AGRICOLTURA 7-8/2014

 

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NUOVO PRS SPAZIO AI GIOVANI

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ANNO 42 - POSTE ITALIANE s.p.a. - SPED. ABB. POSTALE – DCB CENTRALE/PT MAGAZINE AUT. 141/2004 VALIDA DALL’11/1172004 – PUBBL. MAX 50% - € 2,10 IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE AL CMP, VIA ZANARDI 28 40131 BOLOGNA PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE CHE SI IMPEGNA A CORRISPONDERE IL PRESCRITTO DIRITTO POSTALE a pag. 24 Alluvione: pronti 80 milioni per danni alle aziende MENSILE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA N. 7/8 - Luglio/Agosto 2014 Nuovo Psr, spazio ai giovani a pag. 31 Lambrusco Igt, il marchio “Emilia” sbarca negli Usa a pag. 44 DOSSIER SANA Il bio continua a crescere

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Tiberio Rabboni Assessore all’Agricoltura, Economia ittica, Attività faunistico-venatoria Regione Emilia-Romagna itoriale Psr: grazie a tutti D opo un anno di consultazioni con il partenariato agricolo, alimentare, ambientale, scientifico ed istituzionale, la Giunta e l’Assemblea legislativa regionali hanno approvato il Programma di sviluppo rurale dell’Emilia-Romagna 2014-2020 che destina 1 miliardo 190 milioni di euro al sostegno della competitività e della redditività delle aziende agricole e delle filiere agroalimentari, ai giovani agricoltori, alla debole agricoltura di montagna, all’ambiente. A conclusione di questo percorso sento il dovere di ringraziare i collaboratori regionali, i rappresentanti del mondo agricolo e degli altri settori coinvolti, protagonisti di una lunga, impegnata e costruttiva discussione. Il loro contributo ci ha permesso di formulare scelte condivise e ragionate, in linea con le aspettative di innovazione e sviluppo dell’agricoltura regionale. Abbiamo dimostrato che le scelte istituzionali si possono concertare con le parti sociali senza necessariamente rinunciare al rispetto dei tempi e alla qualità delle decisioni. La stessa Assemblea legislativa ha approvato, senza alcun voto contrario, il nuovo Psr anche in ragione di questo vasto e preventivo consenso. Ora il nuovo Programma verrà trasmesso alla Commissione europea a Bruxelles che dovrà esaminarne la coerenza con i regolamenti comunitari e con l’Accordo di partenariato tra Italia e Ue, accordo che purtroppo ad oggi non è stato ancora raggiunto. Solo dopo questo passaggio, il Psr potrà essere approvato in via definitiva dalla Commissione, presumibilmente entro la fine dell’anno. Ciò significa che a causa del ritardo nella sottoscrizione dell’accordo di partenariato nazionale sono possibili modifiche al testo licenziato dall’Assem- blea legislativa regionale. È un’eventualità che naturalmente ci auguriamo di non dover affrontare. L’approvazione del nuovo Psr è l’ultimo atto di interesse agricolo della legislatura regionale iniziata nella primavera 2010. Il presidente Vasco Errani, come è noto, si è dimesso determinando l’indizione di nuove elezioni. Le dimissioni non erano dovute. È stata una scelta di responsabilità per non coinvolgere l’istituzione Regione e le sue attività nella propria vicenda personale e nelle iniziative che dovrà assumere per tutelare la propria onorabilità ed innocenza. I fatti sono noti: il Tribunale di primo grado lo ha assolto con formula piena dall’accusa di “falso ideologico”; il Tribunale di secondo grado, invece, stesse carte e stesse prove, lo ha condannato; ora deciderà la Cassazione. Il presunto reato consisterebbe nell’avere deciso di chiedere ai dirigenti regionali di inviare, a scopo informativo, alla Procura della Repubblica una nota ricognitiva sui documenti in possesso della Regione relativi alla vicenda del bando pubblico e del relativo finanziamento alla cantina di Terremerse. Le successive indagini della Finanza hanno contestato al beneficiario del finanziamento l’effettivo rispetto dei termini di fine lavori previsti dal bando. La contestazione è oggetto ora di una specifica e distinta iniziativa giudiziaria. In via precauzionale, tuttavia, ormai due anni fa, la Regione ha revocato il finanziamento concesso dopo il collaudo delle opere. Confidiamo quindi, motivatamente, nel giudizio della Cassazione. Resta il rammarico per un epilogo amaro ed immeritato di una delle piu belle e fruttuose esperienze di governo regionale che tanti traguardi ha assicurato all’Emilia-Romagna. luglio/agosto 2014 3

