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l inchiesta la cultura lo sport settemila comuni sulla strada di sole e vento antonio cianciullo e giovanni valentini parla fukuyama avevo ragione io la storia è finita federico rampini rossi e matri gol gli azzurri in dieci vincono a kiev fabrizio bocca e enrico currÒ fondatore eugenio scalfari 1 2 www.repubblica.it direttore ezio mauro con john lennon cd 10,90 mer 30 mar 2011 anno 36 numero 75 1,00 in italia mercoledì 30 marzo 2011 sede 00147 roma via cristoforo colombo 90 tel 06/49821 fax 06/49822923 sped abb post art 1 legge 46/04 del 27 febbraio 2004 roma concessionaria di pubblicitÀ a manzoni c milano via nervesa 21 tel 02/574941 prezzi di vendita all estero austria belgio francia germania grecia irlanda lussemburgo malta monaco p olanda portogallo slovenia spagna 2,00 canada $1 croazia kn 15 egitto ep 16,50 regno unito lst 1,80 repubblica ceca czk 61 slovacchia skk 80 2,66 svizzera fr 3,00 con d o il venerdÌ fr 3,30 turchia ytl 4 ungheria ft 495 u.s.a 1,50 slitta il consiglio dei ministri pressing sulla tunisia per i rimpatri di massa vertice a londra su gheddafi esilio senza condizioni per il colonnello profughi,sulpianogovernonelcaos l affondo di bossi immigrati föra di ball oggi berlusconi a lampedusa la sovranitÀ del panico barbara spinelli ono settimane che in italia si guarda a quel che accade in libia e alla guerra che stiamo conducendo attraverso un unica lente nient altro è per noi visibile se non quello che potremmo patire noi se i fuggitivi arabi e africani continueranno a imbarcarsi verso le nostre coste non si discute che di lampedusa assediata di città italiane più o meno restie all accoglienza per la verità non si parla di rifugiati ma di invasori come se la vera guerra fosse contro di noi segue a pagina 49 libia i ribelli con il raìs nessuna trattativa bernardo valli bengasi uale sorte riservare a gheddafi è l argomento che ha impegnato nelle ultime ore buona parte della società internazionale riunita a londra da qui dove la guerra civile è tuttora in corso si ha l impressione che si sia discusso il prezzo della pelle dell orso non dico prima di averlo ucciso ma perlomeno catturato o messo fuori gioco gheddafi è infatti sempre arroccato in tripolitania segue a pagina 11 s q il retroscena siria emergenza immigrati a lampedusa servizi da pagina 2 a pagina 10 operazione ventimiglia carlo bonini vladimiro polchi l fondo di una crisi che è soltanto all inizio di piani di emergenza aggiustati ad horas perché impiccati agli umori della lega e all imprevedibilità dei numeri che restituisce il canale di sicilia di rimpatri coatti sulle cui dimensioni e tempi si sta consumando un braccio di ferro tra roma e tunisi c è una verità che gli addetti del viminale hanno persino smesso di dissimulare segue a pagina 4 il blogger-eroe di damasco dal nostro inviato alix van buren damasco a cittÀ si sveglia al fragore della marcia dei milioni indetta in sostegno al presidente bashar al assad e alla siria la massira taiyd la dimostrazione d appoggio è preparata con cura l attesa del discorso presidenziale con la promessa di riforme sembra centellinata apposta per ammorbidire il terreno segue a pagina 13 tra i convocati anche clooney la canalis cristiano ronaldo e la carfagna il cavaliere mi perseguitano a processo al premier in aula ruby e 136 testi l i rincari oscillano tra il 2 e il 4 bollette più care ad aprile aumentano la luce e il gas a pagina 26 milano per il processo ruby la procura di milano ha stilato una lista di 136 testimoni tra gli alti george clooney elisabetta canalis cristiano ronaldo e i ministri carfagna e gelmini il premier attacca i magistrati mi perseguitano servizi alle pagine 14 15 e 17 roma svolta nell omicidio del 91 delitto dell olgiata arrestato domestico filippino alberica filo della torre lugli a pagina 23 r2 e milano dopo 40 anni intervista a san suu kyi scopre una città abusiva cerco ancora la libertà il caso emilio randacio milano a via principale è dedicata a moretta all anagrafe antonia davanzo imprenditrice di spettacoli viaggianti scomparsa a 74 anni il 18 agosto 1989 recita una targa in metallo perfettamente conservata su un lato dell insegna non ci sono i canonici simboli comunali bensì l indicazione città delle feste segue a pagina 25 cresce l allarme plutonio raimondo bultrini rangoon li ultimi giorni dell inverno graziano con una piacevole brezza la solitamente torrida e polverosa capitale birmana ma dentro i grandi magazzini che sorgono come funghi la folla cerca ulteriore refrigerio nell aria condizionata girando tra asettici scaffali di merci destinate a ben pochi di loro alle pagine 51 52 e 53 l giappone peggio di cernobyl g a pagina 20 e 21
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la repubblica mercoledÌ 30 marzo 2011 allarme immigrati politica interna la crisi a metà febbraio con la caduta di ben ali in tunisia e mubarak in egitto iniziano gli sbarchi a lampedusa il governo parla di rischio emergenza i2 maltempo pochi giorni dopo il maltempo rallenta i boat people ma scoppia la crisi libica e il governo parla di 150mila possibili arrivi sbarchi il tre marzo ripartono gli sbarchi il governo individua a mineo in sicilia un sito per ospitare 1.500 migranti emergenza il 20 marzo l emergenza con 1.000-2.000 nuovi immigrati al giorno nonostante i ripetuti allarmi il governo non è pronto alla crisi le tappe l emergenza lampedusa è al collasso berlusconi arriva sull isola bossi föradiball pd civadalui alberto d argenio roma il governo è nel caos già isolato sulla guerra in libia non riesce a gestire l emergenza immigrati con lampedusa al collasso il premier berlusconi è costretto ad annullare il consiglio dei ministri di oggi chiamato proprio ad approvare il piano per risolvere la crisi si terrà domani il cavaliere prova a metterci una pezza andando a lampedusa ma a dettare la linea dell esecutivo è ancora il leader della lega umberto bossi gli immigrati se ne devono andare è la sbrigativa ricetta del senatùr «fora dai ball» ringhia accompagnando l espressione dialettale con un fischio e un gesto della mano che spazza l aria «nessuna regione del nord è contenta di accoglierli è meglio tenerli più vicini a casa loro» e se chiude alla solidarietà tra le diverse aree del paese bossi la chiede all europa «intervenga presto» per non sbagliare ripete che «la prima cosa da fare è prendere gli immigrati e rimandarli a casa» anche il ministro dell interno roberto maroni vede nei rimpatri l unica soluzione lui però assicura che le operazioni avverranno «con tutti i crismi della legalità secondo l accordo con la tunisia» il problema è proprio quello di ottenere la collaborazione delle autorità di tunisi senza la quale i boat people non possono essere rimandati indietro ad ogni modo in attesa di finalizzare con i tunisini il ministro leghista assicura che il caos a lampedusa «si risolverà» oggi con l arrivo delle navi per sgombera la polemica le reazioni bersani fora dai ball ci vada bossi dice il segretario pd bersani senza chiarezza l opposizione non aiuterà il governo toscana contro roma no alle tende a pisa roma «il governo ha deciso di allestire una tendopoli per accogliere i migranti a coltano noi con questa scelta non c entriamo niente» enrico rossi presidente della regione toscana dice no alla localizzazione presso pisa di un campo da 500 posti sì all accoglienza dei profughi di lampedusa dice sì invece a strutture più piccole collocate su tutto il territorio regionale e affidate al volontariato «d imperio si è individuato coltano come luogo dove allestire un campo ha detto rossi una soluzione che non condividiamo e che per caratteristiche oggettive comporta problemi e difficoltà di gestione» re i 6.200 immigrati che stanno mettendo l isola in ginocchio il viminale spiega che «verranno trasferiti nei vari centri allestiti sul territorio nazionale in attesa di essere rimpatriati» ma con le regioni che li dovranno ospitare nelle tendopoli il clima teso viene reso ancora più incandescente dall uscita di bossi e il piano slitta maroni non perde occasione di polemizzare con i governi europei ci hanno dato un aiuto pari a «zero virgola» gli fanno eco il presidente del senato schifani e il ministro frattini che invocano un intervento comunitario il pdl napoli chiede di bloccare i lavori ue fino a quando l italia non avrà aiuti ma da bruxelles il commissario ue cecilia malmstrom mette in guardia l italia dal mettere in atto i rimpatri di massa «non può essere respinto chi ha bisogno di protezione e chiede asilo» e invisu bossi l opposizione chiede al governo di spiegare se la linea sia quella di bossi sull espulsione immediata o quella di maroni il pd parla di «propaganda» e dice che chi se ne deve andare è il governo il segretario bersani dice che dopo le parole di bossi il governo non otterrà l aiuto dei democratici l idv sarcastico dice che il senatùr «come al solito vola alto» per il leader dell udc casini «non c è spazio per le battuta siamo di fronte a un problema epocale» i futuristi parlano di affermazioni «rozze» con fini che si dice «preoccupato» per le condizioni dei migranti minorenni insorge anche il governatore siciliano raffaele lombardo per il quale bossi si deve «vergognare» la cei chiede di riconoscere i migranti come «cittadini portatori di diritti e doveri» che meritano «l inclusione sociale» ma per berlusconi c è anche il caos sulla tenuta della maggioranza alla camera il governo va sotto su un emendamento del pd sull edilizia pesano le assenze tra i banchi della maggioranza e danno nell occhio quelle dei responsabili il gruppo dei salvatori di berlusconi che a mesi dalla sua precipitosa formazione sta finalmente per dotarsi di un programma è ancora in fibrillazione per non avere ottenuto abbastanza posti di governo e al loro interno i responsabili litigano su chi meriti le poltrone © riproduzione riservata casini per il leader udc casini non c è da scherzare siamo di fronte ad un cambiamento epocale fini il presidente della camera fini è preoccupato per il trattamento dei migranti minorenni di pietro l idv guidato da di pietro punta il dito contro la xenofobia di bossi e la malafede del governo salta il consiglio dei ministri alla camera il governo va sotto su un emendamento ta roma a usare «le molte risorse e fondi messi a disposizione dalla ue» in serata berlusconi riunisce i ministri competenti per fare il punto a palazzo grazioli ma ormai infuria la polemica
