Inserto Donne ad Alta Quota - Roma 2007

 

Embed or link this publication

Description

Inserto Donne ad Alta Quota - Roma 2007

Popular Pages


p. 1

inserto05_2007.qxd:Layout 1 4-06-2007 9:41 Pagina 1 I.P. DISTRIBUITO CON IL SOLE 24 ORE FONDAZIONE MARISA BELLISARIO DONNE NELLA COMUNICAZIONE VALORE E TRASPARENZA LE PROTAGONISTE 2007

[close]

p. 2

inserto05_2007.qxd:Layout 1 4-06-2007 9:41 Pagina 2 intesa sanpaolo 2

[close]

p. 3

inserto05_2007.qxd:Layout 1 4-06-2007 9:41 Pagina 3 PER UNA COMUNICAZIONE di Lella Golfo Presidente della Fondazione Marisa Bellisario “Donne nella comunicazione: valore e trasparenza”, il tema delle Mele d’Oro 2007, è per noi è quasi un ritorno alle origini. “Donne in comunicazione” era il titolo della II Edizione del Premio Bellisario. Allora volevamo lanciare un messaggio chiaro: ‘donne, comunicate tra voi!’, oggi certifichiamo il loro protagonismo, nei numeri e ruoli. Lo scenario che abbiamo di fronte è come “stravolto”: contesto, confini, attori e posta in gioco sono cambiati e la comunicazione ha assunto una centralità prepotente nel vivere moderno. Per questo motivo, abbiamo realizzato una ricerca, un focus group e una serie di interviste che troverete nelle pagine a seguire: un’analisi su più fronti per fotografare la situazione attuale e guardare al futuro. Le nostre sono società ed economie della conoscenza e i gap non sono più sociali o economici, ma informativi, relazionali e tecnologici. Oggi “sapere è potere” e al “saper fare” bisogna affiancare il “saper comunicare”: “fare bene e farlo sapere” era il vecchio motto dei comunicatori americani, mai così fondato. Le politiche di comunicazione dei Governi diventano il cardine della governance dei Paesi e le leadership politiche, economiche, finanziarie si costruiscono e misurano sull’immagine. Basti pensare alle elezioni presidenziali francesi, tutte giocate sulla comunicazione e sull’immagine. E, nel nostro Paese, alla personalizzazione dello scontro politico o alle recenti campagne mediatiche contro un carrozzone istituzionale troppo costoso e poco incisivo, lontano da elettori e cittadini. Anche in Italia la comunicazione è ormai una macchina complessa. Fatta di regolamentazioni legislative non risolte, come il conflitto d’interesse. Di imponenti operazioni e intrecci finanziari attorno alla proprietà dei mezzi. Di modelli di business che si trasformano, tecnologie e new media che convergono e di un mercato in continua e imprevedibile evoluzione. Il dato positivo su questa industria viene dalle cifre : oltre 4.200 imprese con una precisa fisionomia sul piano comunicativo; 178 Enti fra Istituti e Università; 3.160 fra professionisti e società specializzate; circa 460 fra concessionarie, radio e Tv, testate giornalistiche, portali e centri media. E il terreno “Associativo & Istituzionale” ammonta a 2.770 realtà: dalle PA locali a sindacati e istituzioni che, pur lentamente, stanno conquistando visibilità e padronanza in tema di comunicazione. Ma la vera differenza la fanno i professionisti che gravitano attorno a questo mondo. E soprattutto le donne, entrate nell’industria della comunicazione quando non era ancora considerata strategica e che oggi ne sono protagoniste indiscusse. Secondo i dati della nostra ricerca rappresentano il 74% degli addetti negli uffici stampa e il 71% nell’area comunicazione delle aziende, che dirigono nel 77,8% dei casi. Dunque, in questo settore più che negli altri, hanno conquistato posizioni di vertice. Tuttavia, secondo le previsioni del Censis, questo trend positivo potrebbe subire un brusco arresto e il comparto essere investito da una contrazione del 20% in termini di addetti. “Il futuro di questa funzione, per le sue protagoniste si presenta comunque insidioso” è l’ammonimento del Prof De Rita. “Il DNA femminile ha in sé i cromosomi necessari per continuare il percorso di successo di questi anni passati, ma certamente la competitività anche con il mondo maschile sarà crescente”. Crediamo che in questa “gara” le donne saranno vincenti grazie alla loro preparazione, all’intuito e allo spirito di innovazione. Ma quale sarà il futuro della comunicazione tout court e quali i fattori critici di successo di questo e in questo settore? Per Paese, imprese e professionisti, i rischi sul sentiero sono tanti, ma anche le opportunità. Per coglierle, è necessario che parole come innovazione, qualità, partecipazione, trasparenza, meritocrazia e formazione non restino gusci vuoti ma si riempiano di contenuti e significati. Nel pubblico come nel privato, in politica come nelle imprese e nella società. Partendo dalle istituzioni, dobbiamo iniziare a chie- 3

