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giovedÌ 24 marzo 2011 anno 136 n.70 in italia con sette euro 1,50 milano via solferino 28 tel 02 6339 servizio clienti tel 02 63797510 fondato nel 1876 nube di fukushima sull europa www.corriere.it milano l uomo con il cuore da 25 grammi di simona ravizza a pagina 29 roma piazza venezia 5 tel 06 688281 merkel boccia il nucleare in italia deciso lo stop di un anno r bagnoli de bac salom alle pagine 24 e 25 con sette classici del pensiero bobbio e il dissenso oggi in edicola a 1 euro più il prezzo del quotidiano quinto giorno il premier parla del raìs e dei rapporti con gli alleati raid su tripoli londra fuori gioco gli aerei libici le scelte di obama «gheddafi si fermi poi la mediazione» berlusconi sulla nato si afferma la nostra linea sì del senato all intervento kosovo iraq libia di massimo nava che succede in un mondo con meno america di massimo gaggi poste italiane sped in a.p d.l 353/2003 conv l 46/2004 art 1 c1 dcb milano on è necessario essere pacifisti militanti per sostenere che la guerra sia una cosa orribile e ingiusta almeno sul piano etico è difficile accettare che qualcuno possa decidere di bombardare e uccidere anche quando i bersagli siano terroristi o dittatori la guerra giusta è come il rischio zero nel nucleare più grande è la falla nel sistema più spazio c è per polemiche e avvertenze prima dell uso ma l orrore per la guerra non può tramutarsi in indifferenza verso massacri e impotenza della comunità internazionale di fronte a gravi violazioni dei diritti umani il mondo è lontano dall ideale della pace universale di kant occorre quindi l accettazione anch essa morale di guerre giustificabili se non giuste È uno dei criteri fondanti delle nazioni unite i diritti dei popoli sono più importanti della sovranità degli stati le polemiche sull intervento in libia e il rinfacciarsi fra destra e sinistra il sostegno a questa guerra o la condanna di guerre precedenti dal kosovo all iraq avrebbero meno senso se alcuni punti fossero condivisi in primo luogo il fatto che pochi interventi militari internazionali abbiano avuto un sostegno e una legittimazione così ampi quanto l operazione «odissea» in libia decisa dopo una risoluzione del consiglio di sicurezza con il sostegno della lega araba e di molti paesi europei si può argomentare sul «gallismo» dei francesi sugli eccessi di protagonismo elettorale di n olycom sarkozy sulle divisioni non sorprendenti dell europa sul recalcitrare della lega araba dopo i primi missili sull opportunità o meno del comando nato necessario per il coordinamento delle operazioni meno utile per le sensibilità dei paesi arabi ma sono appunti che non stravolgono la sostanza giuridica della decisione di bombardare la libia tra l altro si tratta di un intervento multilaterale non più soltanto occidentale non più a guida americana la francia ha capito la posta in gioco e ha scommesso con un occhio ai propri interessi sul futuro della regione che potrà essere incerto però sarà probabilmente senza alcuni dei dittatori di oggi non è stato così per l intervento in iraq deciso unilateralmente dagli stati uniti con il falso pretesto delle armi di distruzione di massa in possesso di saddam non è stato così nemmeno in kosovo poiché il bombardamento della serbia di milosevic fu deciso in ambito nato adottando la tesi di un intervento «difensivo» solo successivamente intervennero le nazioni unite con una risoluzione che fra l altro rispettava l integrità della federazione jugoslava così si chiamava ancora il paese di milosevic e non prevedeva l indipendenza del kosovo l intervento in afghanistan fu legittimato dalle nazioni unite che dopo l attentato alle torri gemelle affermarono la necessità di combattere con ogni mezzo il terrorismo valse per gli usa il diritto all autodifesa continua a pagina 55 operazione «odyssey dawn» giorno 5 raid su tripoli per londra i caccia del raìs sono fuori gioco all italia il comando della missione navale sì del senato all intervento dopo le tensioni con il pd silvio berlusconi chiede a gheddafi di fermare il conflitto da pagina 2 a pagina 13 giannelli donna uccisa decine di feriti i terroristi tornano a colpire gerusalemme di francesco battistini u il colloquio ansa epa abir sultan «non siamo in guerra e non ci entreremo» l fo berlusconi non ha dubbi l italia non è entrata in guerra e non vuole farlo sulla nato si afferma la nostra linea ora gheddafi ordini un vero cessate il fuoco e solo dopo potrà partire la diplomazia per il premier la coalizione difende i civili a pagina 5 terroristi tornano a colpire a gerusalemme nell attentato alla stazione dei bus uccisa una donna decine di feriti alle pagine 14 e 15 i n presidente il cui stile di comando è quello di un «capo del cerimoniale del pianeta» accusa un ex consigliere per la sicurezza nazionale nella casa bianca di bill clinton e mentre lo storico niall ferguson scomoda shakespeare per dipingere un barack obama metà amleto metà macbeth dilaniato dai dubbi spinto all azione da cattivi consiglieri l economist sostiene che il leader americano brilla per prudenza ma non ha mai un guizzo di coraggio politico continua a pagina 55 aveva 79 anni ottenne 2 oscar e 5 nomination la nota del colle si chiarisca la situazione giudiziaria liz taylor la diva più grande che sfidò ogni regola di paolo mereghetti romano all agricoltura le riserve del quirinale rimpasto nel governo alla cultura sandro bondi sostituito da giancarlo galan e il «responsabile» saverio romano alle politiche agricole su quest ultima nomina il quirinale ha espresso «riserve» per ragioni di «opportunità politico-istituzionale» «c è un procedimento a suo carico per gravi imputazioni è scritto in una nota della presidenza della repubblica gli sviluppi chiariscano l effettiva posizione del ministro» la replica di romano «mi dispiace è inesatto io sono soltanto indagato non imputato» alle pagine 16 e 17 l inchiesta ddio mitica liz ultima star hollywoodiana in una clinica di los angeles si sono spenti per sempre i riflettori su elizabeth taylor nata a londra nel 1932 sette mariti tra passioni e diamanti decine e decine di film il primo a 11 anni con «torna a casa lassie» flirt alcol e la lotta anti-aids il vero kolossal fu la sua vita privata dietro ai suoi occhi viola sfidava ogni convenzione rivendicando al cinema tutto l anticonformismo di una diva «contro» alle pagine 58 59 61 a quelle frasi del pentito e il neoministro di giovanni bianconi c il retroscena il rimpasto a tappe per raggiungere la quota sicurezza di francesco verderami a pagina 17 farkas grassi porro è un elemento nuovo che potrebbe far riaprire l indagine per mafia a carico del neoministro delle politiche agricole saverio romano che evidentemente non è sfuggito alla presidenza della repubblica quando ha deciso di esprimere e rendere pubbliche le proprie perplessità sulla nomina proposta da berlusconi dopo la richiesta di archiviazione è divenuta definitiva la condanna di salvatore cuffaro e in quella sentenza il nome di romano ricorre più volte fra intercettazioni e dichiarazioni di pentiti ora il contenuto di quel verdetto può diventare un elemento di valutazione in più per il giudice che anziché accogliere la richiesta dei pm ha fissato l udienza per decidere il destino giudiziario del neoministro a pagina 16 lettera del procuratore di reggio calabria basta omertà favorisce i boss «la ndrangheta cresce al nord reagite» di giuseppe pignatone 9 771120 498008 aro direttore da circa due anni e soprattutto dopo l attentato alla procura generale di reggio calabria del 3 gennaio 2010 gli organi di informazione hanno cominciato a dedicare un attenzione crescente alla ndrangheta e a quello che essa rappresenta per la calabria e per l italia comincia così a essere squarciato quel cono d ombra che salvo momentanee interruzioni dopo l omicidio fortugno dopo la strage di duisburg ha nascosto per decenni la criminalità organizzata calabrese a un opinione pubblica preoccupata da altre emergenze il terrorismo tangentopoli cosa nostra i casalesi continua a pagina 27 c decreto del governo si insedia galan scalata alla parmalat tre mesi per fermarla di roberto bagnoli alle pagine 36 e 37 bragantini spettacolo tornano i fondi con una tassa sulla benzina di paolo conti a pagina 19 dossena 10 3 2 4>
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2 primo piano giovedì 24 marzo 2011 corriere della sera la guerra in libia l italia la nota di massimo franco il pd non voterà la risoluzione della maggioranza sull intervento in libia perché dal nostro punto di vista indebolisce l italia anna finocchiaro pd il governo indovina l ostinazione francese e cerca la mediazione l a speranza di una risposta compatta del parlamento sulla libia si è sbriciolata invece di una sola risoluzione ieri sera al senato ne sono state presentate e votate ben cinque una di pdl e lega insieme e ben quattro delle opposizioni e nonostante una ricerca affannosa dell unanimità alla fine ognuno ha privilegiato la sua il governo ha cercato di accreditare col ministro degli esteri franco frattini e con quello della difesa ignazio la russa l immagine di un italia con «piena dignità» di fronte agli alleati occidentali ha giustificato l intervento militare e spiegato che la «precondizione» posta dalla coalizione internazionale è che gheddafi esca di scena ma l assenza di silvio berlusconi ha allungato sul dibattito l ombra di una posizione dovuta tanto che qualcuno si chiede se il presidente del consiglio abbia scelto di non esserci a prezzo di molte critiche per avere un residuo margine di manovra nei confronti di ue usa nato È quanto parrebbe di capire da alcune affermazioni che berlusconi fa nel colloquio con il corriere certo non avere parlato in senato non aiuta e rende la situazione ancora più confusa fra l altro il vertice di oggi a bruxelles e quello di martedì a londra sulla libia promette di riproporre le tensioni emerse fin dall inizio della missione militare la francia soprattutto non vuole rinunciare al ruolo di avanguardia spregiudicata nei bombardamenti cresce il timore così frattini annuncia «un unica catena di controllo affidata alla di ritorsioni nato» ma il suo omologo francese verso l italia da alain juppé dice che a londra si vedrà che «la guida politica» non è parte di dell alleanza atlantica dunque gheddafi sembra lecito pensare che i tempi per un intesa nella coalizione internazionale si allungheranno e in questo limbo non si può escludere che gheddafi si puntelli a danno degli insorti che la guerra «di fatto» di alcune nazioni europee continui e che nel frattempo il dittatore libico possa essere tentato di mandare un avvertimento terroristico all ex alleato italiano questo spiegherebbe in parte la cautela berlusconiana il premier percepisce l incoerenza della posizione attuale del suo governo rispetto ai rapporti passati con tripoli la mediazione con la lega riflette dunque una preoccupazione profonda nelle file dello stesso governo berlusconi si profila una sorta di «ala francese» opposta a quella «tedesca» che continua a diffidare del metodo e degli effetti dell intervento militare elenca infatti la russa il trattato di amicizia del 2008 con la libia è sospeso la speranza che gheddafi scelga l esilio è sfumata e i bombardamenti hanno evitato maggiori vittime ma il sottosegretario all interno alfredo mantovano sostiene che «è difficile negare che siamo in guerra se una missione punta ad alleviare le sofferenze dei civili le bombe non vanno in questa direzione» l opposizione con anna finocchiaro sottolinea queste discrepanze la resistenza di parigi a rientrare nei ranghi atlantisti può creare le premesse di un lungo velenoso stallo politico-militare l unica certezza è che pdl e lega marciano in sintonia e che i costi della missione per ora ricadono interamente sull italia con l arrivo di migliaia di immigrati dal maghreb e sotto voce nel governo si ammette che non sarà facile uscire da questo pasticcio occidentale © riproduzione riservata libia sì all intervento passa il testo di pdl e lega i punti l onu autorizza la «no fly zone» per proteggere i civili roma due sì con spaccatura il senato ha dato il suo via libera alla partecipazione dell italia all operazione internazionale in corso sulla base della risoluzione 1973 dell onu che autorizza «tutte le misure necessarie» quindi anche militari per proteggere i civili in libia anzi l aula di palazzo madama lo ha dato pure doppio il via libera uno con una risoluzione omonimia gergale del lessico parlamentare e di quello del palazzo di vetro della maggioranza di governo di centrodestra l altro con una del partito democratico di più per evitare fratture interne con la lega il ministro degli esteri franco frattini aveva ottenuto dal primo firmatario del documento di maggioranza maurizio gasparri di recepire in coda alla proposta il foglio presentato dal pd maggioranza e opposizioni tuttavia si sono ben guardate dal mescolare i propri voti partita complicata tentativi di mediazioni faticosi e in larga parte non riusciti il testo del pd era la copia esatta della risoluzione accolta dalle commissioni esteri e difesa di camera e senato venerdì scorso con un unanimità resa meno tale dall assenza della lega e dall astensione dell italia dei valori per giunta quel testo che valuta «positivamente» la decisione dell onu e impegna il governo ad adottare «ogni iniziativa» in difesa dei civili e a far partecipare l italia «attivamente» ad applicare la risoluzione dell onu derivava da un comunicato scritto in una riunione d urgenza del consiglio dei ministri incollato alla proposta gasparri ha raccolto l appoggio dei senatori leghisti staccato no i numeri con 156 «sì» 15 «no» un astenuto il senato ha approvato la risoluzione gasparri aperta dalla premessa generale che «la risoluzione onu 1973/2011 fornisce alla comunità internazionale un doppio orizzonte di intervento» il primo per proteggere i civili e il secondo per un interdizione dei voli libici sulla libia «con lo scopo precipuo di proteggere i civili» come a dire non per bombardamenti con altri scopi «l italia è il paese più esposto ad eventuali ritorsioni militari o terroristiche da parte libica ha quindi un interesse primario a non valicare i confini dettati dalla risoluzione dell onu» era una delle tesi «ogni altra azione che possa essere intesa come ostile dalla popolazione della libia e dalle opinioni pubbliche dei paesi arabi metterebbe a serio repentaglio la sicurezza nazionale» era il corollario accompagnato da esortazioni alla «solidarietà comunitaria» di fronte ai «flussi migratori» verso l italia e all obiettivo di assegnare «al comando nato le operazioni militari» da popolo della libertà lega e coesione nazionale sono venuti i voti a favore lo stesso blocco ha scelto di non premere i pulsanti quando è stata votata la risoluzione del pd della quale aveva recepito la formulazione le righe meno gradite ai leghisti in questo caso il documento sottoscritto da anna finoc i numeri il testo della maggioranza approvato a palazzo madama con 156 «sì« e 15 «no»
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corriere della sera giovedì 24 marzo 2011 primo piano 3 la risoluzione due del partito democratico è uguale alla mozione della maggioranza maurizio gasparri pdl non partecipiamo al voto per non dire no voteremo invece a favore delle risoluzioni delle opposizioni francesco rutelli api in politica estera bisogna essere pragmatici e meno altruisti si rispettino i propri interessi federico bricolo lega la missione ribelli libici osservano le posizioni delle truppe governative vicino ad ajdabiya a sinistra ignazio la russa ieri al senato con il ministro degli esteri franco frattini in aula l opposizione a palazzo madama con quattro mozioni battaglia delle risoluzioni il parlamento resta diviso falliti i tentativi di arrivare a un voto bipartisan roma lo aveva chiesto giorgio napolitano lo avevano auspicato un po tutti nella maggioranza come nell opposizione sarebbe bello utile necessario che l italia in questo passaggio cruciale mandasse un segnale di unità tanto più nel momento in cui tutti per convinzione radicata o ragion di stato hanno detto sì alla partecipazione del nostro paese alle azioni militari in libia non è stato possibile troppi i problemi interni alle singole coalizioni per arrivare a un voto davvero bipartisan troppe le difficoltà nella maggioranza che solo ieri mattina dopo oltre due giorni di duro lavoro è riuscita a presentare una mozione comune pdl-lega-responsabili per sperare in un voto che cancellasse di colpo diffidenze e preoccupazioni alla fine è un rimpallarsi le colpe ma il dato reale è che mai in queste concitate ore si è cercato davvero di raggiungere un intesa tra tutte le forze politiche dal primo mattino il pd aveva deciso che non avrebbe votato la mozione di maggioranza che per dirla con d alema è l atto di un «governo inefficace» e la controffensiva del pdl era pronta «se non la voteranno è solo per accusarci di presunte divisioni nostre che non esistono» ribatteva quagliariello così i tentativi in extremis compiuti ieri in aula erano destinati all insuccesso come già sapeva silvio berlusconi ostentatamente assente dal dibattito che già prima del voto puntava il dito contro «un opposizione dalla quale non ci si poteva aspettare nulla di diverso » l opposizione in verità il suo voto bipartisan «pesante» l aveva concesso venerdì scorso nelle commissioni congiunte di camera e senato senza l apporto di pd udc fli mpa la maggioranza con la lega che si era rifiutata di votare e i responsabili che si erano sfilati non avrebbe avuto i numeri per far passare il sì all intervento ma è un fatto che ieri la stessa opposizione si sia presentata con quattro mozioni diverse pd terzo polo idv e radicali ed è un fatto che i mal di pancia «pacifisti» nel pd la concorrenza esterna di sinistra e libertà di vendola schierata per il no all intervento impedivano una convergenza esplicita sulle posizioni della maggioranza al di là delle obiezioni di merito sulla mozione pdl-lega sulla quale ha ironizzato pier luigi bersani «voglio un testo che si capisca a bengasi come a roma» problema ancora più evidente quello interno al centrodestra di malavoglia e dopo una frenata nei toni e nei contenuti dei ministri frattini e la russa pretesa da berlusconi alla fine la lega ha accettato di sostenere l intervento ma ha posto tante di quelle condizioni prima fra tutte il contrasto all immigrazione clandestina che la mozione è diventata una retrovia italiana i neopacifisti e il petrolio torna il partito di chi «non se la beve» di pierluigi battista i passaggi chiaro è passato con 127 voti favorevoli cinque astenuti e nessun voto contrario ai blocchi di partenza le risoluzioni erano cinque quelle di italia dei valori «terzo polo» francesco rutelli futuro e libertà udc e movimento per le autonomie e radicali sono state respinte la seduta era stata introdotta da frattini sottolineando in forma tale da non irritare la necessaria la forza il diritto e il dovere di proteggere che le nazioni unite hanno solennemente sancito» ha aggiunto sono affermazioni come queste che hanno spinto in corso di seduta anna finocchiaro a proporre di far «tabula rasa» di tutti documenti per limitarsi a uno telegrafico da appoggiare a larghissima maggioranza approvando l intervento del ministro degli esteri i leghisti non sarebbero riusciti a evidenziare la propria posizione il pdl non ha accettato «se volessimo fare un macabro lugubre calcolo delle vittime sicuramente diremmo che dal 18 marzo in poi le vittime se ci sono state e ahimè ci sono state sicuramente sono state inferiori rispetto a quanto era successo prima» ha detto il ministro della difesa ignazio la russa «il nostro intervento ci consente una maggior autorevolezza nel chiedere la condivisione del peso di un biblico arrivo di profughi» ha continuato messaggio anche questo per la lega la risoluzione della maggioranza 1 2 3 firmata da pdl lega e cn impegna il governo su 9 punti tra questi rispetto della risoluzione onu e assegnazione alla nato del comando la decisione del senato il senato ha approvato ieri la risoluzione del pd sulla libia la maggioranza non ha partecipato la risoluzione