Le-Campane-di-San-Giuliano-144-Dicembre-2014

 

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Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como n. 144 dicembre 2014 Concorso Presepi Ricordo di Don Titino

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SOMMARIO 3 È Natale 4 Il Natale cristiano 5 6 Concorso presepi 2014 Lasciamoci commuovere dal bambino nella 100 anni e non dimostrarli! Anniversari di matrimonio È passato un anno da quando don Titino Il tradimento della scienza medica Per il sì alla vita la fantasia dell’amore In Gesù Cristo il nuovo umanesimo Il Vescovo a S. Giuliano Il quadro con il re di Francia La pecora nera mangiatoia Potete trovare e sfogliare “Le Campane di San Giuliano” anche sul sito www.parrocchiasangiulianocomo.it 8 9 10 12 13 14 17 18 19 ci ha lasciato PER RIMANERE AGGIORNATI IN “TEMPO REALE” SULLE ATTIVITÀ DELLA PARROCCHIA CONSULTATE IL SITO www.parrocchiasangiulianocomo.it E ISCRIVETEVI ALLA NEWS LETTER. Programma festività Natalizie 2014/2015 2 dicembre 2014 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como NOVENA DI NATALE Martedì 16 dicembre Ore 7.00: S. Messa --Mercoledì 17, giovedì 18, venerdì 19, lunedì 22 dicembre Ore 7.00: Lodi mattutine --Sabato 20 dicembre Ore 8.00: Lodi mattutine --Martedì 23 dicembre Ore 7.00: S. Messa --Mercoledì 24 dicembre Ore 8.00: Lodi mattutine --CONFESSIONI Sabato 20 dicembre dalle 14.00 alle 17.45 --Mercoledì 24 dicembre dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 18.30 --GIORNATA DI COMUNITÀ Domenica 21 dicembre --- ORARI SS. MESSE NATALE Mercoledì 24 dicembre Ore 18.00: S. Messa vespertina nella vigilia Ore 23.30: Veglia natalizia e S. Messa della Notte --Giovedì 25 dicembre – Natale del Signore SS. Messe alle ore 10.00 e 18.00 --SANTO STEFANO Venerdì 26 dicembre S. Messa alle ore 10.00 --MARIA SS. MADRE DI DIO Mercoledì 31 dicembre Ore 18.00: S. Messa e canto del “Te Deum” --Giovedì 1 gennaio 2015 SS. Messe alle ore 10.00 e 18.00 (solenne) --EPIFANIA DEL SIGNORE Martedì 6 gennaio SS. Messe alle ore 10.00 e 18.00 Ore 15.00: benedizione dei bambini --FESTA DI S. GIULIANO Domenica 18 gennaio Ore 10.00: S. Messa e vestizione dei nuovi chierichetti e delle nuove ministranti Giornata di comunità: nel pomeriggio estrazione lotteria e premiazione del concorso presepi

