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anno ix marzo aprile 2011 mensile d informazione religiosa e vita parrocchiale della parrocchia preziosissimo sangue in san rocco bari 1 occhio alla parrocchia marzo_aprile 2011
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3 4 6 9 10 11 12 13 17 19 20 21 22 23 editoriale di don benedetto labate cpps le 7 parole di gesù sulla croce periodico di informazione religiosa e vita parrocchiale di marilina pesce i nuovi martiri cristiani anno ix n 7 marzo_aprile 2011 direttore responsabile nicola simonetti editore e proprietario parrocchia preziosissimo sangue in s rocco via sagarriga visconti 57 70122 bari redazione luigi laguaragnella marilina pesce pietro de nicolo roberto cirillo stefano di tondo maria rosaria madeo isa palella paola canniello maria loseto direzione e redazione via putignani 237 70122 bari tel 080/5212135 fax 080/5212135202 e-mail redazioneocchio@cppsbari.it web www.cppsbari.it ufficio abbonamenti maria rosaria madeo hanno collaborato a questo numero don benedetto labate enrico maria barbone associazione pax christi italia associazione tavola della pace acat san rocco progetto grafico e impaginazione roberto cirillo foto di copertina quaresima 2011 foto archivio missionari del preziosissimo sangue fraternità monastica di taizé pontificie opere missionarie stampa in proprio tiratura 1000 copie autorizzazione tribunale di bari n 2747/2010 del 18/10/2010 registro della stampa n 42 del 18/10/2010 registro operatori delle comunicazioni n 20548 fotografie e disegni sono di norma firmati omissioni di qualsiasi natura s intendono involontarie e possono dar luogo a sanatoria articoli e materiali non richiesti non si restituiscono le opinioni espresse nei testi pubblicati impegnano solo gli autori dei medesimi l editore garantisce la massima riservatezza dei dati forniti dagli abbonati e la possibilità di richiederne gratuitamente la rettifica o la cancellazione scrivendo a occhio alla parrocchia parrocchia preziosissimo sangue in san rocco via putignani 237 70122 bari le informazioni custodite nell archivio elettronico della parrocchia verranno utilizzate al solo scopo di inviare agli abbonati la presente rivista d lgs 196/03 di isa palella mons kräutler un missionario scomodo di isa palella odissea politica di pax christi italia nucleare quale futuro ci aspetta di paola canniello libia così non si difendono i diritti umani a cura della redazione inserto speciale quaresima 2011 a cura della redazione i frère di taizé tra i fratelli di bari di enrico maria barbone aprile è ora di dire basta all alcol a cura dell acat san rocco occhio alla posta a cura della redazione e il papa racconta la fede di roberto cirillo camminando con passione di onofrio pennelli dazibao a cura della redazione sulla dichiarazione dei redditi destina il tuo 5x1000 all associazione a.d.m amici delle missioni del preziosissimo sangue o.n.l.u.s per sostenere i nostri progetti e le nostre missioni codice fiscale 06978201009 occhio alla parrocchia puoi trovarlo anche qui u.r.p comune di bari via roberto da bari 1 edizioni laterza via sparano 136 edizioni san paolo piazza luigi di savoia 11 caffè chèri via putignani 202 caffè visconti via s visconti 38 caffè in fondo al mar via putignani 232 elettricità traversa via calefati 278 rivendita tabacchi di m marzocca via s visconti 15 occhio alla parrocchia viene anche inviato gratuitamente a tutti coloro che ne fanno richiesta solo la generosità dei nostri lettori permette la sopravvivenza della nostra rivista il vostro sostegno ha permesso di mantenere il carattere di gratuità anche per coloro che non possono contribuire grazie di cuore per quanto fate occhio alla parrocchia marzo_aprile 2011 2
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editoriale a cura di don benedetto labate cpps editoriale e siamo di nuovo in guerra mai mi sarebbe piaciuto trattare in un editoriale questo argomento ma il cliché si ripete paese sotto dittatura anni di silenzio e di complicità poi il dittatore pesta i piedi a qualcuno e giù con l alleanza militare a distruggere quel poco che alla povera gente è rimasto amici non è giusto che noi restiamo in silenzio di fronte a tanta immoralità possibile che nessuno si chieda se davvero agli alleati importi della situazione politica del popolo libico se così fosse come mai si interviene solo ora dal momento che muammar gheddafi ha usurpato il potere al governo dal lontano 1969 e come si può pensare che la guerra possa essere la soluzione ad un regime dittatoriale ci sono dati alla mano che comprovano che il governo della repubblica parlamentare irachena abbia migliorato le condizioni di vita del popolo dopo il pretestuoso attacco dell esercito americano al regime di saddam hussein e come mai la storia non ci insegna a evitare gli errori del passato sia ben inteso nessuno vuole giustificare il consolidarsi della dittatura ci mancherebbe dico solo che la guerra non può essere la soluzione a giudicare dai paesi nei quali avvengono tali attacchi viene il sottile e neanche tanto nascosto pensiero che ancora una volta l interesse sia economico e che il tanto propugnato sdegno per la violazione dei diritti umani altro non sia che una maschera per nascondere l arguto stratagemma per accaparrarsi le risorse naturali dei paesi in questione insomma il mercato e le sue leggi continuano inoppugnatamente a governare la vita degli esseri umani e la prova di ciò è che se davvero agli stati del nord del mondo importasse il progresso e lo sviluppo dei popoli del sud del mondo il primo passo che si dovrebbe compiere è la permuta del debito estero di tali paesi in forme di autofinanziamento per opere sociali quali scuole strutture sanitarie finanziamenti alle piccole e medie imprese ecc a tal proposito anche il neo-santo giovanni paolo ii si pronunciò in occasione dell anno giubilare del 2000 e alcuni passi sono stati fatti in tal senso ma non in un modo significativo tale da poter cambiare la vita degli oltre 70 stati coinvolti e soprattutto migliorare la qualità di vita della gente che in certi casi vive in condizioni di assoluta non-dignità ora se paesi come l egitto la tunisia l algeria la libia il sudan lo yemen ecc sono in rivolta è certamente perché non sono garantiti i diritti primari e