AGRICOLTURA 9/2014

 

Embed or link this publication

Description

PRIMI NELL'EXPORT

Popular Pages


p. 1

ANNO 42 - POSTE ITALIANE s.p.a. - SPED. ABB. POSTALE – DCB CENTRALE/PT MAGAZINE AUT. 141/2004 VALIDA DALL’11/1172004 – PUBBL. MAX 50% - € 2,10 IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE AL CMP, VIA ZANARDI 28 40131 BOLOGNA PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE CHE SI IMPEGNA A CORRISPONDERE IL PRESCRITTO DIRITTO POSTALE Primi nell’export a pag. 6 N. 6 - GIUGNO 2014 Aiuti diretti Pac: tutte le novità per il 2014-2020 MENSILE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA a pag. 36 Dossier aglio, la carta vincente è la qualità a pag. 58 Speciale avversità: con FitoSPA malattie sotto controllo

[close]

p. 2

itoriale TIBERIO RABBONI Assessore all’Agricoltura, Economia ittica, Attività faunistico-venatoria Regione Emilia-Romagna Accordo Pac: ll’inizio di giugno, dopo un lungo confronto, é stato raggiunto l’accordo tra le Regioni e il Ministero delle Politiche agricole sulle scelte nazionali del Primo pilastro della Pac 2014-2020. La Ue, aderendo alla richiesta di una maggiore flessibilità nazionale, ha infatti demandato a ciascuno dei 28 Paesi membri alcune decisioni importanti. Innanzitutto la definizione di “agricoltore attivo”, che potrà beneficiare dei pagamenti diretti e dei finanziamenti dello Sviluppo rurale. In Italia saranno considerati tali una vasta platea di soggetti, cioè i coltivatori diretti, gli Iap iscritti all’Inps e tutti i possessori di partita Iva agricola, nonché quanti percepiscono aiuti diretti per un massimo annuale di 1.250 euro, innalzato a 5 mila per le zone di montagna e svantaggiate. Tra gli agricoltori attivi quelli con meno di 40 anni beneficeranno di un pagamento aggiuntivo, mentre i grandi percettori vedranno ridursi del 50% i pagamenti annuali oltre i 150 mila euro e del 100% oltre i 500 mila euro, al netto di stipendi e salari pagati. Esclusi dagli aiuti Pac i terreni di banche, assicurazioni ed enti pubblici. La seconda decisione riguarda le modalità della “convergenza” dei pagamenti diretti tra chi attualmente percepisce cifre ad ettaro molto elevate e chi invece percepisce cifre basse o addirittura nulla. L’accordo tra Regioni e Mipaaf ha scelto la strada della gradualità: entro il 2019 nessun agricoltore riceverà meno del 60% del valore medio nazionale e tutte le superfici, comprese quelle frutticole, viticole e a pascolo riceveranno pagamenti. Contemporaneamente, chi percepisce titoli di valore più alto della media nazionale non subirà tagli superiori al 30%. Inoltre il calcolo del greening, che vale il 30% dell’importo ad ettaro, sarà individuale e rapportato al valore del pagamento di per cosa ci siamo battuti base della singola azienda. Infine, l’accordo disciplina i cosiddetti aiuti accoppiati. La Ue ha dato ai singoli Stati la possibilità di prelevare dai pagamenti diretti fino al 15% del budget per interventi a sostegno di produzioni “ in difficoltà o a rischio di declino”. L’accordo prevede un prelievo dell’11% che finanzierà con 210 milioni di euro all’anno la zootecnia da latte e da carne, con 146 alcune colture seminative, con 70 l’olivicoltura. La Regione Emilia-Romagna ha partecipato attivamente al raggiungimento dell’intesa tra le Regioni e tra queste e il Ministero. Abbiamo sostenuto la scelta di un cambiamento graduale verso la convergenza nazionale dei pagamenti diretti; l’estensione dei pagamenti alle superfici frutticole, vitivinicole e a pascolo; il pagamento aggiuntivo per i giovani; le doverose differenziazioni previste per gli agricoltori di montagna e l’attivazione di un prelievo a sostegno delle produzioni in difficoltà. Su quest’ultimo aspetto abbiamo però condotto una battaglia in solitudine. In Italia le produzioni in difficoltà o a rischio di declino sono sicuramente la zootecnia da latte e da carne, il riso, le colture proteiche ma, anche, la barbabietola da zucchero, il pomodoro da industria e la frutta sciroppata, che si confrontano con produzioni europee concorrenti dai costi inferiori e, in diversi casi, oggetto di futuri aiuti accoppiati. Inspiegabilmente nessuno sembrava rendersene conto. La nostra ostinazione alla fine é stata parzialmente premiata con l’inserimento delle prime due produzioni tra quelle beneficiarie di aiuti, sia pure di modesta entità, per ettaro coltivato. Un risultato importante per l’Emilia-Romagna e per l’Italia; ci impegniamo affinché venga migliorato nel 2016 a conclusione della prima verifica d’impatto sugli accoppiamenti decisi od esclusi. A GIUGNO 2014 3

[close]

