NEW ENTRY: IL GIORNALE DELLA GENTE - EDIZIONE DI BERGAMO - 27/02/2015

 
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LASCIATI TRASPORTARE DALLE EMOZIONI...

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Anno 21 - N°04 del 28/02/2015 Editore: Gianluca Boffetti - www.newentry.eu- Pubblicità: 347.73.52.863 Bergamo Il Giornale della Gente NOVITA’ LUCE PULSATA TARIFFA UNICA A ZONA/SEDUTA Convenzionato Lyoness 35 € [ ritual space [ 1 PROVA GRATUITA entro il 31 Marzo 2015 zona/seduta via V. Veneto,14 - Bonate Sotto (Bg) tel. 035 49 97 396 - 349 18 62 779 www.lapiadineria.com C.C. il Continente di Mapello (Bg) - Tel.035.49.37.11 LA PIADINA – Centro Commerciale “Le Due Torri” via Guzzanica 62/64 - Stezzano

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Editoriale Sanremo 2015: l’emozione di viverlo... Il festival di Sanremo è l’evento italiano più amato e odiato da gran parte degli italiani. Tutti lo criticano, ma è difficile farne a meno soprattuto per chi, come me, non è più giovanissimo e con le canzoni del festival c’è cresciuto. Perché ammettiamolo chi era ragazzino negli anni ’80 aspettava con ansia due grandi eventi musicali: il Festival di Sanremo , Kermesse tutta italiana, e il festivalbar , uno show musicale internazionale. L’evento musicale di quest’anno condotto da Carlo Conti è stato, secondo il mio modesto parere, un successo strepitoso sotto ogni punto di vista. Le canzoni, per la gran parte belle, emozionanti e profonde sono state il cuore della kermesse... Essendo un eterno romantico mi hanno affascinato molto i testi e soprattutto ciò che hanno saputo trasmettere ai nostri cuori sempre più abituati all’aridità dei sentimenti che alle emozioni vere. Quindi per questo numero vi propongo alcuni stralci per poter riflettere sul loro significato perchè le canzoni, sono convinto, non si devono sentire ma ascoltare! L’amore “Straordinario” di Chiara mi ha colpito particolarmente... “Quegli occhi che ci guardano / Io ti rispondo sono stelle. / Ma tu non ci credi neanche un po’ / Allora saliremo sopra il cielo. / A piedi nudi mano nella mano /Andiamo dritti fino al paradiso / E un po’ più su / Dove tutto intorno esplode l’universo / E io che vedo solo il tuo sorriso / Che fa sembrare tutto straordinario / Come te” Il volo “Tu sei il mio unico grande amore / Passeranno primavere, giorni freddi e stupidi da ricordare / Maledette notti perse a non dormire altre a far l’amore... Annalisa: Disegna una finestra tra le stelle da dividere col cielo / Da dividere con me/ E in un istante io ti regalo il mondo / Baciarti e poi scoprire che l’ossigeno mi arriva dritto al cuore /Solo se mi baci te / E non sentire bisogno più di niente. L’amore cantato da Nek è un amore che invita le persone a trovare coraggio, perché? “Abbiamo gambe / Per fare passi / Trovarci persi / Avvicinarci e poi / Abbiamo bocche / Per dare baci / O meglio dire / Per assaggiarci / Se un pianto ci fa nascere / Un senso a tutti il male forse c’è / Io sono pronto a vivere / Ti guardo e so perché / Siamo fatti per amare / Nonostante noi / Siamo due braccia / Con un cuore / Solo questo avrai da me/ Che giorno è di Masini pone domande precise all’interno di una relazione che vive un momento di dubbi e paure, come in tutte le relazioni che durano da tempo. Che giorno è / Ti stai annoiando di te / Che parli cinicamente / Niente vale niente / Ti vedo ma sei assente... Poi l’invito a rivivere... E no così non va / Non stiamo mica giocando / Con questa eternità… l’eternità / Vivere cadere vivere e rialzarsi vivere / Ricominciare / Come la prima volta /Dimmi che adesso t’importa / E smettila di smettere / Vivere ed amarsi vivere e lasciarsi vivere e Riconquistarsi / Come l’ultima volta... Irene Grandi: un vento senza nome racconta di un addio Non sei più tornata / Sei stata di parola / APERTO TUTTI I GIORNI Terno d’Isola (Bg) Via Bedeschi,1 Tel.035.90.41.22 Cell. 347 87 10 415 Servizio, Disponibilità, Qualità arricchiti da un nuovo elegante ambiente che ci auguriamo sia gradito a tutti voi. MENU’ MISTI DI CARNE E PESCE A PARTIRE DA € 25,00 2

