti in macchina o a piedi a scuola, al mercato, a visite mediche, trattenimento bimbi durante ore lavorative, medicinali a domicilio, baby sitter, iniziative sociali per le badanti domiciliari straniere, ecc. Ai partecipanti verrà fornito il dvd di tutti i programmi liberi utili per il lavoro, lo studio e il divertimento. Insomma gli organizzatori non hanno promesso invano: dall’idea, sono subito passati al progetto, quindi alla realizzazione, reclutando per ogni materia persone altamente qualificate. A Crispiano, a pochi chilometri da Taranto, si prendono da sempre tante iniziative, i cui risultati sono molto apprezzabili. E questa dell’Università del Tempo Libero e del Sapere, concepita da Michele Annese, che è stato un grande direttore della Biblioteca “Carlo Natale”, sicuramente s’imporrà anche fuori come esempio, contribuendo anche alla diffusione della cultuira. E la gente, conoscendo bene i promotori, ha espresso il proprio consenso. I Tanti auguri di buon compleanno 1869 si fonda a Lecce l’Ateneo di scienze legali: rettore Vitaliano Pizzolante, vicerettore Leonardo Stampacchia. Un’esperienza che terminerà dopo soli due anni. Malgrado le forti istanze per una sede universitaria a Lecce, la situazione restò deludente fino al 1955. Nello stesso anno, un consorzio universitario, insieme alla Provincia di Lecce e altri enti del territorio contribuì alla fondazione dell’Istituto autonomo di magistero. In attesa del riconoscimento giuridico nelle forme della parificazione o della statalizzazione, iniziò i primi corsi universitari. Il riconoscimento giuridico arrivò nel 1959 e consentì agli iscritti di conseguire le prime lauree riconosciute e spendibili. La definitiva statalizzazione avverrà infine nell’anno accademico 196768, con l’istituzione della facoltà di scienze matematiche fisiche e naturali. Nel 1987 nasce la facoltà di scienze economico-bancarie, oggi economia e commercio, mentre la facoltà di ingegneria verrà istituita nell’anno accademico 1990-91.Nel 1995, come trasformazione del corso di laurea in lingue e letterature straniere, si costituisce la facoltà di lingue. Nel 1997 iniziano le lezioni per la facoltà di beni culturali e nello stesso anno viene istituita la facoltà di scienze della formazione. Nel 1998 apre i battenti la facoltà di giurisprudenza e nel 1997-98 DALLA PUGLIA – Nel 2015 cade il sessantesimo anniversario della fondazione dell’Università del Salento. Il 6 febbraio, con la conferenza di Ateneo ed il 20 marzo con l’inaugurazione dell’anno accademico, sono già partite le prime iniziative. Il tema cardine è stato annunciato dal rettore Vincenzo Zara: “UniSalento prossimo venturo. Rifondare il patto università-territorio”. Le celebrazioni continueranno per il resto dell’anno. In più, in una lettera, ha sollecitato i docenti, il personale e gli studenti a offrire idee e proposte. Ecco le tappe fondamentali della storia dell’Ateneo, tratte dal sito dell’Università del Salento (https://www.unisalento.it/web/guest/storia_universita). Nel 1767 i gesuiti, che monopolizzavano l’insegnamento in terra d’Otranto, vengono espulsi e Ferdinan- do IV chiude le scuole ed i collegi da loro fondati. Nascono così le scuole regie e l’insegnamento registra un taglio laico ed illuminista, gestito dallo Stato. Nei primi decenni del 1800, come naturale conseguenza della diffusione di scuole e collegi pubblici, si istituisce in terra d’Otranto, con risultati poco felici, la regia università. Nel 1852, dopo un periodo di repressione borbonica, si costituisce, diretto nuovamente dai gesuiti, il regio liceo, che sostituisce il collegio leccese. L’Unità d’Italia rappresenta un nuovo stop per l’insegnamento in tutto il meridione e vede la soppressione di quasi tutte le università e la proibizione per i licei d’impartire l’insegnamento superiore. Una restrizione che riguarderà anche il liceo leccese, con la soppressione di tutte le cattedre. Il 18 giugno del la facoltà di ingegneria avvia il corso di diploma universitario in ingegneria logistica e della produzione, attualmente denominato corso di laurea in ingegneria industriale. Nella sede didattica di Brindisi, è presente la II facoltà di ingegneria denominata “Facoltà di Ingegneria Industriale”, presso la quale è attivo il corso di laurea magistrale in ingegneria aerospaziale. Nel 2006-2007 è stata istituita presso il polo di Brindisi la facoltà di scienze sociali politiche e del territorio. E per ultimo: nel settembre del 2006 l’Università degli Studi di Lecce diventa Università del Salento per rispondere alla crescita dell’Ateneo sul territorio salentino con l’aggiunta della sede di Brindisi. RICCARDO FILOMENA G Nelle foto: il rettore Vincenzo Zara, (a centro pagina) una immagine del frontespizio dell’ateneo salentino Il programma della prossima estate 2015 A NEVIANO(LE) 41esima edizione Festival della Valle d’Itria stra, Fabio Luisi; regia di Benedetto Sicca. Il 16, il 18 e il 29 luglio nel Chiostro di San Domenico e il 26 al Teatro Paolo Grassi di Cisternino, “L’Incoronazione di Poppea”, una delle opere veneziane (1642) di Claudio Monteverdi, realizzazione semiscenica di Gianmaria Aliverta. Seguiranno altre serate con il concerto di Belcanto, il concerto per lo spirito, il concerto sinfonico, quindi, il 28 luglio, nella chiesa Santa Famiglia “C’era una vota… Re Tuono”, opera musicale per ensemble strumentale e voci animate su testo di Fabio Ceresa; musica di Daniela Terranova. Il programma qui sintetizzato verrà presentato dal presidente Franco Punzi e dal direttore artistico Alberto Triola, alla fine di maggio o all’inizio di giugno, al Piccolo Teatro di Milano (nella foto a dx), dove il Festival della Valle d’Itria è sempre bene accolto dal direttore Sergio Escobar e da un numeroso pubblico di melomani e artisti. E, a proposito di artisti, tra i grandi più legati al Festival si ricordano Renata Tebaldi, Luciano Pavarotti, Raina Kabaivanska, Ruggero Raimondi… Il Festival di Martina Franca, nato nel 1975 per iniziativa di un gruppo di appassionati, è noto e apprezzato in tutto il mondo. Infatti, già molto tempo prima dei giorni stabiliti arrivano prenotazioni da tutta Italia e dall’Europa e oltre. Ogni serata un successo, di pubblico e di critica, naturalmente con grande soddisfazione di chi mette tutto il suo impegno per rendere sempre più grande il Festival di Martina Franca, che è riuscito negli anni – ha detto Triola - a mantenere fede alle proprie radici, “forgiandosi un’identità che è tra i più indiscussi punti di forza del suo valore; non rinunciando mai altresì a rinnovarsi costantemente, cambiando via via aspetti e forme…”. Un Festival che ridà vita alle grandi opere, come riconoscono i critici più autorevoli.. Tra luglio e agosto la città dei trulli, incantevole, ospitale, dall’architettura ben curata, oltre che di luce è inondata di musica. Nel 1994 il Festival, i cui concerti arrivano nei chiostri, nelle chiese, addirittura Inaugurato il museo del territorio DALLA PUGLIA – Il 12 aprile, nell’abbazia di San Nicola di Macugno, è stato inaugurato il museo del territorio di Neviano (Le), finanziato dalla regione Puglia con fondi P.O. Fesr Puglia 2007-2013 (Asse IV – Linea 4.2 Azione 4.2.1 “Riqualificazione e valorizzazione del sistema museale”). La vicepresidente assessore regionale ai Beni culturali, Angela Barbanente: «Il museo si qualifica come un laboratorio della storia degli insediamenti delle serre salentine e come punto di riferimento educativo e turistico per percorsi e itinerari che comprendono i beni culturali della zona. Il museo del territorio di Neviano costituisce sviluppo importante dell’attività da tempo svolta dall’ecomuseo del paesaggio delle serre salentine, riconosciuto quale ecomuseo di interesse regionale ai sensi della legge 15/2011, che anche in questa occasione è stato capace di catalizzare le attenzioni, competenze e passioni dei cittadini che hanno attivamente partecipato all’allestimento». I D ALLA P UGLIA – Il Festival della Valle d’Itria compie 41 anni. E li festeggia con un programma ancora più ricco di novità. Si comincia il 15 luglio, nel secentesco cortile di Palazzo Ducale, con “Le Braci”, libretto di Marco Tutino, liberamente tratto dal romanzo di Sandor Maral. L’opera, mai rappresenta sino ad ora, è stata realizzata in collaborazione con il Maggio Musicale Fiorentino e il Teatro della Pergola di Firenze. Maestro concertatore e direttore d’orchestra, Fran- cesco Cilluffo; regia di Gabriele Lavia. Il 21 e il 31 luglio, sempre a Palazzo Ducale, andrà in scena “Don Checco”, libretto di Amerindo Sapienza, maestro concertatore e direttore d’orchestra, Matteo Beltrami; regia di Lorenzo Amati: coproduzione del Festival della Valle d’Itria e della Fondazione del Teatro San Carlo di Napoli. Il 30 luglio, il 2 e il 3 agosto, “Medea in Corinto”, di Giovanni Simone Mayr, libretto di Felice Romani, maestro concertatore e direttore d’orche- nelle masserie ha ricevuto dal Presidente della Repubblica la medaglia d’argento per i benemeriti della cultura e dell’arte. Martina Franca, che in estate si riempie sempre più di turisti anche stranieri (tedeschi, giapponesi, inglesi…), può essere orgogliosa del suo Festival della Valle d’Itria. L. PRE. G Nella foto: il deus ex machina del Festival l’avv. Franco Punzi mentre viene intervistato da una emittente telivisiva pugliese

