Giornalino mese di Marzo 2015

 

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giornalino mese di Marzo 2015 della fraternità S. maria di Gesù "la Gamcia" di Termini Imerese

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Anno XIV - n. 3 - Marzo 2015 La Donna vista come essere inferiore di Maria Grazia D’Agostino di diac. Pino Grasso di Alessandro Girotti Giornata Mondiale della Gioventù pag. 3 pag. 5 pag. 6 pag. 7 IN QUESTO NUMERO Ritiro di Fraternità – 7 Febbraio 2015 In Fraternità … Notizie e Avvenimenti di Ignazio Cusimano Programma attività e celebrazioni Marzo 2015 pag.11 pag.12 Attenzionare le relazioni genitori e figli … Papa: padri presenti non controllori … di Angela Franco La ricetta del mese pag. 8 pag. 9 pag.10 di Mariella Campagna Da parte nostra … di Michela Giuffrida di Enzo Giunta L ’ingresso in politica da parte di Sergio Mattarella consegue all’uccisione, per volontà mafiosa, del fratello Piersanti, Presidente della Regione Siciliana. Fino ad allora, infatti, Sergio si era dedicato all’attività di studio, che probabil- mente lo appassionava di più. Ma dopo, tutto fu diverso. La Democrazia Cristiana, in particolare, e i Siciliani in generale avevano bisogno di confermare la fiducia che Piersanti si era guadagnato con la sua volontà riformi-

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pag. 2 MARZO 2015 sta e legalitaria, per cui aveva pagato il prezzo più alto: quello della vita. Sergio, quindi, fu “costretto” a dare la propria disponibilità e a scendere in campo. Fin dall’inizio, le sue qualità di intelligenza e professionali nonché il suo rigore lo fecero apprezzare negli ambienti sani della politica, dove il concorso di tali caratteristiche non è facilmente riscontrabile in un solo individuo. È nota la sua opera di risanamento del partito della Democrazia Cristiana in Sicilia, da cui volle fuori personaggi legati alla mafia, ed essi stessi mafiosi, come Vito Ciancimino. Nel contempo, vennero anche allo scoperto le sue non comuni qualità di negoziatore che gli spianarono la strada per incarichi istituzionali sempre più importanti: parlamentare, Ministro della Pubblica Istruzione, della Difesa, Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e, recentemente, Giudice della Corte Costituzionale. Detti prestigiosi incarichi, tuttavia, non hanno modificato il suo carattere schivo e garbato e il rispetto che manifesta nei confronti di tutti, a prescindere dal posto occupato in società. Mattarella può apparire freddo e poco comunicativo, forse per un’antica timidezza. Certamente non è annoverabile fra quegli uomini politici che infiammano le piazze con un’oratoria scoppiettante, intrisa di battute e di facezie. Ma è certamente uno statista e una persona di valore, che ha sostituito degnamente sulla scena politica In Fraternità con Francesco l’indimenticato fratello Piersanti. Tali eccezionali qualità personali, morali e culturali al grande pubblico si sono manifestate con l’elezione a Capo dello Stato e con il magnifico discorso di insediamento. Infatti, senza ricorrere alla retorica o a toni da imbonitore, Mattarella ha avuto la capacità di parlare al cuore di tutti. Ha dimostrato che non gli sfuggono i problemi più gravi del Paese, in primo luogo quelli della scuola, le attese di giovani e vecchi, di donne e uomini senza lavoro. Ha affermato la rilevanza della comprensione reciproca e dell’unità delle varie componenti sociali, la priorità della lotta alle mafie, il bisogno di vera legalità, di sostegno ai più bisognosi. Per maturare queste speciali sensibilità ha certamente contribuito l’essere uomo del sud, che vive le disparità di un Paese con vaste aree marginali e in sofferenza. Nel suo discorso, sopra tutto, si sono colti i principi fondanti della democrazia e della dottrina sociale della Chiesa, principi che sono il nerbo della sua personalità, temprata in tanti anni di studio del diritto e di sincera vita cristiana. Anche per questo, noi Cristiani possiamo andare orgogliosi della sua elezione a Presidente della Repubblica, consapevoli che, senza invasioni di campo e nel rispetto della diversità anche religiosa, Sergio Mattarella darà all’Italia quello slancio morale e culturale che, nella Chiesa, sta imprimendo Papa Francesco.

