IL CORRIERE DELLA SERA DEL 15 MARZO 2011

 

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martedÌ 15 marzo 2011 anno 136 n 62 in italia euro 1,20 milano via solferino 28 tel 02 6339 servizio clienti tel 02 63797510 fondato nel 1876 squalificato ibra fuori tre giornate addio derby scudetto di alessandro bocci e alberto costa a pagina 65 www.corriere.it la mostra le capitali e i capolavori che hanno fatto l italia di stefano bucci a pagina 27 roma piazza venezia 5 tel 06 688281 investimenti comprare casa ecco cosa fare in edicola a 0,80 euro più il prezzo del quotidiano altre esplosioni nella centrale in avaria i tecnici temono la fusione forse decine di migliaia i morti dello tsunami dalla libia arrivano anche 21 barconi ap asahi shimbun toshiyuki tsunenari il giallo della nave con 1.800 a bordo roma ordina l alt giannelli tokyo invoca aiuto per i reattori vertice dei ministri europei la germania ferma i suoi piani nucleari la via francese di massimo nava cinque sbarchi in mattinata nove barconi approdati in serata e altri in arrivo giallo su un traghetto con 1.800 immigrati a bordo ondata di sbarchi in sicilia dove il tempo è in miglioramento e favorisce l afflusso dei profughi ma c è il sospetto che sia partita la ritorsione di gheddafi l assalto delle navi dei disperati a lampedusa e l isola vive la sua giornata più difficile dall inizio della crisi libica da pagina 12 a pagina 15 roma ordina l alt lo choc ha mutato affari e contatti con i politici 35 arresti geografia e anime ndrangheta a milano di marco del corona reuters yuriko nakao i poste italiane sped in a.p d.l 353/2003 conv l 46/2004 art 1 c1 dcb milano l premio nobel elias canetti invitava a diffidare degli uomini che sanno tutto e che mostrano di crederci dopo il disastro di fukushima è del tutto naturale dubitare di quanti esperti a vario titolo proclamano ai quattro venti la sicurezza assoluta dell energia nucleare e considerano la tragedia giapponese come un evento irripetibile in altri angoli della terra per costoro le «conseguenze nucleari» sarebbero tollerabili e non varrebbero nemmeno una discussione ma non è letteratura apocalittica interrogarsi sul senso di tutto o constatare come in ogni cittadino a qualsiasi latitudine le certezze scientifiche e la fiducia nel progresso abbiano subito una scossa sismica È questa scossa emotiva fin che si vuole che ha aperto anche in francia uno dei paesi di più collaudata tradizione nucleare con ben 58 reattori il dibattito sulla sicurezza sul rapporto fra impianti e territorio nonostante il basso rischio sismico e sull anzianità delle centrali «dobbiamo tirare le conseguenze degli avvenimenti giapponesi» hanno dichiarato i vertici di areva ed edf i colossi dell industria nucleare transalpina in germania il governo di angela merkel ha deciso la chiusura degli impianti più vecchi e di rivedere gli standard di prolungamento della vita di altri continua a pagina 55 l a geografia umana e intima del giappone è cambiata la velocità l esattezza cancellate arrivano l imponderabile il dubbio l incerto ecco frontiere nuove il «qui» dove si può stare e il «di là» proibito un cataclisma dell anima incruento ma profondo alle pagine 10 e 11 i boss si riunivano anche negli ospedali di luigi ferrarella e giangiacomo schiavi politica e giustizia altre esplosioni nella centrale di fukushima il giappone in preda all incubo nucleare sopra una ragazza contaminata dalle radiazioni «parla» con il suo cane a nihonmatsu in alto da pagina 2 a pagina 11 disperazione tra le macerie di natori tra i contaminati in attesa d antidoto di lorenzo salvia il reportage i 500 prigionieri di fukushima di giusi fasano alle pagine 2 e 3 i ntrappolati in casa a pochi chilometri dalla centrale di fukushima i cinquecento sopravvissuti al sisma e allo tsunami ora sono terrorizzati dalla minaccia delle radiazioni gni giorno una pasticca di «iodine» ioduro di potassio per proteggersi dal cancro alla tiroide marchio di fabbrica di chernobyl se esce sangue dalla bocca bisogna chiamare il medico che fa un sorriso un po così mentre lei piange in silenzio a pagina 6 o drangheta a milano affari e contatti con i politici 35 arresti i boss si riunivano negli ospedali galeazzi e niguarda in manette vecchie conoscenze delle forze dell ordine «pepè» flachi il figlio davide giuseppe romeo paolo martino riscuotevano il pizzo da concessionarie parcheggiatori commercianti dalle vittime solo silenzi alle pagine 28 e 29 il commento a pagina 55 n fini e la casa il gip archivia di lavinia di gianvito a pagina 21 «sì al crocifisso negli uffici» di m a calabrÒ a pagina 35 andrea carandini spiega l addio al consiglio superiore del ministero «lascio contro i tagli alla cultura» di andrea carandini 9 771120 498008 agli alla cultura inaccettabili lascio ho deciso di dimettermi per protesta dal consiglio superiore dei beni culturali il consiglio preservato dagli scontri della politica è diventato un luogo di dibattito istituzionale allargato ma ci stiamo allontanando dalla patria anche quella visibile fatta di paesaggio storia e arte rischiamo di perderla e non sono passate neppure cinque generazioni dalla fondazione dello stato italiano a pagina 25 conti t al nordest la proposta cinesi a lezione nell italiana silicon valley dei frigoriferi di dario di vico a pagina 44 i professionisti meno tasse e ci facciamo il welfare privato di isidoro trovato a pagina 45 10 3 1 5>

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2 primo piano martedì 15 marzo 2011 corriere della sera giappone l emergenza nucleare 550.000 dal nostro inviato fukushima cinquecento uomini donne e bambini in trappola bloccati da un muro invisibile chiusi nelle loro case nella fascia più rischiosa per le radiazioni i venti chilometri alle spalle dell impianto nucleare di fukushima i hanno sentito la forza terrificante del terremoto hanno visto l acqua arrivare dal mare aperto minacciosa come un killer hanno guardato la catastrofe passare sotto le loro finestre ma non era che l inizio non avevano messo in conto l emergenza atomica l esposizione alle radiazioni appunto la paura di dover fronteggiare un male impalpabile e silenzioso e adesso eccola qui quella sensazione spaventosa che non ti fa sentire al sicuro forse mai più i cinquecento la sentono sulla pelle sui vestiti in quel che mangiano nell aria che respirano più di tutti quanti gli altri gli irriducibili cinquecento è una stima degli amministratori locali potrebbero essere anche di più parliamo di persone che non hanno voluto abbandonare le case perché credevano che passata l onda anomala fosse finito tutto o magari perché vivono non vicinissimi alla costa e si sono sentiti salvi oppure perché cercano familiari dispersi nelle case vicino al mare gente che ha vissuto tutti questi giorni con gli occhi incollati alla tivù con le orecchie attente a megafoni lontani il consiglio sempre quello «chi vive nella zona della centrale e non ha necessità di uscire rimanga a casa il più a lungo possibile» poteva funzionare per la prima esplosione sabato ma adesso il risultato è una situazione paradossale i cinquecento sono tutti nelle loro case diventate rifugio e gabbia con il terrore delle radiazioni che possono crescere con l incubo delle esplosioni continue con il nocciolo del reattore 2 che può la grande fuga disperata dalla nube di fukushima i 500 prigionieri in casa vicino alla centrale a caccia di benzina per lasciare la città fondersi e chissà cos altro ora il mondo è concentrato sull emergenza atomica i soccorritori sono a caccia di sopravvissuti in difficoltà o assistono feriti presunti contaminati e gente che deve essere trasportata i volontari muovono macerie distribuiscono coperte cibo medicine e loro per quanto ancora saranno «prigionieri» la fuga con le bambine «io sono scappata via da lì già sabato» racconta masako una giovane madre che vive fra i 15 e i 20 chilometri dalla centrale e che ieri mattina ha cercato inutilmente di prendere un volo dall aeroporto sukagawa di fukushima a osaka dove vivono degli amici disposti a ospitarla per un po «so per certo che qualcuno è rimasto a casa anche dopo l allarme radioattivo dice io ho mollato tutto e mi sono trasferita a koryama ho paura delle radiazioni per me e per loro» indica due bambine che avranno tre-quattro anni al massimo c è la signorina della compagnia aerea che chiede un momento di attenzione una folla di mamme passeggini e biberon in bivacco davanti alle scale si avvicina al banco della compagnia e ascolta l annuncio masako torna sconsolata non è fra le fortunate in lista d attesa per osaka la grande fuga dalla regione contaminata è tutta nelle lunghe code di auto in direzione dell aeroporto sukagawa e negli accampamenti di fortuna al primo piano dello scalo qualcuno distribuisce coperte e cibo facce stanche vanno e vengono in file ordinate e opposte come formichine e sulla pista oltre il vetro è un continuo decollare di elicotteri militari «all inizio mi sono detto saranno i giornali e le televisioni a esagerare » spiega un ragazzo di nome yutaka abbarbicato alla sua fidanzata davanti al settore imbarchi «ma ogni giorno va peggio non ci credo più che siamo tutti fuori pericolo e vado in vacanza per un bel po di giorni meglio stare lontano dalle radiazioni » inutile chiedere aiuto a tassisti e autisti per cambiare aria nemmeno con un offerta extra-tassametro che in altri tempi non avrebbe temuto rifiuto non si accettano corse lunghe punto e basta «soltanto pochi chilometri è la risposta ripetuta come una litania perché non c è benzina e forse non ce ne sarà nei prossimi giorni non voglio rischiare di rimanere a piedi» le code alle stazioni di servizio di fukushima ma anche più a nord da sendai a miyako crescono con la paura di nuove esplosioni alla centrale nucleare e con l idea che «è bene avere a casa un po di benzina di riserva non si sa mai» come racconta per tutti l impiegato masao watanabe mentre armeggia controlli personale medico controlla il livello di radiazioni su una donna e sul suo bambino vicino a fukushima sopra giapponesi in coda a nihonmatsu epa

