BIVACCO 2014-2015

 

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il giornale del cai di vestone 2014

Popular Pages


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n. 33° ANNO 2014 A cura del Cai di Vestone

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PAROLA DI... REGGENTE! Il Cai: una grande famiglia Eccomi qui per la terza volta consecutiva nei panni del reggente, a tirare le somme di un anno trascorso con voi. Il tempo anche quest’anno non è stato molto clemente, ma, nonostante il susseguirsi delle giornate piovose, siamo riusciti a svolgere la maggior parte delle gite e attività programmate. La “3 campanili” in collaborazione con il Comune è stata una grande festa di sport sia per gli atleti sia per noi del CAI che, finito il dovere di assistenza alla gara, siamo passati al piacere. Per questo dobbiamo dire grazie al “ Dino del roccolo” che, sempre disponibile e cordiale, ci ospita nella sua cascina, prolungando la festa sino a sera inoltrata a suon di buon vino e leccornie preparate come sempre dalle mie infaticabili Donne. La gara di skiroll è stata organizzata come al solito nel migliore dei modi, riscuotendo un notevole successo e apprezzamento da parte dei partecipanti, che confermano il ritorno anche per la prossima edizione. Il nostro sogno nel cassetto per il 2015 è l’ampliamento della palestra di arrampicata sportiva che si trova nei locali del Comune (ex scuola), vista l’affluenza massiccia di giovani che la frequentano e che perciò merita un sostegno da parte di tutti. La spesa non è indifferente, ma io credo che, se uniamo le nostre forze, riusciremo a portare a compimento anche quest’opera. Ringrazio tutti quelli che in vari modi mi danno una mano a svolgere al meglio il ruolo che mi è stato riconfermato. Un affettuoso abbraccio a tutti, il Vostro Reggente Edoardo Zanolini. IL REGGENTE 2

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TESSERAMENTO SOCI 2015 Socio ordinario Socio familiare Socio giovane (nati dal 1/1/1998 in avanti) Socio giovane tra i 18 e 25 anni (nati dal 1/1/1990 al 31/12/1997) Quota tessera socio nuovo € 48,00 € 27,00 € 18,00 € 27,00 € 5,00 All’atto del rinnovo del tesseramento o della nuova iscrizione, il socio sarà automaticamente assicurato con una polizza infortuni che prevede i seguenti massimali: Caso morte Caso invalidità permanente Spese mediche €. 55.000,00 €. 80.000,00 €. 1.600,00 Il socio potrà richiedere una copertura infortuni che prevede dei massimali più alti, versando una quota aggiuntiva di €. 4,00. I massimali di detta polizza sono i seguenti: Caso morte Caso invalidità permanente Spese mediche €. 110.000,00 €. 160.000,00 €. 2.000,00 N.B. L’ASSICURAZIONE INFORTUNI COPRE SOLAMENTE LE ATTIVITÀ SOCIALI ORGANIZZATE DAL CAI. IL TESSERAMENTO DÀ INOLTRE DIRITTO ALLA “POLIZZA SOCCORSO ALPINO” CHE COPRE, OLTRE ALLE ATTIVITÀ SOCIALI ORGANIZZATE DAL CAI, ANCHE LE ATTIVITÀ A TITOLO PERSONALE Per motivi di copertura assicurativa affrettatevi a rinnovare la tessera. Per i soci nuovi la copertura assicurativa decorre non prima di quindici giorni dalla data del tesseramento. Ai soci ordinari verrà spedita la pubblicazione mensile “Montagne 360°”. ANDAMENTO ASSOCIATI 1999-2014 SOCI ORDINARI 263 258 269 273 253 247 243 243 245 230 222 227 237 243 248 264 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 TOTALE SOCI 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 TESSERAMENTO SOCI 3 SOCI SOCI FAMILIARI GIOVANI 247 34 32 30 28 19 17 17 18 97 388 14 14 13 12 11 12 91 13 90 89 85 83 83 84 77 67 68 76 81 84 89 376 360 350 356 348 345 342 330 326 329 333 335 349 362 369 87 18

