30giorni numero di Dicembre 2014

 

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30giorni numero di Dicembre 2014

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30GIORNI ORGANO UFFICIALE DI INFORMAZIONE VETERINARIA di FNOVI ed ENPAV Anno VII - N. 11 - Dicembre 2014 IL MENSILE DEL MEDICO VETERINARIO ISSN 1974-3084 Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in Abbonamento Postale 70% - Lo/Mi La Veterinaria... è Ovunque I cittadini incontrano la professione tutti i giorni Consumatori FNOVI DIALOGA CON LE ASSOCIAZIONI Lavoro RECLUTAMENTO DEI VETERINARI NELLA P.A. Enpav PRESTITI: IMPORTANTI NOVITÀ DAL 2015 Farmaco IL SENATO ACCOGLIE LE OSSERVAZIONI FNOVI

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Sommario 7 30Giorni | Dicembre 2014 | 40 22 Editoriale 5 Don Chisciotte e l’ottimismo della volontà di Gaetano Penocchio La Previdenza 22 Analisi sull’esistenza di un ipotetico percorso di trasformazione delle casse private di Tullio Scotti 24 Contributi eccedenti a cura della Direzione Studi 25 Polizza Sanitaria Unisalute a cura della Direzione Studi 27 L’Enpav è più avanti dell’Inps! di Roberto Manfredi 28 Prestiti Enpav: importanti novità dal 2015 di Danilo De Fino NEI FATTI 35 20 anni di Chirone FARMACO 37 Farmaco veterinario: il Senato accoglie molte proposte della Federazione di Eva Rigonat La Federazione 6 Chi c’è, c’è. Chi non c’è, non c’è di Antonio Limone 7 La Federazione incontra le Associazioni dei consumatori a cura di Fnovi 9 Far conoscere la professione. L’incontro con Slow Food a cura di Fnovi 11 Bucefalo non deve morire di Eva Rigonat 13 Il reclutamento dei medici veterinari nella pubblica amministrazione di Nicola De Luca 15 La Veterinaria... è Ovunque di Gaetano Penocchio 16 Carpe Koi di Cesare Pierbattisti 18 Pet Passport di Flavia Attili 20 Le ragioni del cambiamento di Carla Bernasconi EUROPA 38 Single market per tutti di Roberta Benini 39 Tante voci per “One voice” di Roberta Benini LEX VETERINARIA 40 Ordini professionali ‘obbligati’ alla legge anticorruzione di Maria Giovanna Trombetta ORDINE DEL GIORNO 30 Il piano Garanzia Giovani e i veterinari: siglato un protocollo di intesa in Campania di Vincenzo D’Amato 32 I veterinari piemontesi e valdostani uniti per promuovere la professione veterinaria di Emilio Bosio 34 A certe cose è più facile dare veste legale che legittima di Sara Finesso FORMAZIONE 42 Duecento crediti Ecm in dieci percorsi formativi a cura di Lina Gatti e Mirella Bucca UN ANNO IN 30GIORNI 44 Cronologia dell’anno trascorso a cura di Roberta Benini CALEIDOSCOPIO 46 4a Edizione del Mese del Cucciolo a cura di Flavia Attili

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farmaco@fnovi.it Le competenze degli esperti a disposizione di tutti Mandaci il tuo quesito Ti risponde il Gruppo di Lavoro sul Farmaco Le risposte su www.fnovi.it

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EDITORIALE N di Gaetano Penocchio Presidente Fnovi on ci si crede, ma è molto diffusa l’obliqua astuzia di dire una cosa per intenderne un’altra. Per chi come noi non ne fa uso, e quando dice una cosa intende proprio quella, la fregatura è dietro l’angolo: gli obliqui ci attribuiranno ciò che non abbiamo detto e che non ci saremmo nemmeno mai sognati di pensare. Eppure - anche se la buona fede e la qualità del messaggio dipendono dalla buona fede e dalla qualità dei nostri destinatari - nemmeno il più ostinato fra gli astuti può impedire l’evidenza del vero significato. C’è una responsabilità morale nell’atto di sna- zi, entrambi devono autonomamente avere un loro fondamento etico; la nostra professione chiede buoni comportamenti e buone politiche. La Fnovi negli ultimi anni è diventata il terminale di tutti i problemi e dubbi dei medici veterinari italiani, la speranza. Competenza, intuizioni organizzative, disponibilità di idee, formazione, comunicazione; una questione di contenuti, di modi e di disponibilità, ma anche di prospettiva, immaginazione, lungimiranza. E realismo. Alcuni ci hanno accusato di combattere contro i mulini a vento, volendo obliquamente intendere che non saremmo realisti. Ma così malinterpretando non si è resa giustizia né alla Fnovi né all’immenso Cer- DON CHISCIOTTE E L’OTTIMISMO DELLA VOLONTÀ turare i messaggi e di deformarne le proporzioni, specialmente quando a riceverli è una società fragile, prevalentemente incapace di auto-cautelarsi dagli eccessi dello scadimento etico, che sa solo stare alla larga, per paura o per istinto, da quanti si danno arie da padroni del mondo, da giganti. Inutile chiedere a costoro “misura”…. vi guarderanno come si guarda un idiota. E continueranno a stressare la loro condotta fino all’estrema capienza delle leggi, fino a che le cornici giuridiche cominceranno a scricchiolare. La presenza nelle istituzioni, e gli Ordini lo sono, richiede invece uno stile sobrio, leale e rigoroso. Nessun fine giustifica più i mezvantes. Don Chisciotte non era propriamente un visionario e non combatteva disarmato. Impossibile classificarlo univocamente: sta a noi cercarvi la follia o la saggezza, la vita o la morte, il riso o il pianto. Scambiava mulini per giganti, contadine baffute per donne meravigliose, catini per elmi, ma aveva alti principi, coraggio e la dignitosa consapevolezza di non doversi abbassare alle zuffe di coloro che non sono cavalieri. E allora siamo onorati di somigliargli: anche noi opponiamo al pessimismo della ragione l’ottimismo della volontà, rispettiamo tutti e non abbiamo paura dei giganti, veri o fasulli. Come Don Chisciotte, a viso scoperto. ■ 30Giorni | Dicembre 2014 |5

