Polizia Violenta 2

 

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I banditi non stanno a guardare

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SOMMARIO pag3 EDITORIALE pag5 COLLEZIONE AUTUNNO INVERNO 2014 pag10 ACCESSORI 2015 pag13 CHEMICAL ATTACK pag17 ALT POLIZIA! QUESTA È UNA RAPINA pag19 SAPPIAMO CHI È STATO pag25 SINDACATI CORPORATIVI

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i banditi non stanno a guardare 3 EDITORIALE “P olizia Violenta. I banditi non stanno a guardare” è un progetto che nasce nel 2013. Era il decimo anniversario del 16 marzo, la notte dell’assassinio di Dax e degli scontri con polizia e carabinieri all’ospedale San Paolo di Milano. Ricordare quei fatti ha significato parlare dell’attualità della brutalità poliziesca. Oggi, di fronte all’inasprirsi della repressione sia nelle strade che sul fronte giudiziario, esce il secondo numero di “Polizia Violenta”. Lo dedichiamo a Davide Bifolco, colpito da una pallottola sparata da un carabiniere, e Riccardo Magherini, picchiato a morte sempre da dei carabinieri. L’ultimo capitolo “Sappiamo chi è Stato” approfondisce queste vicende ed è stato costruito grazie al contributo di ACAD (Associazione Contro Abusi Divisa). Un’associazione che, oltre a creare informazione, si occupa dei delicati aspetti legali e fornisce supporto ai famigliari delle vittime di abusi polizieschi. Per questo suo lavoro ha recentemente subito minacce da parte di un noto sindacato di polizia. Dedichiamo questo numero anche a Remi, ucciso da una granata stordente lanciata dalla polizia francese il 26 ottobre 2014, per reprimere una protesta controla costruzione della diga di Siviens, nel dipartimento del Tarn in Francia, a Michael Brown, Trayvon Martin, Eric Ganer, Rumain Brisbon, Jordan Backer, Ramarley Graham, Antonio Martin … e a tutte le persone uccise dal razzismo di Stato negli USA. I moti di Ferguson dell’agosto 2014 hanno messo in luce come, nel Paese simbolo del capitalismo avanzato, le disuguaglianze sociali siano sempre più marcate e la violenza della polizia si abbatta sistematicamente e impunemente sulla popolazione più povera, composta in gran parte da afroamericani e latinos. Una vera e propria guerra su cui si sono accesi i riflettori dopo l’assassinio di Michael Brown, crivellato di colpi mentre era disarmato e con le mani alzate. La rabbia esplode nel sobborgo di Ferguson. Oltre una settimana di scontri, dove la polizia spara ancora, carica e arresta nel tentativo di placare una protesta che nel frattempo si estende anche ad altre città. Da Chicago a New York a Oakland migliaia di persone scendono nelle strade creando disordini. Una reazione che si consolida nel corso del tempo nonostante le centinaia di arresti e gli strumenti messi in campo per reprimere un movimento che reclama giustizia per Michael Brown, Eric Garner, Trayvon Marti, … una lista di nomi troppo lunga. Solo nel 2013 negli USA si registrano 500 omicidi da parte della polizia, nella maggior parte dei casi si è trattato di afroamericani. Non una violenza sporadica quindi ma strutturale, su cui si regge una “democrazia”, quella degli Stati Uniti d’America, fondata sul razzismo. Se in Europa la brutalità poliziesca si dispiega sicuramente in modo diverso, anche qui la crisi endemica in cui versa il capitalismo sta gettando migliaia di persone sul lastrico. Cresce la disoccupazione, si abbassano i salari e i poveri diventano sempre più numerosi. A chi reclama giustizia sociale, a chi si oppone a questo modello di produzione e consumo, lo Stato risponde mostrando i muscoli. Nel primo capitolo “Collezione autunno-inverno 2014 - 100% di scontri” troverete una breve cronologia degli episodi di violenza poliziesca nelle strade in Italia, da settembre a dicembre 2014. Episodi i cui protagonisti sono studenti, precari, sfrattati, lavoratori o disoccupati, è la ormai consolidata “politica del manganello” utilizzata come strategia di governo della “crisi”. Mentre la crisi non sembra voler retrocedere, lo Stato si prepara alla guerra potenziando gli armamenti dei suoi servi in divisa. Nella seconda sezione “Accessori: nuovi arrivi”, troverete informazioni sulle sperimentazioni in corso e le future dotazioni delle forze dell’ordine, nuove e tecnologiche armi, dal taser o gli spray urticanti a lunga gittata, agli esperimenti in materia di droni. Il terzo capitolo “CS “ chemical attack “ storia, utilizzo, chimica, salute” è un approfondimento sui lacrimogeni al CS, che sempre più spesso diventano strumento privilegiato nella

