Strumenti per il governo del territorio

 

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articoli tecnici pubblicati da dott. agronomi e forestali su temi ambientali di attualità

Popular Pages


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ordine dottori agronomi e dottori forestali della provincia di modena a strumenti per il governo del territorio numero unico 2010

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ordine dottori agronomi e dottori forestali della provincia di modena piazzale boschetti 8 ­ 41121 modena tel.fax 059/211374 web associazioni.monet.modena.it/agronomi e-mail agronomi@comune.modena.it consiglio 2009 2013 presidente dott agr pietro natale capitani tesoriere dott agr giancarlo ricci vice presidente dott agr andrea di paolo segretario dott agr ludovica carla ferrari consiglieri dott agr roberto bandieri dott agr paolo ferrari dott agr giovanni mondani dott for marilena po dott junior piergiorgio mancini gruppo di lavoro commissione ambiente territorio paesaggio coordinatore dott agr giovanni mondani gruppo lavoro dott agr eraldo antonini dott agr rita bega dott agr andrea di paolo dott agr ludovica carla ferrari dott junior piergiorgio mancini dott agr giovanni mondani dott for marilena po gruppo di lavoro commissione agricoltura estimo economia agroalimentare coordinatori dott agr giancarlo ricci e dott agr paolo ferrari gruppo lavoro dott agr umberto bucciarelli dott agr paolo ferrari dott agr roberto gnugnoli dott agr marco montanari dott agr paride piccinini dott agr giancarlo ricci dott agr gabriele rossi commissione di valutazione formazione permanente membri effettivi dott agr andrea di paolo coordinatore dott agr franco ghelfi dott agr marco montanari supplenti dott agr mario ori dott for marilena po dott agr luca rossi commissione cup area tecnica gruppo lavoro dott agr rita bega coordinatore dott agr andrea di paolo consigliere referente dott agr ludovica carla ferrari dott junior piergiorgio mancini commissione area comunicazione gruppo lavoro dott junior giancarlo mancini coordinatore dott agr ludovica carla ferrari dott agr giovanni mondani dott agr marco montanari coordinamento esperti commissioni esterne gruppo lavoro dott for marilena po coordinatore dott junior piergiorgio mancini dott agr mario ori opinamento parcelle responsabile dott agr pietro natale capitani consigliere referente dott agr giancarlo ricci rapporti con istituzioni ordini e collegi professionali responsabile dott agr pietro natale capitani consigliere referente dott agr andrea di paolo rapporti con agenzia del territorio referente dott agr luca rossi rapporti con casa del professionista referente dott agr giancarlo ricci rapporti con le associazioni agricole di categoria referente dott agr paolo ferrari rapporti con il tribunale referenti dott agr roberto bandieri consigliere referente e dott agr rita bega rapporti con la c.c.i.a.a referente dott agr pietro natale capitani commissione prezzi opere a verde dott agr pietro natale capitani dott agr andrea di paolo commissione prezzi opere edili dott agr ludovica carla ferrari dott agr giovanni mondani commissione usi e consuetudini dott agr roberto bandieri commissione esperti dott agr ubaldo colombini iscritti al 31 agosto 2010 aldrovandi adriano antonini eraldo auregli gabriele badiali giorgio bagni giuseppe baisi luigi bandieri roberto baraldi alessia barbari matteo barbieri guido baroni margherita bastoni william bega rita beltrami guido bentivogli pier giorgio bernabei katia bernardi giuliano bigliardi paolo bombarda gilberto bracco giuseppina braida franco brizzi gianluca bucciarelli umberto bulgarelli atos caccamisi dario caiti alberto cameroni francesco campana gianni campioni gabriele canavero maria luisa capitani pietro natale caponi stefano cargioli giancarlo casadio pier domenico castagnoli carlo cattelani mauro cavallini gianni cervi aldo cintori piercarlo cioli puviani emilio antonio codeluppi pierluigi colombini ubaldo corsini adriano cremonini gianni damiano alessandro della casa roberto desco caterina di paolo andrea ferraresi erica ferrari ludovica carla ferrari paolo ferrari riccardo fiscaletti guerrino frigieri antonio garutti gian carlo gasparini carlo alberto gatti paolo gazzotti giorgio genovese sergio ghelfi franco ghiaroni stefano giacche enzo giovanardi maurizio giovanelli enrico giuli gianluca giusti lelio gnugnoli roberto grazia luigi greco loredano grillenzoni matteo guidi marta lancellotti michele lejeune jean pierre lelli sergio leprotti filippo levi alberto mario jr lugli antonio lugli dino mancini pier giorgio martini pier paolo mazzali guido mazzucchi andrea mediani emiliano j melotti mirko mirri maria angela molinari elio mondani giovanni montanari marco montorsi ellero morselli marco norscia simonetta onofri piero ori mario palmieri salvatore piccinini paride pignatti moritz pivetti maurizio pizzirani mauro po marilena pozzi luciano ricci giancarlo roggiani daniele rosanelli ezio romano rossi agide rossi gabriele rossi luca rossi stefano rubbiani francesco salsi roberto sassi marco scaglioni stefano scaramella alfonso scaruffi stefano schiatti pierangela serafini carlo sghedoni laura stefanini orazio stufler maria carolina svampa giorgio tagliazucchi maurizio taina michelangela tanzi carlo taschini giorgio tedeschini vincenzo vandelli marcello vecchiati maria paola vespasiano marco vignoli stefano vitali mirco.

