Agricoltura 4 2015

 

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ANNO 43 - POSTE ITALIANE s.p.a. - SPED. ABB. POSTALE – DCB CENTRALE/PT MAGAZINE AUT. 141/2004 VALIDA DALL’11/1172004 – PUBBL. MAX 50% - € 2,10 IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE AL CMP, VIA ZANARDI 28 40131 BOLOGNA PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE CHE SI IMPEGNA A CORRISPONDERE IL PRESCRITTO DIRITTO POSTALE a pag. 6 N. 4 - APRILE 2015 LATTIERO-CASEARIO Finisce l’era delle quote si torna al mercato Expo a pag. 16 ORTOFRUTTA Fattori di debolezza e strategie di rilancio MENSILE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA si parte a pag. 28 SALUMI Esportazioni senza barriere con il trattamento Hpp

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itoriale SIMONA CASELLI Assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca Regione Emilia-Romagna Psr: siamo pronti Priorità ai giovani D opo un lungo percorso, verso la fine di maggio il Psr 2014-2020 dell’EmiliaRomagna partirà. Molta parte del merito va data a chi mi ha preceduta, che fin dal 2013 ha contribuito a definire gli obiettivi di intervento, dopo un approfondito confronto con le parti sociali e i portatori di interesse. Le linee di programmazione del nuovo Psr sono finalizzate alla formazione, all’innovazione e al trasferimento tecnologico delle imprese agricole; al rilancio e alla stabilizzazione del settore primario, secondo logiche di filiera con la trasformazione agricola; a migliorare le condizioni dell’agroambiente e del clima; allo sviluppo equilibrato dei territori rurali e alla loro infrastrutturazione in banda larga e ultra larga. Proprio su quest’ultimo punto, la Commissione europea ha rilevato un complessivo grado di arretratezza in molte regioni italiane, tra cui l’EmiliaRomagna, che si è tradotto nella richiesta, inserita nell’Accordo di partenariato nazionale, di un maggior contributo da parte dei Fondi europei, tra cui il Feasr. Tale elemento è stato al centro di un’attenta discussione con la Commissione europea, cui ho partecipato ad appena tre settimane dal mio insediamento. Con gli uffici di Bruxelles abbiamo concordato un adeguamento del programma in merito alle risorse per la banda larga e ultralarga, che saliranno di 46 milioni di euro rispetto alla dotazione iniziale. La cronaca del negoziato riporta adeguamenti del programma che, tra i principali, hanno riguardato: i giustificativi di spesa per le misure agroambientali a seguito della definizione a livello nazionale delle scelte sul primo pilastro della Pac; le modifiche alle misure per l’irrigazione, con un coordinamento a livello nazionale; una migliore definizione della strategia per la pioppicoltura; l’inserimento di un’operazione per i ripristini nel settore forestale colpiti da avversità; una misura per promuovere start-up di imprese extra agricole in territorio rurale. Dopo avere informato dell’iter e del merito del negoziato sia la Commissione politiche economiche dell’Assemblea legislativa regionale, che i membri del partenariato, il 27 marzo 2015 il testo del programma riformulato è stato inviato alla Ue. Formalmente il Programma potrà essere approvato dalla Commissione solo dopo la riformulazione del Quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea prevista per maggio, ma prima di tale data è attesa a giorni una lettera che ci restituisca l’esito positivo della consultazione di tutti i servizi della Commissione, nota come “Comfort letter”. A questo punto siamo pronti a partire. I primi bandi cui stiamo lavorando sono quelli per i giovani che vogliono prendere le redini di un’impresa agricola. Un altro intervento è quello che indennizza gli agricoltori che operano in zone svantaggiate. Il passaggio alla fase operativa scioglie tutti i dubbi sulla validità del lavoro sin qui fatto. Il Psr dell’Emilia-Romagna, con la sua dotazione di 1,2 miliardi di euro, è lo strumento principale per costruire il futuro di una delle regioni più importanti dell’agricoltura europea. È un programma complesso e articolato perché deve rispecchiare la realtà naturale, economica e sociale molto variegata della nostra regione. Come ci ha recentemente confermato il Commissario europeo all’Agricoltura Phil Hogan, sarà tra i primi a essere approvati, ha obiettivi molto avanzati e indica alcune “buone pratiche” che verranno prese a riferimento a livello comunitario. Da parte nostra, siamo determinati a lavorare con passione, insieme con il vasto mondo del partenariato, alla realizzazione di progetti per un’agricoltura sempre più sostenibile e competitiva, all’avanguardia in Europa e nel mondo. 3 APRILE 2015

