AGRICOLTURA 1/2015

 

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POMODORO DA INDUSTRIA

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ANNO 42 - POSTE ITALIANE s.p.a. - SPED. ABB. POSTALE – DCB CENTRALE/PT MAGAZINE AUT. 141/2004 VALIDA DALL’11/1172004 – PUBBL. MAX 50% - € 2,10 IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE AL CMP, VIA ZANARDI 28 40131 BOLOGNA PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE CHE SI IMPEGNA A CORRISPONDERE IL PRESCRITTO DIRITTO POSTALE a pag. 3 N. 1 - GENNAIO 2015 Assessore Simona Caselli: «Qualità e innovazione per competere» SPECIALE Pomodoro da industria a pag. 48 Acquacoltura: Piano nazionale, marchio Qc e biologico MENSILE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA a pag. 54 L’agricoltura Blu riparte dal progetto Life Helpsoil

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Eff Ef ffe fett tto to ME MES ESH SH NE NET ET Cre Crea rea la re ret rete ete te di protezione rot ro ote tezione one per le tue colture re Geo-insetticida microgranulare ad alta densità ed ampio spettro d’azione contro gli insetti del terreno, utilizzabile su mais, mais dolce, sorgo e girasole www.sumitomo-chem.it Agrofarmaco autorizzato dal Ministero della Salute, a base di cipermetrina, n. di registrazione 15371 del 18/05/2012. Usare i prodotti fitosanitari con precauzione. Prima dell’uso leggere sempre l’etichetta e le informazioni sul prodotto. È OBBLIGATORIO L’USO DI IDONEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE E DI ATTREZZATURE DI LAVORO CONFORMI (D. Lgs. 81/2008 e ss. mm.). se s tosensoc om . it

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itoriale SIMONA CASELLI Assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca Regione Emilia-Romagna Dell’Aquila Qualità e innovazione per competere sui mercati materia prima generica, comprabile ovunque nel mondo secondo mere logiche di prezzo, che non consentono ai produttori di essere remunerati in modo adeguato e non permettono ad un territorio di qualificarsi. Questa Regione, che già oggi è l’area più rappresentativa a livello nazionale per le produzioni agroalimentari di qualità con 41 Dop e Igp su 269 nazionali, continuerà ad investire, anche in chiave di creazione di nuovi posti di lavoro, in qualità dei prodotti, controllo di filiera, biologico, agricoltura di precisione, biodiversità e tutela del paesaggio agrario, come elementi competitivi anche in ambito turistico e culturale. Lo farà tramite le misure del nuovo Programma di sviluppo rurale, che occuperà in via prioritaria gli sforzi dei prossimi mesi per concludere la negoziazione con la Commissione europea e consentire l’uscita dei primi bandi entro l’estate, ma anche lavorando intensamente all’attuazione del primo pilastro della nuova Pac. Il Psr 2014-2020, approvato nel luglio scorso, contiene importanti misure per la diffusione della banda larga nelle aree rurali, per l’innovazione ed il trasferimento tecnologico, per i giovani agricoltori, per la competitività e l’internazionalizzazione delle imprese, oltre ad interventi articolati in materia ambientale e per lo sviluppo della montagna. Tra le priorità dei primi mesi di mandato, ci saranno la revisione delle funzioni in materia di agricoltura e caccia in seguito al riordino delle Province; l’approvazione del calendario venatorio, i piani di classifica per la ripartizione della contribuenza dei Consorzi di bonifica e, naturalmente, la partecipazione dell’Emilia Romagna ad Expo 2015. Una grande occasione per presentare le nostre eccellenze al mondo, ma anche per far conoscere al mondo il nostro territorio, la nostra cultura, la nostra bellissima terra. 3 D al 29 dicembre sono stata chiamata a ricoprire il ruolo di assessore regionale all’Agricoltura, caccia e pesca. Si tratta di una delega molto importante, che mi onora e ritengo doveroso fornire ai lettori un breve quadro delle priorità che dovranno essere affrontate nei prossimi mesi. L’agroalimentare dell’Emilia-Romagna è un perno e una forza della nostra regione. Il sistema produttivo è caratterizzato da vocazionalità, tipicità, qualità, sostenibilità, esperienza e capacità degli operatori. In altre parole un patrimonio non delocalizzabile e notoriamente anticiclico, spesso organizzato in filiere, che costituisce una base di tenuta della manifattura alimentare della regione e dell’occupazione complessiva. Lavoreremo allo sviluppo di un’agricoltura sostenibile, competitiva ed internazionalizzata. Con una chiara strategia distintiva: competere puntando sulla qualità. Il potenziale dell’agricoltura della nostra regione é fortissimo, ma, per mantenere le posizioni raggiunte e rafforzarsi, occorre adattarsi alle sfide dei mercati locali e globali e ricercare sempre incrementi nelle quote di valore aggiunto sui prodotti primari e trasformati. Per essere competitivi nel mondo è necessario investire in innovazione: nella produzione, nella trasformazione, nella commercializzazione dei prodotti. Per garantire equità distributiva nella filiera, ovvero un’adeguata remunerazione dei produttori agricoli, occorre proseguire l’azione di crescita dimensionale delle imprese; concentrare l’offerta per organizzarla e programmare adeguatamente la produzione; qualificare le filiere ed i rapporti interprofessionali. Puntare sulla qualità significa respingere la logica del prodotto agricolo come commodity, come GENNAIO 2015

