AD MAIORA

 

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NUMERO 0 | 2014 | DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO ROSSI Liceo Don Carlo La Mura F tra progetti e manifestazioni agli altri concorsi, l’alunna Giordano Clelia della classe VE si è classificata terza nel Certamen Virgilianum organizzato dal liceo classico “G.B. Vico” di Nocera Inferiore. Gli alunni D’ambrosio Maria Clara e Della Femmina Serena della IIG e Di Risi Gianraffaele della IIA sono stati ammessi alla finale nazionale dei Giochi del Mediterraneo. La scuola ha contribuito alla presentazione del libro “ Il Paradiso dei Diavoli” del noto giornalista della “ Vita in Diretta”, Franco Di Mare, il quale ha fornito un resoconto dettagliato delle problematiche dei nostri giorni. Il 21 Febbraio è stato promosso dal nostro Dirigente Scolastico Prof. Filippo Toriello un incontro tra la polizia stradale e gli studenti del liceo al fine di sensibilizzare gli stessi a una guida prudente; un confronto formativo con il supporto di video e alcol-test per mettere gli alunni al corrente dei numerosi incidenti stradali, causa di un elevato numero di vittime. Il 22 febbraio si è tenuta, presso l’Aula Magna del nostro liceo, la cerimonia di intitolazione della strada alle spalle dell’istituto al Generale dei Carabinieri Gennaro Niglio. Oltre a ciò sono stati organizzati corsi PON di approfondimento di materie scientifiche e letterarie e altre iniziative ed attività come il PLS (piano lauree scientifiche), curato dalla Prof.ssa Amirante, che quest’anno ha visto la partecipazione del prof. Giulio Galise. Ricordiamo che la nostra scuola è associata all’UNESCO, infatti, la Prof.ssa Rosapepe, responsabile del progetto, acciamo un bilancio dell'anno scolastico 2013-2014 ricordando gli eventi più significativi di cui la nostra scuola è stata protagonista. All’inizio di quest’anno due ragazzi del nostro liceo, con il progetto Intercultura, si sono recati oltremare per ampliare il loro bagaglio culturale. Per la prima volta, con lo stesso progetto, la nostra scuola ha ospitato un’alunna, Daniela Del Mar Gomez, che dalla Colombia ci ha arricchito con le sue conoscenze, con le sue esperienze e i suoi racconti. Il Professore Pietro Paolo Paolillo, con la collaborazione di molti studenti, ha realizzato un murales di fronte all’istituto. Durante i mesi di dicembre e gennaio, allo stesso modo dell’anno precedente, si è tenuto l’orientamento per i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado che, attraverso progetti interdisciplinari, sono entrati nell’ottica del liceo. Quest’anno un progetto sull’amicizia ha visto impegnati gli alunni delle scuole secondarie di primo grado e due prime del nostro liceo: IA e IG che hanno prodotto la recensione del libro “L’amico trovato” di Uhlman. Sono stati anche realizzati disegni sul tema dell’amicizia con la supervisione del Prof. Paolillo. Si sono tenute, poi, come consueto le Olimpiadi di varie materie: Fisica, Scienze, Informatica, Filosofia. Ricordiamo il successo riportato dall’alunno Chiavazzo Salvatore che si è classificato primo alle Olimpiadi regionali di Fisica, qualificandosi per quelle nazionali. Non dimentichiamo la partecipazione con gli studenti del corso PON di Scienze da lei curato e con altri studenti della scuola, ha partecipato a una videoconferenza che ha contribuito a dare alla nostra scuola visibilità internazionale. Infine, è doveroso ricordare che il 5 marzo di quest’anno si è tenuto, presso il nostro liceo, un seminario informativo/formativo per l’Erasmus Plus, progetto per cui la nostra scuola è referente provinciale. Che dire? Le iniziative sono state tante, di sicuro ne abbiamo dimenticata qualcuna, ma quelle citate servono solo a ricordare che la nostra più che una scuola è una fucina di idee. D’Antonio Vittoria, Giusto Maria Laura, Vignapiano Iside, Giusto Cristina O Comincia l’avventura: cosa pensa chi ha appena iniziato ggi posso definirmi ufficialmente una liceale a tutti gli effetti, perché finalmente sono entrata a far parte di questa nuova realtà scolastica, ben diversa da quella degli anni scorsi. Il primo giorno di scuola, come sempre, è un momento emozionante per tutti, in primis per noi alunni, poi per i nostri genitori, anch’essi pronti a seguire, attraverso i propri figli, questo percorso di studi, ma anche per chi lavora nella scuola. Con mia grande soddisfazione ed emozione devo dire che migliore ed continua a pagina 3 » cronache di scuola Cambia, dipingi, vivi! L’omaggio dei ragazzi del Liceo La Mura al Generale Gennaro Niglio » storie dal mondo #stopbiocidio In 70000 a Napoli per difendere la “Terra dei fuochi” » zona creativa Lezioni di vita Il significato della felicità attraverso le parole dei ragazzi

