30giorni numero di Marzo 2015

 

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30giorni numero di Marzo 2015

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30GIORNI ORGANO UFFICIALE DI INFORMAZIONE VETERINARIA di FNOVI ed ENPAV Anno VIII - N. 3 - Marzo 2015 IL MENSILE DEL MEDICO VETERINARIO ISSN 1974-3084 Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in Abbonamento Postale 70% - Lo/Mi Un QE anche per la veterinaria Alleggerire, agevolare, facilitare la professione Vet aziendale SERVE UN NUOVO PARADIGMA Casellari DEI PENSIONATI, DEGLI ATTIVI DELL’ASSISTENZA Protezione UTILIZZO ANIMALI AI FINI SCIENTIFICI Ambiente IL MEDICO VETERINARIO SENTINELLA

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Sommario 30Giorni | Marzo 2015 | 8 13 Editoriale 5 Ogni esperienza ha un punto di partenza di Gianni Mancuso 26 EUROPA 36 Il ruolo del medico veterinario in acquacoltura di Andrea Fabris ORDINE DEL GIORNO 21 Da matricola a presidente di Luca Venturini 22 L’Ordine: punto di sintesi tra il pubblico e il privato di Faustina Marcella Bertollo 23 Più confronto per sopravvivere di Rocco Salvatore Racco 25 Tu hai rispetto per lui di Antonio Limone La Federazione 6 Un QE anche per la veterinaria di Gaetano Penocchio 8 Dal veterinario aziendale alla teoria dei giochi di Gaetano Penocchio 11 Misdirection. L’inganno illusionista di Cesare Pierbattisti LEX VETERINARIA 38 Il termine di prescrizione è lo stesso utilizzato per l’illecito penale di Maria Giovanna Trombetta FARMACO 26 L’incompatibilità non è un’offesa e non è in discussione a cura della Fnovi FORMAZIONE 40 Dieci percorsi Fad a cura di Lina Gatti e Mirella Bucca La Previdenza 13 Polizza sanitaria a cura della Direzione Studi 15 Tra versamenti ed emolumenti di Francesco Sardu 17 Amministrazione trasparente di Sabrina Vivian 18 Casellario dei pensionati, delle posizioni previdenziali attive e dell’assistenza di Danilo De Fino NEI FATTI 29 Considerazioni sull’applicazione della nuova disciplina della sperimentazione animale di Angelo Peli 33 L’ambiente ci compete di Alessandro Battigelli ed Eva Rigonat IN 30GIORNI 44 Cronologia del mese trascorso a cura di Roberta Benini CALEIDOSCOPIO 46 Un regolamento ad hoc a cura di Flavia Attili

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farmaco@fnovi.it Le competenze degli esperti a disposizione di tutti Mandaci il tuo quesito Ti risponde il Gruppo di Lavoro sul Farmaco Le risposte su www.fnovi.it

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di Gianni Mancuso Presidente Enpav l mondo dei finanziamenti europei è di sicuro un’importante opportunità, ma anche estremamente complesso e, per noi professionisti, totalmente nuovo e inesplorato. Per questo ho ritenuto che fosse fondamentale fornire ai nostri iscritti un servizio di informazione, almeno generale, sui bandi e sulle opportunità che l’Europa offre. Enpav ha deciso di seguire tre direttrici di intervento. Innanzitutto abbiamo organizzato incontri sul territorio nazionale, seguendo un criterio di macro-aree, per raggiungere il maggior numero di veterinari e raccogliere i loro dubbi, spesso specifici di un territorio. Ad essi hanno partecipato oratori d’eccellenza, che potessero fornire informazioni EDITORIALE I ca il 20% di essi ha successivamente contattato professionisti che svolgono attività di consulenza europea o la stessa Cassa. Enpav ha infatti messo a disposizione di tutti i Medici Veterinari un servizio di sportello informativo, cui possono rivolgersi negli orari di apertura dei nostri uffici. Possono così ottenere delle informazioni preliminari, anche sui bandi erogati dalla loro Regione di provenienza e, soprattutto, esporre i propri dubbi ad una persona adeguatamente preparata. Il servizio erogato dallo “Sportello Enpav”, naturalmente, intende offrire ai Veterinari una consulenza generale, presentando loro le diverse possibilità cui possono accedere: se poi essi volessero effettivamente aderire ad un bando, dovranno rivolgersi a dei pro- OGNI ESPERIENZA HA UN PUNTO DI PARTENZA specifiche e dettagliate: la professoressa Silvia Ciotti, CEO e Senior Researcher, Trainer e Consultant della società EuroCrime SrL, e il collega Paolo Dalla Villa, esperto nazionale distaccato dal 2012 presso la Commissione Europea - Direzione Generale Salute e Sicurezza Alimentare - dove si occupa delle attività finalizzate all’attuazione della strategia UE per il benessere degli animali 2012-2015, con particolare riferimento alla cooperazione internazionale ed alle politiche comunitarie per la protezione degli animali da compagnia, che ha potuto fornire informazioni specificamente dedicate alla nostra professione. In ordine cronologico, abbiamo toccato le città di Roma, Catania, Bari, Milano, Torino e Padova e, avendo nel frattempo ricevuto richieste da parte di alcuni Ordini Provinciali, stiamo pensando di visitare nel futuro anche Bologna, Firenze, Padova, Pescara e Ravenna. Fino ad oggi, attraverso questi incontri, abbiamo incontrato circa 650 colleghi, e cirfessionisti che li sosterranno nell’impresa. Massimo è poi l’impegno nella diffusione attraverso i nostri mezzi delle news sull’Europa e di note tecniche di analisi: abbiamo dedicato ai fondi europei un’apposita sezione del nostro sito (www.enpav.it), in cui è possibile trovare una rassegna aggiornata dei bandi di interesse per i professionisti, e pubblichiamo frequentemente su 30giorni articoli di approfondimento sulla tematica. Ritengo che il ruolo di Enpav, nell’ambito dei fondi europei, sia quello di favorire la massima diffusione di informazioni e aggiornamenti sull’argomento, che poi i colleghi, se interessati, potranno approfondire rivolgendosi a dei consulenti o a delle agenzie sul territorio nazionale. Quella dei fondi europei è un’occasione di fondamentale importanza, soprattutto in questo periodo di crisi, che spesso la nostra professione si lascia sfuggire per indolenza o scarso interesse. Enpav si mette a disposizione per offrire un servizio informativo serio e competente. ■ 30Giorni | Marzo 2015 |5

