L'Accento

 

Embed or link this publication

Description

Mensile d'informazione interculturale

Popular Pages


p. 1

periodico informativo a cura dell associazione focus onlus anno 1 n°2 aprile 2011 dire no alla normalità pag 3 ma i cinesi non muoiono mai pag 12 torino e l islam pag 4 5 ammesso a contributo nell ambito del piano degli interventi per l integrazione delle cittadine e dei cittadini stranieri della provincia di torino con la partecipazione finanziaria della regione piemonte

[close]

p. 2

aprile 2011 2 pubblicità vuoi mettere l accento su un problema o su una notizia che ti stanno a cuore mandaci il tuo commento la tua idea il racconto di una tua experienza accento-redazione@yahoo.it fallo diventare il tuo giornale!

[close]

p. 3

editoriale agionare sul modo in cui ci si rapporta con il mondo che ci circonda è un compito che spesso viene tralasciato a favore delle abitudini e della quotidianità la noia oppure lo stress i compromessi la soddisfazione dei bisogni e la sofferenza ci impediscono di analizzare noi stessi si crea così uno stato di paralisi in cui accogliamo il mondo con assenso acritico la crisi è diventata il normale stato di cose le emergenze oramai hanno perso la dimensione dell immediatezza nel processo di trovare le soluzioni nel quadro così composto come diceva george steiner abbiamo dimenticato l importanza di dire no dire no alla normalità forse è questa la lezione più importante che le popolazioni arabe ci insegnano in questi giorni alcuni analisti hanno paragonato le recenti insurrezioni del nord africa con quelle che hanno determinato la caduta dei regimi comunisti dell est europa in romania soprattutto roger petersen nel suo libro resistance and rebellion lessons from eastern europe resistenza e ribellione lezioni dell est europa afferma che l accostamento di questi eventi lontani tra di loro sia in termini di tempo sia di contesto storico è attribuito a delle particolarità tra queste l azione di una persona vittima dei maltrattamenti che ha deciso di dire basta a timisoara è stato un pastore riformato lászló tokés che nel maggio 1989 ha mostrato il coraggio di non obbedire alle autorità gli avevano 3 aprile 2011 in tunisia ad accendere la miccia contro il potere è stato mohammed bouzizi che si è dato fuoco in egitto khaled said picchiato e ucciso dalla polizia di alessandria come nel caso dell europa dell est anche nei paesi arabi si tratta di una rivoluzione ben radicata in un humus fatto da tanti anni di sofferenze e ingiustizie rivoluzioni che ribadiscono la centralità della persona e sottolineano la vulnerabilità delle dittature ci sono voci che dicono che la rivoluzione in egitto sia completata altri sostengono che se la lotta non continua la nuova classe politica sarà composta da 100 mubarak in romania ceausescu l hanno processato e fucilato niente velluto dopo la caduta del regime tutto il paese ha iniziato a chiedersi come pensare al futuro nei limiti di un nuovo sistema politico quello democratico il ricordo di quei giorni per tanti della mia generazione è legato alla scuola nel 90 facevamo le elementari un giorno nelle classi cominciarono a farci visita dei signori vestiti bene erano venuti per fare le lezioni d igiene orale il tema era abbastanza fresco e le immagini piacevano tanto ai bambini colgate iniziò così un altro periodo di normalità ma dopo più di vent anni di democrazia la romania ha ancora tra i denti i resti di un vecchio salame r dire no alla normalità ionut murariu un ringraziamento speciale per la foto al fotogiornalista ugo borga bengasi 20 marzo 2011 http www.ugoborga.com http www.shabel.it/shabel.html ordinato di lasciare la città come punizione per la sua partecipazione alla lotta per i diritti delle minoranze in seguito ad un ultimatum il 17 dicembre dello stesso anno anche le forze della securitate avevano fatto la loro scelta d amore per il partito e per la loro patria aprendo il fuoco e uccidendo un centinaio di persone che si erano schierate a favore del pastore per le strade di timisoara iniziarono a sentirsi i versi del desteapta-te romane l inno nazionale romeno vietato dal 1947 questi versi in breve tempo divennero esplicita protesta contro il dittatore ceausescu sommario l editoriale 3 4 6 dire no alla normalità torino e l islam rom attualità e cultura primo piano indagine 8 piemonte la regione delle meraviglie 12 ma i cinesi non muoiono mai dal mondo alla città 13 oltre alla rosa venduta c è un indiano che non la vende 14 nell attesa della pasqua i diritti negati 15 sofferenza a pagamento viaggio verso l italia la legge sposa sposo latelierdellasposa.it 16 c eravamo tanto odiati l accento dell avocato scuola cerimonia 18 scuola di solo stranieri scuola dance 19 una opportunità per i giovani e per l artigianato cultura 20 torino web news un esempio per le associazioni romene di tutti i colori torino e le nuove migrazioni 21 scopriamo insieme i nostri vicini rubriche 22 italia 150 lettera da copenhagen 23 negozio leggero risparmio pesante

[close]

p. 4

aprile 2011 4 primo piano in piemonte su cca 400mila residenti stranieri il 33 sono musulmani quasi al pari dei ortodossi 37 mentre i cattolici sono il 17 il primo nucleo della comunità islamica di torino si è insediata negli anni 70 con l apertura della comunità musulmani in piemonte la prima moschea d italia è stata costruita nel 1988 a milano da ali abu shwaima che ne è tuttora l imam e da rosario pasquini decano del centro islamico torino e l islam nonostante i suoi quasi 40 mila fedeli non esiste in città un luogo ufficialmente riconosciuto per praticare la fede musulmana entro il 2012 dovrebbe diventare attiva la prima moschea in via urbino nella circoscrizione 7 ma la lega nord sta dando battaglia per bloccarne la costruzione opo l ok dell amministrazione comunale torinese alla costruzione in città della moschea del misericordioso pronta è stata la contromossa delle opposizioni lega nord in testa che si sono appellati al tar del piemonte per vizi di procedura nell iter burocratico il tribunale amministrativo regionale dovrà ora valutare gli incartamenti ed emettere la sua sentenza per cercare di mettere fine almeno a livello comunale ad una vicenda che sta facendo chiacchierare troppo la politica e i suoi rappresentanti sotto un profilo più strettamente religioso il futuro luogo di culto sorgerà in via urbino nel quartiere aurora circoscrizione 7 e sarà ufficialmente il primo posto a torino riconosciuto dai vertici di fede islamica per praticare la preghiera fino ad ora infatti i circa 40 mila seguaci di allah presenti nel capoluogo e dintorni il 10 dei quali sono cittadini italiani stanno praticando il proprio credo clandestinamente in circa una ventina di posti che sono poi le sedi di associazioni culturali legate all islam attive sul territorio e proprio da una di queste è partita l idea di realizzare una moschea sotto la mole da anni l associazione islamica la palma onlus legata al centro islamico di corso giulio cesare ha iniziato una raccolta di fondi d una moschea senza minareto anca arnautu e giovanni d amelio alla quale si è aggiunto successivamente il contributo del governo marocchino di un milione di euro che ha permesso nel 2009 di acquistare il terreno di via urbino 5 su cui attualmente è presente una ex fabbrica nel 2010 il progetto è stato accettato dalle autorità torinesi e attualmente salvo sorprese del tar è in via di completamento l iter burocratico di realizzazione il progetto globale della moschea del misericordioso prevede un centro islamico con una sala di preghiera una biblioteca e degli uffici la moschea senza minareto e senza segni visibili all esterno per essere più discreta e per non disturbare i cittadini che abitano nella zona sarà in grado di accogliere fino a ottocento fedeli l associazione che si occupa della costruzione ha un direttivo laico che da statuto si è impegnata a selezionare un imam la persona che guida la preghiera collettiva che verrà scelto tra coloro che oltre alla dottrina religiosa conoscano la lingua e la cultura italiana inoltre l onlus che gestirà la moschea la cui ultimazione è stimata per la fine del 2011 inizi 2012 avrà l obbligo di rendere pubblici i bilanci e le fonti di finanziamento per la realizzazione dell opera urbanistica anche se l amministrazione locale tramite il sindaco di torino sergio chiamparino e l assessore per le politiche d integrazione ilda curti ha più volte dichiarato l assicurazione che la moschea non rappresenterà un pericolo e che le persone hanno il diritto di esprimere la loro fede senza nascondersi la lega nord insiste nel ripetere che i cittadini torinesi saranno condannati a vivere in una città insicura e l unica soluzione se non ci sarà una sospensiva del tar in attesa di approfondire la questione è indire un referendum consultivo nella circoscrizione 7 che potrebbe tenersi il prossimo 15 maggio in concomitanza con le elezioni comunali a queste insinuazioni ha più volte risposto abdelaziz khounati del direttivo dell unione musulmani in italia per il quale la nuova moschea sarà un luogo di culto che offrirà non solo uno spazio di preghiera ma anche attività sociali e culturali che favoriscano il dialogo con la cittadinanza e con le altre religioni quelle della lega nord ha commen tato khounati sono accuse ingiuste e di dichiarazioni strumentali contro una comunità quella musulmana che vive in italia e a torino da più di 20 anni e che ha dimostrato di lavorare per il benessere del paese e di camminare nella direzione di un integrazione positiva cosi la nuova moschea di torino si costruirà tra le regole diritti e attacchi politici moschea di via urbino torino foto di alexandru ivan nessuna paura nella circoscrizione 7 giovanni d amelio piero ramasso onostante il movimentismo e le preoccupazioni dei vertici della lega nord locale che torino possa diventare a detta loro una nuova alessandria d egitto il diessino piero ramasso presidente della circoscrizione 7 n smorza i toni con la realizzazione della moschea ­ ha spiegato l amministratore pubblico ­ non prevediamo nella zona nessun aumento di criticità e tutto è sotto controllo e lo dico da padre di famiglia non da politico con abdelaziz khounati uno dei rappresentanti più autorevoli della comunità musulmana torinese ci siamo più volte confrontati e posso dire con tutta certezza che ci troviamo di fronte ad una persona equilibrata che lavora per dare alla sua gente un posto consono in cui pregare ma che non dimentica la sensibilità di chi musulmano non è in generale tra i cittadini della circoscrizione ­ ha concluso ramasso non avverto grossi timori anche se ci è stato segnalato che un grosso problema a moschea aperta potrebbe diventare quello della penuria di parcheggi di questo naturalmente ne terremo conto ma voglio aggiungere che l intera area di cui parliamo nel futuro sarà interessata culturalmente e commercialmente ad un processo di rivitalizzazione atteso da anni fino ad ora infatti la ferrovia è stato un ostacolo fisico che ha penalizzato molto il territorio circostante ma con la sua demolizione corso principe oddone diventerà un importante arteria di traffico cittadino e come tale porterà i suoi benefici anca a l islam i l a storia dell islam in italia ha radici antiche ed è legata al dominio arabo sulla sicilia tra l 827 e il 1091 successivamente la presenza musulmana scomparve ma negli ultimi decenni il numero di fedeli islamici è cresciuto nella nostra penisola a seguito della massiccia immigrazione proveniente dai paesi del maghreb l islamismo che in italia è la terza principale confessione religiosa dopo il cattolicesimo e l ortodossia conta circa un milione e 200 mila musulmani per la quasi totalità sunniti dei quali quasi il 60 sono arrivati in italia come profughi dai paesi balcanici in maggioranza da albania kosovo e bosnia in seguito alle instabilità socio politiche derivanti dalle guerre jugoslave e la guerra del kosovo di tutti i musulmani presenti in italia circa 150 mila sono cittadini italiani di questi solo il 13 pratica regolarmente le funzioni religiose l unione delle comunità e organizzazioni islamiche in italia ucoii è la più diffusa e radicata organizzazione islamica ita-

