Philasport n. 74

 

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Aprile/Giugno 2010

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Editoriale PHILA-SPORT - PAG. 1 N. 74 APRILE/GIUGNO 2010

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Stai ? ? ? o d n lavora IMPORTANTE ... SPORT IN UN ... SOL QUADRO Mortegliano 11-12 settembre 2010 vale pe r tutti! buon lavoro! PHILA-SPORT - PAG. 2 N. 74 APRILE/GIUGNO 2010

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Juan Antonio Samaranch Un grande uomo di sport, un grande filatelista, un grande amico un grande Presidente del Cio, PHILA-SPORT - PAG. 3 N. 74 APRILE/GIUGNO 2010

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Io vorrei ricordarlo così di Stefano Meco Dopo la fantastica avventura di Colonia, come ormai accade da qualche tempo, io e Pasquale Polo siamo risaliti in macchina alla volta dell’ Italia in compagnia di Maurizio Mazzoneschi e di Maurizio Tecardi che altrimenti sarebbero rimasti chissà per quanto tempo in villeggiatura forzata nella città tedesca. Nell’ultimo anno grazie a questa abitudine di viaggiare tutti insieme in auto, ho avuto modo di conoscere da vicino la vita filatelica del nostro presidente e molti aneddoti accaduti durante i raduni del CIO. Puntualmente molti discorsi sono culminati nel ricordare le bellissime giornate che ha trascorso in varie parti del mondo in compagnia del suo grande amico e come lui stesso afferma “il mio unico capo” Juan Antonio Samaranch. Attraverso i racconti di Maurizio, un giovane ed inesperto collezionista è riuscito a conoscere per fama prima e di persona poi (nella 14^ mostra olimpica di Varsavia dello scorso anno) Il signore dei giochi olimpici, che grazie alla sua passione per il collezionismo ha permesso a moltissimi appassionati di essere partecipi e diventare gli attori principali di questo fantastico mondo. Tecardi e Samaranch alla fiera olimpica di Varsavia Una delle ultime cose che ci siamo dette in macchina è stata che fino a quando ci fosse stato Samaranch in vita, sarebbe rimasta invariata da parte dei membri e fondatori della commissione culturale del comitato olimpico la volontà di continuare ad organizzare con amore e passione le fiere che radunano genti da ogni parte del mondo e che sono uniti dallo spirito olimpico. Ebbene quella stessa sera il presidente onorario è stato ricoverato a Barcellona per una insufficenza cardiaca che se lo è portato via due giorni più tardi all’età di 89 anni. A nome di tutti i giovani collezionisti vorrei permettermi di dire....CIAO PRESIDENTE Il presidente Samaranch con i giovani dell’ U.I.C.O.S. PHILA-SPORT - PAG. 8 N. 74 APRILE/GIUGNO 2010

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Neanche il vulcano ferma i collezionisti Il logo della manifestazione Nella città tedesca di Colonia dal 16 al 18 Aprile si è svolta la quindicesima fiera mondiale dei collezionisti olimpici e sportivi. Molti i partecipanti attesi per l’evento e che purtroppo a causa dell’eruzione vulcanica in Islanda si sono visti cancellare il volo e quindi costretti a rinunciare a partecipare alla manifestazione. Nonostante le molteplici defezioni forzate, Pierangelo Brivio e Roman Babut in testa, le sale che hanno ospitato l’evento sono state invase da numerosi esperti del settore che hanno portato con sè numerosi cimeli dello sport. Il programma prevedeva anche l’esposizione denominata “GLOBAL OLYMPIC COLLECTING COMPETITION”, svoltasi sotto l’egida del CIO ed alla quale hanno partecipato collezioni con varie categorie di oggetti, francobolli, cartoline, annulli ed altro materiale filatelico ed anche, medaglie, pins, biglietti, fiaccole olimpiche, maglie, etc…una specie di “collezione Open” esposta all’interno dei saloni del museo olimpico e sportivo tedesco. I partecipanti al concorso Secondo il responso di giurati e pubblico, il premio per la migliore partecipazione è andato al nostro segretario Pasquale Polo con la collezione sul ciclismo “Attraverso i colori dell’iride: I Campionati del Mondo di Ciclismo”. Pasquale Polo mostra i cimeli della sua collezione Il nostro segretario Polo durante la premiazione da parte del coordinatore filatelico del CIO Maiden. PHILA-SPORT - PAG. 9 N. 74 APRILE/GIUGNO 2010