fondamentali della persona da parte dei rispettivi governi ma ammesso e non concesso che la guerra fosse l unica soluzione efficace alla risoluzione dei problemi ci dovrebbe essere da parte delle nazioni attaccanti un seguito all intervento militare che non si esaurisse con la garanzia di elezioni governative più o meno democratiche e l instaurarsi di un governo democratico simpatizzante delle politiche occidentali così non si fa altro che i propri interessi una oligarchia di funzionari diventa sempre più ricca e la massa della gente vive ancora nell assoluta povertà per chi non credesse a queste mie parole provasse a consultare siti internet quali www.nigrizia.it o www.rondine.altromercato.net o magari a partecipare a qualche incontro di testimonianza diretta di missionari provenienti da paesi poveri o ancora sensibilizzarsi con riviste e/o libri che trattano dell argomento c è tutta una rete di informazione silenziosa ma ramificata sulle varie politiche social-economico-finanziarie adottate dai paesi ricchi nei confronti dell economia mondiale del resto per quanto sbagliate siano alcune di esse sarebbero altrimenti assurde le varie contestazioni di cui spesso i media ci informano nelle città che ospitano i g8 o incontri del genere e noi cosa possiamo fare per quanto a volte l impressione è quella di sentirsi come il timoroso israele di fronte all imponente filisteo golia cerchiamo almeno di informarci e di educare le nostre generazioni ad uno spirito critico che vada al fondo delle cose chissà che da qualche parte non spunti un giovane davide armato di fionda a infondere coraggio alle nostre schiere e come ci esorta don tonino bello «in piedi costruttori di pace!» don benedetto cpps 3 occhio alla parrocchia marzo_aprile 2011
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i misteri della salvezza a cura di marilina pesce le 7 parole di gesù sulla croce l l insegnamento del cristo nell ora della sofferenza una semplice risposta di perdono la sua è piuttosto la certezza della salvezza concessa coraggio umiltà consapevolezza che non è mai troppo tardi per la misericordia di dio la sua risposta è sicura non si fa attendere le braccia del signore per chi si converte sono aperte sempre donna ecco tuo figlio ecco tua madre si carica di tenerezza la scena maria e giovanni fino alla fine con gesù gli suggeriscono ancora un pensiero ancora una eredità da consegnare prima dell ultimo respiro gesù ha conosciuto l amore materno ha conosciuto la bellezza di essere figlio le cure l intimità la dolcezza l affidamento la sincerità la correzione la conoscenza profonda la premura e la dedizione la schiettezza e la protezione solo un rapporto madre figlio conosce la sfaccettature di un amore imprescindibile tra gli affetti umani abbiamo bisogno di maria per sentirci figli abbiamo bisogno di giovanni per imparare ad essere figli e anche a questo pensa gesù inchiodato lassù tra sofferenze indescrivibili ora nota a dio già nel momento dell incarnazione l ora culmine della missione del suo figlio l ora della pienezza l ora della croce e dunque vicina quest ora che non lascia spazio a molte parole faremo silenzio e nel silenzio ascolteremo gesù il salvatore venuto ad insegnare l amore non si è mai perso tra gli insidiosi sentieri di lunghi discorsi concise efficaci autorevoli frasi per i suoi discepoli il resto è meditazione preghiera esempio silenzio sguardo ora è sulla croce gesù non ha forze per gridare ma ha ancora molto da lasciare in eredità al mondo sono chiamate le sette parole di gesù in croce sono sette momenti in cui il cristo crocifisso raccoglie le forze e continua ad insegnare padre perdona loro perché non sanno quello che fanno l umiliazione subita è a livelli inimmaginabili la menzogna ha ricoperto gesù il peccato dell uomo pesa molto più della croce sul capo del cristo il suo primo pensiero non a caso è una preghiera di intercessione al padre per i suoi uccisori gesù è lì per il perdono ed è per il perdono che spende le sue prime stanche sofferenti parole ma dice di più gesù vuole giustificare agli occhi di dio una tale ingiustizia una tale atrocità che noi avremmo altrettanto atrocemente condannato è invece scusata da gesù chi lo uccideva non sapeva chi lo uccideva era nell ignoranza bello l insegnamento per noi non solo alla scuola del perdono dobbiamo crescere ma anche a quella del non giudicare e l ignoranza che porta al peccato ed è ancora l ignoranza che ci fa giudicare il fratello peccatore che forse non sapeva di essere nell errore e noi invece di aiutarlo a conoscere lo abbiamo presto condannato dio mio dio mio perché mi hai abbandonato la quarta parola di gesù è forse quella che più ci stringe il cuore ci rattrista immensamente perché sentiamo quanto la solitudine deve aver avvolto il cuore di gesù tanto da portarlo a sentirsi abbandonato dal padre il peso del peccato assunto si fa sempre più greve su di lui che non conobbe peccato un peso che lo tira sempre più giù fino a sentirsi abbandonato persino da dio lontano da dio e la prima volta che gesù sulla croce si rivolge al padre per parlargli di sé per chiedergli aiuto per ritrovarlo dopo quell istante di sprofondamento estremo ma dice sant agostino dio non può averlo abbandonato perché lui stesso è dio dio non risponde ma nel suo silenzio è l amore perché sarà quella solitudine il mo oggi con me sarai nel paradiso ci vuole corag mento fecondo per una nuova vita per il mondo nuogio per tornare sui propri passi è vero ma la risposta vo d amore di gesù non deve e non può essere messa in dubbio gesù nelle più atroci sofferenze della croce ho sete gesù è sempre più vicino alla morte e avrà trovato gioia nelle parole del ladrone che fa mar con un filo di voce porge la sua ultima richiesta dice cia indietro che si riconosce peccatore che vede in di avere sete ma forse non si tratta solo di una esicristo il salvatore e lo supplica di ricordarsi di lui genza umana ci affidiamo per questa quinta parola quando sarà dinanzi al padre ancora una volta gesù al commento di madre teresa di calcutta che diceva parla pochissimo ma sa stupirci non dice di sì non è queste parole di gesù non riguardano solo il passato occhio alla parrocchia marzo_aprile 2011 4
