Libro Infiorata - Introduzione e Storia

 

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questa opera è stata realizzata con il contributo dell amministrazione provinciale di roma e con il patrocinio del comune di gerano testi don giovanni censi referenze fotografiche archivio iconografico s maria ricerca e documentazione storica michele cacciaguerra enrico spagnuolo grafica e impaginazione ivano massotti si ringraziano per la fattiva collaborazione il comune di gerano la confraternita della madonna del cuore l associazione pro loco l associazione culturale trellanum il centro giovani g.i.a.c la redazione di gerano stop rosella e alberta felici silvia latini marilena ficorella andrea eumeni renzetto proietti massimo paolini © 2003 proprietà letteraria gruppo infioratori gerano roma nessuna parte di questa pubblicazione può essere fotocopiata o comunque riprodotta anche su supporto magnetico senza le dovute autorizzazioni tutti i diritti riservati

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presentazione presidente gruppo infioratori michele cacciaguerra 6 el progetto giubileo 2000 non poteva mancare l idea di mettere in cantiere la pubblicazione di un libro sulla manifestazione che costituisce il vanto di un intero paese l infiorata di gerano vuole ripercorrere il cammino culturale che i maestri infioratori geranesi hanno tracciato per onorare una tradizione religiosa ormai secolare È un contributo il nostro che parla al presente pur rimandando a una storia lontana fatta di valori religiosi di entusiasmo di gioia creativa e perché no di fatica se ciò è stato possibile nel tempo e senza nessuna interruzione neppure in periodi di guerra e di altri drammatici eventi lo si deve certamente al felice connubio di fede ed arte che se ovunque ha dato alla nostra nazione autentici capolavori qui a gerano ha trovato un espressione del tutto particolare con l invenzione del meraviglioso tappeto floreale che rappresenta il capostipite di tante altre infiorate credo sia importante sottolineare come il contenuto artistico che caratterizza il nostro impegno è stato perpetuato senza mai deflettere dalle primitive spontanee forme espressive del nostro popolo perché tuttora l infiorata di gerano si avvale di petali di fiori e di essi soltanto senza mai cedere alla tentazione di avvalersi di materiali diversi che pure sono molto utilizzati in altre infiorate inoltre i quadri sono tuttora disegnati direttamente col gesso sul terreno ingrandendo in scala un bozzetto ed evitando perciò calchi di carta preparati in precedenza e adagiati sul suolo procedimento certamente meno apprezzabile della riproduzione del disegno sulla nuda pietra ciò non vuol dire che non si siano fatti gli opportuni sforzi per migliorare una tecnica che si è affinata grazie al confronto con altre espressioni del medesimo genere che misurandosi ogni anno coi sempre più vari e particolari temi dell infiorata ne hanno perfezionato la resa artistica alla luce di tutto ciò consapevole del prezioso tesoro che la fede ha regalato a un piccolo paese del centro italia il gruppo infioratori di gerano anche tramite questa pubblicazione rinnova l impegno di perpetuare una tradizione che ormai coincide con l identità di tutto un popolo e che ci rende fiduciosi di poter coniugare nel miglior modo i valori del passato con i propositi e le attese del presente n il presidente michele cacciaguerra

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presentazione senatore paolo barelli uesta pubblicazione ci introduce nel mondo geranese con la sensibilità e la competenza che questo amato territorio merita nella pubblicazione oltre a ricordare le tradizioni del passato si guarda al futuro valorizzando il presente come non essere affascinati da una iniziativa che propone suggestive fotografie partendo dal secolo scorso e giungendo fino ad oggi sfogliando le pagine è possibile ammirare i paesaggi le chiese gli scorci gli ameni riprodotti con esemplarità e genio con i petali di fiori colorati messi assieme in un mosaico con pazienza certosina la rarità di questi eventi riconduce al gusto e alla sensibilità di artisti per documentare il valore di questi maestri pubblicare un libro legato alle tradizioni del paese è sicuramente un evento attraverso la storia dell infiorata di gerano si vuole riscoprire i luoghi di questa meravigliosa parte della valle dell aniene e ritrovare le tracce della sua storia e della sua cultura q 7 senatore paolo barelli