[close]

p. 11

La Gazzetta della Puglia D ALLA P UGLIA /S ALENTO FEBBRAIO / APRILE ’15 – P AGINA 11 Era un emerito docente universitario, degno figlio del Sud Il libro sarà presentato mercoledì 6 maggio a Crispiano Ci ha lasciati il prof. Mario Signore DALLA PUGLIA – Dal 10 aprile scorso, Mario Signore, ordinario di Filosofia morale all’Università del Salento, non c’è più. Ricoverato all’ospedale di Bologna per una grave malattia, non ce l’ha fatta. Aveva 76 anni. Era nato a Rionero in Vulture, in provincia di Potenza, il 17 luglio 1939. Ha vissuto a Lecce, dove si era laureato e svolto la sua lunga carriera (50 anni). Noto nel mondo accademico, filosofico e umanistico, a livello nazionale e internazionale. Ricchissimo il suo curriculum scientifico e didattico, altrettanto la sua produzione bibliografica. Tutto consultabile su sito dell’Ateneo: (http://www.unisalento.it ). Dopo i professori Mario Marti e Aldo Romano, è il terzo lutto che ha colpito l’Ateneo salentino in pochi mesi. Il primo a ricordarlo è stato il rettore Vincenzo Zara. In una nota indirizzata all’intera università, così ha scritto: «Mario Signore ha attraversato da protagonista la storia della nostra Università: laureato a Lecce e docente negli istituti superiori, divenne associato di Filosofia teoretica nel 1980 e straordinario di Filosofia morale nel 1990. Autore di centinaia di pubblicazioni, ha ricoperto negli anni numerosi incarichi istituzionali conducendo parallelamente un intenso lavoro di ricerca, da ultimo con un’attenzione particolare per le tematiche di bioetica e del rapporto tra etica ed economia». Ed ha concluso: «Lo ricordiamo per la sua lucida e brillante comunicativa, che lo scorso febbraio abbiamo avuto modo e fortuna di apprezzare intatta nella sua viva e ironica testimonianza nel corso della Conferenza d’Ateneo. Alla famiglia, ai colleghi a lui vicini e alle generazioni di studenti che lo hanno avuto come maestro va il nostro cordoglio». Si è aggiunta Teresa Bellanova, sottosegretario alle Politiche del lavoro: «Ho avuto il privilegio di conoscere Mario Signore apprezzandone l’intima qualità umana e la non comune capacità di cogliere il senso profondo delle cose, senza mettere mai in difficoltà l’interlocutore». Il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, ne ha ricordato l’impegno pioneristico nella nascita dell’Ateneo: “A Signore e ad altri precursori insigni come lui dobbiamo la intuizione e la fortunata scommessa vinta della Libera Università di Lecce. Fine oratore e accademico dal valore umano e dalla sensibilità eccezionale, la comunità salentina tutta gli è doverosamente grata per ciò che ha fatto per il nostro Salento». Cordoglio e riconoscenza anche da parte della Fondazione Fòcara di Novoli. «Il professor Signore – ha ricordato il primo cittadino Oscar Marzo Vetrugno – è stato da subito vicino alla fondazione, condividendone lo spirito e gli obiettivi, seguendone i primi passi sin dalla nascita e collaborando attivamente fino all’ultima edizione della fòcara 2015. Di lui ricordiamo l’alto profilo scientifico, improntato ad un umanesimo rigoroso, l’impegno nella formazione, l’estrema disponibilità e la preziosa amicizia». Anche il sottoscritto ha avuto l’onore di incrociare, per la “strada accademica”, il professore Mario Signore. Nel 2013 ho sostenuto, come esame a scelta, quello di Etica d’Impresa. Pur essendo votato più al lato scientifico delle cose, rimasi colpito dal trasporto col quale il professore parlava del bisogno e delle aspirazioni che accompagnano l’uomo durante tutta la propria esistenza. Ricorderò un viso gentile e un genuino interesse per chi avesse di fronte. «Francesco Laddomada al Consiglio Regionale» R. FILOMENA DALLA PUGLIA – Mercoledì 6 maggio sarà presentato a Crispiano il libro “Francesco Laddomada al Consiglio Regionale”; un modo nuovo e trasparente, scelto da Laddomada, per rendere conto del suo operato di attività di consigliere, ma anche per sottolineare il valore del libro come strumento prezioso per incontrare i cittadini e renderli partecipi della sua attività politica, “promuovendo una concezione di ‘cittadinanza attiva’, affinché i cittadini possano avvicinarsi a una politica svincolata da interessi personali, ma mirata allo sviluppo e alla tutela del territorio”. L’opera, nei giorni scorsi è stata presentata in un incontro, moderato dalla dott.ssa Maria Teresa Pizzoleo, svolto a Martina Franca, presso l’auditorium della parrocchia “Divino Amore” , a cui ha par- tecipato anche il sindaco Franco Ancona. «Ho molto apprezzato – ha esordito il primo cittadino di Martina – l’idea di un libro per racchiudere i cinque anni di lavoro in Regione. Ritengo che ogni rappresentante istituzionale abbia il dovere di rendicontare ai cittadini il suo operato, perché è giusto che la gente sappia quanto lavoro c’è dietro un ruolo così importante e sia consapevole delle sfide che quotidianamente si è costretti ad affrontare. È giusto e doveroso che ogni esponente politico dia atto dell’impegno profuso nei confronti della popolazione. Francesco Laddomada negli ultimi cinque anni ha ricoperto un ruolo di fondamentale importanza e più volte ho collaborato con lui per risolvere alcune problematiche relative alla nostra città: spesso la sinergia tra Comune e Re- gione si rivela indispensabile ed è per questo che c’è bisogno di continuare ad alimentarla». Il contenuto del libro è stato illustrato dalla prof.ssa Silvia Laddomada che ha vissuto in primo piano la creazione del libro, collaborando alla stesura delle pagine che riassumono cinque anni di attività in consiglio regionale. «Un impegno costante quello di Francesco Laddomada – afferma la professoressa – sempre sensibile alla salvaguardia