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Oltre a Pasquale un altro socio dell’ U.I.C.O.S. Rufin Schullian si è distinto con la sua collezione su “Torino 2006”. Rufin Schullian ritira il diploma di partecipazione Il viaggio di Pasquale ed il sottoscritto non era cominciato nel migliore dei modi, anzi rischiava di non iniziare affatto; giovedì pomeriggio, data prevista per la partenza alla volta di Colonia infatti, a seguito della nuvola vulcanica c’è stato prima il rinvio e poi l’annullamento del volo. Da pionieri del collezionismo sportivo abbiamo deciso in pochi attimi di raggiungere Colonia a qualsiasi costo ed appena giunti all’ aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, abbiamo noleggiato una vettura e siamo partiti. Dopo 13 ore di viaggio, con l’amico Alfiero Ronsisvalle nel cuore (che avrebbe dovuto partire con noi, ma che non era in grande forma per sostenere tutte quelle ore di viaggio), siamo arrivati presso il Novotel di Colonia... sembrava ed è stata una avventura da sogno. L’ U.I.C.O.S.è stata anche questa volta rappresentata con un buon numero di partecipanti, oltre al presidente Maurizio Tecardi, erano presenti alla manifestazione Mario Capuano ed il suo staff, Domenico di Pinto, Maurizio Mazzoneschi, Pasquale Polo, Rufin Schullian, Massimiliano Bruno ed il sottoscritto dall’Italia. Erano inoltre presenti Thomas Lippert, Bob Farley, e molti membri dell’ IMOS, la nostra consorella tedesca che ha organizzato la manifestazione. Tra i volti noti abbiamo riconosciuto Heiko Volk, Andre Zanirato, Manfred Winthernheimer, la casa d’aste Agon ed il mio amico e corrispondente da Lipsia Peter Leinemann. Alcuni membri dell’ U.I.C.O.S. presenti a Colonia PHILA-SPORT - PAG. 10 N. 74 APRILE/GIUGNO 2010

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di Massimiliano Bruno OLYMPIC FAIR 2010 di COLONIA: diario di un viaggio...vulcanico PHILA-SPORT - PAG. 11 N. 74 APRILE/GIUGNO 2010

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I Campionati del Mondo di Calcio In questo articolo viene ripercorsa la parte più bella ed importante della storia del calcio attraverso i due tornei che negli anni hanno dapprima fatto innamorare la gente a questo sport “il campionato del mondo di calcio della coppa Rimet” e poi sono diventati una parte importante della vita dell’ essere umano con la seconda manifestazione del mondiale di calcio che mette in palio la coppa F.I.F.A. Il campionato mondiale di calcio nasce per iniziativa del presidente della F.I.F.A. “Federation International Football Association” (Federazione Internazionale delle Associazioni Calcistiche), il francese Jules Rimet, e vide la sua 1ª edizione in Uruguay dal 13 luglio al 30 luglio 1930 con la denominazione ufficiale di “Campeonato Mundial de Football”. Le successive edizioni si sono svolte a cadenza quadriennale e solo in due occasioni, nel 1942 e nel 1946, a causa della seconda guerra mondiale, il torneo non ebbe luogo. Questa formula è a tutt’oggi valida. Dal 1962 al 1970 il campionato venne denominato Coppa del Mondo “Jules Rimet” in omaggio al suo fondatore, scomparso nel 1956. Il trofeo come da statuto della F.I.F.A. e’ stato assegnato al Brasile nel 1970, che con il successo di Città del Messico per 4 a 1 sull’Italia fu la prima nazionale in grado di vincere tre edizioni. la città natale di J. Rimet Jules Rimet nacque in Francia nella città di Theuley-les-Lavoncourt il 14 Ottobre 1873, fu eletto presidente della Federazione Francese di calcio l’11 Aprile 1919 e divenne poi nel 1921 presidente della F.I.F.A. fino al 1954. Jules Rimet e la coppa La storia del trofeo inizia il 29 maggio 1928, quando nella sessione C.I.O. di Amsterdam su proposta del francese Henry Delaunay, approvò il primo campionato mondiale di calcio per nazioni. Il presidente della F.I.F.A. Jules Rimet accolse la proposta dell’ Uruguay di organizzare il torneo in concomitanza con il centenario della propria indipendenza ed in riconoscimento alla sua supremazia nel calcio di quel periodo, grazie alle due vittorie olimpiche del 1924 e del 1928. Venne stabilito che il premio per la vittoria del torneo doveva essere una coppa che Rimet fece realizzare all’orafo parigino Lafleur (cresciuto alla scuola del famoso Cartier). Abel Lafleur, coniò una PHILA-SPORT - PAG. 12 N. 74 APRILE/GIUGNO 2010