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LA FEDERAZIONE IL VETERINARIO NEL PIATTO Chi c’è, c’è. Chi non c’è, non c’è Rendiamo l’opinione pubblica consapevole che i medici veterinari tutelano la salute dell’uomo. che, in modo neanche tanto indiretto, colpevolizzano quei medici veteoiché il tempo delle elerinari che non hanno sentito il dovezioni alla Fnovi è immire di intervenire, di denunciare, di nente, è bene essere imsvolgere cioè il proprio lavoro. Inpopolari così da cedere somma, cari colleghi, non basterà “il un’opinione alla verità sotveterinario nel piatto” per vincere una traendola alla convenienza. Enpartita mediatica per la quale anitriamo nel merito: la Fnomalisti e carabinieri ci invi ha sostenuto la camchiodano ogni giorno al pagna pubblicitaria “il senso delle nostre reveterinario nel piatto del sponsabilità. Alla luce cittadino” e sembra che di tutto ciò è facile comgli effetti siano stati abprendere come il probastanza favorevoli, molcesso sia culturale e la ti colleghi si sono senticonsapevolezza di sé, ti inorgogliti dall’idea della propria funzione, che il vero mentore deldella propria assertività, la sicurezza alimentare è della propria autorefeil medico veterinario. La renzialità siano tutti eledomanda, pertanto, che menti che non possopongo è la seguente: il no prescindere da commedico veterinario itapetenza e conoscenza liano è sicuro che voglia profonda. Sono questi restare nel piatto del citultimi gli ingredienti di tadino? È sicuro, cioè, una evoluzione profonche aspiri ad essere il da e continua di una cavero artefice della tutetegoria. Per questo non Ogni volta che bevi latte o mangi formaggi, carne, la della salute del conbasterà una campagna uova, pesce, miele sumatore nell’ambito pubblicitaria a vincere. un Medico Veterinario si è preso cura della tua sicurezza alimentare della medicina di preDobbiamo consentire dall’allevamento fino alla tua tavola. venzione? È sicuro che il l’affermazione di una La sicurezza dei cibi di origine animale è un tuo diritto medico veterinario nelprofessione che recuOgni giorno i Medici Veterinari italiani si prendono cura della salute degli animali allevati e del loro benessere, controllano, ispezionano e certificano gli alimenti l’esercizio della sua funperi il prestigio di una derivati negli stabilimenti di produzione e nei macelli nazionali. zione, che è quella di funzione, lo sforzo, però, 31 mila Medici Veterinari sono al servizio dei cittadini italiani tutelare salute e, nel conè complessivo e vinciatempo, salvaguardare le mo nella misura in cui produzioni zootecnicochiudiamo i buchi neri e agroalimentari, voglia rendiamo la pubblica davvero intendere il suo ruolo a tutdesimi esercizi? Come si può lasciare opinione consapevole che noi tuteto tondo ben consapevole che la parcampo libero ad una devastante camliamo la salute pubblica più di chiuntita oggi si gioca in modo anche più pagna che, quotidianamente, Striscia que altro perché noi apparteniamo ad complesso rispetto “al piatto”? Tutla Notizia attua mettendo in luce reaun momento nobile della sanità: queltavia prima del piatto c’è l’ambiente ti contro il benessere animale etc. etc. lo di prevenzione. ■ di Antonio Limone P e solo se si parte dall’ambiente si garantisce la salute. Come si può concepire che negli stessi esercizi dove il medico veterinario pubblico esercita ogni giorno la sua professione e la sua funzione di tutore di norme ben precise arrivi poi il Nas ed irrori sanzioni sfuggite ai nostri colleghi nei me- C’è un veterinario nel tuo piatto Pagina a cura della Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani 6 | 30Giorni | Dicembre 2014