ha ottenuto 127 sì e 5 astenuti i «paletti» «l italia è esposta a vendette e ha quindi un interesse primario a non valicare i confini onu» lega che il governo ha «condiviso» i «contenuti della risoluzione 1973 dell onu» frase che non compariva nelle prime versioni della maggioranza «non si tratta affatto onorevoli senatori di fare la guerra ma di impedire la guerra e le sue nefaste conseguenze» ha dichiarato frattini «si tratta di portare aiuto a chi è in balia di un offensiva bellica indiscriminata e per portarlo è il voto della camera sulla missione oggi alla camera la presentazione e il voto sulle risoluzioni sulla missione in libia l opposizione ha chiesto la presenza in aula del premier iuseppe prezzolini che l aveva inventata ne sarebbe felice con la guerra di libia è rinata la società degli apoti di quelli che «non la bevono» «questa non ce la beviamo» si legge nel titolo che libero dà all editoriale di vittorio feltri «io non la bevo» è quello con cui il foglio sintetizza il pensiero di giuliano zincone sono i nuovi apoti che non credono alla fanfaluche sul gheddafi dittatore e massacratore spiriti forti che hanno capito la cosa fondamentale questa guerra addobba con nobili vesti umanitarie il bieco interesse per il petrolio e gli affari che i francesi vorrebbero soffiare agli italiani che di quegli affari non si sa perché rivendicano il monopolio lamentandone l inconsolabile perdita purtroppo non tutti gli apoti i neopacifisti di destra lo sono da sempre anzi qualcuno è un ex bevitore pentito che durante la guerra a saddam hussein tracannò in dosi abbondanti le nobili motivazioni «democratiche» del bombardamento di bagdad come lo stesso vittorio feltri che si scagliava con ardore contro i «pacifisti» che scendevano in piazza «a gridare fermate i marines non toccate il segretario del pd pier luigi bersani hussein» mentre «noi tapini ci schierammo con ha sostenuto l impossibilità del suo l occidente e voi giù con gli insulti guerrafondai partito di votare a favore della non si esporta la democrazia con le armi» «non vi risoluzione della maggioranza sorge il sospetto che la maggioranza degli iracheni avesse un forte desiderio di normalità democratica?» scriveva ancora feltri ai tempi in cui se la beveva «mentre la maggioranza ha apprezzato il lavoro dei marines grazie al quale sorta di bandiera impossibile da il popolo è stato sollevato dall oppressione di saddam» strano impugnare per le opposizioni che oggi chi scrivesse che il popolo libico ha voglia di essere infatti in aula si sono schierate «sollevato dall oppressione di gheddafi» verrebbe considerato compatte contro «i diktat padaun ingenuo bevitore di intrugli propagandistici uno che non ha ni» così la proposta finale di ancapito che l unico argomento è il petrolio ma anche allora c era na finocchiaro via tutte le moqualche apota come lo scrittore eduardo galeano che scriveva e zioni si dica insieme sì alla relazionon su libero «se l iraq producesse rape invece che il greggio a ne del ministro frattini accolta chi verrebbe in mente di invadere bagdad?» incoerenza ma no da la russa e apprezzata dal presiforse il sospetto che i bevitori avessero ragione con saddam e dente schifani è stata stoppata dutorto con gheddafi tanto che proprio sul foglio il grande ramente dal capogruppo della lebernard lewis sostiene che in iraq la battaglia per la ga bricolo e da quello del pdl gademocratizzazione sia stata tutt altro che un flop si può sparri che l hanno considerata cambiare idea e come se l hanno cambiata i tanti pacifisti di una trappola il risultato niente sinistra di allora che sono diventati ardenti interventisti oggi voto bipartisan ma sì unanime alma quelli che non la bevono a tripoli dovrebbero spiegare come la missione un voto che non solo mai l hanno bevuto ieri il petrolio di bagdad a bengasi hanno faticato a capire g bersani e il no del pd maurizio caprara © riproduzione riservata paola di caro © riproduzione riservata © riproduzione riservata
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corriere della sera giovedì 24 marzo 2011 primo piano 5 la guerra in libia il cavaliere abbiamo lavorato per il pieno coordinamento nato di tutte le missioni ma anche per l applicazione puntuale della risoluzione dell onu la coalizione è impegnata a difendere la popolazione civile silvio berlusconi l.fo al mattino in consiglio dei ministri ha potuto finalmente rivendicare la «linea vincente» dell italia nella gestione della crisi libica i primi giorni della missione segnati dalla spinta francese a chiudere con le armi la partita con il colonnello gheddafi sembrano archiviati e l umore del presidente del consiglio migliorato «abbiamo ottenuto non solo il pieno coordinamento nato di tutte le operazioni della missione spiega al telefono ma anche l applicazione puntuale della risoluzione dell onu la coalizione è impegnata a difendere la popolazione civile l italia non è entrata in guerra e non vuole entrarci» le ore dell incertezza sul comando delle operazioni e sugli obiettivi della coalizione proteggere i libici dalla repressione delle milizie del raìs o promuovere il cambio di regime con la sconfitta e l eliminazione del colonnello sono per il cavaliere definitivamente superate ci sono tre punti chiari sull azione occidentale in un paese così strategico per gli interessi italiani creazione di una «no-fly zone» che impedisca all aviazione di tripoli di colpire le città in mano ai ribelli embargo delle armi alla libia difesa della popolazione civile in balìa delle armate del raìs «era tutto già chiaro da sabato quando la missione è stata decisa aggiunge il capo del governo ne ho parlato con il premier inglese david cameron e con il segretario di stato americano hillary clinton ed erano perfettamente d accordo» ma d accordo non era certamente nicolas sarkozy che ha esercitato un egemonia sulla prima fase della missione con strappi che lasceranno qualche strascico nei rapporti con roma il cavaliere non vuole polemizzare con il presidente francese ritiene che ora sia il tempo dell unità certo il ministro alain juppé ha appena dichiarato che quello della nato sarà solo «un coordinamento tecnico» mentre le decisioni politiche sulla missione verranno prese altrove i distinguo francesi non saranno facili da archiviare e berlusconi io gli alleati e gheddafi l italia non è in guerra e non ci entrerà il premier prima un vero cessate il fuoco poi si aprirà la fase della diplomazia il cavaliere è soddisfatto dopo le tensioni con la lega dei giorni scorsi dell accordo trovato nella maggioranza sulla risoluzione in nove punti che impegna il governo italiano nella crisi libica ci sono condizioni come quelle sul «ritorno più rapido possibile ad uno stato di non conflittualità» e sull impegno dell unione europea al «pattugliamento del mediterraneo» contro l immigrazione clandestina particolarmente care al partito di bossi «È una mozione pienamente in linea con quanto pensa tutta la maggioranza domani oggi per chi legge ndr sarò a bruxelles e insisterò con i colleghi europei perché vengano accettati gli impegni previsti nel documento» berlusconi dunque non sarà in parlamento per il voto sulla mozione come richiesto dalle opposizioni e dallo stesso presidente della camera gianfranco fini «la situazione è ormai molto chiara non ci sono novità che dobbiamo affrontare spiega il rapporto con la francia il premier c è solo qualche resistenza da parte francese gli scopi della missione erano già chiari da sabato lisbona 20 novembre 2010 il presidente del consiglio silvio berlusconi 74 anni durante la sua partecipazione al summit della nato foto ap peseranno nella discussione che i capi di stato e di governo europei avranno oggi a bruxelles ma su questo punto berlusconi è netto «quella della nato è un assunzione piena di responsabilità ripeto sono tutti d accordo c è solo qualche resistenza da parte francese» le cronache di questi giorni sono piene di interrogativi su cosa può accadere in libia dopo i primi raid aerei quanto dureranno le ope razioni militari è possibile una mediazione che spinga il colonnello a lasciare il paese e non c è il rischio che l operazione ottenga solo risultati parziali o addirittura si trasformi in una sconfitta per la coalizione anti gheddafi «in questo momento nessuno può dire qualcosa di certo sugli esiti e sulla durata della missione ragiona il premier italiano mi sembra che ancora una mediazione non sia matura la pensa il colonnello è ancora fiducioso di potercela fare perché ha il controllo della capitale no così anche vladimir putin e personalità come l ambasciatore libico abdulhafed gaddur che conosce bene la situazione a tripoli gheddafi è ancora fiducioso di potercela fare perché ha il controllo pieno della capitale» il premier italiano non ha avuto contatti con il colonnello con cui c è stata per nove anni una lunga amicizia politica e personale ne conosce il carattere caparbio soprattutto di fronte a quella che appare una sfida di vita o di morte È convinto però che ci sia un passo decisivo che il raìs deve compiere l accettazione del cessate il fuoco la fine degli attacchi ai ribelli di bengasi e delle altre città che si sono liberate del dominio di tripoli «siamo tutti tesi a chiedere a gheddafi un vero cessate il fuoco dice berlusconi la fine delle ostilità da parte del colonnello è la condizione sine qua non per ogni mediazione dopo si potrà aprire la fase della diplomazia» «washington post» «troppo confusa la linea scelta dal governo usa» milano non piace al washington post la strategia americana in libia anzi secondo un editoriale non firmato e che quindi esprime la linea del quotidiano una strategia è proprio quella che la casa bianca non ha al suo posto «una politica confusa» per dimostrarlo il giornale cita un briefing tenuto lunedì dal generale carter ham responsabile per le operazioni in libia nel quale l ufficiale spiegava che gli usa «non danno appoggio tattico ai ribelli» il ministro degli esteri franco frattini è perfettamente in grado di rappresentare il governo d altra parte io sono impegnato nel vertice dei capi di stato e di governo dell unione e non posso mandare un altro al posto mio» le battute finali riguardano il rapporto con l opposizione e la possibilità ormai svanita che su un tema così importante ci fosse un voto bipartisan in parlamento «il centrodestra quando era all opposizione si è comportato in maniera diversa su temi così cruciali per il paese conclude il premier ma ora abbiamo l opposizione che abbiamo e non mi aspetto nulla di diverso d altra parte sono gli stessi che organizzano dovunque io vada squadre di contestatori che mi aspettano urlando mafioso mafioso il mio governo i mafiosi li sta arrestando come mai in passato ha inasprito le norme per il carcere duro ha sequestrato miliardi di beni alle cosche e il mafioso sarei io?» © riproduzione riservata il meglio della reflex in una compatta fotocamere con obiettivi intercambiabili immagina di poter contenere tutte le qualità della reflex in una sola mano con nex-5 e nex-3 di sony la realtà supera l immaginazione fotocamere compatte dal design cool e facili da usare tra le più piccole al mondo realizzano filmati video in full hd e foto panoramiche anche in 3d scoprile al photoshow fiera milano city pad 3 `sony make.believe e gli altri loghi sono marchi registrati di sony corporation www.sony.it