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corriere della sera martedì 15 marzo 2011 primo piano 3 i giapponesi evacuati dalle zone di residenza per gli effetti del terremoto e dello tsunami che hanno devastato interi villaggi sarebbero invece ancora 30.000 i cittadini che continuano a vivere nelle aree distrutte dal sisma radiazioni la portaerei americana lascia l area più esposta l inchino del vicepresidente il vicepresidente della tokyo electric power sakae muto si inchina durante la conferenza stampa al quartier generale della società che gestisce l impianto di fukushima ap con un paio di taniche rosse nel bagagliaio «noi siamo più preparati di voi europei alle emergenze assicura ma stavolta è diverso» stavolta c è il rischio atomico che atterrisce che rende tutti più vulnerabili e visto da fukushima quel rischio sembra un essere mostruoso in agguato dietro l angolo «e se scoppiasse tutto davvero?» «dobbiamo scappare da qui?» gli scenari raccontati alla tv «che succede quando esplode il nocciolo?» gruppi di persone sconosciute si trovano davanti agli schermi tivù di bar alberghi distributori si scambiano domande alle quali nes suno sa rispondere spesso nemmeno gli esperti in studio sono incantati da immagini e commenti sul disastro nazionale quali che siano ieri è toccato alle barre di combustibile del reattore n° 2 mostrate mentre facevano il loro dovere in un liquido dai riflessi azzurri molti mesi fa la voce fuori campo diceva che la situazione è grave che il rischio di una fuoriuscita di materiale altamente radioattivo è «purtroppo reale» e che tokyo ha chiesto aiuto agli stati uniti per uscire da questa crisi senza precedenti alla fine del servizio il gelo non una parola né più domande come all inizio o un commento per sdrammatizzare il gruppo degli sconosciuti si scioglie così come si era formato e ciascuno si allontana per con to proprio a testa bassa salvare il salvabile è una specie di scommessa a questo punto una corsa contro il tempo che in molti danno già per perduta la possibilità di dover rimanere a casa a lungo per non esporsi alla radioattività fa crescere la paura di non avere abbastanza riserve alimentari e per di più la mancanza di connessioni stradali e ferroviarie fra la zona del disastro e il resto del paese rende difficili gli arrivi delle normali derrate alimentari così davanti a qualche supermercato fra koryama e fukushima si cominciano a vedere le file di persone soprattutto donne che fanno scorte fuori misura per fronteggiare un eventuale emergenza più emergenza di adesso il tormento delle scosse tutto questo mentre le scosse di assestamento sono un tormento continuo in alcuni casi vanno oltre i 5-6 gradi della scala richter e scuotono edifici già compromessi che stanno in piedi per sbaglio «praticamente è come vivere dondolando» tenta di spiegare al telefono il soldato takeshi a chissà quale amico lontano da qui «basta non pensarci sennò ti viene voglia di scappare» file lunghissime di ragazzi come lui in mimetica su mezzi militari si contendono le poche strade agibili con i vigili del fuoco e i loro camion rossi o i minivan affittati dai gruppi di soccorso delle orga io sono fuggita subito ho paura per me e per le mie bambine tutti davanti alla tv ma che succede se esplode il nocciolo nizzazioni non governative gli sfollati arrivano con le facce smarrite tutt al più con un sacchetto fra le mani e nient altro «È già tanto aver salvato la pelle questo è tutto quello che ho e va bene così» dice ken endo un vecchio arrivato a fukushima con un gruppo di soccorritori coreani e che ora cerca di andare verso sud da un parente e soprattutto lontano dal veleno nucleare si mette in coda per ricevere la solita coperta giallo-arancio e un pugno di riso cotto passerà la notte in uno dei centri di accoglienza e domani si vedrà per adesso guarda il cielo un po nuvoloso e ormai quasi buio quando la notte scende sulla centrale di fukushima e sul giappone le televisioni mostrano un altra immagine sensazionale di questo drammatico spettacolo mondiale le zone buie del blackout annunciato dal governo per far fronte alle ridotte risorse di energia elettrica si vede il centro di tokyo con mille luci infilate l una accanto all altra come perle e si vede tutt attorno una distesa immensa di buio interrotta soltanto da qualche lucina qua e là ken il vecchio fa in tempo a dare un occhiata a quell immagine che sembra un cielo con poche stelle caduto attorno al centro della capitale «certo suggerisce a uno dei ragazzi che lo ha portato fin qui fossi in te scapperei il più lontano possibile» diciassette marinai a bordo della portaerei americana ronald reagan sono stati colpiti da radiazioni nucleari la radioattività è stata captata al termine delle missioni che stanno svolgendo a bordo di tre elicotteri tutti sono stati immediatamente soccorsi si sono lavati a fondo e le loro divise sono state distrutte anche gli elicotteri sono stati decontaminati e in uno di questi è stata rilevata la presenza di cesio 137 e iodio 121 per effettuare le operazioni di decontaminazione la portaerei reagan ha sospeso le operazioni di soccorso allontanandosi dall area di fukushima dopo alcune ore la portaerei ha ripreso la sua missione di soccorso i diciassette marinai sarebbero stati esposti a un livello di radiazioni pari al doppio di quello che si verifica normalmente in un mese la marina degli stati uniti sta trasportando alimenti e persone nella zona del disastro e la ronald reagan è stata la prima imbarcazione usa a partire per offrire aiuto alla popolazione giapponese altre squadre di soccorso provenienti da quaranta paesi sono arrivate ieri «al momento c è pochissima elettricità e non c è acqua racconta un soccorritore di medici senza frontiere e le persone hanno bisogno anche di cibo e coperte» © riproduzione riservata giusi fasano © riproduzione riservata cagliari con tutta la sardegna che ti aspetti ti aspetta vola a cagliari la sardegna più bella calda dolce ed accogliente è al sud dove le brezze sono cariche dei profumi dei gelsomini e dei lentischi dove i fenicotteri danzano leggeri sulle acque degli stagni ed il cielo colora il mare di azzurro la sardegna del sud vi aspetta per maggiori informazioni scrivi a infoturismo@provincia.cagliari.it solo andata da 15 ,99 assessora o sviluppo economico attività produttive e turismo prenota entro la mezzanotte del 17.03.11 tasse e spese incluse viaggia ad aprile e maggio offerta valida per viaggiare nei seguenti giorni lunedì-giovedì soggetto a disponibilità termini e condizioni per ulteriori informazioni visitare il sito ryanair.com spese opzionali escluse partenze da milano orio al serio

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4 prodotto e distribuito da t r s evolution spa tel +39 059 421511 www trussardi com martedì 15 marzo 2011 corriere della sera

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corriere della sera martedì 15 marzo 2011 primo piano 5 giappone l emergenza nucleare 55 i reattori nucleari attivi in giappone nel mondo esistono 443 reattori nucleari in trenta paesi che forniscono circa il 14 per cento dell elettricità del pianeta esplosioni nella centrale barre scoperte nei reattori il giappone chiede aiuto agli usa e all agenzia atomica dal nostro inviato le parole nocciolo È l elemento centrale dell impianto nucleare contiene le barre di uranio nelle quali vengono inserite quelle di grafite che regolano la reazione nucleare nelle centrali moderne il nocciolo si trova in un contenitore l incidente più temuto in un reattore è la cosidetta «fusione» grafite sono di grafite le barre che inserite nel nocciolo servono a tenere sotto controllo il numero dei neutroni che si producono durante la reazione a catena regolano la generazione del calore che rilasciato a un liquido di refrigerazione lo converte in vapore facendo girare le turbine per generare l elettricità tokyo È una questione di centimetri quella che potrebbe decidere il futuro del giappone nel reattore numero due della centrale di fukushima il livello dell acqua di mare usata come liquido di raffreddamento è sceso fino a quota zero le barre di uranio ha reso noto la tepco la tokyo electric power company che gestisce l impianto sarebbero rimaste scoperte per due ore e mezzo e avrebbero cominciato il processo di fusione e intorno alle 22.10 di ieri le 6 del mattino in giappone nel reattore «si è verificata una grossa esplosione» la terza da quando il sisma ha colpito la struttura lo scoppio nell unità 2 è avvenuto vicino alla vasca di abbattimento della pressione per la gabbia di contenimento del «nocciolo» del reattore i primi controlli hanno rilevato un danneggiamento alla vasca stessa per gli esperti le due esplosioni di idrogeno verificatesi sabato e domenica nei reattori 1 e 3 farebbero pensare che anche in essi le barre siano rimaste scoperte ma questa sarebbe la prima volta che viene danneggiato il contenitore del nocciolo proprio grazie alla resistenza della calotta in cemento armato a protezione del nucleo dei primi due reattori almeno secondo le comunicazioni ufficiali del governo giapponese il livello di radiazioni registrato vicino alla centrale risultava ieri solo di 1557,5 microsievert mille volte più basso rispetto alla soglia dei primi danni biologici acuti ma già dopo la terza esplosione alle 8 e 31 del mattino mezzanotte e mezzo in italia la stessa tepco scosse e bilancio ieri è stata registrata una scossa di magnitudo 6,2 più alta di quella del terremoto dell aquila registrava un tasso di 8.217 microsieverts solo 40 minuti prima il livello era fermo a 1.941 l authority francese per la sicurezza nucleare ritiene che l incidente di fukushima sia più grave di quello di three mile island negli usa del 1979 e che l attuale livello 4 attribuito dai giapponesi debba essere elevato al livello 5 o anche al 6 di una scala internazionale che va da zero a 7 e greenpeace rincara la dose sostenendo che la tepco nascose «almeno tre incidenti» tra il 1980 e il 1990 le autorità nipponiche secondo la bbc hanno chiesto ufficialmente aiuto agli esperti dell aiea l agenzia atomica internazionale e la nuclear regulatory commission americana ha fatto sapere che il governo di tokyo ha chiesto formalmente anche l aiuto degli usa per raffreddare i reattori danneggiati l unica buona notizia ieri è arrivata dalla altre due centrali entrate in allarme due giorni fa negli impianti di onagawa e tokai il sistema di raffreddamento è tornato in funzione lo sciame sismico invece non si ferma ieri un altra scossa che solo in giappone possono definire di assestamento magnitudo 6,2 mezzo grado in più rispetto al terremoto che due anni fa ha distrutto l aquila non c è stato nemmeno un ferito solo il blocco dei treni e della metropolitana di tokyo e stavolta il mare ci ha risparmiato un altro tsunami l ultimo bilancio parla di 5 mila tra morti e dispersi ma è chiaro a tutti che si tratta di un numero parziale dopo il blocco di diverse centrali e la distruzione di buona parte della rete di distribuzione il premier naoto kan ha chiesto ai giapponesi di ridurre al minimo il consumo di elettricità proprio ieri è cominciata la serie di black out programmati e a scacchiera previsti fino alla fine del mese di aprile anche l imperatore akihito resterà al buio è stato lui stesso a chiedere di non fare eccezioni per le sue residenze l sal © riproduzione riservata raffreddamento economia la borsa riapre un tonfo come liquido di raffreddamento originariamente era usato un gas adesso generalmente è usata dell acqua leggera o pesante ma in futuro saranno utilizzati un sale liquido o un metallo liquido il liquido assorbe il calore dal reattore e lo trasmette all acqua nelle turbine che producono l elettricità da honda a sony i big si fermano milano terremoto e tsunami che hanno devastato il giappone hanno mandato a picco la borsa di tokyo e trascinato al ribasso anche wall street e le piazze europee nel primo giorno di contrattazioni dopo la tragedia che venerdì scorso ha colpito il sol levante l indice nikkei ha chiuso a -6,18 per cento con un tonfo nella seconda parte della seduta dopo la diffusione della notizia sulle esplosioni a fukushima la peggiore perdita degli ultimi due anni che ha bruciato 633,4 punti chiudendo a quota 9.620,49 nonostante l intervento straordinario della banca centrale del giappone boj che ha immesso 15 mila miliardi di yen più di 131 miliardi di euro un iniezione di liquidità attuata in tre fasi per fermare la caduta della borsa e cercare di rassicurare i mercati a crollare soprattutto i titoli automobilistici elettronici e delle raffinerie le azioni cioè delle aziende costrette a chiudere i battenti dopo il sisma la reazione «emotiva» della borsa era prevedibile e in qualche modo attesa ma ora è forte la preoccupazione oltre che per la tragedia umana sulle conseguenze per l economia reale già su un percorso di fragile ripresa economica e alle prese con una persistente deflazione lo avevano detto subito sia gli analisti della banca d affari nomura sia yasuo le cifre yamamoto senior economist del mizuho research institute la toyota ha chiuso di tokyo l area più colpita dal dodici stabilimenti con sisma a circa 300 chilometri a una perdita al giorno di nord-est della capitale è ricca 72 milioni di dollari di industrie chimiche automobilistiche e tecnologiche che generano circa il 2 del pil e il forzato blocco della produzione oltre ai gravi danni subiti peserà sull economia nazionale lo stop delle centrali nucleari e il razionamento dell energia elettrica oltre che sulla vita delle persone ha pesanti ripercussioni anche sulla produzione il colosso automobilistico toyota ha annunciato la chiusura di tutti i suoi impianti di produzione in giappone 12 fino a domani con una perdita calcolata in 72 milioni di dollari al giorno stessa sorte per nissan 4 impianti che ha anche subito danni alla fabbrica di tochigi chiusa la honda a eccezione di un sito nel sud del paese molte società non apriranno a causa del blackout altre perché i lavoratori sono tra le decine di migliaia di sfollati da glaxosmithkline a jsr da nestlé a sapporo breweries ltd nel nord i due stabilimenti della panasonic non possono aprire mancano acqua ed elettricità lo stesso per sony e toshiba accanto all emergenza è scattata anche la solidarietà honda nissan e mazda hanno stanziato 360 milioni di yen oltre 3 milioni di euro a sostegno delle popolazioni colpite dalla catastrofe fissione la fissione nucleare è una reazione nucleare in cui il nucleo di un elemento pesante ad esempio l uranio-235 o il plutonio-239 decade in frammenti di minori dimensioni può essere spontanea o indotta tramite bombardamento di neutroni È il procedimento usato nelle centrali attualmente in funzione nel mondo scala ines È la scala internazionale di gravità degli incidenti nucleari adottata dall agenzia internazionale per l energia atomica che va da 0 a 7 l incidente di three mile island negli usa nel 1979 è stato un evento di livello 5 quello di cernobyl 7 in ucraina nel 1986 e fukushima al momento è di livello 4 antonia jacchia © riproduzione riservata