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presentazione assessore provincia di roma leonardo catarci 8 mia ferma convinzione che l italia sia uno scrigno che contiene tesori non solo là dove tutti si aspettano di trovarli ma in ogni suo angolo perciò inizialmente non mi ha stupito sapere che è un paesino di circa mille abitanti gerano a detenere l invidiabile primato di aver allestito la più antica infiorata artistica d italia nata nel 1750 in onore della madonna del cuore ciò ha destato invece la mia meraviglia è stato constatare quanta passione entusiasmo perizia arte si celi dietro la realizzazione dell infiorata di gerano che ci si trovi dinanzi a una manifestazione artistica è fuori discussione quando ho potuto vedere le foto relative alle infiorate realizzate nel corso degli anni mi è capitato di dubitare che certi volti umani certi scorci paesaggistici fossero stati realizzati davvero con dei petali di fiori sono convinto che riprodurre la smorfia di totò e ottenere un ciclo turneriano che domina la cupola di s pietro sia non solo arte ma arte purissima realtà trattata con un mezzo espressivo che la ricrea sotto una forma nuova finissima e potente al tempo stesso ho avuto la riprova di quanto affermo interrogando gli artisti geranesi e chiedendo loro come fosse possibile ottenere sfumature ed effetti tanto espressivi credo che il sorriso che mostrano quando si pone loro una domanda del genere sia la prova più evidente di una sicurezza nei loro mezzi e di un orgoglio che hanno ogni ragione di esibire innanzitutto rispondono la nostra oltre che la più antica è una vera infiorata perché è realizzata usando esclusivamente petali di fiori e non altri materiali secondo i fiori sono scelti con la massima cura in parte raccogliendoli in loco in parte comprandoli presso i migliori mercati nazionali infine è importantissimo il lavoro di spetalatura cioè della separazione dei petali da ciascun fiore quando i petali sono troppo grossi li sminuzziamo in pezzi più piccoli sino ad arrivare se necessario alle dimensioni di un coriandolo in modo da ottenere i dettagli e le sfumature desiderate se a tutto ciò aggiungiamo il fervore religioso che ha dato origine a questa manifestazione artistica atto di fede che ogni anno si rinnova in modo commovente al momento del passaggio della madonna del cuore sul magnifico tappeto floreale credo che si possa a ragione annoverare l infiorata di gerano fra le più belle e complete manifestazioni del genio e del sentimento religioso di un intera comunità È dunque con ammirazione e lasciatemelo dire con grande gioia che ho dato il mio apporto alla realizzazione di un libro interamente dedicato a porre l infiorata della madonna del cuore nella luce che merita perché contribuisca a illuminare le coscienze di un popolo che ha creato una realtà dove interiorità e forma si sono fuse armonicamente per dare la prova più evidente della condivisione di una fede antica e profonda e l assessore leonardo catarci

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presentazione sindaco di gerano giorgio fubelli o sempre pensato che l infiorata e la devozione alla madonna del cuore fossero per il nostro paese una ricchezza straordinaria un tesoro da custodire gelosamente ma anche da far conoscere ed apprezzare per questo l amministrazione comunale ha voluto contribuire alla realizzazione di un opera importante come il libro dell infiorata e dedicare alla più grande tradizione del nostro popolo un museo iniziative di cui potranno sicuramente beneficiare le generazioni future con l obiettivo di accrescere l entusiasmo e la passione intorno ad una tradizione che affonda le sue radici molto lontano nel tempo un filo di continuità che dura da secoli e lega le migliaia di persone che dal lontano 1740 ad oggi hanno realizzato questo stupendo omaggio floreale alla madonna del cuore lo abbiamo fatto attraverso una perla un libro con oltre duecento anni di infiorate raccontate attraverso foto consumate dal tempo e ricordi particolari legati a questo o a quell anno questa pubblicazione ci fa rivivere le emozioni vissute dai nostri padri ed è capace di trasmettere quelle sensazioni che solo un amore sconfinato per la madonna del cuore possono dare un grazie infinito a quanti in quest opera hanno dedicato tempo e speso energie in particolare al presidente del gruppo infioratori michele cacciaguerra e a quanti hanno messo a disposizione materiale di ogni genere necessario a completare l opera di ricerca a tutti coloro che in un modo o nell altro hanno collaborato insieme abbiamo dato ai nostri figli un messaggio importante preservare la nostra storia e la nostra cultura mantenendo viva la devozione per la madonna del cuore rinnovandola ogni anno attraverso la nostra antica e meravigliosa arte dei fiori h 9 il sindaco giorgio fubelli