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6 primo piano giovedì 24 marzo 2011 corriere della sera la guerra in libia la diplomazia posizioni e paesi in campo la francia per il ministro degli esteri alain juppé «il controllo politico spetta a una cabina di regia composta dai ministri degli esteri anche del mondo arabo alla nato può toccare un ruolo tecnico sulle azioni» la nato è pronta ad agire se e quando sarà richiesto i piani sono pronti ma perché siano lanciati serve il consenso di tutti i 28 partner oana lungescu la portavoce della nato l italia per il ministro degli esteri franco frattini «era necessario partire con una azione urgente per evitare danni gravissimi ma ora dobbiamo tornare alle regole con un unica catena di comando unificato alla nato» la turchia il premier recep tayyip erdogan ha accettato di contribuire alla missione navale targata nato ma non ai raid aerei «È impossibile per noi immaginare di lanciare bombe sulla popolazione libica» gli stati uniti gli stati uniti vogliono che la nato abbia un ruolo chiave ma spingono per la partecipazione dei paesi arabi nella coalizione «ci saranno nuovi annunci nei prossimi giorni» ha detto clinton nato non c è l intesa roma guiderà la missione navale gli usa decisi a cedere il comando entro sabato dal nostro corrispondente bruxelles È fumata nera ancora una volta anzi nebbione un nebbione fitto sull operazione più complessa degli ultimi anni l attacco a gheddafi dopo l ennesimo vertice a bruxelles fra gli ambasciatori dei 28 paesi nato un portavoce descrive il vuoto assoluto «non c è nessuna novità» resta cioè senza risposta la domanda più importante di tutte a chi spetta il comando delle operazioni militari contro la libia alla nato hanno detto barack obama e la gran bretagna insieme con l italia il ministro franco frattini ancora ieri «È necessario tornare alle regole di un unica catena di comando e controllo assicurata dalla nato» no ha ribattuto il neo-ministro degli esteri francese alain juppé il controllo politico spetta a «una cabina di re nessun accordo parigi insiste per una «cabina di regia» politica che comprenda i paesi arabi gia» composta dai ministri degli esteri anche del mondo arabo e alla nato può toccare al massimo «un ruolo tecnico» sulle singole azioni e annuncia un incontro martedì prossimo a londra del «gruppo di contatto» ossia del «comitato politico» allargato della coalizione risultato lo stallo e la rinnovata confusione sui mezzi i limiti gli obiettivi reali della «coalizione dei volenterosi» intanto gli americani attraverso il segretario alla difesa robert gates avvertono che sabato dovrebbero cedere il comando delle opera in viaggio i parenti salutano i marines a bordo della nave americana bataan mentre lascia il porto di norfolk alla volta del mediterraneo e o coo ef c riflette i raggi del sole 800 012022 zioni oggi se ne riparlerà al vertice dei capi di stato e di governo della ue ma c è anche qualche notizia di segno diverso da ieri la nato è entrata ufficialmente nelle operazioni contro la libia se non in cielo almeno in mare non sta più a guardare sotto il suo stemma e sotto un comando italiano 16 navi di 7 diversi paesi pattugliano il mediterraneo contro il traffico d armi in direzione di tripoli e il paese che più di tutti ha contribuito a questa missione navale con 6 navi è la turchia la grande turchia musulmana non è stato facile convincerla e non è certo un caso se il tentativo è stato fatto con tanta forza tutto questo e la partecipazione alle incursioni aeree di qualche paese arabo come il qatar lo ha voluto più di tutti barack obama il presidente americano perché quando gli usa passeranno ad altri il comando delle operazioni aeronavali nessuno possa dire che questa è una «crociata cristiana» parole già usate da gheddafi contro l islam hillary clinton ieri ha precisato che nei prossimi giorni «ci saranno nuovi annunci» di adesione alle operazioni di al i costi un operazione da un miliardo le previsioni di spesa la no-fly zone secondo alcune stime l imposizione della no-fly zone sulla libia potrebbe costare alle forze della coalizione oltre un miliardo di dollari se l operazione odyssey dawn dovesse durare più di un paio di mesi i raid il costo iniziale di odyssey dawn si aggira tra i 400 e gli 800 milioni di dollari mentre i costi di regolari missioni di pattuglia aerea per garantire la no-fly zone dovrebbero invece assestarsi tra i 30 e i 200 milioni la settimana gli aerei in azione anche i famosi b-2 spirit i loro costi di produzione superano i 730 milioni di dollari tri paesi arabi c è anche un altra domanda che attende risposta quando alle navi della nato si affiancheranno i suoi aerei per imporre anche loro una definitiva «no-fly zone» una zona di interdizione al volo i piani militari sono tutti pronti è stato annunciato da giorni le strutture sono operative le risorse non mancano sono le decisioni politiche che latitano intanto mentre in terra d europa si incrociano i fioretti della diplomazia nei cieli si incrociano ugualmente le ali dei cacciabombardieri e la tensione complessiva non cala ma al quartier generale della nato c è comunque molta soddisfazione per la decisione di dare il via alla missione navale e anche per quella di affidare all italia il comando della stessa missione sarà il contrammiraglio ronaldo veri a guidare la nostra squadra di 4 vascelli l ammiraglia una fregata un sottomarino una nave ausiliaria insieme con le altre squadre schierate da canada spagna gran bretagna grecia stati uniti e turchia luigi offeddu loffeddu@rcs.it © riproduzione riservata le parole e le cose caccia al significato di odyssey dawn e il pentagono rivela «scelto a caso» da quando è iniziato l intervento militare in libia non pochi si sono domandati quale fosse il significato del nome scelto per l operazione odyssey dawn sui blog sui forum e sui siti internet le battute si sono sprecate «ma come l attacco è iniziato al tramonto e parlano di alba?» «ma gli americani lo sanno quanti anni è stato in giro ulisse prima di tornare ad itaca?» c è chi ha ipotizzato un riferimento a 2001 odissea nello spazio nella cui prima scena dawn of man l alba dell uomo le scimmie antropomorfe acquisiscono la consapevolezza delle loro potenzialità così come il popolo libico starebbe iniziando il suo percorso verso la libertà ricostruzione non certo meno fantasiosa di chi ha letto nel nome scelto per l operazione un nesso con l attacco alle torri gemelle dato che operation ha nove lettere e odyssey dawn undici proprio come 9/11 ebbene ieri eric eliott portavoce dello u.s african command ha svelato il mistero il nome è stato scelto in modo del tutto casuale nessun riferimento colto intelligente o astruso nessun messaggio recondito «abbiamo avuto operazioni come desert storm o iraqi freedom che volevano trasmettere un messaggio altre come operation african lion un esercitazione in marocco nel 2009 sono simboliche per il luogo ma odyssey dawn non è niente di tutto questo» ha spiegato bisognava trovare un nome che non avesse nulla a che fare con la libia e che iniziasse con le lettere da oa ad os per seguire le regole con cui si assegnano i nomi in codice nei diversi comandi così «un gruppo di colonnelli e maggiori si è seduto intorno a un tavolo e ha iniziato a tirare fuori nomi che iniziassero con la o finché non è venuto fuori quello giusto» s op now zegna o mo ri sar © riproduzione riservata
