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supplemento della rivista art e tra rivista d arte e architettura registrazione tribunale dell aquila n.251 associazione culturale quarto di santa giusta del 18/01/1988 direttore artistico enrico sconci direttore responsabile maria paola iannella redazione fabio campoli marialoreta colaianni stefania gigante lisa falone giacomo proia simona santagati martina sconci massimo sconci arianna troiani gabriella urbani direzione-redazione-amministrazione sede del muspac museo sperimentale d arte contemporanea via ficara piazza d arti 67100 l aquila tel 338 2374725 sito web www.museomuspac.com mail info@museomuspac.com regione abruzzo assessorato alla cultura provincia dell aquila comune dell aquila assessorato alla cultura
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indice 2 giampiero duronio il popolo delle cose africa incontri 4 7 maria cristina crespo una reinvenzione del mondo 3 o.m.i officina musicale italiana 6 elisabetta catamo a cura di gabriella dalesio 10 strati 5 artisti romani
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16 28 giampiero duronio il popolo delle cose 36 foto di giampiero duronio presentazione di gilberto centi febbraio hi fotografa forse evoca e paralizza in immagini gli spettri delle cose o forse agisce sulla presenza individuando un assenza la poesia sottile della fotografia non può ridursi soltanto ad un fatto formale -la poesia della fotografia sta nell intuizione di chi guarda quel che è stato guardato spezzando la feriale cecità che ci accompagna e vero che fotografare vuole anche dire la storicizzazione ambigua dell attimo -ma forse è altrettanto vero che è soltanto quello l attimo che dovremmo guardare e qui che nasce come un disagio perché infine è la fotografia che ci guarda seminando un dubbio dal quale è possibile sottrarsi soltanto regredendo a quello stadio primitivo del me che visita quel che l obiettivo ha già visitato in questo subdolo gioco-di-parole l immagine fotografica trova forse un identità che approda ribadendolo al suo doppio mistero e al segreto che accomuna labirinticamente le cose l indecifrabilità sostanziale del mondo e la sua comprensione gilberto centi c gilberto centi fotografia di giampiero duronio 2
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marzo o.m.i officina musicale italiana collaborazione con l o.m.i per il festival musica e scuola laboratori musicali per le scuole gli strumenti della fantasia maggio concerto experimendum mundi di giorgio battistelli biografia dell o.m.i si costituisce come ensemble barattelli nel 1986 per volontà dell avvocato nino carloni allora direttore artistico della società aquilana dei concerti b barattelli e ensemble in residence di uno dei borghi medioevali più belli d italia santo stefano di sessanio situato all interno del parco nazionale del gran sasso dal sito www.officinamusicaleitaliana.it experimentum mundi di giorgio battistelli experimentum mundi è un opera di musica immaginistica su testi scelti dall enciclopedie di diderot e d alambert per 16 artigiani bottai falegnami pasticcere selciaioli muratori fabbri arrotini scalpellino calzolai 4 voci femminili un percussionista e un attore voce recitante dei testi da collocare un opera ogni volta da re-installare da adattare e da ricreare sia per gli artigiani che ne fanno parte [la cui storia è una storia nella storia veri e propri musicisti-attori protagonisti in scena sia per la complessità che prevede la sua realizzazione in scena vi sono infatti tutte le loro attrezzature ed è riprodotto l ambiente in cui essi operano vedere e sentire experimentum mundi dal vivo è senza dubbio un esperienza magnifica che rapisce e stupisce stupisce la capacità di battistelli di partire dal rumore dal gesto da quanto ha per millenni fatto parte del sentire quotidiano e farne suono vivo e armonico rapisce poi vedere all opera mestieri e artigiani quasi in via d estinzione che sono pura arte da contemplare ha poi dell incredibile come tutto ciò diventi opera di teatro musicale gesto rumore azione costruzione diventano battute note suoni pianissimi e fortissimi all interno di questa grande partitura immaginistica che è il mondo artigiano dal sito http italia.allaboutjazz.com 3 prove dell o.m.i diretta da orazio tuccella laboratori didattici
