Giornalino mese di Aprile 2015

 

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Giornalino del mese di Aprile 2015 della fraternità S. Maria di Gesù "la Gamcia" di Termini Imerese

Popular Pages


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Anno XIV - n. 4 - Aprile 2015 Anno Santo della Misericordia di Angela Giardina pag. 3 IN QUESTO NUMERO 100 anni di presenza delle Suore Serve … La ricetta del mese di Mariella Campagna Da parte nostra … pag.10 pag.10 Il sacramento del matrimonio: dono di Dio di Melania e Antonio Papania pag. 4 “Un diacono e un presbitero in famiglia” di Enzo Giunta Tombe romane a Termini Imerese pag. 8 pag. 9 pag. 9 di Ignazio Cusimano Programma attività e celebrazioni Aprile 2015 In Fraternità … Notizie e Avvenimenti di diac. Pino Grasso Come a Cana pag. 6 pag. 7 di Giorgia Scelsa Quanti pani avete? pag.11 pag.12 di Rosario Agnello di Salvatore Medica di fra Salvatore Frasca C osì si esprime un antica antifona della Liturgia del giorno di Pasqua: "Sono risorto e sono sempre con te; tu hai posto su di me la tua mano". Si tratta dell'antifona di ingresso della Celebrazione Eucaristica nella quale si dà voce a Gesù subito dopo la sua risurrezione. La Pasqua che la Chiesa celebra ogni anno è certamente il memoriale della nostra salvezza per questo gioiamo nel Signore, perché abbiamo ricevuto un dono così grande da non riuscire ad esprimere con la nostra preghiera oppure non possiamo perché non ne siamo pienamente consapevoli. I cristiani, quando cantavano questa antifona, non solo celebravano liturgicamente la salvezza ma si univano all’immaginario canto che il Cristo innalzava al Padre nel momento della Resurre-

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pag. 2 APRILE 2015 zione. Canto che non indicava solo il suo ritorno all’eternità ma che proclamava anche il ritorno alla condivisione piena della vita del Padre. Gesù si rivolge al Dio della Vita dopo la buia esperienza del Calvario e della morte. Egli sa bene che il Padre non l’ha mai abbandonato per questo la sua gioia nel sapersi, ancora una volta, unito a Lui; quel Padre che l’ha sostenuto nel quotidiano e che l’ha sorretto, con la sua presenza amorevole, nella estrema sofferenza. Questa espressione è tratta dal Salmo 138 dove l’autore sacro, il re Davide immaginava un viaggio nelle dimensioni dell’universo: "Se salgo in cielo, là tu sei, se scendo negli inferi, eccoti. Se prendo le ali dell'aurora per abitare all'estremità del mare, anche là mi guida la tua mano e mi afferra la tua destra. Se dico: 'Almeno l'oscurità mi copra...', nemmeno le tenebre per te sono oscure... per te le tenebre sono come luce". Nel giorno di Pasqua i cristiani professano che quel viaggio è stato compiuto dal Signore Gesù per tutti gli uomini: dal cielo agli inferi. In ogni luogo il Padre è là e che neppure le tenebre possono allontanare la presenza divina. Nel giorno di Pasqua la Chiesa afferma che in ogni smarrimento esistenziale, in ogni nostra sofferenza c’è sempre un punto di riferimento davanti al quale mettersi a pregare, chiedere perdono dei propri peccati e attingere fiducia per l'avvenire. La Pasqua di resurrezione che la Chiesa celebra è ben distante dal solo atto liturgico, è qualcosa che tocca la vita In Fraternità con Francesco dell’uomo, che penetra fin nel midollo delle proprie ossa come ha toccato la vita di Gesù coinvolgendo anche il suo corpo ma che non ha cancellato i segni della Passione perché questi sono frutto dell’amore profondo che il Figlio ha per il Padre e per gli uomini e i segni dell’amore, di quel tipo di amore, sono indelebili che neppure la morte può cancellare. Un altro concetto che l’antifona pasquale esprime è la piena unione tra Gesù e il Padre che la Resurrezione produce: “Sono di nuovo con te”. La gioia del ritorno è così forte tanto quanto l’amore che li lega. Ancor di più dopo le ore di sofferenza la gioia è più viva. In fin dei conti questa dovrebbe essere anche la nostra esperienza. Dopo aver vissuto il nostro peccato e la sofferenza quaresimale del ritorno al Padre, ogni cristiano, a Pasqua, dovrebbe cantare: Ora sono di nuovo con te! La Resurrezione di Gesù è l’evento della nostra intima unione ritrovata ed è anche per questo che dobbiamo gioire nel Signore Gesù e con Lui cantare al Padre la nostra risurrezione e unione con la SS. Trinità. È Pasqua, è il giorno del rendimento di grazie. Come la misericordia di Dio ha coinvolto la vita e la morte così dovrebbe essere il nostro GRAZIE, capace di coinvolgerci nell’intimo senza nessun limite. E’ Pasqua, affrettiamoci a professare che non esiste e non deve esistere “venerdì santo” perenne perché se il Figlio ha affrontato la morte anche noi, con la presenza del Padre, potremo affrontare ogni nostra sofferenza che grava nella nostra vita con la certezza che “negli inferi, là tu sei”.