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8 primo piano giovedì 24 marzo 2011 corriere della sera la guerra in libia i fronti dal nostro inviato tripoli il vecchio abubakkar quando la moschea di fashlum chiama alle 5 esce di casa e se ne va a pregare malgrado il figlio usama tenti ogni volta di trattenerlo «mi fa bene al cuore gli dice suo padre perciò lasciami andare» all alba finalmente il cielo è tornato benevolo e sgombro di missili dall alto cade solo la voce del muezzin «orsù alla preghiera orsù alla salvezza iddio è sommo » quello è il momento in cui tripoli si risveglia e conta i danni dell ultima notte la voce dei minareti serve a capire soprattutto com è andata se in città ha vinto l angoscia o il sollievo il «mood» di tripoli sotto le bombe «abbiamo nostalgia di tante cose confessa paolo schubert 60 anni che vive qui ma ha due figli in italia siamo stufi di stare chiusi in casa tutte le sere per paura dei tomahawk cosa mi manca vorrei tornare presto a mangiare la pizza da pino pizza italiana e locale chiuso come tutti gli altri e poi mi mancano la spiaggia di tellil e i venerdì di festa con gli amici le grigliate di agnello nella pineta di qarabuli di fronte al mare » ecco che cosa manca la gioia di vivere tripoli l ha persa paradossalmente l unica occasione di uscita per questa città stremata da un mese di guerra è ormai quella di andare la sera a fare i caroselli intorno a piazza verde inneggiando a gheddafi diventa uno svago anche fare gli «scudi umani» chissà se i ragazzi di abu salim i più devoti al raìs quelli tutti vestiti di verde che si dicono «bravi con i coltelli» quando tornano a casa non sognano anche loro la spiaggia di tellil sembrano felici ma forse è solo apparenza in questo paese 6 le unità navali messe a disposizione dalla turchia che da ieri partecipa alla missione con 4 fregate 1 nave d appoggio e 1 sottomarino fanno parte della flottiglia che deve far rispettare l embargo sulle armi la nato ne ha affidato all italia il comando fonti di intelligence segnalano che anche in questi giorni il regime ha ricevuto rifornimenti e mercenari 2 le missioni aeree operative italiane compiute ieri alle 14 sono decollati due tornado ecr scortati da due intercettori f16 e un c130j rientrati dopo circa due ore la seconda missione è partita alle 14.30 con il decollo di due f16 e 4 tornado alle 16.40 i velivoli sono atterrati missione conclusa top secret la destinazione ancora bombe su tripoli e ajdabiya emissari del raìs contattano gli usa fonti del dipartimento di stato aperte le comunicazioni con i libici dove alcol e droga sono proibiti ci si rifugia nel narghilè c è gente che con la pipetta in bocca ci passa giornate intere giovani e anziani seduti al bar saraia ad affumicarsi l anima di fronte al museo ma la scena più triste e indicativa per rendersi conto davvero di come questa città stia morendo è forse la visione delle poste di piazza algeria edificio italiano bellissimo anche dentro con il legno e il marmo delle migliori qualità una parete intera è occupata da cassette di sicurezza in metallo che però sembrano tutte abbandonate il portone è aperto entriamo ma dietro agli sportelli non c è nessuno anzi a guardar bene nell ombra ecco tre o quattro donne devono essere impiegate hanno il capo velato «raccomandate pacchi cartoline bisbiglia una con voce rassegnata e inutile non arriveranno più a destinazione» e così hanno chiuso anche i dentisti gli uffici delle assicurazioni i centri di rieducazione per gli handicappati tutto a tripoli diventa sempre più complicato «le bombe lasciano un segno anche se non colpiscono la tua casa» spiega il vescovo giovanni martinelli convivere tutte le sere come pure è stato ieri con la rumba della contraerea che a una certa ora inizia a sparare a lungo andare ferisce i nervi «pensate alle ragazze dice il vescovo dopo una notte di spari l idea di svegliarsi mettersi a posto come se niente fosse ecco questa normalità svanisce» e cita il caso di due sorelle fatiya e zuhur la prima ha 24 anni e da cinque giorni non va più in ufficio a lavorare non ne ha la forza la seconda allo stesso modo diserta il liceo e preferisce restare a casa a studiare attenta pure a tenere la tv spenta perché i canali sia libici che internazionali in questi giorni sono tutti parecchio ansiogeni ieri tripoli ha un po respirato mentre gli aerei della coalizione puntavano dritti su ajdabiya ma in serata sono ripresi i raid alla periferia della città la tv di stato denuncia che a jafar sud ovest della capitale i raid dei «crociati colonialisti hanno attaccato installazioni militari e anche civili» «niente mi fa paura nessun tiranno mi può spaventare» aveva detto l altra sera il raìs in posa tra le ro-
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corriere della sera giovedì 24 marzo 2011 primo piano battaglia ribelli in azione nella località petrolifera di ras lanuf tornata in mano alle truppe lealiste polaris 9 il punto giorno 5 di guido olimpio nuova fase la coalizione ha neutralizzato la debole aviazione libica ed è passata ad una nuova fase accompagnata da un attacco notturno sul bunker di gheddafi i caccia hanno ampliato i raid attorno alle città assediate dai governativi l intervento a misurata avrebbe costretto i lealisti a ripiegare con perdite poi con il buio i carri armati sarebbero tornati a sparare sull ospedale drammatica la situazione a efren zawiya e zintan minacciate dal fuoco nemico i tank sono ancora a ajdabiya est nonostante le incursioni della coalizione per gli alleati la nuova fase è «in difesa dei civili» ed è vero ma è evidente che punta a distruggere l apparato terrestre del colonnello il lavoro di «ripulitura» è lungo non è agevole colpire i corazzati nei centri abitati aumentano i pericoli per la popolazione la sola aviazione è noto non basta e contro i cecchini è inutile in ogni caso la milizia di gheddafi ha mostrato di saper resistere sotto le bombe al lavoro nella base corsa un soldato francese prepara un caccia mirage 2000 nella base di solenzara in corsica oltre che con i mirage 2000 la francia partecipa alla missione in libia con un centinaio di caccia rafale e con aerei radar awacs foto ap/françois mori vine dell ultimo palazzo attaccato ma secondo il dipartimento di stato alcuni fedelissimi del colonnello tra i quali il ministro degli esteri musa kusa e il capo dei servizi abdullah senussi avrebbero preso contatto con le autorità americane di khamis figlio del raìs dicono sia sopravvissuto per miracolo a un attentato «ora è a misurata a combattere ma effettivamente nei giorni scorsi gli hanno teso un agguato conferma una fonte vicinissima al governo hanno sparato contro la sua macchina ma lui era a bordo di un altra e si è salvato però purtroppo è morto il suo assistente era un ragazzo giovane come lui » provate voi a vivere a lavorare a parlare ad amare a piangere con il martello pneumatico della contraerea che vi scava tutte le sera puntualmente nella testa e intanto in città c è una svalutazione tremenda 100 euro 300 dinari un mese fa erano 160 e i prezzi aumentano vertiginosamente la fuga in massa degli egiziani e dei tunisini ha messo in ginoc chio le campagne e gli allevamenti di polli adesso sono i libici che con mogli e figli mandano avanti le fattorie l economia è allo stremo «i libici dice il vescovo martinelli sono gente orgogliosissima di grande dignità eppure adesso non ce la fanno e più di qualcuno viene da me a chiedermi un aiuto perché ha dovuto chiudere il negozio o non gli pagano più lo stipendio» «cantate ballate siate felici» disse gheddafi rivolto alla piazza verde quasi un mese fa già ma pur volendo a tripoli è impossibile perché non ci sono mai stati locali notturni o discoteche c è un vecchio cinema ma è aperto la mattina e anche il ristorante preferito da monsignor martinelli il «safina» a tajura dove si mangiava pesce alla brace è desolatamente chiuso da un po si balla sulla piazza verde oppure davanti a bab al aziziyah è la danza macabra degli scudi umani sperando che in quel momento non cadano i tomahawk le navi la nato ha affidato all italia il comando di una flottiglia che dovrà far rispettare l embargo sulle armi ne farà parte anche la turchia un dato significativo con 6 unità fonti di intelligence segnalano che anche in questi giorni il regime ha ricevuto rifornimenti e mercenari la diplomazia l accordo sul passaggio del comando alla nato è saltato la francia ha concesso che l alleanza atlantica svolga solo un ruolo di coordinamento la guida politica deve rimanere ai membri della missione e parigi ritiene di avere maggior peso l italia invece chiede con insistenza la leadership nato fonti americane infine hanno rivelato che due personaggi di spicco del regime libico musa kusa e abdullah senussi hanno contattato di recente gli usa non è chiaro per quale motivo appena martedì hillary clinton ha sostenuto che figure del potere potrebbero cercare una via d uscita qualcosa si muove © riproduzione riservata fabrizio caccia © riproduzione riservata l incontro due rappresentanti del consiglio di transizione spiegano chi sono gli insorti a intellettuali scrittori e imprenditori francesi medici avvocati ingegneri l élite per la nuova libia i ribelli a parigi «costruiremo un paese democratico e laico» rassicurazioni e critiche all italia dal nostro corrispondente cos è parigi in una sala dell hotel raphaël a due passi dall arco di trionfo e a molte miglia dai combattimenti i rappresentanti della nuova libia che cerca di nascere spiegano all occidente diviso perché ha fatto bene a intervenire e provano a immaginare il paese che verrà alì zeidan e mansour saif el nasser che il giorno prima hanno avuto un colloquio al quai d orsay ora ringraziano la francia e gli altri paesi della coalizione «i ragazzi di bengasi sul lungomare gridano one two three viva sarkozy!» raccontano tra i sorrisi ma nelle due ore dell incontro si parlerà anche di petrolio «i contratti già firmati saranno rispettati poi sapremo ricordarci di chi ci ha aiutato di più rispettiamo le decisioni del governo di roma ma avremmo preferito che fosse l italia il nostro paese fratello a prendere l iniziativa nel sostenerci» i due emissari per l europa del «ctnl» si prestano alle domande di intellettuali scrittori e imprenditori dai nuovi patron di le monde pierre bergé e xavier niel ad andré glucksmann da christine angot a bernard kouchner ex ministro degli esteri paul quilès difesa e jacques lang cultura dalla anchor woman del tg delle 20 claire chazal a pascal bruckner bernard-henri lévy primo tramite degli insorti con il presidente sarkozy ha invitato la parigi intellettuale e mediatica a conoscere per che cosa i libici e gli aerei occidentali stanno combattendo «il consiglio di transizione è composto da 31 persone ma solo 8 hanno reso pubblici i loro nomi perché gli altri 23 vivono in zone ancora occupate dalle truppe di gheddafi lavorano per noi un migliaio di laureati ingegneri medici avvocati docenti universitari che in molti casi hanno studiato all estero un élite che ha i mezzi per fondare un nuovo stato siamo espressione di tutte le fasce della società e di tut il consiglio il consiglio nazionale di transizione nato a bengasi il 27 febbraio per volontà dei comitati rivoluzionari è composto da 31 persone personaggi tra i componenti del consiglio abdel fattah al obeidi per 40 anni un fedelissimo del raìs e fathi terbil attivista dei diritti umani e avvocato delle famiglie dei 1.200 detenuti politici uccisi dalle forze di sicurezza nel carcere di abu salim nel 1996 riconoscimenti la francia ha subito