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la repubblica mercoledÌ 30 marzo 2011 per saperne di piÙ www.governo.it www.interno.it i3 il caso il presidente della repubblica esorta le regioni accolgano i profughi l altolà di napolitano al governo situazione inaccettabile è uno spettacolo di incertezza dal nostro inviato umberto rosso new york da un isola all altra visita emotivamente coinvolto ellis island dove un secolo fa sbarcavano gli immigrati italiani e proprio da qui lancia il suo allarme per l ondata di profughi arabi e africani che oggi sta travolgendo lampedusa «le notizie che arrivano avverte giorgio napolitano descrivono una situazione inaccettabile l italia le singole regioni italiane non possono dare uno spettacolo di incertezza e divisioni come si rischia di dare tutte le regioni devono fare la loro parte nell accoglienza» perché non ci può essere «una regione che accetta i sacrifici che la situazione impone e un altra che invece dice di no» la guerra dell accoglienza deve cessare e la linea che il capo dello stato indica per fronteggiare l emergenza è la risposta a bossi che invece vorrebbe tutti gli immigrati fuori dalle scatole napolitano anche in questi giorni di missione a new york dove ieri si trovava pure barak obama e ad un certo punto si era sparsa voce di un possibile contatto tra i due presidenti ha seguito l escalation della tensione nell isola siciliana lamentando anche ritardi nell intervento «a lampedusa sollecita si deve intensificare come già si sarebbe dovuto fare nei giorni scorsi l afflusso dei mezzi necessari per portare via gran parte delle persone che sono sistemate lì» per condurli dove distribuendoli appunto nelle varie regioni italiane «faccio appello allo spirito di coesione e solidarietà che invoca il presidente della repubblica non deve mancare in questo momento» rivolgendosi però anche agli altri paesi della ue «l europa dovrebbe sentire questa emergenza come propria» dopo il suo discorso all onu il capo dello stato ha avuto un lungo colloquio con l ex segretario di stato kissinger comune convinzione la prossima uscita di scena di gheddafi © riproduzione riservata clima di rivolta scene ordinarie in questi giorni a lampedusa il governo non riesce a gestire la situazione oggi la visita del premier presidente il capo dello stato giorgio napolitano in visita negli stati uniti è intervenuto sulla vicenda lampedusa il retroscena e il premier chiede soluzioni rapide o pagheremo tutto alle amministrative il piano di maroni pronti 10 centri e rimpatri di massa per i clandestini leghista andrea gibelli è già iniziato «i leghisti fanno i puri e duri si sfoga un esponente di primo piano del pdl ma il ministro dell interno ce l hanno loro spetta a maroni il compito di mandarli via» il ministro dell interno se l è problema del governo è che la tunisia sembra fare orecchie da mercante maroni vorrebbe «rimpatri di emergenza» 4-500 persone alla volta tunisi ne accetta invece con il contagocce come se si trattasse di una procepazioni della cei maroni punta i piedi «abbiamo fatto il possibile afferma con i suoi in serata il governo ha speso 30 milioni di euro e dall europa non è venuto un solo quattrino li rispediremo indietro ma senza forzature dobbiamo rispettare la legge» oltre alla questione dei clandestini a lampedusa ce ne sono circa 5500 c è poi il problema dei rifugiati sull isola sono arrivate circa 700 persone in questi ultimi giorni ma sono già 2000 in totale con molte famiglie donne e bambini compresi che fuggono dalle guerre e devono essere accolti somali libici eritrei il piano maroni prevede di alloggiarli in piccoli gruppi di 30-40 persone nei centri cittadini si utilizzeranno strutture pubbliche come ex scuole e caserme dalle quali i rifugiati potranno entrare e uscire piacimento «ma se dalla libia arriveranno a decine di migliaia spiegano dal viminale dovrà scattare il piano nazionale di accoglimento stabilito con le regioni» © riproduzione riservata francesco bei roma «È come per i rifiuti di napoli a parole tutti sono pronti a prenderli poi nessuno li vuole» silvio berlusconi ce l ha con i governatori che non accettano nelle loro regioni i campi profughi È la «sindrome nimby» quel non nel mio cortile di casa nella maggioranza la tensione è alle stelle il premier ora teme per il risultato delle elezioni amministrative «su questo ci giochiamo la faccia» tra le varie idee elaborate affannosamente in queste ore a palazzo grazioli c è anche quella di pagare degli spot sulle tv della tunisia e sulle grandi emittenti in arabo al jazeera e al arabya per spiegare a chi intende emigrare clandestinamente che «saranno tutti riportati indietro» la prospettiva di tenersi in regione magari per chissà quanti mesi delle tendopoli con migliaia di clandestini terrorizza infatti gli amministratori locali del pdl e della lega e lo scaricabarile ne è spia la lite in lombardia tra romano la russa e il scontro tra pdl e lega il cavaliere tenta una nuova operazione napoli presa invece con il governatore lombardo perché avrebbe «soffiato sul fuoco» dell esasperazione a lampedusa i più scatenati sono comunque gli ex an che sentono la concorrenza del carroccio sul tema della sicurezza la bresciana viviana beccalossi è drastica «io farei evacuare gli italiani da lampedusa e trasformerei l intera isola in un grande centro di espulsione» il cavaliere è angosciato all inizio preso dai processi ha sot preoccupato il presidente del consiglio silvio berlusconi nella maggioranza la tensione è alle stelle ci stiamo giocando la faccia il governo ha già speso 30 milioni i trasferimenti anche verso le regioni del nord dura ordinaria per questo in attesa che si risolva questo braccio di ferro i clandestini resteranno in italia saranno approntati una decina di campi molti al sud ma qualcuno anche al nord tendopoli recintate dalle quali non si potrà uscire la capienza prevista dal viminale è di 11 mila posti in totale dove sarà deciso oggi pomeriggio nell incontro tra il governo e gli enti locali di fronte alle critiche di napolitano al «fora da i ball» di bossi alle preoccu tovalutato quello che stava accadendo a lampedusa ora è una lotta contro il tempo per correre ai ripari con il blitz di oggi a lampedusa prevista la sua partecipazione al consiglio comunale il premier intende restituire al governo e a se stesso un immagine di efficienza «farò come a napoli per l immondizia» ma tutti sanno che svuotare lampedusa con i traghetti sarà solo il primo passo e nemmeno il più difficile È la partita con la tunisia quel la che preoccupa di più maroni e frattini i due ministri venerdì sono volati a tunisi e hanno chiuso un accordo con le nuove autorità ma da quel momento tutto sembra essersi fermato «noi siamo già pronti ha spiegato ieri sera maroni al premier a rimpatriare i clandestini li abbiamo identificati e fotosegnalati tutti abbiamo inviato alle autorità tunisine i cartellini di identificazione ma ci devono dire dove portarli in quali porti e aeroporti» il smartphone tuttocompreso andare in rete è un impresa semplice controllo della spesa hai un canone fisso mensile assistenza hai anche l assicurazione casco in caso di guasto o smarrimento in rete hai 2 gb al mese di traffico dati blackberry boldtm 9780 tuo con 10 euro al mese con tim valore top sempre al top hai uno smartphone nuovo ogni 24 mesi senza costi aggiuntivi impresa semplice il braccio destro che fa per me l offerta prevede 2 gb al mese di e-mail e internet una durata di 24 mesi con tacito rinnovo e con corrispettivo in caso di recesso anticipato i costi s intendono iva esclusa e variano in base alla scelta del terminale.
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la repubblica mercoledÌ 30 marzo 2011 allarme cronaca immigrati i4 per saperne di piÙ www.interno.it www.unhcr.it le frontiere caos a ventimiglia la francia respinge i tunisini la cittadina ligure assediata da migliaia di immigrati l ira del sindaco grave sistema-saracinesca di parigi dal nostro inviato marco preve ventimiglia ajman che dice di avere 18 anni e di avere lasciato a tunisi solo il ricordo dei genitori uccisi nella rivolta del pane sussurra «la france est mon seul espoir» il fatto è che né ajman né le altre centinaia di immigrati che si accalcano alla frontiera di ventimiglia e poi le migliaia ferme a lampedusa o ancora in mezzo al mediterraneo al momento rientrano nelle speranze della france ajman e gli altri come lui sono invece pedine di un cinico gioco di scacchi che è in corso tra sarkozy e il governo berlusconi gioco sintetizzato con sarcasmo da un poliziotto in servizio alla stazione di ventimiglia «la francia si prende il petrolio e a noi ci lascia la solidarietà» la frontiera di ventimiglia che dopo schengen non dovrebbe più essere una frontiera e invece sembra il check point charlie della berlino della guerra fredda è un osservatorio importante per capire quello che sta accadendo e quello che sta succedendo è un accalcarsi di disperati nella città ligure soprattutto tunisini che vogliono andare in francia per raggiungere i parenti sembra di rivivere la trama del cammino della speranza di germi stessa storia protagonisti diversi i siciliani allora i tunisini oggi arrivano a gruppetti a ventimiglia e da qui tentano di attraversare la frontiera «fino all altro ieri dice il questore di imperia pasquale zazzaro la francia ne ha rimandati indietro 470» che se si prendono per buone le cifre della polizia italiana che parlano di 30 arrivi al giorno dall inizio dell emergenza per un totale di un migliaio di persone ma fonti ufficiali hanno parlato anche di oltre 3mila arrivi vuol dire che i francesi ne bloccano circa la metà basta oltrepassare il vecchio confine sull aurelia di ponte san luigi e una curva prima di raggiungere mentone e la sua popolazione di pensionati milanesi e torinesi ecco il primo furgone dei crs i celerini transalpini della compagnie républicaine de sécurité È un continuo viavai i sopravvissuti alla traversata dal nordafrica e ai campi di lampedusa tentano di passare in tutti i modi in treno con regolari biglietti per nizza a piedi lungo l aurelia oppure rischiando la vita camminando sulla massicciata della ferrovia a pochi centimetri dai treni sono tornati all opera anche i passeur pochi italiani e molti nordafricani che ripercorrono i sentieri di montagna aspri e pericolosi resi celebri dai romanzi di francesco biamonti ma più che per i boschi i passeur agiscono sulla strada nascondendo i clandestini in auto e furgoni negli ultimi tre giorni ne hanno già arrestati tre in ogni caso sono pochissimi quelli che ce la fanno i più vengono presi ammanettati e rispediti in italia rilasciati pochi metri oltre il confine come in un vecchio film di spie solo molto più triste intanto il sindaco di ventimiglia gaetano scullino pdl contesta i dati della polizia e parla di cento arrivi al giorno e di una situazione che se è vero che fino ad oggi non ha provocato nessun tipo incidente è assolutamente a rischio visto che gli arrivi sono destinati ad aumentare e moltiplicarsi così i suoi toni sono quelli della lega «questi sono clandestini e vanno rispediti a casa loro lo dice la legge» e conclude «il sistema-saracinesca inaugurato dalla francia ci farà entrare in crisi © riproduzione riservata il cammino della speranza nel 1950 pietro germi raccontò il tragico esodo dei minatori siciliani verso la francia il retroscena al confine operazione