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In Fraternità con Francesco APRILE 2015 pag. 3 ANNO SANTO DELLA MISERICORDIA anni dopo il Grande Giubileo del 2000, Quindici voluto da Papa Giovanni Paolo II, un altro Giubileo straordinario è stato annunciato da Papa Francesco come «Anno Santo della Misericordia». Verrà inaugurato l’8 dicembre del 2015, mezzo secolo dopo la fine del concilio ecumenico Vaticano II, e durerà fino al 20 novembre 2016. «Ho deciso di indire un Giubileo Straordinario – ha detto Papa Francesco – che abbia al suo centro la Misericordia di Dio. Lo vogliamo vivere alla luce della parola del Signore: “Siate misericordiosi come il Padre. (…) Questo Anno Santo inizierà nella prossima solennità dell’Immacolata Concezione e si concluderà il 20 novembre del 2016, Domenica di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo e volto vivo della misericordia del Padre». Sarà dunque un anno Santo della Misericordia che coinvolgerà chiunque. Un Giubileo straordinario che Papa Francesco vede come una opportunità attraverso cui “la Chiesa possa rendere più evidente la sua missione di essere testimone della misericordia”. “Misericordia” è quindi la parola su cui riflettere se si vuole capire fino in fondo il “perché” di questa novità annunciata dal Papa. La prima domanda che ci si pone è, quindi, perché la scelta di tale termine. Che Dio sia misericordia è un pensiero proprio del Cristianesimo, così come lo è l’idea che la misericordia di Dio sia un dono del Suo immenso Amore, nonostante l’uomo troppo spesso preferisca fare il male e non seguire le sue Leggi. La misericordia di Dio si manifesta principalmente nel sacramento della Penitenza, ma bisogna avere un cuore realmente pentito perché Dio sia misericordioso. Del culto della Divina Misericordia si iniziò a parlare agli inizi del XX secolo con Suor Faustina, la religiosa polacca appartenente alla congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia e propagatrice della devozione a Gesù misericordioso che, come lei stessa scrive nel suo Diario, le usa l'appellativo di "Segretaria della Divina Misericordia". Dopo queste riflessioni sembra, dunque, che la scelta di dedicare un anno alla Misericordia di Dio sia profondamente consapevole ed anche legata al difficile periodo che l’umanità sta attraversando oggi. Si parla, infatti, sempre più spesso di un’umanità disorientata, in balia di pensieri folli, poco determinata nel “bene” e con pochissima fede in Dio. Una immagine che viene fuori ogni giorno con una forza sempre maggiore e che dovrebbe, se non altro, far riflettere chi si considera cristiano. Proprio il cristiano, infatti, ha un compito importante che spesso sottovaluta, cioè «pregare» e pregare con il cuore. La preghiera è un’arma potente che penetra l’oscurità e che è capace di portare serenità e fede laddove non ce ne è. Una preghiera, però, che deve contestualmente essere accompagnata dalla messa in atto degli insegnamenti di Dio attraverso l’amore ed il rispetto del prossimo. Un concetto tanto ovvio quanto dimenticato per molti cristiani. Va anche ricordato come la preghiera sia la continua esortazione della Madonna di Medjugorje. Indire un anno giubilare della Misericordia assume dunque un significato profondo che va necessariamente colto. Come a dire uno strumento in più per “salvare l’umanità”. Un’espressione che non vuole essere retorica ma che vuole semplicemente sottolineare come l’umanità OGGI ha la grande esigenza di ritrovare l’orientamento, la bussola facendo appello alla Misericordia di Dio. Oggi il genere umano confida totalmente in se stesso, nella sua forza, nelle sue invenzioni ed esclude prevalentemente Dio dalla sua vita. Ma è illusorio il convincimento di non aver bisogno di Dio. E allora occorre un reset, una rinascita. Secondo alcuni non sarebbe un caso che proprio nove mesi separano l’annuncio del Papa dall’inaugurazione dell’8 dicembre. Giusto il tempo di una gravidanza, segno di vita e di rinascita. Un'ultima riflessione personale riguarda il fatto di come la nostra vita spirituale dipende da come viviamo Dio: è l’idea che ci facciamo di Lui che regola il nostro comportamento nei suoi confronti ma anche come Lui agisce o meno su di noi. La fiducia in Dio dovrebbe essere forte, senza debolezze, ma ognuno di noi si rende conto che è un atteggiamento facile da assumere quando le cose vanno per il verso giusto. Non così quando la vita dell’uomo viene messa in crisi. Possono essere considerate “prove” volute da Dio o passaggi obbligati per sperimentare una nuova consapevolezza di Dio, quella che alla fine porta a salvare l’anima del cattolico/cristiano. Difficile mettere in atto una fede forte nei momenti bui della vita di ognuno di noi ma poche (rare) testimonianze dimostrano come in realtà sia l’unica soluzione possibile. Bisogna confidare di più in Lui perché la vita terrena è un tempo di prova. Angela Giardina

