Catanzaro City Magazine MARZO 2015

 

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Mensile di informazione, attualità, cultura, sport e servizi utili

Popular Pages


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Mensile di informazione, attualità, cultura, sport, rubriche e servizi utili Anno III n.ro 19 marzo 2015 € 0,50 Una storia di successo Signori, La scala della vergogna in carrozza? Catanzaro in rete, insieme per crescere All’interno, oltre gli orari ufficiali e aggiornati, dei mezzi pubblici, che puoi ritagliare e conservare, trovi anche le farmacie di turno. La postazione salvavita

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Anno III - numero 19 marzo 2015 DIRETTORE RESPONSABILE Tel. 347.535.4137 hulixe@virgilio.it DIRETTORE EDITORIALE Pino Ranieri Pino Ruggiu CAPOREDATTORE pinoruggiu.posta@gmail.com Tel. 335.470.145 Rosita Mercatante rosita.mercatante@gmail.com REDAZIONE citymagazineinfo@gmail.com Non le manderemo a dire! D EDITORIALE Tel. 327.234.5449 I collaboratori di cui sopra, la cui partecipazione è libera e occasionale, non sono membri della redazione e cedono a titolo gratuito ogni tipo di diritto, ivi compreso quello d’autore, dell’articolo pubblicato. L’Editore si dichiara pienamente disponibile a valutare - e se del caso regolare - le eventuali spettanze di terzi per la pubblicazione di immagini e testi di cui non sia stato possibile reperire la fonte. Anna Aloi, Apollonia, Vincenzo Defilippo, Rosario Fittante, Nino Gil, Elisa Giovene, Orlando Ladalardo, Paolo Liberato, Ernesto Mauro, Giuseppe Palaia, Giulia Panzarella, Anna Rotundo, Assunta Scozzafava GRAFICA E IMPAGINAZIONE Agenzia Ruggiu PER LA PUBBLICITÀ agenziaruggiu@gmail.com www.ruggiu.blogspot.it citymagazineinfo@gmail.com PER NUMERI ARRETRATI citymagazineinfo@gmail.com SEMESTRALE: (6 n.ri) euro 12,00; ANNUALE: (12 n.ri) euro 24,00; SOSTENITORE SILVER: euro 100,00 (12 n.ri +1 redazionale) ; SOSTENITORE GOLD: euro 200,00 (12 n.ri +2 redazionale); SOSTENITORE PLATINUM: euro 300,00 (12 n.ri +3 redazionali). N.B. Gli importi sono comprensivi di IVA e di spese di spedizione. MODALITÀ SOTTOSCRIZIONE: Bon. banc. c/o Conto BancoPosta, Intestato a Giuseppe Antonio Ruggiu, Codice IBAN: IT97 O 0760104400000044106292; CAUSALE: Nome/cognome/tipo abbon. È un mensile di informazione, attualità, cultura, sport, rubriche e servizi utili. È un periodico indipendente e apartitico. La collaborazione è libera e gratuita, gli articoli rispecchiano l’ideologia e il pensiero degli autori, i quali se ne assumono pienamente la responsabilità. Garantiamo a tutti, diritto di replica. La redazione si riserva di rifiutare articoli che ritiene non idonei alla linea editoriale del giornale. Tutti i diritti di proprietà letteraria e artistica sono riservati. È vietata la pubblicazione e l’uso anche parziale di testi, illustrazioni e foto con qualsiasi mezzo meccanico, elettronico, per mezzo di fotocopie, registrazioni, o altro. Tutto il materiale ricevuto (testi e fotografie), anche se non pubblicato, non sarà restituito. Tel. 335.470.145 Tel. 335.470.145 ABBONAMENTI urante l'ultima riunione di redazione, questa volta svoltasi presso il ristorante "Le querce degli elfi" (a noi piace discutere a stomaco pieno!), sono stati tutti concordi con il sottoscritto, che era ora di cambiare qualcosa, di essere più incisivi insomma. Vi domanderete perchè cambiare (e non ci riferiamo di certo al leggero restyling apportato che spero abbiate notato, a cominciare dalla testata), visto il continuo e costante apprezzamento che ci riservate, verso i contenuti e gli argomenti di vario genere che pubblichiamo mensilmente. Ci viene spontaneo rispondere che è proprio perchè ci siamo resi conto di essere tanto seguiti, che ci è sembrato il momento di utilizzare meglio questo nostro mezzo, dando l'opportunità a chiunque lo voglia, di esporre un problema, di segnalare una carenza e/o un disservizio. Il tutto a patto che sia di interesse comune. Scrivetici, la nostra redazione vaglierà attentamente i contenuti, per verificarne l'attendibiltà, precisandovi solo che non accetteremo riferimenti precisi alle persone. Noi parleremo solo dei fatti! Naturalmente non diventeremo solo un contenitore di reclami e lamentele, ma intendiamo anche parlare e dare risalto alle eccellenze e alle cose buone che si fanno. Per esempio in questo numero, a pag. 19, vi diamo conto dell'installazione di una colonna salvavita, con defibrillatore, che è stata installata ai giardini di San Leonardo. Un'iniziativa davvero encomiabile di cui non si può che dire bene. Oddio, se proprio dobbiamo fare una critica è solo per dire che tutto è passato in sordina, perchè nonostante si tratti di un'apparecchiatura davvero utilissima, che può salvare la vita a cualcuno, noi abbiamo più volte chiesto in giro e nessuno ne conosce l'esistenza! Per evidenziare un servizio, positivo o negativo che sia, abbiamo ideato le iconcine che vedete qui di seguito: CATANZARO CITY MAGAZINE NON RICEVE NESSUN TIPO DI SOVVENZIONI EDITORE: Giuseppe Ruggiu - Via Skilletyon, s.n.c. - Borgia (Cz). REGISTRAZIONE: Tribunale di Catanzaro - n.ro 314 del 16/4/2013. STAMPA: Stampasud s.r.l. - Lamezia Terme (Cz) Centro Acquisto Oro - Gerardo Sacco - Service Management Biamonte Mobili - Rtc Telecalabria - Concessionaria Bencivenni Nino Sabato - Cioco Te - Fitness Zone - Fiò a Gogò Ludoteca Marachella - Caffè In - Ghirò - Tennis Club Circolo Unione - Arredomobil - Futura Energia - Studio Pro Macario U Furnaru - Expert Cucine - Ranieri Motori - Free Print Totino Impianti - Cardamone Edilizia Un immediato colpo d'occhio per indicare il nostro (e sicuramente anche il vostro) apprezzamento o meno. Insomma, aspettiamo i vostri contributi. Fatevi sotto. HANNO CONTRIBUITO ALL'USCITA DI QUESTO NUMERO: pinoruggiu.posta@gmail.com PINO RUGGIU 3