[close]

p. 4

inserto05_2007.qxd:Layout 1 4-06-2007 9:41 Pagina 4 DONNE NELLA COMUNICAZIONE VALORE E TRASPARENZA derci: quali sono i reali costi economici e politici di una “non comunicazione”? A mio parere ingenti: un Paese che non comunica non esprime idee sul suo futuro. Dunque, prima di tutto Governo e sistema politico devono dotarsi di una politica di comunicazione fatta di visione e strategia di lungo periodo. Devono creare e gestire relazioni efficaci con tutti i pubblici di riferimento: dai cittadini-elettori alle imprese, dalle associazioni di categoria e sindacali alle istituzioni, dai media agli altri Governi. Devono riconquistare una fiducia fondata sulla trasparenza e farsi interlocutori affidabili e lungimiranti del Paese reale. La nostra classe politica deve promuovere il sistema Italia all’estero, attirare investitori stranieri, costruire un’immagine del Paese fatta di sostanza e credibilità - come ha fatto con le recenti missioni in Cina e India - implementare un sistema formativo serio e rigoroso, capace di produrre leadership e competenze al passo con l’evolversi dei mercati. Solo così potremo vincere le sfide che ci attendono e diventare un’evoluta e competitiva società ed economia della conoscenza. In secondo luogo, bisogna mettere la comunicazione al centro dei processi di modernizzazione della PA. Solo così saremo in grado di praticare un’idea matura ed europea di servizio pubblico. E in questo senso bene sta lavorando il Ministero per le Riforme e Innovazioni nella pubblica amministrazione, anche in relazione al potenziamento dell’egovernment. Quanto al nostro tessuto imprenditoriale, innovazione e competitività, binomio da tutti invocato, saranno parole chiave anche nel campo della comunicazione e della pubblicità. La comunicazione deve diventare per le nostre imprese un investimento strategico e un fattore critico di successo al pari di altri. Bisogna abbandonare atteggiamenti difensivi e conservativi, dotarsi di strumenti che garantiscano flessibilità, investire nel prodotto “creatività”, rischiare anche sulla forza delle proprie idee. Aziende e professionisti sono chiamati a rimettersi in gioco e accettare le nuove scommesse. In un tempo che ha abolito dazi e frontiere, è obbligatorio aprirsi, studiare, confrontarsi con altri Paesi, cogliere le opportunità offerte dai new media. E ancora, sarà necessario incentivare i giovani e insegnar loro la professione, garantendo un legame più stretto tra Università, aziende e mercati, come accade negli altri Paesi. I nuovi leader saranno coloro che avranno il polso dei mercati, capaci di anticipare gli scenari, attrarre target impermeabili ai messaggi pubblicitari e non più segmentabili con criteri socio-demografici, assecondare una società che muta nelle forme e contenuti. E, come sottolinea nelle sua intervista Carolyn Carter, Presidente e AD di una delle maggiori multinazionali della pubblicità, “Le grandi idee non sono né maschili né femminili e il web non fa discriminazioni di sesso…”. Dunque le donne hanno le carte in regola per divenire autentiche agenti del cambiamento in questo settore. In conclusione, parlando di futuro della comunicazione, non si può dimenticare che informazione e tecnologie, in un intreccio dai confini labili, hanno radicalmente influenzato il modo individuale e collettivo di concepire la realtà e il senso della convivenza civile. Quella che viviamo non è solo una rivoluzione tecnologica ma investe il sistema dei valori, sottoponendolo a una continua e rapida revisione. E nella cultura del cambiamento la dimensione etica diventa un passaggio fondamentale. Non è un caso che la XIX Edizione del Premio Bellisario parli di valore e trasparenza. Non perché crediamo che l’eticità sia appannaggio esclusivo delle donne. Ma siamo convinte che le dirigenti e manager artefici della comunicazione aziendale, pubblicitaria, politica e sociale, abbiano maggiore attenzione e sensibilità nelle loro scelte strategiche. La Fondazione Bellisario crede che questo protagonismo femminile possa essere garanzia di una comunicazione ispirata alla trasparenza ed eticità. Valori che dobbiamo tener ben saldi e su cui dobbiamo fondare lo sviluppo delle economie e società del futuro. 4