[close]

p. 5

primo piano 5 aprile 2011 la prima moschea ecologica d europa è in costruzione a cambridge in inghilterra valore 13 milioni di sterline il centro culturale islamico d italia si trova a roma nella più grande moschea della penisola costruita nel 1995 dall arabia saudita le più grandi e famose moschee d europa sono quelle di parigi rotterdam roma cordova e londra due domande a abelaziz khounati responsabile della futura moschea torinese anca arnautu a lega nord continua a dire no alla moschea e ha fatto ricorso al tar gli esponenti del carroccio sostengono che tale costruzione sarà solo un centro politico islamico e che non esistono i termini minimi di sicurezza previsti come risponde a queste accuse la costruzione della moschea è in piena conformità con la legge e per più di un anno abbiamo lottato con la burocrazia per dare il via libera alla sua realizzazione su tutto abbiamo adottato la piena trasparenza in rispetto delle leggi in vigore l attuale moschea è un garage dove non c è spazio per tutti e dove non è possibile l unire le attività legate al culto con quelle di integrazione e di comunicazione per tutta la comunità musulmana amministrativamente abbiamo fatto tutto quello che c era da fare però i politici specialmente quelli della lega nord usano la nostra religione per parlare di insicurezza pubblica i politici seri sono coloro che con correttezza si attivano per risolvere le problematiche della gente e delle comunità proprio come ha fatto la città di torino a cui va il nostro ringraziamento È molto probabile che la lega nord indica nella circoscrizione 7 un referendum sulla costruzione della moschea come andrà a finire prima di tutto il referendum non è giusto in questo caso si tratta di un diritto di culto che è garantito a tutte le persone e non può essere abolito per nessuna ragione non si può organizzare un referendum per un luogo di culto si può organizzare per la rete metropolitana o per altri motivi amministrativi crediamo nel rispetto reciproco delle culture e per questo alcune settimane fa con un comunicato stampa abbiamo invitato tutti i musulmani a esporre dai balconi la bandie ra italiana per far vedere il nostro interesse per l italia e per l unità d italia anca arnautu diritto alla preghiera ma anche alla tranquillità della gente dubbi alla fine è un loro diritto religioso però qualcuno deve sempre sapere bene cosa succederà li secondo said giovane marocchino studente al politecnico la costruzione della nuova moschea è sicuramente un fatto splendido sarà il riconoscimento ufficiale della presenza mussulmana nel capoluogo piemontese ma anche tutti i torinesi se la meritano perché sarà un opera che arricchirà il patrimonio cittadino nonché migliorare l integrazione dei mussulmani con il tessuto sociale della città un altra giovane studentessa marocchina hayat è convinta della necessità della nuova moschea il venerdì le persone pregano fuori perché non ci sono posti sufficienti a contenerle da fastidio non solo a noi che preghiamo ma anche alle persone che abitano nelle vicinanze non mi sembra normale che i politici impediscono la costruzione di un luogo di culto visto anche che sarà il governo marocchino a pagare tutto in italia a costruzione della moschea di via urbino riguarda tutti i torinesi italiani e non sull argomento abbiamo raccolto delle brevi opinioni personali di alcuni cittadini enrico redattore web ritiene che la realizzazione della moschea sia un fatto positivo perché la costituzione italiana riconosce la libertà di esercitare la propria religione se la moschea non si farà ha aggiunto si tratterà di una illegittima limitazione delle libertà fondamentali dell individuo laura una giovane italiana che abita nella circoscrizione 7 accetta l idea di una moschea però hanno qualche riserva non sono contro ma devo confessare che qualche reticenza ce l ho non condivido le idee della lega nord però da quando è iniziata questa storia mi sono chiesta più volte anch io se questo luogo di culto possa in futuro rappresentare una minaccia alla nostra tranquillità alcuni musulmani sono persone oneste mentre altre mi fanno paura e mi creano l liana che riunisce 122 associazioni sia territoriali sia di settore e gestisce circa 80 moschee e 300 luoghi di culto non ufficiali l ucoii nasce con l intenzione di fornire alla comunità e ai musulmani orientamento mediazione e servizi sia di ordine legale che amministrativo e attività sociali e di formazione e di divulgazione fra le moschee aderenti molte si ispirano all ideologia dei fratelli musulmani un organizzazione integralista che ha come mission la jihad e per tali legami l ucoii è stata aspramente contestata nel 2006 l ucoii acquistò alcune inserzioni a pagamento su diversi quotidiani italiani in cui paragonò il bombardamento su gaza alla strage di marzabotto un eccidio di stampo nazista avvenuto nel 1944 e a seguito di tale annuncio il responsabile dell organizzazione hamza piccardo fu denunciato per istigazione all odio razziale venne poi prosciolto in due diversi procedimenti penali credo sia una scelta di civiltà quella di permettere ad ognuno di poter pregare il proprio dio in condizioni di decoro di giusta trasparenza e legalità per questo abbiamo accettato la proposta di costruire la moschea che è venuta da un gruppo islamico moderato e già conosciuto nella città a questo punto tutte le autorizzazioni sono state rilasciate nel rispetto della normativa vigente e ritengo pertanto che il cantiere possa aprire nel minor tempo possibile sergio chiamparino

[close]

p. 6

aprile 2011 6 primo piano rom attualit ionut murariu [murariuionut@libero.it siamo tutti nomadi ntoccabili li chiamavano i greci e tali sono rimasti fino ad oggi anche per noi la loro diversità e la loro ostinazione a non volersi adeguare ai nostri modelli han fatto sì che per secoli le società costituite li abbiano tenuti al bando e fatti oggetto di disprezzo e di persecuzioni ma gli zingari sono sempre rimasti fedeli a sé stessi solo nei nostri tempi la logica della società industriale che non ammette deroghe riuscirà forse in ciò che a nessuno finora è riuscito schiacciare questo popolo e farlo scomparire definitivamente inizia così un articolo della rivista abitare luglio agosto 1975 adesso prendiamo un frammento del `progetto di legge che prevede nuove regole per i nomadi pubblicato il 7 marzo 2011 sul sito di gianluca vignale consigliere della regione piemonte e presidente della i commissione movimenti migratori le condizioni di vita in cui la popolazione nomade irregolare e non vive e i problemi sociali che gli insediamenti creano richiedono un nuovo e forte intervento normativo che definisca linee di azione più adeguate da una parte per sgombrare tutti i campi irregolari per riportare legalità e sicurezza sul nostro territorio e dall altra per meglio tutelare la cultura nomade in piemonte nell anno in cui pier paolo pasolini fu ucciso il discorso pubblico era ancora lontano dall ideologia del `politicamente corretto perciò il termine `zingaro non poneva i problemi che oggi dividono con troppa facilità tra chi discrimina e chi no in tanti adesso affermano che la parola `zingaro venuta da parte di un gagé sia un offesa chi vorrebbe offenderli allora usiamo `rom o addirittura `popolazione nomade nel 1975 si era convinti che i rom avessero il nomadismo nel sangue e che il loro nemico o meglio il nemico del loro essere nomadi fosse la `società industriale che non ammette deroghe nell articolo citato intitolato `gli zingari si fanno accenni generalisti legati all avvento della tecnologia che si oppone a un `mondo agricolo ormai scomparso la guerra nell ex jugoslavia doveva ancora esplodere nomadismo come stereotipo o ggi si ha la tentazione di affermare che le cose siano più chiare e non sarà certo molto illuminante chi parla della `tutela della cultura nomade tra l altro in piemonte quando vari studi mostrano in modo molto chiaro che il nomadismo non è un destino con cui si nasce così come neanche l illegalità è nel dna di una persona i rom hanno avuto la loro storia fatta di percorsi migratori giustificati dai vari contesti socio-economici e adesso nel secolo dei social networks siamo tutti `nomadi la povertà non sta nei geni di nessuno ma l istinto di soprav vivenza sì certo questo non ci fa tutti uguali cioè non toglie affatto la certezza delle differenze identitarie ­ culturali che tra l altro vanno riconosciute e rispettate ma rispetto alla proposta di legge citata sarebbe un po esagerato parlare di ignoranza per quanto riguarda queste problematiche un altro atteggiamento però la fa da padrone e cioè il fatto che in nome dell amore tutela per `la cultura nomade si vuole giustificare un `forte intervento `per riportare legalità e sicurezza non si parla della sicurezza delle famiglie che rischiano di vedere bruciati i propri figli ma di una sicurezza sul `nostro territorio in più si legge nella stessa proposta legislativa chi `dopo 90 giorni di permanenza non ha lavoro e mezzi sufficienti per auto-sostenersi e vive sostanzialmente di espedienti verrà `allontanato e dovrà scegliere tra `stanzialità e `nomadismo bisogna specificare una cosa che magari è poco conosciuta da chi ha il potere di decisione nei paesi ospiti la maggior parte dei rom romeni hanno avuto e magari hanno ancora la casa nel loro paese lì dove non potevano più essere `stanziali non dopo 90 giorni ma dopo tanti anni perché la politica sociale ha fallito e quella economica regge appena appena nella stessa situazione si trovano gran parte dei gagé romeni anche se molti di loro purtroppo si portano addosso i vecchi pregiudizi nei confronti di coloro che `rubano bambini e poi per quanto riguarda i rom della bosnia e del kosovo la `cultura nomade è stata la via di uscita per chi ce l ha fatta da una guerra che non hanno né voluto né fatto tornando al progetto di legge gli altri punti essenziali sono questi si dovrà pagare per acqua gas luce rifiuti etc consegna di una card d identificazione per poter entrare nel campo ma solo a quelli puliti senza condanne in giudicato sorveglianza ventiquattro su ventiquattro dalla polizia municipale e istituzione del commissario regionale `per la tutela del nomadismo incentivi alla sarkozy che `stimolino i nomadi ad andare in altri territori non ci vuole una fervida immaginazione per capire che senza lavoro nessuno potrà pagare il lusso dei servizi parlando degli incentivi per `stimolare l abbandono del `nostro territorio una ricerca effettuata in romania nel 2010 dalle associazioni `desire e `uguaglianza tramite differenza sottolinea il fatto che `i rom espulsi dalla francia non necessariamente ricevono i soldi promessi si sentono ingannati dal rapporto burocratico tra i due stati e non avendo alternative pensano comunque di tentare la loro fortuna nello stesso modo il progetto di legge vignale http www.femrom.ro en/research html giustamente niccolò zancan si chiede `ma è davvero possibile un altro mondo così la stampa 08/03/11 un altro mondo peggiore sì così è possibile per tutti alternative ecco alcuni punti della proposta presentata da idea rom e dalla federazione romanì alla regione piemonte il 3 marzo 2011 la regione piemonte ritiene la diversità culturale una fonte oltre che un fattore di arricchimento per ogni società e riconosce la popolazione romanì chiamati rom e sinti minoranza etnico linguistica per favorire l accesso alla casa da parte delle famiglie dimoranti nelle attuali aree sosta per nomadi i comuni i loro consorzi e le comunità montane adottano le opportune iniziative in tema di edilizia sovvenzionata e di assegnazione di alloggi di edilizia popolare e comunale sulla base della legislazione vigente e delle misure e degli interventi previsti dal fondo sociale europeo