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gerano cenni storici giovannicensi conserva d acqua di villula romana in loc muraglia e stesi boschi di castagno ed oliveti circondano l ameno colle di gerano prospiciente la pianura le case si adagiano su un terreno tufaceo morfologicamente simile alla greca montagna delle gru gherania da cui il nome di gheranos gerano l origine storica di gerano s intreccia con quella più antica della valle del giovenzano in cui fin dall alto medioevo prende il nome di trellanum prima vico poi colonia e infine massa divenendo il centro terriero e boschivo più importante in questa terra di confine abitata inizialmente dai latini confinante in parte con i sabini e con gli equi roma insedia la cittadina di trebula suffenas fiorente dal iii secolo a.c al iv secolo d.c con la decadenza dell impero romano e la scomparsa del municipio di trebula i cittadini riguadagnano le sorgenti del giovenzano stanziandosi presso la domusculta o curtis domnica di s anatolia vi secolo dai villaggi sparsi sulla massa giovenzana viene a costituirsi il vico trellanum capoluogo della colonia omonima parte più fertile e strategica della massa nel processo d incastellamento svoltosi tra il ix e il x secolo trellano 936-1051 prima convive e poi travasa i suoi abitanti trellanenses sul vicino monte giranum già castrum dal 21 luglio 1005 in tal modo gli annosi contrasti tra il vescovo di tivoli e l abate di subiaco per il possesso della pingue massa giovenzana si riversano sul castello di gerano nel 971 s inserisce nella controversia anche la comunità dei monaci di s cosimato vicovaro rivendicandone dei diritti a partire dal privilegio di giovanni x 926 e del breve di marino ii si moltiplicano i documenti emanati dai papi o principi in favore dell una o dell altra parte gli homines trellanenses-giranenses sanno abilmente sfruttare la rivalità dei feudatari riuscendo ad emanciparsi prima degli altri coloni della massa e conquistando il diritto alla libera conduzione dei terreni alodia i feudatari non desistono e nel 1077 gerano viene divisa in tre parti due castellanie ecclesiastiche vescovile ed abbaziale ed un oligarchia sorta dalla sottrazione di beni delle precedenti operata dal campanino lando di civitella l abate giovanni v della famiglia degli ottaviani reagisce forti 11 coppetta funeraria con vernice nera ii sec d.c tomba presso la chiesa di s anatolia trabeazione con triclifi s maria epigrafe tombale portico comunale frammento di tomba iisec d.c incorporato sulla facciata di s anatolia.

