Passaggi per l'infinito

 

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Milano 6 Maggio 2015

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“Vincenzo Parea and his admirable path grafted in the tracks of analytical art has for some time been growing an interest beyond the norm, attested previously in a climate which at the end of the Seventies Filiberto Menna highlighted on the shores of conceptual art where analytical art declined with comparable elective affinity. “Paint-paint” rendered orchestral in a minimalist, concrete or luministic-spatial sense. And in a moment of tense existential discovery of western thought as a whole, the painting art of Vincenzo Parea, purified of every construction, reconstruction and deconstruction, appears to have a poetic rhythm of the visual effects of the chosen forms (square, round and so on), almost exacerbating the conscience of creative potential, toward an absolute colour that pivots between action and potential, between realisation and expectation, immanence and memory. The painting art of Vincenzo Parea in its internal physicality, or on the edge of being and not being, is, because of its rhythms of chromatic levels, of ascending and descending tones, a defence against rationality, so that all monochrome works, while having their internal and external variants, grow towards absoluteness, towards infinity, towards a universal rhythm, and make space to pass through, calm horizon. All the spaces of the surfaces return to an internal logic, where Malevich suggestions arise, but also the abstraction and successive movements of form and harmony, and their synthesis, the essence of parts and of the whole, the flow of colour and light as testimony of order and again coherent intimacy. The patience in execution and texture of forms where the weight of colour lightens, brings the spatial tension to the scene which grows in every corner and in every centre, and together it allows the eye to perceive a mythology of wings and horizons, emptiness and fullness, of strategies for forms and liberations from forms, of architecture and symmetries, internal ideology of the visual and perceptive experience, of contours and oblique, decisive and bright parts. Forms and perimeters come into and move away from the light that turns towards a true spatial phenomenology, which also infers contours of mysticism, freedom and contemplative love, from true and real optical fabula. Vincenzo Parea insists on spaces as traces of what is to come, nestled between movements and promised beauty, now central agitations to a language and non-objective syntax, and fenced in by everyday eternity with radiant light”. 15 April 2015 Prof. Carlo Franza ARTIST’S BIOGRAPHY Vincenzo Parea was born in Vigevano in 1940. He spent his early artistic years at the School of Painters and Decorators at the Civico Istituto Roncalli school in Vigevano, he developed his artistic-cultural training in constant dialectic rapport and in the studios of top artists of the contemporary era. In fact the artist’s interests, aimed initially at the pure emotional value of colour, followed a path of enrichment from aesthetic exploration, leading to research into the analytical values of colour itself. His first non-objective work is dated 1969. He has held prestigious solo exhibitions in Italy and abroad. In autumn 2014, historian professor Carlo Franza invited him to hold a solo exhibition titled “Fenomenologia del colore” (Phenomenology of Colour) as part of the “Scenarios” Project at Plus Florence in Florence, and another titled “Vestibilità del colore” (Colour Dressing) as part of the “Roads of Europe” Project at Plus Berlin in Berlin. Critical essays and forewords on the work of Vincenzo Parea have been written by: Giulio Carlo Argan, Bruno Bandini, Riccardo Barletta, Carlo Belloli, Claudio Beccaria, Marco Beretta, Antonio Calderara, Domenico Cara, Claudio Cerritelli, Alfio Coccia, Mauro Corradini, Dadamaino, Federica Dafarra, Giorgio Di Genova, Giovanna Fiorenza, Julio Flores, Carlo Franza, Giuseppe Franzoso, Carlo Fumagalli, Isabella Giardini, Flaminio Gualdoni, Friedrich W. Heckmanns, Lucrecia Vega Gramunt, Dino Marangon, Attilio Marcolli, Francesco Marinone, Giuliano Menato, Marco Meneguzzo, Guido Montana, Elena Pontiggia, Federica Rabai, Claudio Rizzi, Nanni Rossi, Luigi Sansone, Giorgio Segato, Cristina Portioli Staudacher, Alberto Veca, Annalisa Vella, Francesco Vincitorio. VINCENZO PAREA Passaggi per l’infinito Testo critico del Prof. Carlo Franza Event for EXPO MILANO 2015 Opening: Wednesday 6 May, 6:00 pm 6 May 2015 - 30 May 2015 Tuesdays and Wednesdays 10 am – 6 pm Thursdays and Fridays 3 pm – 6 pm open to visitors at other times by appointment +39.338.9197709 Work cover: “Cromoideazione curvilinea/azzurro” 2015 Acrylic on canvas cm 68 x 68 (side cm 48 x 48) www.vincenzoparea.it Via Padova 26, 20131 Milan, Italy Evento per Expo Milano 2015 Via Padova 26, MILANO