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Questa è la lunga storia di “un” svedese… Ricordo di un amico Bo Bucklund “Bus” Il 21 luglio di questa piovosa estate il nostro Cai di Vestone ha perso un grande amico e storico sostenitore. Il nostro “Bus”, al secolo Bo Bucklund, si è serenamente addormentato mentre si trovava nella terra natale con la sua Elda, in vacanza presso la casa del figlio. Era suo desiderio che dopo la sua morte si procedesse alla cremazione e le ceneri venissero sparse nel mare del Nord. Il mare che in gioventù aveva esplorato sino nei suoi profondi abissi, all’interno dei sommergibili, durante il suo servizio in marina, dai quattordici anni, quando entrò nell’accademia militare, fino alla maturità. Il destino ha voluto che il nostro Bus si trovasse proprio in Svezia al momento del trapasso, mentre passava i suoi ultimi e spensierati giorni, attorniato dall’affetto di figli e nipoti. Noi amici avremmo voluto ricordarlo in un momento di preghiera con una messa, ma Bus non condivideva il nostro credo cristiano, essendo lui legato alla memoria del dio Odino e degli altri miti scandinavi. Rispettiamo la sua volontà, limitandoci a ricordarlo in questo spazio all’interno del nostro Bivacco e facendo un brindisi alla sua memoria, che lui gradirebbe moltissimo, rievocando i bellissimi momenti passati in sua compagnia. Bus o Bosse, come lo chiamavano in Svezia, arriva a Vestone, dopo varie vicissitudini, nell’inverno del 1974 e conosce la nostra Elda due anni dopo a Verona, dove era impegnato in una corsa podistica. Il nostro Bus era un grande sportivo. Lasciata la marina, si era dedicato al pugilato e, se non fosse stato per una lussazio- IL NOSTRO “BUS” ne alla spalla destra, sarebbe arrivato alle olimpiadi. Continuerà tuttavia a lavorare nel mondo del pugilato come allenatore. Da grande appassionata di montagna, Elda riuscirà a contagiare il suo compagno podista, che comincerà, grazie a lei, a conoscere ed amare le alte vette. Niente lo fermava, anche in montagna... Bus inizia a sciare in pista a Campiglio, dove si rompe subito la tibia durante una delle sue prime discese su una direttissima dallo Spinale. In Svezia aveva praticato solo lo sci di fondo, che non considerava uno sport ma un modo più veloce di spostarsi sulla neve. Nel ’77 conosce gli amici genovesi di Elda, tra cui Leo, e partecipa con loro a parecchie settimane bianche. Diventa così un provetto sciatore, passando poi velocemente allo scialpinismo. Dal ‘78 diventa socio del Cai di Salò ed alla fondazione della nostra sottosezione, nel ’79, passa al Cai vestonese del quale diventa attivo consigliere e per ben due volte riveste il ruolo di reggente, nei bienni 90-91 e 94-95. 4

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“BUS” Grazie al legame con i genovesi le escursioni di apertura della stagione estiva del CAI Vestone iniziano al mare, con le partecipatissime camminate alle cinque terre. Bus è stato tra gli organizzatori del nostro storico Rally di scialpinismo di Boniprati per ventisette anni, fino al 2009, accanto alla sua Elda, che ne ha sempre seguito la gestione logistica. Da quattordici anni Bus si era trasferito nella tranquilla casa sul lago d’Idro, dove continuava le sue passeggiate sulle vicine montagne, accompagnando spesso anche le scolaresche. “Questa è la lunga storia di “un” svedese che convive con un’ italiana…” erano le parole della sua canzone, coniata sulle note del famoso canto di montagna “Il ritorno”, intonata da Bus nei momenti allegri, spesso al rientro dalle escursioni. Ci mancherai molto caro Bus per la tua carica di umanità e la tua simpatia che ti hanno fatto conoscere ed apprezzare da più generazioni di alpinisti. Chiunque ti abbia conosciuto serba di te un caro ricordo e, se non abbiamo un luogo fisico dove venirti a trovare, ci piace pensare che ora tu sei ovunque noi siamo. Ciao Bus I tuoi amici del Cai Vestone 5

