studi e saggi su di lei

 

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Paola Elisabetta Cerioli OPERA OMNIA Regole. Lettere. Biografie. testo critico Introduzione Congregazione della Sacra Famiglia a cura del Seminario Sacra Famiglia Bergamo 2001

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Paola Elisabetta Cerioli OPERA OMNIA Introduzione pagine 148 Regole. Lettere. Biografie © 2002 | Congregazione Sacra Famiglia via dell’Incoronata 1, Martinengo Bergamo Introduzione 2 opera omnia

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Congregazione Sacra Famiglia Congregazione Sacra Famiglia (religiosi) Via Incoronata 1, 24057 – Martinengo Bergamo - ITALIA Istituto Sacra Famiglia (religiose) Via L. Corti 1, 24050 Comonte di Seriate Bergamo- ITALIA Associazione pubblica delle sorelle della Sacra Famiglia (nuova fondazione) Montes Claros (Minas – Gerais) BRASILE … e tanti uomini e tante donne che condividono lo stile spirituale, educativo e familiare di Santa Paola Elisabetta Cerioli Introduzione 3 opera omnia

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Introduzione 4 opera omnia

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INDICE prima parte Presentazione Presentazione dell’ OPERA OMNIA di p. Edoardo Rota, Superiore generale ……….…………………………. 9 La fondatrice ……………………………………………….………………. 13 I religiosi ……………………………………………………………………. 15 Le religiose …………………………………………………………………. 17 Una ‘nuova’ fondazione ……………………………………..……………. 19 seconda parte Saggi interpretativi Il carisma ‘Sacra Famiglia’ e la spiritualità in cui si esprime. Un contributo per l’interpretazione di Edoardo Rota ……………………………………………………………. 23 Attraverso le lettere, una storia da narrare nuovamente. Saggio di lettura degli Scritti della fondatrice con un metodo di studio di Antonio Consonni ……………………………………………………… 59 terza parte Documenti storici Le tappe della vita di Paola Elisabetta Cerioli ………………..………… 81 In morte di Paola Elisabetta Cerioli Orazione funebre di don Pietro Piccinelli 26 dicembre 1865 ……………………………….………………………..… 95 Introduzione 5 opera omnia

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Cenno storico intorno al nuovo Istituto a sua Santità PP. Pio IX ……………………….………………………… 107 Breve di S.S. PP. Pio IX in commendazione del nuovo Istituto ………………………………… 111 Decreto vescovile, che tratta dello scopo e del Regolamento generale dell'Istituto e approva l'associazione delle Suore della Sacra Famiglia nella Diocesi di Bergamo ……………………… 113 Decreto vescovile, che tratta dei meriti e delle virtù della Fondatrice, e approva l'associazione dei Fratelli della Sacra Famiglia nella Diocesi di Bergamo ……………………… 117 Inaugurazione dell’Istituto dei Fratelli della Sacra Famiglia nell’antico convento dei PP. Riformati francescani ……………..…… 125 La missione della ven. Paola Elisabetta Cerioli Discorso di Pio XII ai giovani sposi ………………………...………… 129 Come divenne beata la Contessa contadina Discorso di p. Angelo Ubiali per la Beatificazione della Madre Cerioli ……………………………… 131 quarta parte Questa Opera Omnia Indice generale dell’Opera Omnia ……………………………………… 135 Il metodo ………………………………………….………………..……… 139 I collaboratori …………….……………………………………………….. 143 Storia di Congregazione seconda sezione …………………………………..………………………. 145 Introduzione 6 opera omnia

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prima parte Presentazione Introduzione 7 opera omnia