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4 Polizia Violenta//2 gestione della protesta. Largamente utilizzati in Val Susa dove, solo nelle giornate del 27 giugno e del 3 luglio 2011, le forze dell’ordine hanno sparato 4357 lacrimogeni, li abbiamo visti messi in campo sempre più spesso, dagli sgomberi milanesi al corteo in solidarietà a Emilio, quando sono stati lanciati ben 456 i lacrimogeni. Alla repressione nelle strade segue quella giudiziaria, la magistratura apre inchieste, arresta, distribuisce denunce, condanne e limitazioni della libertà personale. L’ultimo dispositivo messo in campo sono i reati di terrorismo (artt.280, 280 bis, 270 sexies c.p) utilizzato per il sabotaggio del compressore nel cantiere del TAV a Chiomonte. Caduto nella sentenza di primo grado per Mattia, Chiara, Claudio e Niccolò, pende ancora sulle teste di Graziano, Lucio e Francesco, tutt’ora in carcere. Lo stesso reato di terrorismo è stato usato dalla Procura di Venezia per procedere alla perquisizione della casa occupata ex Ospizio Contarini, all’interno di un’inchiesta per delle scritte su un muro. Dopo il reato di devastazione e saccheggio - reato di guerra, con pene dagli 8 ai 15 anni - il tentativo, per ora fallito, è quello di introdurre un dispositivo ancor più feroce e demonizzante, che implica lunghe detenzioni in regime di carcere duro. Oltre a questi tentativi di creare pericolosi precedenti giuridici, la magistratura continua a reprimere il movimento NoTav e non solo. Si parla di oltre settanta indagati per la resistenza antisfratto a Milano, mentre è da poco arrivato a sentenza il maxiprocesso per gli scontri del 27 giugno e 3 luglio alla Maddalena. Un processo svoltosi al ritmo serrato di due udienze a settimana per quasi due anni, che si è concluso con la condanna di 47 persone a un totale di 142 anni e 7 mesi di reclusione per reati come resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Alla pena detentiva si associa la condanna al pagamento di 150.000 euro in solido come risarcimento alle parti civili, a fronte di una richiesta che era di 650.000. Poco meno della stero dell’Interno, il restante ai mini­ steri della metà andrà al mini­ Difesa e  dell’Economia, a  Ltf, ai sin­ da­ cati di poli­ zia e  ad alcuni agenti feriti. Già nel 2009, con la chiusura del processo San Paolo e la condanna a 130mila euro di risarcimento per le parti civili, il cui pignoramento è iniziato nel 2011, si era potuto constatare il peso di questa “pena accessoria”. Un vero e proprio ergastolo pecuniario, un cappio, a cui si può far fronte solo con la forza della solidarietà, come accaduto a tre noti esponenti del movimento NoTav, con- dannati a pagare a LTF una somma complessiva di € 220.802,82. A questo crescente attacco alle tasche è dedicato il sesto capitolo “Alt polizia! Questa è una rapina”, che cerca di far luce sulle varie modalità con cui la magistratura attacca i beni patrimoniali dei condannati. Infine il capitolo “Sindacati corporativi: per la difesa dell’impunità” ricostruisce la storia e fotografa l’assetto attuale dei principali sindacati di polizia. Organizzazioni schierate a difesa della categoria, che invocano maggiori tutele e armamenti, che si costituiscono parti civile ai processi contro i manifestanti, che si rendono protagonisti d’intimidazioni, come il presidio contro Patrizia, la mamma di Federico Aldrovandi. Sindacati di cui si conosce ben poco, che godono di appoggi politici espliciti e mal celati e ricoprono un ruolo sempre più insidioso. Questa seconda edizione di “Polizia Violenta” approfondisce quindi diversi aspetti, anche inediti. Nel tentativo di trasmettere conoscenze ed esperienza, per lottare in maniera consapevole e responsabile, autotutelandosi e autodifendendosi, perché ribellarsi vuol dire assumersi molti rischi e infrangere la “legalità”, dietro al quale si celano gli interessi di chi gestisce la ricchezza. Ringraziamo tutti coloro che hanno animato la stagione autunno/ inverno 2014, chi è complice e solidale, chi porta la propria solidarietà nelle aule di tribunale e sotto le carceri, gli avvocati che lavorano con passione e professionalità, l’osservatorio sulla repressione, ACAD e tutti i siti web che fanno controinformazione. Tutta la nostra stima al gruppo hacktivista Anonymous che in maniera sistematica continua a violare siti internet di propaganda razzista e fascista, dei sindacati di polizia e degli organi repressivi, dimostrando che anche nel sistema virtuale nessuno può stare sereno… Un saluto e la solidarietà a Mattia, Chiara, Claudio, Niccolò, Graziano, Francesco, Lucio, Marina, Vincenzo, … e tutti coloro che generosamente mettono a repentaglio la propria libertà all’interno di lotte collettive e che oggi sono rinchiusi in carcere, ai domiciliari, hanno restrizioni varie o sono inseguiti da un mandato di cattura.

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i banditi non stanno a guardare 5 COLLEZIONE AUTUNNO INVERNO 2014 100% DI SCONTRI SETTEMBRE 5 settembre, Napoli. UCCISO DAVIDE BIFOLCO. Davide, un ragazzo 17 anni, muore, colpito da una pallottola sparata da un carabiniere. 9 settembre, Napoli. DISOCCUPATI CARICATI PER LA SOLIDARIETA’ A DAVIDE. Davanti agli uffici della Giunta regionale, i disoccupati organizzati che esponevano uno striscione di solidarietà umana e politica con il giovane Davide Bifolco sono stati brutalmente aggrediti dalla polizia. 10 settembre, Saronno IL TELOS SGOMBERATO MILITARMENTE. Una ventina di Digos fanno irruzione nel Telos, prendono a calci il cane e bloccano tutti gli abitanti. Fuori chi cerca di avvicinarsi, viene aggredito e rincorsi dalla sbirraglia. Un compagno viene fermato, minacciato e accompagnato in auto all’ingresso dell’autostrada dove viene fatto scendere. Sette persone vengono fermate. 17 settembre, Firenze. MUORE DURANTE UN INSEGUIMENTO DELLA POLIZIA. Un giovane di 18 anni, Raphael Godwin, precipita dal quarto piano di una palazzina durante un controllo della polizia nel corso di una festa. Pare che Raphael fosse inseguito da un agente quando una grondaia non ha retto il suo peso ed è precipitato. 18 settembre, Roma. SFRATTO CON CARICHE. La polizia esegue uno sfratto a Centocelle, caricando il picchetto antisfratto di solidarietà a Farook e alla sua famiglia, e lanciando lacrimogeni fin dentro le scale della palazzina. 21 settembre, Val Susa. INIZIATIVA DI PROTESTA AL CANTIERE, AGGREDITA UNA COMPAGNA. Durante la visita di una delegazione al cantiere, una militante NoTav riesce ad ammanettarsi al gancio di un vagone del trenino e pochi secondi dopo un poliziotto le si precipita addosso, provando a buttarla a terra nonostante lei fosse già ammanettata e quindi impossibilitata a muoversi. 23 settembre, Firenze. PICCHIATO E MINACCIATO UN COMPAGNO DEL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA. Terminata l’assemblea del movimento di lotta per la casa, un compagno che torna a casa viene inseguito da dei poliziotti in borghese. Lo ammanettano a terra e poi lo aggrediscono con calci e pugni. Il compagno viene poi portato in Questura, dove continua a ricevere botte, pesanti minacce e umiliazioni di vario tipo. “Occupate le case”, “rubate la luce”. 23 settembre. Cassina de Pecchi (Milano). PICCHIATI I LAVORATORI DELLA DIELLE. Carabinieri, digos, padroni delle cooperative e crumiri attaccano gli operai, i delegati del S.I.Cobas, e i solidali presenti al picchetto. Pestaggi e cariche al grido di “arrestiamone tre”, numerosi i feriti, arrestati due operai. Picchiate anche due giornaliste a cui è stata anche danneggiata l’attrezzatura. OTTOBRE 1 Ottobre. Bologna. SGOMBERATO TAKSIM. Durante lo sgombero i solidali resistono all’esterno e subiscono due cariche. Durante la seconda, avvenuta nei pressi dell’uscita laterale dello stabile, gli occupanti che resistevano sul tetto hanno lasciato lo studentato e si sono uniti al corteo. 2 Ottobre, Napoli. TENSIONI AL SUMMIT DELLA BCE. Un corteo di circa 5 mila persone viene caricato, la polizia usa idranti e lacrimogeni per bloccare i manifestanti che si dirigevano verso la sede del vertice del Governing Council della Bce. 7 Ottobre Bologna. ANCORA SGOMBERI. Il collettivo Hobo è stato sgomberato dal “Community center” su ordine della Procura che ha emesso un sequestro preventivo ur-