p. 3

MENSILE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA PERIODICO DELL’ASSESSORATO AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITÀ FAUNISTICO-VENATORIA SOMMARIO Fatti 03 EDITORIALE Accordo Pac: per cosa ci siamo battuti Tiberio Rabboni ANNO 42 - N. 6 - GIUGNO 2014 Reg. Trib. Bologna n. 4269 del 30-3-73 Spedizione in abb. postale - Regime libero 50% Aut. DRT/DCB/Bologna DIRETTORE Tiberio Rabboni DIRETTORE RESPONSABILE Roberto Franchini COORDINAMENTO DELLA REDAZIONE Paola Fedriga IN REDAZIONE Antonio Apruzzese, Olga Cavina, Giancarlo Martelli REFERENTI Patrizia Alberti, Laura Banzi, Saverio Bertuzzi, Milena Breviglieri, Patrizia Cavanni, Vincenzo Di Salvo, Rossana Mari, Vittorio Marletto (Arpa-Simc), Piero Pastore Trossello, Carlo Patuelli, Paolo Pirani, Mario Savorelli (Crpv), Magda C. Schiff (Crpa), Simona Spagnoli, Maria Cristina Zarri SEGRETERIA DI REDAZIONE Monica Cervellati Cattani, Rossella MignanI RESPONSABILE DIATECA AGRICOLTURA Fabrizio Dell’Aquila REDAZIONE Regione Emilia-Romagna Direzione Agricoltura 40127 Bologna Viale della Fiera, 8 - Terza Torre Fax 051.5274577 Tel. 051.5271 - 051.5274701 - 051.5274289 http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/ agricoltura@regione.emilia-romagna.it EDITORE Editoriale Idea Srl Via A. Gandiglio, 81 - 00151 Roma Tel. 06 65797535 www.editorialeidea.it STAMPA D’Auria Printing SpA Zona industriale destra Tronto - 64016 S. Egidio alla Vibrata (TE) CONCESSIONARIA ESCLUSIVA PER LA PUBBLICITÀ 21 QUI REGIONE Un’acquacoltura più moderna e rispettosa dell’ambiente a cura della Redazione 22 QUI EUROPA Ogm: libertà di scelta ad ogni singolo Stato a cura di Carla Cavallini 06 NUOVA PROGRAMMAZIONE Primo pilastro Pac, le novità per il 2014-2020 Daniele Govi, Luca Rizzi, Nicola Benatti Economia 24 RAPPORTO 2013 Sempre più Emilia-Romagna nell’export agroalimentare Antonio Apruzzese 09 FORUM «A Bruxelles per cambiare le priorità dell’Europa» Giancarlo Martelli 26 CONSUMI Qualità e innovazione possono “spingere” frutta e verdura Antonio Apruzzese 11 TERREMOTO L’Emilia non dimentica, ma guarda avanti Paola Fedriga 14 TESTIMONIANZE La “Cantina”, un museo per i vini di Parma Francesca Ponti 28 AGGREGAZIONI Dall’alleanza Agrintesa-Brio nasce il gigante del biologico a cura della Redazione 16 DIVULGAZIONE Energy Point: alla scoperta delle fonti sostenibili Alessandra Folli 30 SEMENTI La piattaforma cerealicola di Syngenta cresce con Psb Anna Barbieri 17 PSR NEWS La Casella, giovani in campo per un’agricoltura dinamica Roberto Gigante 32 FISCO E PREVIDENZA I contributi obbligatori per gli autonomi agricoli a cura di Corrado Fusai 20 AGREA NEWS Prestiti bancari garantiti dai contributi “canalizzati” Loretta Pompili O.P.S.A.I. S.r.l. Via Monte Rosa, 19 - 20149 Milano Tel. 02/4694949 - 48018114 Fax 02/4693172 e-mail: milano@opsai.com Responsabile Pubblicità e Marketing Claudio Pietraforte I testi, le notizie e le foto contenute nel presente fascicolo possono essere utilizzate solo previa autorizzazione e citando la fonte. Le fotografie e i testi, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. CHIUSO IN REDAZIONE IL 18/6/2014 IL CONTENUTO DEGLI ARTICOLI NON ESPRIME NECESSARIAMENTE LA POSIZIONE DELL’ASSESSORATO REGIONALE ALL’AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITÀ FAUNISTICO-VENATORIA Foto di copertina: Fabrizio Dell’Aquila

[close]

p. 4

GIUGNO 2014 Meccanizzazione 34 FIENAGIONE Teoria e prassi dello sfalcio: i segreti di una buona medica Ottavio Repetti 50 ENERGIE RINNOVABILI Sorgo per produrre biogas: le cultivar più performanti Aldo Dal Prà, Alessandra Immovilli, Roberto Davolio, Roberto Reggiani 62 Preoccupa la batteriosi del kiwi: ma convivere si può Loredana Antoniacci, Paolo Solmi, Maria Grazia Tommasini, Raffaele Testolin 54 NOVITÀ DALLA RICERCA a cura di Maria Teresa Salomoni, Nicola Di Virgilio 64 Per salvare i vigneti, caccia allo Scaphoideus titanus Rocchina Tiso, Paolo Solmi DOSSIER AGLIO 36 La qualità carta vincente contro l’import a basso prezzo Simona Spagnoli Cambiamenti climatici 56 TELERILEVAMENTO Con iCOLT 2014 le previsioni irrigue per l’estate Giulia Villani, William Pratizzoli, Andrea Spisni, Sara Masi, Valentina Pavan, Fausto Tomei, Vittorio Merletto 66 Cerasicoltura: primi risultati nella lotta contro D. suzukii Stefano Caruso, Giacomo Vaccari Suolo 68 INDAGINI Una Carta delle Terre per l’anguria nel Reggiano Carla Scotti, Vanni Tisselli, Marisa Fontana 38 Il bulbo Dop di Voghiera si fa largo nella Gdo A cura della Redazione 40 Una filiera certificata per il “bianco piacentino” Francesco Rastelli 42 I consigli agronomici per la coltivazione Luciano Trentini SPECIALE AVVERSITÀ 58 Con FitoSPA malattie e insetti sotto controllo nei campi Tiziano Bettati, Marco Ilic, Riccardo Bugiani, Alda Butturini, Tiziano Galassi, Rochina Tiso Rubriche 70 IN BREVE a cura della Redazione Ricerca e sperimentazione 44 ANALISI Mais: maggiore produttività con l’irrigazione a manichetta? Stefano Anconelli, Dante Tassi, Roberto Reggiani, Sandro Cornali 74 AGENDA VERDE a cura della Redazione 76 SPAZIO INNOVAZIONE a cura di Patrizia Alberti 60 Allerta per Chalara fraxinea: nuovo rischio per i frassini Carla Montuschi, Paolo Solmi, Nicoletta Vai 78 NEL GIARDINO a cura di Maria Teresa Salomoni, Massimo Drago 80 MONDO BIO a cura di Rosa Maria Bertino 48 GESTIONE IRRIGUA Resistenza allo stress idrico dei portinnesti del pero Stefano Anconelli, Domenico Solimando, Luca Corelli Grapparelli, Luigi Manfrini, Fabio Galli, Denis Verzella 81 AGROMETEO a cura di William Pratizzoli 82 DALLA PARTE DEI CONSUMATORI Enrico Cinotti, in collaborazione con Il Salvagente