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MENSILE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA PERIODICO DELL’ASSESSORATO AGRICOLTURA, CACCIA E PESCA SOMMARIO 03 EDITORIALE Psr: siamo pronti Priorità ai giovani Simona Caselli 19 NUOVI MERCATI Buone chance in Polonia per l’export frutticolo Cristiano Riciputi ANNO 43 - N. 4 - APRILE 2015 Reg. Trib. Bologna n. 4269 del 30-3-73 Iscrizione al ROC n. 24729 Spedizione in abb. postale - Regime libero 50% Aut. DRT/DCB/Bologna DIRETTORE Simona Caselli DIRETTORE RESPONSABILE Roberto Franchini COORDINAMENTO DELLA REDAZIONE Paola Fedriga IN REDAZIONE Antonio Apruzzese, Olga Cavina, Giancarlo Martelli REFERENTI Patrizia Alberti, Laura Banzi, Saverio Bertuzzi, Milena Breviglieri, Patrizia Cavanni, Vincenzo Di Salvo, Rossana Mari, Vittorio Marletto (Arpa-Simc), Piero Pastore Trossello, Carlo Patuelli, Paolo Pirani, Luciano Rinaldi (Crpa), Mario Savorelli (Crpv), Simona Spagnoli, Maria Cristina Zarri SEGRETERIA DI REDAZIONE Monica Cervellati Cattani RESPONSABILE DIATECA AGRICOLTURA Fabrizio Dell’Aquila REDAZIONE Regione Emilia-Romagna Direzione Agricoltura 40127 Bologna Viale della Fiera, 8 - Terza Torre Fax 051.5274577 Tel. 051.5274701 - 051.5274289 http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/ agricoltura@regione.emilia-romagna.it EDITORE CANTELLI ROTOWEB srl Via Saliceto 22/e-f - 40013 - Castel Maggiore (Bo) tel. 051.700606 - fax 051.6328090 www.cantelli.net ABBONAMENTI c/c postale n° 001023801994 c/c bancario IBAN IT-51-R-07601-02400-001023801994 Intestato a CANTELLI ROTOWEB SRL CONCESSIONARIA ESCLUSIVA PER LA PUBBLICITÀ Fatti 06 ANALISI Latte, ritorno al mercato Paola Fedriga 21 TRA NOVITÀ E TENDENZE Vinitaly 2015, ottima annata. Debutta il Pignoletto Doc a cura della Redazione 22 DIVERSIFICAZIONE Lo zafferano di nonno Nino è prezioso quanto l’oro Claudio Visani 08 SEMPLIFICAZIONE Piano Agricoltura 2.0 al nastro di partenza a cura della Redazione 10 SVILUPPO ECONOMICO Piccoli agricoltori crescono con i prodotti sostenibili David Cuming Fisco e previdenza 25 Commercio elettronico: c’è il credito d’imposta a cura di Corrado Fusai 12 QUI REGIONE Alluvione e trombe d’aria: accordo con le banche a cura della Redazione Nuove tecnologie 28 SALUMI Export senza barriere con il trattamento Hpp Giuseppe Merialdi 14 QUI EUROPA Pagamenti reteizzati per chiudere le quote a cura di Carla Cavallini Economia 16 RAPPORTO NOMISMA L’ortofrutta ha bisogno di una strategia di rilancio Giancarlo Martelli O.P.S.A.I. S.r.l. Via Monte Rosa, 19 - 20149 Milano Tel. 02/4694949 - 48018114 e-mail: milano@opsai.com Responsabile Pubblicità e Marketing Claudio Pietraforte I testi, le notizie e le foto contenute nel presente fascicolo possono essere utilizzate solo previa autorizzazione e citando la fonte. Le fotografie e i testi, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. TIRATURA: 40.000 COPIE CHIUSO IN REDAZIONE IL 15/4/2015 IL CONTENUTO DEGLI ARTICOLI NON ESPRIME NECESSARIAMENTE LA POSIZIONE DELL’ASSESSORATO REGIONALE ALL’AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITÀ FAUNISTICO-VENATORIA Foto di copertina: rendering dell’Albero della Vita ed Expo 2015 (Balich Ws, Giò Forma)

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APRILE 2015 SPECIALE EXPO 2015 a cura della Redazione In collaborazione con: Luciana Finessi, Paolo Pirani, Francesca Ponti, Gianni Boselli, Carlo Malavolta, Milena Breviglieri, Raffaella Agostini, Daniela Camboni. Meccanizzazione 31 UN SISTEMA RECENTE Pomodoro: pro e contro del trapianto automatico Ottavio Repetti Rubriche 45 NOVITÀ DALLA RICERCA a cura di Maria Teresa Salomoni e Nicola Di Virgilio I La sfida del cibo sostenibile e per tutti IV Le eccellenze dell’Emilia-Romagna VI Sei storie per raccontare il meglio di un territorio VII Climate ChangE-R, un impegno per l’ambiente VIII La mappa dell’Expo X Più innovazione e ricerca con il World Food Forum XI Le opportunità per il mondo produttivo XII Alla scoperta dei tesori lungo la via Emilia XIII Tutta l’Emilia-Romagna che andrà a Expo XVI Auto, treno o metro: come arrivare Ricerca e sperimentazione 34 SORGO/1 Come si caratterizzano le varietà da biogas Angelo Sarti 47 IN BREVE a cura della Redazione 50 AGENDA VERDE a cura della Redazione 52 SPAZIO INNOVAZIONE a cura di Patrizia Alberti 54 NEL GIARDINO a cura di Maria Teresa Salomoni e Massimo Drago 37 SORGO/2 Cultivar da granella: i test svolti nel 2014 Angelo Sarti, Roberto Reggiani, Josè Antonio López González 56 MONDO BIO a cura di Rosa Maria Bertino 57 AGROMETEO a cura di William Pratizzoli Pedologia 40 TECNICHE AGRONOMICHE La borettana predilige suoli di medio impasto Carla Scotti, Cristina Piazza, Vanni Tisselli 58 DALLA PARTE DEI CONSUMATORI a cura di Enrico Cinotti Precisazione Gli autori dell’articolo “Le alternative alla chimica nella lotta alla peronospera”, pubblicato sul numero di marzo 2015 alle pagine 43-44, sono: Aldo Zechini D’Aulerio, Lisa Govoni e Federica Piattoni del Dipartimento di scienze agrarie dell’Università di Bologna. Pierpaolo Pasotti (Astra) ha contribuito alle prove in campo. Avversità 43 CERASICOLTURA Le strategie di difesa contro Drosophila suzukii Mauro Boselli, Rocchina Tiso

