AGRICOLTURA 9/2014

 

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SPECIALE FRUTTA UN'ESTATE PESSIMA

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ANNO 42 - POSTE ITALIANE s.p.a. - SPED. ABB. POSTALE – DCB CENTRALE/PT MAGAZINE AUT. 141/2004 VALIDA DALL’11/1172004 – PUBBL. MAX 50% - € 2,10 IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE AL CMP, VIA ZANARDI 28 40131 BOLOGNA PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE CHE SI IMPEGNA A CORRISPONDERE IL PRESCRITTO DIRITTO POSTALE Un’estate pessima a pag. 6 N. 9 - SETTEMBRE 2014 Controlli in azienda, con il Ruc meno burocrazia MENSILE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA SPECIALE FRUTTA a pag. 34 Vendemmia 2014: fiato sospeso per l’incognita meteo a pag. 57 PROGETTO AQUA Per una zootecnia amica dell’ambiente

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itoriale TIBERIO RABBONI Assessore all’Agricoltura, Economia ittica, Attività faunistico-venatoria Regione Emilia-Romagna Tempo di bilanci e di congedi L a legislatura regionale iniziata nella primavera 2010 è di fatto conclusa. A novembre gli elettori eleggeranno i nuovi organi di governo della Regione EmiliaRomagna. Il presidente Errani, in attesa della pronuncia definitiva della Cassazione, si è dimesso per non coinvolgere l’istituzione regionale nella sua vicenda personale; un atto assolutamente non dovuto, espressione di un’idea “alta” della politica intesa come servizio ai cittadini, coerente con la sua condotta e con le scelte degli ultimi 15 anni come amministratore. Sono stati anni difficili, segnati prima dal duro impatto della globalizzazione e poi, dal 2008, dagli effetti di una crisi finanziaria ed economica mondiale senza precedenti che in Italia ha aperto la strada ad una lunga stagione all’insegna di recessione e spending review. Infine le tragedie del terremoto del 20 e 29 maggio 2012 e gli effetti del cambiamento climatico. La Regione ha reagito con l’innovazione e le riforme, cercando sempre il coinvolgimento della società regionale e delle istituzioni locali. I risultati sono arrivati; certo, ancora parziali, insufficienti, ma non per questo meno importanti. Vediamone alcuni che riguardano il nostro settore. L’Emilia-Romagna è diventata nel 2013 la prima regione italiana per export agroalimentare. Tra il 2008 e il 2013 - cioè in anni di crisi economica, calo dei consumi ed eventi calamitosi - il valore della Plv agricola regionale è aumentato del 9%. Alcuni comparti e fasce di imprese hanno migliorato la loro redditività; purtroppo non tutti, questo è il problema. Tuttavia il settore ha reagito alle difficoltà. Uno sforzo che abbiamo cercato di supportare su almeno quattro grandi temi. Innanzitutto le risorse pubbliche: il vecchio Psr 2007-13 ha finanziato oltre 25 mila imprese, per un totale di 1 miliardo e 100 milioni di euro. Sono stati inoltre erogati 80 milioni aggiuntivi alle imprese agroalimentari delle zone terremotate per rilanciare lo sviluppo. Il nuovo Psr 2014-2020 avrà a disposizione 1 miliardo e 190 milioni di euro, il budget più alto tra le Regioni del nord e il più alto di sempre per noi. Il secondo tema è il rafforzamento del mondo agricolo nei rapporti con le altre componenti della filiera e con il mercato. Abbiamo contribuito alla conquista della regolazione dei volumi produttivi per i Consorzi dei formaggi e prosciutti Dop, alla nascita degli Organismi interprofessionali interregionali per pomodoro da industria, pere, suino pesante, uova; al varo di alcuni “accordi-quadro” tra produttori ed imprese di trasformazione (grano duro alla Barilla, patate per l’industria, sementi), nonché al raggiungimento del traguardo di 39 tra marchi Dop e Igp e alla riformulazione delle denominazioni di origine dei vini. Il terzo tema è la semplificazione della burocrazia. Abbiamo creato, prima regione italiana, il Registro unico dei controlli in agricoltura (grazie alla collaborazione con Agrea, Arpa ed Asl), trasferito su supporto digitale l’anagrafe delle aziende agricole, introdotta la firma digitale per la presentazione online delle domande ed avviata la sperimentazione del silenzio-assenso nel comparto viticolo. Il quarto fronte è il miglioramento dei servizi pubblici. Dati Mipaaf alla mano, siamo tra le prime tre regioni italiane per efficienza nei pagamenti Pac-Psr. Il Servizio fitosanitario e i Consorzi provinciali hanno risposto tempestivamente a tutte le nuove emergenze; i danni da fauna selvatica sono in calo; ridotti da 16 a 8 i Consorzi di bonifica; al posto di 8 Associazioni allevatori provinciali ora ce n’è un’unica regionale; gli Agrifidi sono scesi da 8 a 3 interprovinciali. Naturalmente molto resta ancora da fare; anche per questo, formulo i miei migliori auguri di buon lavoro ai futuri amministratori regionali. SETTEMBRE 2014 3

