30giorni numero di Gennaio 2015

 

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30giorni numero di Gennaio 2015

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30GIORNI ORGANO UFFICIALE DI INFORMAZIONE VETERINARIA di FNOVI ed ENPAV Anno VIII - N. 1 - Gennaio 2015 IL MENSILE DEL MEDICO VETERINARIO ISSN 1974-3084 Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in Abbonamento Postale 70% - Lo/Mi Diffidare dalle imitazioni Perché l’Asu non convince nessuno Anniversario LA MAFIA DEGLI ORMONI Farmaco COSTO, LEGALITÀ E CONCORRENZA Enpav LA LEGGE DI STABILITÀ 2015 Fnovi Young UN NUOVO PROGETTO GIOVANI

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Sommario 9 30Giorni | Gennaio 2015 | 22 36 Editoriale 5 La politica dei comunicati di Gaetano Penocchio La Federazione 6 Illuminiamolasalute e gli Ordini di Massimo Brunetti, Dino Gissara ed Eva Rigonat 7 Gli Asu sostituiranno il veterinario ufficiale? a cura del Comitato Centrale Fnovi 8 Ciò che distingue il medico veterinario di Luigi Zicarelli 9 Il costo del farmaco veterinario: Fnovi incontra Fofi, Ascofarve e Aisa a cura di Fnovi 12 Paradossi etici di Cesare Pierbattisti 14 Progetto “Fnovi Young” ai blocchi di partenza a cura dei I giovani veterinari 18 Mutui a tasso agevolato, prestiti e altri servizi bancari di Danilo De Fino 21 Fondi europei di Sabrina Vivian 22 Legge di Stabilità 2015 a cura della Direzione Studi INTERVISTA 31 Attività ordinistica e impegno politico di Federico Molino FARMACO 33 Antimicrobico-resistenza di Alessandra Vallisneri, Eva Rigonat LEX VETERINARIA 36 La professione veterinaria nei procedimenti giudiziari di Daria Scarciglia 38 Non è vietato armarsi di sgabello dinanzi alle ingiurie di un collega di Maria Giovanna Trombetta ORDINE DEL GIORNO 24 Gli uomini sandwich di Laurenzo Mignani 25 25 anni insieme a cura dell’Omv di Foggia 26 Una immunologa veterinaria italiana in Svezia di Giovanni Tel FORMAZIONE 42 Dieci percorsi Fad a cura di Lina Gatti e Mirella Bucca NEI FATTI 28 Noi siamo Karel Van Noppen di Ernesto Mantovani 29 L’attività zooiatrica nelle operazioni militari di pace di Lorenzo Tidu e Alberto Prandi IN 30GIORNI 44 Cronologia del mese trascorso a cura di Roberta Benini La Previdenza 16 Il IV Rapporto Adepp sulla previdenza privata a cura della Direzione Studi CALEIDOSCOPIO 46 Europass: l’importanza del Curriculum Vitae in formato Europeo a cura di Flavia Attili

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farmaco@fnovi.it Le competenze degli esperti a disposizione di tutti Mandaci il tuo quesito Ti risponde il Gruppo di Lavoro sul Farmaco Le risposte su www.fnovi.it

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EDITORIALE e cose del mondo vanno di fretta, specialmente in tempo di crisi quando in gioco non è solo il destino di un Paese, ma anche il senso della vera politica, quella fatta di impegno razionale, disegno strategico, interesse generale, L di Gaetano Penocchio Presidente Fnovi organizzazione delle azioni conseguenti. Insomma una politica che ci azzecca poco con velocità, decisionismo e semplificazione. E che non si lascia manovrare da una pseudocultura di carattere lobbistico per servire i propri interessi. Quella dei giorni nostri, invece, so- la Federazione e, dopo un anno di pausa, la campagna ricomincerà. Tant’è. Ma quando si cerca di elaborare una riflessione oggettiva sul rapporto tra la politica, ordini e società è fondamentale affrancarsi dalle “parti” e dai loro (legittimi) interessi “di parte”. Non serve interrogarsi sull’impegno politico negli ordini se questo non sa diventare dovere. Anche la politica ordinistica è fatta da intelligenze, cultura, passioni, equilibrio, studio; qualcosa di molto diverso dall’ingozzarsi di quotidianità, dall’accasare beni e idee per poi dilapidarli, dal trionfo della personalità. È qualcosa LA POLITICA DEI COMUNICATI miglia alla politica che Karl Kraus descrive nella commedia “Gli ultimi giorni dell’umanità”. Nell’affollata anticamera del Ministro degli Interni, a Sarajevo, poche ore dopo l’assassinio che avrebbe dato il via alla prima guerra mondiale, un addetto stampa liquida così gli agitatissimi giornalisti: “Si stanno prendendo delle decisioni e redigendo un comunicato”. Alla domanda quali decisioni, risponde: “Dipenderà dal comunicato”. E veniamo a noi. A fine marzo i nuovi presidenti degli ordini eleggeranno il nuovo comitato centrale della Fnovi. Anche la nostra “democrazia” vive in perenne campagna elettorale: lo scorso anno gli ordini provinciali, quest’anno di molto diverso dalla gestione del presente, dell’ordinaria amministrazione, dal ripiegarsi sulla conservazione e sul conformismo. Anche la politica ordinistica è il compimento di un dovere permanente, capace di interpretare i problemi e le attese. Serve dare il giusto valore alle cose, serve coraggio. Il rapporto tra il lecito e l’illecito, tra legalità e illegalità, la riflessione su cosa è moralmente lecito, l’etica della politica, vanno cercati nel fondamento morale che li ispira. C’è una grande differenza tra quelli che vivono per la politica e quelli che vivono di politica. A Kraus piacevano i primi, ai secondi riservava lo spazio del ridicolo. ■ 30Giorni | Gennaio 2015 |5

