Catalogo Mostra Donne ad Alta Quota

 

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Catalogo per la Mostra al Vittoriano per i 25 anni della Fondazione Marisa Bellisario

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Catalogo 21x28 BellisarioNEW_Layout 1 26/07/13 10:37 Pagina 3 a cura di Lella Golfo

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Catalogo 21x28 BellisarioNEW_Layout 1 26/07/13 10:37 Pagina 4 Donne ad alta quota Roma, Complesso Monumentale del Vittoriano, Salone centrale 21 giugno - 21 luglio 2013 SOTTO L’ALTO PATRONATO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA A cura di Lella Golfo FONDAZIONE MARISA BELLISARIO Organizzazione generale e realizzazione COMUNICARE ORGANIZZANDO FONDAZIONE MARISA BELLISARIO Presidente Lella Golfo Responsabile del progetto Federica Tagliaventi Hanno collaborato Marina Abbate Alessia Carnevale Rosanna Marchese Gianpaolo Marioni Logo per il 25° anniversario della Fondazione Marisa Bellisario Pareti del Premio Marisa Bellisario e Donna Economia & Potere Progetto Ettore Vitale Realizzazione grafica Simone Bianchini (Studio Vitale) Gli organizzatori desiderano esprimere i loro ringraziamenti a tutti coloro che, a vario titolo, hanno collaborato alla realizzazione dell’intero progetto.

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Catalogo 21x28 BellisarioNEW_Layout 1 26/07/13 10:37 Pagina 5 COMUNICARE ORGANIZZANDO Presidente Alessandro Nicosia Progetto immagine grafico-pubblicitaria L’Asterisco graphic design di Barbara Elmi Servizio fotografico Manola Alessandri Responsabili del progetto Mariangela Scaramella Gina Ingrassia Promozione e pubblicità Simona Piccini Segreteria Generale Sandra Rufo Uffici amministrativi Rosa Scala Emilia Ginnetti Progettazione espositiva - Responsabile spazio museale Francesco Lozzi Coordinamento generale spazio museale Sabrina Ruben Segreteria generale spazio museale Francesca Mazza Servizi tecnici Mihai Virga Mirko Furcas Montaggio materiale filmico Rocco Giurato Federico Mantova Tecnologie e proiezioni AVSet produzioni Assicurazioni In Più Broker Allestimenti TAGI 2000 Tipografie Graphein Servizi Selegrafica 80 Pannellistica Pubblilaser

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Catalogo 21x28 BellisarioNEW_Layout 1 26/07/13 10:37 Pagina 7 Lo ammetto: scrivo queste righe in pieno conflitto d’interessi. Prima di tutto perché sono stato il primo e unico uomo a ricevere la Mela d’Oro per aver sostenuto la legge sulle quote di genere. E poi perché con la sua Presidente condivido le origini, che per un calabrese rappresentano un legame solido e sincero. Credo comunque di mantenere la mia imparzialità quando dico che la Fondazione Bellisario rappresenta un pezzo di storia d’Italia e per questo sono felice di dare il mio piccolo contributo a questa bella Mostra. Sono profondamente convinto che lavorare per le donne e perché il loro contributo alla società venga riconosciuto e valorizzato non è una rivendicazione di parte ma significa far in modo che il nostro dettato costituzionale venga rispettato. Lo stesso Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha a più riprese ribadito come il grado d’impegno delle donne per la parità, l’affermazione del loro ruolo nei vari ambiti sociali, il livello di uguaglianza, di dignità e di considerazione di cui esse godono sono tra i principali indicatori della maturità e dello stato di salute dei sistemi democratici. Prima che nascesse la Fondazione Bellisario il nostro Paese era certamente meno maturo e consapevole delle tante risorse femminili di cui dispone e che deve utilizzare se vuole avviare un percorso di sviluppo equilibrato e sostenibile. Le tantissime Mele d’Oro consegnate in questi venticinque anni - molte anche personalmente come onorato “premiante” - ci hanno mostrato e fatto conoscere talenti che fino a quel momento erano rimasti in un cono d’ombra e che dopo il Premio hanno conquistato anche incarichi di prestigio; e hanno mostrato a un grande pubblico una parte del Paese che, troppo spesso, non conquista gli onori delle cronache ma che dietro le quinte, giorno dopo giorno, con il proprio lavoro e grandi sacrifici, rende grande l’Italia. Allo stesso modo i tanti riconoscimenti a giovani donne e il Premio alle neolaureate hanno dato a tante ragazze lo sprone a inseguire i propri sogni di vita e carriera. Le tante iniziative della Fondazione Bellisario hanno poi contribuito a quel cambiamento culturale che in tanti oramai giudichiamo indispensabile. Con i numerosissimi appelli, i convegni e gli incontri che questa Mostra ripercorre, Lella Golfo è riuscita a radicare una seria riflessione sulla necessità di avere più donne ai vertici delle Istituzioni, della politica e delle amministrazioni pubbliche, delle imprese pubbliche e private, dell’associazionismo e delle Università. Ora siamo in tanti, uomini e donne indistintamente, a essere convinti di dover lavorare perché ciò avvenga. Prima di tutto perché ciò ci consentirà di competere con Paesi che hanno già sperimentato il valore economico del contributo femminile, e perché spesso sono le donne a essere gli scienziati, ingegneri o imprenditori più bravi. E poi perché solo consentendo la loro realizzazione professionale e risolvendo gli annosi problemi di conciliazione garantiremo il futuro di un Paese dove i figli sono sempre meno e gli anziani sempre più.