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UNIVERSALITÀ, TERZIETÀ E COMPATIBILITÀ DEL SISTEMA ORDINISTICO PER UNA QUALITÀ E REFERENZIALITÀ DELL’INFORMAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI La Federazione incontra le Associazioni dei consumatori Al via la seconda fase del progetto di comunicazione verso i cittadini. a cura di Fnovi professione del medico veterinario con newsletter settimanali, iniziato ad aprile, ha visto la sensibilizzazione delle associazioni verso il ruolo della professione sui temi della sicurezza alimentare e tutela dalle zoonosi. la mission del sistema ordinistico a Federconsumatori, Movimento consumatori e Codacons, Gaetano Penocchio ha presentato l’obiettivo politico del progetto finalizzato a far conoscere ad un bacino di utenza, peculiare delle Associazioni, il ruolo di una professione da cui attingere di prima mano le conoscenze per la sua corretta informazione. L’importanza di attingere direttamente alle fonti dell’informazione e alle competenze, per gli obiettivi delle Associazioni di far crescere un consumo partecipato perché consapevole, è stata illustrata da Antonio Limone, in ragione della sua competenza in argomento. Nell’illustrare le emergenze sanitarie degli ultimi vent’anni quali mucca pazza, aviaria, diossina, brucellosi, l Consiglio nazionale di Firenze di Aprile 2014 veniva presentato il progetto di comunicazione1 della Federazione verso i consumatori per il tramite delle loro Associazioni. A Il progetto partiva dal presupposto che, colmato ormai il vuoto di rappresentanza e di strumenti utili alla comunicazione, la Federazione fosse pronta a rivolgersi ai cittadini per informare dei valori, delle conoscenze e delle competenze della nostra professione sviluppandosi su diversi momenti attuativi. Il primo passaggio di presa di contatto con le Associazioni dei consumatori volto a far conoscere loro la LA PROFESSIONE VETERINARIA PRESENTATA A FEDERCONSUMATORI, MOVIMENTO CONSUMATORI E CODACONS Il 10 dicembre la Fnovi ha invitato in via del Tritone le Associazioni per sviluppare la seconda fase del progetto inerente l’avvio di collaborazioni. Illustrati i numeri della professione, 30Giorni | Dicembre 2014 |7

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LA FEDERAZIONE ______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ antrace fino ai tempi nostri relativi alle difficoltà della Terra dei fuochi, Antonio Limone ha reso manifesto a tutti i convenuti come l’emergenza sanitaria reale e il livello di rischio non siano quasi mai congruenti con l’allarmismo o, viceversa, con il silenzio dei mezzi di informazione di massa. L’immediata conseguenza di questa condizione si è palesata dall’assenza di reale tutela del consumatore spinto a scelte sbagliate con danno, spesso immotivato, alle nostre più qualificate produzioni. È stato rivendicato con forza, in questo contesto, il ruolo della professione medico veterinaria a garanzia del cittadino quale mentore della filiera per il numero di controlli ed analisi quotidiane. Ciò senza nulla togliere ad altri organismi di controllo, come ad esempio i Nas. È fondamentale, per ricostruire la fiducia del consumatore e del cittadino, che si conosca la dimensione delle reali tutele e che si attinga alle giuste informazioni dalle giuste fonti anche in relazione al fatto, ad esempio, dell’estrema importanza delle zoonosi di origine alimentare nella salute umana. Dagli interventi e suggerimenti di Francesco Avallone (Federconsumatori), Ovidio Marzaioli (Movimento consumatori) e Noemi Prisco (Codacons) è emerso come anche per le Associazioni sussista il bisogno di formazione e il desiderio di poter accedere ad informazioni che non abbiano per unica fonte gli organi di stampa. È stata accolta con soddisfazione la proposta Fnovi di sviluppi locali del progetto per il tramite congiunto degli Ordini e degli sportelli territoriali delle Associazioni. In occasione dell’incontro è stato anche illustrato il duplice compito, preventivo e di assistenza, delle Associazioni. In merito, il bisogno di corretto “posizionamento” rispetto ai problemi testimonia di buone soluzioni nei forum quali luoghi di confronto di vari portatori di interessi ed esperti da cui uscire con una posizione unica e non autoreferenziale nei confronti degli interlocutori esterni, siano essi politici o commerciali. L’idea del forum che consente posizioni non corporative, unitarie in rappresentanza di realtà diverse in tematiche di estrema delicatezza e complessità come quelle della sicurezza alimentare e delle allerte, viene accolta da tutti i partecipanti. IL GDL FNOVI SULLA COMUNICAZIONE SI ALLARGA ALLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI L’incontro si è concluso concordando di allargare il gruppo di lavoro Fnovi ai rappresentanti delle associazioni presenti al fine di procedere all’elaborazione di un protocollo e di una Carta dei servizi finalizzati alla sua realizzazione. Il successo dell’incontro, l’interesse e l’entusiasmo dimostrati oltre all’alta qualità della partecipazione sono non solo un riconoscimento del lavoro svolto in questi mesi, ma lanciano anche le basi ad una conoscenza non effimera del ruolo della nostra professione. ■ 1 http://www.trentagiorni.it/dettaglioArticoli.php?articoliId=1479 UN PROTOCOLLO D’INTESA, UNA CARTA DEI SERVIZI E UN FORUM La Federazione, per il tramite dei componenti il Gruppo di lavoro sulla comunicazione presenti, ha successivamente proposto, condiviso e discusso con le Associazioni, un’ipotesi di fase operativa che consentisse loro di acquisire fonti di informazioni di loro interesse nel cuore delle competenze, cioè dalla professione veterinaria. L’incontro è stato l’occasione per illustrare l’ambizione della Federazione di portare l’iniziativa di collaborazione a sviluppi territoriali di formazione ed informazione che consentano a medici veterinari e cittadini di confrontarsi e formarsi in tema di sicurezza alimentare e qualità delle produzioni di alimenti di origine animale. IN RICORDO DI PAOLO A ssieme alla famiglia, gli amici e colleghi di Paolo vorrebbero donare all’Istituto Besta una somma per la ricerca sul glioblastoma. Il numero di conto corrente dove fare i versamenti con bonifico bancario è il seguente: IT45X0350011228000000015846 Ubi - Banco di Brescia Via Repubblica Argentina 90, 25124 Brescia “Per Paolo Cordioli - studio sul glioblastoma” Per qualsiasi altra informazione o necessità potete rivolgervi ai seguenti colleghi dell’IZSLER: - Guerino 0302290364 (guerino.lombardi@izsler.it) - Emiliana 0302290310 (emiliana.brocchi@izsler.it) - Antonio 0302290347 (antonio.lavazza@izsler.it 8 | 30Giorni | Dicembre 2014