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LA FEDERAZIONE LA VIA FUTURA SU CUI DOBBIAMO LAVORARE È QUELLA DEL PASSARE DALL’ETICA DELLE PROFESSIONI ALL’ETICA COME PROFESSIONE (DON LUIGI CIOTTI) Illuminiamolasalute e gli Ordini La Federazione aderisce al progetto Illuminiamolasalute per qualificare gli Ordini nel percorso della trasparenza. di Massimo Brunetti Illuminiamolasalute strumenti che venivano individuati erano relativi al dettame legislativo, alla creazione di una Carta etica e al bisogno di ascoltare la professione. La realizzazione di questo percorso, che prevede aspetti formativi, divulgativi e di consulenza, necessita di collaborazioni e di partner qualificati, e per conoscenze tecniche, e per sensibilità e per garanzie etiche, al fine di fare degli Ordini e della Federazione ambienti di ascolto e cultura della legalità. Per queste ragio- ni la Federazione ha aderito al progetto, che non prevede oneri, Illuminiamolasalute che nella persona di Massimo Brunetti, uno dei coordinatori del progetto, ha tra l’altro dimostrato, in occasione dell’evento Sicura 2014, una particolare attenzione al percorso unico della nostra Federazione nel voler istituire una commissione di ascolto contro le infiltrazioni criminali nella professione e negli Ordini, citandolo nella sua relazione “Responsabilità nella sicurezza alimentare: controllo ufficiale e operatori del settore alimentare”. ILLUMINIAMOLASALUTE Illuminiamolasalute è un progetto promosso da Libera, Gruppo Abele, Coripe e Avviso Pubblico e ha l’importante sostegno di numerose istituzioni fra cui Agenas e Fiaso. Obiettivo di Illuminiamolasalute è quello di promuovere iniziative formative, di monitoraggio, di valutazione, di ricerca e cambiamento per sostenere un sistema sanitario pubblico e sociale integro, efficiente, al servizio di tutti i cittadini, che vada oltre la sola applicazione burocratica della legge 190/2012 per la prevenzione della corruzione (www.illuminiamolasalute.it) La corrispondenza degli obiettivi di Illuminiamolasalute a quelli del sistema ordinistico di tutela dei cittadini, ne fa il partner ideale in un ambito delicato che richiede una crescita culturale che non può prescindere dalla partecipazione degli Ordini quali protagonisti. Dino Gissara ed Eva Rigonat Fnovi el numero di ottobre 2014 la Federazione annunciava, in tema di trasparenza e anticorru zione, la volontà di avviare un progetto che qualificasse gli ordini N quali enti con un sistema di autocontrollo efficace di prevenzione. Gli OPERATIVAMENTE In termini operativi la collaborazione vedrà in una prima fase acquisire reciprocamente sui propri portali i loghi e i link delle proprie identità, le informazioni e comunicazioni necessarie ai propri destinatari, delle azioni di comune interes- 6 | 30Giorni | Gennaio 2015