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6 primo piano martedì 15 marzo 2011 corriere della sera giappone l emergenza nucleare 160 i ricoverati nella categoria due quella dei pazienti «in osservazione» per i quali non si sa ancora se le radiazioni abbiano fatto danni seri oppure no in corsia tra i contaminati «dateci donatori» non si trova midollo per i casi gravi a chi sta meglio il medico dispensa pillole allo iodio dal nostro inviato kumagaya il dottor matsuo yasunari tira fuori la scatola come fossero caramelle per la gola e fa un sorriso un po così «iodine» dice l etichetta azzurra iodio ad alta concentrazione la prima è una donna con il cappotto ancora sporco di fango prende il pacchetto dalle mani del medico guarda a terra mentre lui le dice che deve mandare giù una pasticca al giorno e di chiamarlo se le dovesse uscire il sangue dalla bocca solo alla fine lei si arrende a un pianto silenzioso e si volta verso la fila di persone che il dottore sta per accogliere con lo stesso sorriso una lunga strada deserta per arrivarci un muro di cinta alto tre metri militari di ronda telefonini sequestrati all ingresso sembra una caserma l ospedale alla periferia di kumagaya una cinquantina di chilometri da tokyo in questo palazzone bianco di sette piani è arrivata buona parte dei profughi di fukushima scampati al terremoto e allo tsunami ma non alla contaminazione nucleare le persone in coda davanti al sorriso del dottor yasunari appartengono alla categoria numero uno secondo la classificazione della disaster management agency di tokyo sono le più fortunate arrivate qui perché erano vicino alla centrale nella zona adesso evacuata ma senza sintomi o radiazioni importanti rilevate sul corpo o sui vestiti lo iodio lo prendono radiazioni qui sopra sospetti contaminati a futaba di fianco medici a ishinomaki a scopo preventivo per proteggersi dal cancro alla tiroide marchio di fabbrica di chernobyl qui nell ospedale di kumagaya però ci sono anche due persone che le radiazioni le hanno prese di sicuro categoria numero tre isolamento «stiamo cercando dei donatori di midollo osseo dice il dottor yasunari ma non è facile» serve un parente di primo grado di solito un fratello o un genitore «e i parenti stretti di queste due persone erano anche loro tutti vicini alla centrale» come gennosuke fratello maggiore del paziente numero 3/1 che blocca il dottore vicino al portone dell ospedale «la mattina dell esplosione racconta eravamo rimasti tutti in casa proprio perché avevamo paura della nube tossica invece fumiaki mio fratello è voluto uscire perché dopo il terremoto non e o coo ef c riflette i raggi del sole 800 012022 era più riuscito a parlare con la fidanzata» lei l hanno ritrovata ieri sta bene si era rifugiata in una scuola «ma adesso dottore che cosa succederà a mio fratello?» È una delle mille domande senza risposta che devi sentire in questi giorni in giappone senza trapianto spiegano i medici è molto difficile curare chi è stato contaminato in modo grave non si possono eliminare gli effetti delle radiazioni ma solo arginare i sintomi l aiutante del dottor yasunari li elenca meticolosamente «nausea continua caduta di capelli e peli perdita di sangue dalla bocca emorragie sotto la pelle » per fortuna si avvicina il parente di un altra persona arrivata da fukushima denbe è venuto a chiedere notizie di sua sorella ufficialmente lei non è contaminata la misurazione fatta tre volte dagli uomini con la tuta bianca e la mascherina ha dato un valore più alto del normale ma sotto la soglia di sicurezza solo che lei ha detto di aver perso del sangue dal naso di aver vomitato più volte due campanelli d allarme e per questo è stata ricoverata come categoria numero due pazienti in osservazione in tutto sono 38 i pazienti nelle sue condizioni qui nell ospedale di kumagaya in tutto il giappone sono 160 anche se i controlli andranno avanti ancora per giorni «non capisco non capisco» ripete denbe «fino a quando sono arrivati i soccorsi siamo stati sempre chiusi in casa con le serrande abbas prevenzione pillole allo iodio proteggono la tiroide dal rischio tumore da radiazioni una buona doccia lavare la pelle esposta riduce la quantità di radiazioni cibi da evitare vegetali a foglia larga carne e latte di animali allevati con tali vegetali sate seduti davanti alla tv per capire cosa stava succedendo perché lei sarebbe stata contaminata e io no?» un altra di quelle domande senza risposta e si capisce che la paura non è solo per la sorella ma anche per se stesso ci siamo fermati troppo davanti a questa porta si avvicinano i soldati dicono che questa è una «military area» sono ammessi solo i medici i ricoverati e i loro parenti baiko il dottore che mi ha fatto entrare stamattina ripete la sua bugia sono un suo collaboratore arrivato dall olanda ormai non ci crede nessuno ma basta per recuperare il cellulare ci vediamo in città per un caffè saliamo al sesto piano di un hotel proprio quando arriva la scossa più forte della giornata le tazze finiscono per terra il palazzo ondeggia per un minuto la cosa più impressionante è il rumore «sono molto preoccupato» fa lui ma come il terremoto la spaventa più delle radiazioni «no ho letto che vogliono annullare i campionati mondiali di pattinaggio artistico dovevano farli a tokyo la settimana prossima mia figlia è un appassionata e le avevo promesso che l avrei portata a vedere qualcosa» adesso sorride e piange insieme «no non mi guardi così se ogni tanto non pensiamo a qualcosa di normale a quella che era la nostra vita di tutti i giorni qui diventiamo tutti pazzi» lorenzo salvia © riproduzione riservata dietrofront del sindaco renzi firenze richiama i suoi musicisti il maggio interrompe la tournée firenze dopo quattro giorni di paura e di polemiche ma anche di speranze ed emozioni con due concerti trionfali e continue richieste di restare il maggio musicale fiorentino di zubin mehta ha deciso di interrompere la tournee in giappone i 350 musicisti e tecnici partiranno probabilmente oggi con un charter noleggiato dall italia per la cina dove sarebbero dovuti arrivare la prossima settimana coro e cantanti invece torneranno in italia alcuni orchestrali dopo un assemblea infuocata avevano deciso autonomamente di lasciare il giappone e sono atterrati all aeroporto di firenze in tarda serata la decisione di interrompere il tour è stata annunciata ieri pomeriggio dal sindaco matteo renzi una marcia indietro rispetto alle dichiarazioni della mattina nelle quali si era detto favorevole al proseguimento del tour del maggio provocando polemiche «ho cambiato idea ha ammesso il sindaco perché la situazione si è aggravata e tutti gli eventi sportivi e culturali sono stati annullati anche se il governo italiano non si è espresso abbiamo scelto d accordo con la sovrintendente francesca colombo e dopo aver consultato maestro zubin mehta fino a domenica deciso a restare ndr di interrompere la tournée» renzi ha spiegato che è stato noleggiato un charter e che la partenza si presume avvenga nella giornata di domani più di mille fiorentini per lo più parenti degli orchestrali avevano firmato su facebook una petizione per interrompere subito il tour in giappone primo cittadino matteo renzi s op now zegna o marco gasperetti © riproduzione riservata