[close]

p. 5

Fatti NUOVA PROGRAMMAZIONE Primo pilastro Pac, Caselli Nirmal DANIELE GOVI, LUCA RIZZI, NICOLA BENATTI Servizio Sviluppo Produzioni Vegetali, Regione Emilia-Romagna le novità per il 2014-2020 Aiuti accoppiati: i plafond e le colture interessate. Greening, agricoltore attivo e giovani. Una sintesi delle conclusioni del confronto tra Regioni e Ministero R egioni e Ministero hanno definito il testo sulle scelte nazionali del Primo pilastro 2014-2020. L’accordo sarà formalizzato dopo il prossimo 12 luglio. Vediamo in estrema sintesi, le principali novità, in attesa di questo ulteriore passaggio e, soprattutto, dell’approvazione da parte della Commissione Ue. Una disamina, quest’ultima, non solo formale, che potrebbe comportare anche modifiche al testo di partenza. Pagamento di base e convergenza L’Italia ha scelto di applicare il regime di pagamento di base a livello nazionale come “Regione unica” piuttosto che suddividere tra le regioni od aree omogenee il massimale nazionale. Il pagamento di base di ciascun beneficiario dovrà convergere, entro il 2019, verso il valore medio nazionale. In pratica, dopo la fissazione del valore unitario del titolo (pagamento di base più greening) nel 2015, questo aumenterà o diminuirà verso 6 un valore medio individuato a livello nazionale, che si stima prossimo a 300 euro per ettaro. Tuttavia la convergenza sarà parziale, poiché al 2019 nessun agricoltore con maggiori della media nazionale potrà subire un taglio superiore al 30% del valore fissato al 2015, mentre chi ha aiuti diretti bassi dovrebbe comunque raggiungere almeno il 60% dell’importo medio nazionale. È stato deciso che tutte le superficie agricole siano ammissibili; ciò comporta che anche quelle a vigneto, ortofrutta e pascoli inizieranno a percepire pagamenti diretti. Il valore iniziale dei titoli sarà calcolato sul “pagato” per il 2014 e suddiviso per il numero di ettari della Domanda 2015. Inoltre si è stabilito che per quei settori che non riceveranno più dal 2015 il sostegno accoppiato facoltativo (es. patate e tabacco), tale risorse confluiranno nei pagamenti diretti dei beneficiari interessati. La soglia minima di accesso agli aiuti è stata definita in 250 euro/anno per il primo e secondo anno, per arrrivare a 300 euro/anno dal 2017 al 2020. Procedure semplificate sono previste per i cosiddetti piccoli agricoltori. Greening Per questa tipologia di pagamento obbligatoria per gli Stati membri e che riguarda il sostegno a pratiche agricole a favore del clima e dell’ambiente, si è scelto di erogare un aiuto sulla base dei diritti detenuti da ciascun agricoltore (greening individuale). In pratica il premio sarà diverso per ogni agricoltore e corrisponderà indicativamente al 30% dei diritti di pagamento che l’agricoltore stesso ha attivato per ogni anno. Questa scelta mitiga la sensibile riduzione degli aiuti pagati agli agricoltori che possiedono diritti di importo elevato, calo che dipende dalla diminuzione del plafond nazionale, dalle trattenute per finanziare i sostegni previsti dalla nuova normativa (ad es: sostegno accoppiato, giovani agricoltori) e dall’aumento delle superfici GIUGNO 2014

[close]

p. 6

che originano i diritti all’aiuto (ad es: vigneti, ortofrutticoli, patate, pascoli, ecc.). AIUTI ACCOPPIATI: LA RIPARTIZIONE DEL PLAFOND NAZIONALE Piano zootecnia Bovina da latte Bovina da latte in zona montagna Vacche nutrici Capi bovini macellati 12-24 mesi Numero capi 1.340.000 250.000 200.000 1.120.000 791.666 555.555 160.000 Premio per capo ( euro) 56,0 40,0 202,0 46,0 12,0 9,9 25,0 RISORSE (MILIONI EURO) 74,6 10,0 40,5 66,4 9,5 5,5 4,0 210,5 Ettari 103.000 da definire da definire 188 52,615 70.000 Premio per ettaro (euro) 97,0 da definire da definire 120,0 325,0 160,0 Risorse (milioni euro) 10,0 30,0 55,4 22,6 17,1 11,2 146,3 Ettari 561.538 188.571 Premio per ettaro (euro) 78,0 70,0 Risorse (milioni euro) 43,8 13,2 Giovani, agricoltore attivo e capping Per i giovani si prevede di destinare il massimo consentito, pari al 2% del plafond nazionale, attraverso un meccanismo che attinge sia alle risorse specifiche (1%), sia alla riserva nazionale (max 1%), al fine di evitare di trovarsi con eventuali risorse inutilizzate. Per beneficiare degli aiuti diretti occorre essere agricoltori attivi, vale a dire essere iscritti all’Inps come coltivatori diretti, imprenditori agricoli professionali, coloni o mezzadri, oppure avere la partita Iva attiva in campo agricolo con dichiarazione annuale Iva. Tale dichiarazione non è necessaria per le aziende delle zone montane e/o svantaggiate. Nessuno di questi requisiti è richiesto per chi percepisce aiuti diretti per un ammontare massimo di 1.250 euro all’anno (innalzato a 5.000 euro per le zone di montagna e/o svantaggiate). La “lista nera” di soggetti che non riceveranno pagamenti diretti é stata allargata alle persone fisiche o giuridiche che svolgono attività di intermediazione creditizia (banche e finanziarie) o commerciale; alle società per azioni, cooperative e mutue assicurazioni che svolgono attività di assicurazione e/o di riassicurazione e alla pubblica amministrazione, fatta eccezione per gli enti che effettuano formazione o sperimentazione in campo agricolo. Per quanto riguarda il cosiddetto capping (il tetto ai pagamenti diretti, ndr) la scelta è quella di ridurre del 50% i pagamenti per la parte dell’importo eccedente i 150 mila euro del pagamento di base e del 100% la parte eccedente i 500 mila euro. In enGIUGNO 2014 Ovini Agnello IGP Settore bufalino Totale piano zootecnia Piano seminativi Proteico Nord Proteico e frumento duro Centro Proteico e frumento duro Sud Riso Barbabietola Pomodoro da industria Totale piano seminativi Piano colture permanenti Premio “base” olivo Premio aggiuntivo olivo Premio olio olivicoltura con rilevante importanza economica, territoriale e di qualità Totale piano colture permanenti Totale generale 100.000 130,0 13,0 70,0 426,8 trambi i casi il tetto è al netto di salari e stipendi, compresi le imposte, gli oneri sociali e i contributi previdenziali e assistenziali. Aiuti accoppiati, cosa cambia Il plafond assegnato per il sostegno accoppiato delle produzioni è stato fissato nell’11% del totale nazionale degli aiuti. Per il 2015 e 2016 corrisponde mediamente a 426,8 milioni di euro all’anno. Nel 2017 si procederà alla revisione dell’intero impianto del sostegno accoppiato a seguito della valutazione d’impatto. In questo ambito l’accordo, raggiunto dopo una ampia e difficile discussione, si articola in tre piani: quello zootecnico, quello sui seminativi e quello per le colture permanenti. Gli importi complessivi, quelli unitari (stimati) ed i target di ettari o capi previsti per ciascuna misura sono indicati nella tabella sopra. Piano zootecnico. Ne fanno parte quattro misure: bovini da latte, bovini da carne, ovi-caprini, bufalini, tutte senza limiti di localizzazione nel territorio nazionale. Ha un’assegnazione finanziaria nel complesso pari a 210 milioni di euro. Per il settore latte il premio viene concesso alle vacche che hanno partorito e prevede anche una misura aggiuntiva destinata a quelle delle “zone di montagna”. Per il settore carne vi sono due misure. La prima prevede un premio per le vacche nutrici iscritte ai Libri genealogici ed ai Registri anagrafici che hanno partorito e i cui vitelli sono registrati entro i termini previsti dalla regolamentazione nazionale e 7