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“BUS” RICORDI FLASH………. ALTRUISTA Rifugio Deffeyes (La Thuile)…manca un posto letto, siamo più del previsto…chi si offre di dormire su una sdraio nell’atrio? Bus…naturalmente! CAMPANILISTA Sarai contento di essere diventato cittadino Italiano.. “Certo. Non mancherà mai uno svedese, ma un Italiano” STOICO Testa del Rutor “Continui a strattonarmi, non reggo il passo, mi fa male un ginocchio, mi stacco e ritorno.” Stiamo complimentandoci sulla Cima e vediamo un enorme cappellaccio sbucare dal nulla e sotto…. il sorriso sornione del Bus NORDICO Irraggiungibile il rifugio Allievi/Bonacossa per neve. Al ritorno un torrentello, in Val di Mello, forma una pozza (un fombol). Manna per il Bus che, lesto, ci guazza beato. Passante: com’è? fredda? Bus: “Noooooooo………..mmmmmm” Passante s’immerge Passante anguillesco a ributtarsi sulla terra ferma “brrrrr porca vacca” Bus sornione…sorride NAVIGATORE Rifugio alla Lobbia. Notte di tregenda Neve in quantità. Nebbia…visibilità zero Un pulman attende 50 persone a malga Bissina Si cambia itinerario? Scendiamo al Bedole? Accesa discussione Bus, calmo: “si va in Val di Fumo. Vi porto io.” Bussola…continui zig zag…. In cordata senza vedere nulla, fiduciosi nel tranquillizzante Bus. Esce il sole, Cavento alla nostra sinistra e davanti a noi val di Fumo inondata dal sole. Applausi liberatori SPIRITOSO “Sono l’unico assistito con una badante più anziana di lui.” IL NOSTRO “BUS” Gli amici 6

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“BUS” Tra i tanti bei ricordi di passeggiate, gite, sciate e bevute assieme al Bus, mi piace sempre ricordare la gita fatta per segnare il sentiero che da malga Casaole arriva in vetta al M. Bruffione. Quel giorno, il Bus ha voluto che Antonio Rassega pitturasse sulla sua maglietta e sui suoi pantaloncini i segni Bianco /Rossi perché, diceva “Nella nebbia Io sono il faro”. Ciao Bus, nessuna tempesta cancellerà in tutti quelli che ti hanno conosciuto il Faro che sei stato per il Cai di Vestone Franco Facchetti 7

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Quest’anno ha raggiunto il 50° anno di appartenenza al Cai di Vestone: Emilio Boni I seguenti soci hanno raggiunto il 25° anno di appartenenza al Cai di Vestone: Amigoni Ezio Walter Balletta Francesco Bericchia Amalia Bericchia Marco Bertaboni Giovanni Gabusi Imerio Giacomini Ilario Girelli Mariangela. TRAGUARDI 8

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Albo d’oro ski-roll (Nozza - Belprato) 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 Chiarini Giorgio Moreschini Costanzo Penasa Gianni Penasa Gianni Pasini Fabio Bianchi Eugenio Masiero Guido Bianchi Eugenio Bianchi Eugenio Masiero Guido Masiero Guido (Mazzano) (Pejo) (Val di Sole) (Val di Sole) (Bergamo) (Brianza ski roll e sci club Leffe) (Gruppo sportivo Hartman) (Brianza ski roll e sci club Leffe) (Brianza ski roll e sci club Leffe) (Sci club Montebelluna) (Sci club Montebelluna) 31:56:49 28:55:67 28:23 27:40:03 24:16:00 27:45 28:52 27:10 26:48 29:08 28:30 SKI-ROLL 2014 9