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Catalogo 21x28 BellisarioNEW_Layout 1 26/07/13 10:37 Pagina 8 Grazie all’interessante percorso costruito da questa Mostra vediamo che tanta strada è stata compiuta. La stessa legge sulle quote di genere, per cui sono stato immeritatamente premiato, è stato un passo fondamentale verso l’affermazione di condizioni di reale pari opportunità. E dico che non l’ho meritata perché tutto quello che ho fatto è stato appoggiare una legge che ritenevo giusta per una causa che ho sposato da sempre. Con una moglie e due figlie sono stato “costretto” sia a comprendere le grandi virtù femminili sia ad ascoltare tutte le difficoltà che incontrano per emergere. E sono diventato il più fervente “sostenitore” delle donne e del contributo che in ogni ambito possono e devono portare. Per questo ringrazio la Fondazione e Lella Golfo non solo per il grande lavoro fatto fin qui ma per l’entusiasmo, la generosità, la fiducia, la serietà, la costanza con cui hanno affrontato i tanti ostacoli di questi anni. Mi auguro che per loro e per tutte le donne il cammino possa essere sempre più in discesa e che tante altre Mostre vengano realizzate a testimoniare nuove e positive conquiste. E poi mi auguro che questi della Fondazione Bellisario siano solo i “primi” venticinque anni di una lunga serie. Antonio Catricalà Viceministro Ministero dello Sviluppo Economico

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Catalogo 21x28 BellisarioNEW_Layout 1 26/07/13 10:37 Pagina 9 Promossa dalla Fondazione Marisa Bellisario, la grande Mostra ”Donne ad alta quota” vuole ripercorrere la lunga attività della Fondazione stessa a favore delle donne in tutti i campi dell’imprenditoria e del management. Il nome di Marisa Bellisario è tutt’oggi vivo e presente nella memoria di tante donne italiane che quotidianamente lottano per conquistare uno spazio adeguato nel mondo del lavoro. Nel nostro paese non è mai stato facile per le donne lavorare e affermarsi, sia per retaggi antichi, storici e culturali, sia per le difficoltà più specificatamente economiche che non hanno mai favorito la libera iniziativa declinata al femminile. In questo Marisa Bellisario è stato un modello d’intelligenza e di coraggio, quando ancora negli anni ’70 le donne presenti nelle aziende italiane erano considerate vere eccezioni, lei ebbe il coraggio e la caparbia volontà d’impegnarsi nel settore delle comunicazioni, allora veramente d’avanguardia e spingere il suo impegno fino oltre i confini nazionali. La Fondazione a lei ispirata ha fatto tesoro del suo esempio e ha portato avanti nella sua lunga attività, 25 anni ormai, la volontà di sostenere l’impegno femminile in ogni campo del sapere e del lavoro. Sì, perché sapere e lavoro sono un binomio indissolubile e in tutti questi anni la Fondazione Bellisario ha sviluppato il duplice aspetto della produzione industriale strettamente coniugata all’innovazione scientifica e tecnologica. Nel nostro paese solo recentemente le donne stanno ottenendo, e con molta fatica, il riconoscimento delle loro qualità e del loro impegno. A differenza di altri paesi, soprattutto quelli del nord Europa, dove il ruolo delle donne è già sancito da decenni, in Italia si stenta ancora a considerare il lavoro femminile come una risorsa fondamentale per lo sviluppo del paese. In un momento di crisi economica, come quella che stiamo attraversando, le difficoltà delle donne lavoratrici, in tutti i settori, emergono con ancora più evidenza. Il sostegno vicendevole, la capacità di condividere le esperienze utili, la collaborazione intesa come valorizzazioni delle doti di ciascuno all’interno del lavoro di groppo ha contraddistinto l’approccio femminile al mondo del lavoro. Marisa Bellisario era nota come una manager “dura ma corretta”, una donna che univa la ferrea determinazione di raggiungere i propri obbiettivi con il rispetto e la considerazione per gli altri, valori morali, questi ultimi, imprescindibili. Il premio, articolato in sezioni, presenta oggi anche un settore internazionale. È dunque in una visione sempre più allargata che la Fondazione Bellisario intende sviluppare la sua attività in futuro.