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Fatti ANALISI Latte, ritorno al mercato Dal 31 marzo vanno in soffitta le quote di produzione. Il Piano messo a punto dal Ministero. La proposta dell’Emilia-Romagna per la campagna 2014-2015 PAOLA FEDRIGA F ine delle quote latte. Dopo oltre trent’anni di produzione contingentata, si ritorna al libero mercato. Un passaggio per certi aspetti storico per il settore lattiero-caseario europeo. Una sfida non facile che metterà alla prova la capacità delle imprese italiane di competere, sul fronte della qualità del prodotto, dei costi di produzione e dell’organizzazione commerciale. «Dobbiamo prepararci a un cambio di fase», ha detto il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina che proprio il 31 marzo ha presentato il Piano straordinario per il latte italiano. Intanto per la campagna 2014-2015, a fronte di una produzione che si prevede eccedentaria, l’Europa ha concesso la rateizzazione senza interessi del prelievo supplementare (il tema è affrontato anche nell’articolo a pag. 14). Quanto al passato, sono 1.405 (114 quelle relative all’EmiliaRomagna) le cartelle esattoriali predisposte da Agea ed Equitalia, con interessi aggiornati al 31 dicembre 2014. Secondo il Ministero su 2.305 milioni di euro di prelievo imputato, risultano esigibili 832 milioni. Dal Fondo per la qualità, all’interprofessione Cuore del Piano ministeriale è il Fondo latte di qualità: 108 milioni di euro per il triennio 2015-2017 e contributi (in regime de minimis) che potranno arrivare fino a un massimo di 15mila euro per gli allevamenti e di 200mila per chi fa anche trasformazione e commercializzazione. Tra le azioni previste: incremento della longevità, benessere animale, resistenza genetica alle malattie, sicurezza alimentare. Dovrebbe fare la sua comparsa tra gli scaffali dei supermercati già nelle prossime settimane APRILE 2015 6 Dell’Aquila Fotolia

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il nuovo logo “100% italiano”, un marchio privato e facoltativo per indicare la zona di mungitura del latte fresco. Il marchio sarà lanciato da una campagna di comunicazione per invertire il calo dei consumi interni e dal progetto “Latte nelle scuole” previsto per il 2016. E veniamo alle relazioni di filiera, nodo ancora insoluto del comparto lattiero-caseario italiano. Su questo aspetto il Governo ha annunciato di essere al lavoro su un meccanismo di interprofessione in cui siano chiaramente regolati gli ambiti di intervento, le modalità di partecipazione e di funzionamento, per recuperare il ritardo del nostro Paese rispetto ad altre realtà europee e a quanto previsto dallo stesso Pacchetto latte Ue. Il tema è stato al centro di una riunione del febbraio scorso con tutta la filiera e le Regioni. Previste anche misure per rafforzare l’applicazione dell’art. 62 e l’impegno a contrastare le pratiche di mercato sleali in collaborazione con l’Antitrust. Mentre in Europa si scrive la parola fine sulle quote latte, in Emilia-Romagna, dove il 90% del latte è destinato alla produzioni di formaggi, CASELLI: PIÙ FLESSIBILITÀ PER CHI È IN REGOLA Nell’ultimo anno di applicazione delle quote latte utilizzare al meglio e con più flessibilità la quota nazionale assegnata all’Italia. È arrivata dall’assessore emiliano-romagnolo all’agricoltura Simona Caselli la proposta, poi fatta propria da tutte le Regioni con una richiesta di decreto urgente al Governo, di estendere la possibilità di compensazione nazionale anche alle aziende, in regola, che hanno prodotto oltre il 6% della quota loro assegnata. Una categoria finora non contemplate nei criteri di priorità nazionali. «Questo correttivo permetterà – spiega Caselli – di limitare l’impatto sui produttori e di utilizzare al meglio la quota nazionale, senza modificare quanto già previsto per i produttori delle aree di montagna e svantaggiate». il Consorzio del Parmigiano Reggiano registra l’adesione quasi totale degli allevatori al Piano di regolazione dell’offerta. Al 31 marzo, il 98% dei 3.200 allevamenti ha sottoscritto le quote di produzione. «Un grande segno di maturità - per Guglielmo Garagnani coordinatore di Agrinsieme - oggi gli allevatori, il sistema produttivo e il Consorzio ne escono rafforzati». NEL MONDO CRESCONO DOMANDA E OFFERTA. IN ITALIA SERVE PIÙ AGGREGAZIONE A colloquio con Alberto Menghi, Crpa Quale è oggi la situazione dei prezzi in Europa? «Il settore lattiero caseario europeo ha attraversato un anno record di prezzi del latte, il 2013, con 38 euro per 100 kg di latte, (fonte LTO MilkPrices, ndr) che ha spinto gli allevatori a produrre sempre di più. Nel 2014 le produzioni elevate in tutto il mondo hanno spinto i prezzi in basso. A febbraio 2015 il prezzo è calato ancora e siamo arrivati a 32 euro per 100 kg. Il trend per i prossimi anni è di crescita delle produzioni in particolare nelle aree dei Paesi europei che si affacciano sul Mare del Nord e allo stesso tempo continuerà a calare il numero di stalle». Anche la domanda mondiale è in crescita… «È in crescita sia per un aumento dei consumi unitari che delle disponibilità economiche in paesi fortemente popolati come la Cina e l’India. Ma a condizionare il prezzo del latte è in particolare il rapporto che si crea di volta in volta tra la domanda e l’offerta. In particolare tra la domanda dei Paesi importatori di latte in polvere, formaggi e burro e l’offerta degli esportatori mondiali: Nuova Zelanda, Usa, Ue. Quando l’offerta non cresce allo stesso ritmo della domanda, il prezzo si impenna, per poi crollare quando i produttori incrementano di nuovo le produzioni e il rapporto si squilibra di nuovo. In questo periodo di prezzi bassi l’incremento di produzione globale si è praticamente dimezzato nel giro di un anno. Ci vorranno quindi mesi prima che l’Europa possa smaltire gli stoccaggi di latte in polvere e formaggi in atto in questi mesi e che i prezzi possano avere dei significativi rialzi anche per i produttori italiani». In questo contesto come si colloca l’Italia? «L’Italia fa parte del contesto globale le cui oscillazioni di prezzo si ripercuotono anche sulle nostre produzioni nazionali. I punti di debolezza del sistema lattiero caseario sono stati valutati in uno studio, il progetto Innovalatte 2030, commissionato dalla Regione Emilia-Romagna al Crpa (sul tema è anche uscito un libro “Quale futuro per i produttori di latte in Italia?” edito da Maggioli, ndr). Il principale elemento di debolezza è rappresentato dalla disaggregazione del settore che compromette anche la fase di commercializzazione e quindi la possibilità di avere la giusta remunerazione anche per prodotti di eccellenza come il Parmigiano-Reggiano. Nel nord Europa questo tema è stato affrontato con grosse cooperative in grado di associare fino a 20mila allevamenti, anche in Paesi confinanti. Nel comprensorio del Parmigiano-Reggiano ce ne sono meno di 3.500 e nessun significativo piano associativo in atto». APRILE 2015 7