[close]

p. 5

inserto05_2007.qxd:Layout 1 4-06-2007 9:41 Pagina 5 Editoriale PER UNA COMUNICAZIONE DONNE NELLA COMUNICAZIONE: VALORE E TRASPARENZA Ricerca Censis Servizi COMUNICAZIONE DI LOBBY: LE “MARCE IN PIÙ” DELLE DONNE” Intervista a Claudio Velardi LA COMUNICAZIONE SOCIALE ABITA QUI ED È DONNA Intervista ad Alberto Contri L’INDIA DELLE DONNE: UNA LEADERSHIP PER LO SVILUPPO Intervista ad Ajali Alexander ………. Intervista al Ministro Paolo Gentiloni PIÙ DONNE PER GUIDARE ETICAMENTE LE NUOVE TECNOLOGIE Intervista a Viviane Reding UN’AZIENDA WOMEN FRIENDLY, GUIDATA DA UNA DONNA di Donatella Treu Le protagoniste 2007 IL MIO RWANDA, IL NOSTRO PROGETTO di Lella Golfo COMUNICARE MODELLI E PRATICHE PER UNA CRESCITA EQUILIBRATA: PROTEO S.P.A di Cinzia Bonfrisco NEWS DALLA FONDAZIONE BELLISARIO FONDAZIONE MARISA BELLISARIO Ente Morale per la promozione delle attività e delle carriere delle donne ONG - Organizzazione Non Governativa Via delle Colonnette, 26/A (Studio Canova) 00186 Roma Tel.06/36002804-36001287 Fax 06/36002805 E-mail: info@fondazionebellisario.org Sito Internet: www.fondazionebellisario.org COMUNICAZIONE DONNA: UN BINOMIO VINCENTE Luca Cordero di Motezemolo FOCUS GROUP DONNE: PROTAGONISTE DELLA COMUNICAZIONE NEW MEDIA: IL NUOVO MONDO DELLA COMUNICAZIONE IN RETE di Chiara Grasselli LE STRADE DELLE PARI OPPORTUNITÀ: LE COSE STANNO CAMBIANDO IN ANAS SANITÀ: COMUNICARE PER COSTRUIRE SALUTE Di Maria Pia Ruffilli ………. Intervista a Gina Nieri POLITICA E COMUNICAZIONE: IL PROTAGONISMO DELLE DONNE Intervista alla Senatrice Anna Finocchiaro ……….. Intervista a Giuliana Del Bufalo Il vantaggio competitivo delle donne Intervista a Carolyn Carter ……….. Intervista a Franca Sozzani Curato da: Marina Abbate Hanno collaborato: Alessia D'Annibale Rosanna Marchese Daniela Cocito Annalisa Ingrati Stefania Assumma Antonella Della Torre Giovanni Spinella Progetto grafico e impaginazione: Studio Vitale Foto: New Press Stampa: Arti Grafiche Amilcare Pizzi Come aderire alla Fondazione: Chi desidera far parte della Fondazione deve inviare il proprio curriculum personale e professionale che verrà sottoposto al vaglio degli organi competenti. L’iscrizione comporta il pagamento di una quota annua. Nome ...................................................................................................... Cognome ................................................................................................ Data di nascita......................................................................................... Indirizzo..................................................Città .......................................... Telefono .................................................Fax............................................ E-mail.....................................................Cell ........................................... Professione.............................................................................................. Il valore dell’adesione: Le associate partecipano a tutte le attività della Fondazione; ricevono assistenza nelle attività professionali; hanno l’opportunità di scambiarsi esperienze a livello nazionale e internazionale; usufruiscono di tutti i servizi e convenzioni della Fondazione; ricevono il materiale informativo… in una parola, sono protagoniste del mondo che vogliamo migliorare! 5