maglie larghe nessun controllo nei cie così si aiuta la fuga all estero segue dalla prima pagina 3.500 tunisini arrivati in 40 giorni 174 espulsioni gli immigrati espulsi 10 arresti immigrati arrestati la tendopoli campi d accoglienza le tendopoli vengono genericamente definite campi d accoglienza il centro di espulsione reti di recinzione nel campo di manduria le reti sono alte due metri e non hanno filo spinato carlo bonini vladimiro polchi escritta da una parola «dispersione» e documentata da un numero i circa 3 mila e 500 tunisini sbarcati negli ultimi 40 giorni a lampedusa trasferiti sulla terra ferma lasciati allontanare dai centri di prima accoglienza e ora in marcia verso la frontiera di ventimiglia e il confine francese È un esercito che non ha bisogno neppure di essere incoraggiato visto che l 80 per cento dei migranti tunisini al momento dello sbarco a lampedusa ha indicato francia germania e svizzera come meta del proprio viaggio della speranza soprattutto è un esercito che promette di ingrossarsi nei giorni a venire ieri su un treno proveniente da lecce sono stati fermati alla stazione di torino porta nuova 22 clandestini ospitati fino a ventiquattro ore prima nel centro di manduria e che nei fatti aumenta la pressione sulle autorità di frontiera francesi È la leva con cui roma conta di far saltare i nervi di parigi di trascinarla al centro della crisi aprendo un caso che solleciti l unione a farsi carico collettivamente dell emergenza dei profughi È l incidente politico con cui la maggioranza è convinta di poter mettere in discussione o comunque denunciare non solo «il disinteresse dell europa» ma anche «l inadeguatezza» delle norme della seconda convenzione di dublino con cui l unione i cie nei cie gli immigrati vengono trattenuti fino a 180 giorni per l espulsione le mura di cinta le mura di cinta e le recinzioni sono alte fino a 5 metri con filo spinato d le tende gli immigrati dormono in tende da 8 posti fornite dal ministero dell interno la sorveglianza nessuna videosorveglianza scarsa illuminazione notturna le camerate nessuna finestra verso l esterno inferriate e porte blindate i controlli illuminazione notturna videosorveglianza esterna e interna te verso il nostro confine settentrionale sale quasi al 20 per cento del resto non sono solo i numeri a documentare che nella dispersione di migranti verso altri confini quello francese in primis c è del metodo per quanto non dichiarato a monte del piano che il governo si prepara a varare di intesa con le regioni per l apertura di almeno una dozzina di centri di accoglienza c è infatti un indicazione che in questi giorni il viminale ha trasmesso attraverso la sua unità di crisi a tutte le prefetture interessate dall emergenza le strutture di acco rende responsabile unico dei «migranti richiedenti asilo» il paese europeo in cui abbiano per primo messo piede in questo caso appunto l italia «non c è alcun dubbio conviene una qualificata fonte tecnica del ministero dell interno che i numeri che si registrano al confine con la francia in questi giorni sono assolutamente eccezionali diciamo che il ministero sta tenendo le maglie larghe per carità in periodi di emergenza è fisiologico che ci siano e vengano tollerate delle dispersioni dai centri di accoglienza anche perché servono a decongestionare ed è al trettanto fisiologico che in queste situazioni ai nostri valichi di frontiera venga chiesto informalmente di chiudere un occhio su chi manifesta l intenzione di dirigersi fuori dai nostri confini a meno che non vi siano problemi di ordine pubblico certo questa volta i numeri sono davvero importanti» lo conferma un dato statistico nel 2008 quando l italia sostenne un flusso di 38 mila migranti lo sgocciolamento di clandestini verso altri paesi dell unione rimase sotto il tetto fisiologico del 5 per cento oggi se si assume come dato di ingresso i 21 mila 700 tunisini sbarcati a lampedusa dal gennaio scorso quella percentuale di perdi È la leva con cui roma conta di trascinare i cugini d oltralpe al centro della crisi nel 2008 la dispersione era del 5 per cento oggi l esodo verso il confine è del 20 glienza quale che esse siano tendopoli prefabbricati strutture militari dismesse dovranno avere la caratteristica della «precarietà» nulla insomma che le faccia somigliare a fortezze destinate a durare nel tempo nulla che le renda prigioni da cui è impossibile allontanarsi volontariamente e per più di un motivo è il ragionamento del ministro dell interno per rassicurare le comunità locali sulla «temporaneità» delle strutture e dunque sulla natura «eccezionale» del momento per non trasformare delle tendopoli in ingestibili campi di detenzione a cielo aperto per convincere gli ospiti che a quella condizione di precarietà c è pur sempre un alternativa nell allontanamento volontario verso altri lidi non è un caso come conferma una fonte qualificata del viminale che lo statuto giuridico della dozzina di siti di accoglienza contemplati dal piano verrà definito solo nel momento in cui vi faranno ingresso i migranti trasferiti da lampedusa insomma si deciderà se farne dei cie centri di idenificazione ed espulsione dei cpa centri di prima accoglienza o dei cara centri di accoglienza per richiedenti asilo soltanto quando il governo avrà chiaro lo stato giuridico degli ospiti che vi verranno smistati e soltanto quando sarà stabilito in che misura limitarne la libertà di movimento solo i cie infatti prevedono la sorveglianza armata e il divieto di allontanamento dei detenuti © riproduzione riservata
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la repubblica mercoledÌ 30 marzo 2011 allarme cronaca immigrati i6 lampedusa duemila immigrati senza cibo siamo una bomba a orologeria via alla maxi evacuazione arrivano sei traghetti lunghe file per l acqua alessandra ziniti palermo arrivano le navi a lampedusa lo slittamento del consiglio dei ministri per consentire al premier una visita lampo nell isola non inciderà sull inizio delle operazioni di evacuazione dei 6200 migranti che questa sera cominceranno ad essere trasferiti a bordo delle sei navi noleggiate per liberare lampedusa il ministro maroni annuncia risarcimenti per i lampedusani e ribadisce «da oggi la situazione si risolverà le navi trasferiranno gli immigrati in strutture che con grande rapidità stiamo creando libici somali eritrei chi viene da uno scenario di guerra non può essere rimpatriato ma abbiamo maroni promette risarcimenti e dice saranno trasferiti negli altri centri comune occupato fatto un accordo con la tunisia che prevede il rimpatrio una volta accertata la loro identità ed è quello che faremo perché si tratta di clandestini lo faremo nel pieno rispetto di tutti i trattati internazionali» tutte e sei le navi approderanno comunque in italia anche se i porti di destinazione si conosceranno solo domani dopo che il consiglio dei ministri avrà approvato il piano del viminale un rinvio anche di sole 24 ore sarebbe stato improponibile in quella bomba ad orologeria in cui si è trasformata lampedusa dove ieri il sindaco bernardino de rubeis ha lanciato un drammatico grido d aiuto «duemila immigrati sono senza cibo» la lampedusa accoglienza che cura la preparazione dei pasti sarebbe in grado di preparare 4000 pasti al l operazione dall alto la catania una delle navi che oggi trasferiranno gli immigrati e un gruppo di stranieri con cartelli di scuse e ringraziamenti per gli isolani giorno insufficienti a sfamare i 6200 presenti anche se il responsabile roberto rocca ha replicato di aver distribuito 5500 pasti ma le animate proteste di centinaia di immigrati a caccia di cibo e acqua e le lunghe file di tunisini dietro i panifici dell isola confermano la denuncia del sindaco e anche la pazienza e la solidarietà degli abitanti di lampedusa che per settimane hanno accolto gli extracomunitari dando loro da mangiare o distribuendo abiti e coperte è al limite ieri mattina un nutrito gruppo di cittadini soprattutto donne ha occupato il municipio non andranno via fino a quando le navi promesse non avranno cominciato a portare via i migranti decisamente al limite anche la situazione igienico-sanitaria ieri gli ispettori del ministero hanno escluso nell immediato un rischio epidemia ma l assessore regionale alla salute massimo russo presente sull isola ha usato toni molto forti «la situazione igienico-sanitaria è al limite se domani l isola non si svuota avremo una bomba pronta ad esplodere» parole che hanno ancor di più surriscaldato un atmosfera già tesissima con la senatrice leghista di lampedusa angela maraventano a chiedere le dimissioni di russo accusato di terrorismo psicologico e il sottosegretario alla presidenza del consiglio gianfranco miccichè anche lui sull isola a placare gli animi assicurando l arrivo delle navi polemiche e accuse hanno coinvolto anche il commissario per l emergenza caruso duramente attaccato dal sindaco «di fronte alle beghe politiche agli errori gestionali il prefetto giuseppe caruso doveva dimettersi da commissario per l emergenza immigrazione ha detto de rubeis non l ho sentito nemmeno una volta più facile rintracciare napolitano erano migliori i tempi in cui c era guido bertolaso» sul piede di guerra anche il governatore raffaele lombardo che infuriato per il mancato invito al consiglio dei ministri ha annunciato una riunione di protesta del governo regionale sotto palazzo chigi il bollettino degli sbarchi ieri ha segnato un rallentamento in 40 sono sbarcati direttamente a cala creta e un altra piccola imbarcazione è stata avvistata in avvicinamento ancora nessuna traccia del gommone partito dalla libia quattro giorni fa con 70 persone ma c è un altra rotta che comincia a destare attenzione quella su pozzallo sulla costa ragusana dove in 48 ore sono sbarcati circa 750 migranti provenienti dalla libia © riproduzione riservata ti svegli di notte non riesci a dormire lo stress ti opprime l agitazione ti assale 8 ore spruzzato sotto la lingua ti aiuta a ritrovare il sonno naturale rapidamente seredialtm melatonina ultra un emulsione finissima in spray a base di melatonina pura al 99 la somministrazione sublinguale permette un assorbimento rapido aiutando a prendere sonno ed a ristabilire il corretto ritmo sonno-veglia ideale in caso di risvegli notturni pratico in aereo ed in caso di jet-lag in farmacia usalo di giorno per una giornata pi serena ed efficiente le compresse di seredialtm 8 ore sono a rilascio rapido e prolungato formulate per agire gi dopo pochi minuti e per diverse ore dopo l assunzione contiene dianxialtm e dianoctemtm due esclusivi complessi 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la repubblica mercoledÌ 30 marzo 2011 per saperne di piÙ www.isoladilampedusa.it/comune/comune.htm http pti.regione.sicilia.it i7 i protagonisti l imbianchino samir 28 anni da un villaggio tunisino la madre smeret eritrea ha una bimba di due mesi il comandante calogero fiannaca della capitaneria la casalinga