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domenica 27 marzo 2011 anno 136 n 73 in italia euro 1,20 milano via solferino 28 tel 02 6339 servizio clienti tel 02 63797510 fondato nel 1876 letteratura e società www.corriere.it libro e dvd lezioni di scrittura con il corriere domani a 4,90 euro più il prezzo del quotidiano roma piazza venezia 5 tel 06 688281 il corpo del romanziere se l autore fa ombra all opera alessandro piperno alle pagine 34-35 la guida tutto sul condominio secondo volume domani a 0,80 euro più il prezzo del quotidiano in giappone disastro sismico non atomico dure reazioni all ipotesi di pagare 1500 euro per ogni straniero rimpatriato il no di bossi senza nucleare e senza petrolio di giovanni sartori immigrati un caso politico in libia ribelli al contrattacco «riconquistate due città» la proposta del ministro frattini di concedere 1.500 euro per ogni immigrato disposto a tornare in patria ha provocato dure reazioni bossi è nettamente contrario e anche il pd è per il no in libia intanto i ribelli annunciano di aver riconquistato altre due città da pagina 2 a pagina 6 lettere al cardinale ecco perchÉ l apocalisse non deve farci paura i poste italiane sped in a.p d.l 353/2003 conv l 46/2004 art 1 c1 dcb milano l titolo è interrogativo è una domanda ma la grafica non vuole punti interrogativi nel titolo ce li deve mettere il lettore non so se resteremo senza nucleare e anche senza petrolio me lo chiedo la catastrofe dell impianto nucleare in giappone bloccherà o altrimenti rinvierà di parecchio la costruzione di nuove centrali atomiche però la verità è che in giappone la catastrofe è stata in primo luogo sismica un terremoto tra i tre maggiori mai accaduti da quando li misuriamo seguita da un maremoto gigantesco che ha spazzato via i collegamenti elettrici delle pompe di raffreddamento pertanto la lezione non è che le centrali nucleari siano di per sé pericolose ma che non debbono essere costruite in zone sismiche ma al momento questa distinzione sfugge travolta dall orrore e dal terrore che tutti proviamo nell aver visto le immagini di fukushima sfortuna vuole che contemporaneamente la produzione del petrolio cada sempre più in mani infide per l occidente l europa occidentale quasi non ne ha e anche gli stati uniti non ne hanno a sufficienza nemmeno per sé in quell emisfero il paese con più petrolio è il venezuela governato «a vita» da un caudillo alla cubana e nemico viscerale degli stati uniti in africa l oro nero si trova soprattutto in nigeria dove guerriglieri-pirati infestano il delta del niger e i musulmani scannano i cristiani e poi appunto soprattutto in libia mubarak è caduto lestamente perché il suo esercito dipendeva dagli aiuti americani che non potevano consentire un massacro della popolazione civile gheddafi invece paga i suoi soldati e mercenari con i proventi del petrolio e quindi si può permettere di resistere e anche di massacrare chi gli resiste in verità gheddafi avrebbe già schiacciato la rivolta nel sangue senza l intervento autorizzato dalle nazioni unite purtroppo un intervento vacillante che rischia di affondare nel ridicolo al momento la sola certezza è che se gheddafi resta in sella si vendicherà negandoci il suo petrolio cosa resta restano l arabia saudita e i vari emirati arabi di contorno e resta la russia più l iran degli ayatollah e siccome l iran è un nemico mortale dell occidente è chiaro che resta troppo poco per un mondo affamato di petrolio senza contare che anche l arabia saudita diventa instabile se tutto il medio oriente traballa resta anche non lo posso dimenticare per dovere di inventario il metano l italia lo riceve dalla russia dall algeria instabile e finora ma probabilmente non più dalla libia torno al nucleare sulla sua insostituibilità convengo con quanto già scritto sul corriere da panebianco e boncinelli 16 marzo e torno a ripetere che la catastrofe avvenuta in giappone non è atomica è sismica la lezione è che è follia costruire centrali dove sappiamo che la terra trema ma è anche follia non costruirle dove la terra non trema e dove uno tsunami non può arrivare nei prossimi 25 anni il fabbisogno energetico mondiale crescerà si prevede del 60 per cento non sarà con il sole né con il vento che potremo colmare la voragine di vuoto energetico che si sta profilando © riproduzione riservata giannelli in primo piano battista m caprara l cremonesi garibaldi ribaudo gli usa difendono l intervento verso salvate tante vite s tiamo andandoquesta l apocalisse È l impressione che hanno di guido olimpio a pagina 6 di carlo maria martini lampedusa partorisce in mare il bambino muore di alfio sciacca due bimbi sono nati su una barca in avaria al largo di lampedusa uno è sopravvissuto il secondo non ce l ha fatta a pagina 2 quando il raìs leggeva riassunti obama e soros di davide frattini a pagina 5 ondata di proteste contro il regime di assad l assalto ai palazzi del potere in siria ritratti del raìs bashar al assad distrutti sedi dell onnipotente partito baath al potere dal 1963 date alle fiamme assalto in siria ai palazzi governativi decine di vittime damasco nega la repressione e accusa «forze straniere» di voler smembrare il paese alle pagine 8 e 9 a ferrari haddad zecchinelli un paese-mosaico che rischia il crac di roberto tottoli in siria manifestanti ripresi anche da video amatoriali deturpano le gigantografie del presidente assad ell onda di rivolte che sta sconvolgendo il vicino oriente nessuno poteva immaginare che persino la famiglia al assad in siria iniziasse a traballare il padre hafez al assad prima e poi in forma più edulcorata il figlio bashar avevano in fondo creato e mantenuto in vita una dittatura quasi perfetta continua a pagina 9 n molti di noi rispetto ai grandi cataclismi di questi ultimi tempi e anche alle guerre e agli odi che travagliano molti popoli la risposta vera dovrebbe essere di sì il cristiano crede che questo mondo dovrà un giorno finire e del resto la scienza lo conferma perché il sole va verso il suo inevitabile declino perciò molti si chiedono con paura «maestro quando accadrà questo e quale sarà il segno che ciò sta per compiersi?» lc 21,7 gesù invita a non lasciarsi spaventare «quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni non vi terrorizzate» e ancora «vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo» lc 21,9.11 « ma nemmeno un capello del vostro capo perirà» lc 21,18 il cristiano ha la certezza che dio gli verrà in soccorso anche i non cristiani possono avere questa certezza contempliamo in questi giorni l immagine di uomini che si difendono da questa angoscia mortale impegnandosi totalmente al servizio di fratelli sventurati con grande dignità e coraggio il popolo giapponese dà la misura della sua serietà e della sua resistenza se tutti li imitassimo nella loro calma e dignità potremmo anche scongiurare gli effetti di un faticoso umiliante e distruttivo conflitto © riproduzione riservata reuters a pagina 15 il dialogo con i lettori progetto contro il degrado a monza undicimila firme ma così diventa un luna park salvare villa reale anche dalle liti di claudio colombo 9 771120 498008 a villa reale di monza 740 locali ex residenza estiva dei savoia va in rovina bisogna correre ai ripari ma come farlo chi deve farlo con che soldi monza sta litigando su un progetto che concede spazio ai privati contro il loro ingresso sono state raccolte 11 mila firme a pagina 25 con un intervento di carlo bertelli l fuorigioco in calabria se i genitori fischiano il ragazzino di colore di beppe severgnini pag 32 a pagina 21 mangiarotti i due bronzi e l assurda trincea anti galan di gian antonio stella a pagina 23 guida all acquisto regala oltre 170 pagine con tutti i dati e le informazioni utili per scegliere la tua prossima auto in edicola www.quattroruote.it 10 3 2 7>
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2 primo piano domenica 27 marzo 2011 corriere della sera la guerra in libia i migranti dare i soldi agli immigrati perché tornino a casa è assurdo e probabile che tornino per prendere altri soldi roberto calderoli ministro per la semplificazione scontro sul bonus per i rimpatri l alt di bossi e di tremonti maroni e frattini i 1.500 euro potrebbero arrivare dalla ue roma millecinquecento euro per ogni immigrato in italia disposto a tornare in patria venerdì il ministro degli esteri frattini lancia la proposta a tunisi durante l incontro col nuovo governo tunisino come raccontava ieri il corriere ma ieri naturalmente scoppiano i contrasti chi paga non certo il ministro per l economia tremonti che avrebbe fatto sapere altri soldi da stanziare non ci sono frattini cerca di porre riparo ma restano aspetti poco definiti al quotidiano nazionale dice che l organizzazione internazionale per le migrazioni organismo che è nel «sistema onu» mette a disposizione una dote da 1500 dollari per immigrato e che l italia può integrare arrivando fino a 2500 dollari a skytg24 dichiara invece che l italia potrebbe anticipare i soldi che verrebbero poi rimborsati dalla commissione europea «che ha un proprio fondo ad hoc» a tunisi al fianco di frattini c era anche il ministro dell interno maroni in un comunicato ufficiale i due ministri scrivono che questi «rimpatri assistiti» sono all interno di «programmi internazionali già cofinanziati dall unione europea e gestiti in particolare dall oim vista la particolare situazione in atto i suddetti programmi saranno attivati solo in presenza di un finanziamento integrale da parte dell unione europea» l italia ha spiegato ancora frattini ha già attuato progetti di questo tipo nei confronti di immigrati dell africa subsahariana ad esempio nigeriani nel partito di maroni la lega l idea dei contributi monetari non piace affatto «pagare ha detto umberto bossi da besozzo varese dove partecipava a un convegno su 150 anni dell unità d italia ed evoluzione federalista io non gli darei niente li caricherei e li porterei indietro e se tornano li riportiamo ancora a casa» da cuneo dove partecipava a un convegno sulla «sfida del federalismo» roberto calderoli ha detto «e un non senso dare dei soldi a uno se torna a casa mi sembra che provochi esattamente il risultato contrario ossia farlo partire per prendere i soldi per poi tornare a casa sempre che non faccia il ping pong e vada avanti e indietro a 1.500 euro al colpo» contrario all «obolo» anche il pd principale partito dell opposizione il presidente rosy bindi «non si può pensare di risolvere la situazione con una piccola tangente o una mancia e un tampone ed è anche abbastanza offensivo perché si tratta di persone» sempre dal fronte dell opposizione pier ferdinando casini leader dell udc ha detto di essere d accordo sull accoglienza ai rifugiati «ma i tunisini non sono a rischio dunque se non sono regolari vanno rispediti al mittente» visione che coincide con quella di maroni però casini ha aggiunto che «il governo non ha una linea sulla crisi in libia» e ha suscitato la reazione di cicchitto capogruppo del pdl alla camera «l opposizione è caratterizzata da profondissime contraddizioni e allora preferisce condurre contro il governo un attacco pregiudiziale» il leader pd «dall immigrato alim a d alema dopo trenta generazioni» roma «immigrato di trentesima generazione» così si definisce massimo d alema durante la prima conferenza sull immigrazione del pd «questa è la natura del popolo italiano spiega e non ci vuole molto a capire che ci sarà voluto qualche secolo prima che il figlio di alim diventasse d alema» il presidente del copasir ha invitato l italia a considerare i ventimila arrivati in questi giorni dal nord africa «tutti rifugiati» © riproduzione riservata retrovia italiana i cattolici e i raid in libia prevale il fronte del «ni» di pierluigi battista a gar © riproduzione riservata lampedusa primo gruppo da tripoli a bordo anche detenuti due parti in mare un neonato non ce la fa lampedusa venendo al mondo su un barcone in avaria a 60 miglia dalle coste di lampedusa forse ha salvato la vita ad altre 330 persone ma non ad un secondo neonato che purtroppo non ce l ha fatta solo il parto tra atroci sofferenze di una donna etiope di 26 anni ha fatto scattare la macchina dei soccorsi per salvare una carretta del mare partita dalla libia 4 giorni fa e che stava per affondare a bordo somali ed eritrei tra i quali 26 donne e 10 bambini che nessuno voleva aiutare perché quando è partito il primo sos si trovavano ancora in acque internazionali una nave canadese si è pure avvicinata ma si è limitata a lanciare dell acqua poi è andata via fino a quando non è arrivato l ultimo disperato appello col telefono satellitare samuel ha chiamato padre mosè zerai presidente dell agenzia habeshia «fate presto ha gridato imbarchiamo acqua non abbiamo più viveri a bordo c è anche una donna che sta per partorire» in quel momento la macchina dei soccorsi si è messa in moto e da lampedusa sono partite due motovedette dopo il parto in condizioni proibitive la donna e il neonato sono stati presi da un elicottero della marina decollato dalla nave etna in mare aperto con un verricello sono stati tirati a bordo e trasferiti d urgenza a lampedusa e poi al policlinico di palermo la mamma ha voluto chiamare il suo bambino yeabsera che vuol dire «dono di dio» ma le donne di lampedusa accorse all ambulatorio lo hanno ribattezzato angelo e