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Fatti SEMPLIFICAZIONE Piano Agricoltura 2.0 al nastro di partenza cole, creando di fatto un meccanismo di gestione integrata centro-periferia dei dati aziendali. Le novità in arrivo riguardano l’anagrafe agricola federata nazionale, il fascicolo aziendale unico, il piano assicurativo aziendale la banca dati unica dei certificati aziendali e, dal 2016, il pagamento anticipato della Pac e la domanda unificata. Tra le novità: l’anagrafe nazionale e il fascicolo unico aziendale. Ma la domanda precompilata in EmiliaRomagna è già realtà A cura della REDAZIONE iuti comunitari. Meno passaggi burocratici, meno costi per gli agricoltori. Più celerità per gli adempimenti e i controlli amministrativi. È partita dagli stand del Vinitaly di Verona, alla presenza del ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, la prima domanda pre-compilata per gli aiuti Pac. Un click non solo simbolico, ma anche l’avvio del Piano “Agricoltura 2.0” annunciato a fine 2014 e contenuto nel DM 162 del 12 gennaio 2015. Una nuova opportunità, dunque, per l’intera platea degli agricoltori italiani (circa 1,5 milioni) che da quest’anno potranno (autonomamente o con l’aiuto del proprio Centro di assistenza agricola) dare conferma dei dati inseriti o integrarli e completarli, semplicemente collegandosi al sito di Agea o degli Organismi pagatori regionali. La domanda Pac pre-compilata, una novità che peraltro non riguarda l’Emilia-Romagna, dove questa opportunità è data ai Caa già da alcuni anni, è solo una delle misure contenute in un pacchetto messo a punto dal Ministero insieme alle Regioni e agli Organismi pagatori per ridurre gli adempimenti che gravano sulle aziende agri- A Un solo data base nazionale Attualmente le informazioni sulle aziende agricole italiane sono raccolte e gestite a livello regionale e parzialmente inviate a livello nazionale. L’obiettivo è far confluire i dati che attualmente costituiscono le diverse anagrafi regionali in una sola banca dati nazionale degli Organismi pagatori che permetterà agli addetti ai lavori (Ministero in testa, ma anche Agenzia delle entrate, Inps, ecc.) di avere in tempo reale informazioni aggiornate e omogenee per tutto il territorio nazionale. La creazione di un’anagrafe unica nazionale (fermo restando l’autonomia delle Regioni e dei vari Organismi pagatori regionali) va di pari passo con un rinnovato fascicolo aziendale unico e la creazione della banca dati nazionale dei certificati aziendali. Nel primo confluiranno piano colturale, piano assicurativo individuale e quaderno di campagna. Le informazioni così raccolte consentiranno la condivisione in tempo reale tra le amministrazioni, mentre le aziende potranno presentare una sola istanza di aiuto per l’accesso ai finanziamenti agricoli, con un taglio del 50% dei dati dei certificati da comunicare. Per quanto riguarda la banca dati dei certificati, anch’essa costituita a livello nazionale, raccoglierà e verificherà la validità delle principali certificazioni (antimafia, Durc, agricoltore attivo) ed eviterà alle aziende di dover presentare più volte a enti diversi la stessa documentazione. Scatteranno dal 2016 la domanda unificata e l’anticipo dei pagamenti Pac a giugno. Nella domanda unificata confluiranno tutte le richieste di aiuto che ancora oggi vengono presentate seAPRILE 2015 8 Garau