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______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ LA FEDERAZIONE se. Un comunicato stampa suggellerà l’iniziativa. A seguire la collaborazione vedrà lo sviluppo di progetti nazionali e locali di mutuo coinvolgimento per iniziative di informazione e formazione, in ambito professionale, universitario e civile. In tempi brevissimi la Federazione ha concordato di sviluppare un progetto di formazione rivolto in prima istanza agli Ordini dei medici veterinari che, nel coprire il fabbisogno di conoscenze ai fini degli obblighi imposti dalla normativa sulla trasparenza, avvii anche, nella scelta del percorso formativo, quella acquisizione di consapevolezza che consenta un reale ruolo attivo della professione del medico veterinario nella prevenzione della corruzione. UN PROGETTO DALL’AZIENDA ULSS 9 DI TREVISO GLI ASU SOSTITUIRANNO IL VETERINARIO UFFICIALE? L’iniziativa eccede i limiti regolatori di competenza locale. a cura del Comitato Centrale Fnovi Fnovi in merito all’Asu sono sufficienti ad avviare in tempi rapidi una profonda riflessione su una nuova organizzazione della professione. Secondo la Federazione ci sono le condizioni per un percorso che coinvolga i Ministeri della Salute e dell’Università e della ricerca, le Università, le articolazioni culturali e professionali, che tenga conto del cambiamento dei bisogni. L’iniziativa di Treviso, secondo gli stessi proponenti presenta più di una criticità: l’individuazione del profilo sanitario, i costi accademici, il coinvolgimento dei dirigenti e gli “ostruzionismi di categoria”. Comportamenti questi ultimi che, così banalizzati dai proponenti, sono culturalmente ingiustificabili. Non di ostruzionismo si tratta. Azioni come quella ipotizzata dall’Azienda trevisana vanno censurate in quanto non in grado di bilanciare interessi nazionali, regionali e locali ed assicurare politiche di programmazione coordinate. Per la Fnovi, l’iniziativa eccede i limiti regolatori di competenza locale: lo Stato ha legislazione esclusiva nella determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, il più rilevante dei quali è la salute, che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. Le stesse norme generali per la tutela della salute, la sicurezza alimentare e la tutela e sicurezza del lavoro sono di competenza dello Stato, così come la legislazione sull’ordinamento delle professioni intellettuali. ■ S LIBERA: XX GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL’IMPEGNO 2015, BOLOGNA Il 21 marzo, a Bologna, l’adesione di Fnovi ad Illuminiamolasalute vedrà realizzarsi la prima apparizione pubblica congiunta. “Dal 1996 ogni 21 marzo si celebra la Giornata della Memoria e dell’Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie. Il 21 marzo, primo giorno di primavera, è il simbolo della speranza che si rinnova ed è anche occasione di incontro con i familiari delle vittime che in Libera hanno trovato la forza di risorgere dal loro dramma, elaborando il lutto per una ricerca di giustizia vera e profonda, trasformando il dolore in uno strumento concreto, non violento, di impegno e di azione di pace”. La giornata, che prevede al mattino la commemorazione delle vittime di mafia, vedrà nel pomeriggio, ad uno dei workshop organizzato da Illuminiamolasalute, per l’approfondimento sui temi della sanità, Dino Gissara quale relatore nell’illustrare l’impegno della Federazione per la professione veterinaria. ■ i può fare sicurezza alimentare con un surrogato del Veterinario Ufficiale? L’Azienda Ulss 9 di Treviso si appresterebbe ad inserire nella propria organizzazione aziendale la figura dell’Assistente Specializzato Ufficiale (Asu) prevista dal Rego- lamento (Ce) n. 854/2004. L’obiettivo dichiarato è di ridurre i costi a carico degli operatori del settore alimentare, nel corso delle verifiche, nei macelli, sul benessere degli animali, audit e ispezioni ante e post mortem. In economia, un bene succedaneo è infatti quel bene che va a sostituire quello di maggior valore nella soddisfazione del medesimo bisogno. Il progetto vedrebbe l’Azienda Ulss garantire le attività di formazione previste dai regolamenti comunitari (500 ore di formazione teorica e 400 di formazione pratica) congiuntamente all’Università di Padova (UniPd si è detta estranea all’iniziativa). Ammessi al corso sarebbero i tecnici della prevenzione e Sian, i laureati e gli studenti Csisa (Corso di sicurezza igienico sanitaria degli alimenti). I candidati con Cv pregresso potrebbero usufruire di percorso abbreviato. Già dopo due settimane, questi profili potrebbero trovare impiego, sia pure in modo limitato (ad esempio su una specie o in una sola fase delle verifiche). Le informazioni in possesso della 30Giorni | Gennaio 2015 |7