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È Natale “C he cosa possiamo dire di fronte all’infinitamente grande che si fa infinitamente piccolo? Di fronte ad un Dio che viene a visitarci umile e povero? Più che parlare dovremmo stupirci. Dovremmo avere lo stupore di un bambino che scopre i regali sotto l’albero, che contempla in silenzio il presepe, che sa cogliere le sfumature che troppo spesso noi adulti nemmeno distinguiamo. Stupore, dunque. E insieme un grande senso di indegnità. Perché proprio a noi, perché proprio a me questo dono, questo Dio che apre le braccia per accogliermi, oggi in una culla, domani sulla croce? Perché proprio a me, che sono così affezionato ai miei difetti e ai miei peccati? Forse proprio per questo. Perché Dio vuole dirmi che il peccato non è ineluttabile, che la forza dell’amore vince, che posso anch’io essere parte di un grande progetto di salvezza per l’umanità intera. Un progetto che ha il volto tenero di un Bambino e sfigurato di un Crocifisso. Sono gli abissi dell’Amore di Dio e oggi, a Natale, siamo chiamati a contemplarli, lasciandoci pur prendere dalle emozioni e dai buoni sentimenti, perché a Natale davvero possiamo permetterci di essere più buoni e possiamo fare gli auguri a chi non sentiamo da anni e a chi ha qualche rancore con noi e a chi di solito nem- di Don Roberto Buon Natale! Don Roberto Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como meno salutiamo. A Natale siamo giustificati! A Natale possiamo mettere da parte l’orgoglio, la durezza di cuore e tutto quello che ci impedisce di fare un passo verso l’altro, senza la tentazione di apparire deboli o sciocchi. A Natale possiamo persino permetterci il lusso di andare a Messa senza sentirci bigotti, magari solo un po’ incoerenti, ma in fondo siamo abituati a ben altri compromessi nel resto dell’anno…A Natale Gesù ci entra in casa! E porta con sé un carico di regali: qualche sorriso in più, qualche stretta di mano e qualche abbraccio in più, chissà, forse anche una preghiera in più. Dio ci riempie dei Suoi doni tutti i giorni. Il Natale dovrebbe aiutarci a riscoprire proprio questa realtà quotidiana. Me lo auguro. Ve lo auguro. 3 dicembre 2014

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di Fra. Ma. Il Natale cristiano 25 Dicembre 2014 4 dicembre 2014 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como Natale di Chi? Forse, molti neppure se lo chiedono. Una delle date più popolari e note al mondo è cer tamente quella del 25 dicembre. La data della nascita di Gesù. Occorre che i cristiani si riapproprino del Natale. È una festa strappata di mano e fatta propria dalla pubblicità, dal consumismo. Per molti il Natale è soltanto il giorno dei regali da fare, in ossequio ai precisi dettami della moda. È il giorno dello scambio di auguri… ne abbiamo tutti bisogno in questi tempi. È il giorno della famiglia unita, che ricorda la bellezza degli affetti: anche questo “fa’ Natale”. Ma il Natale cristiano, è Altro! I cristiani scoprono di non essere più padroni del Natale ma possono essere custodi del senso profondo di questa festa soltanto con uno stile di vita differente. Tocca ai cristiani far riscoprire all’uomo di oggi l’identità ineffabile di questa festività a loro espropriata. La riflessione cristiana fa di questa festa il giorno nel quale il desiderio di ogni uomo è di vedere il volto di Dio, che si realizza nel volto di Gesù. A Natale Dio cerca casa sulla terra perché vuole restare accanto a ciascuno di noi e per questo diventa uno di noi. A Natale Dio, in Gesù, cerca ogni uomo per dirgli che la sua dignità più grande è quella di essere “figlio di Dio”, come dice il vangelo: “A quanti l’hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio…” (Giovanni 1,12). La meditazione sul Natale diviene così disvelamento della vera e profonda identità di Dio e di noi stessi. Così rifletteva papa Paolo VI: “La prima condizione per vivere bene il Natale è quella di consegnargli la sua autenticità religiosa”. Forse proprio il clima diffuso di preoccupazione e incer tezza potrebbe aiutarci a ripensare alla vera realtà del Natale. Dispiace che a ricordarcelo non sia la nostra coscienza cristiana ma la crisi economica che stiamo tutti vivendo. Essa, ancora una volta, farà percepire di più la lontananza che esiste tra gli uomini, la for tuna di pochi e la pover tà di tanti! Sarebbe bello vivere questo Natale riscoprendo innanzitutto il nostro rappor to di preghiera con il Signore, purificando con il sacramento della Riconciliazione il nostro cuore. Custodire il senso profondo di questa festa significa anche accogliere l’invito ad assumere stili di vita connotati da solidarietà e da sobrietà, che ti fanno rinunciare a qualcosa per donare un sostegno a chi fatica nell’esistenza di ogni giorno. Ci conceda il Signore, di vivere un Natale vero, cioè un Natale cristiano..

