Isabella Adinolfi MEP (M5S/EFDD)

 

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Il Diritto d'Autore nel terzo millennio

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CULT Committee on Culture and Education Rapporteur: Isabella Adinolfi, EFDD Sono ben 10 le direttive che disciplinano il diritto d'autore all'interno dell'Unione Europea. Troppe! Il nostro obiettivo è quello di semplificare e di armonizzare alcuni aspetti del copyright e dei diritti connessi a livello europeo come la riproduzione, la comunicazione al pubblico e la distribuzione di contenuti. Crediamo infatti che la creazione del mercato unico digitale possa favorire lo sviluppo delle piccole e medie imprese italiane del settore creativo e culturale. Una disciplina unitaria può anche fare in modo che i cittadini europei fruiscano delle opportunità offerte da Internet e dalle nuove tecnologie. Il Parlamento Europeo si sta occupando di aggiornare la principale direttiva in materia, comunemente detta InfoSoc (2001/29/EC). Questa direttiva ha ormai più di 15 anni. Il mondo, nel frattempo, è completamente cambiato. È arrivato quindi il momento di modernizzare ed aggiornare la legislazione in tema di diritto d'autore: l’attuale risulta ormai datata ed obsoleta e quindi incapace di disciplinare in maniera soddisfacente i nuovi fenomeni tecnologici. L’esigenza di un ammodernamento è stata messa in luce sia dalla Commissione europea in diversi studi ufficiali nonché da svariati studiosi e addetti ai lavori. Si deve tenere a mente infatti che la direttiva fu scritta prima che la maggior parte delle tecnologie che usiamo oggi si fosse sviluppata, sulla base dei lavori preparatori che risalivano al 1998, quando Mark Zuckerberg aveva 14 anni, YouTube e Itunes non esistevano e la maggior parte delle persone ascoltava musica alla radio, su CD o nastro.

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Il dominio pubblico è rappresentato da tutte quelle opere non più coperte dal diritto d'autore o a cui non si è mai applicato e quindi sono liberamente fruibili e utilizzabili da tutti. Visto che non esistono regole comuni relative alla durata del diritto d’autore, ogni Stato membro può decidere autonomamente quanto deve durare il copyright impedendo, a conti fatti, l’affermarsi del pubblico dominio e quindi della circolazione del sapere a livello comunitario. E' emblematico quello che è successo con il libro "Il Piccolo Principe" che era entrato nel pubblico dominio in quasi tutta Europa tranne che in Francia, Stati Uniti, Costa d'Avorio e Messico. Non si dovrebbe ripensare al concetto di riproduzione di un opera protetta dal copyright trasformandola in diritto di comunicazione al pubblico? Noi crediamo di sì: oggi si hanno talmente tante possibilità di riprodurre, a livello digitale, qualsiasi opera sfruttando canali distributivi potentissimi (da Youtube in poi) da portare ad affermare che il concetto di riproduzione deve essere ricompreso in quello di comunicazione al pubblico. Il concetto di “riproduzione”, infatti, nasceva in un contesto analogico e ora è solo una sovrapposizione di quello di comunicazione al pubblico e tale distinzione, solo letterale, porta un solo risultato: si paga due volte per la stessa cosa. Dobbiamo inglobare i due concetti che di fatto sono la stessa cosa per eliminare le duplicazioni nella percezione dei proventi stessi, favorendo quindi la fruizione dell'opera e la sua diffusione.

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Che cosa sono le eccezioni e limitazioni al diritto d'autore? In determinate condizioni si può prescindere dalla volontà del titolare del diritto d'autore per poter far circolare i contenuti liberamente. In questo caso si parla di eccezioni e limitazioni al diritto d'autore. Queste consentono, ad esempio, la ricerca scientifica, lo sviluppo del sistema delle biblioteche, anche digitali (c.d. e-lending), l'attività giornalistica e satirica, nonché la fruizione delle opere da parte delle categorie più svantaggiate (per es. ipovedenti). Siamo convinti che le eccezioni e le limitazioni al diritto d'autore debbano essere uguali all'interno dell'Unione per una più ampia diffusione dei contenuti culturali in tutto il territorio europeo, tenendo sempre in conto le particolarità culturali e linguistiche dei singoli Stati membri. Vogliamo in particolare che le nuove forme di fruizione consentite dalle nuove tecnologie come ad esempio le forme di prestito a distanza, c.d. e-lending e il riuso delle opere dell'ingegno siano consentite in tutta Europa. Avete presente quando caricate un vostro video su Youtube, Facebook o Instagram (per es. caricate le foto della festa di compleanno con una musica di un cantante famoso di sottofondo)? Rischiate di avere commesso un illecito! Questo perché non esiste un'eccezione generale per gli usi amatoriali o non commerciali. Per questo crediamo necessario introdurre un'eccezione generale di questo tipo anche per disciplinare fenomeni futuri, ad oggi non prevedibili, e che si produrranno visto il rapidissimo sviluppo tecnologico. L'eccezione dovrebbe essere valutata, in ogni caso, nel rispetto dei diritti degli autori.

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Ogni volta che si compra un nuovo dispositivo elettronico (smartphone, tablet, hard-disk o pc) si paga anche una tassa occulta, che fra l'altro è diversa in tutta Europa. Si tratta di una somma che dovrebbe andare direttamente agli autori delle opere creative, ma che in realtà solo in minima parte finisce nelle tasche degli autori. Secondo il principio di trasparenza, l'ammontare di questa tassa occulta deve essere portato a conoscenza del consumatore. La compensazione per la copia privata, che è nata in un contesto analogico, deve essere modernizzata alla luce delle nuove tecnologie digitali a beneficio dei consumatori.

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