[close]

p. 7

primo piano 7 aprile 2011 ta e cultura catalina salgau romano dives e la cultura rom 8 aprile si celebra il romano dives la giornata internazionale del popolo rom che è stata istituita nel 1990 in onore della prima conferenza rom tenutasi nel 1971 a londra nel corso della quale si è formata la prima organizzazione dei rom riconosciuta dall organizzazione mondiale della nazioni unite la romani union questo giorno è molto importante per il popolo rom ma anche una opportunità per tutti di approfondire la conoscenza della cultura e della storia del popolo rom per far sì che l integrazione sia un processo continuo 365 giorni all anno e non li l progetti legislativi europei l 9 marzo il rapporto járóka è stato approvato dal parlamento europeo con 576 voti favorevoli 32 contrari e 60 assenti il rapporto presenta una serie di proposte per il futuro quadro ue per le strategie d integrazione per i rom l inclusione sociale dei rom è una delle sfide più importanti che deve affrontare l europa e al tempo stesso offre una delle opportunità più promettenti per il continente afferma livia járóka la prima donna rom eletta nel parlamento europeo e importante che i rom diventano attori e non oggetti della politica afferma zoltan balog ministro di stato romeno per l inclusione sociale del ministero della pubblica amministrazione e giustizia che pensa che parte della soluzione sia quella di coinvolgere i rappresentanti dei rom nel processo di creazione delle politiche che li riguardano l accento primario deve essere messo sulle prestazioni e la promozione dei diritti fondamentali al lavoro alla casa all assistenza sanitaria all istruzione perché con i rom ci troviamo di fronte a condizioni totalmente scollegate dalla economia con conseguente loro esclusione dalla base dei diritti umani sostiene járóka la natura territoriale dell esclusione è un elemento essenziale perché è diversa da stato a stato e richiede misure diverse la strategia deve essere preparata e attuata a tutti i livelli i politici e amministrativi l integrazione dei rom è un dovere morale ma anche un interesse economico riassume viviane reding il vice-presidente ue lívia járóka mette in luce il fatto che i media giocano un ruolo importante nel contrastare i sentimenti anti-rom che hanno raggiunto proporzioni orribili in europa per ottenere risultati attendibili in termini di integrazione della popolazione rom a livello europeo oltre a queste azioni occorre urgentemente condividere una strategia unica indipendente e soprattutto vincolante il prossimo incontro sarà il 5 aprile quando la commissione europea presenterà le proposte per la creazione delle strategie dell ue per l integrazione dei rom mitata ad un solo giorno l 8 aprile per questo durante la riunione del consiglio comunale torino del 3 marzo è stata presentata la mozione sulla cultura rom l amministrazione si impegna a attivarsi affinché venga divulgata al di là dei pregiudizi la conoscenza della storia e della cultura di rom e sinti e a vegliare affinché questa parità venga fattivamente realizzata e non rimanga un mero proclama avviando politiche attive anche per il superamento della ghettizzazione nei campi per il contrasto di ogni forma di xenofobia e per il miglioramento della coesione e dell inclusione sociale ufficio stampa del consiglio comunale di torino ma quali sono gli aspetti ancora poco conosciuti della storia e della cultura rom i rom partirono dall india circa 1000 anni fa questo è provato dalla ricerca genetica culturale e linguistica elementi della eredità indiana si trovano anche nella cultura rom moderna come elementi del linguaggio i mestieri le varie credenze la loro presenza in europa si manifesta nel 1322 quando un frate francescano symon semeonis descrive le popolazioni rom che vivevano a creta nel 14 ° secolo avevano già raggiunto i balcani e nel 16 ° secolo li troviamo in scozia e in svezia la curiosità iniziale con quale erano accolti si è trasformata via via in diffidenza se non violenza emarginazione e schiavitù in valacchia e moldavia sono stati considerati schiavi fino al 1856 per varie ragioni i rom non dichiarano la loro vera origine e questo comporta che ci siano statistiche ufficiali che parlano di 4 milioni di rom in europa anche se sembra che il numero effettivo sia invece di 12 milioni popolazioni rom significative si trovano nei balcani in alcuni paesi dell europa centrale spagna francia russia e ucraina ci sono diversi sottogruppi definiti su basi territoriali culturali e linguistici ma anche su autodesignazione tra i gruppi più importanti i sinti i manouches i kalderash i lovara i romanìchéls i vlax i domari e i nawar nel 1971 a londra il congresso mondiale dei rom ha stabilito come denominazione ufficiale il nome rom che significa uomo o popolo degli uomini inclusivo di tutti i gruppi variamente denominati e presenti nel mondo la maggior parte dei rom parlano diverse variazioni della lingua romanì una lingua di origine indo-europea la lingua ha conservato nel suo vocabolario più parole sanscrite di ogni altra lingua europea a volte prendono delle parole in prestito dalla lingua del paese di residenza in particolare quelle parole che non hanno termini equivalenti in romani la famiglia è molto importante per i rom e per le ragazze non sposate la verginità è un bene prezioso la legge rom afferma che al matrimonio si deve pagare un tributo alla famiglia della moglie ma questa pratica ha cominciato a scomparire ed è seguita solo dalle famiglie più tradizionaliste come potere nella famiglia gli uomini hanno più autorità rispetto alle donne la figura più importante è il nonno o il più vecchio della famiglia le donne guadagnano autorità con l età e una volta che diventano madri la giovane moglie arrivata nella casa del marito farà sì che le esigenze del coniuge e dei figli ma anche dei genitori siano soddisfatte una persona è rom solo se ha la romanipen un concetto filosofico che include lo spirito rom la cultura rom il desiderio e la volontà di seguire la legge rom tutte le alte persone sono chiamati gadjee dal punto di vista religioso anche se i rom sono stati di religione indù ora seguono la religione del paese in cui vivono dopo la seconda guerra mondiale molti rom hanno adottato religioni evangeliste ed hanno chiese e sacerdoti rom anche se i seguaci sono in tutti paesi in spagna e in francia ci sono le più importanti chiese evangeliche rom la musica ha una lunga tradizione nella popolazione rom la cosiddetta musica zingara è famosa e ha influenzato molti compositori come franz liszt e johannes brahms e stili come il bolero il jazz o il flamenco forse i musicisti più noti sono i lautari i gruppi che suonano di solito in occasione dei matrimoni alcuni molto famosi come taraful haiducilor e il clarinettista bulgaro ivo papasov la fanfara ciocarlia e la fanfara di comanesti molti artisti classici sono rom come il pianista ungherese georges cziffra in campo artistico possiamo ricordare gli attori famosi come yul brinner charlie chaplin rita hayworth michael caine e bob hopkins ed anche dei famosi teatri rom teatro romen romance teatro romanothan si phralipe e altri sono bravi artigiani nella lavorazione dell oro dell argento del ferro e come credenza esiste lo stereotipo che le donne rom siano in grado di prevedere il futuro leggendo le carte o lettura della mano ma un aspetto molto importante e spesso dimenticato è lo sterminio dei rom da parte dei nazisti durante l olocausto circa 1.000.000 di rom sono morti lo stesso trattamento lo hanno subito anche dagli alleati croazia romania ungheria ancora oggi i rom sono sottoposti a un trattamento discriminatorio sfratti forzati i bambini iscritti nelle scuole per esigenze particolari l accesso limitato alla casa alla salute alla giustizia ed al lavoro.