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MENSILE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA Periodico dell’assessorato agricoltura, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITà FAUNISTICO-venatoriA SOMMARIO Fatti 22 Agrea News 03 editoriale Domanda unica, a giugno pagati 361 milioni di euro Nicodemo Spatari ANNO 42 - N. 7/8 - luglio/agosto 2014 Reg. Trib. Bologna n. 4269 del 30-3-73 Spedizione in abb. postale - Regime libero 50% Aut. DRT/DCB/Bologna Direttore Tiberio Rabboni Direttore Responsabile Roberto Franchini COORDINAMENTO DELLA REDAZIONE Paola Fedriga In redazione Antonio Apruzzese, Olga Cavina, Giancarlo Martelli Referenti Patrizia Alberti, Laura Banzi, Saverio Bertuzzi, Milena Breviglieri, Patrizia Cavanni, Vincenzo Di Salvo, Rossana Mari, Vittorio Marletto (Arpa-Simc), Piero Pastore Trossello, Carlo Patuelli, Paolo Pirani, Mario Savorelli (Crpv), Magda c. schiff (Crpa), simona Spagnoli, Maria Cristina Zarri Segreteria di Redazione Monica Cervellati Cattani, Rossella Mignani RESPONSABILE DIATECA AGRICOLTURA Fabrizio Dell’Aquila Redazione Regione Emilia-Romagna Direzione Agricoltura 40127 bologna viale della Fiera, 8 - Terza Torre fax 051.5274577 tel. 051.5271 - 051.5274701 - 051.5274289 http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/ agricoltura@regione.emilia-romagna.it Editore Editoriale Idea Srl Via A. Gandiglio, 81 - 00151 Roma Tel. 06 65797535 www.editorialeidea.it ABBONAMENTI c/c postale n. 001021181522 c/c bancario IBAN IT84I0760103200001021181522 intestato a Editoriale Idea Srl Concessionaria esclusiva per la pubblicità Psr: grazie a tutti Tiberio Rabboni 24 qui regione 06 nuova programmazione Sviluppo rurale, il futuro è qui Paola Fedriga Alluvione e trombe d’aria: 80 milioni per le imprese a cura della Redazione 26 qui europa 10 Verso Expo 2015 Enzo Bertoldi Disco verde all’etichettatura dei prodotti di montagna a cura di Carla Cavallini Dalla bioeconomia un’opportunità di sviluppo Economia Cristiano Riciputi 12 dati 2013 28 CAMPAGNA FRUTTA ESTIVA Per pesche e nettarine una partenza difficile Fauna selvatica, in calo i danni alle colture Maria Luisa Bargossi 16 STORIE DI ROMAGNA Antonio Apruzzese 30 prezzi Mambelli, la buona ricotta è quella di nonna Elsa Parmigiano Reggiano, al via il ritiro di 90 mila forme Giancarlo Martelli 18 TRADIZIONI 31 vino Museo della pasta: un cult della cultura gastronomica Francesca Ponti Lambrusco Igt: ora negli Usa il marchio Emilia è tutelato a cura della Redazione 20 psr news 32 analisi All’idrovora di Marozzo la grande storia delle bonifiche Roberto Gigante Mais, una coltura da salvaguardare Daniele Govi, Luca Rizzi 34 accordo di filiera Olga Cavina L’etnico va in tavola, il cous cous parla ferrarese 36 MULTIFUNZIONALITà A Montebaducco il regno degli asini Claudio Visani O.P.S.A.I. S.r.l. Via Monte Rosa, 19 - 20149 Milano Tel. 02/4694949 - 48018114 e-mail: milano@opsai.com Responsabile Pubblicità e Marketing Claudio Pietraforte I testi, le notizie e le foto contenute nel presente fascicolo possono essere utilizzate solo previa autorizzazione e citando la fonte. Le fotografie e i testi, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. CHIUSO IN REDAZIONE IL 23/7/2014 IL CONTENUTO DEGLI ARTICOLI NON ESPRIME NECESSARIAMENTE LA POSIZIONE dell’assessorato regionale all’agricoltura, economia ittica, attività faunistico-venatoria Foto di copertina: Fotolia