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La mostra dal titolo “Passaggi per l’infinito” è promossa dall’ARTESTUDIO 26, punto di riferimento significativo nella planimetria artistica di una città fortemente europea come Milano. Lo spazio oltre a vivacizzare ricognizioni ad ampio raggio di tendenze che caratterizzano l’arte contemporanea, offre lezioni tecniche e teoriche e conferenze di illustri artisti e intellettuali italiani del secondo Novecento. L’esposizione curata dal Prof. Carlo Franza, illustre Storico dell’Arte Contemporanea, che firma anche il testo, dal titolo “Passaggi per l’infinito” riunisce opere dell’artista Vincenzo Parea, che svelano il capitolo della pittura analitica ambientata su monocromi ove geometrie dispensano proporzioni, accensioni di luce e destini germinanti. La presenza di artisti affermati e di altri più giovani nel panorama delle scelte che l’ ARTESTUDIO 26 propone lascia intendere la capacità di leggere la storicità, di scoprire il nuovo, di rompere con un passato troppo vischioso e riscrivere anche una sorta di taccuino del futuro. “Per Vincenzo Parea e per il suo mirabile percorso tutto innestato nel tracciato della pittura analitica cresce da qualche tempo un interesse fuor dal comune, attestato già in un clima che dalla fine degli anni Sessanta Filiberto Menna mise in risalto su quella sponda dell’arte concettuale cui la pittura analitica si declinò con medesime affinità elettive. “Pittura-pittura” resa orchestra in senso minimalista, concreto o luministico-spaziale. E in un momento di tensiva scoperta esistenziale dell’intero pensiero occidentale, questa pittura di Vincenzo Parea, depurata da ogni costruzione, ricostruzione e decostruzione, pare vivere il ritmo poetico degli effetti visivi delle forme prescelte (quadrato, tondo, ecc.) quasi esasperando la coscienza della potenzialità creativa, verso un colore assoluto che oscilla tra atto e potenzialità, tra realizzazione e aspettazione, tra immanenza e memoria. Questa pittura del Vincenzo Parea nella sua fisicità interna, ovvero sul filo dell’esserci e del non esserci, è per via dei ritmi dei piani cromatici, delle tonalità ascendenti e discendenti, diga alla razionalità, sicchè ogni opera monocroma, pur con tutte le sue varianti interne ed esterne, cresce verso un’assolutezza, verso un infinito, verso un ritmo universale, e si fa spazio di attraversamento, calmo orizzonte. Tutti gli spazi delle superfici riambientano una logica interna, in cui rispuntano le suggestioni per Malevic ma anche l’astrattismo e i successivi movimenti di forma e armonia, e la loro sintesi, l’essenza delle parti e del tutto, il flusso del colore e della luce come testimonianza dell’ordine e ancora l’intima coerenza. La pazienza esecutiva e l’intonacatura delle forme ove aleggia poi la grammatura del colore, mette in scena la tensione spaziale che cresce in ogni angolo e in ogni centro, e il tutto si lascia percepire in una mitologia di ali ed orizzonti, di vuoti e di pieni, di strategie delle forme e liberazione da esse, di architetture e simmetrie, di ideologia interna del visivo e di esperienze percettive, di tracce e parti oblique, decise e nitide. Forme e perimetri entrano ed escono dalla luce che volge verso una vera e propria fenomenologia spaziale, che argomenta anche tracce di misticità, libertà e amore contemplativo, da vera e propria fabula optical. Vincenzo Parea insiste sugli spazi come tracciati di un divenire, sillabati tra movimenti e annunci della bellezza, ormai fermenti centrali di una lingua e di una sintassi inoggettiva, e recinti di quotidiana eternità a luce radente”. 