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1 ordine dottori agronomi e dottori forestali della provincia di modena territorio pubblicazione coordinata dal consiglio dell ordine dei dottori agronomi e dottori forestali della provincia di modena i contributi pubblicati sono a cura dei componenti della commissione ambiente territorio paesaggio dell ordine strumenti per il governo del indice introduzione 2 il piano strutturale comunale 3 la carta della potenzialitÀ produttiva agricola dei suoli 4 la gestione del verde pubblico 5 tutela dei parchi e giardini d interesse storico 7 conservazione e restauro del verde storico 8 il recupero dell uso e del valore storico del giardino ducale di modena 9 la forestazione urbana 10 ingegneria naturalistica in ambito periurbano 11 risorse naturali ed economiche dal recupero ambientale di cave dismesse 12 le rotatorie inserimento paesaggistico 14 il parco fluviale 15 piccolo giardino urbano 16

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2 introduzione la pubblicazione che presentiamo è frutto di un lavoro di gruppo svolto da colleghi dottori agronomi e dottori forestali modenesi in gran parte giovani che si sono impegnati per esporre una raccolta di elaborati tecnici di loro produzione che illustrano seppure in modo non esaustivo le competenze e le potenzialità della nostra professione anche nell ambito della realizzazione e valorizzazione del verde urbano così come in quello paesaggistico ed ambientale in genere lo scopo è soprattutto quello di dare un idea circa il tipo di approccio con il quale vengono affrontate le diverse tematiche e un approccio ampio ed articolato ma concreto così come concreta è la professionalità di agronomi e forestali anche in questo settore si tratta infatti di una progettualità che si è formata a partire dall osservazione e dallo studio del territorio e del paesaggio rurale e si è aggiornata costantemente nel tempo di pari passo con le enormi trasformazioni che hanno investito le città e le campagne si tratta quindi di una professionalità giovane in quanto frutto di acquisizioni tecnico scientifiche relativamente recenti ma consolidata data la specifica formazione che ci caratterizza nell ambito della conoscenza degli aspetti biologici degli ecosistemi naturali e del delicato rapporto città-campagna possiamo pertanto affermare che il nostro punto di vista è il risultato di un evoluzione progressiva delle competenze che può consentire un interpretazione il più possibile completa delle varie tematiche in sostanza riteniamo di essere in grado di offrire grazie ad una preparazione significativamente multidisciplinare una visione attenta alla storia del territorio ed alla stratificazione delle sue inevitabili trasformazioni unitamente a valutazioni oggettive circa l uso ottimale degli spazi verdi il loro ruolo ed il loro peso nella pianificazione urbanistica anche in relazione alla necessaria manutenzione e conservazione oltre agli aspetti estetici le realizzazioni mirano a mettere in pratica una sintesi efficace tra funzionalità e fruibilità del verde urbano sostenibilità ambientale ed attenzione per il paesaggio l obiettivo finale analogamente alle altre professionalità tecniche che operano incisivamente sul territorio nell ambito delle varie competenze è quello di migliorare la qualità della vita dell intera collettività il presidente dell ordine provinciale dott agr pietro natale capitani