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26 28 25 22 24 20 IL FATTO 6 Una grande famiglia - di ROSITA MERCATANTE INIZIATIVE 8 Catanzaro in rete, insieme per crescere - di ORLANDO LADALARDO 9 Il progetto "Catanzaro in rete", su "Il sole 24ore" - di ROSITA MERCATANTE L'INTERVISTA DOPPIA 10 Due personalità a confronto - di ROSITA MERCATANTE TALENTI DI CASA NOSTRA 13 Connexxa, una storia di successo - di ERNESTO MAURO 14 Il mondo dei writers - di ROSARIO FITTANTE AMBIENTE 16 Il punteruolo rosso - di ELISA GIOVENE PARLIAMONE 18 Era ora! - di PINO RUGGIU 19 La postazione salvavita - di PINO RUGGIU 20 La scala della vergogna - di PINO RUGGIU 22 Signori, in carrozza? - di PINO RANIERI 24 E basta con quest'asta! - di ASSUNTA SCOZZAFAVA 25 La facoltà... nel deserto - di GIULIA PANZARELLA MUSICA 26 Gli amici dell'opera - di ANNA ROTUNDO 28 Nasini e Gariani, questi s... conosciuti - di NINO GIL ARTE 29 Con l'arte si parte! - contributo di APOLLONIA IN LIBRERIA a cura di ROSITA MERCATANTE 30 Un sogno meraviglioso - di PIETRO NARDIELLO 30 L'antimafia dei fatti - di ANGELA NAPOLI 31 Montauro e i suoi portali - di ALDO MERCURIO 31 La scelta- di ADRIANA LOPEZ IN CUCINA a cura di ANNA ALOI 32 Il carciofo SALUTE E BENESSERE 34 Mangiare sano - di GIUSEPPE PALAIA 36 I farmaci equivalenti - di VINCENZO DEFILIPPO SERVIZI 38 Il cruciverba - a cura di PAOLO LIBERATO 39 Gli orari dei Bus - a cura di A.M.C. 40 Gli orari della Calabro - a cura di F.C.L. 41 Farmacie di turno - a cura dell' ORDINE FARMACISTI 42 Piantina di Catanzaro centro 43 Piantina di Catanzaro quartiere Lido 6 8 SOMMARIO 10 13 14 20 16 18 5 19

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IL FATTO Una "grande" famiglia! La famiglia più numerosa d’Italia è catanzarese! di ROSITA MERCATANTE S 6 edici, anzi no, diciotto. A momenti non bastava lo storico palco dell'Ariston di Sanremo a far entrare padre, madre e figli: gli Anania, simbolo e ricordo di quando la famiglia era numerosa, dei primi del '900 ma anche del secolo precedente. Certo, 16 figli sono tanti, ma per Aurelio e Rita sono il più bel tesoro che si possa avere, un regalo della fede, da preservare e crescere nonostante le ovvie ed inevitabili difficoltà di gestirli. L’ultima volta che la cicogna è passata dalla famiglia Anania, per via Fleres a Catanzaro, è stata l’anno scorso, il 29 giugno, quando ha portato Paola: la sedicesima figlia della famiglia più numerosa d’Italia. Oltre a Paola, Rita e Aurelio sono genitori, nell’ordine, di Marta (19 anni), Priscilla (18), Luca (17), Maria (16), Giacomo (15), Lucia (14), Felicita (12), Giuditta (11), Elia (10), Beatrice (9), Benedetta (8), Giovanni (6), Salvatore (5), Bruno (4) e Domitilla (3). Quasi un figlio all’anno, persino in tempi di recessione economica. Di loro gli italiani ha appreso l'esistenza nella più popolare kermesse musicale di sempre quando sono stati chiamati da Carlo Conti. E c'è da scommettere che tanto la gente, in sala, quanto quella a casa, non ha resistito nel contarli tutti, quanto meno con lo sguardo. Una presenza che di certo, numero dei componenti della famiglia a parte, ha provocato polemiche: da chi usato commenti quali gogna mediatica a chi, invece, ha parlato di statuine messe in mostra, a chi, infine, si è vergognato. Pochi i difensori. A metterci, poi, il cosiddetto “carico da 11” - alimentando in tal modo il fronte di chi ha criticato quell'apparizione – sono state le dichiarazioni del capofamiglia e della moglie sulla “Provvidenza” che hanno scatenato le prime proteste tra il pubblico che ha rumoreggiato quando la famiglia ha più volte sottolineato l’importanza della Fede nella gestione della vita di tutti i giorni. E sono tornate alla mente le frasi che Papa Francesco, aveva pronunciato pochi giorni prima, attraverso le quali ricordava che i cristiani “non sono conigli” e che sono sufficienti tre figli. Una visione, quella del Pontefice, che stride in maniera netta con quella degli Anania. E ancora, “Siamo un’opera di Dio, grazie al Signore, grazie allo Spirito Santo”, le parole che hanno sollevato i mormorii del teatro Ariston. Sorridenti e orgogliosi, invece, i genitori che hanno ribadito di essere “normalissimi” che li rende “straordinari la presenza di Cristo nelle nostre vite”. E alla domanda, scontata quanto preparata, su come si riesca a crescere un simile, piccolo esercito, la risposta è stata fulminea quanto disarmante: “il Signore provvede”. Nient’altro, per quasi cinque minuti di apparizione nazionale. Qualche fischio isolato è piovuto già durante la diretta, dalle poltrone del teatro ligure, ma poi sono stati i social network, luoghi in cui, ormai, si concertano il meglio e il peggio della società umana, a dare il via allo sfogo popolare che non ha gradito le parole pronunciate con eccessiva insistenza dal capofamiglia. Una carrellata irresistibile di commenti, molti contro, pochi a favore, sulla famiglia catanzarese: Questi alcuni dei più popolari tra ironia, sarcasmo e malizia: “Sono Dio e volevo informare gli Anania che sono sempre stato per il Figlio unico“, “Ricordo alla famiglia Anania che l’aborto è passato in Italia” e “Perché Sanremo ha dato spazio a loro e non alle famiglie normali lasciate sole con i figli?” . Il grande Oscar Wilde diceva: “Non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli”. La famiglia Anania, almeno in questo caso, ha raggiunto il suo scopo. ●