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In Fraternità con Francesco MARZO 2015 pag. 3 LA DONNA VISTA COME ESSERE INFERIORE E ssere “donna” nel 2015 significa ancora, in molte parti del mondo, essere “proprietà” di qualcuno. Proprietà della quale poter disporre a proprio piacimento. Lo fanno pensare le continue notizie di donne, a volte ragazzine, violentate o ridotte in condizioni di vita disumane, come nel caso di Laura Carla Lodola, la 55enne di Pavia tenuta segregata in casa dal convivente in estremo stato di denutrizione (pesava poco più di 15 chili) in condizioni igieniche disastrose. Donne che si ritrovano con delle ferite che probabilmente mai cicatrizzeranno. Ferite fisiche e ferite interiori, quelle di un’anima che non riesce a guarire. E sul tema si sprecano parole, incontri, convegni, seminari e fiumi e fiumi di inchiostro ma senza nei fatti arrivare ad una soluzione che possa prevenire azioni di violenza sulla donna. In base ad alcune statistiche, poco meno del 50% delle donne oggetto di violenza ha riportato ferite e/o lesioni permanenti. Proprio in occasione dell’8 marzo, giornata dedicata alla Donna, ad Enna si tiene una fiaccolata organizzata dal comitato “Una voce per i pergusini” in ricordo della ventenne Vanessa Scialfa (assassinata tre anni fa da un uomo più grande di lei che diceva di amarla poi condannato a 30 anni di carcere confermati in appello) e di tutte le donne uccise da uomini egoisti, possessivi e feroci. “Amore criminale” viene definito quello di molti uomini che trovano tutti lo stesso epilogo nella fine di una storia: la morte fisica della donna, che avviene spesso dopo una morte psicologica. Azioni di persone impropriamente definite “uomini” ma che mostrano invece una personalità fragile, immatura, insicura che solo attraverso l’uso della forza fisica, dei soprusi e della violenza ottiene ciò che in altri modi non sarebbe riuscito ad ottenere. E la mancanza di personalità, oggi più che in altri periodi, è molto diffusa. Sia per ragioni di carattere sociale (si vive in una società precaria che non è più in grado di dare certezze in tutti i sensi), sia per ragioni di carattere culturale (è ancora radicata in certe culture - riscontrate perfino all’interno di “società civili ed emancipate” - la supremazia dell’uomo sulla donna poiché ritenuta inferiore). Sono nei fatti poche le donne che riescono a risollevarsi e “rivivere” di fronte a tanta violenza. Ma andando indietro nel tempo, la condizione della donna è sempre stata caratterizzata da una situazione d’inferiorità sia su piano sociale che giuridico e politico. Questa discriminazione a danno della donna è stata sempre giustificata da una sua pretesa inferiorità fisica che, a distanza di secoli, si avverte ancora forte nonostante le lotte per ottenere delle norme garanti della parità tra i sessi. Esistono Paesi in cui la donna non gode di molti diritti ed altri in cui invece, e per fortuna, dei diritti le vengono garantiti dai sistemi giuridici dei propri Stati. In ogni caso, e in ogni dove, notizie che parlano di soprusi e di violenze ce ne sono parecchie. Fa molto più male però, senza voler sminuire il tema, sentire e/o leggere di abusi su bambine o ragazzine spesso adolescenti.

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pag. 4 MARZO 2015 In Fraternità con Francesco Abusi a volte consumati anche nelle scuole, come il recentissimo caso di Torino in cui una ragazzina delle scuole medie è stata violentata per mesi da un branco di adolescenti e minacciata per tenere nascosto ai genitori quanto accadeva in un garage di un quartiere degradato. Una notizia che, quando emersa, ha scioccato non solo la famiglia della piccola costretta a cambiare scuola ma anche l’intera città e chiunque sia venuto a sapere dei fatti. E il pensiero che ancora più intristisce è considerare il fatto che andare a scuola è una delle azioni più normali che si possa fare nel corso della vita. Quindi non un luogo “pericoloso” ma un luogo almeno apparentemente sicuro. In questi casi, oltre alla presunta inferiorità dovuta all’essere donna, c’è anche la “debolezza” di essere ingenue e indifese. Cosa che rende più facile l’abuso da parte di chi in realtà non vive una vita stabile e che di certo ha dei problemi psichici da non sottovalutare. Perché è tale chi è capace di fare simili azioni. E poi, sempre in questi casi, c’è anche l’effetto moltiplicatore della vergogna che impedisce di confidarsi con la famiglia e agire quindi nell’immediato per interrompere queste barbarie. Ma parte della colpa ce l’hanno anche i media che in molte occasioni lasciano passare un messaggio insano legato all’essere donna. Per fortuna qualche segnale positivo ogni tanto si riesce ad avere come quello degli uomini turchi in minigonna contro le violenze alle donne riuniti per la campagna “Una minigonna per Ozgecan”, dal nome della giovane studentessa di psicologia (20 anni) recentemente picchiata, stuprata, uccisa e bruciata dall’autista di un minibus di cui era rimasta l’ultima passeggera. Così, diversi uomini si sono fatti fotografare in minigonna e migliaia di persone sono scese in piazza per denunciare le violenze sulle donne che in Turchia sta assumendo dimensioni sempre più grandi. Ma notizie preoccupanti arrivano anche dalla vicina Palermo, dove uno dei due ra- gazzi che a fine 2014 hanno violentato una minorenne le ha chiesto persino l’amicizia su Facebook minacciandola poi di non raccontare l’accaduto. E allora ci si chiede fino a quando la donna dovrà subire soprusi, violenze, stupri e morte in un periodo in cui esiste la parità fra i sessi tanto che le donne accedono alle selezioni per far parte dell’esercito e delle forze dell’ordine? Una domanda che resterà priva di una risposta. Sta di fatto che la condizione femminile, dopo decenni di lotte, non è ancora riuscita ad avere riconosciuto quel rispetto che è proprio dell’essere umano. Maria Grazia D’Agostino