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CONCORSO PRESEPI 2014 di Gabriella Butti Eccoci finalmente all’ormai tradizionale “concorso dei presepi”. Momento atteso con trepidazione da tanti bambini della nostra parrocchia. Ognuno potrà sbizzarrirsi con la fantasia: l’importante è che il presepe sia fatto “in casa”, senza le solite statuine comprate. Le regole per partecipare sono rimaste le stesse: - ai partecipanti verrà fornita una tavola quadrata di 50 cm di lato - non potranno essere utilizzati elementi preconfezionati (statuine, alberi, case, ecc.) - tutto dovrà essere frutto della creatività, con ogni tipo di materiale e tecnica. I presepi dovranno essere consegnati da sabato 13 dicembre a sabato 20 dicembre in oratorio (da lunedì a sabato dalle ore 14.30 alle ore 17.30 e la domenica dalle 11.00 alle 11.30) e resteranno esposti in chiesa fino al giorno della premiazione. Ogni presepe dovrà essere corredato da una breve scheda (6 righe al massimo), che ne illustri la tecnica e gli eventuali simbolismi. La premiazione avverrà domenica 18 gennaio 2015 alle ore 16.00 in chiesa, ed ogni famiglia ritirerà il proprio presepe entro la settimana successiva. Anche quest’anno i presepi esposti in chiesa potranno essere votati dai parrocchiani. A tutti però chiediamo un po’ di correttezza, per non abusare dei tagliandini per il voto che troverete sul tavolino in fondo alla chiesa. PER FAVORE, OGNI VOTANTE PUO’ VOTARE AL MASSIMO PER DUE PRESEPI! LA GIURIA SI RISERVA IL DIRITTO DI ANNULLARE I TAGLIANDINI CON LA STESSA SCRITTURA, PRESENTI IN NUMERO SPROPOSITATO. 5 dicembre 2014 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como

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Dalla lettera per il Tempo di Avvento e di Natale del Vescovo Diego Coletti Lasciamoci commuovere dal bambino della mangiatoia vi raggiungo con questa lettera all’inizio del nuovo anno liturgico e pastorale, per svolgere con voi qualche considerazione sul tema delle relazioni di familiarità da vivere nella comunità cristiana e da offrire a tutti coloro che incontriamo nel nostro cammino. Come sapete quest’attenzione par ticolare mi è stata segnalata dall’assemblea sinodale diocesana che si è svolta nello scorso mese di Aprile. Come a dire: mi è stato consegnato per voi il frutto di un discernimento comunitario largamente condiviso. Il mio compito è quello di accogliere e confermare autorevolmente quanto abbiamo maturato insieme, dare un cer to ordine alle idee, esprimerle in modo chiaro e avvincente, e favorire la loro traduzione in scelte e in stili di vita cristiana, riprendendo quanto ho già accennato nel piccolo fascicolo intitolato “Una Chiesa in cammino” itinerario pastorale per l’anno 2015, che dovrebbe essere già a vostra disposizione. … Carissimi, siamo all’inizio di C are sorelle e cari fratelli, 6 dicembre 2014 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como un nuovo anno liturgico. L’atmosfera familiare dell’Avvento e del tempo di Natale dovrebbe aiutarci a rinnovare propositi di attenzione alle prossimità che, come c’insegna il Vangelo, non sono determinate dai confini che noi tracciamo, ma dalle necessità di chi incontriamo, magari emarginato e violentemente buttato fuori strada, lungo il cammi-