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SKI-ROLL 2014 - parlano i protagonisti Oggetto: Impressioni! Da: Erika Bettineschi A: info@caivestone.it Ciao! Ecco qualche parola sulla gara! Come accade da 9 anni a questa parte, verso la fine della stagione “skirollistica” per me c’è un appuntamento irrinunciabile... la mitica Nozza-Belprato! Quindi sabato 18 ottobre tutti pronti in partenza per onorare anche quest’anno una delle gare promozionali più partecipate del panorama italiano...nel cielo splende un bellissimo sole, tanto da sembrare agosto...condizioni perfette! Pronti, via...e in un attimo da Nozza si sale la caratteristica strada che porta al paesino di Belprato: come ogni anno tanta fatica per tutti... ma in cima, che soddisfazione tagliare il traguardo davanti a tutte le persone presenti che con grande calore applaudono alle nostre fatiche! Tanti complimenti per tutti, sia per i primi che per chi, con fatica e costanza, ci mette tanto impegno e non guarda troppo al cronometro...è questo il bello: vedere tante persone che si divertono, facendo quello che più ci piace... lo sport...inteso come attività che fa star bene, a prescindere dai risultati. Ovviamente, detto questo, sono molto contenta di poter vantare nella mia carriera 9 vittorie su questo percorso, come più volte ricordato dalla speaker...grazie mille! Non posso concludere le mie impressioni personali senza citare il mitico buffet che ogni anno riesce a soddisfare pienamente la fame di tutti i partecipanti e tifosi!! Che dire...ancora grazie e arrivederci al prossimo anno! Erika 10

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Buongiorno amici del Cai di Vestone, come promesso a Roberto Missiroli, scrivo alcune righe sulla giornata e la gara di skiroll: Sabato 18, come da tradizione, per ogni Ottobre che si rispetti, gli amici skirollisti bergamaschi hanno aderito in massa alla consueta gara di skiroll organizzata magistralmente dagli amici del Cai di Vestone, sul percorso che porta da Nozza a Belprato. Io e il mio gruppo da quest’anno siamo gli “skirollisti pazzi”, da un’idea della vulcanica Rossana More’ che ha pensato bene di sfruttare le nuove tecnologie (whatsapp) nella fattispecie, per meglio organizzarci e ritrovarci per le gare e/o allenamenti. Ci ha accolto una bella giornata di sole, dopo una settimana dal tempo molto variabile, cio‘ ha permesso di trovare un percorso perfettamente pulito, grazie al passaggio in mattinata di una motoscopa che ha eliminato totalmente il fogliame, purtroppo e’ rimasta invece quella patina quasi invisibile che per i pattinatori e’ una vera croce (senza delizia!) All’arrivo come al solito un’accoglienza che non ha pari in tutto il circuito nazionale, una sala completamente dedicata al ristoro, spettacolare nel suo assortimento come si vede dalle immagini di Facebook, per non dimenticare le caldarroste, avidamente ricercate dai molti. E’ anche per questo che ci riferiamo alla “gara delle castagne”, quando si pensa all’evento ottobrino. Le facce sorridenti degli atleti, degli amici accompagnatori e il fatto che nessuno si allontana dalla zona di arrivo fino alla fine della manifestazione sono un chiaro messaggio che tutto è fatto per bene. Gli ottimi risultati del mio gruppo, che anche quest’anno ha conquistato l’ambito cesto gigante, degli amici di cui voglio ricordare il secondo posto assoluto di Alessandro, il settimo del nipote Carlo, il secondo di Rossana e il 5° e 6° delle grandi Fiorenza e Marivanna, per finire la terza vittoria consecutiva di Angelo e l’esordio della piccola Cassandra nei giovani. Cos’altro dire? Nulla, se non ringraziare tutti per il magnifico evento, augurare a tutti uno splendido inverno e arrivederci al prossimo anno. Virginio Buttironi 11

