Dislessia

 

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Guida per i genitori

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Note. Il progetto DYPATEC è stato iniziato dalla “Pädagogische Akademie des Bundes in der Steiermark”, Hasnerplatz 12, Graz, Austria. I coordinatori di questo progetto sono stati Mag. H. Posch, Graz, per i primi due anni, e R. Claes, Luxembourg, per il terzo anno. Per l‛ l’elaborazione e la finalizzazione di questa guida, come per il coordinamento con la tipografia, il gruppo DYPATEC ha designato in quanto coordinatori responsabili Mag. H. Posch, Graz; et R. Claes, Luxembourg. La pubblicazione di questa guida intera e in parte è protetta dai diritti d‛autore. Ogni riproduzione e/o diffusione supplementare per intero o in parte è vietata e non può farsi che dopo l’autorizzazione scritta da parte di Mag. H. Posch e R. Claes. Disegno di copertina © Patrick Pax – Luxembourg Versione finale : giugno 2007 La versione italiana della guida è stata curata da Angela Villani, docente impegnata in attività di inclusione dei ragazzi svantaggiati e con difficoltà di apprendimento. Revisionata dall’autrice DYPATEC Mag. Dr. Konstanze Edtstadler. Stampa e diffusione a cura di: Centro di Ateneo SInAPSi (Servizi per l'Inclusione Attiva e Partecipata degli Studenti) - Università degli Studi di Napoli Federico II www.sinapsi.unina.it Printed in Italy, maggio 2014 Il presente progetto è finanziato con il sostegno della Commissione europea. L’autore è il solo responsabile di questa pubblicazione e la Commissione declina ogni responsabilità sull’uso che potrà essere fatto delle informazioni in essa contenute. Guide IT CS5.5 20140325.indd 2 30/04/2014 09:26:03

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0. INTRODUZIONE 1. CHE COS’ È LA DISLESSIA? 2. DIAGNOSTICARE PRECOCEMENTE 3. SVILUPPO DELLE COMPETENZE LINGUISTICHE 4. SITUAZIONE FAMILIARE E CONTESTO SOCIALE 5. SCUOLA – GENITORI – COMUNICAZIONE 6. UN BAMBINO DISLESSICO A SCUOLA: CONSIGLI PRATICI 7. MOTIVAZIONE E AUTOSTIMA 8. STRATEGIE D’APPRENDIMENTO E STILI D’APPRENDIMENTO 9. ESERCITARSI A CASA 10. L’USO D’UN COMPUTER 11. APPRENDERE UNA LINGUA STRANIERA 12. LA VITA DOPO GLI STUDI 13. DISCALCULIA 14. I DIRITTI DEI BAMBINI DISLESSICI ALLEGATI: LEGGE 170/2010 A SCUOLA E A CASA: ROUTINE QUOTIDIANA BIBLIOGRAFIA ISTITUZIONI LISTA DEGLI AUTORI 4 5 8 10 14 17 20 27 31 36 47 51 58 60 63 67 71 80 83 86 Guide IT CS5.5 20140325.indd 3 30/04/2014 09:26:03