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C INIZIATIVE atanzaro in rete….insieme per crescere. Questo il progetto promosso e finanziato, in parte, dalla Camera di commercio di Catanzaro e realizzato su commissione della stessa, dall’avvocato Enrico Mazza e dal dottore Umberto Pecoraro. Ciò rappresenta una sfida per tutti i settori coinvolti, vale a dire quello imprenditoriale, commerciale, artigianale, dei servizi e terziario. L’obiettivo perseguito è il rilancio dell’economia, partendo dal centro storico per poi espandersi via via lungo tutta la città. Primo contratto di rete realizzato in Italia, punta tutto sull’innovazione. Ad esempio il contratto sottoscritto dai “retisti”, continuano a mantenere la loro autonomia, a dispetto di quello che avviene nel momento in cui si entra a far parte di un’associazione o di un consorzio; e poi per la stipula del contratto in sé, che grazie alla legge entrata in vigore il 15 gennaio del 2015, ne ha permesso la redazione tramite l’utilizzo della firma digitale, senza la presenza di un notaio. Quarantotto gli aderenti, di cui nove fanno parte del direttivo così composto: Andrea Celia, presidente, Rosina Gallo, vicepresidente, con il ruolo di consiglieri: Francesco Brunk, Antonio Curcio, Rosy Crudo, Domenico Ladalardo, Nadia Pietramala, Silvia Rafele, Franco Serraino. Abbiamo rivolto alcune domande ai retisti per conoscere il motivo per cui hanno deciso di aderire al progetto e le loro aspettative. Danilo Scarfone, titolare di “Fiori di zucca”: “Si tratta di un’idea nata direttamente tra i commercianti senza che ci fosse dietro una base di partenza. Lo stesso direttivo è stato scelto da noi e ciò fa si che la sinergia tra i semplici aderenti e il direttivo sia attuata senza filtri. Spero che finalmente tra i commercianti possa esserci unità, promotrice del rilancio, che parte dal centro cittadino al fine di dare il via ad un’unione commerciale che consenta di far girare l’economia all’interno dello stesso nucleo”. Sabrina Sansotta, titolare di “Artsan”: “Ho aderito perché credo che bisogna perseguire un fine comune. Catanzaro in questo momento vive una serie di problemi rispetto a molte altre città e solo l’unione tra i commercianti può cercare in qualche modo di risollevare le sorti di un’economia da troppi anni stagnante. Il mio augurio più grande però è che i giovani possano essere parte attiva, non solo di questo progetto, ma del rilancio stesso della città”. Francesco Brunk titolare di “Il pennino Walter e Franz Brunk”: “lo scopo del progetto a mio avviso è quello di perseguire 8 Catanzaro in Insieme per crescere un obiettivo comune che ha come punto di partenza il rilancio del centro storico, passaggio questo fondamentale per poter puntare ad un più ampio rilancio cittadino. Un risultato realizzabile ancor più rapidamente se venisse dato maggiore “peso” a quegli operatori commerciali che popolano il centro. Si spera di essere propositivi con progetti semplici, cioè di rapida attuazione, ma che soprattutto si possa avere un dialogo con le istituzioni. Solo con lo stare insieme si può fare meglio e di più”. Francesco Cimino titolare di “Gastronomia”: “Da poco opero nel settore commerciale ma fin da subito ho creduto che questa fosse una buona iniziativa che possa unire tutti i commercianti perché solo uniti si può cercare di combattere questa crisi che da troppo tempo attanaglia la nostra città e non solo. Mi aspetto che corso Mazzini e tutto il centro cittadino, possa puntare ad una vera rivitalizzazione”. Emilia Colella titolare di “Class”: “personalmente punto sullo spirito di aggregazione tra i commercianti che purtroppo, pur operando da anni nel settore commerciale, ho notato non esserci mai stato. Obiettivo principale il rilancio del centro che deve passare dai commercianti ma anche dalle istituzioni”. Andrea Celia e Rosina Gallo titolare del “Bar imperiale”: “la rete raccoglie una serie di operatori economici, dai commercianti ai liberi professionisti, da agenti immobiliari ad agenti assicurativi, a società di consulenza, sparse in tutta la città. Questo progetto si prefigge di creare sinergia fra gli associati, realizzando progetti da condividere con le pubbliche amministrazioni. Il punto di forza è la condivisione delle idee ma anche delle problematiche. Questo dovrebbe portare a farci ascoltare con voce ferma dalle istituzioni, che possano essere messe a conoscenza dei problemi anche di natura quotidiana per cercare di risolverli. L’obiettivo perseguito è il rilancio dell’economia, partendo dal centro storico per poi espandersi lungo tutta la città. Primo contratto di rete realizzato in Italia di ORLANDO LADALARDO Nelle foto, dall'alto a scendere e in senso orario: Andrea Celia e Rosina Gallo, Francesco Brunk, Francesco Cimino, Emilia Colella, Vitaliano Castagna e Rossella Nania, Danilo Scarfone e infine, Sabrina Sansotta