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MENSILE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA PERIODICO DELL’ASSESSORATO AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITÀ FAUNISTICO-VENATORIA SOMMARIO Fatti 03 EDITORIALE Tempo di bilanci e di congedi Tiberio Rabboni ANNO 42 - N. 9 - SETTEMBRE 2014 Reg. Trib. Bologna n. 4269 del 30-3-73 Iscrizione al ROC n. 24729 Spedizione in abb. postale - Regime libero 50% Aut. DRT/DCB/Bologna DIRETTORE Tiberio Rabboni DIRETTORE RESPONSABILE Roberto Franchini COORDINAMENTO DELLA REDAZIONE Paola Fedriga IN REDAZIONE Antonio Apruzzese, Olga Cavina, Giancarlo Martelli REFERENTI Patrizia Alberti, Laura Banzi, Saverio Bertuzzi, Milena Breviglieri, Patrizia Cavanni, Vincenzo Di Salvo, Rossana Mari, Vittorio Marletto (Arpa-Simc), Piero Pastore Trossello, Carlo Patuelli, Paolo Pirani, Mario Savorelli (Crpv), Magda C. Schiff (Crpa), Simona Spagnoli, Maria Cristina Zarri SEGRETERIA DI REDAZIONE Monica Cervellati Cattani, Rossella MignanI RESPONSABILE DIATECA AGRICOLTURA Fabrizio Dell’Aquila REDAZIONE Regione Emilia-Romagna Direzione Agricoltura 40127 Bologna Viale della Fiera, 8 - Terza Torre Fax 051.5274577 Tel. 051.5274701 - 051.5274289 http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/ agricoltura@regione.emilia-romagna.it EDITORE Editoriale Idea Srl Via A. Gandiglio, 81 - 00151 Roma Tel. 06.65797535 www.editorialeidea.it ABBONAMENTI c/c postale n. 001021181522 c/c bancario IBAN IT84I0760103200001021181522 intestato a Editoriale Idea Srl CONCESSIONARIA ESCLUSIVA PER LA PUBBLICITÀ 20 QUI REGIONE Apicoltura e vino: oltre 4 milioni di euro per le imprese a cura della Redazione 22 QUI EUROPA La riforma della Pac adesso può decollare a cura di Carla Cavallini 06 SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA Meno burocrazia in azienda con il Ruc a regime Donato Metta, Elisabetta Nanni SPECIALE FRUTTA ESTIVA 24 Annata da dimenticare, si salvano solo le albicocche Elisa Macchi 10 UN PIANETA DA SALVARE Gsp, iniziativa globale per la protezione del suolo Ciro Gardi 12 VERSO EXPO 2015 Esposizione universale, un’opportunità per crescere a cura della Redazione 28 Ritiri eccedenze al via. Embargo: misure da rivedere a cura della Redazione 30 Ocm e Psr, aiuti “liberi” anche per il bio a cura del Servizio Sviluppo produzioni vegetali, Regione Emilia-Romagna 14 FORMAZIONE Il Psr sale in cattedra, 900 gli studenti coinvolti Tullio Ghelli, Paolo Pirani 16 TESTIMONIANZE Storia e civiltà del latte raccontate in un museo Francesca Ponti 32 Pesche e nettarine: a tavola vincono le dolci e croccanti Lorena Castellari, Paola Sgarbi Stefano Foschi, Daniele Missere 18 PSR NEWS Così si è rifatto il look il bosco dell’Abetina Reale Roberto Gigante Economia 34 VITIVINICOLO Vendemmia in balìa delle bizzarrie climatiche Giovanni Nigro, Mirko Melotti O.P.S.A.I. S.r.l. Via Monte Rosa, 19 - 20149 Milano Tel. 02/4694949 - 48018114 e-mail: milano@opsai.com Responsabile Pubblicità e Marketing Claudio Pietraforte I testi, le notizie e le foto contenute nel presente fascicolo possono essere utilizzate solo previa autorizzazione e citando la fonte. Le fotografie e i testi, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. CHIUSO IN REDAZIONE L’11/9/2014 IL CONTENUTO DEGLI ARTICOLI NON ESPRIME NECESSARIAMENTE LA POSIZIONE DELL’ASSESSORATO REGIONALE ALL’AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITÀ FAUNISTICO-VENATORIA Foto di copertina: Dell’Aquila