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8 primo piano martedì 15 marzo 2011 corriere della sera giappone il dibattito cogliere nel buio da eventuali altre emergenze e qualcosa dalle discussioni in corso comincia a emergere alcuni stati hanno già avviato un ripensamento sulla necessità o i rischi reali del nucleare obama è vero torna a definirlo «vitale» per l economia americana ma la germania paese che ha 17 centrali di cui alcune decisamente datate per bocca della sua cancelliera angela merkel ha già annunciato una svolta il suo parlamento aveva deciso di allungare in media di 12 anni la vita di quei reattori ma ora si spiega che quella stessa decisione è congelata per tre mesi altrettanto preoccupata la svizzera che ha sospeso i progetti di rinnovamento di alcuni suoi reattori «in attesa di norme di sicurezza più strette» gli altri stati seguono in un ventaglio di posizioni quanto mai variegate la francia è il paese che ha le centrali più sicure nicolas sarkozy presidente francese ora la germania frena sul nucleare ma sarkozy «abbandonare l atomo neanche a parlarne» i timori dell europa dal nostro corrispondente bruxelles c è anche l onda anomala della paura arriva da molto lontano dai reattori atomici del giappone e percorre in queste ore tutta l europa nei singoli paesi là dove governi come quelli tedesco e svizzero imprimono un brusco scarto o una frenata ai loro programmi nucleari e ai vertici dell unione europea dove si susseguono i vertici di emergenza fra ministri ed esperti scientifici tre le indicazioni di fondo che giungono fino a questo momento da bruxelles primo nessuna traccia di contaminazione o comunque indizio ambientale che giustifichi un allarme è stata finora riscontrata nei territori dei 27 stati secondo la ue è pronta a inviare in giappone soccorsi di ogni tipo se arriverà una richie sta in tal senso e già si preparano ospedali da campo e impianti per la depurazione dell acqua terzo ancora la ue ha chiesto la convocazione al più presto di una riunione straordinaria dell aiea l agenzia internazionale dell energia atomica sono in corso intense consultazioni anche con gli stati uniti il presidente barack obama ha detto che washington «resterà al fianco» del suo antico alleato tokyo e ha espresso fiducia nella sua capacità di superare la crisi nelle stesse ore a bruxelles si riunivano i ministri dell ambiente di tutta la ue e per oggi è convocata un altra riunione questa volta dei ministri dell energia e dei massimi esperti scientifici del settore per l italia sarà presente il direttore del centro atomico di ispra c è in tutti l ansia di capire meglio l urgenza di non farsi effetto chernobyl l austria chiede che siano sottoposte a «stress test» le centrali europee o almeno le più vecchie l italia per bocca del suo ministro dell ambiente stefania prestigiacomo assicura che seguirà gli eventi «con la massima attenzione e preoccupazione» premettendo però che «la linea del governo sul nucleare non cambia» e tacciando di «macabre speculazioni atti di sciacallaggio» le polemiche sollevate da alcuni ambientalisti la francia e la germania chiedono insieme che si discuta dell emergenza giappone al g20 e sempre la francia cioè il paese che più ha investito in tempi recenti sul nucleare definisce come «chiaramente molto grave» l incidente in giappone «non può essere escluso il rischio di una grande catastrofe» aggiunge il ministro dell ambiente nathalie kosciusko-morizet il presidente nicolas sarkozy ha comunque ribadito «di uscire dal nucleare non se ne parla nean che la francia è il paese che ha il settore nucleare più sicuro e del resto è per questo che abbiamo perso delle gare d appalto negli emirati» l austria chiede invece che vengano sottoposte a «stress test» le centrali europee o almeno quelle da più tempo in funzione vienna non ha dimenticato l allarme di chernobyl che la riguardò molto da vicino e anche nel sud dell europa questo non è certo il momento della quiete la grecia chiede che vengano disposti al più presto estesi controlli sulle centrali che più le sono vicine cioè quelle dell est un tempo nell orbita sovietica generalmente a dir poco obsolete l onda della paura partita dal mar del giappone continua la sua corsa luigi offeddu loffeddu@rcs.it © riproduzione riservata da bruxelles per l europa niente contaminazioni 1 2 3 bruxelles rassicura niente tracce di contaminazione né indizi che giustifichino allarmi pronto l invio di soccorsi la ue è pronta a inviare in giappone ospedali da campo e impianti per la depurazione dell acqua sopravvissuto un uomo spinge la sua bici tra le rovine di otsuchi la cittadina nella prefettura di iwate fra le più colpite dal terremoto 12 mila abitanti su 15 mila sono dispersi reuters/damir sagolj riunione straordinaria dell agenzia atomica chiesta una riunione straordinaria dell aiea l agenzia internazionale dell energia atomica visto da berlino anche per angela un punto di svolta di danilo taino e anche chi ha scommesso pesantemente sul nucleare ha dei ripensamenti significa che la crisi delle centrali giapponesi sarà quasi di sicuro un nuovo punto di svolta nel settore angela merkel è da sempre una politica favorevole all atomo pacifico lo scorso ottobre il governo che guida ha deciso di allungare di 12 anni in media la vita dei 17 reattori della germania la cancelliera non solo non ha mai detto «nucleare no grazie» è stata soprattutto una delle artefici del rinascimento dell industria dell atomo in corso da qualche anno ciò nonostante di fronte al rischio giapponese ora ha deciso di sospendere per tre mesi quel prolungamento perché ha spiegato a questo punto non si può andare avanti con il «business as usual» come se niente fosse cambiato frau merkel dice che la crisi nipponica «cambia tutto persino in germania abbiamo una nuova situazione e deve essere analizzata con impegno totale senza riserve e completamente solo dopo possono essere prese decisioni» a questo punto la sospensione del programma nucleare tedesco è formalmente di tre mesi ma è facile capire che la revisione dei piani sarà radicale innanzitutto almeno due centrali molto vecchie saranno fermate entro pochi giorni una in assia e una nel baden-württemberg dove a fine mese si terranno elezioni locali importantissime in secondo luogo la mobilitazione delle opposizioni politiche e dell opinione pubblica contro l energia atomica è già esplosa sabato scorso 60 mila persone sono scese per le strade vicino a stoccarda e spingerà verso l abbandono graduale del nucleare la flessibile signora merkel l ha capito immediatamente dopo fukushima il nucleare è di nuovo un industria in crisi © riproduzione riservata s