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paratamente (pagamenti diretti, carburante agevolato, sviluppo rurale, assicurazioni). L’anticipo dei pagamenti Pac (da giugno 2016) permetterà di erogare alle aziende che ne faranno richiesta all’atto della domanda, fino al 100% dell’importo dovuto già a giugno e non come avviene attualmente in due tranche (a ottobre e dicembre), dunque con una tempistica decisamente più favorevole alle necessità aziendali. L’opportunità si basa su un meccanismo creditizio che, di fatto, prevede la “cessione” del credito a Ismea, che dopo avere compiuto le necessarie verifiche provvederà a erogare le somme. VINO: SÌ AL DECRETO PER LA DEMATERIALIZZAZIONE Mentre la Commissione Ue ha dato il via libera alla proroga dei termini per la presentazione della domanda Pac 2015, che dunque passano dal consueto 15 maggio al 15 giugno, il Mipaaf ha licenziato il decreto attuativo sulla dematerializzazione dei registri di carico e scarico nel settore vitivinicolo. Il provvedimento porterà all’eliminazione di circa 65mila registri cartacei. Stop alla vidimazione preventiva, dunque, e all’obbligo di stampe periodiche, mentre sarà consentita la consultazione a distanza e saranno possibili le verifiche da parte degli organi di controllo senza necessariamente recarsi in azienda. La dematerializzazione dei registri sarà obbligatoria a partire dal 1 gennaio 2016. Ulteriori semplificazioni sono previste per i produttori sotto i mille ettolitri annui, per esempio attraverso registrazioni cumulate durante il periodo vendemmiale. Il decreto rientra tra le misure previste dal provvedimento “Campolibero”. Il Piano di coltivazione Sul nuovo regime dei pagamenti diretti introdotto dalla Pac 2014-2020 il Ministero delle Politiche agricole ha pubblicato tre decreti (il tema è già stato affrontato da “Agricoltura” nei numeri precedenti) e quattro circolari. Il decreto 162 disciplina, nell’ambito del fascicolo aziendale, il piano di coltivazione, con cui ciascun agricoltore sceglie come intende impiegare le superfici a disposizione e quali aiuti di conseguenza chiedere. Il piano di coltivazione è l’“alimentatore” delle domande che hanno come riferimento una superficie, oltre che del piano assicurativo aziendale e del quaderno di campagna. A partire dal 2016 ci sarà la possibilità di semplificare la compilazione del piano colturale con l’uso di strumenti grafici che permetteranno di riportare sulle ortofoto le superfici coltivate e associare a esse le colture che si vogliono praticare. APRILE 2015 9

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Fatti SVILUPPO ECONOMICO Piccoli agricoltori crescono con i prodotti sostenibili to, con un potenziale enorme. Di conseguenza, numerose sono le iniziative a vari livelli per cercare di contribuire alla riduzione della povertà, migliorando l’accesso ai mercati globali di questi piccoli produttori agricoli. La diffusione nei Paesi poveri delle certificazioni Fairtrade e bio offre alle popolazioni locali una chance per uscire dalla povertà. I risultati del programma Samcert DAVID CUMING Coordinatore SAMCERT, Sustainable Commodity Initiative (SCI/Agrofuturo Global) S econdo l’Onu nei Paesi in via di sviluppo circa 500 milioni di nuclei familiari agricoli, ossia 2,5 miliardi di persone, producono all’80% per autoconsumo. Inoltre 1,4 miliardi di produttori agricoli vivono in povertà, con meno di 1,25 dollari americani al giorno per soddisfare le proprie necessità. Oltre alle produzioni di sussistenza, destinate ai mercati interni, i piccoli agricoltori del sud del mondo producono anche alcune delle più importanti commodity esportate nei Paesi occidentali, tra cui caffè, cacao e cotone, solo per citarne alcune. I problemi che affrontano quotidianamente questi piccoli produttori sono molteplici e riguardano le condizioni di cronica povertà in cui sono costretti a vivere, l’insicurezza alimentare, i rischi legati ai cambiamenti climatici e a malattie di vario genere che incidono sulla produzione agricola. A questi problemi si aggiungono poi la mancanza di assistenza tecnica e l’incapacità di gestione finanziaria. Detto questo, i piccoli produttori del Paesi meno sviluppati rappresentano un vero e proprio eserci- Un progetto triennale in nove Paesi Il programma Samcert (Strengthening smallholders’ access to markets for certified sustainable products) che si è appena concluso – la reportistica finale è stata presentata recentemente a Roma, presso la sede di Ifad (Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo, agenzia specializzata dell’Onu, ndr), ed è interamente scaricabile all’indirizzo scanprogram.org/samcert – ha avuto una durata triennale e ha goduto di finanziamenti da parte dell’Ifad per un ammontare complessivo di 800mila dollari Usa. Al progetto hanno collaborato l’associazione Agrofuturo di Barcellona (Spagna) e Icea (Istituto per la certificazione etica e ambientale) di Bologna, due enti che lavorano da tempo nell’ambito Lavorazione dei semi di karitè per l’estrazione del burro, Ghana 10 David Cuming APRILE 2015