parlano di «miracolo della vita in un mare di disperazione» a bordo del barcone anche un altra ragazza ha cominciato ad avere le contrazioni e in tarda serata è stata soccorsa da un elicottero della marina e trasferita a lampedusa purtroppo all arrivo al poliambulatorio i medici hanno constatato che il bimbo di tre mesi era già morto la donna invece sta bene e viene tenuta sotto osservazione il barcone con gli altri migranti invece è approdato a linosa erano partiti dalla libia da misurata e a bordo ci sarebbero persone che sono scappate dalle strutture di detenzione del colonnello gheddafi quindi hanno diritto ad accedere alle procedure per i richiedenti asilo per questo motivo oggi verranno trasferiti a porto empedocle sul fronte degli sbarchi la situazione non accenna a migliorare nell arco di 24 ore sono arrivate circa mille persone che hanno quasi annullato l effetto dei trasferimenti tanto che attualmente sull isola ci sono ancora circa 5 mila migranti a poco è servita anche l apertura dell ex base loran che ha potuto accogliere 200 persone per paura di eventuali rischi alla salute il sindaco de rubeis pensa anche di chiudere le scuole nota positiva la collaborazione tra immigrati ed isolani per ripulire alcune zone invase dai rifiuti oggi dovrebbero riprendere i trasferimenti anche con navi traghetto e sull isola arriva il governatore lombardo che ieri ha denunciato la presenza di immigrati persino in un suo podere di campagna «l avevo detto che ci toccava uscire col mitra» è stato il suo commento si tratta di parte dei migranti che hanno detto di voler chiedere asilo politico ma una volta arrivati a mineo sono scappati dal «villaggio della solidarietà» diretti a catania dove poter prendere un treno per il nord italia alfio sciacca reti immigrati a mineo alcuni dopo aver chiesto asilo sono fuggiti fotogramma © riproduz one riservata i cattolici ai tempi del referendum sul divorzio c erano quelli del «no» e quelli del «sì» oggi nel fragore della guerra di libia sembra piuttosto prevalere il fronte dei «cattolici del ni» sfogliando le pagine di avvenire e dell osservatore romano non si notano differenze fondamentali sulla linea dell interventismo incerto l intervento dell onu è «necessario» ma si esorta a un uso sobrio e limitato della forza militare «fermare i mercenari di gheddafi» appare un imperativo ma anche quello di non offrire pretesti «umanitari» a un nuovo bagno di sangue non piacciono le smanie di sarkozy ma nemmeno l attendismo snervante di chi come il governo italiano aderisce al fronte bellico ma malvolentieri obtorto collo con berlusconi che deve accettare l accelerazione francese ma si complimenta con la merkel attaccatissima in germania per la linea del no all intervento armato in libia e dunque cattolici della moderazione della prudenza dei limiti del «ni» come risuonavano solenni e perentorie le parole con cui joaquín navarro-valls allora capo della sala stampa vaticana illustrava la netta contrarietà della chiesa di giovanni paolo ii alla guerra dell iraq «chi decide che sono esauriti tutti i mezzi pacifici che il diritto internazionale mette a disposizione si assume una grave responsabilità di fronte a dio alla sua coscienza e alla storia» parole scolpite nel tempo maestose pesanti oggi si esorta alla calma ma con concetti e categorie che sembrano appartenere piuttosto alla dimensione fredda e razionale della geopolitica i richiami profetici sono sbiaditi su libero antonio socci cerca con grande impegno di spronare il mondo cattolico al rifiuto della guerra «l idea che l anticristo si ammanti di apparenze idealistiche o umanitarie per scatenare in realtà il male è un pensiero ricorrente di papa ratzinger ed è anche un antica premonizione della tradizione cristiana» ma in questi giorni benedetto xvi non ha ancora indicato al cuore del mondo le fattezze dell «anticristo» che forse si annida torbido e intrigante nelle stanze segrete dell eliseo o di downing street numero 10 oggi detestate dal governo italiano le preoccupazioni sono più sobrie più misurate cresce l allarme per la minoranza cristiana in siria come è ovvio ma non sembra in partenza la crociata contro chi ha fatto partire gli aerei militari contro il tiranno gheddafi difficile da includere con tutta la buona volontà tra le forze del bene in lotta contro l «anticristo» anglo-francese © riproduzione riservata e
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corriere della sera domenica 27 marzo 2011 primo piano 3 un obolo non risolve il problema ed è anche offensivo nei confronti delle persone rosy bindi presidente pd vanno distinti coloro che sono profughi e fuggono dalla guerra dai clandestini maurizio gasparri capogruppo pdl si consideri l ipotesi di intercettare i barconi e di portarli sulla terraferma margherita boniver deputato pdl la mappa la polverini ci pensino la campania e la toscana accoglierli regioni divise zaia da noi solo i profughi e vendola vengano tutti roma il governatore del veneto luca zaia è della lega come il ministro dell interno maroni ci tiene a proclamare «sono solidale con maroni» ma sul piano di distribuzione degli immigrati sul territorio nazionale non vuole equivoci «prendiamo solo rifugiati chi è clandestino se ne torni a casa» spiega i tantissimi imprenditori veneti che lavorano in tunisia gli hanno testimoniato che le attività laggiù sono ripartite non c è alcun motivo di fuga «ma il 75 per cento di quelli che erano fuggiti dalle carceri nei giorni della rivolta non sono rientrati e io non voglio evasi e nemmeno quelli che arrivano qui con jeans giubbottino telefonino quelli che arrivano con gli scafisti trasformati in tour operator a 2.500 euro a persona trasportata ho già 700 mila immigrati e 130 mila disoccupati e il 65 per cento dei miei comuni combatte con i postumi delle alluvioni!» il governatore della puglia nichi vendola dice che la sua regione è luogo deputato per l accoglienza quando il ministro maroni ha detto ai presidenti di regione che l intenzione è di accogliere solo i libici rifugiati politici e non per esempio i tunisini ha alzato la mano e ha chiesto «come distinguiamo clandestini e profughi?» insomma la puglia è pronta a non chiudere le porte a nessuno ma «è vergognoso dice vendola che nelle ultime ore a manduria in provincia di taranto i vigili del fuoco abbiano montato una tendopoli senza che noi fossimo avvertiti sulla sua destinazione centro di prima accoglienza centro di identificazione ed espulsione?» ecco fotografati due aspetti del mondo delle regioni in grave agitazione dopo l annuncio di maroni «dovrete accogliere su tutto il territorio nazionale 50 mila profughi» dalla toscana il presidente enrico rossi protesta contro i dirigenti della lega colleghi di maroni «mentre lui ci chiede di ospitare i profughi i dirigenti leghisti avvelenano i pozzi della solidarietà parlando di invasione e di clandestini » nel lazio l altro ieri l assessore alle politiche sociali aldo forte aveva dichiarato disponibilità ad accogliere «ancor più in virtù della presenza sul nostro territorio della capitale mondiale della cristianità» aveva tuttavia ricordato che «ci troviamo nell imminenza della beatificazione di giovanni paolo ii che riverserà sull area metropolitana di roma centinaia di migliaia di persone » e ieri la presidente polverini ha rincarato aprendo una battaglia fra governatori «e tempo che regioni che non hanno mai accolto nessuno come toscana e campania facciano un passo avanti!» formigoni governatore lombardo allarga invece il campo «c è la necessità che altri paesi europei a partire dai più zelanti nel condurre le operazioni militari come francia e hanno detto scopelliti siamo pronti a fare la nostra parte perché le disgrazie possono capitare a tutti chiediamo però il sostegno dello stato rossi maroni ci chiede di ospitare ma i dirigenti leghisti avvelenano i pozzi della solidarietà parlando di invasione errani il sindaco orsoni «no ai lager a venezia non possiamo ospitarli» milano «venezia spiega il sindaco giorgio orsoni non ha attualmente una struttura di grande capacità per accogliere tanti migranti nordafricani e per quanto mi riguarda pongo anche un problema che definirei di approccio culturale» il sindaco della città lagunare ha le idee molto chiare «non sono affatto d accordo prosegue orsoni che è avvocato e professore ordinario di diritto amministrativo all università ca foscari di venezia con le grandi strutture d accoglienza che sembrano dei lager perché questa emergenza va fronteggiata in modo razionale pensando molto di più al fatto che abbiamo il dovere di trattare queste persone con umanità e non invece come si potrebbe fare con delle bestie occorre per questo motivo conclude il sindaco di centrosinistra distribuirli in gruppi più piccoli possibili e smistarli in modo omogeneo fra tutte le regioni del nostro paese» attendiamo il piano dettagliato del governo con numeri e siti tutti dovranno fare la loro parte alessio ribaudo © riproduzione riservata inghilterra si facciano carico prioritariamente di questa accoglienza umanitaria» prendono posizione anche le singole città proprio il sindaco di roma gianni alemanno ha fatto sapere venerdì di aver chiesto al prefetto di preservare l area metropolitana di roma dall accoglimento dei profughi secondo alemanno il prefetto ha assicurato che il piano profughi investirà il lazio e non roma ma il prefetto ha precisato ogni decisione spetta al ministero non alle prefetture da milano letizia moratti ha fatto eco «chi ha già dato sia esentato a milano c è già la metà dei rifugiati di tutta italia» più morbidi anzi cooperanti altri sindaci da napoli rosa russo iervolino «e naturale che cercheremo di dare il massimo contributo possibile» da firenze matteo renzi «se il governo necessita dell ex caserma gonzaga accettiamo la richiesta di collaborare ma deve essere chiaro che una volta risolta l emergenza la gonzaga passa alla città di firenze» a macchie la situazione nel veneto del governatore zaia linea dell accoglienza da parte dei sindaci di padova zanonato pd di verona flavio tosi lega e di belluno antonio prade contrario il sindaco di rovigo fausto merchiori le piccole regioni del centro italia mostrano di avere meno problemi l umbria guidata da catiuscia marini fa sapere che è pronta a ricevere già nei prossimi giorni 400 profughi il piano di maroni gliene assegnerebbe in tutto mille il presidente delle marche gianmario spacca risponde da los angeles dove sta girando uno spot per la regione assieme a dustin hoffman «abbiamo dato piena disponibilità ad accogliere i millecinquecento che ci sono stati destinati» solo un problema il ministero li vorrebbe tutti in una caserma la regione li vedrebbe meglio a piccoli gruppi sul territorio e anche dalla calabria il presidente giuseppe scopelliti schiera la regione «pronta a fare la sua parte» perché «le disgrazie possono capitare a tutti» però scopelliti chiede «il sostegno dello stato» la calabria fino a due giorni fa dichiarazione del sottosegretario all interno nitto palma era una delle quattro regioni con sicilia puglia e abruzzo a restare esclusa dal piano profughi proprio per aver già dato molto poi nel giro di qualche ora l esenzione è rimasta solo per l abruzzo vittima del terremoto ora vasco errani governatore dell emilia romagna da 13 anni e presidente della conferenza delle regioni dice «attendiamo il piano dettagliato del governo con numeri e siti tutti dovranno fare la loro parte» per il momento sembra che vogliano farla in ordine sparso andrea garibaldi © riproduzione riservata il meglio della reflex in una compatta fotocamere con obiettivi intercambiabili immagina di poter contenere tutte le qualità della reflex in una sola mano con nex-5 e nex-3 di sony la realtà supera l immaginazione fotocamere compatte dal design cool e facili da usare tra le più piccole al mondo realizzano filmati video in full hd e foto panoramiche anche in 3d scoprile al photoshow fiera milano city pad 3 `sony make.believe e gli altri loghi sono marchi registrati di sony corporation www.sony.it