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0. INTRODUZIONE ... due bambini hanno avuto successo ma come posso fare per aiutare anche lui? ... Dislessia Questo dossier costituisce per i GENITORI un vero tesoro sul tema della dislessia. Esso è raccomandato anche come materiale di informazione per gli INSEGNANTI nelle riunioni di genitori e per TUTTI GLI ALTRI OPERATORI nell‛ambito dell‛educazione. Il tema della discalculia (disturbo specifico di apprendimento della matematica) non si è potuto trattare che brevemente. I differenti argomenti sulla dislessia sono stati scelti con i genitori e gli insegnanti e comprendono per esempio: • Gli indicatori che mostrano i dislessici a casa e a scuola; • I consigli pratici su come sostenere i bambini dislessici per imparare a leggere e a scrivere la lingua materna o le lingue straniere; Questo dossier è disponibile in 12 lingue. E’ stato elaborato da un’ équipe multiculturale e interdisciplinare provenienti dai differenti ambiti: medicina, psicologia, linguistica e pedagogia, in cooperazione con i genitori interessati. I riferimenti relativi alla bibliografia, i materiali e gli indirizzi di contatto sono stati adattati a ciascun paese. Tutti gli autori fanno riferimento alla “Convenzione internazionale dei Diritti del Fanciullo” (Nazioni Unite 1989) che dichiara tra l’altro che: •   Gli Stati partecipanti riconoscono il diritto del fanciullo all’educazione, e in particolare, garantiscono tale diritto progressivamente e sulla base delle pari opportunità (...) (cf. art.28) •  Gli Stati partecipanti convengono che l’educazione del fanciullo deve mirare a favorire lo sviluppo della personalità del fanciullo e lo sviluppo dei suoi linguaggi e delle attitudini mentali e fisiche, nella misura delle loro potenzialità; (...) (cf. art.29) (http://www.globenet.org/enfant/cide.html) L’équipe del progetto dell’UE DYPATEC (Socrates/Grundtvig2), con il sostegno della Commissione Europea luglio 2007 Un dossier per genitori, insegnanti, professionisti dell’ educazione ● Contenuto scelto per genitori e docenti ● Disponibile in inglese tedesco ceco polacco francese maltese turco greco rumeno sloveno italiano estone ● Diritti dell’infanzia 4 Guide IT CS5.5 20140325.indd 5 30/04/2014 09:26:05

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1. CHE COS’È LA DISLESSIA? Io sono dislessico... I miei genitori non hanno mai avuto veri problemi con me – fino al momento in cui sono andato a scuola. Io ho notato che impiegavo più tempo per la lettura, che mi occorreva più tempo per imparare a leggere rispetto agli altri. Quindi, ho cominciato ad evitare i libri. La mia scrittura non era bella malgrado tutti i miei sforzi. Mi occorreva un tempo enorme per copiare dalla lavagna e non ci riuscivo senza commettere errori. L‛ortografia costituisce sempre un incubo per me. Il mio zaino era sempre in disordine e io impiegavo tempo a ritrovare le cose di cui avevo bisogno. Si prendevano gioco di me in classe, forse perchè non facevo parte degli allievi migliori. Ma succedeva spesso che io non capivo i consigli degli insegnanti ed ero troppo timido per porre domande soprattutto perché i miei risultati erano regolarmente più cattivi di quelli degli altri. Mi lasciavo facilmente distrarre e detestavo la scuola. Certi insegnanti mi criticavano senza tregua mi qualificavano come «pigro» o come «bestia». Nei giochi, io presi rapidamente il ruolo di leader, perché avevo numerose idee. A casa i miei genitori si innervosivano a causa dei miei problemi scolastici, tanto più che le mie due sorelle maggiori erano considerate tra le migliori della classe. Io sono riuscito comunque a chiudere i miei studi nel college, ma senza avere fiducia in me e con una visione pessimistica riguardo al mio futuro. Qualche tempo dopo, ho incontrato un grande amico che mi ha parlato della dislessia. Questa discussione mi ha permesso di comprendere i miei problemi, altrimenti non avrei saputo cosa sarei diventato. Finalmente ho completato senza difficoltà i miei studi in scienze informatiche. Oggi dirigo con successo il mio negozio. Non ho più difficoltà ad ammettere apertamente la mia dislessia, ma molte sofferenze mi sarebbero potute essere evitate durante la mia vita scolastica, se i miei genitori, i miei insegnanti così come i responsabili politici fossero stati informati meglio sulla dislessia. Marc 5 DISLESSIA NON PERDERE MAI LA SPERANZA! CI SARÀ SEMPRE UNA SOLUZIONE ! Guide IT CS5.5 20140325.indd 7 30/04/2014 09:26:05