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12 ficando il poggio marino per stringere d assedio gerano e poi sborsate 150 libbre d argento ne riprende la metà occupata vi costruisce un palazzo una torre ed una cappella privata sulla parte alta del centro storico il gesto non viene gradito dal vescovo adamo di tivoli e dopo alterne trattative il papa gregorio vii 10771078 già a conoscenza come nunzio della controversia geranese decreta che gerano resti sempre diviso in due castellanie ambedue i prelati vi possano liberamente accedere e difendersi e si impegnino ad ultimare la costruzione della rocca palazzo e torre dopo il ladrocinio di bertraimo nel 1112 ed un nuovo assedio da parte dell abate giovanni il paese torna allo statu quo confermato dalla bolla di pasquale ii 1115 gode quindi di una breve parentesi di tranquillità durante il periodo del vescovo manfredo 1110-1119 benedettino come giovanni con l abate pietro iv 1123-1145 seguono nuove lotte ambigui approcci di pace 1126 ed un improvviso attacco e distruzione del poggio di casapompuli 1128 nel frattempo costruito e sorvegliato dai tiburtini sul colle antistante gerano finalmente nel 1145 l abate rainaldo giura al conte rainerio di riconsegnare tutte le decime e i beni tiburtini in territorio geranese l abate simone ne ratifica l atto firmando la pace nella chiesa di s anatolia tra i testimoni figura il notabile giovanni di gerano discendente di lando È il 16 maggio 1169 esattamente due secoli e mezzo dopo il sorgere dei primi conflitti per il possesso della massa giovenzana e del castello trellano-geranese gerano paese a lungo conteso seguiterà ad essere ambito per altro breve tempo cioè fino all estinguersi delle forze feudatarie e all affermarsi della propria autonomia comunale questa in principio si coagula attorno ai boni homines ai rappresentanti del popolo il comestabile e i massari ai responsabili dei due feudatari i castellani e ai capi delle insorgenti corporazioni di artigiani tutti impegnati a difendere il proprio territorio e lavoro e a sottoscrivere ogni anno l assisia o convenzione delle pretese del padrone sintomatica è la convocazione del popolo in piazza s maria del 22 agosto 1327 da parte dei due castellani giacomo di affile e pietro luzi contro la guerra scatenata da mattia di antiochia discendente di corradino di svevia e signore del feudo di anticoli come anche la convenzione e le prestazioni di servizio dovute in denaro o in opera al padrone del 1436 dove vi partecipano il castellano bartolomeo ferrari il contestabile bartolomeo magistri pauli i massari buzio e antonio ciani e giovanni palmeri il notaio benedetto di cecco magistri pauli per le imposte sublacensi e a garanzia del popolo i commissari buzio ciani e andrea suffie eletti per la circostanza con la promulgazione degli statuti di subiaco del card giovanni torquemada 1455 anche gerano redige un corpo di leggi che ne tutela le consuetudini ed il patrimonio agricolo-boschivo-tessile-artigianale e anche se la copia pervenutaci è tardiva 1646 cioè del tempo del contestabile bernardino maturi e dei massari bernardino zielli e giacomo pisanelli in esso le varianti apportate in quell anno non modificano l ordinamento giuridico-civile del paese i centoquattro articoli di cui si compone sanciscono l accurata vigilanza per il rispetto dell abitato delle colture agricole e boschive delle fontane del territorio e dei valori della tradizione fontana di ciocio ii sec d.c in margine scritto d inchiostro rosso e di prima mano idest giranus regesto tiburtino doc v 978 p 36 n nomine domini temporibus gregorii vii pape breve recordationis inter a episcopum et i abbatem de castris giranum a domno gregorio papa diffinitum est ut prephatus abbas medietatem predicti castri cum medietate ipsius roccae et cum medietate ipsius pertinentiis quemammodum a predictoribus decessoribus illorum episcopis videlicet et abbatibus antiquitus diffinitum est et sicut eiusdem castri habitatores ab episcopis sancti laurentii per locationem tertio genere seu aliquo alio modo i regesto sublacense doc 48 1077-1078 p 88 torre dell abate giovanniv 1077

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socio-religiosa in sintesi le leggi riflettono le due grandi risorse del territorio coltivazione dei terreni prati orti vigne terreni a canapa lino canne fieno grano miglio spelta avena farro ecc e sfruttamento dei boschi anzi 3/4 degli articoli vertono sulla salvaguardia del demanio boschivo e alberi da frutto legna ceppi rocchiati massoni affacciati tavole piane e massaccioli filagne e picchetti mele pere nocchie fichi olive castagne querce farne cerri ecc sul versante religioso l impulso del concilio di trento raccolto prima dai vescovi tiburtini v andrea croce ai quali gerano era ancora legato per la giurisdizione episcopale poi dai card abati commendatari con l erezione dell abbazia nullìus nel 1638 sprona e cementa il paese attorno alle due chiese parrocchiali e loro istituzioni registrando anche un forte incremento economico e demografico basti pensare che dal 1674 sinodo del card carlo barberini al 1774 visita del card giovannangelo braschi futuro pio vi la popolazione si raddoppia passando da 650 a 1357 persone infatti i commendatari per lo più cardinali e membri di famiglie nobili borghese colonna barberini ecc promuovono con decreti ordinanze e sacre visite la vita religiosa e civile del piccolo centro fino all annessione nel 1752-53 al stato pontificio già da tempo operano a s maria le confraternite del ss.mo sacramento e del ss.mo rosario poi inglobate da quella della madonna del cuore all annunziata quella omonima a favore dei poveri ammalati e pellegrini dell ospedale e la dotazione di 10 scudi alla zitella a s lorenzo stanno sorgendo quella dei suffragi dei cinturati di s monica e di s rocco circa gli edifici sacri di poco conto risultano le prime modifiche operate a s maria in parte ordinate o registrate sotto il governo del card antonio barberini nel 1640 come l abbattimento del malandato vecchio campanile sostituito da uno nuovo in fase di costruzione v l attuale e la segnalazione di un infelice condizione della romanica chiesa del sec x ridotta ad uno sgraziato trapezio più consistenti i lavori del 1675 sotto il card carlo barberini che pur di ottenere un minimo ampliamento richiede l abbattimento della casa parrocchiale la prima chiesa invece ad essere completamente ristrutturata ed ampliata per effetto dell aumento demografico è quella posta fuori della porta maggiore cioè s lorenzo xi sec che non presenta difficoltà di espansione con progetto di giulio camporesi e capomastro g francesco fontana negli anni 1786-1797 poi nel 1851 si trasforma ed ingrandisce s maria con disegni e progetti di g valadier 1835 con prelievi in loco del figlio luigi m valadier l abbattimento di alcune case e la finale realizzazione dell arch g castagnola e del capomastro liborio capitani sui muri perimetrali di questi edifici compresi quelli di s anatolia vengono incorporati reperti archeologici romani rinvenuti negli antichi siti del territorio medesima sorte capita alla chiesa di s anatolia vi sec tra il 1858 e il 1893 divenuta troppo angusta per le folle che nei giorni 9-10 luglio per la ricorrenza appunto della patrona e della fiera confluiscono al santuario geranese due incisioni del pittore inglese edward lear 1838 fotografano sia la santa copia del bombelli che l afflusso dei commercianti e pellegrini accampati sul prato antistante intanto nella chiesa arcipretale di s maria si è venuta a svilup via porta amato 13 affresco dell annunziata 1600 via dellascivolata