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__________________________________ LA FEDERAZIONE a cura di Fnovi roseguendo l’iniziativa della Federazione nel rappresentare il ruolo della professione medico veterinaria presso i consumatori, il 1° dicembre a Bra una de- P legazione Fnovi è stata ospite di Slow Food. Alla presenza dello Staff Dirigenziale Slow Food ed anche di colleghi medici veterinari, rappresentanti del Dipartimento di Scienze veterinarie dell’università di Torino e dell’Unaapi, i due enti si sono confrontati su molte tematiche fondamentali, non solo per la tutela della salute pubblica, ma anche per una alimentazione di qualità in un contesto ecosostenibile. Fin dalle prime battute è stato chiaro come la mission della Fnovi (ente pubblico sussidiario dello Stato demandato a tutelare gli interessi pubblici, garantiti dall’ordinamento, connessi all’esercizio professionale1) e quella di Slow Food (associazione internazionale non profit impegnata a ridare valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi2), potessero avere molti punti di contatto e possibilità di progettualità in comune. L’INCONTRO CON SLOW FOOD METTE IN EVIDENZA LA NECESSITÀ DEL VETERINARIO AZIENDALE IN APICOLTURA, IL RUOLO DEI CONTROLLI E I NUMEROSI PUNTI DI CONTATTO TRA I DUE ENTI IL RUOLO DELLA PROFESSIONE MEDICO VETERINARIA Dirimente il dibattito sul ruolo della professione veterinaria, sia quale controllore che libero professionista. Rispondendo alle osservazioni di Slow Food, la Federazione ha chiarito come il ruolo veterinario sia da intendere sempre rivolto alla salvaguardia delle tutele volute da Slow Food nei confronti di produttori di qualità, anche di quelli piccoli. I nuovi regolamenti comunitari, nel demandare ai produttori molte delle competenze necessarie ad autocertificarsi, riqualificano la professione veterinaria nel ruolo di consulenza indispensabile ad accompagnare il pro- Far conoscere la professione. L’incontro Con SLOW FOOD Progetto Fnovi verso Consumatori. Con Slow Food per un’apicoltura di qualità nel marchio italiano. duttore nel percorso produttivo. In questo contesto si è ribadito come la normativa cogente, a tutela del patrimonio zootecnico e della salute del consumatore, non possa essere elusa dai piccoli e medi imprenditori e debba diventare prerequisito dell’applicazione di quel nuovo sistema di controlli voluto dall’Europa, basato sulla valutazione del rischio a tutela delle aziende virtuose, con particolare vantaggio delle produzioni del marchio italiano all’estero. In questo contesto il medico veterinario libero professionista (il veterinario aziendale), deve diventare il rifermento per 30Giorni | Dicembre 2014 |9