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8 9 13 africa incontri maggio con regione abruzzo centro servizi culturali dell aquila biblioteca della pace università dell aquila federazione italiana circoli del cinema circolo culturale il quartiere circolo universitario del cinema associazione culturale udoka comitato promotore g castorina u dante m falcone m.t falzini m.t mossa l puca j onyeca e sconci la locandina della manifestazione ed un articolo dedicato all iniziativa in basso un momento della conferenza non solo nero 4
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15 maggio elisabetta catamo mostra fotografica presentazione di gabriella dalesio 15 giugno installazione di elisabetta catamo elisabetta catamo l a tavola imbandita indica il colore della notte neri sono i piatti in cui sono disposte come un gioco di prestigio in una ritualità antica le magie di un tempo sospeso la voracità di colui/colei che vorrebbe mangiare si rarefà nella sospensione dei gesti invisibili sono le forze che tengono le cose gli oggetti o i loro simulacri frammenti reinventati e tenuti fermi da fili invisibili per un loro movimento possibile si può entrare nella stanza allestita dalla catamo solo in punta di piedi la leggerezza sospende i movimenti le relazioni interne delle cose si ribaltano in un ordine infinito in cui l energia sottratta al movimento ritorna all interno delle cose per generarle di nuovo la farfalla bianca si posa per riiniziare il ciclo scriveva valery che nell universo di sensibilità la sensazione e la sua attesa sono in qualche modo reciproche ma il gioco è doppio e specularmente asimmetrico giocato sugli scatti e sugli scarti che la nostra percezione pone tra l occhio e il mondo l energia corre sotterranea al limite del percepibile il grado zero è vicino alla soglia del vuoto attesa di azione dove tutto è possibile come si può misurare la durata di un intervallo quando l instabilità ci sostiene ma essa è sigillata fermata dentro scatole monocrome dove i simboli della vita o di una sessualità diffusa diventano dialoghi impossibili o fecondazioni di una vita che è solo energia di un microcosmo virtuale i frammenti che nei lavori precedenti nelle foto componevano una scena dove le proporzioni erano ribaltate parti di statue piume conchighie ora chiudono lo spazio dell immagine il tempo diviene ornamento dell estensione in un cortocircuito di senso tempo metafisico che testimonia l estraneità dei soggetti a se stessi segni di una vita passata protesi verso un movimento futuro ll presente segna l inquietudine del mondo organico della catamo se sono gusci vuoti di conchiglie che abitavano mari lontani il rumore del movimento continua incessante permanendo come eco ogni oggetto da lei collocato nella microscena delle scatole vive di un conflitto che si svolge in un altro luogo contemporanei ad esso possiamo solo osservarlo dalla soglia sospeso fra le maglie di minuscoli aculei protesi verso un nemico invisibile i tre pesci collocati in una prospettiva che ricorda gli spazi virtuali di escher pongono domande antiche sdoppiando il luogo della presenza in mille infiniti punti rigettando il soggetto dentro di se nello spazio interno della sua percezione combinazioni e metamorfosi sono le leggi che ordinano lo straniamento e la sovversione dell ordine reale di minuscoli oggetti impediti ad essere cose esiste nei lavori della catamo la temporalità dello sguardo che guarda se stesso ne emerge una serie infinita di traiettorie in cui il termine di misura è l intervallo e la sospensione i suoi lavori sono fatti con la materia del sogno e come il sogno l analogia basa il suo senso nella ubiquità dei soggetti che vivono l invisibilità delle loro energie se il nero o il blu come in fondo al mare sono netti e precisi le diverse tonalità sono usate a piccole dosi e a contrasto quasi sempre a segnare una scansione un ritmo che conduca lo sguardo verso un altrove se in alcune opere come fecondazione è indicato dalle piume che segnano la possibilità di un connubio in altre avvolgono come polvere di vetro uova simbolicamente connotate in amazzonia una splendida piuma coloratissima decorazione degli indigeni ricorda antichi riti leggero e delicato è il suono del re della pioggia come di piccole minuscole gocce che naturale corollario di questo mondo organico in cui i conflitti apparentemente tacciono come sospesi si infrangono vibrando appena ci si avvicina il gioco ricomincia per un nuovo ciclo gabriella dalesio 6
