A scuola di Costituzione

 

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progetto 2013-2014

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Unitre Arenzano Cogoleto Comune di Arenzano Assessorato alla Cultura E Biblioteca Anno Scolastico 2013 - 2014 Premio di Poesia Città di Arenzano - Luci a mare

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Nell’ambito del Premio di Poesia “Città di Arenzano”, dedicato a Lucia Morpurgo Rodocanachi, gli alunni che frequentano le ultime tre classi della scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado di Arenzano hanno partecipato alla sesta edizione del concorso “Luci a mare”. Gli organizzatori del Premio sono convinti, infatti, che l ’insegnamento della scrittura poetica possa avere un ruolo significativo nella formazione psicologica, affettiva e critica degli studenti, oltre che naturalmente nell’educazione linguistica e letteraria. Si sono attivati a tal fine presso tutte le classi interessate, laboratori volti a sviluppare le capacità espressive degli alunni e a guidarli alla stesura di piccoli componimenti, perché imparino ad amare la parola e a diventare buoni lettori di poesia. Contemporaneamente, nel corso degli incontri, è proseguita la riflessione sul valore della libertà, iniziata lo scorso anno scolastico, in seno alle iniziative per la celebrazione della Giornata della Memoria , e sulle modalità di partecipazione alla vita democratica, con cenni sul processo storico che ha portato alla stesura del testo costituzionale e analisi di alcuni articoli. Hanno aderito alla proposta 13 classi tra elementari (6 classi) e medie (7 classi terze), circa 300 studenti. All’interno di un percorso didattico strutturato, gli alunni sono stati invitati a scegliere articoli della Costituzione o parole significative come democrazia, diritto, dovere, libertà, uguaglianza, giustizia, lavoro, educazione, pace…, e successivamente ad illustrarle con brevi testi in prosa o in poesia (raccontini, acrostici, anagrammi, calligrammi, piccole poesie…). Gli elaborati prodotti (disegni, poesie, riflessioni, collage…) sono stati esposti dal 19 al 26 settembre, presso la sede dell’ANPI di Arenzano, Titolo della mostra: “La nostra Costituzione: uno scrigno di valori, un patrimonio prezioso”. La Costituzione è un bene prezioso, da conoscere e da difendere, come sono un bene prezioso i nostri giovani.

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Arenzano Terralba Destinatari: studenti quinto anno della scuola primaria di primo grado Fulgieri De Calboli Obiettivi generali: · Incontrare la Costituzione · far riflettere sui contenuti degli articoli   Che cos'è la Costituzione? Perché nasce? Come incide sulla nostra vita? Scegliere le più significative parole della Costituzione (democrazia, diritto, dovere, libertà, uguaglianza, giustizia, lavoro, educazione, pace…), spiegarle, disegnarle, colorarle.  Giocare con gli articoli della Costituzione: filastrocche, immagini poetiche, raccontini, acrostici, anagrammi, calligrammi… Es. Articolo 4 - La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro Chiedere ai bambini quali sono le loro attività preferite e cosa desiderano fare da grandi e, sulla falsariga della filastrocca, aiutarli a comporre una strofa dedicata al lavoro che sognano. “Quando ci penso… ancora non so quando son grande che cosa farò?”  Scrivere una ministoria: Io racconto… con diritti e doveri Chiedere agli alunni di raccontare una storia con personaggi umani o animali in cui si parla della difesa di uno o più diritti e dei doveri. Lavoro collettivo, dapprima, poi a coppie o da soli. Suggerire diritti e doveri: - il diritto a una scuola in buono stato - il diritto ad avere un posto sicuro dove potersi ritrovare per giocare - il diritto a poter vivere in un paese senza guerra - il diritto a avere cibo per vivere - il diritto a praticare la propria religione - il dovere di soccorrere chi è in difficoltà - il dovere di rispettare le piante quando si va al parco a giocare, - il dovere di rispettare il posto in cui viviamo, non buttare per terra i rifiuti, non scrivere sui muri …

