rivista 1987

 

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supplemento della rivista art e tra rivista d arte e architettura registrazione tribunale dell aquila n.251 associazione culturale quarto di santa giusta del 18/01/1988 direttore artistico enrico sconci direttore responsabile maria paola iannella redazione fabio campoli marialoreta colaianni stefania gigante lisa falone giacomo proia simona santagati martina sconci massimo sconci arianna troiani gabriella urbani direzione-redazione-amministrazione sede del muspac museo sperimentale d arte contemporanea via ficara piazza d arti 67100 l aquila tel 338 2374725 sito web www.museomuspac.com mail info@museomuspac.com regione abruzzo assessorato alla cultura provincia dell aquila comune dell aquila assessorato alla cultura

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indice 2 ilsistema dell arte 7 lafotografiadi jacquescloarec 13 francobove 3 albertmayr la musica inudibile recuperodei centristorici 8 14 luigiguardigli 5 alternative attuali ideaestoria dellacitta 10 15 cirorobotti 6 giuseppegrossi ferdinando bologna 12 15 luigimurolo 13 simonetta segenni 16 bruno paglialonga

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9 il sistema dell arte tavola rotonda gennaio tavola rotonda con marcello gallucci antonio gasbarrini fabio mauri enrico sconci walter tortoreto facoltà di magistero univesità degli studi dell aquila walter tortoreto antonio gasbarrini enrico sconci fabio mauri e marcello gallucci quando l arte diventa sistema romosso dall associazione culturale quarto di s giusta oggi alle ore 17.30 nell aula magna dell università si terrà un incontro dibattito sul sistema dell arte critica mercato musei gallerie istituzioni massmedia l iniziativa è tenuta in concomitanza della mostra d arte contemporanea il nido della fenice organizzata dallo stesso centro e ordinata dal critico antonio gasbarrini sulla base d un confronto p generazionale tra gli artisti di area aquilana contestabile d alfonso di fabio folci gagliardi gioia liberatore mariani nannicola rainaldi servillo zjbbà l incontro coordinato dall architetto enrico sconci prevede le comunicazioni di renzo mancini soprintendente ai beni culturali d abruzzo ezio villante direttore dell accademia di belle arti dell aquila fabio mauri artista docente nella stessa accademia e dei critici e giornalisti marcello gallucci antonio gasbarrini lucia spadano e walter tortoreto du rante la serata saranno trasmessi video-tape della mostra e del pittore filmaker domenico colantoni sarà inoltre presente il rettore dell università aquilana professor giovanni schippa alla cui disponibilità e sensibilità si deve la possibilità di aver potuto allestire la mostra nello spazio antistante l aula magna e la proroga della chiusura tenuto conto del notevole interesse dimostrato dai numerosi visitatori dal 10 al17 gennaio il messaggero 9 gennaio 1987 2

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13 albert mayr la musica inudibile annotazioni per un ecologia del tempo conferenza performance e mostra di materiali didattici marzo d ella musica inudibile parlò a suo tempo boezio ma con scarsi risultati se dopo circa un millenalbert mayr bientali e la musica humana l interazione armoniosa fra le forze intellettuali psichiche e fisiche dell uomo» alla luce di ricerche compiute in diversi campi delle scienze naturali e delle scienze umane e sociali «musica mundana» e «musica humana» acquistano una nuova un argomento singolare forse di difficile comprensione per l uomo della strada sarà al centro dell incontro organizzato dal centro multimediale «quarto di santa giusta» in via crispomonti 49 albert mayr parlerà della «musica inudibile» argomento che ha per sottotitolo «annotazioni per un ecologia del tempo» È lo stesso mayr a spiegare in alcune note di che si tratta «in diverse culture incontriamo un concetto di musica che oltre ai fenomeni sonori variamente organizzati include anche dei fenomeni infrasonori dunque inudibili e le albert mayr durante la conferenza michelangelo lupone e albert mayr nio le sue teorie furono accantonate nel dimenticatoio e della musica inudibile si torrnerà a parlare probabilmente in maniera un pò insolita con a mayr domani presso «quarto di s giusta» secondo mayr infatti in diverse culture sia pur a noi lontane temporalmente e geograficamente convivono fenomeni sonori con fenomeni infrasonori quelli inudibili e questi concetti traggono origine appunto dalla tripartizione della musica di boezio alla cosiddetta «musica instrumentalis» infatti corrispondente al modo moderno di concepire le sette note boezio nella sua teoria vi affiancava la musica mondana in riferimento ai cicli ambientali e la musica «umana» il risultato cioè della convivenza delle varie forze intellettuali psichiche e fisiche nell essere umano poi i musicologi più recenti non condividono la tripartizione boeziana negandole ogni valore e questo fino a qualche tempo fa quando ricerche compiute in vari campi hanno accertato la validità dei fondamenti della musica «mondana» ed «umana» soprattutto in relazione ad un nuovo modo di concepire i rapporti ambientali e su questi temi si soffermerà appunto albert mayr al quarto santa giusta nell in relazioni-interazioni tra tali fenomeni per esempio continua mayr nella ripartizione della musica formulata da boezio e ripresa per quasi un millennio da molti altri teorici vi sono oltre alla musica instrumentalis che corrisponde al nostro convenzionale concetto di musica la musica mundana cioè le ciclicità am contro organizzato proprio per analizzare le caratteristiche della musica inudibile lncontro dall emblematico sottotitolo annotazioni per una ecologia del tempo isolina scarsella 3