[close]

p. 7

Fatti NUOVA PROGRAMMAZIONE comunitaria. È previsto anche un importo aggiuntivo, non superiore al 20% del premio di base, concesso con l’obiettivo di attuare appositi piani selettivi o di gestione della razza. Per il biennio 2015-2016, tale importo è finalizzato all’adesione al piano di risanamento dal virus responsabile della rinotracheite infettiva per le razze Chianina, Marchigiana, Maremmana, Romagnola e Podolica, anche al fine di gestire correttamente la biodiversità di tali razze. La seconda misura prevede un premio ai bovini di età compresa tra i 12 e i 24 mesi alla macellazione, allevati presso le aziende dei richiedenti per un periodo non inferiore a 6 mesi prima della macellazione. Anche per questa misura sono previsti i seguenti importi aggiuntivi: 30% per i capi allevati per almeno 12 mesi nelle aziende dei richiedenti o aderenti a sistema di qualità nazionali o regionali o a sistemi di etichettatura facoltativi riconosciuti; 50% per i capi “valorizzati” certificati come Igp. Gli importi aggiuntivi non sono cumulabili. Il premio per gli ovi-caprini è assegnato al singolo capo (agnella da riproduzione dell’anno in corso), previa dimostrazione da parte dell’allevatore della corretta identificazione anagrafica e dell’adesione ai piani regionali di selezione per la resistenza alla scrapie che prevedano l’esclusione dalla riproduzione degli arieti omozigoti sensibili. È inoltre previsto un premio per gli allevatori che certificano capi idonei alla macellazione come Igp. Per il settore bufalino il premio è concesso alle bufale di età superiore ai 30 mesi che hanno partorito, con alcuni obblighi particolari. Piano seminativi. Si articola in 5 misure: una destinata ad un IN DIRITTURA D’ARRIVO IL PSR DELL’EMILIA-ROMAGNA Ultimi passaggi per il Programma regionale di sviluppo rurale dell’Emilia-Romagna 2014-2020 che potrà contare nei prossimi sette anni su un plafond di 1 miliardo 190 milioni di euro, 131 milioni in più rispetto al precedente Psr e il budget più alto tra le Regioni del centronord. Dopo il via libera della Giunta regionale il testo sarà esaminato dell’Assemblea legislativa regionale il prossimo15 luglio. Questa approvazione rappresenta l’ultimo atto “in casa”, prima dell’invio a Bruxelles cui spetta l’ok definitivo. La Commissione Ue dovrebbe esprimersi entro sei mesi. Il documento strategico del Psr è stato oggetto di un ampio confronto sul territorio, che ha coinvolto Istituzioni, organizzazioni professionali ed economiche. piano proteico nazionale (distinta in tre sotto-misure per il nord, centro e sud Italia) e quattro destinate ad altrettanti comparti con problemi di approvvigionamento nella filiera nazionale e sui mercati locali. L’assegnazione finanziaria è di 146 milioni di euro. Per la soia (unica coltura per il piano proteico del Nord), l’area di intervento interessa le regioni Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte e Friuli-Venezia Giulia. Al momento si è stabilito di concedere il premio fino a un tetto massimo del 10% della superficie aziendale a seminativi coltivata a soia. Per le colture annuali proteaginose e frumento duro nelle regioni Toscana, Umbria, Marche, Lazio il premio è concesso alle aziende agricole che destinano una percentuale della propria superficie a seminativi a girasole, colza, leguminose da granella, erbai di sole leguminose, frumento duro. Nelle regioni Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria, Campania, Basilicata, Sicilia e Sardegna, il premio è concesso alle aziende agricole che destinano una percentuale della propria superficie a seminativi (con eccezione del riso) alla produzione di colture proteiche da granella, agli erbai di sole leguminose, al frumento duro. Le misure relative a barbabietola da zucchero e pomodoro da industria e riso non hanno limitazioni territoriali. Piano colture permanenti. Presenta una misura, distinta in tre sottomisure, diretta al sostegno dell’olivicoltura e prevede un plafond di 70 milioni di euro. Tra queste una sola è destinata all’Emilia-Romagna ed è riservata alle superfici olivicole non intensive iscritte a disciplinari di produzione Dop/Igp. GIUGNO 2014 8 Dell’Aquila

[close]

p. 8

Fatti FORUM «A Bruxelles per cambiare le priorità dell’Europa» Alla vigilia del semestre di presidenza italiano abbiamo raccolto le richieste al Governo da parte dei presidenti nazionali di Confagricoltura, Coldiretti e Cia GIANCARLO MARTELLI I l nostro Paese deve contare di più a Bruxelles e il semestre di presidenza italiano che si apre il primo luglio deve essere l’occasione per ridefinire l’agenda delle priorità dell’Europa anche in campo agroalimentare. A partire dagli importanti dossier rimasti in sospeso con la fine della vecchia legislatura – Ogm, riforme biologico e Ocm ortofrutta, post quote latte, sementi – e che finiranno sui tavoli della nuova Commissione che s’insedierà dopo l’estate. È la posizione dei presidenti delle tre principali organizzazioni agricole nazionali - Mario Guidi (Confagricoltura), Roberto Moncalvo (Coldiretti) e Dino Scanavino (Cia) - che abbiamo interpellato anche in vista di Expo 2015. Nell’ambito del semestre di presidenza italiana della Ue quali iniziative deve assumere il nostro Governo per far cambiare le priorità della politica europea? GUIDI: La presidenza italiana dovrà essere l’occasione per mutare la rotta  politica e per ridefinire gli equilibri istituzionali dell’Ue. Si esce dall’attuale crisi affiancando alla politica del rigore quella per lo sviluppo, puntando sul rilancio delle imprese per realizzare un’Europa meno legata all’austerità e più solidale. In quest’ottica l’agricoltura e l’agroalimentare europei vanno rilanciati in chiave innovativa, tenendo conto degli obiettivi di Europa 2020 per una crescita sostenibile. Perché l’agroalimentare in senso ampio è una risorsa economica e fattore di stabilità per l’Europa, oltre che importante fonte occupazio- nale. Tra le priorità nel semestre c’è il negoziato bilaterale Ue-Usa che dovrà portare a nuove opportunità commerciali per le imprese. In primo piano anche  il regolamento sulla “salute delle piante” e le nuove regole dell’agricoltura bio. MONCALVO: Finora il Governo si è mosso con coerenza e nel segno della tutela del nostro made in Italy. Credo sia necessario che la coerenza mostrata in casa nostra venga esportata, cioè trovi riscontro nello sforzo di “educare” le autorità europee principalmente su due fronti: la chiusura agli Ogm e l’estensione dell’etichettatura obbligatoria. Misure che cozzano con gli interessi delle multinazionali del cibo, inclini alla progressiva omologazione dell’offerta, e che favoriscono la sovranità alimentare dei Paesi europei. SCANAVINO: L’avvio del semestre italiano coincide con l’insediamento del nuovo Parlamento e della nuova Commissione. Per questi motivi è di assoluta importanza, perché in qualDa sinistra a destra, Mario Guidi e Roberto Moncalvo Confagricoltura Coldiretti GIUGNO 2014 9