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luglio/agosto 2014 Fisco e previdenza Biodiversità 38 Arrivano gli incentivi a cura di Corrado Fusai per chi assume giovani 54 AMBIENTE Suolo Meccanizzazione 40 alta tecnologia Ottavio Repetti Il recupero della piantata, un ecosistema perfetto Marisa Fontana 71 cartografia Pesco: terreni adeguati per una pianta “esigente” Carla Scotti, Marisa Fontana 56 orticoltura/1 Satellite e dosaggio variabile: ultime novità per la difesa Il Cardo Gigante di Romagna, una varietà da tutelare Stefania Delvecchio, Vanni Tisselli Rubriche 73 in breve a cura della Redazione 58 orticoltura/2 43 rassegne Viticoltura: prove in campo La Cipolla Precoce torna a nuova vita Stefania Delvecchio, Vanni Tisselli 75 agenda verde a cura della Redazione a cura di Patrizia Alberti Claudio Pietraforte speciale sana Ricerca e sperimentazione 62 ENERGIE RINNOVABILI Paolo Rossi 77 SPazio innovazione 79 Nel Giardino 81 agrometeo a cura di Maria Teresa Salomoni, Massimo Drago 44 Il biologico è in salute: crescono aziende e superfici Matilde Fossati, Guido Violini, Milena Breviglieri Allevamenti bovini, il solare termico conviene a cura di William Pratizzoli 48 Più flessibilità e più risorse dal nuovo Psr 2014-2020 Carlo Malavolta 65 sostenibilità 82 DALLA PARTE DEI CONSUMATORI Rethink: nuovi percorsi per l’agricoltura europea Kees De Roest, Paolo Ferrari Enrico Cinotti, in collaborazione con Il salvagente 50  Il business decolla Rosa Maria Bertino con gli acquisti on line 68 Novità dalla ricerca a cura di Maria Teresa Salomoni, Nicola Di Virgilio 52  La rassegna bolognese in formato internazionale Rosa Maria Bertino T ecnologia Marina Arias 69 sicurezza lavoro Pan, cosa cambia per le irroratrici

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Fatti Nuova programmazione Sviluppo rurale, il futuro è qui Caselli Nirmal Competitività, ambiente, montagna. E un’attenzione particolare agli agricoltori di domani. Ecco il Programma 2014-2020 approvato dall’Assemblea legislativa paola fedriga L’ agricoltura come motore di sviluppo per tutto il territorio regionale; fonte di nuova occupazione, soprattutto giovanile; strumento di difesa dell’ambiente e del territorio. Sono le scelte che stanno alla base del nuovo Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020, che nei giorni scorsi è stato approvato dall’Assemblea legislativa, ultimo passaggio prima dell’invio a Bruxelles per l’esame della Commissione europea. A disposizione ci sono 1 miliardo 190 milioni di euro, il plafond più alto delle ultime programmazioni, ma anche il più consistente tra tutte le Regioni del nord Italia, al quale la Regione Emilia-Romagna contribuisce, raddoppiando, rispetto al precedente settennato, le risorse di propria competenza che passano da 106 a 203 milioni di euro. «Un’iniezione di denaro senza precedenti – ha sottolineato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni nell’illustrare la proposta della Giunta regionale – grazie alla quale vogliamo dare un’ulteriore spinta a un settore che anche in questi anni di crisi ha continuato ad avere il segno positivo. Vogliamo continuare a crescere. Ci sono le condizioni per farlo». A sostegno di questa analisi Rabboni ha citato numeri che delineano un settore primario che è tale non solo di nome, ma verrebbe da dire, sempre di più, anche nei fatti, per perfomance e risultati economici. «Dal 2008 a oggi - ha ricordato l’assessore - la produzione  agricola regionale  è aumentata in valore del 10%; l’agroalimentare vale 20 miliardi di fatturato, il 15% del totale nazionale, mentre nel 2013  l’Emilia-Romagna è diventata la prima regione in Italia per esportazione di prodotti alimentari con il 16% del totale nazionale». E si potrebbe continuare ricordando che l’Emilia-Romagna è la prima regione italiana per numero di Dop e Igp, terra di eccellenze famose nel mondo e simbolo del made in Italy, oltre che di grandi marchi dell’agroalimentare. Il primo obiettivo della nuova programmazione sarà rafforzare la competitività e, allo stesso tempo, la redditività delle filiere produttive, con un’attenzione particolare alle aziende agriluglio/agosto 2014 6