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LA FEDERAZIONE TROPPI PESI E COMPLICAZIONI UN QE ANCHE PER LA VETERINARIA Anche la nostra professione ha bisogno di un quantitative easing, una facilitazione a sopportare le attuali congiunture economiche, fiscali e di mercato. a veterinaria ha una forte esigenza di essere alleggerita di pesi burocratici e contributivi. La dematerializzazione ha un costo (pec, fatturazione elettronica, ecc.), la semplificazione L siva e riservata. Tutto ciò complica, confonde, appesantisce. strutturazione di servizi e il task shifting impoveriranno il sistema delle tutele. FISCALITÀ E SVILUPPO Anche se l’aumento dell’Iva è stato temporaneamente congelato, la Delega Fiscale mette a rischio le detrazioni fiscali e il fondo contro il randagismo si è quasi prosciugato. Randagismo e prevenzione veterinaria sono una priorità per il Ministero della Salute, ma non per il Governo che non ha mai avvertito l’esigenza di applicare anche alla spesa pubblica veterinaria i suoi scrupolosi indirizzi di razionalizzazione e lotta allo spreco. Tagli e ricarichi fiscali sembrano l’unica politica finanziaria e fiscale per una categoria sottoposta ad un diffuso precariato esistenziale. Si ammette all’esenzione la riparazione di una bicicletta, ma non la cura all’animale. La pressione tributaria ha effetti depressivi su salute e legalità. E per quanto attiene al Ssn, la de- non è sempre tale, la spending review genera ricarichi di costo sul privato. La veterinaria ha anche bisogno di essere agevolata, promossa e sostenuta, attraverso un maggiore impegno delle istituzioni a sottolineare l’importanza, i meriti e le prerogative dei Medici Veterinari, sia pubblici che privati. Spending review e consumerismo stanno portando ad identificare nel “costo” il valore ed il bisogno di salute. Tutto questo in sanità è drammatico. Il modello italiano, impostato su un rilevante assetto pubblico organizzato e preparato che consapevolmente si interfaccia con figure professionali private di alta qualificazione, non può che essere la soluzione con le migliori potenzialità per la tutela della salute animale e della sicurezza alimentare. È necessario togliere di dosso alla veterinaria questi pesanti e pericolosi impedimenti allo sviluppo sanitario ed economico. Hanno delle responsabilità tutti coloro che formano e immettono sul mercato improbabili figure che inquinano gli equilibri del fabbisogno, la qualità delle prestazioni di salute, la titolarità della professione veterinaria ad essere abilitata in via esclu- SOLDI PER TUTTI, TRANNE CHE PER NOI Sempre più spesso si assiste, da parte delle pubbliche amministrazioni, alla pubblicazione di bandi in cui si richiedono competenze medico veterinarie, tecniche e professionalità specifiche, dall’altra si offre una citazione sul proprio curriculum vitae (quando va bene). Niente soldi, niente vile denaro, ma una bella riga da potere sfoggiare sul proprio curriculum. La via maestra per trovare altri prestigiosi incarichi, magari anche questi da svolgere senza compenso. In tempi di crisi e di spending review, la pubblica amministrazione ha trovato la chiave per garantirsi i servizi a costo zero. Professionisti che lavorano “per hobby”, magari investendo centinaia di euro in formazione. Gli esempi di questo nuovo bizzarro costume (già presente nella nostra categoria nei rapporti con le associazioni protezionistiche ed animaliste) pare affliggere le pubbliche amministrazioni di tutto il Paese. Le Casse, dopo averne riconosciuto senza esitazioni la loro piena 6 | 30Giorni | Marzo 2015