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In Fraternità con Francesco MARZO 2015 pag. 5 ATTENZIONARE LE RELAZIONI GENITORI E FIGLI, ALL’INTERNO DI UN MONDO VIRTUALE omunicare la famiglia: ambiente privilegiato dell'incontro nella gratuità” è il tema del Messaggio del Santo Padre Francesco per la 49a giornata mondiale delle Comunicazioni sociali che si celebrerà nella domenica dell’Ascensione. Il Papa ci invita a utilizzare i potenti mezzi di comunicazione nel rispetto delle diversità e soprattutto all’interno della famiglia dove deve vigere una relazione sempre attenta tra i suoi membri. Il mondo di Internet, ormai da qualche anno ha rivoluzionato la comunicazione dando vita, per la prima volta, ad una rete di contatti globale ed accessibile a tutti. Questo eccezionale strumento consente di svolgere molte attività con un notevole risparmio di tempo e risorse, ma rischia di diventare un’alternativa, una sorta di mondo parallelo dove il rischio è l’alienazione e il soffocamento insopportabile dei rapporti intra familiari. Questo avviene in quanto nella nuova realtà in cui si “vive” ci si addentra ad un’esplorazione senza punti di riferimento né spaziali, né temporali. E’ notizia di qualche giorno fa di un ragazzo quindicenne, in overdose da Internet che vagava in stato confusionale alla stazione di Santa Maria Novella a Firenze. Agli agenti della polizia ferroviaria ha detto di non sapere chi fosse, ma di ricordarsi di essere uno che “naviga in rete e sui social”. Il tempo, mentre navighiamo, non è più scandito dai parametri della vita reale. In quest’ottica è inevitabile che venga sottratto tempo alle relazioni vissute in famiglia. È questa la prima fonte di preoccupazione per molti genitori che colgono in questo comportamento non una risorsa ma un segnale che indica la difficoltà di loro figlio ad avere relazioni in un mondo reale. Disorientati i genitori tendono a reagire imponendo restrizioni, punizioni o ricatti che si rivelano poco utili. Si può essere indotti a mettere in atto atteggiamenti di controllo, contribuendo ad aumentare la distanza dall’adolescente che non accetta di buon grado compromessi o controlli sovraimposti. È più confacen- “C te piuttosto tessere relazioni rispettando lo spazio e l’intimità dei ragazzi e se il caso domandando incuriositi cosa stia facendo offrendo loro complicità. Da evitare sicuramente gli atti ispettivi che sono più dannosi per chi li attiva piuttosto che per chi li subisce. Per realizzare ciò occorre che i genitori siano al passo con i tempi e sappiano gestire i cambiamenti tecnologici per non rischiare che le relazioni con i genitori vengano sostituite con quelle tra coetanei tramite la rete. Purtroppo, per la prima volta nella storia dell’evoluzione umana, il ruolo genitoriale, che propone l’adulto come riferimento, è spesso inficiato dal fatto che si è meno competenti dei nostri figli nell’ambito del cyber spazio. Per dirla con Nicholas Negroponte, fondatore e il direttore del Media Laboratory del Massachusetts Institute of Technology: “Io, come voi, appartengo ad una generazione che non è nata nel mondo globale, che conosce anche un prima del computer ed è cresciuta al di fuori di certi input nei quali sono invece immersi i nostri figli che rappresentano una nuova civiltà, descrivendo, una divisione assoluta tra chi è digitale e chi non lo è, quelli che io chiamo i senza tetto digitali sono molto intelligenti, molto bravi, di solito sono persone benestanti di quarant’anni o più, ma hanno un problema: sono giunti in questo paese troppo presto. Queste persone imparano dai loro figli”. (Negroponte, 2010). diac. Pino Grasso