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corriere della sera domenica 27 marzo 2011 primo piano 5 la guerra in libia la battaglia la partecipazione dei paesi arabi ha inviato un segnale chiaro sulla volontà di far applicare la risoluzione onu david cameron premier britannico gli insorti avanzano gheddafiani in fuga i ribelli riconquistano ajdabiya e puntano a est con l aiuto dei caccia dal nostro inviato nell hotel dei reporter bengasi le milizie della rivoluzione ieri all alba hanno riconquistato la cittadina di ajdabiya 160 chilometri a ovest di bengasi grazie ai bombardamenti decisivi dei caccia inglesi e francesi da venerdì pomeriggio la situazione si è infine sbloccata dopo sei giorni di stallo le colonne di gheddafi si ritirano in disordine verso sirte lasciando morti feriti e decine di veicoli sul campo in serata il fronte si era spostato ancora di oltre 120 chilometri superando il polo petrolifero di brega e attestandosi all oasi di agheila passaggio obbligato per gli eserciti che si muovono nella regione teatro di battaglie memorabili nella seconda guerra mondiale tra le truppe tedesco-italiane e quelle inglesi si apre ora una nuova fase del conflitto la regione della sirte conta diverse tribù fedeli al colonnello lo spettro della guerra civile si fa più imminente bengasi tira comunque un lungo liberatorio sospiro di sollievo solo otto giorni fa era sotto il tiro dei cannoni di gheddafi dal nodo stradale di ajdabiya c era il rischio che i nemici percorressero veloci i 450 chilometri di autostrada nel deserto sino a tobruk circondando in una gigantesca sacca l intera cirenaica ora ciò non è più possibile le milizie della rivoluzione ripercorrono trionfanti le stesse strade che avevano risalito vittoriose subito dopo le sommosse del 17 febbraio già ai primi di marzo avevano raggiunto le raffinerie di ras lanuf un centinaio di chilometri oltre ajdabiya ma poi c era stato il contrattacco ordinato da tripoli seguito dalle sconfitte la paura la rotta lo spettro del fallimento e dei massacri punitivi già promessi a gran voce dal colonnello ovvio dunque il senso di trionfo che ora prevale tra i militanti della rivoluzione eppure mitigato dalla diffusa consapevolezza che senza l intervento della nato nulla di tutto questo sarebbe stato possibile «grazie nato grazie europa grazie stati uniti» gridavano ieri i giovani armati nel centro di ajdabiya «ora chiediamo che la nato continui a operare in coordinamento con le nostre truppe di terra non possediamo le armi pesanti che invece hanno i nostri ne mici abbiamo bisogno dell aiuto alleato per proseguire la battaglia verso tripoli» ribadisce il vicepresidente del consiglio nazionale il governo rivoluzionario provvisorio abdel hafiz ghogha la svolta nei combattimenti è infatti avvenuta l altra sera quando i tornado britannici hanno iniziato a bombardare carri armati e artiglierie attestati nelle zone occidentali e orientali della città sono i resti della colonna di gheddafi decimata nel pomeriggio del 19 marzo dai mirage francesi alle porte di bengasi pur se circondati e braccati dai giovani volontari della rivoluzione avevano deciso di non mollare la città è così precipitata nell orrore dell assedio oltre il 90 per cento dei circa 100.000 abitanti era fuggito mancavano luce e acqua nessuna possibilità di trovare cibo l altra notte le milizie pro gheddafi attestate nei quartieri orientali hanno dunque attraversato il centro per unirsi ai commilitoni trincerati in quelli occidentali braccati dai caccia nato si sono poi stipati in auto e gipponi per fuggire in direzione di brega È stato alle prime luci dell alba che le forze ribelli sono infine penetrate nella città senza praticamente sparare un colpo i comandi a bengasi non sono ancora pronti a fornire un bilancio ufficiale delle vittime sembra vi sia una quarantina di morti tra le truppe fedeli al colonnello una trentina i loro mezzi distrutti per lo più carri armati e camion lanciarazzi una ventina sarebbe invece caduta indenne nelle mani delle milizie rivoluzionarie nella zona urbana di ajdabiya le distruzioni tra le abitazioni civili appaiono meno gravi di quanto non fosse propagandato dai ribelli all ospedale sono registrati una trentina di morti dal 15 di marzo tra loro almeno 5 uomini di gheddafi la denuncia di una donna «stuprata dai soldati del raìs» «mi hanno sequestrato e stuprato per due giorni dopo avermi fermata a un posto di blocco lo hanno fatto perché sono di bengasi» È l accusa rivolta ai soldati di gheddafi da una donna libica sui trent anni che ha detto di chiamarsi iman al-obeidi la donna ha fatto irruzione ieri mattina nell hotel rixos di tripoli dove sono ospitati i giornalisti stranieri accreditati con il governo ha mostrato un livido sul volto un ampia cicatrice e graffi sulle gambe oltre a segni di manette ai polsi secondo il giornalista del new york times presente sul posto ha detto di essere originaria di bengasi le forze di gheddafi secondo il suo racconto l avrebbero fermata alla periferia di tripoli arrestandola e trattenendola per due giorni durante i quali sarebbe stata stuprata da 15 uomini «mi hanno urlato contro di tutto mi hanno filmata ero sola c era del whisky ero legata mi hanno urinato addosso hanno violato il mio onore» ha raccontato la donna a michael georgy della reuters lorenzo cremonesi © riproduzione riservata hotel scontro tra un agente e la donna epa tecnica così il leader si tiene aggiornato senza sforzo quei riassunti di libri celebri preparati per il colonnello il colonnello gheddafi è uno scrittore prolifico e un lettore pigro ordina ai subalterni di riassumere per lui i saggi che non ha tempo di sfogliare da solo e che non riesce a trovare tradotti i diplomatici americani dell ambasciata a tripoli raccontano la consuetudine in un dispaccio intitolato «lista di letture estive» dell ottobre 2008 divulgato assieme alle migliaia di documenti rivelati da wikileaks il funzionario statunitense incontra ahmed fituri un accademico con dottorato all università del michigan e dirigente al ministero degli esteri sulla sua scrivania vede una pigna di libri in inglese e chiede spiegazioni il dottor ahmed enfatizza di «essere stato personalmente incaricato dal leader» di tradurre e ridurre i titoli «significativi» che riguardano la politica e la strategia americana la storia i temi d attualità gli affari internazionali lui e altri «fidati lettori» sono stati prescelti negli anni per compendiare libri articoli editoriali hanno la libertà di scegliere quali proporre anche se qualche volta è il capo a decidere i rapporti in arabo vanno dalle quattro alle sette pagine ben più lunghe le opere stilate da gheddafi il libro verde del 1975 raggiunge le 176 nella versione in italiano ed è diviso in tre parti «l autorità del popolo» «il socialismo» «le basi sociali della terza teoria autore il leader libico muammar gheddafi è uno scrittore prolifico tra i suoi lavori più importanti il «libro verde» del 1975 e «fuga dall inferno e altre storie» del 1993 reuters/louafi larbi contrattacco ragazzo con il fucile ad ajdabiya riconquistata dai ribelli universale» lo storico britannico andrew roberts ha selezionato con sarcasmo pochi giorni fa le sue «dieci sentenze preferite» sul sito daily beast e ha smantellato con una frase lo stile del dittatore «quando vediamo in televisione gli enormi monumenti al libro verde venire distrutti dai libici in rivolta non assistiamo ad atti di vandalismo ma a vera critica letteraria» per fuga dall inferno e altre storie 1993 il colonnello ha ottenuto la prefazione di pierre salinger che è stato anche portavoce di john fitzgerald kennedy il giornalista americano scrive che leggerne i racconti permette di capire meglio l uomo al di là degli «stereotipi» costruiti dagli occidentali per far capire meglio gli occidentali al suo committente lettore alcuni testi sintetizzati per il colonnello l autobiografia di barack obama «l audacia della speranza» e «l era post americana» di fareed zakaria fituri ha letto e liofilizzato da «lista estiva» del 2008 l era post americana dell analista fareed zakaria il mondo è piatto di thomas friedman editorialista del new york times l era della fallibilità le conseguenze della guerra al terrore critica alla dottrina bush del finanziere george soros un articolo di condoleezza rice allora segretario di stato americano pubblicato dalla rivista foreign affairs e intitolato ripensare l interesse nazionale il realismo americano per un nuovo mondo sarebbe questo il saggio da riprendere in mano in queste settimane di guerra assieme a l audacia della speranza l autobiografia di barack obama che è stata riadattata per gheddafi prima della vittoria alle elezioni presidenziali il diplomatico libico spiega al collega americano che il leader e musa kusa allora capo dei servizi segreti adesso ministro degli esteri gli hanno chiesto di fornire lo stesso servizio riassunti a muatassim il figlio e consigliere per la sicurezza nazionale non sarebbe però un «lettore vorace» e non guarderebbe neppure le poche pagine sintetizzate «non è considerato intellettualmente curioso spiega fituri quanto il padre o il fratello maggiore seif» l unico giornalista che è riuscito a parlare brevemente con lei «non ho paura di niente mi arresteranno non appena esco di qui» ha aggiunto gli agenti di sicurezza e il personale dell albergo sono intervenuti per cercare di trascinare via la donna due inservienti che fino a poche ore prima avevano servito il caffè per la colazione hanno afferrato coltelli dai tavoli e hanno minacciato la donna «traditrice» sibilava una di loro e i giornalisti che cercavano di difenderla tra spintoni e pugni una telecamera della cnn è finita in pezzi mentre agli altri cameraman veniva intimato di smettere di riprendere la lotta è durata circa un ora un agente ha tirato fuori la pistola alla fine la donna è stata caricata su un auto bianca «È mentalmente disturbata l abbiamo portata in ospedale» ha riferito il portavoce del governo libico musa ibrahim aggiungendo che era ubriaca «la sua sicurezza sarà ovviamente garantita» ha detto ai giornalisti spiegando che le autorità condurranno un inchiesta ma che ritengono possibile che dietro le accuse della donna vi siano solo «fantasie» v ma © riproduzione riservata davide frattini meridiano.corriere.it © riproduzione riservata
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6 primo piano domenica 27 marzo 2011 corriere della sera la guerra in libia la diplomazia i raid contro il regime libico sono un fallimento gheddafi non potrà essere rovesciato senza un intervento a terra il capo di stato maggiore russo nikolai makarov obama esulta «abbiamo evitato una catastrofe» per il presidente la missione «è un successo» ma poi frena su eventuali altri interventi washington obama frena sugli interventi americani rassicura il paese sulla campagna libica e studia altre forme per aiutare i ribelli libici tra queste la fornitura di armi nel tradizionale messaggio del sabato il presidente ha probabilmente anticipato le linee guide della strategia che verrà illustrata in modo più articolato con un discorle forze usa hanno fatto da battistrada nei raid per «la loro capacità specifica» i missili cruise ma ora la partecipazione si fonda con «uno sforzo internazionale più ampio» poi con in mente quanto sta avvenendo in medio oriente obama ha avvertito che «gli usa non possono intervenire ogni volta che c è una crisi» È un tentativo di calibrare un apè innanzitutto un tentativo di alleggerire la pressione del fronte libico se «la missione è compiuta» e legata solo ad assistere la popolazione libica aggredita da gheddafi gli stati uniti possono e vogliono lasciare la guida ad altri in questo caso la nato e hillary clinton ha lavorato tanto per raggiungere l obiettivo in questa fase comunque gli americani continueranno a garantire un appoggio fondamentale agli alleati e hanno in mente nuove misure la prima è quella di fare arrivare armi ed equipaggiamenti per costituire un esercito ribelle missione non facile e che richiede tempo ma che era già stata considerata all inizio della crisi chiedendo aiuto ad amici arabi a cominciare dall arabia saudita i diplomatici statunitensi ritengono che la risoluzione onu sia abbastanza «flessibile» da permettere l invio del successo il presidente degli stati uniti barack obama rassicura il paese sulla campagna militare in libia epa/michael reynolds 178 i missili tomahawk sparati dagli stati uniti contro 200-400 obiettivi tra cui radar e sistemi anti missile so previsto per lunedì obama ha definito la missione in libia «un successo» perché la reazione è stata «rapida» e ha evitato «una catastrofe umanitaria» salvando la vita di donne e bambini il presidente ha sottolineato che proccio che lo metta al riparo da altre critiche il congresso è contrario a nuove avventure militari senza abbandonare chi chiede democrazia come sta avvenendo in queste ore nelle città siriane il messaggio del presidente materiale bellico più caute fonti delle nazioni unite c è l embargo e riguarda tutta la libia altra opzione allo studio è ridurre l azione dei caccia con altri mezzi che abbiano però la capacità di neutralizzare tank e blindati con una certa precisione possibile lo schieramento di qualche ac-130 una cannoniera volante e di velivoli senza pilota armati in grado di restare in missione per ore sul territorio libico i piani di obama risentono in modo sensibile della battaglia esplosa nei corridoi del congresso dopo i raid anti gheddafi se il pentagono ha sparato i suoi cruise i parlamentari di entrambi gli schieramenti hanno «bombardato» il presidente trovando sponda anche nei commentatori di solito benevoli con la casa bianca obama è stato accusato di essere entrato in guerra senza avere l autorizzazione e i suoi detrattori tra cui molti liberal hanno posto molte domande qual è l obiettivo finale della campagna quanto costerà qual è il vero ruolo delle forze usa chi sono realmente i ribelli obama ha provato a dare risposte che non hanno sempre convinto prima ha detto che gheddafi se ne deve andare e dunque è questa la meta poi ha corretto il tiro sostenendo che il dittatore «ha perso il sostegno del suo popolo» affermazione non più accompagnata dalla richiesta che lasci il potere anche se è implicito a rendere tutto più complicato c è il caso siriano l america non può restare inerte davanti ai massacri commessi da un regime da sempre ostile e padrino di terroristi il problema è trovare la risposta più adeguata in un area ultrasensibile le connessioni palesi e sotterranee della siria invitano a essere prudenti guido