Viaggio della memoria 2014

 

Embed or link this publication

Description

Confini di guerra

Popular Pages


p. 1

Viaggio della memoria 2014 Soggetti proponenti Fondazione ex Campo Fossoli, Fondazione Villa Emma, Istituto storico di Modena Confini in guerra Oggetto Il confine orientale, la zona geo-storica che oggi è suddivisa tra Italia, Slovenia e Croazia, è stato signif icativamente definito “il confine mobile”, a segnalare le complesse dinamiche di conflitti politici e contese nazionali che, a partire dall’Impero austro-ungarico e attraverso il Primo conflitto mondiale, si intrecciano strettamente con il fascismo e i regimi totalitari nazista e comunista dell'Europa del ‘900. Nodo storiografico ancora aperto, spesso affrontato dai manuali scolastici in modo riassuntivo, la storia di questi territori di confine si presta più di altre a spiegare la guerra fascista e nazista con il suo progetto di espansione, di organizzazione razziale e di sterminio, nonché il progetto di assimilazione nazionale sotteso alla costruzione della nuova Jugoslavia di Tito. Il viaggio in questi luoghi, considerati nell'arco cronologico che va dal 1941 al 1945, ha quindi l’obiettivo di introdurre i temi del funzionamento e della finalità degli stati totalitari fascista e nazista, della politica di repressione delle minoranze, delle implicazioni fra la strategia militare di occupazione (Museo di Lubiana) e l’evoluzione del sistema concentrazionario, del progressivo dilatarsi delle categorie perseguitate, dei campi gestiti dagli italiani tra il 1941 e il 1943 (Gonars) e di quelli sotto controllo nazista su suolo italiano (Risiera di San Sabba e il Museo degli ostaggi di Begunje). Allo stesso tempo il viaggio consentirà l’approfondimento – attraverso l’analisi del caso dei profughi e degli infoibati italiani (Foiba di Basovizza) - delle logiche etnonazionali che guidarono la costruzione della pace in Europa, al prezzo di drammatiche azioni di spostamento coatto delle popolazioni, in particolare di quelle delle potenze sconfitte. Contesto

[close]

p. 2

La proposta, rivolta alle classi III e IV delle scuole secondarie di II grado di Modena e provincia, si pone l'obiettivo di introdurre gli studenti alla complessità delle questioni relative alle diverse deportazioni della Seconda guerra mondiale e alle persecuzione delle minoranze, generalmente affrontate nel curricolo di storia delle classi V. Con questo obiettivo crediamo di completare e approfondire un'offerta didattica già ampiamente consolidata sul territorio provinciale modenese con il progetto Un treno per Auschwitz, organizzato dalla Fondazione ex campo Fossoli fin dall’anno 2005; inoltre, tanto le vicende del Campo di Fossoli – dal 1954 Campo profughi Giuliano-Dalmati – quanto quelle di Villa Emma, i cui “ospiti” giungono proprio dalla Slovenia attraverso Trieste, consentono di collocare efficacemente le vicende locali nella dimensione europea. ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO Obiettivi e risultati attesi Il viaggio si propone di: Ampliare le conoscenze storiche: prospettiva propedeutica a comprendere, fuori da ogni discorso retorico, la complessità della questione razziale e dello sterminio che culmina tra gli anni 1941-1945; la difficile questione degli stati nazionali e delle popolazioni all'indomani della guerra e, in prospettiva, della costruzione dell'Europa. Fornire strumenti interpretativi: la geostoria e i suoi segni; lettura dei territori, dei segni di memoria e delle loro stratif icazioni; i luoghi di memoria (la loro assenza/presenza) rappresentativi dei riferimenti simbolici e valoriali di una cultura. Incontrare i protagonisti: la narrazione dei testimoni e le memorie personali. Rielaborare e restituire conoscenze ed esperienze dirette: utilizzare le nuove tecnologie, rif lettendo contestualmente sulle differenze tra i diversi modi di raccogliere e organizzare i materiali, sull'elaborazione delle esperienze, sulle tracce che lasciano e sulla loro comunicabilità.