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dello sviluppo agricolo sostenibile. L’obiettivo era favorire l’accesso ai sistemi di certificazione sostenibile (Fairtrade, biologico, ecc.) dei piccoli produttori dei Paesi in via di sviluppo e promuovere rapporti di partenariato pubblico-privati a supporto di un’agricoltura rispettosa dell’ambiente e di piccola scala. Il progetto si è svolto in nove Paesi (Sierra Leone, Liberia, Ghana, Senegal, Guinea, São Tomé e Príncipe, Indonesia, Nicaragua e Guatemala) coinvolgendo sette filiere produttive (cacao, caffè, ibisco, burro di karité, pepe, olio di palma e baobab) e, nonostante gli ostacoli, tra cui l’epidemia di ebola scoppiata in tre dei Paesi aderenti del progetto, sono stati raggiunti importanti risultati. Nel corso degli ultimi 20 anni gli schemi di certificazione sostenibile sono diventati degli strumenti importanti per sviluppare le capacità dei produttori agricoli dei Paesi in via di sviluppo di gestire sistemi di produzione dall’impatto ambientale soft e per accedere ai mercati internazionali che consentono di incassare prezzi più remunerativi. Questo genere di certificazioni stanno registrando importanti trend di crescita sui mercati, superando spesso i sistemi convenzionali. In particolare, il biologico e il Fairtrade si sono dimostrati di grande efficacia per ridurre la volatilità dei prezzi alla produzione e garantire una domanda più stabile nei rapporti commerciali sia nel medio che nel lungo periodo. Più recentemente sono stati introdotti anche altri standard di sostenibilità, quali Rainforest Alliance, UTZ Certified, Tavola rotonda sull’olio di palma sostenibile (Rspo), e Better cotton initiative (Bci), anch’essi in rapida espansione. Un mercato in rapida espansione Le vendite di questi prodotti certificati, ad esempio cacao, caffè e cotone, sono incrementate rispettivamente del 20, 47 e 58 per cento nel periodo 2008-2012, superando di gran lunga i tassi di crescita dei prodotti convenzionali. Per quanto riguarda il cacao, nello stesso periodo solo la componente Fairtrade è cresciuta del 11%, il biologico del 24% e le certificazioni Rainforest Alliance e UTZ Certified rispettivamente del 223 e 363%. Gli standard di certificazione hanno visto un trend di sviluppo analogo nel settore del caffè, con Rainforest Alliance in crescita del 30%, Utz Certified del 23%, Fairtrade del 13% e il biologico dell’8%. Ormai tutti i grandi buyer di prodotti agricoli sono coinvolti in una qualche forma di programma di approvvigionamento sostenibile. MultinaAPRILE 2015 zionali del calibro di McDonald’s, Nestlé, Mondelez, Cargill, Mars, Unilever e molte altre società hanno annunciato in questi ultimi anni piani ambiziosi per aumentare in modo rilevante il loro approvvigionamento di materie prime certificate sotto il profilo della sostenibilità. Mars, Ferrero e Hershey, che rappresentano il 38% del mercato mondiale della pasticceria, si sono impegnate entro il 2020 ad approvvigionarsi di solo cacao certificato sostenibile. Anche se queste certificazioni sono di natura volontaria, tutto ciò fa sì che la loro rapida espansione le rende condizione sine qua non per aver accesso ai mercati globali. I principali risultati del progetto hanno riguardato la formazione (con interventi soprattutto in Sierra Leone, Liberia e Senegal), l’analisi qualitativa delle produzioni (in particolare il cacao della Sierra Leone, il caffè del Nicaragua, l’ibisco del Senegal e il burro di karité in Ghana), l’avvio della certificazione biologica (Senegal), Fairtrade (Sierra Leone e Liberia) e l’indicazione geografica su caffè, cacao e pepe (São Tomé e Príncipe), fino ad arrivare alla stipula di accordi di partenariato, cooperazione, assistenza tecnica e acquisto tra produttori e buyer internazionali. Progetti come Samcert svolgono un ruolo importante nel far collaborare le parti interessate (organismi di certificazione, enti pubblici e privati, associazioni di produttori) e sono efficaci per raggiungere nel breve medio periodo risultati tangibili nel favorire l’accesso dei produttori ai mercati e ridurre la povertà. Tuttavia perché tali risultati siano duraturi il sostegno deve essere continuativo. Per trarne vantaggio i produttori e le aziende che utilizzano strumenti di partenariato e la certificazione, devono comprenderli e gestirli correttamente. È fondamentale identificare e bilanciare gli investimenti con i benefici di mercato e i potenziali miglioramenti ambientali e sociali. Essicazione del cacao in Sierra Leone David Cuming 11