olimpio © riproduzione riservata la conferenza roma caldeggia una soluzione politica proposta dell italia agli alleati «dialogo con tutte le tribù» roma non solo bengasi franco frattini non lo dirà necessariamente così ma questa è la linea che si consolida nel governo italiano in vista della conferenza di martedì a londra tra i ministri degli esteri dei paesi più interessati alla guerra civile in corso in libia gli interlocutori della comunità internazionale secondo il titolare della farnesina non dovrebbero essere soltanto i membri del consiglio formato nel capoluogo della cirenaica e dell insurrezione contro muammar gheddafi ma anche rappresentanti delle tribù libiche e altri soggetti politici esistenti o potenziali mentre gli insorti combattono contro le forze di regime e aerei francesi attaccano l aviazione del colonnello il governo italiano tende a sottolineare la necessità di un «cessate il fuoco» che crei le condizioni di un «dialogo di riconciliazione nazionale» la fine dei combattimenti è un obiettivo della risoluzione 1973 dell onu che ha autorizzato «tutte le misure» adatte a proteggere i civili dalla repressione di gheddafi tempi e modi della realizzazione però non sono indifferenti per i prossimi assetti dell attuale gimahiria il foglio quotidiano che con silvio berlusconi ha legami diretti ha attribuito al cavaliere l idea di proporre una riunione a napoli ai primi ministri degli stati impegnati nelle operazioni sulla libia destinate a passare sotto comando nato al momento a napoli sede scelta per il comando è previsto il 13 aprile un incontro ministeriale del cosiddetto «5+5» con cinque stati della sponda nord e cinque della sponda sud del mediterraneo la conferenza internazionale più prossima è quella di londra lì le sfumature sugli interlocutori in libia andranno tenute presenti quanto il contenzioso con la francia tuttora in atto sul comitato politico che dovrebbe affiancare il coordinamento delle operazioni militari affidato alla nato stasera a bruxelles il consiglio atlantico nel quale per l italia c è l ambasciatore riccardo sessa deve decidere con quali mezzi e compiti agirà ciascun paese impegnato sulla libia frattini non intende formulare la tesi su bengasi in modo da irritare i ribelli da giorni mette in evidenza di aver avuto «contatti con il presidente del governo provvisorio libico l ex ministro della giustizia jalil» la riapertura del consolato d italia e l invio di cibo italiano via mare alla città del consiglio nazionale di transizione «i vostri aerei in piena notte hanno distrutto i carri che si apprestavano a martirizzare bengasi e a entrare nella città indifesa il popolo libico vi considera liberatori la riconoscenza nei vostri riguardi sarà eterna» ha scritto mahmoud jibril capo del consiglio di transizione in una lettera al presidente francese nicolas sarkozy frattini dice «ho avuto un colloquio con il professor jibril e mi ha garantito non solo che manterranno tutti gli impegni internazionali verso i partner che vogliono una libia unita ma anche che rispetteranno i contratti petroliferi» la riconoscenza «eterna» per parigi non è però elemento indifferente per berlusconi capo di governo del primo partner economico della libia che riceve dalla giamahiria circa un terzo del fabbisogno energetico esteri il ministro franco frattini scontro a distanza proposta parigi-londra il governo francese ha annunciato per la settimana prossima di concerto con quello britannico la presentazione di un piano per una soluzione politico-diplomatica della crisi risposta italiana il ministro degli esteri franco frattini ha replicato che anche l italia ha idee da presentare «nelle sedi opportune» servizio clienti 055696276 · www.annamariacammilli.com maurizio caprara © riproduzione riservata
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8 primo piano domenica 27 marzo 2011 corriere della sera medio oriente le rivolte popolari funerali deraa piange i suoi morti siria assalto ai palazzi del potere l esercito schierato nelle città il regime accusa «vogliono smembrare il nostro paese» immagini dalla protesta alcune immagini dell intifada siriana riprese dai telefonini e messe ieri su internet dall alto a sinistra scontri a homs tra la gente e le guardie repubblicane a sanamin a sud di damasco giovani scappano dopo aver dato l assalto a una sede della polizia nella stessa città alcuni uomini portano sulle spalle un manifestante ferito a homs un ragazzo mostra un pezzo di lacrimogeno raccolto per terra ritratti del raìs bashar al assad distrutti dai manifestanti sedi dell onnipotente partito baath al potere dal 1963 date alle fiamme assaltati gli uffici della syriatel società di telecom di rami makhluf uomo più ricco e tra i più odiati del paese e cugino del raìs l esercito dispiegato in modo massiccio per la prima volta nel centro di una città a latakia e intanto dopo le tante vittime civili di venerdì quante è impossibile dirlo ancora attacchi mortali con spari contro la gente disarmata alcuni condotti da uomini in borghese e da cecchini invisibili mentre il governo continua a negare di aver ordinato la repressione promette ancora riforme accusa «forze straniere» di voler creare nel paese la «fitna» la divisione al 12esimo giorno dall inizio della rivolta la regione di deraa si è confermata cuore della resistenza nella città e nei villaggi del sud le tribù si erano sollevate per gli abusi della polizia su un gruppo di bambini all indomani della protesta organizzata su facebook il 15 marzo che aveva avuto poco seguito ma era stata rilanciata proprio dalla resistenza dei clan sunniti al confine giordano tra cui si sono contati il maggior numero di morti più di 100 dicono gli attivisti ieri a tafas la gente ha distrutto e bruciato le sedi del baath e della syriatel e un commissariato di polizia a deraa le guardie repubblicane guidate dal fratello del presidente mahar si sono ritirate dal centro dove migliaia di persone continuavano il sit-in iniziato da giorni più a nord a sanamin verso damasco i carri armati hanno circondato la città e testimoni raccontano di uno scontro tra le guardie repubblicane in gran parte alauite ovvero della stessa minoranza della famiglia assad e l esercito sunnita un importante ufficiale avrebbe già di sertato e sarebbe arrivato in europa fornendo informazioni preziose ai dissidenti in esilio che stanno preparano un dossier per la corte penale internazionale dell aia gli scontri più duri ieri sono stati però a latakia sulla costa la città-porto vicina alle monta cecchini gli attivisti «venti morti a latakia uccisi dai cecchini delle guardie di bashar al assad» gne alauite «le guardie repubblicane i loro sgherri e i cecchini al comando del cugino di bashar nmer hanno attaccato cinque quartieri sunniti ucciso venti persone dice un attivista che non vuole essere citato il loro piano è creare tensioni confessionali e provocare un attacco sunnita contro gli alaui ti che sarebbe un ottima scusa per nuove repressioni si dice poi che il regime stia preparando un attentato da attribuire ai rivoltosi» in serata fonti indipendenti segnalavano l arrivo dell esercito a circondare e poi entrare a latikia mentre l agenzia ufficiale sana annunciava la morte di un ragazzo a homs «ucciso da un gruppo armato» bashar che venerdì aveva portato per le vie di damasco migliaia di sostenitori continua a tacere ma la sua portavoce buthaina shaaban rilascia interviste alle tv straniere e insiste che il raìs «lancerà una riforma costituzionale e del baath da far votare ai cittadini tramite referendum il prima possibile» promesse già fatte e mai mantenute dice di non sapere niente dei 260 detenuti che sarebbero stati rilasciati nella capitale islamici e curdi secondo le voci diffuse in mattinata soprattutto denuncia «l evidente progetto lanciato da forze straniere per smembrare la siria su base confessionale» una frase che pare confermare i sospetti dei dissidenti secondo i quali a volere uno scontro tra comunità è lo stesso regime e che ricorda quelle del colonnello gheddafi su al qaeda e i crociati sobillatori della rivoluzione nella jamahiriya molte delle notizie che filtrano dalla siria richiamano in effetti le cronache della rivoluzione egiziana o della prima fase di quella libica ma se dissidenti e analisti concordano che anche qui «la paura infine si è rotta» e che il raìs è di fronte alla più seria minaccia da quando fu «eletto» 11 anni fa nessuno fa previsioni sull esito di questa intifada dipenderà dall esercito dalle divisioni ai vertici dello stato soprattutto dalla tenuta dei manifestanti che per ora resistono nonostante tutto diario arabo qualcuno interverrà ne posso dubitare di joumana haddad cecilia zecchinelli © riproduzione riservata vorrei parlarvi della siria e della notizia di oggi «le autorità siriane hanno rilasciato oltre 200 prigionieri politici» acclamiamo il signor assad o ci rendiamo conto che è solo una forma di comprarsi una tregua ci sentiamo soddisfatti per così poco oppure ci chiediamo perché iniziative di questo tipo non sono state fatte prima dell arrivo della pressione popolare ci congratuliamo o ci preoccupiamo perché quei 200 liberati sono per lo più degli islamici quindi serviranno solo a confermare la famosa litania del potere siriano «vi stavamo proteggendo dagli estremisti» la siria caro occidente sta liberando mine nelle sue strade mentre sta uccidendo centinaia di innocenti mentre rimangono nelle sue prigioni i veri attivisti civili e umanisti quelli che non ce la facevano più con la dittatura il terrore e l ingiustizia di quel regime e hanno avuto il coraggio di dirlo a voce alta qualcuno ha l intenzione di intervenire in siria pertanto ne dubito la coscienza tranquillissima © riproduzione riservata ricorsi storici la città dove è iniziata la rivolta è la stessa dove venne catturato il condottiero britannico la fortezza di deraa e la notte di lawrence d arabia «ai miei occhi il centro dell attenzione era deraa l ombelico delle armate turche in siria» thomas edward lawrence individua sulla mappa la città nel sud-ovest del paese perché sta impolverata all incrocio ferroviario tra gerusalemme-haifa-damasco-medina e il crocevia della guerra e il bivio dove si disperde la vita del condottiero che ha ispirato la rivolta araba contro l impero ottomano tra il 15 e il 21 novembre 1917 l ufficiale di sua maestà che indossava la tunica e il turbante si avvicina da solo alla fortezza e una missione di ricognizione per valutare le forze degli avversari viene catturato e portato da hajim bey il governatore turco che lo fa bloccare da quattro uomini e cerca di violentarlo al suo rifiuto come racconta nei sette pilastri della saggezza il bey ordina di frustarlo «disse di portarmi fuori e darmi una lezione una guardia mi colpì all inguine mi piegai in due provando a urlare impotente arrivò un altra sferzata la vista si oscurò e la vita sembrava uscire dal corpo per quest ultima indescrivibile ondata di dolore» i carcerieri riportano lawrence dal governatore che questa volta lo rifiuta è «troppo straziato e sanguinante per il suo letto» abbandonato in una stalla riesce a fuggire «con una certezza confermata dal passare dei giorni la cittadella della mia integrità è andata perduta» l eroe britannico che odiava essere toccato ed evitava di stringere la mano scrive e riscrive il racconto di quella notte non si riprende più piano dei baffi frementi del bey le pagine del diario che documentano quei giorni a deraa sono strappate e l unica fonte diretta sono le memorie scritte cinque anni dopo james barr arriva ad accusare lawrence di non essere mai stato nella città ma di essersi fermato ad azraq un castello derelitto in un oasi a cento chilometri gli psico-biografi come barr provano a spiegare che il colonnello e agente segreto si sentiva in colpa per aver truffato gli alleati arabi convincendoli a combattere contro i turchi con la promessa che più schiacciante fosse stata la vittoria più grande sarebbe diventato lo stato unificato creato con la conquista sapeva che i francesi e i britannici intendevano mantenere il controllo sulla siria il libano la palesti peter o toole in una scena di «lawrence d arabia» film del 62 sul britannico che animò la rivolta araba qualche storico è convinto che l episodio della violenza subita sia stato inventato o esasperato per sbaragliare gli avversari politici nell esercito e tra i militanti arabi il regista david lean gli crede nel film lawrence d arabia l abuso viene svelato e anticipato da un primo na e la mesopotamia l uomo che più aveva creduto nell autodeterminazione in medio oriente forse non avrebbe previsto le rivolte di questi mesi «un giorno saranno pronti per governarsi da soli quando tra sette settanta o settecento anni solo dio può saperlo» scriveva all amica charlotte moglie del drammaturgo george bernard shaw eppure resta il più citato dai commentatori britannici salire sulle spalle di lawrence meglio se a dorso di cammello era alto meno di un metro e sessanta li aiuta a capire dove stia andando l avventura militare in libia del premier david cameron il financial times contrario a un intervento troppo prolungato ricorda la sua osservazione «e meglio che gli arabi facciano la guerra da soli in modo passabile che noi per loro alla perfezione» d f © riproduzione riservata meridiano.corriere.i