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SETTEMBRE 2014 36 CAMPAGNA 2014 Pomodoro: meteo pessimo, mercato positivo Nicola Benatti DOSSIER PROGETTO AQUA 56 La razione ideale per ridurre l’escrezione di azoto Maria Teresa Pacchioli Pedologia 70 REQUISITI DEI SUOLI I terreni più adatti per coltivare il pomodoro Carla Scotti, Marisa Fontana 38 VALORIZZAZIONE Una filiera per l’ortica: la chiede il mercato Antonio Apruzzese 59 Calcola-N: un software gratuito per gli allevamenti Elena Bortolazzo, Alessandro Mennillo 40 CEREALI AUTUNNO-VERNINI/1 Un’annata tra luci e ombre influenzata dal maltempo Daniele Govi, Luca Rizzi Rubriche 72 IN BREVE a cura della Redazione 61 Come utilizzare gli effluenti in maniera più efficiente Paolo Mantovi, Roberto Davolio 43 CEREALI AUTUNNO-VERNINI/2 Frumento tenero, duro e orzo: i test varietali Claudio Selmi Formazione 64 SCADENZE E ADEMPIMENTI Patentino fitofarmaci: cosa cambia con il Pan Floriano Mazzini 74 SPAZIO INNOVAZIONE a cura di Patrizia Alberti 76 NEL GIARDINO a cura di Maria Teresa Salomoni, Massimo Drago 49 PRIMO BILANCIO Stagione nera per il miele, forti perdite per il settore a cura della Redazione 78 AGENDA VERDE a cura della Redazione Fisco e previdenza Ricerca 50 e sperimentazione Deduzioni Irap anche per le assunzioni a termine a cura di Corrado Fusai 80 MONDO BIO a cura di Rosa Maria Bertino 81 AGROMETEO a cura di William Pratizzoli 67 SOSTENIBILITÀ Ambiente e viticoltura, un binomio vincente Onur Sevindik, Paola Tessarin, Giuseppe Bombai, Francesco Garofali, Carine Rusin, Özge Toprak, Adamo Domenico Rombolà, Giovanni Nigro Meccanizzazione 52 NUOVE TECNOLOGIE Quando l’agricoltore usa il satellite Ottavio Repetti 82 DALLA PARTE DEI CONSUMATORI Enrico Cinotti, in collaborazione con Il salvagente ERRATA CORRIGE PER UNO SPIACEVOLE REFUSO NELLA TABELLA PUBBLICATA A PAG. 65 DEL NUMERO 6 (GIUGNO) 2014 DI “AGRICOLTURA” È STATO ATTRIBUITO PER ERRORE ALLA PERSISTENZA DELLA SOSTANZA ATTIVA ETONFENPROX IL SIMBOLO DI EFFICACIA NULLA. IN REALTÀ SULLA PERSISTENZA DI QUESTO PRODOTTO NON ESISTONO AL MOMENTO INFORMAZIONI DISPONIBILI. 69 NOVITÀ DALLA RICERCA a cura di Maria Teresa Salomoni, Nicola Di Virgilio

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MENSILE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA PERIODICO DELL’ASSESSORATO AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITÀ FAUNISTICO-VENATORIA SOMMARIO Fatti 03 EDITORIALE Tempo di bilanci e di congedi Tiberio Rabboni ANNO 42 - N. 9 - SETTEMBRE 2014 Reg. Trib. Bologna n. 4269 del 30-3-73 Iscrizione al ROC n. 24729 Spedizione in abb. postale - Regime libero 50% Aut. DRT/DCB/Bologna DIRETTORE Tiberio Rabboni DIRETTORE RESPONSABILE Roberto Franchini COORDINAMENTO DELLA REDAZIONE Paola Fedriga IN REDAZIONE Antonio Apruzzese, Olga Cavina, Giancarlo Martelli REFERENTI Patrizia Alberti, Laura Banzi, Saverio Bertuzzi, Milena Breviglieri, Patrizia Cavanni, Vincenzo Di Salvo, Rossana Mari, Vittorio Marletto (Arpa-Simc), Piero Pastore Trossello, Carlo Patuelli, Paolo Pirani, Mario Savorelli (Crpv), Magda C. Schiff (Crpa), Simona Spagnoli, Maria Cristina Zarri SEGRETERIA DI REDAZIONE Monica Cervellati Cattani, Rossella MignanI RESPONSABILE DIATECA AGRICOLTURA Fabrizio Dell’Aquila REDAZIONE Regione Emilia-Romagna Direzione Agricoltura 40127 Bologna Viale della Fiera, 8 - Terza Torre Fax 051.5274577 Tel. 051.5274701 - 051.5274289 http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/ agricoltura@regione.emilia-romagna.it EDITORE Editoriale Idea Srl Via A. Gandiglio, 81 - 00151 Roma Tel. 06.65797535 www.editorialeidea.it ABBONAMENTI c/c postale n. 001021181522 c/c bancario IBAN IT84I0760103200001021181522 intestato a Editoriale Idea Srl CONCESSIONARIA ESCLUSIVA PER LA PUBBLICITÀ 20 QUI REGIONE Apicoltura e vino: oltre 4 milioni di euro per le imprese a cura della Redazione 22 QUI EUROPA La riforma della Pac adesso può decollare a cura di Carla Cavallini 06 SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA Meno burocrazia in azienda con il Ruc a regime Donato Metta, Elisabetta Nanni SPECIALE FRUTTA ESTIVA 24 Annata da dimenticare, si salvano solo le albicocche Elisa Macchi 10 UN PIANETA DA SALVARE Gsp, iniziativa globale per la protezione del suolo Ciro Gardi 12 VERSO EXPO 2015 Esposizione universale, un’opportunità per crescere a cura della Redazione 28 Ritiri eccedenze al via. Embargo: misure da rivedere a cura della Redazione 30 Ocm e Psr, aiuti “liberi” anche per il bio a cura del Servizio