giuseppa maggiore vive a lampedusa il volontario brhane etiope di save the children l ex sindaco totò martello ex sindaco e albergatore il parroco vincent mwagala il parroco il racconto nei campi e nelle strade alla vigilia dell operazione-trasferimenti e in paese avvisano se restano qui faremo le barricate samir e gli altri l attesa per l ultimo miraggio saliremo su quelle navi e poi vivremo felici dai nostri inviati attilio bolzoni francesco viviano lampedusa cosa farai quando ti porteranno via di qui «mi sveglierò lontano» lontano quanto samir «lontano come marsiglia o lontano come parigi» lontano per fare cosa samir «per non sentirmi più in galera come mi sentivo nel mio villaggio al sud della tunisia e come mi sento qui» la vita di samir e le vite degli altri le vite che si mischiano sullo scoglio di lampedusa tutte che si confondono nella vergogna o nella rabbia nella paura uomini donne neri bianchi italiani magrebini affamati infreddoliti risentiti furiosi rassegnati tutti che urlano o che si abbattono che sperano o si disperano e aspettano le navi un altra traversata un altra isola un altra prigione tu cosa aspetti samir «la libertà aspetto solo quella» faceva l imbianchino samir che ha ventotto anni e adesso non la figlia fatima che non ha ancora due mesi di vita ed è già clandestina anche lei è in lista una lista infinita di nomi veri e di nomi falsi il passaporto per andarsene su una di quelle sei navi che prima o poi domani dopodomani fra tre giorni apparirà all orizzonte «sono stanca non ho più forze non immaginavo questo destino quando ho deciso di fuggire» racconta smeret che ricorda il suo primo viaggio verso lampedusa nel giugno del 2010 il fermo il respingimento in libia da dove era partita la prigione a tripoli un altra spiaggia e un altra traversata altri sventurati compagni e un altro carcere a cielo aperto comandante che succederà domani «e chi lo sa per mille che se ne andranno su quelle navi ne potrebbero arrivare altri diecimila i nostri radar segnano puntini gialli in tutto il mediterraneo» risponde calogero fiannaca capo di prima classe e comandante della motovedetta 301 della capitaneria di porto centinaia di abbordaggi nel mediterraneo negli ultimi otto anni una vita passata a salvare altre vite l altro giorno ha tirato sulla sua motovedetta un bambino appena nato si chiede che fine farà quel piccolo che era ancora attaccato alla madre con il cordone ombelicale «chissà dove finiranno lui e suo madre» sarà davvero liberata domani la sua lampedusa «spero che se li portino tutti via non sono razzista ma qui da un momento all altro può accadere di tutto basta una scintilla per scatenare una guerra» È giuseppa giuseppa maggiore lei casalinga abitante al civico 46 di via roma il marito vincenzo muratore il figlio giovanni meccanico forse è più intimorita che furiosa ma giuseppa non li vuole più fra i piedi «questi qua» ce l ha con il governo ce l ha con il sindaco ce l ha con il governatore non so dove andremo mi trascinano via senza nemmeno una coperta per il mio bambino sa più nemmeno chi è e non sa più dov è spaventato come non era stato mai due settimane fa è approdato in quest isola che non è ancora italia e non è più africa quest isola che è diventata la sua tana un sasso piatto in mezzo al mare dove sopravvive sognando aspetta le navi dell esodo promesso aspetta e intanto ascolta il rock magrebino diffuso dagli altoparlanti di un bar di piazza libertà caffè mediterraneo stessa musica e stesse palme come a gabes stessa esistenza grama «salirò su una di quelle navi e poi vivrò felice»» sospira lui che non ce la fa più a dormire nelle cavità della montagna anfratti fetidi la sua ultima casa in una lampedusa che sembra djerba abitata da un popolo che vaga fra cala creta e cala croce seimila o forse anche settemila ragazzi che sono venuti dall altra parte del mondo nessuno lo sa quanti sono alla mattina sono lì sdraiati sui moli e di notte si riparano dentro il ventre delle colline insieme ai topi e ai pipistrelli dove stai andando smeret «non lo so io non sono neanche dove sono adesso» ma qualcuno ti ha detto che sarà di te e di tuo figlio «so che mi trasferiranno in italia mi trascinano di qua e di là non ho neanche le scarpe non ho neanche una coperta per il bambino» È in fila sulla banchina più lontana smeret tarek giovanissima eritrea arrivata ieri l altro con altri quattrocento neri sul barcone che stava per affondare sta allattando la rabbia e la paura non siamo razzisti ma qui adesso basta una scintilla per scatenare una guerra della sicilia ce l ha soprattutto con la sua deputata angela maraventano quella di lampedusa eletta nella lega «fino a qualche anno fa si incatenava al porto per protestare contro gli sbarchi in queste settimane non ha avuto il coraggio di venire una sola volta qui nella sua isola» arriveranno o non arriveranno le navi «arriveranno ma non riusciranno mai a svuotare lampedusa» È tormentato brhane tarek il clandestino etiope che è diventato «operatore sociale» È qui a lampedusa dal 26 ottobre del 2005 il giorno che l hanno raccolto in mare aveva vent anni ha imparato l italiano e adesso è qui in mezzo ai bianchi e ai neri a confortare e a spiegare e a rincuorare come totò martello albergatore ed ex sindaco che fa comizi ad ogni angolo di strada «se queste migliaia di magrebini resteranno ancora qui la nostra isola da domani sarà una barricata chiuderanno scuole ristoranti bar negozi faremo uno sciopero generale ad oltranza fino a quando non ci riprenderemo lampedusa» padre cosa accadrà ancora in questa isola vincent mwagala il parroco nero della chiesa madre di lampedusa benedice i due popoli che sopravvivono e poi alza gli occhi al cielo «solo dio ci può proteggere solo lui può fare quello che a roma non sono riusciti a fare» padre le navi riporteranno la pace «solo dio lo sa» © riproduzione riservata
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la repubblica mercoledÌ 30 marzo 2011 attacco mondo alla libia i8 la diplomazia esilio per gheddafi non impunità la coalizione prepara il dopo raìs il colonnello al vertice voi come hitler si pensa di armare i ribelli andrea bonanni londra gheddafi «ha perso ogni legittimità» se ne deve andare e «risponderà delle proprie azioni» la conferenza internazionale di londra sulla libia chiude la porta ad ogni ipotesi di negoziato con il colonnello ma lascia socchiusa la via dell esilio «c è stata unanimità nel dire che gheddafi deve lasciare il paese» ha spiegato il ministro degli esteri italiano ma frattini secondo cui l unione africana potrebbe trovare una soluzione per ospitare il raìs libico questa volta esclude la possibilità di un salvacondotto «È una ipotesi che non possiamo prendere in considerazione perché violerebbe le regole della corte penale internazionale» la conferenza di londra che ha riunito i ministri degli esteri di trentasette paesi ha deciso di costituire un gruppo di contatto che si incontrerà periodicamente per monitorare e dirigere gli sviluppi politici della crisi libica ora che la gestione militare delle operazioni passa sotto il controllo della nato le prossime riuniomanderà un ambasciatore a bengasi gli stati uniti hanno deciso di mandare un inviato frattini pensa di invitare i ribelli a rappresentare la libia alla prossima riunione sul mediterraneo che si terrà a napoli ma parlare del dopo-gheddafi non significa che la sconfitta del colonnello sia imminente anzi il problema di come arrivare a una vittoria sul terreno potendo contare solo sulle milizie disorganizzate degli insorti continua a perseguitare la coalizione la rappresentante americana alle nazioni unite susan rice dice che washington non ha escluso la possibilità di fornire armi ai ribelli È una ipotesi seriamente presa in considerazione anche dai francesi ma per percorrerla occorrerebbe una nuova risoluzione delle nazioni unite e dunque ieri la questione non è stata discussa apertamente intanto gheddafi dal suo rifugio continua ad usare toni sprezzanti e ieri ha paragonato «la barbara offensiva» della coalizione a quella di hitler in europa per il momento almeno il colonnello non sembra disposto a farsi cortesemente da parte quanto alla clamorosa emarginazione dell italia dalla cabina di regia della crisi libica resa evidente dalla teleconferenza tra i capi di governo di usa gran bretagna francia e germania per preparare l incontro di londra frattini ieri non ha voluto prendere atto dello schiaffo ricevuto il ministro degli esteri che a quanto pare non ha sollevato pubblicamente il problema nel corso dell incontro ha definito l esito della conferenza «un risultato politico estremamente positivo perché c è unità di visione» © riproduzione riservata al potere a destra gheddafi il colonnello guidò il colpo di stato del 1 settembre 1969 che portò alla caduta della monarchia del re idris il punto i raid alleati colpiscono tre navi libiche l unione africana non ha preso parte ai lavori di londra gli insorti processo per il dittatore 5 ni del gruppo saranno in qatar e a roma in effetti pur senza dirlo un preannuncio di negoziato è già cominciato ieri l unione africana che sebbene invitata non ha preso parte ai lavori ha mandato un messaggio alla conferenza in cui chiede supporto per la sua road map in cui disegna una possibile soluzione della crisi ma l unione l organismo internazionale rimasto più vicino a gheddafi che contribuì a crearla continua a proporre «un dialogo politico tra tutte le parti» e «un periodo di transizione onnicomprensivo» ieri la comunità internazionale ha risposto senza mezzi termini nessun dialogo con gheddafi e il suo regime la cui uscita di scena resta una precondizione per la soluzione della crisi È quello che chiede anche il consiglio nazionale di transizione l organismo degli insorti con sede a bengasi ieri il suo rappresentante mahmoud jibril ha incontrato a londra cameron e la clinton a margine della conferenza ed ha illustrato il programma in otto punti dei ribelli questo prevede una nuova costituzione che legalizzi i partiti e i sindacati libere elezioni e la nascita di una paese «unito e moderno» quanto a gheddafi il consiglio non contempla neppure l ipotesi dell esilio e chiede che venga processato «per i crimini commessi» dalla conferenza di londra l organo di autogoverno dei ribelli esce con una credibilità rafforzata la francia che lo ha riconosciuto formalmente un caccia al decollo la coalizione in 24 ore la coalizione multinazionale effettua 115 raid aerei e lancia 22 missili ariaterra tomahawk colpite anche tre navi libiche che aprivano il fuoco indiscriminatamente sulle navi mercantili nel porto di misurata gli scontri dopo aver avanzato quasi incontrastati durante il fine settimana i ribelli sono costretti dalle forze del regime a ripiegare di circa 100 chilometri a est di sirte le forze lealiste bombardano ben jawad e proseguono gli attacchi su misurata dove secondo fonti mediche 142 persone sono state uccise dal 18 