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corriere della sera domenica 27 marzo 2011 primo piano 9 l analisi di antonio ferrari la repressione violenta di proteste pacifiche non solo non risolve il malcontento di chi scende in piazza ma rischia di creare una spirale di rabbia violenza omicidi e caos navi pillay alto commissario per i diritti umani onu la mossa di erdogan per stabilizzare la regione il presidente siriano bashar al assad sta vivendo il momento più drammatico dei suoi 11 anni da capo di stato neppure l assassinio dell ex premier libanese rafik hariri di cui furono sospettati i servizi di sicurezza di damasco aveva scosso il potere come quanto sta accadendo in questi giorni con il contagio della ribellione popolare che sembra non risparmiare nessuno dei paesi arabi si è detto che si sa sempre come comincia una guerra ma non si sa mai come finirà per le rivolte che stanno travolgendo il nord africa e il medio oriente potrebbe valere il contrario non si conosce la data di inizio ma si può star certi di quanto avverrà alla fine in un modo o nell altro vincerà il popolo quando l effetto domino ha lambito la siria molti erano convinti che la prevedibile e durissima repressione prevista da quello stato di emergenza che è in vigore dal 1963 e che prevede tutti i possibili divieti avrebbe avuto ragione dei rivoltosi che all inizio erano poche centinaia pronti a sfidare la censura avventurandosi nei sottoscala di internet oggi che i ribelli sono diventati numerose migliaia che sono pronti ad indossare la divisa degli insorti e che scendono in piazza per bruciare le statue di hafez al assad padre di bashar e le sedi periferiche del partito unico baath il regime trema e con esso l onda della paura coinvolge tutti i vicini il libano che la siria ha sempre considerato un protettorato il regno di giordania con il quale assad ha avuto spesso rapporti tesissimi e naturalmente israele damasco infatti è tra gli sponsor sia dell hezbollah sia di hamas in palestina il timore infatti è doppio che possa crollare il regime laico di damasco guidato dalla minoranza alauita provocando la riscossa della maggioranza sunnita che non ha mai dimenticato il massacro di hama 20 mila morti ordinato nel 1982 dall allora presidente hafez al assad e che l esercito popolare quindi a maggioranza sunnita si unisca ai dimostranti come è accaduto in egitto in tunisia e in parte nello yemen travolgendo quindi gli apparati di sipresidente bashar al assad 45 anni in carica dal 2000 curezza controllati dagli alauiti l incubo di una rivolta settaria alauiti contro sunniti avvicina fatte le debite proporzioni la ribellione siriana a quella del piccolo bahrein dove il re e la sua minoranza sunnita sono sotto il tiro della maggioranza sciita per la siria però c è davvero da tremare quando si pensi alla volontà di riscossa degli estremisti islamici che dall 82 aspettano l ora della vendetta con conseguenze regionali inimmaginabili comprensibile quindi la grande preoccupazione di un altro potente vicino la turchia poco più di dieci anni fa ankara era pronta ad attaccare la siria che ospitava il capo del ribelli curdi abdullah ocalan ora tra i due paesi vi sono concordia amicizia e una solida cooperazione ecco perché il premier turco recep tayyip erdogan leader di un partito islamico moderato che dopo un lungo cammino è riuscito a coniugare appartenenza religiosa e democrazia era sceso a damasco per incoraggiare assad con la bonaria franchezza di un fratello maggiore ad avviare subito le riforme per evitare guai ieri erdogan ha telefonato ad assad per condividere la sua decisione di procedere a rapidi cambiamenti ma forse erdogan ignora che la siria ha sempre affrontato le emergenze con esasperante lentezza e probabilmente assad fatica a comprendere che è già tardi © riproduzione riservata lo scenario la maggioranza sunnita le diverse correnti sciite e le numerose confessioni cristiane sono state tenute insieme dalla mano forte del governo uno stato-mosaico a rischio crollo se tramonta assad decine di gruppi religiosi pronti ad alzare la testa segue dalla prima al potere dal 1971 hanno infatti plasmato nel tempo e con fredda e inflessibile ferocia un dominio tra terrore e autocontrollo generato dallo stesso terrore sono stati quarant anni in cui è stata cancellata nel sangue ogni espressione politica ed è stato congelato ogni spirito critico anni in cui gli assad hanno forgiato una stabilità senza tempo e che nel silenzio delle carceri hanno saputo nascondere agli occhi del mondo torture imprigionamenti e sparizioni si contano a migliaia le vittime di una repressione che solo gli ultimi anni hanno forse in parte attenuato le incognite cominciano ora a prendere il posto delle certezze e riguardano tutte la realtà della società siriana in cui non mancano nodi da sciogliere più di ogni altro paese che la circonda più dello stesso libano e dell iraq la siria appare un mosaico di fedi religiose e di intricati rapporti interconfessionali sopiti e tenuti in equilibrio sotto una mano governativa forte e intransigente la tolleranza e convivenza tra la maggioranza sunnita le varie correnti sciite e le numerose confessioni cristiane cattolici ortodossi armeni e tante altre è stata una difesa interessata più che un percorso virtuoso la minoranza sciita alauita a cui appartengo no gli assad è da sempre vista dagli altri musulmani come un eresia da scomunicare e combattere con ogni forza solo un potere forte e inflessibile ha potuto superare resistenze e far accettare a una maggioranza musulmana una visione meno avversa come nel 1982 quando per sedare l opposizione dei fratelli musulmani hafez al assad mandò l esercito all assalto della roccaforte dell opposizione nella città di hama e dimostrò così come sapeva superare dubbi di legittimità e ostilità confessionale si racconta che l esercito governativo trucidò non meno di ventimila persone e da allora non si sentì più parlare né di fratelli musulmani né di opposizione politica o religiosa in siria la presenza degli altri gruppi religiosi non è meno sospesa in una situazione come questa gli sciiti sono in aumento anche grazie al ruolo di hezbollah nella realtà libanese e per il rapporto privilegiato tra gli assad e l iran non si faranno certo coinvolgere nell eventuale crollo del regime e del potere alauita ma reclameranno più spazio le confessioni cristiane non hanno patito così tante erosioni come in altri contesti ma sono con il fiato sospeso davanti a rivolgimenti che difficilmente potranno relegare il fattore religioso in un ruolo secondario e se i nuovi assetti saranno fatti a colpi di maggioranza i cristiani rischiano di ritrovarsi come in iraq in una posizione scoperta e senza futuro politico a ciò si aggiungono poi altre complicazioni a una consistente minoranza curda a cui si potrebbero aprire nuove possibilità si affianca la presen za di centinaia di migliaia di palestinesi cittadini fantasma appena tollerati e abbandonati nei campi profughi a dimostrazione che il fattore religioso storico è anche qui come in altri paesi arabi complicato dai residui di confini nazionali discutibili e dalle ferite più recenti della regione se le crepe di questi giorni preluderanno a un crollo potrebbe aprirsi una fase di instabilità estremamente pericolosa e destabilizzante chi sono gli alauiti minoranza sciita influssi cristiani e pagani la fede del clan al potere 1 gli alauiti sono un gruppo minoritario della galassia sciita assieme ai cristiani costituiscono la più consistente minoranza confessionale della siria l 8 della popolazione 2 gli alauiti da alì il cugino e genero del profeta muhammad basano la loro fede su una dottrina inscritta nell islam sciita ricca di influssi cristiani zoroastriani e pagani 3 in siria il cuore del regime è controllato dagli assad e da altre influenti famiglie alauite sono loro minoranza di una minoranza che tengono in pugno il paese per tutta la regione e non solo per la siria rischia di polverizzarsi una realtà complessa e anche più intricata di iraq e libano ai quali la compattezza fittizia e imposta della siria faceva un po da contraltare o da appoggio concreto nessuno può dire allora che direzione prenderanno gli eventi ma si può scommettere che tanti troppi cercheranno di alzare quella voce che è stata sopita per troppo tempo e con troppa violenza i giovani delle rivolte arabe fatti anche da siriani cresciuti in esilio punteranno a rilanciare gli slogan liberali e anti-regime di queste settimane gli sciiti cercheranno di uscire dall isolamento che in siria come in bahrein o iraq li ha sempre esclusi da ogni coinvolgimento diretto al potere la maggioranza sunnita non mancherà di far sentire la sua voce e forse qualcuno della fratellanza musulmana cercherà di far giustizia di hama e di un esclusione che ha cancellato la loro presenza da troppo tempo e forse insieme e a cavallo di tutto ciò non mancheranno rivendicazioni di ogni altra minoranza di qualsiasi tipo in grado forse di mettere in discussione la stessa unità della siria e tutti cercheranno di giocare la loro partita se ne avranno davvero la possibilità e soprattutto la forza in una realtà politica praticamente sconosciuta e frustrata nelle sue espressioni più vive questo è il dilemma di fondo nessuno conosce i molti attori che si contenderanno la scena se mai la crisi si aggraverà e gli assad usciranno di scena e quella scena politica che si potrebbe aprire appare ora terribilmente vuota più ancora che in libia e per di più a stretto contatto con iraq libano e israele con il rischio concreto di aprire una fase nuova e piena di quesiti sul futuro di tutta la regione roberto tottoli docente di islamistica università di napoli l orientale
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10 primo piano domenica 27 marzo 2011 corriere della sera centrodestra la giustizia il giudizio berlusconi domani in aula al processo mediatrade il legale ci sarà salvo impegni istituzionali militanti convocati via sms roma «lunedì il nostro presidente sarà al tribunale di milano ti aspettiamo per dimostrargli il nostro affetto» gli sms inviati dal coordinatore regionale del pdl per la lombardia il senatore mario mantovani sono già partiti centinaia di messaggi «inviati ai militanti» conferma un collaboratore del parlamentare «per far convergere il maggior numero possibile di persone davanti al tribunale» È prevista dunque una mobilitazione di partito in occasione dell inizio dell udienza preliminare mediatrade prevista per domani alle 10 al termine della quale silvio berlusconi potrebbe essere rinviato a giudizio o prosciolto per appropriazione indebita insieme al figlio pier silvio a fedele confalonieri e ad altre persone in questo caso ora però l udienza è a porte chiuse e berlusconi non è un imputato sarebbe un ritorno a palazzo di giustizia di milano 8 anni dopo la deposizione spontanea al processo sme i manifestanti del pdl aspetteranno il premier sulla scalinata esterna perché all udienza non può assistere il pubblico e in quanto la procura generale ha già vietato l ingresso delle telecamere e dei fotografi nel palazzo di giustizia per «ragioni di sicurezza» i carabinieri intanto sarebbero stati informati della presenza del premier in tribunale tutto è pronto ma l arrivo di berlusconi in tribunale avrà una ricaduta mediatica solo con immagini girate all esterno all aula del gup maria vicidomini così dopo l assenza di una settimana fa al più insidioso processo mills il presidente del consiglio è tornato ad annunciare che lui nonostante gli impegni istituzionali ha davvero intenzione di «difendersi nel processo» per dimostrare al paese che lui «è assolutamente tranquillo» e che non ha «nulla da temere» luil vertice il premier silvio berlusconi 74 anni al suo arrivo al summit dei leader dell ue a bruxelles il gup domani si terrà davanti al gup maria vicidomini l udienza preliminare del processo «mediatrade» l inchiesta su presunte irregolarità nella compravendita di diritti televisivi di mediaset la richiesta l udienza dovrebbe incentrarsi sulla costituzione delle parti e il calendario del procedimento solo all udienza del 4 aprile il pm fabio de pasquale dovrebbe illustrare la richiesta di rinvio a giudizio per il premier udienza senza pubblico l udienza sarà senza pubblico i sostenitori del cavaliere dovranno attenderlo sulle scale nedì scorso però un consiglio dei ministri convocato all ultimo minuto per un informativa sulla libia ha impedito al premier di rimanere a milano per il processo mills per questo l avvocato piero longo dice che l appuntamento è per le 10 a palazzo di giustizia «salvo impegni dell ultima ora» «il programma è che il presidente del consiglio ven ga in udienza ma se sopravvengono impegni istituzionali è ovvio che sarà costretto a rinunciare» il professor longo che difende berlusconi insieme all avvocato niccolò ghedini dice che non c è alcun imbarazzo professionale ad essere applauditi in tribunale «in realtà mi è successo tante volte in corte d assise anche se in questo caso è chiaro che ci sia un profilo politico» e anche per ghedini queste manifestazioni fanno bene «la gente sta iniziando a comprendere cosa sta accadendo» ebbe a dire il consigliere giuridico del premier fendendo la folla di supporter mobilitati dal pdl per il processo mills per gaetano pecorella che per tanti anni ha