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7 15 maria cristina crespo una reinvenzione del mondo presentazione in catalogo di angelo canevari giugno m aria cristina crespo è quello che suoi dirsi artisticamente un temperamento con le sue impennate con i suoi umori con i suoi momenti di illuminazione intuitiva tutto ciò costituisce il nocciolo dei suoi modi espressivi che volendo potremmo inquadrare nella sfera del dionisiaco il problema è quello di dare una base un supporto tecnico al temperamento per far si che esso si esprima significativamente un temperamento iscritto nel perimetro del mestiere crea l artista professionista la poesia si fa con le parole che formano i versi costruiti sempre secondo un ordine preciso per quanto liberi possano essere ciò determina nella pagina scritta quella petite musique di cui parla céline quella piccola musica che pochi riescono ad ottenere naturalmente il professionista sa che il mestiere non va strangolato dal tecnicismo sa che esso si modifica e si evolve continuamente in una metamorfosi incessante questo era il segreto degli antichi della loro grande arte recentemente molte parrucche accademiche di avanguardia e di retroguardia sono rimaste allibite davanti al michelangelo della sistina scoperto nella sua realtà coloristica dai restauri in corso questi professori lo avevano forse relegato nel mondo del monocromo era ovvio era uno scultore magari avrebbero anche voluto che il suo chiaroscuro fosse tutto disegnato con un tratto a 45 gradi si erano semplicemente scordati che era michelangelo cioè un grande artista che conoscendo a perfezione ogni regola aveva la possibilità e la libertà di reinventarla di sana pianta non parliamo poi della sorte di un altro straordinario pittore creduto per secoli il paladino delle accade edicola di san giorgio 1987 legno creta gesso stoffa cartapesta ottone cm 44x35 mie guido reni ma guido era uno che con la scusa di dipingere santini faceva in pittura dello sperimentalismo puro ma vaglielo a far capire ai nostri professori hanno le meningi spesse come la pelle dei rinoceronti quando cristina diversi anni fa venne a trovarmi nel mio studio mi portò a far vedere certi suoi lavori alcuni disegni e una testa modellata in cartapesta dipinta il temperamento il talento erano evidenti però come balbettati attraverso una forma piena di incongruenze di contraddizioni erano ancora nell ambito del dilettantismo intelli gente sensibile pieno di fermenti ma pur sempre dilettantismo dissi subito a cristina che mi era risultata immediatamente simpatica nello stabilire un rapporto non posso prescindere dai miei umori che non potevo insegnarle niente perché nel nostro mestiere non si insegna niente ma si impara molto e che se voleva venire nel mio studio era padrona di farlo e forse chissà le avrei anche detto cose che altri non le avrebbero saputo dire e se fosse stata d accordo le avrei anche fatto fare cose che le avrebbero dimostrato la sua precisa vocazione 7
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maria cristina crespo al centro della foto lelio de santis e l on domenico susi mentre inaugura la mostra cristina ha disegnato per quattro lunghi anni nel mio studio superando giorno dopo giorno prove durissime ha disegnato e ridisegnato cercando soprattutto di penetrare il mistero del disegno che rappresenta l ossatura di ogni linguaggio plastico spesso ho volutamente provocato cristina a volte anche con una punta di carognaggine questo l ho fatto per tirarle fuori la verità perché questo mestiere si basa sul gioco della verità verità che significa assenza totale di vanità strappa da te la vanità ti dico strappala ammonisce il vecchio zio ezra che nel bene e nel male se ne intendeva perché era della pasta degli alighieri dei villon dei rimbaud ora cristina disegna bene anzi direi molto bene sa soprattutto cosa è un disegno e cosa deve scaturire da un disegno il suo estro è ora libero di estrinsecarsi come vuole qualunque cosa inventerà e cristina ne inventa di tutti i colori sarà sempre sostenuta da