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ma sono vive qui e ora dette a noi finché non comprendiamo nel profondo del nostro essere che gesù ha sete di noi non potremo cominciare a conoscere quello che egli vuole essere per noi e ciò che egli vuole che noi siamo per lui ha sete di noi dunque il cristo sofferente una sete umana e insieme divina che si può saziare solo con la salvezza dell uomo anche noi dovremmo sentire sete del buon gesù che ci salva anche noi abbiamo bisogno di bere alla sorgente della sua misericordia tutto è compiuto e compiuto ciò che a betlemme ebbe inizio è compiuta pienamente l insopportabile sofferenza dall arresto alla croce ma non è la fine il seme è stato gettato questo è compiuto ora può germogliare una nuova vita il battito del cuore di gesù sta per fermarsi per rinascere in un modo nuovo per ripartire nel cuore di ognuno di noi gesù sa che la profezia è compiuta questa sesta parola diventa la certezza che tutto è avvenuto secondo la volontà del padre e alla sequela della volontà di dio vuole farci camminare perché anche noi possiamo imparare a dire nei nostri travagli tutto è compiuto con la stessa pace di gesù con lo stesso tono d amore il dolore della passione volge al termine ha solo pochi istanti ancora davanti e già si prepara una pace feconda di belle speranze diceva il poeta claudel che il dolore è come una mandorla amara che si getta sul ciglio della strada ripassando per la medesima via vi troviamo un mandorlo in fiore padre nelle tue mani consegno il mio spirito gesù risorgerà dopo tre giorni deve ancora attraversare le tenebre della morte ma un barlume di risurrezione è già qui sta per spirare ma non lo fa prima di aver detto le sue ultime parole che per il dio della speranza non possono che essere straordinariamente luminose la consegna è un atto di fiducia estrema un atto di totale abbandono si abbandona alle cure amorevoli del padre per il quale tutto ha fatto in vita la prova spesso è dura anche per noi ma come gesù possiamo trovare pace piena nelle mani di dio non c è autosufficienza che possa salvare lasciar fare al padre è l atteggiamento che le ultime parole di gesù ci indicano come unica strada e il padre farà risorgere cristo e il padre farà risorgere noi 5 occhio alla parrocchia marzo_aprile 2011
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lente d ingrandimento su a cura di isa palella i nuovi martiri cristiani n ogni martire è stimolo a ripensare sulla coerenza delle nostre scelte loro fede pubblicamente infatti le ultime stragi sono avvenute in chiesa tutto quel sangue innocente determina in noi reazioni di rabbia nei confronti degli assassini ma anche di rassegnazione per qualcosa che non si riesce a cambiare ogni uccisione porta con sé il sapore amaro della prevaricazione dell arbitrio e dell ingiustizia risulta quasi impossibile parlare di speranza come può avvenire visto che una vita viene spezzata un progetto interrotto magari una missione in pericolo per noi è un vero scandalo eppure ogni martire cristiano rientra nella schiera dei beati proclamati da gesù beati voi quando vi insulteranno vi perseguiteranno e mentendo diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia rallegratevi ed esultate perché grande è la vostra ricompensa nei cieli così infatti perseguitarono i profeti prima di voi mt 5,11 e seguenti non possiamo parlare di martirio senza avere come punto di riferimento gesù primo martire che ha incentrato tutta la sua vita sull obbedienza alla volontà del padre fino al punto di offrirla per la salvezza degli uomini secondo quanto ha detto benedetto xvi «martire è colui che muore con la certezza di sapersi amato da dio e nulla anteponendo all amore di cristo sa di aver scelto la parte migliore» e quindi per noi un testimone di speranza perché ci indica il fine ultimo del nostro cammino su questa terra la vita eterna attraverso una vita vissuta in nome del vangelo e portata a compimento col definitivo radicamento in cristo ciascun martire diventa uno stimolo a ripensare alla nostra vita e alla coerenza delle nostre scelte anche noi siamo chiamati a vivere il vangelo seriamente e totalmente dando la nostra testimonianza innanzitutto nell ambiente in cui viviamo e operiamo perché il nostro obiettivo è sempre lo stesso il paradiso se cammineremo con gesù e con lui affronteremo le difficoltà disseminate sul nostro cammino in obbedienza alla volontà del padre ci renderemo strumenti del mistero di salvezza e saremo capaci di reagire all ingiustizia di tutti coloro che considerano noi cristiani testimoni scomodi che bisogna in tutti i modi tacitare con la minaccia o con il discredito el giorno che ricorda l uccisione di mons oscar romero arcivescovo di san salvador avvenuta il 24 marzo del 1980 la chiesa italiana ha celebrato la giornata di digiuno e preghiera in memoria dei missionari martiri e di quanti pagano con la vita la loro fede in gesù cristo anche la nostra diocesi si è unita alle celebrazioni organizzando in piazza risorgimento una veglia di preghiera animata e promossa dal movimento giovanile missionario sul tema restare uniti nella speranza si è trattato di un momento importante in cui tutto il popolo cristiano ha vissuto in comunione con coloro che quotidianamente vivono discriminazioni e persecuzioni invocando dio padre affinché sostenga e rafforzi il loro operato la parola martirio risulta tremendamente attuale infatti in tutto il mondo sono decine di migliaia i cattolici perseguitati per il loro credo innanzitutto in medio nella foto shahbaz bhatti cattolico ministro pachistano che ha difeso asia bibi condannata a morte per blasfemia in base a false accuse asia news oriente ricordiamo fra tutte le stragi di baghdad e quelle dei copti in egitto ma anche in sudan in cina in corea del nord nel kashmir alcuni sono nomi famosi come il ministro pakistano shahbaz bhatti morto per difendere i cristiani dall isolamento e dalla legge sulla blasfemia moltissimi sono gli ignoti che quotidianamente operano nell anonimato e nel silenzio e che pagano perché hanno scelto di aiutare i più deboli oppure semplicemente perché professano la occhio alla parrocchia marzo_aprile 2011 6