[close]

p. 9

Fatti FORUM Dino Scanavino che modo può orientare l’intera legislatura. È fondamentale che l’Italia diventi protagonista di un radicale cambio di passo; c’è bisogno di più Europa, di un’Europa più forte, partecipata e solidale. È necessario orientare la politica europea verso le esigenze dell’economia reale, del sistema delle imprese, dell’occupazione e di una nuova politica sociale. Il semestre italiano deve avviare un programma politico in grado di attivare misure espansive per l’economia; in questo ambito è fondamentale il ruolo che può essere svolto dal settore agroalimentare, anche in termini occupazionali, promuovendo modelli di agricoltura sostenibile, competitiva, innovativa e multifunzionale. Passiamo ad un altro argomento: Expo 2015 può essere un’opportunità di rilancio del made in Italy sui mercati mondiali: con quali idee e strumenti innovativi? GUIDI: Expo 2015  si interrogherà sui temi dell’alimentazione, del progresso e dello sviluppo globale dell’agricoltura. Daremo il nostro contributo con almeno sei congressi di portata internazionale ed un grande consesso con  organizzazioni agricole di tutti i Paesi del mondo. Sì, servono strumenti innovativi e per realizzarli la ricerca è fondamentale; parlo della sperimentazione che risponde alle attese delle imprese. Da ciò il nostro accordo con il Cnr, proprio in vista di Expo. In secondo luogo vogliamo offrire alle nostre aziende una vetrina comune e servizi operativi, per non vanificare l’eccezionale occasione che hanno per farsi conoscere ed attivare business. Ed occorre già pensare all’“Ex.. poi”: è in atto uno sforzo di internazionalizzazione delle imprese che, con Expo 2015, dovrà essere ulteriormente rinvigorito. MONCALVO: Finora per quanto riguarda Expo si è badato - e a ragione - all’integrità dell’involucro; ora è necessario pensare ai contenuti, al tipo di agroalimentare che ci mettiamo dentro. Al riguardo non abbiamo dubbi: deve essere quello distintivo, di qualità, legato al territorio e rappresentativo del vero made in Italy. Se assumerà queste caratteristiche, Expo sarà in grado di esaltare il nostro patrimonio unico, diventando una vetrina per la sua conoscenza e proiezione nel mondo. SCANAVINO: L’Expo è una grande occasione per tutti, anche per tornare a guardare al futuro con fiducia, con visioni nuove che sappiano rispondere alle attese dell’umanità, a partire da un’alimentazione sufficiente, sana, buona e sostenibile. L’Italia deve svolgere un ruolo fondamentale, non solo perché è il Paese ospitante o perché ha un grande patrimonio enogastronomico, ma soprattutto perché ha una storia da raccontare ed un modello da promuovere. Il made in Italy non deve essere un marchio protezionistico, ma un sistema di valori a partire dai processi produttivi legati al territorio, che valorizzano la biodiversità e garantiscono l’equilibrio tra produzione di beni e servizi e la riproduzione delle risorse naturali. GIUGNO 2014 GIOVANI E LAVORO: OK AL PIANO #CAMPOLIBERO Aiuti ai giovani; incentivi e sgravi fiscali per la creazione di nuovi posti di lavoro; snellimento della burocrazia; credito d’imposta per dare una spinta agli investimenti in innovazione, reti di impresa ed e-commerce; infine sanzioni più severe contro chi coltiva Ogm nel Belpaese. Sono i principali capitoli del piano #campolibero, il cui varo è stato annunciato dal Consiglio dei ministri del 13 giugno scorso, dopo una lunga gestazione che ha previsto anche una consultazione pubblica via e-mail chiusa il 30 aprile. «Con l’approvazione delle prime misure di #campolibero - ha dichiarato il Ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina - interveniamo per la crescita e lo sviluppo del settore agroalimentare, incidiamo sulla burocrazia inutile, diamo spazio al ricambio generazionale e creiamo le condizioni per un incremento dei posti di lavoro». Più nel dettaglio per sostenere le imprese guidate da under 35 vengono introdotte detrazioni fiscali al 19% per l’affitto dei terreni, mentre le aziende che assumono giovani con contratto almeno triennale beneficieranno dello sgravio di un terzo della retribuzione lorda. Per favorire la creazione di nuovi posti di lavoro è previsto anche l’abbattimento dell’Irap fino a 3.750 euro all’anno per ogni neoassunto, importo che sale fino a 6.750 euro nel caso di under 35 e donne. A ciò si aggiunge la riduzione del 50% dei contributi previdenziali ed assistenziali. Nel campo della lotta la burocrazia avviata una prima tornata di semplificazioni nel settore vitivinicolo ed esteso l’utilizzo della diffida prima di far scattare le sanzioni pecuniare. Il piano del Governo inoltre stabilisce un meccanismo di credito d’imposta sul 40% degli investimenti per lo sviluppo di nuovi prodotti e/o tecnologie e la creazione di reti d’impresa, con un tetto di spesa a 400 mila euro; in caso di vendite on line la soglia è ridotta a 40 mila euro. Positivi i primi commenti del mondo agricolo: «Una risposta importante per la modernizzazione del settore primario - commenta Agrinsieme, il coordinamento tra Confagricoltura, Cia e Alleanza delle cooperative. Auspischiamo che il Parlamento apporti le opportune modifiche, con misure ad hoc per rafforzare l’aggregazione cooperativa». Anche la Coldiretti plaude alle misure che inaspriscono le sanzioni contro le coltivazioni Ogm. 10 Conf. It. Agricoltori