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MENSILE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA PERIODICO DELL’ASSESSORATO AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITÀ FAUNISTICO-VENATORIA SOMMARIO 03 EDITORIALE «Qualità ed innovazione per competere sui mercati» Simona Caselli 24 QUI EUROPA Priorità ai giovani: tutti concordi nella Ue a cura di Carla Cavallini ANNO 43 - N. 1 - GENNAIO 2015 Reg. Trib. Bologna n. 4269 del 30-3-73 Iscrizione al ROC n. 24729 Spedizione in abb. postale - Regime libero 50% Aut. DRT/DCB/Bologna DIRETTORE Simona Caselli DIRETTORE RESPONSABILE Roberto Franchini COORDINAMENTO DELLA REDAZIONE Paola Fedriga IN REDAZIONE Antonio Apruzzese, Olga Cavina, Giancarlo Martelli REFERENTI Patrizia Alberti, Laura Banzi, Saverio Bertuzzi, Milena Breviglieri, Patrizia Cavanni, Vincenzo Di Salvo, Rossana Mari, Vittorio Marletto (Arpa-Simc), Piero Pastore Trossello, Carlo Patuelli, Paolo Pirani, Mario Savorelli (Crpv), Magda C. Schiff (Crpa), Simona Spagnoli, Maria Cristina Zarri SEGRETERIA DI REDAZIONE Monica Cervellati Cattani RESPONSABILE DIATECA AGRICOLTURA Fabrizio Dell’Aquila REDAZIONE Regione Emilia-Romagna Direzione Agricoltura 40127 Bologna Viale della Fiera, 8 - Terza Torre Fax 051.5274577 Tel. 051.5274701 - 051.5274289 http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/ agricoltura@regione.emilia-romagna.it EDITORE CANTELLI ROTOWEB srl Via Saliceto 22/e-f - 40013 - Castel Maggiore (Bo) tel. 051.700606 - fax 051.6328090 www.cantelli.net ABBONAMENTI c/c postale n° 001023801994 c/c bancario IBAN IT-51-R-07601-02400-001023801994 Intestato a CANTELLI ROTOWEB SRL CONCESSIONARIA ESCLUSIVA PER LA PUBBLICITÀ Fatti 06 ANALISI I prodotti Dop e Igp parlano italiano Paola Fedriga SPECIALE POMODORO DA INDUSTRIA a cura di Giancarlo Martelli 28 Più ricerca e nuovi prodotti per recuperare competitività Guido Conforti 09 DISMISSIONI Dall’Asp Bologna duemila ettari per gli under 40 Antonio Apruzzese 31 Oi Nord Italia: nuove regole per una filiera trasparente a cura della Redazione 11 EXPO 2015 Tanta Emilia-Romagna all’Esposizione Universale Olga Cavina 32 Buone prospettive per la campagna 2015 Gabriele Canali 13 GIOVANI E INNOVAZIONE La bonifica a scuola, un’esperienza di successo Gioele Chiari, Roberto Genovesi, Daniele Galli 34 Teniamo alta la guardia contro il rischio batteriosi Alessandra Calzolari, Eleonora Barioni, Anna Piana, Clelia Tosi 16 RISORSE NATURALI Land and water grabbing, una corsa senza ostacoli Ciro Gardi 36 Coltivazioni biologiche: prove di confronto varietale Cristina Piazza 20 QUI REGIONE Ecco la Giunta dell’Emilia-Romagna a cura della Redazione O.P.S.A.I. S.r.l. Via Monte Rosa, 19 - 20149 Milano Tel. 02/4694949 - 48018114 e-mail: milano@opsai.com Responsabile Pubblicità e Marketing Claudio Pietraforte I testi, le notizie e le foto contenute nel presente fascicolo possono essere utilizzate solo previa autorizzazione e citando la fonte. Le fotografie e i testi, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. TIRATURA: 40.000 COPIE CHIUSO IN REDAZIONE IL 19/1/2015 IL CONTENUTO DEGLI ARTICOLI NON ESPRIME NECESSARIAMENTE LA POSIZIONE DELL’ASSESSORATO REGIONALE ALL’AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITÀ FAUNISTICO-VENATORIA Foto di copertina: Dell’Aquila