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Editoriale Non ti sei voltata / Con il vento sei andata/ Via da te / Via da qui / Via dalla notte infinita Ed una mattina sei uscita / Non sei più tornata / Sei stata di parola / Non ti sei fermata. Malika Ayne, terza classificata canta “Adesso è qui, nostalgico presente” / Conoscersi / Lasciarsi le mani / Non è quello che ci spetta / Né buone idee / Né baci per strada / Adesso e qui / Nostalgico presente / pensare al qui ed ora, viverlo pienamente, innamorarsene e non fuggirne, nemmeno domani... I Dear Jack con “Il mondo esplode tranne noi” Fermi i secondi guardandomi / Niente è per sempre / Il mondo esplode tranne noi / Che abbiamo fretta / Di perderci cercando / Il senso dentro questo viaggio. Gianluca Grignani con un testo socialmente impegnato. Ma io se solo io fossi Dio / Avrei un sentimento anche io come gli altri / Uomini o santi ingannati dai troppi sogni infranti / Sto qui anche se non mi senti / Sto qui sai / Sto qui in mezzo a quella gente / Che non molla mai sto qui, sto qui, sto qui... sai La bistrattata Anna Tatangelo con “Unica” Sentirsi come un fiore / Incapace di appassire / Solo se mi guardi tu / E guardare le paure / Bruciare dentro il sole / Sentire che con te / Sono libera. Io sono una finestra - scritta da Grazia Di Michele e dedicata a Mauro Coruzzi (Platinette). Canzone intima e sofferta che dà speranza a qualche ragazzo di sentirsi meno solo e ad altri di abbandonare i pregiudizi. Io non so mai chi sono eppure sono io / Anche se oltre il vetro per me / Non c’è mai un Dio / Ma questo qui è il mio corpo benché cangiante e strano / Di donna dentro un uomo eppure essere... umano / Io non so mai chi sono eppure sono e vivo / Più del pregiudizio che scortica cattivo / Ma quando spio il mio corpo che si riflette piano / Non c’è una donna o un uomo, solo un essere umano. Alex Britti con “Un attimo importante” Guardami toccami stringimi / Regalami un istante / Tra quelli nostri più intensi / Un attimo importante / Fammi sorridere abbracciami / Rendimi felice Come quell’uomo che ama / Ma che non lo dice Lo sfortunato Raf per la sua bronchite ha cantato “Come una favola” Sei tu, l’unica per me / Non c’è niente di simile / Un giorno sei entrata nei miei sogni / E hai reso tutto possibile / E ho imparato tra sogni e realtà imprevedibili / Che l’amore esiste anche di là dei nostri limiti Lorenzo Fragola con “Siamo uguali” Siamo uguali in fondo / E forse cercherai, le mie mani / Solo per un giorno / Non scappare dai miei sguardi / Non possono inseguirti, non voltarti dai / E forse capirai, quanto vali / Potrei darti il mondo / Ma griderai, sul silenzio della pioggia / E’ rancore e mal di testa, su una base un po’ distorta / Ti dirò, siamo uguali come vedi / Perché senza piedistalli, non riusciamo a stare in piedi Nesli con “Buona fortuna” Ti hanno insegnato i tuoi / Che il mondo è in una mano / Le righe sulla pelle / Da dove proveniamo / E se lassù un angolo di cielo / Ci appartiene / Vale la pena in questo posto seminare il bene / E come viene / Buona fortuna vita / Buona fortuna amore... Giovanni Cacccamo vincitore della sezione giovani con “Ritornerò da te”. Stasera sono qui / E vorrei trovare un senso alle parole / Per capire in questo mondo come vivere lontano / Senza perdersi / Immagina di noi l’inverosimile / Un posto surreale dove vivere e poi perdersi / Immagina che niente possa ucciderci. Questo amore così decantato dovrebbe fare parte dei giorni nostri e invece lasciamo spazio spesso a cattiveria, invidia ed egoismo. Da umani siamo diventati disumani, da amanti della vita siamo diventati feroci assassini, l’amicizia vera ha lasciato spazio a quella di comodo... Forse è per questo che mi immergo nelle canzoni che scaldano il cuore: per tornare a sognare, a sperare che un mondo d’amore possa esistere, a vivere d’incanto come i bimbi che arrossiscono nel vedere un arcobaleno o il bacio di papà e mamma... Utopia? Sogno ad occhi aperti? Forse sì o forse no, ma cosa importa se poi tutto questo ti fa stare bene e ti convinci che è comunque il bene che vince sul male. Dopo tutto basta poco per essere felici... come ha cantato Albano e Romina, “Felicità è tenersi per mano, andare lontano, è il tuo sguardo innocente in mezzo alla gente, è restare vicini come bambini, è un cuscino di piume, l’acqua del fiume che passa e che va. È la pioggia che scende dietro le tende. È abbassare la luce per fare pace, è un bicchiere di vino con un panino, è lasciarti un biglietto dentro al cassetto... Gianluca Boffetti 3