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« la mia vita non appartiene a me ma a voi» era questa la frase che citava spesso mons oscar a romero vescovo di san salvador nel piccolo stato centroamericano di el salvador «sono spesso stato minacciato di morte come pastore sono obbligato per mandato divino a dare la vita per coloro che amo che sono salvadoregni anche per quelli che mi vogliono uccidere il martirio è una grazia di dio che non credo di meritare ma se dio accetta il sacrificio della mia vita possa il mio sangue essere semente di libertà e segno che la speranza sarà presto realtà se è accetta a dio possa la mia morte servire alla liberazione del mio popolo perdono e benedico coloro che ne saranno la causa perderanno il loro tempo morirà un vescovo ma la chiesa di dio che è il popolo non perirà mai» la chiara coscienza che la sua vita non era sua rimbalza da una frase all altra di questo suo testamento spirituale perla del suo essere ed esistere per la chiesa e il bene comune appunto la vita piena sono passati ormai oltre 30 anni da quando quel 24 marzo 1980 mons romero venne ucciso da un sicario con un colpo al cuore mentre stava celebrando l eucaristia nella cappella dell ospedale della divina provvidenza nell omelia aveva ribadito la sua denuncia contro il governo di el salvador che aggiornava quotidianamente le mappe dei campi minati mandando avanti bambini che restavano squarciati dalle esplosioni oggi vogliamo ricordare non solo un martire ma la nostra stessa provenienza la radice del nostro esistere veniamo dalla vita viviamo nella vita e non possiamo possederla siamo destinati a lasciarla e a donarla pienamente a tutti quando mauricio funes è stato eletto presidente de el salvador nel suo discorso ha citato il suo maestro e guida spirituale mons romero e quando ha fatto il suo nome è scattato un applauso liberatorio tutti in piedi e con le lacrime agli occhi il ricordare produce sempre lacrime tristezza ma anche tanta gioia soprattutto per chi rimane per chi vive ancora la fatica del dover lottare con chi vuole calpestare i diritti elementari della vita chi rimane ha più speranza sapendo che qualcuno ci ha creduto davvero e ha dato la sua vita per questo ideale di giustizia di pace senza paura sapendo che con questo esempio altri potranno avere la forza di continuare a lottare ancora oggi piangiamo e soffriamo se ricordiamo chi è morto credendo nel valore essenziale della vita dono prezioso per tutti e si mette in prima fila per lottare contro chi la vuole sopprimere uno si rende conto così di appartenere alla vita di tutta l umanità e di dover agire secondo il valore supremo della vita donarla ricordare che romero è stato ucciso sicuro e convinto che la vita non apparte nella foto mons oscar romero con alcuni giovani di el salvador pontificie opere missionarie neva a se stesso ma all umanità ci fa riflettere ed è per questo che si piange si pensa si parla uno con l altro quasi a cercar certezze quasi a voler accertarsi che è proprio così il bene è stato ucciso il bene viene ucciso ogni volta che qualcuno in nome di questo bene muore sentiamo anche noi che la nostra vita non ci appartiene che potrebbe esserci tolta da un momento all altro se agiamo in nome di questo bene che è la vita il benessere per tutti sono ancora molti quelli che muoiono in nome di cristo offrendo la loro vita a causa della fedeltà al vangelo essi apparentemente perdenti agli occhi del mondo sono beati agli occhi del signore che ne assicura la ricompensa nei cieli cfr mt 5,11-12 paolo di tarso ci ha fatto conoscere servendosi delle sue molte lettere i numerosi disagi affrontati per amore di cristo persecuzioni catene percosse di ogni tipo fatiche veglie digiuni freddo nudità cfr 2cor 7 occhio alla parrocchia marzo_aprile 2011
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11 23-32 egli è convinto che né morte né vita né angeli né principati né presente né avvenire né potenze né altezze né profondità né alcun altra creatura potrà mai separarci dall amore di dio che è in cristo gesù nostro signore rm 8,38-39 e consapevole però che come abbondano le sofferenze di cristo in noi così per mezzo di cristo abbonda anche la nostra consolazione 2cor 1,5 al termine della sua vita quando si trova in carcere a roma paolo dà ancora più forza alle sue determinazioni sopporto ogni cosa per quelli che dio ha scelto perché anch essi raggiungano la salvezza che è in cristo gesù insieme alla gloria eterna se moriamo con lui con lui anche vivremo 2tim 2,10-11 ed esorta i suoi discepoli ad annunziare la parola insistendo al momento opportuno e non opportuno a vigilare attentamente a sopportare le sofferenze per portare a compimento l opera di annunciatore del vangelo con verità e serenità paolo può affermare ho combattuto la buona battaglia ho terminato la corsa ho conservato la fede ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il signore il giudice giusto mi consegnerà in quel giorno 2tim 4 1.8 fonte pontificie opere missionarie quadro riassuntivo martiri dell anno 2010 n° nome e cognome 1 2 3 4 5 6 7 8 9 fides nazionalità istituto o diocesi data e luogo della morte don josé luis parra puerto don dejair gonçalves de almeida epaminondas marques da silva luis enrique pineda don román de jesús zapata don esteban robert wood don peter bombacha don rubens almeida gonçalves s.e mons luigi padovese dayvit pinheiro reis messico brasile brasile colombia colombia usa india brasile italia brasile cina cina messico colombia portorico perù haiti iraq iraq r.d.congo brasile togo polonia diocesano diocesano laico coadiutore salesiano diocesano diocesano diocesano diocesano vic apostolico dell anatolia seminarista vicario diocesi di ningxia congregaz diocesana diocesano diocesano ofm laico operatore caritas diocesano diocesano diocesano diocesano seminarista gesuita sj ofm conv 17/2 messico 16/3 volta redonda brasile 16/3 volta redonda brasile 20/3 bogotà colombia 24/3 turbo colombia 28/4 p ordaz venezuela 28/4 baboola mumbai india 21/5 brasilia brasile 3/6 iskenderun turchia 4/7 sao luis brasile 5/7 wuhai-mongolia cina 5/7 wuhai-mongolia cina 28/7 st oaxaca messico 20/8 quintanares colombia 27/8 lima perù 27/8 lima perù 8/10 port-au-prince haiti 31/10 baghdad iraq 31/10 baghdad iraq 8/11 mapere r.d.congo 20/11 brasile 5/12 kinshasa r.d congo 6/12 s.domingo ecuador 10 mario 11 don 12 suor 13 don 14 don 15 p joseph zhang shulai maria wei yanhui carlos salvador wotto herminio calero alumia linán ruiz morales aguila 16 ananias 17 julien 18 don 19 d kénord wasim sabieh thaier saad abdal christian bakulene bernardo muniz rabelo amaral eklou komla 20 don 21 don 22 nicolas 23 p miroslaw karczewski occhio alla parrocchia marzo_aprile 2011 8