15 Aprile 2015 Prof. Carlo Franza CENNI BIOGRAFICI DELL’ARTISTA Vincenzo Parea è nato a Vigevano nel 1940. Compiuti i primi studi artistici presso la Scuola per Pittori e Decoratori del Civico Istituto Roncalli di Vigevano, ha approfondito la sua formazione artistico-culturale in un costante rapporto dialettico e di studio con i maggiori artisti operanti nell’epoca contemporanea. Infatti l’interesse dell’artista, rivolto in un primo momento al valore emozionalmente puro del colore, viene ad approdare, in seguito all’arricchimento dell’indagine estetica, alle ricerche riguardanti i valori analitici del colore stesso. La sua prima opera inoggettiva è datata 1969. Ha tenuto prestigiose mostre personali in Italia e all’estero. Nell’autunno 2014 lo Storico Prof. Carlo Franza lo invita con una personale dal titolo “Fenomenologia del colore” nel Progetto “Scenari” al Plus Florence di Firenze, e ancora una personale dal titolo “Vestibilità del colore” nel Progetto “Strade d’Europa” al Plus Berlin di Berlino. All’opera di Vincenzo Parea hanno dedicato saggi critici e scritti introduttivi: Giulio Carlo Argan, Bruno Bandini, Riccardo Barletta, Carlo Belloli, Claudio Beccaria, Marco Beretta, Antonio Calderara, Domenico Cara, Claudio Cerritelli, Alfio Coccia, Mauro Corradini, Dadamaino, Federica Dafarra, Giorgio Di Genova, Giovanna Fiorenza, Julio Flores, Carlo Franza, Giuseppe Franzoso, Carlo Fumagalli, Isabella Giardini, Flaminio Gualdoni, Friedrich W. Heckmanns, Lucrecia Vega Gramunt, Dino Marangon, Attilio Marcolli, Francesco Marinone, Giuliano Menato, Marco Meneguzzo, Guido Montana, Elena Pontiggia, Federica Rabai, Claudio Rizzi, Nanni Rossi, Luigi Sansone, Giorgio Segato, Cristina Portioli Staudacher, Alberto Veca, Annalisa Vella, Francesco Vincitorio. “Immaginazione cromoideata / verde-giallastro” 2009 Acrilico su tavola, Ø cm 72 Evento per EXPO MILANO 2015 Inaugurazione: mercoledì 6 maggio, ore 18.00 6 maggio 2015 – 30 maggio 2015 martedì e mercoledì ore 10 – 18 giovedì e venerdì ore 15 - 18 visitabile in giorni e orari diversi previo appuntamento al 338.9197709 Opera di copertina: “Cromoideazione curvilinea/azzurro” 2015 Acrilico su tavola cm 68 x 68 (lato cm 48 x 48) www.vincenzoparea.it The exhibition “Passaggi per l’infinito - Passing through the Infinite” is promoted by ARTESTUDIO 26, a key point of reference in the artistic environment of a city like Milan with a strong European character. In addition to enlivening recognition of a multitude of trends that are shaping contemporary art, ARTESTUDIO 26 offers lessons on technique and theory, and conferences featuring famous Italian artists and intellectuals from the latter half of the twentieth century. The exhibition is curated by Prof. Carlo Franza, renowned Contemporary Art Historian, author of the text titled “Passaggi per l’infinito”, and brings together the works of artist Vincenzo Parea which reveal a chapter on analytical painting on monochrome where geometries dispense proportion, the kindling of light and destinies taking root. The presence of established and younger artists in ARTESTUDIO 26’s select panorama suggests an aptitude for reading history, discovering the new, breaking with an overly viscous past and rewriting a sketchpad of sorts on the future.

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