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pag. 4 APRILE 2015 In Fraternità con Francesco IL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO: DONO DI DIO Il tema del primo incontro di Pastorale Familiare, che si è tenuto l’11 febbraio 2015 al Convento di S. Maria di Gesù alla presenza del presbitero regolare Fra Agatino, è stato: il sacramento del matrimonio: dono di Dio; argomento molto importante nel panorama ecclesiale, civile e sociale. Soprattutto quest’anno in cui ci saranno due appuntamenti ecclesiali sulla famiglia: 1) L’Ottavo Incontro Mondiale delle famiglie a Filadelfia, dal 22 al 27 settembre 2) Il Sinodo ordinario sulla famiglia, dal 4 ottobre al 25 ottobre, tema: “La Vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa” (preceduto dal Sinodo straordinario dei vescovi convocato dal 5 al 19 ottobre da Papa Francesco, dedicato alle “Sfide pastorali della famiglia nel contesto dell'evangelizzazione” e uno degli obiettivi è stato: Come la Chiesa deve rispondere e “intercettare” i cambiamenti che interessano la famiglia nella società contemporanea? L’obiettivo dell’incontro, da parte della relatrice Melania La Russa, membro dell’Ordine Francescano Secolare, è stato quello di far riscoprire ai partecipanti il vero significato del sacramento del matrimonio che rientra nei sacramenti del servizio della comunione o sacramenti dell’edificazione della comunità cristiana. Il Concilio Vaticano II insegna che: …i sacramenti sono ordinati alla santificazione degli uomini, alla santificazione del Corpo di Cristo e, infine, a rendere culto a Dio; in quanto segni, hanno poi anche la funzione di istruire. Non solo suppongono la fede, ma con le parole e gli elementi rituali la nutrono, la irrobustiscono e la esprimono; perciò vengono chiamati “sacramenti della fede”. Conferiscono la grazia… Sacrosanctum Concilium 59 Il termine sacramento, dal latino sacramentum (giuramento, pegno, caparra) è il corrispettivo del termine greco mysterion (cosa segreta, nascosta, misteriosa). Per comprendere il senso cristiano del termine sacramento bisogna partire dalla categoria di “mistero”. Mistero: realtà nascosta, azione salvifica che si realizza e si incarna in un evento storico e attraverso di esso si rivela. Ciò fa si che mysterion indica la realizzazione e la manifestazione del piano salvifico di Dio come in Ef 5, 30-32: il fatto che l’uomo si unisca alla sua donna e i due formeranno una carne sola, una realtà della creazione, è detto mysterion in riferimento all’unità che Cristo ha stabilito con la sua Chiesa. Come Cristo ha dato se stesso per la Chiesa rendendola Santa e purificandola con il battesimo, così l’unione fra l’uomo e la donna è presentata nella Sacra Scrittura come Mysterion. Il mistero di Dio per Paolo si è dischiuso per grazia, come e quando Dio ha voluto. I Padri della Chiesa, sull’esempio di Ef 5, 23 ed in base ad una lettura “tipologica” delle Nozze di Cana (cf. Gv 2,111), rilevano come l’inserimento degli sposi nello sposalizio celebrato tra Cristo e la Chiesa costituisca il fondamento dell’amore nuovo fra i coniugi; pertanto esortano gli sposi ad amarsi così come Cristo ama la Chiesa. E’ in questo contesto che i Padri della Chiesa elevano il matrimonio al livello sacramentale. Solo nel 1215, nel corso del Concilio lateranense IV la Chiesa cattolica regolamentò la liturgia del matrimonio e gli aspetti giuridici relativi ad esso e solo nel 1439 nel concilio di Firenze la Chiesa chiarì che il matrimonio doveva essere considerato dai fedeli sacramento. Il Concilio di Trento nel 1547 è il primo che parla della grazia specifica del sacramento del matrimonio. Essa ha una duplice finalità: perfezionare l’amore umano, confermare l’unità indissolubile e santificare i coniugi. Il Concilio Vaticano II, nella Lumen Gentium e nella Gaudium et Spes, ha sottolineato l’importanza del sacramento del matrimonio, l’unità, l’indissolubilità, la fedeltà della donazione reciproca: “Così che non sono più due, ma una