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LA FEDERAZIONE ______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ ha fornito l’occasione per chiarire le ragioni del Ministero della salute nell’ordinare lo stamping out degli alveari colpiti dal parassita in Calabria; salvaguardare tutta l’apicoltura italiana a fronte dei soli interessi dei grandi imprenditori apistici, gli unici che potrebbero trarre convenienza dalla dichiarazione di endemicità della patologia. “Nomadismo industriale” e grandi commerci di miele ed animali cozzano con la mission dichiarata di Slow Food. Anche la necessità poi di contenere la diffusione del parassita, con molecole vecchie, bandite dal nostro mercato da anni, è stata debitamente considerata nel panorama delle complicazioni. È risultato evidente che anche in questo ambito i maggiori danni sarebbero a carico delle tipiche realtà tutelate da Slow Food il cui slogan per le produzioni da difendere è “buono pulito e giusto”. un’apicoltura adulta, equiparabile alle altre produzioni zootecniche, quale unica figura professionale “credibile” e di cerniera tra produzione e controlli date le sue competenze che vanno dalla salute degli alveari, alla lavorazione e commercializzazione dei prodotti. LE MOLTE CAUSE DELLA MORIA DELLE API E LE MOLTE REALTÀ NAZIONALI Il farmaco e le cause di moria delle api sono stati argomenti protagonisti della mattinata. La Federazione ha potuto evidenziare a Slow Food l’esistenza di realtà ed esperienze molto diverse da quelle già note e vicine all’associazione di Bra, in cui i problemi esistenti non sono affatto riconducibili ai soli e gravi danni prodotti dai neonicotinoidi e in cui la tracciabilità non è affatto garantita da un’anagrafe funzionante. L’urgenza dunque di un intervento a salvaguardia delle produzioni e dell’ambiente attraverso un corretto utilizzo del farmaco veterinario, soprattutto in apicoltura, si è palesato a tutti e la mission dichiarata da Slow Food ed esercitata come “mediazione culturale, educazione, formazione ed informazione” è apparsa assolutamente sovrapponibile a quella a cui ten- de, da sempre, ogni medico veterinario che eserciti in “scienza, coscienza e professionalità”. In questo contesto è stato chiarito il concetto degli Lmr per antimicrobici nel miele e dell’equivoco tra “diritto” ad un Lmr, senza rischio per la salute pubblica e “paravento” a pratiche zootecniche industriali non rispettose del benessere degli alveari. La peculiarità dell’organismo alveare, che accumula all’infinito ogni residuo di farmaco, condurrebbe all’inesorabile aumento degli Lmr per antibiotici nel miele, creando i presupposti per l’antimicrobico resistenza ed equiparando il miele europeo a quello extraeuropeo in quanto a residui di antibiotici. A parità di Lmr, il mercato europeo sarebbe costretto ad aprirsi ai mieli extraeuropei. I bassissimi costi del miele asiatico o americano spiazzerebbero irrimediabilmente il miele Ue, destinando all’estinzione i piccoli produttori e le produzioni tipiche di alta qualità che Slow Food, invece, intende salvaguardare. FNOVI E SLOW FOOD: ASSIEME SI PUÒ La mattinata si è conclusa in sintonia con gli obiettivi sia di Slow Food che della Federazione in merito alla volontà di stabilire collaborazioni proficue con i portatori di interesse e con i soggetti tutelati da un lato e con i riferimenti professionali per le competenze dall’altro. Sancito l’accordo di collaborazione e di consultazione per i documenti da produrre, con una prima fase inerente l’avvio di contatti e comunicazioni utili allo sviluppo di conoscenze e competenze per tutte le iniziative condivisibili, l’incontro si è concluso con il consenso immediato di tutti alla proposta di una iniziativa di presa di posizione contro il rischio di registrazione ed utilizzo in apicoltura di antimicrobici. ■ 1 MALATTIE ENDEMICHE ED ESOTICHE: SALVAGUARDARE TUTTI Anche l’argomento delle malattie endemiche ed esotiche è stato discusso. L’emergenza Aethina tumida DDL Lorenzinhttp://www.anmvioggi.it/images/DDL_ LORENZIN_TESTO_CDM.pdf 2 http://www.slowfood.it/ 10 | 30Giorni | Dicembre 2014