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SPERANZA NEL NATALE no da Gerusalemme a Gerico. Siamo pronti a lasciarci commuovere dal Bimbo posto in una mangiatoia, che condivide il confor to dello sguardo materno con la pungente pover tà della biada di un asino e di un bue? Forse dobbiamo ripartire da lì: dalla commozione di una prossimità che Dio ha scelto per noi; di una familiarità che Egli ha liberamente voluto per rivelarsi a noi Padre e Fratello, donandoci lo Spirito Santo della Loro comunione divina. Un dono, una grazia. Ma anche una responsabilità di cui dovremo dare conto. Perché a chi è stato dato molto, molto sarà chiesto! Un Dio così “familiare” come il Padre di Gesù, il Figlio Benedetto e il loro Santo Spirito, desidera conformare a questa familiarità tutta la nostra vita, la nostra testimonianza al Vangelo e il nostro impegno di costruire un mondo che sia per tutti casa accogliente e scuola di amore fraterno. Solo questo può essere il senso vero e pieno del nostro augurarci Buon Avvento e Buon Natale! Diego, Vescovo Como, 30 Novembre 2014 Prima Domenica di Avvento È dicembre verrà Natale Gesù bambino sta’ per tornare. In questo paese così messo male cosa rischia di trovare? Musi lunghi, dimostrazioni. grida, scritte e contestazioni. Su vieni presto Gesù bambino! Fai sentire la tua presenza a chi non ha nessuna speranza. Porta la pace nei nostri cuori rendi sereno il nostro domani. Fa’ che torniamo a congiunger le mani a recitare la bella preghiera che ti ringrazia mattino e sera. E i nostri sogni fioriranno nella notte più bella dell’anno. Giuditta 7 dicembre 2014 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como

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di Aura Taroni 100 ANNI e.. non dimostrarli! Già, perché il 22 ottobre 1915, nasceva al cielo San Luigi Guanella, fondatore dei “Servi della Carità” e delle “Figlie di S. Maria della Provvidenza”. Per riassumere ciò che è stato questo prete-montanaro, si può dire che è stato un uomo che ha fatto la carità, ma è anche giusto e doveroso dire che l’incommensurabile carità di Dio ha fatto Don Guanella! Il 24 ottobre 2014, la grande famiglia guanelliana ha aperto l’anno del centenario della morte del “padre della carità”, del “prete matto”, del direttore “dell’arca di Noè”... (tanto per citare alcuni appellativi!!!), con una S. Messa nella cattedrale di Como, dando così un tocco di sobria solennità ad un cammino che per 12 mesi offrirà tanti spunti di riflessione, di impegno, di crescita, ma anche di gioia, quella indelebile che nasce dal senso di appartenenza, di corresponsabilità ad un ‘opera incredibile, nata dal nulla o meglio, nata da una fede capace di spostare le montagne! Le iniziative, a partire appunto dalla data appena citata, saranno tante perchè tanta è la passione dei sacerdoti e delle suore dell’opera guanelliana. L’orgoglio di continuare quanto era nella mente, ma soprattutto nel “cuore” di San Luigi Guanella, è palpabile quando osservi, da vicino, il fervore con cui i suoi preti e le sue suore si mettono in gioco e si rimboccano le maniche affinchè la carità arrivi ovunque ve ne sia necessità! “Don Guanella, 100 anni fa, non è nato al cielo, ma si è diviso per moltiplicarsi nel cuore di quanti sono stati chiamati a lavorare nella sua messe!”. 8 dicembre 2014 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como Don Guanella

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Il nostro DOPOSCUOLA di Diego, Pietro 1, Giulia, Alì, Pietro 2, Annalisa, Jonida, Desiana, John, Sofia, Zainab, ... 9 dicembre 2014 CI TROVIAMO: Tutti i lunedì e i mercoledì dalle ore 14,30 alle 16,30. Se finiamo presto, facciamo una partita a calcetto, qualche tiro in campo o ...due chiacchere tra amici. Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como