[close]

p. 3

Viaggio 14-16 novembre 2014 Il viaggio di 3 giorni prevede il soggiorno di due notti a Lubiana in mezza pensione: 1° giorno: Modena - Campo di Gonars, visita in gruppi al Campo condotta da Alessandra Kersevan; Gonars - Lubiana, cena e serata libera; 2° giorno: Lubiana, visita in gruppi al Museo e alla città condotta da Nevenka Troha e Fabio Todero; Lubiana - Begunje, visita in gruppi al Castello prigione e al parco cimitero; Begunje - Lubiana, cena in albergo e a seguire incontro con Mila Orlic, Università di Rijeka, “Boris Pahor: la storia di un intellettuale di c confine” 3° giorno: Lubiana - Trieste, visita in gruppi alla Risiera di San Sabba e alla città condotta da operatori del museo e da Fabio Todero; breve sosta in città per il pranzo; Trieste - Basovizza, visita alla foiba; Basovizza - Modena. Gonars, Campo di concentramento italiano, il campo di Gonars è stato un campo di concentramento realizzato dal regime fascista nell'autunno del 1941 e utilizzato per internare i civili rastrellati nei territori occupati dall'esercito italiano nell'allora Jugoslavia. Visitabile il Cimitero del Campo e il Monumento. Lubiana, una tra le capitali più giovani d'Europa - crocevia di lingue, popoli e culture differenti, territorio di scontro tra totalitarismi di diversa natura - per raccontare l'occupazione italiana della Slovenia e rif lettere sugli stereotipi storiografici e letterari del “fascismo dal volto umano” italiano. Begunje, il Museo degli ostaggi di Begunje, cittadina a pochissimi chilometri da Bled, fu ricavato dai nazisti in un grande manicomio, sito in un preesistente castello. E' dedicato ai 900 ostaggi e resistenti che vi furono uccisi dai nazisti tra il 1941 e il 1945. All'interno è possibile visitare le celle anguste che ospitavano i detenuti e leggere i graffiti

[close]

p. 4

lasciati sui muri. All'esterno, una serie di lapidi ricorda i caduti ed è possibile riconoscere le sepolture degli autori dei graffiti. Trieste, Risiera di San Sabba, la Risiera di San Sabba è stata un lager nazista, s di Trieste, utilizzato per il transito, la detenzione e l'eliminazione di un gran numero di detenuti, in prevalenza prigionieri politici ed ebrei. Foiba di Basovizza, Monumento "Agli eroi di Basovizza", in origine la foiba di Basovizza era un profondo pozzo minerario nel territorio della frazione di Basovizza, nel comune di Trieste. Scavata all'inizio del XX secolo per l'estrazione del carbone e poi abbandonata per la sua improduttività, fu utilizzata dai partigiani jugoslavi per l'occultamento di un numero imprecisato di cadaveri di italiani e tedeschi durante l'occupazione jugoslava di Trieste nel maggio del 1945. L'11 settembre 1992 è stata dichiarata Monumento nazionale. In questo percorso gli enti promotori si avvarranno delle competenze di esperti e storici che da anni si occupano dello studio e della mediazione didattica sulle vicende del confine orientale e i cui profili scientif ici sono riportati in calce al presente documento. Azioni formative e laboratoriali c1. Formazione: docenti, operatori, studenti c2. Laboratorio sulla multimedialità: tutor laboratorio multimediale e studenti c3. Risultati attesi e restituzione dell'esperienza laboratoriale: studenti, tutor laboratorio multimediale e insegnanti. c1. Formazione Il progetto prevede 3 incontri di formazione da tenersi tra ottobre e dicembre 2014, i primi due precederanno il viaggio, il terzo si terrà a viaggio effettuato: Ottobre - Modena: incontro preliminare, condotto da Fabio Todero, rivolto agli insegnanti e agli operatori per l’inquadramento storico generale; a seguire comunicazioni metodologiche e logistiche del percorso. Ottobre: formazione nelle classi, interventi condotti da un esperto, rivolti agli studenti per l’inquadramento storico generale. Dicembre – Carpi/Fossoli: incontro successivo al viaggio, rivolto a