[close]

p. 8

aprile 2011 8 indagine piemonte la region anca manolea desiderio d indipendenza dopo 150 anni di unità i piemontesi ad hoc sono da cercare con il lanternino ma sul territorio ci sono varie associazioni che lottano per la promozione della cultura e della lingua piemontese una di esse è gioventura piemontèisa nata nel 1994 e presente nel centro della città di torino sul sito dell associazione c è scritto il piemonte odierno è un paese ferito e i segni di una rinascita culturale e linguistica che lasciano sperare in un futuro meno fosco sono parecchi ma non bisogna dimenticare che la regione non può fare affidamento su alcuna forma di autonomia o di autogoverno e che l oppressione economica e culturale dello stato centralista italiano è sempre fortissima questo pensiero ci è stato meglio descritto in una lunga chiacchierata in associazione torino è stata l ultima città a perdere l indipendenza non è il nostro posto in italia se io vado all estero mi viene detto spaghetti pizza e mandolino mi piacciono ma non sono nostre non sono piemontesi noi abbiamo altri cibi altre tradizioni altra cultura lo stato italiano non ci rappresenta ecco perché vogliamo un indipendenza politica o comunque aquisire delle quote di sovranità ci ha raccontato carlo comoli il presidente di gioventura piemontèisa robert j.m novero vicepresidente ha aggiunto vogliamo una indipendenza come quella della slovenia oppure della slovac consiglio d europa è catalogato soltanto come dialetto infatti con il sostegno di tutta l associazione stiamo raccogliendo le firme per mandare in discussione le proposte di legge ha sottolineato comoli basta leggere il loro manifesto per capire le ragioni di questa richiesta un patrimonio di oltre 3 milioni di persone solo in piemonte che scrive da mille anni ha prodotto una notevole letteratura e con essa si è espressa una grande civiltà europea il piemontese è una lingua autonoma dall italiano e francese la sua conoscenza è fondamentale per l integrazione ed è indispensabile per la coscienza identitaria dei piemontesi è una lingua viva utilissima allo sviluppo cognitivo dei bambini in età scolare infatti l associazione oltre ad ospitare una nutrita biblioteca di volumi in piemontese organizza vari corsi di lingua e letteratura sia per adulti che per i bambini delle scuole un progetto attivo dal 2000 Ël piemontèis a scòla conta oggi sull adesione di un grande numero di classi scolastiche la proposta è quella di impararlo accanto alle lingue straniere come lingua che fa parte del proprio io conoscerlo significa conoscere e far conoscere una parte fondamentale di noi ecco cosa ne pensa su queste idee daniela finocchi autrice del libro piemontesi che i dialetti italiani abbiano tutta la dignità di una lingua è cosa ormai rico carlo comoli e i frequentanti del corso di letteratura piemontese chia non con una guerra naturalmente ma con una proclamazione pacifica di comune accordo altri membri dell associazione si sono schierati invece dalla parte dell autonomia nazionale come nel caso del trentino alto adige o della sicilia e la lingua il piemontese deve essere riconosciuto dallo stato italiano come lingua propria non dialetto in piemonte ci sono già tre altre lingue regionali e minoritarie riconosciute l occitano il francoprovenzale e il walser il piemontese nonostante il riconoscimento dell unesco e del nosciuta e assodata moltissime operazioni vengono condotte sul tema da anni per tutelare e non disperdere questi saperi l unesco il programma le mie lingue e tante altre iniziative svolgono un intenso lavoro a salvaguardia e tutela delle lingue dimenticate e in via di estinzione persino il salone internazionale del libro di quest anno ­ in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell unità d italia ­ concentrerà il programma sull italia e la le sue lingue ma tutto questo nel rispetto delle differenze appunto e non come chiusura al mondo al contrario perché il nostro panorama culturale sia sempre più ricco e fecondo e non si tratta di mettere in atto politiche secessioniste ma invece inclusive quindi bene i dialetti bene le commistioni con le lingue straniere bene l italiano ecc per quanto riguarda invece l autonomia della regione bisogna capire di cosa stiamo parlando alcune cose potrebbero anche migliorare l efficienza e l organizzazione delle cose non saprei dire sul fatto di non considerarsi italiani non starei neanche a commentare ma come proprio da qui è partita la spinta all unificazione per secoli siamo stati calpesti e derisi,perché non siam popolo,perché siam divisi come canta l inno d italia e adesso c è chi non si considera italiano non c è da commentare su questo almeno per rispetto a chi è morto in nome dell italia unita e chi ancora continua a morire per questo e gli stranieri i primi stranieri siamo noi ma consideriamo piemontesi tutti quelli che in piemonte ci vivono e si sentono tali ci occupiamo di identità quindi capiamo l identità altrui si tende a dare la colpa agli immigrati dei problemi di una società che non funziona la nostra è una società malata ci sono tutte le professionalità ma manca chi ti tinteggi le pareti di casa il problema dell immigrazione è una montatura perché io non lo vedo i media italiani che sono tra i peggiori del mondo hanno un ruolo fondamentale in tutto questo stanno facendo un gioco degli specchi ecco come ha preso i consensi la lega nord persino il termine stranieri è brutto perché prende le distanze ha spiegato comoli aggiungendo poi che ci sono tanti immigrati che parlano il piemontese dieci anni fa gli albanesi sono stati accolti nelle case degli abitanti di monferrato e in alcuni casi sono diventati anche eredi i romeni e i moldavi sono molto simili a noi la diversità è una ricchezza e inoltre non bisogna dimenticare che i piemontesi sono stati anche loro un popolo di emigranti ci sono 5.000.000 di piemontesi in america persino gli indios hanno imparato il piemontese per quanto riguarda le discriminazioni novero ha ritenuto opportuno puntualizzare la diocesi di torino conta il maggior numero di santi che hanno cambiato il mondo può una città come questa essere razzista la questione dei meridionali è stata strumentalizzata dallo stato che li ha portati qui per neutralizzarci ed il conflitto è stato alimentato dai media il problema dei piemontesi è che purtroppo non hanno orgoglio nazionale nel corso degli anni hanno rinunciato a tutto persino alla lingua il sistema italiano ha preso da qui intelligenza soldi e risorse per portarle prima a milano e poi a roma lo stato è inefficiente in tutto i laureati vanno all estero mentre quelli che arrivano non sono riconosciuti ha concluso comoli torino dell inizio del 700

[close]

p. 9

indagine 9 aprile 2011 ne delle meraviglie anca manolea torinesi falsi e cortesi in realtà la versione completa del proverbio dice torinesi falsi e cortesi italiani falsi e villani per qualche motivo non difficile da capire si preferisce citare sempre soltanto la prima parte anche questo un pregiudizio c on l aiuto di persone piemontesi e non abbiamo cercato di delineare un quadro più completo in merito a questo il sindaco sergio chiamparino ha risposto ad alcune nostre domande quanto si è speso negli ultimi anni in progetti per l integrazione e che tipo di progetti sono stati messi in atto circa due milioni di euro negli ultimi tre anni per progetti di accoglienza integrazione formazione di base apprendimento della lingua senza contare l impegno per i richiedenti asilo e i rifugiati politici cosa vuol dire per lei essere piemontese potendo cominciare con una boutade direi che il motto esageruma nen che uso spesso sintetizza una filosofia il mio personale pensiero debole la visione di un modo di essere che non si esalta né si dispera che privilegia la concretezza equilibrata ai proclami in questo modo di essere è racchiusa un attenzione per gli altri per l altro da sé in generale che bada alla sostanza delle cose anche le più immediate e si tiene lontano dalle dichiarazioni in altre parole a torino abbiamo fatto molto e parlato molto poco cosa ne pensa sul detto piemontese falso cortese una sciocchezza popolare cosa vuol dire per lei straniero immigrato semplicemente straniero immigrato dietro ogni persona poi c è una storia diversa gli estremi entro i quali muoversi sono da una parte il bisogno di emigrare per migliorare la propria esistenza dall altra il rispetto della legalità dei paesi ospitanti che cosa si dovrebbe ancora fare per una migliore convivenza l uomo si muove ed emigra in cerca di risorse dall alba dell umanità la storia ci insegna che i flussi migratori hanno un solo andamento possibile ed è l integrazione con i popoli ospitanti ciò che cambia è il tempo l evoluzione e il grado di asperità del processo che dipendono da molti fattori tra cui le differenze culturali il tipo di azioni istituzionali e sociali messe in atto dai paesi il nostro impegno come comunità è stato capillare è partito dalle esigenze quotidiane poter trovare casa la scuola e la possibilità di un lavoro servono ad evitare l illegalità ed è questo il punto di partenza il suo mandato sta purtroppo per finire come vede la torino del futuro vedo una città in cui sarà più facile muoversi studiare e investire e verso questo modello che ci siamo mossi in questi dieci anni e bisogna continuare su questa strada intervista a daniela finocchi ideatrice del concorso lingua madre q uale è la sua definizione di piemontese grandi lavoratori schivi incorruttibilmente onesti parsimoniosi esageratamente seri poco inclini al divertimento e alle risate ma bastano due parole per definire la vera essenza piemontese esageruma nen non esageriamo una sorta di understatement che pervade il territorio e le genti così sono molti gli aspetti della loro regione e della loro gente spesso ignorati dagli stessi piemontesi come per esempio i parchi e le aree protette in piemonte si trova il più vasto territorio protetto dell italia si ricorda spesso che qui sono nati il cinema la radio la televisione la moda industrie con capitani illuminati come olivetti o nicchie d eccellenza come il distretto del rubinetto di cusio ma pochi sanno che persino cirio ­ padre dell industria conserviera ed emblema stesso del sud ­ era di torino e iniziò vendendo pomodori a porta palazzo e poi personaggi come lidia poet che nel 1883 fu la prima donna avvocato o alessandro cruto grazie al quale piossasco 1879 divenne la prima cittadina italiana e anche europea ad essere illuminata con lampadine elettriche ad incandescenza e poi via via sino alle produzioni d avanguardia per lo spazio o fenomeni geniali valgano per tutti esperienze quali slow food e eataly poi magari i piemontesi non sono così abili nel far fruttare le loro scoperte è un po come un prestigiatore che tiri fuori dal cappello un magnifico coniglio bianco e poi inizi a pensare ma non è troppo bianco e se fosse un lupo travestito da coniglio e chi mi ha dato il cilindro cosa vorrà in cambio ma poi mi serve proprio sto coniglio poi in genere passa qualcuno che lo vede esclama che meraviglioso coniglio e se lo porta via però è anche possibile che non interessi questo aspetto ai piemontesi perché in fondo il loro irrefrenabile fare e lavorio è già alle prese con qualche nuova idea invenzione trovata l importante è darsi da fare cosa ne pensa del detto piemontese falso cortese come tutti i luoghi comuni ha un fondo di verità ma si ferma all apparenza al di là del fatto che trovo la cortesia sempre qualcosa di piacevole e quindi non la considero un demerito non sono d accordo che i piemontesi siano falsi piuttosto discreti e diplomatici direi possiamo fare un esempio se un collega o un amica chiedono ti piace questo vestito nuovo che indosso un vero piemontese se non gli piace non risponderà mai no è orrendo allo stesso tempo la sua incorruttibile onestà gli impedirà di dire una bugia e quindi non risponderà neanche è bellissimo se ne uscirà con una frase del tipo ne ha uno simile mio cugino quest anno sono molto di moda che non offende nessuno e non lo costringe a mentire del resto lo descriveva bene piovene nel suo viaggio in italia quando diceva che il carattere dei piemontesi disorienta perché unisce alla volontà granitica una certa leziosità dei modi che lascia spiazzati qual è il vero modo di essere dei piemontesi certo per i piemontesi la vita è seria viene tutto preso molto sul serio non si minimizza e ­ come ho già sottolineato non c è niente da ridere divertimento poco ai piemontesi piace lavorare anche le vacanze non sono che un occasione per lavorare che bello sono in vacanza così potrò finalmente ridipingere la cucina scrivere il mio libro verniciare la barca si sente spesso commentare fare niente non è contemplato e al massimo ci si sposta di poco sempre negli stessi luoghi tutti insieme lo ha sintetizzato bene vincenzo gioanola nella sua vignetta dove si vedono i due vicini che si incontrano a torino a bardonecchi e ad alassio in questo un ruolo determinante l ha giocato e lo gioca la conformazione del territorio e il clima le vallate piemontesi sono strette e intimorenti alcuni paesi restano al buio per mesi e questo certo non predispone all allegria così il clima le condizioni di vita dei montanari erano durissime con poche occasioni di contatto e scambio fredde anzi freddissime