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22 marzo alternative attuali abruzzo `87 26 aprile mostra di materiali dell archivio storico curata dal critico enrico crispolti per conto dell e.p .t inaugurazione della mostra sulla destra enrico crispolti catalogo della mostra in alto manuela crescentini in mostra le lettere degli artisti n concomitanza con la rassegna d arte «alternative attuali abruzzo 87» il centro multimediale «quarto santa giusta» deli aquila ha allestito una mostra di documenti riferiti alle edizioni precedenti 1962 63 65 e 68 la mostra che rimarrà nei locali della sede dal prossimo 22 marzo al 26 aprile è stata curata tra gli altri dal critico d arte antonio gasbarrini che nel selezionare il materiale disponibile nell archivio d arte contempo i ranea crispolti ha tentato di dare «un idea schematica sostiene lo stesso gasbarrini quanto circostanziata del meccanismo ruotante nel bene e nel male attorno alla figura del critico ordinatore delle rassegne espositive» nella mostra sono state privilegiate lettere appunti e schizzi quasi tutti autografi di un nutrito numero di artisti e addettti ai lavori in un modo o nell altro protagonsti delle passate edizioni delle mostre del quarto di santa giusta le testimonianze proposte spaziano dalle letture autografe di magritte mirko adami bay fieschi schulze reggiani klapheck ad appunti di la voro ad un profilo di crispolti disegnato da un inedito cesare brandi per quanto riguarda invece la presenza della stampa lo stesso antonio gasbarrini ha preferito «riviste e giornali dotati di un apparato iconografico esposti per far rivivere con la forza delle immagini l originaria atmosfera delle alternative attuali in sostanza una rassegna quella del quarto santa giusta che si propone di richiamare l attenzione del visitatore sui rapporti epistolari scambiati in occasione di precedenti allestimenti con artisti musei gallerie critici e mass-media una rasssegna che antonio gasbarrini considera di facile lettura 4

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21 storia della città seminari di giuseppe grossi ed ezio mattiocco presentazione di raffaele colapietra maggio e sostanziale di capoluogo regionale al di là di tutti i municipalismi più o meno demagogici in tale ordine di idee la prima conversazione appunto giovedì 14 maggio è stata affidata al dott ezio mattiocco direttore del museo civico di sulmona il quale parlerà dell evoluzione storica della forma urbana di sulmona il titolo del seminario che dopo la pausa estiva riprenderà in autunno è idea e storia della città dall aquila all abruzzo esso è emblematico della prospettiva a cui ha fatto capo il seminario del prof colapietra e nel quale si intende proseguire il quarto di santa giusta confida moltissimo nella libera e spontanea partecipazione di un pubblico culturalmente preparato che ha mostrato di apprezzare l originalità dell iniziativa e che senza dubbio vorrà seguirla ed accompagnarla nel suo ambito regionale ed extra regionale l aquila 9 maggio 1987 il presidente arch enrico sconci la locandina della manifestazione giuseppe grossi durante il seminario comunicato stampa giovedì 14 e giovedì 21 maggio alle ore 18.30 l associazione culturale quarto di santa giusta riprenderà il ciclo di conversazioni inaugurato dal prof raffaele colapietra col seminario sulla storia urbana dell aquila dalle origini al settecento questa impostazione metodologica che tanto successo ha ottenuto presso la pubblica opinione cittadina verrà sistematicamente allargata alla provincia ed alla regione con la finalità espressa di conferire in tal modo all aquila un ruolo critico 5

