Cultura, turismo ed economia sono fenomeni inscindibili. Quale importanza attribuisci al turismo?

 

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Elaborato realizzato da Federica Migliorati 5tB, ITCT Bordoni

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PREMIO PANDOLFO – ROSCIOLI – XIII EDIZIONE http://www.cavalieridelturismo.it/2-uncategorised/13-premio-pandolfo-roscioli Cultura, turismo ed economia sono fenomeni inscindibili. Quale importanza attribuisci al turismo? Ritieni che possa contribuire alla crescita culturale ed economica del nostro Paese? Quali strategie proponi per promuovere un turismo che possa valorizzare oltre le ben note città d’arte anche località meno note del nostro Paese? Elaborato di Migliorati Federica I.T.C.T. “A. Bordoni” – PAVIA Classe 5 TB 1

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A partire dal XVIII secolo ci fu in Italia una riscoperta dell'antichità, attraverso i numerosi scavi archeologici effettuati in alcune località come Ercolano e Pompei, i quali diedero alla luce straordinarie opere d'arte e resti dell’antica civiltà romana. Dalla suggestione offerta da queste antiche rovine e dalla riscoperta del mondo classico sbocciò il Neoclassicismo, che si diffuse ben presto in tutta Europa, influenzando l’arte e la letteratura. In questa temperie culturale n acque la pratica del Grand Tour, un percorso di formazione senza il quale l'educazione del giovane nobileo alto-borghese non poteva dirsi conclusa: esso fu intrapreso anche da molti artisti contemporanei, i quali vennero ispirati da questa esperienza. I giovani partivano alla scoperta delle mete europee, prime fra tutte l'Italia e le sue splendide città; essi però non visitavano per pochi giorni un'unica località, ma trascorrevano alcuni mesi in Italia, soggiornando in diverse città, contribuendo così alla crescita economica e culturale, nonché favorendo la diffusione della conoscenza all’ester o del patrimonio artistico del nostro Paese e delle sue bellezze paesaggistiche. Fino all’Ottocento il turismo fu dunque una pratica limitata ai ceti benestanti, che lentamente spostarono gli interessi turistici verso nuove mete: le terme, il mare e la montagna. Con l’incremento dei flussi turistici, le località ampliarono l’offerta di servizi e opportunità di svago, aumentando quelli tradizionali e inventandone di nuovi. Il passo successivo, strettamente legato all’avvento della società di massa all’inizio del XX secolo, fu l’estensione del turismo anche ad altri strati sociali, come il ceto medio urbano e il proletariato di fabbrica.L’organizzazione e le finalità dell’attività turistica rimasero le stesse, ma l’estensione del fenomeno alle masse trasformò i l turismo in un’attività industriale, capace di fornire profitti e occupazione alla popolazione di intere città e regioni. Da quel momento cultura, turismo ed economia sono diventati fenomeni inscindibili, con reciproche ripercussioni. Oggigiorno il turismo rappresenta una risorsa economica fondamentale per l’Italia. In attesa dei dati per il 2014, l’industria turistica italiana conferma, nel 2013, il suo ruolo di importante motore dell’economia del Paese. Il contributo totale del turismo all’economia italiana nel 2013 è stato pari a 159,6 miliardi di euro, pari al 10,3% del PIL.Questo è quanto emerge dalla lettura dell’ultimo report sull’impatto economico del settore viaggi e turismo nel mondo e nei singoli paesi, prodotto dal World Tra vel and TourismCouncil.L’impatto economico del turismo si riflette in maniera rilevante sul mondo del lavoro, con oltre 2,6 milioni di posti direttamente e indirettamente generati nel 2013, pari all’11,6% dell’occupazione totale del Paese. Sempre secondo il WTTC, il numero di occupati dovrebbe crescere dell’1,3% nel 2014. Il valore dell’industria turistica per l’economia italiana è superiore alla media mondiale ed europea. In questo contesto si comprende come il settore turistico sia davvero ricco di potenzialità in un paese come l’Italia, che vanta innumerevoli bellezze artistiche e naturalistiche. Oggigiorno esistono numerose strategie di promozione turistica che, se ben pianificate, possono avere ricadute positive in termini economici e occupazionali su un determinato territorio. Come punto di partenza di qualunque strategia di marketing, è necessario identificare un target da raggiungere. Pertanto nel nostro caso è necessario interrogarsi sulla tipologia e la composizione dei flussi turistici per pianificare strategie per incoraggiare il movimento dei turisti, soprattutto quelli stranieri, che costituiscono una percentuale sempre più significativa dei turisti totali. Analizzare 2