delle risorse naturalistiche, intervenendo prontamente in termini di ambiente, territorio e agricoltura. Il consigliere ha sempre mostrato anche una notevole attenzione sui temi della sanità pugliese, rivelando un interesse equilibrato per i diritti del malato...». Le domande del pubblico al consigliere hanno chiuM. ANNESE so la serata. Una breve nota sull’istituto sperimentale Maiorana di Brindisi PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI A. PICICCO La scuola gioiello della Puglia DALLA PUGLIA – Uno dei personaggi pugliesi candidati alla presidenza della Regione Puglia (che non menzioniamo per rispetto degli altri concorrenti) si è così espresso. Pubblichiamo la notizia perché – a nostro avviso – esalta giustamente il prestigio di una scuola pugliese riconosciuto addirittura a livello mondiale. «Ho visitato l’istituto sperimentale Maiorana di Brindisi (spiega il nostro personaggio ndr) e ho raccontato tutto su Periscope. Stiamo parlando di una scuola di altissimo prestigio che vanta riconoscimenti a livello nazionale e mondiale con insegnanti di primissimo livello. In particolare sono stati premiati con la medaglia d’argento per l’informatica e la medaglia di bronzo per fisica a livello mondiale. Qui si studia con tablet acquistati dagli studenti a loro spese, che sostituiscono i libri di testo. L’aula è del tutto innovativa, senza banchi ma con sedie comode per la scrittura e che permettono di organizzare lavori di gruppo in pochi secondi. Lo stile delle lezioni è totalmente interattivo. Le parole-chiave sono interazione, collaborazione e condivisione. Il preside Salvatore Giuliano mi ha spiegato come si svolgono le interrogazioni: i ragazzi producono un contenuto (un video o un testo), poi si va nello spazio “Agorà” e si espone il proprio lavoro. Ogni ragazzo può condividere il suo progetto con tutta la classe grazie al tablet. In questi giorni sono arrivate le iscrizioni di due ragazze, una di Mantova e una di Bolzano: una cosa solitamente impensabile per una scuola del Sud. Ho provato orgoglio per questi ragazzi e per questo nuovo metodo di studio tutto Made in Puglia. (E concludendo aggiuge ndr): Questa è la Puglia che vogliamo». (Da “Le inchieste di Resto al Sud” del 28 aprile 2015). (www.restoalsud.it) «L’amicizia: una avventura meravigliosa» DALLA PUGLIA – Il Leo Club di Francavilla Fontana è stato organizzatore e supporter della presentazione a Francavilla Fontana del libro di Agostino Picicco “L’amicizia: un’avventura meravigliosa”. L’avv. Picicco è giornalista, scrittore e coordinatore dell’ufficio delle presidenze di Facoltà dell’università cattolica del Sacro Cuore di Milano. La presentazione si è svolta presso la chiesa di Sant’Angelo in via Roma, venerdì 10 aprile alle ore 18,30. Una partecipazione importante dei giovani e da parte della cittadinanza francavillese ha reso questo evento singolare e capace di far riflettere su un tema così importante. Il testo affronta uno dei pilastri su cui poggia la società, ovvero l’amicizia: un sentimento che l’autore ha voluto filtrare in primis dalle sue esperienze personali e adagiare su quello che è il tessuto nel quale si intrecciano altre emozioni come gioia, crescita, rigore morale, successi, sconfitte. L’iniziativa è stata coordinata dal presidente del Leo Club Davide Mastromarino e illustrata agli ospiti dal cerimoniere Dario Mancino. Fondamentale è stato l’apporto del gruppo, che si è attivato nell’organizzazione e nella comunicazione. Gratitudine è stata espressa alla prof.ssa Maria Rosa Masi che ha coordinato la regia della manifestazione con il supporto del prof. Giampiero Moretto. La serata ha visto come relatori oltre al cerimoniere Dario Mancino: Davide Mastromarino, il parroco don Andrea Santoro, Maria Antonietta Todisco (dirigente scolastico Ites “G. Calò”) che ha svolto la relazione di fondo, e l’autore Agostino Picicco. Al termine il prof. Antonio Fazzi ha letto e commentato alcune pagine del volume. Il messaggio che la presentazione ha voluto diffondere e i ragazzi del Leo sono riusciti a fare propria, è che in questa società sempre più monopolizzata dallo spettro di un mondo virtuale, un sentimento veritiero e apparentemente semplice come l’amicizia può gettare delle profonde radici nella propria soggettività. Al termine della serata tantissime le persone che hanno acquistato il libro e contemporaneamente fatto diverse domande all’autore, una persona molto preparata e di sentimento che ha catturato il cuore dei francavillesi dal primo istante. Brindisi, in arrivo nuovi investimenti DALLA PUGLIA – Buone notizie almeno per la Puglia. Una azienda farmaceutica multinazionale (la Sanofi Aventis spa), ha inteso insieme alla Regione finanziare un progetto per l’espansione del polo produttivo di Brindisi, nella zona ex Punto Franco. Si tratta di oltre 28 milioni di euro di investimenti in totale che serviranno per potenziare la produzione di “Telcoplanina“, una molecola della famiglia delle “Rifamicine“. Per i nuovi macchinari saranno spesi 22 milioni di euro. In ricerca e sviluppo andranno oltre 2 milioni di euro. Con il progetto di ricerca, l’azienda prevede di svolgere attività per lo sviluppo di tecnologie per l’incremento di produttività dei microrganismi produttori di sostanze citotossiche, in modo da permettere la produzione di grammi di composto da utilizzare nella ricerca del coniugato anticorpo-citotossina. L’accordo segue quello firmato lo scorso 8 giugno: un protocollo di oltre 20 milioni di euro (5,6 finanziati dalla Regione) per la realizzazione di un impianto per la produzione di “Spiramicina” nello stesso stabilimento. Complessivamente è previsto un incremento occupazionale di circa una ventina di unità. D. M.