[close]

p. 10

Fatti TERREMOTO Anne Nosten L’Emilia non dimentica, ma guarda avanti PAOLA FEDRIGA Le scosse del maggio 2012, ma anche l’alluvione e le avversità atmosferiche. I dati sulla ricostruzione, la banca dati per chi ha donato. Due anni dopo, il bilancio del commissario Errani U n minuto di silenzio per le 29 vittime e il ricordo di quei momenti drammatici quando due anni fa la terra in Emilia tremò lasciando distruzione e smarrimento. Testimonianze, bilanci, cifre, e la rivendicazione di un impegno forte per la ricostruzione, che continua. A due anni di distanza la Regione ha voluto ricordare così il terremoto del 20 e 29 maggio 2012, con una seduta del Comitato istituzionale composto da Sindaci e Presidenti di provincia, gli Assessori regionali, i rappresentanti delle Istituzioni e la partecipazione del capo della Protezione civile nazionale Franco Gabrielli. Oltre 4 miliardi di euro già messi in campo, sette famiglie su dieci rientrate nelle loro abitazioni, 215 lavoratori in cassa integrazione dei 40 mila iniziali. «I dati ci GIUGNO 2014 dicono che dobbiamo accelerare, ma anche che la macchina funziona – ha detto il presidente della Regione e commissario per la ricostruzione Vasco Errani - oggi non c’è un’impresa ferma, gli 80 mila studenti sono tornati a scuola, le strutture sanitarie funzionano. Certo, c’è ancora tanto da fare e abbiamo dovuto fare i conti con calamità che hanno colpito lo stesso territorio, ma alla fine vogliamo poter dire di aver ricostruito meglio di prima e senza aver speso un euro in più del previsto. Basandoci sempre su irrinunciabili criteri di trasparenza e di legalità». E proprio nel nome della trasparenza è stata realizzata una banca dati sulle donazioni in favore delle popolazioni colpite dal sisma. Si tratta di un’iniziativa inedita per il nostro Paese, ma, nelle intenzioni della Regione, di un atto doveroso a fronte della straordinaria ondata di partecipazione popolare suscitata dal terremoto dell’Emilia (oltre 31 milioni di euro raccolti, compresi gli sms solidali, le donazioni tramite bonifico bancario o bollettino postale, il concerto allo Stadio dall’Ara di Bologna e quello di Campovolo “Italia loves Emilia”). Chiunque abbia donato anche solo un euro può dunque ora collegarsi al sito www.donazionisisma.it e inserire il proprio nome per sapere a quale dei 67 progetti di recupero è stato destinato il suo contributo. Per l’agricoltura 130 milioni di euro I contributi assegnati dall’assessorato regionale all’Agricoltura ai territori colpiti dal Nella foto: il nuovo stabilimento dell’Industria Specialità Alimentari Menù a Medolla (Mo) 11

[close]

p. 11

Fatti TERREMOTO AL VIA I RISARCIMENTI PER L’ALLUVIONE E LA TROMBA D’ARIA Le zone del sisma sono le stesse che hanno dovuto subire in questi due anni anche pesanti avversità atmosferiche. Proprio a riconoscimento di questa concomitanza, il Governo ha stanziato 210 milioni di euro per l’alluvione del gennaio 2014 che ha interessato alcuni comuni del Modenese (Bomporto, Bastiglia, Camposanto, Finale Emilia San Felice sul Panaro, Medolla e San Prospero, oltre ad alcune frazioni del comune di Modena). Il decreto legge del Governo è entrato in vigore a maggio e i primi provvedimenti sono già stati firmati dal commissario Errani. Si tratta di quelli per le abitazioni, i beni mobili (come ad esempio le automobili), gli arredi. Firmata anche l’ordinanza per la messa in sicurezza del territorio con interventi programmati per 25 milioni di euro. In corso di definizione quelle per le attività produttive e agricole e per il ripristino delle opere pubbliche danneggiate. Il decreto governativo permetterà di intervenire anche per i danni provocati dalla tromba d’aria del maggio 2013 nel Modenese (Castelfranco Emilia e Mirandola) e nel Bolognese (Argelato, Bentivoglio, San Giorgio di Piano, San Pietro in Casale). In questo caso si tratta di risorse che si aggiungeranno ai 5 milioni di euro già stanziati espressamente per le aziende agricole dall’Assessorato regionale all’agricoltura, grazie ad economie sul Psr 2007-2013. Il relativo bando si è chiuso alla fine di maggio ed era rivolto tra l’altro al ripristino delle strutture aziendali distrutte o Protezione civile Emilia-Romagna danneggiate e all’acquisto di macchinari e attrezzature. Danni causati dalla tromba d’aria del maggio 2013 ad Argelato (Bo) territorio che rappresenta uno dei punti di forza dell’agroalimentare italiano. Uno dei canali principali di fisisma ammontano a oltre 130 nanziamento è stato il Psr 2007milioni di euro (vedi tabella) 2013. Oltre al ripristino del per un investimento comples- potenziale produttivo dannegsivo di oltre 270 milioni. Con giato dal sisma, alla prevenzione un obiettivo di fondo: sostenere e al miglioramento antisismico, il pieno ritorno alla normalità e si è puntato sull’ammodernala capacità di competere di un mento delle aziende agricole, Fonte di finanziamento Psr mis.121 Psr mis. 123 Intervento Ammodernamento delle aziende agricole Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali, trasformazione e/o commercializzazione. Ripristino del potenziale produttivo danneggiato dal sisma – Azione 1 Prevenzione ed interventi di miglioramento sismico – Azione 2 Competitività Studio, ricerca e sperimentazione sull’innovazione tecnologica, sul potenziamento della redditività aziendale. Risorse ad hoc per circa 5,8 milioni di euro sono state riservate a uno dei settori di punta dell’agricoltura emilianoromagnola, quello vitivinicolo, grazie all’Ocm vino, mentre per sostenere la ricerca e l’innovazione nelle principali filiere, sono stati destinati 4 milioni di euro a università, enti di ricerca, ma anche ad aziende agricole, di trasformazione e commercializzazione. La ricostruzione ha previsto anche contributi a fondo perduto fino al 100% del valore dell’immobile, fino all’80% per impianti, attrezzature, indennizzo dei prodotti Dop e Igp e fino al 50% per le scorte. A oggi sono 95 le domande approvate per un contributo concesso di oltre 70 milioni di euro, dei quali 26 milioni di euro sono già stati liquidati (12,7 per scorte e prodotti a denominazione, 1 milione per attrezzature e 12 per il ripristino degli immobili). Le domande preliminari (le cosiddette prenotazioni) presenti sulla piattaforma Sfinge della Regione per agricoltura e agroindustria sono 1.357: 190 per i beni strumentali, 15 per le scorte e i prodotti Dop e Igp e 1.344 per gli interventi sugli immobili (ogni domanda, va precisato, può contenere più interventi). Domande 695 39 524 430 16 28 1732 € 271.224.939 Investimenti € 118.767.216 Contributi € 43.943.870 € 18.876.301 € 37.898.255 € 20.000.000 € 5.797.675 € 4.000.000 € 130.516.101 € 58.858.526 € 47.372.818 € 25.000.000 € 21.226.379 Psr mis. 126 Ocm vino Ricerca (legge reg. 28/98) Totale 12 GIUGNO 2014