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pag. 6 MARZO 2015 In Fraternità con Francesco PAPA: PADRI PRESENTI NON CONTROLLORI, CORREGGANO FIGLI SENZA AVVILIRLI I padri siano presenti in famiglia, senza essere meri “controllori” dei figli. È quanto affermato da Papa Francesco nell’udienza generale il 3 febbraio. Il Pontefice ha sottolineato che i padri devono essere pazienti e magnanimi, ma al tempo stesso devono saper correggere i figli con fermezza. Pubblichiamo il servizio di Alessandro Gisotti per Radio Vaticana del 4 febbraio. Padri presenti in famiglia Un vademecum del buon padre di famiglia. E’ quello delineato da Papa Francesco nella seconda catechesi, dell’udienza generale, dedicata alla figura paterna. Il Pontefice ha preso spunto dall’esempio di San Giuseppe, “il padre della famiglia di Nazareth”, e da alcune espressioni che ritroviamo nel Libro dei Proverbi, dove un padre si rivolge con amore al proprio figlio. Ogni famiglia, ha osservato innanzitutto, “ha bisogno del padre”: “La prima necessità, dunque, è proprio questa: che il padre sia presente nella famiglia. Che sia vicino alla moglie, per condividere tutto, gioie e dolori, fatiche e speranze. E che sia vicino ai figli nella loro crescita: quando giocano e quando si impegnano, quando sono spensierati e quando sono angosciati, quando si esprimono e quando sono taciturni, quando osano e quando hanno paura, quando fanno un passo sbagliato e quando ritrovano la strada”. Attendere e perdonare, correggere senza avvilire. Padre presente, ha precisato, ma non “controllore”, perché “i padri troppo controllori annullano i figli, non li lasciano crescere”. Quindi, richiamandosi alla figura del “padre misericordioso” nella parabola del “figlio prodigo”, il Papa ha indicato alcune qualità che sono fondamentali in un padre per crescere i propri figli: “I padri devono essere pazienti. Tante volte non c’è altra cosa da fare che aspettare; pregare e aspettare con pazienza, dolcezza, magnanimità, misericordia. Un buon padre sa attendere e sa perdonare, dal profondo del cuore. Certo, sa anche correggere con fermezza: non è un padre debole, arrendevole, sentimentale. Il padre sa correggere senza avvilire è lo stesso che sa proteggere senza risparmiarsi”. Agire e parlare con saggezza e rettitudine. Un buon padre, è stata la sua riflessione, non è quello che dice al figlio “sono fiero di te perché sei proprio uguale a me”. No, gli dice qualcosa di “ben più importante”: “Sarò felice ogni volta che ti vedrò agire con saggezza, e sarò commosso ogni volta che ti sentirò parlare con rettitudine. Questo è ciò che ho voluto lasciarti, perché diventasse una cosa tua: l’attitudine a sentire e agire, a parlare e giudicare con saggezza e rettitudine. E perché tu potessi essere così, ti ho insegnato cose che non sapevi, ho corretto errori che non vedevi”. Un padre saggio, un padre maturo. “Ti ho fatto sentire un affetto profondo e insieme discreto – ha proseguito Francesco – che forse non hai riconosciuto pienamente quando eri giovane e incerto. Ti ho dato una testimonianza di rigore e di fermezza che forse non capivi, quando avresti voluto soltanto complicità e protezione”. “Ho dovuto io stesso, per primo, mettermi alla prova della saggezza del cuore, e vigilare sugli eccessi del sentimento e del risentimento, per portare il peso delle inevitabili incomprensioni e trovare le parole giuste per farmi capire. Adesso – continua il padre -, quando vedo che tu cerchi di essere così con i tuoi figli, e con tutti, mi commuovo. Sono felice di essere tuo padre. È così quello che dice un padre saggio, un padre maturo”. La Chiesa sostiene i padri nelle famiglie. Un padre, ha detto ancora, “sa bene quanto costa trasmettere questa eredità: quanta vicinanza, quanta dolcezza e quanta fermezza”. Però, ha commentato, “quale consolazione e quale ricompensa si riceve, quando i figli rendono onore a questa eredità! E’ una gioia che riscatta ogni fatica, che supera ogni incomprensione e guarisce ogni ferita”. Ancora, Francesco ha affermato che se c’è qualcuno che può spiegare “fino in fondo la preghiera del ‘Padre nostro’ insegnata da Gesù, questi è proprio chi vive in prima persona la paternità”. Senza la grazia “che viene dal Padre che sta nei cieli – ha soggiunto – i padri perdono coraggio, e abbandonano il campo”. Per questo, la Chiesa è “impegnata a sostenere con tutte le sue forze la presenza buona e generosa dei padri nelle famiglie”…“…perché essi sono per le nuove generazioni custodi e mediatori insostituibili della fede nella bontà, della fede nella giustizia e nella protezione di Dio, come San Giuseppe”. Alessandro Gisotti per Radio Vaticana del 4 febbraio