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LA FEDERAZIONE __________________________________ rebbe di notevole utilità per specie come quelle avicola e suinicola che frequentemente sono colpite da malattie infettive. Siamo veramente certi che una precoce diagnosi anatomopatologica in campo avicolo non avrebbe anticipato quella clinica nel campo dell’influenza aviaria, contenendo i danni economici alle aziende avicole e quelli sanitari all’uomo? Siamo veramente certi che la Campylobacteriosi non dipenda da un’igiene dei mattatoi che non è vigilata dai medici veterinari? Quanti sono gli organi di ovini e caprini che vengono accuratamente esaminati e inviati agli Izs e quanti sono gli allevamenti allertati per la presenza di patologie? La risposta è una: l’echinococcosi nell’uomo è ancora presente! È logico ridurre la visita ispettiva ai vitelloni al solo esame anatomopatologico e non correlare il peso dell’individuo all’età e alla razza del soggetto, che potrebbe essere eccezionale (impiego di sostanze auxiniche proibite) per l’età di macellazione? Se la categoria effettuasse meticolosamente queste azioni, non banalizzandole con il semplice sequestro e distruzione degli organi, probabilmente non si parlerebbe di Asu. La nostra categoria non considera che il mondo si evolve e che altre figure professionali approcciano le nostre competenze. Per molte funzioni, soprattutto quelle terminali, non si può disconoscere che dette figure professionali hanno le necessarie competenze nel campo igienistico. Ciò che distingue nettamente il medico veterinario è l’approccio sistemico ed in particolare la sua formazione zootecnica (conoscenza del suolo, dell’ambiente, del benessere animale, delle tecniche di allevamento e della genetica) di cui le altre figure professionali sono completamente carenti e di cui l’igienista non può fare a meno approcciando la tematica ispettiva dei prodotti di origine animale. Quando daremo una svolta in tal senso? ■ A PROPOSITO DI ASU CIò CHE DISTINGUE IL MEDICO VETERINARIO Serve un approccio sistemico e una formazione zootecnica. di Luigi Zicarelli Direttore del Dipartimento Università di Napoli profilo della sanità animale. Mi chiedo quanti sono gli organi che i colleghi inviano agli Izs per i necessari approfondimenti? Certamente sono lesioni che non sempre sono correlate a zoonosi, ma trattasi pur sempre di lesioni che un osservatorio epidemiologico, quale è la funzione di un mattatoio, non dovrebbe tralasciare se non altro per segnalare all’allevamento di origine la presenza di una malattia sfuggita alla normale visita clinica in azienda. Possibile che, ad esempio, non si riscontrino affezioni respiratorie croniche? Purtroppo le segnalazioni sono scarse o assenti e ciò giustifica la scomparsa del medico veterinario dalla catena di macellazione di alcune specie. La diagnosi anatomopatologica al mattatoio, trasmessa sistematicamente all’allevamento di origine, sa- o letto l’articolo “A Treviso gli Asu sostituiranno il veterinario ufficiale” e condivido che “Non si può fare sicurezza alimentare con un surrogato del Veterinario Ufficiale”. Bisogna però H chiedersi da cosa dipendono certi atteggiamenti. Premesso che escludo che l’Università di Padova concorrerà a formare i succedanei dei medici veterinari, così come qualsiasi altro Dipartimento universitario italiano, sono dell’avviso che il lavoro svolto dai nostri colleghi nei mattatoi per quanto ineccepibile sotto il profilo della sicurezza alimentare non sempre lo è sotto il 8 | 30Giorni | Gennaio 2015

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______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ LA FEDERAZIONE a cura di Fnovi a Commissione nella bozza di valutazione d’impatto e nelle Considerata del nuovo Regolamento comunitario sul farmaco veterinario, nell’analizzare tra le va- L rie cose, anche le differenti esigenze del settore veterinario in quanto a fabbisogno di farmaco rispetto a quello umano arriva alla conclusione che, date le logiche dei meccanismi di fissazione dei prezzi nel settore veterinario, completamente diverse da quello umano, queste determinano il fatto che i prezzi, per i medicinali veterinari, siano in genere notevolmente inferiori a quelli per i medicinali per uso umano. Questa affermazione non corrisponde, per gli animali d’affezione (cani e gatti principalmente), a quanto accade in Italia, come d’altronde neppure in Europa, e di cui la Federazione è sempre più frequentemente informata da parte della professione che lamenta fortemente invece il fenomeno inverso. La Federazione nell’intento di capire le ragioni di questa realtà, al fine di valutarne eventuali possibili soluzioni o margini di miglioramento, ha chiamato ad un confronto in via del Tritone gli stakeholders della filiera del farmaco che ne determinano il prezzo, ossia Aisa (Associazione Italiana Salute Animale-Federchimica), Fofi (Federazione Italiana Ordini dei Farmacisti) e Ascofarve (Associazione Nazionale Distributori Medicinali Veterinari). L’incontro ha visto affrontati moltissimi problemi per un tema dalle molteplici sfaccettature e dalle non facili risposte per un argomento che intreccia, nelle sue ragioni di essere, l’impianto legislativo, la ricerca, il mercato, la rete dei servizi, la doverosa valutazione dei comportamenti lungo tutta la filiera di tutti gli attori e l’esatta comprensione degli interessi tutelati e da tutelare. Il costo del farmaco non può e LA FEDERAZIONE CONVOCA UN TAVOLO CON LA FILIERA DEL FARMACO VETERINARIO Il costo del farmaco veterinario: Fnovi incontra Fofi, Ascofarve e Aisa non deve mettere in discussione il ruolo del veterinario. Come più volte ribadito su queste pagine, la nostra professione è cambiata e sta ancora cambiando. Nell’assumere la consapevolezza di un ruolo primario ed insostituibile del medico veterinario in una società che percepisce l’animale come essere senziente, il diritto di accesso alle cure deve, giustamente, essere una preoccupazione del veterinario nei 30Giorni | Gennaio 2015 |9