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______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ LA FEDERAZIONE autonomia, andrebbero considerate come interlocutrici privilegiate, nel dialogo sugli interventi necessari per il riequilibrio dei conti statali e nelle politiche di rilancio economico dei professionisti. La previdenza pesa sulle sole forze economiche del professionista a cui non si può chiedere di concorrere a sanare un deficit pubblico creando deficit privati. In questa direzione dovrebbe andare il nostro Governo nazionale dopo che la Commissione Europea ha deciso di svoltare e di riconoscere l’accesso ai fondi europei anche alle professioni. Ma in Italia si guarda solo alle piccole medie imprese, una categoria nella quale siamo ricompresi dall’Antitrust ma non dai Dicasteri Economici. Da annotare che l’Enpav è il primo soggetto collettivo che ha aderito ai Fidiprof, grazie al quale i veterinari possono contare su un fondo esclusivamente dedicato alle loro esigenze di finanziamento. L’etica fiscale, giustamente pretesa dalla Legge e dalla Deontologia veterinaria, va incoraggiata mediante un’analisi degli Studi di Settore improntata alla più elevata compliance e al tempo stesso al riconoscimento del regime premiale, a tutt’oggi negato. L’obbligo della tracciabilità del contante si va profilando come una ennesima occasione di sanzione e di ulteriore controllo fiscale che «usa» gli strumenti dell’Ordine (la sospensione disciplinare dall’Albo) per sanzionare il professionista. Non si chiedono corsie preferenziali per i contribuenti veterinari, ma un sistema ragionato di analisi settoriale che sappia ascoltare più di quanto non avvenga ora e sappia dialogare con l’Ordine rispettandone le prerogative disciplinari. Il contrasto di interessi fra professionista e cliente non è nemmeno preso in considerazione, detrazioni fiscali nell’ordine di un recupero di 50 euro all’anno non porteranno né all’emersione né al rilancio della domanda di prestazioni medico veterinarie. IL SSN E LA DIREZIONALITÀ Il messaggio politico di questa Federazione è un messaggio di direzionalità, per capire dove stiamo andando e come. Il Servizio Sanitario Nazionale non è solo da salvare, ma va migliorata la qualità, valorizzati il merito e la professionalità. Il Ssn deve avviarsi verso una stagione di stabilità e sicurezza, nonostante la crisi perché esiste la condizione, anche economica, necessaria a questi obiettivi. La nostra mission è di assicurare attività di prevenzione e controllo perseguendo garanzie di salute riferite alla sanità animale e alla sicurezza alimentare. In un ambito nazionale è stato pubblicato dal Ministero della salute il Piano nazionale integrato (Pni) 2015-18, (intesa della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, dicembre 2014). L’approccio “dai campi alla tavola» persegue una visione d’insieme in materia di sicurezza e qualità degli alimenti, mangimi, sanità e benessere animale e sanità delle piante. L’integrazione di tutte le attività, dovrebbe evitare sovrapposizioni. Il piano è redatto in concorso con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Regioni e Province autonome, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Comandi dei Carabinieri Nas, Nac e Noe, Capitanerie di porto, Corpo Forestale dello Stato e Guardia di finanza. In merito alle competenze non da oggi in discussione, utile far riferimento alla revisione dei livelli essenziali di assistenza. Nella Bozza del Dpcm articolato sui nuovi Lea riferiti alla sicurezza alimentare (quadro E), fatta eccezione per l’ispettorato micologico e le acque potabili, tutte le voci da E1 a E14 sono nella disponibilità culturale dei medici veterinari, e salvo poche eccezioni, si è in ambito di competenza esclusiva. La prevenzione primaria, la sanità animale, l’igiene zootecnica, la sicurezza alimentare, sono diritti del cittadino e richiedono entità organizzative equivalenti ed uniformi sul territorio nazionale. Il diritto alla prevenzione primaria, alla tutela della salute, all’igiene ambientale, alla sicurezza alimentare, deve essere garantito in tutto il territorio nazionale. Se alcune Regioni penalizzano la prevenzione molto spesso il danno è nazionale o può avere risvolti economici nazionali ed internazionali. Ma ciò che preme evidenziare, anche alla luce del riordino della organizzazione delle Direzioni ministeriali, è che in tutto il mondo esiste la figura del Cvo (Chief Veterinary Officer) che deve necessariamente essere responsabile in un Paese di tutte le problematiche veterinarie e di sicurezza dei prodotti alimentari animali. Non esiste alternativa al medico veterinario per questo ruolo. Un ruolo prezioso oggi discusso, con nefaste ipotesi di riduzione e/o di sostituzione con profili meno qualificati. Con il Paese in una pesante crisi economica, i contratti dei dirigenti veterinari del Ssn continuino a essere bloccati. Ferma la retribuzione e le carriere. Il blocco del turnover comporta la riduzione degli organici, senza prospettive di miglioramento. Non si riducono le spese inutili e gli sprechi e si continua ad agire sui lavoratori attivi, senza riguardo per chi lavora bene. È necessario che si dia stabilità ai Dipartimenti ponendo le condizioni per impedire situazioni di palesi violazioni contrattuali. Le piante organiche vanno ripristinate, il precariato non deve perpetuare modelli di incertezza organizzativa, l’Acn degli specialisti ambulatoriali va applicato in tutto il Paese, i contratti atipici vanno disapplicati e sostituiti dai contratti collettivi nazionali. ■ (Tratto dalla relazione del Presidente Fnovi, “Un Ordine per tutti”, presentata al Cn di Roma il 28 marzo 2015). 30Giorni | Marzo 2015 |7