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Involtini di carne e contorno di piselli e funghi Ingredienti per 5 persone 10 fettine di carne di manzo 20 fettine di lardo - 10 foglie di salvia 2 cucchiai di burro - 1 cipolla 1 bicchiere di vino bianco sale e pepe 200 grammi di pisellini 150 grammi di funghi (pronti surgelati) Preparazione: Mettere al centro delle fettine di carne 2 fettine di lardo e 1 foglia di salvia poi chiudere con uno stecchino. Rosolare la cipolla tagliata sottile con il burro, metra assieme, carne e verdura, per altri 5 minuti circa. Dal blog: www.cucinarecreare.it A presto, Anna Gusto a T avola Styl Vetro Vetraria Cristalli e Specchi Vetrate artistiche Box Doccia Vetro fusione Complemento d’arredo in vetro Bonate Sopra (Bg) - Via dei Biffi,5 Tel.035.49.43.305 - Fax 035.49.43.690 styl-vetro@libero.it Monica abbigliamento Articoli Scarpe da ballo D anza su Bigiotteria o r d inazione Abiti da sera Borse e molto altro... Piazza dei Vignali 9 – Madone (Bg) - Tel 035.52 96 110 monicabbigliamento@gmail.com - seguici su 4

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Riflessioni Infinite Sguardi Ieri mattina stavo andando al lavoro: le nuvole facevano filtrare raggi di sole che davano una luce particolare, ascoltavo musiche barocche per tromba, mi sentivo felice. Nulla di straordinario, normale quotidiano. Ma bello. Mi rendo conto che quando sono aperta alla vita il quotidiano riverbera di luci e sfumature; il normale fluire diventa ricco e significativo, acquista valore, senso. L’umore cambia lo sguardo: quando sono serena quasi tutto ciò che vedo acquista una sua bellezza, anche le cose non belle. Quando sono triste, lo sguardo coglie il risvolto cupo, come nei versi di Montale: “Spesso il male di vivere ho incontrato:/ era il rivo strozzato che gorgoglia,/ era l’incartocciarsi della foglia/ riarsa, era il cavallo stramazzato.” A volte, però, lo sguardo riesce a cambiare lo stato d’animo. Quando sono triste mi piace camminare per strada e guardare la gente che passa. Osservo i loro sguardi, le loro espressioni: come in un film muto, scorrono immagini e arrivano impressioni, frammenti di stati d’animo che traspaiono dai volti. Ne sono affascinata. Gli sguardi su un volto sono come le nuvole nel cielo: danno il carattere del momento. Non mi stanco mai di guardarli, mi fanno simpatia nell’espressione della loro umanità, in cui mi riconosco. Li guardo ed esco un po’ da me e dalle mie paturnie; scorro con loro. Gli sguardi sono finestre che si aprono sul mondo, e più siamo in grado di tenere aperte quelle finestre, più la vita dischiude i suoi doni. Anche nella sofferenza. “Magica spinta all’infinito aprirsi/ del fiore, per accogliere più luce,/ ed esser così colmo di abbondanza, (…)/ Ma dove e quando,/ in qual mai vita, impareremo il gesto,/ che ci spalanchi a contenere il mondo?” Rilke, Esemplarità del fiore, da I sonetti a Orfeo Sabato 7 e Domenica 8 marzo Sensazioni e stati d’animo si mescolano a sapori e profumi... Festeggiamo la Festa della Donna Menù alla carta e Pizzeria BONATE SOTTO (BG) via Martiri della Libertà,10 E’ gradita la prenotazione Tel. 035 4943082 5 Sara

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Segni nel T empo 1980: terremoto dell’Irpinia « Ad un tratto la verità brutale ristabilisce il rapporto tra me e la realtà. Quei nidi di vespe sfondati sono case, abitazioni, o meglio lo erano. » (Alberto Moravia, Ho visto morire il Sud) TLa mappa dell’intensità della scossa delle 19:34 Data: 23 novembre 1980 Ora: 19:34:52 Magnitudo Richter: 6,5 Magnitudo momento: 6,89 ± 0,04[1] Profondità: 30 km Distretto sismico: Irpinia Epicentro: tra Teora, Castelnuovo di Conza e Conza della Campania Vittime: 2.914 Il terremoto dell’Irpinia del 1980 fu un sisma che si verificò il 23 novembre 1980 e che colpì la Campania centrale e la Basilicata centro-settentrionale. Caratterizzato da una magnitudo del momento sismico di circa 6,9 Richter e del X grado della scala Mercalli con epicentro tra i comuni di Teora, Castelnuovo di Conza, e Conza della Campania, causò circa 280.000 sfollati, 8.848 feriti e 2.914 morti. La distruzione subita dalla città di Teora Castelnuovo di Conza rasa al suolo dal terremoto Il terremoto colpì alle 19:34 di domenica 23 novembre 1980: una forte scossa della durata di circa 90 secondi con un ipocentro di circa 30 DOMENICA SEMPRE APERTO via Martiri della Libertà,11 - Provinciale Valle Brembana SORISOLE (BG) - Fraz. Petosino - Tel.035 41 28 227 www.babyjuniorbergamo.com - cinziabj@alice.it 6 SALDI SALDI 1^ Parte Veste 0-16