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Qui Regione Alluvione e trombe d’aria: accordo con le banche Grazie all’intesa con Regione e Provincia di Modena, gli istituti di credito anticiperanno i contributi alle imprese che hanno subito danni A cura della REDAZIONE O ra c’è anche il sostegno del mondo bancario. Gli istituiti di credito infatti potranno anticipare le risorse alle imprese beneficiarie del contributo per i danni causati dagli eventi calamitosi degli ultimi due anni, e precisamente le alluvioni tra il 17 ed il 19 gennaio 2014, le trombe d’aria del 3 maggio 2013 e quella del 30 aprile 2014. È quanto previsto dall’accordo sottoscritto dal presidente della Regione Emilia-Ro- magna Stefano Bonaccini, dal presidente della Provincia di Modena Giancarlo Muzzarelli e dagli istituti bancari. Le risorse sono destinate alle imprese per la riparazione, il ripristino, la ricostruzione di immobili a uso produttivo e degli impianti e strutture produttive agricole, per la riparazione e il riacquisto di beni mobili strumentali all’attività, di beni mobili registrati e per la ricostituzione delle scorte e dei prodotti. PIÙ FLESSIBILITÀ NELL’USO DEGLI EFFLUENTI ZOOTECNICI La Regione Emilia-Romagna è favorevole a una maggiore flessibilità nelle pratiche agronomiche, alla deroga ai carichi di azoto organico nelle zone vulnerabili e ai periodi di divieto a fronte di buone prassi e monitoraggi puntuali. Così da favorire l’uso degli effluenti zootecnici per la fertilizzazione organica dei suoli, razionalizzando l’uso della chimica, una pratica questa che ha anche una valenza ambientale molto importante. In una dichiarazione congiunta Simona Caselli e Paola Gazzolo, assessori regionali all’agricoltura e all’ambiente, hanno commentato lo studio Ispra sulla contaminazione da nitrati delle acque. «Ci rafforza in questa posizione che è parte fondamentale della proposta che sottoporremo al Tavolo nazionale nitrati. Bene anche un percorso di semplificazione». Per Coldiretti Emilia Romagna è la conferma che la zootecnia non è fonte di inquinamento. «Finalmente un cambio di passo della Regione. Esprimiamo apprezzamento – ha detto Giovanna Parmigiani di Confagri Emilia-Romagna – per un approccio più concreto e un metodo collaborativo per tutelare l’ambiente». Aic DOP E IGP: CASELLI A BRUXELLES «Sono produzioni straordinarie che in tutto il mondo significano qualità, genuinità, rigorosi disciplinari di produzione. L’Europa deve lavora- re compatta per valorizzarle e contrastare la piaga delle contraffazioni, a partire dalle trattative per il Trattato di libero scambio con gli Usa». Così l’assessore all’agricoltura della Regione EmiliaRomagna, Simona Caselli (al 12 APRILE 2015

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«Con questo provvedimento – ha sottolineato il presidente della Regione Stefano Bonaccini – prosegue, e sarà ulteriormente rafforzato, il lavoro per riportare le aree colpite alle normali condizioni produttive delle imprese. Ora occorre accelerare per rafforzare ulteriormente lo sviluppo delle imprese per renderle ancora più competitive nel mondo». «Quello firmato oggi è un accordo importante per le nostre imprese – ha aggiunto il presidente della Provincia di Modena Gian Carlo Muzzarelli – perché la disponibilità della liquidità è essenziale per rialzarsi e tornare produttive». centro nella foto con il commissario europeo Phil Hogan durante una degustazione di Parmigiano Reggiano) a Bruxelles, dove ha partecipato a un’iniziativa per la valorizzazione dei prodotti di qualità, promossa da Arepo e Areflh.

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Qui Europa Pagamenti reteizzati A cura di CARLA CAVALLINI Europe Direct Carrefour Europeo Emilia per chiudere le quote Gli imprenditori del settore lattiero-caseario potranno sanare la produzione 2014/2015 in eccesso a interessi zero e su un arco temporale di tre anni I Paesi dell’Unione europea hanno approvato di comune accordo la proposta per il recupero delle somme relative al superamento delle quote latte per l’anno 2014/2015, ultimo di applicazione del regime delle quote latte. Grazie a quest’ultimo provvedimento, gli imprenditori del settore lattiero-caseario, la cui produzione ha ecceduto le quote assegnate per questo periodo, avranno la possibilità di effettuare i pagamenti in forma rateizzata a interessi zero su un arco temporale di tre anni. Le regole fissate dall’Ue richiedono il pagamento della prima rata entro la fine di settembre 2015 da parte degli Stati, mentre la flessibilità è IN BREVE Presentato a Bruxelles il nuovo strumento finanziario messo a punto congiuntamente da Commissione europea e Banca europea degli investimenti (Bei), a seguito della firma di un memorandum d’intesa tra le due istituzioni Ue, nel luglio scorso. Toccherà poi agli Stati Ue e alle Regioni adattare e utilizzare questo modello per creare i propri strumenti finanziari, come fondi di garanzia, equity o fondi di rotazione, e inserirli come nuova misura nei propri Programmi di sviluppo rurale, a garanzia di prestiti destinati a investimenti o altre attività. Una possibilità, questa, ancora poco sfruttata dalle autorità nazionali e regionali, stando alle bozze dei nuovi Psr ancora in discussione a Bruxelles per il periodo 2014-2020. «La necessità di investire nelle economie rurali Ue è enorme, mentre gli aiuti pubblici sono limitati da risor- se finanziarie scarse», ha commentato il vice presidente della Bei, Wilhelm Molterer, convinto che «quello di cui c’è bisogno quindi è una maniera intelligente di usare i soldi pubblici, per attrarre investitori privati e sbloccare investimenti». Si tratta dunque di nuovi strumenti e nuove possibilità, ma partendo dalle risorse Ue già stanziatze per la programmazione delle politiche di sviluppo rurale 2014-2020. ttt Stanziati 150 milioni di euro di fondi Ue per il programma Frutta nelle scuole 2015/16. Di questi, quasi 27 arriveranno dalla Ue nel nostro Paese. Con un potenziale di sensibilizzazione di 12 milioni di bambini, nei 25 Stati membri dell’Ue che aderiscono al programma (Svezia, Finlandia e Regno Unito fanno eccezione), questi fondi comunitari saranno integrati da un co-finanziamento nazionale o privato del valore complessivo di circa 32 milioni di euro. Fondato nel 2009, il programma ha lo scopo di invertire 14 APRILE 2015 Banzi