una cultura posseduta che può essere modificata piegata appunto a quelle esigenze creative che nascono dalla sua intuizione ma parliamo ora dei suoi pupazzi vestiti che sono l argomento di questa mostra la definizione non tragga in inganno queste sue sono straordinarie invenzioni plastiche dove la tridimensionalità della scultura si sposa al colore alla composizione sapiente e dove il disegno serpeggia vivo nei canali d ombra dei panneggi costruendo lo spazio la sua personalità visionaria ormai si organizza spontaneamente con metodo direi teutonico con una conseguenzialità che sembra uscita fuori dal secolo dei lumi gli stimoli più impensati le fonti più nascoste trovano una loro ragione d essere un loro ordine preciso cristina raccoglie stracci bottoni bigiotterie da quattro soldi pezzi di vecchie cornici dozzinali la carta stagnola dei cioccolatini modella con il gesso teste inventate di re e di regine di sante e di prostitute poi fa scattare il tutto nella dimensione magica e precisa dell analogia in quei volti tatuati in quegli straccetti di tarlatana azzurra messi al posto delle nuvole in quei frammenti di cornici di accatto che fanno da stipiti a iscatolati teatrini più o meno sepolcrali l evocazione si fa tangibile e potente e le citazioni storiche religiose popolari vive tutto è pretesto per innescare come accade ai veri artisti una re invenzione del mondo dove l individualità dei personaggi e il carattere degli elementi compositivi ora protervi ora attoniti ora convulsi sono filtrati e ridati attraverso un tipo di immaginario che tutti li lega in una sorta di girotongo collettivo in un fantasmagorico balletto surreale questa stralunata fiera delle vanità avanza a passo di danza vi serpeggia un humor nero e dissacrante che associa lazzo e preghiera sensualità e religiosità il colore delle carni imbellettate delle cortigiane e i pallori mistici delle sante degli svenimenti umbri tutto il mondo che cristina crea con le sue stupende cianfrusaglie viene percorso da un fremito di vita e nel contempo da un sussulto di morte illuminazione di un attimo prima di riprecipitare nella opacità della loro oggettiva realtà così cristina da autentica artista moderna percorre gli archi vasti del tempo e della storia quella storia dell arte da lei studiata con rigore scientifico diviene una sua particolare storia dell arte va anche detto che in cristina il gusto del kitsch è determinante 8
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come un acrobata consumata avanza in equilibrio sul filo che fa da spartiacque tra il buon gusto e il cattivo gusto ma spesso anche questa è una prerogativa dei grandi artisti infatti chi può dire dove inizia o finisce sublimandosi il kitsch di rubens di bernini o di verdi però che grande pittura che grande scultura che grande musica forse si potrebbe parlare ancora a lungo di quello che cristina va facendo o potenzialmente di quello che potrà fare ma ciò andrebbe a detrimento delle opere esposte in questa mostra penso sia stato sufficiente aver messo sull avviso chi avrà la fortuna di osservarle di fatto queste opere parlano da sole non hanno bisogno i commenti arzigogolati parlano naturalmente a chi sa udire a chi sa vedere i loro colori i loro atteggiamenti i loro bisbigli le loro grida le loro risate i loro gemiti le loro preghiere entrano di diritto a far parte di quell umano miracolo piccolo o grande che si chiama poesia angelo canevari madonna col bambino e angeli 1980 creta gesso stoffa stoppa rame pizzo antico la copertina del catalogo 9
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14 novembre strati 5 artisti romani presentazione di tommaso di francesco 14 dicembre giancarlo piccirilli stefania fabrizi pierluigi fiore laura barbarini guido giobbi angelo o lucifero adesso dico basta lasciami andare perchè viene l aurora quel che so opera di giancarlo piccirilli in quale nome mi tramuterò opera di stefania fabrizi iancarlo piccirilli mette all ordine del giorno la rivisitazione fisica e lustrale del mondo della sua natura ormai compromessa e in ritirata piccirilli si avvale con singolarità del disegno architettonico e del design per quelli che assai propriamente chiama lavori c è in lui nel rapporto costante di reinvenzione della materia la stessa ansia d uso dell