marzo la diplomazia il gruppo di contatto incaricato del coordinamento politico del post-gheddafi si riunisce a londra dove i rappresentanti del consiglio nazionale di transizione ctn di bengasi promettono «elezioni libere» incontrando i capi della diplomazia americana britannica e francese 4 1 3 2 il caso indiscrezioni sul responsabile esteri mussa kussa ma roma smentisce un viaggio del ministro degli esteri libico a tunisi il sospetto che la destinazione successiva fosse l italia e nasce un giallo su possibili trattative per l esilio di gheddafi lunedì sera mussa kussa ministro del governo libico entra in tunisia dal posto di frontiera di ras jedir in un primo momento si diffonde la notizia che kussa stia abbandonando il suo incarico come hanno fatto alcuni ambasciatori libici all estero poi da tripoli precisano che il ministro è in tunisia in visita privata ma non ha tradito il raìs ieri è poi la televisione al jazeera ad avanzare l ipotesi che kussa non sia in tunisia in vacanza ma che stia piuttosto all estero per trattare le condizioni per l e in italia per trattare la resa giallo sulla missione del ministro il capo della diplomazia di tripoli è rimasto sempre in contatto con l occidente il ministro degli esteri libico mussa kussa silio di gheddafi tanto da affermare che la sua tappa successiva è l italia la farnesina smentisce immediatamente il possibile arrivo di kussa ma la stampa internazionale avanza una ridda di ipotesi basate anche sull andamento del vertice di londra che nel frattempo è iniziato kussa non figura tra le perso nalità di tripoli cui in base alle direttive dell onu è stato interdetto di viaggiare e per di più è sempre rimasto in contatto con l occidente in particolare ha dialogato sia con il ministro degli esteri britannico william hague sia con il vice segretario di stato americano jeffrey feltman secondo alcuni il fatto che l unione africana alla quale gheddafi ha affermato di voler lasciare la gestione della crisi non stia partecipando al vertice di londra indica che ci sono già trattative avviate proprio da kussa con l unione per accettare la sua proposta di cessazione immediata dei combattimenti e apertura di una fase di transizione in cambio dell esilio per il raìs © riproduzione riservata
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la repubblica mercoledÌ 30 marzo 2011 per saperne di piÙ http www.nato.int/cps/en/natolive/index.htm http www.bbc.co.uk/news i9 lo scenario obama spiega l intervento in libia obbligo morale e interesse strategico il presidente ma per l america non sarà un nuovo iraq difendere le rivolte dal nostro corrispondente federico rampini new york l america aveva un «imperativo morale e un interesse strategico» per intervenire a impedire un massacro di civili in libia una guerra «etica» perché stare a guardare sarebbe «un tradimento di ciò che siamo» ma anche necessaria a impedire la destabilizzazione di egitto e tunisia nella transizione verso la democrazia l azione militare però non ha l obiettivo di «cambiare un regime» come in iraq nel 2003 la partenza di gheddafi è «un obiettivo della politica americana» ma non della risoluzione onu nel suo discorso di lunedì sera alla national defense university barack obama ha posto le fondamenta di una sua dottrina se ne sentiva il bisogno dopo più di una settimana di bombardamenti e mentre le rivolte del mondo arabo possono riproporre in altre aree il dilemma libico nella dottrina obama c è un etica della responsabilità umanitaria declinata però in una visione nuova del ruolo degli stati uniti nel mondo una superpotenza limitata che sa di non poter più fare il poliziotto globale sempre più spesso quest america dovrà delegare ad altri e fare un passo indietro È un delicato equilibrio quello che obama disegna tra i falchi di destra alla john mccain che vogliono «marciare su tripoli come bisognava farlo su baghdad già nel 1991» e i teorici del «dovere d ingerenza umanitaria» come l ambasciatrice usa all onu susan rice e la consigliera sui diritti umani samantha power mentre nell opinione pubblica l entusiasmo per questo intervento è già sceso al di sotto del 50 l appello ai valori è centrale «altre nazioni possono girarsi dall altra parte quando vengono commesse atrocità noi siamo diversi» però non basta dopo lo scempio che di quei valori fecero i neocon di george bush con l esportazione della democrazia in iraq «otto anni di guerra migliaia di morti americani e iracheni quasi mille miliardi di spesa» ricorda obama che da senatore dell illinois fece campagna contro la guerra del 2003 perciò sulla libia deve chiamare in causa un interesse nazionale e lo spiega così il massacro dei civili avrebbe provocato nuove ondate di profughi verso egitto e tunisia col rischio di indebolire la loro evoluzione politica inoltre lasciare a gheddafi la libertà di far strage avrebbe mandato il segnale sbagliato a tutti i dittatori ancora al potere in quell area «gli impulsi democratici che stanno sorgendo in tutta la regione sarebbero stati eclissati dalle forme più brutali di autoritarismo i dittatori repressivi avrebbero tratto la conclusione che la violenza è la migliore strategia» obama ha escluso nuovamente ogni possibilità di invio di truppe terrestri ha confermato il trasferimento delle responsabilità di comando alla nato con un ruolo preponderante degli alleati europei nell elencare le nazioni che conducono l operazione ha menzionato l italia ha taciuto sull esclusione clamorosa del governo italiano dalla videoconferenza che di lì a poco lo avrebbe collegato con sarkozy cameron e angela merkel indiscrezioni di fonte americana suggeriscono un interpreta gli impulsi democratici nella regione sarebbero stati eclissati i dittatori avrebbero tratto la conclusione che la violenza è la migliore strategia zione dovendo discutere in quella conferenza le possibili opzioni per l uscita di scena di gheddafi l italia non era considerata come un alleato a tenuta stagna visti i precedenti di fughe di notizie un altro mistero che obama non ha sciolto è perché l aviazione usa abbia intensificato il suo impegno fino a dispiegare i c-130 più precisi ma più vulnerabili perché volano a bassa quota proprio mentre il presidente confermava il passo indietro delle forze usa la spiegazione ufficiosa del pentagono i progressi degli insorti sono effimeri e facilmente reversibili senza una massiccia copertura aerea obama ha concluso riassumendo così la sua filosofia «È vero che l america non può usare la sua forza militare ogni volta che accade una repressione e dati i costi e i rischi di un intervento dobbiamo sempre bilanciare il bisogno dell azione misurandolo con i nostri interessi ma questo non può diventare un alibi per non agire mai a difesa della giustizia» un azione che comunque nell èra obama vuole essere segnata dal multilateralismo dalla cooperazione dal rispetto della legalità internazionale il discorso non è bastato a sopìre le critiche fra tutte spicca quella del presidente della camera il repubblicano john boehner «gli americani non hanno ancora capito qual è la definizione della vittoria in libia» © riproduzione riservata barack obama © 2011 accenture all rights reserved i leader a londra hillary clinton per il segretario di stato usa la risoluzione onu permette anche di armare gli insorti le opportunità bisogna sapersele guadagnare 1 william hague il ministro degli esteri inglese ha ribadito che obiettivo dell intervento è cacciare gheddafi 2 anders fogh rasmussen il segretario della nato ha escluso che con la missione si possano anche fornire armi ai ribelli 3 ban ki-moon il segretario generale onu ha affermato che sarà fondamentale sostenere la libia verso la transizione democratica 4 hamad bin jabr al thani per il premier del qatar l esilio di gheddafi è l unico modo per evitare altre stragi ecco alcuni punti chiave per liberare le vostre potenzialità nel mercato attuale 1 l innovazione è essenziale soprattutto quando procede in modo controllato e si concentra su risultati di business 2 superare la concorrenza a livello teorico non basta va superata anche nella pratica 3 non è il momento di procedere per tentativi per i fuoriclasse è buona la prima contattateci per scoprire come possiamo aiutarvi a trasformare un potenziale in risultati concreti di performance 5
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la repubblica mercoledÌ 30 marzo 2011 attacco mondo alla libia i 10 per saperne di piÙ www.globalsecurity.org www.af.mil la strategia attacchi a terra e forze speciali la vera guerra degli alleati per liberare la libia da gheddafi non solo no-fly zone così combatte l occidente fabio mini la strategia moderna contempla la guerra come un fatto normale senza fine senza misura certa della vittoria o della soglia della capitolazione i bombardamenti di questi giorni in libia i ribelli che combattono e i civili che scappano fanno parte di questa normalità così come sono normali la disparità delle forze in campo la volontà di usarle e la varietà di posizioni espresse sul piano politico-diplomatico una volta demandata la responsabilità delle operazioni militari a qualcun altro in questo caso fingendo che la nato sia un altro la guerra può continuare con i suoi ritmi normali la preoccupazione non è la libia ma cosa fare di gheddafi senza strapazzarlo troppo bisogna anche non apparire troppo truci o troppo armati specialmente nelle intenzioni il presidente obama ha detto che l america non ha interessi vitali in libia e gli si sono accodati tutti la germania si era già sfilata assestando un colpo micidiale alla nato diversi altri paesi dicono di non voler combattere e la turchia di erdogan non solo ha promesso solennemente che non bombarderà mai il popolo libico ma vuole addirittura attribuire a gheddafi la virtù taumaturgica e catartica di dirigere la libia nella transizione democratica contro il suo stesso regime i francesi e gli inglesi sembrano inflessibili nel chiedere la testa metaforica del raìs ma trattano con tutti coloro in grado di dialogare con lui mentre la politica celebra i suoi riti sul terreno la guerra si fa sempre più normale nessun generale ha preso bene questa guerra sia per i precedenti disastrosi degli ultimi vent anni sia per la nebulosità degli scopi politici il pentagono si è opposto fin dal primo giorno i francesi hanno bombardato quasi alla chetichella le ragazze inglesi non si sono messe a tette nude per incitare i il pattugliamento umanitario è una favola ora le azioni militari si avvicinano sempre più al terreno generale fabio mini è stato comandante delle forze nato durante la missione di pace in kosovo soldati e i generali italiani si sono rifugiati in fretta nelle procedure della nato senza prendersi il tempo di spiegarle bene ai nostri ministri eppure la parte militare della coalizione e della nato prosegue con i suoi piani di attacco ed anzi si adegua ad uno sviluppo ancora più normale dei combattimenti i ribelli non ce la