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lente d ingrandimento su a cura di isa palella mons kräutler un missionario scomodo il vescovo missionario del preziosissimo sangue in amazzonia infatti accanto ai tentativi di convertire la foresta in grandi latifondi coltivati con la soia la canna da zucchero e altre monocolture che comportano la desertificazione del terreno e lo sfruttamento della popolazione locale adesso si aggiungono dei megaprogetti per sbarrare il fiume con dighe ed ottenere energia elettrica i latifondisti cercano di giustificare i loro massicci interventi distruttivi affermando di voler valorizzare il territorio e rendere il brasile una grande potenza mondiale in realtà la foresta vergine ha un immenso valore per tutta la terra proprio nel rimanere intatta considerata l enorme quantità di ossigeno che ci nella foto mons erwin kräutler in una delle migliaia di manifestazioni a favore degli indios regala onsignor erwin kräutler è un missionario dice kräutler «la mia missione non può essere solo del preziosissimo sangue che vive da 43 spirituale il cristianesimo va incontro alla persona anni in brasile ed è vescovo dello xingù in integralmente difendere gli indigeni la loro cultura il amazzonia egli spende tutta la sua vita loro diritto al territorio è farli sentire persone con uper la tutela e la valorizzazione di questo territorio guali diritti di chiunque altro essi devono avere la pagando in prima persona questo suo impegno loro patria custodire i loro capolavori arborei il loro «sono stato minacciato di morte varie volte e ora mi habitat la foresta deve diventare patrimonio trovo sotto la protezione speciale della polizia 24 ore dell umanità di deserto ce n è già fin troppo sulla teral giorno ha dichiarato alla rivista nel segno del ra e avanza inesorabile l amazzonia ha bisogno di un sangue la prelatura si trova nel cuore altro modello di sviluppo che la rispetti» dell amazzonia e negli ultimi anni la deforestazione e mons kräutler quotidianamente si sacrifica per i pogli incendi sono aumentati in modo scandaloso ab poli indigeni nel nome del preziosissimo sangue di biamo preso posizione contro i progetti megalomani cristo «non possiamo separare la fede dalla vita del governo che finiscono per sacrificare l ambiente dobbiamo dare una risposta ai problemi in nome del ci collochiamo nettamente dalla parte dei popoli indi vangelo e non di questa o quella ideologia» geni difendiamo la loro cultura i loro diritti alla terra con il suo esempio invita tutta la comunità cristiana a il loro modo di essere e questo genera tra i latifondi ritrovare il senso profondo della vita secondo il vansti e le grandi imprese minerarie un ostilità e gelo e a continuare il cammino con coraggio e un un inimicizia fortissime» maggiore slancio privo di rassegnazione m il 6 dicembre 2010 mons kräutler ha ricevuto il right livelihood award a stoccolma in svezia in riconoscimento del suo continuo impegno in favore dei diritti delle popolazioni indigene e per il suo lavoro instancabile per frenare la distruzione del regione amazzonica il premio è a noto anche come premio nobel alternativo «ll vescovo kräutler mette quotidianamente a repentaglio la sua vita parlando a favore degli indiani del brasile» ha dichiarato stephen corry direttore generale di survival international «gli indiani hanno bisogno di amici come lui esattamente come le chiese necessitano di altri testimoni che come lui portino avanti il tradizionale lavoro di difesa degli oppressi l assegnazione del premio nobel alternativo a kräutler è lo straordinario riconoscimento di un grande eroe mai celebrato» 9 occhio alla parrocchia marzo_aprile 2011
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mentre parlano solo le armi si resta senza parole ammutoliti sconcertati anche noi di pax christi come tante altre persone di buona volontà il regime di gheddafi ha sempre mostrato il suo volto tirannico pax christi con altri ha denunciando le connivenze di chi italia in testa gli forniva una quantità enormi di armi senza dire nulla anche dopo la sua visita in italia sui diritti umani violati in libia sulla tragica sorte delle vittime dei respingimenti su chi muore nel deserto o nelle prigioni libiche il dio interesse è un dio assoluto totalitario a cui tutto va immolato anche a costo di imprigionare innocenti torturarli privarli di ogni diritto purché accada lontano da qui in libia pax christi 2 settembre 2010 il colonnello era già in guerra con la sua gente anche quando era nostro alleato e amico non possiamo tacere la triste verità di un operazione militare che per quanto legittimata dal voto di una incerta e divisa comunità internazionale porterà ulteriore dolore in un area così delicata ed esplosiva piena di incognite ma anche di speranze le operazioni militari contro la libia non ci avvicinano all alba come si dice ma costituiscono un uscita dalla razionalità un odissea perché viaggio dalla meta incerta e dalle tappe contraddittorie a causa di una debolezza della politica di fronte a questi fatti vogliamo proporre cinque passi di speranza e uno sguardo di fede 1 constatiamo l assenza della politica e la fretta della guerra e evidente a tutti che non si sono messe in opera tutte le misure diplomatiche non sono state chiamate in azione tutte le possibili forze di interposizione l opinione pubblica deve esserne consapevole e deve chiedere un cambiamento della gestione della politica internazionale si avverte la mancanza di una polizia internazionale che garantisca il diritto dei popoli alla autodeterminazione non vogliamo arrenderci alla logica delle armi non possiamo accettare che i conflitti diventino guerre teniamo desto il dibattito a proposito delle azioni militari chiediamo che esse siano il più possibile limitate e siano accompagnate da seri impegni di mediazione perché si sceglie sempre e solo la strada della guerra ce lo hanno chiesto più volte in questi anni i tanti amici che abbiamo in bosnia in serbia in kosovo in iraq operiamo in ogni ambito possibile di confronto e di