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______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ LA FEDERAZIONE di Eva Rigonat Revisore dei Conti Fnovi LA FNOVI ILLUSTRA AL SENATO LE LOGICHE EUROPEE SUL BENESSERE E SULLA SICUREZZA ALIMENTARE NEL SETTORE DEGLI EQUIDI E ra il 2011. La Federazione scriveva1 che era maturo il tempo di operare scelte coraggiose, prive di ipocrisie e assolutamente innovative per evitare che sul tema degli equidi nonDpa e del loro destino si scatenas- Bucefalo non deve morire La bozza di regolamento sul farmaco veterinario, negli equidi, non consente la tracciabilità. se un conflitto sociale e un collasso del settore nel quale la professione rischiava di rimanere stritolata. IL DESTINO DELL’EQUIDE NON-DPA L’ipotesi maggiore allora era inerente il benessere degli equidi nonDpa e il rischio di un loro abbandono. Se all’epoca si sollevarono contestazioni sull’interpretazione del dettame normativo, fugato ben presto il dubbio e chiarito che l’equide non-Dpa non poteva essere abbattuto per ultimata carriera sportiva o “affettiva” e nemmeno essere macellato per uso alimentare animale, la Federazione richiamava, appunto, a quelle scelte e chiarimenti necessari al benessere di un animale longevo, ma dalla carriera ludicosportiva tutto sommato breve rispetto all’arco della propria vita. Il problema del lungo mantenimento in condizioni di benessere degli equidi non-Dpa è stato invece in gran parte risolto con l’Horsegate. L’Europa, come si è avuto modo di scrivere su queste pagine2, non intende risolvere, ammettendo la propria impotenza a farlo, il problema dell’anagrafe degli equidi che consenta una tracciabilità della loro movimentazione e si ferma al censimento. Nascita e morte. Ma, anche sulla morte, nell’incapacità di garantirne la registrazione in Banca dati dell’evento da parte dei proprietari, la Ue accetta per legge che, di default, sia da considerare morto qualunque animale di più di 35 anni. LA RASSICURAZIONE DELL’EUROPA L’Italia è sola, o quasi, nel panorama europeo con il suo tentativo di superamento del mero censimento per un’anagrafe che tracci anche la movimentazione degli equidi. In questo panorama, che in assenza di tracciabilità degli equidi ha visto presente, clandestinamente, una carne più costosa, quella equina, in prodotti che dichiaravano altre composizioni, a dimostrazione, se ce ne fosse stato bisogno, di un suo circuito illecito, l’Europa rassicura i suoi consumatori classificando l’evento come allerta commerciale. A nulla vale il reperi- mento di fenilbutazone a far ammettere l’allerta sanitaria. La sua sporadica presenza in quei prodotti e le sue innocue concentrazioni giustificano un’Europa che non vuole riconoscere il tradimento del principio della tracciabilità tanto vantata e tanto voluta invece per centinaia di altre molecole per le quali, giustamente, si prevedono costi, obblighi ed adempimenti per tutti gli attori della filiera del farmaco veterinario. LE STRATEGIE DELL’EUROPA Si poteva riparare in un qualche modo nella bozza di nuovo Regola- 30Giorni | Dicembre 2014 | 11

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LA FEDERAZIONE ______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ mento sul farmaco veterinario. In una bozza che prevede un aumento degli oneri burocratici imponente a valle della filiera sulla tracciabilità del trattamento, la condizione dell’equide Dpa sottoposto a tutti gli oneri della tracciabilità non si discostano giustamente da quelli delle altre specie da produzioni alimentari. Gli equidi non-Dpa invece, assimilati ad animali da compagnia, si vedono confermati rispetto alla legislazione vigente, come esonerati da tali obblighi. Il problema noto a tutti riguarda la convivenza tra equidi Dpa e non-Dpa che vede molto frequentemente quali ammalati e bisognosi di trattamenti, guarda caso, gli equidi non-Dpa dell’allevamento. Il nuovo Regolamento sul farmaco veterinario, salvo modifiche, non andrà dunque a riparare, con la gestione del farmaco, a quella fuga di notizie sulla tracciabilità delle movimentazioni degli equidi e dunque del loro trattamento, consentita da quello sul censimento di questi animali. IL RUOLO DI SUSSIDIARIETÀ DEL SISTEMA ORDINISTICO Il sistema ordinistico è posto a tutela della salute pubblica. Le competenze delle professioni sanitarie sono competenze al servizio del cittadino. Per queste ragioni, alle audizioni al Senato, la Fnovi, chiamata assieme ad altri3 ad esprimere un parere sulla bozza di nuovo regolamento sul farmaco, ha illustrato questo aspetto ai Senatori della 12a Commissione evidenziando come l’unica soluzione possibile fosse l’obbligo di tracciabilità del farmaco veterinario per tutti gli equidi con unico vantaggio, per i non-Dpa, di poter accedere a sostanze vietate ai Dpa. Nel paese più ippofago del mondo e anche primo importatore di equidi da macello in assoluto, e che dunque potrebbe forse provare a dettare regole di tutela sanitaria grazie al mercato che genera, l’osservazione non è stata ri- levata. Nelle conclusioni della Commissione, pur essendo diverse le osservazioni della Federazione che vi trovano posto, questa è rimasta orfana. Rimane orfana di attenzioni la tutela della sicurezza alimentare anche presso la Fve4 che a diverse riprese non ha accolto le osservazioni Fnovi, con il risultato di non sviluppare nessuna consapevolezza del problema in seno ai veterinari europei che all’ultima General Assembly, per bocca di Feeva, sono arrivati a chiedere la possibilità per gli equidi non-Dpa di ribaltare la regolamentazione che vede quale irreversibile la loro condizione. Secondo i veterinari inglesi, per i quali l’equide non è un alimento, 6 mesi di “riposo” farmacologico per precedenti trattamenti con qualsiasi farmaco e senza alcun genere di tracciabilità, dovrebbero essere garanzia sufficiente per le popolazioni ippofaghe affinché smaltiscano l’ingombro dei loro allevamenti. In attesa che qualcuno ci racconti qualcosa di sensato sul destino degli equidi non-Dpa, la popolazione equina non invecchia a vista d’occhio. I nobili equidi non-Dpa, per lo più animali da uso ludico sportivo, non muoiono né nei nostri allevamenti, né nella nostra anagrafe, né in quella dell’Europa se non compiuto il trentacinquesimo anno di età e per default, il che significa “in un qualche modo, da una qualche parte del mondo”. Non possono e non devono morire per non destare dal sonno della ragione la consapevolezza del loro eccessivo costo di mantenimento in vita, finito il divertimento dell’uomo. La civiltà che ha generato questa cultura sta legiferando per continuare ad alimentarsi dei suoi mostri. ■ 1 Vedi “Eutanasia e professione veterinaria tra incremento della popolazione equina, legalità e codice deontologico” - link al portale FNOVI - Sezione Dossier (http://www.fnovi.it/index.php?pagina=dossier-fnovi) 2 Vedi articolo 30giorni, numero 7 anno 2014, dal titolo “Europa ed equidi: censimento o anagrafe?” (http://www.trentagiorni.it/files/1406369081-36-38.pdf) 3 Per le audizioni della 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità) del Senato vedi: http://www.fnovi.it/index.php?pagina=visualizza-notizia&id=3460&nextpage=2 (http://www.senato.it/3688) 4 Vedi articolo 30giorni, numero 7 anno 2014, dal titolo “Europa ed equidi: censimento o anagrafe?” (http://www.trentagiorni.it/files/1406369081-36-38.pdf) 12 | 30Giorni | Dicembre 2014