[close]

p. 6

inserto05_2007.qxd:Layout 1 4-06-2007 9:41 Pagina 6 ENI

[close]

p. 7

inserto05_2007.qxd:Layout 1 4-06-2007 9:41 Pagina 7 ENI

[close]

p. 8

inserto05_2007.qxd:Layout 1 4-06-2007 9:41 Pagina 8 RICERCA DONNE NELLA COMUNICAZIONE VALORE E TRASPARENZA Nelle pagine seguenti leggerete la sintesi dei risultati dell’indagine “Donna e Comunicazione: valore e trasparenza” realizzata dal Censis Servizi per la Fondazione Marisa Bellisario, con il contributo di Capitalia. La ricerca si è sviluppata secondo due direttrici. Una prima analisi quantitativa fa il punto sul pianeta comunicazione, ricostruendo il trend che lo ha interessato negli ultimi cinque e che ha portato ad una vera e propria “colonizzazione” femminile del settore. Quante donne oggi compongono l’universo della comunicazione istituzionale, aziendale, pubblicitaria e no profit, dove sono maggiormente presenti e, soprattutto, quali ruoli ricoprono? Attraverso la consultazione di fonti ufficiali e la realizzazione di sondaggi presso l’area Comunicazione delle medio-grandi aziende italiane, gli URP Provinciali e gli Enti promotori di corsi di specializzazione ad hoc, avremo la conferma di un autentico protagonismo femminile. Su questa mappa esauriente abbiamo voluto innestare un elemento qualitativo, attraverso una serie di interviste in profondità a donne leader del settore. Abbiamo chiesto loro quali sono i 5 fattori che rendono vincente una “comunicazione al femminile” e quali, invece, gli errori da non fare, gli sbagli da non commettere se si vuole raggiungere il successo professionale. I risultati che vi proponiamo, a nostro avviso, fanno luce in modo esauriente su un settore vitale delle nostre economie e società. Non solo attraverso numeri e cifre, bensì, raccontando quale sia il reale contributo delle donne e se vada nella direzione di quella maggiore trasparenza ed eticità evocata con sempre più urgenza. Il percorso compiuto dal settore comunicazione negli ultimi dieci anni ha visto come protagoniste a volte “inconsapevoli” le donne. Da complemento d’arredo a core-business aziendale, l’area comunicazione diventa il punto nevralgico, la conditio sine qua non dell’affermazione di un prodotto sul mercato. Prima ancora che “a come vendere” oggi si pensa “a come comunicare” un prodotto/servizio, è nell’immagine, nella comunicazione, che è insita la chiave del suo successo. Dietro l’affermazione di questa tendenza, ci sono le donne, pari al 70% degli addetti del settore, che hanno saputo interpretare questa funzione aziendale fino a renderla indispensabile. Le professioniste di oggi riconoscono di aver avuto, all’inizio della carriera, maggiore facilità di accesso, poiché la comunicazione era considerata un’area priva di specifiche capacità o competenze; le dirigenti di oggi hanno “rimescolato le carte” rendendo quello del “comunicatore” il loro mestiere per eccellenza. È quello della comunicazione, d’altra parte, l’unico comparto aziendale in cui troviamo una consolidata e convinta maggioranza di donne anche ai vertici della piramide aziendale, come testimonia la ricerca realizzata per conto della Fondazione Marisa Bellisario. Il futuro di questa funzione per le sue protagoniste, si presenta comunque insidioso. Stiamo per assistere ad una sorta di necessaria frenata: ora che la competitività è sempre più alta, la comunicazione dichiaratamente strategica, le competenze ben delineate, sarà la qualità del messaggio ad essere vincente. Il DNA femminile ha in sé i cromosomi necessari per continuare il percorso di successo di questi anni passati, ma certamente la competitività anche con il mondo maschile sarà crescente. Un suggerimento: giocare d’anticipo, valorizzando il senso di responsabilità, l’esigenza di una forte trasparenza della comunicazione, la valorizzazione ulteriore dell’innovazione. Giuseppe De Rita 8