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statuetta raffigurante una vittoria alata (Nike) che reggeva una coppa ottagonale. Le caratteristiche del trofeo erano di un peso complessivo pari a 3800 grammi, di cui 1800 grammi in oro a 18 carati ed un’ altezza di 30 centimetri. Per la prima edizione del mondiale uruguaiano, la coppa raggiunse il Sudamerica a bordo della nave italiana Conte Verde, che salpò da Villefranchesur-Mer, vicino Nizza, il 21 giugno 1930. Sulla stessa nave viaggiavano Jules Rimet e i giocatori delle Nazionali francese, romena e belga (l’altra delegazione europea, quella jugoslava, viaggiò su un’altra nave che secondo alcune fonti si tratterebbe della nave Florida). Il piroscafo Conte Verde che portò Rimet e 3 nazionali europee in Uruguay per il primo mondiale Le peripezie della coppa Rimet Dopo aver vinto il titolo in casa nel 1934, la coppa fu rimessa in palio e portata a Parigi prima dell’inizio del campionato del mondo di Francia 1938. Nel mondiale transalpino, ci fu la riconferma del titolo nella finale di Colombes, ma allo scoppio della seconda guerra mondiale la coppa suscitò l’interesse da parte dei nazisti che volevano impadronirsene per l’ oro. Fu allora prelevata segretamente dalla banca dove era in deposito, dall’ingegner Ottorino Barassi, segretario della Federcalcio e vice presidente della F.I.F.A., che la nascose nella sua abitazione in piazza Adriana. (l’Italia avrebbe dovuto custodirla fino al momento della consegna alla nazione organizzatrice del Mondiale successivo), i nazisti perquisirono l’abitazione dell’ing. Barassi nonostante questi avesse dichiarato che la coppa era stata presa in custodia dal CONI. Il trofeo fu messo in salvo in una scatola di scarpe nascosta sotto il letto ed i tedeschi incredibilmente non la trovarono. Lo stesso Barassi portò poi la coppa in Lussemburgo nel 1946. Nel marzo del 1966 l’Inghilterra, paese ospitante del Campionato Mondiale in quell’anno, per l’avvenimento organizzò una mostra di francobolli sportivi di grande valore presso la Westminster Central Hall, esponendo il trofeo. Il 20 34 marzo, la coppa venne rubata. Le indagini portarono all’arresto di Edward Bletchley, un portuale quarantasettenne disoccupato. Bletchley aveva inviato a Joe Mears, presidente della Football Association, presso la sede di Lancaster Gate, una richiesta di riscatto pari a 15.000 sterline) ed un frammento del basamento di marmo del trofeo.Il tutto si risolse il 27 marzo, quando un cagnolino di nome Pickles (‘sottaceto’), di proprietà di David Corbett mentre era fuori col suo padrone, ritrovò la coppa avvolta in un giornale sotto una siepe di un giardino della periferia di Londra. Come misura di sicurezza, la English Football Association chiese alla F.I.F.A. l’ autorizzazione a creare una replica del trofeo da usare durante le celebrazioni. Il permesso fu negato ma la copia fu comunque commissionata in segreto ad un gioielliere londinese, George Bird, e da questi realizzata in bronzo dorato. Fu utilizzata per le varie celebrazioni successive fino al 1970 anno in cui la coppa originale fu assegnata al Brasile e la copia restituita al suo creatore. PHILA-SPORT - PAG. 13 N. 74 APRILE/GIUGNO 2010