[close]

p. 5

n studenti e insegnanti, visita al Campo di Fossoli e lezione Il Campo di Fossoli da luogo di internamento e deportazione a Villaggio per profughi Giuliano-Dalmati di Maria Luisa Molinari. c2. Laboratorio sulla multimedialità Ricordo meglio il video su Facebook o il racconto del testimone? Laboratorio di Giulia Bondi, giornalista videomaker professionista. Obiettivo del progetto è produrre un racconto multimediale realizzato dagli studenti che aderiscono al percorso, seguiti dalla conduttrice del laboratorio che partecipa al viaggio e segue il lavoro di documentazione dei ragazzi. Partecipanti: tra tutti i partecipanti al viaggio si sceglieranno circa 15 studenti “caporedattori” (3/4 studenti per ogni classe partecipante) che parteciperanno agli incontri, prima e dopo il viaggio, con il compito di coinvolgere anche il resto della classe nella produzione del materiale necessario alla documentazione. Contenuti e modalità: l'espressione multimedialità sarà intesa nel senso più ampio possibile, non soltanto verso le cosiddette nuove tecnologie, ma includendo anche forme di documentazione tradizionali come il disegno, la parola scritta a mano, la narrazione orale, fino ad arrivare - se i ragazzi lo vorranno - anche a espressioni creative o artistiche realizzate utilizzando materiali trovati sui luoghi. La progettazione definitiva del laboratorio avverrà in accordo con le insegnanti delle classi partecipanti, per individuare le modalità migliori di coinvolgimento della classe di appartenenza dei “caporedattori”. L’idea di fondo, da definire insieme alle insegnanti, è dividere i ragazzi in gruppi, invitandoli a documentare l'esperienza attraverso diversi mezzi: sia con le tecniche digitali - telefoni cellulari, iPad - e con l'immediatezza di condivisione dei social network, sia con forme off line e più tradizionali (matita e taccuino, disegno, raccolta di materiali naturali o rinvenibili sul posto, pura memoria). Impegno richiesto: Ottobre - uno/due incontri con gli studenti “caporedattori” prima del

[close]

p. 6

viaggio; Durante il viaggio - lavoro di squadra e individuale con il coordinamento della conduttrice del laboratorio; Gennaio - uno/due incontri dopo il viaggio per finalizzare il materiale prodotto dai “caporedattori” e raccolto in classe. c3. Risultati attesi e restituzione dell'esperienza laboratoriale Durante il viaggio saranno possibili aggiornamenti, tramite hashtag e social network, per capire come anche attraverso i social si possa fare informazione e narrazione. Costruzione di un racconto multimediale, tramite audio, foto, disegni, testo, da assemblare unendo le testimonianze e i contenuti raccolti e da pubblicare on line per il Giorno del ricordo con presentazione curata dai ragazzi. Giorno del ricordo 2015: presentazione nelle rispettive scuole del lavoro di rif lessione elaborato dagli studenti attraverso l'attivazione del laboratorio sulla m multimedialità. Calendarizzazione Ottobre 2014 – febbraio 2015 Formazione in preparazione al viaggio - mese di ottobre 1 incontro con insegnanti e operatori (punto c1) 1 incontro in classe con gli studenti (punto c1) 1-2 incontri con il gruppo di studenti “caporedattori” (punto c2) Viaggio 14-16 novembre 2014 – mese di novembre Formazione e riflessione sul viaggio effettuato – mesi di gennaio/febbraio Dicembre - 1 incontro con insegnanti e studenti: visita e lezione al Campo di Fossoli (punto c1) Gennaio – 1-2 incontri con il gruppo di studenti “caporedattori” (punto c2). Restituzione Giorno del ricordo, 10 febbraio 2015