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Segni nel T empo km di profondità colpì un’area di 17.000 km² che si estendeva dall’Irpinia al Vulture, posta a cavallo delle province di Avellino, Salerno e Potenza. I comuni più duramente colpiti (decimo grado della scala Mercalli) furono quelli di Castelnuovo di Conza, Conza della Campania, Laviano, Lioni, Sant’Angelo dei Lombardi, Senerchia, Calabritto e Santomenna. Gli effetti, tuttavia, si estesero a una zona molto più vasta interessando praticamente tutta l’area centro meridionale della penisola: molte lesioni e crolli avvennero anche a Napoli interessando molti edifici fatiscenti o lesionati da tempo e vecchie abitazioni in tufo; a Poggioreale crollò un palazzo in via Stadera, probabilmente a causa di difetti di costruzione, causando 52 morti. Crolli e devastazioni avvennero anche in altre province campane e nel potentino, come a Balvano dove il crollo della chiesa di S. Maria Assunta causò la morte di 77 persone, di cui 66 bambini e adolescenti che stavano partecipando alla messa. I resoconti dell’Ufficio del Commissario Straordinario hanno quantificato i danni al patrimonio edilizio. È risultato che dei 679 comuni che costituiscono le otto aree interessate globalmente dal sisma (Avellino, Benevento, Caserta, Matera, Napoli, Potenza, Salerno e Foggia), 506 (il 74%) sono stati danneggiati. Le tre province maggiormente sinistrate sono state quelle di Avellino (103 comuni), Salerno (66) e Potenza (45). Trentasei comuni della fascia epicentrale hanno avuto circa 20.000 alloggi distrutti o irrecuperabili. In 244 comuni (non epicentrali) delle province di Avellino, Benevento, Caserta, Matera, Foggia, Napoli, Potenza e Salerno, altri 50.000 alloggi hanno subito danni da gravissimi a medio-gravi. Ulteriori 30.000 alloggi lo sono stati in maniera lieve. L’entità drammatica del sisma non venne valutata subito; i primi telegiornali parlarono di una «scossa di terremoto in Campania» dato che l’interruzione totale delle telecomunicazioni aveva impedito di lanciare l’allarme. Soltanto a notte inoltrata si cominciò a evidenziarne la più vasta entità. Da una prospezione effettuata nella mattinata del 24 novembre tramite un elicottero vennero rilevate le reali dimensioni del disastro. Uno dopo l’altro si aggiungevano i nomi dei comuni colpiti; interi nuclei urbani risultavano cancellati, decine e decine di altri erano stati duramente danneggiati. Nei tre giorni successivi al sisma, il quotidiano Il Mattino di Napoli enfatizzò la descrizione della catastrofe. Il 24 novembre il giornale titolò «Un minuto di terrore - I morti sono centinaia», in quanto non si avevano notizie precise dalla zona colpita, ma si era a conoscenza del crollo di via Stadera a Napoli. Il 25 novembre, appresa la vastità e gravità del sisma, si passò a «I morti sono migliaia - 100.000 i senzatetto», fino al titolo drammatico del 26 novembre «Cresce in maniera catastrofica il numero dei morti (sono 10.000?) e dei rimasti senza tetto (250.000?) - FATE PRESTO per salvare chi è ancora vivo, per aiutare chi non ha più nulla». La cifra dei morti, approssimativa per eccesso soprattutto a causa dei gravi problemi di comunicazione e ricognizione, fu poi ridimensionata fino a quella ufficiale, ma la cifra dei senzatetto non è mai stata valutata con precisione. -CONTINUA-2 Fonte: Wikipedia 7

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Ciao bambina Aveva gli occhi scuri, grandi delle bambine indiane, Rubina. Aveva 12 anni e portava il velo intorno al capo, che le lasciava scoperto il viso e le si poggiava leggero sul seno appena accennato. Forse si vergognava di quel corpicino da farfalla che esce dal bozzolo, si stringeva nelle spalle, teneva gli occhi bassi per non fare leggere a nessuno la rabbia, e la paura, che c’erano dentro. Nascere femmina in Bangladesh, triangolo di Paese ai piedi dell’India, è una condanna ancora oggi nel 2015. Non hai diritti, non hai futuro: in Bangladesh la legge è bugiarda, scrive che sei tutelata e invece sei solo una palla al piede per le famiglie povere, perchè non troverai mai lavoro e non porterai mai a casa un taka (la moneta locale). Appena il velo appunto ti disegna addosso forme di donna, addosso ti vengono puntati anche gli occhi dei maschi, che se sei fortunata ti molestano, se no ti violentano e se sopravvivi peggio per te, sarai la vergogna dei tuoi genitori e mai troverai un marito che voglia una disonorata e finirai in qualche bordello a vendere ciò che resta di te. Dunque nei Paesi come il Bangladesh e l’India e molti altri ancora, a 12 anni diventi merce di scambio: se la facciamo sposare subito, adesso che sta ancora a metà tra i sogni e la realtà, la sistemiamo. E forse la salviamo, pensano quasi sempre mamma e papà (non ho detto senza dolore). Questa che ho deciso di raccontarvi è la storia breve di Rubina, alla quale piaceva studiare e chissà cosa desiderava per sé se fosse mai diventata grande: la sua famiglia ha deciso di maritarla a un uomo più vecchio e più ricco. Ha messo da parte in fretta la dote, prima che alla figlia venisse in mente di crescere che poi nessuno l’avrebbe voluta più: il corrispondente Machissenefrega "Se l’essere è più importante dell’apparire” - spiega la nuova filosofia della moda - “essere nell’apparire lo è ancor di più”. ABBIGLIAMENTO UOMO CALUSCO D’ADDA (BG) - Via Rivierasca,344 Tel. 03519840836 - www.presentemoda.com 8