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10 agosto jacques cloarec sylvano bussotti regista costumista scenografo mostra di fotografia 19 settembre i allestimento della mostra enrico sconci sylvano bussotti jacques cloarec l privilegio dell amicizia e l ammaestramento delle frequentazioni pluriennali apre alcune porte segrete se possiamo utilizzare un immagine cara a cocteau mantenendo chiusi ostinatamente gli accessi apparenti passaggi falsi e trompe l oeil l inganno di regola nella fotografia in amicizia resta incompatibile così a rigor di termini non sapremmo mantenerci a lungo in fraterna e totale amicizia con un fotografo prima o poi divenuto padrone delle sue macchine consapevole dei propri obbiettivi lascerà andare il dito sopra uno scatto infinitesimale dando corpo all immagine mostruosa capace di sconvolgere criminale innocente il fotografo consegna impassibile la specie più pericolosa fra le razze di memoria e ti blocca dinanzi allo specchio inafferrabile di una tetra condanna colto sul fatto inappellabile trastullo di una coscienza che la celluloide avvolge nelle spire soffocanti del serpente di adamo simboli facili a ben vedere ma tangibili e affatto incontestabili ho incontrato cloarec nel 1972 e da quattordici anni il tempo per una piena pubertà ne vado spiando le mosse con precauzione lieto se riesco a provocarne occasioni e opportunità galeotte su alcuni palcoscenici oppure all ombra d alberi in fiore parlo del fotografo ben inteso l amicizia si concede ancor più raramente il gioco del sorprendere o i suoni origliati che allora quando ci conoscemmo andava fiero della propria abilità nel fare il burro le marmellate e la salsa di pomodoro nella proprietà di campagna dove abita e non mancava di riservare agli artisti svariati sar 6

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nuvola barocca 1980 costume di sylvano bussotti per l incoronazione di poppea di claudio monteverdi casmi da me pienamente condivisi del resto la condizione d artista patita più che abbracciata richiamandomi perennemente ad un numero incalcolabile di noie ma il passaggio dal burro alla fotografia è in parte avvenuto sotto i miei occhi senza colpo ferire almeno apparentemente e probabile che il burro di cloarec sia tutt ora squisito e che fin dal primo scatto che le sue dita imberbi davano alla classica scatoletta camera l immagine spuntasse fuori originale vendicando i poveri artisti e facendo dell occhio del nostro fotografo una forma d arte della coscienza in teatro s è mosso sempre con l aria di chi conosca l uscita dal fatale labirinto per l amicizia questo potrà sembrare ancora un gioco di parole allusive al fatto che il colle dov è situata la sua casa è appunto chiamato labirinto alla coscienza fotografica viceversa il fatto apparirà normale quinte fondali e parapetti o costruzioni e trabocchetti percorsi da modelli alati nei costumi più folk segnano una strada che va dritto alla fotografia senza deviazioni la finzione è reale il gioco vinto le insidie debellate l immagine se ne esce con la perfezione paradossalmente a teatro naturale di un grazioso fantasma scendono nubi ad incarnarsi e volano piumaggi preziosi direttamente dalle carni di un ballerino al quadro sontuoso e vivente della rappresentazione irripetibile quasi che farraginosi melodrammi venissero allestiti appositamente per consentire agli obbiettivi di cloarec di compiere il rito ne ritroviamo documenti emozionati nei suoi scatti pronti a giurare di non saperne niente dire infine come il segreto principale risieda probabilmente nell idea di dar corpo non è del tutto inutile si ammirano appunto alcuni corpi sullo smalto brillante di alcune foto e la lettura di questi corpi appare artistica ancor prima che un concetto di fotografia sia pronto ad illustrarli ma è raro da pane d un artista sentire ammettere il corpo stesso come modello ancestrale per tutte le arti ci voleva l obbiettivo della fotografia pittura divenuta scienza esatta e la testarda pazienza d un campagnolo scherzo vigente ancora agli orli del millennio c è un sentimento che cresce selvatica erba dal fecondo apparire degli umani siano essi travestiti a teatro o svestiti e legati al palo d un rogo silvestre cloarec è questo sentimento che possiede dalla diteggiatura studiata lungamente su tastiere improbabili in grado d intonare immagini così musicali da sbugiardare delle belle arti i riti separati e tabù lo vedo da quando lo guardo e vedo e guardo quel che l amico ha visto sarebbe la fotografia l arte dalle tecniche straordinarie elaborate specialmente per l amicizia pag 76 del journal de sylvano bussotti zagarolo 24 aprile 1986 7