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Scuola Primaria II Grado Edoardo Chiossone Arenzano Destinatari: studenti della scuola primaria di secondo grado Obiettivi generali: · far conoscere il processo storico che ha portato alla stesura del testo costituzionale; · far riflettere sui contenuti degli articoli costituzionali e sulle modalità di partecipazione alla vita democratica   Es. Testi ispirati all’articolo 3 della Costituzione Italiana (Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali).  Breve storia della Costituzione italiana a partire dalla seconda guerra mondiale e dalla Resistenza Scegliere articoli della Costituzione o le più significative parole della Costituzione (democrazia, diritto, dovere, libertà, uguaglianza, giustizia, lavoro, educazione, pace…), illustrarle con brevi testi in prosa o in poesia (raccontini, acrostici, anagrammi, calligrammi, piccole poesie…) Scrivere una ministoria: Io racconto… con diritti e doveri Chiedere agli alunni di raccontare una storia con personaggi umani o animali in cui si parla della difesa di uno o più diritti e dei doveri. Lavoro collettivo, dapprima, poi a coppie o da soli. Suggerire diritti e doveri: - il diritto a una scuola in buono stato - il diritto ad avere un posto sicuro dove potersi ritrovare per giocare - il diritto a poter vivere in un paese senza guerra - il diritto a avere cibo per vivere - il diritto a praticare la propria religione - il dovere di soccorrere chi è in difficoltà - il dovere di rispettare le piante quando si va al parco a giocare, - il dovere di rispettare il posto in cui viviamo, non buttare per terra i rifiuti, non scrivere sui muri…  Stimolare la riflessione intorno al concetto di condivisione delle regole in democrazia, Scrivere insieme un Regolamento di classe

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L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. ART. 11 "Poiché le guerre cominciano nelle menti degli uomini, è nelle menti degli uomini che si devono costruire le difese della Pace" Costituzione dell'UNESCO, 1947 Laboratorio di Scrittura Creativa - Fabia Binci

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Parlamento Italiano Legge 20 luglio 2000, n. 211 Istituzione del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti Art. 1 1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell' abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.(G.U. n.177 del 31 luglio 2000) Prima vennero per gli ebrei Prima vennero per gli ebrei e io non dissi nulla perché non ero ebreo. Poi vennero per i comunisti e io non dissi nulla perché non ero comunista. Poi vennero per i sindacalisti e io non dissi nulla perché non ero sindacalista. Poi vennero a prendere me. E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa. Martin Niemöller LA MEMORIA È IL FUTURO DELL’INFANZIA, L’INFANZIA È IL PRESENTE CHE CI INTERPELLA

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 Albero: simbolo che supera l’arco breve della vita dell'uomo, presenza viva che assiste silenziosa ai mutamenti della civiltà umana. Albero: che cresce di anno in anno, nelle radici, nel tronco, nei rami, ma che di anno in anno si rinnova lasciando andare quanto è appassito e germogliando a vita nuova. Albero: che affonda le radici nel passato e slancia la chioma nel futuro, ricordandoci che la nostra realtà è condizionata da tutto quanto è accaduto nel passato e determina il futuro. Ricordare il passato permette di comprendere il presente, anche per evitare che gli errori si ripetano in futuro.  