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Machissenefrega di 400 euro e una bicicletta da uomo. E con il suo sacchettino di soldi e la sua bici Rubina è diventata una dei 14 milioni di spose bambine alle quali ogni anno, in tanti angoli del mondo, tocca in sorte tale disgrazia. Ogni giorno 39 mila ragazzine tra i 12 e i 16 anni vanno in moglie a un uomo più vecchio, che le compra e ne fa poi ciò che vuole, casalingo trofeo da chiudere a chiave o da velare del tutto, neanche il naso fuori. Che se ti azzardi a piangere nessuno le vede nemmeno le tue lacrime, e poi cosa c’è da piangere, sei stata fortunata. Un coraggioso maestro di scuola si è accorto della tragedia di Rubina: dov’era finita quella bambina così brava e avida di conoscenza? Quante assenze, troppe. Tanto che più volte è andato a casa dalla bambina, per capire. I genitori negavano: è dai nonni, è da amici, è tutto a posto, tornerà. E ogni tanto Rubina sui banchi ci tornava davvero, ma sempre più stretta nelle spalle, sempre più piccola e silenziosa, sempre di meno. Finchè un giorno il banco è rimasto vuoto, e poi il giorno dopo ancora, e ancora. Il maestro si è ripresentato dalla madre, l’ha supplicata, voleva sapere: e ha saputo. Rubina si era sposata, non viveva più lì. Un mese dopo, nel paesino si è sparsa veloce e pesante come una valanga la voce che Rubina si era impiccata con il suo velo: l’aveva annodato in alto, nel bagno della casa dei genitori, ed era volata via, se n’era andata per sempre. Quella vita da incubo non era sopportabile. PAUSA PUBBLICITARIA Ciao bambino, di Emanuele Dabbono. Premio della Critica come miglior canzone originale al Festival di Castrocaro nel 1997. Aveva 12 anni, Rubina. Io a quell’età giocavo con i soldatini e le macchinine insieme ai miei cugini, andavo con i pattini a rotelle su e giù per il mio paesello in montagna e mangiavo le rotelle di liquirizia. E se mi avessero detto che dovevo andare a dormire fuori casa anche solo per una notte, avrei pianto. Rubina non ha fatto in tempo a diventare donna anagraficamente, ma la disperazione e l’assenza di futuro (capite cosa vuol dire non poter sperare?) l’hanno resa una bambina centenaria, umiliata, approfittata, sfinita, anzi impossibilitata a vivere. La sua morte mi è entrata dritta nel cuore, proprio mentre il Papa pensa non solo a matrimoni crollati e a coppie di ogni foggia, ma certo anche alle violenze sulle spose bambine, appunto, e a tutti i soprusi che si consumano in milioni di famiglie. L’associazione Terre des Hommes ha scelto la storia di Rubina per la campagna Indifesa e per sensibilizzare tutti noi, che le figlie di 12 anni le portiamo al tennis. Ieri sera ho appeso la sua foto sopra lo specchio del bagno, per ricordare lei e la sua bicicletta. E per chiederle scusa. La Jù. http://www.alegraaa.blogspot.it/ http://www.facebook.com/laju.franchi 7 9

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Cocktail & Food Ricette dei Cocktail Gianfranco Di Niso - Suggerimenti Gastronomici Davide Manzoni Caipirinha ORIGINI E CURIOSITÀ Agli inizi del ‘900 i contadini brasiliani (i capira) erano soliti bere questo celebre drink a base di distillato di cachaça durante la coltivazione del terreno, probabilmente per rimediare al sole torrido che spesso accompagnava il loro duro lavoro. INGREDIENTI ½ lime, 2 cucchiai da cucina di zucchero bianco o di canna, 5-6 cl di cachaça. PREPARAZIONE Adagiare in un tumbler basso il lime tagliato a cubetti, lo zucchero e, con l’ausilio di un pestello, pestare il tutto, fino a ottenere una poltiglia. Riempire il bicchiere con del ghiaccio tritato e, dopo averla misurata in un cilindro graduato, aggiungere 5-6 cl di cachaça. Mescolare per qualche secondo con un cucchiaino a manico lungo in modo da amalgamare al meglio gli ingredienti. Servire, decorando con 2 cannucce corte. USO CONSIGLIATO Drink perfetto per ogni dopo cena. Un cult dell’aperitivo serale. Suggerimento gastronomico: Churrasco di manzo INGREDIENTI: 1 kg di entrecôte di manzo, 3 rametti di rosmarino, 2 mazzi di cipollotti, 2 dl di vino bianco, ½ dl di aceto, 30 gr di burro, sale, pepe, patate al forno PREPARAZIONE Lasciare il pezzo di manzo a temperatura ambiente pe 1 ora prima di iniziarne la preparazione. Infilzarlo con un grosso spiedo e adagiarlo sulla griglia posizionata a 2/3 di altezza rispetto a una brace abbondante. Cuocere per 50 minuti, rigirando il tutto con cura e in continuazione. Mentre la carne cuoce, pulire e tritare molto finemente i cipollotti, facendoli successivamente appassire in una casseruola col burro a fiamma bassa per 10 minuti. Unire il sale e il pepe, sfumando prima con l’aceto e successivamente col vino. Lasciare evaporare e proseguite la cottura per altri 20 minuti. Poco prima di allontanare dal fuoco, aggiungere il rosmarino tritato finemente. Togliere lo spiedo di carne dal barbecue, lasciandola riposare per qualche minuto. Affettarla non troppo finemente, disponendo il tutto su di un piatto di portata, accompagnando con 2 salsiere di condimento ai cipollotti ben caldo. Servire immediatamente, preferibilmente accompagnando con una dadolata di patate al forno. 5.000 VOLANTINI F.to A5 10.000 VOLANTINI F.to A5 1.000 BIGLIETTI VISITA (Standard) 2.500 BIGLIETTI VISITA (Standard) € 160,00 € 270,00 € 99,00 € 170,00 NON MANGIARTI LE UNGHIE... - NON POTEVI SAPERLO... Y ENTR NEW 52 863 3 347 7 CHIA MA GRAFICA COMPRESA - IVA ESCLUSA INOLTRE POSSIAMO FORNIRVI: MANIFESTI, BUSTE, CARTE INTESTATE... GADGET E ABBIGLIAMENTO PERSONALIZZATO RICHEDI UN PREVENTIVO SENZA IMPEGNO 6 10