dialogo perché si faccia ogni sforzo così che l attuale attacco armato non diventi anche una guerra di religione in particolare vogliamo rivolgerci al mondo musulmano e insieme a partire dall italia invocare il dio della pace e dell amore non dell odio e della guerra ce lo insegnano tanti testimoni che vivono in molte zone di guerra come pax christi continuiamo con rinnovata consapevolezza la campagna per il disarmo contro la produzione costosissima di cacciabombardieri f-35 inoltre invitiamo tutti a mobilitarsi per la difesa della attuale legge sul commercio delle armi ricordiamo anche le parole accorate di don tonino bello «dovremmo protenderci nel mediterraneo non come arco di guerra ma come arca di pace » 2 3 4 5 giovanni paolo ii per molti anni ha parlato dei fenomeni bellici contemporanei come avventura senza ritorno spirale di lutto e di violenza abisso del male suicidio dell umanità crimine tragedia umana e catastrofe religiosa per lui le esigenze dell umanità ci chiedono di andare risolutamente verso l assoluta proscrizione della guerra e di coltivare la pace come bene supremo al quale tutti i programmi e tutte le strategie devono essere subordinati 12 gennaio 1991 in questa prospettiva pax cristi ricorda ai suoi aderenti che il credente riconosce nei mali collettivi o strutture di peccato quel mistero dell iniquità che sfugge all atto dell intelligenza e tuttavia è osservabile nei suoi effetti storici nella fede comprendiamo che di questi mali sono complici anche l acquiescenza dei buoni la pigrizia di massa il rifiuto di pensare chi è discepolo del vangelo non smette mai di cercare di comprendere quali sono state le complicità le omissioni le colpe e allo stesso tempo con ogni mezzo dell azione culturale tende a mettere a fuoco la verità su dio e sull uomo mons giovanni giudici presidente di pax christi italia occhio alla parrocchia marzo_aprile 2011 10
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looking around a cura di paola canniello nucleare quale futuro ci aspetta l che ne dite di una centrale nucleare come vostro vicino di casa glianza da prolungare praticamente all infinito molti sostengono la ragionevolezza della scelta nucleare in quanto molti paesi a noi vicini l hanno già adottato da anni e questo già ci esporrebbe a rischi equivalenti alla presenza delle centrali nel nostro paese valutando i pro e i contro e soprattutto affermando che data l ormai prossimo esaurimento delle energie non rinnovabili gas petrolio ecc ormai non si può fare a meno del nucleare pena la nostra esclusione dalle imminenti sfide che il futuro ci propone e a cui non possiamo sottrarci ma quale futuro è quello che pensa solo ai profitti e al prestigio internazionale sacrificando il bene più importante vale a dire la dignità dell uomo e la possibilità di un esistenza sostenibile sul pianeta terra siamo solo amministratori e in quanto tali chiamati a rispettare e a convivere pacificamente con l ambiente in cui viviamo siate fecondi e moltiplicatevi riempite la terra soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra ecco io vi do ogni erba che produce seme e ogni albero in cui è il frutto che produce seme saranno il vostro cibo dio vide quanto aveva fatto ed ecco era cosa molto buona genesi 2 28-29 e centrali nucleari sono state il primo vero allarme in giappone dopo il devastante sisma che ha sconquassato il nord-est del paese e le pur continue rassicurazioni del governo nipponico sono state quasi puntualmente smentite dalle notizie che malgrado la censura sono trapelate fuori dai confini del paese riguardanti continue esplosioni che interessano i vari reattori com era prevedibile le notizie che giungono dal giappone hanno riportato alla ribalta il dibattito con relative polemiche sull uso delle centrali nucleari e i relativi rischi molti paesi hanno annunciato provvedimenti restrittivi e pause di riflessione a tale proposito mentre l italia forse per non ripetere la scelta definita troppo emotiva di sospendere qualunque programma nucleare subito dopo cernobyl ha deciso di andare avanti forse per obbedire più a delle ragioni strettamente economiche visto che dietro tale decisione c è la spinta di molti imprenditori forse non è questa la sede adatta per un dibattito approfondito sulle ragioni favorevoli o contrari al nucleare ma di certo fermarsi quanto meno a riflettere dovrebbe essere un dovere da parte di esseri pensanti quali noi riteniamo di essere esperimenti nucleari nel pacifico trivellazioni nei fondali del golfo del messico milioni di ettari incendiati per favorire la cementificazione abusiva costituiscono certamente segnali preoccupanti e non possiamo fare a meno di pensare che tutto ciò non abbia ripercussioni nel futuro immediato e non solo in che condizioni vogliamo lasciare il nostro pianeta ai nostri figli e a quanti verranno dopo di loro È vero l attuale crisi nel medio oriente ripropone nuovamente il problema di trovare soluzioni alternative al petrolio ma sostenere ad oltranza il parere favorevole al nucleare in un momento come questo rivela un tempismo quanto mai fuori luogo senza dimenticare che l italia è un paese a forte rischio sismico e il terremoto come si è visto è una delle cause principali di incidente nucleare serve francamente a poco sostenere che le centrali nucleari di terza e quarta generazione disponibili in italia forse non prima del 2030 sono più sicure perché a parte i costi elevatissimi di costruzione e mantenimento il vero pericolo è rappresentato dalle scorie che comportano costi economici sociali e politici altrettanto elevati per lo smaltimento e soprattutto per la necessità di sorve legambiente e solo un escamotage per non perdere le amministrative e il referendum ma gli elettori non si faranno prendere in giro si è scelto di traccheggiare un anno per non perdere le elezioni amministrative e boicottare il referendum antinuclearista afferma vittorio cogliati dezza presidente nazionale di legambiente non c è bisogno di nessuna pausa di riflessione sul nucleare perché i suoi danni e la sua pericolosità sono purtroppo sotto gli occhi di tutti quello di cui c è bisogno invece è un no incondizionato basato sul coraggio di investire sull efficienza e sulle rinnovabili ma anche sulla lungimiranza di pensare al futuro del paese invitiamo quindi i cittadini a non cadere nell inganno di questa moratoria e partecipare al referendum votando si per fermare il nucleare 11 occhio alla parrocchia marzo_aprile 2011