riconosciuto il consiglio come legittimo interlocutore politico ma gli altri governi tra cui quello italiano non hanno seguito parigi il consiglio ha nominato un team di tecnici per attuare le procedure legali e intensificare i contatti con i paesi stranieri al fine del riconoscimento del nuovo governo te le tribù la cui importanza non è così grande come credete dice alì zeidan che vive tra bengasi la germania e il cairo tra noi ci sono anche dei gheddafi per esempio un suo cugino generale mandato a sparare sulla folla si è rifiutato di commettere quel crimine ed è passato dalla nostra parte prima di cadere in combattimento gli abbiamo tributato tutti gli onori» il co lonnello dice che siete uomini di al qaeda «È la menzogna di un uomo confuso che ci accusa di essere terroristi e poi minaccia di allearsi con i jihadisti che a suo dire dovremmo essere noi vogliamo costruire una libia democratica e laica con tripoli come unica capitale possibile una divisione del paese è fuori questione ci riusciremo perché i libici sono musulmani non fana tici» dice mansour saif el nasser esiliato a lungo negli stati uniti i rappresentanti del consiglio di transizione si dicono sicuri che gheddafi potrà resistere non più di «una settimana o 10 giorni» ai raid aerei della coalizione «se continuano con la stessa intensità» non confidano in un intervento terrestre ma sperano di ottenere armi dai paesi arabi vicini che ne sarà «viva la francia» alcuni manifestanti anti-gheddafi alzano una bandiera francese nella «capitale degli insorti» bengasi in sostegno dei raid aerei lanciati dalla coalizione internazionale in cui parigi ha un ruolo chiave attacco agli oppositori due siti oscurati da hacker governativi tripoli due dei principali siti dell opposizione libica libyafeb17.com e feb17.info sarebbero stati colpiti da attacchi hacker e oscurati lo riferiscono su twitter alcuni blogger citati dal sito web dell emittente britannica bbc secondo un blogger che si firma «libyans revolt» i siti sarebbero stati oscurati da hacker pro-gheddafi nella serata di ieri entrambi i siti sono tornati in funzione la repressione governativa viaggia da tempo anche su internet siti come «libya al youm» quotidiano riformista che aveva dato notizia delle proteste e diversi blogger critici di gheddafi sono stati presi di mira da attacchi di hacker filogovernativi già nei mesi passati alcuni di questi hacker sono ritenuti funzionari dei servizi segreti legati al ministero dell interno di gheddafi se verrà sconfitto «lo vogliamo vivo e sottoposto a un processo regolare» circolano voci di vendette sommarie in corso sugli immigrati dall africa nera accusati di essere mercenari «fermeremo queste violenze dobbiamo distinguere tra i mercenari che saranno trattati come prigionieri di guerra e gli altri venuti in libia per lavorare che vanno difesi e rispettati» come cambieranno i rapporti con l italia «quanto ai due popoli torneranno all era pre-gheddafi quando il 24 dicembre festeggiavamo l indipendenza insieme con i tanti cittadini italiani che celebravano il natale la cacciata degli italiani è stata una vergogna che ha impoverito la libia le colpe dei fascisti non dovevano ricadere sulla gente comune gheddafi ha dato al mondo solo odio terrorismo e immigrazione tutti sanno che era la sua famiglia a organizzare il racket dei clandestini raccogliendo disperati in tutta l africa ha sempre usato l immigrazione come un arma contro l europa quindi roma non ha niente da temere da noi anzi chiediamo aiuto per costruire un paese moderno e civile esporteremo pace e petrolio» che ne sarà del trattato tra italia e libia firmato nel 2008 «potremmo osservarlo anche nel dopo-gheddafi in ogni caso il governo italiano deve capire che tutti i prossimi contratti saranno stipulati nell interesse del popolo libico su basi di parità dice alì zeidan in 42 anni di regime del colonnello le nostre ricchezze sono state depredate e mai redistribuite ai cittadini le risorse energetiche hanno arricchito solo la casta al potere e chi ha fatto affari con loro questo finirà nel frattempo al premier silvio berlusconi ricordiamo che non ci può essere compromesso bisogna scegliere o noi o gheddafi e noi siamo sicuri di vincere» stefano montefiori © riproduzione riservata
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10 giovedì 24 marzo 2011 corriere della sera offerta valida fino al 30/06/2011 per focus 5 porte 1.6 ecoboost 150cv solo per vetture in stock grazie al contributo dei fordpartner ipt esclusa focus consumi da 4.5 a 6.2 litri/100 km ciclo misto emissioni co2 da 117 a 144 g/km la vettura in foto può contenere accessori a pagamento motore ecoboost rende di più inquina meno e ti regala grandi emozioni active grill shutter perché il primo ostacolo che trovi sulla strada è il vento start&stop per rispettare l ambiente ogni occasione è buona torque vectoring control sa come rendere sicura l emozione di ogni curva nuova ford focus 1.6 ecoboost 150cv 17.750 sabato 26 e domenica 27
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corriere della sera giovedì 24 marzo 2011 primo piano 11 la guerra in libia i migranti in due mesi spesi 21 milioni di euro per fronteggiare l emergenza e potremmo arrivare a 213 milioni a fine dicembre alfredo mantovano sottosegretario all interno ni che culmineranno forse sabato nella visita del governatore lombardo da ieri con un ufficio della regione aperto proprio nell isola oggi una assemblea del pd annuncia il consigliere giuseppe palmeri domani un altra con l ex sindaco totò martello pronto all attacco sulla san marco «hanno trasformato una nave militare in un traghetto di stato spendendo cifre impressionanti mentre la motonave della siremar per porto empedocle salpa vuota» È il pensiero di lombardo «si utilizzino anche le navi della tirrenia» e via col sospetto di «una emergenza drogata» che non convince nemmeno il vescovo di agrigento francesco montenegro tutti critici come si capirà stamane a palermo all assemblea regionale dove il presidente cascio parlerà dell emergenza umanitaria pure con l arcivescovo di tunisi maroun elias nimeh lahham via 1.200 immigrati con la san marco nel centro dei profughi il governo su lampedusa spesi 21 milioni dal nostro inviato a bordo migranti su un anfibio militare vengono trasferiti sulla san marco la nave della marina ha portato gli immigrati a mineo catania nel «villaggio della solidarietà» reuters/bianchi lampedusa È arrivata alle sette del mattino la san marco e dodici ore dopo ancora doveva finire di imbarcare 550 dei quasi seimila tunisini presenti ieri mattina a lampedusa una massa per la prima volta ridotta di oltre mille unità visto che con i ponti aerei ne sono stati trasferiti altri 600 a bari foggia e crotone ma incrementata da quattro barconi arrivati in giornata da altri tre segnalati nella notte È la precaria contabilità di una emergenza che scatena furiose polemiche politiche soprattutto ai vertici della regione siciliana con il governatore raffaele lombardo e il presidente dell assemblea regionale francesco cascio contrari all improvvisa destinazione di rotta data alla san marco la nave militare arrivata da augusta e ripartita in serata per lo stesso porto perché al contrario di quanto annunciato martedì sera nelle dirette tv dal ministro la russa la meta dei primi 550 non saranno le tendopoli da allestire «in aree militari in sicilia e puglia» ma il «villaggio della solidarietà» 5 mila immigrati ancora presenti ieri a lampedusa secondo i dati del comune siciliano di una «colossale presa in giro e di un perfido inganno» da parte del governo in sintonia con laura boldrini la portavoce onu per i rifugiati «si creano difficoltà e confusioni affiancando tunisini e richiedenti asilo» alla fine di una giornata ricca di contraddittorie dichiarazioni su destinazione e composizione dei primi migranti diretti a mineo è rimbalzato su lampedusa il conteggio dei costi che l italia sta affrontando sintetizzati dal sottose gretario alfredo mantovano «abbiamo già speso in due mesi 21 milioni di euro per fronteggiare l emergenza e potremmo arrivare a fine dicembre a 213 milioni» di qui la scelta dell ultimo consiglio dei ministri di integrare sottolinea sempre mantovano con 500 milioni di euro il fondo della protezione civile cifre che hanno fatto scat tare durissime prese di posizione in una lampedusa zeppa di tunisini in ogni angolo in ogni bar anche nella piazza dove da oggi parte una mobilitazione con manifestazio felice cavallaro © riproduzione riservata di mineo il complesso di villette costruire per gli americani della base di sigonella e riadattate si diceva fino a due giorni fa per i profughi richiedenti asilo già ospiti di altri centri in italia il contrordine che ha fatto rallentare le estenuanti operazioni di imbarco sulla san marco ha scatenato lombardo con lettere e appelli lanciati a berlusconi e al capo dello stato «non lasciate sola la sicilia» mentre a mineo il sindaco giuseppe castania parla sequestrato l asso ventidue a tripoli «i libici vogliono quel rimorchiatore» napoli È rimasto per il secondo giorno consecutivo attraccato nel porto di tripoli l asso ventidue nave appoggio della compagnia napoletana augusta offshore sequestrata domenica mattina da un gruppo di libici presumibilmente militari che continuano a tenere sotto il proprio controllo armato l equipaggio composto da otto italiani due indiani e un ucraino dopo aver interrotto ogni gli occupanti libici anche i parenti dei marinai hanno ricevuto dai loro congiunti rassicurazioni «l ho sentito per pochissimi minuti mi ha detto che stanno tutti bene e che si sentono più tranquilli ma non è sceso nei dettagli» racconta la moglie del comandante luigi chiavistelli resta però il mistero di questo sequestro per alcuni versi anomalo dall evoluzione della vicenda sembra emergere con chiarezza che l obiettivo dei libici non era il personale italiano a bordo dell asso ventidue ma l imbarcazione stessa e lo confermerebbe una esplicita richiesta della guardia costiera affinché alcuni suoi uomini siano addestrati all utilizzo bloccata la nave italiana asso ventidue della nave che dispone di tecnologie di alto livello collegamento radio e aver nasecondo una nota dell arvigato per circa ventiquattro ore prima in direzione della matore «in questi giorni» di piattaforma petrolifera di mel navigazione «l attività si è lilitah dove la compagnia na mitata a monitorare le coste» poletana ha lavorato fino a po e il rientro a tripoli che si sperava preludesse all abbandochi giorni fa per conto di una no della nave da parte dei milisocietà italo-libica e poi ver tari sembra ora una tappa di so la tunisia l imbarcazione una attività destinata a contiha fatto ritorno lunedì nel por nuare to della capitale e i marinai a ieri infatti sono state esplebordo hanno potuto contatta tate tutte le pratiche doganali re le famiglie e l armatore ma per lasciare il porto dove l orrio mattioli meggio è stato spostato dalda queste brevissime comu l area militare a quella mercannicazioni emerge la buona no tile e quindi l asso ventidue tizia che l equipaggio sta bene è di nuovo pronto a partire e che fa sapere mattioli è stafulvio bufi to «trattato con riguardo» da© riproduzione riservata tambour in black cronografo automatico lv 277 creato in svizzera negli ateliers horlogers louis vuitton di la chaux-de-fonds in vendita unicamente nei negozi esclusivi louis vuitton e su louisvuitton.com tel 800 30 89 80