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In Fraternità con Francesco MARZO 2015 pag. 7 GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ L a Giornata mondiale della gioventù, spesso chiamata con la sigla GMG in italiano, è un incontro internazionale di spiritualità e cultura dei giovani cattolici, promosso dalla Chiesa cattolica. Gli incontri ebbero inizio a partire dal 1985, per intuizione di Papa Giovanni Paolo II. Le Giornate mondiali della gioventù vengono celebrate secondo due modalità: • a livello internazionale, ogni due o tre anni in una specifica città del mondo scelta volta per volta dal Pontefice, con un grande raduno che avviene secondo modalità consolidate negli anni e con un grande numero di partecipanti da ogni parte del mondo. • a livello diocesano, negli anni in cui non si svolge la GMG internazionale, in occasione della Domenica delle Palme. Gli incontri sono organizzati su iniziativa delle varie diocesi mondiali e in piazza San Pietro a Roma con il Papa. L’ultima si è svolta il 13 aprile 2014. “I Giorni nelle diocesi” o “Le Giornate dell’incontro” rappresentano un’esperienza unica nel suo genere, sempre ben strutturata ed organizzata. I partecipanti passano quattro- cinque giorni ospiti delle Diocesi limitrofe alla città che ospita l’evento, per una sorta di gemellaggio che prevede scambi culturali, momenti di spiritualità e di svago. Quest’anno, l’evento verrà celebrato la Domenica delle Palme a livello diocesano, tappa del cammino verso l’incontro internazionale del luglio 2016 a Cracovia. Il tema sarà: “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio”. Il Papa in merito ricorda che in Cristo si trova il pieno compimento del sogno di felicità di ciascuno e invita i giovani a custodire un cuore puro e a non banalizzare l’amore. Testualmente: “Vi invito ad andare controcorrente, ribellandovi alla cultura odierna del provvisorio che non ha fiducia nella vostra capacità di amare veramente”. La riflessione di Papa Francesco parte dalla comune ricerca della felicità, un desiderio irreprimibile di pienezza deposto da Dio nel cuore di ogni persona e descritto nei primi capitoli della Genesi come “comunione perfetta con Dio, con gli altri, con la natura, con se stessi”. In Dio si trova il pieno compimento dei sogni di bontà e felicità, ma poi il peccato entra nella storia e inquina la purezza delle origini: ”da quel momento in poi, scrive il Papa, l’accesso diretto alla presenza di Dio non è più possibile, la cosiddetta ‘bussola’ interiore che guidava gli uomini nella ricerca della felicità perde il suo punto di riferimento e subentrano tristezza e angoscia. Al grido dell’umanità Dio però risponde, inviando il suo Figlio, Gesù Cristo, che “apre orizzonti nuovi”. Questo messaggio dona a noi giovani la certezza che in Cristo, e solo in Cristo si trova il pieno compimento dei nostri sogni di bontà e felicità. Lui solo può soddisfare le nostre attese, a volte illuse dalla tristezza e freddezza del mondo circostante. Molto spesso sentiamo le parole: «Cercate il mio volto!», ma come fare? Il nostro caro Papa Francesco ha risposto anche a questo interrogati-

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pag. 8 MARZO 2015 In Fraternità con Francesco vo, ci invita a cercare il Signore con la preghiera, con la lettura del Vangelo e soprattutto con l’amore ai fratelli. Il Papa indica tre strade: prima di tutto la preghiera, e scrive: “ Voi pregate? Sapete che potete parlare con Gesù, con il Padre, con lo Spirito Santo, come si parla con un amico”? E poi la lettura quotidiana del Vangelo e per ultimo, ma di certo non in ordine di importanza, l’amore ai fratelli, specialmente quelli più dimenticati. Solo in questo modo diventerà possibile riconoscere la presenza di Cristo nella nostra storia e scoprire il progetto d’amore di Dio su ciascuno. Tutti, ma in modo particolare noi giovani siamo chiamati ad interrogarci con animo puro e senza paura su quello che Dio ci chiede. Come afferma il pontefice, a partire dal nostro ‘sì’, come il ‘SI’ dato da Maria Vergine, alla chiamata del Signore diventeremo nuovi semi di speranza nella Chiesa e nella società. Quindi con questa consapevolezza, sono certa che la giornata della gioventù di questo anno sarà unica nel suo genere, soprattutto per il suo tema “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio”. Il cuore nel linguaggio umano e soprattutto nel linguaggio biblico è il centro della persona. Lì maturano le scelte importanti della vita, lì ognuno ritrova se stesso e la propria identità, lì ogni persona decide di sé, nel suo rapporto con gli altri, col mondo e con Dio. In particolare il cuore è la sede e la sorgente dell’amore. Perciò si ama Dio “con tutto il cuore” e il prossimo “come se stessi” (Matteo 22,37-40). La purezza del cuore sta quindi nella purezza dell’amore, e l’amore è puro quando è vero; non solo sincero, ma proprio vero, cioè libero da ogni egoismo. Michela Giuffrida RITIRO DI FRATERNITÀ – 7 FEBBRAIO 2015 iorno 7 Febbraio gli adolescenti e i giovani della Gioventù Francescana ci siamo ritrovati presso i locali del nostro convento per vivere insieme una mezza giornata di ritiro in preparazione al rito della Promessa e al rito di Iniziazione che alcuni di noi vivranno per la prima volta il prossimo 8 marzo durante la celebrazione delle 19,00. Attraverso il rito di iniziazione si conferma la propria appartenenza alla fraternità, si comincia a prendere consapevolezza della propria vocazione e ci si impegna a cominciare un cammino di formazione ed esperienza in fraternità. Celebrare la Promessa significa, invece, dire il proprio Sì ad una chiamata vocazionale, che ci impegna a tendere ad uno stile di vita che ha “ l’Eucarestia come centro, il Vangelo come guida, la Chiesa come madre, i poveri e gli ultimi come fratelli.” Ed è proprio su questi quattro pilastri della Promessa (che è l’equivalente della Professione per il Francescano Secolare) che ci siamo soffermati durante questo ritiro “itinerante”. Radunatici tutti davanti il sagrato del convento, abbiamo cominciato G questo nostro ritiro ricordandoci che siamo una “comunità di fede” che si ispira a quella prima comunità cristiana degli Atti degli Apostoli (2,4247). Dopo un segno di croce, siamo entrati in chiesa e davanti l’altare, dove era stato ricreato anche il fonte battesimale, abbiamo meditato su una “Chiesa madre”, che tramite il battesimo ci genera alla vita in Cristo; la lettera di san Paolo Apostolo agli Efesini (4,1-7) e le parole di Papa Francesco estrapolate dall’Esortazione Apostolica “Evangelii Gaudium” (139) ci hanno aiutato a vedere la Chiesa come metafora di una madre che