Sviluppo produzioni vegetali, Regione Emilia-Romagna 14 FORMAZIONE Il Psr sale in cattedra, 900 gli studenti coinvolti Tullio Ghelli, Paolo Pirani 16 TESTIMONIANZE Storia e civiltà del latte raccontate in un museo Francesca Ponti 32 Pesche e nettarine: a tavola vincono le dolci e croccanti Lorena Castellari, Paola Sgarbi Stefano Foschi, Daniele Missere 18 PSR NEWS Così si è rifatto il look il bosco dell’Abetina Reale Roberto Gigante Economia 34 VITIVINICOLO Vendemmia in balìa delle bizzarrie climatiche Giovanni Nigro, Mirko Melotti O.P.S.A.I. S.r.l. Via Monte Rosa, 19 - 20149 Milano Tel. 02/4694949 - 48018114 e-mail: milano@opsai.com Responsabile Pubblicità e Marketing Claudio Pietraforte I testi, le notizie e le foto contenute nel presente fascicolo possono essere utilizzate solo previa autorizzazione e citando la fonte. Le fotografie e i testi, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. CHIUSO IN REDAZIONE L’11/9/2014 IL CONTENUTO DEGLI ARTICOLI NON ESPRIME NECESSARIAMENTE LA POSIZIONE DELL’ASSESSORATO REGIONALE ALL’AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITÀ FAUNISTICO-VENATORIA Foto di copertina: Dell’Aquila

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SETTEMBRE 2014 36 CAMPAGNA 2014 Pomodoro: meteo pessimo, mercato positivo Nicola Benatti DOSSIER PROGETTO AQUA 56 La razione ideale per ridurre l’escrezione di azoto Maria Teresa Pacchioli Pedologia 70 REQUISITI DEI SUOLI I terreni più adatti per coltivare il pomodoro Carla Scotti, Marisa Fontana 38 VALORIZZAZIONE Una filiera per l’ortica: la chiede il mercato Antonio Apruzzese 59 Calcola-N: un software gratuito per gli allevamenti Elena Bortolazzo, Alessandro Mennillo 40 CEREALI AUTUNNO-VERNINI/1 Un’annata tra luci e ombre influenzata dal maltempo Daniele Govi, Luca Rizzi Rubriche 72 IN BREVE a cura della Redazione 61 Come utilizzare gli effluenti in maniera più efficiente Paolo Mantovi, Roberto Davolio 43 CEREALI AUTUNNO-VERNINI/2 Frumento tenero, duro e orzo: i test varietali Claudio Selmi Formazione 64 SCADENZE E ADEMPIMENTI Patentino fitofarmaci: cosa cambia con il Pan Floriano Mazzini 74 SPAZIO INNOVAZIONE a cura di Patrizia Alberti 76 NEL GIARDINO a cura di Maria Teresa Salomoni, Massimo Drago 49 PRIMO BILANCIO Stagione nera per il miele, forti perdite per il settore a cura della Redazione 78 AGENDA VERDE a cura della Redazione Fisco e previdenza Ricerca 50 e sperimentazione Deduzioni Irap anche per le assunzioni a termine a cura di Corrado Fusai 80 MONDO BIO a cura di Rosa Maria Bertino 81 AGROMETEO a cura di William Pratizzoli 67 SOSTENIBILITÀ Ambiente e viticoltura, un binomio vincente Onur Sevindik, Paola Tessarin, Giuseppe Bombai, Francesco Garofali, Carine Rusin, Özge Toprak, Adamo Domenico Rombolà, Giovanni Nigro Meccanizzazione 52 NUOVE TECNOLOGIE Quando l’agricoltore usa il satellite Ottavio Repetti 82 DALLA PARTE DEI CONSUMATORI Enrico Cinotti, in collaborazione con Il salvagente ERRATA CORRIGE PER UNO SPIACEVOLE REFUSO NELLA TABELLA PUBBLICATA A PAG. 65 DEL NUMERO 6 (GIUGNO) 2014 DI “AGRICOLTURA” È STATO ATTRIBUITO PER ERRORE ALLA PERSISTENZA DELLA SOSTANZA ATTIVA ETONFENPROX IL SIMBOLO DI EFFICACIA NULLA. IN REALTÀ SULLA PERSISTENZA DI QUESTO PRODOTTO NON ESISTONO AL MOMENTO INFORMAZIONI DISPONIBILI. 69 NOVITÀ DALLA RICERCA a cura di Maria Teresa Salomoni, Nicola Di Virgilio

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Fatti SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA Meno burocrazia in azienda con il Ruc a regime Da agosto pienamente operativo l’archivio informatizzato nato nel 2012 con l’obiettivo di sfoltire e velocizzare i controlli nel settore agroalimentare Wikimedia DONATO METTA, ELISABETTA NANNI Agenzia Regionale per le Erogazioni in Agricoltura C on il “caricamento” dell’ultima tranche di ispezioni effettuate dal personale tecnico delle sezioni provinciali dell’Arpa e dei servizi veterinari delle Asl locali da agosto è pienamente operativo il Ruc (Registro unico dei controlli), l’archivio informatizzato nato grazie alla legge regionale n. 19/2011 con l’obiettivo di snellire e velocizzare la complessa macchina dei controlli nel settore agroalimentare, evitando inutili doppioni e sovrapposizioni tra enti diversi nei casi in cui le verifiche sul