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cole, troppo spesso anello debole di quel percorso che porta dalla terra al consumatore finale. A disposizione ci sono 544,6 milioni di euro (il 45,8% del totale) che sosterranno investimenti per 932 milioni. Sul tappeto: 6.600 progetti di ammodernamento dei processi produttivi, sostegno alle produzioni di qualità, diversificazione dell’attività agricola. Una particolare attenzione sarà riconosciuta alle reti di impresa che potranno essere orizzontali (tra aziende che operano nello stesso settore) e verticali (dalla produzione, alla trasformazione alla commercializzazione), così come alle diverse forme di agricoltura organizzata. Una scelta che nasce dalla necessità di fare sistema, ridurre i costi e per questa via rafforzare la capacità di competere sui mercati. Prima i giovani e la montagna Anche in Emilia-Romagna, come nel resto del Paese l’età media di chi lavora in campagna è ancora troppo alta. Ringiovanire il settore (gli under 40 tra Rimini e Piacenza sono solo l’8%) diventa dunque un passaggio obbligato, per spingere sull’innovazione. Il “pacchetto giovani” del nuovo Psr vale 130 milioni di euro e prevede sia risorse per chi vuole avviare un’attività agricola (il premio per il primo insediamento sarà compreso tra i 40 e i 70 mila euro), sia una priorità trasversale nei diversi bandi. Altrettanto importante è contrastare l’abbandono di chi in campagna già ci lavora, ma in zone dove fare agricoltura è difficile e non Dell’Aquila dà reddito. Lo spopolamento delle zone appenniniche «è la prima concausa del dissesto idrogeologico. La migliore prevenzione è riportare gli agricoltori a fare gli agricoltori in montagna» - ha spiegato Rabboni, ricordando che tra il 2000 e il 2010 (dati dell’ultimo censimento) la superficie agricola nelle zone appenniniche è diminuita del 21%. Giovane casaro durante la lavorazione del Parmigiano Reggiano TUTTI I NUMERI DEL NUOVO PSR Un miliardo 190 milioni di euro: questa la dotazione complessiva su cui potrà contare l’agricoltura emiliano–romagnola nei prossimi sette anni, considerando solo le risorse pubbliche (come è noto si tratta di progetti soggetti a cofinanziamento privato). I finanziamenti in arrivo dall’Europa ammontano a 513 milioni di euro (29 milioni in più rispetto al Psr 2007-2013), quelli statali a 474 milioni (la crescita è di 6), mentre la compartecipazione regionale praticamente raddoppia passando da 106 a 203 milioni di euro (da 15 a 29 milioni di euro in media all’anno). L’obiettivo per la Regione è finanziare (considerando i diversi settori) circa 10 mila progetti e 29 mila interventi di formazione e di consulenza tecnica. Saranno invece 200 mila gli ettari su cui verranno realizzate buone pratiche ambientali rafforzando il biologico e la produzione integrata. Rispetto al precedente settennato, l’organizzazione degli interventi per Assi è superata. Al loro posto sono state definite sei priorità: innovazione, competitività, filiere, ambiente, cambiamenti climatici, sviluppo locale, alle quali va aggiunto il settore dell’assistenza tecnica. Tra le novità della nuova programmazione vi sono i Goi, ovvero i Gruppi operativi per l’innovazione, vale a dire aggregazioni tra imprese agricole, agroalimentari, centri di ricerca, università, che potranno coinvolgere anche realtà nazionali ed europee Dopo l’esame e l’approvazione di Bruxelles, attesa per la fine dell’anno i primi bandi arriveranno all’inizio del 2015. luglio/agosto 2014 7