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In Fraternità con Francesco APRILE 2015 pag. 5 Ciò è possibile perché l’amore nasce dall’alto. carne sola” (Mt 19,6). Inoltre nella Familiaris L’amore di Cristo, che ci ha amati fino alla morte, Consortio dal n° 18 al n° 21 troviamo gli elementi si riversa nell’amore degli sposi e lo trasforma. per la formazione di una comunità di persone che Nell’amore reciproco gli sposi possono intuire si può così sintetizzare: che cosa significi, in concreto, l’amore di Cristo 18) Primo compito della famiglia è di vivere per loro. Nell’amore coniugale essi si addentrano fedelmente la realtà della comunione: senza sempre più nel mistero dell’amore di Cristo, l'amore la famiglia non è una comunità di amore che trova il suo compimento nel sacrificio persone. della croce. Nel tentativo quotidiano di amarsi 19) La comunione coniugale affonda le sue reciprocamente, gli sposi possono intuire il radici nella naturale complementarietà che significato più profondo della frase di Gesù: “Non esiste tra l'uomo e la donna; essa è dono dello c’è amore più grande di questo: dare la vita per i Spirito Santo. propri amici” (Gv 15,13). · “L'unità del matrimonio... appare...anche Quindi, sposarsi nel Signore è accogliere il dalla uguale dignità personale sia dell'uomo Signore, è confrontarsi con il Signore, è sposare il che della donna, che deve essere riconosciuta Signore e lasciarsi abitare da lui. Il nostro “sì” in nel mutuo e pieno amore” (Gaudium et Spes Cristo è un “sì” a Cristo, come coppia. 49). Sposarsi nel Signore vuol dire, cioè, essere disposti a morire l’uno per l’altro, come Gesù 20) La comunione coniugale si caratterizza per Cristo che ci ha amati fino ad immolarsi e a dare la sua unità e per la sua indissolubilità: la vita. Nel matrimonio rinnoviamo, allora, questo “Questa intima unione, in quanto mutua “sì”, che come battezzati, siamo chiamati a donazione di due persone, come pure il bene pronunciare, ma lo rinnoviamo insieme, non più dei figli, esigono la piena fedeltà dei coniugi individualmente. Per questo il matrimonio è il e ne reclamano l'indissolubile unità” “Battesimo della coppia”: Cristo CONVOCA gli (Gaudium et Spes 49). sposi (la sua sposa) per la quale ha dato la vita e li · I coniugi partecipano all'indissolubilità dona l’uno all’altra; Cristo li sposa, sposa la loro irrevocabile che lega Cristo, “testimone relazione. Da qui il valore del “per sempre” del fedele” (Ap 3,14), alla Chiesa sua sposa, da matrimonio cristiano. Noi siamo la sua sposa. Noi Lui amata sino alla fine (cf Gv13,1). “sposa” siamo stati comprati dal suo sangue e da · Per gli sposi cristiani il dono del sacramento esso scaturisce la grazia che ci rende capaci di è nello stesso tempo vocazione e amarci come ci ama Dio. Dio ci ha amato fino ad comandamento: è loro dovere testimoniare il unirsi all’umanità: ecco perché Gesù è lo Sposo valore dell'indissolubilità e della fedeltà. che ci ha amati fino a morire sulla croce. 21) La grazia di Gesù Cristo, “il Primogenito I Padri della Chiesa descrivono la croce come tra molti fratelli” (Rm 8,29), é per sua natura il talamo nuziale perché il letto degli sposi è il e interiore dinamismo una “grazia di luogo dove ciascun coniuge dice, mediante il fraternità” (S. Tommaso d'Aquino, Summa corpo, tutto l’amore per l’altro. La croce dice la Th.). misura di come una persona possa morire per · Per edificare una famiglia umana e cristiana è amore; la croce dice il compiersi del “sì” nuziale necessario lo scambio educativo ( cf Ef 6,1-4; dell’Incarnazione. Col 3,2Oss) tra genitori e figli: Questa è la sfida da giocare: i matrimoni - Amore, rispetto e obbedienza da parte dei cristiani devono mostrare Dio, che è amore figli. gratuito, fedele, totale. Altrimenti, cosa dicono di - Esercizio dell'autorità, da parte dei genitori più le coppie cristiane rispetto a quelle che si come un “ministero”, servizio ordinato al sposano in municipio? Se non si coglie la novità bene e alla libertà responsabile dei figli. del sacramento del Matrimonio, vuol dire che la · Per conservare e perfezionare la comunione grazia dello Spirito Santo è stata congelata, familiare è necessario un grande spirito di perché non viene coltivata. sacrificio: comprensione, tolleranza, perdono, Amore e Fedeltà per sempre riconciliazione; “tutti siano una sola cosa” Melania e Antonio Papania (Gv 17,21).

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pag. 6 APRILE 2015 In Fraternità con Francesco “UN DIACONO E UN PRESBITERO IN FAMIGLIA” Un padre che diventa figlio e un figlio divenuto padre nella Fede N on è certamente usuale che all’interno dello stesso nucleo familiare ci sia un presbitero e un diacono. È quanto il Signore ha predisposto per la mia famiglia, tanto che un amico fraterno una volta mi disse che la mia famiglia è stata inondata di una grazia particolare e ne sono realmente consapevole oltre che grato. Da tempo pensavo come avrei vissuto il giorno in cui mio figlio Claudio, fosse stato ordinato presbitero e il momento in cui gli avrei chiesto la benedizione prima di proclamare il Vangelo: “Un padre che diventa figlio e un figlio divenuto padre nella Fede”. Ebbene l’emozione è stata talmente tanta che ancora oggi non riesco a metabolizzarla del tutto e non riesco a comprendere questo mistero nel “Mistero”. Il momento più emozionante l’ho vissuto quando l’Arcivescovo gli ha imposto le mani sul capo e invocando lo Spirito Santo lo ha consacrato per essere conformato a “Cristo sposo della Chiesa”. Non da meno è stato il momento quando gli ha versato il Sacro Crisma sulle mani e subito dopo la sua mamma Grazia, mia moglie, gliele ha asciugate e baciate per prima. Non mi vergogno ad affermare che non ho saputo trattenere le lacrime di commozione nel contempo di gioia per quello straordinario dono che non soltanto la mia famiglia aveva ricevuto, ma tutta la Chiesa. Quello dell’ordinazione presbiterale di don Claudio era stato un momento molto atteso che lo hanno visto andare a studiare in giro per l’Italia, per formarsi tra i padri Dehoniani del venerabile padre Leone Dehon che per uno strano caso (per gli uomini, non certamente per Dio), il giorno dell’ordinazione, lo scorso 14 marzo 2015, ricorreva l’anniversario della sua nascita nel 1843 a La Chapelle (Soissons), nella Francia Settentrionale. Ma c’è un altra coincidenza nell’ordinazione presbiterale di Claudio, 34 anni, della Parrocchia del Santo Sepolcro in Bagheria, ovvero che ha svolto gli esercizi spirituali a Foligno, dove ha iniziato il suo percorso formativo. “La mia è stata una vocazione provata lungo gli anni – afferma don Claudio – riparto da Foligno dove 9 anni fa ho iniziato il mio percorso di studi e dove si è svelato il progetto del Signore per la mia vita”. Fin da bambino don Claudio si era innamorato dell’altare del Signore, tanto che i suoi giocattoli erano il calice, ricavato da un bicchiere con il piede, una patena che era una bomboniera della vetrina del salotto e un messalino con cui “celebrava” e al termine comunicava i suoi fratelli Salvo, Cetty, Marco e Antonella. Una notte dell’8 agosto del 1990, festa di San Domenico ricordo che registrai una di quelle messe che ancora oggi è stata profetica, solo che adesso non è più una rappresentazione, ma il vero memoriale dell’unico sacrificio di Gesù della sua morte e risurrezione: sa-

