Giornalino gennaio 2015

 

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ACCADEMIA DELL’INFORMAZIONE CULTURALE RELIGIOSA www.parrocchiacittadella.it Giornalino Foglio interno della parrocchia “San Francesco di Paola” e del gruppo Poeti Nostri di Cittadella del Capo in Comune di Bonifati (CS) Numero straordinario mese di GENNAIO 2015 Un cristiano e sereno anno nuovo a tutti Al nostro amatissimo vescovo mons. Leonardo Bonanno alle autorità ed alle associazioni del territorio alla comunità residente e ai compaesani che vivono altrove i nostri affettuosi auguri 13 DICEMBRE SANTA LUCIA Antica chiesa di San Michele affollata di parrocchiani cittadellesi nella serata del 13 dicembre per la festa della vergine e martire Santa Lucia. Ha celebrato il parroco can. don Giovanni Celìa, il quale ha tenuto un’elevata omelia. Dal volume “Fatti nostri” pubblicato nel 2011 da Pasquale Filippelli trascriviamo il capitolo 17 DA SANT’AGATA ARRIVA SANTA LUCIA (chi ha mai stabilito che un’immagine sacra Il maestro ebanista Giacomo Ierardi, artefice debba avere orribili fattezze?). di mobili intarsiati, pulpiti di chiesa, balaustre, Saputo dello “sfratto”, mastro Giacomo ruote di mulino, scale a chiocciola e altro, fedecise di presentarsi immediatamente a don ce dono alla chiesa di Cittadella di una bella Occhiuto (non ci vedete anche voi una sorta di statua in legno raffigurante la vergine e martinomen omen nel singolare approccio del nuore Santa Lucia. vo prete alla santa protettrice della vista?). Il Ai tempi di mastro Giacomo nelle botteghe visitatore, che come tutti i Santagatesi nutriva dei falegnami si lavorava di compasso e scalvenerazione per Santa Lucia, chiese di poter pellino, ci si applicava con scrupolo e passio“riscattarne” il simulacro a prezzo di …affezione, perciò da esse vedevi uscire vere opere d’ ne. Soggiunse che ne avrebbe fatto dono alla arte, non pezzi d’artigianato seriali. Giacomo comunità cittadellese. Il parroco la fece breve: Ierardi era uno di Sant’Agata d’Esaro che si << Mio caro amico, prenditi la statua e era sposato a Cittadella, ma prima del matrilasciami una candela per la chiesa>>. Detto, monio aveva trascorso quindici anni in Amerifatto! Il giorno stesso Ierardi caricò la statua in ca latina, lavorando e - a suo dire - divertengroppa a un mulo, ve la legò ben bene e la dosi un mondo in Uruguay, Brasile e Argencoprì di un telo, quindi s’incamminò alla volta tina. di Cittadella da cui lo separavano circa trenta Dicevo del suo dono alla nostra parrocchia: chilometri di strada, serpeggiante nel primo la bella statua di Santa Lucia che tuttora postratto tra castagni, ontani e abeti, che l’uomo e siamo ammirare nella prima nicchia a sinistra la bestia con il carico sacro affrontarono al entrando nella chiesa, un tempo matrice, di pomeriggio. Sarebbero giunti alla meta dopo san Michele. Mastro Giacomo la portò da Sant’ ore ed ore di cammino, l’ultima parte percorsa Agata, suo paese natale, come vado di seguito con la lanterna accesa. a raccontare. Della presenza in spirito della Santa, mastro In quel paesino ricco di castagneti, bagnato Giacomo ebbe durante il viaggio - come lui dal fiume Esaro, ci fu un avvicendamento di stesso riferì poi - diversi e fondati segnali: inparroci. Il subentrante volle subito fare “pulitanto, il repentino rasserenarsi del cielo appezia” e tra le cose da “spazzare” ci mise pure l’ na superato il passo dello Scalone; quindi, effigie della beata vergine Lucia, che a suo dineppure un refolo nel temuto tratto dei Sette re non aveva l’aspetto mortificato di una santa Venti in cui spesso scoppiavano bufere da anbensì l’apparenza di donna bella e gentile. Efnichilire persone e animali; infine, nessun infettivamente - controllare di persona per crecontro nel bosco dove talvolta s’aggiravano dere - la statua in questione è opera di rara briganti senza cuore. Il mulo stesso (parola di bellezza, ciò che fa onore al buon gusto e alla mastro Giacomo!) si comportò da gran… siperizia dello scultore e gliene rende merito gnore, mai recalcitrando o rifiutando la via. In-