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Riflessioni Infinite Fra allergia e vertigini Nelle poche giornate di sole vero la natura vibra e ieri è stata una di quelle giornate memorabili in cui sento forte la mia appartenenza alla terra. Fatico a descrivere ciò che la mia montagna è in grado di regalare a chi sa vedere. E cosa significa, dalle mie parti, la primavera che combatte l’inverno facendolo arretrare nelle retrovie, su verso la cima delle vette, e lo spazio appena strappato al gelo che da marrone e grigio vira al verde intenso e gli alberi che esplodono di foglioline verdi e di fiori nell’arco di una notte. E il colore del cielo, non più quel blu intenso che sconfina nel viola del tramonto invernale ma l’azzurro intenso che si schiarisce nell’avvicinarsi al bianco luccicante della neve rimasta. Momenti di euforia interiore, di stupore, di risposta estetica alle troppe domande irrisolte del mio vagare. Spiragli di assoluto. Non fosse per la rinite che mi ricorda che il combattimento non è solo spirituale ma anche fisico. Cosa mi affascina di Sam Szafran? Artista quasi sconosciuto eppure amatissimo da Leonardo Giannada che per la terza volta lo espone nel suo fantastico centro espositivo di Martigny, in Svizzera. La prima volta che lo vidi rimasi folgorato: quei quadri colmi di colore, eseguiti con precisione maniacale, quei gessetti colorati di mille sfumature, prospettive in equilibrio sul baratro, ambienti ripetuti decine di volte per segnalare l’evolversi della luce. Una vera folgorazione. E le scale, tante, che precipitano, che ti portano in un vortice, che ti fanno venire le vertigini. Anche Jakob si diverte quando capisce il meccanismo: diritto davanti al quadro alzi lo sguardo e vedi le scale dal basso in alto, poi davanti a te cosa vede il pittore, infine abbassi lo sguardo e le scale scendono. Poi leggo la sua biografia mentre mangiamo un panino nel parco delle sculture (“E’ possibile pestare l’erba” recita un cartello). Ora capisco. Sam è nato da genitori polacchi a Parigi. Genitori ebrei fuggiti dal nazismo. Il papà, soldato eroico, verrà poi deportato dagli stessi francesi e morirà deportato. Sam dovrà fuggire mille volte finché, a nove anni, verrà catturato e portato in un campo. Venti giorni prima della liberazione, ringraziando Dio. E capisco le scale, ossessione della sua vita. Lo zio materno, burbero, lo tenne con sè e lo “ospitava” sulla tromba delle scale, perché non desse fastidio. Impara a dipingere quando in Svizzera viene ospitato per uno scambio culturale per bambini reduci di guerra. Poi la miseria nera, i mille mestieri, la droga. E un incontro con una donna che lo risolleva. Ma sempre nell’ombra, chiuso nella sua voglia di capire. Pittura come autoanalisi, come introspezione, come ricerca di senso. Anche quando il suo unico figlio nasce disabile. I pastelli, le scale, i mille lavori. Un atelier che disegna cento volte da cento prospettive. Per cercare. Per capire. Per galleggiare. Cartier Bresson negli anno ’70 ne capisce la devastante disperazione e lo fotografa. Ma solo negli anni ’90 i suoi dipinti cominciano a girare, a partire dall’amico Lèonard che fa una sua prima mostra proprio qui a Martigny. Guardo una delle sue ultime opere: ancora scale. E la vita rappresentata come un pieghevole. E sopra e sotto e a lato i tetti di Parigi. E fra le pieghe del dèpliant della sua vita vedo uno scheletro che corre. La morte che scappa. E con lui, per un attimo, guardo la tromba delle scale della vita. Provo vertigini. Paolo Curtaz 11