[close]

p. 12

P AGINA 12 – FEBBRAIO / APRILE ’15 G AZZETTINO SPOR TIVO La Gazzetta della Puglia Campionati di calcio leghe professionisti: serie A e B che si disputeranno nei nostri stadi con riferimento alla Puglia (a pag. 6) Calendario 2014/2015 di tutti gli incontri LE PARTITE DI SERIE A 2014-2015 Inizia l’11 agosto e termina il 31 maggio. LE PARTITE DI SERIE B

[close]

p. 13

La Gazzetta della Puglia ROMA – In sintesi si può dire che viene presa in considerazione una gamma più ampia di tipologie di reddito (il Fisco controllerà conti correnti e depositi), viene ponderata meglio la situazione patrimoniale, viene prestata maggiore attenzione alle famiglie più numerose e alle persone disabili. Queste le novità in dettaglio. (Nicolò Cipriani – Centro studi Cgn). Come si calcola il reddito-1 Al fine di valutare meglio l’effettiva situazione economica della famiglia, nel nuovo calcolo Isee 2015 vengono incluse nuove forme di reddito, comprese quelle fiscalmente esenti: a) reddito complessivo ai fini Irpef; b) redditi soggetti a imposta sostitutiva o a ritenuta a titolo d'imposta; c) ogni altra componente reddituale esente da imposta, compresi i redditi da lavoro dipendente prestato all'estero; d) i proventi derivanti da attività agricole, svolte anche in forma associata, per le quali sussiste l’obbligo alla presentazione della dichiarazione Iva. A tal fine, si considera la base imponibile assunta ai fini dell’Irap, al netto dei costi del personale; e) assegni per il mantenimento di figli effettivamente percepiti; f) trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, L EX SEMPER LOQUITUR FEBBRAIO / APRILE ’15 – P AGINA 13 Il Fisco controllerà una gamma più ampia di tipologie di reddito AUMENTI IRPEF ROMA – L’ulteriore stretta di vite del governo sugli enti locali si trasformerà, come si prevede, in un’altra stangata sui contribuenti. Secondo le prime indiscrezioni, crescerà l’addizionale Irpef regionale, già aumentata del 7,5% medio negli due anni (il picco si è registrato nella regione Lazio, dove l’addizionale dal 2013 è salita addirittura del 48%). Nello specifico, come riportato dal Corriere della Sera , saranno sei le Regioni che hanno rimodulato l’aliquota: Piemonte, Liguria, ancora Lazio ed Abruzzo, oltre all’Emilia Romagna (che ha tagliato il prelievo per i risparmi fino a 40mila euro e aumentando le fasce superiori) e alla Lombardia (aliquota più salata sopra i 75mila euro). A rischio rincaro, però, sono tutte quelle regioni che stanno discutendo con il ministero dell’Economia un piano di rientro dai forti debiti e dunque bisognose di fare cassa: oltre a Piemonte, Lazio ed Abruzzo, dunque, anche Molise, Campania, Umbria, Calabria e Sicilia. In questi casi, l’aliquota può salire di un ulteriore 0,30 rispetto al tetto massimo del 3,33. I Nuovo Isee, ecco come cambia incluse carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche, laddove non siano già inclusi nel reddito complessivo di cui alla lettera a); g) redditi fondiari relativi ai beni non locati soggetti alla disciplina dell’Imu; h) il reddito figurativo delle attività finanziarie. A tal fine si applicherà al patrimonio mobiliare complessivo del nucleo familiare (con l’esclusione dei depositi e conti correnti bancari e postali) il tasso di rendimento medio annuo dei titoli decennali del Tesoro ovvero, ove inferiore, il tasso di interesse legale vigente al 1° gennaio maggiorato di un punto percentuale; i) il reddito lordo dichiarato ai fini fiscali nel paese di residenza da parte degli appartenenti al nucleo iscritti nelle anagrafi dei cittadini italiani residenti all'estero (Aire). Come si calcola il reddito-2 Dal valore aggregato di tutti i redditi si sottraggono gli assegni periodici corrisposti al coniuge e ai figli e si opera una discriminazione qualitativa delle diverse tipologie di reddito, prevedendo che: - i redditi da lavoro dipendente vengono decurtati di una quota pari al 20%, fino ad un massimo di 3.000 euro; - le pensioni e i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari vengono decurtati di una quota analoga, fino ad un massimo di 1.000 euro; - i redditi agrari relativi agli operatori professionali obbligati alla presentazione della dichiarazione Iva vengono sottratti; - l’importo massimo della spesa effettivamente sostenuta per l’affitto registrato che può essere portato in deduzione viene aumentato da 5.165 a 7.000 euro all’anno. Tale importo viene incrementato di 500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo. Le detrazioni da patrimonio immobiliare Il patrimonio immobiliare è pari al valore dei fabbricati, delle aree fabbricabili e dei terreni, intestati a persone fisiche non esercenti attività d’impresa, quale definito ai fini Imu al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione della Dsu, indipendentemente dal periodo di possesso nell’anno. Il valore è così determinato anche in caso di esenzione dal pagamento dell'imposta. Per ciascun fabbricato, area o terreno, si detrae, fino a concorrenza, l’ammontare dell'eventuale debito residuo alla data del 31 dicembre dell’anno precedente la presentazione della Dsu per mutui contratti per l’acquisto dell'immobile o per la costruzione del fabbricato. Per le case di proprietà, se è stato contratto un mutuo, non si considera l’intero valore della casa ma solo la parte che supera l'importo del mutuo residuo. Il valore della casa di abitazione non è considerato nel reddito se ha un valore ai fini Imu inferiore alla soglia di 52.500 euro, incrementata di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo. Le detrazioni da patrimonio mobiliare Per i depositi e i conti correnti postali e bancari si dovrà considerare il maggior valore tra il saldo attivo al 31 dicembre dell'anno precedente a quello di presentazione della Dsu e la consistenza media annua riferita a tale periodo. Tale principio trova un’eccezione nel caso di acquisti immobiliari o incrementi di altre componenti mobiliari consentendo al richiedente di considerare il saldo al 31/12 anche se inferiore alla consistenza media. È il caso di precisare che il valore della consistenza media, per finalità di controllo, diventa un dato obbligatorio. Dal valore del patrimonio mobiliare si detrae, fino a concorrenza, una franchigia pari a 6.000 euro, accresciuta di 2.000 euro per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10.000 euro. La predetta soglia è incrementata di 1.000 euro per ogni figlio componente il nucleo familiare successivo al secondo. Le detrazioni per disabili Il nuovo Isee tiene conto anche dei costi sostenuti da persone con disabilità o non autosufficienti, introducendo franchigie differenziate sulla base dell'entità dell’inabilità dei soggetti. Le classi individuate sono tre: disabilità media, grave e non autosufficienza. Individuata la classe di appartenenza, si procede poi con un abbattimento diretto del reddito della famiglia in cui è presente la persona con disabilità. Le persone non autosufficienti potranno dedurre le spese (diretta o indiretta), dei servizi di collaboratori domestici e addetti all’assistenza personale o per la retta di ricovero in strutture residenziali. (Dalla rubrica FISCO 7) Basteranno solo sei mesi per dirsi addio consensualmente Divorzio breve, è legge! ROMA – Non più necessari 3 anni per mettere fine al matrimonio. Restano