difeso berlusconi assistendolo anche in oc casione della famosa udienza sme di 8 anni fa «il premier deve difendersi nel processo e dimostrare che non si sottrae ai giudici un comportamento questo che tanto ha giovato al senatore andreotti anche se lui al tempo dei processi di perugia e di palermo non era più presidente del consiglio» dino martirano © riproduzione riservata in teatro la morte ad hammamet craxi e l ultima notte resa dei conti lontana di pierluigi battista na notte in tunisia porta nando nelle piazze e nelle aule come sottotitolo tragi giudiziarie una falsa rivoluziocommedia È una tragedia non ne rivoluzione «cruenta» aluna tragicommedia scritto da tro che di velluto o «di cachevitaliano trevisan che ha tratto mire» come pure allora si disispirazione da route el fawar se oggi messa in scena quella hammamet sellerio di bobo craxi e del compianto gianni tragedia con la regia della anpennacchi con la regia di an drée ruth shammah è possibidrée ruth shammah le musi le dare un giudizio su craxi su che di yuval avital e l interpre quel pezzo della storia politica tazione di alessandro haber lo italiana sulla democrazia italiaspettacolo messo in scena al pa na che perse l onore a tangenrenti di milano raffigura le ulti topoli più sobrio più ponderame ore di bettino la tragedia to meno dettato dai furori dai dell esilio lo strappo violento linciaggi dai lanci di monetiche l italia ha voluto compiere ne dalla «caccia al cinghialomettendo ferocemente al ban ne» in cui si distinse senza dido uno dei protagonisti della stinzioni di sinistra e di destra sua vita politica la malattia di la quasi totalità dei media italiauna nazione che trasforma in ni no forse è ancora difficile linciaggio la critica politica È difficile non tanto nell ambiche dimentica il passato stabilendo una lugubre damnatio memoriae sui personaggi che ne hanno indicato il cammino in modo controverso È la tragedia di un potere che va in pezzi e si sbriciola della lealtà politica che si dissolve delle amicizie che svaniscono nelle difficoltà la tragedia dell odio in scena a milano alessandro «e la parte peggiore haber-craxi in «una notte in tunisia» non eravamo noi tagliati via come una parte infetta le migliori teste poli to del giudizio politico nella tiche della nazione nonostante valutazione della stagione rifortutto» dice a un certo punto mista craxiana nella ricostrucraxi rappresentato sulla sce zione dei passaggi più imporna teatrale alla vigilia della mor tanti dell italia democratica del te «giustizia chirurgica» che dopoguerra È soprattutto diffiha pensato di liberarsi di una cile fare i conti fino in fondo parte di sé scaricando sulla «po nella sfera emotiva e simbolica litica» il peso della colpa collet con il protagonista di quella tiva craxi come capro espiato notte che non fu solo tunisina rio craxi che paga con l esilio bensì interamente italiana tale responsabilità di una nazio gliando così violentemente ne intera qualcosa resta «in con una parte di sé è come se fondo l italia non è cambiata af l italia non fosse ancora in grafatto dai tempi della commedia do dopo tanti anni di ricucire dell arte le facce ci sono anco il proprio rapporto con il prora i tipi fisici ci sono ancora i prio passato e con la propria dialetti e le maschere ci sono storia lo spettacolo milanese ancora» ma nella commedia è un primo passo per riflettere dell arte in cui si recitano sem su quella storia e sui sentimenpre gli stessi soggetti con le ti profondi che l accompagnastesse battute e le stesse ma rono ma la resa dei conti quelschere il copione stavolta ha la vera deve ancora cominciaprevisto che dalla commedia si re passasse alla tragedia insce© riproduzione riservata u
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corriere della sera domenica 27 marzo 2011 primo piano 11 un parere sulla riforma una decisione che è un fuor d opera e del tutto inopportuna elisabetta casellati sottosegretario alla giustizia al csm la musica resta sempre la stessa pareri non richiesti anche su emendamenti freschi di stampa gaetano quagliariello pdl l iniziativa il consiglio superiore interverrà su prescrizione breve responsabilità civile dei giudici e riforma costituzionale la scheda giustizia protesta pdl sui pareri del csm i consiglieri laici scriveranno al vicepresidente vietti non diventiamo la terza camera sondaggio ipsos a «nordcamp» le misure della riforma 1 per il 42 il premier resta perché non c è un alternativa iseo brescia «il pdl dopo berlusconi il nulla» questo il pensiero di un terzo circa dei mille intervistati dall ipsos di nando pagnoncelli nel sondaggio commissionato per il nordcamp la tre giorni di studi voluta da enrico letta vicesegretario pd e dalla sua associazione trecentosessanta sul tema del «dopo berlusconi» i risultati non lasciano dubbi sono l antiberlusconismo e sull altro fronte l anticomunismo l insistenza sul nord e le posizioni della lega la battaglia contro la magistratura politicizzata le tematiche che gli italiani butterebbero via pensando all eventuale uscita di scena del premier non tutto però è da buttare alla domanda su cosa gli italiani salverebbero dell era berlusconi le risposte sono altrettanto chiare la semplificazione del messaggio politico la rivoluzione liberale il peso della tv nel dibattito politico e lo sdoganamento della destra per il 42 degli intervistati il vero problema della permanenza al potere del premier è che non c è una vera alternativa politica e sociale a berlusconi mentre il 33 è convinto che anche se il premier riuscisse a mantenersi al governo la sua epoca è finita agli elettori del pdl è stato infine chiesto chi potrebbe eventualmente sostituirlo il 33 ha risposto nessuno o non lo sa il 14 tremonti l 11 la russa o alfano il 6 marina berlusconi infine le conclusioni autocritiche di letta «il pd non deve cadere nell idea che noi siamo quelli moralmente superiori e gli altri quelli che parcheggiano in doppia fila» giuseppe spatola © riproduzione riservata roma da palazzo dei marescialli sede del consiglio superiore della magistratura stanno per arrivare una raffica di pareri che è facilmente pronosticabile saranno completamente critici contro le ultime iniziative legislative della maggioranza in materia di giustizia e proprio in vista di una settimana cruciale in parlamento il csm si prepara a dare un parere sull emendamento leghista che amplia la responsabilità civile dei magistrati la sesta commissione è stata convocata d urgenza nonostante la settimana mensile di sospensione dei lavori martedì prossimo 29 marzo dal suo presidente vittorio borraccetti visto che l aula di montecitorio ne discuterà lunedì ci sarà poi un parere sulla prescrizione breve 6 aprile per poi arrivare a un parere sul disegno di legge di riforma costituzionale della giustizia ma i consiglieri laici indicati dal pdl in testa bartolomeo romano e niccolò zanon protestano «non diventiamo la terza camera» e scriveranno al vicepresidente michele vietti che peraltro ha già invitato il guardasigilli a partecipare ad una seduta di plenum per una «comune riflessione» visto che gli ha scritto in una lettera «il consiglio è fortemente interessato insieme il guardasigilli angelino alfano 40 anni con il vicepresidente del consiglio superiore della magistratura michele vietti 57 anni durante un plenum la riforma della giustizia promossa da alfano prevede tra le norme per il csm oltre allo sdoppiamento il fatto che non possa fornire «atti di indirizzo politico né esercitare funzioni diverse da quelle previste nella carta» il calendario dei pareri 2 il csm intende fornire nei prossimi giorni pareri sull emendamento che amplia la responsabilità civile dei magistrati martedì 29 marzo sulla prescrizione breve 6 aprile sul disegno di legge di riforma costituzionale della giustizia a interloquire sul progetto di riforma costituzionale della giustizia» il testo della riforma che berlusconi ha definito «epocale» è ancora sprovvisto della relazione in via di stesura perciò non è ancora arrivato al vaglio del quirinale ma l organo di auto l invito il vicepresidente del csm ha invitato il guardasigilli al plenum per una «comune riflessione» governo dei giudici fa sapere fin d ora di avere intenzione di esaminarlo una decisione che è un «fuor d opera» oltre che «del tutto inopportuna» secondo il sottosegretario alla giustizia elisabetta casellati un giudizio del csm prima che sia concluso il dibattito parlamentare rischia infatti secondo il sottosegretario di «precludere la strada del dialogo nella sede opportuna» le camere «a quanto pare al csm la musica resta sempre la stessa pareri non richiesti finanche su emendamenti ancora freschi di stampa in parlamento» dichia ra gaetano quagliariello vicecapogruppo vicario del pdl al senato e preannuncia la calendarizzazione urgente di un disegno di legge per rendere esplicito il divieto di fornire pareri di propria iniziativa quanto alla riforma costituzionale della giustizia è da respingere «nel merito e nel metodo» ha affermato ieri armando spataro leader della «corrente» del movimento per la giustizia che ha ricevuto il premio «nuovi resistenti 2011» dal comune di colle val d elsa l iniziativa della maggioranza 3 il pdl ipotizza la calendarizzazione urgente di un disegno di legge per rendere esplicito il divieto per il consiglio superiore della magistratura di fornire pareri di propria iniziativa come di fatto già previsto nella legge 195 del 1958 m antonietta calabrò © riproduzione riservata toga moderata l ex procuratore di bolzano lodato da alfano tarfusser boccia la riforma «una truffa per i cittadini» milano «la riforma epocale della giustizia macché è una violenza all assetto costituzionale una vendetta nei confronti dei magistrati e soprattutto una truffa nei confronti dei cittadini che non ne trarranno alcun vantaggio» da quando alla procura di bolzano in tre anni ha ridotto del 65 le spese azzerato l arretrato e riportato a tempo reale i servizi al cittadino cuno tarfusser è stato incensato anche dal centrodestra come «modello di magistrato» elogiato dal guardasigilli alfano e prima da mastella per le «buone pratiche» bolzanine da replicare in tutta italia e valorizzato dal ministro degli esteri frattini che nel 2008 lo ha candidato all attuale e prestigioso ruolo di giudice della corte penale internazionale dell aja ma oggi è proprio questo magistrato di cui è nota l allergia al correntismo autoindulgente a commentare amaro dall olanda «in questo contesto politico-istituzionale sono contento di stare all estero» dalla sua iperlodata esperienza sembra che la politica non abbia però imparato granché «evidentemente le priorità del ministero sono altre non la giustizia efficiente e trasparente per il cittadino» perché no «perché la politica non ha alcun interesse al suo funzionamento anzi teme una giustizia seria che funzioni» il ministro obietterebbe che lei è prevenuto e si sbaglia «mentirebbe sapendo di mentire all attenzione del ministero ci sono proposte molto concrete di riforma che se applicate sarebbero in grado di migliorare sensibilmente il funzionamento della giustizia ma evidentemente al governo interessa solo aggredire chi certamente anche sbagliando e avendo gravi responsabilità proprie amministra giustizia priorità la giustizia efficiente e trasparente evidentemente per il ministero non è una priorità si teme una giustizia seria che funzioni in condizioni di estrema difficoltà vuole la prova il 30 maggio 2008 il ministro alfano appena insediato mi chiese un colloquio e quindi una nota scritta su quali fossero le mie proposte per modernizzare il servizio-giustizia gli ho parlato gli ho scritto poi però non l ho più sentito» cosa proponeva «le parole chiave erano organizzazione trasparenza responsabilità quindi corsi di formazione in organizzazione e management modifica dei processi di lavoro obsoleti rispetto a qualsiasi altra realtà pubblica o privata adottando moderni modelli organizzativi carta dei servizi e bilancio sociale per rendere conto in modo trasparente del servizio prestato sblocco della riqualificazione dei cancellieri per trasformare in risorsa positiva collaboratori oggi frustrati e demotivati ed altre proposte grazie alle quali presto ci si renderebbe conto che un ufficio ben organizzato e motivato riesce a smaltire in tempi ragionevoli l ordinaria amministrazione che è il 95 degli affari su cui il cittadino ci giudica» non dovrebbero essere idee eretiche per la maggioranza «per nessuno direi io non ho tabù su alcunché perfino sulla responsabilità civile dei magistrati nonostante i suggestivi ma assurdi confronti fatti dal ministro tra medici e magistrati se ne può pure parlare ma parliamone dopo che il ministro con riforme sensate e utili per i cittadini si sarà assunto le sue responsabilità per metterci come suo preciso dovere nelle condizioni di lavorare senza sbagliare» ma forse è proprio questo il nodo «certo il presupposto di riforme serie è che il ministro eserciti finalmente il suo potere/dovere costituzionale di organizzazione e funzionamento dei servizi relativi alla giustizia anziché intervenire impropriamente attraverso inutili e dannose riforme costituzionali sulla giurisdizione alla quale è invece connessa l inalienabile autonomia e indipendenza del magistrato» i funzioni special nintendo 3ds immagine 2d di un gioco esplora