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Fatti Nuova programmazione SETTORE Competitività Ambiente e clima Sviluppo locale RISORSE (milioni) 544, 6 526, 9 93, 0 25,1 1189,7 realizzazione di centraline pubbliche per la produzione di energia termica ed elettrica da fonti rinnovabili. Un’agricoltura che fa bene all’ambiente Accanto alla competitività, l’altro grande settore di intervento del nuovo Psr sarà rappresentato dall’ambiente. In termini economici significa 526, 9 milioni di euro (il 44,3% del totale ) di risorse pubbliche per ridurre l’impatto sul territorio e sulle risorse naturali delle attività agricole, sostenere la produzione biologica e integrata, tutelare gli habitat naturali, il paesaggio, la biodiversità, la fertilità dei suoli e arrestare la perdita di terreno agricolo. Un capitolo importante è rappresentato dagli interventi per ridurre l’emissione di gas ad effetto serra e razionalizzare il consumo di energia e di acqua. Si tratta di 104 milioni di euro per un investimento complessivo di 189 milioni e circa 1.600 progetti. Il pacchetto forestazione potrà contare su 35 milioni di euro per tutelare ed estendere il patrimonio forestale esistente (l’obiettivo è intervenire su 4 mila ettari). All’innovazione e alla ricerca andranno 96 milioni di euro. Di questi il 70% sarà destinato al trasferimento tecnologico e allo sviluppo di processi produttivi più rispettosi dell’ambiente, il 30% alla formazione e consulenza (29 mila interventi). È importante sottolineare che queste azioni saranno trasversali a tutte le tematiche, ma che si concentreranno in particolare sui temi della competitività e della sostenibilità. Psr 2014-2020: le risorse pubbliche in arrivo per macro settori Assistenza tecnica Totale Per questo anche chi ha un’azienda in montagna, al pari dei giovani, avrà una corsia d’accesso privilegiata nelle diverse misure. Non solo. Il Psr prevede per la montagna l’aumento delle risorse per le indennità compensative (90 milioni) e – novità di questa programmazione – 50 milioni di euro per la prevenzione del dissesto idrogeologico nelle aziende agricole. Al miglioramento dei servizi, altro passaggio fondamentale per incentivare a rimanere, andranno circa 93 milioni di euro, di cui 66,4 per sostenere circa mille progetti di sviluppo locale messi in campo dai Gruppi di azione locale (i Gal, associazioni miste a prevalenza privata) e 26 milioni per finanziare 179 progetti a regia regionale. Tra questi merita una sottolineatura l’apertura in ogni Distretto sanitario di un Polo socio-assistenziale (verranno ovviamente privilegiate le zone più remote e marginali). Saranno sostenuti anche interventi per il recupero di edifici pubblici come luoghi di aggregazione, il contrasto al digital divide (banda larga, ma anche informatizzazione di scuole, biblioteche e musei), la 8 Dell’Aquila luglio/agosto 2014

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Fatti Nuova programmazione Sviluppo rurale, il futuro è qui Caselli Nirmal Competitività, ambiente, montagna. E un’attenzione particolare agli agricoltori di domani. Ecco il Programma 2014-2020 approvato dall’Assemblea legislativa paola fedriga L’ agricoltura come motore di sviluppo per tutto il territorio regionale; fonte di nuova occupazione, soprattutto giovanile; strumento di difesa dell’ambiente e del territorio. Sono le scelte che stanno alla base del nuovo Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020, che nei giorni scorsi è stato approvato dall’Assemblea legislativa, ultimo passaggio prima dell’invio a Bruxelles per l’esame della Commissione europea. A disposizione ci sono 1 miliardo 190 milioni di euro, il plafond più alto delle ultime programmazioni, ma anche il più consistente tra tutte le Regioni del nord Italia, al quale la Regione Emilia-Romagna contribuisce, raddoppiando, rispetto al precedente settennato, le risorse di propria competenza che passano da 106 a 203 milioni di euro. «Un’iniezione di denaro senza precedenti – ha sottolineato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni nell’illustrare la proposta della Giunta regionale – grazie alla quale vogliamo dare un’ulteriore spinta a un settore che anche in questi anni di crisi ha continuato ad avere il segno positivo. Vogliamo continuare a crescere. Ci sono le condizioni per farlo». A sostegno di questa analisi Rabboni ha citato numeri che delineano un settore primario che è tale non solo di nome, ma verrebbe da dire, sempre di più, anche nei fatti, per perfomance e risultati economici. «Dal 2008 a oggi - ha ricordato l’assessore - la produzione  agricola regionale  è aumentata in valore del 10%; l’agroalimentare vale 20 miliardi di fatturato, il 15% del totale nazionale, mentre nel 2013  l’Emilia-Romagna è diventata la prima regione in Italia per esportazione di prodotti alimentari con il 16% del totale nazionale». E si potrebbe continuare ricordando che l’Emilia-Romagna è la prima regione italiana per numero di Dop e Igp, terra di eccellenze famose nel mondo e simbolo del made in Italy, oltre che di grandi marchi dell’agroalimentare. Il primo obiettivo della nuova programmazione sarà rafforzare la competitività e, allo stesso tempo, la redditività delle filiere produttive, con un’attenzione particolare alle aziende agriluglio/agosto 2014 6