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CONTRATTI ATIPICI E APPLICAZIONE DISOMOGENEA DELL’ACN DELLA “SPECIALISTICA AMBULATORIALE” Il reclutamento dei Medici veterinari nella Pubblica Amministrazione Blocco del turn over, reclutamento con contratti atipici, presupposti di legittimità dei contratti e discrezionalità offendono la dignità del professionista e non favoriscono la tutela della salute pubblica. di Nicola De Luca Presidente Collegio Revisori dei Conti Fnovi. Presidente Ordine Medici Veterinari Pescara ministrazione, che si articola, sulla base della vigente normativa, nei seguenti modi: assunzione a tempo indeterminato come dirigente veterinario, assunzione a tempo determinato come dirigente veterinario, incarico a convenzione per la specialistica ambulatoriale (Acn), incarico individuale di natura occasionale o coordinata e continuativa, borsa di studio. el corso del Consiglio Nazionale è stato affrontato il tema del sistema di reclutamento dei medici veterinari nella Pubblica Am- N Dal contenuto degli interventi dei relatori ed a conferma di quanto viene segnalato alla Federazione dai colleghi soprattutto giovani che operano sul territorio, è emerso che la criticità del sistema è legata, oltre al blocco del turnover che perdura da anni, al frequente ricorso ai “contratti atipici” di collaborazione coordinata e continuativa da parte delle Pa ed all’appli- 30Giorni | Dicembre 2014 | 13