un isola 3 meravigliosa in dimensioni e divertiti a completa oltre 40 missioni ando sorvolare il paesaggio scatt meravigliose fotografie nintendo 3ds immagine 2d di un gioco lli di pilota tre mode aeropl ano un razzo o fai impara a pilotare un aereo mezzo ha un suo pratica con l aliante ogni particolare stile di volo impersona il tuo mii scopri una nuova dimensione per maggiori informazioni e 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12 primo piano domenica 27 marzo 2011 corriere della sera centrodestra le riforme bossi federalismo grazie al pd ho detto io a bersani di astenersi il senatur loda i democratici il dialogo c era da tanto ora si sono mossi la scelta dal nostro inviato il pri rielegge nucara segretario roma il consiglio nazionale del pri con 114 voti su 134 votanti ha rieletto francesco nucara segretario nazionale del partito il congresso del pri svoltosi a fine febbraio aveva sancito la riunificazione con l mre il movimento dei repubblicani europei guidato da luciana sbarbati «l obiettivo che intendiamo perseguire ha dichiarato il segretario è la costituzione di un area liberaldemocratica coscienti di quanto il lavoro sia lungo e complesso» ultimamente nucara ha citato in tribunale bruno vespa ritenendo che abbia offeso giuseppe mazzini nel suo ultimo libro «il cuore e la spada» besozzo varese «se il pd non si fosse astenuto il federalismo non passava» il riconoscimento di umberto bossi arriva nitido e pubblico «con il pd il dialogo dura da tanto tempo adesso la sinistra si è mossa prima non si muoveva» del resto racconta lui stesso ci ha messo del suo «ho chiamato il tuo segretario dice al deputato pd di varese daniele marantelli sapevo che alcuni dei tuoi non volevano votarlo allora ho chiamato bersani stava scendendo dall aereo e glielo ho chiesto almeno astenetevi e loro si sono astenuti » bossi non lesina elogi «errani un amico uno che ci ha dato una mano » insomma nessun dubbio quel voto qualche cosa ha smosso lo stesso umberto bossi poco più tardi torna sull argomento sia pure in modo un po sibillino «adesso dovremo approvare il federalismo in consiglio dei ministri ma subito dopo dovremo mettere qualcosa di nuovo » difficile dire se il nascente asse pd-lega potrà reggere le prove a cui ben presto sarà sottoposto la prima potrebbe es la vicenda il via libera al decreto sulle regioni 1 2 3 giovedì scorso via libera della commissione bicamerale sul federalismo al decreto che rivoluziona il fisco regionale la mediazione e il «nulla osta» dopo l intesa tra lega e pd sullo stop all aumento delle tasse arriva l astensione dei democratici terzo polo e idv votano contro l ok delle regioni e i cambiamenti il provvedimento ha l ok delle regioni che ottengono il ripristino di 425 milioni per il trasporto pubblico posticipato lo sblocco delle addizionali irpef sere la riapertura del federalismo municipale approvato dal solo centrodestra con atto di forza bruta nel momento in cui la tensione tra maggioranza e opposizione era ai massimi il relatore di minoranza francesco boccia pd lo dice che più chiaro non si può «il dialogo con il pd ha fatto sì che le regioni per due anni non aumenteranno le tasse il segnale migliore della volontà di proseguire su questa strada non può essere che la riapertura sul fisco municipale magari prolungando i termini della legge delega sul federalismo ricordo che allo stato già da quest anno i comuni dovranno aumentare le loro tasse» e aggiunge «un patto politico si potrebbe stringere anche sul decreto su premi e sanzioni enrico letta ha proposto l ineleggibilità per gli amministratori infedeli» l idea non dispiace a roberto calderoli che dopo essersi congratulato con il pd per «l apertura di credito vera nei nostri confronti» l altro giorno invitava il partito di bersani a presentare proposte concrete ieri sull argomento bossi è apparso invece assai più cauto «io non cambierei niente» anche se la presa di posi a besozzo il leader della lega umberto bossi ieri all uscita dal convegno su carlo cattaneo zione non dava la sensazione di essere definitiva per dirla con un dirigente padano ieri a besozzo «un federalismo largamente condiviso è per noi la vittoria più netta» va detto che le difficoltà potrebbero venire non dal solo centrodestra ieri debora serracchiani è stata secca «noi non possiamo essere quelli che si astengono sul federalismo la tattica non ci aiuta a costruire l alternativa» dichiarazione che ha fatto saltare sulla sedia il compagno di partito boccia «ma quale tattica noi abbiamo fatto sì che le tasse non aumentassero» poi il siluro «chi parla male dell accordo raggiunto o non ha letto il provvedimento o è l «amico» errani «vasco errani È un nostro grande amico uno che ci ha dato una mano » in malafede» ieri umberto bossi ha trovato il tempo per toccare altri argomenti di giornata la responsabilità civile dei magistrati «i giudici non possono non pagare mai oppure mettersi d accordo tra loro quando poi ci sono poveracci che vengono condannati magari ingiustamente» quanto al governo «berlusconi dice che i numeri ci sono io penso ci siano» marco cremonesi © riproduzione riservata climatizzatore motori euro 5 servosterzo dualdrive barre portatutto cli climatizzatore ra e radio cd/mp3 motori euro 5 con start&stop esp con hill holder navigatore blue&me tom tom panda mylife a con la trasparenza del pre zo vero fiat prez e pu to mylife a 10.200 pun e in più fino a su tutta la gamma fiat in 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corriere della sera domenica 27 marzo 2011 primo piano 13 le perplessità di napolitano ci sono ma per roma che è la più estesa città d europa questo provvedimento è esiziale parigi è più piccola e ha 27 assessori mauro cutrufo vicesindaco di roma la polemica il decreto con l aumento di consiglieri e assessori non è ancora stato presentato al quirinale millepoltrone il campidoglio insiste il vicesindaco cutrufo se non passa ora ci riproveremo con un altra misura roma alemanno può attendere il presidente della repubblica è partito per gli stati uniti senza dare il via libera al cosiddetto decreto «omnibus» che tra l altro consente al sindaco di roma di «moltiplicare» assessori e consiglieri comunali e in campidoglio si comincia a studiare un «piano b» a quanto è filtrato dal quirinale il presidente è perplesso sulla necessità e l urgenza di far lievitare le giunte e ha imposto una pausa di riflessione al decreto che non è stato ancora forma il decreto il governo ha inserito in un provvedimento eterogeneo rubricato sotto il nome del fus una norma già presente nel decreto milleproroghe di un mese fa poi stralciata destinata a moltiplicare le poltrone da riservare ad assessori e consiglieri comunali delle 15 città metropolitane formali che di contenuto «il presidente non è convinto che il decreto sia il veicolo migliore è la lettura di cutrufo se non otterremo soddisfazione per questa strada ci riproveremo con il secondo decreto su roma capitale lo strumento più adatto» il campidoglio quindi non molla e l opposizione accusa alemanno di voler allargare la giunta per placare le anime del centrodestra in lotta «norma oscena e vergognosa» attacca il pd un «pasticcio» per «creare potere» e favorire l attesa napolitano rientrerà mercoledì 30 dagli stati uniti soltanto allora potrà valutare il provvedimento vincino lizzato e che incrementa i fondi fus per lo spettacolo e proroga il divieto di incroci tra stampa e televisioni ma l aspetto del decreto che più fa discutere e su cui peserebbe il veto della lega e di tremonti è la norma ribattezzata «millepoltrone» che riguarda 15 città metropolitane «le perplessità di napolitano ci sono riconosce a malincuore mauro cutrufo il vicesindaco ma per roma che è la più estesa città d europa questo provvedimento è esiziale parigi è dodici volte più piccola ma ha 27 assessori e 128 consiglieri » la speranza del campidoglio è che il capo dello stato abbia frenato più per questioni «spartizioni» e anche francesco storace de la destra comprende i dubbi del colle «come fanno a pensare che napolitano possa fare aumentare gli assessori di roma quando ha negato lo stesso diritto al governo per i sottosegretari?» aver inserito nello stesso decreto l aumento degli assessori e il ripristino dei fondi fus è un «passo falso» attacca l opposizione un «errore» che rischia di far slittare ancora i soldi per lo spettacolo «tutta demagogia» si spazientisce cutrufo e non si stanca di sostenere che portare a 60 i consiglieri e a 15 gli assessori che ora sono 12 non costerebbe un euro «grazie ai tagli di spesa» ma il deputato democratico michele meta si scaglia contro i «dilettanti» al governo «È scorretto aggravare i costi della politica solo per accontentare le fazioni del pdl romano» se il governo non tornerà sui suoi passi e se napolitano dovesse firmare il pd darà battaglia in parlamento «È una norma sostiene meta che crea qualche imbarazzo anche alla lega che ha chiesto alla moratti se rieletta di diminuire il numero di assessori a milano» il capo dello stato tornerà il 30 marzo e fino ad allora c è da giurarci la pressione delle opposizioni non si allenterà per il senatore dipietrista stefano pedica le perplessità di napolitano sono «legittime e doverose» un regalo al sindaco alemanno «servito su un piatto d argento » franco marini pd «il rischio degli ex ppi veltroniani finire come i responsabili» cortona arezzo doveva essere il giorno del confronto-scontro con maroni è diventata la giornata degli affondi tra «aree fraterne» del pd saltata la tavola rotonda con il titolare del viminale per l impegno in tunisia il convegno di areadem di franceschini è stato vivacizzato da un «quasi» litigio tra franco marini e paolo gentiloni numero due dell area modem di veltroni e una polemica che ha scosso il partito democratico gentiloni intervenuto ieri mattina chiede «un cambio di passo» nella segreteria del partito «perché non ci possiamo permettere una sconfitta e per questo abbiamo bisogno del pd che abbiamo sognato» spiega lanciando poi un avvertimento «guai a sottovalutare lo stillicidio di abbandoni anche nelle nostre file» la risposta di marini arriva nel monica guerzoni primo cittadino il sindaco di roma gianni alemanno © r produzione riservata il candidato il «ritorno» in a consorte da mesi si parla della squadra bologna e la gaffe del pd merola i suoi è a digiuno di calcio il tifoso casini si ritiri e fini così neanche cofferati dal nostro inviato bologna se l obiettivo era sottrarsi al rito un po trito del nuovo sindaco in visita pastorale allo stadio dall ara nella prima domenica di campionato successiva all elezione allora virginio merola ha raggiunto maldestramente e con largo anticipo il suo scopo se mai trionferà alle amministrative del 15 maggio lui e il pd sono dati favoriti a nessuno del suo staff passerà mai per la testa di portarlo allo stadio con il rischio che si metta ad esultare per un gol degli avversari non avendo la minima idea di quali sono i colori sociali del bologna «virginio è totalmente a digiuno di calcio» è il mantra che viene dolorosamente ripetuto dai suoi in questo sabato di passione per il candidato pd che ha 56 anni tre quarti dei quali utilizzati per costruirsi addosso lui nativo di santa maria capua vetere una bolognesità per nulla scontata come ha di recente confessato sul corriere di bologna a olivio romanini «la cosa più difficile è stato accettare la pasta al ragù come la fanno qui la nascondevo sotto al tavolo » quisquilie rispetto a quello che ora dovrà far digerire ai suoi elettori a mettere in croce merola è una di quelle gaffe sulle quali l italica coscienza pedatoria non contempla la prescrizione e nemmeno un caritatevole oblio ai microfoni di punto radio il candidato pd è riuscito nell impresa di «far retrocedere» il bologna calcio in serie b «spero vada in serie a» la frase testuale ignaro o dimentico del fatto che la squadra di malesani gioca da 3 anni nella massima serie è in lizza per un posto in europa league ma soprattutto è diventata una sorta di laboratorio nazionale passando grazie all intervento di giovanni consorte e testimonial come gianni morandi da un imminente crac a una di quelle resurrezioni di cui la città da tempo depressa aveva decisamente bisogno al bar ciccio tempio della bolognesità hanno passato la mattina a rileggersi la frase incriminata poi si sono arresi ai misteri del cosmo «ma in che mondo vive questo su virginio merola al centro esulta dopo marte?» alla camera dei la vittoria alle primarie del pd assieme deputati il presidente gianai due sfidanti benedetto zacchiroli e franco fini ha fatto un salto sulamelia frascaroli la sedia e si è attaccato al telefono « pierfi che poi sarebbe pier ferdinando casini ndr hai letto questa roba di merola » bolognesi doc presenze fis no è obbligato a sapere di calcio ma se al dall ara fondatori con il deputato per un candidato che si definisce pdl giancarlo mazzuca del bologna fan espressione della città questa è la pegclub a montecitorio fini e casini non giore delle gaffe » poi perfido «nemperdoneranno mai il «blasfemo» mero meno cofferati sarebbe arrivato a tanla il presidente della camera «nessu to lo avrebbero avvertito prima » do la vittoria alle primarie ve il riferimento è allo scarso feeling tra il cinese ex sindaco e la città e casini scherzoso ma non troppo «pagina