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In Fraternità con Francesco APRILE 2015 pag. 7 cramento di pietà, segno di unità, vincolo di carinità francescana di Betania a Roma. “In questo tà, convito pasquale, nel quale si riceve Cristo, momento è inevitabile pensare al passato e alla l'anima viene ricolmata di grazia e viene dato il mia vita e non nascondo un po’ di paura - dichiara pegno della gloria futura. don Dario - perché la responsabilità è molto granInsieme a don Claudio sono stati ordinati altri de. Posso assicurare che la mia vita sarà totalmenquattro giovani che hanno risposto con generosità te per il Signore e per la sua Chiesa”. E poi don alla chiamata al sacerdozio e sono pronti a percorTony Di Carlo 44 anni, della Parrocchia Santo rere il cammino che il “Padrone della messe” ha Stefano in Palermo, un diploma di geometra in tatracciato per loro. Tra loro anche un nigeriano, sca; prima di entrare in seminario, infatti, era già Charles Chukwudi Onyenemerem, 45 anni, della inserito nel mondo lavorativo. “Il Signore sa atparrocchia Maria Santissima del divino Amore tendere i nostri tempi – dice don Tony – e con me San Gaetano a Brancaccio - che appartiene ad una è stato molto paziente. In questo cammino ho spefamiglia di 6 fratelli ed ha una sorella suora che rimentato la sua volontà ed ho ceduto volentieri al opera presso l’ospedale “Mater Misericordiae” di suo progetto”. Roma. “Quando ho cominciato il percorso vocaE infine don Fabio Zaffuto, 26 anni della Parzionale mio padre non era d’accordo perché volerocchia San Nicola di Bari in Termini Imerese, va che facessi il medico – dichiara don Charles – sarà il più giovane presbitero dell’Arcidiocesi di è stato grazie a mia sorella suora che è stato come Palermo. “Per me sarà una missione che mi deve un angelo che ha convinto mio padre a farmi enportare in ogni luogo e nelle periferie, per essere trare in seminario. Devo ringraziare il Signore per una Chiesa giovane per i giovani che riesce a rinquesto dono e in modo particolare per le persone novarsi e nel contempo pensare alle tante situadi Brancaccio che mi amano e a cui voglio donare zioni di sofferenze affinché le persone possano sempre il mio sorriso accogliente”. Nella famiglia trovare nelle mie energie e dei miei confratelli il di don Dario Chimenti, 27 anni della Parrocchia meglio”. diac. Pino Grasso SS. Crocifisso (Pietratagliata) in Palermo; c’è anche il fratello religioso, Fra Daniele della Frater- COME A CANA Nei giorni di sabato 28 febbraio e domenica 1 marzo si è svolta a Enna la settima edizione di “COME A CANA” sul tema: LA FAMIGLIA, FRATERNITÀ a SERVIZIO DELL’UOMO, incontro regionale rivolto alle famiglie e coppie francescane della Sicilia. Inizia con il primo pomeriggio di sabato 28 febbraio l’accoglienza e sistemazione dei numerosi partecipanti, circa 280 persone, presso la location prescelta, per continuare con il benvenuto del nostro Ministro Regionale OFS Nino Calderone e la preghiera di accoglienza del Provinciale di Sicilia fra Alberto Marangolo. Subito dopo si entra nel vivo dell’incontro con la relazione “La famiglia vive e manifesta la sua partecipazione alla regalità di Gesù Cristo con la carità verso il prossimo”, curata da fra Vincenzo Zagarella OFM Capp., vissuta dall’assemblea con intensa attenzione e conclusa con un partecipato apporto di testimonianze dei partecipanti. Il pomeriggio si conclude con la celebrazione dei Vespri, avviandoci alla cena. Uno dei momenti più significativi lo viviamo a conclusione della prima giornata con il momento musicale del Coro Multietnico Cristiano “MIGRANTES” della Diocesi di Messina. La domenica inizia con la celebrazione delle Lodi, per proseguire con la relazione del diacono Santino Fornesi, direttore dell’Ufficio “Migrantes” della diocesi di Messina che ha come tema: “La famiglia vive il rispetto e il servizio verso ogni uomo quale immagine e somiglianza a Dio, carità piena e gioia infinita”. Il resoconto del dramma che vivono i nostri fratelli extracomunitari che continuano a sbarcare clandestinamente sulle spiagge siciliane concluso con una serie di interventi partecipati dei fratelli presenti in assemblea e il racconto delle proprie testimonianze. Dopo il pranzo domenicale, abbiamo partecipato alla Santa Messa officiata da S.E. Rev.ma Mons. Rosario Gisana, Vescovo di Piazza Armerina e rinnovato le promesse matrimoniali. A conclusione dell’incontro ci siamo scambiati i saluti fra tutti gli intervenuti e ognuno con le proprie famiglie ha fatto ritorno ai paesi di origine. Rosario Agnello