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CAI VESTONE ANCORA UN SUCCESSO ORGANIZZATIVO Sabato 18 ottobre è andata in scena “la Nozza/ Belprato” , 11^ edizione , storica gara di skiroll in tecnica libera, con partenza in linea. Il percorso è tutto in salita e dai 300 m di altitudine della frazione di Nozza, che si trova nel fondovalle, a circa 5 Km dal lago di Idro, si inerpica fino agli 809 m dell’antico splendido borghetto di Belprato. Sono 7,5 Km da fare tutti d’un fiato, con un tracciato bellissimo, ma impegnativo e molto infido, che all’inizio invita a pigiare sull’acceleratore, salvo poi presentare il conto nella parte finale. Mano a mano che ci si alza, la strada entra ed esce morbidamente dalle vallette del costone su cui si snoda, lasciando intravvedere a tratti lo splendido panorama dell’intera vallata e delle cime che la contornano. Si lambiscono alcuni piccoli agglomerati di vecchie case contadine, qualche villetta, si entra e si esce dal bosco, si attraversano slarghi e radure. Ai meno tre chilometri e mezzo dal traguardo, dove è situata la partenza della casono puntare a vincere. Osservo dietro di me la distesa di caschi e tute multicolori. Probabilmente è record di iscritti, nonostante vi siano importanti concomitanze. Ore 15,30 . Giornata di sole, temperatura gradevole, asfalto asciutto (salvo i famosi 2,5 km nel bosco), strada chiusa al traffico, presidiata ad ogni incrocio, la solita piacevole vista dei vari “lati B” delle concorrenti femminili , schierate una cinquantina di metri più avanti di noi, tutto pronto….. via! Immancabile bagarre iniziale, con partenza al “fulmicotone” per non restare imbottigliati nel gruppo. Dopo un chilometro in apnea, mi trovo capofila di una lunga teoria di atleti, senza soluzione di continuità, con tutti i più forti alle costole. La cosa positiva è che mi sento bene e che la fatica è sopportabile. Rallento un po’, per vedere di farmi passare da qualcuno e riuscire così a fare la gara sull’uomo, come piace a me. La tattica non dà i frutti sperati! Io rallento e tutti rallentano. Io riparto e tutti ripartono. Ok, cambio di strategia. Contro ogni mia predisposizione, tento il suicidio e mi metto a tirare ad un ritmo elevatissimo, come se stessi gareggiando a cronometro. In un attimo il gruppo si allunga, si sfilaccia. Anche i più titolati perdono terreno e si staccano ad uno ad uno. Quando entro nel sottobosco con l’asfalto scivoloso, siamo rimasti in due, io e Alessandro Bonaldi, forte in volata, forte in salita e tecnicamente molto valido, insomma, proprio l’avversario che speravo di non avere sulle code. Qui la strada, particolarmente viscida quest’anno, non consente minimamente di usare il passo doppio dello skating, passo rivelatosi vincente sino a questo momento. Che fare? Nessun problema, gambe ferme, skiroll paralleli e avanti con la sola spinta di braccia. Bonaldi si adegua. Procediamo come missili uno dietro l’altro, ma con la coda dell’occhio vedo che l’amico/avversario fatica un po’ a stare attaccato. Usciamo dal bosco ancora insieme, ultimi seicento metri in leggera salita. Parte la volata, una volata lunga, entusiasmante, spalla a spalla, nessuno vuole mollare. Ci controlliamo con la coda dell’occhio, pieni di acido lattico fino alle orecchie, ma ecco, forse cede, Bonaldi cede….. Non ci posso credere, ce l’ho fatta anche quest’anno. Entro da solo nell’incantevole piazzetta di Belprato e passo il traguardo a braccia alzate. Secondo Bonaldi , terzo é Lussana Emi , fortissimo giovane del ‘95. Tanta gente al traguardo e lungo l’ultima parte del percorso. La piazzetta è gremita di persone galvanizzate da una speaker entusiasta e da una degustazione vini (gratuita) d’eccezione. SKI-ROLL 2014 - parlano i protagonisti 12 tegoria giovani, la strada improvvisamente si restringe ed entra in una fitta selva di cedui, alti abbastanza da non lasciare passare i raggi del sole. E qui cominciano “i dolori” per gli atleti in gara! Già, da questo punto, per 2,5 km circa, le qualità tecniche e la resistenza dei concorrenti sono messe a dura prova, oltre che dalla pendenza, dal fatto che il fondo stradale è costantemente umido e viscido. Le ruote degli skiroll slittano, non fanno presa, sbandano al minimo accenno di passo di pattinaggio. Tutti i partecipanti sanno di questa particolare difficoltà che presenta la gara, ma proprio per questo motivo, ogni anno sempre più atleti vogliono mettersi alla prova su tale percorso. Ed eccoci allora sulla linea di partenza. Io sono davanti, al centro della prima fila con il pettorale n°1 , che, mi hanno detto, spetta al vincitore della precedente edizione, cioè al sottoscritto, alias Guido Masiero. L’anno scorso mi è andata “di lusso” , ma quest’anno , vero che non è presente Eugenio Bianchi, campione del mondo uscente, ma, guardandomi intorno, vedo almeno sei o sette atleti molto forti che pos-