[close]

p. 9

inserto05_2007.qxd:Layout 1 4-06-2007 9:41 Pagina 9 DONNE NELLA COMUNICAZIONE VALORE E TRASPARENZA 1 LE PROFESSIONISTE DELLA COMUNICAZIONE Nelle medio-grandi aziende italiane l’area Comunicazione e l’Ufficio stampa si caratterizzano per una netta predominanza di donne. Nel panel di aziende contattate, infatti, sono donne il 71% di addetti nell’area Comunicazione e quasi il 74% nell’Ufficio Stampa. Si tratta di una tendenza in atto già da quasi 5 anni e in netta crescita soprattutto nell’Ufficio Stampa: dal 59,1% di impiegate nel 2002, al 73,9% nel 2007. In generale, aumenta anche la percentuale di dipendenti donna nelle aziende: dal 39,9% del 2002, al 46,1% di oggi. DIPENDENTI DONNA NEL SETTORE COMUNICAZIONE, NELL'UFFICIO STAMPA E SUL TOTALE DEI DIPENDENTI, ANNI 2002 E 2007 dipendenti donna in totale 39,9% nel 2002 46,1% nel 2007 ufficio stampa comunicazione Fonte: Panel Censis Servizi 2007 59,1% nel 2002 73,9% nel 2007 64,0% nel 2002 71,2% nel 2007 Una rapida panoramica sugli Uffici Relazioni con il Pubblico provinciali, in un settore della comunicazione, quindi, di tipo istituzionale, presenta lo stesso scenario: il 62% degli addetti è donna, in crescita di 10 punti percentuali rispetto al 2002. Il 66,6% dei responsabili degli stessi uffici è di sesso femminile, mentre nel 2002 era “solo” il 41,6%. DIPENDENTI E RESPONSABILI DONNA NEGLI URP PROVINCIALI 2007 66,6% RESPONSABILI 61,9% DIPENDENTI 2002 Fonte: Panel Censis Servizi 2007 41,6% RESPONSABILI 51,0% DIPENDENTI Nelle parole delle intervistate emerge la consapevolezza di questa forte presenza femminile, accompagnata tuttavia da un pizzico di amarezza. “Oggi molte donne lavorano in comunicazione e riescono a raggiungere anche i vertici della dirigenza, perché è stato un settore a lungo considerato poco strategico e conseguentemente di facile accesso per le donne…” “ …è un’area relativamente nuova rispetto ad altre come Finanza e Produzione di cui, solo recentemente, si comincia ad apprezzare l’importanza e la strategicità. Forse per questo non so se rappresenti davvero un successo che siano tante le donne a lavorare in quest’ area aziendale …”. L'Orchestra dell'Accademia della Libellula diretta dal Maestro Cinzia Pennesi, presente al Premio Marisa Bellisario ringrazia 9