[close]

p. 10

aprile 2011 10 indagine oltre a prenderci un po in giro mi fra le donne straniere e italiane nel caso ci metto anch io che nonostante mia l uso della lingua italiana scritta presenti mamma sia pugliese e mio papà umbro delle difficoltà comunque sono nata e vivo da sempre qui tutto questo nello spirito della valorizzae credo di sommare tutte le caratteristiche zione dell intreccio culturale che è prima e i difetti dei piemontesi ­ il libro è un ocdi tutto intreccio relazionale assistenza casione per scoprire o ri-scoprire luoghi non è affatto perdita sul piano identitario persone fatti costumi cibi paesaggi in al contrario è proprio nella relazione che un ottica diversa l identità si afferma in modo positivo e non mi pare che il piemonte abbia mai non preclusivo nel rispetto della diffedimostrato razzismo nei confronti degli renza e delle differenze dove il singolare stranieri ovviamente possono sempre sta a significare la differenza sessuale altro manifestarsi singoli episodi ma non sono fondamentale presupposto che caratterizza influenti nella politica di un territorio il progetto in italia spesso l insofferenza popolare siamo ormai giunte alla sesta edizione verso gli stranieri poveri è importante che si è chiusa il 31 dicembre registrando sottolineare poveri e questo dimostra che la partecipazione di oltre 270 autrici in ­ anche in questi casi non di razzismo si questi sei anni il concorso è cresciuto tratta nel senso etimologico della parola è sbagliato generalizzare proprio ora mi sto occupando di due casi di famiglie grazie alle collaborazioni con enti quali non viene aiutata a trasformarsi in cono che vogliono aiutare le loro colf a mettersi in regola anche se la legge italiana crea slow food ­ terra madre rotary club scenza e scambio ma al contrario ­ come tanti muri sono venuti i datori di lavoro a chiedere il mio aiuto e come questi torino film festival fondazione sanben scrive luisa muraro ­ viene fomentata ci sono tanti altri casi natalia petica presidentessa associazione moldava plai dretto re rebaudengo cui sono riservati e usata per il consolidamento del potere val germanasca quella cinese nelle valli con la partecipazione di tutti premi speciali del concorso grazie alle come spiega gli episodi di discrimi istituzioni come la fondazione torino costituito il piemonte invece è sempre di cuneo e così via stato intendo tradizionalmente anche così se gli interventi legislativi nazionali nazione verso gli stranieri da parte di musei le biblioteche civiche il ministero nei secoli scorsi molto attivo in campo in questo campo sono stati connotati da alcuni meridionali della pubblica istruzione e quello di grazia non si tratta di razzismo come ho detto e giustizia che distribuiscono il bando in io c ero negli anni 60 brutti tempi eravamo in troppi in una città piccola il razzismo era prima ma di insofferenza nei confronti proprio a casa sua qui ma forse avevano ragione era un modo per difendersi meridionale della povertà di una condizione in cui ci tutte le scuole italiane di ogni ordine e grado e nelle carceri alle tante associazioni sociale in generale sia in ambito cattolico un approccio di tipo pressoché esclusi si rivede come si era non troppo tempo fa alla sil all università fino ad arrivare a sia in ambito laico basti pensare a un e vamente emergenziale e amministrativo uno specchio in cui ci si riflette e che fa tutte quelle realtà radicate nel territorio sperienza come l arsenale della pace che i cui molteplici effetti si traducono in paura paura di perdere i privilegi acquisiti che permettono alle donne straniere di prende vita grazie a un signore che faceva un peggioramento della condizione dei con tanta fatica il riconoscimento sociale e venire a conoscenza del concorso e le il ragioniere in banca peraltro anche in migranti e in un ostacolo ai percorsi di pubblico le piccole certezze del quotidia aiutano incoraggiandole a parteciparvi area cattolica ha prevalso da sempre lo integrazione il piemonte ha fatto ancora no ma poi la vita reale rivela qualcosa di una vera e propria rete dunque forte spirito pratico quell instancabile lavorio una volta di testa sua non c è da stupirsi diverso appena viene data la possibilità e sempre più ampia una comunità e concretezza a cui mi riferivo prima si se si pensa che in piemonte sono stati sorridono sempre non possono starli tutti simpatici poi quando meno pensi ai salesiani e alle tante esperienze approvati e finanziati in questi ultimi te l aspetti ti pugnalano alle spalle soprattutto i datori di lavoro romeno anni 63 progetti di protezione sociale il in tal senso un tempo erano i meridionali oggi 7 cit numero più alto tra le regioni italiane lo spazio per esprimersi la gente ­ e in allargata che continua a esprimersi e tadini su 100 in piemonte sono stranieri 6 progetti di assistenza e 3 ampi progetti particolare le donne ­ reagiscono in modo confrontarsi durante tutto l anno anche il rapporto sull immigrazione in regione su fondi europei inoltre dal 2005 con diverso l accoglienza la civiltà del dono grazie alla creazione del blog www.condescrive una società multietnica e in tinua ad avere centinaia di partecipanti il confronto arricchente sono pratiche corsolinguamadre.it altro fondamentale pieno stile «bastian cuntrari» mentre le il concorso letterario nazionale lingua molto più diffuse di quanto spesso non ci spazio di silenzi in relazione e prolunganuove norme nazionali rischiavano di madre diventato progetto permanente vogliano far credere mento virtuale del progetto uno spazio aggravare discriminazioni e pregiudizi della regione piemonte che lo promuove che cosa mi racconta sul concorso aperto e libero non convenzionale in la giunta regionale propose una legge in collaborazione con il salone interna lingua madre cui condividere progetti idee pensieri e per l integrazione ai piemontesi fedeli zionale del libro destinato alle donne il concorso letterario nazionale lingua punti di vista alla loro proverbiale concretezza di certo straniere residenti in italia www.concor madre nasce nel 2005 da una mia idea io valorizzare e incentivare la relazione tra non è sfuggito che la popolazione immi solinguamadre.it e non è un caso che sia sono una giornalista da sempre interessata donne d altronde è uno degli obiettivi ai temi inerenti il pensiero femminile e principali del concorso per tale ragione grata ha un peso sempre più importante nato proprio qui nel sostenere l economia sono stranieri cosa vuol dire per lei straniero im trova subito l approvazione e il sostegno la richiesta di scrivere in italiano va intesa della regione piemonte e del salone in come esaltazione dell intreccio culturale e l 8,8 degli occupati nel settore agrico migrato lo il 9 dei lavoratori dell industria e il negli anni 60 alcuni episodi ci sono stati ma non bastano per generalizzare sono ormai abitua relazionale e non come forzatura o perdita 5,8 del terziario e il tasso di natalità la ti all immigrazione e non la soffrono più ora sono gli ultimi arrivati a doversi abituare veneto d identità l italiano lingua d elezione percentuale di figli di madre non italiana e terreno comune di incontro diviene è raddoppiata arrivando a toccare il 15 un opportunità di conoscenza e ascolto ternazionale del libro di torino di cui oggi veicolo espressivo del mondo interiore e e il tasso di natalità degli stranieri è tre solo imparando a conoscersi l altro o è un progetto permanente la scrittura metafora della ricca e ampia volte più alto di quello degli italiani l altra non fanno più paura e nella scrittu il concorso è il primo ad essere espres trama genealogica intrecciata dalle donne senza contare il fatto che quasi il 10 ra risiede il luogo privilegiato dell incontro samente dedicato alle donne straniere scrittura che si fa atto collettivo continudegli studenti della scuola dell obbligo tra esperienze diverse le donne che ogni ­ anche di seconda o terza generazione ­ ità tra le esperienze generazioni e culture in piemonte è costituito da ragazzi con anno portano in dono i loro racconti al residenti in italia che utilizzando la nuova «vissuto privato che si fa storia voce unica concorso lingua madre non sono più lingua d arrivo cioè l italiano vogliano che diventa voce di tutte» come scrive cittadinanza straniera romania marocco albania sono i paesi straniere arricchendo il nostro modo di approfondire il rapporto fra identità radici mirella billi più rappresentati dalle presenze nella vedere e di capire rendendoci partecipi e mondo altro qual era invece lo scopo del libro pieregione seguiti da cina perù e dai paesi della loro avventura che è poi la nostra una sezione speciale è riservata alle donne montesi dell est europeo la popolazione immi diventano compagne di viaggio ha italiane che vogliano raccontare storie di lo scopo di piemontesi era restituire una grata si concentra soprattutto nell area di scritto ernesto ferrero la scrittura resta donne straniere che hanno conosciuto descrizione della regione che non fosse la torino dove risiede più di uno straniero su lo strumento migliore che abbiamo per amato incontrato e che hanno saputo solita passerella di eccellenze monumenti due mentre asti è la provincia piemontese conoscere noi stessi e il mondo per aprirci trasmettere loro altre identità luoghi e così via tutti aspetti di cui certo con la più alta percentuale di stranieri tra alla comprensione degli altri e attraverso alcuni episodi di discriminazione sono sicuramente accaduti ma generalizzare è il i residenti una ricerca dell istituto paral di loro di noi stessi per costruire ponti più grosso errore che si può fare cinese leli ha poi rilevato come stia avvenendo per trasformare l io in noi la cronaca in si tratta ma lo si fa attraverso gli occhi dei il tanto sospirato ripopolamento delle storia il concorso lingua madre ha un il concorso letterario vuole essere un op suoi abitanti il libro vuole essere un ritratmontagne proprio a opera degli stranieri doppio merito quello di rendere traspa portunità per dar voce a chi abitualmente to ironico ma al tempo stesso affettuoso un esempio è sestriere dove su 886 resi rente a chi scrive un percorso di identità non ce l ha cioè gli stranieri in particolare dei piemontesi analizzare come vedono denti 91 sono di cittadinanza non italiana consapevolezza e condivisione e quello le donne che nel dramma dell emigra se stessi e gli altri come vivono le loro di cui la metà albanesi e poi ci sono le di aiutare il lettore ad una miglior com zione/immigrazione sono discriminate città il cibo il tempo libero il lavoro la comunità albanesi di bussoleno e torre prensione di realtà storie e percorsi che due volte un opportunità di incontro religione le relazioni sociali con le autorità pellice quella polacca di pomaretto quasi ci riguardano da vicino perché l unico e confronto perché il bando non solo e le istituzioni per sorridere di loro magari tutti lavoratori delle cave di rodoretto in mondo abitabile è un mondo costruito ammette ma incoraggia la collaborazione finendo con l amarli.