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Catalogo 21x28 BellisarioNEW_Layout 1 26/07/13 10:37 Pagina 10 Sostenere e partecipare a manifestazioni come questa è al tempo stesso un piacere personale e un dovere istituzionale, consapevoli che solo attraverso un lavoro costante e condiviso sarà possibile per le donne italiane ottenere il giusto riconoscimento dei propri meriti, oggi e in futuro. Ilaria Borletti Buitoni Sottosegretario Ministero per i Beni e le Attività Culturali

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Catalogo 21x28 BellisarioNEW_Layout 1 26/07/13 10:37 Pagina 11 8 marzo 1989: eravamo alla fine di un decennio memorabile. Straordinario e positivo per una parte, discusso e criticato per altri. In Italia, dopo decenni di egemonia democristiana s’insediava il primo Governo laico prima, e poco dopo il primo Governo a guida socialista. Presidente della Repubblica e Presidente del Consiglio socialisti! Ma l’altra sinistra lamentava la fine dei movimenti, l’edonismo, la “Milano da bere”. Le donne avevano alle spalle le grandi vittorie referendarie che avevano confermato due leggi fondamentali per la loro dignità e la loro salute, la legge sul divorzio e la legge sull’interruzione volontaria delle gravidanze non volute, ed entravano sempre più numerose nel mondo del lavoro. Non sfilavano più coraggiose, arrabbiate, allegre, numerose sulle strade di Roma e di Milano, ma il femminismo era entrato nelle istituzioni. A Palazzo Chigi sedeva la Commissione Nazionale per la realizzazione della Parità fra donne e uomini, presso il Ministero del lavoro era insediata un’altra Commissione, incaricata d’implementare la nuova legislazione sul lavoro a favore delle donne che in applicazione di due celebri Direttive comunitarie, era passata “dalla tutela alla parità”. A molti non piaceva, si parlava di “donne in carriera” con apprensione e qualche volta con fastidio. Lo sviluppo tecnologico, il nascente mondo dei computer favorivano le intelligenze femminili: Marisa Bellisario era stata la più celebre, la più nota, “donna in carriera”, un simbolo. Era morta da pochi mesi. Lella Golfo celebra il primo Premio Marisa Bellisario. Non in una saletta tranquilla. Vuole subito farne un evento all’altezza della grande donna a cui è dedicato. Vuole farne non solo e non tanto un riconoscimento per chi lo riceve ma piuttosto un incentivo rivolto alle più giovani a primeggiare, a farsi avanti, a lottare, a prefiggersi traguardi ambiziosi. Sotto la grande tenda del Teatro di Roma, a fare corona alle vincitrici tante giovani e tanti giovani uomini e tanti artisti internazionali. Una serata indimenticabile. Ma eventi imprevedibili e dalle conseguenze inimmaginabili incombono. La caduta del muro di Berlino. La fine dell’Unione Sovietica, la necessità all’interno dei Paesi, per uomini e partiti, di riposizionarsi. In pochi mesi convulsi, in Italia, tutto cambia: “mani pulite”, la fine dei grandi partiti storici, la “Bolognina”, la fine del vecchio PCI, e poi della DC, lo smarrimento, le divisioni del PSI. Vengono a mancare per le donne che volevano impegnarsi, tutti i punti di riferimento. Nascono gruppi, associazioni, animose ma effimere. Lella Golfo, intrepida va avanti. La Fondazione Bellisario inizia a essere punto d’incontro e di riferimento. Mentre il mondo tace, la Fondazione Bellisario dimostra la sua indipendenza, la sua libertà, il coraggio di seguire le emozioni, i sentimenti, non i calcoli e invita a Milano Wuer Kaixi in esilio dopo i fatti di Tienanmen in una stupenda serata al Teatro di Porta Romana di Milano e alla Sala Umberto di Roma. Passano gli anni, anni difficili. La Prima Repubblica si è dissolta in modo inglorioso, la Seconda