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cole, troppo spesso anello debole di quel percorso che porta dalla terra al consumatore finale. A disposizione ci sono 544,6 milioni di euro (il 45,8% del totale) che sosterranno investimenti per 932 milioni. Sul tappeto: 6.600 progetti di ammodernamento dei processi produttivi, sostegno alle produzioni di qualità, diversificazione dell’attività agricola. Una particolare attenzione sarà riconosciuta alle reti di impresa che potranno essere orizzontali (tra aziende che operano nello stesso settore) e verticali (dalla produzione, alla trasformazione alla commercializzazione), così come alle diverse forme di agricoltura organizzata. Una scelta che nasce dalla necessità di fare sistema, ridurre i costi e per questa via rafforzare la capacità di competere sui mercati. Prima i giovani e la montagna Anche in Emilia-Romagna, come nel resto del Paese l’età media di chi lavora in campagna è ancora troppo alta. Ringiovanire il settore (gli under 40 tra Rimini e Piacenza sono solo l’8%) diventa dunque un passaggio obbligato, per spingere sull’innovazione. Il “pacchetto giovani” del nuovo Psr vale 130 milioni di euro e prevede sia risorse per chi vuole avviare un’attività agricola (il premio per il primo insediamento sarà compreso tra i 40 e i 70 mila euro), sia una priorità trasversale nei diversi bandi. Altrettanto importante è contrastare l’abbandono di chi in campagna già ci lavora, ma in zone dove fare agricoltura è difficile e non Dell’Aquila dà reddito. Lo spopolamento delle zone appenniniche «è la prima concausa del dissesto idrogeologico. La migliore prevenzione è riportare gli agricoltori a fare gli agricoltori in montagna» - ha spiegato Rabboni, ricordando che tra il 2000 e il 2010 (dati dell’ultimo censimento) la superficie agricola nelle zone appenniniche è diminuita del 21%. Giovane casaro durante la lavorazione del Parmigiano Reggiano TUTTI I NUMERI DEL NUOVO PSR Un miliardo 190 milioni di euro: questa la dotazione complessiva su cui potrà contare l’agricoltura emiliano–romagnola nei prossimi sette anni, considerando solo le risorse pubbliche (come è noto si tratta di progetti soggetti a cofinanziamento privato). I finanziamenti in arrivo dall’Europa ammontano a 513 milioni di euro (29 milioni in più rispetto al Psr 2007-2013), quelli statali a 474 milioni (la crescita è di 6), mentre la compartecipazione regionale praticamente raddoppia passando da 106 a 203 milioni di euro (da 15 a 29 milioni di euro in media all’anno). L’obiettivo per la Regione è finanziare (considerando i diversi settori) circa 10 mila progetti e 29 mila interventi di formazione e di consulenza tecnica. Saranno invece 200 mila gli ettari su cui verranno realizzate buone pratiche ambientali rafforzando il biologico e la produzione integrata. Rispetto al precedente settennato, l’organizzazione degli interventi per Assi è superata. Al loro posto sono state definite sei priorità: innovazione, competitività, filiere, ambiente, cambiamenti climatici, sviluppo locale, alle quali va aggiunto il settore dell’assistenza tecnica. Tra le novità della nuova programmazione vi sono i Goi, ovvero i Gruppi operativi per l’innovazione, vale a dire aggregazioni tra imprese agricole, agroalimentari, centri di ricerca, università, che potranno coinvolgere anche realtà nazionali ed europee Dopo l’esame e l’approvazione di Bruxelles, attesa per la fine dell’anno i primi bandi arriveranno all’inizio del 2015. luglio/agosto 2014 7