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rete! IL PROGETTO "CATANZARO IN RETE" SULLE PAGINE DE “IL SOLE 24 ORE” Un primato assoluto che conquista l’attenzione nazionale di ROSITA MERCATANTE “U Vitaliano Castagna e Rossella Nania titolari di “Nania Bimbo”: “Una scommessa. I commercianti, per la prima volta, nonostante tutti i problemi, l’abbandono da parte delle istituzioni e delle associazioni di categoria, hanno deciso di puntare su questo progetto per risolvere una situazione stagnante che da anni attanaglia la città, in primis il centro storico. Con la rete ci si è posti l’obiettivo di essere parte attiva tutti insieme. Creare clamore, cercare di attirare l’attenzione per rivitalizzare un centro privo di tutti quei servizi che dovrebbero consentire una normale quotidianità. Difenderemo gli interessi della rete da tutti quelli che hanno intenzione di remargli contro, da chi non avrà voglia di ascoltarci. Il centro può e deve rinascere.”● n primato assoluto in ambito nazionale e, una volta tanto, molto positivo per Catanzaro. Una città che non brilla certo per occupare i primi posti delle varie classifiche in quanto a bellezza (malgrado i tanti elementi d'attrattiva naturalistici come mare e montagna), floridezza economica e funzionalità. Eppure, proprio nel capoluogo calabro, si è costituita la prima rete d'imprese d'Italia senza notaio”. Sul progetto “Fare rete”, divenuto ormai realtà, il quotidiano economico italiano più letto, il Sole 24ore, si è espresso in questi termini all’indomani della conferenza stampa di presentazione della neonata struttura. Prosegue, poi, con il definirla “un’esperienza originale, che ha preso le mosse dalla novità normativa sopraggiunta con il decreto dirigenziale del ministero dello Sviluppo economico dello scorso 7 gennaio (ma efficace solo da giorno 15)”. Quello che è saltato all’evidenza nazionale sono le peculiarità della nuova aggregazione, di cui fanno parte 48 imprese attive nel centro storico e negli immediati dintorni che si sono iscritte direttamente, con il proprio contratto di rete, nel Registro delle Imprese della Camera di Commercio del Capoluogo. Una soluzione originale che sfrutta la procedura telematica nata in seguito al recente decreto dirigenziale del Ministero dello sviluppo economico che ha introdotto il modello standard tipizzato del contratto di rete la cui stipula può avvenire anche per atto firmato digitalmente da ciascun impresa aderente senza l'intervento del notaio. L’iniziativa “Fare rete” si prefigge il compito di rivitalizzare e valorizzare l'area nevralgica del capoluogo attraverso la riorganizzazione dei servizi e dell'artigianato. Si tratta dunque di un segnale positivo e di una buona pratica in ambito italiano. Per gli appartenenti all'organismo, presieduto da Andrea Celia, ci sarà peraltro modo di apportare dei miglioramenti alle rispettive attività commerciali accedendo al credito d'imposta, così da ottenere lo sgravio fiscale sugli interventi fatti. All’incontro con la stampa hanno partecipato, fra gli altri, il presidente Paolo Abramo e il direttore generale Maurizio Ferrara dell'ente camerale, il sindaco Sergio Abramo, l'assessore alle Attività produttive Daniela Carrozza e l'avvocato Enrico Mazza (esperto di Contratti di Rete, scelto per curare l'iter costitutivo). In particolare il primo cittadino Sergio Abramo ha affermato: “il contratto di rete si inserisce a pieno titolo nel più ampio percorso portato avanti dall’amministrazione comunale volto al rilancio e al ripopolamento del centro storico che vedrà presto la nascita di nuovi insediamenti universitari e la piena rivalutazione degli immobili a scopi sociali. Gli enti locali possono recitare un ruolo importante anche nella corretta programmazione dei fondi europei a sostegno delle attività commerciali che devono arricchire la propria offerta per essere maggiormente competitive sul mercato”. A chiudere il presidente del neonato organismo Celia: «Il momento è critico e noi abbiamo ritenuto opportuno fare qualcosa per combattere la terribile crisi in atto. Adesso chiediamo di poter avere una forte interazione con le istituzioni». Dunque il centro storico resta il cuore pulsante della città, e necessita di ingenti investimenti, ma anche di idee proficue, per tornare a battere come un tempo. Questa potrebbe essere quella giusta! ● 9