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È passato un anno da quando don Titino ci ha lasciato l suo cuore ha cessato di battere nella notte tra il sabato 4 e domenica 5 gennaio. La comunità che si era riunita in chiesa per la Santa Messa domenicale, ha appreso che don Titino ci aveva lasciati per recarsi alla Casa del Padre. Per la comunità di San Giuliano è stata una grande perdita, ma rimane sempre vivo nel cuore di chi ha avuto il piacere e l’onore di conoscerlo. Di don Titino abbiamo recuperato alcune dichiarazioni apparse sulla stampa (preferiva parlare poco, soprattutto in pubblico, amava di più il fare al dire) che qui riportiamo. Dal 2004 aveva trasferito la sua residenza nella nostra Parrocchia. “Don Titino Levi, parroco emerito di Prestino, rievoca attese e risvolti diocesani del Vaticano II Chi ascoltava rimaneva incantato dalla qualità e nitidezza dei ricordi e dalla precisione con la quale don Titino Levi citava date lontane nel tempo. Parlava spesso del Concilio Vaticano II, soprattutto nella catechesi del giovedì pomeriggio. Don Titino “ha inventato la parrocchia di Prestino - dove fu prevosto dal 1964 al 2004 - e ha fatto la storia dello scoutismo cattolico in Diocesi di Como”. Del Concilio Vaticano secondo amava dire che “non fu una trovata improvvisa”. Papa Giovanni XXIII lo indisse il 25 gennaio 1959, per aprirlo ufficialmente l’11 ottobre 1962 «ma fu il frutto di un lungo percorso precedente». I riferimenti all’esperienza personale sono precisi e aiutano a comprendere. «Il mio primo incarico, quando divenni prete nel ’46, fu a Tirano. Durante le messe si recitava ancora il rosario. Noi tutti, allora giovani, sentivamo che la liturgia aveva bisogno di fare progressi. I precursori del Concilio, evidentemente, c’erano già?». Don Titino fu incaricato di lavorare nel mondo dello scoutismo. «Lì imparai il senso di avventura, di ricerca, la dimensione comunitaria della liturgia che cercava di superare il formalismo». I ricordi di don Titino sul Concilio si affollano. «… personalmente sentivo il Concilio come un tempo d’attesa. Un anno prima dell’indizione, nell’ottobre 1961, con gli scout facemmo una marcia di preghiera andando a piedi fino al Santuario della Madonna del Bosco, vicino a Sotto il I 10 dicembre 2014 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como

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Francesco Mascolo Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como Monte, paese natale del Papa. Poi ne parlammo con monsignor Ettore Cunial, vicegerente della Diocesi di Roma. Ci disse: “Questo sarà il vero secondo Concilio della storia della Chiesa. Il primo fu quello di Gerusalemme”». Un aspetto interessante è il dopo-Concilio in un territorio di periferia. «Erano gli anni in cui a Como si registrava una forte immigrazione dal Sud Italia. Nacquero nuovi quartieri, per lo più disordinatamente, dove l’Istituto autonomo case popolari trovava terreni per costruire alloggi destinati ai nuovi arrivati. La Chiesa di Como si mosse e prese in mano questo problema a Muggiò, a Sagnino, a Prestino. Fu una concomitanza, ma non casuale. La Chiesa conciliare andava incontro alla gente». Un altro aspetto di grande novità si ebbe nella liturgia, fino ad allora incardinata secondo rigidi canoni formali che concedevano poco al popolo. «Io divenni parroco di Prestino a metà del 1964, quindi a Concilio già inoltrato. Cercammo di recepire il nuovo spirito. Staccai l’altare dal muro. Recepimmo le novità nel canto, nelle preghiere, nella proclamazione della Parola da parte sia dei ragazzi, sia delle ragazze. Cercammo di vivere in atteggiamento comunitario senza stranezze. Fu un crescendo». Nella corrente del Vaticano II nacquero i consigli pastorali ispirati da don Virgilio Bianchi, poi direttore del “Settimanale della Diocesi” e della cui cooperativa editrice don Titino Levi fu presidente: «Un giornale colloquiale, sorto all’insegna del senso di amicizia e non di battaglia» Per sottolineare la riconoscenza della città per il suo profondo senso della fede ed impegno sociale dieci anni fa, nel 2004, il Comune di Como gli aveva conferito l’Abbondino d’Oro motivando quella che è la più importante benemerenza civica cittadina con il grande impegno che don Titino aveva profuso nell’aggregazione dei ragazzi. Non a caso fu lui a fondare il Gruppo Scout Como III poco dopo il suo arrivo a Prestino, quartiere costruito negli Anni ’60. Per 25 anni è stato insegnante all’Istituto Caio Plinio di Como. In molti in città ricordano il suo incarico di docente di religione che lo impegnò per oltre un quarto di secolo tra gli studenti dove intere generazioni di ragionieri sono arrivati alla maturità grazie ai suoi insegnamenti non solo come docente ma anche come assistente spirituale, tanto che ancora oggi i suoi allievi lo ricordano come “il Santo protettore degli studenti”. DAL CIELO Dal cielo tutti gli angeli videro i campi brulli senza fronde ne fiori e lessero nei cuori dei fanciulli che aman le cose bianche. Scossero le ali stanche di volare e da allora discese lieve, lieve, la fiorita neve. Umberto Saba 11 dicembre 2014