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In Fraternità con Francesco MARZO 2015 pag. 9 Parola appena trovata, segui chi ti precede, si arparla al figlio, un figlio che, a sua volta, si fida riva all’istituto delle suore del Boccone, andiamo della madre, portandoci alla consapevolezza di al secondo piano, riponiamo il nostro telefono in essere noi stessi membri vivi della Chiesa (art. 6 b un cestino. Davanti a noi una cappella illuminata Nostro Volto). da qualche candela e da un faro, ci accomodiamo Ci siamo poi spostati in sala OFS, il brano di sui banchi e sui tappeti, un canto di esposizione ci Luca 4,16-21 e le parole di Papa Francesco tratte presenta l’Eucarestia come centro della nostra dall’Evangelii Gaudium ci hanno permesso di vita. soffermarci su “il Vangelo come guida”: una paDopo queste ore intense, ci siamo ritrovati tutti rola ascoltata, meditata, vissuta, celebrata e testiinsieme per la cena e un momento di condivisiomoniata; ricordandoci che “la norma di vita dei ne, durante il quale ognuno di noi ha potuto giovani francescani è il Vangelo”. esprimere le emozioni vissute. Ci siamo poi spostati nei locali del convento, Ancora una volta abbiamo avuto modo di spe“Poveri e ultimi come fratelli”: la lettura del Terimentare la bellezza della fraternità, una bellezza stamento di San Francesco (FF 116) ci ha aiutato che è fatta dai volti di ciascuno noi, di voi miei ad introdurre questo momento presentato dagli fratelli e sorelle in Cristo. Abbiamo avuto modo adolescenti della fraternità, che ci hanno fatto ridi ricordarci che ognuno di noi è custode flettere su alcune importanti domande: chi è il dell’altro, un custodire intimo, sincero, concreto mio prossimo? ed è per questo che ci siamo soffermati a sottoliSiamo sicuri che il povero e l’ultimo sia un neare l’importanza di pregare per l’altro come atpovero in senso materiale e non è forse qualcuno to di custodia dell’altro, Ricordiamoci sempre che che ha bisogno di te, forse anche in fraternità, soquella della fraternità non è una vita comune, ma no forse io il custode di mio fratello? (Gen 4,1). una comunione di vita. Abbiamo poi distribuito dei braccialetti, uniti Auguro alla nostra fraternità di aprirsi sempre, da uno spago, a ciascuno dei presenti; ogni braccome Francesco, all’amore di Dio, con tutto il cialetto riportava il nome di un fratello o una socuore e con tutta l’anima affinché ci mettiamo al rella, ognuno di noi si è impegnato a pregare per servizio della chiesa, diventando specchio della quel fratello o sorella e a stargli accanto. vera vocazione cristiana e francescana. Abbiamo poi lasciato i locali del convento, attraversando il corridoio per dirigerci all’esterno, Angela Franco alla nostra sinistra c’è un cestino “Dio ti parla”: prendi uno dei foglietti dal cestino e meditando la LA RICETTA DEL MESE di Mariella Campagna Chi non ha in casa dei mandarini in questo periodo? E chi non ama il loro sapore d’inverno? Per cui cosa c’è di meglio che farne una bella e golosissima torta? Per alternare le torte al cioccolato e per fare mangiare più frutta possibile ai bambini, vi consiglio questa delicata e profumata torta al mandarino è buona sempre, come dessert, a merenda, e in ogni occasione, per i compleanni per la festa del papà e anche per la festa delle donne. Provatela. Torta di mandarini Ingredienti per 4 - 6 persone: Per la pasta: 200g di biscotti secchi, 80g di burro, 1 cucchiaio di miele, 2 cucchiai brandy, 1 albume d’uovo. Per la crema: 1kg di mandarini, 80g di zucchero, 3 uova, 150g di panna fresca e la scorza grattugiata di 2 mandarini. Procedimento: Tritare finemente i biscotti con il tritatutto riducendoli in polvere, metterli in una terrina, aggiungere il burro a temperatura ambiente, il miele, il brandy, l’albume d’uovo e lavorare con un cucchiaio di legno finché gli ingredienti saranno ben amalgamati. Con il composto ottenuto foderare una tortiera imburrata ed infarinata a bordi bassi e del diametro di 24 cm, stendendo il composto con le mani. A parte, battere le uova con lo zucchero, aggiungere la scorza grattugiata di due mandarini, il succo di mezzo chilogrammo di mandarini e la panna, mescolare insieme tutti gli ingredienti e versarli nella tortiera. Decorare con gli spicchi dei mandarini rimasti e far cuocere in forno preriscaldato a 190° per 45 minuti circa. Ciao, auguri a tutti i papà e a tutte le donne