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Due personalità a confronto Antonio Giglio e Marco Polimeni hanno il difficile, compito di far riporre in un cassetto tutti gli scetticismi della gente che aleggiano quotidianamente attorno a chi ha intrapreso la strada della politica di ROSITA MERCATANTE L'INTERVISTA DOPPIA Antonio Giglio anche in progetti comuni che possono declinarsi in varie forme". Marco Polimeni: "È una scelta nata inconsapevolmente durante gli anni del liceo, quando sono stato tre anni di seguito rappresentante di Istituto. Il più longevo nella carica e il più votato di sempre. A quei tempi non mi sono esposto con l’intenzione di un prosieguo politico ma per la volontà di dare dei servizi agli studenti. Da allora ho capito che questo mondo mi attraeva molto. Superato quel percorso avevo scelto di studiare Scienze Politiche. Appena maggiorenne , sentendomi più vicino agli ideali del centro-destra dopo aver valutato quale percorso poteva piacermi di più rispetto agli altri, mi avvicinai all’Udc, insieme ad un gruppetto di ragazzi appassionati della politica. Questo fu il passo determinante verso l’interesse ad approfondire i temi politici e non soltanto di tipo sociale. Molti miei amici quando notarono il mio avvicinamento al mondo della politica hanno palesato la loro sfiducia verso un ambiente considerato sporco. Un luogo comune radicato nella mente dei giovani. La mia scelta è stata molto ragionata, non presa di impulso e quindi ho proseguito per la mia strada. La mia intenzione era non rimanere all’esterno e continuare solo additare chi, a mio parere, non faceva una buona politica. Con questo non voglio dire che io sono in grado di cambiare le cose, ma sicuramente con la mia presenza toglierò il posto a qualcuno che potrebbe usare in modo distorto quel ruolo. Dall’Udc mi sono slegato quando andò scelse di andare a sinistra e sono passato al Pdl e al gruppo del senatore Piero Aiello che aveva intenzione di attuare un ricambio generazionale. Nel 2011 sono stato il consigliere più giovane eletto nei comuni d’Italia". G iovani, volenterosi, “affamati” di politica. Di quella parte sana di intendere la gestione pubblica al servizio del cittadino. Entrambi 28enni, entrambi catanzaresi e, a dispetto dell'età, già ricoprono cariche importanti. Il primo siede tra gli scranni della minoranza in consiglio comunale, il secondo sta facendo anche esperienza all'opposizione in seno all'assemblea provinciale. L'uno esponente di Sel, l'altro di Ndc, rappresentano le nuove leve della politica catanzarese. Antonio Giglio e Marco Polimeni hanno il difficile, se non improbo, compito di far riporre in un cassetto tutti gli scetticismi della gente che aleggiano quotidianamente attorno a chi ha intrapreso la strada della politica. Antipolitica la chiamano, termine nato e radicatosi soprattutto con l'avvento sulla scena nazionale del Movimento Cinque Stelle che, nonostante gli eccessi a volte discutibili, ha avuto tuttavia il merito di dare un nuovo impulso al modo di intendere la gestione della cosa pubblica. Soprattutto di intenderla nel modo corretto. Giglio e Polimeni sanno che il loro non è un compito semplice, ma ci provano, e questo è già un piccolo merito. Antonio Giglio: “Non serve avere le mani pulite se poi si tengono in tasca”. Questa celebre frase racchiude il motivo per cui ho deciso di fare politica. Sono convinto che non basta essere bravi, onesti e puliti e guardare ciò che accade come spettatori pronti solo a criticare. Per cambiare veramente ciò che non va bene bisogna scendere in campo e avere il coraggio di prendersi delle responsabilità. Questo si traduce inevitabilmente in un impegno civico, che può esplicarsi anche attraverso l’associazionismo, un ambito in cui io ho mosso i primi passi. Sono tanti i settori in cui operare per concorrere in maniera concreta a migliorare la nostra società. Perché ciascuno di noi deve essere parte del cambiamento che si vuole vedere. Io ho fatto la mia scelta sicuro del fatto che per cambiare le cose bisogna avere il coraggio di spendersi in prima persona o 10 Perché hai intraprendere la strada della politica? A.G.: "Partendo dal presupposto che nessuno da solo può realizzare qualcosa di significativo ma, solo attraverso dei lavori di gruppo, si può avviare il cambiamento, io, negli anni, ho condotto battaglie sulla trasparenza per quanto riguarda le determine comu- Qual è il contributo fattivo che tu finora hai dato alla città di Catanzaro?

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Marco Polimeni nali sull’Albo Pretorio. E poi anche diverse iniziative fatte insieme al gruppo dei Radicali finalizzate alla sensibilizzazione su alcuni temi come quello della carcerazione. Da un lato ho concentrato l’attenzione su proposte che riguardano la vita quotidiana dei cittadini come per esempio il traffico e il commercio, mentre dall’altro mi sono impegnato nell’ambito di tematiche nazionali di ampio respiro. Tuttavia è assurdo pensare che con il lavoro di pochi anni si possono produrre grandi cambiamenti". M.P.: "Io posso parlare del mio impegno, se poi il contributo è stato fattivo lo lascio decidere ai cittadini. Ho da sempre posto l’attenzione sul dramma della desertificazione del centro storico e del suo svuotamento commerciale. È chiaro che per realizzare delle opere concrete è necessaria un’azione corale importante e condivisa da tutta la maggioranza. Mi sono battuto sia durante l’Amministrazione Traversa e, poi, quella Abramo per la rivitalizzazione del centro, per cercare d combattere questo processo inarrestabile da qualche anno a questa parte. Un processo che conoscerà il suo culmine quando la Cittadella regionale si porterà via i suoi uffici. Io ho ritenuto che le facoltà in centro potessero essere un primo segnale e un esempio è costituto dalla facoltà di Sociologia. Un risultato che da delegato dell’Università ho portato a termine. Attualmente stiamo lavorando per portare delle residenze e dei dormitori per gli universitari in centro e continueremo a lavorare con l’intento di portare altre facoltà in centro. Primo obiettivo sarà rivolto al trasferimento della sede della Scuola di Specializzazione di Giurisprudenza, in modo tale che Catanzaro possa avere in centro tutte le istituzioni afferenti alla Giurisprudenza". vivendo una situazione veramente disperata. Ma Catanzaro non è solo il centro storico. È anche la grande vitalità del quartiere marinaro. Io riconduco il problema alla presenza di tanti microcosmi a cui manca il collante per fare la città. Bisogna riconoscere che ci sono segnali di qualità e di vitalità che arrivano dal mondo giovanile. Di questo fa parte, primo fra tutti, l’Università, che è già una realtà solida e radicata. In centro mancano i servizi e i giovani non lo frequentano più perché è privo di locali che possa accoglierli e addirittura anche di un cinema". M.P.: "L’Università può diventare il futuro di questa città. È una realtà culturale in fermento e in crescita. È un ateneo giovane. I giovani spesso sono costretti ad andare fuori a studiare quando manca il corso di studi che si vuole frequentare. Se non è per questo motivo rimanere è una dimostrazione di attaccamento alla città. Si nota da parte dei giovani una forte apatia. Quelli che si attivano nel sociale, nei movimenti culturali, nella politica purtroppo sono pochi. Ci vuole un risveglio di coscienza da parte dei giovani. La carenza di servizi e la poca attenzione per il senso dell’estetico e del bello sono elementi che possono essere determinanti nell’ allontanamento di un giovane da Catanzaro. Oggi si è creata un’identità e un attaccamento al campus universitario, ma è andato a sfociare maggiormente nella zona del quartiere marinaro. Questo potrebbe essere un punto di partenza per migliorare gli altri aspetti. Per fare ciò è necessario l’impegno di tutti sia della cittadinanza che delle amministrazioni. Non dobbiamo dimenticare che esiste il problema della mancanza di lavoro. L’attaccamento al territorio da parte dei giovani può essere incentivato puntando sulla meritocrazia". L'INTERVISTA DOPPIA A.G.: "A farlo non è stato tanto la mia generazione quanto quella degli anni Settanta. È stata quella che ha avuto più problemi e che ha subito più ingiustizie, erano costretti ad andarsene. La mia generazione da questo punto di vista è più fortunata. Oggi si può andare via solo per scelta e non perché costretti. Io ho deciso di restare perché il mio percorso di studi legato alla Giurisprudenza poteva tranquillamente svolgersi all’ateneo catanzarese. Non bisogna neppur far passare il messaggio che chi va via è un vigliacco. Le scelte sono personali. Oggi c’è più possibilità di restare e io ritengo che sia opportuno dare più chance alla nostra terra". M.P.: "La mia scelta è stata dettata da un caso personale. All’inizio appena diplomato sono andato a Roma. Un problema familiare mi hanno riportato qui. I mesi in cui sono stato fuori avevo comunque sempre pensato di ritornare". A.G.: "La mia è una generazione sottovalutata ma che in realtà ha dato e continua a dare molti segnali di ripresa. La mia è una visione marcatamente ottimista che si distacca da chi si limita a qualificarci solo come quelli degli smartphone e dei social network. E poi siamo una generazione consapevole in quanto attraverso le varie forme di arte e di scrittura viene espressa la volontà di recuperare il passato, le radici su cui fondare il futuro. Aggiungerei anche una generazione dotata di grande vitalità. Ma io ai giovani voglio dire di credere nei propri mezzi e nelle proprie potenzialità, e di non vendersi, mai". M.P.: "Apatica e a tratti disamorata. Di contro ti dico che la mia generazione è altamente informata, istruita e preparata. A tratti disamorata. Io credo che i giovani hanno l’obbligo di sognare e devono avere il coraggio di perseguire i loro sogni. Se questo viene meno scaturiscono una serie di emozioni negative che portano a provare una sfiducia generale". 11 Quella di rimanere nella tua città, a differenza di molti tuoi coetanei, è stata un scelta? Come definisci la tua generazione? A.G.: "Non mi piace inquadrare con categorie generiche delle realtà molto più complesse. Se ci limitiamo a parlare del centro storico non possiamo negare che attualmente, a causa anche dell’effetto della crisi economica che attanaglia tutto il Paese, sta Catanzaro spesso è stata definita una città per vecchi, cosa ne pensi?