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6 Polizia Violenta//2 gente dello stabile. Cariche al corteo di risposta. 16 Ottobre. Firenze. CARICHE CONTRO GLI STUDENTI. Circa 300 studenti, in un corteo che, dopo essere stato costretto dalle forze dell’ordine a un ridicolo girotondo per le vie del centro, ha cercato di evitare i blocchi imposti dai carabinieri che hanno subito risposto con due cariche. 17 Ottobre. Torino CARICHE AL CORTEO CONTRO IL VERTICE EUROPEO DEI MINISTRI DEL LAVORO La manifestazione viene attaccata in Piazza Castello dalla polizia dopo l’accensione di fumogeni e il lancio di alcuni slogan. 18 ottobre, Palermo. MANGANELLATI STUDENTI MEDI. Cariche della polizia agli studenti medi del liceo Regina Margherita che presidiavano l’entrata della scuola per contestare la visita del ministro dell’Istruzione Giannini attesa in città ed anche nel liceo in questione. 18 ottobre, Ancona. CARICHE E ARRESTI PER PROTEGGERE FORZA NUOVA. Pesanti cariche durante il corteo contro Forza Nuova. Un compagno fermato e portato presso la sua abitazione per l’esecuzione della misura cautelare dei domiciliari. 18 ottobre, Bologna. CORTEO CONTRO VISCO E FORZA NUOVA. Corteo nel centro cittadino, a qualche metro dello schieramento della celere disposto in difesa dei fascisti, sono stati effettuati dei primi lanci di petardi e fuochi d’artificio. La celere non ha esitato a caricare e durante l’aggressione poliziesca un compagno è stato fermato. 29 ottobre, Roma. POLIZIA CARICA GLI OPERAI AST. Operai Ast di Terni in piazza a Roma contro i licenziamenti della ThyssenKrupp. Dopo il presidio sotto l’ambasciata tedesca, gli operai si spostano verso il Mi- nistero in cui è in corso un incontro sulla vertenza. La polizia sbarra la strada e carica ferendo operai e sindacalisti. 30 ottobre, Napoli. LA POLIZIA CARICA GLI STUDENTI CHE SOLIDARIZZANO CON GLI OPERAI DI TERNI All’esterno della 14.esima Conferenza del FEMIP con i vertici della Banca Europei degli Investimenti,  dove è previsto un intervento del Ministro dell’Economia Padoan, la polizia manganella un gruppo di studenti e precari che tentavano di esporre uno striscione di solidarietà con i lavoratori di Terni. NOVEMBRE 3 Novembre, Brescia. TENSIONI CONTRO RENZI E INDUSTRIALI. Contro Matteo Renzi, intervenuto all’assemblea degli industriali, due i cortei. Da una parte la Fiom, dall’altra centri sociali, studenti e Cobas, il cui corteo prova a sfondare il cordone delle forze dell’ordine e gli agenti caricano. 5 Novembre, Venezia. CARABINIERI IMPEDISCONO ASSEMBLEA SUL DIRITTO ALLA CASA. Gli attivisti per il diritto all’abitare si recano in Comune per un’assemblea pubblica cittadina. Carabinieri in tenuta antisommossa bloccano l’ingresso all’edificio e partono subito con calci, pugni e manganellate. 7 Novembre, Napoli. PICCHIATI OPERAI EX-ITALSIDER. 4.000 persone si mobilitano contro lo “Sblocca-Italia” e il commissariamento della area ex-Italsider di Bagnoli. Al corteo viene sbarrata la strada, la manifestazione tenta di passare e la risposta sono le cariche e i lacrimogeni di polizia e carabinieri. Due manifestanti all’ospedale, un terzo, leader storico degli operai Italsider, è stato pesantemente picchiato e ferito in testa. 8 Novembre, Carrara. MANIFESTAZIONE DAVANTI AL COMUNE. L’iniziativa nasce dopo l’ennesima catastrofe annuncia-

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i banditi non stanno a guardare 7 ta: Da tre anni a questa parte i territori tra Massa e Carrara vengono distrutti da ripetute alluvioni causate da cementificazione e speculazioni avallate dalle istituzioni. Alla manifestazione partecipano oltre duemila cittadini. All’arrivo del sindaco, e alle sue parole “la giunta non si sente responsabile” la rabbia esplode. La polizia allontana i manifestanti con cariche e manganellate. 12 Novembre, Roma. CARICHE FUORI DALL’UNIVERSITA’. Draghi, il governatore della Bce, ospite alla facoltà di economia dell’Università di Roma Tre, viene contestato da studenti e studentesse dell’Ateneo supportati da precari e componenti dei sindacati di base. Le cariche violente della polizia impediscono il passaggio del corteo e causano un ferito. 14 Novembre, Milano. SCIOPERO SOCIALE. La polizia carica la manifestazione che voleva recarsi in piazza Fontana, dove era prevista la fine del corteo. Manganellate e lacrimogeni. 14 novembre, Padova. SCIOPERO SOCIALE. All’altezza della sede universitaria di Palazzo Maldura scontri tra la polizia in assetto anti-sommossa a difesa della sede del PD provinciale e le prime file del corteo. 14 Novembre, Pisa. SCIOPERO SOCIALE. La celere carica gli studenti fuori dalla sede della Provincia. 15 Novembre, Vicenza. CARICHE A DIFESA DI FORZA NUOVA. Corteo antifascista diretto verso l’hotel dove FN ha in programma una conferenza. Le forze dell’ordine caricano più volte i compagni per fermare il corteo. Volano fumogeni e torce mentre la polizia risponde con un fitto lancio di lacrimogeni. 17 Novembre, Milano. RESISTENZA AGLI SFRATTI. In mattinata, viene effet- tuato uno sgombero in via Vespri Siciliani 71, zona Giambellino, che incontra però una determinata resistenza di compagni e solidali. Cariche e lacrimogeni, due arresti. 18 Novembre, Milano. RESISTENZA ALLO SGOMBERO DI ROSA NERA E CORVACCIO. Polizia e Carabinieri chiudono con mezzi e uomini due interi isolati. Si vedono alcuni ribelli sul tetto del Corvaccio. Lancio di lacrimogeni all’interno della casa, mentre i sacchi e i bidoni dell’immondizia fuori finiscono sui cordoni di celere. Le persone presenti dentro la casa vengono ammanettate e trasportate in questura. Bidoni e cassonetti in mezzo alla strada e s’infiammano, una donna incinta viene manganellata e pochi giorni dopo perderà il bambino. Parte un lancio di oggetti la polizia spara lacrimogeni ad altezza uomo. Durante le cariche vengono fermati due ragazzi e una ragazza. Nelle prime ore di buio, gli occupanti scendono dal tetto e si uniscono al corteo che attraversa di nuovo le vie del quartiere e si riversa in metropolitana con l’intenzione di raggiungere San Vittore per portare solidarietà agli arrestati. Nelle vie del centro la celere avanza, stringendo da entrambi i lati il corteo, che ripara in una piccola traversa, da lì si scatena una caccia all’uomo per qualche chilometro, preceduta ancora una volta da lacrimogeni. 20 Novembre, Parma. CARICHE A DIFESA DI MATTEO RENZI. La polizia interviene con una breve carica per disperdere alcuni manifestanti che avevano tentato di scavalcare le transenne per raggiungere la piazza del municipio. Renzi sarà costretto a lasciare il Comune di Parma scortato da un ingente spiegamento di forze dell’ordine. 21 Novembre, Cosenza. CARICHE A DIFESA DI MATTEO RENZI. Corteo in opposizione a Renzi, all’altezza dell’assemblea dei candidati del PD, dopo circa un’ora di tensione la celere carica. Un compagno viene ferito alla testa da un pugno scagliato da un