[close]

p. 7

Presentazione del lavoro svolto dagli studenti nelle rispettive scuole; pubblicazione del materiale prodotto sui siti degli enti e delle scuole (punto c3). ( PROFILI SCIENTIFICI Giulia Bondi, giornalista freelance si occupa soprattutto di crisi e di sociale. Ha realizzato reportage in Italia e in Europa, pubblicando su Galatea, Emergency, Popoli, Libertà, Internazionale.it, Atlante delle guerre e dei conflitti. Ha scritto per Terre di mezzo e collaborato con Il Mucchio, Peacereporter, L'Espresso, realizzando servizi per la Rai. Ha condotto percorsi partecipativi e prodotto docufilm: Secondomondo (2007), Scorie (2009) e Diversi sguardi olimpici (2006) sulle Paralimpiadi invernali di Torino, vincitore del Premio giornalistico Ilaria Alpi. Nel 2012 ha vinto il premio Gruppo dello zuccherif icio e la medaglia di bronzo al premio Giornalisti del Mediterraneo. Alessandra Kersevan, storica ed editrice italiana, specializzata in storia e cultura del Friuli-Venezia Giulia e del confine orientale. Insegnante fino ai primi anni ‘90, si è dedicata fin dal 1992 alla stesura di saggi storici sulle questioni di confine tra Italia e Jugoslavia, soprattutto in relazione all'occupazione fascista di Croazia e Slovenia e alla dibattute questioni dei massacri delle foibe, dell'eccidio di Porzûs e degli esuli GiulianoDalmati. Maria Luisa Molinari, insegnante, dottore di ricerca in Storia contemporanea, si occupa di storia del confine nord-orientale italiano del Novecento, con particolare riguardo all’esodo giulianodalmata cui ha dedicato la tesi di laurea e di dottorato. Ha realizzato la Mostra Profughi nel silenzio. Gli esuli giuliano dalmati a Modena e a Carpi, organizzata dal Comune e dalla Provincia di Modena, dalla Città di Carpi, dall’Istituto Storico di Modena e dalla Fondazione ex Campo di Fossoli. Ha pubblicato una monografia sul Villaggio San Marco di Fossoli di Carpi per la collana «Quaderni di Fossoli».

[close]

p. 8

Fabio Todero, ricercatore dell’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia, si occupa da anni anche in chiave didattica - di confine orientale. Ha scritto il saggio Foibe, per la nuova edizione del volume di Mario Isnenghi, I luoghi della memoria, Laterza, Bari, 2011. Si occupa inoltre della Grande guerra e della sua memoria, su cui ha pubblicato numerosi saggi e volumi, il più recente Una violenta bufera. Trieste 1914, Irsml FVG, Trieste, 2013. Nevenka Troha, ricercatrice presso l'Istituto per la Storia contemporanea di Lubiana (Institut za novejso zgodovino), si è dedicata soprattutto allo studio dell'attività del Partito comunista della Venezia Giulia (piú tardi Partito comunista del Territorio Libero di Trieste), come anche della discussione sviluppatasi nell'ambito del Fronte di Liberazione sloveno durante gli anni della Resistenza sui problemi relativi alla frontiera italo-jugoslava. Per Einaudi ha pubblicato, con Joze Pirjevec, Foibe (2009); Chi avrà Trieste? Sloveni e italiani tra due Stati (2009). **** In fondo a destra potrete scaricare il pdf dell'bstract dell’intervento di Maria Luisa Molinari: “Un posto dove poter andare: la nuova vita dei profughi istriani al Villaggio San Marco”:

[close]

Comments

no comments yet