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L'INTERVISTA DOPPIA Come immagini Catanzaro tra dieci anni? non può dare nessuna speranza a questa città. Spero che tutta quella gente che si lamenta si renda conto che la politica non è un corpo estraneo all’interno della società, ma è la diretta espressione della società stessa. Se il cittadino catanzarese non si sente riconosciuto eppure ritiene che la classe politica sia inadeguata, incapace, ignorante, deve fare qualcosa per cambiarla. Per deduzione logica se chi fa politica è considerato mediocre allora significa che rappresenta una città mediocre, oppure, e questa è la mia tesi, vuol dire che ci sono larghe parti della città che potrebbero incidere di più e migliorare la rappresentanza politica ma non lo fanno. Bisogna però ricordare che non è solo la politica a decidere e determinare l’andamento una città, c’è tutto un modo a partire dagli ordini professionali a finire all’associazionismo che non gira come dovrebbe". M.P.:"Immagino uno sviluppo fortissimo del quartiere marinaro, se ci sarà a monte la capacità di capire che quello può essere il volano di indotto turistico ed economico per tutta la città. Nel quartiere marinaro la città deve identificare anche un competitor turistico rispetto ad altre zone balneari dell’hinterlad di Catanzaro. Bisognerà dare delle vocazioni ad ogni zona. A mio parere quella turistica va riconosciuta al quartiere marinaro, mentre vocazioni di servizi al quartiere Germaneto. Per il centro auspico un futuro con una forte connotazione culturale caratterizzata dal recupero della vita universitaria. Il centro dovrà avere anche un’ulteriore caratteristica che è quella commerciale. In centro mancano i parcheggi e le strisce blu sono care. Oggi i commercianti del centro sopravvivono solo con gli abitanti perché non c’è più qualcuno che viene da fuori ad acquistare". A.G.: "Spero che le cose cambino. Attualmente chi amministra ste sono occupate abusivamente da Rom. Ciò rende indisponibili e destinano alle persone in difficoltà economiche, duemila di quele case per chi ne ha realmente bisogno e continua ad aumentare il processo sia di ghettizzazione che di illegalità. L’attenzione dell’Amministrazione ci deve essere anche nella cura dei dettagli per far sentire la presenza dello Sato. Ho chiesto al Prefetto di rafforzare la presenza delle forze dell’Ordine in queste zone per cercare di rallentare il fenomeno della microcriminalità". A.G.: "I saggi di Umberto Eco e quelli di Pasolini, mentre per quanto riguarda i classici gli scritti di Leopardi, e le poesie di Montale. A mio parere anche la lettura di un romanzo è una lettura politica per le idee che riesce a trasmettere". M.P.: "Il Principe di Machiavelli è un testo che mi ha particolarmente colpito ai tempi della scuola. Leggo molto Severnini per un’attenzione che lui ha al linguaggio e alla formazione della cultura umana. Sono stato amante anche della Divina Commedia per il racconto di quell’Italia che Dante riesce a regalarci attraverso il suo sguardo su Firenze". A.G.: "Io personalmente no, ma ho conosciuto persone che hanno questo problema. È un problema che esiste tra la mia generazione e anche tra i giovanissimi. Non è più solo la marijuana ma a proliferare sono le droghe sintetiche e la cocaina. Non c’è serata in cui in un locale non mi capita di leggere in faccia a qualcuno che ha fatto uso di roba del genere. Il fatto che i costi per il reperimento di queste sostanze si sia abbassato notevolmente è qualcosa di terribile. Gli effetti sono devastanti, ad esempio la cocaina ti cambia il carattere e i comportamenti . Bisognerebbe aumentare la campagna di informazione e portarla avanti con una comunicazione più incisiva. E poi attivare un sistema di controllo più efficace". M.P.: "Non ho mai fatto uso di droghe. Ma a Catanzaro c’è un problema diffuso e una grande facilità di reperimento di queste sostanze. Ci sono zone dove lo spaccio avviene alla luce del sole. Tra questi anche i Giardini di San Leonardo , luogo molto frequentato dagli adolescenti. Non c’è un controllo efficace. Se parliamo di droga parliamo anche di mafia perché la filiera del processo di spaccio degli stupefacenti è originata ben in alto e che vede nei famosi pesci piccoli quelli che di fatto la smerciano ai ragazzini. Questo processo purtroppo è entrato nelle scuole e quindi l’attenzione deve essere alta non solo da parte delle Forze dell’Ordine ma anche dei docenti. La famiglia ha un ruolo fondamentale ma ci sono tanti casi in cui non si tratta di un processo di mancata educazione, non è sempre un fallimento del genitore". A.G.: "Le mie idee sono di sinistra, a cui appartengono i principi di partecipazione democratica, cioè di partecipazione dal basso, ma anche valori di solidarietà tra persone e della non violenza, e dell’antifascismo. Io credo che le ideologie esistano ancora. Quando si parla di buona politica si fa riferimento ad una nozione vuota che va riempita di contenuti, e questi si trovano solo nelle idee che appartengono esclusivamente a chi ha un orientamento". M.P.: "Secondo me oggi non esistono i partiti. Io attualmente non mi rivedo in nessun partito di centrodestra. Si è perso il ruolo del partito, la volontà di discutere e di confronto. Se i partiti volessero veramente formare e far crescere una classe dirigente su dei valori e su degli ideali e di creare dei momenti di confronto. La politica ormai, soprattutto quella locale, è fatta soprattutto di persone e non di espressioni di partiti. Non essendoci il ruolo del partito vengono meno anche gli ideali".● Esistono ancora le ideologie? Qual è il tuo orientamento politico? Hai mai fatto uso di droghe? Quali sono le letture che ti hanno formato? A.G.: "Sono molto poche le cose sotto cui un catanzarese si riconosce sotto una bandiera. Una di queste è la squadra di calcio, è un’insegna identitaria della comunità. Così dovrebbe essere anche per il centro, il vero cuore di una città. Nel centro bisogna far abitare le persone e non puntare al trasferimento dell’Università. Bisognerebbe attuare delle politiche di lunga gettata che prevedessero degli importanti sgravi fiscali per chi ristruttura e fitta appartamenti della zona". A.G.: "Ci sono stati errori storici nel creare dei quei quartieri che sono diventati dei ghetti. Mi riferisco al quartiere Aranceto e a Viale Isonzo. In queste zone sono presenti e attive delle forme aggregative che vanno incentivate e sostenute. A d esempio un’iniziativa efficace è quella organizzata dall’associazione “Libera” che organizza il doposcuola per i bambini. Per quanto riguarda la microcriminalità è necessaria una presenza maggiore dello Stato. Ci sono posti in cui non si può entrare. È evidente che serve un controllo maggiore. Le Forze dell’Ordine sono a volte impotenti perché mancano le risorse, ma tutti sanno quali sono i centri di spaccio, eppure non si interviene. Sono posti in cui si intuisce che manca la presenza dello Stato". M.P.: "È in assoluto il problema più importante della città. Per quanto l’amministrazione comunale abbia dato un segnale di cura delle periferie inizialmente, oggi purtroppo continuano a vivere una situazione di abbandono. Delle scelte scellerate hanno fatto si che intere generazioni di Rom siano state accalcate tutte nella stessa zona creando una difficile comunità. Sono state ghettizzate. Ciò ha fatto proliferare una situazione di criminalità diffusa in quei quartieri. Su tremila abitazioni che il Comune e l’Aterp detengono 12 Uno dei problemi di Catanzaro è legato alla morte del suocentro storico, cosa ne pensi? E dei problemi legati ai quartieri sud della città?