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Società Imparare qualcosa in più di noi A tutta pagina su un quotidiano c’è la notizia di un minorenne arrestato, altri denunciati per possesso di droga, in classe, a scuola, dentro gli zainetti, come fosse un prodotto naturale commerciare, usare, e trasportare da uno spazio all’altro, dentro una vita appena iniziata e già compromessa. Ragazzi a studiare per obbligo, poca attenzione alla salita, alla porta chiusa da aprire con garbo, studenti fermi all’angolo ad aspettare un passaggio, un tiramisù che stende senza fare complimenti. Poche sere fa a un incontro con i genitori, a parlare di trasgressione e devianza nell’incapacità di subordinare le passioni alle regole. Di uso e abuso di sostanze, tutte, non di una in particolare, tutte, e nessuna normale, tutte, e in ogni caso destinate a fare vittime innocenti. Di valori e disvalori che si cambiano di abito, di posto, si nascondono, si mimetizzano, costringendo all’appropriazione indebita, a rubare, rapinare, uccidere la dignità delle persone. A confrontarci sul futuro che ancora non c’è, sul tempo che non è una comoda convenzione, sui compagni di viaggio che non si dimostrano persone autorevoli, su Dio che c’è ma ne rifiutiamo le orme da seguire, le tracce da custodire e curare con attenzione. A sollecitare con fermezza una maggiore prevenzione, una minore sindacalizzazione del bene, impegnandoci a rispettare le parole, le forme, i contenuti, a chiamare con il proprio nome gli indicatori di pericolo sparsi all’intorno, le luci rosse di emergenza, dapprima intermittenti, poi paralizzate dall’approssimarsi di una desolazione intellettuale, che toglie spessore e importanza alle regole, al rispetto dei ruoli, delle competenze, al valore stesso della vita umana. Genitori e adulti, docenti e professionisti, annuiscono, rendono possibile un confronto, una discussione, protagonista l’educazione, la possibilità di fare prevenzione attraverso l’educare, educare e ancora educare. Educarci a non pensare che parlarne troppo possa perdere di sostanza, di interesse, non ottenga il risultato prefissato, oppure che non ci sia l’esigenza di discutere di disagio e adolescenza, di droga e bullismo, di rischi estremi e fascino del vicolo cieco, di devianza e carcere, perché “nella mia scuola non ci sono di questi inciampi, nella mia scuola c’è il giardino pulito, nella mia scuola è tutto in ordine” . Occorre fare meno strategia discorsiva, per contrastare il verificarsi di accadimenti dichiarati semplicisticamente “accidentali” lungo il percorso scolastico. Misfatti che però confermano non solamente gli atteggiamenti trasgressivi, bensì un vero e proprio stile di vita improntato all’uso, all’acquisto, alla vendita di droga, di merce illegale, come a voler rivendicare che non si è più dipendenti dai soldi di mamma, non si deve più rubare in casa: “ora compro, vendo, mi faccio i denari per avere sempre la mia dose giornaliera”. Oltre che scandalizzarsi per il luogo ove è avvenuto il fermo, bisogna abbandonare definitivamente la pratica buonista e deleteria della concessione di attenuanti generiche prevalenti alle aggravanti, forse c’è urgenza di imparare qualcosa in più di noi, così conosceremo meglio i nostri figli. Vincenzo Andraous CITY RISTOBAR PIZZERIA DA ENZO PREZZO FISSO 1° BIS DI CASONCELLI E comprende: primo, secondo, contorno, bibita e caffè Menù CUCINA Menù SPECIALE GNOCCHI AL SUGO DI NOCI MANZ0, FILETTO AI FERRI, FRITTO MISTO DI PESCE O CALAMARI+CONTORNO Mezzogiorno e Sera compreso: quartino di vino, 1/2 minerale e caffè Solo la domenica a mezzogiono è gradita la prenotazione. (dolce in omaggio) 2°A SCELTA: TAGLIATA DI € 10,00 € 11,00 mezzo giorno sera e festivi PREZZO FISSO comprende: pizza, bibita e caffè Menù PIZZA € 15,00 € 7,50 € 8,50 mezzo giorno sera e festivi (Fronte Magnetti - Prima di Pontida) Tel. 333 91 99 573 - 334 26 62 417 PALAZZAGO (BG) - VIA S.S. BRIANTEA,7 12