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corriere della sera martedì 15 marzo 2011 primo piano 9 sospesa la costruzione di nuovi impianti finché gli standard di sicurezza non saranno rivisti doris leuthard ministro svizzero dell energia seguiamo gli eventi con preoccupazione ma la linea sul nucleare non cambia stefania prestigiacomo ministro italiano dell ambiente in italia il voto di giugno è un passaggio politico decisivo referendum sulle centrali il governo preoccupato dopo che ha ripreso vigore il fronte contrario roma ricordate il referendum sul nucleare proposto dai dipietristi man mano che i giorni passano e la catastrofe delle centrali atomiche in giappone risveglia in estremo oriente l incubo di chernobyl quello che sembrava appena un piccolo scoglio sulla strada ancora un po dissestata del governo si trasforma in un pericoloso macigno nella maggioranza a dispetto della parola d ordine «andiamo avanti!» l imbarazzo è sempre più palpabile «confido che il referendum non si ammonti di significati ideologici» diceva il 27 gennaio il ministro dello sviluppo economico paolo romani convinto della necessità di «lanciare il nucleare in modo irreversibile» adesso invece romani sta in silenzio e non parla nemmeno berlusconi che del ritorno all energia atomica aveva fatto un pilastro della sua vittoriosa campagna elettorale del 2008 nella giornata che ha segnato il ripensamento dell europa in germania è invece la cancelliera angela merkel in persona che ci mette la faccia annunciando la decisione di riesaminare «senza alcun tabù la sicurezza delle centrali atomiche» del suo paese mentre il governo italiano si affida al ministro dell ambiente stefania prestigiacomo la quale ostenta sicurezza «i piani del governo sul nucleare non cambiano andremo avanti consapevoli che abbiamo contemplato tutte le più avanzate legislazioni dei paesi che hanno il nucleare vogliamo evitare che su una tragedia immane si pensi a fare macabre speculazioni» altra benzina sul fuoco che ha scatenato l immediata richiesta di dimissioni da parte dei verdi a rincuorare il fronte nuclearista ci prova anche il ministro della funzione pubblica renato brunetta «calma e gesso la scelta non muta il governo va avanti» sulla stessa linea già tracciata da fabrizio cicchitto «la nostra posizione è quella che è» ripete fino all ossessione il capogruppo del pdl ben sapendo di non essere portavoce di uno schieramento granitico berlusconi non parla ma non parla nemmeno umberto bossi il cui fiuto politico non è in discussione sa che nella base leghista il nucleare non è affatto popolare e chissà se oggi ripeterebbe la frase che gli era uscita non senza qualche titubanza il 21 settembre del 2008 quando gli venne chiesto un commento sull entusiasmo atomico di berlusconi «mi sento di dire che sono abbastanza d accordo » il governatore del veneto luca zaia non si nasconde dietro un dito leggere per credere «la verità è che il veneto non ha assolutamente nessuna candidatura per una centrale nucleare a dire no è il suo presidente e cioè il sottoscritto» parole queste pronunciate appena pochi giorni prima del terremoto in giappone e oggi non c è ragione per cui zaia debba aver cambiato idea ma i distinguo non sono soltanto nella lega anche il fronte più vicino al premier comincia a manifestare qualche crepa sentite che cosa ha detto ieri il portavoce del governatore della sardegna ugo cappellacci «il no del presidente della regione alla realizzazione di centrali in sardegna è netto È stato più volte ribadito e argomentato la sardegna persegue un altro modello quello delle energie rinnovabili e della green economy» amen e un «amen» ha recitato non più tardi di qualche mese fa pure il presidente della regione lombardia roberto formigoni che pure non aveva chiuso la porta al nucleare almeno in linea di principio «la lombardia ha praticamente raggiunto l autosufficienza energetica e in questo momento non ha bisogno di centrali di alcun tipo» nel popolo della libertà ancora nessuno dei critici nei confronti della scelta atomica esce allo scoperto ma è un fatto che il loro schieramento abbia ripreso decisamente coraggio fra loro per esempio i vecchi esponenti del movimento sociale che nel 1987 si erano schierati a favore del referendum come il sindaco di roma gianni alemanno che ora appoggia la presidente del lazio renata polverini restia ad accogliere centrali nella sua regione così il referendum rischia di rivelarsi un passaggio politico molto più decisivo di quanto si potesse prevedere e chi aveva fatto i suoi calcoli sulla possibilità che quella consultazione separata dalle amministrative fosse destinata al fallimento dovrà probabilmente rifarli le tappe 1963 a latina la prima centrale alla fine degli anni 50 l italia decide di dotarsi di centrali nucleari la prima viene realizzata a latina nel 1963 1987 gli italiani votano per lo stop dopo il disastro di chernobyl gli italiani votano in massa un referendum per bloccare il nucleare i siti nel mirino una panoramica di alcune delle centrali nucleari tedesche dopo la catastrofe giapponese la cancelliera angela merkel a sinistra ha annunciato la chiusura dei due impianti più vecchi reuters 2010 il governo ritorna all atomo a febbraio del 2010 il governo vara un decreto per il ritorno al nucleare di pietro presenta un referendum abrogativo sergio rizzo © riproduzione riservata nuove tecnologie i sistemi avanzati usano modi più sicuri per raffreddare la massa fluida radioattiva quando saltano tutte le misure di protezione gli impianti del futuro progettati per «contenere» la fusione milano fronteggiare il disastro lavorare sull ipotesi che ci sia un incidente e nessuno dei sistemi di sicurezza funzioni È questo l obiettivo e la sfida delle ricerche più recenti per la costruzione degli impianti nucleari «la vera novità concettuale spiega carlo lombardi per 34 anni docente di impianti nucleari al politecnico di milano e membro del consiglio scientifico dell enea è considerare l incidente severo quello che supera tutti i sistemi di protezione» in questi giorni i tecnici giapponesi stanno facendo una corsa contro il tempo per raffreddare il reattore ed evitare che il combustibile le barre di uranio del nocciolo si fondano se accadrà l unico ed estremo argine contro la dispersione di materiale radioattivo sarà la «stanza di contenimento» che ospita il reattore ha i muri di cemento armato spessi un metro e mezzo ecco gli impianti del futuro sono progettati per affrontare l eventualità peggiore con sistemi più avanzati oltre quel pesante muro di cemento due di questi impianti sono in costruzione in europa uno in finlandia l altro in francia la centrale giapponese di fukushima è in attività dal 1971 ed è uno dei primi impianti al mondo di «seconda generazione» antecedente alla centrale di caorso oggi siamo oltre la «terza generazione» la situazione limite la fusione che sembra stia in parte avvenendo a fukushima viene affrontata in due modi alternativi il primo è quello dell epr european pressurized reactor «se il combustibile si fonde spiega lombardi si deposita sul fondo del recipiente a pressione lo perfora ed esce nella parte sottostante considerate che questo processo avviene a una temperatura di 2.700 gradi l idea è quella di mettere lì sotto un crogiolo e cioè una sorta di recipiente che raccolga la massa fluida radioattiva e la distribuisca su una superficie di metallo ampia circa 200 metri quadrati permettendo il raffreddamento del nocciolo fuso» ciò sarebbe necessario se i 4 sistemi di sicurezza indipendenti del reattore epr andassero tutti fuori uso dovrebbe essere questo il tipo di impianto previsto per alcune delle centrali italiane sembra però che con il ritorno al nucleare il nostro paese dovrebbe dotarsi di entrambe le tecnologie anche quella dell ap1000 westinghouse su cui ora si stanno orientando gli stati uniti e la cina pure questo secondo sistema prevede l eventualità di un incidente severo che verrebbe però affrontato mantenendo il combustibile fuso all interno del proprio recipiente evitando la perforazione «si prevede di allagare completamente la cavità spiega lombardi con dei sistemi passivi sostanzialmente con delle valvole che si aprono senza bisogno di elettricità» a questo punto il recipiente con le barre di uranio fuso rimarrebbe immerso in una sorta di piscina l acqua bollirebbe pian piano e sarebbe di continuo reintegrata attraverso enormi serbatoi per arrivare al raffreddamento il traguardo che ora nella centrale giapponese stanno cercando di ottenere con vecchi sistemi ed enormi difficoltà «È questo l elemento concettualmente davvero innovativo aggiunge l ingegnere nucleare mantenere l eventuale fusione dentro quel guscio d acciaio spesso oltre 20 centimetri raffreddandolo dall esterno» l incidente di fukushima proprio per l anzianità dell impianto che ha più di 40 anni non ha molto da «insegnare» ai progettisti di oggi quelle tecnologie sono state più che superate da anni «ma nonostante questo conclude lombardi quegli impianti hanno resistito a uno dei terremoti più devastanti della storia semmai in europa c è un altro problema manca un agenzia per la sicurezza nucleare unificata non che questo implichi un abbassamento degli standard ma di certo un approccio unitario europeo sarebbe auspicabile» gianni santucci © riproduzione riservata

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10 primo piano martedì 15 marzo 2011 corriere della sera giappone il paesaggio lo shinkansen il treno superveloce giapponese resiste allo tsunami e ai reattori che si schiantano almeno lungo la costa occidentale a bordo funzionano i riti di sempre a iniziare dalla scatola «bento» con il pasto completo per un passeggero yamagata giappone la geografia del giappone è cambiata non quella della sponda est dell isola di honshu dove acqua e terra si sono scambiate le parti dove una costa non è né sarà mai più quella che era ancora venerdì mattina e la geografia umana e intima di un paese a esser cambiata la velocità l esattezza cancellate arrivano l imponderabile il dubbio l incerto in un paese insulare ecco frontiere nuove il «qui» dove si può stare e il «di là» proibito un cataclisma dell anima incruento ma profondo perché se persino l aeroporto di una megalopoli come tokyo invece di collegarla al mondo la separa vuol dire che davvero tutto è sottosopra all indomani questo era narita un falso attracco difficilissimo lasciare lo scalo affollato di viaggiatori bivaccanti i carrelli messi in cerchio a delimitare pozze dell acqua che colava dal soffitto in direzione della città meglio allora puntare verso il margine meridionale dello tsunami il promontorio di choshi spalle a tokyo a choshi l acqua è penetrata per mezzo chilometro sulla terraferma ma la metamorfosi di un lembo di giappone è più vasta interrotti a pochi chilometri le ferrovie da e per la città chiuse le autostrade le auto si sono riversate sulle strade viaggio lungo la frontiera invisibile che ha spezzato in due il paese dal nostro inviato sulla costa ovest resiste ostinato il «vecchio» giappone ma a nord di tokyo è stato inghiottito per sempre secondarie della cintura metropolitana creando un reticolo di intasamenti unico scampo stradine minime sorprendentemente agresti affiancate da ciuffi d alberi e santuari shinto poi subito di nuovo la declinante modernità di chiba dove la raffineria della cosmo oil s era accesa come una torcia alimentando leggende metropolitane in questo è sempre il solito giappone sull opportunità di uscire con impermeabile e ombrello per scampare improbabili piogge tossiche a nord di tokyo si stende un confine quasi invalicabile i collegamenti mozzati e il traffico rendono l avanzata verso le zone più investite dallo tsunami una missione laboriosa i treni metropolitani escono appena dalla città poi è tutto un saltare di taxi in taxi fino a mito che è già quasi terra di nessuno dopo la quale manca ogni cosa la benzina l elettricità la copertura dei cellulari e il coraggio degli autisti ancora più sopra è l area dei reattori di fukushima a tagliare la strada verso sendai e le coste intorno all epicentro l allarme nucleare divide l isola l area off limits rischia di diventare un invisibile voragine e se un amico straniero con moglie giapponese incinta pianta tutto e tutti per volare «in vacanza» a fukuoka «per qualche giorno soltanto » a sud allora forse la paura di un ipotetica nube contaminante ha già irradiato lo stato d animo delle persone tre giorni attraverso il giappone post tsunami rivelano fenditure in abitudini diventate riti gli impiegati in abito scuro si portano dietro il valigino con gli abiti stavolta a lasciarli fuori di casa potrebbe essere il terremoto e non una bevuta di troppo ma a ogni passo il terremoto caccia fuori la testa i cambi treno/taxi per aggirare improvvisi blocchi tre ore in auto per fare 25 chilometri e nell alberghetto di tsuchiura un decimo piano dove si oscilla ogni notte il bagno con bicchiere sapone asciugamano sul pavimento segno che da prima del sisma nessuno ha aperto quella porta e quegli oggetti erano state le scosse a gettarli a terra non tutte le certezze evaporano lo shinkansen resiste allo tsunami e ai reattori che si schian 3 ore il tempo impiegato per percorrere in automobile 25 chilometri nel giappone post-tsunami 13 le tappe percorse in tre giorni nel paese post-tsunami per arrivare dallo scalo di tokyo alle zone più colpite passando da ovest acqua e petrolio barche affondate a fudai nel nord ap appello di «save the children» «almeno 100 mila i bambini sfollati» È proprio vero le rughe sono un segno di bellezza tokyo sono almeno 100 mila i bambini sfollati dopo il sisma e lo tsunami secondo l organizzazione «save the children» che ha lanciato un appello per la raccolta di 5 milioni di dollari per aiutarli più di mezzo milione in totale le persone sfollate e che hanno trovato un riparo nei 2.025 centri di evacuazione molti senza acqua ed elettricità anche il resto della popolazione rende noto la ong continua a vivere in condizioni precarie secondo le fonti ufficiali ben 2,6 milioni di persone vivono in case senza elettricità 2,6 milioni senza il gas e 1,4 milioni senza acqua famiglia un padre ritrova la figlia di 4 mesi dopo il sisma ap/yomiuri shimbun l ambasciatore a tokyo «rintracciati i 29 italiani nella zona a rischio» tokyo sono stati rintracciati tutti gli italiani che si trovavano nelle zone più devastate dallo tsunami «i 29 italiani sono stati identificati e stanno tutti bene e al sicuro» ha detto ieri l ambasciatore italiano a tokyo vincenzo petrone su sky tg24 mentre permane l avviso della farnesina che «sconsiglia di intraprendere viaggi in giappone per ragioni non strettamente necessarie ed urgenti» la cellula di pronta assistenza dell ambasciata cercava ieri di facilitare l imbarco sui voli alitalia dei connazionali che intendono rientrare a casa la bellezza quella vera ha anche un anima noi di poltrona frau la pensiamo così ecco perché da bellezza uella vera ensiamo erch sempre ci affidiamo alle mani esperte dei nostri artigiani che seguono le principali fasi di lavorazione e scelgono i materiali più pregiati solo così possiamo offrirvi ogni volta la migliore qualità italiana poltrona frau l intelligenza delle mani vanity fair archivio poltrona frau colore sc 126 www.poltronafrau.com appello un uomo cammina vicino alla scritta «cibo» nella prefettura di iwate ap