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pag. 10 MARZO 2015 In Fraternità con Francesco ___________________________________ DA PARTE NOSTRA … __________________________________ I nostri migliori auguri a: • don Fabio Zaffuto della Parrocchia San Nicola di Bari in Termini Imerese; • don Dario Chimenti della Parrocchia SS. Crocifisso (Pietratagliata) in Palermo; • don Tony Di Carlo della Parrocchia Santo Stefano in Palermo; • don Claudio Grasso della Parrocchia del Santo Sepolcro in Bagheria; • don Charles Chukwudi Onyenemerem della parrocchia Maria Santissima del Divino Amore San Gaetano a Brancaccio; che sabato 14 marzo 2015, nella chiesa Cattedrale di Palermo alle ore 18, saranno ordinati presbiteri dal nostro Arcivescovo S. E. Rev. Mons. Paolo Romeno. Auguri anche alle loro famiglie. Sentite condoglianze: • alla consorella Agata Gatto Calderone e famiglia per la morte del fratello; • a Martina La Rosa e famiglia per la morte della nonna; • al presidente della Gi.Fra. Sicilia, Maurizio Vassallo, per la tragica morte del fratello. Vi invitiamo a partecipare alla rappresentazione del Vangelo della Passione che la nostra Fraternità cura da 12 anni. Come gli altri anni la rappresentazione inizia alle re 21.00 in piazza S. Francesco e si concluderà con la crocifissione presso i ruderi dell’anfiteatro romano. Un invito particolare, a tutte le famiglie e alle coppie di fidanzati di continuare a partecipare agli incontri di catechesi sulla pastorale per la famiglia, programmati dalle due Fraternità OFS di Termini Imerese. In questo mese di marzo l’incontro sarà giorno 25 alle ore 21.00 presso il Convento “Santa Maria di Gesù” (la Gancia). La dott.ssa Vitalba La Russa (psicologa, laureanda psicoterapeuta) ci parlerà del significato del matrimonio dal punto di vista psicologico. Invito ad essere solidali. Durante la Quaresima, nella nostra Chiesa, effettueremo una raccolta di prodotti per la pulizia e l’igiene personale, da destinare alla Casa Circondariale di Termini Imerese. I prodotti che raccomandiamo di portare, perché autorizzati ad entrare nel Carcere sono: dentifricio, spazzolino da denti, saponetta(no sapone liquido), spugna, sapone da barba(no schiuma), shampoo, bagno schiuma e doccia schiuma. Avvisiamo: che il centro per la raccolta degli occhiali usati, degli oli esausti, dei tappi di plastica e dei cellulari guasti, è aperto solo il sabato dalle 17.30 alle 18.30 nei locali del Convento di via Alfredo La Manna, vi preghiamo di confluire con i vostri prodotti solo in questo giorno e di non lasciare sacchetti davanti al portone del Convento. Invitiamo a visitare il sito internet della nostra Fraternità: ofstermini.weebly.com, dove, oltre alle notizie e alle informazioni sulle nostre attività, troverete tutti i numeri arretrati del nostro giornalino. Il 2 febbraio, dopo un lungo periodo di infermità, è morta la consorella Francesca Quattrocchi Arrigo, aveva professato la Regola dell’OFS il 4 novembre 1984 nella fraternità “Madonna della Consolazione”, dal 1986 trasferita nella nostra Fraternità. Giorno 9 febbraio tutta la Fraternità ha partecipato alla celebrazione in suffragio della consorella Francesca in Convento. Alla famiglia le nostre sentite condoglianze.