posto riguardano gli stessi aspetti, con un notevole risparmio di tempo e di costi sia per le singole imprese interessate, sia per la stessa pubblica amministrazione. Il varo della legge istitutiva del Ruc giunse a conclusione di un percorso di approfondimento tra le varie strutture regionali interessate e le amministrazioni provinciali, coadiuvate dall’Upi (Unione Province d’Italia). L’idea di partenza era semplice: realizzare un sistema informatico che raccogliesse in un unico database i dati e i documenti scaturiti dai controlli eseguiti dai diversi enti pubblici presso le aziende agricole, con lo scopo di avviare un meccanismo di semplificazione ed evitare operazioni ripetitive. L’implementazione del Registro è avvenuta so- stanzialmente in due fasi: dai primi mesi del 2012 e fino alla metà del 2013 è stato raggiunto un primo traguardo: la registrazione dei controlli eseguiti dagli uffici preposti di Regione, Agrea, Province, Comunità montane e Unioni di Comuni; infine nell’ultimo anno il Ruc è stato implementato ed ha accolto, a partire dal giugno scorso, i risultati delle ispezioni eseguite - come sopra riferito - dalle sezioni provinciali dell’Arpa e dai servizi veterinari delle Asl locali. Attualmente nel Registro, che è gestito da Agrea ed è interconnesso con l’Anagrafe regionale delle aziende agricole, sono inseriti gli esiti di oltre 51mila e 200 verifiche di ben 128 differenti tipologie, eseguite da 55 enti diversi. Le aziende con almeno un controllo registrato sono oltre 22 mila. Non solo: in qualsiasi momento è possibile l’inserimento nel sistema di nuove tipologie di controllo, ad esempio quelle previste dal nuovo Psr 2014-2020, ora in attesa del via libera definitivo da parte della Commissione Ue. Come funziona il Registro In pratica, come viene implementato il Ruc? Il sistema permette di caricare, attraverso un SETTEMBRE 2014 6

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applicativo guidato a uso del singolo ente di controllo, i dati dello stesso soggetto controllore, data e tipologia del controllo effettuato, il procedimento amministrativo a cui è connesso, verbali e check-list con i relativi esiti. Per sgravare il più possibile gli uffici preposti delle operazioni di caricamento dei dati, la gran parte delle informazioni è registrata in maniera automatica mediante procedure di interscambio. Il Ruc è infatti in grado di ricevere dati da sistemi informativi che prima non “si parlavano”. Al Registro possono accedere sia gli operatori degli enti di controllo, sia le aziende soggette alle verifiche amministrative. I primi registrano dati e documenti direttamente sulle maschere del programma o sui sistemi informativi con questo interconnessi e ne assumono la responsabilità. Inoltre hanno l’obbligo di consultare il registro prima di procedere a un controllo in loco, per verificare se siano presenti esiti già utilizzabili o per concordare di effettuare un controllo integrato con altre organizzazioni. Ciò allo scopo di evitare controlli ripetitivi che rappresentano un aggravio di costi e allungano i tempi della burocrazia. Le aziende agricole, invece, possono accedere utilizzando un’apposita smart-card oppure attraverso un Caa delegato e in questo modo possono disporre, in una sola visualizzazione e soltanto per i dati che le riguardano, di tutte le informazioni e i documenti disponibili sui controlli ricevuti. Gli enti pubblici che operano sul Ruc possono agire come soggetti competenti e come semplici esecutori, svolgendo una o entrambe le funzioni. EMILIA-ROMAGNA: ENTI PUBBLICI COMPETENTI ED ESECUTORI DEI CONTROLLI REGISTRATI NEL RUC (DATI AGGIORNATI AD AGOSTO 2014) Ente o gruppo di enti Agrea Regione Emilia-Romagna - Direzione Generale Agricoltura Arpa Asl - Servizi veterinari Province Altri Enti territoriali (Comunità Montane e Unione di Comuni) Agea (per conto di Agrea) Province fuori Emilia-Romagna Corpo Forestale dello Stato (per conto della Regione Emilia-Romagna) Totale Controlli come ente competente (n.) 19.371 10.820 636 87 20.346 3 51.263 Controlli come ente esecutore (n.) 14 10.127 636 1.957 34.883 1.377 2.126 143 51.263 Come soggetti competenti hanno la responsabilità diretta di un certo tipo di controllo (non necessariamente lo eseguono