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1. CHE COS’È LA DISLESSIA? La dislessia (descrizione) La dislessia è un disturbo specifico di apprendimento che comporta delle difficoltà a livello della lettura inteso come decodifica scrittoria. Le difficoltà relative alle produzioni scritte possono essere strettamente correlate alla dislessia e prendono il nome di disortografia, che sta ad indicare un disturbo specifico di apprendimento nella sfera della grammatica e della sintassi. Molte persone coinvolte riconoscono delle difficoltà nei seguenti ambiti: I fattori che possono esercitare una influenza EREDITÀ «Questo problema esiste da molto tempo nella mia famiglia!» ASSIMILAZIONE DELLE INFORMAZIONI UDITIVE «Certe lettere che sento mi sembrano identiche!» ASSIMILAZIONE DELLE INFORMAZIONI VISIVE «Le lettere scorrono!» PERSONALITÀ «Attore protagonista o timido» SISTEMI DI LINGUA «Posso scrivere come sento?» • • • • • • • Spesso tutto ciò abbassa la fiducia in sé stesso e porta a una diminuzione della motivazione ad apprendere. Le difficoltà nella lettura e nell‛ortografia possono essere arginate con una didattica creativa o con diverse competenze visive , che possono essere anche tecnologiche e comunque da sviluppare. Diversi fattori come l‛ereditarietà le difficoltà di assimilazione uditiva o visiva, l‛educazione, e altri fattori si influenzano reciprocamente in maniera multipla, come mostra lo schema seguente. riconoscere e memorizzare le parole; comprendere diverse istruzioni in una volta; segmentare, strutturare in parti: le parole in lettere, le  frasi in parole o i testi in frasi; percepire, riconoscere e comprendere ciò che si sente o ciò che si vede (assimilazione uditiva e visiva); ortografia e grammatica; organizzazione spazio-temporale (per es. compiti, utilizzo del tempo); motricità, calcolo, attenzione, percezione uditiva e visiva Genetica: ereditarietà Percezione uditiva Percezione visiva AIUTO A DOMICILIO «Ho bisogno di tempo libero!» DISLESSiA Personalità Sistemi di lingua SCUOLA «Ho anche dei talenti!» Sostegno a domicilio Leggi scolastiche e metodi di insegnamento 6 Guide IT CS5.5 20140325.indd 9 30/04/2014 09:26:06

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1. CHE COS’È LA DISLESSIA? SCUOLA DELL’INFANZIA (4 - 6 anni) • difficoltà a memorizzare i suoni, le parole, le lettere o le rime; • difficoltà a memorizzare l‘ordine delle lettere, delle parole, delle consegne e/o istruzioni, etc.; • confondere le parole omofone (per es. c’era/cera, luna/ l’una); • difficoltà a copiare disegnando o dipingendo; • difficoltà relative alla memoria a breve termine; • dislessia tra i membri della famiglia; • reazione lenta nei compiti che implicano la lingua (per es. giochi di parole). SCUOLA PRIMARIA (7 - 11 anni) • difficoltà con le parole/le lettere/i suoni; • difficoltà a seguire le consegne; • difficoltà a dividere le parole in lettere o in sillabe; • debole conoscenza dei suoni e delle parole; • difficoltà nella lettura e/o nell’ortografia; • cattiva organizzazione della vita quotidiana; • problemi di comportamento e rifiuto nei confronti della scuola. SECONDARIA: Scuola Superiore di I Grado (11 - 15 anni) • difficoltà a rispettare l‛ordine dei suoni e delle lettere; problemi di lettura e di ortografia • p  rendere più tempo per finire i compiti scritti e i compiti a casa ; • eventualmente problemi sociali e ambientali; • f  rustrazione e rassegnazione e/o rifiuto di andare a scuola, depressione. PIÚ TARDI - secondaria di II Grado, università, percorso professionale • compensazione (strategie di soccorso nella lettura e nelle produzioni scritte); •  la stima di sè può essere molto debole (ciò può dipendere dalle esperienze scolastiche – certe associazioni offrono un aiuto); •  problemi di organizzazione (aiuto grazie agli ausili tecnici come per es. il computer e software specifici); 7 Siate attenti agli indicatori predittivi! DIFFERENTI INDICATORI PREDITTIVI SCUOLA DELL’INFANZIA SCUOLA PRIMARIA CICLO INFERIORE E MEDI SECONDARIA PIÚ TARDI Guide IT CS5.5 20140325.indd 11 30/04/2014 09:26:06