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GENNAIO 2015 Economia 38 AIUTI ALLE IMPRESE Latte: arrivano 108 milioni per migliorare la qualità Giancarlo Martelli Acquacoltura 48 NUOVA PROGRAMMAZIONE Piano strategico 2014-2020, meno burocrazia e più ricerca Giovanna Marino Rubriche 47 NOVITÀ DALLA RICERCA a cura di Maria Teresa Salomoni e Nicola Di Virgilio 39 BUONO E SALUTARE Il Parmigiano “medicina” per gastroenteriti e allergie Magda Schiff 50 VALORIZZARE IL TERRITORIO Pesce Qc e bio, per essere competitivi Alberto Ventura 63 IN BREVE a cura della Redazione 65 AGENDA VERDE a cura della Redazione 41 ORTOFRUTTA Embargo russo, aiuti fino al 30 giugno a cura della Redazione 52 SOSTENIBILITÀ Una nuova sfida: allevare insetti per nutrire i pesci Camilla Chieco, Lucia Morrone, Laura Gasco 67 SPAZIO INNOVAZIONE a cura di Patrizia Alberti Fisco e previdenza 43 Irap: c’è credito d’imposta anche senza dipendenti a cura di Corrado Fusai 69 MONDO BIO a cura di Rosa Maria Bertino Pedologia 54 COLTIVAZIONI SOSTENIBILI L’agricoltura conservativa riparte da Life Helpsoil Giorgio Poggioli 70 NEL GIARDINO a cura di Maria Teresa Salomoni e Massimo Drago 72 AGROMETEO a cura di William Pratizzoli Ricerca e sperimentazione 45 ALIMENTAZIONE ANIMALE Colza, un’interessante alternativa alla soia Fabrizio Ruozzi, Roberto Davolio, Aldo Dal Prà 73 DALLA PARTE DEI CONSUMATORI a cura di Enrico Cinotti 56 STUDI & RICERCHE Il suolo: risorsa preziosa da conoscere e tutelare Carla Scotti Indice 54 TUTTA “AGRICOLTURA” 2014 a cura di Monica Cervellati Cattani Meccanizzazione 59 MERCATO DI NICCHIA Datemi un telescopico e solleverò il mondo Ottavio Repetti

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Fatti ANALISI I prodotti Dop e Igp parlano italiano che non accenna ad arrestarsi (-3,8% il fatturato, -2,7% il volume). Per questo nel presentare il rapporto, il presidente di Ismea Ezio Castiglione ha sottolineato l’esigenza di sfruttare al meglio proprio la leva dell’export, principale elemento di traino di tutto il settore. «Il più 5% delle vendite all’estero – ha spiegato – conferma il successo del brand Italia oltre confine, dove gli spazi di crescita restano ampi e incoraggianti. Sfruttare tale potenziale significa però agire con maggiore determinazione sulle leve aziendali, in particolare sulla competitività». Oltre alle difficoltà sul fronte interno, il comparto deve fare i conti con altri nodi: primo tra tutti quello di una persistente, eccessiva polarizzazione tra poche denominazioni di grande successo (le prime dieci Dop e Igp producono l’81% del fatturato) e molte, troppe specialità GENNAIO 2015 Secondo il Rapporto Qualivita-Ismea, l’Emilia-Romagna è al vertice in Europa per numero di certificazioni. Bene l’export (+5%), ma si può fare di più PAOLA FEDRIGA L’ Italia si conferma regina in Europa del cibo di qualità con 269 produzioni certificate su 1.249 iscritte nel registro Ue e l’Emilia-Romagna si conferma leader tra le regioni europee con ben 41 referenze. Il doppio primato è certificato dal XII Rapporto Qualivita-Ismea che fotografa lo stato di salute di un comparto strategico del made in Italy: quello dei prodotti a Denominazione d’origine protetta (Dop), delle Indicazioni geografiche protette (Igp) e delle Specialità tradizionali garantite (Stg). Un comparto che vale 6,6 miliardi di euro alla produzione, 13 miliardi al consumo, 2,4 miliardi sui mercati esteri. Un dato quest’ultimo in crescita del 5%. Ben diversa la situazione sul mercato interno dove anche questo segmento di prodotti “alti” ha dovuto fare i conti nel 2013 con una crisi dei consumi 6 Cervellati