però i 2 gradi di giudizio. Il termine decorre dalla comparsa dei coniugi davanti al tribunale. Questo in breve sintesi è quanto prevede la recente legge (approvata in via definitiva mercoledì 23 aprile). Così, dopo oltre 40 anni il parlamento mette in atto una svolta sul divorzio. Dopo battaglie, ostracismi, rinvii, si accorciano i tempi per chi vorrà porre fine al proprio matrimonio. L’Italia, grazie al voto alla Camera (398 sì, 28 no e 6 astenuti) ha il suo divorzio breve: non saranno appunto più necessari 3 anni per dirsi addio, come prevedeva la riforma della legge FortunaBaslini, ma solo 6 mesi, se la separazione è consensuale, e al massimo un anno se si decide di ricorrere al giudice. C’è chi però, come qualche esponente della Lega, non è d’accordo: ha chiamato in causa l’assenza di tutela dei figli. Mentre qualche deputato di Ap, Fi e Fdi, ha espresso perplessità sul pericolo dei tempi brevi che possano intaccare la stabilità della famiglia. Numerose le novità: i tempi, innanzitutto. Fino a oggi lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio poteva essere chiesto da uno dei coniugi non prima di tre anni di separazione. Con il divorzio breve il termine passa a 12 mesi per la separazione giudiziale e a 6 mesi per quella consensuale, indipendentemente dalla presenza o meno di figli. Altra novità sulla comunione dei beni che si scioglie quando il giudice autorizza i coniugi a vivere separati o al momento di sottoscrivere la separazione consensuale; prima si realizzava solo con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione. Infine c’è l’applicazione immediata di questo divorzio breve: sarà operativo anche per i procedimenti in corso. Non è stato affatto facile arrivare a questo punto. E pensare che nel 1800 il codice di Napoleone già consentiva di sciogliere i matrimoni civili, (ma occorreva il consenso dei genitori e dei nonni). Dopo con l’Italia unita, il divorzio rimase un tabù. Nel 1902 non fu approvata una direttiva dell’allora governo Zanardelli che disponeva il divorzio solo in caso di adulterio, lesioni al coniuge, condanne gravi. Bisogna così giungere alla seconda metà degli anni Sessanta per l’avvio della battaglia in nome del divorzio: con il progetto di legge del socialista Loris Fortuna, le manifestazioni dei radicali, la Lega italiana per l’istituzione del divorzio. Così arriviamo alla svolta del dicembre1970 quando radicali, socialisti, comunisti, liberali e repubblicani approvarono la legge; contrari la Dc e il Msi. Un memento: l’Italia cattolica, allora antidivorzista, chiese il referendum: il 12 maggio 1974, l’87,7% degli italiani andò al voto per scegliere se abrogare o meno la legge Fortuna-Baslini; grazie a quasi il 60% dei no, restò in vigore. Arriva, poi, la prima forma di divorzio breve, con la riforma nel 1987 e con i tempi del divorzio che passano dai 5 ai 3 anni. Oggi l’ulteriore grande decisione politica, in attesa del divorzio immediato, stralciato dal Ddl, e del riconoscimento degli altri diritti civili che l’Italia ancora aspetta. RISPONDE LO STUDIO TEDESCHI COMMERCIALISTI IN MILANO Le donne in pensione a 57 anni ?! Il nostro sistema idrico ha tassi di dispersione fino al 60% e una tariffa media annua che è la più bassa in Europa. Gli investimenti da fare sono molti e molto dipende dalle aziende locali, dai comuni e dal governo, che deve garantire leggi certe rispettando il referendum del 2011 nel quale gli italiani hanno deciso che l'acqua deve restare pubblica. Le risorse necessarie ci sono ma bisogna fare in fretta nel programmare gli interventi. Per il ministro dell’Ambiente si tratta in sostanza di recuperare anni di mancata depurazione delle acque reflue, della messa a norma e della manutenzione dei depuratori esistenti. La normativa di riferimento è del lontano 1991 e ad oggi l’Italia ha fatto poco e niente per mettersi in regola. A fronte di vent’anni di rinvii è molto improbabile che si riesca a sanare il problema prima dell’arrivo delle sanzioni europee. E questo non è solo indice di miopia negli investimenti ma porta a rischi per l’ambiente e la salute. In Italia non investiamo sul servizio idrico integrato; è passato un ventennio e si continua a inquinare senza porre rimedio. Il danno è doppio perché le generazioni future si troveranno con un debito sulle spalle e infrastrutture da realizzare, ma preferiamo buttare i nostri soldi in sanzioni. AVVISO AI NOSTRI LETTORI Lo studio TEDESCHI & Partners - Commercialisti in Milano cura la pagina (Lex Semper Loquitur). I lettori pertanto sono pregati di rivolgere le loro domande in materia fiscale direttamente a: Tedeschi & Partners, via Correggio n. 19 - 20149 Milano o telefonando allo 02.45485155. Le donne sperano di lasciare il lavoro a 57 anni in attesa della decisione del Tar del Lazio che a breve dovrà esprimersi sulla class action (presentata dal loro comitato) con la quale si chiede l’estensione di tale diritto a tutte le lavoratrici che abbiano appunto compiuto 57 anni e che abbiano maturato 35 anni di contributi alla scadenza del 31 dicembre 2015. Avvenimento questo che – come ricorda il Corriere della Sera – l’Inps ha di fatto congelato alla fine dell’anno scorso. Sono circa 500 le donne che hanno deciso di aderire alla causa collettiva, mentre altre hanno la possibilità di farlo compilando la documentazione necessaria attraverso la pagina facebook che è stata creata ad hoc. Quindi, le donne, in caso di vittoria, non solo potranno andare in quiescenza a 57 anni ma anche con l’assegno che viene calcolato sulla base del metodo contributivo (che decurta il 20-25% rispetto al metodo retributivo). L’Istituto di previdenza sta aspettando che il ministero del Lavoro si esprima sull’opzione donna, perché la decisione del giudice amministrativo nel caso dovesse accogliere la richiesta della class option potrebbe avere effetti deflagranti. Il ministero del Lavoro non si è pronunciato e il comitato che ha presentato la class action ha quindi formalizzato al Tar la class action chiedendo di sancire la nullità delle circolari Inps e disporre nel contempo che congiuntamente l’Istituto e il ministero del Lavoro ripristino in pieno la possibilità di accedere ad opzione donna per tutte le lavoratrici che abbiano maturato i requisiti richiesti al 31 dicembre 2015. In arrivo nuove multe dall’Unione europea Ci risiamo con le multe e le corse contro il tempo. L’Italia rischia di pagare fino a mezzo miliardo l’anno di sanzioni per procedura d’infrazione sull’acqua e la depurazione. Se entro il 2016 non riusciremo ad adeguare la nostra rete idrica ai canoni europei, pioveranno sanzioni. Niente più contrassegno dell’assicurazione da esporre sul parabrezza. Il controllo del pagamento del premio verrà effettuato grazie al numero di targa del veicolo. Con questo provvedimento il governo intende regolarizzare il parco auto nazionale, evitando la circolazione di veicoli senza copertura assicurativa e la falsificazione dei bollini. Dal 18 ottobre, tutte telecamere delle Ztl e degli autovelox dovranno essere omologate per poter comunicare se un veicolo è assicurato. Le compagnie assicurative, invece, «dovranno aggiornarsi e rendere possibile questo nuovo metodo di lettura entro il 18 aprile senza che ai conducenti vengano fatte multe». A CURA DI GIULIA TEDESCHI Scompare il tagliando assicurazione auto