artigiano lo confermano i materiali pietra e legno della sua pittura che sconfina in ogni rappresentazione nella scultura più che la dimensione del mito la sua intenzione è la riproduzione la reversibilità dell universo stesso un tentativo continuo di rielaborare la superficie la pelle dei materiali naturali che adopera sproporzionando su scale interiori gli scenari dell origine della radice del mondo la patina finta su scala uno a uno della pietra e delle venature del legno ricorda l operazione culturale del rococò quel falso manierato e voluta g mente abbondante che dà conto dell impraticabilità del reale così com è e che si presenta per sostituirlo un astuzia creativa che si misura anche con la necessità di ricostruire le venature le pieghe la fessura dell universo ponendo ancora una volta di fronte ai propri occhi l idea di una soglia da varcare da penetrare per scoprire il risultato finale che piccirilli conquista è crudele e lucidissimo la terra ancorché desolata è ormai terra di nessuno l umano e il suo sudore appaiono azzerati e i tempi della vita possono ancora essere se ricostruiti dall amore della ricerca febbrile solo i tempi del legno e della pietra all opposto di questa visione da panta rei di piccirilli stanno invece le pitture di stefania fabrizi ossessivamente fondate sulla riproposizione dei corpi come rielaborazione della figura antica quel che interessa alla sua ricerca è proprio la commistione tra natura e presenza umana come se l ombra dell essere vivente fosse l unico limite possibile per definire 10 lo spazio a partire dai contorni dell ombra dai sedimenti di movimento rimasti nella rifrazione dei colori il corpo umano diventa dunque il centro della luce assai particolare è il fatto che per il suo lavoro la pittrice senta il bisogno di assumere su di sé il carico di un nuovo racconto del mondo di scoprire e inventare una sua mitologia di eventi che sperimentino la ricomparsa della luce da assorbire e riprodurre e il caso dei grandi pannelli-pellicola separatamente essi compongono un opera davvero affascinante che rivisita un volto pompeiano riprodotto nell incanto della sua serenità sono i pannelli dei dieci angeli che soffiano ossessivamente sui rotoli di carta della storia ancora non srotolata un opera unica in quanto a nuova figurazione simbolica o quello delle alte maree dove corpi volutamente non completati subiscono l accadere della luce mentre l acqua ormai li sovrasta a creare invece che corpi offesi nel terrore degli elementi soltanto puri campi di luce
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opera di pierluigi fiore opera di laura barbarini e poi invece del topos delle bagnanti modello storico della pittura moderna ecco i bagnanti che nella singolare trama narrativa dell autrice propongono l acqua in cui sono immersi a livello dello spettatore che guarda immersi si direbbe piuttosto che nei rimandi moderni o contemporanei nel rinascimento nella luce riflettente blu-cobalto delle volte rinascimentali non tragga in inganno però l elemento epico o la passionalità dei volti raffigurati diversamente intensi ogni intervento serve alla fabrizi per il suo laboratorio di macchie le sue figure infatti sono in funzione della macchia del suo rapporto con la luce centrale emanata da un colore sotteso nascosto dietro la macchia è il titolo di una sua tela significativa di creta e gessetti in pierluigi fiore c è la stessa ricerca del centro equilibrio non luce lo stesso rapporto esclusivo con l acqua lo stesso riferimento al rinascimento ma anche al barocco e alla sua ricchezza di linguaggi ma in una elaborazione condotta con mezzi e finalità poetiche contrapposte al narrativo di stefania fabrizi fiore presenta carte sro tola pergamene e manifesti apre quaderni nell intento di comunicare frasi che è proprio del poeta le sue scritture vivono per inchiostri e colori di terra in un rapporto vitale con la liquidità di cui sono composti il tentativo pienamente riuscito è quello della raffigurazione di un nuovo alfabeto storico capace insieme di decodificare le componenti simboliche del mondo arcaico le forze e le forme che insieme hanno contribuito a costruire il capitello ionico fino a ingegnare nuovi orologi personali clessidre strumenti sensibili che possano misurare tutto il peso che