fanno e la loro guerra si svolge con l elastico avanzano di quel tanto che le forze della coalizione consentono poi tornano indietro senza fretta con la graduale eliminazione delle contraeree di gheddafi gli aerei alleati si avvicinano a terra lanciano razzi e attivano le cannoniere volanti per gli attacchi al suolo com è normale la favola del pattugliamento umanitario e disarmato non è ancora cominciata e anzi dovranno presto intervenire gli elicotteri controcarro mentre la politica si produce in improbabili opzioni indolori sul terreno i dolori devono ancora venire soprattutto se a qualcuno verrà in mente di assediare tripoli e la normalità non basterà più sunzi aveva teorizzato 2500 anni fa che la guerra si fa con la combinazione delle forze normali e di quelle speciali regolari e irregolari palesi e occulte i cinesi sono ormai di casa in libia e dovrebbero insegnare qualcosa ma si occupano di petrolio e i principi di sunzi li hanno trasferiti in borsa in libia si sono invece infiltrate le forze speciali e d intelligence più brave di tutto l occidente della guerra individuano obiettivi addestrano i ribelli e aiutano perfino le milizie perché non si sa mai ci sono migliaia di mercenari di gheddafi e delle compagnie petrolifere pronti a cambiare padrone ci sono funzionari e generali pronti a cambiare bandiera molti di loro saprebbero bene cosa fare di gheddafi anche senza scomodare sunzi la libia appartiene al mediterraneo e anche da noi l esempio della guerra speciale è antico tripoli è come troia non cadrà fino a quando il simulacro del suo potere lo stesso gheddafi sarà in città troia fu assediata per un decennio da forze normali ma fu espugnata dall intelligenza di due guerrieri speciali ulisse e diomede entrambi protetti da atena una sorta di antica nato tutelare riuscirono a rubare il palladio il simulacro di legno senza gambe che atena aveva voluto nelle fattezze di pallade la sua amica libica uccisa da lei per sbaglio durante un combattimento simulato il palladio aveva la proprietà di proteggere la città che lo deteneva ed era finito a troia quando atena l aveva gettato giù dall olimpo perché si era imbrattato del sangue vaginale di elettra stuprata da zeus troia non sarebbe mai caduta finchè il simulacro fosse in città e ulisse e diomede vestiti da viandanti penetrarono nella cittadella e lo rubarono questa fu la premessa alla successiva presa della città con il famoso cavallo di legno un altra idea speciale gheddafi è ormai un simulacro soprattutto di se stesso con gambe legnose e fattezze umane rese approssimative dagli stravizi ma riesce ancora a proteggere la troia libica in attesa di una intelligenza speciale © riproduzione riservata 16 febbraio 17 febbraio durante la giornata della collera contro gheddafi indetta il 17 febbraio decine di persone restano uccise negli scontri tra manifestanti e forze di polizia nell est del paese 21 febbraio la rivolta si allarga il 21 febbraio a tripoli e si tramuta in un conflitto civile tra ribelli e regime inizia la controffensiva delle forze lealiste col sostegno di mercenari 19 marzo a tre giorni dalla risoluzione del consiglio di sicurezza dell onu che autorizza l istituzione una no-fly zone scatta l intervento internazionale è il 19 marzo le tappe dopo l arresto di un attivista dei diritti umani il 16 febbraio a bengasi esplodono le proteste contro il regime del colonnello muhammar gheddafi
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la repubblica mercoledÌ 30 marzo 2011 attacco mondo alla libia l offensiva i ribelli anti-gheddafi con la bandiera monarchica diventata ormai il loro segno di riconoscimento per saperne di piÙ www.libyafeb17.com http english.aljazeera.net i 11 il consiglio transitorio/1 il consiglio transitorio/2 segue dalla prima pagina bernardo valli bengasi l raÌs È difeso dai finora fedeli giannizzeri e la sua fine politica o fisica non è in vista anche se resta possibile in qualsiasi momento un tradimento dei cortigiani affretterebbe i tempi le esplosioni udite ieri vicino alla sua residenza di tripoli potrebbero avere il valore dei rintocchi delle campane un tempo annuncianti l imminente morte di un uomo o una donna della comunità per ora lui è comunque vitale e combattivo al punto da paragonare i nemici ad adolf hitler e nei nemici comprende anche i dirigenti dei paesi della coalizione che bombarda dal cielo le sue truppe per bocca dello stesso barack obama gli americani hanno fatto sapere che preferiscono una soluzione diplomatica non violenta francesi e inglesi sono più drastici vorrebbero che gli attac i presidenti abdul jalil e abdul ghoga presidente e vice cnt i ministri omar al hariri difesa e mahmoud jibril esteri i bengasi i miliziani del raìs riprendono al assun bloccando la marcia verso la sirte chi dei loro aerei riuscissero fatali al regime di tripoli ma quale sarebbe la sorte di gheddafi se fosse neutralizzato messo fuori gioco fatto prigioniero oppure decidesse di uscire di scena per i più clementi l esilio basterebbe per gli altri un processo sarebbe invece inevitabile il raìs dovrebbe essere giudicato per i crimini commessi contro il suo popolo la prospettiva di un esilio senza ulteriori guai magari in un paese africano amico si parla spesso dello zimbabwe potrebbe rendere più facile una resa di gheddafi anche se chi lo conosce bene pensa che egli preferisca la morte del guerriero potrebbe non essere tuttavia insignificante che si sia dichiarato pronto ad accettare una decisione dell unione afri deboli al fronte forti nel mondo i ribelli accolgono i primi ambasciatori il colonnello respinge ancora l avanzata degli insorti la denuncia l allarme della nato al qaeda si infiltra nella rivolta tripoli «segnali» della presenza di infiltrati di al qaeda e di hezbollah tra le fila dei ribelli libici sono stati individuati dai servizi d intelligence statunitense ma «al momento non ci sono dettagli sufficienti per asserire se esiste una presenza significativa di al qaeda o di qualsiasi altro gruppo terroristico» a dichiararlo l ammiraglio statunitense james stavridis comandante in capo della nato in europa nonché responsabile del comando usa per il vecchio continente durante un audizione dinanzi alla commissione per le forze armate del senato americano «stiamo esaminando con estrema attenzione l entità la composizione le personalità chi sono i capi all interno delle forze di opposizione libiche» ha assicurato stavridis precisando che a suo giudizio i vertici della rivolta sono tuttavia costituiti da «uomini e donne responsabili» in disaccordo l ambasciatrice statunitense presso le nazioni unite susan rice «possiamo escludere ha detto rispondendo a un giornalista di fox newssulle prove corroboranti le asserzioni di stavridis la possibilità che elementi estremisti si possano infiltrare in qualsiasi segmento della società libica» cana da lui sempre preferita alla lega araba dove conta soprattutto dei nemici i ribelli e i loro dirigenti di bengasi non hanno dubbi sulla questione presente a londra mahmud jibril uno dei membri del consiglio nazionale della libia libera che funziona da comitato di liberazione e sempre da più da governo provvisorio si è già pronunciato con chiarezza né gheddafi né i suoi familiari né i suoi attuali complici possono essere considerati come interlocutori con loro non si tratta la posizione internazionale del consiglio nazionale si è rafforzata negli ultimi giorni È in arrivo a bengasi un ambasciatore francese sarkozy non troppo popolare in patria è considerato il «grande amico» dai ribelli i quali gli hanno dedicato un centinaio di chilometri sulla strada che porta a tripoli e sventolano spesso il tricolore francese inoltre mahmud jibril l inviato del consiglio nazionale a londra sta per avere un colloquio con hillary clinton la quale ha annunciato la partenza di un diplomatico americano per bengasi sarà il primo ricevuto ufficialmente altri l hanno già preceduto in via riservata la libia li bera del dopo gheddafi sta prendendo corpo mentre le armi non ancora tacciono sono sempre in attività sulla strada del litorale dove governativi e ribelli si contendono bin jawad località della zona petrolifera a circa metà strada tra bengasi e tripoli lunedì sera i giornalisti si erano accampati in un albergo devastato e senza luce di ras lanuf sulla riva del mediterraneo si erano allontanati al tramonto di qualche decina di chilometri da al assun dove avevano assistito al vano tentativo degli shabab di sloggiare i governativi dalla questa modesta località per avvicinarsi alla sirte provincia natale di gheddafi quell albergo ridotto a una stalla affacciata sul mare dai governativi e ribelli che l avevano occupata durante l andirivieni del fronte sembrava un rifugio sicuro e invece nella notte il ripiegamento in massa degli shabab ha costretto i giornalisti ad andarsene in fretta i governativi stavano rioccupando bin jawad ed una località vicina e non era prudente aspettarli quella piccola offensiva dei governativi a poche ore dalla riunione di londra vista come un tribunale con gheddafi imputato è stata interpretata come un tentativo di dimostrare che le forze del raìs non sono state affatto sconfitte e che sono in grado di difendere la sirte provincia di rilevante importanza sul piano strategico e simbolico i governativi sottoposti agli attacchi aerei della coalizione che li ha privati dell aviazione e dei mezzi blindati non possono recuperare le centinaia di chilometri perduti negli ultimi giorni ma la tripolitania fanno capire è ancora in grado di difendersi ma questo è soprattutto il momento delle trattative beninteso segrete anche tra capitribù e diplomatici ed emissari meno ufficiale di governi che contano più trasparenti si intensificano i messaggi riguardanti il destino da riservare a gheddafi tra le cancellerie di vari continenti insomma la politica prevale in queste ore sulla guerra prima che la nato assuma tra qualche ora la direzione militare dell operazione no fly zone si è intensificata la corsa a una soluzione diplomatica la quale è al tempo stesso un azione psicologica di vasta portata la riunione di londra l invio del promesso ambasciatore francese a bengasi l arrivo imminente di diplomatici americani sempre a bengasi devono da questo è il momento delle trattative segrete tra diplomatici e i capi delle tribù re al raìs rintanato a tripoli l impressione di essere ormai abbandonato sul serio e come se si stesse cominciando a preparare il funerale al suo regime e si stesse varando uno stato democratico libico la pressione esercitata da questi avvenimenti tocca anche le comunità tribali specialmente quella dei warfalla la più numerosa in tripolitania ancora fedele al raìs ma nel passato spesso in polemica o addirittura in non violenta tenzone con il regime alla radio continuano gli appelli ai warfalla e alle altre tribù che hanno finora garantito il loro appoggio a gheddafi «perché non venite con noi domani potrebbe essere troppo tardi con il colonnello non avete un avvenire il mondo l ha abbandonato» © riproduzione riservata