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Introduzione 8 opera omnia

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Presentazione dell’ OPERA OMNIA di p. Edoardo Rota, Superiore generale La dimensione contenuta della figura di Paola Elisabetta Cerioli e quelle significative della sua personalità di cristiana, di educatrice, di santa e di fondatrice non sono state oggetto di grandi ricerche. Oggi, grazie all’iniziativa del Seminario della nostra Congregazione fortunatamente riprendono vigore, dopo la felice stagione delle pubblicazioni dei «Quaderni per il rinnovamento» tanto utili per l’elaborazione congregazionale degli anni novanta. L’impegno all’acquisizione più sicura dei dati storico-critici aiuterà sicuramente a sviluppare ulteriormente una più approfondita conoscenza delle strutture profonde del pensiero della Fondatrice in un più solido inquadramento nel contesto politico, sociale, religioso, economico in cui ella ha operato. Finora hanno costituito un utile strumento di lavoro i dati raccolti nel manoscritto Longoni e quelli ordinati da p. N. Di Bianchi. Essi però si rivelano ormai insufficienti e molto opportunamente potranno essere affiancati da questa produzione che, a nome di tutta la nostra Famiglia religiosa, salutiamo con gioia e riconoscenza verso tutti coloro che hanno contribuito a realizzarla. La raccolta critica degli Scritti della Fondatrice è corredata, ora, anche di un’ampia miscellanea di testi di corrispondenti e di autori che hanno trattato direttamente o indirettamente della sua figura, del suo pensiero e della sua opera. L’ingente lavoro di ricerca e di composizione tornerà certamente utile a coloro che volessero accostare il mondo cerioliano. Più di un secolo e mezzo ci separano dalla vita reale di Costanza Cerioli. Il contesto storico, culturale e religioso che l’ha espressa è praticamente scomparso senza lasciare traccia che non sia etica o simbolica. Ciononostante un’esile ma tenace discendenza di discepoli s’affanna a ripresentarla come personaggio significativo nell’interpretazione cristiana della vita e del progresso civile. Ha un senso questo immenso lavoro di riscoperta critica della figura e del pensiero religioso di Paola Elisabetta Cerioli? Introduzione 9 opera omnia

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Certo! Ha il senso di riconoscerli come il timbro indisponibile alla manipolazione della vocazione dei religiosi e delle religiose della Sacra Famiglia e quello della perennità della codificazione di un ethos spirituale che è stato orientamento e sostegno per la vita di un popolo coraggioso e forte del quale lei si è dimostrata figlia degnissima con la perspicuità della sua testimonianza. Gli scritti qui raccolti non sono la produzione di una persona che si è imposta sul piano della santità, della grandezza umana o dell’attualità delle intenzioni, ma il palpito familiare, quasi privato e di ordinaria amministrazione di quella «grande storia» che si compone di un microcosmo di «piccole storie» che sono determinanti e funzionali alla composizione del grande affresco. La storia dei massimi avvenimenti passa anche attraverso le minime storie della vita reale dei più, con le loro miserie, le loro difficoltà, i loro ritmi. La quotidianità non deve essere considerata elemento secondario marginale, di disturbo, quasi una realtà attenuante alla scientificità del discorso storico. Gli scritti della Cerioli e dei vari corrispondenti hanno per noi (ma non solo) un alto valore informativo: sono una testimonianza precisa e sicura della sua vita e del suo operato; si presentano come fonte ricchissima di dati esatti, di tratti storiografici unici nel loro genere; possono servire ad inquadrare con sicurezza fatti, a fissare date e notizie, a riempire vuoti, a far rivedere e rettificare giudizi. Le carte di fondazione permettono un perenne ritorno attualizzatore della luce e della forza dl vangelo contenuto. La corrispondenza restituisce il calore del tempo, mette in rilievo i dettagli di una situazione reale, ivi comprese quelle delle innumerevoli minuzie ed astuzie dell’esistenza che, in omaggio alle leggi della proporzione, generalmente la storia sacrifica a cose più grandi, a sintesi interpretative globali. Ma nella storia di una persona nulla è superfluo ed insignificante e la ricchezza delle iniziative di personalità come la Cerioli si ribella ad eccessive esemplificazioni. Invano, però, cercheremmo in tutti gli scritti della Fondatrice profondi introspezioni, ampia auscultazione di sentimenti, intense riflessioni, lunghe disquisizioni teoriche, dotte analisi di indole sociale, politica, economica, ampi sviluppi di dottrina spirituale. La Cerioli si appaga di manifestazioni di bisogni, di incessanti riferimenti al duro vivere quotidiano, di registrazione di fatti ed avvenimenti della sua vita personale o dei suoi prossimi. Sobria e laboriosa non per schiatta ma per scelta, l‘educatrice di Seriate non si impegna in profonde riflessioni, non affronta problematiche teoriche di impegno. Il suo epistolario e tutti gli altri scritti sono un susseguirsi di notizie, di affari in corso, di problemi concreti e minuti espressi in un linguaggio ora diretto, vivo e familiare, ora frettoloso, stentato e quasi stenografico. Generalmente ci si trova di fronte a scritti prodotti nella massima premura, senza alcuna compiacenza stilistica e letteraria con l’unica preoccupazione Introduzione 10 opera omnia