[close]

p. 12

Fatti TESTIMONIANZE Cantina Ca antin t aM Musei usei C Cibo ibo La “Cantina”, un museo FRANCESCA PONTI Servizio Ricerca, Innovazione e Promozione del Sistema Agroalimentare, Regione EmiliaRomagna per i vini di Parma è qui che parte il nostro percorso alla scoperta delle origini del vino, in una splendida cornice storica ristrutturata grazie anche ai finanziamenti del Psr 2007-2013 (misura 322 per il recupero del fabbricato da adibire a Museo del Vino; misura 313 per l’allestimento). La prima sala è dedicata all’archeologia del vino e alle prime tecniche di vinificazione, all’alba della civiltà. La vite era già conosciuta dall’uomo in epoca preistorica e in epoca romana ha avuto un importante sviluppo, lasciando significative testimonianze storiche anche in queste zone. Pannelli e oggetti provenienti dagli scavi del territorio parmense testimoniano come in questa zona si sia per la prima volta evoluto il modo di bere il vino: schietto e in bicchieri. Ciò è stato possibile grazie alle popolazioni celtiche, abituate da sempre a bere la birra, mentre fino a quel momento bere schietto era ritenuto un modo di bere “barbaro” e al vino venivano sempre aggiunte spezie, miele o altre sostanze zuccherine che ne permettevano tra l’altro la conservazione. GIUGNO 2014 Allestita con i fondi del Psr 2007-2013, la struttura fa parte di un network che raggruppa alcune delle istituzioni più rappresentative dei sapori e dei prodotti del territorio L Gli attrezzi per la coltivazione e la vendemmia nel secolo scorso 14 a Cantina dei Musei del cibo, inaugurata il 17 maggio scorso a Sala Baganza, è l’ultima nata del circuito museale “I Musei del Cibo della Provincia di Parma”, una novità imperdibile per tutti gli appassionati del settore e i visitatori della Food Valley e in particolare dei vini dei Colli di Parma. Fanno parte di questo circuito - che nel 2011 ha ottenuto dalla Regione Emilia-Romagna il titolo di Musei di Qualità - anche il Museo del Parmigiano Reggiano a Soragna, del Pomodoro a Collecchio, del Salame a Felino, del Prosciutto e dei Salumi a Langhirano e, prossimamente, il Museo della Pasta a Collecchio. Quello dei Musei del cibo è sicuramente un progetto culturale molto ambizioso, unico nel suo genere, che ha saputo mettere insieme intenti e forze per la salvaguardia della storia e delle tradizioni contadine locali. Siamo nelle suggestive cantine della Rocca Sanvitale, al centro dell’abitato di Sala Baganza, nelle prime colline a soli 14 km dal capoluogo. Ed

[close]

p. 13

Una collezione di anfore e doli A testimonianza anche del vivo commercio che già in epoca romana caratterizzava queste zone, è qui esposta un’importante collezione di contenitori in terracotta, anfore e doli, ritrovati in recenti scavi in provincia di Parma. Le anfore furono, infatti, il più diffuso contenitore da trasporto delle derrate alimentari nel mondo romano: vino, olio, frutta e altri alimenti venivano stivati nelle navi e commercializzati nell’impero mediante questi contenitori. I doli, di dimensione ben più grande (dai mille ai duemila litri), venivano, invece, usati per conservare gli alimenti. La seconda e terza sala raccontano la coltivazione e la vendemmia della vite nel secolo scorso attraverso attrezzi e oggetti di uso comune. Un filmato illustra la tecnica tipica della vite maritata agli alberi, che oggi ritroviamo solo in pochi esemplari, sopravvissuti alla continua trasformazione del paesaggio agrario. La parte più suggestiva del Museo Cantina è costituita senza dubbio dalla visita all’enorme ghiacciaia rinascimentale, sapientemente ristrutturata e allestita con un’istallazione multimediale che racconta al visitatore i riti e l’arte della lavorazione del vino. Nel cortile della Rocca un pergolato di vite ci accompagna alla seconda ala del museo, dedicata anche ad aspetti produttivi e commerciali. Il mestiere del vetraio e del bottaio, l’affascinante storia del tappo in sughero e del cavatappi, le prime etichette usate per rintracciare la provenienza del vino, sono solo alcune delle curiosità che ci accompagnano nella visita. L’ultima sala è dedicata più esplicitamente alle eccellenze della viticoltura locale. Sui pannelli ritroviamo le immagini dei principali testimoni dei vini di Parma e i pionieri del settore che si occuparono di rinnovare i vigneti, costruire cantine, modernizzare le tecniche di coltivazione e di vinificazione. Tra questi una figura chiave del processo di riqualificazione della zona, Henri Caumont, ingegnere francese che giunto nella zona di Felino per seguire lavori ferroviari, si innamorò di queste terre e, dopo aver approfondito l’argomento con studi e ricerche, creò una piccola cantina modello che avrebbe introdotto nella zona le tecniche moderne di vinificazione. Il percorso si conclude immancabilmente nell’enoteca della Rocca con la degustazione di vini della Dop “Colli di Parma” in abbinamento con i prodotti tipici della zona: Prosciutto di Parma, Parmigiano Reggiano, Salame di Felino, CulaGIUGNO 2014 LE MANI DI QUESTA TERRA A RADIO EMILIA-ROMAGNA Nuovo look e nuovi contenuti per la radio regionale che compie otto anni. RadioEmiliaRomagna (radioemiliaromagna.it), la radio web della Regione, si rinnova, cogliendo le ultime novità offerte dalle nuove tecnologie e dai social network. Prima esperienza in podcast di una Regione italiana, RadioEmiliaRomagna si conferma uno strumento all’avanguardia, fruibile anche su smartphone, in linea con le opportunità offerte dai social network. Una voce per conoscere le principali notizie della Regione, promuovere la cultura nei suoi molteplici aspetti (dai beni culturali agli spettacoli, dalle mostre ai musei) per valorizzare i nuovi talenti musicali e le produzioni del nostro territorio. Alle 25 rubriche attive e visibili alla voce programmi, si aggiungono due nuove iniziative: Made in Emilia-Romagna, che racconterà l’innovazione e l’ingegno, in tutti i settori, con interviste ai protagonisti (nella prima puntata del 24 aprile scorso si è parlato di Fico e Bologna City of Food ) e Mani di questa Terra, in onda dal 17 maggio, in collaborazione con l’assessorato all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, per parlare dei prodotti di qualità con chi li produce, li usa, li interpreta e li racconta. Nella prima puntata: un viaggio fra i segreti dei Vini dei Colli di Parma. tello di Zibello, solo per citare i più famosi. Tra i vini la Malvasia, proveniente dall’omonimo vitigno autoctono: un bianco frizzante che si sposa benissimo con i salumi tipici parmensi e con i primi piatti della tradizione, come gli anolini e i tortelli d’erbetta. Info: museidelcibo.it tel. 0521831809-821139-3332362839 E mail: prenotazioni.vino@museidelcibo.it Cantina Musei Cibo 15