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corriere della sera martedì 15 marzo 2011 primo piano 11 la città cancellata la località costiera di minamisanriku prima sopra e dopo lo tsunami evacuata una donna con il gatto evacuata dall area di fukushima ap tano almeno lungo la costa occidentale i giornali che si vedono leggere hanno tutti le stesse foto spesso il titolo in negativo caratteri bianchi su fondo nero solo a bordo i giornali non si vedono più ricominciano i riti appunto libro scatola «bento» con il pranzo l ipnosi itinerante dei telefonini con cuffiette lungo la costa ovest il nord diventa una destinazione possibile niigata non è che un passaggio un treno rapido socchiude la provincia profonda l altro giappone che rimane ostinato dove tokyo non tornerà mai più colline innevate a sinistra a destra onde violente e scogli neri ma non è il mare dello tsunami a tsuruoka un enorme carillon accoglie i viaggiatori un cielo bianco e vicinissimo ricorda che qui le montagne scendono dirette fino al mare la strada serpeggia nella neve muraglie che ibernano il paesaggio sull altro versante della dorsale yamagata la strada principale è anima ta di ristoranti la città appare sostanzialmente intatta il resto è una desolazione prodotta dalla miscela di terremoto leggi evacuazioni gente che ha preferito andare via per un po accertamenti sugli edifici provincia freddo provincia a sera la stazione rimane aperta ed è una visione paradossale perché è una stazione senza treni chiusa pannelli di carta come dazibao avvertono che non si viaggia né in ingresso né in uscita una mappa dell isola tracciata in pen cataclisma dell anima È la geografia umana e intima di un paese a essere cambiata la velocità l esattezza cancellate arrivano l imponderabile il dubbio l incerto narello mostra con tratti neri le ferrovie funzionanti in rosso quelle sospese studenti vagano alla ricerca di qualcosa di caldo per una lunga attesa un impeccabile capotreno senza treni dà consigli il giappone a orologeria qui non esiste o non esiste più a una cinquantina di chilometri da sendai la città dello tsunami ecco alla stazione di yamagata un giappone affannato e dubbioso lo stesso che si interroga sulla prontezza dei soccorsi sulla trasparenza delle informazioni sui reattori di fukushima ma un paese che la sera manda un capotreno in una stazione vuota a rispondere alle richieste di fuorisede che vogliono partire lontano dal terremoto e il capotreno indica parla dà una mano ha già un antidoto perché lo tsunami non lo divori veramente marco del corona © riproduzione riservata

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12 martedì 15 marzo 2011 corriere della sera esteri gheddafi ha perso la sua legittimità ed occorre che si faccia da parte barack obama presidente usa parigi tedeschi e russi contrari alla proposta di francesi e inglesi il ministro degli esteri italiano «coinvolgere la lega araba» il g8 rinvia la no-fly zone alle nazioni unite frattini «sulla libia posizioni differenti ora tocca al consiglio di sicurezza» dal nostro inviato intervista formigoni parigi mentre in libia muammar el gheddafi riconquista terreno e schiaccia gli insorti i sette paesi più industrializzati del mondo con l aggiunta della russia sono riusciti a mettersi d accordo sull allungare i tempi delle consultazioni su che cosa fare ieri sera a parigi le richieste britanniche e francesi di imporre un blocco dei voli militari con i quali il colonnello può bombardare quanti si oppongono al suo ultraquarantennale regime non sembrano aver superato l esame dei ministri degli esteri del g8 nel riferire sul pranzo con i colleghi aperto da una sua relazione l italiano franco frattini ha spiegato che in risposta al consenso dato sabato dalla lega araba alla no-fly zone gli otto hanno domandato a questa organizzazione di stati con 22 membri «se e quali misure» potrebbero prevedere un suo «eventuale coinvolgimento non soltanto consenso» il tutto in vista di una nuova riunione del consiglio di sicurezza dell onu da te «gli interventisti vogliono togliere al nostro paese la sua influenza» a parigi il segretario di stato usa hillary clinton tra le guardie del corpo ap/paul j richards senza leader «la libia di oggi è quello che sarà il mondo di domani senza una leadership americana» così ieri il wall street journal bocciava senza appello il mancato intervento di obama a sostegno dei rivoltosi in libia nersi forse «entro la settimana» ministro è stato chiesto in sostanza a frattini non crede che l opposizione libica potrebbe non esistere più «noi pensiamo che tutti debbano assumere le loro responsabilità in un quadro multilaterale» ha affermato il titolare della farnesina «non possiamo immaginare che le responsabilità gravi per un operazione seria possano essere assunte so lo da un gruppo di paesi» ha continuato in mattinata frattini aveva dichiarato che «l unica soluzione in libia è un cessate il fuoco immediato che si accompagni a una misura internazionale» di sera pur ribadendo l obiettivo ha riconosciuto che «il regime ha rifiutato tutti gli appelli» È stata una delle ultime scene di una giornata nella quale il colonnello ha dimostrato di affrontare l insurrezione con un ventaglio di abilità tattiche ben più ampio di quello adottato prima di crollare dai presidenti tunisino ben ali ed egiziano hosni mubarak oltre a quelle militari capacità di pressione economica di lavorio sulle divisioni tra gli altri stati il consiglio di sicurezza non ha trovato un accordo sulla no-fly zone alle obiezioni cinesi si sono aggiunte richieste di chiarimenti russe e canadesi difficile che questo non abbia a vedere anche con un incontro reso noto a tripoli dall agenzia jana gheddafi domenica ha ricevuto gli ambasciatori di russia cina e india per un «invito alle compagnie dei tre paesi a sfruttare il pe milano a dividere il fronte occidentale sono banalmente opposti interessi «francia e gran bretagna hanno scommesso sulla vittoria degli insorti avverte roberto formigoni vogliono accreditarsi come i più interventisti nella speranza anche di scalzare l italia dalla sua posizione privilegiata nell area» da presidente della regione lombardia «che non è bagnata dal mare ma si sente mediterranea» e soprattutto da uomo politico di grande esperienza anche lungo la sponda sud formigoni difende la «linea della prudenza» del governo berlusconi e critica chi washington parigi e londra in testa spinge per un ingresso in campo contro le forze di gheddafi perché è così decisamente contrario a ogni azione politico-militare «io metto in guardia contro i rischi di un intervento diretto della comunità internazionale che sia nato onu o g8 stiamo parlando del mondo arabo dove il pericolo di buttare un cerino in un deposito di benzina è altissimo un intervento armato potrebbe essere preso a pretesto dagli estremisti dalla stessa al qaeda per 2003 roberto formigoni con saif gheddafi a tripoli per la missione istituzionale della lombardia il blocco a roma la banca d italia ha commissariato l ubae banca di tripoli in funzione dal 1972 trolio libico» a roma la banca d italia ha commissariato l ubae banca di tripoli in funzione dal 1972 ma a parigi hillary clinton ha trascorso mezza giornata senza lasciar capire quali dissidenti libici avrebbe incontrato nella nato il blocco dei voli è stato contrastato dalla turchia partner economico di tripoli in gara con l italia negli affari «la francia vuole la no-fly zone ma gli italiani e i tedeschi obiettano» ha scritto il wall street journal dall onu l ex ambasciatore libico muhammed abdulrramahan shalgam ormai dissidente ha detto sul nostro paese «dovete fare di più a roma ci sono state tante chiacchiere» inquietante pur considerando le rischiose implicazioni di azioni militari la domanda posta da bengasi da un portavoce dei ribelli essam gheriani «tutti qui si scervellano su quante vittime la comunità internazionale giudica sufficienti per poterci aiutare forse dovremo cominciare a commettere suicidi per raggiungere il numero richiesto» gridare alla guerra santa finora in tutto quello che è avvenuto nel nordafrica non si è mai vista una bandiera americana o israeliana bruciare non si è mai sentito un tono antioccidentale stiamo attenti a non indurlo noi con l ennesimo conflitto col mondo arabo» si rischia però di abbandonare al proprio destino chi sta lottando contro un regime autoritario «ripeto mentre sono in corso operazioni di guerra è difficile pensare d intervenire chi sono gli insorti del resto neanche lo sappiamo bene quello che possiamo fare è invitare a una soluzione pacifica un domani potremmo forse avere un ruolo da pacificatori ma sempre offerto mai imposto l esperienza irachena insegna piuttosto dobbiamo fornire strumenti per fare crescere questi paesi» in questa fase significa aiuti umanitari «È un ragionamento politico dobbiamo mobilitarci fortissimamente per interventi sanitari e umanitari siamo stati il primo paese al mondo a offrire e realizzare un intervento di questo tipo anche la lombardia ha messo a disposizione medici e volontari È la linea giusta aiutarli lì» sull arrivo dei profughi lei ha detto «dobbiamo prepararci al peggio» «È stato chiesto alla lombardia di essere pronta a coordinare le regioni se veramente si dovesse verificare questa ondata e noi siamo disponibili ma è nostro primario interesse evitare che ci sia queste popolazioni tunisini centrafricani che premono devono essere un campanello d allarme fortissimo per l unione europea o veramente sosteniamo lo sviluppo in quei paesi o saremo travolti io dico attenzione europa svegliati!» preoccupato anche per le conseguenze economiche che già si intravedono per scegliere un esempio lombardo gli impianti tamoil di cremona fermi perché non è arrivato il greggio «certo con questi paesi l italia ha un interscambio del 5 come lombardia abbiamo partecipazioni in 146 aziende in nord africa per 19 mila dipendenti rapporti privilegiati che dobbiamo mantenere» maurizio caprara © riproduzione riservata alessandra coppola © riproduzione riservata