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“IL TRADIMENTO della scienza medica” Professore Antonio G. Spagnolo Se l’eutanasia, attraverso i casi Brittany o i casi dell’eutanasia pediatrica in Belgio, sta entrando prepotentemente prima nelle coscienze dei cittadini e poi nei sistemi giuridici del mondo occidentale “sarà anche colpa dei medici e della medicina che assecondano le richieste dei pazienti in nome di una presunta scelta libera, ma che è fatta però in condizioni di fragilità e vulnerabilità di cui i medici e la medicina dovrebbero farsi carico, con amorevole presenza e accompagnamento e non la cancellazione delle loro esistenze”. Dov’è finita la medicina quando i medici si prendono cura mediante l’inoculazione di un farmaco letale ancorché sia richiesto dalla paziente stessa? Effettivamente, assecondare le richieste di morte dei pazienti diventa economicamente vantaggioso. Anticipare di alcuni mesi la morte di un paziente con una malattia cronica evolutiva fa risparmiare un mucchio di denaro in farmaci e assistenza. “E a questo punto, quale stimolo rimane più per i ricercatori di trovare nuovi rimedi per la terapia del dolore e le cure palliative, se è più facile ed economico fare l’eutanasia e il suicidio assistito?”. E Brittany, infatti, è stata lasciata sola dalla medicina: accanto a lei si sono viste le associazioni favorevoli all’eutanasia e al suicidio assistito, che l’hanno facilitata nel trovare il luogo dove poteva dare attuazione alla sua scelta. “Non sembrano esserci stati, invece, medici che le abbiano prospettato le cure palliative, l’accompagnamento solidale, della paziente e della famiglia, nelle ultime fasi della vita, la sedazione profonda come strumento per eliminare l’ansia e l’angoscia delle ultime ore”. 12 dicembre 2014 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como A PROPOSITO DI EUTANASIA: Riportiamo alcune considerazioni del professore Antonio G. Spagnolo, Ordinario di Medicina legale e delle assicurazioni, Insegnante di Bioetica nei corsi di Laurea specialistica al Policlinico Gemelli Università Cattolica. La prima domanda che mi sono fatto quando ho appreso la notizia della morte, annunciata, di quella povera ragazza americana malata di tumore, per suicidio assistito dai medici, è stata: come è possibile che oggi, con lo sviluppo della medicina palliativa – con il patrimonio scientifico e culturale che la caratterizza – ci sia bisogno che i medici aiutino a morire una paziente per non farla soffrire nella fase terminale della sua malattia? Per di più quando questa “atroce sofferenza” è solo prognosticata ma ancora non in atto? Eppure, l’Assemblea Medica Mondiale, la più alta autorità etico-deontologica dei medici, ha più volte ribadito nelle sue risoluzioni (a Marbella nel 1972, a Divonne-les-Bains nel 2005, a Bali nel 2013) “che il suicidio assistito dal medico, come pure l’eutanasia, sono fondamentalmente incompatibili con il ruolo del medico e sono dunque non etici. Non sono atti medici, dunque, ma al contrario sono atti che esprimono l’assenza di qualsiasi relazione di cura, che dicono della rinuncia della medicina di prendersi cura dei pazienti”.