[close]

p. 11

sguardo su di noi 11 aprile 2011 biblioteche civiche di torino civica centrale via della cittadella 5 musicale a della corte corso vercelli 15 dietrich bonhoeffer corso corsica 55 italo calvino lungo dora agrigento 94 luigi carluccio via monte ortigara 95 cascina marchesa corso vercelli 141/7 francesco cognasso corso cincinnato 115 g d annunzio via saccarelli 18 falchera piazza giovanni astengo 9 alberto geisser corso casale 5 parco michelotti primo levi via leoncavallo 17 mausoleo della bela rosin strada castello di mirafiori 148/7 mirafiori corso unione sovietica 490 a passerin d entrèves via guido reni 102 cascina giaione cesare pavese via candiolo 79 torino centro via della cittadella 5 villa amoretti corso orbassano 200 parco rignon università degli studi di torino via sant ottavio 20 politecnico torino corso duca degli abbruzzi 24 palazzo lionello venturi via verdi 25 informasette circoscrizione 7 c.so vercelli 15 informagiovani via delle orfane 20 ctp parini c.so giulio cesare 25 ctp giulio via bidone 11 circoscrizione 8 via ormea 45 circoscrizione 10 strada castello di mirafiori 148 edicola eirone p.zza della repubblica 21 ro market via de amicis 138 collegno ristorante la buffala via del carmine 22 mercato coperto piazza della repubblica stand viorica e andreea bar passion caffè ferrara istoc mercato coperto c.so racconigi 25 stand smith&smith ansa corso vercelli 103 luna storta via belfiore 50/e tabaccheria porta della fortuna via san donato 6 hotel taverna dantesca via san pio v 0 associazione gioventura piemonteisa via san secondo 7bis associazione america latina via vigone 76 bis associazione plai sedi operativa di via sacchi 39 caf associazione fratia via reiss romoli 45 new media center str del fortino 20b centro interculturale corso taranto 160 libreria la bussola via po 9 libreria comunardi via bogino 2 progetto the gate galleria umberto i lo mettiamo qui casa del quartiere via morgari 14 museo diffuso della resistenza corso valdocco 4 idea rom via garibaldi 13 cbi planet-assistenza colf/badanti via saluzzo 42bis parrocchia ortodossa romena di santa parascheva via cottolengo 26 parrocchia ortodossa romena dell esaltazione della santa croce via accademia albertina 9 parrocchia ortodossa russa di rito antico di san nicola il taumaturgo strada val san martino 7 grazie all avvocato fatmir dimo si offre consulenza legale gratuita su appuntamento contattate la redazione!

[close]

p. 12

aprile 2011 12 indagine in piemonte la comunità cinese conta circa 13mila persone mentre in italia sono circa 200mila ultrasessantenni cinesi in italia 1 ogni 135 cinesi ultrasessantenni italiani 1 ogni 5 una diffusa credenza popolare la cina si trova al 126° posto per tasso di mortalità con 7,06/1000 popolazione mentre l italia si trova al 52° con 10,72/1000 ma i cinesi non muoiono mai il 5 aprile i cinesi celebrano il qing ming jie il giorno dei defunti anche in italia e nella nostra città come tutti gli altri cittadini anche i cinesi muoiono e riposano nei nostri cimiteri anca manolea a perché non si vede mai un funerale cinese che fine fanno i corpi dei cinesi defunti sono solo alcune delle domande legate ad una diffusa credenza popolare a cui di solito si associano le congetture più svariate dal traffico dei clandestini al riciclo dei documenti ai ritrovati della medicina cinese fino alle ipotesi più macabre e ovviamente meno credibili nel 2000 a torino è stata addirittura presentata un interpellanza dal consigliere comunale giuliana gabri che invitava il sindaco e l assessore della città ad avviare un indagine sulla mancanza di decessi di persone di nazionalità cinese ma come stanno veramente le cose con l aiuto di chen ming presidente di angi associazione nuova generazione italo-cinese di torino proviamo a fare luce su una questione che da tempo è oggetto di battute illazioni e discussioni che deridono un intero popolo sono solo chiacchiere infondate i cinesi muoiono come tutti gli altri uomini e ci sono tombe di cinesi che lo dimostrano non solo a torino ma anche a milano a roma per avere conferma basta una semplice ricerca su www.cimiteritorino.it soltanto per il cognome hu uno dei più diffusi tra i cittadini di nazionalità cinese esistono 13 tombe quindi nonostante la medicina tradizionale cinese sia molto rinomata per i suoi rimedi per le malattie più disparate non ha ancora trovato la giusta miscela per l elisir dell immortalità non bisogna andare a gironzolare per le tombe dei cimiteri per trovare quelle lapidi che nessuno dice di avere mai visto basta sfruttare la tecnologia negli anni 90 sono accaduti in italia m chen ming e francesca bongiovani alcuni episodi di traffico di clandestini che sono stati associati a tutta la comunità questo spiegherebbe l ipotesi dei cinesi che nasconderebbero le salme per utilizzare i documenti dei defunti qualcuno potrebbe comunque obiettare che il numero delle tombe è molto basso rispetto al numero dei residenti ma basta confrontare le date di nascita e quelle di decesso per avere già una mezza risposta la stragrande maggioranza dei cinesi in città è costituita da giovani se non da bambini in realtà gli anziani preferiscono ritornare a casa in cina soprattutto i malati la mortalità dei cinesi in italia è perciò dovuta soprattutto ad incidenti infortuni sul lavoro e in pochissimi casi per anzianità inoltre l età media della comunità cinese immigrata è intorno ai 40 anni lo stesso boom del fenomeno migratorio verso l italia è avvenuto negli anni 80 È quindi ragionevole pensare che non ci siano stati ancora così tanti decessi in più nonostante la burocrazia sia molto lenta perché ci vogliono le autorizzazioni sia dal governo italiano che di quello cinese e che i costi siano molto alti n.d.r intorno ai 5000 euro i familiari preferiscono rimpatriare le salme e seppellirle in cina anche i dati dell istat parlano chiaro i ultrasessantenni cinesi sono 1 ogni 135 cinesi contro 1 italiano ultrasessantenne ogni 4/5 italiani che in caso di malattie gravi preferiscono tornare in cina per farsi curare e/o morire ecco perché bisogna aspettarci in un anno nell intera italia poche decine di morti cinesi alcuni rimangono qui altri vengono rimpatriati ma come sono nate queste dicerie ci sono fonti che riportano che questo mito sia nato nella parigi degli anni 80 quando marie holzman scrittrice e sinologa nel suo libro asia a parigi si domandava ironicamente se i cinesi non avessero raggiunto l immortalità perché cresciuti a riso e ginseng e sosteneva e qui senza ironia l ipotesi del passaggio di documenti dei deceduti per l ingresso illegale di altri connazionali le autorità parigine prendendo sul serio la signora holzman aprirono un inchiesta le indagini smentirono la studiosa il tasso di mortalità cinese a parigi risultò così basso perché il 71 della popolazione immigrata nella città aveva meno di 35 anni e solo il 3 raggiungeva i 65 anni le voci però non si sono mai fermate e hanno fatto il giro del mondo francesca bongiovani laureata in lingua e letteratura cinese responsabile della comunicazione dell angi ci ha spiegato che all inizio i cinesi possono sembrare freddi e chiusi ma dopo ti rendi conto che la realtà è un altra ho lavorato con dei bambini se all inizio non parlavano neanche dopo un mese ho dovuto mettere io dei limiti perché mi citofonavano sempre a casa per portarmi gli involtini o altre cose tipiche io so che da una parte si tratta di una comunità giovane e che le persone di una certa età preferiscono tornare nel paese d origine per quanto riguarda i cinesi seppelliti in italia so per certo che a torino c è la tomba del fondatore di `mister hu lo storico ristorante cinese e i riti funerari perché non si vedono mai qing ming ­ aria pura e luce erché sarebbe troppo invasivo la cerimonia di un funerale cinese non è facile da organizzare in un paese straniero sia per i problemi burocratici ma sia soprattutto per il timore di spaventare o di creare un ulteriore muro tra la comunità cinese e quella ospitante questo perché prevede lunghe preghiere marce su strada con bande musicali petardi soldi falsi bruciati tutto questo nelle credenze cinesi porta benessere nella vita oltre la morte per quanto riguarda la modalità di sepoltura la cremazione è d obbligo sia in italia che in cina in realtà la tradizione cinese vuole che il corpo rimanga intatto venga vestito con abito nuovo messo nella bara e che ci sia qualcuno che preghi p in cina inoltre ­ ci ha spiegato ming si aveva l usanza di creare una tomba di famiglia di grosse dimensioni nella quale venivano sepolti tutti gli antenati in forma piramidale a seconda anche del grado di parentela a data della festa cinese dei defunti viene calcolata in base al calendario agricolo su base lunare poiché simboleggia l arrivo della primavera e l inizio dei lavori cioè il momento giusto per pregare gli antenati di proteggere i raccolti in arrivo ming ci ha detto che se tu stai bene è dovuto agli antenati una credenza l che accomuna tutti i cinesi ecco perché si raduna tutta la famiglia intorno alla tomba per ripulirla e abbellirla dopodiché per tradizione mangiano dei cibi freddi e fanno scoppiare dei petardi per allontanare gli spiriti malvagi un altra antica usanza è quella di bruciare diversi oggetti soprattutto soldi falsi perché in questo modo arrivino nell aldilà dai festeggiati gli incensi sono molto usati in quanto il fumo che emanano è considerato un modo di comunicare con l ultraterreno a torino il qing ming è difficile da celebrare per motivi lavorativi o altro io per esempio ho qui due fratelli e una sorella ma non riusciamo quasi mai a vederci concluse ming.