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LA FEDERAZIONE ______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ confronti dei suoi clienti e pazienti ma si deve far carico anche della valutazione dell’efficacia e della sicurezza delle cure. Per questa ragione, questa preoccupazione non può limitarsi, in un’analisi a compartimenti chiusi, alla sola valutazione del prezzo del farmaco veterinario per quanto importante sia, con casistiche a volte clamorose. sia anche per l’animale, né per quanto attiene alle sostanze farmacologicamente attive, né per quanto attiene agli eccipienti o alle vie di somministrazione piuttosto che ai dosaggi. Da qui la necessità in veterinaria di prescrivere per medicinale e non per principio attivo. I costi della sperimentazione, che si riversano sul prezzo del farmaco in un mercato che è molto parcellizzato per la moltitudine delle specie su cui sperimentare e molto meno esteso di quello umano, hanno generato nel tempo un decrescente interesse dell’industria per il farmaco veterinario. In una economia di scala non conveniente, come dimostrato dal rapporto Ifah1, il rischio di vedere un’assenza di farmaco per il settore veterinario, si è reso evidente anche al legislatore europeo che lo ha esplicitato nelle motivazioni della stesura della bozza di nuovo regolamento sui medicinali veterinari, tentando di porvi rimedio. LEGALITÀ E LEALE CONCORRENZA DI MERCATO Le ragioni della ristrettezza del mercato del farmaco veterinario, e dunque del suo alto costo, in un gioco della domanda e dell’offerta non tutelato dal calmiere dello Stato, come avviene invece per il farmaco ad uso umano riferito alle cure dei Lea, sono molteplici e la Federazione intende sondarle tutte al fine di agire sui margini disponibili di miglioramento, ma di seguito preme sottolineare gli aspetti che più direttamente coinvolgono il veterinario. Il rispetto della legalità tutela non solo la salute e il benessere degli animali e la salute pubblica, ma consente di riportare il mercato in condizioni di reale concorrenza senza danni al servizio Ssn sostenuto dalla fiscalità generale. È necessario che tutti gli attori della filiera, medico veterinario, farmacista ma anche medico umano acquisiscano la consapevolezza che il farmaco da somministrare ad un animale non può essere deciso in automedicazione e deve essere ceduto solo ed esclusivamente nel rigoroso rispetto di una prescrizione veterinaria, fatta secondo il dettame normativo ossia con una ricetta che prescriva come prima scelta il farmaco veterinario specifico, se esistente. I dati medi europei indicano invece come il fenomeno dell’automedicazione, anche per il tramite delle Farmacie, sia un fenomeno estremamente diffuso con una percentuale altissima, ad esempio, di utilizzo con questa via, di antimicrobici ad uso umano. LA SPERIMENTAZIONE PER UN FARMACO EFFICACE E SICURO Qualsiasi farmaco da utilizzare sugli animali per garantire la tutela della loro salute, del loro benessere, nonché la tutela della salute pubblica dalle zoonosi, necessita di essere sperimentato nei luoghi e nei modi previsti dalle leggi vigenti. La professionalità di un medico veterinario non può e non deve mai dare per scontato che ciò che è efficace per l’uomo lo I GENERICI L’attuale legislazione non favorisce la diffusione della conoscenza dei medicinali generici veterinari posti sul mercato che, a raffronto ormai di una cospicua offerta, hanno un mercato molto debole. La dicitura stessa di “generici” in luogo di quella a significato, 10 | 30Giorni | Gennaio 2015