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Lo avrai camerata Kesselring Piero Calamandrei Processato nel 1947 per crimini di Guerra (Fosse Ardeatine, Marzabotto e altre orrende stragi di innocenti), Albert Kesselring, comandante in capo delle forze armate di occupazione tedesche in Italia, dopo il suo rientro a casa Kesselring ebbe l’impudenza di dichiarare pubblicamente che gli italiani avrebbero fatto bene a erigergli… un monumento. A tale affermazione rispose Piero Calamandrei, con una famosa epigrafe (recante la data del 4.12.1952, ottavo anniversario del sacrificio di Duccio Galimberti), dettata per una lapide “ad ignominia”, collocata nell’atrio del Palazzo Comunale di Cuneo in segno di imperitura protesta per l’avvenuta scarcerazione del criminale nazista. Lo avrai camerata Kesselring il monumento che pretendi da noi italiani ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi. Non coi sassi affumicati dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio non colla terra dei cimiteri dove i nostri compagni giovinetti riposano in serenità non colla neve inviolata delle montagne che per due inverni ti sfidarono non colla primavera di queste valli che ti videro fuggire. Ma soltanto col silenzio del torturati più duro d’ogni macigno soltanto con la roccia di questo patto giurato fra uomini liberi che volontari si adunarono per dignità e non per odio decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo. Su queste strade se vorrai tornare ai nostri posti ci ritroverai morti e vivi collo stesso impegno popolo serrato intorno al monumento che si chiama ora e sempre RESISTENZA

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Auschwitz di Francesco Guccini Son morto con altri cento, son morto ch' ero bambino, passato per il camino e adesso sono nel vento e adesso sono nel vento.... Ad Auschwitz c'era la neve, il fumo saliva lento nel freddo giorno d' inverno e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento... Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio: è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento... Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento... Ancora tuona il cannone, ancora non è contento di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento... Io chiedo quando sarà che l'uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà...

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COLORA LA FRASE DI AZZURRO, LE STELLE DI GIALLO E DISEGNANE DELLE ALTRE. 6 MILIONI DI STELLE DI DAVIDE BRILLANO IN CIELO NELLA NOTTE CHE PRECEDE “IL GIORNO DELLA MEMORIA” “27 GENNAIO ”

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Intorno al filo spinato, simbolo di prigionia e di sofferenza, disegna fiori, foglie, cuori, farfalle e altri simboli di PACE, GIOIA, AMORE E LIBERTÀ...

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Sergio Carro I bambini di Auschwitz sono come rose che non sono riuscite a germogliare o sono subito appassite. Sono come gocce di pioggia cadute sul freddo terreno troppo presto. Sono come lucciole che non hanno potuto sfogliare il loro bellissimo chiarore. Con le cicatrici che hanno lasciato sul muro ci hanno fatto capire che la libertà e l’amore si apprezzano solo quando ce n’è bisogno e che in questi momenti anche uno sbiadito sbuffo di sole ci può riaprire il cuore.

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Una triste storia: l’esperienza di Terezin È una località poco distante da Praga, fondata più di 200 anni fa dall’imperatore Giuseppe II d’Austria e il nome deriva dal nome della madre, l’imperatrice Maria Teresa. Il paese, così è scritto nei testi, ha la pianta a forma di stella, racchiusa da una fortificazione progettata da ingegneri italiani. E infatti, nel tempo si trasformò in una guarnigione militare: via le case, sostituite da capannoni, che a stento si ‘incorniciarono’ nel dolce paesaggio circostante. Durante la seconda guerra mondiale, Terezìn venne trasformata dai nazisti in un ghetto in cui fu- rono rinchiusi gli ebrei, in attesa di essere trasportati nei campi di sterminio: una specie di ‘ghetto modello’, utile per la propaganda, da mostrare agli stranieri, alle diplomazie degli altri Paesi: una finzione macabra e grottesca, una vera ‘casetta di marzapane’: bella e terribile, con una brutta strega divora-bambini come abitante. A Terezìn dapprima furono rinchiusi ebrei della Boemia e della Moravia, poi da tutta Europa. Ciascuno degli abitanti della città era stato condannato a morte senza saperlo, addirittura qualcuno ancora pensava che, passata la guerra, avrebbero potuto riprendere a condurre una vita normale. C’era invece chi sapeva tutto e non osava svelare il drammatico segreto a nessuno, forse per non privare quella povera gente delle loro speranze.

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