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12 giovedì 24 marzo 2011 corriere della sera sono i vostri sogni a darci energia energia per avere il sole anche di notte realizzare È questa la parola che ha sempre guidato la nostra energia realizzare i progetti che nascono dalle vostre aspirazioni così siamo partiti dal sogno di un energia pulita e inesauribile e abbiamo realizzato in sicilia archimede un impianto solare termodinamico che produce energia anche di notte o quando il sole non c è innovando abbiamo reso possibile un benessere più sostenibile perché abbiamo sempre creduto in un energia inarrestabile come i vostri sogni enel.com
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corriere della sera giovedì 24 marzo 2011 primo piano 13 la guerra in libia approfondimenti i depositi nel mondo 100 miliardi di dollari della banca centrale distribuiti tra italia francia gran bretagna e stati uniti esiste presso il consiglio di sicurezza dell onu una notifica che intende risparmiare ai libici il destino toccato fra gli altri ai cittadini di panama della nigeria o di haiti una costante tiene insieme questi popoli così diversi al termine di paurose dittature hanno perso il filo di certi conti bancari in precedenza controllati dal regime in quei casi erano fondi depredati da tiranni come sani abacha manuel noriega o françois duvalier stavolta in gioco c è il patrimonio della banca di libia oltre cento miliardi di dollari da tutelare perché restino ai libici se e quando muammar gheddafi non sarà più il leader di quel che resta della jamahiria la lista è depositata al palazzo di vetro da prima che il consiglio di sicurezza desse il via ai bombardamenti da tempo era chiaro che i dettagli in quel pezzo di carta un giorno potrebbero tornare utili in futuro nessuno in libia o fuori potrà dire che le cose stavano diversamente che quei soldi non sono libici o non sono mai esistiti si tratta di una precauzione non da poco non lo è perché ciò che emerge dal documento è il profilo di uno stato finanziariamente molto più robusto di quanto gli analisti immaginassero fino a qui che la libyan investment authority lia gestisse circa 60 miliardi di dollari in investimenti esteri era in effetti ormai chiaro ciò che non si sapeva è che quella somma non costituisce neppure la metà delle riserve ufficiali di tripoli molto più di quanto detiene la lia resta nei conti che la banca di libia l istituto centrale del paese ha distribuito presso decine di importanti banche private occidentali il patrimonio della banca di libia ammonta in totale a 102,9 miliardi di dollari di questi 2,4 sono depositati presso il fondo monetario internazionale a copertura quota libica nell organismo di washington altri 17 miliardi di dollari sono poi denaro in teoria del fondo sovrano la lia ma depositato presso conti a nome della banca centrale il resto del patrimonio circa 85 miliardi di dollari appartiene poi tutto direttamente all istituto centrale da un paio di settimane queste somme in realtà sono congelate sono preoccupato per la facilità con cui negli ultimi anni si è optato per l uso della forza nelle questioni internazionali la russia e la libia il primo amore non si scorda mai vladimir putin premier russo il tesoro l fmi il patrimonio della banca di libia è di oltre 102,9 miliardi di dollari di cui 2,4 sono depositati presso il fondo monetario internazionale all estero in italia risultano depositati in totale 9,86 miliardi di dollari di cui 4,7 miliardi in titoli e investimenti di portafoglio maggiore l investimento in territorio britannico dove cui 4,7 miliardi in titoli e investimenti di portafoglio con il resto concentrato in strumenti monetari ossia in denaro liquido gli istituti presso i quali la banca di libia avrebbe aperto delle posizioni sono principalmente intesa sanpaolo e unicredit oltre alla banca d italia a queste somme vanno aggiunte poi le partecipazioni libiche in unicredit finmeccanica o eni anch esse congelate da un paio di settimane benché l italia sia il principale partner commerciale della libia sul piano finanziario tripoli ha puntato ancora di più sulla city di londra in gran bretagna risultano concentrati 14,4 miliardi di dollari della banca centrale anche qui distribuiti in tutti i principali istituti i conti sono aperti presso hsbc barclays lloyd e anche presso la bank of england anche in francia l esposizione è sostanziale e superiore a quella accumulata in italia e anche in questo caso emerge un attenta distribuzione delle riserve fra le varie reuters finbarr o reilly il leader libico la caricatura di gheddafi su un muro di bengasi a destra sulle mani c è scritto «amo la libia» i conti del raÌs la lista segreta unione europea sanzioni contro l ente petrolifero bruxelles l unione europea ha adottato ieri nuove sanzioni contro la libia in accordo con la risoluzione 1973 del consiglio di sicurezza dell onu rafforzando per la terza volta dall inizio della crisi le misure anti-gheddafi in particolare le sanzioni colpiscono da oggi tutti i beni controllati dalla national oil company noc società petrolifera della jamahiriya e dalle sue cinque affiliate tra le quali non risulterebbe la raffineria tamoil dopo l inserimento della noc nella lista nera dell onu erano aumentate in italia le preoccupazioni per la sorte della holding italiana tamoil che ha sede a milano e che occupa 278 dipendenti poiché l azienda è controllata al 70 dalla stessa noc e lo stesso presidente di tamoil italia isam zanati è libico per legge sia in europa che negli stati uniti benché in teoria ancora in febbraio su certi conti potrebbero esserci stati movimenti ma si tratta comunque di un patrimonio determinante nella battaglia per la libia su quella ricchezza un futuro governo che dovesse emergere dopo gheddafi potrà fondare la rinascita del paese magari grazie a un grosso programma di welfare e nuove infrastrutture che molte imprese occidentali faranno la fila per costruire secondo osservatori del sistema finanziario la banca di libia negli anni sembra aver gestito con accortezza le proprie riserve senza concentrare il rischio in alcun paese così in italia risultano depositati in totale 9,86 miliardi di dollari di risultano concentrati 14,4 miliardi di dollari della banca centrale sparsi in conti aperti in svariate banche del paese anche in francia l esposizione è sostanziale e distribuita fra i diversi istituti bancari negli stati uniti il conto principale si trova presso la bank of new york mellon l oro cospicue le riserve in lingotti che arrivano almeno a 143 tonnellate pari a circa 6,5 miliardi di dollari ai valori attuali grandi banche del paese fra queste la banque de france bnp paribas société générale e crédit agricole non risultano invece posizioni in svizzera probabilmente perché smobilizzate dopo che hannibal gheddafi figlio del raìs venne arrestato nel 2008 in un hotel di ginevra per aver malmenato la moglie la banca centrale di tripoli non ha invece avuto dubbi nell aprire un conto in banca negli stati uniti si trova presso la bank of new york mellon istituto specializzato in attività di deposito per investitori di tutto il mondo resta poi la parte oggi forse più rilevante del patrimonio della banca centrale quella in oro le riserve in lingotti arrivano almeno a 143 tonnellate pari a circa 6,5 miliardi di dollari ai valori attuali e sono fondamentali in questa guerra perché restano la sola porzione del tesoro oggi davvero nelle mani di gheddafi quell oro non è stipato nelle banche svizzere o in quelle inglesi è nei caveau sotto i palazzi di tripoli il colonnello può ancora farlo vendere in chad o in niger per finanziare la guerra e stipendiare i mercenari ma agli uomini di finanza che lo hanno incontrato gheddafi non è mai parso così interessato al denaro solo quanto basta per bombardare i propri cittadini pur di non cedere loro un solo dollaro federico fubini © riproduzione riservata