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Fatti Nuova programmazione SETTORE Competitività Ambiente e clima Sviluppo locale RISORSE (milioni) 544, 6 526, 9 93, 0 25,1 1189,7 realizzazione di centraline pubbliche per la produzione di energia termica ed elettrica da fonti rinnovabili. Un’agricoltura che fa bene all’ambiente Accanto alla competitività, l’altro grande settore di intervento del nuovo Psr sarà rappresentato dall’ambiente. In termini economici significa 526, 9 milioni di euro (il 44,3% del totale ) di risorse pubbliche per ridurre l’impatto sul territorio e sulle risorse naturali delle attività agricole, sostenere la produzione biologica e integrata, tutelare gli habitat naturali, il paesaggio, la biodiversità, la fertilità dei suoli e arrestare la perdita di terreno agricolo. Un capitolo importante è rappresentato dagli interventi per ridurre l’emissione di gas ad effetto serra e razionalizzare il consumo di energia e di acqua. Si tratta di 104 milioni di euro per un investimento complessivo di 189 milioni e circa 1.600 progetti. Il pacchetto forestazione potrà contare su 35 milioni di euro per tutelare ed estendere il patrimonio forestale esistente (l’obiettivo è intervenire su 4 mila ettari). All’innovazione e alla ricerca andranno 96 milioni di euro. Di questi il 70% sarà destinato al trasferimento tecnologico e allo sviluppo di processi produttivi più rispettosi dell’ambiente, il 30% alla formazione e consulenza (29 mila interventi). È importante sottolineare che queste azioni saranno trasversali a tutte le tematiche, ma che si concentreranno in particolare sui temi della competitività e della sostenibilità. Psr 2014-2020: le risorse pubbliche in arrivo per macro settori Assistenza tecnica Totale Per questo anche chi ha un’azienda in montagna, al pari dei giovani, avrà una corsia d’accesso privilegiata nelle diverse misure. Non solo. Il Psr prevede per la montagna l’aumento delle risorse per le indennità compensative (90 milioni) e – novità di questa programmazione – 50 milioni di euro per la prevenzione del dissesto idrogeologico nelle aziende agricole. Al miglioramento dei servizi, altro passaggio fondamentale per incentivare a rimanere, andranno circa 93 milioni di euro, di cui 66,4 per sostenere circa mille progetti di sviluppo locale messi in campo dai Gruppi di azione locale (i Gal, associazioni miste a prevalenza privata) e 26 milioni per finanziare 179 progetti a regia regionale. Tra questi merita una sottolineatura l’apertura in ogni Distretto sanitario di un Polo socio-assistenziale (verranno ovviamente privilegiate le zone più remote e marginali). Saranno sostenuti anche interventi per il recupero di edifici pubblici come luoghi di aggregazione, il contrasto al digital divide (banda larga, ma anche informatizzazione di scuole, biblioteche e musei), la 8 Dell’Aquila luglio/agosto 2014

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Fatti Verso Expo 2015 Dalla bioeconomia ENZO BERTOLDI Aster un’opportunità di sviluppo L Prima tappa a Bologna del World Food Forum, un calendario di iniziative sui temi dell’innovazione, della sostenibilità e della sicurezza alimentare coinvolgerà nel 2014 e nel 2015 il sistema fieristico, le università, i centri di ricerca, gli enti territoriali e le associazioni imprenditoriali della regione. E che permetterà di moltiplicare eccellenze e buone pratiche. “Bioeconomia e sviluppo sostenibile: la strategia dell’Unione europea” - questo il tema della conferenza - si è svolto a Bologna nel mese di giugno, nell’ambito di Research to Business, e ha visto la partecipazione di importanti esperti nazionali e internazionali. Promuovere la bioeconomia sul territorio significa puntare sullo sviluppo di materiali, molecole, composti e carburanti innovativi di derivazione vegetale, prodotti con nuove tecniche in grado di valorizzare gli scarti e i sottoprodotti delle attività agricole e dei processi di trasformazione. Il tema è di grande importanza per lo sviluppo economico dei paesi europei. Tanto è vero che la Commissione europea, come ha detto Thomas Dodd, responsabile Ricerca e innovazione, ha adottato da due anni una strategia specifica in materia. Sul tavolo, secondo Giulia Gregori di Novamont, la possibilità di una re-industrializzazione dell’Europa grazie all’avvio di nuovi impianti, che creeranno posti di lavoro e richiederanno figure professionali qualificate. Un momento dei lavori del World Food Forum a R2B a bioeconomia come risposta concreta alle sfide per uno sviluppo sostenibile da realizzare anche grazie al contributo dei produttori agricoli e dell’industria alimentare. È stato il tema al centro della prima tappa del World Food research and innovation Forum, il progetto strategico per l’Expo di Milano 2015 con cui la Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Aster, si candida a laboratorio internazionale sui temi della ricerca e delle politiche per la sostenibilità, la sicurezza e la qualità in campo agroalimentare, a sostegno della competitività delle imprese e delle filiere produttive sui mercati mondiali. Un vero e proprio percorso di avvicinamento all’importante appuntamento milanese che Le proposte per l’agroalimentare In questi termini la bioeconomia propone al settore agroalimentare una duplice opportunità: da un lato quella di recuperare come elementi nobili del processo componenti che in precedenza risultavano scarti da smaltire e dall’altra l’offerta di nuovi derivati in grado di soddisfare una domanda di mercato sempre più orientata ai temi della sostenibilità e del low carbon. Fabio Fava dell’Università di Bologna e rappresentante italiano nel comitato SC2 Horizon 2020 ha sottolineato come la bioeconomia possa essere un settore particolarmente importante per l’Italia data l’importanza nel nostro Paese della produzione e dell’industria agroalimentare e il successo luglio/agosto 2014 10 Morigi