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LA FEDERAZIONE ______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ CONTESTUALIZZIAMO I NOSTRI RUOLI DAL VETERINARIO AZIENDALE ALLA TEORIA DEI GIOCHI Servono nuovi paradigmi non nuovi professionisti. Il Nobel John Nash ha qualcosa da insegnare anche a noi. www.oie.it a Storia ci ha insegnato che le battaglie possono durare decenni e anche non finire mai. Spesso si trasformano soltanto. Lo scon- L tro perdura fino a quando non si realizza la teoria dell’equilibrio, che oggi potremmo più modernamente definire «teoria dei giochi». Chi ha potuto vedere il film A beautiful mind e ha osservato in questi mesi come la Grecia si sia rigorosamente attenuta alla teoria di John Nash, ha già compreso. Intendo dire che per la conquista del Veterinario Aziendale si è manifestata in tutta la sua evidenza la lezione, certamente da imparare, che «unilateralmente possiamo solo evitare il peggio, mentre per raggiungere il meglio abbiamo bisogno di cooperazione» (cit. John Nash). Una Fnovi che si pensasse fatta solo per limitare il danno, tradirebbe il suo dovere istituzionale alle relazioni e al progresso di categoria. Dalla Carta fondativa del Veterinario Aziendale ad oggi, il terreno di gioco è costantemente cambiato, i giocatori sono cambiati, gli avversari di un tempo sono ora alleati e viceversa. Tutto questo spiazza, costringe a nuove strategie, sfianca e tenta alla resa. L’errore da non commettere è di ritenere che la nostra professione debba ripiegare su se stessa anziché affermare il valore del Veterinario Aziendale, valore che non sta nella definizione di rapporto negoziale con un professionista da asservire o da assoldare, ma in un radicale cambio di paradigma nelle relazioni fra salute e produzioni zootecniche per la sicurezza alimentare. Occorre prendere atto che la consapevolezza di questo nuovo paradigma non è ancora nel patrimonio culturale della filiera zootecnica e produttiva, e che non è nemmeno consolidata nel patrimonio della nostra professione e delle nostre istituzioni politiche. Il Veterinario Aziendale che serve al sistema agroalimentare nazionale richiede mutamenti organizzativi, culturali e politici profondi, molto più di quanto si poteva pensare ragionando come fossimo giocatori unici. L’impegno deve essere più orientato allo studio ragionato del «gioco», delle ragioni delle parti, dei tempi di maturazione delle mosse e delle conseguenze del «gioco». Atteggiamenti vittimistici o ritorsivi non si rinvengono nella intelligente, e vincente, visione politica del Nobel Nash, che dà per sconfitti sul nascere atteggiamenti solitari, individualisti e inopportuni protagonismi. Vale in modo particolare per il Veterinario Aziendale ma vale per tutti. COSTRUIAMO IL PARADIGMA Anche in apicoltura c’è un paradigma da affermare e una partita win win in corso. Fnovi in questi anni è diventata la voce della sanità delle api. È stata la prima a ricordare al mondo 8 | 30Giorni | Marzo 2015

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______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ LA FEDERAZIONE che le api sono animali, zootecnia e produzione di alimenti. Nella nostra attività, gestita da un Gruppo di lavoro composto da colleghi esperti della materia, abbiamo incontrato continui ostacoli. Questo conferma l’aberrazione del sistema. Si promuovono e si finanziano profili non medici, ma non i veterinari. Serve rafforzare il settore con medici veterinari e mezzi utili ad affrontare le rinnovate problematiche sanitarie emerse in campo apistico e stimolare le associazioni a fornire l’assistenza veterinaria alle aziende apistiche. Serve promuovere la salute degli allevamenti e degli alimenti. Da parte nostra il compito di stimolare le università a modificare il loro piano di studi, inserendo l’apicoltura e le patologie apistiche. Fnovi sta anche lavorando per inserire la voce “assistenza veterinaria” tra quelle finanziabili dalla Ue, ritenendo che il settore abbia bisogno oramai non più di laici tuttofare, ma di professionisti competenti per la corretta gestione sanitaria degli allevamenti e del farmaco. L’arrivo dell’Aethina tumida ripropone le stesse problematiche che favorirono l’ingresso e la diffusione della varroa sul territorio nazionale nel 1981. Serve un cambio di rotta, serve promuovere politiche nell’interesse dei produttori rispettosi della legalità, delle api, dei consumatori e dell’ambiente. Fnovi è disponibile ad un confronto con apicoltori e consumatori e sempre a disposizione del Ministero della salute. Un incontro dal valore storico si è realizzato il 21 gennaio presso il Ministero dell’Agricoltura tra la Fnovi e la segreteria tecnica del Viceministro Andrea Olivero. che le Università e i soggetti economici delle filiere produttive nell’aiutare la professione veterinaria ad essere più visibile e ad essere conosciuta secondo un corretto orientamento agli studi e al lavoro. La Fnovi ha compiuto in questo triennio la più ampia ricognizione occupazionale mai condotta in veterinaria. Ha dato la parola ai «datori di lavoro» di tutte le filiere occupazionali, individuando spazi di esercizio professionale. Sono emerse lacune di conoscenza reciproca nella domanda e nell’offerta; manca un orientamento capillare che solo recentemente l’Università ha deciso di potenziare e manca un ruolo attivo degli Ordini. Non è necessario che arrivi la riforma dell’accesso perché gli Ordini professionali si sentano già investiti dell’obbligo di conoscere il tessuto economico territoriale e verificare le esigenze professionali, oltre che dell’obbligo di presentare la professione fuori dai luoghi comuni televisivi e animalisti. La Fnovi sta dando massima attenzione ai nuovi settori professionali compresi quelli già presidiati: apicoltura, acquacoltura, qualità, ambiente, ecc. In questi ambiti sta molto del nostro futuro professionale, in queste aree va realizzata una politica di sostegno/promozione della nostra professione, di rivendicazione di spazi che le sono propri e di promotori di cultura. ELENCHI FNOVI Anche i Veterinari Aziendali, come i veterinari apistici e altre declinazioni dell’esercizio professionale, dovranno ricadere sotto l’egida della Fnovi ai fini della loro pubblica individuazione. L’Ordine professionale è legittimato dalla Legge a creare e tenere elenchi professionali dei propri iscritti, finalizzati a consentire all’utenza la più agevole individuazione di competenze particolari. Diciamo pure che farsi trovare fa parte del gioco, anzi è una regola fondamentale. Nel- TROVIAMO LA NOSTRA STRADA Troppo spesso la Fnovi è lasciata sola a difendere ruoli, diritti e competenze che vorrebbe salvaguardati anche dal nostro Ministero della Salute e dalle istituzioni politiche e di governo in generale. Hanno un ruolo an- l’ultimo decennio è cresciuta la domanda da parte di soggetti pubblici e privati di conoscere l’ambito di attività/specializzazione/aggiornamento prevalente dei medici veterinari, al fine di rivolgersi a professionisti con esperienza e aggiornamento professionale in un dato settore. La pubblicazione di elenchi risponde alla duplice esigenza di assicurare trasparenza e veridicità alla pubblicità informativa circa il possesso di determinate caratteristiche professionali e agevolare la visibilità e il rintraccio di determinate competenze utili o richieste anche dalle Autorità Competenti (Ministeri, Amministrazioni territoriali, Asl, enti pubblici, ecc.). Fnovi, in quanto ente pubblico ausiliario dello Stato, annovera fra i suoi compiti istituzionali quello di custodire la deontologia professionale, verificare l’aggiornamento professionale, assicurare competenze coerenti con la riserva e l’abilitazione di Stato nonché «proteggere» dall’abuso di professione, circostanza quest’ultima alla quale sono particolarmente esposti settori d’esercizio professionale, in assenza di adeguati sostegni normativi o informativi. È fatto salvo che “tutti i medici veterinari iscritti agli ordini possono erogare tutte le prestazioni professionali loro riservate”. Fnovi non ha mai promosso divieti, e ancor meno abilitazioni. La Federazione nazionale degli Ordini dei medici veterinari italiani non ha mai pensato di porre ostacoli alla libera concorrenza, ne hai mai attivato o promosso “corsi abilitanti” all’esercizio professionale. Questo è stato chiarito dalla Fnovi all’Antitrust che le ha chiesto di fornire chiarimenti in ordine alla propria attività ed alla predisposizione di elenchi di medici veterinari. La richiesta sottendeva l’ipotesi di possibili intese restrittive della libertà di concorrenza e di abuso di posizione dominante, segnalata all’Antitrust da soggetti della categoria. In particolare, l’Agcm chiedeva informazioni sugli elenchi attivati dalla Federazione: quelli dei medici ve- 30Giorni | Marzo 2015 |9