[close]

p. 10

inserto05_2007.qxd:Layout 1 4-06-2007 9:41 Pagina 10 RICERCA 2 LE PROFESSIONISTE AI VERTICI Le donne in carriera in questo ambito raggiungono sempre più i vertici della piramide organizzativa. Oggi, il 77,8% dei dirigenti dell’area Comunicazione e il 55,6% dei responsabili degli Uffici Stampa sono donne, nel 2002 erano in entrambi i casi “solo” il 38,9%. Si tratta di una vera e propria peculiarità di questo settore. Se andiamo ad esaminare, infatti, le altre funzioni, ed in primis la direzione generale troviamo ancora una netta predominanza di uomini (77,8% nel 2002 ed oggi), così come ai vertici dei settori Finanza (66,7%) e Risorse Umane (61,1%). Il trend della leadership femminile, tuttavia, lascia ben sperare. In tutte le direzioni aziendali, infatti, la presenza femminile dal 2002 ad oggi ha guadagnato terreno. E se la scalata a settori come Produzione o Ricerca e Sviluppo, avanza lentamente, le donne hanno fatto grandi passi avanti nel Marketing, dove hanno raggiunto il 44,4%, rispetto al 22% del 2002, e nelle Risorse umane, dove troviamo il 38,9% di direttori donna rispetto al 16,7% di cinque anni fa. ASSEGNAZIONE RUOLI DIRIGENZIALI SECONDO IL SESSO, ANNO 2007 Comunicazione Ufficio stampa Marketing Risorse umane Commerciale Direzione generale Ricerca e sviluppo Produzione Finanza / credito donne 77,8% 55,6% 44,4% 38,9% 33,3% 33,3% 22,2% 22,2% 27,8% 0% Fonte: Panel Censis Servizi 2007 il totale non è uguale a 100 perché erano possibili più risposte uomini 16,7% 33,3% 33,3% 61,1% 44,4% 77,8% 33,3% 27,8% 66,7% 90% ASSEGNAZIONE RUOLI DIRIGENZIALI SECONDO IL SESSO, ANNO 2002 Comunicazione Ufficio stampa Finanza / credito Marketing Direzione generale Risorse Umane Commerciale Ricerca e sviluppo Produzione donne 38,9% 38,9% 33,3% 22,2% 22,2% 16,7% 16,7% 11,1% 11,1% 0% Fonte: Panel Censis Servizi 2007 Il totale non è uguale a 100 perché erano possibili più risposte uomini 38,9% 38,9% 61,1% 55,6% 77,8% 77,8% 55,6% 44,4% 33,3% 90% 10

[close]