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8 Polizia Violenta//2 agente in borghese ed è stato soccorso dall’arrivo di un’ambulanza. Al tentativo del corteo di proseguire la sua marcia, la polizia carica per quattro volte facendo anche uso di lacrimogeni. 22 novembre: Torino. TENSIONI AL CORTEO IN VALLE. Manifestazione per la liberazione dei quattro attivisti in carcere. Alcuni attivisti, un centinaio in tutto, bloccati dalle forze dell’ordine a Giaglione, sul sentiero che porta al cantiere dell’Alta Velocità. 26 Novembre, Milano. RESISTENZA AGLI SFRATTI, AMMANETTATI MINORENNI. Nel quartiere San Siro la polizia ammanetta due minorenni per eseguire lo sfratto, all’esterno cariche contro i solidali. Bloccati i camion di Aler, la famiglia riesce a rioccupare la casa. 28 novembre, Catania. CARICHE A DIFESA DI MATTEO RENZI. Al momento della visita al Palazzo Comunale, i manifestanti vengono confinati lontano, quando studenti medi, universitari e precari raggiungono la piazza in corteo, la celere blocca l’accesso alla piazza. Nessuno indietreggia  e, metro dopo metro, tra gli scudi e i manganelli degli sbirri, la piazza viene raggiunta. Renzi decide di entrare e uscire dal retro. Movimento di Lotta per la casa. La questura vieta tutti e tre i concentramenti. I fascisti si ritrovano in poche decine e sono allontanati dagli abitanti della zona. Dall’altro lato del quartiere, invece, il corteo del Movimento di Lotta per la casa raggiunge il presidio. Carabinieri e polizia, posti a protezione dell’iniziativa razzista, caricano violentemente e a più riprese i manifestanti. Diversi i feriti ma nessun fermo 7 dicembre, Milano. SCONTRI ALLA PRIMA DELLA SCALA. La prima della Scala, è blindata da una doppia fila di transenne e da un grosso numero di agenti antisommossa. Dal tentativo dei compagni di spostare le transenne scaturisce la reazione delle forze dell’ordine, è l’inizio degli scontri nella piazza. Da un lato un gruppo numeroso, organizzato con caschi e scudi, già caricato in precedenza nel tentativo di arrivare sul luogo, impatta con gli agenti, dall’altro una cinquantina di compagni si muovono tra l’ingresso della galleria e il centro della piazza. Una doppia carica a entrambi i gruppi li costringe a indietreggiare e provoca il ferimento lieve di alcune persone e il fermo di un compagno poi rilasciato. 8 dicembre, Val Susa. FUORI LE TRUPPE DALLA VAL SUSA. Le forze dell’ordine installano delle griglie sul ponte a pochi metri dalla centrale Aem. Un gruppo di alcune centinaia di attivisti No Tav aggira un primo blocco di polizia all’altezza di un ponte sul fiume Dora e poi blocca la statale 24 a Chiomonte per tre ore. I compagni che erano riusciti ad arrivare al cantiere iniziano la battitura delle reti al grido di ‘Fuori le truppe dalla Val Susa’. La polizia risponde con gli idranti e i lacrimogeni nel tentativo di allontanarli. 12 dicembre, Milano. SCIOPERO GENERALE. Assedio al palazzo della Regione studenti, occupanti di case e precari, ricevono DICEMBRE 1 dicembre, Napoli. CARABINIERI CARICANO STUDENTI. Durante una protesta sulla gestione dello studentato la polizia quando gli studenti  provano ad entrare nell’ufficio che “si occupa del diritto allo studio”, i carabinieri li allontanano brutalmente. 6 dicembre, Firenze. CARICHE A DIFESA DI FORZA NUOVA. Forza Nuova convoca una manifestazione contro il degrado e l’immigrazione. La risposta è un presidio della rete Firenze Antifascista e un corteo del

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i banditi non stanno a guardare 9 una prima carica dalle forze dell’ordine che prova ad allontanarli. Dal corteo partono lanci di uova, petardi e verdure contro la polizia che risponde con nuove cariche e lanci di lacrimogeni. 12 dicembre, Torino. SCIOPERO GENERALE. Circa 3000 persone si aggregano allo “spezzone sociale” con l’intento di portare in piazza le lotte contro il Tav, per la casa e del mondo della formazione. Nel tentativo di raggiungere l’assessorato regionale alla Salute, il corteo viene bloccato dalle forze dell’ordine e caricato brutalmente. 12 dicembre, Bologna. SCIOPERO GENERALE. Alcuni compagni si dirigono verso la conferenza in Università del ministro Madia. La polizia carica e ferisce una manifestante. 12 dicembre, Roma. SCIOPERO GENE- RALE. Occupato stabile confiscato alla mafia. Le forze dell’ordine in tenuta antisommossa entrano nello stabile. Al primo piano rotti i vetri di una finestra. All’esterno manganellate e percosse a chiunque si trovasse di fronte allo stabile. 13 dicembre, Modena. ARRESTATI ANTIFASCISTI. Presidio antifascista a Formigine. 2 compagni arrestati, portati in questura e successivamente in carcere per tre giorni e tre notti, e rilasciati con obbligo di dimora e rientro notturno. 17 dicembre, Napoli. VIGILANTE PRIVATO PUNTA LA PISTOLA A STUDENTE MEDIO. Il giorno dell’occupazione una guardia della vigilanza privata prende in ostaggio e punta la pistola contro uno studente, CONTRO allo scopo di “placare” gli animi degli 800 ragazzi che in quel momento volevano semplicemente portare avanti la propria una lotta.