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Fatti ANALISI FALSO MADE IN ITALY: CONTROLLI IN CRESCITA ANCHE ON LINE Dietro alle Dop e alle Igp vi è un articolato sistema di vigilanza e controllo: dai 120 Consorzi di tutela, ai 48 Organismi di certificazione, all’attività dell’Ispettorato repressione frodi. Quest’ultimo, secondo i dati diffusi dal Ministero delle Politiche agricole relativi ai primi 11 mesi del 2014, ha realizzato 142 procedure di infrazione in tutta Europa e sul web. Le frodi riguardano alcuni tra i prodotti più rappresentativi del patrimonio agroalimentare italiano. Tra i casi più eclatanti: finto olio toscano Igp in Gran Bretagna, aceto balsamico di Modena non certificato in Francia e in Belgio, Parmesan in polvere in Danimarca, La Grana e Asiago prodotti in Lettonia. «Siamo il Paese che più di tutti in Europa utilizza le norme a tutela dei prodotti a denominazione. Le operazioni dell’Ispettorato repressione frodi rappresentano – ha commentato il ministro Maurizio Martina – un risultato importante nella lotta al falso made in Italy, con numeri che segnano un record rispetto al passato. In particolare, va sottolineata l’attività di contrasto alle usurpazioni di denominazioni sul web, che sta vivendo una fase nuova grazie soprattutto al protocollo di intesa sottoscritto lo scorso maggio con eBay. Quasi 90 delle procedure di infrazione sono relative infatti a illeciti on line. Sono state rimosse moltissime inserzioni e bloccate le vendite di prodotti italian sounding, come il famigerato Parmesan, ma anche dei cosiddetti cheese kit e wine kit made in Usa». non solo per il numero complessivo dei prodotti certificati, ma anche e soprattutto per il giro d’affari: Grana Padano Dop e, a ruota, Parmigiano Reggiano Dop sono al primo e al secondo posto per perfomance economiche, mentre al quarto e al sesto posto vi sono il Prosciutto di Parma Dop e l’Aceto balsamico di Modena Igp. Si può calcolare che complessivamente il 46% circa del fatturato delle prime dieci denominazioni viene realizzato tra Piacenza e Rimini. Guardando alla classifica per regioni, al secondo posto dopo l’Emilia-Romagna vi è il Veneto con 36 prodotti certificati, seguito dalla Lombardia (31). La graduatoria europea vede invece al secondo posto, dopo l’Italia, la Francia (219 prodotti), e al terzo la Spagna (180). Formaggi e salumi sempre in testa Tra gennaio e novembre 2014 sono stati iscritti nel registro Ue 53 nuove denominazioni, portando a 1.249 il totale europeo (617 Igp, 583 Dop e 49 Stg). In Italia le new entry sono state otto di cui 3 Dop e 5 Igp. Eccole: Patata dell’alto viterbese Igp, Strachitunt Dop, Miele varesino Dop, Torrone di Bagnara Igp, Pescabivona Igp, Piadina romagnola Igp, Salama da sugo ferrarese Igp, Pecorino crotonese Dop. Proprio la Piadina di Romagna è uno dei casi più emblematici di uno specifico settore di prodotti certificati, quello del cibo di strada, che secondo gli addetti ai lavori presenta prospettive di crescita di particolare interesse. Nel 2013 la produzione certificata italiana è stata di 1,27 milioni di tonnellate, in diminuzione del 2,7% a causa della flessione di ortofrutticoli e cereali. Stabili i volumi di formaggi (con una produzione complessiva di circa 472 mila tonnellate) che si confermano il principale comparto delle Dop e Igp con un fatturato alla produzione di 3,8 miliardi e di 4,8 al consumo. I salumi e i prodotti a base di carne (con un volume complessivo di 193 mila tonnellate) rappresentano il secondo comparto (1,8 miliardi il valore alla produzione, 3,2 al consumo). Decisamente meno significativa l’incidenza economica di prodotti ortofrutticoli e cereali che nel 2013 ha realizzato un fatturato alla produzione di 451 milioni di euro e di 557 al consumo. Un settore ormai di rilievo è quello degli aceti balsamici che nel 2013 ha registrato un valore alla produzione di quasi 392 miliardi e di circa 888 milioni al consumo. GENNAIO 2015 FATTURATO EXPORT 2013 Pa Pro rm sc a iutt Do o Sa c n Da Pr ni osc el iu e Do tto p M Bo o lo rta gn de a lla Ig p Ac et di o b M a od lsa en m a ico Ac Ig e p t di o M ba od ls en am a ic Ac Do o et p di o b Re al s gg am io ic G Do o ra p na pa da no Do p Re Pa gg rm ia ig no ia Do no p Il grafico riporta il valore delle esportazioni di formaggi, salumi e aceti balsamici. I dati sono in milioni di euro. Fonte: Qualivita-Ismea che non riescono a uscire da una condizione sostanzialmente di nicchia. Altro tema caldo resta quello del contrasto alla contraffazione e all’Italian sounding. Ai risultati raggiunti entro i confini Ue grazie al Pacchetto Qualità e alla protezione ex officio, non corrispondono analoghi successi sui mercati extra europei. Anche per questo si guarda con interesse alle possibilità di riconoscimento dei marchi d’origine che potrebbero aprirsi grazie al negoziato di libero scambio in corso con gli Usa. La presenza emiliano-romagnola è significativa 8 ro P m ec an o o rin Do o p

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Fatti DISMISSIONI Dall’Asp Bologna duemila ettari per gli under 40 Asp Bologna In primavera un primo bando interesserà 17 comuni. I contratti di affitto saranno quinquennali e favoriranno coltivazioni tipiche L’ Azienda pubblica di servizi alla persona (Asp) città di Bologna sta per mettere sul mercato poco più di 2.000 ettari di proprietà delle ex opere pie. Secondo il presidente Gianluca Borghi «occorre prendere atto che è passato il tempo per un ente pubblico di gestire direttamente terreni per coltivazioni agricole. Di più e meglio può fare un imprenditore privato, senza dimenticare che la nostra azienda può migliorare la redditività di un patrimonio considerevole». Altri obiettivi non meno importanti di questa operazione sono il sostegno alle produzioni sostenibili – in particolar modo quelle più legate al territorio – e alle dinamiche imprenditoriali innovative. Vale a dire che i destinatari dei contratti di affitto quinquennali saranno giovani in cerca di terra promessa e, soprattutto, under 40. Vediamo in concreto di quanti appezzamenti stiamo parlando. L’Asp Bologna possiede un patrimonio agrario distribuito sul territorio provinciale di circa 1.510 ettari, con la parte più cospicua a Budrio con oltre 234 ettari (vedi tabella a pagina 10). Attualmente 961 ettari sono gestiti in economia diretta, la restante superficie di 549 ettari è invece affittata a imprenditori agricoli. Nel 2015, con l’accorpamento dell’Asp Irides – operativa dal 1° gennaio – si aggiungeranno circa 500 ettari, anche questi attualmente GENNAIO 2015 in affitto. La dismissione interesserà dapprima proprio quei 961 ettari ora curati dall’azienda agricola dell’Asp, che verrà chiusa o riconvertita. Ma quando anche i vecchi contratti andranno in scadenza, verranno messi a bando sempre con priorità per i giovani. Il primo lotto (circa 500 ettari) è previsto per la prossima primavera; il restante nel 2016. Si tratterà di bandi pubblici i cui dettagli si stanno mettendo a punto insieme alle organizzazioni agricole ma qualche punto fermo c’è già: saranno preferiti gli imprenditori professionali, possibilmente espressione del territorio. Inoltre su questi terreni dovranno essere coltivati prodotti tipici e no Ogm e saranno agevolati i titolari di rapporti contrattuali in essere per dare continuità alla gestione. ANTONIO APRUZZESE Sessanta nuove imprese per Coldiretti Secondo Coldiretti Bologna, dall’affitto dei terreni agricoli dell’Asp potrebbero nascere oltre 60 aziende agricole di medie dimensioni che costituirebbero un robusto impulso al lavoro dei giovani e all’economia agricola dei 17 comuni interessati, tutti nella pianura della provincia di Bologna. Fra gli argomenti ancora in discussione l’entità dei lotti che però potrebbe essere di circa 15-20 ettari In alto: un terreno di proprietà dell’Asp Bologna ad Anzola dell’Emilia 9