p. 11

inserto05_2007.qxd:Layout 1 4-06-2007 9:41 Pagina 11 DONNE NELLA COMUNICAZIONE VALORE E TRASPARENZA INTERNET, EVENTI E MEDIA RELATION In un settore così ampio e dalle mille sfaccettature, si affermano sempre più ambiti specifici di competenza. Siamo quindi andati a scorporare la funzione comunicazione, per fare il punto su presenza e livelli di responsabilità nelle aree di cui si compone. A tale scopo, abbiamo chiesto al nostro panel di indicarci quali tra le funzioni rientranti nell’area comunicazione vedesse in azienda una maggioranza di dipendenti donna. La Comunicazione via internet e l’organizzazione di Eventi sono risultate le aree “più femminili” con il 77,3% e il 71,2%, seguite dalla gestione della Comunicazione interna e dalle Media relation. Interessante notare che non sono gli stessi comparti di cui le donne sono in prevalenza le responsabili. Nel 50% delle aziende contattate, infatti, è stata indicata la funzione immagine, a pari merito con la gestione della Pubblicità/sponsorizzazioni e con le Relazioni esterne, come il settore a maggiore appannaggio delle donne in termini di responsabilità di gestione e/o di cui le donne sono alla guida. Confermano, d’altra parte, le dirigenti donna di aziende leader nel settore da noi intervistate: “..con il suo profondo ed innato senso del gusto e dell’estetica, la capacità di apertura verso gli altri e di introspezione, la donna ha in potenza le carte in regola per gestire al meglio queste tipologie di funzioni”. Da rilevare, inoltre, l’incremento dei ruoli di responsabilità nell’ambito della gestione della Comunicazione interna, dove le responsabili sono passate dal 38,9% del 2002 al 50% di oggi e, in senso contrario, il leggero calo nelle Relazioni istituzionali, dal 38,9% al 27,8%. RESPONSABILI DI SETTORE DONNA IN AMBITO COMUNICAZIONE, ANNI 2002 E 2007 (val.%) Immagine 44,4% nel 2002 50,0% nel 2007 Pubblicità Comunicazione interna 44,4% nel 2002 50,0% nel 2007 38,9% nel 2002 50,0% nel 2007 Relazioni esterne 44,4% nel 2002 50,0% nel 2007 Eventi 50,0% nel 2002 44,4% nel 2007 Media relations 44,4% nel 2002 44,4% nel 2007 Comunicazione via internet 44,4% nel 2002 44,4% nel 2007 Fiere 22,2% nel 2002 33,3% nel 2007 Relazioni istituzionali 0% 38,9% nel 2002 27,8% nel 2007 Fonte: Panel Censis Servizi 2007 100% FUNZIONI IN AMBITO COMUNICAZIONE SVOLTE PREVALENTEMENTE DA DONNE Comunicazioni via internet Eventi Comunicazione interna Media relation Relazioni esterne Risorse Umane Sponsor Immagine Fiere Fonte: Panel Censis Servizi 2007 77,3% 71,2% 69,2% 67,2% 65,3% 62,5% 59,1% 54,7% 17,4% 0% 100% 11

[close]

p. 12

inserto05_2007.qxd:Layout 1 4-06-2007 9:41 Pagina 12 capitalia

[close]

p. 13

inserto05_2007.qxd:Layout 1 4-06-2007 9:41 Pagina 13 RICERCA DONNE NELLA COMUNICAZIONE VALORE E TRASPARENZA 3 FORMARSI PER AFFERMARSI: PERCORSI DI STUDIO E DI SPECIALIZZAZIONE Su un totale di oltre 76.000 immatricolati dal 2001 al 2006, quasi 50.000 ragazze hanno scelto una Laurea in discipline legate alla comunicazione. IMMATRICOLATI FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE DIVISI PER SESSO, ANNI 2001/2006 2001-2002 femmine 64,5% maschi 35,5% 2002-2003 2003-2004 61,9% 38,1% 59,5% 40,5% 2004-2005 59,7% 40,3% 2005-2006 0% 60,8% 39,2% Fonte: Elaborazioni Censis Servizi su dati MIUR 100% Fin dai primi anni dell’istituzione del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione, d’altra parte, le studentesse sono state le più convinte frequentatrici. Il trend della presenza femminile, infatti, dal 2001 ad oggi, è stato costantemente pari e/o superiore al 60%. Conseguentemente, su circa 14.729 laureati 10.415 sono le dottoresse in Scienze della Comunicazione, pari al 70% del totale. LAUREATI FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE DIVISI PER SESSO 2002-2005 2002 donne 70,8% uomini 29,2% 2003 2004 71,5% 28,5% 71,3% 28,7% 2005 Fonte: Elaborazioni Censis Servizi su dati MIUR 70,3% 29,7% 0% 100% Stesso livello di attrazione sulle donne rivelano i master post-laurea in discipline legate alla comunicazione. Se nel 2002 le donne iscritte a questi corsi rappresentavano il 58%, nel 2006 sono il 69,9% e il 2007 sembra confermare il trend di un interesse crescente. Le professioniste della comunicazione, però, avvertono: “…per lavorare in un settore complesso come questo è importante avere una solida cultura scolastica/universitaria di base, anche se non necessariamente in una Facoltà di Scienze della Comunicazione, ma non è sufficiente. Quello del comunicatore è un mestiere strettamente tecnico che si apprende solo lavorando sul campo con molta umiltà, tenacia e dedizione”. A detta delle professioniste affermate, quindi, “le nuove leve devono impegnarsi e non illudersi di raggiungere subito dopo il percorso di studi il successo professionale. La concorrenza è sempre più agguerrita e non è formata solo da laureati in Scienze della Comunicazione, ma anche da tanti altri giovani in gamba che hanno seguito percorsi formativi differenti”. 13