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la repubblica mercoledÌ 30 marzo 2011 le rivolte arabe mondo per saperne di piÙ www.sana.sy http english.aljazeera.net i 13 la siria segue dalla prima pagina la galassia dei blog ahmadtalk ahmad abu al kheir veterano dei blogger siriani arrestato un mese fa poi rilasciato è di nuovo agli arresti dal 23 marzo dal nostro inviato alix van buren damasco nche la notizia delle dimissioni del premier naji al otari piomba con tempismo e rinfocola le simpatie infatti il governo inviso da tempo è composto da ba thisti per il 60 per cento la quota prefissata dal partito unico da scuole università uffici pubblici chiusi per l occasione si riversa una serpentina di milioni di teste che ondeggia per le strade di damasco e di aleppo il cielo è ancora lattiginoso quando prima delle 8 si alza il coro allah surya bashar u bas dio siria bashar e basta arriva da un drappello piuttosto scalcinato di qualche cantiere o sede del partito la processione si fa festosa con l ingresso degli studenti accompagnati dalla musica zainetti in spalla alle 11 la città esplode nella cacofonia di slogan e canzoni patriottiche gli elicotteri dell esercito volano radenti le pendici del monte qassium il ba th sa bene quale sia l efficacia dei movimenti di piazza a syrian.intifada gruppo facebook che raccoglie alcuni fra i più noti dissidenti siriani da suhair al-atassi a riad seif all4syria sito fondato da ayman abdel noor ex giovane baathista ora dissidente diffonde notizie sulla ribellione siriana wissam tarif capo della ong insan che lotta per la difesa dei diritti umani in siria raccoglie e diffonde dati sulla ribellione contro i manifestanti proassad nessuno spara a dera a ci sono i carri armati per averli praticati negli anni cinquanta è il grimaldello con cui ha fatto saltare un governo dopo l altro fino a monopolizzare il potere e a condurre la siria all unione con l egitto nel 1958 negli annali dell opposizione quella data è incisa sulla lapide mortuaria del pluralismo democratico in siria segna il tramonto delle libertà però per capire quanto sia tenue oggi la presa del ba th sulla società siriana bisogna fendere la folla e accostarsi ai giovani festanti sbaglierebbe infatti chi travisasse per un ba thista quell uomo in livrea verde che ha mollato la guardianìa di un palazzo per lanciarsi nella mischia della debka la danza tradizionale agitando una bandiera rossa bianca e nera punteggiata da due stelle verdi aaisa non impugna il simbolo ba thista bensì quello siriano «ballo per la siria non per il partito» si sgola in effetti a perdita d occhio non svetta un solo tricolore del ba th ajar 32 anni bella faccia da sumera quando le si chiede che differenza vi sia fra le bandiere del partito e dello stato si scusa ridendo «davvero quella del ba th non ricordo nemmeno com è fatta» quel che più colpisce nell ascoltare gli argomenti dei dimostranti è che ricalcano per molti versi le richieste dell opposizione dana 29 anni una cascata di riccioli biondi dice forte e chiaro «vogliamo le riforme promesse hanno ragione a dera a» la cittadina epicentro dei ribelli e in lutto per le vittime della repressione «però non vogliamo violenze» si cautela pensando a latakia e alle voci su «infiltrati che attizzano tensioni religiose ed etniche» lo stesso concetto rimbalza sulle labbra di molti altri riforme urgenti ripete a mani 50 anni hijab sul capo con l aggiunta di un però «noi non siamo come l egitto e la tunisia con una popolazione omogenea sunnita il nostro è un mosaico di comu wissam il blogger-eroe di damasco È caduto il muro della paura anche i giovani dei cortei di regime chiedono riforme si dimette il governo nità le divisioni ci condannerebbero alla sorte dell iraq» le sorprese non finiscono qui basta compiere una virata di campo a 180 gradi lasciare la marcia dei milioni e passare al fronte dell opposizione per trovare assonanze inattese nell altra piazza dei blogger contagiati dalle rivoluzioni arabe si apre un universo virtuale costellato di profili facebook account twitter e diari blogspot pochi personaggi rappresen repubblica.it dibattito con lucio caracciolo e vincenzo nigro di ritorno da tripoli in piazza per assad manifestazioni a favore del presidente siriano bashar assad ieri nella capitale damasco tano quello spazio più di wissam tarif 35 anni a capo della ong insan per i diritti umani wissam è una primula rossa piroetta tutto il giorno fra varie città per raccogliere dati della ribellione maneggia schiere di telefonini con la destrezza del giocoliere ne ha tre in ogni dato momento distinti fra operatori siriani e stranieri per sottrarsi al controllo dei servizi anderson cooper della cnn lo ha incoronato eroe da quando wissam ha deciso di rivelare in tv la pro il caso arabia saudita alle urne in aprile ma le donne restano escluse riad le donne resteranno escluse dalle elezioni in arabia saudita anche in occasione del voto per le amministrative del 23 aprile prossimo la commissione elettorale ha confermato lunedì il divieto tuttora in vigore che impedisce alle donne di votare o candidarsi alle consultazioni del regno «non siamo ancora pronti per la partecipazione delle donne a queste elezioni» ha spiegato il capo della commissione abdulrahman al-dahmash il quale ha tuttavia promesso che la situazione cambierà al prossimo appuntamento elettorale dopo il varo di un pacchetto di aiuti alla popolazione di 91 miliardi martedì scorso re abdullah aveva deciso di offrire un nuovo gesto di apertura di fronte alle manifestazioni popolari delle ultime settimane fissando la data delle elezioni municipali dopo un rinvio di un anno e mezzo la prima consultazione amministrativa in arabia saudita si era svolta nel 2005 data in cui i cittadini maschi del ricco regno petrolifero poterono eleggere metà dei rappresentanti dei consigli municipali del paese l altra metà continua ad essere di nomina regia la nuova consultazione era stata indetta per fine 2009 ma è sempre stata rinviata l intellettuale wissam kassem tarif intellettuale attivista sta giocando un ruolo chiave nella battaglia per i diritti umani in siria pria identità «l ho fatto dice adesso «per proclamare che il muro della paura s è infranto anche da noi» secondo lui non deve sorprendere che le sue parole siano simili a quelle ascoltate stamattina a damasco «le richieste dei giovani alla manifestazione del ba th» riconosce «sono anche le nostre fine dello stato d emergenza degli arresti arbitrari del partito unico della corruzione pretese specifiche e realistiche ed è vero ci unisce anche il sostegno ad assad quasi nessuno ha chiesto la rimozione del presidente» però qui le strade iniziano a discostarsi «la differenza fondamentale è questa nessuno ha sparato contro di loro né li ha percossi a morte com è successo in più di un caso lo stesso diritto deve valere per tutti invece a dera a oggi protestano ma accerchiati dai carri armati» wissam cita gli arresti più recenti come quello di ahmed abu el kheir il veterano dei blogger siriani il suo profilo facebook è congelato alle 20.50 del 22 marzo poco prima alle 17.47 ahmad aveva condiviso un post del gruppo ash shab as suryi aarifu tariqa il popolo siriano conosce la via gestito dai nomi più noti della dissidenza siriana suhair al-atassi michel kilo riad sfeir aref dalila haitham al maleh yassin al haj saleh scriveva «i servizi segreti devono sapere che la nostra gente non tollererà più le botte l umiliazione l oppressione» dopo non ha più scritto wissam prima di congedarsi formula un auspicio «che siano protette anche le manifestazioni nostre venerdì prossimo attraverso il paese» quel giorno secondo wissam la prova avverrà a piazza degli omayyadi nel cuore di damasco allora si vedrà dice «se a tutti sarà data la stessa opportunità» © riproduzione riservata
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la repubblica mercoledÌ 30 marzo 2011 e giustizia politica interna lotta ideologica spada di damocle i 14 c è ancora chi usa il codice penale come uno strumento di lotta ideologica per annientare l avversario politico vittorioso le frasi bisogna tenermi sotto una spada di damocle mediatica e giudiziaria perché impedisco alla sinistra di ritornare al potere berlusconi contro comunisti e pm spesi milioni per perseguitarmi ruby fini decide sulla richiesta del tribunale dei ministri silvio buzzanca roma il comunismo è vivo e vegeto si aggira ancora per l italia «e non si è mai arreso» subdolo lavora dietro le quinte perché «c è ancora chi usa il codice penale come uno strumento di lotta ideologica» silvio berlusconi torna sul processo mediatrade e in un messaggio audio indica ai militanti dei promotori della libertà il nemico da smascherare il comunismo che usa i pubblici ministeri che «pensa che la parte politicizzata della magistratura possa usare qualsiasi mezzo per annientare l avversario vittorioso nelle elezioni e forte nel consenso popolare» comunque assicura il cavaliere «voi state sereni anche questa volta l attacco fallirà la verità sarà riconosciuta e noi ne verremo fuori più forti di prima come è sempre accaduto» additato l avversario da battere il presidente del consiglio invita allora i suoi militanti a mettersi «di impegno per far conoscere a tutti la verità su questi processi smascherando chi ne approfitta per infangare il presidente del consiglio» perché i magistrati milanesi vogliono solo «continuare a tenere sotto una spada di damocle giudiziaria e mediatica il nemico ideologico e politico silvio berlusconi il vero e unico ostacolo che impedisce alla sinistra di raggiungere il potere» 750 mila euro una parcella impugnata dai difensori perché in caso di condanna dovranno pagare gli imputati che però il tribunale ha reputata congrua tenendo conto dei tre anni di lavoro e delle 16 mila ore di impegno comunque ribadisce berlusconi l accusa è falsa ma «la procura di milano ha dimostrato ancora una volta di avere contro di me una volontà persecutoria che non si ferma neppure di fronte all evidenza e al ridicolo» però i militanti possono stare tranquilli questo è il 31 processo avviato contro di me in17 anni in 24 dice il cavaliere con singolare dimenticanza delle prescrizioni e dell intervento di leggi ad personam sono stato assolto e archiviato e alla fine anche questa volta finirà con una nostra vittoria dice il premier una minaccia o forse una promessa quella del cavaliere i primi esiti si vedranno stamattina quando si riunirà l ufficio di presidenza della camera per decidere sul conflitto di attri nella giunta della camera prevale il no ad un voto in aula sul conflitto di poteri coi pm buzione sul caso ruby ieri si era riunita la giunta del regolamento sulla vicenda ma non è stato deciso nulla al presidente fini è solo arrivata la notizia che la maggioranza della giunta espressione delle opposizioni è contro il