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LA FEDERAZIONE ______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ mente la materia è necessario conoscere le dinamiche della certificazione del personale Iso/Iec 17024:2012 e quelle di certificazioni di prodotti, processi e servizi Iso/Iec 17065:2012. Entrambe le certificazioni hanno una base comune: Il Regolamento comunitario Ce n. 765/2008 chiarisce che l’attività di accreditamento è rivolta agli Organismi di valutazione della conformità, “con l’obiettivo di dimostrare se le prescrizioni specifiche relative a un Prodotto, a un Processo, a un Servizio, a un Sistema, a una Persona o a un Organismo siano state rispettate”. Queste Norme sono state elaborate al fine di facilitare il reciproco riconoscimento delle stesse certificazioni tra soggetti di nazionalità differenti. Le certificazioni di profilo attestano la coerenza del soggetto verificato con un disciplinare steso da un soggetto pubblico proprietario dello schema. Fnovi insieme ai soggetti culturali della categoria potrebbe essere proprietaria dello schema. Le certificazioni non verrebbero rilasciate semplicisticamente da “associazioni private”, ma da uno o più enti di certificazione riconosciuti ed inseriti nel circuito di Accredia, e quindi essi stessi soggetti a verifiche. In realtà sono un vero e proprio valore aggiunto e sono essi stessi titoli ufficiali riconosciuti internazionalmente. Evidente come la certificazione del profilo in discussione possa essere ottenuta dai medici veterinari valorizzando la formazione ricevuta, l’esperienza in campo e la propria abilità quale garanzia, da parte terza, della rispondenza di una «competenza» a fronte di una “norma di qualità”. Questa opportunità non ha niente a che vedere con le leggi che regolamentano l’acquisizione di titoli derivanti da percorsi di studio istituzionalizzati. ■ (Tratto dalla relazione del Presidente Fnovi, “Un Ordine per tutti”, presentata al Cn di Roma il 28 marzo 2015). terinari apistici, degli esperti in comportamento animale, di quelli formati sui percorsi volontari per il rilascio del patentino ai proprietari di cani, dei medici veterinari per gli animali esotici, per la telenarcosi. Gli elenchi mettono in relazione i bisogni dei cittadini con i servizi erogati dai professionisti ovvero l’elencazione pubblica - in costante aggiornamento - intende agevolare i soggetti, pubblici e privati, nell’individuazione e rintraccio di medici veterinari che esercitano nel comparto di riferimento e di interesse. Resta costante la condizione che non è previsto obbligo di formazione ‘abilitante’ ai fini dell’inserimento in elenco. Solo lo Stato può identificare condizioni più restrittive dell’esercizio professionale; questo accade ad esempio per accedere ai ruoli del Servizio sanitario nazionale e ai contratti Acn della specialistica ambulatoriale. In questi casi, oltre al requisito dell’iscrizione all’Ordine (che sottende la disponibilità di un diploma di laurea e il superamento dell’esame di abilitazione), lo Stato chiede anche un corso di specialità in materia attinente. Si pensi a quanto accaduto con www.struttureveterinarie.it. L’obiettivo è di favorire l’incontro fra la domanda e l’offerta di prestazioni veterinarie, una grande occasione di visibilità che tuttavia sconta una incomprensibile apatia fra gli iscritti. Non ha titoli per chiedere trasparenza chi non è disposto a rendersi visibile. La trasparenza - è bene sottolinearlo - è uno dei più importanti valori al quale le istituzioni e i cittadini ci chiamano e che, sempre più nei prossimi anni, diverrà un fattore di etica politica, di scelta e di giudizio dell’operato professionale. CERTIFICARE L’ESSERE E IL FARE Occorre qui capirsi molto bene e fare uno sforzo di chiarezza. Il percorso avviato dalle “nuove professioni” dovrebbe spingere i medici veterinari (e le professioni tradizionali) a scendere in campo utilizzando analoghi strumenti di riconoscimento. La certificazione dei profili che svolgono attività oggetto di riserva è la via più semplice da percorrere e più difficile da comprendere. È di tutta evidenza che il professionista abilitato può fare tutte le attività medico veterinarie che non richiedono titoli ulteriori (ad es. per accedere ai ruoli del Ssn è necessario un diploma di specialità). È altrettanto evidente la necessità di mettere in relazione i saperi con i bisogni, ovvero il medico veterinario deve poter fornire all’utenza/clientela indicazione delle sue conoscenze. Per inquadrare corretta- 10 | 30Giorni | Marzo 2015