direttamente, ma ne utilizzano gli esiti nell’ambito del proprio processo amministrativo), mentre come esecutori lo effettuano su delega dell’ente competente. Nella tabella sopra è illustrata la distinzione dei ruoli da parte degli enti pubblici incaricati dei controlli in Emilia-Romagna, in rapporto a quelli registrati nel Ruc ad agosto 2014. Le informazioni presenti nel Registro sono di per sé stesse un risultato positivo in termini di maggore trasparenza. Tuttavia è evidente RABBONI: «L’EMILIA-ROMAGNA APRIPISTA DI UN PROGETTO PILOTA NAZIONALE» «Esprimo la mia soddisfazione per un’innovazione che porterà benefici alle imprese e alle amministrazioni pubbliche e che nasce dalla volontà della Regione di corrispondere alla pressante domanda del mondo agricolo di alleggerimento dei carichi burocratici, utilizzando le opportunità offerte dalle tecnologie informatiche». Così l’assessore regionale all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna, Tiberio Rabboni, saluta il decollo operativo del Registro unico dei controlli. «Il Ruc - prosegue l’assessore - non sarà da questo punto di vista il solo intervento; sarà infatti affiancato dal trasferimento su supporto digitale dell’Anagrafe delle aziende agricole, con la conseguente riduzione della documentazione cartacea richiesta dai diversi Enti pubblici agli agricoltori; dall’avvio della procedura del silenzio-assenso nel comparto vitivinicolo e da alcune semplificazioni nell’ambito del nuovo Psr 2014-2020». «All’avvio del Ruc - sottolinea Rabboni - giungiamo dopo due anni di lavori preparatori; bisogna ringraziare i responsabili di Agrea, Arpa e delle Asl senza il lavoro dei quali non avremo potuto tagliare questo importante traguardo. Sentiamo la responsabilità di non tradire le aspettative degli agricoltori e la responsabilità è doppia perché facciamo da apripista per un’esperienza pilota nazionale: il nostro progetto è stato infatti assunto a modello dal Ministero del politiche agricole e dal Governo italiano ed inserito nel Piano di rilancio dell’agroalimentare italiano che va sotto il nome di “Campo libero”. Ancora una vota la Regione Emilia-Romagna si conferma un esempio di innovazione al servizio delle aziende agricole». SETTEMBRE 2014 7

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Fatti SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA OLTRE 10MILA TRA VISITE E ISPEZIONI ALL’ANNO Si stima che in Emilia-Romagna siano mediamente oltre 10mila le ispezioni effettuate a vario titolo nel corso di un anno nel settore agricolo. Le attività di verifica inserite nel Ruc sono tutte quelle che riguardano la consistenza aziendale, il rispetto di norme di carattere ambientale e sanitario, le prescrizioni, gli impegni e gli obblighi dell’impresa in caso di aiuti, premi e contributi regionali, nazionali o comunitari o in caso di regolazione dei mercati, certificazione delle produzioni, oltre alle verifiche che riguardano profilassi e tutela fitosanitaria, sicurezza alimentare e protezione ambientale. Il Registro è implementato con informazioni sui controlli effettuati in proprio o su delega da parte di Regione, Agrea, Province, Comunità montane, Unioni di comuni e, dopo l’adozione di appositi protocolli operativi, Arpa e Asl. A livello di pianificazione - è qui sta un altro dei grossi vantaggi del sistema - le amministrazioni consultano il Registro prima dell’effettuazione di ogni ispezione in loco per verificare se già sono stati effettuati controlli comparabili o per concordare, se già programmato da altre amministrazioni, un controllo integrato presso la stessa azienda, ferme restando la piena titolarità delle competenze delle diverse amministrazioni coinvolte. milia-Romagna ne ha definito le modalità di attuazione con la deliberazione n. 788/2013. Il provvedimento, oltre a precisare i citati obblighi di registrazione e consultazione, ha stabilito in 180 giorni dal momento dell’effettuazione di un controllo il tempo limite per riutilizzarne gli esiti, salvo che non sia diversamente previsto da norme specifiche. La Giunta ha inoltre indicato con chiarezza, affinché l’integrazione avvenga realmente, la strada della collaborazione tra enti diversi, da realizzare attraverso uno studio degli elementi comuni ai controlli, per