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2. DIAGNOSTICARE PRECOCEMENTE Diagnosticare i rischi nel quadro dei processi di apprendimento della lettura e della scrittura Qualunque siano i paesi e qualunque siano le lingue, ci sono sempre dei ragazzi che hanno difficoltà ad apprendere a leggere e a scrivere. I ragazzi la cui lingua materna si basa su un sistema alfabetico, hanno dei problemi simili che possono variare più o meno a seconda dei sistemi scolastici. La ricerca degli ultimi venti anni nei diversi paesi ha provato che è possibile predire se un bambino avrà difficoltà nell’apprendimento della lettura e della scrittura, e ciò grazie all’osservazione continua dell’evoluzione di certe competenze fino all’età di 5 o 6 anni. Problemi eventuali nei bambini dislessici «potenziali»: Competenze Consapevolezza fonologica • Riconoscere delle rime rimano Diagnosticare presto Connessione delle competenze fonologiche visive e motorie Coscienza fonologica Misure di controllo «Quali delle seguenti parole sono in rima: mano, pane, mare, tane?» «Cerca delle parole che rimano con vela!» «Dimmi i giorni della settimana/i 12 mesi dell’ anno!» «‘bocca’ et ‘bolla’ sono identici? – Se non, in che sono differenti?» «Qual è il primo suono nella parola mamma?» «Qual è il suono che corrisponde alla lettera a?» «Qual è il numero/lettera che tu vedi sul bus/sulla vettura (che segnala il paese)?» identiche o differenti : m-n, l-t, p-b-d-g?» «Sai infilare queste perle?» Osservate il bambino quando gioca! «Sai restare in piedi su una gamba?» «Sai ricopiare questa figura?» Il bambino sa concentrarsi su un compito durante un certo lasso di tempo? Funzioni visive e spaziali Motricità Capacità di concentrazione •T  rovate delle parole che •M  emorizzare delle sequenze di suoni e di parole • Riconoscere i suoni •I  dentificare la posizione dei suoni e delle sillabe nella parola suono e lettera •S  tabilire la relazione tra capacità visive - spaziali • Identificare le lettere/ numeri lettere simili •D  istinguere la differenza tra «Le lettere seguenti, sono Capacità motorie • motricità fine • Coordinazione motoria • Equilibrio Coordinazione visuo/motoria Periodo di concentrazione L’osservazione e la diagnosi precoce di queste competenze, soprattutto per ciò che riguarda le competenze linguistiche, contribuiscono a diagnosticare i potenziali bambini dislessici. 8 Guide IT CS5.5 20140325.indd 13 30/04/2014 09:26:06

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2. DIAGNOSTICARE PRECOCEMENTE Metodi di screening Sulla base dei risultati ottenuti nella ricerca sui più importanti fattori di rischio della dislessia, sono stati elaborati dei metodi di screening (gli «Screening tests»). Si tratta soprattutto di questionari e di tests relativi alla consapevolezza fonologica. Grazie a questa testistica, 70-80% dei bambini esposti a un rischio di dislessia a scuola possono essere riconosciuti alla fine degli anni della scuola dell‛infanzia (prescolare). Sfortunatamente, succede spesso che la dislessia non è diagnosticata se non durante la carriera scolastica. Gli esami appropriati dovrebbero dunque farsi il più presto possibile, ancora prima della scuola primaria per monitorare gli indicatori predittivi. Infatti, secondo la Legge 170/2010, la diagnosi di dislessia è possibile non prima della fine della Seconda Classe primaria; per la discalculia, alla fine della Terza Casse Primaria. Prevenzione Negli ultimi dieci anni, si è soprattutto seguito due piste a livello di prevenzione della dislessia: 1) riunire in piccoli gruppi e sostenerli con dei programmi particolari i bambini che hanno presentato dei fattori di rischio; 2)  assicurare un programma speciale di preparazione che fornisce una buona base alle competenze di lettura e di ortografia (esercizi adatti alla loro età ovviamente) a tutti i bambini della fase prescolare (scuola dell’infanzia). Le esperienze di diversi paesi mostrano che la seconda indicazione è migliore. Infatti, se tutti i bambini partecipano al programma speciale, •  i risultati di un tale programma di sei mesi portano i loro frutti almeno per i 2 – 3 anni che seguono. •  la discriminazione dei bambini diagnosticati erroneamente come «candidati con problemi» può essere evitata. Ricerche supplementari sono necessarie per migliorare le condizioni per diagnosticare precocemente i bambini dislessici e a prendere le misure di prevenzione appropriate. Il migliore strumento per sostenere l’apprendimento della lettura e dell’ortografia è stimolare tutte le funzioni di base importanti! 9 Metodi di screening • questionari • tests sulla coscienza fonologica Prevenzione Ciò che sarebbe auspicabile: nessuna selezione nella scelta dei bambini; tutti i bambini tra 3 e 6 anni partecipano ai programmi speciali Guide IT CS5.5 20140325.indd 15 30/04/2014 09:26:06