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Fatti DISMISSIONI LA DISTRIBUZIONE DEI TERRENI DELL'ASP CITTÀ DI BOLOGNA COMUNE Anzola Argelato Baricella Bologna Budrio Castel Guelfo Castel S. Pietro Terme Castenaso Crevalcore Malalbergo Medicina Minerbio Ozzano Sant'Agata Bolognese San Giorgio di Piano San Giovanni in Persiceto SUPERFICIE TOTALE HA 113,6949 46,9078 162,4275 61,0684 234,3002 38,7145 172,4591 15,4525 46,1735 60,27 118,8657 Asp Bologna 150,5027 37,774 76,1137 99,7283 62,1714 (di tutto rispetto, considerata la media di una dozziSan Pietro in Casale 12,93 na di ettari) da aggiudicare 1.509,5542 Totale a imprenditori singoli o a Non sono compresi i circa 500 ettari di patrimonio reti d’impresa. provenienti dalla incorporazione di Asp Irides, Se la tabella di marcia vertutti già affittati rà rispettata, i terreni potranno essere in conduzione già fra il prossimo autunno o alla peggio nell’annata agraria 2016. Borghi sottolinea che, in ogni caso, si procederà senza stravolgere il mercato agricolo, con ciò dando una risposta alle preoccupazioni del comune di Sant’Agata bolognese che al momento della firma dell’accordo si è tirato indietro, preoccupato degli effetti che questa immissione avrà sul settore e sulla redditività dei fondi. Su quelli che saranno i canoni di affitto al momento si possono solo fare congetture. «Crediamo che il prezzo possa essere influenzato dalla presenza o meno di canali di irrigazione: diciamo che si potrebbe andare dai 400 ai 600 euro/ ettaro per appezzamenti interessati dalle bonifiche», dice Carlo Cavallina, direttore di Coldiretti Bologna. Ma si tratta probabilmente di una stima prudenziale se si considera che la stessa Asp nell’agosto scorso ha messo a bando un terreno nel comune di Budrio, aggiudicandolo per oltre 800 euro/ettaro. In campo anche la facoltà di Agraria L’operazione nasce da un protocollo d’intesa sottoscritto a dicembre fra la stessa Asp, il Comune 10 e la Provincia di Bologna (soci), i sindaci dei comuni in cui insistono i terreni e le associazioni agricole. Fra i desiderata del progetto di valorizzazione del patrimonio agrario sono il ricambio generazionale, con una spinta all’imprenditorialità giovanile, e l’inserimento di soggetti senza scopo di lucro che svolgano finalità di recupero sociale e assistenza di soggetti deboli, con conseguenti e importanti sinergie con le realtà imprenditoriali agricole. «Si è trattato di fatto di una sorta di prova tecnica di quanto potrà fare in futuro la Città Metropolitana», commenta Borghi. Nel documento redatto si prevede, fra l’altro, una partnership con la facoltà di Agraria dell’Università di Bologna per sostenere con studi, ricerche e iniziative varie, anche di tipo informativo o formativo, l’imprenditore agricolo, nella consapevolezza che tecnologie e innovazione sono strumenti indispensabili per la competitività dell’impresa. «L’affitto di questi terreni – afferma Antonio Ferro, presidente di Coldiretti Bologna – rende disponibili risorse per lo sviluppo dell’agricoltura e stimola la crescita, l’occupazione e la redditività delle imprese agricole, che costituiscono un settore importante dell’economia bolognese. La disponibilità di terra, infatti, è il principale ostacolo alla nascita di nuove agricole e il 50% di quelle già esistenti condotte da giovani ha bisogno di disponibilità di terra in affitto o in proprietà per sviluppare e incrementare la propria attività. Il protocollo d’intesa tra Asp Città di Bologna, Comuni e organizzazioni agricole va proprio in questa direzione». GENNAIO 2015