giungere infine alla stipula di accordi di “mutuo riconoscimento” con valore giuridico. I vantaggi per le aziende e gli enti pubblici La collaborazione tra enti diversi è stata già sperimentata con successo, con casi di utilizzo plurimo degli esiti dei controlli delle ispezioni veterinarie sulle aziende assoggettate agli obblighi di condizionalità, i cui risultati sono adottati anche da Agrea in base ad un protocollo a suo tempo siglato con la Direzione generale Sanità. Sono inoltre state identificate, nell’ambito di un progetto pilota, le interazioni tra uffici Asl, Arpa e delle Province per le verifiche sull’uso di prodotti fitosanitari, per le quali sono state definite le basi per un possibile accordo di mutuo riconoscimento. Per intenderci: si sta parlando di casi nei quali anzichè due controlli - il veterinario dell’Asl e il funzionario provinciale l’azienda agricola interessata ne riceve uno solo. Con evidenti vantaggi in termini di risparmio di tempo e minori costi sia per gli imprenditori agricoli, sia per gli enti pubblici incaricati dei controlli. Un altro interessante banco di prova della validità del sistema è stato l’utilizzo a regime, a partire dal 2013, del trasferimento delle copie di verbali e delle check-list compilate dai controllori; il che ha consentito di eliminare del tutto l’invio per posta di documenti su carta alle imprese interessate. Anche in questo caso si è trattato dei controlli di condizionalità, per un totale di circa 500600 verifiche all’anno. SETTEMBRE 2014 che per ridurre gli oneri per le aziende e per le amministrazioni pubbliche era necessario, una volta costruito lo strumento, stabilire le regole per favorire l’integrazione dell’attività dei controllori. Pertanto dopo il varo della legge istitutiva del 2011 la Giunta regionale dell’E- 8

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Fatti UN PIANETA DA SALVARE Gsp, iniziativa globale per la protezione del suolo Da questa “alleanza” promossa dalla Fao si attendono piani e interventi per arginare i fenomeni di degradazione ed erosione che penalizzano la fertilità dei terreni CIRO GARDI Gardi distanza di tre anni dal lancio della Global soil partnership da parte della Fao, dal 22 al 24 luglio scorsi si è tenuta a Roma la seconda sessione plenaria di questa iniziativa internazionale, la cui finalità principale è la protezione dei suoli del pianeta. Numerosi i progressi conseguiti, ma resta ancora lungo il cammino per una strategia condivisa. Durante i lavori sono stati adottati quattro dei cinque piani di azione previsti, uno per ciascuno dei pilastri della partnership. Tra le prossime attività ricordiamo l’adozione della seconda “Carta dei suoli” e la stesura del primo rapporto sullo stato dei suoli del pianeta. A Dal sovrasfruttamento alla cementificazione Se consideriamo il suolo dal punto di vista dell’agricoltura, e cioè come supporto alla coltivazione, sappiamo che i suoli intrinsecamente fertili sono all’incirca il 20% di quelli che ricoprono il pianeta. Ciò significa che il restante 80% presenta gravi limitazioni (suoli poco profondi, pendenza eccessiva, troppo freddi o aridi o umidi) per poter essere coltivati in assenza di importanti, e spesso non sostenibili, interventi dell’uomo. In aggiunta a queste limitazioni “naturali” vi sono quelle indotte dall’attività dell’uomo che si concentrano proprio su quel 20% di “buone terre”, determinando processi di degradazione. I più comuni sono legati al sovrasfruttamento o ad uno sfruttamento non razionale dei suoli (erosione, declino della sostanza organica e della biodiversità, compattazione, salinizzazione); altri sono imputabili ad attività non agricole (contaminazione, impermeabilizzazione o “cementificazione”). La prima, e unica, valutazione dei processi di degradazione dei suoli a scala globale (Glasod - isric. org/projects/global-assessment-human-inducedsoil-degradation-glasod) risale al 1990. Il rapporto indica che il 46% dei suoli del pianeta è soggetto a processi di decadimento indotti dall’uomo, che ne compromettono le capacità produttive. Asia e Africa sono i continenti più colpiti, ma anche Europa e nord America non sono esenti da tali processi. I cinque pilastri La struttura operativa di questa iniziativa internazionale si articola in cinque pilastri o linee d’azione. Il primo è dedicato alla promozione della SETTEMBRE 2014 Erosione idrica di un seminativo nell’Appennino emiliano 10