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14 pare una particolare devozione da parte dei geranesi verso la madonna del cuore tra l altro insigne dipinto di sebastiano conca pervenuta in paese nel 1729 in occasione delle missioni predicate da due padre gesuiti ottavio ruschi e giovanni b crivelli l attaccamento e la speciale venerazione mariana dei geranesi portano tra l altro in breve tempo all allestimento e all omaggio dell originale infiorata in onore della madre di dio è già festa il 26 aprile del 1738 e la sacra congregazione dei riti confermerà il tutto nel 1742 al papa pio vi che in quanto card commendatario giovanni angelo braschi aveva visitato e venerato la madonna del cuore gerano dedica una lapide commemorativa proprio sotto l immagine miracolosa e questi una volta papa elargisce preziosi arredi sacri alla chiesa di s maria e nel 1783 l indulgenza plenaria ai pellegrini devoti di s anatolia v epigrafe il 1729 è l anno della venuta della madonna e anche quello in cui muore a 74 anni fra tommaso da cori 1655-1729 per noi il beato tommaso dichiarato santo da papa giovanni paolo ii l 11 dicembre 1999 e guardiano del convento di civitella costui predilesse i geranesi non solo in vita per il suo intenso apostolato svolto a gerano dove spesso risiedeva presso la famiglia masci ora timidei in via del palazzo ma anche dopo morte infatti tra i 25 miracoli da lui operati tre avvennero a favore dei geranesi e di questi due vennero utilizzati per la causa di beatificazione dell apostolo del sublacense nel 1774 il consiglio comunale decide di costruire una pubblica fontana nella piazza presso la chiesa di s lorenzo per condurvi l acqua detta di leo per beneficio del pubblico nel 1760 si chiede al congregazione del buon governo un finanziamento per la costruzione di un nuovo locale per un pubblico archivio nel 1809 i poveri del paese si rivolgono direttamente al papa trovandosi nelle massime angustie per la sospensione dell uso delle macinette a mano dette molelle per la mancanza delle quali sono costretti il più delle volte ad andare a dormire senza l uso del pane infatti questi macchinari manuali per la macina del grano erano stati proibiti dal subappaltatore del macinato alessandro lupi la supplica dei geranesi dichiarata veritiera dall arciprete don luciano lelli e dai pubblici rappresentanti venne accolta dal pontefice pio vii udienza del 22 aprile 1809 che tramite il card falzacappa ordinava la restituzione e l uso delle macinette la carenza di mole se ne registrano solo due e per di più tardive legata alla scarsità di corsi d acqua causerà noie ai geranesi con i carabinieri anche subito dopo l unità d italia nelle lotte per il macinato È merito del card diacono paolo orsi mangelli rendere percorribile in carrozza l empolitana al tempo della sua nomina a presidente della comarca e pro-presidente della congregazione del censo nel 1835 a gerano il cardinale aveva dato in sposa sua figlia chiara avuta dalla moglie veneziana elisabetta dei conti valmarana a bonaventura manni e spesso vi soggiornava come anche il figlio francesco per la pace e amenità di queste colline nel 1887 a s anatolia ad accogliere il card monaco la valletta con il popolo le autorità ed il clero suona la banda musicale già costituitasi come società da alcuni anni e alla quale l amministrazione comunale inizia a far pervenire il suo contributo sia per l acquisto degli strumenti che per il sussidio al maestro 1886 insieme a quello versa sul calendario del sinodo diocesano del card carlo barberini roma 1674 p xxxv annotazione a penna della festa della madonna del cuore all anno 1738 relazione dell e.mo abate alla s congregazione dei riti occasione qua in castro jerani meae abbatiae sublacensis rr.pp societatis jesu quinque fere ab hinc annis sacras missiones expleverunt illam b.mae virginis imaginem quam in iisdem sacris missionibus circumferre solent et exhibere populorum cultui per spatium sexdecim mensium reliquerunt in ecclesia matrice praedicti castri quo tempore maxima totius populi devotione ibidem venerata fuit dicta est del cuore ee.vv romae hac die 12 settembre 1742 j.b card spinola abate comm macina a mano o molella