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looking around a cura della redazione « libia così non si difendono i diritti umani 10 tesi sull intervento militare così non si difendono i diritti umani» partendo da tale assunto flavio lotti coordinatore nazionale della tavola della pace espone in una nota le sue tesi sull intervento militare in libia iniziativa intrapresa in attuazione di questa risoluzione deve essere coerente con questi obiettivi ovvero deve spegnere l incendio e non alimentarlo ulteriormente deve proteggere i civili e non esporli a una nuova spirale della violenza gli stati che si sono assunti la responsabilità di intervenire militarmente non 1 una cosa è la risoluzione dell onu un altra è possono permettersi di perseguire obiettivi diversi e la sua applicazione una cosa è difendere i diritti u devono agire con mezzi e azioni coerenti sotto il coordinamento politico dell onu previsto dalla risomani un altra è scatenare una guerra luzione 1973 2 la carta dell onu autorizza missioni militari art 42 non qualsiasi missione militare 7 ad attuare quelle decisioni ci doveva essere un dispositivo politico diplomatico civile e militare sotto 3 l iniziativa militare contro gheddafi è stata il completo controllo dell onu quel dispositivo non assunta in fretta da un gruppo di paesi che hanno fat esiste perché le grandi potenze hanno sempre impeto addirittura a gara per stabilire chi bombardava per dito all onu di attuare quanto previsto dall art 43 delprimo che non ha nemmeno una strategia comune la sua carta e di adempiere al suo mandato la coche non ha un chiaro comando unificato ma solo una struzione di un vero e proprio sistema di sicurezza forma di coordinamento con una coalizione interna comune globale non è più rinviabile zionale che si incrina ai primi colpi e che deve già rinon è questione di pacifismo la storia e il respondere alla pesante accusa di essere andata oltre il 8 mandato ricevuto si poteva iniziare in modo peggio alismo politico ci insegnano che la guerra non è mai stata una soluzione la guerra non è uno strumento re utilizzabile per difendere i diritti umani la guerra non 4 da tempo si doveva intervenire in difesa dei è in grado di risolvere i problemi ma finisce per moltidiritti umani lo abbiamo chiesto ripetutamente men plicarli e aggravarli tre l atteggiamento del governo italiano e della comul italia ha un solo grande interesse e una sola nità internazionale e diciamolo di tanta parte dei re 9 sponsabili della politica oscillava tra l inerzia e le com grande missione da compiere fermare l escalation plicità con gheddafi se si interveniva prima non sa della violenza togliere rapidamente la parola alle arremmo giunti a questo punto mi e ridare la parola alla politica promuovere il negoziato politico a tutti i livelli per trovare una soluzione 5 e ancora oggi mentre si interviene in libia pacifica e sostenibile l italia deve diventare il crocenon si dice e non si fa nulla per fermare la sanguinosa via dell impegno europeo e internazionale per la pace repressione delle manifestazioni in baharein nello e la sicurezza umana nel mediterraneo per questo yemen e negli altri paesi del golfo l italia e l europa l italia non doveva e non deve bombardare per queprima di ogni altro paese e istituzione devono mobili sto deve cambiare strada subito tare ogni risorsa disponibile a sostegno di chi si batte per la libertà e la democrazia 10 ricordiamo nuovamente quello che sta scritto nella costituzione italiana art 11 l italia ripudia la 6 ricordiamo che la risoluzione dell onu 1973 guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri indica due obiettivi principali l immediato cessate il popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie fuoco e la fine delle violenze contro i civili qualunque internazionali chi tace acconsente noi parliamo tavola della pace occhio alla parrocchia marzo_aprile 2011 12
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cari fratelli e sorelle la quaresima che ci conduce alla celebrazione della santa pasqua è per la chiesa un tempo liturgico assai prezioso e importante in vista del quale sono lieto di rivolgere una parola specifica perché sia vissuto con il dovuto impegno mentre guarda all incontro definitivo con il suo sposo nella pasqua eterna la comunità ecclesiale assidua nella preghiera e nella carità operosa intensifica il suo cammino di purificazione nello spirito per attingere con maggiore abbondanza al mistero della redenzione la vita nuova in cristo signore cfr prefazio i di quaresima 1 questa stessa vita ci è già stata trasmessa nel giorno del nostro battesimo quando divenuti partecipi della morte e risurrezione del cristo è iniziata per noi l avventura gioiosa ed esaltante del discepolo omelia nella festa del battesimo del signore 10 gennaio 2010 san paolo nelle sue lettere insiste ripetutamente sulla singolare comunione con il figlio di dio realizzata in questo lavacro il fatto che nella maggioranza dei casi il battesimo si riceva da bambini mette in evidenza che si tratta di un dono di dio nessuno merita la vita eterna con le proprie forze la misericordia di dio che cancella il peccato e permette di vivere nella propria esistenza gli stessi sentimenti di cristo gesù fil 2,5 viene comunicata all uomo gratuitamente l apostolo delle genti nella lettera ai filippesi esprime il senso della trasformazione che si attua con la partecipazione alla morte e risurrezione di cristo indicandone la meta che io possa conoscere lui la potenza della sua risurrezione la comunione alle sue sofferenze facendomi conforme alla sua morte nella speranza di giungere alla risurrezione dai morti fil 3,10-11 il battesimo quindi non è un rito del passato ma l incontro con cristo che informa tutta l esistenza del battezzato gli dona la vita divina e lo chiama ad una conversione sincera avviata e sostenuta dalla grazia che lo porti a raggiungere la statura adulta del cristo un nesso particolare lega il battesimo alla quaresima come momento favorevole per sperimentare la grazia che salva i padri del concilio vaticano ii hanno richiamato tutti i pastori della chiesa