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Fatti EXPO 2015 Tanta Emilia-Romagna all’Esposizione Universale Preparativi per il grande evento milanese: come si muove il territorio per presentare le eccellenze e farsi conoscere dai mercati internazionali Dell’Aquila L’ Emilia-Romagna all’Expo, ma anche l’Expo in Emilia-Romagna. Come occasione eccezionale dedicata alla filiera agro-industriale, dalla produzione agricola alla trasformazione alimentare, alle tecnologie al turismo enogastronomico. Dal primo maggio prende il via a Milano l’Esposizione Universale 2015 e per sei mesi il mondo sarà in Italia e l’Italia potrà presentare le sue eccellenze. L’appuntamento intorno al tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” nelle previsioni attirerà oltre 20 milioni di visitatori. L’impegno della Regione per cogliere fino in fondo le opportunità di incoming internazionale nel settore agro-food (valore stimato 24 miliardi di euro) è su più versanti. Prima di tutto giocando la carta dell’attrattività: l’Emilia-Romagna è certamente il territorio più “desiderabile” e di maggior richiamo nelle vicinanze di Milano. È la Food Valley con la filiera agroalimentare dei marchi più conosciuti al mondo, dei 41 prodotti Dop e Igp, con un articolato sistema legato alla ricerca industriale, al turismo, alla cultura e al benessere. Seguendo questo filo, le imprese regionali sono state coinvolte attraverso due bandi che garantiscono contributi per eventi, visite e incontri nelle aziende, partnership in grado di attrarre istituzioni, aziende, giornalisti, ricercatori e chef da tutto il mondo. Sul versante turistico, ci sono i club di prodotto targati Expo Food-Motor-Wellness che promuovono la via Emilia; in particolare 13 aderiscono a Deliziando, progetto sul turismo enogastronomico di qualità che in vista di Expo ha sviluppato 70 nuovi pacchetti. Più di 400 gli eventi culturali e fieristici in cartellone, un sito web multilingue, mentre la Carta Servizi 2015 di Apt per gli operatori prevede 22 fiere e 10 workshop B2B in Italia e all’estero. Università, ricerca e tecnopoli mettono in campo strumenti come il nuovo Master dell’Universita di Modena e Reggio Emilia, in collaborazione con l’Istitute of future di Palo Alto (California, Usa) su sicurezza alimentare e innovazione. Laboratori e centri di ricerca sull’agrofood, con Cnr, Enea e Aster, si appoggiano alla Rete regionale dell’alta tecnologia, in grado di affrontare le esigenze di larga parte del nostro sistema. Il 2015 sarà anche l’anno del World Food Forum, promosso dalla Regione assieme a Fiere Parma, Bologna e Cesena, Confindustria e università: in programma una serie di eventi che si terranno tra Emilia-Romagna, Milano e Bruxelles. OLGA CAVINA Acetaia Pedroni, batteria di caratelli in produzione 11 GENNAIO 2015

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Fatti EXPO 2015 Azienda Donati, nuovo carro per la raccolta della frutta E a Milano? Nella World Avenue o Decumano lunga oltre un chilometro e mezzo con attrazioni che verranno smantellate alla fine di ottobre rendendo tutto l’evento irripetibile, c’è molta EmiliaRomagna. Cibus Federalimentare – tutta l’industria alimentare italiana ad Expo, uno dei più grandi padiglioni dell’Esposizione – è realizzato in collaborazione con Fiere di Parma e la Scuola di Cucina Alma di Colorno ne gestirà il ristorante; intesa anche con l’associazione “Chef to chef emiliaromagna cuochi”; Sana e Fiere di Bologna sono i partner principali del Padiglione delle biodiversità e del biologico; Coop Italia porterà il supermercato del futuro; Reggio Children ha ideato l’area di gioco destinata ai bambini; la cooperativa reggiana Cir food si è aggiudicata la ristorazione di servizio di tutta la manifestazione; Tecnogym, l’azienda di Cesena leader mondiale del wellness svilupperà un percorso legato a salute e sano stile di vita; Barilla Foundation presenta ad Expo il Protocollo di Milano per un patto globale che affronti le sfide contro fame, sprechi, inquinamento; Granarolo è partner di Padiglione Italia, così come Coppini arte olearia di Parma per la Piazzetta dell’Olio. Sei aziende raccontano Lo spazio espositivo della Regione con piazzetta e iniziative sarà a disposizione del sistema produttivo, culturale, scientifico e turistico regionale, così come la settimana da protagonisti a Padiglione Italia. Alla Mostra delle Regioni ci sarà la testimonianza di alcune aziende agricole emiliano-romagnole e del progetto Climate ChangER su clima e salvaguardia dell’ambiente. I filmati racconteranno il saper fare (salubrità del cibo, buone pratiche, tutela delle risorse naturali) e il limite, inteso come ingegno e creatività nel superare barriere come la giovane età, le differenze di genere, i rischi di impresa e le difficoltà dei lavoratori migranti. 12 Tra gli esempi, l’azienda vitivinicola Augusto Zuffa di Imola dove l’utilizzo di varietà autoctone con sistemi di vinificazione tradizionali e tecniche innovative permette produzioni di qualità tipiche del territorio certificate Dop e bio. L’azienda, di lunga tradizione (quattro generazioni), ha una consolidata esperienza nella commercializzazione verso i mercati di maggior reddito in Italia e all’estero. Conosciuto sui mercati internazionali, l’allevamento del suino di razza Mora Romagnola Cà Lumaco di Emanuele Ferri a Montetortore di Zocca (Mo), è uno dei migliori esempi di successo economico della tutela dell’agro-biodiversità regionale. Un altro caso è l’azienda agricola e di allevamento di bovine da latte per Parmigiano Reggiano Arcobaleno di Ada Teggi, a Rocca Santa Maria di Serramazzoni (Mo) che impiega tecniche di campo e di allevamento particolarmente efficaci e adatte al territorio, con minimo impatto ambientale. Il latte “di montagna” ad alta qualità destinato alla produzione di Parmigiano Reggiano Dop viene conferito al caseificio posto a qualche chilometro di distanza, nel pieno rispetto della filiera corta. Tra i punti di forza dell’impresa, l’integrazione dei lavoratori extracomunitari impiegati con continuità da diversi anni. Rossella e Giuliano Donati a Faenza (Ra) sono l’esempio di un’azienda normale, impegnata nella quotidiana lotta per far quadrare i conti in situazioni di difficile confronto sia con i mercati esteri che con le esigenze del consumatore. In questo caso, produzione integrata all’avanguardia e programmi di filiera del Psr hanno consentito di qualificare i prodotti e ampliare la varietà, nel pieno rispetto dell’ambiente e con una consistente “rinaturalizzazione” del territorio. Nell’azienda agricola di Giuseppe Pedroni a Rubbiara di Nonantola (Mo) sono partiti da un prodotto, come l’aceto balsamico, ora particolarmente ambito in tutto il mondo ma che solo qualche decina di anni fa era poco conosciuto anche in Emilia-Romagna. L’acetaia, tramite tecniche di coltivazione tradizionali e moderne indicazioni di produzione integrata, ha portato a risultato quanto la lunga tradizione familiare e le varietà autoctone dei vitigni locali hanno tramandato. Infine, nella Cooperativa agricola Il Raccolto, diretta da Eros Gualandi a S. Pietro in Casale (Bo), la sfida è stata la trasformazione di una cooperativa di braccianti a conduzione tradizionale, nata nel dopoguerra, in un’impresa efficiente e d’avanguardia che ha raggiunto risultati di punta con l’agricoltura di precisione. Info: expo2015.regione.emilia-romagna.it GENNAIO 2015 Dell’Aquila