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Catalogo 21x28 BellisarioNEW_Layout 1 26/07/13 10:37 Pagina 12 non è mai nata. Tutto sembra precario e insufficiente. In questo deserto una realtà: la Fondazione Bellisario. Ero fra le prime premiate in quella serata, rumorosa, vivace, coraggiosa. Con immensa gioia e grande ammirazione, partecipo alle “nozze d’argento” della Fondazione Bellisario con le sue premiate, le sue amiche, le sue fedelissime. Elena Marinucci Senatrice della Repubblica

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Catalogo 21x28 BellisarioNEW_Layout 1 26/07/13 10:37 Pagina 13 Abbiamo accolto con grande interesse, tra le iniziative che animano il ricco calendario annuale di mostre e di eventi dell’Ala Brasini del Complesso del Vittoriano, l’esposizione Donne ad alta quota che intende raccontare i venticinque anni di attività della Fondazione Marisa Bellisario. Nel corso di questi anni, in linea con la mission istituzionale del monumento, ci siamo dedicati a tematiche culturali di vario genere, rivolgendo una particolare attenzione a quelle iniziative volte a celebrare i valori e l’identità italiana. In tal senso, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, è stata presentata una bella mostra dal titolo Le donne che hanno fatto l’Italia, fortemente voluta dal Comitato per le celebrazioni, dedicata alle figure femminili che a vario titolo hanno partecipato, in silenzio o a gran voce, alla costruzione della nostra Patria. La costituzione dell’Italia unita, ma anche la sua conseguente “costruzione”, ha visto la partecipazione di uomini e donne che insieme hanno cercato di dare un contributo al futuro della nazione. Ma mentre il ruolo dei protagonisti maschili è sempre stato ampiamente sottolineato dalla storiografia, solo di recente è emerso il ruolo fondante e determinante delle donne. Ora nel 2013 si rinnova un’occasione importante per continuare a sottolineare un percorso avviato con successo che ha l’obiettivo di promuovere al meglio lo straordinario “fare” femminile. Questo è il grande valore culturale, civile e sociale che abbiamo riconosciuto alla mostra Donne ad alta quota, che intende offrire il giusto riconoscimento a una attività, quella della Fondazione Bellisario, che ha visto sempre in prima linea le donne che con il loro lavoro hanno dato sostegno e lustro alla storia del nostro paese. La narrazione parte dai ritratti delle donne, dai loro volti, primo fra tutti quello di Marisa Bellisario, musa ispiratrice della Fondazione Bellisario e prima donna manager italiana, ai vertici dell’Olivetti e dell’Italtel, ma è evidente sin da subito che qui non vogliamo raccontare storie di singole donne, o almeno non in senso personalistico. Al di là di questi volti, importanti senza dubbio, di donne note, affascinanti, carismatiche, intelligenti, caparbie, l’idea è di ricondurre la narrazione a un’esperienza di condivisione collettiva. La volontà è di suggerire che queste donne, le prime figure femminili a rivestire ruoli in cui la consuetudine sociale aveva visto solo e sempre figure maschili, sono state le prime ma non saranno le ultime, e vorremmo che fossero lette non solo come donne che hanno fatto la storia quanto piuttosto come “artefici del futuro” del nostro Paese e di quello di altrettante donne che potranno ispirarsi al loro esempio. I volti cui diamo luce non sono solo quelli delle imprenditrici e manager, sono anche quelli sconosciuti delle giovani laureate speranze per il domani della nostra società, sono i volti di quelle donne di paesi meno fortunati, donne che ogni giorno combattono contro l’ignoranza, la

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Catalogo 21x28 BellisarioNEW_Layout 1 26/07/13 10:37 Pagina 14 guerra, i pregiudizi, la violenza. La mostra vuole essere un invito a riflettere, come fa da venticinque anni la Fondazione, dimostrare giorno dopo giorno che con l’impegno è possibile costruire strategie comuni, incontrarsi, mettere in comune le idee, tessere una rete femminile di scambio e dialogo e portare avanti quel progetto di costruzione di un futuro fondato su valori di uguaglianza e parità tra generi. Alessandro Nicosia Presidente di Comunicare Organizzando

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Catalogo 21x28 BellisarioNEW_Layout 1 26/07/13 10:37 Pagina 15 15 SOMMARIO Presentazione di Lella Golfo 17 Il Premio Marisa Bellisario 31 Missioni internazionali 83 Donna Economia & Potere 133

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