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3 recupero dei centri storici progetto culturale dell associazione quarto di santa giusta febbraio in alto e nella pagina seguente il messaggero martedi 3 febbraio 1987 8

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8 ottobre idea e storia della città 7 dicembre dall aquila all abruzzo e fuori d abruzzo di raffaele colapietra conclusioni del seminario di storia della città presentato dallo storico prof.raffaele colapietra e conversazioni che si sono svolte al quarto di santa giusta fra il dicembre 1986 e l aprile 1987 sulla storia della forma urbana dell aquila dal medioevo al settecento hanno avuto un presupposto ed un obiettivo entrambi molto concreti e precisi il presupposto era sull esistenza del ritorno alle radici che manifestava la società cittadina dopo il fallimento squallido eufemisticamente parlando di ciò che negli anni settanta era stato propagandato come cultura tout court buona a tutti gli usi e che si rivelava ora come un mucchio di cenere quando non come un operazione propagandata ed indotta di bassa politica coperchio per le più svariate pentole e bandiera per diversi contrabbandi ma il pericolo che questo ritorno non interpretato né guidato in alcun modo anzi abbandonato a sé stesso da un municipalismo compiacente in attesa di rifarsi un assai improbabile dignità potesse sfociare nel qualunquismo e nella demagogia era altrettanto evidente ed andava anzi già realizzandosi in forme vistose gli aquilani avevano ben compreso sia pure confusamente che soltanto guardando in sé stessi nel proprio passato interrogando la loro città semplicemente volgendosi intorno ma con occhio critico ed i piedi ben piantati nella realtà il discorso culturale poteva riprendere in qualche modo sia pure partendo pressoché da zero null altro che zero era infatti la politica culturale cittadina in quanto conoscenza dell ambiente ed interpretazione del patrimonio storico i cosiddetti restauri alla piazza ed alla rivera che erano in realtà rifacimenti ed invenzioni destituiti di qualsiasi spessore civile quando non anche di qualità tecnica e professionale s.agostino violentato e strozzato in quella che era stata la sua geniale novità settecentesca nessun progetto neppure utopistico per s.domenico collemaggio abbandonata al cerone ai riflettori ed alle cartoline illustrate della perdonanza piazza s.giusta sempre nell occhio del ciclone dellla più rozza speculazione privata l antica porta barete riscoperta casualmente e consapevolmente distrutta un altra volta nell indifferenza ottusa di chicchessia prima che dichiarassero fuori i mandati di comparizione per il supermercato s.maria paganica rivolta sempre più ad un parcheggio impazzito e così via il progetto di scendere nelle viscere della piazza a ripetere artificialmente forse sotto la direzione del professor zichichi il terremoto del 1703 e che vedeva il sindaco dell aquila eroicamente solo come antonuccio camponeschi davanti alle masnade braccesche o l altro progetto di trivellare la città sempre allo scopo di farne conoscere meglio gli abissi dal momento che in superficie tutto era ormai conosciuto catalogato e salvaguardato nel migliore dei modi tutto ciò dimostrava ad usura che il punto di non ritorno era ormai in vista che l irreversibilità del traguardo cittadino fino ai limiti dello sforzo era ormai questione di mesi l unanimità sulla trivellazione dell aquila come risultato forsennatamente plebiscitario dell effetto perdonanza sanzionava nel modo più eloquente il suicidio della classe dirigente e l abbandono della città al suo destino l 10