ad utilizzare più abbondantemente gli elementi battesimali propri della liturgia quaresimale cost sacrosanctum concilium 109 da sempre infatti la chiesa associa la veglia pasquale alla celebrazione del battesimo in questo sacramento si realizza quel grande mistero per cui l uomo muore al peccato è fatto partecipe della vita nuova in cristo risorto e riceve lo stesso spirito di dio che ha risuscitato gesù dai morti cfr rm 8,11 questo dono gratuito deve essere sempre ravvivato in ciascuno di noi e la quaresima ci offre un percorso analogo al catecumenato che per i cristiani della chiesa antica come pure per i catecumeni d oggi è una scuola insostituibile di fede e di vita cristiana davvero essi vivono il battesimo come un atto decisivo per tutta la loro esistenza 2 per intraprendere seriamente il cammino verso la pasqua e prepararci a celebrare la risurrezione del signore la festa più gioiosa e solenne di tutto l anno liturgico che cosa può esserci di più adatto che lasciarci condurre dalla parola di dio per questo la chiesa nei testi evangelici delle domeniche di quaresima ci guida ad un incontro particolarmente intenso con il signore facendoci ripercorrere le tappe del cammino dell iniziazione cristiana per i catecumeni nella prospettiva di ricevere il sacramento della rinascita per chi è battezzato in vista di nuovi e decisivi passi nella sequela di cristo e nel dono più pieno a lui la prima domenica dell itinerario quaresimale evidenzia la nostra condizione dell uomo su questa terra il combattimento vittorioso contro le tentazioni che dà inizio alla missione di gesù è un invito a prendere consapevolezza della propria fragilità per accogliere la grazia che libera dal peccato e infonde nuova forza in cristo via verità e vita cfr ordo initiationis christianae adultorum n 25 e un deciso richiamo a ricordare come la fede cristiana implichi sull esempio di gesù e in unione occhio alla parrocchia marzo_aprile 2011 14
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con lui una lotta contro i dominatori di questo mondo tenebroso ef 6,12 nel quale il diavolo è all opera e non si stanca neppure oggi di tentare l uomo che vuole avvicinarsi al signore cristo ne esce vittorioso per aprire anche il nostro cuore alla speranza e guidarci a vincere le seduzioni del male il vangelo della trasfigurazione del signore pone davanti ai nostri occhi la gloria di cristo che anticipa la risurrezione e che annuncia la divinizzazione dell uomo la comunità cristiana prende coscienza di essere condotta come gli apostoli pietro giacomo e giovanni in disparte su un alto monte mt 17,1 per accogliere nuovamente in cristo quali figli nel figlio il dono della grazia di dio questi è il figlio mio l amato in lui ho posto il mio compiacimento ascoltatelo v 5 e l invito a prendere le distanze dal rumore del quotidiano per immergersi nella presenza di dio egli vuole trasmetterci ogni giorno una parola che penetra nelle profondità del nostro spirito dove discerne il bene e il male cfr eb 4,12 e rafforza la volontà di seguire il signore la domanda di gesù alla samaritana dammi da bere gv 4,7 che viene proposta nella liturgia della terza domenica esprime la passione di dio per ogni uomo e vuole suscitare nel nostro cuore il desiderio del dono dell acqua che zampilla per la vita eterna v 14 è il dono dello spirito santo che fa dei cristiani veri adoratori in grado di pregare il padre in spirito e verità v 23 solo quest acqua può estinguere la nostra sete di bene di verità e di bellezza solo quest acqua donataci dal figlio irriga i deserti dell anima inquieta e insoddisfatta finché non riposa in dio secondo le celebri parole di sant agostino la domenica del cieco nato presenta cristo come luce del mondo il vangelo interpella ciascuno di noi tu credi nel figlio dell uomo credo signore gv 9,35.38 afferma con gioia il cieco nato facendosi voce di ogni credente il miracolo della guarigione è il segno che cristo insieme alla vista vuole aprire il nostro sguardo interiore perché la nostra fede diventi sempre più profonda e possiamo riconoscere in lui l unico nostro salvatore egli illumina tutte le oscurità della vita e porta l uomo a vivere da figlio della luce quando nella quinta domenica ci viene proclamata la risurrezione di lazzaro siamo messi di fronte al mistero ultimo della nostra esistenza io sono la risurrezione e la vita credi questo gv 11,2526 per la comunità cristiana è il momento di riporre con sincerità insieme a marta tutta la speranza in gesù di nazareth sì o signore io credo che tu sei il cristo il figlio di dio colui che viene nel mondo v 27 la comunione con cristo in questa vita ci prepara a superare il confine della morte per vivere senza fine in lui la fede nella risurrezione dei morti e la speranza della vita eterna aprono il nostro sguardo al senso ultimo della nostra esistenza dio ha creato l uomo per la risurrezione e per la vita e questa verità dona la dimensione autentica e definitiva alla storia degli uomini alla loro esistenza personale e al loro vivere sociale alla cultura alla politica all economia privo della luce della fede l universo intero finisce rinchiuso dentro un sepolcro senza futuro senza speranza il percorso quaresimale trova il suo compimento nel triduo pasquale particolarmente nella grande veglia nella notte santa rinnovando le promesse battesimali riaffermiamo che cristo è il signore della nostra vita quella vita che dio ci ha comunicato quando siamo rinati dall acqua e dallo spirito santo e riconfermiamo il nostro fermo impegno di corrispondere all azione della grazia per essere suoi discepoli 3 il nostro immergerci nella morte e risurrezione di cristo attraverso il sacramento del battesimo ci spinge ogni giorno a liberare il nostro cuore dal peso delle cose materiali da un legame egoistico con la terra che ci impoverisce e ci impedisce di essere disponibili e aperti a dio e al prossimo in cristo dio si è rivelato come amore cfr 1gv 4,7-10 la croce di cristo la parola della croce manifesta la potenza salvifica di dio cfr 1cor 1,18 che si dona per rialzare l uomo e portargli la salvezza amore nella sua forma più radicale cfr enc deus caritas est 12 attraverso le pratiche tradizionali 15 occhio alla parrocchia marzo_aprile 2011
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