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corriere della sera martedì 15 marzo 2011 esteri 13 un intervento nato in libia sarebbe inutile inoltre temiamo che avrebbe risultati pericolosi recep tayyip erdogan premier turco il tempismo è essenziale non bisogna avere cedimenti nella pressione che esercitiamo sul regime david cameron premier britannico controffensiva cresce l incertezza nella città-simbolo della cirenaica epicentro della rivolta nella tobruk «liberata» spuntano manifestanti pro-regime dal nostro inviato bengasi con la paura cresce l incertezza e l incertezza porta con sé questo continuo ondeggiare d umore un momento c è felicità pochi secondi dopo disperazione si dà credito alle voci più inaffidabili pur di tornare all ottimismo dei primi giorni e illudersi che le «ore di gheddafi sono contate ben presto tripoli sarà nostra» tornano i racconti le fantasie sul suo «esercito di fantocci» sui suoi piloti siriani e africani «chiusi nell abitacolo dall esterno e senza paracadute» per evitare che possano lanciarsi e disertare riappaiono i dettagli sulle famiglie degli ufficiali libici tenute ostaggio nel suo quartier generale di tripoli minaccia costante per chi volesse passare dall altra parte allora tutto sembra possibile il vento della sommossa riprende forza i sogni di libertà democrazia stampa pluralista viaggi senza limiti all estero appaiono a portata di mano le caratteristiche più edonistiche di questa rivoluzione che non vuole solo defenestrare gheddafi ma soprattutto cerca «di vivere come da voi in occidente» come ripetevano ancora ieri un gruppo di studenti universitari tornano prepotenti a manifestarsi eppure è sufficiente una notizia controtendenza le foto dei morti troppo numerosi dal fronte l annuncio che «è stata persa ras lanuf e stanno occupando brega» per precipitare nella crisi più nera se la caratteristica base dello stato di panico è lasciarsi condizionare dalle voci più irrazionali alimentare il terrore con ulteriore terrore allora bengasi negli ultimi giorni è vittima del panico «un sentimento grave irrefrenabile non valuti più le informazioni in modo razionale ma appare anche comprensibile la convinzione più diffusa è che se gheddafi dovesse vincere qui sarebbe un massacro la sua fortuna è che ora l attenzione internazionale resta sviata dalle tragedie in giappone i grandi media sono presi da altro e gheddafi avrà carta libera nell uccidere torturare fare sparire i suoi nemici magari a fuoco lento come è nel suo stile spietato e brutale la vendetta senza pietà fa parte integrante della sua cultura tribale primitiva» dice preoccupato jallal uno dei portavoce del nuovo governo la novità è che nell ultima settimana la paura ha il sopravvento sull ottimismo la brusca frenata dell armata brancaleone della rivoluzione nel deserto attorno al villaggetto di ben nawad e tra riconquista un miliziano pro-gheddafi prega davanti alle raffinerie di ras lanuf tornata sotto il controllo delle forze governative che hanno cacciato a nord gli insorti bengasi teme la vendetta «massacro se passa gheddafi» gli insorti provano a resistere sulla costa ma il morale è basso le raffinerie di ras lanuf ha instillato una terribile verità nella coscienza collettiva delle regioni orientali la consapevolezza che gheddafi potrebbe ancora vincere e in modo molto più repentino di quanto ci si fosse illusi due giorni fa bengasi era precipitata nella disperazione aumentata da due elementi che hanno avuto un grosso impatto sulle trenta personalità che compongono il consiglio nazionale il governo provvisorio ci si attendeva l eventualità gravissima che i pro-gheddafiani catturassero la cittadina di ajdabiya solo 160 chilometri a ovest di bengasi in questo caso avrebbero aperta l autostrada che in 400 chilometri di deserto porta a tobruk e accerchia definitivamente bengasi improvvisamente sono riapparsi i filo-gheddafi diminuite le bandiere verdi nere e rosse della rivoluzione e in alcuni quartieri periferici tornate quelle verdi del colonnello a tobruk sono segnalate piccole manifestazioni a favore della dittatura ieri però la situazione è sembrata migliorare per il fronte rivoluzionario «nonostante intensi bombardamenti aerei e navali su brega e ajdabiya le nostre truppe hanno ripreso il porto di brega» ha dichiarato a una conferenza stampa ab il portavoce dei ribelli «con i media concentrati sulla tragedia giapponese il colonnello avrà via libera nella repressione» delhafed ghoga vice premier del consiglio questi ha anche voluto rassicurare il pubblico sulla strategia militare per impedire che il nemico utilizzi l autostrada per tobruk «ajdabiya è nelle nostre mani da qui abbiamo istituito pattuglie e posti di blocco sino a tobruk e ci siamo dotati di controllo della regione dall aria non abbiamo trovato traccia del nemico» ha aggiunto dato la velocità con cui le avanguardie gheddafiane si sono mosse negli ultimi giorni le sue parole appaiono tutt altro che rassicuranti ma almeno un argomento sembra giocare a favore dei rivoltosi «la zona urbana di bengasi è gigantesca vivono oltre un milione di persone gheddafi non ha i mezzi per occuparci» sostengono i loro quadri militari eppure l insicurezza permane nel loro piccolo lo vedono anche i giornalisti stranieri accolti come alleati e sostenitori tre settimane fa ora molti di loro hanno iniziato a lasciare la libia orientale l assassinio tre giorni fa di un fotografo di al jazeera un imboscata dei sicari di gheddafi che considerano la tv del qatar una insidiosa avversaria ha contribuito all esodo e i capi della sommossa si sentono abbandonati «se andate via non ci saranno testimoni alle brutalità di gheddafi» lorenzo cremonesi © riproduzione riservata la rivolta nel golfo l intervento assieme agli altri paesi vicini per fermare la ribellione della maggioranza sciita truppe saudite in bahrein gli usa non sapevamo l arcipelago di trentacinque isole è allacciato al deserto da un ponte-diga attraversato nei fine settimana dai sauditi in cerca del proibito alcol e cantanti libanesi ieri i ventidue chilometri sono stati percorsi da duecento mezzi blindati e un migliaio di militari inviati per smorzare la ribellione che agita il bahrein il vicino più piccolo e meno ricco in petrolio preoccupa la monarchia di riad che ha deciso di spedire le truppe sotto il comando del consiglio di cooperazione del golfo una forza comune costituita nel 1984 con il bahrein gli emirati arabi uniti il qatar l oman il kuwait sei nazioni come le sei braccia che reggono la perla È la scultura al centro della piazza principale di manama dove i manifestanti si sono accampati da un mese per chiedere riforme «abbiamo scelto di intervenire spiega anwar gargash ministro degli esteri per gli emirati perché i paesi del consiglio sono uniti davanti al pericolo e considerano la propria sicurezza e stabilità indivisibili» la paura tra gli alleati del greggio è che la rivolta si estenda dall altra parte del ponte si trova la provincia orientale saudita ricca di petrolio e fertile di sciiti arrabbiati gli stessi che in bahrein rappresentano il 70 per cento della popolazione e formano anche la maggioranza dei dimostranti protestano contro la discriminazione politica ed economica chiedono una vera monarchia costituzionale invocano la cacciata della dinastia sunnita al potere dal 1783 il loro partito denuncia «l occupazione straniera» «È stata lanciata una guerra contro il popolo senza dichiarazione di guerra» il blocco di parlamentari che sostiene i regnanti al-khalifa chiede invece l introduzione della legge marziale per tre mesi il primo ministro accusa su twitter i contestatori «di non essere pacifici» «un gruppo di gangster ha preso in ostaggio la vita dei cittadini nella capitale» l accesso al centro di manama e ai palazzi della finanza è ancora bloccato da domenica la polizia ha attaccato con gas lacrimogeni e proiettili di gomma gli scontri si sono estesi all università il bahrein ospita il comando della quinta flotta e 2.300 soldati americani sabato è passato da qui il loro capo che ha pressato la famiglia al-khalifa perché ceda alle richieste della rivolta «non ci sono prove che soldati le truppe inviate ieri dall arabia saudita in bahrein oltre mille militari reuters l iran abbia dato il via a queste rivoluzioni popolari ha commentato robert gates segretario alla difesa usa ma se la crisi si prolunga teheran cercherà di sfruttare la situazione» il pentagono ha detto in serata di non essere stato preavvertito sull invio di truppe la casa bianca ha invitato i paesi del consiglio di cooperazione «nostri partner» a rispettare i diritti degli abitanti non ha chiesto il ritiro dei soldati il segretario di stato hillary clinton ha espresso «profonda preoccupazione per quanto accade in bahrein» la rivalità con l iran sciita la crisi protesta dal 14 febbraio la maggioranza sciita protesta contro la dinastia sunnita al potere gli al-khalifa i dimostranti chiedono riforme economiche e politiche le paure i sauditi temono che la rivolta possa estendersi alla loro provincia orientale abitata da sciiti protesta l opposizione denuncia l occupazione straniera «È una guerra contro il popolo» spinge l arabia saudita a mettersi in mezzo come poliziotto del golfo riad vuole stabilità l intromissione rischia di innescare una reazione «la spedizione scrive george friedman su stratfor potrebbe offrire a teheran la scusa per giustificare un intervento soprattutto se le truppe del consiglio dovessero attaccare i manifestanti» l ascendente degli ayatollah sugli sciiti locali è stato enfatizzato in passato dagli al-khalifa che hanno provato a convincere gli americani di manovre segrete senza riuscirci almeno secondo wikileaks nel 2008 re hamad ha accusato gli oppositori di venire addestrati dagli hezbollah in libano ha immischiato la siria «fornisce i passaporti falsi per questi viaggi» spiegando ai diplomatici che il malcontento sciita veniva alimentato da teheran i cablogrammi rivelano che washington non accredita la teoria «più volte ripetuta senza presentare prove» davide frattini meridiano.corriere.it © riproduzione riservata