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Per il sì alla vita la fantasia dell’amore Stiamo vivendo un preoccupante declino demografico e una domanda incalza: “Che mondo lasceremo ai figli, ma anche a quali figli lasceremo il mondo?”. Parte da questa preoccupazione il Messaggio del Consiglio Permanente per la 37ª Giornata Nazionale per la vita (1° febbraio 2015). “Il triste fenomeno dell’aborto – spiegano i vescovi – è una delle cause di questa situazione, impedendo ogni anno a oltre centomila esseri umani di vedere la luce e di portare un prezioso contributo all’Italia. Non va, inoltre, dimenticato che la stessa prassi della fecondazione artificiale, mentre persegue il diritto del figlio ad ogni costo, comporta nella sua metodica una notevole dispersione di ovuli fecondati, cioè di esseri umani, che non nasceranno mai.” “La solidarietà verso la vita – ricorda ancora il Consiglio Permanente - può aprirsi anche a forme nuove e creative di generosità, come una famiglia che adotta una famiglia. Possono nascere percorsi di prossimità nei quali una mamma che aspetta un bambino può trovare una famiglia, o un gruppo di famiglie, che si fanno carico di lei e del nascituro, evitando così il rischio dell’aborto al quale, anche suo malgrado, viene orientata”. 13 dicembre 2014 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como

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In Cristo Gesù il nuovo umanesimo Verso il 5° Convegno Ecclesiale Nazionale Un anno fa, proprio da queste pagine, avevo cominciato a farmi conoscere, a far sapere qualcosa di più di “quel prete che abita al quarto piano dell’Oratorio di San Giuliano e che non si vede quasi mai”. Proseguo quindi con un’altra “puntata” della presentazione. Oltre ad essere Assistente Diocesano Adulti di Azione Cattolica, mi occupo anche in Diocesi di seguire la formazione e il buon andamento del cammino dei sacerdoti dei primi sette anni di Messa. Si tratta di incontrarli nelle loro case e parrocchie, supportarli nelle varie difficoltà che incontrano e soprattutto offrire loro dei tempi di formazione che li abituino ad inserire nel loro ministero un tempo di formazione permanente sia personale che comunitaria. Proprio questo ministero che mi è affidato mi richiede di avere particolare attenzione a tutto quanto costituisce il cammino della Chiesa diocesana, ma anche italiana e mondiale. Mi è stato chiesto in proposito di portare alla vostra attenzione un importante avvenimento che coinvolgerà la Chiesa italiana nel prossimo anno. Si tratta del Convegno Ecclesiale Nazionale che si svolgerà a Firenze dal 9 al 13 novembre 2015 e sarà intitolato “In Cristo Gesù il nuovo umanesimo”. È il quinto appuntamento decennale che la Chiesa Italiana si dà per offrire un orientamento al cammino ecclesiale postconciliare. Dal Concilio in avanti, ogni decennio è stato guidato da un documento indicato come “Orientamenti pastorali per la Chiesa Italiana”. Ricorderemo certo tutti che il documento per l’attuale decennio 20102020 si intitolava “Educare alla vita buona del Vangelo” e nasceva da quanto emerso dal Convegno Ecclesiale Nazionale di Vero- 14 dicembre 2014 Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como na dell’ottobre 2006. Ora, a quasi un decennio da Verona e nella linea del tema educativo sposato dagli orientamenti nazionali, ci prepariamo a vivere un nuovo Convegno Ecclesiale Nazionale nel quale si è scelto di entrare in dialogo con l’uomo, le sue risorse e le sue fatiche, riproponendo la fede in Cristo come opportunità di una nuova e più piena comprensione dell’identità dell’uomo. “Prepararsi al Convegno di Firenze può rappresentare per le Chiese che sono in Italia l’occasione propizia di ripensare lo stile peculiare con cui interpretare e vivere l’umanesimo nell’epoca della scienza, della tecnica e della comunicazione. La speranza è di rintracciare strade che conducano tutti a convergere in Gesù Cristo, che è il fulcro del «nuovo umanesimo»; della sua «nascita» dentro la storia comune degli uomini noi cristiani siamo consapevoli e convinti «testimoni»” (CEI, Invito al 5° Convegno Ecclesiale Nazionale, ottobre 2013). Che cosa significa questo? Per comprenderlo partirei da una breve riflessione sul tempo d’Avvento e di Natale. Accogliere il Signore Gesù nel Natale significa vivere un incontro importante, addirittura decisivo. Ogni incontro cambia la nostra vita, portando con sé un dono di grazia, di gratuità ricevuta. Quanto più questo