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LA FEDERAZIONE ______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ cazione disomogenea dell’Accordo collettivo nazionale (Acn) della “specialistica ambulatoriale” sul territorio. il normale mansionario. Altro elemento negativo legato a questo tipo di incarico è rappresentato dall’ampia discrezionalità da parte della Pa nella determinazione del compenso da corrispondere al professionista. Non esiste infatti un contratto nazionale che ne disciplini la retribuzione. Per quanto riguarda l’Accordo collettivo nazionale (Acn) della “specialistica ambulatoriale”, i problemi sono rappresentati da una sua applicazione non uniforme sul territorio, sia in termini di ore che di utilizzo vero e proprio di tale regime contrattuale, e da una poco chiara definizione dei compiti dei veterinari convenzionati, demandata come è noto alla contrattazione regionale (art. 29 bis dell’Acn). Ci sono Regioni senza veterinari convenzionati (Lombardia, Molise, Friuli), Regioni con numeri esigui (Veneto, Liguria, Emilia Romagna) e Regioni invece con numeri nettamente più elevati (Sicilia, Calabria, Lazio, Campania). Lo stesso dicasi per le ore. Pur riconoscendo la necessità che la Pa debba poter scegliere se utilizzare l’Acn o ricorrere agli incarichi di collaborazione di cui al D.Lgs 165/2001 nel reclutamento del personale veterinario, si ritiene che non debba proporre o mantenere in atto convenzioni con numeri di ore che offendono la dignità del professionista e che, tra l’altro, non sono funzionali alle esigenze del servizio. L’AUMENTO DELLA PRECARIZZAZIONE E I DANNI ALLA SANITÀ PUBBLICA VETERINARIA Mentre da un lato può apparire legittimo da parte delle Asl e degli Izs fare ricorso a questa tipologia di incarico per selezionare il medico veterinario che meglio risponda alle proprie esigenze, dall’altro lato non possono essere sottovalutate le conseguenze negative sul sistema della sanità pubblica veterinaria, legate ad un aumento della precarizzazione. Va inoltre sottolineato che il ricorso all’incarico individuale di natura occasionale o coordinata e continuativa è vincolato, sulla base di quanto previsto dal D.Lvo n° 165/2001 e s.m.i., alla presenza di una serie di presupposti di legittimità: l’oggetto della prestazione deve corrispondere alle competenze attribuite dall’ordinamento all’amministrazione conferente, ad obiettivi e progetti specifici e deve risultare coerente con le esigenze di funzionalità dell’amministrazione che conferisce l’incarico, l’amministrazione deve avere in via preliminare accertato l’impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno, la prestazione deve essere di natura temporanea ed altamente qualificata, devono essere preventivamente determinati durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione. gimento delle attività istituzionali dei veterinari convenzionati. RIFLETTERE SUL FUTURO Sebbene il rapporto Nomisma presentato al consiglio nazionale di Firenze abbia evidenziato, sulla base delle valutazioni espresse dal sistema datoriale, scarse prospettive di impiego nel settore pubblico, tale sbocco professionale resta ancora un obiettivo importante per la medicina veterinaria. Lo sarà maggiormente in un prossimo futuro, quando usciranno dal lavoro (Asl e Izs), per raggiunti limiti di età, circa 5.000 dirigenti veterinari pubblici. È auspicabile che per quella data (il 2025) il sistema di reclutamento dei medici veterinari nelle Pa venga adattato alle richieste provenienti dal mondo del lavoro, ai fabbisogni pertanto del sistema sociale e produttivo. È in quest’ottica che la nostra Federazione partecipa attivamente e già da tempo, alla revisione del percorso di laurea e a una profonda riforma dell’attuale sistema delle specializzazioni. Nasce infatti dal consiglio nazionale Fnovi di Lazise del novembre 2012, la proposta (recepita successivamente dal Miur con D.m. 25 marzo 2013) del monitoraggio e miglioramento dell’offerta formativa, della riduzione dell’offerta complessiva dei corsi di studio e quindi del carico didattico. Il gruppo di lavoro istituzionale permanente previsto da tale decreto e nel quale Fnovi è parte attiva, sta lavorando e lavorerà in questo senso. ■ L’IMPEGNO DELLA PROFESSIONE PER LA SALUTE PUBBLICA Per far fronte alle criticità sopra evidenziate, è fondamentale l’impegno della professione, ed in particolare di chi riveste un ruolo di responsabilità al suo interno. Le azioni dovranno essere rivolte sia a livello locale, vigilando sul corretto utilizzo dei “contratti atipici” e “promuovendo” accordi con i vertici delle Pa, che a livello centrale, stimolando un intervento del Ministero della salute sulle Regioni, al fine di definire i compiti inerenti lo svol- REGOLE POCO CHIARE E CONTRATTI SVILENTI LA PROFESSIONE Non è improbabile l’ipotesi che talvolta questi presupposti di legittimità non siano valutati dalle Pa in modo adeguato, con il risultato che il professionista di fatto viene impiegato per 14 | 30Giorni | Dicembre 2014

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______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ LA FEDERAZIONE IL CALENDARIO FNOVI 2015 La Veterinaria... è Ovunque Tutti i giorni i cittadini incontrano l’attività dei medici veterinari. di Gaetano Penocchio Presidente Fnovi gli altri, e fra di loro ci potrebbero essere anche dei medici veterinari, non hanno mai riflettuto su quanto sia diffusa e necessaria la professione del medico veterinario. Nessuno li ha forse mai invitati a pensare a quante situazioni, quanti luoghi, quante forme dell’esistere richiedono un’attività veterinaria. Provate a fare un gioco con gli amici, con i familiari e con i vostri colleghi: direbbero mai che la medicina veterinaria non si limita a curare animali? Direbbero mai che i medici veterinari si occupano di ricerca, igiene urbana, data base, sicurezza dei mangimi, trasporti di animali e alimenti, terapie assistite con gli animali? Forse no, ma avrebbero ragione loro: non glielo abbiamo mai detto. Dal 2015 dobbiamo cominciare a farlo. Felice Anno con tutti i medici veterinari. ■ utto l’anno inaspettatamente. Ognuno di noi incontra la professione medico veterinaria ogni giorno e in ogni stagione del calendario. E la incontra dove non lo T immaginerebbe mai, in contesti apparentemente estranei al suo ambito di competenza, perfettamente coerenti invece con il suo sapere. D’altra parte, è davvero sorprendente: come si può pensare alla veterinaria davanti a una candela di cera d’api, a un cappuccino, a una pizza, a un gelato? Beh si dovrebbe cominciare. Trovandosi in piazza, in autostrada, davanti a una console ICT, una carrozzina, un acquario: quanti, per simultanea associazione di idee, penserebbero alla veterinaria? Pochi probabilmente. Tutti 30Giorni | Dicembre 2014 | 15

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