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pag. 8 APRILE 2015 In Fraternità con Francesco 100 ANNI DI PRESENZA DELLE SUORE SERVE DEI POVERI A TERMINI IMERESE 1915 - 2015 L a presenza del “Boccone del Povero” a Termini Imerese si deve a un atto di carità (il Canonico Salvatore Indovina ospita nella sua casa sette orfanelli, affidandosi alla Provvidenza per il loro sostentamento) e alla generosa filantropia di Francesco Salesio Di Michele e della moglie, Angelina Fatta, i quali donano il proprio palazzo per ospitarvi un orfanotrofio maschile. Ciò, un secolo fa, in un contesto economico e sociale profondamente diverso da quello odierno. Infatti, si era ancora molto lontani da uno Stato sociale che garantisce al cittadino, specie al più bisognoso, cura e assistenza. Non c’erano le risorse economiche e, tradizionalmente, le fasce più deboli della popolazione potevano sperare nell’aiuto e nel sostegno, in primo luogo, dei conventi e delle parrocchie, ma anche dei privati. Quale era il contesto della nostra città nei primi anni del novecento? Termini Imerese, allora, aveva caratteristiche diverse rispetto a quelle attuali e vantava maggiore importanza nel quadro politico, sociale ed economico siciliano. La città era un fervore di attività economiche, nei vari settori del commercio, dell’agricoltura, della pesca e dell’industria. Ma ciò non bastava per garantire a tutti i cittadini un lavoro (l’emigrazione verso l’America era divenuta uno sfogo necessario) né l’Amministrazione comunale disponeva di strutture e risorse per venire incontro alle esigenze di sopravvivenza di larghi strati della popolazione: orfani, anziani, ammalati, donne sole. Di contro, erano molto attive le attività di assistenza e beneficenza, largamente sostenute dalla generosità dei privati, in particolare: la “Congregazione di Carità”, gli Orfanotrofi femminili “Gregorio Ugdulena” e “L’Albergo delle Povere sotto il titolo di Santa Lucia”, l’Ospedale Civico, l’Opera Pia “Barone Raffaele Inguaggiato”, l’Ospizio di Mendicità, il Monte di Pietà, le Società Operaie di Mutuo Soccorso. Fra tante attività benefiche, però, ne mancava una che si occupasse dei fanciulli, specie gli orfani. A ciò sovvenne l’iniziativa del Canonico Salvatore Indovina (nato nel 1859 e ordinato sacerdote nel 1884), Cappellano Sacramentale nella parrocchia della Matrice. Indovina, infatti, al pari di Don Bosco e di Giacomo Cusmano, raccolse dalla strada sette orfani, confidando nell’aiuto della Provvidenza. E l’aiuto venne tempestivamente, attraverso l’interessamento di un gruppo di Cittadini – fra questi, in primo luogo, l’ex Sindaco Mariano Lo Faso, - e la “provvidenziale” decisione del barone Di Michele di donare l’antico palazzo di famiglia per farvi una casa per i piccoli orfani. Il barone e la baronessa riservarono per se stessi alcune stanze, volendo concretizzare in vita il loro generoso gesto di umana solidarietà. A questo punto c’erano tutte le condizioni affinché arrivassero nella nostra città le suore del Boccone del Povero, a farsi carico della gestione dell’Orfanotrofio. A loro, ai Di Michele, ai sacerdoti Indovina e Cusimano (subentrato all’Indovina) e ai tanti che, nel corso di questi primi cento anni, hanno dato sostegno morale e materiale all’importante istituzione benefica, va la gratitudine della città e di tutti i Termitani e, soprattutto, il ricordo nelle nostre preghiere. Enzo Giunta

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In Fraternità con Francesco APRILE 2015 pag. 9 TOMBE ROMANE A TERMINI IMERESE ietro una segnalazione da parte di Enel Distribuzione, nei giorni scorsi la Sovraintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Palermo ha effettuato a Termini Imerese un intervento in piazza S. Antonio (Termini Alta). L’archeologa di Soprintendenza, la dott.ssa Monica Chiovaro, ha accertato e documentato un piccolo, ma significativo, lembo della necropoli meridionale dell’antica città di Thermae. L’area sepolcrale si estendeva al di fuori delle mura cittadine, dall’attuale zona di piazza Gancia alla piazza Sant’Antonio. Fin dalla metà del XVIII secolo, e a più riprese, la zona è stata oggetto di scavi archeologici che avevano permesso di riconoscere i limiti e di datare le sepolture ad età tardo-ellenistico/romanoimperiale. Nel 1914, nell’area di piazza Sant’Antonio, erano stati eseguiti degli scavi che avevano prodotto scoperte di notevole interesse: una tomba con un’iscrizione funeraria, urne cinerarie di piombo e terracotta, oltre a due sepolture sormontate, probabilmente, da un epitymbion (piccolo monumento in muratura). Le indagini realizzate nei giorni scorsi hanno consentito di esplorare integralmente due sepolture. La prima era costituita da un sarcofago realizzato in lastre di marmo, sormontato da due tegoli piani disposti D “alla cappuccina” a mò di spioventi, inglobati in una copertura in impasto cementizio, che ricorda una tipologia di tombe già attestata nella necropoli Termitana. All’interno della tomba si sono rinvenuti resti molto consunti di uno scheletro (ossa lunghe delle braccia e delle gambe). La seconda sepoltura più monumentale, era realizzata con la stessa copertura “a cappuccina” inglobata in una struttura in cementizio, il sarcofago invece era in piombo: si tratta di una tipologia rara nella necropoli termitana e in generale non molto diffusa in Sicilia. All’interno lo scheletro si conservava ancora perfettamente nella posizione in cui fu sistemato al momento della sua deposizione. Unico oggetto del corredo funerario, rinvenuto all’altezza delle scapole, un bell’unguentario di vetro, integro, di età romana. Il recente scavo ha in questo modo dato la possibilità di mettere in luce una nuova testimonianza archeologica della vasta necropoli sud/ovest di Thermae, che insieme a quella ovest a Giancaniglia (esiste una terza necropoli orientale oltre il torrente Barratina), costituisce un grande sistema di aree cimiteriali che circonda la città antica. Giorgia Scelsa QUANTI PANI AVETE? iorno 15 marzo nella bella cornice del Convento S. Maria di Gesù "La Gancia" di Termini Imerese si è svolto il ritiro zonale delle Fraternità O.F.S. della zona “Serva di Dio Maria Chiara Magro”, in concomitanza con i ritiri zonali delle altre zone in cui è suddivisa la Fraternità O.F.S. regionale di Sicilia. Il ritiro zonale rappresenta una importante occasione di comunione, in cui le diverse fraternità locali possono incontrarsi, scambiarsi le proprie esperienze e sperimentare nei fatti come l’O.F.S. sia una realtà che supera i confini dei nostri conventi e parrocchie. La giornata è stata ricca di contributi e riflessioni, che certamente hanno arricchito il bagaglio di esperienza dei partecipanti. Questa giornata è stata ancor più bella in quanto è stata condivisa insieme alla Gi.Fra., l’anima giovane della fraternità francescana secolare. Dopo la celebrazione delle lodi ed il saluto del consigliere regionale Lorenzo Landino, lo stesso ha presentato gli animatori che lo coadiuveranno nel servizio di coordinatore di zona: Mimmo Palmisano, Claudia Pecoraro e Giovanni Mocciaro. A seguire l’Assistente regionale fra Pietro Buttitta O.F.M., ha proposto una riflessione biblica sul brano G di Mc 8 1-8 ed in particolare sulla domanda che Gesù fa ai discepoli “Quanti pani avete? ”. Questa riflessione segue quella effettuata nel precedente ritiro zonale che è stato incentrato sull’interrogativo che Dio rivolge a Caino “Dov’è tuo fratello?”. Con parole semplici e puntuali, fra Pietro ha esposto come per rendere vivo ed efficace il rapporto di fraternità è necessario che ciascuno deve essere consapevole di ciò che possiede per poi offrirlo con amore e generosità. In seguito, si sono costituiti dei gruppi di studio in cui ciascun fratello ha condiviso le proprie impressioni sull’argomento trattato, soprattutto con riguardo al rapporto fra O.F.S. e Gi.Fra. Al termine dei gruppi di studio si è condiviso in assemblea quanto si è discusso. Dopo il pranzo è stato proiettato un video proposto dalla Gi.Fra dove, in modo simpatico e significativo, è stato mostrato come l’aiuto dell'altro può rendere possibile ciò che da soli non si può fare. La giornata si è conclusa con la celebrazione Eucaristica preceduta da un breve pellegrinaggio per giungere alla Chiesa di San Marco. Salvatore Medica