buia merola non è emendabile si ritiri » nemmeno andrea mingardi riesce a difenderlo «l ha fatta grossa» vallo a dire ad alfredo cazzola ex patron del bologna «ma quale gaffe È che proprio non sa niente di calcio» il politologo gianfranco pasquino «sono errori frutto di una visione snobistica» e consorte salvatore della patria rossoblù «forse l ha tradito la stanchezza però sono mesi che il bologna calcio è in prima pagina » qualcuno salvi il soldato merola ci prova eroicamente maurizio cevenini detto anche «il sindaco della curva» tanto è amato dagli ultrà doveva correre da primo cittadino ha dovuto rinunciare per problemi di salute e si è messo a disposizione di merola «È incredibile sospira ma almeno riconoscete a virginio il merito di aver ammesso subito l errore d ora in poi comunque di calcio parlate solo con me » nel pd franco marini 78 anni francesco alberti © riproduzione riservata la deputata pdl contro la modella testimonial della tim mussolini balti anti premier via dallo spot e lei non merita risposta milano «non ci interessa replicare alla signora mussolini» bianca balti foto sceglie la strada del basso profilo e fa sapere attraverso il suo agente di non aver alcuna intenzione di rispondere alla deputata che in un intervista a klaus davi ha attaccato la modella italiana neo-testimonial della tim «colpevole» di aver criticato il premier silvio berlusconi «spero che la tim la licenzi immediatamente e si riprenda belén ha insultato la maggioranza degli italiani che con convinzione ha votato il nostro premier» a scatenare la polemica è stata un altra intervista stavolta rilasciata da bianca balti al settimanale «vanity fair» dove la modella lodigiana ha preso le distanze dal presidente del consiglio silvio berlusconi «tutto il mondo ci prende in giro per berlusconi all inizio mi incazzavo e rispondevo a chi ci attaccava senti chi parla voi avete bush adesso cerco di ragionare e spiego che l italia non è solo e tutta berlusconi» ha detto la balti la modella che ha anche posato nuda per l edizione francese di playboy ha poi spiegato di aver partecipato alla manifestazione delle donne dello scorso 13 febbraio «perché la mercificazione femminile è una sottomissione delle donne agli uomini» stizzita la reazione della nipote del duce «non ci posso credere che la testimonial della tim abbia veramente detto una cosa simile si è dimostrata poco intelligente politicamente» l entourage della modella ironizza «la mussolini si è accorta dopo una settimana dell intervista davvero sulla notizia magari seguendo il suo esempio le risponderemo tra qualche giorno ma in questi casi sappiamo che il silenzio è d oro» pomeriggio ed è una staffilata «i veltroniani rischiano di finire come il gruppo dei responsabili invece di fare critiche esasperate conducano una battaglia nel partito per cambiarlo» parole che provocano la reazione del veltroniano walter verini «stentiamo a credere vere le frasi attribuite a franco marini sono parole al limite dell insulto politico frasi che fanno male al pd perché delineano un partito intollerante e chiuso al pluralismo delle opinioni» in serata una precisazione dello stesso marini «il rischio di essere avvicinati ai responsabili non l ho mai rivolto genericamente ai veltroniani la mia preoccupazione è riferita alle dichiarazioni ripetute di un disagio degli ex popolari nei modem che sarebbe causa di abbandono» marco gasperetti © riproduzione riservata m pro © r produzione riservata
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14 domenica 27 marzo 2011 corriere della sera
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corriere della sera domenica 27 marzo 2011 4954585150 primo piano 15 le lettere firmate con nome cognome e città vanno inviate a «lettere al cardinal martini» corriere della sera via solferino 28 20121 milano fax al numero 02-29.00.97.05 lettere al cardinal martini l indirizzo mail è il seguente cardinal.martini@corriere.it una lezione di dialogo e libertÀ religiosa dieci motivi per ricordare il concilio le origini della bibbia e le nuove traduzioni ho letto con interesse la risposta sul corriere del 27 febbraio 2011 in merito alle traduzioni del testo biblico non posso che rilevare un «imprecisione» di fondo quando lei indica gli sforzi degli esegeti per «restituire» un testo «più vicino possibile all originale» mentre sappiamo che non esiste un testo «archetipo» originale e che esso è la risultante di una serie di «collazioni» scelte da vari studiosi secondo i loro «criteri» seppur «condivisi» nell ambito della critica testuale i manoscritti che ci sono pervenuti sono tutte copie detto ciò non condivido le sue motivazioni sull evoluzione linguistica e un aderenza ai testi che invece nel tempo risulta sempre più «scollegata» dal tessuto delle fonti primarie parliamo di edizioni divulgative ho l impressione che si tratti di un «camaleontismo» esegetico effettuato nel tentativo di «restituire» un testo che più che essere comprensibile ai moderni lettori sia più accettabile in virtù delle modificate posizioni in termini di credenze che il sensus fidelum oggi impone un cordiale saluto da un ex credente giuseppe bizzini lomazzo como eminenza sono stato colpito dal titolo di un pamphlet opera di un filosofo americano che così recita «concilio vaticano ii che cosa è andato storto?» la copertina dell edizione italiana riporta un immagine mossa della cupola della basilica di san pietro quasi fosse sottoposta a una scossa di terremoto ho pensato di rivolgermi a lei per chiederle che cosa è andato diritto con il vaticano ii visto che va di moda può farmi un elenco di dieci motivi per i quali dobbiamo essere riconoscenti per l ultimo concilio marco vergottini gavirate varese si sentiva che la chiesa aveva ritrovato un linguaggio semplice e convincente che parlava al cuore dell uomo l a sua lettera mi ha richiamato i «bei tempi» del concilio ricordo con quale entusiasmo si seguivano le vicende conciliari si sentiva come la chiesa avesse ritrovato un linguaggio semplice e convincente che parlava al cuore dell uomo contemporaneo io ero allora nella comunità del pontificio istituto biblico si attendeva con ansia l orientamento che sarebbe stato dato dai padri conciliari rispetto all esegesi della scrittura o fiducia nel metodo storico-critico che noi accettavamo pur tenendo presenti gli altri metodi di esegesi o distanza dal metodo storico-critico come pericoloso per la fede il concilio con il documento dei verbum rispose in pieno alle nostre attese fu uno degli effetti positivi di questo vorrei rammentare lo slancio dato alla riforma degli ordini religiosi e l approfondimento del mistero della chiesa concilio di qui provenne anche una sete dei fedeli per la lettura delle sacre scritture altri benefici del concilio non è facile enumerarli per l imbarazzo della scelta si va da una migliore comprensione dei testi della liturgia grazie all uso delle lingue proprie di ogni paese fino all incoraggiamento del dialogo con i cristiani non cattolici come con i protestanti le maggiori chiese d oriente eccetera e anche con le religioni non cristiane in particolare il dialogo con l ebraismo ancora vorrei ricordare lo slancio dato alla riforma degli ordini religiosi e l approfondimento del mistero della chiesa realtà visibile e spirituale al cui centro sta l eucaristia importante fu anche il decreto sulla libertà religiosa e la costituzione pastorale sulla chiesa nel mondo contemporaneo sarebbe lungo continuare ma vorrei ricordare il titolo di quell opuscolo a cui accenna l autore della lettera che cosa è andato storto mi pare che non ci fu nulla di particolarmente storto nei documenti del vaticano ii storte furono alcune delle interpretazioni o applicazioni date di esso ma anche oggi vale il detto di gesù «quello antico è migliore» © riproduzione riservata valenciennes m i stupisco del suo modo di vedere la storia dei testi del nuovo testamento gli esegeti anzitutto quelli che lavorano sul testo greco come ho fatto anch io per molti anni sono concordi sul fatto che esiste qualche archetipo per ogni testo del nuovo testamento esso è quell esemplare che è stato ricopiato dagli amanuensi all inizio del cristianesimo e in cui ogni parola rimanda all originale ciò è dimostrato anche dalla conformità tra loro dei manoscritti nel nuovo testamento greco vi sono molte varianti minime ma pochissime sono quelle che meritano attenzione nella commissione per l edizione critica del testo greco composta da cinque studiosi di fama mondiale tra cui ero l unico cattolico ci siamo sempre stupiti di questa concordanza sostanziale tra i molti manoscritti westcott e hort nella loro edizione critica enumeravano solo otto di queste varianti maggiori in tutto il nuovo testamento sono d accordo che i manoscritti sinora pervenuti sono tutte copie ma sono così uguali fra loro perché frutto di trascrizione sempre molto fedele È assurdo pensare al testo del nuovo testamento come frutto di collazioni fatte da vari studiosi ciascuno con il suo criterio e i suoi pezzi © riproduzione riservata l apocalisse e i salvati un simbolo di speranza «la moltitudine dei salvati» miniatura tratta dall apocalisse di valenciennes la figura mostra una scena ispirata al capitolo 7 dell ultimo libro della bibbia cristiana dove si ricordano coloro che saranno preservati È una visione carica di simbologie e di grande forza nella quale appare un angelo recante il sigillo del dio vivente che a gran voce grida «non devastate né la terra né il mare né le piante finché non abbiamo impresso il sigillo del nostro dio sulla fronte dei suoi servi» domande risposte non dimenticate la preghiera è fonte di pace e di gioia altri esseri nel cosmo il mistero della redenzione non c è conservazione nel messaggio di gesù eminenza dal punto di vista teologico come risulta possibile spiegare nel caso della presenza nel cosmo di altri esseri che siano intelligenti la loro redenzione attraverso il messaggio salvifico portato sulla terra da gesù cristo giuseppe casarini binasco milano eminenza per secoli la chiesa ha negato la libertà religiosa in nome della legge naturale da qualche tempo precisamente dal concilio vaticano ii la afferma sempre in nome della legge naturale non trova ciò incongruente non sarebbe stato più coerente appellarsi da sempre al vangelo che non ammette nessuna coercizione in ambito religioso antonio meli messina dalla parola di dio rivelata che tramite la stessa ragione» come lei stesso può notare la libertà religiosa ha il suo fondamento sulla parola di dio e poi sulla ragione sono una cattolica scarsamente praticante anche per derivazione protestante da madre tedesca le chiedo perché all uscita dalla messa domenicale io vedo sempre intorno a me visi contriti tristi e preoccupati non dovrebbe il ricevere l eucaristia essere fonte di letizia nel cuore e di trasmissione al prossimo della stessa edda troll milano soprattutto alla presenza dei giovani le chiese d africa celebrano l eucarestia con danze e con grande gioia nel cuore i visi tristi sono quelli di chi non ha capito il messaggio della redenzione lo spirito santo è gioia e pace preghiamo perché molti sentano di essere amati eminenza perché la chiesa o meglio le gerarchie ecclesiastiche sono sempre attestate su posizioni conservatrici la mia domanda può forse suonare ingenua o semplicistica o persino un poco stupida l unica cosa a cui tengo è che non suoni irriverente specie nei suoi confronti non voglio entrare nel merito delle questioni del momento numerose e causate sopratutto dai cambiamenti socio-economici e scientifici in corso faccio riferimento a situazioni storiche l a teologia è solo all inizio della riflessione sul problema della presenza di altri esseri viventi nel cosmo non ci sono prove chiare e sufficienti della loro esistenza l immensità dell universo per come ce lo spiegano gli scienziati può certamente contenere altre forme di vita intelligenti ma come esse possano relazionarsi al mistero della trinità e alla centralità di cristo questo ci è impossibile saperlo per ora dove la chiesa assunse regolarmente posizioni conservatrici da lei stessa talvolta sconfessate mi riferisco a galileo galilei alla santa inquisizione alla venerazione di certi «santi» che non amavano certamente il prossimo loro come se stessi eccetera perché questo gesù non si poteva certamente definire un conservatore i suoi insegnamenti nemmeno allora cosa c è dunque nel dna delle gerarchie ecclesiastiche che le porta a sostenere sempre e sistematicamente posizioni conservatrici franco bordogna alzano lombardo bergamo t rovo molte cose incongruenti in questo mondo non solo nella chiesa appellarsi al vangelo è certamente il principio di coerenza per ciascun cristiano nella dignitatis humanae il concilio vaticano ii così recita al n 2 « il diritto alla libertà religiosa si fonda realmente sulla dignità della persona umana quale si conosce sia g l eucaristia dovrebbe essere fonte di letizia lo è certamente per diverse parrocchie grazie e esù non era un conservatore ma era molto esigente nelle sue richieste la chiesa come istituzione umana tende piuttosto a conservare se stessa la storia lo dimostra ma quando ci lasciamo prendere dalla libertà di cristo sperimentiamo una grande gioia e possiamo muoverci con spontaneità.
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