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gestione sostenibile del suolo per assicurare la conservazione e il mantenimento della produttività. Questa azione è particolarmente urgente soprattutto per quelle aree dove una gestione inappropriata del suolo nel passato ha innescato gravi processi di degradazione, ma anche come risposta alle esigenze di mitigazione del cambiamento climatico. Per contrastare la perdita di biodiversità e, soprattutto, garantire sicurezza alimentare e disponibilità di risorse idriche alle generazioni future. La seconda linea d’azione è dedicata a cooperazione tecnica, educazione, informazione e sensibilizzazione sui temi relativi al suolo. Negli ultimi decenni si è assistito a una riduzione degli investimenti dedicati all’assistenza tecnica e alla promozione della conoscenza del tema che hanno poi determinato una scarsa presenza del suolo nelle agende politiche, sia di livello internazionale che nazionale e locale. È necessario imprimere un cambiamento di rotta, sull’esempio di ciò che è stato fatto con successo per il clima e l’acqua. L’istituzione del World soil day (5 dicembre), l’elezione del 2015 ad Anno internazionale del suolo da parte delle Nazioni Unite e la nuova edizione della Carta dei suoli, a trent’anni dalla sua prima pubblicazione da parte della Fao, costituiscono i primi risultati concreti di questa linea d’azione. Il terzo pilastro è dedicato alla identificazione dei fabbisogni e alla promozione della ricerca sul suolo e alla sua gestione sostenibile. La complessità del tema non ha consentito la redazione di un documento finale per la discussione e l’approvazione, che avverrà probabilmente durante la prossima riunione plenaria. Infine alla promozione qualitativa e quantitativa di dati e conoscenza sul suolo e all’armonizzazione dei metodi, misure ed indicatori utilizzati per la protezione e gestione sostenibile del suolo sono dedicati rispettivamente il quarto e quinto pilastro, i cui piani di azione sono stati discussi e approvati, senza stravolgimenti eccessivi, durante la riunione plenaria. le energie rinnovabili. È legittimo attendersi quindi che le attività e le iniziative attuate da questa “alleanza globale per il suolo” abbiano uno specifico impatto sui portatori di interessi, in particolare su chi gestisce il suolo e, quindi, sull’agricoltura. Nei piani d’azione dei cinque pilastri è scritto cosa s’intende fare (vedi al sito internet fao.org/ globalsoilpartnership/the-5-pillars-of-action/ en/) e nei piani di implementazione sarà indicato come farlo. Sappiamo fin da ora che alcune delle linee d’azione (1, 2, 3) avranno un impatto a livello locale, mentre le linee 4 e 5 sono orientate alla scala globale. In particolare la definizione di pratiche di gestione sostenibili dei suoli, la sensibilizzazione, formazione, informazione e comunicazione e la definizione del fabbisogno di ricerca avranno fatalmente ripercussioni a livello locale e, in particolare, su chi di suolo si occupa quotidianamente. Il successo o insuccesso di queste iniziative dipende inevitabilmente dal supporto politico, legato a sua volta alla sensibilizzazione ed informazione dell’opinione pubblica. Possiamo constatare quale sia il livello di conoscenza e l’impatto delle questioni sul clima (Protocollo di Kyoto), mentre altre iniziative di pari rango (Convenzione sulla biodiversità, Convenzione sulla desertificazione) siano pressoché sconosciute. Ancora una volta, quindi, la comunicazione costituisce uno strumento fondamentale per determinare la sorte di queste iniziative. Un momento dei lavori della II sessione plenaria della Gsp Conoscenza e comunicazione: strumenti fondamentali Le iniziative condivise a livello internazionale e su scala globale hanno comunque, auspicabilmente, ricadute a livello locale. Un esempio lo abbiamo avuto dalla Convenzione sul clima, o Protocollo di Kyoto, i cui effetti sono ormai presenti nella vita quotidiana: dalla certificazione energetica degli edifici fino agli incentivi per SETTEMBRE 2014 Gardi 11

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