[close]

p. 14

inserto05_2007.qxd:Layout 1 4-06-2007 9:41 Pagina 14 RICERCA DONNE NELLA COMUNICAZIONE VALORE E TRASPARENZA ISCRITTI AL MASTER IN AMBITO COMUNICAZIONE/MARKETING DIVISI PER SESSO, ANNI 2001/2007 2001/2002 2002/2003 2003/2004 2004/2005 2005/2006 2006/2007 donne 57,3% 62,2% 63,1% 65,3% 68,9% 68,0*% 0% uomini 42,7% 37,8% 36,9% 34,7% 31,1% 32,0% 100% Fonte: Elaborazioni Censis Servizi su dati MIUR NOTE: 1. Per l’a.a. 2001/02 i dati relativi alle Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e di Roma La Sapienza non sono disponibili; 2. Per l’a.a. 2002/03 i dati relativi alla Università degli studi di Roma La Sapienza non sono disponibili; 3. Per l’a.a. 2004/05 i dati relativi all’Università degli studi di Messina non sono disponibili. * Dati di tendenza al maggio 2007 su dati panel Censis Servizi 4 I 5 INGREDIENTI CHIAVE DELLA COMUNICAZIONE AL FEMMINILE Abbiamo chiesto alle nostre intervistate di indicare quali sono gli “ingredienti” per il successo e quali quelli che possono “penalizzare” una donna che sceglie di lavorare in questo settore. Ecco, dunque, in ordine di priorità, i 5 elementi che non possono mancare in una ricetta per il successo e i 5 fattori che, se mal dosati, possono creare “intoppi” nel percorso. In positivo Tenacia e determinazione Chiarezza di vedute e tensione verso l’obiettivo Formazione continua Intuito Eticità e onestà intellettuale In negativo Eccessiva emotività Scarsa preparazione Atavica “dipendenza” dagli uomini che si traduce, a volte, in insicurezza Eccessivo “carrierismo” Ansia di perfezionismo IL “TRACCIATO” DELLA RICETTA PER IL SUCCESSO IN COMUNICAZIONE +6 Tenacia e determinazione Chiarezza di vedute e tensione verso l'obiettivo +4 Formazione Continua Intuito Eticità e onestà intellettuale +2 -2 Eccessivo "carrierismo" Ansia di perfezionismo -4 Eccessiva emotività Scarsa preparazione Atavica "dipendenza" dagli uomini -6 Fonte: Interviste in profondità a donne dirigenti in aziende leader nella comunicazione, Censis Servizi 2007 Esistono, inoltre, delle peculiarità, indicate dalle nostre intervistate come insite nel DNA femminile, che, se ben utilizzate, possono rappresentare una marcia in più per lavorare al meglio in questo settore. Prima di tutto, la creatività, intesa anche come poliedricità, capacità di destreggiarsi e di risolvere ogni situazione dosando fantasia e concretezza. Poi, il senso del gusto e dell’estetica, perché “per lavorare in questo ambito bisogna essere competenti e preparati, ma anche saper trasmettere emozioni”. Ed ancora la versatilità e la precisione, se non si trasforma in ansia di perfezionismo. 14

[close]

p. 15

inserto05_2007.qxd:Layout 1 4-06-2007 9:41 Pagina 15 finmeccanica

[close]

Comments

no comments yet