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3. SVILUPPO DELLE COMPETENZE LINGUISTICHE Competenze fondamentali nell’uso della lingua: • Sentire dei suoni, delle parole e delle frasi [il] [pesce] [è] [fresco] [pesce] pesce il pesce è fresco. Percepire dei suoni, parole o frasi e saperle comprendere • Riconoscere l’intonazione in una frase Tu studi? Tu studi! Tu hai studiato bene oggi. Le differenti intonazioni danno un altro senso alla  frase! (espresse per iscritto dai segni di punteggiatura specifici.) • Comprendere delle parole e delle frasi Il gatto insegue il cane. Il cane inseguiva il gatto  Bisogna conoscere il senso delle differenti parole!  Le diverse relazioni tra le parole comportano differenti significati! Articolare (produrre) dei suoni e un insieme di suoni • Costruire differenti forme di parole camminare – camminava – cammino;  comprendere – la comprensione – (in)comprensibile; bello – bellezza – salone di bellezza; ? ! Produrre dei suoni, delle parole, delle frasi Costruire differenti forme di parole • Ordinare le parole nelle frasi Io compro un mazzo di ravanelli al mercato. Dove posso comprare un mazzo di ravanelli? Vai lì e compra un mazzo di ravanelli! Alla base dei processi descritti qui sopra si trovano delle competenze che permettono e che determinano lo sviluppo delle competenze linguistiche. Formare delle frasi Vocabolario Articolazione 10 Guide IT CS5.5 20140325.indd 17 30/04/2014 09:26:07

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3. SVILUPPO DELLE COMPETENZE LINGUISTICHE LA PERCEZIONE •  percezione cinestetica = percepire attraverso il tatto e il movimento - capire e conoscere gli oggetti; -Q  uali sono le «sensazioni» dei suoni, per es.: [m – p] (labbra chiuse), [a] (lingua abbassata – giù , [i] (lingua sollevata – su), … ? - percezione uditiva = sentire/intendere • Riconoscere da dove proviene un suono • Concentrarsi su un suono preciso fra gli altri (la musica della radio, il canto degli uccelli, le conversazioni altrui,…) • Riprodurre ciò che si è appena ascoltato ripetendolo, recitandolo o scrivendolo Per l’apprendimento della lingua scritta, è necessario  riconoscere i suoni e le sillabe e distinguerne chiaramente i differenti elementi uno per uno affinché possano essere trasformati in lettere: • Distinguere chiaramente i suoni differenti gonna – gomma; bolle – bulle ; bacche – bocche; • Riconoscere un suono preciso C’è una [m] in «amore»? Qual’è il primo suono in «libro»? Quali suoni puoi sentire in «nonna»? • Riconoscere un suono comune in diverse parole cappello – camera – caldo; luna - lingua – locomotiva; • Riconoscere quali sono le parole che rimano mano – treno – foro - mano; cantare – piantare – pulire; • Riconoscere qual è l’intruso cave – caffé; tubo – cubo; • Sostituire un suono con un altro sostituire la [i] con un [a] in: dito - dato; ville - valle; Avere l’udito fine è la condizione di base per sapere apprendere a parlare e a scrivere, in caso di problemi: fare degli esami medici ORL (naso, gola, orecchio)! Saper comprendere e ripetere ciò che si è appena ascoltato Scrivere un dettato Imparare a scrivere una lingua Esercizi in cui bisogna riconoscere dei suoni 11 Guide IT CS5.5 20140325.indd 19 30/04/2014 09:26:07