[close]

p. 14

Fatti DIVULGAZIONE Energy Point: alla scoperta delle fonti sostenibili tive, video, poster, kit didattici su biomasse, biocombustibili, eolico, solare termico e fotovoltaico. «L’Energy Point è stato realizzato nell’ambito del progetto Sea-r (Sustainable energy in the adriatic regions: knowledge to invest) - afferma Elena Lotti, project manager di Centuria - ed è finanziato dal Programma europeo Ipa Adriatico che coinvolge cinque Paesi dell’euroregione adriatica. L’Energy Point è stato realizzato da Centuria con il sostegno del Centro ricerche produzioni vegetali di Cesena, «perseguendo l’idea di mantenere la maggiore versatilità possibile nei contenuti, creando diversi percorsi di fruizione e navigazione adattabili a studenti, famiglie, tecnici, educatori e insegnanti e rispondendo così all’obiettivo di stimolare l’avanzamento delle tecnologie sostenibili nel pubblico e nel privato a livelli diversi», spiega Eugenio Cozzolino, consulente Crpv che ha progettato l’iniziativa, in collaborazione con Giovanni Riva, dell’UniverCenturia Solare termico e fotovoltaico, sistemi eolici, biocombustibili, biomasse: a Cesena aperta una sezione permanente del museo di Scienze naturali per scoprire i segreti delle rinnovabili ALESSANDRA FOLLI Centuria L La sezione dimostrativa dell’Energy Point realizzato da Centuria e energie rinnovabili ricoprono un ruolo di primaria importanza nelle principali sfide energetiche mondiali e sono al centro della strategia dell’Unione europea volta a ridurre del 20% le emissioni di gas serra, aumentare del 20% l’efficienza energetica e portare al 20% la quota di energie rinnovabili entro il 2020. Su questi aspetti è importante diffondere le migliori pratiche, condividerle, ispirare e fornire nuove idee, coinvolgendo non solo istituzioni e mondo imprenditoriale ma anche l’utente finale, cioè il cittadino. In questa prospettiva, grazie alla partnership tra Comune e Centuria, è sorto a Cesena l’Energy Point, una nuova sezione permanente del museo di Scienze naturali dedicata alle energie del passato e del futuro, che si configura come punto informativo e di diffusione di contenuti tecnici e scientifici in campo energetico, attraverso dimostrazioni interat- sità politecnica delle Marche. All’Energy Point i visitatori sono dapprima guidati attraverso un percorso di immagini e successivamente coinvolti in un’esperienza divulgativa multimediale che spiega l’importanza del risparmio energetico, delle fonti rinnovabili e delle tecnologie più efficaci, nonché la loro sostenibilità. Le sezioni presenti La sezione “poster” offre una panoramica sulla sostenibilità energetica e alcuni approfondimenti sulle tecnologie più promettenti per l’uso in ambito produttivo e residenziale. Alla realizzazione ha contribuito la società RInnova di Forlì. La sezione dimostrativa è costituita da modellini realizzati dalla ditta Pirrini energia per mostrare il funzionamento di alcune tecnologie, tra cui l’idroelettrico e il solare termico. L’area delle biomasse è composta da campioni di diverse matrici raccolti in cubi di plexiglass: ogni campione è corredato da informazioni tecniche per facilitare il confronto. Infine c’è la sezione multimediale con touch-screen e monitor per poter navigare all’interno del sito (energypointsear.eu). L’Energy Point è a disposizione di tutte le associazioni e società con iniziative sui temi della sostenibilità a favore delle scuole e della cittadinanza. GIUGNO 2014

[close]

p. 15

Psr news Gigante per un’agricoltura dinamica Dal Parmense la storia di una azienda agricola che è riuscita a capitalizzare le risorse pubbliche valorizzando in chiave moderna il territorio in cui opera La Casella, giovani in campo D alla provincia di Parma una best practice che vede un insediamento plurimo di giovani agricoltori intenti a rilanciare un’azienda agricola altrimenti destinata alla chiusura. Grazie gli aiuti erogati con il Psr 2007-2013 i giovani hanno potuto realizzare diversi investimenti per il rilancio dell’attività, spaziando dalla ristrutturazione degli stabilimenti, all’ammodernamento delle attrezzature, alla realizzazione di impianti di energia da fonti alternative, nonché alla messa in opera di azioni connesse alla tutela dell’ambiente e alla valorizzazione del territorio. Ubicata in zona collinare nel Comune di Fidenza (località Pieve di Cusignano), l’azienda ”La Casella” possiede da dieci anni una certificazione biologica e presenta un indirizzo zootecnico-foraggiero per la produzione di latte destinato alla trasformazione in Parmigiano Reggiano. L’avvio dell’attività risale a circa 35 anni fa grazie a Ugo Sartori, al quale nel 2000 si è affiancato nella gestione il figlio Massimo; in seguito, dopo il pensionamento del padre, è subentrato il figlio Daniele. La forte volontà dei fratelli di proseguire l’impresa familiare ha portato negli ultimi anni ad un allargamento della compagine sociale e in fasi successive sono stati introdotti in azienda quattro nuo- vi soci di età inferiore ai 40 anni: Carlo Asti, Carolina Ines Mana, Cristian Rigolli, Maria Rosa Anselmi. L’inserimento è stato supportato dagli aiuti previsti dal Psr attraverso la misura 112 “insediamento giovani agricoltori”, con un contributo a fondo perduto di 160 mila euro, al quale, di volta, in volta, è stata abbinata anche la ROBERTO GIGANTE Postazione regionale Rete Rurale Nazionale La stalla nell’azienda La Casella GIUGNO 2014 17

[close]

Comments

no comments yet