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______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ LA FEDERAZIONE come in altri paesi, di “equivalenti” assume un’accezione negativa che non favorisce la loro diffusione. A questo si aggiunga che i generici veterinari CONCORRENZA DI MERCATO hanno un nome di fantasia che non li fa riconoscere in quanto tali. La Federazione si sta impegnando per campagne di informazione e divulgazione in merito. UN POSITION PAPER Chiariti, nell’incontro, molti altri punti e sfatati molti luoghi comuni per capire, senza pregiudizi, le dinamiche e i vari passaggi della filiera dei prezzi, molti rimangono i problemi da sviscerare sulla filiera del prezzo, dall’industria al veterinario e al suo cliente, del farmaco per animali d’affezione. Non ultimo quello di valutare, cosa su cui la Federazione sta già lavorando assieme ai componenti dell’incontro, l’entità della casistica, in termini qualitativi e quantitativi, dei farmaci che vedono differenze imponenti tra il prezzo del farmaco veterinario e quello ad uso umano (al di fuori del Ssn). Dal confronto è emersa la necessità di puntualizzare, in un Position Paper, gli aspetti condivisi e/o chiariti in tema di valutazione del problema del prezzo del farmaco veterinario al pubblico, arricchendolo di tutti gli approfondimenti utili a rispondere alle domande della professione o di chi, rivolgendosi alla Federazione, volesse in questo modo partecipare di un dibattito che, al di là di facili accuse e banali generalizzazioni, fornisca strumenti utili all’analisi e alla valutazione di possibili miglioramenti o soluzioni del problema nella consapevolezza che la salute degli animali e il loro benessere non passa attraverso la sostituzione del farmaco veterinario con quello per uso umano che non può e non deve rappresentare una soluzione. Al contrario, fatti salvi quei casi dove non esiste il farmaco specifico veterinario, l’apertura ai farmaci umani è da evitare per motivi di natura farmacologica ed economica, nonché di tracciabilità e di tutela dell’ambiente. 1 2 • Dal sito Ifah aperto al pubblico:...i programmi di ricerca e sviluppo necessari per presentare un nuovo prodotto, dal suo sviluppo fino alla messa in commercio, può costare fino a € 150 milioni (190 milioni dollari) e richiedere dai 5 agli 11 anni per essere completato.... I problemi attuali derivano in parte dalla tendenza ad applicare norme comuni a entrambi i medicinali, per uso umano e veterinario, ignorando le principali differenze in termini di requisiti di prodotto, le condizioni in cui essi sono utilizzati e - soprattutto - la disparità di risorse che esiste tra le due industrie. Questa tendenza ha imposto oneri crescenti, spesso inutili, per l’industria della salute animale. • Dai dati Ifah si può ancora desumere come l’administrative burden sia il doppio di quello del farmaco umano ed il doppio di quello veterinario degli Usa (p. file: IEAnConf14). • La normativa europea può arrivare ad incrementare l’administrative burden del 32%. Le ragioni possono essere dovute a richieste di studi o valutazioni o tariffe nuove e per gli oneri previsti per mantenere la registrazione. Questi oneri possono essere di tutela o di implementazioni burocratiche piuttosto che dovuti ad altri fattori. • A questo costo si deve aggiungere la tariffa del Ministero per la valutazione del dossier di cui agli artt. 12 e 14 del DLgs 193/06: Nuova Aic - dossier completo e bibliografico - € 13.940 per ogni singolo dosaggio associato ad una forma farmaceutica e ad una presentazione. • Nel mercato italiano dei farmaci per animali d’affezione, che è di circa 250 milioni di Euro su un totale di mercato per i medicinali veterinari di 539 milioni di euro (fonte Aisa2) mancano almeno 60-70 milioni di € che derivano dall’uso di medicinali per l’uomo usati in modo improprio o distribuiti in automedicazione. http://www.ifahsec.org/ http://aisa.federchimica.it/ ■ 30Giorni | Gennaio 2015 | 11

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LA FEDERAZIONE ______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ I MEDICI VETERINARI HANNO UNA RILEVANTE RESPONSABILITÀ NEI CONFRONTI DELLA SALUTE DELL’UOMO umana ci troviamo di fronte ad un numero illimitato di paradossi etici. Aborto, eutanasia, accanimento terapeutico, informazione consapevole non sono che alcuni esempi di situazioni che possono collocare il medico in posizione antitetica rispetto al giuramento di Ippocrate. Indubbiamente la vita è colma di paradossi per i quali la filosofia e la sociologia hanno cercato, spesso invano, di trovare delle soluzioni praticabili ed il campo sanitario è inevitabilmente uno dei più coinvolti, poiché in esso si intrecciano innumerevoli problematiche di natura etica e si amministrano salute fisica, psiche e sentimenti. E che dire della nostra professione? Certo anche noi ci troviamo spesso in situazioni paradossali; ricordate la nostra campagna sul «veterinario nel piatto»? Ebbene ha ricevuto dai nostri colleghi lodi, ma anche critiche, alcune divertenti come la disquisizione sul sesso di chi compare nel manifesto o sulla scelta dei cibi nel piatto, ma si sa che ogni critica può contribuire al progresso di ogni professione e quindi ben vengano le valutazioni positive, negative o singolari che siano. Non poteva tuttavia mancare il giudizio esterno alla categoria, ed inevitabilmente sfavorevole, delle associazioni animaliste più integraliste, che ritengono di vedere nella nostra professione la presenza di una evidente situazione antitetica, in particolare rispetto all’Art. 1 del nostro Codice Deontologico che recita: - Il Medico Veterinario svolge la propria attività professionale al servizio della collettività e a tutela della salute degli animali e dell’uomo. In particolare, dedica la sua opera: ...omissis... alla promozione del rispetto degli animali e del Paradossi etici «È impossibile che il medesimo attributo, nel medesimo tempo, appartenga e non appartenga al medesimo oggetto e sotto il medesimo riguardo» di Cesare Pierbattisti Consigliere Fnovi A e nonA, sarebbe come ammettere che esistono due verità contrapposte. In realtà se ciò è facilmente accettabile e comprensibile in senso puramente teorico, assai diverso è ciò che accade nella vita reale dove i paradossi, soprattutto quelli etici, la fanno da padroni. In tutte le professioni scopriamo inevitabilmente delle antinomie; se ad esempio prendiamo in considerazione la medicina C on queste parole Aristotele, che di filosofia se ne intendeva, enunciava il principio della non contraddizione nella logica classica, ed apparentemente sembre- rebbe abbastanza ovvio che non si possano ritenere ugualmente valide le proposizioni 12 | 30Giorni | Gennaio 2015