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10 Polizia Violenta//2 ACCESSORI 2015 I l 15 ottobre 2014 sono state approvate dal Senato, dopo il via libera della Camera , all’interno del decreto stadi, le proposte di utilizzo di nuove tecnologie al servizio delle forze dell’ordine per il controllo a distanza e non solo, di manifestazioni, cortei, stadi, ecc., stiamo parlando di droni, spray e taser, sempre negli stessi giorni il garante della privacy ha dato il via libera alla sperimentazione delle mini telecamere inserite nel gilet tattico delle forze dell’ordine, le cosiddette spypen tanto volute da alcuni sindacati di polizia ( ad esempio il SAP ). Più che fornire una maggiore “garanzia e sicurezza” di tutela del cittadino, questi sono strumenti utili alla repressione, al controllo sociale e ad una sostanziale limitazione della privacy avendo costantemente su di se un occhio elettronico che spia, controlla e registra ogni nostro movimento e azione. Ma vediamo brevemente di cosa si tratta e di e come li utilizzerà. Ultimamente stanno operando nel Corno d’Africa ma prima hanno “scortato” le missioni italiane in Afghanistan, sono stati utilizzati per l’operazione Mare Nostrum e per seguire le manifestazioni internazionali più importanti, come ad esempio la visita del presidente americano Barack Obama a Roma. Ora però potranno essere utilizzati da polizia e carabinieri nelle operazioni di ordine pubblico, l’accordo per l’utilizzo dei velivoli senza pilota da parte delle forze di polizia è stato siglato il 26 novembre 2014 a Roma dal capo di Stato maggiore dell’Aeronautica Pasquale Preziosa e dai capi di Polizia e Carabinieri Alessandro Pansa e Leonardo Gallitelli. Il loro nome è “predator”, sono i super-droni che appartengono all’Aeronautica Militare, probabilmente quelli in dotazione all’Italia sono costruiti dall’americana Northrop Grumman e attualmente sono alloggiati nella base dell’aviazione di Amendola in provoncia di Foggia. DRONI Di dimensioni relativamente ridotte, hanno infatti un’apertura alare di quasi 15 metri e sono lunghi poco più di 8, sono estremamente leggeri, hanno un’autonomia maggiore di 20 ore, il loro “pregio” è soprattutto quello di non avere pilota a bordo, sono silenziosissimi, volano alle stesse altezze degli aerei di linea ( circa 10 km ) e per questo sono praticamente invisibili, vengono pilotati da un operatore a terra che comanda ogni loro movimento e azione, dotati di telecamere che forniscono immagini precise al dettaglio, accanto al pilota lavorerà costantemente un analista capace di decrittare e analizzare i filmati realizzati, sono dotati di visualizzatore notturno e di un radar ad apertura sintetica (SAR) per vedere attraverso foschia, nuvole o fumo. Non va dimenticato, in quanto arma in dotazione agli eserciti, che il loro utilizzo non è solo quello di aereo spia, ma in molti casi, i droni vengono impiegati in operazioni di individuazione e bombardamento di obbiettivi difficilmente raggiungibili altrimenti, vista la facilità di manovra e il loro costo decisamente minore dei normali caccia da combattimento sono preferiti ad essi e in caso di distruzione da parte del “nemico” non ci sono perdite di vite umane. Negli ultimi anni sono stati numerosi i casi in cui l’esercito USA li ha utilizzati per bombardare obbiettivi sia fissi che mobili, nelle varie guerre che sta combattendo in Iraq e Afghanistan, mentre Israele li impiega costantemente nelle varie operazioni di attacco contro i territori palestinesi. A Torino la polizia municipale ha già adottato l’uso di alcuni droni nelle operazioni di controllo del territorio che vanno dallo spaccio al monitoraggio di alcuni eventi sportivi, non si tratta degli stessi droni militari, ma di piccoli velivoli, poco più che semplici aerei da modellismo ma comunque in grado di filmare, seguire e controllare.

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i banditi non stanno a guardare 11 mancano casi di morte anche in altri stati. Nel mondo sono diversi i paesi ad introdurre e utilizzare tale arma, in alcuni relegandone il possesso alle sole forze di polizia in altri consentendone il possesso regolamentato anche ai cittadini, in alcuni paesi tale strumento è classificato al pari delle armi da fuoco, in altri a livello inferiore. Sono diversi gli stati ad averla dotata ai propri corpi di polizia e esercito, oltre ai già citati USA, nel mondo il taser viene utilizzato in Australia, Brasile, Malesia e Israele, in Europa ci sono Francia, Svezia, Irlanda e in Germania possono utilizzarla solamente i corpi speciali. Intanto, i laboratori di ricerca e sviluppo della Taser Corp., hanno partorito un nuovo dispositivo wireless denominato XREP: un proiettile calibro 12 che, oltre al maggiore potere di impatto, consente di colpire obbiettivi fino a 12 metri di distanza. TASER volerlo inserire nella legge in votazione è stato Gregorio Fontana di F.I., a spingere per l’introduzione sono stati i sindacati di polizia, Sap in primis, da decenni viene utilizzato dalle polizie di Usa e di altri stati, brevemente vediamo di cosa si tratta. Il Taser è un’arma da difesa nata all’inizio degli anni 1970 dal miglioramento dei manganelli elettrici; l’idea nuova di un certo John Cover fu di consentire la scarica elettrica a distanza mediante due freccette collegate al generatore di scarica ciascuna da un sottile filo elettrico isolato e sparato fino ad una distanza di 5 o 6 metri. Il nome è una abbreviazione per “Thomas A. Swift’s Electronic Rifle” dove Thomas A. Swift è l’eroe di un fumetto popolare all’epoca! La scarica prodotta è, come avviene usualmente in questi apparecchi (tra cui anche la “frusta elettrica” per il bestiame) una scarica ad alto voltaggio (circa 50.000 volt) e a basso amperaggio (6 milliampère), partendo da una normale batteria a 7,2 volt. Un amperaggio così basso sarebbe però insufficiente a produrre gli effetti voluti e perciò la carica viene concentrata in un condensatore da cui viene rilasciata ad impulsi di 4-5 microsecondi (milionesimi di secondi), con picchi di 5-6 Amp. e con un ritmo di una quindicina di impulsi al secondo che si scaricano ogni volta che attraverso il corpo si chiude il circuito tra le due freccette. Non è necessario che le freccette tocchino la cute, ma è sufficienti che si piantino negli abiti in qualsiasi punto del corpo. Quindi la superficie vitale da colpire è molto ampia. La scarica agisce meglio sul muscolo che su altri tessuti. Se si colpisce il ventre può accadere che l’avversario abbia ancora la capacità di aggredire e ferire, questa è l’indicazione che ne danno i produttori. Nei manganelli elettrici che lavorano senza impulsi e nell’ambito dei 7-14 Watt, la scarica è molto molesta ma non sufficiente a far crollare a terra il soggetto colpito, che talvolta può presentare una particolare resistenza. Il sistema a pulsazioni agisce direttamente sui muscoli facendo cadere a terra la persona per le conseguenti contrazioni che lo riducono in posizione fetale (Electro-Muscular Disruption, EMD). I produttori attestano una incapacitazione totale nel 99,5% dei casi. Una scarica di questo tipo riesce ad inabilitare una persona nel giro di due secondi. È considerata praticamente innocua dai 2 ai 70 anni di età. Come per ogni prodotto ne è sconsigliato l’uso su donne incinte. Le affermazioni sulla innocuità provengono però solo dal produttore. Nel novembre 2004 lo Air Force Research Laboratory (AFRL) ha pubblicato la notizia che i Taser e apparecchi analoghi provocano acidosi del sangue che hanno come conseguenza pericolose alterazioni del ritmo cardiaco fino all’arresto cardiaco . Ha quindi smentito le affermazione del produttore che attribuiva all’arma attestazioni di innocuità. L’ONU ha fortemente criticato l’introduzione e l’utilizzo di tale arma, mentre Amnesty International l’ha classificata come strumento di tortura, in un monitoraggio che andava dal 2001 all’agosto del 2008 sono stati accertati 334 i casi di morte dovuti all’utilizzo del Taser da parte di organi di polizia negli Stati Uniti, ma non A SPRAY AL PEPERONCINO partire dai primi mesi del 2015 anche i reparti mobili della Polizia di Stato saranno dotati dello spray al peperoncino. Si potrà dunque usare durante le manifestazioni di piazza o nei servizi d’ordine negli stadi e avrà una gittata più lunga (cinque metri anziché tre) di quella dello spray comunemente venduto nei negozi. Già agli inizi di settembre ne dava notizia ai sindacati di categoria il Vicecapo della Polizia Alessandro Marangoni. A Roma il 16 dicembre si è invece svolto l’ultimo corso di aggiornamento sulle tecniche e l’utilizzo dello spray urticante (il principio attivo è la Capsacicina, un derivato dai frutti delle piante del genere Capsicum, tra cui vi è il comune peperoncino) dopo il quale i partecipanti saranno chiamati a loro volta ad addestrare i celerini. La prima caserma che testerà lo spray, 229 ml a getto balistico, sarà la caserma Antonio Annarumma sede del III reparto mobile di Milano. Ogni squadra avrà in dotazione un kit che comprende oltre allo spray anche un decongestionante a base di acqua, utile sia al soccorso del manifestante colpito dal gas sia agli agenti eventualmente irrorati dal capsicum. Gli strumenti di dissuasione che verranno utilizzati dalle forze dell’ordine in questa fase sperimentale, sono il modello RSG2 bianco a nebulizzazione e prodotti decontaminanti proposti dalla ditta “Defence System s.r.l.” e il modello OCMK6 avente le stesse caratteristiche del primo, proposto dalla Ditta “Mad Max Co. Italia”; entrambi i prodotti risultano essere conformi, per la libera vendita ed il porto, al Decreto Interministeriale n. 103 del 12.05.2011. A esserne pienamente soddisfatti, oltre al capo della polizia Pansa, ci sono ovviamente i sindacati di polizia, la motivazione di tale introduzione è la possibilità di evitare il contatto diretto tra forze dell’ordine e manifestanti, adducendo inoltre la quasi “non pericolosità” di tale strumento in quanto i referti d’ospedale danno un solo giorno di prognosi quindi meno dannoso di una manganellata. Se i referti, a quanto dicono i sindacati delle forze dell’ordine, sono di “un giorno di prognosi”, la paura è che lo spray al peperoncino possa essere più pericoloso di quanto finora accertato. Gli spray agiscono come potenti infiammatori e irritanti, aumentando la tra- A