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corriere della sera martedì 15 marzo 2011 esteri 15 il caso attracco negato in sicilia l opposizione insorge una nave dalla libia allarme del viminale «pericolo terroristi» affonda barcone con 40 migranti 5 salvi roma cinque sbarchi in mattinata nove barconi approdati in serata un traghetto con quasi duemila immigrati tenuto lontano dalle coste nelle acque internazionali il tempo è in miglioramento ma serpeggia il sospetto che sia già iniziata la ritorsione «diplomatica» di gheddafi l assalto delle navi dei disperati a lampedusa «È stata la giornata più impegnativa degli ultimi mesi» ammette in serata il comandante della sala di controllo di lampedusa corrado spatola la crisi dopo le rivolte con lo scoppio della rivolta in tunisia e la caduta di ben ali dall inizio dell anno migliaia di profughi sono arrivati a lampedusa la polemica in un primo momento la ue non ha offerto collaborazione poi sono arrivati aiuti tecnici per affrontare la crisi afflusso superiore alla media già elevata dell ultimo mese il comandante spatola fornisce le cifre «500 persone arrivate 22 avvistamenti 10 imbarcazioni scortate in porto tratte in salvo 40 persone che stavano affondando su un barcone» un lavoro senza tregua della guardia costiera e della guardia di finanza andato avanti per tutta la notte quando erano saliti a 816 gli immigrati arrivati a lampedusa tutti uomini nessun minore e quando è giunta una tragica l esodo l esodo non si arresta finora dal nord africa sono arrivati più di novemila clandestini nella foto il centro di accoglienza l allarme il ministro dell interno roberto maroni ha lanciato l allarme «c è il rischio di un invasione di massa dovuta alla crisi perdurante del maghreb noi siamo pronti a fare quello che abbiamo fatto con l albania ma da soli non possiamo farcela» conferma al racconto di alcuni tunisini ripescati in mare un barcone è affondato domenica sera intorno alle 23 a un ora dalla partenza della quarantina di persone a bordo solo 5 si sarebbero salvate sul molo di lampedusa un giovane tunisino ha aspettato invano di abbracciare il fratello che arrivava sul barcone successivo quello che è affondato il numero di arrivi dall inizio della crisi nel maghreb sale a quota novemila malgrado ieri sia stato evitato uno sbarco record la mistral express partita dalla libia ha chiesto di attraccare ad augusta ufficialmente per fare rifornimento e ripartire verso il marocco il pieno le è stato concesso ma al largo delle coste italiane quindi è stata scortata in acque internazionali non senza polemiche politiche per la linea dura adottata il pd con emanuele fiano chiede «chiarimenti» al governo dopo un apparente ripartenza verso il nord africa la nave si è fermata di nuovo e due aerei della capitaneria di porto si sono levati in volo per tenere la situazione sotto controllo fino a tarda notte quando sembrava avesse ripreso la rotta a dare per prima la notizia era stata al jazeera nel servizio l inviato parlava di oltre mille libici partiti dal porto di misurata su una nave battente bandiera marocchina con destinazione lampedusa come già in altre occasioni le autorità di malta hanno lasciato passare l imbarcazione verso le acque arrivo il primo dei quattro barconi con 71 migranti a bordo approdato ieri sull isola di lampedusa ansa/lannino bucca italiane immediato l altolà lanciato dal viminale ai ministeri dei traporti e della difesa per evitare l ingresso in acque italiane della nave fino a quando non vi fossero stati «elementi di certezza» sui passeggeri «non possiamo sapere se a bordo ci sono terroristi» spiegavano dal ministero dell interno più tardi qualche informazione sui passeggeri è arrivata 1.715 dal marocco 39 dalla libia 35 dall algeria 26 dall egit equivoco le prime informazioni parlavano di mille libici poi si è scoperta la vera nazionalità dei passeggeri polemica il traghetto aveva chiesto di fare rifornimento ad augusta il pd «rifiuto incomprensibile» to 7 dalla tunisia 6 dal mali 4 dal sudan 2 dalla siria e 2 dalla mauritania il pd rosato si augura «che maroni non voglia dare subito pratica applicazione del metodo le pen che prevede l invio sui battelli di acqua e cibo e l allontanamento sempre e comunque delle navi dei migranti dalle nostre coste» secondo il pd «il rifiuto preventivo del viminale sarebbe incomprensibile» anche perché «le norme internazionali ci impongono di verificare la presenza a bordo di persone che hanno il diritto di chiedere lo status di rifugiato» allarmato il sindaco di lampedusa de rubeis «chi parla di respingimenti non è gradito sull isola» ma «22 avvistamenti sono troppi» ha commentato durante un sopralluogo sul molo «se dovesse fermarsi il ponte-aereo raggiungeremmo facilmente la cifra di 2.500 immigrati e a quel punto il centro di accoglienza non funzionerebbe più» la nota di massimo franco l italia non esclude di dover affrontare un gheddafi redivivo un mese esatto dall inizio della crisi libica la situazione rimane pericolosamente in bilico e con una probabilità crescente che la dittatura di gheddafi resista e sconfigga gli insorti ma più si delinea uno stallo favorevole al regime di tripoli più quella che è stata criticata come eccessiva prudenza italiana assume contorni meno negativi e diventa semmai il simbolo dell impotenza e delle divisioni dell occidente su questo sfondo va registrato il silenzio di ieri di silvio berlusconi sulla libia il presidente del consiglio si è limitato a lodare le operazioni umanitarie dell italia in tunisia e ad apprezzare l aiuto offerto in materia di immigrazione dal presidente della commissione ue josé manuel barroso il fatto che sul resto abbia scelto di tacere dipende dalla sovresposizione dell italia che sta tentando di decifrare i messaggi che arrivano da gheddafi ed è allarmata dalla prospettiva di ritorsioni a catena la prima e la più facile potrebbe essere la nave con i 1.800 clandestini partita dalla libia e diretta non si sa bene dove un segnale ostile con altri barconi pronti a partire e usati come «armi improprie» per destabilizzare il governo di roma per questo la maggioranza sta silenziosamente virando verso un atteggiamento più cauto nei confronti del raìs libico senza rinunciare a condannare le violenze contro gli insorti si parla di «ritorno alla linea originaria» significa contestualizzare le parole liquidatorie dei ministri franco frattini e ignazio la russa nella fase in cui si davano per scontati un intervento della comunità internazionale e la caduta di gheddafi e tentare di ancorare l italia a una linea di aiuti contraria nella maggioranza all azione militare al pari della governatore della si parla di «ritorno germania ilformigoni è scetlombardia alla linea tico sull appoggio di francia e gran bretagna agli insorti sooriginaria» nei no nazioni che puntano a «riafconfronti del raìs fermare una loro presenza forte» la solidarietà italiana verso gli oppositori di gheddafi è temperata dalla diffidenza per l identità sconosciuta e opaca di alcuni loro capi così mentre formalmente nella comunità internazionale si continua a parlare di «no-fly zone» in realtà il governo berlusconi ritiene l ipotesi quasi tramontata per impedire agli aerei libici di decollare sarebbe necessario un attacco da parte delle forze occidentali che nessuno sembra ritenere possibile in tempi brevi la disponibilità della lega araba non basta la turchia è contraria e la copertura dell onu non c è e rimane difficile vista l ostilità della russia il punto interrogativo è se l atteggiamento berlusconiano sarà sufficiente a evitare che la libia «punisca» l italia e i suoi interessi gheddafi è solito sfruttare il passato coloniale per motivi interni ma c è anche un rischio interno italiano che il nostro paese preso d assalto dagli immigrati diventi terreno di campagna elettorale per i politici di mezza europa si racconta un roberto maroni infuriato col leghista mario borghezio il ministro dell interno ritiene da irresponsabile l arrivo nell isola di lampedusa dell europarlamentare proprio in un momento di tensione per la presenza degli immigrati nel centro di accoglienza e per di più accompagnato da marine le pen leader della destra xenofoba francese se gli sbarchi come si teme dovessero ripetersi nei prossimi giorni il pericolo di strumentalizzazioni renderebbe tutto più difficile compreso l aiuto che l ue per ora si limita solo a promettere a virginia piccolillo © riproduzione riservata il caso la visita-provocazione della leader del fronte nazionale francese marine le pen sbarca a lampedusa «i profughi l europa non ha posto» dal nostro inviato lampedusa nel giorno in cui riprende massiccio l esodo dei tunisini verso la «porta d europa» con una teoria di oltre venti barconi diretti a lampedusa la bionda pasionaria dell estrema destra francese marine le pen vola sullo scoglio più esposto allo tsunami dell emigrazione e propone all italia di «inviare navi con acqua e alimenti per assisterli in mare evitando che sbarchino nell isola» proposta che fa infuriare tanti non solo a sinistra così mentre la figlia di jean-marie le pen a lui succeduta nel congresso di tours di gennaio era già stata proposta al governo come «persona non gradita» da bobo craxi ecco scattare all arrivo in aeroporto le proteste di cento ragazzi lanciati in campo da pd legambiente e associazioni come «askavusa» una raffica di fischi e slogan antirazzisti rovesciati sull ospite eccellente accompagnata per l occasione da mario borghezio l europarlamentare della lega qui di casa anche perché invitato dal sindaco dino de rubeis fiero di avere come vice una senatrice con pochette verde angela maraventano un mix che fa storcere il naso nel pdl a margherita boniver presidente del comitato schengen «anch io avrei fischiato» nel pd a sergio d antoni nell udc a giampiero d alia ma la determinata quarantaduenne data a parigi in vantaggio nei sondaggi in vista del primo turno delle presiden ziali del 2012 respinge le critiche come faceva ieri mattina sul volo da palermo gli occhi sull incanto delle spiagge caraibiche di lampedusa «basta con le caricature della stampa italiana non siamo né razzisti né xenofobi né antisemiti ma abbiamo tutto il diritto di pensare che l immigrazione non sia una buona idea e basta con questo tirare in ballo mio padre ovvio che ci siano delle visioni diverse fra me e mio padre » intravede gli striscioni dei giovani che vogliono «un mondo colorato» avverte appena gli slogan e correndo sotto scorta verso il centro accoglienza non si scompone «da bambina scoppiavano le bombe in casa contro mio padre» al centro varca i cancelli quasi insieme a 70 migranti appena sbarcati tutti incuriositi dal passo deciso di questa signora alta e bionda che visita camerate mensa infermeria capelli lunghi jeans bianchi una collanina semplice sul top nero lei parla sfio randone con lo sguardo i volti ma guardando dritto le telecamere perché sembra rivolgersi soprattutto ai loro parenti delle roventi banlieue francesi ai tanti maghrebini a fatica integrati nelle periferie sempre a rischio parole secche anche dure «non basta la compassione o la comprensione governare è prevenire e prevedere possiamo aiutarli a costruire il futuro nei loro paesi ma non abbiamo la capacità finanziaria di far fronte a questo esodo in francia abbiamo già 5 milioni di disoccupati e 7 milioni di poveri » nella missione lampo a lampedusa sembra prevalere così un taglio di politica interna in vista del dopo sarkozy ma non mancano strali contro l europa «È debole come è debole la struttura di frontex hanno mandato qui due funzionari e un elicottero per 9 mila tunisini arrivati in la «ricetta» fischiata da alcuni contestatori ha incontrato borghezio la sua ricetta «assistere gli immigrati in mare impedendo gli arrivi» un mese» l alternativa prima tira fuori la proposta delle navi con l acqua da bere poi prova a invocare sceicchi e dittatori «le monarchie petrolifere offrano i loro petrodollari per aiutare i loro fratelli » appello forse al vento gradito a borghezio che tuona sull europa dormiente «svegliati ma non con i baciamano » riferimento inevitabile al cavaliere «fui l unico a criticare le buffonate della visita di gheddafi ma se avessi saputo del baciamano » felice cavallaro sull isola marine le pen leader del fronte nazionale ieri a lampedusa © riproduzione riservata © riproduzione riservata

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