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3. SVILUPPO DELLE COMPETENZE LINGUISTICHE - percezione visiva = vedere • Riconoscere l’aspetto di differenti forme e riconoscere in cosa esattamente sono differenti • Riconoscere la situazione (in alto, in basso, a sinistra, a destra), •  come per esempio nella distinzione delle lettere: p – b – d – q; m – w; etc. Avere una buona vista è una condizione di base per saper apprendere a leggere e a scrivere, in caso di problemi: esame medico degli occhi! Organi supporto degli strumenti per parlare Per la formazione corretta dei suoni, quindi ugualmente per l’azione del parlare e del leggere, sono implicati gli organi seguenti: le labbra, i denti, la lingua, la mascella e il palato (il solo a essere mobile). È grazie all’interazione di questi organi che possono essere prodotti i differenti suoni. Una cattiva posizione di uno di questi organi o un piccolo screzio tra le labbra, le mascelle o nel palato così come qualunque altra deformazione può causare problemi di articolazione. In caso di problemi: consultare un «ortodontista» (=specialista per le mascelle)! Nel corso delle prime fasi dell’acquisizione della lingua, è naturale che il bambino possa commettere, pronunciando delle parole, degli «errori», come per es. il fatto di omettere, di semplificare, di sostituire, etc. dei suoni. Esempi: al posto di penna – pena; al posto di torta – trota, etc. Se tuttavia questo genere d’«errori» persiste e si amplifica dopo i 4 anni di età, è meglio contattare uno specialista (per es. logopedista, ortofonista, etc.)! Precisione Apprendere le lettere Distinguere differenti lettere pdbq MW Articolazione Attenzione! Osservate costantemente ! Errori di pronuncia «scarpe» - «sciarpe» 12 Guide IT CS5.5 20140325.indd 21 30/04/2014 09:26:07

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3. SVILUPPO DELLE COMPETENZE LINGUISTICHE MOTRICITÁ – i movimenti ed il loro sviluppo Per saper parlare e scrivere, è importante che gli organi di motricità (dita, lingua, per es.) funzionano correttamente. Per formare correttamente i suoni, la motricità fine è uno strumento indispensabile. Questa è ugualmente necessaria per legare alle parole i gesti e le espressioni del viso appropriate. Per saper scrivere correttamente le lettere, è ugualmente necessario avere una motricità fine che funziona correttamente, diversamente possono sorgere problemi nello scrivere. Un grande numero di altre attività quotidiane necessitano di una buona motricità fine, come ad esempio allacciarsi le scarpe. Ove mai si costatano dei problemi maggiori nel quadro di tali attività, è importante contattare degli specialisti (come per es. psicomotricisti o terapisti della neuropsicomotricità). Ecco dei consigli pratici importanti per l’acquisizione delle competenze linguistiche: J Parlate per quanto possibile al bambino! J  Già durante la gravidanza (a partire da 6 mesi circa), le madri dovrebbero parlare al loro futuro bébé. J  Sfogliate insieme con il vostro bambino dei libri di immagini e commentate le immagini dando dei nomi agli oggetti J  Aggiungete dei commenti alle attività che sono in corso di realizzazione! J  Lasciate raccontare il bambino e ascoltatelo poi attentamente! J  Tutto ciò serve a costruire il vocabolario e il bambino apprende differenti strutture di frasi. J  Lasciate sempre al vostro bambino abbastanza tempo per correggere da solo i suoi errori . J  In nessun caso prendersi gioco degli errori del bambino, ciò può infatti portare il bambino a rifiutarsi di parlare . J  Apprendere e ripetere delle rime (per bambini) e dei giochi di parole, esercitarsi a trovare, questo aiuta a sviluppare la sensibilità necessaria per riconoscere dei suoni, delle sillabe e delle rime. J Ciò facilita l’acquisizione della lingua scritta. J  Se voi leggete per il vostro bambino, egli può già cominciare a familiarizzare con la lingua scritta. Regola generale: fornire ogni giorno per almeno mezz’ora delle attività che richiedono l’impiego della lingua senza altri fattori possibili di distrazione (TV, radio,….). L L L I media (televisione) non possono in alcun caso sostituire le attività di comunicazione personale con il bambino! 13 Formazione di suoni Gesti & mimica Problemi nello scrivere L‛acquisizione delle competenze linguistiche orali e scritte costituisce un processo molto complesso. Ogni persona che contribuisce all‛educazione del bambino può sostenerlo con successo e con l‛aiuto di mezzi semplici, se rispetta i consigli seguenti Comunicazione con il bambino Guardare dei libri di immagini Ascoltare Costruire un vocabolario Come reagire agli errori? Sensibilità per la lingua: recitare delle rime Leggere al bambino Regola generale Guide IT CS5.5 20140325.indd 23 30/04/2014 09:26:07