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3 il piano strutturale comunale dopo decenni in cui l agricoltura nella pianificazione territoriale veniva spesso considerata in modo marginale e le aree agricole nei piani urbanistici venivano considerate come zone vuote destinabili a future espansioni è maturato il tempo in cui attribuire a tale settore ed a tali aree un ruolo determinante così come riportato nella l.r.20/2000 e succ l agricoltura ha un ruolo prioritario nell azzonamento di un territorio in quanto molto più di altri usi del suolo è condizionata da fattori localizzativi che dipendono dalle qualità pedologiche agronomiche morfologiche delle risorse naturali per citare i principali da qui il ruolo del dottore agronomo o del dottore forestale assume una valenza fondamentale il caso proposto riguarda gli studi finalizzati alla redazione del psc di castellarano ed hanno riguardato aspetti legati all analisi agronomica silvopastorale ed all evoluzione del sistema primario studi che hanno messo in luce una situazione locale debole ma con produzioni di qualità il territorio comunale di castellarano è sostanzialmente collinare e gli spazi pianeggianti del fondovalle sono stati nel tempo occupati dalle aree urbane e dagli insediamenti produttivi per cui l attività agricola ha progressivamente limitato il proprio ruolo produttivo al fine di poter redigere il quadro conoscitivo relativo al comparto agricolo e zootecnico è stata condotta un intensa attività di raccolta dati e conseguente analisi lo studio e l elaborazione della cartografia ha riguardato diverse carte tecniche in particolare si cita la carta d uso agricolo dei suoli dalla quale si evince una significativa vocazionalità dei terreni ma allo stesso tempo un evidente difficoltà ad ottenere da essi redditi importanti la carta d uso agricolo del suolo infatti individua delle classi di capacità all uso agricolo basate sulla caratteristica maggiormente limitante fra quelle prese in considerazione profondità utile delle radici fertilità chimica lavorabilità clivo-altimetria rischio di inondazione di erosione di movimenti di massa clima le indagini svolte hanno riguardato la vocazione agricola i terreni la disponibilità d acqua le caratteristiche naturali le dimensioni delle aree e delle aziende la superficie agricola utilizzata la meccanizzazione le produzione ed il mondo del lavoro e stata compiuta inoltre un indagine a campione su un numero significativo di aziende scelte per attività dimensioni caratteristiche e localizzazione al fine di fornire in modo compiuto una reale rappresentare del territorio comunale la progressiva erosione degli spazi agricoli e di quelli naturali da parte del tessuto urbano e l abbandono dei territori meno produttivi e redditizi sono le principali cause della diminuzione della superficie agricola ciò nonostante permangono delle produzioni di alta qualità il parmigiano reggiano il lambrusco e la carne di suino il paesaggio rurale si mantiene vivo anche e soprattutto mantenendo vivo il sistema primario zona di san valentino zona telarolo valle del secchia

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4 la carta della potenzialitÀ produttiva agricola dei suoli la carta della potenzialità produttiva agricola dei suoli ha lo scopo di costruire un indice esemplificato in una carta tematica che fosse l espressione della potenzialità produttiva agricola dei suoli del comune di modena potenzialità intesa nel senso più ampio del termine si è cercato in sostanza di costruire un indice composto che tenesse in considerazione non solo gli aspetti intrinseci dei suoli ma che potesse essere l espressiotavola n° 1­ carta della qualità pedologica dei suoli primo incrocio i carta intermedia tavola n° 2 ­ carta dell uso del suolo per classi di secondo incrocio ii carta intermedia tavola n° 3 ­ carta della potenzialità irrigua dei suoli terzo incrocio iii carta intermedia tavola n° 4 ­ carta dei servizi all agricoltur tavola n° 5 ­ carta delle attività a rischio potenziale schema della sequenza di sovrapposizione delle tavole elaborate quarto incrocio carta finale potenzialitÀ produttiva agricola dei suoli ne anche di fattori diversi da quelli prettamente fisici come quelli di tipo antropico e socio-economico che per loro natura sono più difficilmente traducibili in parametri quantificabili ma che a nostro giudizio sono assolutamente necessari per poter restituire un immagine globale della possibile produttività agricola dei suoli e di conseguenza della potenzialità che i terreni possiedono ciò al fine di definire una visione quanto più completa possibile del territorio agricolo e di ottimizzarne le destinazioni e gli usi futuri senza prescindere appunto dalla sua potenzialità produttiva agricola a tale scopo sono stati identificati i fattori che influiscono sulla produttiva agricola dei suoli individuando quelli che si prestavano ad essere quantificati e le strade da seguire per potere considerare e sintetizzare il maggior numero di essi in una carta tematica il risultato ottenuto è un indice visualizzato come già detto in una carta tematica che rappresenta il territorio comunale di modena discretizzato in unità di 25 ettari di superficie ciascuna delle quali colorata in base al suo valore di potenzialità la potenzialità produttiva agricola identifica un indice complesso alla formazione del quale concorre un nutrito insieme di fattori tra loro eterogenei ma identificabili secondo tre criteri omogenei di valutazione fattori lito-pedologici ovvero le caratteristiche proprie del suolo fattori antropici ovvero le pressioni positive e negative che l uomo ha determinato e determina direttamente o indirettamente sui suoli attori socio-economici ovvero la struttura e la distribuzione delle aziende agricole sul territorio e di tutti i servizi che gravitano attorno al settore agricolo la carta finale racchiude i cinque gradi di potenzialità produttiva che sono il frutto di una combinazione sequenziale a coppie secondo il loro ordinamento numerico delle cinque tavole sopra descritte questa carta ha differenti potenzialità applicative in particolare consente di mettere a punto una corretta pianificazione espansione urbanistica interventi infrastrutturali ecc che sia in grado di privilegiare soluzioni di maggiore tutela del territorio laddove esistono elementi peculiari quali vocazioni produttive specifiche frutticoltura filiere agroindustriali raccolta e trasformazione nel comparto viti-vinicolo lattiero caseario attività turistico-ricettive agriturismo bed and breakfast ambiti paesaggistici di rilievo.