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Fatti GIOVANI E INNOVAZIONE La bonifica a scuola, un’esperienza di successo Cer “A Le opportunità tecnologiche, la qualità delle acque, i territori e la loro gestione. Gli studenti incontrano gli esperti dei consorzi grado Cer (Canale Emiliano Romagnolo). Le classi quarte hanno colto con attenzione l’opportunità offerta dal laboratorio multidisciplinare delle bonifiche per sperimentare cosa significa conoscere e governare l’acqua per renderla valore aggiunto per l’agricoltura, settore in crescita a doppia cifra che potrà assicurare loro un lavoro nell’immediato futuro. “Acqua & Territorio Lab” proseguirà in tutta la regione nel 2015, negli Istituti agrari che hanno aderito all’iniziativa. GIOELE CHIARI, ROBERTO GENOVESI CER - Consorzio di Bonifica per il Canale Emiliano Romagnolo cqua & Territorio Lab”, titolo di un’esperienza di studio sull’ambiente e le opportunità offerte dai territori bonificati e irrigati, si è tenuta a Reggio Emilia, nell’Istituto superiore Antonio Zanelli. Un centinaio di studenti dei corsi a indirizzo tecnico e professionale agrario hanno incontrato gli esperti del sistema dei Consorzi di bonifica per un’analisi approfondita sui territori e la loro gestione. «In Emilia-Romagna si distribuiscono oltre un miliardo e duecento milioni di metri cubi d’acqua, senza i quali la regione sarebbe completamente arida. Inoltre, i quasi ventimila chilometri di canali durante i fenomeni di maltempo contribuiscono anche a scolare le piogge eccessive, che cadono violentemente su un territorio perlopiù cementificato, che altrimenti sarebbe alluvionato e paludoso». Questa, in estrema sintesi, la presentazione ai futuri periti agrari e agrotecnici della giornata di studio “Acqua e Territorio Lab”, dedicata alla gestione e alla qualità delle acque e nata da una collaborazione tra l’Istituto Zanelli, il Consorzio di bonifica Emilia Centrale, (Unione regionale bonifiche Emilia-Romagna) e il Consorzio di 2° GENNAIO 2015 DANIELE GALLI Istituto superiore A. Zanelli Formazione indispensabile per la crescita del settore «Queste esperienze sono essenziali – ha detto Massimiliano Pederzoli, presidente di Urber e Cer – lo scambio reciproco con gli studenti per noi è un ponte sul domani fatto di conoscenza e innovazione tecnologica, un’occasione da non perdere e da incrementare». Attraverso i laboratori interattivi, i ragazzi non solo hanno preso contatto con alcuni degli strumenti tecnologici su cui si basa l’innovazione in agricoltura, arricchendo il proprio bagaglio di conoscenze e abilità, ma hanno anche avuto una 13