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somma, da parte della Santa nessuna distrazione, talché il cuore del capo carovana s’era riempito passo dopo passo d’ineffabile gioia. Ah, se fossi giunto prima, avrei goduto in piazza del plauso dei paesani! Fu questo il suo primo pensiero giungendo a Cittadella, come poi raccontò lo stesso falegname. Rammaricato d’aver trovato deserto il paese, Giacomo andò a bussare alla porta del sacerdote. E almeno lì trovò soddisfazione, giacché il parroco don Michele Viggiano si disse lieto della sorpresa e lo ringraziò di vero cuore. Entrambi andarono quindi a sistemare la statua nella chiesa, dove all’epoca c’erano soltanto la Pietà, San Francesco di Paola e l’Arcangelo Michele. Per molti anni mastro Giacomo si pavoneggiò accanto al prete quando il 13 dicembre la “sua” Santa Lucia veniva portata in processione. Ma un brutto giorno vide che alla nicchia della Santa era stato messo un vetro di modico valore con sopra stampigliato in nero “A divozione di Ar… Zo…”. Non seppe dominare l’ira e corse dal parroco per minacciare che avrebbe provveduto lui stesso ad aggiustare la cosa con una bella martellata. Sosteneva, non senza ragione, che in futuro, letta la dedica, ognuno avrebbe pensato che a donare la statua fosse stato quel tal “divoto” il cui nome appariva scritto grande sopra il vetro. Il parroco riuscì a stento a calmarlo. E meno male, ché altrimenti il buon uomo si sarebbe messo nei guai con le leggi degli uomini e della madre Chiesa. Finché visse mastro Giacomo non ebbe la soddisfazione di veder togliere l’odiata scritta dall’edicola della beata vergine e martire siracusana. A rendergli inconsapevolmente “giustizia” ci avrebbe pensato, più di mezzo secolo dopo, il parroco don Giovanni Celìa il quale, assertore del “contatto ravvicinato” tra le statue e i fedeli, avrebbe fatto togliere da ogni nicchia il vetro. Pasquale Filippelli LA STATUA DI SANTA LUCIA ta protezione della vergine e martire siracusana, la quale meritò di prender nome dalla luce avendo diffuso dappertutto il fulgore delle sue virtù >>. RICORDO DI NATALE Riportiamo una pagina del volume (3^ raccolta di poesie e rimembranze, dicembre 2014) “Nell’accecante balenar d’un lampo” di Pasquale Filippelli. Pagina 9 Negli spazi pubblici di rione IV Novembre fu organizzato qualche anno fa il Natale cittadellese a cura del gruppo dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia presieduto da Marcello Filaci. Sull’ampio slargo di casa sua Valentino Rinaldi costruì, coi pastori forgiati dal figlio Carmine, un grande e panoramico presepe. Assieme alla moglie Teresa e alla suocera Fidalma Ierardi misero in palio bottiglie di whisky e confezioni di caffè per tre delle numerose decine di visitatori. Con la collaborazione del sottoscritto, mia moglie Maria Rosaria Marra compose e lesse all’inaugurazione questo lirico componimento: IL PRESEPE DI CARMINE E VALENTINO Una bella novità ci portate entrambi qua: il presepe dei pastori che esultanti vanno fuori dalle case del paese e qual clan cittadellese lor si mettono in cammino per la grotta del Bambino. Son ventuno e somiglianti per fattezze ad altrettanti compaesani, meraviglia: chi li guarda, chi li piglia, chi li stringe fra le mani e pur tornerà domani a osservarli nuovamente per serbarli bene in mente. Con i pesci c’è Angiolino, con i funghi Valentino, con il gatto ed il giornale vi si trova anche Pasquale; c’è un re magio in bianchi panni che al reale fa Giovanni, c’è Vittorio col pennello per far