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5 la gestione del verde pubblico la pubblica amministrazione può utilizzare strumenti che facilitano la gestione del verde pubblico consentendo una corretta programmazione degli interventi manutentivi e delle realizzazioni ex novo oltre a definire regole chiare per la realizzazione manutenzione ed uso del verde pubblico e del verde privato questi strumenti normativi e di programmazione sono riassumibili nel censimento del verde nel piano del verde e nel regolamento del verde tra le principali problematiche del verde pubblico quella che emerge con maggiore evidenza è la gestione delle alberature gli alberi rappresentano un rilevante patrimonio per la collettività e ad essi sono attribuiti vantaggi ecologici psicologici ed estetici tuttavia la città non è un luogo naturale per la crescita e la sopravivenza delle piante a causa dell elevato grado di artificialità che la contraddistingue e per i fattori antropici che di sovente giocano un ruolo negativo per la sopravvivenza degli alberi da qui la necessità di ricorrere a competenze professionali specifiche in tema di gestione delle alberature e del verde urbano in generale le maggiori problematiche gestionali che si riscontrano nelle alberature urbane sono date dalle interferenze tra gli organi delle piante e gli edifici e i manufatti cittadini gli apparati radicali ad esempio possono creare problemi agli edifici alle soglie dei portoni ai marciapiedi e ai percorsi ciclopedonali e possono occludere condotte di acque bianche e acque nere in quanto alla ricerca di elementi nutritivi e di acqua le chiome invece possono interferire con i tetti e le finestre delle abitazioni oppure possono creare ostacolo alla circolazione degli automezzi queste problematiche si riscontrano soprattutto a causa della scelta in passato di utilizzare alberi di prima grandezza anche in situazioni in cui lo spazio non lo avrebbe consentito si pensi ai tigli tillia sp agli spaccasassi celtis australis ai platani platanus hybrida platanus orientalis agli ippocastani aesculus hyppocastanum ai pioppi populus nigra populus alba la gestione

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6 di questi alberi ha comportato nel passato e comporta in molte realtà italiane anche oggi il ricorso a potature di contenimento della chioma spesso fatte secondo criteri errati e drastici interventi di riduzione degli apparati radicali nei casi manifesti di danni ai manufatti le potature drastiche inducono serie problematiche fitosanitarie e statiche nei soggetti potati da qui la necessità di predisporre un piano di gestione delle alberature che consenta di monitorare lo stato fitostatico delle stesse e di definire le specie idonee dal punto di vista agronomico e morfometrico per i nuovi impianti a seconda delle caratteristiche pedoclimatiche del sito d impianto e dello spazio disponibile per lo sviluppo di chiome e apparati radicali altra causa di danno spesso anche di grave entità è data dagli scavi dovuti all interramento dei cosiddetti servizi telefono luce gas acqua e ai lavori stradali questi interventi se non progettati con estrema attenzione e seguiti adottando metodologie voci di capitolato e computi metrici adeguati rischiano di creare conseguenze negative sulla tenuta statica delle alberature d intesa con gli assessorati ambiente e lavori pubblici sono stati costituiti dei gruppi interdisciplinari formati da tecnici dei due assessorati e da un consulente esterno un agronomo esperto di arboricoltura tali gruppi hanno il compito di studiare la migliore soluzione per il tracciato degli scavi onde eliminare o ridurre fortemente i danni agli apparati radicali ovvero in caso di inevitabile potenziale intercettazione di grosse radici predisporre un programma di lavoro che consenta tramite il monitoraggio degli scavi di prevenire i danni adottando soluzioni idonee allo specifico caso.