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to per i maestri delle scuole elementari ritenendo l attività idonea all educazione e alla cultura a questo punto prima di segnalarvi altri soggiorni in paese per la verità non troppo graditi ascoltiamo alcuni cronisti del tempo g moroni 1854 riferisce non di spregevole posizione ove è collocata questa terra antica che sul tufo venne edificata un aere mediocre respirandovi stanziata da persone rispettose che sommano il numero di 1.200 ai campestri lavori all arti ed al traffico applicate ubertosissime sono le campagne che consistono in amene colline ed in estesa pianura da molte acque continuamente innaffiate da a palmieri 1887 apprendiamo alcuni del popolo si industriano nel commercio e dentro il paese vendonsi pannine varie chi traffica sul carbone e molti sulle legna segate di castagno altri nell allevare i filugelli bachi da seta e le sete di gerano sono assai belle e morbide ed alla capitale più care di altre si vendono gli abitanti sono per la maggior parte agricoltori e producono vino olio patate e cereali grande festa è per s anatolia in suo onore si allestisce una fiera e in tale occasione si aprono caffè trattorie osterie botteghe diverse e si tiene anche una tombola circa la genuinità dei prodotti e delle merci scambiate in fiera il consiglio comunale si era interessato con un regolamento nel 1856 l mariani 1793-1855 riporta una notizia inedita crebbe il malumore allorché nel 24 giugno 1739 fu pubblicata la rigorosa proibizione del tabacco tumultuarono marano e agosta gerano e cerreto si posero in aperta sedizione e seguitarono a coltivarlo a viva forza birri ne andavano per arrestare i contravventori ma quei popolani si armarono si opposero e i birri fuggirono spediva allora il governo di roma una compagnia di soldati corsi gerano e cerreto fortificavansi ai primi scontri si intromise il card commendatario procurando una generale amnistia gerano e cerreto tornavano al buono nel 1798 con l avvento della repubblica romana i francesi razziano il paese di tutti i preziosi in nome del loro motto libertà religione fraternità rastrellano 155 scudi da cedole obligazionarie e 35 libre di argento dalle chiese lasciando bontà loro per paura di una sommossa del popolo il reliquiario argenteo della protettrice s anatolia nelle lettere indirizzate dal presidente g.b tomasetti e dal pretore g.m bagnani al cittadino arciprete d luciano lelli si fa notare al sacerdote che sanno con certezza che non ancora tutto è stato consegnato nelle loro mani la decantata ospitalità dei geranesi verso la fine dell ottocento viene messa a dura prova dall apparire di un nuovo sito topografico la morra dei briganti ed è così infatti dopo aver dato stanza alla guarnigione dei soldati abbaziali presso la torre ai papalini al palazzo signorile nella via omonima ai carabinieri nella caserma in piazza s maria o appunto detta dei carabinieri si permette anche ai banditi di avere un loro un punto di incontro in contrada bosco caratello nei pressi del paese questi boschi hanno sempre rappresentato la via d uscita più sicura verso il confine del regno di napoli situato poco oltre i monti simbruini i briganti avranno pur avuto le loro buone ragioni nel combattere le forti disuguaglianze sociali dell epoca ma è certo che i loro mezzi non erano di quelli raccomandabili infine la sera dell otto settembre del 1860 dopo la disfatta di mentana una colonna di 600 garibaldini guidata dal colonnello orsi cfr a.p.s.m compagnia del ss.mo sacramento 1798-1818 lettera n 1 repubblica francese p 1 15 busto argenteo di s anatolia ambito del g.b bernini caserma dei carabinieri in piazza s maria unità d italia

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