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I nstallare un sistema di sorveglianza a bordo di un piccolo drone di 50 x 50 centimetri; guidato dal software, la telecamera a bordo del veivolo può seguire un'auto a 300 metri dal suolo, può controllare una curva di tifosi durante una partita di calcio, trovare un disperso sotto le macerie percependo il calore del corpo con i raggi infrarossi; tutto ciò seguendo le immagini su di un tablet o su Google Glass. Ecco l’idea di Diego Fasano, fondatore della Connexxa, il resto lo fanno la preparazione professionale e la determinazione sua e dei suoi collaboratori. Utilizzando la sinergia con un’altra piccola società di Ravenna, una srl a un euro per neolaureati, hanno lavorato insieme e a Giugno il prototipo era pronto e presentato ad una fiera internazionale a Londra. In seguito Fasano conclude accordi commerciali con un'azienda per distribuire il drone in tutto il Nord America e a Luglio chiude accordi in Pakistan e Messico. La Connexxa, di Diego Fasano, è nata nel duemila in una periferia di Catanzaro, da allora è cresciuta fino a fatturare 4,5 milioni l'anno. Nascosti in un “open space” sopra una vecchia palestra non più in uso, i programmatori della Connexxa sviluppano soprattutto due tipi di innovazione. Producono e vendono, non solo in Italia, software medicali; sempre più spesso però, specie di recente, creano sistemi di vigilanza.Grazie a un programma della Connexxa, le porte dei luoghi più “sensibili” degli aeroporti di Malpensa e Linate si aprono automaticamente se riconoscono l'iride di un occhio registrata in precedenza. A Salerno, le telecamere della Connexxa sorvegliano i luoghi dove potrebbero verificarsi sversamenti illegali di rifiuti industriali: sono collegate a un software che analizza miliardi di dati dalle immagini e le segnalano alle forze dell'ordine non appena nota movimenti anomali. La Connexxa, che per ragioni di necessità commerciale ha sedi anche a Roma e Milano, non ha mai pensato, per quanto ci è dato sapere, di andare via da Catanzaro. I giovani ingegneri di viale Magna Grecia TALENTI DI CASA NOSTRA Straordinaria “succes story” imprenditoriale targata Catanzaro di ERNESTO MAURO Nella foto in alto, Diego Fasano, fondatore di Connexxa; Nel tondo un esempio del sistema Connexxa, una storia di successo non sono meno bravi di quelli della Silicon Valley. Qualche tempo fa, passando dinnanzi alla vetrina di una libreria della nostra città, la mia attenzione è stata attratta da un libro dal titolo “La Via di Fuga” di Federico Fubini, edito da Mondadori; il perché dell’attrazione, fu subito chiaro quando iniziai a leggerlo. In quel libro, tra l’altro, c’era il racconto di una “success story”, targata “CZ”, come quella dell’impresa di informatica e nanotecnologie Connexxa. Per il momento, questa storia di successo imprenditoriale, ha attirato l’attenzione di Fubini ed è già un bel risultato. Catanzaro e la Calabria tutta, aspettano che su queste realtà positive si posi anche lo sguardo di chi ha il compito di indirizzare le risorse finanziare pubbliche, che le aiutino a crescere e magari ne promuovano la nascita anche di nuove, qualunque sia il settore in cui opereranno. ● 13