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dell’immediatezza del discorso o del colloquio, della semplicità dell’espressione, della chiarezza del messaggio. La Cerioli non va alla ricerca del gusto della parola, della frase ad effetto, del neologismo appropriato. Non scrive con gli occhi rivolti alla posterità, in funzione di vanità; sbriga la sua corrispondenza e si dedica a vergare riflessioni un po’ più esigenti per necessità impellenti, per comunicare con rapidità e franchezza assolute, per obbedire a richieste di superiori. La sua penna corre veloce, sebbene spesso in forma stereotipa, senza nessuna ansia di natura editoriale che per altro ne avrebbe migliorato lo stile. A parte i contenuti, anche le forme linguistiche si ripetono molto. Una prosa discorsiva la sua, non decorativa, mai esuberante o ridondante, sempre contenuta, a volte fortemente rudimentale. Tutto quello che si concede rivolgendosi alle autorità è solo una certa cura della forma; maggior attenzione evidentemente è posta nella redazione di alcuni testi di particolare importanza per la vita dell’Istituto. All’immediatezza espressiva fa riscontro la notevole presenza di idiotismi, di anacoluti, di anarchia nell’impiego della punteggiatura. Abbondano le locuzioni e le licenze dialettali; i lombardismi sono molto scoperti. Tutto, però, concorre a caratterizzare la spontaneità del messaggio e ad abolire ogni diaframma col corrispondente. Al termine della lettura degli scritti cerioliani la più profonda interiorità dell’anima della «madre dei poveri» rimarrà, -comunqueancora da esplorare. In ciò che lei ci ha lasciato scritto non v’è dubbio che si espresse con la massima sincerità e franchezza; non mancano scritti in cui si rivela la più amabile delle madri, l’amica, la compagna, una figura ammantata di grande umanità e di squisita cordialità; ma raramente si lasciò andare a mettere a nudo il suo più profondo sentire. Una simile riservatezza, una tale vigile e gelosa salvaguardia della propria intimità, potrà forse sorprendere in una educatrice e religiosa, ma lei era molto timida e riservata. Solo quando si trovò di fronte a situazioni molto particolari cedette all’emozione e al grido interiore in grado di sospingerla a tradurre in parole i suoi più intimi sentimenti. (Mi riferisco ad alcuni scritti per guidare la propria confessione con il vescovo Speranza; ai lamenti sordi per la perdita del figlio; a qualche sprazzo georgico di intensa liricità). Pertanto se anche si leggerà con cura ogni scritto della Cerioli, solo penetrando accortamente tra le maglie di silenzio e di riserbo dentro cui ha tessuto la sua unione con Dio, si potrà incontrarla nel sacrario della sua vita reale, operante a servizio della Chiesa e del regno di Dio, che nella misura in cui si costruisce su questa terra intercetta inevitabilmente il grido di tutti coloro che sono impediti di abitare il mondo; quindi sono privi di avvenire e bisognosi di soccorso. Martinengo 31 marzo 2002 Pasqua di risurrezione Introduzione 11 opera omnia