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7 tutela dei parchi e giardini d interesse storico e diventato di vitale importanza conservare in modo razionale il patrimonio costituito dai parchi e giardini d interesse storico in quanto rappresentano una testimonianza irrinunciabile della nostra cultura così come si tutelano opere di interesse storico e culturale nei vari campi dell arte così andrebbero salvaguardati i parchi ed i giardini storici vere e proprie opere d arte viventi a tale scopo il primo passo da compiere è l appropriazione a livello conoscitivo del verde storico e in tale ambito che si pone lo studio proposto che ha come obiettivo proprio quello di iniziare un processo atto alla conoscenza ed alla individuazione dei parchi e giardini d interesse storico un mezzo che consente di raggiungere tali scopi è sicuramente la schedatura o la catalogazione dei parchi e giardini storici esistenti e scomparsi come per gli altri beni culturali la conoscenza anche solo dell esistenza del bene costituisce il pilastro principale per la protezione e quindi la tutela e la conservazione e stato svolto uno studio di valenza provinciale che ha riguardato il censimento e l analisi dei parchi ed i giardini d interesse storico e verifica delle diverse forme di tutela tale studio è inserito all interno del quadro conoscitivo del piano territoriale di coordinamento provinciale della provincia di modena del 2009 come base sono stati presi in considerazione i dati forniti dai singoli comuni integrati con quelli disponibili presso gli uffici della provincia di modena nonché dalle informazioni fornite recuperate durante la ricerca storica i parchi ed i giardini storici sono come definito dalla carta di firenze opere d arte polimateriche progettate dall uomo dove avviene la fusione tra natura e artificio tra materiali organici ed inorganici essi costituiscono un unicum limitato irripetibile peribile con un proprio processo di sviluppo una propria storia che riflette la società e la cultura che li hanno generati realizzati e fruiti i giardini ed i parchi non sono mai opere compiute e perfette in quanto le piante crescono e si sviluppano così come deperiscono e muoiono hanno continuamente bisogno di interventi di manutenzione sostituzione rinnovo ecc questi siti storici quindi non sono solo un oggetto architettonico ma sono anche e soprattutto un insieme di piante che hanno una propria vita che interagisce con il clima il luogo e le persone che lo fruiscono l unico modo per conservare questo irrinunciabile patrimonio della nostra cultura è quello di riuscire a gestire questi cambiamenti attraverso una oculata politica d interventi di conservazione mediante un corretto piano di gestione basata su una approfondita conoscenza del luogo i parchi ed i giardini storici sono beni diffusi e come tali richiedono una tutela diffusa il riconoscimento quindi del loro valore storico comporta la necessità di salvaguardare questo valore una volta identificato si tratta di un unico processo che parte dall identificazione passa attraverso la conoscenza e termina nella conservazione del bene i parchi ed i giardini storici sono opere d arte che appartengono al passato ma che devono vivere nel futuro.