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pag. 10 APRILE 2015 In Fraternità con Francesco LA RICETTA DEL MESE di Mariella Campagna Care amiche, vi propongo una torta con la nutella facile e veloce da preparare con due ingredienti, da servire semplicemente con una spolverata di zucchero a velo. La torta magica alla nutella, è adatta per tutte le occasioni, ha una consistenza tipo quella di un cheese-cake, non è troppo dolce, né stucchevole, anzi, è proprio buona e goduriosa al punto giusto. Provatela! Torta magica alla nutella Ingredienti per uno stampo da 18 cm: 4 uova, 250g di nutella, zucchero a velo q.b. Preparazione: Mettete le uova intere in un’ampia ciotola e montate con le fruste a massima velocità per dieci minuti. Le uova devono triplicare di volume ed essere gonfie e spumose. Sciogliete la nutella a bagnomaria o per qualche secondo nel microonde fino a renderla fluida. Aggiungete quindi la nutella a filo nel composto di uova, continuando a montare, questa volta delicatamente per non smontare il composto. Versare il composto ottenuto in uno stampo, da 18 cm, foderato di carta forno. Cuocete quindi la torta magica alla nutella in forno preriscaldato a 175° per circa 25 minuti. Lasciate raffreddare, poi mettete la torta alla nutella su un piatto da portata, spolverizzate con lo zucchero a velo e servite. Ciao ___________________________________ DA PARTE NOSTRA … __________________________________ Sinceri auguri: • a Chiara Morreale, Presidente della Gi.Fra. “Madonna della Catena, che si è laureata in Lingue; • a Noemi Aglieri Rinella che si è laureata in Lettere indirizzo Classico; • a Maria Cristina Speciale che si è laureata in Farmacia. Auguri anche alle rispettive famiglie. Sentite condoglianze ai confratelli Nino Calderone e la mamma Agata Gatto e a tutta la famiglia per la morte del padre. Benvenuto, a fra Stefano Cammarata ofm, che dal mese di marzo è stato trasferito nella fraternità dei Frati Minori di Termini Imerese, gli auguriamo buon servizio pastorale. Un invito particolare, a tutte le famiglie e alle coppie di fidanzati di continuare a partecipare agli incontro di catechesi sulla pastorale per la famiglia, programmati dalle due Fraternità OFS di Termini Imerese. In questo mese di aprile l’incontro sarà giorno 15 alle ore 21.00 presso il nostro Convento “Santa Maria di Gesù”. “La famiglia, luogo privilegiato della preghiera” è il tema di questo terzo incontro. Ricordiamo, che il centro per la raccolta degli occhiali usati, degli oli esausti, dei tappi di plastica e dei cellulari guasti, è aperto solo il sabato dalle 17.30 alle 18.30 nei locali del Convento di via Alfredo La Manna, vi preghiamo di confluire con i vostri prodotti solo in questo giorno e di non lasciare sacchetti davanti al portone del Convento. Invitiamo: • a partecipare, mercoledì 1 aprile, alla rappresentazione del Vangelo della Passione che la nostra fraternità cura da 12 anni. Come gli altri anni la rappresentazione inizia alle ore 21.00 in piazza San Francesco e si concluderà con la crocifissione presso i ruderi dell’anfiteatro romano • a visitare il sito internet della nostra Fraternità: ofstermini.weebly.com, dove, oltre alle notizie e alle informazioni sulle nostre attività, troverete tutti i numeri arretrati del nostro giornalino.