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______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ LA FEDERAZIONE ziente attraverso una virtuale breccia chirurgica, traendone pezzi anatomici di varia natura e consistenza. IMMAGINI INCONFUTABILI E REPUTAZIONE MEDICA Che dire, le immagini parevano inconfutabili, tutto avveniva in una stanzetta in penombra arricchita da numerosi oggetti di misteriosa fattura e significato. Il professore svizzero, mettendo in gioco la propria reputazione, garantiva di avere controllato con estrema attenzione tutte le manovre effettuate dal guaritore e di non avere individuato alcun inganno. Si spinse fino al punto di dire che i pazienti si sentivano subito meglio dopo l’intervento e l’asportazione della ”parte malata”. Io, che allora ero studente universitario nel periodo della grande contestazione, assistevo incredulo a quelle inverosimili performance chirurgiche e, pur non riuscendo a capire come fosse possibile, non potevo dubitare delle parole e dell’esperienza dell’insigne docente svizzero. INTERNET NON HA UN COMITATO DI REDAZIONE CHE CONTROLLA LA SERIETÀ E LA VERIDICITÀ DELLE INFORMAZIONI E L’ATTENDIBILITÀ DI CHI LE SCRIVE Misdirection. L’inganno illusionista Conoscere ‘La Rete’ da professionisti. di Cesare Pierbattisti Consigliere Fnovi IL MEDICO VALUTI IL MEDICO, L’ILLUSIONISTA L’ILLUSIONISTA Tutto mi fu chiaro qualche anno dopo quando il mago Silvan ripropose quegli interventi, spiegando che si trattava di una bufala ed aggiunse una grande verità: solo un chirurgo può valutare il lavoro di un altro chirurgo, come solo un illusionista può svelare i trucchi di un altro illusionista. Il povero professore svizzero era inevitabilmente condannato a non accorgersi dell’inganno. Sapete cos’è la misdirection? Presumo di sì; nell’illusionismo classico si tratta dell’abilità da parte del mago di distogliere l’attenzione del pubblico da ciò che sta facendo per indirizzarla verso qual- fessionisti curiosi nella sala di un circolo culturale torinese. Ciò che si vedeva era a dir poco insolito; le riprese effettuate da un celebre professore svizzero nelle Filippine, ritraevano un chirurgo guaritore che, con rapida ed impressionante manualità, infilava le sue piccole mani nell’addome di un pa- olti anni fa ebbi il privilegio di assistere ad un filmato decisamente singolare. Mi trovavo con molti altri studenti, medici e diversi pro- M 30Giorni | Marzo 2015 | 11