[close]

p. 13

dal mondo alla città 13 aprile 2011 oltre alla rosa venduta c è un indiano che non la vende anca manolea n on sono gli indiani che vendono le rose ma i bengalesi e i pakistani ha puntualizzato james erupakkattu fondatore dell associazione indiana shanti infatti il vii rapporto cnel sugli indici di integrazione colloca l india al primo posto costituisce un esempio significativo di buon inserimento lavorativo risultando ben al di sopra delle posizioni registrate per numero di residenti in italia sono presenti oltre 90.000 indiani di cui 3000 a torino se alla fine del 2008 erano all incirca 64mila gli indiani occupati nel 2009 sono state registrate altre 13mila assunzioni la comunità indiana presente a bescia è molto numerosa lì si occupano dell allevamento delle mucche noi siamo vegetariani ed è stato scientificamente dimostrato che una mucca produce molto più latte quando è allevata da un vegetariano a torino si occupano soprattutto di ristorazione ci sono stati anche qualche medico e qualche titolare di agenzie di viaggio i clandestini penso siano pochi arrivano tutti con il visto turistico ma poi trovano subito lavoro tramite parenti e conoscenti la maggioranza è proveniente dal centro nord e anche se sembra una comunità chiusa spazio pubblicitario james spiega che hanno una visione molto globale del mondo gli indiani sono molto religiosi non iniziano mai una giornata senza dire una preghiera per il mondo e non solo sono molto ottimisti per loro tutto ciò che accade è per il bene del futuro in più io sono qui da trent anni e sono sposato con una italiana come me ce ne sono tanti altri l india è un paese formato da 28 stati federati in cui si parlano 23 lingue e sono presenti tutte le religioni del mondo ­ continua james se si nasce in un contesto così non si può che essere aperti verso gli altri vengono considerati chiusi perché non li si vede per strada o non si sente parlare di loro in occasione di episodi di criminalità io per esempio ho bellissimi rapporti di amicizia con senegalesi romeni marocchini arrivato in italia ho subito stretto amicizia con i meridionali ma solo perché sono più aperti per quanto riguarda la vita in india uno stipendio medio di un operaio è di circa 300 euro un ingegnere al primo lavoro guadagna 900 euro al mese ma in agricoltura e allevamento la situazione è molto diversa:10 euro al giorno ci sono tantissimi call-center americani perché gli indiani parlano molto meglio l inglese i clienti americani chiamano per chiedere informazioni e le ricevono dall india non mancano nei suoi ricordi neanche gli episodi di discriminazione mi trovavo sul tram avevo visto questa signora anziana che cercava di salire e le ho teso la mano per aiutarla lei invece di ringraziarmi ha stretto a sé la borsa mi sono sentito molto male in quel momento e questo è solo un esempio purtroppo o per fortuna noi abbiamo il colore che ci distingue vorrei tanto poter dare le informazioni giuste alle persone perché queste cose non accadano più io non mi sento né italiano né indiano ma cittadino dell universo i miei figli james erupakkattu vanno spesse in india per conoscere anche quella realtà gli insegno tutto ciò che posso poi da grandi decideranno loro cosa sentirsi e cosa pensare james si è stabilito qui da ormai tanti anni e ha avuto la fortuna di lavorare sin dall inizio come maestro di yoga dal 1980 l associazione si occupa in più di organizzare corsi seminari conferenze viaggi e tante altre iniziative interessanti c le minoranze sono decisive per l italia unita e plurale di domani emergere a mettersi al passo con gli altri per molti che arrivano dall estero la lingua resta il primo ostacolo investire sull insegnamento dell italiano sull istruzione e sulla formazione professionale è fondamentale affinché sia più semplice avvicinarsi al mondo del lavoro ai servizi sociali e sanitari alla vita di tutti i giorni il comune deve saper offrire a chi arriva da lontano occasioni di integrazione di inserimento al lavoro e deve vigilare perché ciò avvenga secondo le regole deve favorire l accessibilità ai servizi assicurare il diritto alla casa ma deve anche saper garantire e coltivare la cultura la lingua e le tradizioni dei paesi di origine se sarò sindaco costruirò una città metropolitana ed internazionale una città che delle differenze culturali etniche razziali e religiose fa la propria forza voglio proseguire in questa direzione e rafforzare quanto già esistente non esistono diversi nella torino che ho in mente perché lavorerò per una città nella quale tutti possano avere il proprio spazio e sentirsi semplicemente a casa accolti nell abbraccio che solo una grande famiglia può garantire perché le minoranze sono decisive per l italia unita del futuro piero fassino entocinquant anni di storia hanno fatto dell italia una nazione con una cultura omogenea e con un unico popolo un paese unito un italia che appartiene a tutti noi che la viviamo in centocinquant anni il paese è diventato un unico coro di intenti di sogni di progetti che oggi ha il colore della pelle la lingua la religione i costumi i profumi di altri popoli l italia è plurale per sua vocazione storica e geografica in molte parti del mondo in america del nord come in australia vivono i discendenti dei nostri immigrati nei paesi che li hanno ospitati nei quali si sono integrati hanno contribuito a far crescere il benessere mantenendo però un forte legame con la loro cultura d origine negli ultimi decenni l italia non è più paese dal quale partire ma è diventato luogo di arrivo per milioni di persone e oggi è una realtà multietnica in cui si è molto rafforzata la vocazione all accoglienza torino prima capitale d italia è oggi città internazionale cosmopolita respirare l europa nelle sue piazze non è difficile l atmosfera sobria che la contraddistingue si sposa con le preziose contaminazioni che l hanno resa negli anni unica e al tempo stesso `plurale questa coralità è fortemente identificata a torino nel rapporto con le diverse culture che alla nostra si sono aggiunte penso agli oltre 200 mila stranieri che qui vivono il 52 per cento dei quali sono donne e il 22 per cento minori oltre il 25 per cento dei bambini nella fascia d età fino a quattro anni è straniera tra i cinque e i nove anni lo è quasi il 20 per cento cinquantamila sono i romeni rappresentano la comunità più popolosa seguita da quella marocchina e albanese oltre 21 mila imprese edili hanno titolari di origine straniera e costituiscono un importante settore dell imprenditoria e dell artigianato che contribuisce in modo rilevante alla ricchezza e al benessere di tutti i torinesi non sono soltanto numeri ma storie di una realtà in profondo mutamento alla quale bisogna rispondere con iniziative mirate dedicate a coloro che sono arrivati a torino e hanno trovato una nuova casa come a chi fatica ad integrarsi ad

[close]