barba a questo e quello. I qui sopra nominati a comporre sono stati del concorso la cinquina da avantieri a stamattina; gli altri sedici pastori non li cito, ché qui fuori li hanno ben riconosciuti tutti quei che son venuti. Note (1) (2) (3) (4) (5) Fu donata dal falegname Giacomo Ierardi alla comunità cittadellese sul finire degli anni Quaranta. Recentemente restaurata dal dottor Antonio Adduci, è stata restituita alla chiesa di San Michele l’11 ottobre 2011. Il restauratore ha illustrato - anche con immagini su grande schermo - le operazioni compiute. Ha quindi comunicato di ritenere che l’effigie risalirebbe al 18° secolo e sarebbe dunque un bene artistico di rilevante pregio, da salvaguardare con massima attenzione. Terminata la relazione di Adduci, il signor Pasquale Filippelli, nipote del defunto donatore Giacomo Ierardi, ha svolto varie considerazioni, esortando poi i concittadini a offrire contributi per la notevole spesa di restauro (6.000 euro, secondo comunicazione ufficiale). Sulla targa consegnata dal parroco can. don Giovanni Celìa al restauratore << è stata espressa infinita gratitudine e impetrata la san- (6)

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(1) Angelo Sueva il pescatore; (2) Valentino Rinaldi il raccoglitore di funghi; (3) Pasquale Filippelli il filosofo animalista; (4) Giovanni Rinaldi uno dei tre re magi della natività; (5) Vittorio Rizzaro il barbiere; (6) altri pastori paesani. Pasquale Filippelli MOSTRA Di Modellismo Navale della M.M. Ben organizzata dal locale Gruppo dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia (presidente onorario comm. Luigino Fiorillo, presidente Marcello Filaci, vicepresidente Roberto Fiorillo, vessillifero Gioacchino Lospennato e soci vari) con il patrocinio del sindaco Antonio Mollo e dell’amministrazione comunale, si è svolta dal 6 al 9 dicembre nella sala polivalente un’ importante mostra di modellismo navale, che ha suscitato attenzione e interesse nella comunità di Bonifati – Cittadella del Capo. Alla serata inaugurale, presieduta dal sindaco e dal presidente del gruppo ANMI, hanno partecipato il vescovo mons. Leonardo Bonanno con il parroco can. don Giovanni Celìa, il comandante della capitaneria di porto di Cetraro, TV Andrea Chirizzi, il consigliere comunale delegato a Tempo libero e Turismo dottoressa Marina Cristofaro, autorità associative e numerosi cittadini. Erano presenti anche i tre costruttori dei 18 modelli esposti, marescialli della Marina Militare Giovanni Lanese, Alessandro Lenzoni e Alfredo Sofio. Aduso da tempo al servizio di ripresa televisiva e fotografica per il gruppo Anmi, il socio Franco Poltero ha provveduto alla registrazione di film e foto della manifestazione. La mostra è stata visitata da molte persone, compresi dirigente, insegnanti e alunni dell’Istituto comprensivo “Giovanni Rizzo”. A causa delle non ottimali condizioni meteo-marine, è stato impossibile effettuare prove con i modelli nello specchio d’acqua antistante il lungomare “San Francesco di Paola” di Cittadella del Capo, com’era previsto dagli organizzatori. Al termine della mostra è stata consegnata una targa di benemerenza ai tre sullodati costruttori dei modelli navali. Pieffe LUTTO È scomparso il primo gennaio Roberto Iannella, di via IV Novembre, vecchia e autentica figura di marinaio, stimato e amato da tutta la comunità cittadellese. È stato socio fondatore e appassionato praticante del locale Gruppo dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia. La santa messa esequiale si è svolta il 2 gennaio ed è stata celebrata dal parroco can. don Giovanni Celìa il quale ha tenuto una nobile omelia. Alla moglie, ai figli, ai nipoti e a tutti gli altri familiari, le vive condoglianze del Giornalino. ROBERTO IANNELLA È SALPATO PER L’ULTIMO APPRODO Siamo qui