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LA FEDERAZIONE ______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ cos’altro. In pratica il suo lavoro consiste nell’ingannare l’occhio e la mente dell’osservatore spingendolo a credere in ciò che non esiste, o meglio a non vedere e capire ciò che sta facendo. Oggi la pratica è estremamente diffusa, ne fanno grande uso i politici, i venditori e se ne parla perfino a proposito dei video dell’Isis e della possibilità che siano costruiti da geniali menti informatiche capaci di influenzare folle di fragili utenti della rete. LA MISDIRECTION DI INTERNET Ma in realtà oggi, se non stiamo attenti, siamo tutti protagonisti e vittime della misdirection di internet. Le notizie, le informazioni vere, false, distorte, imprecise dilagano e spesso ottengono l’effetto della «calunnia è un venticello..» cantata da Basilio in quell’opera meravigliosa che è Il Barbiere di Siviglia. Il problema sta nelle diverse proporzioni: la calunnia rossiniana si estendeva lentamente in una città come Siviglia, magari importante un paio di secoli fa, ma di proporzioni ben lontane dall’attuale mondo della rete. Oggi internet è uno strumento stupefacente, in tempo reale chiunque può dire e conoscere tutto ed il contrario di tutto; ci si può informare, ma anche accusare, insultare, lodare, vilipendere, adulare, fornire false notizie, provocare, sempre senza mai dover dimostrare nulla di concreto. Eh sì, perché internet non ha un comitato di redazione che controlla la serietà e la veridicità delle informazioni e l’attendibilità di chi le scrive e tutto ciò che viene postato rimane lì ad eterna memoria. Capita così che i forum e i blog, tanto di moda oggi, possano trasformarsi da utili strumenti di comunicazione in una sorta di festival della disinformazione, pieni di notizie farlocche come direbbe la Litizzetto, inserite da chi nella migliore delle ipotesi è totalmente incompetente, nella peggiore è in malafede. PARLARE AI PROPRI CLIENTI Forse tutto questo dovrebbe già essere noto a chi ha una certa consuetudine con la rete, ma non ne sono così certo, visto che ogni giorno devo combattere con le diagnosi e le terapie che i clienti hanno direttamente scaricato da internet, giudicandole come indiscutibili verità, senza neppure considerare l’ipotesi che si tratti di stupidaggini prive di qualsiasi fondamento. “Sono andato a guardare in internet”, questa è la frase classica, e se voi chiedete chi lo ha scritto vi sentite spesso dire il nome di strane entità: il dott Dolittle, il blog del pellicano zoppo, l’angolo del veterinario cibernauta, il club amatori del rospo ruspante... ed altri improbabili siti. Ma essere dei professionisti prevede “onori ed oneri”. Se la rete imperversa, la fiducia dei nostri clienti nella nostra professionalità, è l’unico strumento disponibile per ristabilire la verità. A tutto vantaggio dell’animale e del suo proprietario. ■ 12 | 30Giorni | Marzo 2015

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LA PREVIDENZA ENPAV HA ASSICURATO GLI ISCRITTI LA Polizza sanitaria Dal piano sanitario di base al piano integrativo. a cura della Direzione Studi si è arricchita di prestazioni, alcune “ritagliate” su misura per i veterinari, mantenendo costi piuttosto competitivi che ancora oggi, dopo dieci anni di operatività, consentono di dire che si tratta di una buona copertura assicurativa, come confermato anche da esperti del settore. Nonostante questo, i numeri di chi aderisce alla componente facoltativa del Piano Sanitario Base e del Piano Integrativo sono estremamente ridotti (mentre scriviamo siamo in attesa di conoscere i dati relativi all’ultima campagna di adesioni terminata lo scorso 17 febbraio, ndr). Ed è per questo che anche attraverso le pagine di 30giorni intendiamo ricordare agli iscritti l’esistenza di questo servizio e sensibilizzarli ad usufruirne in caso di necessità. I dati forniti da Unisalute evidenziano che particolarmente utilizzate sono: la prevenzione odontoiatrica, le prestazioni di alta specializzazione, quelle diagnostiche e gli interventi chirurgici ambulatoriali. Un’incidenza significativa sul numero dei sinistri è poi rappresentata dai casi in cui all’assicurato viene riconosciuta l’indennità sostitutiva: una somma che viene erogata per ogni giorno di ricovero e per un numero massimo di giorni, nei casi in cui non sia richiesto alcun rimborso alla compagnia assicurativa né per R isale al 2005 la prima volta in cui Enpav ha assicurato i propri iscritti con una polizza rimborso spese mediche. Una polizza collettiva che garantisce in via automatica tutti i veterinari iscritti all’Ente ed offre al tempo stesso la possibilità di estendere la copertura al nucleo familiare e di acquistare anche un “pacchetto” di prestazioni aggiuntive. Da sempre Unisalute è la compagnia assicurativa che offre il servizio, selezionata attraverso apposita procedura di gara. Negli anni la polizza 30Giorni | Marzo 2015 | 13