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14 giovedì 24 marzo 2011 corriere della sera esteri dopo l attacco agenti della polizia forense israeliana raccolgono prove sul luogo dell attentato terroristico a gerusalemme kobi gideon epa azione e reazione la polizia terrorismo palestinese e il ministro della difesa barak prepara la rappresaglia gerusalemme tornano gli attentati bomba alla fermata del bus uccisa una donna decine di feriti gravi dal nostro corrispondente gerusalemme «pronto polizia sono alla fermata del 74 c è uno strano zainetto lasciato per terra » quando di primo pomeriggio è arrivata la telefonata racconta il sindaco nir barkat non c è stato neanche il tempo d uscire con una volante pochi minuti e l uomo che stava dando l allarme è saltato per aria assieme ad altri 37 che passavano dalla stazione degli autobus e sono rimasti feriti cinque gravi assieme a una donna di sessant anni infilzata dalle schegge che è morta mentre la portavano all ospedale hadassah assieme al relativo senso di sicurezza che da due anni era tornato in israele una bomba di fianco a una cabina telefonica vicino al ponte di calatra i funerali a gaza funerali di massa sono stati indetti ieri a gaza per le otto vittime degli attacchi israeliani di ieri tra loro almeno due bambini che giocavano a calcio alla periferia di gaza city epa/mohamed saber va che saluta chi arriva da tel aviv dove si ferma il bus che va nei quartieri degli haredim dove a quell ora sale tanta gente ragazzi usciti dalle scuole mamme che rincasano folle giovani che non hanno l auto perché non possono permettersela il fumo le urla le ambulanze gli elicotteri la città bloccata «stavo dietro il chiosco racconta uno studente yair hurwitz per lo scoppio quasi cadevo mi sono voltato e c era una donna con la faccia insanguinata che camminava barcollando» cartolina dall inferno sette anni dopo l ultimo kamikaze a gerusalemme quello che fece nove morti al distributore in centro due chili d esplosivo una carica insolitamente debole ma imbottita di biglie d acciaio per colpire il più possibile terrorismo palestinese dice la polizia dalle brigate al quds alla jihad passando per i comitati di resistenza popolare è subito una corsa a esaltare ma non a rivendicare «la risposta naturale ai crimini d israele» arrivano le condanne dell autorità palestinese abu mazen e salam fayyad ma non placano chi per strada vede le barelle coi feriti e grida «morte agli arabi!» arriva una primavera di sangue che non promette nulla di i razzi dalla striscia ll generale gilad sui razzi da gaza «hamas crede che non risponderemo stavolta ha fatto un errore» buono all inizio del mese la famiglia di coloni ebrei massacrati in casa poi i colpi dell aviazione israeliana su un campo d addestramento di hamas gli ultimi sei giorni la pioggia di razzi 50 solo domenica lanciati dalla striscia martedì il cannoneggiamento dei tank e l uccisione d una famiglia palestinese ieri mattina i grad tirati da gaza sulle città israeliane e la scoperta preoccupante di cinque granate contenenti il proibitissimo fosforo la risposta non si farà attendere promette il premier bibi netanyahu «nessun paese potrebbe subire il fuoco continuo sui suoi civili vogliono metterci alla prova ma la nostra volontà di difesa è di ferro» «bisogna rivedere la strategia antiterrorismo» invoca la destra religiosa un azione militare sarebbe già in agenda fan capire il ministro della difesa ehud barak e soprattutto il via libera di barack obama «non c è alcuna giustificazione al terrorismo dice il presidente usa israele ha il diritto d autodifendersi» anche se il contesto mediorientale è cambiato e dall egitto per esempio il nuovo ministro degli esteri nabil elaraby chiede agl israeliani «d esercitare automoderazione evitando azioni militari su gaza» «in hamastan spiega al corriere il generale amos gilad consigliere militare del governo israeliano credono che non sempre rispondiamo stavolta hanno fatto un grave errore hanno ricevuto dall iran razzi che possono raggiungere zone lontanissime come conferma la nave victoria che abbiamo sequestrato la settimana scorsa È vero il medio oriente arabo sta cambiando ma non nel senso sperato da hamas le nuove generazioni in egitto o in giordania non sembrano molto interessate all ideologia fondamentalista stiano attenti se li colpiremo si troveranno più soli di quanto credono» gli anni dei kamikaze gli attentati della seconda intifada 1 2 3 dal 2000 gerusalemme fu colpita da molti attentati soprattutto contro autobus e ristoranti l ultimo contro un bus è del 2004 circa 800 vittime del terrorismo nella seconda intifada circa 800 civili israeliani sono rimasti vittima del terrorismo palestinese in israele migliaia i palestinesi uccisi dall esercito quasi 5.000 palestinesi tra cui molti civili sono stati uccisi durante la seconda intifada dall esercito israeliano fonte la ong b tselem francesco battistini © riproduzione riservata proteste per la democrazia siria 15 morti nel sud il regime «sono criminali» almeno 15 morti ieri a deraa sud della siria nel corso di massicce proteste contro le leggi speciali in vigore dal 1963 al grido di «libertà e diritti» le manifestazioni le più importanti dagli anni 70 erano iniziate in tutto il paese il 15 marzo «giornata della dignità» ieri nella città al confine giordano nove persone sono state uccise prima dell alba in una moschea compresi un medico una donna e due bashar al assad bambini altre sei sono state ammazzate al funerale delle prime vittime «una gang criminale» ha detto il governo che presidia deera con le forze antiterrorismo gli scontri erano iniziati sette giorni fa dopo l arresto di alcuni studenti che avevano scritto graffiti antiregime la crisi economica nella città del deserto e la «primavera araba» iniziata a tunisi avevano alimentato una reazione inedita per il paese retto con il pugno di ferro dalla famiglia assad da 40 anni ma se povertà e corruzione partito unico il baath e leggi liberticide sono gli stessi elementi alla base delle rivoluzioni in egitto e tunisia in siria manca una forte classe media e soprattutto l esercito è decisamente alleato con il potere e il presidente bashar al assad 45 anni per gli analisti è nonostante tutto più solido dei suoi ex colleghi ben ali e mubarak c zec © riproduzione riservata
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corriere della sera giovedì 24 marzo 2011 esteri 15 2004 l anno dell ultimo attentato suicida contro un autobus a gerusalemme l esperto israeliano yossi melman il più famoso giornalista investigativo «ma hamas non ha interesse a scatenare una nuova guerra» «con la crisi in libia il mondo è distratto» dal nostro corrispondente in bicicletta nella valle della bekaa sette turisti estoni rapiti in libano beirut sette turisti estoni in viaggio in bicicletta sono scomparsi ieri nella valle della bekaa e secondo fonti della sicurezza sono stati probabilmente rapiti l agenzia ufficiale nna riferisce che erano arrivati ieri in libano dalla siria attraverso il valico di frontiera di mesnaa nei pressi della cittadina industriale di zahle sono stati fermati da un gruppo di uomini armati giunti a bordo di due auto da allora si sono perse le loro tracce altre fonti affermano che sul posto sono state ritrovate le loro biciclette abbandonate il console estone a beirut ha confermato che i sette sono suoi concittadini le forze di sicurezza hanno avviato vaste ricerche in tutta la zona gerusalemme «non ce l aspettavamo» dice l intelligence israeliana «non c era stato nessun allarme specifico» allarga le braccia il ministro per la sicurezza yitzhak aharonovitch «nessun informatore ci aveva segnalato questo pericolo» ammette il capo della polizia di gerusalemme aharon franco la bomba al ponte di calatrava è un risveglio scioccante sette anni dopo l ultimo bus saltato per aria pochi giorni dopo una chiacchierata con un capo dello shin bet il servizio segreto interno che ci ricordava come il 2010 fosse stato il primo anno senza attentati terroristici in israele «È un attentato difficile da decifrare» riconosce yossi melman il più famoso giornalista investigativo d israele docente a harvard e opinionista di haaretz autore di bestseller sulle guerre segrete e sul terrorismo per mesi in cima alle classifiche librarie del new york times «ma in genere ci vuole tempo per capire le strategie palestinesi dopo tanti anni sorride non ho ancora capito la mentalità di certi terroristi per la verità a volte fatico a comprendere anche le strategie militari d israele anche se stavolta le capisco un po di più » c è chi collega questa bomba al canno neggiamento di martedì su gaza possiamo considerarla una risposta «non sarei così sicuro un attacco come questo lo si prepara con diversi giorni d anticipo ci vuole l esplosivo bisogna trovare le persone adatte occorre individuare il luogo e l ora più efficaci un attenyossi melman il più famoso giornalista investigativo d israele docente a harvard e opinionista di haaretz autore di bestseller sulle guerre segrete e il terrorismo tato a gerusalemme con tutta la sicurezza che c è è una cosa complicata non vedo un legame agli eventi dell ultima settimana al massimo possono essersi preparati e aver aspettato il momento giusto» ricominciano le stragi dei coloni i razzi sulle città israeliane le bombe qual è la strategia «c è chi la collega all annuncio di abu mazen di voler andare a gaza tutto può essere ma non ci credo la spiegazione a quest attentato può essere molto più semplice personalmente le teorie cospiratorie non mi seducono» hamas però è in difficoltà s è trovata le piazze con la gente che diceva basta alle divisioni fra palestinesi tutto que sto fuoco sembra chiamare una risposta militare israeliana per coagulare consenso contro il nemico «per quello che sta succedendo in medio oriente e in particolare in libia hamas al momento non ha molto interesse a scatenare una guerra perché se israele bombarda il mondo ha altre cose a cui pensare anche se ripeto la volontà palestinese a volte è imperscrutabile » una nuova intifada che effetti può avere su nuovi negoziati «un attentato così serve a terrorizzare israele e a inguaiare l autorità palestinese ma nessuno nemmeno hamas che punta soprattutto sul lancio di missili al momento sembra volere una terza intifada coi kamikaze e il resto israele risponderà militarmente loro lanceranno altri razzi ma non vedo cambi di strategia imminenti perché nessuno vuole un vero processo di pace negli ultimi mesi abu mazen è andato in giro per il mondo a chiedere un riconoscimento della palestina questo può diventare un problema per netanyahu che sa di non voler uscire dalle colonie ma non ha una risposta pronta se l onu dovesse mai riconoscere lo stato palestinese un problema temporaneo sia chiaro perché ormai siamo di fronte a due pugili che si danno colpi tremendi poi tirano il fiato al gong e riprendono a menarsi in un nuovo round» f.bat © riproduzione riservata
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