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a questo punto sono venuti fuori i cittadini nel loro disorientamento che era però anche curiosità ed interesse ad una circostanza occasionale ma pur significativa l approssimazione dilettantesca con cui si è andati incontro ad un grosso appuntamento culturale civile e last but not least urbanistico come il centenario di margherita d austria ha fatto toccare con mano la necessità e l urgenza di parlare se non altro di dire che il re era nudo e che occorreva approntargli se non altro un cencio di vestito questo è stato l obiettivo primario delle conversazioni far conoscere e farlo dall interno della realtà quotidiana alla portata di tutti senza la sovrapposizione di schemi guardando a coppito prima che a francoforte con la modestia che costruisce e non con l arroganza che vaneggia chi ha seguito le conversazioni ha oggi probabilmente un idea meno imprecisa di che cosa all aquila c è ed è suscettibile di studio di sviluppo di utilizzazione ai più svariati livelli e di quel che non c è che è impossibile che ci sia e che non importa che non ci sia perché quello che c è è d avanzo dagli inurbamenti e dalle città nuove di metà duecento agli architetti militari e sacri fiamminghi e borgognoni a contatto con le maestranze locali dall incontro-scontro fra celestino v e bonifacio viii visto non tanto in chiave populistica da avventura di povero cristiano quanto come espressione della crisi dell idea universale dantesca della chiesa e dell impero al dare ed all avere con firenze e la toscana il guelfismo la lingua di buccio e così via dicendo dal teatro sacro dei domenicani alla filosofia civile dell osservanza francescana dalla dogana di puglia vista anche qui senza reazionari rapimenti e palpiti pastorali al rapporto tra città e campagna nel cinquecento meridionale dall erudizione antiquaria provinciale del tardo rinascimento alla componente gesuitica ed a quella oratoriana della riforma cattolica dalla musica dei tempi di margherita all architettura dei gesuiti ed al loro teatro dalla città barocca con i suoi modernamenti non soltanto di gusto e di stile alla città di provincia del settecento con la sua variegata e composita società tutto ciò è emerso con sufficiente chiarezza e logica e si è proposto spontaneamente ad approfondimenti di per sé stessi in grado se opportunamente coordinati e programmati di fornire una piattaforma di base per una cultura autenticamente cittadina basti pensare in termini individualistici dopo buccio a quali possibilità di aggregazioni e di paralleli offrano nei successivi secoli i cronisti del quattrocento bernardino cirillo francesco bedeschini donato rocco cicchi e la scuola di pescocostanzo per rendersi conto di quanto uno stimolo periferico e provinciale possa allargarsi a risonanze meridionali e più di una volta nazionali e non si parla degli aspetti strettamente urbanistici lo spontaneismo e la razionalizzazione nel processo formativo dei quartieri la loro rispettiva stratificazione sociale i rapporti nel suburbio la laicità o la forza compattatrice del momento religioso ed ecclesiastico fino a grandi temi come il castello in quanto modello dell architettura imperiale spagnola che giustifica coinvolgimenti consapevolmente internazionali rientra negli intenti del quarto di santa giusta da un lato promuovere ed intensificare il legame civile che si è venuto a strutturare fra l istituzione ed il pubblico in modo da definirlo come interlocutore ineludibile in un discorso culturale che rifiuti le soluzioni di vertice e di scuola dall altro mantenere aperta la tematica aquilana con uno slargamento per il momento abruzzese che consenta approcci e verifiche con le realtà urbane ed ambientali a nostro più stretto contatto e non soltanto sul piano della storia conoscere il passato per operare sul presente e preparare il futuro è uno slogan vecchio ed ormai screditato ripetere il quale in forma programmatica sarebbe di cattivo gusto si tratta di passare dal programma ai fatti e fin qui ci si è potuti misurare con una serie di fatti la parola ora torna ai cittadini purché essi non rimangano acquisizioni fine a sé stesse ma forniscano i capisaldi per un programma che essi stessi i cittadini hanno la possibilità e perciò il dovere di elaborare 11

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8 ferdinando bologna conferenza presso l aula magna della facoltà di magistero dell aquila ottobre uno sguardo sulla cultura artistica degli ultimi cinquant anni a l aquila a sinistra locandina della manifestazione a destra raffaele colapietra ferdinando bologna enrico sconci 12

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22 simonetta segenni presentazione del libro amiternum e il suo territorio in età romana ottobre 5 franco bove la proprietà immobiliare ed i moduli abitativi a benevento dal tardo medioevo all ottocento novembre l arco di traiano benevento fu eretto nel 114 per celebrare il prolungamento della via appia da benevento a brindisi sul fronte rivolto alla città sono narrate in rilievo scene di buongoverno del princeps e opere di pace sul fronte esterno invece sono raffigurate scene militari relative alla politica imperiale delle province l arco interno del fornice è ornato dai sacrifici compiuti da traiano per l apertura della via e per l assegnazione di derrate alimentari alle città italiche l appellativo port aurea con cui questo passaggio era noto in antichità si conserva oggi nella vicina ex chiesa di s ilario a porta aurea 13

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