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crescente delle bio-industrie e delle bio-raffinerie, con numerosi esempi di imprese che si attestano a livelli di eccellenza nel panorama europeo. La ricerca scientifica avrà sicuramente un ruolo centrale nello sviluppo di questo nuovo approccio come ricordato da Aldo Ceriotti, direttore dell’istituto di Biologia e biotecnologia agraria del Cnr, che ha posto l’attenzione su come un’oculata selezione varietale risulti fondamentale in quanto le piante costituiscono gran parte delle biomasse utilizzate dagli impianti di bio-raffineria e per i prodotti bio-based. A contribuire allo sviluppo della bioeconomia nel nostro Paese sarà anche l’imminente messa a punto del Piano di settore delle agro-energie, come annunciato da Alberto Manzo del Ministero delle politiche agricole e forestali, un provvedimento che conterrà azioni specifiche per il settore e permetterà alle Regioni di formulare obiettivi e progetti sul tema. Interessanti prospettive dunque che tuttavia non devono far passare in secondo piano il tema della sicurezza alimentare. Su questo aspetto si è sof- Expo fermato in particolare, chiudendo la conferenza, Paolo De Castro, europarlamentare e neo capogruppo dei deputati socialisti e democratici della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, che ha posto l’accento sulla necessità di rispondere ad una domanda alimentare crescente a livello globale, a fronte di risorse sempre più scarse e di una produttività delle rese che ha bisogno di essere incrementata nel lungo periodo grazie ai contributi della ricerca e della scienza. Una questione che è e deve restare centrale. I prossimi appuntamenti del World Food Forum si svolgeranno a Sana (Bologna, 6-9 settembre), Macfrut (Cesena, 24-26 settembre) e Cibus Tech (Parma, 28-31 ottobre) dove rispettivamente si affronteranno i temi della sostenibilità agroalimentare, nutrizione-salute e sicurezza-qualità. Il momento culminante del World Food research and innovation Forum si svolgerà ad Expo Milano 2015 durante la settimana dell’Emilia-Romagna, dal 14 al 24 settembre 2015. Informazioni sul progetto e sui prossimi eventi: worldfoodforum.eu Il rendering del viale lungo il quale sorgerà la piazzetta della Regione Emilia-Romagna UN SITO PER PARTECIPARE È on line il sito web dedicato alla partecipazione dell’Emilia-Romagna all’Expo 2015 che si svolgerà a Milano dal 1° maggio al 31 ottobre 2015. Il sistema emiliano-romagnolo all’Expo 2015 vuole giocare un ruolo da protagonista, a partire dal comparto agroalimentare, con iniziative su tutto il territorio, la cui programmazione andrà al di là della durata dell’evento espositivo. Per questo la Regione mette a disposizione di cittadini e imprese un unico luogo in cui cogliere opportunità, eventi, iniziative. Agricoltura dunque, ma anche ambiente, turismo, cultura, ricerca e innovazione. L’Expo 2015 diventa così la chiave di lettura di tutte le politiche di internazionalizzazione della Regione per il biennio 2014-2015 e oltre. Per portare l’Emilia-Romagna all’Expo, ma anche l’Expo in Emilia-Romagna. All’Esposizione universale di Milano la Regione avrà una presenza permanente nella “Mostra delle Regioni”, mentre nella settimana dal 18 al 24 settembre 2015 sarà protagonista presso Palazzo Italia, con uno spazio dedicato di circa 200 metri quadri. Inoltre avrà a disposizione una piazzetta di circa 80 metri quadrati lungo il Cardo (l’asse insieme al Decumano intorno al quale si svilupperà la manifestazione) per l’organizzazione di eventi tra agosto e ottobre del prossimo anno. Info: expo2015.regione.emilia-romagna.it luglio/agosto 2014 11

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