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Ci sono anche castagne arrostite per tutti. Intervista di rito e poi mi ritempro con del lambrusco, in attesa dell’arrivo delle prime donne e soprattutto dell’arrivo di mia moglie, la mitica Claudia Roata. Vince Erica Bettineschi davanti a Rossana Moré e alla mia bravissima signora, che con una grande gara si toglie la soddisfazione di salire sul podio. Mentre si concludono gli ultimi arrivi, la speaker annuncia che, a differenza degli anni scorsi, il solito principesco rinfresco offerto dall’organizzazione si sarebbe tenuto prima della cerimonia di premiazione. Torte, salumi, formaggi, tartine, manicaretti, bocconcini, vini, bibite, di tutto e di più sulle tavole imbandite dal Cai Vestone in un accogliente locale a cui si accede direttamente dalla piazzetta. L’aspetto conviviale di questa manifestazione è certamente un fiore all’occhiello di cui si puó fregiare l’organizzazione dell’evento. Da sempre a questa gara si respira aria di amicizia, di simpatia, di familiaritá, il tutto condito da una perfetta macchina organizzativa che non lascia nulla al caso, che cura la sicurezza degli atleti nei minimi dettagli, che prevede quote d’iscrizione ragionevoli e premiazioni molto ricche e differenziate per le varie categorie. A proposito di premiazione, hanno chiamato il podio dei giovani. Vince Angelo Buttironi, davanti a Giovanni Caola e Michele Valerio. Il mio Ricky è quinto, ma è stato bravissimo ugualmente perchè è ben più giovane degli altri. Per quanto mi riguarda, dal gradino più alto del podio non mi resta che salutare tutti gli atleti che hanno partecipato con me alla competizione. Un saluto particolare lo faccio agli amici del Cai Vestone, ringraziandoli per bella giornata trascorsa. Appuntamento alla Nozza/ Belprato 2015. Ciao da Guido Masiero Da: Carlo Nirni [mailto:carlo.nirni@gmail.com] Inviato: venerdì 31 ottobre 2014 16:48 A: C.A.I. sottosezione di Vestone Oggetto: Nozza-Belprato La Nozza-Belprato si è ormai conquistato il titolo di classica, per non dire che è entrata ormai nella leggenda. Il percorso è veramente bello, curato, molto immerso nella natura, come pure quel tratto umido che fa soffrire tutti, ma che della natura esprime appunto uno dei suoi aspetti. Anche gli ultimi venti metri che sboccano nel piazzaletto della Chiesa, che dire, sono proprio venti metri di passione, messi lì per ricordarci che dobbiamo sempre privilegiare l’umiltà. Ma allo stesso tempo, tagliando il traguardo, eccoci investiti dal vostro calore, tutta la comunità che ti accoglie, mentre lo speaker grida il tuo nome! Una vera gioia. Si coglie veramente quanto siete aggregati, uniti da quel denominatore comune che si chiama disponibilità personale, dove il successo della comunità fa eco a quello personale. E poi la tavola imbandita, le proverbiali torte (non è vero che ne è avanzata una fetta, ho preso io l’ultima per “papparmela” in macchina al ritorno) formaggi, salumi e vino a volontà, la ormai rara uva fragola e all’esterno le golosissime caldarroste. E che premi, tanti e generosi, anche questo un segno di come la comunità sa stringersi attorno all’evento gara. E la gente è così coinvolta che restano lì tutti ad applaudire tutte le categorie: non succede spesso, anzi, quasi mai. Bravi ragazzi, bravi tutti, un bell’esempio di come si dovrebbe stare tutti al mondo. Ho scritto troppo, vi mando il mio più caloroso abbraccio e un sicuro arrivederci all’anno prossimo. Il vs. affezionatissimo Carlo 13