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12 Polizia Violenta//2 smissione nervosa degli stimoli dolorosi della pelle e delle mucose. Per questo hanno un effetto di due ore di durata, a differenza degli altri gas lacrimogeni che persistono nell’organismo al massimo per sessanta minuti. I rischi reali li corrono quanti sono affetti da asma e da alcune patologie cardiovascolari. E naturalmente in un’eventuale scontro di piazza sarebbe impossibile sapere se il manifestante ha problemi o meno, il che potrebbe rendere pericoloso l’uso del nuovo spray. Gli spray al peperoncino in dotazione alle Forze dell’Ordine non possono essere né venduti, né detenuti dai civili. Per loro sono disponibili appositi prodotti che devono essere certificati , in caso di inadempienza si va incontro a sanzioni anche gravi. SPY-PEN BODYCAM I l 6 novembre 2014 si è svolto al Viminale l’incontro tra i vertici del Dipartimento di Ps e i sindacati di Polizia per un confronto sulle ‘regole d’ingaggio’ per gli agenti di Polizia in servizio nelle manifestazioni pubbliche. Sono sono state presentate le schede delle ‘Istruzioni Operative’: i tecnici del Viminale, guidati dal vicecapo della Polizia, hanno studiato le linee guida di comportamento dei poliziotti dispiegati sul campo nel corso della riunione è stato spiegato che per fine anno potrà partire la sperimentazione delle ‘body cam’ sulle volanti di Roma, Milano, Torino e Napoli, su un solo turno nelle 24 ore. Molti distretti di polizia negli Usa, dopo i moti di Ferguson dovuti all’uccisione di un ragazzo nero da parte di un poliziotto, hanno deciso di adottare l’utilizzo delle “body cam” ma le micro telecamere sbarcano anche in Canada, a Vancouver, in Europa, nello Staffordshire, e anche in Italia, dove l’uso in fase sperimentale è dedicato solo a casi di “effettiva necessità”, come riporta il garante della privacy. Superate le problematiche della privacy legate alla videosorveglianza, i primi risultati sembrano positivi: la condotta degli agenti, ma anche dei cittadini coinvolti sembra drasticamente migliorare quando sono sotto osservazione costante, data l’impossibilità di variare in modo arbitrario la versione dei fatti che accadono. A lodare l’iniziativa ovviamente ci sono le aziende specializzate nel settore sicurezza e videosorveglianza come Bodycam, Vievu e WatchGuard, che grazie alle forniture di telecamere e altri accessori hanno visto moltiplicare i fatturati in modo immediato. Chi davvero sta raccogliendo i frutti  di questo affare milionario è la Taser, conosciuta sopratutto per le sue armi ad elettricità che vengono impiegate ormai in tutto il mondo come arma da difesa non letale. Dopo l’episodio di Ferguson infatti la produzione di bodycam della Taser è aumentata del 50% e diversi corpi di polizia, ad esempio quello di di New Orleans, hanno stanziato oltre un milione e mezzo di dollari da distribuire nei prossimi cinque anni per avere le microcamere prodotte dalla casa dell’Arizona. nche in questo caso la pressione dei sindacati di polizia è stata notevole affinché le forze dell’ordine adottassero questo ulteriore strumento di controllo, la motivazione, molto vittimista, è che spesso gli agenti vengono processati per abusi e violenze e talvolta vengono anche condannati! Con tale strumento ritengono così di essere maggiormente tutelati, in eventuali processi imbastiti contro di loro, e poter così fornire immagini di ciò che realmente è accaduto, anche se al momento attuale le registrazioni non potranno essere utilizzate come prova, ma sentire i promotori della campagna “chi difende i difensori”, servirà comunque a tutelare gli agenti. Chiaramente ciò non tutela i cittadini da abusi e violenze commessi dalle forze dell’ordine, in quanto, come e quando impiegare la microcamera è a discrezione esclusiva degli agenti. A fornirla agli agenti, dopo il via libera del garante della privacy, non è lo Stato ma sono state le stesse organizzazioni di categoria, anche qui il SAP in prima fila, che l’hanno consegnata ai loro iscritti, nelle varie città italiane tra novembre e dicembre del 2014, nelle varie conferenze stampa di presentazione della consegna spesso erano presenti i politici di vari schieramenti, che han fatto da padrini all’iniziativa. Tra le varie parole pronunciate dai portavoce del Sap c’era la richiesta ai cittadini, alle ditte o associazioni a contribuire all’acquisto delle spypen, per così rendere possibile il possesso di una per ogni agente in servizio. La spy pen in questione pare essere il modello prodotto dall’azienda cinese Doroad Tech, con un costo al di sotto di 20 dollari al pezzo, è una penna dotata di una mini telecamera e di un piccolo microfono che si azionano premendo un pulsantino. All’interno c’è una scheda di memoria, fino a 8 giga, una batteria che può durare fino a 6 ore, e costano dai trenta ai cinquanta euro ciascuna. Ovviamente, per quanto riguarda la tutela delle persone, i vari sindacati e dirigenti di polizia restano contrari all’inserimento del numero identificativo sulla divisa. Ma questa è un’altra storia. A margine dell’utilizzo degli oggetti più o meno tecnologici, negli incontri tra sindacati di polizia e alti funzionari della stessa avvenuti al Viminale nel novembre 2014 si è parlato anche della possibilità di utilizzare le fasce in velcro (per limitare i movimenti di soggetti particolarmente aggressivi) al ‘bodycuff’, una sorta di camicia di forza, che può essere impiegato nell’esecuzione dei rimpatri forzati, e “ultimo” argomento di discussione è stato dedicato allo ‘sfollagente’ che non deve mai essere considerato ‘mezzo punitivo’. A VARIE