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Introduzione 12 opera omnia

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La fondatrice Paola Elisabetta Cerioli ha fondato la Congregazione dei religiosi e delle religiose della Sacra Famiglia di Bergamo. La Fondatrice nacque a Soncino, in provincia di Cremona, il 28 gennaio 1816 dalla famiglia dei nobili Cerioli, ricchi proprietari terrieri. Nell’ambiente familiare imparò a credere in Gesù, a crescere nelle relazioni, soprattutto ad aprire gli occhi sui poveri che sovente bussavano alla porta del palazzo. Molto presto ella apprese la severa lezione della sofferenza: quella fisica nel suo corpo gracile e malaticcio; quella morale, nella miseria, allora assai diffusa anche tra la gente della sua campagna soncinese, verso la quale la madre, con provvida sapienza cristiana, la rese subito attenta. La volontà dei genitori, nella quale ella sempre riconobbe la volontà di Dio, la portò a 19 anni al matrimonio con il signor Gaetano Busecchi, vedovo di 58 anni, erede dei Conti Tassis di Comonte di Seriate.Nel difficile matrimonio gli fu sposa docile e premurosa; fu rallegrata da quattro maternità, ma l'ora della gioia fu rapidissima perché tre figli morirono appena nati e il figlio Carlo a 16 anni. A trent'otto anni rimase vedova, unica erede di un ingente patrimonio e matura, nella sua limpida fede e nel forte animo, per una dedizione senza riserve a Dio nel servizio dei piccoli e dei poveri. Aprì alle ragazze abbandonate della campagna il ricco palazzo padronale di Comonte pochi mesi dopo la sua vedovanza e nel 1857 fondò l'Istituto delle Suore della Sacra Famiglia. Superate non poche difficoltà, il 4 novembre 1863 realizzava finalmente la sua più profonda aspirazione, mettendo a servizio dei ragazzi la sua proprietà dotale a Villacampagna di Soncino, che affidava alle cure del primo e fedele collaboratore, fratel Giovanni Capponi. Dava così inizio all’Istituto delle Suore e dei Religiosi della Sacra Famiglia per l'aiuto materiale e l'elevazione morale e religiosa della classe contadina, più emarginata del tempo. Si realizzavano così anche le parole del figlio Carlo che, sul letto di morte, le prediceva tanti altri figli e figlie da mantenere al suo posto. Introduzione 13 opera omnia

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Come modello di vita scelse e presentò ai religiosi, alle religiose e alle ‘orfane’ la Santa Famiglia di Gesù, Giuseppe e Maria con il desiderio che ciascuno, riconosciuta la propria figliolanza da Dio, unico padre, imparasse ad essere padre e madre. La semplicità e l’umiltà hanno costituito l’aspetto caratterizzante la sua vita: virtù che raccomandava insistentemente alle sue sorelle e ai suoi religiosi. Dopo essersi fatta povera con i poveri, morì il 24 dicembre 1865, affidando alla Provvidenza l'Istituto femminile già ben avviato e il seme, appena gettato, di quello maschile. Introduzione 14 opera omnia

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I religiosi I Vescovi di Bergamo, Pietro Luigi Speranza e il coadiutore Alessandro Valsecchi, furono confidenti della Fondatrice e sue guide illuminate nella fondazione, tanto da essere venerati in Congregazione come Confondatori. Mons. Valsecchi fu, sino alla sua morte, anche Superiore diretto dell'Istituto maschile. Anche i successivi Vescovi di Bergamo approvarono e sostennero l'Istituto a più riprese. Il Vescovo Gaetano Camillo Guindani nell'anno 1901 affidò la direzione dell'Istituto al sacerdote don Angelo Orisio di Martinengo che, emessi con altri sacerdoti bergamaschi i voti religiosi nella Congregazione, fece suo l'ideale della Cerioli, ne curò la causa di beatificazione, si prodigò perché ne fiorisse l'opera. Sugli scritti della Fondatrice redasse le ‘Regole’. Aprì la casa del Noviziato per la formazione dei Religiosi e il Seminario per la preparazione dei Sacerdoti. Il 2 febbraio 1937 il Vescovo Mons. Adriano Bernareggi, riscontrando la mancanza di un atto formale di erezione dell'Istituto in Congregazione e nel desiderio di favorirlo sempre più ed agevolare il compimento delle opere di carità e di bene cui attendevano i suoi membri, erigeva formalmente in Congregazione di Diritto diocesano l'Istituto della Sacra Famiglia. Nel 1939 Pio XII proclamava l'eroicità delle virtù della Venerabile Suor Paola Elisabetta. Nel 1950, il 19 marzo, festa di San Giuseppe, particolare Patrono della Congregazione, Pio XII canonizzava col titolo di Beata, la nobile Costanza Cerioli che, per amore di Cristo e dei poveri, era diventata l'umile e povera Suor Paola Elisabetta. Nel Capitolo Generale del 1977 la Congregazione approvava in forma definitiva i suoi ordinamenti di vita religiosa, rinnovati e aggiornati in conformità ai Decreti del Concilio Vaticano II. Il 19 marzo 1986 la Congregazione dei Religiosi approvava definitivamente le Costituzioni e riconosceva la Congregazione di Diritto Pontificio. Introduzione 15 opera omnia

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