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UN RICORDO DELL’AGOSTO 1976 In quella domenica dell’Agosto 1976 il Sig. Ezio Frignani organizzò una gita sulle Dolomiti del Brenta, l’itinerario era il sentiero Sosat (detto anche Bocchette Basse). Io sono di Levrange e conoscevo Ezio Frignani, perchè in quel periodo veniva spesso a Pertica Bassa, specialmente nelle frazioni di Levrange e Ono Degno. Spesso la domenica organizzava giochi ed eventi che rallegravano i nostri paesini. Al tempo avevo 19 anni, mio cugino Arrigo ne aveva 18. In quella domenica di 37 anni fa partiamo tutti con il pullman del Laffranchi, direzione Madonna di Campiglio. E’ l’alba e siamo una trentina tra ragazzi, ragazze e famiglia Frignani. La camminata fino al rifugio Tuckett è molto tranquilla e allegra, come sempre accade in queste circostanze. Giunti al rifugio, qualcuno della compagnia dice di volersi fermare per riposare e mangiare qualcosa per almeno un’oretta e mezza. Io e mio cugino Arrigo, che non siamo affatto stanchi, iniziamo a guardare la parete del Castelletto Inferiore, che imponente sovrasta il Tuckett. Così, mentre siamo lì ad ammirarla, guardando Arrigo gli dico così per gioco: “Sarebbe bello scalarla”, lui si volge a me come folgorato dall’idea e, senza pensarci un attimo, mi dice: “Andiamo io e te fino in cima!”. Confesso che per un attimo, guardando ancora la parete, sono assalito da un certo timore, ma l’entusiasmo di mio cugino in un attimo scaccia tutti i dubbi e così via di corsa verso la parete, giusto il tempo per due parole a mio fratello Ilario: “Noi andiamo lassù!”. Siamo già partiti quando ci sentiamo chiamare alle spalle: “Veniamo anche noi”; ci voltiamo e vediamo due ragazze del nostro gruppo, Claudia e Rosangela, vogliono seguirci! Ci ho messo dieci minuti per tentare di dissuaderle: “Guardate ragazze che è pericoloso, siete giovani (15-16 anni) e non avete mai scalato” (veramente neanche noi avevamo mai scalato!) Niente da fare, vogliono a tutti i costi seguirci, forse chissà...amore...simpatia giovanile. In pochi minuti siamo ai piedi della parete, i primi 100 metri sono facili, saliamo da una grossa fessura per poi arrivare a una cengia che fa da gradino alla parete. Da quella posizione individuiamo il proseguimento della via normale, ma poi ci spostiamo sulla destra della cengia credendo di aver trovato la via più facile. Bastano poche decine di metri di salita per renderci conto che non è affatto la via più semplice: si tratta infatti della via Kiene variante Alimonta. Mi fermo con Arrigo per decidere cosa fare, pensiamo di tornare indietro, ma le due ragazze nel frattempo sono salite ancora una decina di metri, quindi saliamo anche noi. Le rocce sono calde, il sole splendido e il rifugio Tuckett in basso, sempre più piccolo. Come se non bastasse, Rosangela ha uno scarpone al quale si sta staccando la suola (a quei tempi gli scarponi si inchiodavano con piccoli chiodini) ma neppure questo inconveniente ci ferma. Ad un certo punto sulla nostra destra vediamo una cordata di Genovesi, li raggiungiamo e, quando gli siamo a fianco, inizia una discussione; le loro parole sono un continuo: “Tornate indietro, pazzi incoscienti... è così che succedono gli incidenti in montagna... se scivolate siete morti...”. Avevano ragione, ma la baldanza giovanile e la voglia di sfida ebbero la meglio. Rivolgendomi al capocordata, gli do del “belelò” e gli ho detto di farsi i fatti suoi. Mai avere questo comportamento in parete! Ma eravamo così, giovani e selvaggi. Dopo la discussione su ancora, in ordine sparso, ognuno sale dove meglio crede, cercando il passaggio più facile, adesso però gli appigli diventa- RICORDI 14