nella casa del Signore per dare l’ultimo saluto a Roberto, per tutti i cittadellesi << ‘U Ninnu >>. Come usiamo dire noi marinai, Roberto è salpato per l’ultimo approdo. L’Associazione che lui ha voluto fondare insieme al sottoscritto e a diversi amici, quali Roberto Fiorillo, Gioacchino Lospennato, Tonino Sangregorio e altri, è per rendere omaggio alla sua memoria. Ogni qualvolta ci incontravamo nella sede del Gruppo, si parlava solo di marina militare e marina mercantile. In quest’ultima prestò servizio su nave battente bandiera italiana, con rotta GenovaCamerun per il trasporto di banane. Ricordo tutte le volte in cui ci narrava i fatti di guerra. Per ognuno di noi, lui era la nostra memoria storica. In particolare, raccontava del suo amico Salvatore Pugliano, imbarcato su motozattere durante il secondo conflitto mondiale. (…). Per parlare di Roberto, poi, non possiamo evitare di parlare anche della sua passione per la pesca costiera: infatti, tutti lo consideravano il nostromo dell’equipaggio. La sua passione era così ardente, che lo aveva indotto a tralasciare tanti lavori, giacché per lui non c’era nulla di più bello che navigare, fosse per pescare o semplicemente per diporto. Questo amore è stato il motore che lo ha spinto a lavorare con tutte le proprie forze alla fondazione del Gruppo. Negli ultimi mesi si era un po’ limitato nelle sue uscite, e quindi tutti noi ne sentivamo la mancanza. Con tristezza abbiamo appreso la notizia della sua malattia, ma fino all’ultimo la speranza è rimasta viva. Ora sarà compito nostro portare avanti quello che lui ha contribuito a creare. A nome dell’Associazione, porgo le più sentite e commosse condoglianze alla famiglia di Roberto: alla moglie Maria, al figlio Luigi, alla figlia Ornella, alla nuora Valeria e ai cari nipotini Roberto ed Emanuele, che potranno sempre contare sulla piena disponibilità del Gruppo. Non potremo mai dimenticare quello che Roberto è stato per tutti noi e il ruolo fondamentale che ha avuto nella nostra Associazione. Ora Roberto naviga sulle acque pacifiche verso la Casa del Padre, accompagnato dai nostri più profondi sentimenti di stima e affetto. Ciao Roberto! Marcello Filaci presidente Gruppo ANMI di Cittadella del Capo - Bonifati IL TEMPO DELLA SPERANZA È il libro (cm 17 x 24, pagine 200, editrice Accademia Italiana del Peperoncino, prezzo € 15 devoluto a Emergency) pubblicato recentemente dall’avvocato Franco Perre di Belvedere Marittimo, coniuge della prof.ssa Marilena Sueva nostra compaesana. Un pregevole achievement culturale che a detta dell’autore “Parla dell’economia di Belvedere nel secondo dopoguerra e soprattutto raccoglie le testimo-

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nianze di alcuni belvederesi che furono costretti a lasciare la propria terra e partirono alla ricerca di un lavoro. È una piccola finestra sulla realtà socio-economica di una stagione particolare della Calabria dove povertà e desiderio di riscatto sociale si intrecciarono in modo indissolubile”. Il volume, corredato di suggestive immagini, è stato presentato in un’ampia e affollata sala “Don Silvio” presso la chiesa di Belvedere Marina (la cantante d’orchestra Federica Perre, figlia di Franco, ha eseguito brani sull’emigrazione). Bella la dedica alla moglie fatta stampare in terza pagina dall’autore: A Marilena, compagna di viaggio nella esaltante stagione della speranza. Vivissimi complimenti da parte del Giornalino. L’HA DETTO ANCHE PAPA FRANCESCO 21 dicembre quarta e ultima domenica d’avvento, con benedizione di presepe e bambinelli; 25 dicembre santa messa solenne; domenica 28 dicembre festa della santa Famiglia; 30 dicembre santa messa per tutti i fratelli e sorelle deceduti nel corso dell’anno; 31 dicembre santa messa e canti del “Te Deum” di ringraziamento; 