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In Fraternità con Francesco MARZO 2015 pag. 11 ________________ IN FRATERNITÀ … NOTIZIE ED AVVENIMENTI ________________ di Ignazio Cusimano Festa dell’Eccomi degli Araldini. Lunedì 2 febbraio, con la celebrazione della Presentazione di Gesù al Tempio, nella nostra comunità abbiamo festeggiato gli Araldini, che, accompagnati dai loro genitori, hanno confermato il loro “Eccomi” in Fraternità. Come gli altri anni questa celebrazione è stata programmata insieme dalle due Fraternità di Termini Imerese, “S. Maria di Gesù” e “Madonna della Catena”. Giornata Mondiale del Malato. Mercoledì 11 febbraio abbiamo celebrato la memoria di nostra Signora di Lourdes e la 23a Giornata mondiale del Malato. La mattina fra Diego ofm, cappellano dell’ospedale, ha celebrato l’Eucarestia presso la Cappella S. Elisabetta d’Ungheria, subito dopo con un gruppo di Francescani Secolari ha fatto visita agli ammalati ricoverati nei vari reparti e amministrato il sacramento dell’Unzione. Nel pomeriggio la solenne concelebrazione Eucaristica in Convento è stata presieduta da fra Agatino; anche in questa occasione gli ammalati presenti hanno ricevuto il sacramento dell’Unzione. La nostra Fraternità, con il servizio dei fratelli, si è resa disponibile ad accompagnare gli ammalati in Chiesa per partecipare all’Eucarestia. Carnevale in Fraternità. Venerdì 13 febbraio gli Araldini delle due fraternità, di Termini Imerese, “S. Maria di Gesù” e “Madonna della Catena” insieme hanno trascorso il pomeriggio con la festa in maschera. Lunedì 16 invece una serata in festa per la Gi.Fra. e l’OFS. La fraternità Gi.Fra. Domenica 8 marzo, nella Celebrazione Eucaristica delle ore 19.00 i giovani della nostra Fraternità, rinnoveranno la Promessa di impegno nella Gioventù Francescana, il gruppo che ha concluso il tempo della formazione iniziale confermerà con la Promessa l’impegno nella Gioventù Francescana; un altro gruppo di adolescenti sarà ammesso al tempo della formazione iniziale. Tutta la Fraternità dell’OFS parteciperà alla celebrazione per gioire con i nostri giovani. Festa del Beato Giacomo Cusmano. Il 14 marzo si celebra la festa del Beato Giacomo Cusmano, fondatore della Congregazione “Serve dei Poveri” e del “Boccone del Povero”. La nostra comunità celebrerà la festa del Beato Giacomo con le suore “Serve dei Poveri” dell’Istituto Villaurea di Termini Imerese. Dall’11 al 13 ci sarà il triduo di preparazione. Le celebrazioni saranno alle ore 18.00 precedute dal Santo Rosario. Ritiro zonale delle Fraternità O.F.S. e Gi.Fra. Domenica 16 marzo presso il nostro Convento si svolgerà il ritiro di Quaresima delle Fraternità OFS e Gi.Fra. della zona Termini-Cefalù. Ci ritroveremo tutti alle ore 8.45 per l’accoglienza presso l’Istituto Villaurea, il ritiro si concluderà nel pomeriggio con la celebrazione Eucaristica al Monastero. “Pastorale per la Famiglia”. Mercoledì 25 marzo, alle ore 21.00 presso la Chiesa “S. Maria di Gesù” (la Gancia) ci sarà il terzo incontro sulla Pastorale per la famiglia. La dott.ssa Vitalba La Russa (psicologa, laureanda psicoterapeuta) ci parlerà del significato del matrimonio dal punto di vista psicologico. Ricordo che questi incontri sono stati programmati insieme dalle due Fraternità OFS di Termini Imerese di “Santa Maria di Gesù” e “Madonna della Catena”. Marzo 2015 Palumbo Teresa Calderone Antonino Chiappone Francesco Bondì Anna Preiti Rosa Buon Compleanno in Fraternità a: giorno giorno giorno giorno giorno 1 9 10 12 18 D’Ascoli Angelo Cagnino Cosimo Schillaci Francesco Speciale Maria Cristina Muscarella Maria giorno giorno giorno giorno giorno 20 28 28 29 31

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pag. 12 MARZO 2015 In Fraternità con Francesco PROGRAMMA ATTIVITÀ E CELEBRAZIONI MARZO 2015 Tutti i venerdì di Quaresima alle ore 16.45 e alle ore 21.00 pio esercizio della Via Crucis dal 11 al 13 Triduo del Beato Giacomo Cusmano fondatore della Congregazione “Serve dei Poveri” e del “Boccone del Povero” ore 17.30 Santo Rosario ore 18.00 Celebrazione Eucaristica Festa del Beato Giacomo Cusmano ore 17.30 Santo Rosario ore 18.00 Solenne celebrazione Eucaristica Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari Martiri ore 21,00 Incontro di Pastorale per la Famiglia Via Crucis cittadina Con inizio alle ore 21.30 da Piazza S. Antonio delle Palme Giornata mondiale della Gioventù ore 10.00 Benedizione delle Palme presso il Convento, seguirà la Processione e la Celebrazione Eucaristica al Monastero ore 21.00 Rappresentazione del Vangelo della Passione (piazza S. Francesco – Ruderi anfiteatro romano) 31 Esercizi spirituali ore 17.30 Santo Rosario ore 18.00 Celebrazione Eucaristica Sabato 14 Martedì Venerdì 24 27 Mercoledì 25 Domenica 29 dal 30 al In Fraternità con Francesco Giornalino mensile della Fraternità Anno XIV- n. 3 - Marzo 2015 Piazza S. Francesco, 11 - 90018 Termini Imerese (PA) 0918141261 e-mail: infraternita@ofmsicilia.it www.ofstermini.weebly.com Redazione: Fra Venanzio Ferraro, Giusy Fusco, M. Antonietta Vega, Maria Grazia D’Agostino, Angela Giardina, Ignazio Cusimano, Nino Calderone, Mimmo Palmisano, Aglieri Rinella Giuseppe, Nicasio Calcara, Giulio Macaione. In questo numero hanno collaborato: Enzo Giunta, diac. Pino Grasso, Alessandro Gisotti, Michela Giuffrida, Angela Franco, Mariella Campagna.

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