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In Fraternità con Francesco ________________ APRILE 2015 pag. 11 IN FRATERNITÀ … NOTIZIE ED AVVENIMENTI ________________ di Ignazio Cusimano Il pane di San Giuseppe. La comunità cristiana di Aliminusa(PA) ha offerto, come avviene già da alcuni anni, il pane per i poveri, che è stato distribuito alle famiglie bisognose assistite dalla nostra Caritas Francescana, alle Clarisse e all’Istituto Boccone del Povero”. Alla comunità di Aliminusa giunge un sentito ringraziamento da parte di tutti coloro che hanno ricevuto il pane. Ritiro zonale O.F.S. e Gi.Fra. Domenica 15 marzo presso il nostro Convento si è svolto il ritiro di Quaresima delle Fraternità dell’OFS e della Gi.Fra. della zona Cefalù “Maria Chiara Magro”. A pagina 9 l’articolo sul ritiro del confratello Salvatore Medica Ministro della fraternità OFS di Caccamo. La nostra comunità in festa con le Serve dei Poveri. Sabato 14 marzo abbiamo celebrato con le Serve dei Poveri dell’Istituto “Villaurea” la festa del Beato Giacomo Cusmano, fondatore della loro Congregazione. Domenica 15 invece abbiamo celebrato i 100 anni della loro presenza a Termini Imerese. A pagina 8 l’articolo di Enzo Giunta sulla presenza a Termini Imerese delle Serve dei Poveri. In festa con la nostra Fraternità Gi.Fra. Domenica 8 marzo 5 giovani della nostra fraternità hanno rinnovato la Promessa di impegno nella Gioventù Francescana. Altri 8 giovani, dopo il periodo di formazione, hanno confermato il loro impegno nella Gioventù Francescana con la Promessa. E infine 5 giovani, facenti parte del gruppo Accoglienza, sono stati ammessi alla formazione iniziale. A tutti i nostri auguri di buon cammino. “Pastorale per la Famiglia”. Mercoledì 15 aprile, alle ore 21.00 presso la Chiesa “S. Maria di Gesù” (la Gancia) ci sarà il terzo incontro sulla Pastorale per la famiglia. Il tema: “La famiglia, luogo privilegiato della preghiera”, relatore don Alerio Montalbano, direttore Ufficio Pastorale Familiare della Diocesi di Palermo. Aprile 2015 Graziano Mariano Quattrocchi Francesca Sudano Lucia Balsamo Pino La Rosa Salvatore Buon Compleanno in Fraternità a: giorno giorno giorno giorno giorno 1 1 3 4 5 Castronovo Lina D’Amore Giuseppe Giardina Angela Marfisi Concetta giorno giorno giorno giorno 14 15 15 23 Auguri !!!

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pag. 12 APRILE 2015 In Fraternità con Francesco PROGRAMMA ATTIVITÀ E CELEBRAZIONI APRILE 2015 Ultimo giorno degli Esercizi Spirituali ore 17.30 Santo Rosario ore 18.00 Celebrazione Eucaristica ore 21.00 Rappresentazione del Vangelo della Passione (piazza S. Francesco – Ruderi anfiteatro romano) Giovedì 2 Giovedì Santo ore 9.30 Messa Crismale in cattedrale a Palermo Triduo Pasquale ore 18.00 Celebrazione Eucaristica “in Cœna Domini” ore 22.00 Veglia Eucaristica Venerdì 3 Venerdì Santo giornata di digiuno e astinenza ore 16.00 Liturgia della Passione del Signore ore 19.00 Processione con il simulacro del Cristo Morto, dalla Maggior Chiesa Sabato 4 Sabato Santo ore 23.00 Veglia Pasquale Domenica 5 Risurrezione del Signore ore 8.30 Celebrazione Eucaristica ore 10.00 Celebrazione Eucaristica al Monastero ore 19.00 Celebrazione Eucaristica Dal 8 al 10 Quarantore ore 9.00 Celebrazione delle Lodi mattutine ed Esposizione del SS. Sacramento ore 17.00 Santo Rosario, celebrazione del Vespro e Benedizione Eucaristica ore 18.00 Celebrazione Eucaristica (ultimo giorno) ore 17.00 Celebrazione del Vespro, breve Processione e Benedizione Eucaristica ore 18.00 Celebrazione Eucaristica Mercoledì 15 ore 21.00 Incontro di Pastorale per la Famiglia Mercoledì 1 In Fraternità con Francesco Giornalino mensile della Fraternità Anno XIV- n. 4 - Aprile 2015 Piazza S. Francesco, 11 - 90018 Termini Imerese (PA) 0918141261 e-mail: infraternita@ofmsicilia.it www.ofstermini.weebly.com Redazione: Fra Venanzio Ferraro, Giusy Fusco, M. Antonietta Vega, Maria Grazia D’Agostino, Angela Giardina, Ignazio Cusimano, Nino Calderone, Mimmo Palmisano, Aglieri Rinella Giuseppe, Nicasio Calcara, Giulio Macaione. In questo numero hanno collaborato: Fra Salvatore Frasca, Melania e Antonio Papania, diac. Pino Grasso, Rosario Agnello, Enzo Giunta, Giorgia Scelsa, Salvatore Medica, Mariella Campagna.

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