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preliminarmente i dati sul turismo internazionale risulta fondamentale per pianificare strategie di promozione. Dai dati presenti sul sito web dell’Agenzia nazionale del Turismo (ENIT), si nota come iflussi turistici internazionali, infatti, continuano a crescere a ritmo sostenuto anche nel 2014: secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO World TourismBarometer, vol. 13, January 2015), il turismo internazionale segna una crescita robusta per il quinto anno consecutivo, lasciandosi alle spalle la flessione del 2009. Sul versante dei flussi turistici stranieri in Italia i dati Istat indicano che la stagione 2013 ha registrato una ulteriore crescita di arrivi internazionali raggiungendo quota 50,3 milioni con un incremento del 3,1% rispetto al 2012; positivo anche l’andamento dei pernottamenti pari a 184,8 milioni (+2,3%).Nei primi 11 mesi del 2014, sempre secondo i dati Istat (dati provvisori), si registra una sostanziale stabilità del turismo straniero: arrivi +0,2%, presenze -0,3%. Per quanto riguarda la tipologia di località prescelta dagli stranieri, ben uno straniero su tre (il 34%) sceglie città di interesse storico-artistico, mentre il 24% sceglie località di mare e il 12% lacuali. Dalla riflessione su questi dati emerge uno scontato predominio del turismo culturale e ricreativo, mentre altre tipologie di località (ad esempio collinari o termali) rimangono ancora decisamente marginali. Oltre alle principali città d’arte e ai siti già noti in tutto il mondo per la loro fama, ci sono altre località altrettanto belle e interessanti, ma meno visitate perché poco conosciute. Se si pensa che l’Italia ha attualmente 50 siti considerati Patrimonio dell’UNESCO e ci si sofferma a conoscerli uno per uno, si ricostruisce un quadro di interesse culturale estremamente variegato, che unisce aspetti differenti: storia, arte, archeologia, natura, urbanizzazione, paesaggio. Un quadro, dunque, che restituisce un panorama estremamente complesso e articolato del “Belpaese”, non riducibile alle sole, pur meravigliose, città d’arte. Per promuovere queste località “secondarie” ci possono essere diverse soluzioni, come quella di creare itinerari turistici che prevedano, oltre alla visita delle attrattive turistiche principali, anche qualche tappa meno conosciuta. Pertanto si potrebbero sfruttare i consistenti flussi in arrivo nelle città d’arte proponendo l’abbinamento con un’offerta turistica di tipologia diversa. Ad esempio, si possono strutturare percorsi che, in combinazione con le città d’arte, tocchino anche mete contigue ma meno conosciute (ad esempio Venezia e le ville palladiane, Milano e l’Oltrepò pavese, ecc.). In alternativa, si possono predisporre itinerari interamente dedicati a queste località meno note, accrescendo la curiosità dei turisti facendo leva sul ricco patrimonio di leggende accattivanti e curiosità legate a questi luoghi. Si possono elaborare itinerari tematici che possono essere percorsi da turisti particolarmente esigenti che ricercano nuove forme di ispirazione: alla scoperta dei piccoli borghi e dei loro segreti, oppure il mondo contadino e le sue tradizioni. Oppure si potrebbero proporre itinerari che affianchino alla visita delle città un soggiorno in suggestive località termali con sistemazioni in strutture di alto livello (il cosiddetto “turismo del benessere”). In questo contesto non si può dimenticare il successo crescente del turismo “enogastronomico”, che prevede spesso la combinazione di itinerari naturalistici ed enogastronomici, alla ricerca dei sapori e dei saperi della tradizione locale. Ad esempio, in una zona a noi ben nota, l’Oltrepò pavese, si possono progettare itinerari mirati che associano visite a vigneti e aziende vitivinicole di antica tradizione, in combinazione con tappe in agriturismi selezionati nei quali assaggiare i piatti 3