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Fatti GIOVANI E INNOVAZIONE possibilità di confronto con il mondo delle bonifiche e con il sistema produttivo, indispensabile per irrobustire le competenze e collocarle in un contesto più ampio e concreto. «Senza il lavoro dei Consorzi di bonifica il territorio non sarebbe come lo conosciamo – ha spiegato Marino Zani, presidente dell’Emilia Centrale – grazie allo scolo delle acque, all’irrigazione e alla difesa dell’ambiente; con 20mila chilometri di canali, 3.600 nel nostro comprenPROSSIMI INCONTRI DI “ACQUA & TERRITORIO LAB”, IN COLLABORAZIONE CON IL SISTEMA DELLE BONIFICHE DATA 22 Gennaio 2015 5 Febbraio 2015 11 Febbraio 2015 24 Febbraio 2015 ISTITUTO AGRARIO Istituto tecnico agrario statale “Giuseppe Garibaldi”, Cesena Istituto tecnico agrario “Giuseppe Scarabelli”, Imola Istituto professionale “Persolino-Strocchi”, Faenza Istituto tecnico agrario statale “Luigi Perdisa”, Ravenna sorio, che servono il settore dell’industria, i privati e l’ambiente». «Le previsioni di incremento della popolazione richiedono nuove produzioni» ha spiegato Aronne Ruffini, dirigente del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale nell’illustrare il sistema della bonifica locale capace di irrigare ben 120mila ettari, in cui il 90% dell’acqua serve per foraggere, cereali e vigneti. Sono state mostrate anche le opere agroambientali realizzate con tecniche di ingegneria naturalistica. Daniele Galli, docente dell’Istituto Zanelli, ha ricordato il monitoraggio della qualità delle acque irrigue del Consorzio dell’Emilia Centrale. «Un progetto con finalità agronomica e ambientale a tutela delle acque quale fattore produttivo, capace di aumentare la produttività fino a 2,5 volte, e che ha visto monitorare 54 parametri per ognuno dei campioni analizzati nel tempo». Tra le innovazioni più recenti per un’applicazione tecnologica pratica all’agricoltura spicca per riconosciuta utilità tra gli addetti ai lavori Irrinet, ideato dai ricercatori del Canale Emiliano Romagnolo. Esempio virtuoso del servizio irrigazione realizzato proprio dal Cer e a disposizione di tutte le aziende agricole dell’Emilia-Romagna, è stato illustrato agli studenti. Si tratta di un software di ultima generazione in grado di fornire consigli irrigui via sms sul momento più idoneo di intervento e sui volumi d’acqua da impiegare, aumentando le produzioni e contemporaneamente risparmiando risorse idriche. Chiari DIDATTICA, RICERCA E SPERIMENTAZIONE ALL’ISTITUTO “ZANELLI” DI REGGIO EMILIA L’Istituto d’istruzione superiore Antonio Zanelli all’epoca Regia Scuola di Zootecnia e Caseificio (poi Istituto tecnico agrario statale), nasce nel 1879 con finalità di ricerca, sperimentazione e didattiche. Tali attività fanno quindi parte delle prerogative della scuola così come dimostrato dai servizi analitici svolti dal suo laboratorio di chimica agraria per tutto il territorio della provincia di Reggio Emilia fino al 2003. Nel corso degli anni, l’Istituto ha adeguato le sue caratteristiche alle esigenze di un’agricoltura moderna e alla realtà territoriale in cui si trova. Accanto a un settore agricolo tradizionale ha attivato percorsi finalizzati allo studio dell’ecologia, del territorio e dell’ambiente. Dal 2001, con l’autonomia scolastica e il cambiamento di denominazione, l’Istituto ha ampliato la sua proposta formativa e ora offre ai 1078 studenti un percorso tecnico ad indirizzo “Agraria, agroalimentare e agroindustria” con le articolazioni “Produzioni e trasformazioni”, “Gestione dell’ambiente e del territorio”, “Viticoltura ed enologia”, un percorso tecnico ad indirizzo “Chimica, materiali e biotecnologie”, con l’articolazione “Biotecnologie sanitarie”, un percorso professionale a indirizzo “Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale”, con l’opzione “Valorizzazione e commercializzazione dei prodotti agricoli del territorio”, un percorso di liceo scientifico con opzione “Scienze QrCode per applicate”. Grazie ai suoi laboratori multivisualizzare il video disciplinari e alle professionalità interne, a dell’Istituto Zanelli partire dal 2005 l’Istituto ha iniziato un’attività di ricerca e formazione in ambito idroecologico, anche con convenzioni con enti territoriali. Nell’anno scolastico 2009/2010 nasce la prima convenzione con il Consorzio dell’Emilia Centrale e il progetto di monitoraggio della qualità delle acque irrigue, che attualmente coinvolge Consorzio, Istituto e la sezione reggiana di Arpa-ER, al servizio dell’agricoltura, dell’ambiente e della formazione degli studenti. Il legame con istituzioni, sistema produttivo, mondo del lavoro e delle professioni, oltre a permettere un continuo aggiornamento consente, allo Zanelli di stringere efficaci alleanze formative necessarie per fornire agli studenti, futuri operatori e tecnici, occasioni di crescita professionale e personale utili sia per un rapido inserimento nel modo del lavoro sia per i successivi studi universitari. 14 GENNAIO 2015

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