[close]

p. 14

P AGINA 14 – NOVEMBRE / GENNAIO ’15 G AZZETTINO MEDICO La Gazzetta della Puglia Da uno uno studio di ricarcatori dell’Università di Bari guidati dal prof. Antonio Mazzocca Scoperto recettore causa del tumore al fegato H I P P O C AT R E S G A CURA DEL MAGGIORE GENERALE (r.) E. I. DOTT. SAMUELE VALENTINO Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori del dipartimento interdisciplinare di medicina dell’Università degli studi di Bari guidati da Antonio Mazzocca ha identificato un nuovo meccanismo di malattia che sostiene il processo di formazione del cancro al fegato (epatocarcinoma). «La ricerca di recente pubblicata sulla prestigiosa rivista americana Cancer Research ( http://cancerres. aacrjournals.org/content/early/ 2015/ 01/ 14/ 0008- 5472. CAN- 141607. abstract ) ha scoperto il ruolo del recettore 6 dell’acido lisofosfatidico (Lpar6), sinora definito “recettore orfano”, nel processo di tumorigenesi epatica». Lpar6 è una proteina presente sulla superficie cellulare che funziona come un vero e proprio interruttore molecolare che sostiene la crescita delle cellule tumorali del fegato. «Spiega Mazzocca, quando abbiamo “spento” il recettore nelle cellule cancerose mediante tecniche d’ingegneria genetica, abbiamo sorprendentemente osservato che queste perdevano sia la capacità di proliferare sia quella di generare tumori nei modelli animali sperimentali. Per contro, quando abbiamo inserito (“acceso”) il gene che codifica Lpar6 in cellule incapaci di generare tumore, queste acquisivano tale capacità. Lo studio, continua Mazzocca, è partito in primis con l’osservazione che il recettore Lpar6 è abnormemente espresso nei pazienti con cancro al fegato. Poi è proseguito con esperimenti condotti sia in cellule tumorali in coltura sia in modelli murini, che hanno permesso di capire come questa molecola funziona. Un aspetto rilevante dello studio è che abbiamo dimostrato che i pazienti con elevati livelli di espressione di Lpar6 hanno un’attività proliferativa delle cellule tumorali aumentata e una prognosi della malattia peggiore con una sopravvivenza ridotta». «L’altro aspetto interessante dello studio, continua Mazzocca, è che si tratta di un recettore che si attiva dopo aver legato un fosfolipide (ossia un “grasso”), l’acido lisofosfatidico o Lpa, che funziona in questo caso come un potente fattore di crescita e che cambia un po’ la visione tradizionale di associare i fattori di crescita alle sole proteine. Va inoltre evidenziato che sebbene l’epatocarcinoma sia una malattia multifattoriale, cioè che può essere causata da diversi fattori (virus epatitici, alcool, tossine, ecc.), il meccanismo di malattia identificato dallo studio in questione è ubiquitario e comune alle suddette cause, il che renderebbe Lpar6 un bersaglio terapeutico appetibile. Infine, lo studio dimostra che l’effetto di Lpar6 è esercitato attraverso l’attivazione della funzione di geni chiave per la crescita delle cellule tumorali incluso l’oncogene Pim-3, attraverso un meccanismo che coinvolge la via di trasduzione del segnale mediato dalla proteina STAT3». La scoperta di questo nuovo meccanismo molecolare è di rilevante importanza per gli sviluppi futuri di questa patologia neoplastica. Il prof. Antonio Mazzocca, nato a Barletta (50 anni), nel suo curriculum annovera esperienze in prestigiose università americane come Harvard e la Vanderbilt University. Abilitato professore in malattie dell’apparato digerente, presta la sua opera di ricerca all’Università di Bari dirigendo il laboratorio di oncologia sperimentale del fegato all’Irccs “Saverio Debellis” di Castellana Grotte. È anche membro dell’Associazione americana per l’avanzamento delle scienze, dell’Associazione americana per la ricerca sul cancro e della Società italiana di cancerologia. Colon irritabile, un caso su quattro è responsabile il glutine Se si interrompe l’assunzione di cibi con glutine, un paziente su quattro non avverte più dei disturbi sinora attribuiti alla sindrome del colon irritabile o ad altre alterazioni dell’apparato digerente. Tanto risulta da uno studio dell’Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti ospedalieri (Aigo). La ricerca è stata condotta per verificare la reale diffusione della sensibilità al glutine, «patologia diversa dalla celiachia e caratterizzata dagli stessi sintomi». Per capire la reale causa dei disturbi lamentati dai pazienti i ricercatori, per tre settimane, li hanno privati di alimenti con glutine. Terminate le tre settimane, l’alimento è stato reintrodotto ed è stato accertato che il 25% di loro presentava di nuovo gravi sintomi. «Pertanto – dicono gli esperti – è possibile ipotizzare che questi pazienti potrebbero essere sottoposti a una terapia esclusivamente basata sulla dieta, simile a quella per la malattia celiaca». Oltre alla celiachia «si sta delineando oggi un nuovo disordine, la “sensibilità al glutine”, sempre causato dall'ingestione di questo alimento, ma che colpisce pazienti né celiaci né allergici al grano». Dalla ricerca emerge anche che «il nuovo disordine» potrebbe interessare tra il 5 e il 10% della popolazione italiana. Disturbo questo che provoca sintomi simili a quelli della sindrome dell’intestino irritabile (dolore addominale, gonfiore) ma anche manifestazioni, tipo: eczema, prurito, cefalea, che di solito insorgono subito dopo aver ingerito cibi con glutine, e ricompaiono molto rapidamente quando vengono esclusi dalla dieta. I I Come comportarsi in presenza di cambiamenti repentini di umore, depressione, irritabilità e... Brevi Brevi per la salute La dieta “anti Alzheimer” dimezza il rischio di ammalarsi Una dieta sana, simile a quella Mediterranea con qualche modifica, può dimezzare il rischio di sviluppare l’Alzheimer. Tanto emerge da uno studio del Rush Medical Center di Chicago pubblicato dalla rivista Alzheimer’s & Dementia: The Journal of the Alzheimer’s Association. Nella dieta, chiamata Mind (Mediterranean-dash intervention for neurodegenerative delay), quindici gruppi di alimenti sono divisi in dieci “salutari”, che comprendono tra gli altri: verdure a foglia verde, frutta secca, frutti di bosco, cereali integrali e olio d'oliva, e cinque “cattivi”, dalla carne rossa al burro ai fritti. Nella dieta gli alimenti cattivi devono essere inseriti meno di una volta a settimana, mentre per gli altri ci sono delle frequenze indicate, ad esempio: i frutti di bosco dovrebbero essere mangiati almeno due volte a settimana. Lo studio di ricerca ha monitorato oltre 900 persone controllate dal1997 al 2013, periodo di oltre 15 anni in cui si sono verificati 144 casi di Alzheimer. Nelle persone che hanno osservato strettamente la dieta il rischio è risultato inferiore del 53%, e anche in chi l’ha eseguita saltuariamente si è vista una ridotta probabilità del 35%. Segni e sintomi di ipoglicemia Quando sopraggiunge una crisi ipoglicemica, il cervello manda dei segnali di avvertimento, una sorta di “campanello di allarme che è a corto di zuccheri” che si manifesta sotto forma di: • nausea, sensazione di fame, visione doppia, formicolio generalizzato, mal di testa, dolori di stomaco, pallore. Poi, se la glicemia continua a scendere compaiono altri sintomi più importanti come: • cambiamenti repentini di umore, depressione, irritabilità, confusione mentale, stanchezza, sonnolenza, estesa sudorazione, incoordinazione neuromuscolare e vari disturbi visivi, motori e mentali. Talora si diventa restii a collaborare e perfino aggressivi o “strani” (alcuni famigliari affermano «…. si comporta come se avesse bevuto …»). Un’ulteriore abbassamento della glicemia, provoca: • tremori, parole e atti inconsulti, sensazione di angoscia, alternanza di crisi di pianto a riso, sensazione di irrealtà, disorientamento. Infine, a valori molto bassi di glucosio nel sangue possono comparire: • convulsioni, perdita di conoscenza, paralisi transitorie fino al coma. Alla comparsa dei primi sintomi è possibile correggere l’ipoglicemia bevendo un succo di frutta o una tazza di caffelatte con fette biscottate oppure mangiando della frutta o un panino. Se l’ipoglicemia è più intensa è preferibile consumare zuccheri più rapidamente assimilabili come tavolette di glucosio o una bustina di zucchero o del miele. Contemporaneamente è importante sedersi o addirittura sdraiarsi e controllare la concentrazione di zucchero nel sangue. Quindi, alzarsi soltanto quando ci si sente meglio con i valori della glicemia che sono tornati normali (dopo due controlli ravvicinati di 15 minuti). Se la glicemia non risale, anzi i sintomi si fanno sempre più intensi fino alla perdita di conoscenza, bisogna rivolgersi rapidamente ad un pronto soccorso più vicino: già nell’ambulanza i medici praticheranno un’infusione endovenosa di soluzione glucosata o una iniezione sottocutanea di glucagone, un ormone naturale che rialza la glicemia, rimuovendo lo zucchero dai depositi dell’organismo come il fegato. È ancora consigliabile: avere a casa almeno una fiala di questo ormone e avvisare famigliari, amici e/o colleghi sul da farsi in caso di una grave crisi ipoglicemica. Il glucagone può essere somministrato anche da profani di medicina. Per sicurezza è importante portare sempre con sé il tesserino personale di identificazione, per facilitare eventuali soccorritori. I L’istituto oncologico veneto sta studiando le cellule tumorali presenti nel sangue. E quindi il prelievo del sangue sostituirà la biopsia aprendo nuove vie di cura. Oltre alla speranza di poter evitare ai pazienti dolorose indagini, “Cancer-Id” sarà di fondamentale importanza perché consentirà agli oncologi un controllo mai avuto prima sullo sviluppo dei tumori nei pazienti. In questo modo i medici potranno verificare l’efficacia delle terapie e apportarvi rapidamente le opportune correzioni. “Sappiamo che il tumore avviene perché alcuni geni sono alterati, che il numero di geni alterati per singolo tumore è molto elevato e che questi Prelievo del sangue al posto della biopsia La ricerca apre nuove strade geni cambieranno nel tempo», spiega Giuseppe Opocher, professore associato di Endocrinologia e direttore scientifico dello Iov. «Stiamo lavorando sul genoma dei tumori – continua – e stiamo predisponendo nuovi laboratori perché vogliamo che entro un tempo ragionevole il paziente possa recarsi dall’oncologo con le “impronte digitali” del tumore. Poter studiare le cellule tumorali circolanti è una grandissima opportunità perché queste saranno una sorgente fondamentale per poter studiare la variazione del tumore in corso d’opera, prima che dia la metastasi, e quindi in qualche modo poterlo anticipare». I La tecnologia Google Glass in sala operatoria La tecnologia del Google Glass entra in camera operatoria e, prima volta in Italia, è utilizzata in un intervento di cardiochirurgia. Alle Molinette di Torino per la sostituzione di una valvola aortica su un uomo di 70 anni. Intervento perfettamente riuscito. La protesi di nuova generazione è stata impiantata con una incisione di appena 5 o 6 centimetri, senza aprire lo sterno. Sul display ad alta definizione montato su una lente degli occhiali, l’equipe medica ha consultato i dati clinici – strumentali del paziente come se si trovasse di fronte a uno schermo da 25 pollici visto da una distanza di due metri. I