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______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ LA FEDERAZIONE loro benessere in quanto esseri senzienti. Già, perché può apparire contraddittorio che qualcuno si occupi sul campo della salute e del benessere di un essere senziente che dovrà prima o poi, inevitabilmente, finire in tavola e che, magari, si ritiene venga allevato in modo non del tutto rispettoso delle sue esigenze fisiologiche ed etologiche. Naturalmente la riprovazione si estende poi a tutti i colleghi, ovunque svolgano la loro professione: negli allevamenti, nei laboratori, nei macelli, qualsiasi sia la specie animale presa in considerazione. Infatti le modalità operative possono, sempre secondo l’ottica animalista, apparire contraddittorie con il sopraccitato articolo. Che dire? Certamente oggi la nostra professione ci pone di fronte a problematiche etiche, spesso di difficile valutazione e soluzione, è forse lecito pensare che vi sia una sorta di strabismo nel doversi occupare contemporaneamente della salute dell’uomo e di quella degli animali. In ogni caso siamo assolutamente convinti che il benessere degli animali, anche di quelli che sono destinati a finire in tavola, deve e dovrà essere nel futuro una indiscutibile priorità; qualcosa si è fatto, c’è ancora molto da fare e la nostra professione è, e sarà, sempre in prima linea in questa battaglia. D’altra parte chi severamente ci giudica dovrebbe anche prendere in considerazione quell’aspetto del nostro Codice nel quale ci viene attribuita una rilevante responsabilità nei confronti della salute dell’uomo che, piaccia o meno, è tuttora onnivoro. Oppure dovremmo immaginare un domani rigorosamente vegetariano, nel quale non ci sarebbe più posto per maiali, vacche, polli, cani, gatti ed altri animali, visto che il precario equilibrio della vita su questo pianeta si regge su regole inflessibili ed apparentemente crudeli. Chi s’immagina che la soluzione di tutto sia in un ritorno alla primitiva Arcadia, ad un Paradiso terrestre dove convivono pacificamente gazzelle e leoni, lavora di fantasia. In realtà ci sarebbe un mondo fatto di immensi campi di soia, come in un vecchio film di fantascienza, il cui titolo originale era Soylent Green e che raccontava di un futuro prossimo venturo sovrappopolato, nel quale animali, prati e foreste hanno lasciato il posto ad immensi campi di soia, unica fonte di nutrimento rimasta. Pensate si tratti di una esagerazione? Non fatevi troppe illusioni, la Cina sta colonizzando mezza Africa, eliminando le colture tradizionali e le foreste a favore della monocoltura a riso e soia; l’Argentina sta procedendo sulla stessa strada e quindi non è proprio da escludere un futuro siffatto. Chissà, francamente spero di no. Comunque, per tornare al nostro problema, dobbiamo considerare che anche chi ci accusa di essere vittime di un paradosso etico, non è proprio esente da tale contraddizione. Colui che si dichiara integralmente animalista dovrebbe non possedere cani, gatti o altri animali carnivori perché in questo caso anch’egli compie una scelta eticamente discutibile, non dovrebbe mai entrare in una farmacia per ac- quistare farmaci registrati, né ricorrere ad esami di laboratorio o all’aiuto di un chirurgo, che potrebbe avere sperimentato le sue tecniche sugli animali. Mah? Lungi da me il voler proporre un giudizio etico, ciascuno ha il diritto di manifestare le proprie opinioni ed eventualmente incorrere in inevitabili paradossi etici, ma personalmente la penso come Lorenz che, quando il suo cane uccideva un ratto, diceva: «mi spiace per il ratto, ma il cane è mio amico e devo stare dalla sua parte». Forse si dovrà giungere ad una soluzione di compromesso e lo strumento potrebbe essere quello della logica sfumata o logica fuzzy, immaginata dal matematico Lofti Zadeh, che con geniale intuizione tentò di trovare una soluzione alternativa all’ aristotelico principio di non contraddizione, applicando un meccanismo di polivalenza. In pratica si dovrebbe accettare il fatto che le proposizioni A e nonA possano entrambe essere parzialmente vere. Come dire che la verità ha molte sfumature e non è detto che la ragione stia sempre tutta da una parte. ■ 30Giorni | Gennaio 2015 | 13