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8 conservazione e restauro del verde storico gli spazi verdi dei centri urbani piazze giardini viali alberati di sovente nel corso degli anni hanno subito modificazioni anche rilevanti dovute sia a nuovi usi sia al fatto che spesso non si è riconosciuta la loro importanza storica il loro valore di bene culturale testimonianza del gusto estetico e compositivo dell epoca che li ha generati e questo il caso ad esempio di largo garibaldi posto nel centro di modena nel quale gli interventi manutentivi del giardino all italiana soprattutto a partire dagli anni 70 del novecento e il collocamento del monumento ad enzo ferrari avvenuto nel febbraio del 1998 hanno alterato i rapporti spaziali tra le sue componenti siepi perimetrali delle aiuole di dimensioni eccessive disposizione di magnolie spoglianti forsizie e lagerstroemie all interno delle aiuole stravolgendo il genius loci del giardino stesso largo garibaldi deriva dalla riunificazione di due piazzali distinti rispettivamente piazzale garibaldi e piazzale risorgimento venutisi a creare tra il 1882 anno della demolizione di porta bologna e il 1884 anno della costruzione della barriera daziaria intitolata a giuseppe garibaldi nel 1924 a seguito dell allargamento della cinta daziaria l amministrazione comunale decise di abbattere gli edifici daziari nel 1933 fu finalmente deciso di dare un assetto definitivo e decoro fotocartolina dei primi anni del novecento fotocartolina degli anni trenta del novecento so all area che nel frattempo aveva assunto l aspetto più che di piazze di vani vasti e privi di forma venne rifatto il fondo stradale e furono realizzati su progetto dell ingegner zaccaria capo ufficio tecnico il giardino all italiana dopo il restauro comunale giardini all italiana mediante la formazione di aiuole geometriche in questa sistemazione le quote alle quali sono posti i vari elementi che compongono il giardino all italiana giocano un ruolo preminente vi è un sottile equilibrio geometrico volumetrico e spaziale che regola la compiutezza della sistemazione il progetto di restauro avvenuto congiuntamente al restauro della fontana ha riportarto il disegno del giardino alle proporzioni e all assetto originali ribassamento delle quote dei vialetti per fare emergere i cordoli livellamento dei vialetti medesimi eliminazione della vegetazione superflua ridimensionamento delle siepi e aggiunta delle piante topiate a sfera e stato inoltre rimosso il monumento dedicato a enzo ferrari che alterava totalmente l equilibrio dei rapporti volumetrici di largo garibaldi.

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9 il recupero dell uso e del valore storico del giardino ducale di modena il giardino ducale di modena dopo la sua prima strutturazione avvenuta nei primi anni del seicento sotto il regno del duca cesare d este ha subito radicali trasformazioni dettate dal riaggiornamento stilistico voluto dai successori in particolare francesco i francesco iii ed ercole iii l attuale suo aspetto è dovuto in gran parte alla trasformazione realizzata dal duca francesco iv d austria d este sul finire degli anni 30 dell ottocento negli anni 30 del novecento il parterre fu ridisegnato eliminando i vialetti interni e riducendo il tutto a 4 grandi aiuole rettangolari nel secondo dopoguerra il giardino fu per lungo tempo l unico spazio verde attrezzato di modena e quindi utilizzato ed attrezzato per essere fruito come parco pubblico urbano a questo fine furono aggiunti un piccolo zoo una gabbia per i leoni un trenino elettrico una pista ciclabile per il nolo di biciclette e tricicli una giostra si perse in tal modo la percezione del giardino storico sostituita da quella di giardino pubblico ad uso ricreativo questo purtroppo il parterre prima del recente restauro è un destino che riguarda molti giardini storici italiani passati alla mano pubblica e pesantemente alterati a causa di un loro uso poco rispettoso del valore storico artistico e monumentale la ristrutturazione attuata nel 1975 ad opera della pubblica amministrazione ha ridato splendore alla palazzina ducale ha eliminato lo zoo il trenino le siepi poste vista parziale del progetto di restauro il parterre a restauro avvenuto sul fronte della palazzina ma non ha interessato il restauro generale del giardino in chiave storica se si eccettua il ridisegno del parterre ispirato all assetto che questo aveva assunto sul finire del ducato estense con alcune disinvolte reinterpretazioni a seguito di una maggiore sensibilità nei confronti dei giardini estensi e grazie all impulso dell associazione amici del giardino estense si è elaborato il progetto di restauro del parterre che è stato finanziato e realizzato mentre il progetto di restauro della restante parte del giardino è stato approvato ma è in attesa di finanziamento per l elaborazione del progetto di restauro è stato svolto un approfondito studio storico consultando pubblicazioni documenti d archivio fonti iconografiche al fine di restituire il quadro dei cambiamenti intervenuti al giardino nel corso della sua lunga storia con particolare riferimento al periodo intercorrente dalla sua ultima trasformazione sino ai tempi recenti i lavori al parterre appaltati dall assessorato ambiente del comune di modena hanno provveduto ad eliminare le incongrue sostruzioni apportate nel 1975 e a restituire le fioriture di piante erbacee e arbustive di cui si è rinvenuta la testimonianza storica iconografica fotografica e documentale