[close]

p. 15

La Gazzetta della Puglia R ECENSIONI FEBBRAIO / APRILE ’15 – P AGINA 15 Ed Insieme – a cura di Vito Angiuli e Renato Brucoli di Lucrezia De Feudis LA TERRA DEI MIEI SOGNI I DALLA PRIMA (...) anni dell’episcopato (la raccolta del magistero molfettese è stata già pubblicata in sei tomi). I testi del cosiddetto “periodo ugentino”, per la prima volta accorpati in ordine cronologico, sono vari: articoli, cronache, diari, commemorazioni di confratelli defunti (che mettono in evidenza virtù e modelli per tutti), appunti di conferenze, lettere, articoli su periodici parrocchiali che danno atto del suo impegno nel legare religione e vita, omelie occasionate da eventi familiari come funerali e matrimoni nelle quali esprime con semplicità concetti teologici nuovi e non scontati a edificazione di tutti per uno stile di vita autenticamente evangelico. Inoltre, insieme ad un ricco apparato fotografico, compaiono le testimonianze di superiori e amici degli anni della formazione. Negli scritti di quegli anni emerge lo spessore dell’uomo e del prete con le sue fatiche e le sue sensibilità umane e sociali (come ad esempio l’attenzione ai poveri) e si svela il piccolo mondo antico del “Basso Salento” che va da Alessano, suo paese natale, ad Ugento, sede della curia e del seminario, e in un contesto più nazionale da Molfetta, a Bologna, a Milano, a Roma, le città della sua formazione, prima di ritornare ad Ugento per circa vent’anni e infine a Tricase come parroco. Illuminanti risultano i diari scritti agli inizi degli anni Sessanta. Qui apre il suo cuore, descrive cieli stellati e paesaggi primaverili che lo inteneriscono, confida solitudini e attese, avverte nostalgie e malinconie, la tristezza della domenica, anche l’infelicità di alcuni momenti più mediocri, più scontati, senza entusiasmi. Proprio in questi giorni si affida di più a Dio, lo sente vicino e amico, prega, si confida. Di rilievo, a mio parere, alcuni testi inediti e finora sconosciuti, relativi a corrispondenza riservata con vescovi, arcivescovi e cardinali nella quale don Tonino rifiuta onori e incarichi importanti. Da sottolineare le argomentazioni che con chiarezza e semplicità espone agli autorevoli destinatari. Una prima lettera è al vescovo mons. Giuseppe Ruotolo che l’ha ordinato prete e l’ha portato come suo teologo al Concilio e gli ha poi fatto conferire l’incarico onorifico di monsignore, o meglio, cameriere segreto soprannumerario di Sua Santità, secondo la dizione canonica dell’annuario pontificio. Don Tonino - che, come riconosce lui stesso, nell’esprimersi epistolarmente trova un modo più congeniale, pacato e ordinato per esporre pensieri e argomentazioni - gli chiede il 2 maggio 1968 di sospendere gli effetti dell’onorificenza: “Cameriere va bene, ma soprattutto segreto”. Della serie: il servizio sì , ma nel nascondimento e senza onori. Nel luglio 1978 scrive all’arcivescovo di Taranto Guglielmo Motolese per rinunciare a diventare rettore del seminario liceale di Taranto. Sembra quasi che sfugga agli incarichi invece le motivazioni sono molto ricche: la mancanza di esperienza pastorale di parrocchia, la penuria di clero nella diocesi di origine che avrebbe dovuto lasciare. Nel settembre 1978 fuga la prospettiva di nomina a vicario generale di Ugento facendo rilevare al vescovo mons. Michele Mincuzzi la mortificazione che avrebbe vissuto il vicario in carica, bisognoso magari di una iniezione di fiducia. Molto tenere le espressioni che usa verso la madre. A mons. Motolese scrive: “Mia madre ha ottant’anni e non sta bene in salute. Avrebbe avuto il diritto di vivere con me in questi venti anni, quando stava bene ed era meno vecchia; lei ha rinunciato volentieri a questo diritto. Ora, però, io non posso rinunciare al dovere di starle vicino almeno la notte, come da un anno e mezzo a questa parte sto facendo. Lasciarla sola non mi sembrerebbe giusto”. Ma poi, alla luce dei segni della Provvidenza, comprendeva che (come scriveva nel commiato ai confratelli prima di partire per Molfetta) “ormai i miei destini erano altrove, che la mia vita cambiava davvero direzione, che si rompevano i legami col passato; che si dissaldavano i vincoli di antiche amicizie, che si frantumavano le gioie di collaudate consuetudini (…) C’è poco da dire, andarsene fa male. (…) Con amarezza mi stacco per andare verso il futuro, sui sentieri della vita che Dio mi indicherà”. Siamo cordialmente grati ai curatori del volume e ai loro collaboratori per aver rispolverato queste pagine. Tale pubblicazione, oltre a far meglio conoscere la figura di don Tonino e a ricostruirne le vicende personali, la spiritualità, il pensiero, le esortazioni, farà bene a tanti per l’attualità e la freschezza dei contenuti e delle osservazioni, e offrirà una chiave di lettura nuova per l’impostazione di vita di ciascuno: per dirla con don Tonino (dall’omelia di commiato dai suoi parrocchiani di Tricase): “A cosa servono i discorsi? Serve la vita, serve l’impegno, serve l’amore, serve anche la sofferenza offerta al Signore”. IL TEMPO NON HA SCARPE AGOSTINO PICICCO Sabato 7 marzo l’Arp (associazione regionale pugliesi di Milano) ha organizzato nella sede di via Pietro Calvi la festa della donna presentando “Il tempo non ha scarpe”, volume di poesie e testi di prosa dialettale di Lucrezia De Feudis, giunta appositamente da Bisceglie in provincia di Bari. A relazionare sul volume alcuni dirigenti dell’associazione: il presidente cav. Dino Abbascià, il responsabile degli eventi e studioso di tradizioni