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i banditi non stanno a guardare 13 CHEMICAL ATTACK I lacrimogeni sono armi da guerra, materiali di armamento all’interno della categoria armi nucleari biologiche e chimiche. La convenzione di Parigi del 1993 proibisce l’uso dei gas negli scenari bellici. Gli effetti sulle folle dei manifestanti si dividono in tre parti: tossici, cinetici, psicologici. Inizialmente definite armi “non letali”, le numerosissime morti causate per soffocamento o impatto le fanno definire ora “meno letali”. derivati dell’acetone come soffocanti, per la loro scarsa volatilità. Composizione chimica I lacrimogeni usati al giorno d’oggi possono essere di varia natura, i più utilizzati rimangono i composti denominati: orto-clorobenzilidenemalonitrile (CS), orto-clorobenzilidenemalonitrile trattato con gel di silice (CS2). Il composto chimico gas CS (orto-cloro-benziliden-malononitrile)utilizzato contro i dimostranti in Val di Susa ripetutamente nel 2011 e a Genova nel 2001, viene sintetizzato chimicamente facendo reagire due composti chimici: 2-clorobenzaldeide e malononitrile. Ha proprietà urticanti e corrosive, in quanto è presente il Cloro, e proprietà tossiche, cancerogene e mutagene del DNA come gli idrocarburi policiclici aromatici. Il CS viene disperso nell’ambiente con lancio a mani o con fucili lanciagranate (uso prevalente), sia di tipo appositamente ideato, sia con adattatori per fucili classici. L’azione dei lacrimogeni – urticanti è varia e interessa diversi distretti del corpo degli esposti con sintomi fisici e psichici. Inoltre, fin dai primi utilizzi in Irlanda quasi 50 anni Cenni storici Il CS è stato sintetizzato per la prima volta nel 1928 da Carson e Stoughton. Dalle iniziali dei due ricercatori deriva CS, il nome comune con cui è conosciuto l’orto-clorobenizilidene malonitrile. Dal 1958 il 2-cloroacetofenone (CN) viene considerato obsoleto dall’U.S. Army e quindi rimpiazzato dal CS che viene impiegato massicciamente contro la resistenza vietnamita nei cunicoli sotterranei. Gli inglesi lo usano per la prima volta nel 1969 contro le manifestazioni democratiche per l’indipendenza e la libertà dell’Irlanda del Nord. In generale si tratta di prodotti ad alto punto di ebollizione, resistenti all’idrolisi e quindi persistenti. Il loro potere lacrimatorio è molto spiccato, però agiscono meno bene dei

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14 Polizia Violenta//2 con acqua di fonte. Non va dimenticato che l’azione di pronto soccorso può essere necessaria anche nei momenti più concitati di servizi di ordine pubblico e che la stessa azione si configura per l’operatore di polizia come un dovere giuridico e deontologico”. Pelle Il contatto di questo gas con la pelle provoca sensazione di bruciore che in genere regredisce rapidamente ma la contaminazione degli abiti può prolungarne gli effetti e, in casi di esposizioni prolungate, si può giungere a vere e proprie ustioni. Tratto Gastrointestinale Gli effetti sul tratto gastrointestinale derivano in genere dalla contaminazione dei cibi e delle bevande, dipendono dall’irritazione delle mucose e comportano la comparsa di sintomi quali: nausea, vomito, inappetenza, diarrea, dolori addominali. Sono stati riportati anche saltuariamente effetti più gravi come epatopatia acuta (una specie di epatite ma chimica). Nei lacrimogeni CS c’è anche un anti-agglomerante a base di silicone, che consente la nebulizzazione del gas quando viene sparato. Il materiale si deposita quindi al suolo e rimane attivo per giorni. In un ambiente polveroso va in sospensione, per cui si continua a respirare anche a distanza di tempo. Nonostante la scarsità d’informazioni documentate sugli effetti duraturi, l’uso di CS nell’ultimo periodo è cresciuto enormemente. Si sostiene che il gas abbia una qualche sicurezza se sparato all’aperto e in un modo controllato, anche se può provocare serie conseguenze mediche in soggetti a rischio e/o sensibili. Danni permanenti si possono riscontrare se usato in locali chiusi, all’aperto in presenza di ristagni gassosi dovuti a di alberi, in zone aperte non ventilate, e, più in generale, in presenza di fattori atmosferici contrari (mancanza di vento, sole, caldo). Inoltre, i medici denunciano una carenza di dati tossicologici sul potenziale degli agenti usati: effetti polmonari e/o cancerogeni di lunga durata. fa, le forze di polizia stravolgono l’idea iniziale dell’arma usandola per colpire le persone con i candelotti metallici contenenti il CS usati come proiettili, con ulteriori effetti nefasti su salute, psiche e vita dei manifestanti. Sintomi di contatto immediato Gli effetti immediati del gas sull’uomo si verificano a bassa concentrazione e dipendono dall’azione irritante sulle mucose e sulla cute. Ad alte concentrazioni il CS è in grado di uccidere: sono riportati molti casi in letteratura scientifica. Gli organi bersaglio sono rappresentati da: Occhio Come è noto il CS è un gas lacrimogeno e pertanto la sua azione immediata è quella di provocare un’intensa lacrimazione a causa dell’irritazione della mucosa; ma la profusa lacrimazione non è il solo effetto di tale gas che provoca anche blefarospasmo, congiuntivite, edema orbitario, bruciore e dolore. In genere gli effetti sono di breve durata e si esauriscono in pochi minuti, esiste la possibilità di danni ritardati, quali cataratta, emorragie del vitreo, neuropatie del nervo ottico. Inoltre, questo gas provoca l’aumento della pressione oculare e può precipitare l’insorgenza di glaucoma acuto nei soggetti predisposti. L’effetto irritante sugli occhi è più evidente sui soggetti che indossano lenti a contatto. Apparato respiratorio Gli effetti più comuni sono rappresentati dall’irritazione delle prime vie aeree che si manifestano clinicamente con congestione nasale e rinorrea. Ma gli effetti irritanti possono estendersi e causare laringite, tracheite, irritazione bronchiale con tosse e catarro copioso. In casi severi la laringite può comportare laringospasmo e l’irritazione delle basse vie aeree può esitare in un quadro molto grave noto come ARDS (Acute Respiratory Distress Syndrome).Nella letteratura medica vengono inoltre riportati numerosi casi di soggetti pluriesposti che hanno manifestato disturbi come tosse prolungata e difficoltà respiratorie per molti mesi. Addirittura il manuale “L’uso legittimo degli strumenti di coazione fisica nei servizi a tutela dell’ordine pubblico” scritto da due ufficiali di p.s., arriva a prevedere scenari (per la verità molto poco praticabili) che danno l’idea della consapevolezza per la stessa polizia della pericolosità. Per il manuale i soggetti esposti infatti devono “essere oggetto di un’azione di pronto soccorso, infatti, prima di procedere con le dovute, eventuali attività di fermo o arresto il soggetto colpito dall’aggressivo chimico va allontanato dalla zona inquinata, sottoposto ad una serie di lavaggi degli occhi, naso, bocca e gola, con acqua tiepida o con una soluzione borica al 3%, oppure, in mancanza, Sintomi ed effetti medio lungo termine L’esposizione a CS porta ad alterazioni del corredo cromosomico (tipo breakage e aneuploidia) e alla formazione di radicali liberi. L’effetto cancerogeno si ha quindi anche senza danneggiamento del DNA, alterando direttamente la velocità di mitosi delle cellule, cioè facendole riprodurre più velocemente, ovvero facendole diventare iniziatrici di colonie neoplastiche. In una parola, cellule tumorali. Essendo dimostrato che l’esposizione a CS può provocare alterazioni del corredo cromosomico è presumibile che questo possa tradursi in danno genetico e possa, in alcuni casi, determinare la perdita del controllo della crescita cellulare favorendo la creazione