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La trasfusiù Töcc i dé sö l’altar de méla cése öna góta de ì la diènta sangh, töcc i dé söl lecì d’ün ospedal öna góta de sangh la diènta éta per ü poer malàt. Sangh d’öna Crus per salvà i fradèi, sangh de fradèi per soleà öna crus. Maria Teresa Mascheroni Ed è Poesia Quante lune Quante lune ho visto passare sopra questo mare, carezzare sinuose i petali dell’acqua che si fa schiuma, sensuali e decorate di mirra e profumo d’incenso, si apprestano a solcare il cielo con un veliero di sogni, onati alla gente del villaggio quaggiu’ che alza gli occhi alle stelle sperando in una buona pesca. Quante lune abitano i nostri pensieri, non tramontano con l’arrivo del sole, si nascondono semplicemente dietro una nube, aspettando la sera che lenta e sorniona accoglie il mondo, in quell’abbraccio totale e unico d’Amore puro, che la nostra Terra ci dona continuamente. Quante lune spargono pioggia di Universo dentro me, facendomi capire cio’ che veramente conta e cosa no, dimenticando le amarezze lungo la strada, illuminata e accesa è di nuovo l’attesa, tumulto di farfalle che sposano una lieta corolla, mentre mi appresto a entrare in acqua, e a specchiarmi nella stessa luna che ho visto ieri sera, ma con uno sguardo diverso perchè la Pace abita il cuore. Laura Casarini Copyright Grafica, contenuti e layout di tutte le pagine sono di esclusiva proprietà dell’Azienda e dei rispettivi autori. Salvo preventiva autorizzazione scritta, è vietata la riproduzione, anche parziale e con qualsiasi mezzo, dei suddetti testi o materiale. Tutti i marchi e marchi registrati riportati in queste pagine sono di proprietà dei rispettivi titolari. Tali marchi sono citati soltanto per scopi divulgativi e su di essi l’Azienda non ha alcun diritto. Il copyright delle foto presenti nella testata appartiene ai rispettivi autori. ANTINFORTUNISTICA CLIMATIZZATORI ANTINCENDIO CARTELLI SEGNALETICI Locatelli Angelo MOTOCICLI - RIPARAZIONI OFFICINA BICICLETTE Via Provinciale alle Valli,20 24048 TREVIOLO (BG) Tel.035693176 - Fax 035693078 Email: maessrl@libero.it 14 VENDITA - ASSISTENZA VESPA RESTAURI VESPA Calusco d’Adda (Bg) - via Marconi, 790 Tel. 035 79 11 28

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“Rughe” di Paco Roca Rughe di Paco Roca è una graphic novel (romanzo grafico o romanzo a fumetti) ambientata in una casa di riposo ed il protagonista è un ex direttore di banca affetto dal morbo di Alzheimer, Emilio. La narrazione registra il progredire inesorabile della patologia nonostante Emilio tenti, forte anche della complicità del suo compagno di stanza Michele, di contrastare l’incedere dei sintomi per evitare il trasferimento all’ultimo piano della struttura dove sono ricoverati coloro che hanno già raggiunto lo stato avanzato della malattia. Nonostante la tematica affrontata non facciamoci però trarre in inganno! La vicenda non cade mai nel patetismo. L’obiettivo del lavoro è infatti quello di raccontare la condizione di coloro che stanno affrontando questa difficile patologia, non commiserarli. La malattia non è mai edulcorata ma i sintomi, che progressivamente si manifestano sempre più gravemente, vengono rappresentati con accuratezza. Protagonisti indiscussi dell’intera narrazione sono i degenti della casa di riposo. L’autore ha voluto ricondurre l’attenzione su di queste persone spesso dimenticate riducendo invece i personaggi esterni a comparse sporadiche. Nel corso della narrazione vengono scandagliati i diversi atteggiamenti che i personaggi assumono nell’affrontare la condizione in cui versano: Antonia mantiene un’attitudine positiva che le permette di apprezzare Libri che Passione anche le piccole cose; Modesto e Dolores cercano, per quanto possibile, di affrontare la situazione ancorandosi al loro rapporto di copia; Michele manifesta invece un cinismo costante. I personaggi sono quindi consapevoli della loro sorte (almeno per coloro che soggiornano al piano terra della casa di riposo) e la affrontano con dignità. Sicuramente anche la veste grafica accresce la valenza documentaria del lavoro. A tratti i disegni sono sorprendentemente efficaci ed immediati. Mi riferisco ad esempio ai momenti in cui il mondo percepito dai degenti come reale (Rosaria crede di essere in viaggio sull’Orient Express in direzione Instanbul, Carmelina vede degli alieni) viene raffigurato come se fosse effettivamente tale. Il lettore riesce così ad avere la percezione immediata della condizione vissuta da coloro che sono affetti da questa patologia. Mi sentirei quindi di consigliare a tutti la lettura di questo testo capace di affrontare in modo tanto originale una tematica seria e drammatica. Grazioli Alessandra I Libri più richiesti La nostra biblioteca, situata a Remedello Sotto in prossimità della scuola dell’infanzia, in piazza Ruzzenenti, vi aspetta con tante altre novità ogni lunedì e giovedì dalle 17 alle 19. Se volete contattarci e verificare la disponibilità dei vostri libri preferiti telefonate al numero 328-1807645. Da oggi potete trovarci anche su facebook alla pagina Biblioteca di Remedello. Venite a trovarci! 1) Elisir d’amore Eric-Emmanuel Schmitt 2) Non dirmi che hai paura Giuseppe Catozzella 3) I rumori dei tuoi passi Valentina D’Urbano 15

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