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10 la forestazione urbana la progettazione di un bosco in un area posta a nord-est del centro abitato di mirandola è inserita all interno di un piano particolareggiato di iniziativa privata della superficie di 58.207 mq circa gli attuatori del piano si impegnano oltre a realizzare il comparto residenziale completo delle opere di urbanizzazione anche a realizzazione il bosco per una superficie pari a mq 35.678 il bosco fa parte del più esteso bosco della cintura urbana di mirandola e l organizzazione dell intero comparto perequato prevede come da indicazione dello strumento urbanistico generale diverse zone d intervento tra queste appunto un ampia area a bosco la città di mirandola prevedendo nelle norme urbanistiche unitamente alla realizzazione di piani particolareggiati la formazione di un sistema di aree verdi denominato bosco della cintura urbana intende perseguire l obiettivo generale di progettare il disegno del paesaggio gli obiettivi principali sono la riqualificazione ambientale dei terreni agricoli interessati e la valorizzazione del paesaggio attraverso la costituzione di sistemi boscati inquadrabili in interventi di forestazione urbana mirati alla costituzione di aree verdi ad elevato grado di naturalità disponibili e fruibili ai cittadini il progetto nel disegno del paesaggio ha tenuto in considerazione i criteri attuativi finalizzati al perseguimento degli obiettivi di cui sopra tra i quali figurano la lettura delle caratteristiche del paesaggio rurale e la riproposizione dei suoi elementi vegetazionali più tipici nonchè la scelta oculata delle specie vegetali da impiegare negli interventi proposti pertanto sono stati progettati ove opportuno filari siepi e siepe alberate e la scelta delle specie ha preso l avvio dallo studio delle componenti vegetazione ecosistemi e fauna ed è stata effettuata sempre tenendo come riferimento finale le interazioni che si creeranno tra il nuovo comparto urbano e l uso del territorio interessato il bosco urbano è stato progettato con diverse tipologie vegetazionali bosco permanente che andrà ad occupare il perimetro del comparto esso sarà realizzato con strutture miste disetanee di latifoglie pregiate ed arbusti di specie appartenenti al quadro fitoclimatico di riferimento della pianura emiliana la loro messa a dimora avverrà in blocchi ed in filari funzionali alla connessione ecologica pioppeto arboreto produttivo la parte centrale del comparto sarà interessata da coltura forestale intensiva per la produzione di legname a ciclo breve l area sarà servita da una strada carrabile e posta all interno di una cornice definita dal bosco permanente infatti alle funzioni ricreative ed ambientali il piano particolareggiato affianca anche funzioni economiche dovute all utilizzo ed alla valorizzazione di coltivazioni forestali di tipo produttivo lo scopo è principalmente quello di inserire la risorsa forestale in una filiera socioeconomica sostenibile sia nelle fasi di impianto ma soprattutto in quelle di gestione.

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11 ingegneria naturalistica in ambito periurbano di norma siamo abituati a collocare le applicazioni di ingegneria naturalistica in ambiti extraurbani in contesti a dir poco selvaggi non per colpa di un innata incompatibilità delle stesse ma spesso per una scarsa conoscenza della materia e/o per una mentalità che vede privilegiare sempre e comunque interventi tradizionali con materiali inerti e non annovera queste tipologie tra le possibili in grado di rendere le opere meglio inserite anche nell ambiente cittadino gli eventi alluvionali dell ottobre-novembre 2000 seguiti dalla piena straordinaria dei giorni 7 ed 8 novembre 2003 avevano causato l allagamento da parte del rendere la difesa più elastica furono collocati a dimora nella parte più alta della stessa astoni grosse talee di salice al fine di un migliore consolidamento della scarpata e di un più efficace assorbimento dell acqua di sgrondo dei campi coltivati circostanti la difesa costruita nell anno 2005 ha retto a fino ad ora e ha dimostrato la veridicità dei principi a cui s ispira l ingegneria naturalistica cioè l efficacia dell abbinamento tra piante e materiali inerti in questo caso il pietrame e le talee di salice torrente tiepido della strada comunale curtatona che collega la via emilia con la strada vignolese e del ponte omonimo in località fossalta modena zona situata nella prima periferia modenese a destinazione industriale a contatto con un area rurale infatti il maggior danno si era verificato a danno dei terreni agricoli situati in sinistra idraulica del corso d acqua con un franamento di sponda per un fronte di circa m 60 immediatamente a valle del ponte e con l invasione dell alveo di una rilevante colata d argilla insieme ad una grande quantità di vegetazione sradicata dalle rive era quindi necessario per evitare ulteriori esondazioni un intervento di allargamento della sezione di deflusso del torrente tiepido e di protezione della scarpata in forte erosione pertanto fu progettata e costruita una scogliera di grossi massi ciclopici squadrati e non cementati tra loro e per