1 gennaio Maria SS. Madre di Dio; 2 gennaio inizio dei Tredici Venerdì di San Francesco di Paola, patrono di Cittadella del Capo; 4 gennaio seconda domenica dopo Natale; 6 gennaio Epifania del Signore; estrazione dei biglietti della riffa per l’attribuzione di statuette e vari oggetti natalizi. LUTTI A distanza di tre mesi e mezzo dalla dipartita di sua moglie Lida Sbarra, è scomparso il 17 gennaio l’ 86enne nostro caro amico CARMINE FERRARO. Alle figlie Marilena e Rosanna, ai generi Pietro Bruno e Marcello Rugiero, ai nipoti e agli altri parenti le sentite condoglianze del Giornalino. Il 19 gennaio è venuta a mancare la 91enne IDA ROSSANO. Abitava nel rione IV Novembre ed era benvoluta da tutti. Ai parenti le nostre vive condoglianze. È tornato alla Casa del Padre il 73enne nostro stimato compaesano LUCIO ATTILIO BORRELLI. Più di 20 anni fa aveva subìto un gravissimo incidente sul lavoro presiedendo da impresario l’edificio della scuola media di Cittadella del Capo. Era stato consigliere comunale con il sindaco democristiano Carmela De Gregorio dall’83 all’88. Alla moglie Serina Toto, ai figli Giannino, Carmen e Palmina, alla nuora Miriam Lospennato, ai generi, agli amati nipoti Lucio, Denise e Alessandro, agli altri familiari, le nostre affettuose condoglianze. MERCATINO DI NATALE della Pro Loco nei giorni 13 e 14 dicembre nella sala polivalente comunale, con la partecipazione di numerosi cittadini. La presidente dell’associazione, Rosalinda Martinetti, il dottor Raffaele Magurno e tanti altri collaboratori si sono impegnati a che l’ evento si svolgesse nel migliore dei modi, come sempre avvenuto in passato. UNA GRANDE TOMBOLATA è stata ancora un volta organizzata dal benemerito gruppo Arcobaleno presieduto dal signor Antonio Rossano nella sala polivalente comunale. La manifestazione, svoltasi nella tarda serata del 26 dicembre, ha avuto come al solito un notevole successo. Divertimento e premi per grandi e bambini. CORSE DELLA BEFANA si sono svolte sul lungomare a cura del benemerito circolo culturale “Città di Fella” presieduto dall’insegnante Giuseppina Bevilacqua. Gli eventi atletici, organizzati in ogni dettaglio dal segretario del circolo dottor Massimo Converso, hanno interessato bambini e adulti d’ogni età. È stata veramente una bella festa! DAMMI UN’ALA che nel cielo ritroveremo i nostri animali. Riporto la pagina 26 della raccolta Nell’accecante balenar d’un lampo da me pubblicata il mese scorso: 22 dicembre 2011 ADDIO MONNY Vent’anni insieme a noi, con noi vent’anni e poi improvvisa la morte: ahi, quale triste sorte! Cara nostra gattina scomparsa stamattina, ci lasci un gran dolore nel profondo del cuore. Novantadue, d’agosto: imperiosa il tuo posto tu corresti a tenère, a ravvivare sere ch’erano spente, amare, e si fecero chiare nella nostra casetta, con te, dolce tigretta. Ora dormi, gattina, figlioccia di Cristina, nostra - felice sorte – nella vita ed in morte, nostra da mane a sera, d’autunno, a primavera, in estate e nel verno, nostra, nostra in eterno! Pace a te, dolce e indimenticabile Monny! Dio voglia che un giorno possiamo rincontrarci. Pasquale Filippelli CELEBRAZIONI NATALIZIE Fra le tante svolte nella nostra parrocchia: dal 5 al 10 dicembre visite domiciliari e sante comunioni agli anziani ammalati; dal 16 al 24 dicembre, novena a Gesù Bambino (ogni sera santo rosario, canti e santa messa); Dammi un’ala per volare lontano… Per incontrare te…

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Sì ti incontrerò, e non farò altro se non quello di contemplare il sorriso dei tuoi occhi, e la gioia nel rivedere il tuo volto… Dammi un’ala ancora… Can. Don Giovannì Celìa da “Sguardi dentro l’orizzonte”, marzo 2009 ________________________________________

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