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“La Santa Famiglia” icona e modello di ogni umana famiglia, aiuti ciascuno a camminare nello spirito di Nazaret Notiziario della Parrocchia di San Giuliano in Como avviene nell’incontro con Cristo. Colui che nasce a Betlemme, lo sappiamo bene, è il Figlio di Dio e venendo a vivere in mezzo a noi, porta con sé il dono immenso di rivelarci il senso della nostra stessa vita, del nostro essere uomini, la scoperta grande di poterci riconoscere anche noi figli di Dio. Se guardo alla vita di Gesù, scopro come rendere piena e appagante la mia stessa vita. Guardando a lui posso riconoscere quanto è nobile ogni aspetto della vita dell’uomo. Imparando dal Vangelo, posso riuscire a concretizzare quella “vita buona” che in esso è contenuta. Romano Guardini scriveva che, nascendo in mezzo a noi, “Colui che mi conosce fino in fondo in quanto mi è più gelosamente proprio, assume il mio destino nel suo amore, mi illumina lo spirito, mi tocca il cuore, mi volge la volontà a ciò che è giusto, retto” (Romano Guardini, La santa notte. Dall’Avvento all’Epifania, Brescia 1994, p. 15). Comprendiamo così quanto ci ricorda il Concilio: “Nel mistero del Verbo incarnato viene chiarito il mistero dell’uomo. […] Cristo, che è l’Adamo definitivo e pienamente riuscito, mentre rivela il mistero del Padre e del suo amore, pure manifesta compiutamente l’uomo all’uomo e gli rende nota la sua altissima vocazione” (Gaudium et spes, 22). Proprio a partire da questa riflessione possiamo allora comprende su quale tema verterà il Convegno Ecclesiale Nazionale di Firenze. È nostro compito, come cristiani, esprimere nuovamente e in maniera chiara la forza umanizzante della proposta del Vangelo. La nostra epoca è segnata profondamente dallo smarrimento di un orizzonte di senso per la vita dell’uomo e dalla perdita di punti di riferimento chiari. Occorre aiutare l’umanità a riscoprirsi tale, ritrovare la bellezza del mistero che Dio ha nascosto nella natura stessa dell’uomo e della donna. È questo il nuovo umanesimo che il Vangelo ci insegna e che dobbiamo riscoprire a partire dalla ricchezza che già contraddistingue la nostra Chiesa. “Non si tratta di disegnare in astratto i termini e i confini di un «nuovo umanesimo»: si sceglie invece di partire dalle testimonianze che sono esperienza vissuta della fede cristiana e che si sono tradotte in spazi di «vita buo- na del Vangelo» per la società intera” (Dalla Presentazione della Traccia per il cammino verso il Convegno Ecclesiale Nazionale, p. 7). Ritrovarsi a Firenze sarà l’occasione per narrare e confrontare esperienze di vita che il Vangelo ha contribuito a rendere pienamente umane. E la speranza è che dal confronto possa emergere una nuova consapevolezza della ricchezza che ci è affidata dalla nostra fede e una nuova immagine di essa che sia più capace di entrare in dialogo col mondo contemporaneo. Affidiamo al Signore, che ancora una volta viene a condividere la bellezza della nostra umanità e a darle gioia, il cammino della nostra Chiesa perché possa diventare sempre più riflesso della Luce del mondo che risplende a Betlemme. Buon Natale. Don Roberto Bartesaghi 15 dicembre 2014

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