grava sul mondo un lavoro che lo stesso fiore ha definito in modo appropriato il dono e il sacrificio e la ricerca di un centro del mondo scelto come territorio di fuga ma anche di ritorno una pittura che traccia graffi microsolchi come segnali del passaggio dell umano una pittura-scrittura che non finisce nell atto della sua resa sulla carta ma continua attraverso il grado di assorbimento dell umidità inchiostri e terre sul foglio perseguendo il suo gioco fino all essenza che diventa nient altro 11 che liquido tornano gli angeli in laura barbarini ma invece che figure simboliche realizzate e compiute ecco puri ammassi di luce nella rigorosa rappresentazione del loro movimento e una pittura alta che rimette in gioco la stessa esistenza dei colori la nebulosa esistenza dell angelo è il mistero che permette all artista di riproporre la nebulosa che ha portato alla formazionepercezione dei colori se umani e cose appaiono accomunati nel loro azzeramento soltanto in evoluzione può essere restituito il movimento di vortici che arriva a comporsi in materia e vive per poco tempo miracolosamente nel volo e nella luce dell innalzamento dell angelo nella disperazione della sua precipitazione come lucifero un movimento spiegano le sue tele di grandi dimensioni come i suoi piccoli cartoni che è anche movimento interiore fino all essenziale sono gli angeli che nascono il colore il colore non esiste non è mai esistito e la figura fantasmatica dell angelo specchio della volontà di barbarini che nel magma della sua nascita lo crea e vive dall impasto dei colori fino alla realtà materica monocromatica del rosso fuoco e del verde smeraldo acceso poi l angelo massa di colore prende forma si concretizza ed esce dalla materia pittorica e dal gesto di tracciare il segno e l evento voluto dall autrice un consistere e sparire un materializzarsi e dissolversi allo stesso tempo di questi angeli si può dire nascono o scompaiono lasciando in sospeso la possibilità che le figure escano dal tempo all origine o alla fine l emozionante ciclo dell angelo si avvale di una tecnica originale fatta si potrebbe dire soltanto di materia per laura barbarini sembra infatti fondamentale ridurre al massimo l emozione della ricerca mentre gli angeli prendono forma i suoi ul-
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a sinistra opera di guido giobbi sopra dall alto in basso inaugurazione della mostra e momenti dell allestimento timi lavori su carta sono non a caso tracciati in cemento per cancellare la passione del colore e distanziarsi e per fondare fino a diventare analisi fredda appunti sulla macchia che era stata un angelo e che all improvviso torna a dissolversi nello spazio ed è lo spazio il protagonista della pittura di guido giobbi lo spazio fisico astronomico e lo spazio matematico-fantastico contenuto tra vuoto e angoscia interiori la creazione dei mondi e dei pianeti svela dall altra parte la sfera dell occhio che scruta il buio e avvista i corpi celesti l ansia del siderale a malapena nasconde il disastro planetare della coscienza la nuova sfera armillare di giobbi parte proprio dall avvistamento della perdita del centro e della decadenza della ragione vale dunque costruire con gesso acrilico e inchiostro e su grandi pannelli di tela una nuova fisica astronomica che materializzi le parti in cui si evolve il mondo di dentro tra rotazioni lame di luce lune bisecate centrale per la comprensione del surrealismo cosmico di giobbi è il topos della luna bisecata con la sua luce sempre parziale l autore sta nella parte a metà tra svelamento e nascondimento i colori anche se delicati e stravolti nel grigio intenso e nel dolcissimo rosa retaggio d un fuoco appena spento sono assoluti e riempiono lo spazio siderale come uniche presenze dell universo sono colori che contengono la parzialità della luce e delle forme e ancora gesso acrilico inchiostro in un lavoro continuo di asportazione e sottrazione con vitalismo addirittura con graffiti da caverna se necessario attingendo al blu il liquido dell universo sono dunque cinque giovani pittori diversi ma ognuno è rifratto nell altro per un gioco non voluto di sconosciuti e invisibili specchi come lava accesa e ferita aperta tommaso di francesco 12
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