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Le peripezie della coppa Rimet La Coppa Rimet fu rubata definitivamente il 19 dicembre 1983, dalla sede della Confederazione Brasiliana di Calcio; si dice che la stessa fu fusa e che la vendita dell’oro fruttò ai malviventi 15.500 dollari. La Confederazione commissionò una replica fatta da Eastman Kodak, usando 1800 grammi d’oro. Questa replica venne presentata al presidente brasiliano nel 1984. A seguito della morte di George Bird, artefice della copia nel 1966, i suoi eredi decisero nel 1997 di vendere quest’ ultima in un’asta come “replica” ed un prezzo di riserva di 20.000-30.000 sterline che parve eccessivo a molti, dato lo scarso valore intrinseco dell’oggetto (circa un decimo). Forse proprio per questo si fece strada in qualcuno l’idea che si trattasse della coppa originale; l’asta fu vinta dalla F.I.F.A. al prezzo astronomico di 254.500 sterline. Fu poi verificato che il trofeo era effettivamente una copia e la F.I.F.A. lo mise in mostra al National Football Museum a Preston. A causa della seconda guerra mondiale il torneo non si disputò per uno spazio temporale di 8 anni e fu quella la sola ed unica volta. Il campionato del mondo quindi vide la sua terza edizione nel 1950 e cioè nel primo quadrienno disponibile dopo il conflitto. Durante il periodo bellico, rimase solo il ricordo del torneo disputato nel 1938 in Francia e tanta nostalgia. Lettera spedita da un soldato francese durante la seconda guerra mondiale in franchigia militare dopo aver disegnato a mano il francobollo emesso nel 1938, in occasione del mondiale transalpino. Il Brasile vincendo per la terza volta il torneo, dopo Svezia 1958 e Cile 1962, entro’ in possesso definitivamente del trofeo. Nel 1971 la F.I.F.A. istituì un concorso per la nuova coppa e l’italiano Silvio Gazzaniga, vincitore, realizzò l’attuale trofeo denominato da subito “Coppa F.I.F.A.”. Alla prima edizione del 1930 parteciparono solamente 13 squadre che diedero vita a 18 incontri, il primo dei quali fù disputato il 13 Giugno tra il Messico e la Francia che vinse per 1 a 4. Questo incontro vide quindi tra le note statistiche la realizzazione del primo goal in assoluto in un campionato mondiale; lo segnò il francese Lucien Laurent. Lucien Laurent Grande enfasi fu data all’evento dal paese organizzatore che pubblicizzò l’evento in tutte le maniere così come voluto da Rimet al fine di rendere popolare il torneo ed il gioco del calcio. “URUGUAY ORGANIZA EL PRIMER CAMPEONATO MUNDIAL DE FOOTBALL” La coppa Rimet La coppa del mondo FIFA PHILA-SPORT - PAG. 14 N. 74 APRILE/GIUGNO 2010

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Successivamente, a ridosso dell’evento con vari slogan si invitavano tutte le nazionali a partecipare ad una amichevole manifestazione Ad oggi tra Coppa Rimet e F.I.F.A. la nazionale che vanta il maggior numero di vittorie, risulta essere il Brasile con 5 titoli, 3 per la Rimet il primo dei quali nel 1958 in Svezia battendo nella finale del 29 Giugno a Goteborg, la nazionale padrona di casa per 5 a 2 e che vide tra le altre cose l’esordio della perla nera Edson Arantes Do Nascimento Pelè, il 15 Giugno a Goteborg in Brasile – Russia ed il suo primo goal 4 giorni più tardi contro il Galles. EL CAMPEONATO MUNDIAL DE FOOTBALL SERÁ UN CERTAMEN DE CONFRADERNIDAD” Alcune nazionali rinunciarono, per il lungo viaggio da affrontare via mare e qualcuno afferma anche per come vennero intimoriti dai messaggi che arrivavano da Montevideo: Lettera raccomandata della Federazione Brasiliana di calcio, spedita il giorno di emissione del francobollo commemorativo la prima vittoria mondiale del Brasile del 1958 ed autografata dalla “Perla Nera” Pelè. “EUROPA Y AMERICA DISPUTARAN SUPREMACIA EN FOOTBALL” Definite le nazionali partecipanti, i padroni di casa diedero il loro benvenuto a tutte le squadre: Francobollo commemorativo della quinta vittoria mondiale del Brasile in Corea del sud - Giappone 2002 con gli autografi del capitano Cafù e dei compagni di squadra Kakà, Ronaldinho e Dida. “URUGUAY CONGREGARÁ EN 1930 A TODOS LOS FOOTBALLERS DEL MUNDO” PHILA-SPORT - PAG. 15 N. 74 APRILE/GIUGNO 2010

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