p. 14

aprile 2011 14 dal mondo alla città nell attesa della pasqua come l anno scorso anche quest anno cattolici protestanti e ortodossi festeggiano la pasqua lo stesso giorno il 24 aprile È considerata la festa più importante del cristianesimo perché celebra la resurrezione di gesù stefania pelepco s econdo le sacre scritture la resurrezione di gesù è avvenuta il terzo giorno dopo la sua morte nonostante la fonte sia la stessa la data il più delle volte è diversa sia per le differenti regole di calcolo sia per il fatto che gli ortodossi seguono il calendario giuliano mentre i cattolici e i protestanti si riferiscono a quello gregoriano la differenza tra i due calendari è attualmente di 13 giorni dovuto a un margine di errore del calendario gregoriano di 11 minuti circa all anno ci sono anche chiese ortodosse che seguono il calendario gregoriano grecia bulgaria romania ma che festeggiano la pasqua secondo il calendario giuliano poiché solo questo nella data della pasqua rispetta il i concilio ecumenico che stabiliva che dovesse cadere sempre dopo la pasqua ebraica quest ultima non cade quasi mai in concomitanza con una delle date cristiane perché il calendario ebraico è lunisolare e anche perché il pesach pasqua ebraica corrisponde in realtà alla celebrazione della liberazione degli ebrei dall egitto ad opera di mosè quest anno il pesach si celebra il 19 aprile credenze e usanze religiose e usanze e le tradizioni cambiano a e risurrezione non riguarda solo lui ma a seconda del paese e della regione lui viene associata tutta l umanità passata ma anche in base al peso che si e futura la morte viene stigmatizzata dà alla festività religiosa per chi vive la il fatto riveste un significato profondo propria vita in modo laico la pasqua può e permanente nella vita i cristiani non essere considerata la festa della primavera divennero tali perché erano più morali o in cui si assiste al passaggio dalla stagione pii dei pagani non divennero tali per riinvernale alla rinascita della natura e delle scattare l umanità dai dispotismi politici o forze cosmiche che regolano la fertilità e da eventuali ingiustizie economico-sociali la fecondità del mondo altri aspettano lo divennero semplicemente perché gesù la pasqua come un momento di riposo cristo figlio di dio donò a loro la libedi divertimento un ottimo periodo per razione dalla morte dedicarsi ai piaceri della buona tavola in durante la settimana santa quella che compania dei familiari o degli amici la pasqua intesa come risurrezione di gesu cristo figlio di dio è una festa religiosa che non esclude questi significati ma li arricchisce con riti e tradizioni il nome pasqua deriva dall ebraico pèsach passaggio parola tradotta poi in latino con il termine pascha per i fedeli di religione luterana la pasqua assume un significato minore ed è considerata un giorno di riposo i musulmani rispettano la pasqua iden pasca dolce romeno tipico della pasqua tificandola con il sacrificio attraverso il quale abramo stipula la sua precede la domenica di resurrezione la alleanza con dio poiché questo episodio chiesa ortodossa celebra ogni giorno delle è raccontato nell antico testamento abra lunghe liturgie con le quali commemora la mo è considerato il patriarca di tutte le passione e morte del signore fiori foglie tre grandi religioni monoteiste ebraismo acqua processioni incensazioni canti cristianesimo islamismo per l ortodos prosternazioni sono solo alcuni degli elesia la pasqua è la festa delle feste tanto menti inseriti nella liturgia che chiunque da non essere neppure annoverata tra le può osservare visitando una chiesa orto dodici grandi feste del ciclo cristologico dossa nel periodo della settimana santa e da occupare un posto a parte di assoluta la notte di pasqua i fedeli vanno in chiesa centralità secondo il cristianesimo ogni per partecipare ad una messa che sembra domenica è pasqua questa comprensione quasi uno spettacolo da quella notte e è vissuta in modo particolare all interno per quaranta giorni fino all ascensione dell ortodossia per il cristiano ortodosso del signore la gente saluta con la formula cristo ha sofferto veramente come uomo cristo è risorto ricevendo come risposta e come tale è morto e risorto tale morte veramente è risorto l c le tradizioni cattoliche e ortodosse sono molto simili prodotte a pasqua abbiano il potere speciale di proteggere gli animali della fattoria e la famiglia che vi abita la mattina del giorno di pasqua i bambini si lavano infatti il viso in un catino d acqua con delle uova colorate di rosso una volta le uova venivano colorate con i pigmenti delle foglie di cipolla sono bellissime e famose invece le uova ucraine dette pysanky ossia cose che sono scritte sopra questa tradizione è diffusa in romania soprattutto nelle regioni a nord dove si impiega come tecnica l utilizzo di strati di cera colorati sovrapposti che alla fine del processo lasciano elegantissimi ornamenti sul guscio vuoto dell uovo destinato a diventare omaggio pasquale le uova colorate si usano in tantissimi paesi inclusa l italia a pranzo non può mancare l agnello che ricorda il sacrificio fatto dagli ebrei a mosè prima di partire per l egitto a cui è seguito il sacrificio di gesù per l intera umanità anche i dolci tipici la colomba italiana oppure la pasca romena si assomigliano molto l usanza di pranzare insieme a tutta la famiglia quella di vedersi con gli amici la promessa di diventare di punto in bianco migliori sono tipiche della pasqua in generale a livello sociale questa festa crea un atmosfera particolare e tutto assume un significato diverso più profondo per quanto riguarda invece la pasqua ebraica va detto che dura otto giorni e che durante questo periodo mangiano prodotti non lievitati soprattutto matzah pane non lievitato per ricordare la loro fuga dall egitto durante la quale ovviamente non ebbero il tempo di far lievitare il pane redenze cibi usanze sono quasi le stesse la pasqua ortodossa viene preceduta da un periodo di sei settimane di quaresima durante la quale si evita il consumo di carne e di latticini e viene bandito ogni prodotto di origine animale la cucina si è sbizzarrita in mille ricette a base di erbe verdure e farine che permettono di avere una dieta variata nel rispetto rigoroso del digiuno quaresimale la quaresima è presente anche nella religione cattolica ma non è così rigorosa i fedeli cattolici dei vari riti latini sono tenuti al digiuno ecclesiastico e all astinenza dalla carne due volte all anno il mercoledì delle ceneri per il rito ambrosiano il primo venerdì di quaresima e il venerdì santo la tradizione vuole che nel lungo periodo di attesa della pasqua sia donato come augurio un uovo decorato l uovo è entrato a far parte della tradizione cristiana perché riconduce alla risurrezione di cristo ed alla vita eterna risale a riti antichissimi già antichi persiani e i greci si regalavano uova in primavera come simbolo del risveglio della natura l usanza è poi stata mantenuta anche dagli ebrei che a pasqua mangiavano uova in segno di rinascita la tradizione contadina vuole che le uova

[close]

p. 15

i diritti negati 15 aprile 2011 sofferenza a pagamento viaggio verso l italia la vera storia di un ragazzo moldavo sergiu matei i voglio raccontare la storia di un ragazzo moldavo che come tanti altri è partito da casa in cerca di una vita migliore una storia di vita che mischia il coraggio con la sofferenza luca nome di fantasia attraverso degli amici riesce ad avere il numero di telefono di un tale che si occupa di traffico illegale di persone all appuntamento il tale gli promette che entro due settimane può farlo partire per l italia usando dei documenti romeni falsi al costo di 3500 euro luca va a caccia del prestito della somma richiesta dopo due settimane come promesso la partenza va tutto a meraviglia fino alla quarta frontiera fra l ucraina e l ungheria dove lo scoprono e gli hanno fatto fare dietrofront tornato a casa cerca subito di contattare la persona che gli aveva garantito il viaggio senza problemi altre due tre settimane per rintracciarlo poi si rassegna all evidenza è stato imbrogliato ora oltre a non essere arrivato in italia ha sulle spalle anche 3500 euro di debiti deve per forza partire trova l indirizzo di un ragazzo ucraino va a casa sua dove rimane chiuso in una baracca insieme ad una signora che è al suo terzo tentativo devono oltrepassare il confine a piedi dall ucraina in slovacchia glielo raccontano come se fosse una passeggiata seguono altre tre settimane di attesa in quella baracca senza luce gas e acqua dove per andare in bagno devono attendere la notte per via dei vicini finalmente il momento tanto atteso sono quasi le nove di sera quando arrivano quattro giovani con due macchine piene di clandestini per luca e la signora c è posto solo più nel baule sono in 10 alla partenza 3 moldavi 2 ucraini e 5 afgani arrivati in un bosco scendono tutti insieme ai 4 che facevano da guida discese e salite acqua e fango fino alle sei di mattina finalmente arrivano all ultima salita solo più una v sessantina di metri li separano dalla loro meta lì li aspettano altre due macchine nonostante camminino piano piano cercando di fare meno rumore possibile spuntano all improvviso una ventina di soldati che cominciano a sparare in alto gridando tutti fermi con le mani in alto luca cominciato a scappare all indietro ma correre in una discesa in un bosco non conosciuto è molto difficile cade rotola si rialza ancora due tre passi bum sbatte contro un albero quel posto lo chiamano ma lui non torna indietro parlando con dei compaesani scopre un altro indirizzo ed incontra altre persone stavolta è tutto diverso abita con loro e può fare tutto con più tranquillità dopo altre due settimane di attesa parte arriva finalmente in slovacchia e luca pensa che il peggio sia passato lì incontra un slovacco che gli parla chiaramente prima i soldi poi l aiuto luca ha con sé 500 euro che bastavano giusti giusti per terminare il viaggio l ucraino gli aveva un impatto così violento che il telefonino nella tasca dei suoi pantaloni va in mille pezzi guarda indietro e per un attimo vede tutti gli altri che si arrendono davanti a lui invece le quattro guide che correvano senza sosta ritrova il coraggio si rialza e li segue dopo circa un ora di corsa quei quattro si fermano e dicono a luca di nascondersi nel bosco e che appena le acque si sono calmate ritornano a prenderlo gli lasciano anche un telefonino dato che erano della zona loro quattro potevano inventarsi una scusa nel caso che li fermino con luca invece rischiano dai 7 ai 15 ani di prigione per traffico di esseri umani luca capisce e si nasconde ma dopo solo qualche minuto sente dei cani abbaiare e le voci dei soldati che lo cercano decide perciò di scappare dopo un altra ora di corsa trova la strada principale sale sul primo pullman arrivato e si allontana da pagato l hotel per due giorni che però sono passati in fretta e lui si ritrova per strada senza un soldo in tasca senza documenti e con un cellulare senza credito per tre giorni non mangia niente dorme in un parco nascosto da una pianta è allo stremo ed è pronto ad andare a costituirsi quando all improvviso sul telefono quasi scarico riceve un sms con l indirizzo di un albergo e la scritta là ti aspettano in serata davanti all hotel arriva uno sconosciuto che lo chiama per nome altre tre settimane di attesa poi viene caricato su un tir in mezzo ad un finto carico di alberi luca insieme ad altre 60 persone arrivano così in italia in mezzo a quella gente sul tir c è anche una bambina di 5 anni che piange di paura per quasi tutto il viaggio e non è la sola a farlo questa la storia del viaggio di luca che è arrivato in italia con 9 mila euro di debiti e un esperienza di vita che non augura a nessuno lui la chiama sofferenza a pagamento si potrebbe continuare il racconto con la sofferenza vissuta qui in italia in questo meraviglioso paese che tormentava i sogni di luca ma questa è un altra storia non basta un racconto per cambiare il mondo e di sicuro non siamo noi emigranti che lo possiamo cambiare ma una domanda sorge spontanea quante persone devono ancora soffrire quante ragazze senza via di scampo devono essere ancora stuprate mentre sono in attesa della partenza quanti bambini devono ancora piangere nascosti dentro i tir i vagoni o in attesa dei genitori il mondo sta cambiando ma a volte sembra che stia purtroppo prendendo la via sbagliata la via della violenza del sangue del potere la via dei soldi dove sono finiti l amore il rispetto la fede dove arriveremo seguendo questa strada qual è l educazione che diamo ai nostri figli se anche il buongiorno di mattina te lo danno solo se ricevono la paghetta quale sarà il nostro futuro se si rinuncia alla famiglia per i propri interessi io sono nato nel 1981 in un mondo diverso da quello di oggi in un mondo in cui il rispetto la dignità e l onore venivano prima di tutto in un mondo in cui l amore la lealtà e la fedeltà avevano più valore in un mondo di cui si dice che era senza diritti ora i diritti li abbiamo conquistati ma non ci rispettiamo non siamo più orgogliosi di ciò che ci circonda non amiamo non siamo fedeli tutto questo perché abbiamo la libertà di fare quello che vogliamo ma con questa libertà abbiamo davvero guadagnato o perso qualcosa?

[close]

Comments

no comments yet