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i banditi non stanno a guardare di colonie neoplastiche. Sul lungo periodo non ci sono dati epidemiologici – per ora – dato che fortunatamente non vi sono popolazioni esposte – per ora - a lungo a questo agente genotossico: ma è dimostrato sia in vitro sia in vivo che gli effetti del CS aumentano all’aumentare della frequenza delle esposizioni. Lo studio dell’esposizione prolungata della popolazione in rivolta del Bahrein (2011-) potrebbe apportare informazioni aggiuntive nei prossimi anni. 15 Sintomi da impatto I bossoli metallici, pesanti più di un etto, al contatto con il corpo umano hanno causato e continuano a causare nel mondo intero: perdite degli occhi, distruzione del cranio, frattura del cranio, frattura di costole, perforamento della cute e dei tessuti molli (fegato), impatti con la zona cardiaca. Cenni storici utilizzo cs In base alla legge 1975, n.110 (Norme integrative della disciplina vigente per il controllo delle armi, delle munizioni e degli esplosivi), articolo 1, si stabilisce che “Agli effetti delle leggi penali, di quelle di pubblica sicurezza e delle altre disposizioni legislative o regolamentari in materia sono armi da guerra le armi di ogni specie che, per la loro spiccata potenzialità di offesa, sono o possono essere destinate al moderno armamento delle truppe nazionali o estere per l’impiego bellico, nonché le bombe di qualsiasi tipo o parti di esse, gli aggressivi chimici, i congegni bellici micidiali di qualunque natura, le bottiglie o gli involucri esplosivi o incendiari.” Ciò classifica i gas CS come armi da guerra di terza categoria, ossia “armi chimiche”; infatti la vigente regolamentazione in materia include in questa categoria tutti i gas, i liquidi e i solidi, che, diffusi nell’area, in acqua o sul terreno, producono negli esseri viventi lesioni di varia natura, tali da inficiare, permanentemente, la salute dell’organismo umano. Tali sostanze si suddividono in asfissianti (cloro, bromo, perossido di azoto), tossiche (acido cianidrico), vescicatorie (iprite), nervine, irritanti (cloroacetofenone), come i gas usati per i lacrimogeni. Si considerano dunque armi da guerra i “candelotti lacrimogeni” (sentenza della Cassazione 30 gennaio 1982). Il gas “CS” che scaturisce dopo il lancio dei lacrimogeni è una sostanza chimica messa al bando dalla convenzione di Ginevra mentre invece viene ammesso per risolvere problemi di ordine pubblico.  L’Unione europea ha messo a punto un lungo documento nel quale sottolinea l’inopportunità di usare questo gas proprio perché può provocare degli effetti collaterali anche irreversibili. Per quanto riguarda il suo uso bellico, la “Convenzione sulla Proibizione dello Sviluppo, Produzione, Immagazzinaggio ed Uso di Armi Chimiche e sulla loro Distruzione” conclusa a Parigi il 13 gennaio 1993, ratificata in Italia nel 1995 ed entrata in vigore con il deposito del sessantacinquesimo strumento di ratifica il 29 aprile 1997, proibisce l’utilizzo del CS in ogni scenario bellico…e ovviamente in tempo di pace su dimostranti civili, sarebbe la logica conseguenza. Purtroppo, questo “e ovviamente” non è scritto esplicitamente da nessuna parte, infatti: il gas CS fa parte dell’equipaggiamento delle forze di polizia italiane dal 1991, con il DPR 5 ottobre 1991, n. 359 (Regolamento che stabilisce i criteri per la determinazione dell’armamento in dotazione all’Amministrazione della pubblica sicurezza e al personale della Polizia di Stato che espleta funzioni di polizia), il quale all’articolo 12, comma 2, recita: “gli artifici sfollagente si distinguono in artifici per lancio a mano e artifici per lancio con idoneo dispositivo o con arma lunga”. Che l’utilizzo dei cs crei danni è cosa certa, persino il sindacato Coisp sindacato di polizia, in un comunicato rivolto al ministero degli interni chiede garanzie sull’effettiva non pericolosità, ma non solo, il capo della digos di Torino, riferendosi ai fatti antecedenti il 3 luglio in Valsusa, mette in discussione l’effettiva funzionalità dell’utilizzo dei CS in alcune circostanze dove gli effetti tossici hanno causato non pochi problemi anche a polizia e carabinieri. Effetti psicologici utilizzo cs Nei manuali di uso del cosiddetto medico di strada, che sono i medici del Dipartimento di Stato, ufficiali statali statunitensi, che si occupano durante le manifestazioni di assistere coloro che vengono colpiti da questi artifici, sono molto più attenti a curare gli effetti psicologici di paura e di irritazione, piuttosto che gli effetti fisiologici che vengono considerati quasi di secondaria importanza. Gli effetti sono bene evidenti perché lo stesso artificio, la stessa arma, gas lacrimogeno nasce proprio per i suoi effetti psicologici. Questo può provocare un disturbo acuto da stress o disturbo da stress post- traumatico; fenomeni di disorientamento, confusione, a volte panico e un aspetto ulteriormente importante che riferiscono di sentire una rabbia intensa, e quindi un aumento dell’aggressività dovuto dal fatto che i CS tendenziosamente colpiscono tutti indistintamente, anche chi manifesta il proprio dissenso in forma pacifica. Alcuni manifestanti possono avere una reazione diversa da quella che la polizia si aspetterebbe, non una reazione di sottomissione, ma lo scatenarsi di un sentimento forte di rabbia e di contrapposizione verso un attacco indiscriminato. Ancora una volta, sebbene alle intenzio-

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