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4. SITUAZIONE FAMILIARE E CONTESTO SOCIALE Questioni frequentemente poste dai genitori di bambini dislessici Nessuna accusa personale! Dove bisogna cercare il responsabile di questo problema? • Nessuno è responsabile di questo problema! • Cercare un responsabile è comprensibile, ma non aiuta nessuno! • La dislessia è determinata soprattutto da fattori genetici e può aggravarsi in situazioni familiari o scolastiche sfavorevoli . • In ogni caso, degli esami medici (per occhi, orecchi, ma anche esami neurologici) sono raccomandati. È giusto dubitare dell’intelligenza del nostro bambino? Spesso delle persone estranee vogliono offrire il loro aiuto, ma sottolineano nello stesso tempo che il bambino non risponde alle esigenze scolastiche. In realtà, lo sviluppo reale del bambino non è riconosciuto correttamente. •La dislessia non ha niente a vedere con la mancanza di intelligenza, poiché il bambino presenta delle competenze straordinarie negli altri campi, i bambini dislessici non hanno quindi deficit cognitivi. • Malgrado le difficoltà incontrate dal bambino, egli dovrebbe essere rispettato e accettato nel suo sviluppo come Persona. Credere alle competenze del bambino Che possiamo fare per sostenere il nostro bambino? • Informare prudentemente il bambino sulle difficoltà che possono sorgere e rassicurarlo che può sempre contare sulla comprensione e l’appoggio dei suoi genitori. • Garantire che la casa sia un luogo dove il bambino si sente sicuro (porre domande sulla vita quotidiana a scuola non costituisce il modo idéale di salutarlo rientrando). • La vita quotidiana a casa può essere semplificata: • assicurare una certa regolarità nel procedere quotidiano! • Aiutare il bambino nell’organizzarsi e dare consigli, spiegazioni precise concernenti i compiti! • Dare al bambino dei piccoli compiti o responsabilità che egli mette in opera regolarmente contribuisce a rinforzare la fiducia in sè. 14 Aiuto e sostegno dei genitori Guide IT CS5.5 20140325.indd 25 30/04/2014 09:26:07

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4. SITUAZIONE FAMILIARE E CONTESTO SOCIALE Si apprende a leggere attraverso la lettura! • Leggere al proprio bambino e leggere anche insieme con il bambino! • Giocare con il proprio bambino! • Giochi da tavolo e giochi interattivi possono contribuire a sviluppare le competenze sociali che sono necessarie alla risoluzione dei problemi allo sviluppo della pasienza e della capacità di prendere decisioni. Aiuto e sostegno dei genitori Dove possiamo trovare aiuto? •E siste un certo numero di specialisti e di genitori che lavorano nel campo della dislessia (vedere l’appendice). • Per ciò che concerne i genitori, è importante essere ben informati (attraverso libri, formazione e colloqui con specialisti). Aiuto professionale Aspettare è la soluzione giusta? • Spesso si consiglia ai genitori di aspettare: «Il problema si risolve da solo – tempo che il bambino cresca…» Ecco dei cattivi consigli. La dislessia non diminuisce né scompare con l’età! • Le persone dislessiche imparano a gestire i loro problemi e ad applicare le strategie di compensazione. • Più l‛aiuto è fornito presto, più sarà efficade. Errori di questo genere possono causare la perdita permanente di motivazione o il rifiuto. Questi errori, poi, sono spesso difficili da gestire. Non aspettate! Il nostro bambino è aggressivo o introverso • Bambini esposti a fallimenti e umiliazioni, possono reagire con un comportamento asgressivo, possono anche sviluppare problemi psicologici o psicosomatici. • È importante rinforzare la fiducia in sé nel bambino e non dare troppa importanza ai risultati scolastici. • Se il bambino ha perso la fiducia in sé, non è possibile ristabilirla senza l’aiuto di specialisti (per es. psicologi, pedagogisti, psicopedagogisti,…). 15 Turbe di comportamento (per es. bambino che trasgredisce o bambino troppo introverso) Guide IT CS5.5 20140325.indd 27 30/04/2014 09:26:07

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