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LA FEDERAZIONE ______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ MOTIVAZIONI - FINALITÀ - MODALITÀ OPERATIVE Progetto “FNOVI Young” ai blocchi di partenza Una chance per mettersi in gioco. a cura dei I giovani veterinari ma anche umiltà, unita alla consapevolezza e al desiderio di provare a fare qualcosa “semplicemente” utile per il nostro Paese. Non vogliamo mutuare l'esperienza dell'Ordine e farne una copia Young: proponiamo un soggetto non basato su prodotti e servizi ma sulle persone, sul giovane veterinario di provincia sfiduciato e che vede il proprio futuro lontano da casa. Fnovi Young: • aggrega tutti coloro che vogliono vivere la professione e non solo esercitarla; • promuove idee, iniziative e progetti innovativi in tutti gli ambiti; • sostiene con attività di formazione, studio, marketing e progetti di ricerca, reti. Inoltre: • organizza momenti di incontro e di- “ Il giovane cammina più veloce dell'adulto, ma l'adulto conosce la strada”. Ogni strada ha un punto di partenza. Siamo spesso abituati a considerare la Laurea come tale, un po’ perché scritto sulla maggioranza dei biglietti di auguri e un po’ perché dopo di essa tutto cambia. Abbiamo scelto un percorso di vita, scientifico, che a volte durante gli studi sembra già predefinito tra le diverse aree della nostra professione ma a pochi giorni dalla proclamazione veniamo assaliti dall'ansia, dalla confusione e da quel senso di incertezza che ti pervade l'anima per poi alienarsi nella prima opportunità economica, spesse volte misera. Abbiamo raccolto le testimonianze di tanti giovani colleghi, i disagi, la confusione, la rabbia, la frustrazione e talvolta anche i sogni e le speranze, e ci siamo rimboccati le maniche. La crisi e i problemi si risolvono con un'ottima organizzazione, lungimiranza e l'unione; questo è un mix strategico che fino a ora in Campania e Puglia ha portato a risultati straordinari. L’ambizione è quella di marcare da subito la differenza nel metodo, nel modello, nei contenuti, negli strumenti, nella comunicazione; ambizione certo, 14 | 30Giorni | Gennaio 2015

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______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ LA FEDERAZIONE battito; • stimola la cooperazione tra i diversi attori delle filiere produttive e i partner; • gestisce e aggiorna un portale dedicato agli utenti della nostra professione; • promuove una nuova cultura di professionalità, basata sul rilancio dell’immagine e delle potenzialità; • agevola percorsi innovativi in direzione dell’internazionalizzazione; • incentiva aggregazioni tra professionisti; • diffonde saperi, conoscenze, competenze volte alla creazione di economie alternative in ambito ambientale, culturale, produttivo, scientifico. È questa la nuova sfida, è questo il cambiamento. In occasione dei lavori del Consiglio Nazionale del 7 - 9 novembre 2014 è stato presentato il progetto denominato “Fnovi Young” che si prefigge di coordinare e portare a sintesi le istanze dei Giovani Medici Veterinari Italiani al fine di sostenerli nell’inserimento nel mondo del lavoro. Come illustrato dai portavoce in- tervenuti a Roma, il progetto intende raccogliere e coordinare a livello nazionale le istanze dei giovani con la finalità di dare un contributo qualificante alla loro formazione, favorendone la crescita intellettuale, professionale e deontologica. Prevede l’elezione di un “delegato under 35” per ogni Ordine provinciale. Ogni “delegato under 35” eletto sarà poi chiamato a individuare i componenti di un organo di coordinamento e indirizzo nazionale composto da sette membri che, nei tre anni di durata dell’incarico, istituirà commissioni su tematiche inerenti la professione veterinaria al servizio della collettività e a tutela della salute degli animali e dell’uomo, in una attività sinergica con le politiche della Fnovi. Per l’elezione dei “delegati under 35” è stata predisposta una procedura che si basa su una modalità di voto on-line e per la quale sarà sufficiente accedere al sito www.fnoviyoung.it: tutti gli iscritti agli Ordini professionali dei Medici Veterinari, che al momento delle elezioni non avranno compiuto il trentaseiesimo anno di età, godono del- l’elettorato attivo e passivo. A far data dal 15 febbraio 2015 ogni professionista riceverà una e-mail recante la password per un login che, seguendo semplici istruzioni, gli consentirà di esprimere la propria preferenza. Sarà possibile effettuare il login una sola volta e le preferenze non potranno essere modificate. Da questa operatività saranno esclusi gli “under 35” iscritti all’Ordine di Alessandria i quali hanno già espresso il loro delegato grazie ad una consultazione avviatasi in contemporanea con le operazioni elettorali per il rinnovo del Consiglio Direttivo. Fnovi Young è aperto a tutti, purché armati di buona volontà, coraggio, intelligenza ed un pizzico di umiltà, umanità, apertura alle nuove idee. Il dinamismo la prosperità del futuro dell'Italia è nelle mani dei giovani. Un'immensa risorsa che credendo in se stessa, come tale, può rappresentare un vero e proprio slancio non solo individuale ma per il paese intero, e allora lo vogliamo irradiare con questa forza ed energia positiva che nasce dal sud con talento e creatività. Noi ci crediamo! ■ 30Giorni | Gennaio 2015 | 15

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