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tipici del territorio, il tutto in una cornice paesaggistica incantevole e rilassante, le colline dell’Oltrepò. Un altro settore da approfondire e potenziare è quello relativo al turismo aziendale. L’elemento centrale del turismo industriale è la visita turistica ai luoghi, alle strutture e agli oggetti che portano alla conoscenza diretta di quelle che sono le persone, le metodologie, gli strumenti e i processi delle attività produttive di un territorio. Questo tipo di visite vanno ad integrarsi con quelle più tradizionali dei circuiti storico-artistici e consentono di conoscere una zona anche sotto un aspetto che spesso riteniamo essere più per gli addetti ai lavori. In realtà, come nessun altro tipo di turismo, quello industriale ci consente di calarci fino in fondo in un territorio, scoprendone il lato più vitale. Esempi di turismo aziendali possono svilupparsi attraverso la presentazione di musei d’impresa, quali elementi distintivi di cultura e life style, mediante la creazione di ipotetici itinerari tematici, attraverso i quali viene messo in mostra il valore dell’industria nel suo significato, quale elemento fondante e propulsore della cultura di un territorio. Questa forma di turismo ricerca le radici dei valori e del know-how che caratterizza il “made in Italy”, attraverso la valorizzazione del patrimonio storico e tecnologico delle aziende di tradizione. Ad esempio, la Lombardia offre da questo punto di vista una forte capacità di attrazione: in luoghi come il distretto della seta sul Lago di Como si intersecano storia, tradizioni, innovazioni tecnologiche, moda e fascino del made in Italy, in un insieme di sicuro interesse per il turista, soprattutto straniero. Lo stesso discorso può valere per il distretto della calzatura a Vigevano, che unisce la presenza di imprese di antica tradizione alla valorizzazione di questo patrimonio (si pensi al Museo dalla Calzatura), nella cornice di una località artisticamente pregevole e storicamente significativa. Una interessante strategia di promozione turistica è la "Capitale europea della cultura", che mira alla valorizzazione dei beni culturali di una delle città europee candidate mediante fondi europei. Per la prima selezione sono state proposte le città di Cagliari, Lecce, Perugia, Matera, Ravenna e Siena e poi è stata designata Matera. Nel 2019 Matera verrà finanziata con appositi programmi gestiti dal Parlamento europeo. Secondo alcuni osservatori, l'impatto economico di questo titolo sul territorio è valutabile in circa 30 milioni di euro. Se riuscirà a sfruttare al meglio questi finanziamenti attraverso la creazione di strutture e servizi adeguati, la città prescelta otterrà importanti benefici a livello culturale, economico e sociale. Lo slogan scelto da Matera per la sua candidatura è stato "Open Future". Perché, come ha scritto il comitato promotore nel suo documento ufficiale, "tutti siamo ossessionati dall’eterno presente in cui siamo immersi, come se fosse impossibile guardare lontano ed impegnarsi per le generazioni future. Ma proprio una città antica come Matera può senza timore pensare ai tempi che verranno, tante le volte in cui si è riprogettata ed è uscita vincente dalla sfida con il tempo. Con molte altre piccole e medie città europee Matera ha condiviso lo stesso destino di area di consumo di prodotti provenienti dai grandi centri di produzione culturale. Negli ultimi anni, però, il quadro sta cambiando. Si fa strada un movimento che rimuove sistematicamente le barriere di accesso alla cultura: usa nuove tecnologie, adotta licenze aperte per rendere culturalmente ed economicamente sostenibile un modello in cui la produzione culturale è diffusa, orizzontale, partecipata". 4

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La sfida del turismo odierno è dunque una sfida economica e culturale che coinvolge il mondo e l’Italia lungo la dimensione temporale nel presente, nel passato e nel futuro. Il passato è il tempo della storia, della tradizione e della cultura cui il nostro Paese ha dato vita nei secoli; il presente è il tempo della cura e della tutela, del rispetto e della valorizzazione di un patrimonio immenso, ma è anche il presupposto del futuro, di un futuro aperto sul mondo grazie alla tecnologia e alla multimedialità, che permette di relazionarsi in un attimo con milioni di potenziali turisti, ma al tempo stesso di perderli se non usa le strategie e il linguaggio adeguato al mondo in divenire. A questo proposito Internet è senz’altro una risorsa poten tissima per il turismo, non solo come strumento tecnologico per la gestione di flussi di prenotazioni e il confronto dell’offerta turistica, ma come veicolo illimitato di contenuti e valori coerenti con un progetto di valorizzazione culturale del territorio. In conclusione il turismo rappresenta ancora un settore dalle grandi potenzialità produttive in Italia. Per svilupparlo ulteriormente sono necessari molteplici elementi: senza dubbio occorrono risorse finanziarie adeguate, in modo da poter conservare e valorizzare il nostro patrimonio e fornire strutture ricettive moderne e funzionali, adatte a una clientela ampia ed esigente e tali da poter competere con la concorrenza di altri Paesi stranieri. Occorrono poi, come si è già detto, efficaci strategie promozionali in grado di intercettare i bisogni della clientela, soprattutto internazionale. Tuttavia è necessario anche che si formi, in tutti i cittadini, una maggiore, orgogliosa, consapevolezza riguardo all’immenso patrimonio culturale del nostro Paese. La tutela dell’arte, il rispetto per i beni architettonici e artistici delle nostre città, il rispetto dell’ambiente naturale e del paesaggio che ci circonda: questo è il messaggio che ci giunge dal passato e che dobbiamo trasmettere alle future generazioni di questo Paese. Federica Migliorati ITCT Bordoni 5tB 5

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