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TALENTI DI CASA NOSTRA I l writing, o anche detto graffitismo, è un movimento sociale, culturale e artistico diffuso in tutto il pianeta. Si basa sull’espressione della propria creatività attraverso interventi sui manufatti delle periferie urbane. Spesso si sono verificati fenomeni gravi di violazione e di sfregio di opere pubbliche, che nulla hanno a che fare con l’arte. Per questo motivo molti comuni in Italia si sono attivati per gestire il fenomeno istituendo le “Hall Of Fame”, cioè dei posti autorizzati legalmente per writers. Anche nel quartiere marinaro della nostra città, da poco si possono trovare degli spazi dedicati ai graffiti. È lì che abbiamo incontrato un gruppo di giovani Writers catanzaresi, che dimostrando grandi capacità artistiche hanno rappresentato il mondo dei cartoni nella Scuola Materna di Casciolino, nel parco giochi dedicato ai bambini e su alcuni tratti del water front del lungomare di Catanzaro. Si tratta dei “Subway family”, il quartetto composto da Valerio, leader del gruppo, Umberto, laureando in architettura, Ilario, studente di grafica e illustrazione e Salvatore, laureando in Scienze dell’Amministrazione. I quattro giovani artisti hanno avviato il proprio progetto quattro anni fa, realizzando una propria galleria con l’esposizione di una ventina di tele eseguite con tecnica fotografica in bianco e nero che riportano alla luce le strutture urbane abbandonate della periferia catanzarese. “Rediscovering Ethereal Unknow Places” riscoprire luoghi eterei e sconosciuti. La loro è un’attività di ricerca di strutture dimenticate, inutilizzate e perciò del tutto invisibili ai più. Attraverso i loro occhi e i loro scatti foto14 Mondo wr Viaggio nel mondo dei writers: i giovani talenti catanzaresi e l’arte dei graffiti di ROSARIO FITTANTE grafici questi posti hanno ripreso una nuova vita, nuovi colori. Abbiamo rivolto qualche domanda al leader del gruppo, Valerio, per saperne di più sull’arte del graffitismo. Come è nata la passione per l’arte dei murales? "All’età di sedici anni sono rimasto molto colpito dai disegni che i ragazzi più grandi realizzavano nei posti più strani, e da allora la curiosità si è trasformata in passione. Il mio percorso artistico ebbe inizio con le bombolette spray e successivamente sono passato all’aerografo. Poi ho continuato come tatuatore. La nostra arte mescola i graffiti con la fotografia. Le opere realizzate su tela sono il risultato di un lavoro iniziato circa due anni fa con i miei amici, che riporta alla luce strutture ormai dimenticate invisibili all’occhio del normale cittadino, nonostante ripercorrere quei luoghi più volte al giorno". "Una bella esperienza, iniziata collaborando con una società di Milano produttrice di bombolette spray per la realizzazione di lavori su commissione tra Los Angeles, Hollywood, Beverly Hills e tutta la fascia costiera della California. In America abbiamo portato l’arte italiana dei graffiti “ Italian Style”, abbiamo dipinto la struttura muraria esterna dei cinque centri presidenziali di Hollywood, poi quella di fronte alla galleria d’arte Man One a Los Angeles. Un breve periodo in Germania e di nuovo in Italia tra Milano, Firenze e Roma, adesso mi sono definitivamente stabilito a Catanzaro e mi occupo oltre che di graffiti e pittura, anche di tatuaggi". "Scegliamo il punto adatto per disegnare e realizziamo i nostri disegni. Poi con la fotografia facciamo il resto, tutto questo Ci racconti qualcosa sul periodo trascorso in America? Come nascono i vostri graffiti?

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iters avviene in luoghi posti ai margini della città abbandonati e inaccessibili, il nostro intervento li toglie dal degrado e dall’anonimato, rendendoli belli e gradevoli dandogli un nuovo punto di osservazione". Condannate esplicitamente gli imbrattatori che deturpano l’ambiente e danneggiano le cose pubbliche? "Spesso ci confondono con chi imbratta e danneggia le opere pubbliche con frasi che non hanno nulla a che fare con noi, siamo Writers Artist che studiano i luoghi raccontando attraverso i disegni l’abbandono delle periferie. Il nostro è un percorso artistico dove ogni lettera ogni forma racconta qualcosa, è uno stile variegato che trasporta delle emozioni nel totale rispetto dell’ambiente".● 15

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