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concessa per il recupero delle somme dai singoli produttori: il termine per effettuare il primo pagamento annuale è fissato entro il prossimo 1° ottobre. Nello specifico, secondo le norme che regolano le quote latte, è previsto un prelievo sulle produzioni in eccesso di 27,83 euro per 100 kg da parte di quei produttori che hanno superato la loro quota individuale. Questo pagamento verrà applicato solo nel caso in cui il Paese abbia sforato il totale delle quote nazionali previste a livello Ue. Ogni anno, dal 1995 al 2009, l’Italia ha superato la quota latte nazionale e lo Stato italiano ha versato alla Commissione europea gli importi dovuti, pari a 2.305 miliardi di euro. Nonostante le ripetute richieste della Commissione europea, risulta evidente che le autorità italiane non hanno preso le misure opportune per recuperare le somme dai singoli produttori e caseifici fuori regola. Ciò ha creato distorsioni della concorrenza nei confronti dei produttori che hanno rispettato le quote e di quelli che si sono messi in regola, prendendo provvedimenti per pagare gli importi individuali dovuti. Come sottolineato dalla Corte dei Conti italiana, questa situazione è poi iniqua anche nei confronti dei contribuenti del Belpaese al cui carico collettivo è andata la salata multa. wikimedia La Commissione stima che, dell’importo complessivo di 2.305 miliardi di euro, circa 1.752 non siano ancora stati recuperati. Parte di questo importo sembra considerato perso o rientra in un piano a tappe di 14 anni, ma l’esecutivo Ue ritiene che siano tuttora dovute sanzioni per un importo pari a 1.343 miliardi di euro. Recentemente l’Italia è stata deferita alla Corte di Giustizia dell’Unione europea proprio per non aver assolto adeguatamente al recupero delle somme dovute dai singoli allevatori che avevano superato le quote individuali di latte. Tale deferimento costituisce la terza e ultima fase della procedura di infrazione Ue. La prima tappa rappresentata dalla lettera di costituzione in mora, su questo caso, risale al giugno 2013, mentre un parere motivato è giunto nel luglio 2014. Dato che l’Italia non ha mostrato alcun progresso significativo nel recupero, il caso è stato definitivamente demandato alla Corte di Giustizia. EUROPE DIRECT - CARREFOUR EUROPEO EMILIA piazzale Europa, 1 - 42124 Reggio Emilia Tel +39 0522 278019 - Fax +39 0522 518956 europedirect@crpa.it www.europedirect-emilia.eu I contenuti di questo articolo riportano il punto di vista dell’autore e non rappresentano necessariamente la posizione della Commissione europea re di investimento, soprattutto sovvenzioni per l’acquisto di macchinari agricoli e di trasformazione degli alimenti, e un terzo per gli aiuti “legati all’area”, che includono le compensazioni di tecniche agricole più amiche dell’ambiente. Fra le buone pratiche rilevate dalla Corte dei Conti c’è il caso italiano della Regione Sicilia, per la procedura di selezione delle domande di aiuti. Le domande vengono sottoposte a due verifiche e la seconda, destinata solo alle domande che hanno superato la fase preliminare viene considerata “completa”. L’Ue e i suoi Stati membri hanno stanziato oltre 150 miliardi di euro per lo sviluppo rurale nel periodo 2007-2013. ttt la tendenza al calo dei consumi di frutta e verdura, in modo particolare tra i bambini e stabilire abitudini alimentari più sane tra i piccoli in età scolare. ttt Il tasso medio di errore nella spesa dei fondi europei per lo sviluppo rurale nell’Ue fra il 2011 e il 2013 è stato dell’8,2%. Ad essere inadeguati sono i sistemi di controllo, perché le verifiche non sono complete e sono basate su informazioni insufficienti. Questo il giudizio della Corte dei Conti europea, in un rapporto dedicato all’attuazione delle politiche di sviluppo rurale, definite troppo complesse. Il tasso di errore di spesa rilevato è alto in maniera inaccettabile. L’Italia fa parte del gruppo di Paesi esaminato assieme a Danimarca, Bulgaria, Grecia, Spagna, Cipro, Ungheria, Malta e Romania, con la performance peggiore nell’eseguire i pagamenti e nei tassi di errore. A livello Ue, secondo la Corte dei Conti due terzi degli errori sono stati registrati nel caso di misu- Bruxelles concede la proroga di un mese della scadenza delle domande Pac. Solo per il 2015, primo anno di applicazione delle nuove regole Ue in materia di pagamenti diretti, le domande di aiuto potranno essere presentate fino al 15 giugno 2015. APRILE 2015 15

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