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no veramente piccoli e il uckett è sempre più piccolo. uardo giù ed ho un brivido, ancora qualche metro e non so più cosa fare, non riesco nè a salire nè a scendere, allora rrigo torna indietro e con calma mi suggerisce dove mettere i piedi per scendere quei due metri necessari per ripartire. Dopo poco è rrigo nella situazione di aver bisogno di aiuto e così gli do una mano e poi su ancora. Le due ragazze continuano a seguirci, sono eroiche, sono dietro a noi senza tradire paura. Ormai la vetta è vicina, ma proprio adesso non sappiamo più come fare. Siamo fermi e non siamo in grado di fare un passo nè avanti nè indietro, comincio a sudare freddo, l’adrenalina è al massimo, cosa facciamo La stessa domanda è nella testa e nel cuore di tutti e quattro, tito raccontare storie sulle sue scalate e sulle sue avventure fatte in gioventù, ma io ho sempre pensato che non fosse tutto vero, anzi credevo che la maggior parte fossero fantasie sai, noi perticaroli dicevamo “i trumbù dè Vistù”. a qui Ezio ha dimostrato di essere un grande alpinista e un vero uomo, con calma ci incoraggia e ci trasmette fiducia, ascoltiamo quindi i suoi consigli e lo seguiamo nella scalata fino ad arrivare in vetta. Senza il suo intervento non so come sarebbe finita, siamo finalmente in vetta e noi ci aspettiamo lario ia o ini iovanni rrigo l ertini ia o ini ietro l ertini “Portato gli sci a spalle fino al passo delle vacche” Val di Fumo giugno 1976 siamo in silenzio, la preoccupazione e la paura tanta, ma non siamo in panico. ll’improvviso la salvezza Sotto di noi una voce familiare “Calma ragazzi, ora arrivo io”, era Ezio rignani, che ha visto dal rifugio in che guaio ci siamo cacciati nell’aver preso la via sbagliata ed è venuto su perchè sapeva che sarebbe finita così. Ora voglio fare una premessa riguardo al rignani spesso l’ho sen- una bella ramanzina, invece è lui che ci ringrazia, ci dice che questa avventura lo ha ringiovanito di vent’anni, la festa e la gioia è grande e tra abbracci e ringraziamenti ci accorgiamo che è tardi Non ci resta altro che scendere, ma nessuno di noi ha una corda. entre ci interroghiamo su come fare, arriva la cordata di enovesi che avevamo superato nella salita. Ezio chiede se ci prestano una corda, si guardano e il capocordata ci porge la sua dicendo “ icorda che un alpinista presta più volentieri la sua donna che la sua corda ad un estraneo”. vendo adesso recuperato anche una corda, Ezio ci cala giù ed arriviamo al rifugio uckett, lì i nostri compagni di gita sono contenti per il lieto fine, ma un po’ alterati per l’attesa alla quale sono stati costretti. Con questa storia voglio ricordare mio cugino rrigo lbertini, morto a 21 anni annegando nel Lago di Idro, il coraggio delle due ragazze Claudia e osangela e soprattutto Ezio rignani che mi ha dato prova di abilit e coraggio e per una lezione mai sottovalutare le persone razie ia o ini iovanni o n tto re 15

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