passaggio in aula chiesto dal centrodestra anche nell ufficio di presidenza le opposizioni sono maggioranza e fanno notare che i precedenti sono contro il voto della camera ma a sorpresa potrebbe arrivare una proposta di mediazione proprio dal presidente fini © riproduzione riservata ellekappa alessandra longo belpaese la presa di arcore repubblica.it oggi su pubblico i blog di alexander stille e concetto vecchio inoltre gli aggiornamenti sulla visita del premier a lampedusa he sia la lega a dettare l agenda e lo stile di governo è ormai chiaro e a volte leggi immigrati parecchio inquietante che «un bossiano vada alla conquista del paese di berlusconi» è invece notizia quasi divertente enrico perego già borgomastro di arcore dal 93 al 97 sarà il candidato sindaco di lega e pdl alle comunali di maggio la padania racconta di «estenuanti trattative a villa san martino residenza del premier» apprendiamo che «i nomi emersi in seno al partito di berlusconi non hanno riscosso un gradimento plebiscitario» e anche un sondaggio ad hoc ha confermato il trend filo-perego alleato fedele la lega ma con grandi obiettivi la presa di bologna poi quella della regione emilia romagna lo «sfondamento in liguria» e adesso anche la bandiera del carroccio su arcore © riproduzione riservata c all attacco silvio berlusconi attacca ancora i pm della procura di milano per le accuse al processo mediatrade mediatrade il premier parla di una consulenza da 3 milioni dagli atti ne risultano 1,75 operazione che costa ai cittadini italiani un sacco di soldi attacca il cavaliere dice che l accusa del processo mediatrade contro di lui «è totalmente falsa e i miei avvocati lo hanno provato così falsa che c è da chiedersi con quale coraggio la procura di milano abbia insistito a spenderci sopra tra consulenze rogatorie e atti processuali qualcosa come una ventina di milioni di euro tolti dalle tasche dei contribuenti» un tasto che piace molto a berlusconi perché poco dopo ripete che se se i magistrati milanesi «fossero stati obiettivi questo procedimento sarebbe finito prima ancora di iniziare con grande risparmio di tempo per loro e per me e di denaro per tutti i cittadini una soltanto delle tante consulenze contabili ordinate dai pm è costata ai contribuenti quasi 3 milioni di euro» ma proprio dagli atti del processo mediatrade risulta che i pm hanno pagato una consulenza di kpmg 1 milione la polemica i democratici chiedono di attendere la decisione del tribunale del riesame sull ex assessore pugliese pd spaccato sull arresto di tedesco al senato nuova richiesta di rinvio goffredo de marchis roma rinvio del voto sull arresto di alberto tedesco ex assessore della sanità in puglia e oggi senatore del pd e il suo partito può tirare un sospirone di sollievo ma solo per 24 ore oggi si riunisce di nuovo la giunta imbarazzato diviso spaccato così appare il partito democratico su una vicenda che mette in difficoltà tutta la linea seguita fin qui nella delicata partita giustizia ieri sera si è riunita la giunta delle immunità di palazzo madama presieduta dal pd marco follini per decidere il sì o il no all ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di bari i nove membri democratici sono entrati nella riunione senza una posizione comune orfani anche di un indicazione chiara dei vertici del partito ossia di pier luigi bersani e di questo si sono tutti lamentati la capogruppo anna finocchiaro ha tenuto chiusi in una stanza i senatori democratici per l intero pomeriggio cercando una via di uscita unitaria alla fine l unica strada l ha fornita lo stesso tedesco presentando proprio ieri mattina un appello contro la richiesta di arresto una novità nell iter processuale che giustifica il rinvio e che potrebbe togliere le castagne dal fuoco all incerto pd se arrivasse un giudizio terzo dal tri l inchiesta cancelliera di teramo a processo spiò il fascicolo su dino boffo l aquila un accesso abusivo al casellario giudiziario informatico per mettere le mani sul fascicolo di dino boffo proprio il 28 agosto del 2009 giorno in cui scatta la macchina del fango e viene pubblicata su il giornale la notizia sull allora direttore dell avvenire forse semplice curiosità o forse no certo è che con questa accusa è stata rinviata a giudizio paola salvatorelli cancelliere del tribunale di teramo il processo si terrà l 8 giugno al tribunale dell aquila g.cap © riproduzione riservata bunale barese contrario al carcere il caso sarebbe risolto almeno a livello parlamentare se invece fosse confermata la decisione del gip il pd a quel punto sarebbe quasi costretto a votare per l arresto del suo senatore ma adesso il pdl cerca di approfittare dell impasse democratica il relatore del provvedimento alberto balboni pdl dichia ordinanza sul senatore alberto tedesco pende una richiesta d arresto della procura di bari nell ambito dell inchiesta sulla sanità pugliese il senatore indagato a bari ha presentato ieri un appello contro la richiesta di fermo ra di non «vedere fumus persecutionis» contro tedesco quindi fa pendere la bilancia verso l arresto accetta lo slittamento ma solo di un giorno perché «il pd ci ha accusato di per ex avvenire dino boffo ex direttore di avvenire
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la repubblica mercoledÌ 30 marzo 2011 per saperne di piÙ www.repubblica.it www.camera.it i 15 il caso responsabilità dei giudici il pdl frena voto a rischio sulla prescrizione breve È battaglia sul proscioglimento per i reati non gravi i pericoli prescrizione breve per gli incensurati il tempo in cui si prescrive l azione penale sarà più corto rispetto a quello degli altri imputati pari al massimo della pena più un quarto liana milella roma per il csm è una «forzatura» una norma «del tutto anomala rispetto al resto della legislazione europea» una tegola «sull autonoma indipendenza di giudizio» del magistrato fonte di «una proliferazione ingiustificata del contezioso» cause su cause per intenderci È tutto questo per l organo di autogoverno dei giudici dove si riunisce la sesta commissione per le riforme la nuova creatura del pdl sulla responsabilità civile dei giudici il parere ci sarà solo oggi per un plenum la prossima settimana ma la bocciatura è netta ma la stessa maggioranza è in affanno al punto da mettere in stand by l emendamento pini e la legge comunitaria che lo contiene in attesa è assai probabile di un iniziativa del guardasigilli angelino alfano che oltre vent anni dopo la legge vassalli metterebbe la sua firma su un innovazione di grande rilievo per lui positivo per loro negativo per i giudici oggi passano avanti il processo e la prescrizione breve con un inversione dell ordine del giorno che preoccupa molto la maggioranza per via dello stato di agitazione del gruppo dei responsabili che senza poltrone si sfilano dai voti tant è che il relatore maurizio paniz trascorre tutta la giornata per trattare con l opposizione e responsabilitÀ i giudici rispondono dei loro errori non solo in caso di dolo o colpa grave come oggi ma anche per una manifesta violazione del diritto fatti irrilevanti su una proposta di pd idv e udv per cui per i reati non gravi il giudice proscioglie il pdl cerca di far entrare una lista dei reati e il risarcimento del danno pure per furto e rapina so è il rinvio del primo provvedimento sul quale stasera discuterà pure la consulta per la giustizia presieduta da niccolò ghedini e con costa segretario sempre che il processo breve non si riveli in aula una difficile trincea come fa capire a più riprese il sottosegretario giacomo caliendo «sul tema da un momento all altro può intervenire alfano» il quirinale ufficialmente nega di aver fatto pressioni sta di fatto che la proposta del leghista pini giudici punibili «per manifesta violazione del diritto» viene integrata con la vecchia formula della legge vassalli «per dolo o colpa grave» e pure con altre attenuazioni del tipo «chiarezza e precisione della norma violata» o anche «del carattere intenzionale della violazione» o «della scusabilità o inescusabilità dell errore di diritto» sisto e manlio contento si esercitano pini dice che «non si fanno passi indietro ma si ragiona» la verità è che il blitz sulla responsabilità definita dalla responsabile giustizia di fli giulia bongiorno «un atto intimidatorio e punitivo» è fallito la norma ci sarà ma dovrà essere il governo a prendrne la responsabilità per oggi con grandi patemi sui numeri parte la maratona sulla prescrizione che scava la fossa al processo mills © riproduzione riservata per la commissione del csm le norme inserite nella comunitaria sono una forzatura scucire un atteggiamento più morbido sul processo breve tratta assieme al capogruppo enrico costa e all avvocato barese francesco paolo sisto su una norma dal nome impossibile la tenuità del fatto per cui se un reato non è di grave entità il giudice può decidere per il proscioglimento ovviamente il pdl vuole strafare e tenta di infilare nella norma non solo una lista di reati il più ampia possibile pure i delitti contro il patrimonio come il furto e la rapina ma perfino la possibilità che l imputato si offra per risarcire completamente il danno tutti si chiedono ma quale sarà adesso il processo del cavaliere che gli avvocati pensano di chiudere con un bell assegno e con questo sistema comunque in tempestose trattative l opposizione non dà alcun via libera o il testo della tenuità del fatto passa così com è oppure niente da fare la pd donatella ferranti su questo è di «una intransigenza assoluta» dal centrosinistra non arriva alcun segnale complessivo di ammorbidimento paniz s infuria lo vedono andar via scuro in volto oggi sarà battaglia dura perché né il processo né la prescrizione breve anche se paniz vuole ribattezzarle «disposizioni in materia di spese di giustizia danno erariale prescrizione e durata del processo» sono considerate potabili da pd e idv e dal terzo polo il pdl ai più alti livelli della camera in stretto contatto con alfano pianifica dalla mattina in una riunione cosa fare su responsabilità e prescrizione il primo pas dere tempo adesso mi sembra che siano loro a voler allungare il brodo» il capogruppo del pd nella giunta francesco sanna prova a tenere in equilibrio una scelta che tanto in equilibrio non è bisogna evitare clamorose spaccature democratiche «tedesco dimostra di volersi difendere nel processo con la richiesta di appello e non di contare sull immunità di casta come fanno altri osserva sanna ora abbiamo bisogno di qualche giorno per leggere le nuove carte» ma le ore corrono oggi si ricomincia e le ultime indiscrezioni sugli orientamenti dei membri pd nella giunta danno questo verdetto 7 contrari all arresto e due l ex magistrato felice casson e marilena adamo perplessi ma altre voci parlano di numeri ribaltati comunque resta l imbarazzo e la spaccatura © riproduzione riservata servizio clienti 055696276 · www.annamariacammilli.com
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