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LA PREVIDENZA ________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ il ricovero né per altra prestazione ad esso connessa. La polizza in essere è piuttosto articolata. Essa si compone di un Piano Sanitario Base e di un Piano Sanitario Integrativo. Il Piano Sanitario Base copre automaticamente tutti gli iscritti attivi che, se interessati, possono estendere la copertura al proprio nucleo familiare versando ad Unisalute il relativo premio. Anche i pensionati Enpav e gli iscritti all’Albo ma non all’Enpav possono acquistare il Piano Sanitario Base per se stessi e per il nucleo familiare. Il Piano Sanitario Integrativo è facoltativo e a pagamento per tutti (iscritti, pensionati, iscritti all’Albo ma non all’Ente). Chi intende servirsi della polizza, ha tre possibilità: • Utilizzare strutture sanitarie convenzionate con Unisalute (l’elenco aggiornato della rete è disponibile nell’Area Clienti presente sul sito della compagnia www.unisalute.it). In questo caso l’assicurato non deve anticipare spese, fatti salvi eventuali scoperti e franchigie previsti dal piano assicurativo per le singole prestazioni, e le spese vengono liquidate direttamente dalla compagnia alle strutture sanitarie. Le prestazioni garantite dal Piano sanitario possono essere prenotate online attraverso l’Area Clienti o chiamando la Centrale Operativa al Numero Verde 800-822455. Prima di avvalersi delle prestazioni in una struttura convenzionata, è importante verificare se anche il medico scelto sia convenzionato con Unisalute. • Utilizzare strutture sanitarie non convenzionate con Unisalute. Le spese devono essere anticipate dall’assicurato e successivamente sono rimborsate dalla compagnia, fatti salvi scoperti e franchigie previsti dal piano per le singole coperture. Una volta effettuata la prestazione, l’assicurato deve saldare fatture e note spese e successivamente presentare domanda di rimborso ad Unisalute con tutta la documentazione richiesta dal Piano sanitario. • Utilizzare le strutture del Servizio Sanitario Nazionale o strutture private accreditate dal Ssn. In questo caso è previsto il rimborso integrale delle eventuali spese per ticket sanitari rimasti a carico dell’assicurato. Il rimborso dei ticket può essere richiesto online attraverso l’Area Riservata. È bene precisare che alcune prestazioni sono garantite esclusivamente attraverso le strutture sanitarie convenzionate. Si tratta della prevenzione odontoiatrica, delle visite specialistiche (limitatamente al Piano Base) e delle prestazioni diagnostiche. Inoltre alcune prestazioni incluse nel Piano Base sono riconosciute solo al titolare della polizza: la ga- PRESTAZIONI DI ALTA SPECIALIZZAZIONE ad esempio: • TAC • Mammografia • Risonanza magnetica • Gastroscopia diagnostica • Colonscopia diagnostica • Utilizzo di strutture sanitarie convenzionate con Unisalute ed effettuate da medici convenzionati Le spese vengono liquidate direttamente da Unisalute con l’applicazione di una franchigia di € 30,00 per ogni accertamento diagnostico o ciclo di terapia. Le spese sostenute vengono rimborsate nella misura del 75% con il minimo non indennizzabile di € 55,00 per ogni accertamento diagnostico o ciclo di terapia. Unisalute rimborsa integralmente i ticket sanitari a carico dell’iscritto. • Utilizzo di strutture sanitarie non convenzionate con Unisalute • In caso di utilizzo di strutture del servizio sanitario nazionale Il massimale è di € 7.500,00 per nucleo familiare. VISITE SPECIALISTICHE Conseguenti a malattia o a infortunio con l’esclusione delle visite in età pediatrica effettuate per il controllo di routine legato alla crescita e delle visite odontoiatriche e ortodontiche La presente garanzia è operante esclusivamente in caso di utilizzo di strutture sanitarie convenzionate con Unisalute ed effettuate da medici convenzionati • minimo non indennizzabile di € 30,00 • l’iscritto dovrà presentare alla struttura la prescrizione del proprio medico curante contenente la patologia presunta o accertata. Il massimale annuo per la presente garanzia è di: • € 750,00 per persona se è assicurato il solo titolare; • € 1.200,00 per nucleo familiare se è assicurato anche il nucleo familiare. 14 | 30Giorni | Marzo 2015

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________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ LA PREVIDENZA ranzia in caso di diagnosi per brucellosi, l’invalidità permanente conseguente a specifiche malattie contratte nell’esercizio della professione, la garanzia per Ltc (tutte operanti per il solo iscritto all’Ente professionalmente attivo) e le prestazioni diagnostiche particolari. Solo a titolo esemplificativo, si riportano i prospetti riassuntivi delle principali caratteristiche di alcune prestazioni di frequente utilizzo incluse nel Piano Sanitario Base. ■ LA CASSA VISTA DAI VETERINARI TRA VERSAMENTI ED EMOLUMENTI Intervista a Marco Miglietti. di Francesco Sardu Consigliere di Amministrazione Enpav mio ruolo da Veterinario ispettore, ma anche quello di membro attivo della categoria, facendo parte del Sindacato Veterinari Pubblici, prima come Segretario Regionale del Piemonte e poi come membro effettivo della Segreteria Nazionale. Oggi, da pensionato, proseguo l’attività veterinaria, facendo parte della società scientifica Simevep, che si occupa, tra l’altro, di fornire consulenze ai Paesi Terzi che ne facciano richiesta; in questi anni siamo stati attivi soprattutto in Bielorussia e in Uganda. Inoltre, partecipo all’organizzazione dei corsi di aggiornamento professionali dei Medici Veterinari come coordinatore e moderatore. Com’è cambiata la tua vita, andando in pensione? PRESTAZIONI DIAGNOSTICHE PARTICOLARI (GARANZIA OPERANTE PER IL SOLO TITOLARE) Il piano sanitario provvede al pagamento delle prestazioni sottoelencate effettuate una volta l’anno in strutture sanitarie convenzionate con Unisalute e indicate dalla centrale operativa previa prenotazione. Le prestazioni previste devono essere effettuate in un’unica soluzione. • Alanina aminotransferasi Alt • Aspartato aminotransferasi Ast • Colesterolo HDL • Colesterolo totale • Creatinina • Esame emocromocitometrico e morfologico completo • Gamma Gt • Glicemia • Trigliceridi • Tempo di tromboplastina parziale (Ptt) • Tempo di protrombina (Pt) • Urea • Ves • Urine; esame chimico, fisico e microscopico • Feci: ricerca del sangue occulto I l dott. Francesco Sardu, componente del Consiglio di Amministrazione Enpav, ha intervistato il dott. Marco Miglietti, Direttore del Servizio veterinario Area B di Torino, in pensione dal mese di dicembre 2006, per conoscere la sua opinione sui servizi di Enpav. Marco, tu che hai sicuramente vissuto appieno la professione veterinaria e la “vita di categoria”, come vivi oggi da Medico Veterinario in pensione? È vero, durante il periodo della mia professione, ho vissuto con vivo impegno e passione non solo il MARCO MIGLIETTI, EX DIRETTORE DEL SERVIZIO VETERINARIO AREA B DI TORINO, IN PENSIONE DAL 2006 30Giorni | Marzo 2015 | 15

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