popolari dott. Giuseppe Selvaggi, il responsabile culturale avv. Agostino Picicco, la responsabile giovani dottoressa Angela Pellegrino. Insieme all’autrice è altresì intervenuto il prof. Massimo Diodati presidente dell’associazione “Noi che l’arte” per illustrare alcuni quadri della De Feudis che hanno fatto da sfondo alla manifestazione culturale. Tanti gli spunti di riflessione offerti nella briosa conversazione: l’uso del tempo, la filosofia di vita legata al tempo che sfugge di mano, il fascino del tempo scandito dalle stagioni e dalle feste popolari, il legame con il paese d’origine, la bellezza dei paesaggi che rapiscono il cuore e suscitano emozioni, la sensibilità della donna, i racconti del passato ricchi di lezioni di vita per l’oggi, il fascino del dialetto, la capacità di scrutare gli avvenimenti oltre le apparenze facendosi catturare dal sogno, dalle emozioni, dai luoghi, l’importanza della solidarietà di vicinato, le filastrocche di un tempo. Alla fine Lucrezia De Feudis ha piacevolmente intrattenuto il pubblico leggendo alcuni testi che erano rientrati nelle considerazioni dei relatori e spiegando il significato di un tempo “senza scarpe”: orme sulla sabbia, quasi a dare un senso di leggerezza, un tempo – che è la nostra vita – da assaporare e gustare in ogni momento. Un inno alle donne e alla vita che si è poi concretizzato in un pomeriggio di allegria, di condivisione di cibo, di ritrovo di vecchi amici, per una festa della donna all’insegna delle emozioni e della cordialità. Una nota in chiusura. Abbiamo ritenuto più appropriato pubblicare in questa rubrica l’evento della presentazione del volume (con l’immagine della copertina di cui alla foto) perché meritevole di recensione seppur breve. A. P. Besa editrice - Autori: Antonella e Franco Caprio IL SEGRETO DEL GELSO BIANCO Marianna nasce nel 1938 in un piccolo paese della Puglia. A sei anni, mentre è sola in casa, subisce un trauma a causa di due soldati in ritirata (siamo nel 1944) che cercano di abusare di lei. Chiusa nel suo mutismo, non trova il coraggio di svelare a nessuno quanto le è accaduto. Neanche alla madre e al padre, Rosa e Pietro, contadini che si rompono la schiena nei campi. Confida il suo segreto soltanto al grande gelso bianco che troneggia a pochi metri dalla casa colonica. In seguito, non riesce a frequentare la scuola pubblica per problemi di salute. Ma, dopo averli miracolosamente risolti, si riscatta frequentando lezioni private e scegliendo di fare la sarta. Si sposa, emigra a Torino e ha dei figli. Ai quali, a tarda età, consegna un manoscritto convincendoli a scrivere la sua storia e quella della sua famiglia. Nascite, matrimoni, guerre, lutti, gioie e dolori. Un secolo, quattro generazioni. A partire dal nonno, Federico Di Lauro (patriarca ed autentico padre-padrone, figlio della sua epoca, che va e viene da “Nuova Yorche”), per arrivare ai tempi di oggi. Una classica saga familiare. Che viene raccontata, ne “Il segreto del gelso bianco” (Besa editrice, 2010, pp. 363, euro 16), dai fratelli Antonella e Franco Caprio. La prima insegna a Torino, il secondo esercita la professione di medico e vive a Conversano (Ba). Il romanzo ha vinto il premio nazionale “Libria Mola” 2010 e, l’anno dopo, si è classificato secondo nella terna del prestigioso premio letterario “Via Po” di Torino (vinto da “La sposa gentile” di Lia Levi), seguito da “Manca sempre una piccola cosa” di Alessandro De Filippi. Nella sestina di partenza figuravano “Nonna Carla” di Alain Elkann, “L’ultima riga delle favole” di Massimo Gramellini e “Strade bianche” di Enrico Emmert. Successo lusinghiero non da poco per un libro d’esordio scritto da pugliesi e pubblicato da una casa editrice pugliese. La storia – anzi, le storie – è vera. Inventati sono il nome di Merignano, dietro il quale si cela un piccolo comune della provincia di Bari, e quelli dei protagonisti. Come è esplicitamente scritto nel libro, l’idea che ha ispirato i due autori – anche loro, con nomi diversi, presenti nella narrazione – è stata suggerita proprio da Marianna, in cui è riconoscibile la madre di Antonella e Franco Caprio. Ne è venuto fuori, così, un bel romanzo. In cui i personaggi sono ben ritagliati nei loro ruoli e la descrizione dei luoghi, soprattutto quello del mondo rurale meridionale, è autentica e di forte impatto evocativo. Attuali i temi trattati: emigrazione, integrazione sociale, guerre, desiderio di ricchezza e di riscatto, scontro tra generazioni e mentalità, emancipazione delle donne. Il trapasso dalla società contadina a quella tecnologica fa da sfondo alle vicende narrate. Non mancano, perché anche di questi è fatto l’uomo, i dualismi religione-superstizione, tradizione-modernità, realismo-magia, serietàironia. Lo stesso gelso, alla cui ombra vivono le generazioni narrate nel libro, simboleggia un mondo fatto di cose buone e di cose brutte. “Morus alba” e “morus nigra” (gelso bianco e gelso nero), direbbe appunto Linneo. Infine, la lingua e lo stile. Col mutare delle generazioni e della società, muta anche la scrittura. Più densa e corposa all’inizio e poi, via via, sempre più snella e veloce. Nei dialoghi, perfetto è l’equilibrio tra il dialetto e l’italiano. La lettura scorre veloce, i continui flash black sono ben incastonati, i numerosi capitoli si inseguono come tante scene di un film. Si dice, ed è vero, che la scrittura a quattro mani è impresa ardua, se non impossibile. In questo caso, però, è stato compiuto un miracolo. P. FILOMENO

[close]

Comments

no comments yet