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12 risorse naturali ed economiche dal recupero ambientale di cave dismesse la partecipazione di un dottore agronomo al recupero ambientale di un polo estrattivo propone un approccio nuovo alla tematica del recupero ambientale di cave dismesse l analisi forestale il censimento botanico ed il rilievo puntuale delle cenosi forestali naturalmente insediatesi all interno della cava a seguito della conclusione delle attività estrattive possono infatti comportare sostanziali modifiche al progetto esecutivo di recupero vegetazionale approvato in sede di convenzione di piano particolareggiato con l amministrazione comunale e il caso del polo estrattivo denominato cava fossalta 2 in località san damaso in sede esecutiva a seguito dell analisi delle cenosi presenti è stato proposto all amministrazione un ridimensionamento delle opere forestali previste dal progetto al fine di salvaguardare le specie vegetali esistenti all interno della cava è stata rilevata la comparsa spontanea delle seguenti consociazioni vegetali in forma stabile 1 gruppo arboreo di media altezza a carattere igrofilo sulla scarpata sud composto in prevalenza da specie appartenenti ai generi salix e populus 2 gruppo arboreo di media altezza a carattere igrofilo sulla scarpata angolo sud-est composto in prevalenza da specie appartenenti ai generi salix populus e ulmus 3 gruppo arboreo di media altezza a carattere igrofilo sulla scarpata ovest composto in prevalenza da specie appartenenti ai generi salix e populus 4 fascia al piede delle scarpate perimetrali colonizzata da associazioni arbustive con prevalenza di typha cannetta palustre e consociazioni sporadiche di phragmites ed equisetum 5 prato polifita permanente su tutta la superficie interna alla cava le dinamiche dei processi di rinaturalizzazione spontanea hanno determinato la formazione a fondo cava di aree umide permanenti la cui estensione è superiore alle previsioni progettuali tale aree offrono rifugio a numerose specie appartenenti all avifauna locale gallinula chloropus ardea cinerea anas plathyrhynchos ecc oltre che a piccoli mammiferi ed anfibi per quanto sopra rispetto alle previsioni progettuali è stato proposto al comune il recupero ambientale della cava fossalta 2 mediante opere di forestazione ridimensionate come di seguito descritto distribuzione delle superfici destinate ad interventi di rinaturalizzazione nella cava fossalta 2 unità di ripristino scarpate s1 scarpate s2 prati bosco planiziale q totale variazione rispetto alle previsioni progettuali 50 50 100 40 riduzione numerica delle opere a verde 648 piante forestali 756 piante forestali 20.000 mq di prato 440 piante forestali 1.844 piante forestali

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13 dal punto di vista formale il rimboschimento della cava fossalta 2 è stato comunque eseguito applicando i moduli d impianto previsti dal progetto approvato senza modificarne le finalità tale nuovo approccio alla tematica del recupero vegetazionale di cave dismesse presenta diversi elementi di interesse sotto il profilo ambientale ed economico quali 1 valorizza e tutela gli ecosistemi che spontaneamente si sono insediati all interno della cava tali con sociazioni vegetali sono infatti da ritenere indubbiamente le più adatte a quel particolare biotopo e pertanto presentano le maggiori probabilità di sopravvivenza e il maggior contributo alla tutela del patrimonio naturale e della biodiversità 2 il passaggio dalla fase estrattiva della cava a quella di recupero ambientale può durare fino a 4-5 anni per motivi amministrativi e logistici mentre i tempi di insediamento di tali consociazioni spontanee sono in genere molto rapidi è un esempio di come la natura che è in continua evoluzione riesce ad anti cipare il lavoro dell uomo 3 consente di attenuare l impatto ambientale derivante dai materiali utilizzati per l attecchimento delle piante shelters tubazioni irrigue 4 la riduzione delle opere di recupero vegetazionale previste dai piani particolareggiati di ambiti estrattivi si traducono su scala comunale in un preciso risparmio di tempo e risorse economiche che l amministrazione potrà con vantaggio destinare ad altri interventi di pubblica utilità nel settore del verde.

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