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» cronache di scuola Cambia, dipingi, il liceo «don carlo la mura» saluta il generale niglio la possibilità di prendere in mano la loro vita, perché la civiltà rischia di perdere i suoi valori a poco a poco e si dovrebbe cercare di fondare la società sulla giustizia, sulla serenità, non sulla paura e sull’ansia che i nostri cari possano essere messi con le spalle al muro da una qualche organizzazione oscura che li soffoca. Ed è per questo che si è scelta la strada nei pressi di Via Satriano, nella nuova zona residenziale, esattamente come poi ha sostenuto il primo cittadino angrese: “La scelta di intitolargli una strada in questa nuova zona di Angri non è casuale. Questo quartiere rappresenta per la nostra citprendiamo esempio dal Generale Niglio, che con coraggio, spirito e forza d’animo ha lanciato un messaggio, sta a noi coglierlo e portarlo avanti. Prendiamo esempio dai ragazzi del nostro istituto che hanno dato lustro all nome del Liceo Don Carlo La Mura, partiamo da esempi come Salvatore Chiavazzo che si è qualificato per le Olimpiadi nazionali di Fisica, tessiamo le lodi di persone come Clelia Giordano che si è qualificata al terzo posto nello storico “Certamen Vergilianum” organizzato dal Liceo Classico “G.B. Vico” di Nocera Inferiore, ringraziamo alunni come Luigi Montella della V E per credere ancora nella filosofia con i nostri complimenti per essersi classificato ottavo su ben centoventi partecipanti alla selezione regionale delle Olimpiadi di Filosofia. Il Preside Filippo Toriello è qui solo da due anni, pochi per fare un bilancio, sufficienti per dire che qualcosa sta cambiando, la scuola è nelle nostre mani, diamo e ci sarà dato. Crediamo nel futuro e il futuro crederà in noi. Il murales, progettato dal Professore Paolillo e approvato ben volentieri dal Preside, che è stato disegnato davanti la nostra scuola, è un segnale che ci è stato lanciato, disegnate, colorate la vostra vita perché la scuola è vostra e nessuno vorrà mai togliervela, semmai migliorarla, le cose però, si fanno insieme, solo insieme arriveremo lontano. Arrivati a questo punto, chiudete il giornale e riponetelo sulla vostra scrivania, andate fuori, uscite e fate vedere a tutti quello che siete in grado di fare, colorate le strade della nostra città, proponete le vostre idee per il futuro, saranno ben accolte. Non abbiate fretta, ci può volere una vita per trovare la parola giusta all’interno di una frase, ci può volere un’eternità per confessare alla persona amata i vostri sentimenti, sorridete, innamoratevi del futuro, innamoratevi dei pensieri riguardanti quello che potete fare per questa terra, andate via se lo ritenete opportuno, girate il mondo e prendete tutto quello che c’è. Un giorno poi tornerete qui e avremo la terra più ricca del mondo, fatta non di soldi, ma di realtà, di sogni, di idee, di futuro. Tornerete sapendo che il nostro, il vostro futuro vale molto più di qualsiasi ricchezza materiale, la ricchezza della nostra terra siete voi, prendetevi cura di noi, portateci nel cielo dei buoni, nel cielo dei giusti, portateci dove la mafia abbia paura di noi, portateci in una terra migliore, in una terra dei sogni reali. Ad maiora semper. ! A dispetto della sua statura, esile e minuta, è stato un uomo grande e valoroso, che ha rischiato la vita per difendere le istituzioni.” Queste alcune delle parole del sindaco Pasquale Mauri pronunciate il 22 febbraio, giorno dell’inaugurazione della strada dedicata al generale dei carabinieri Gennaro Niglio. Correva l’anno 1982: all’epoca il generale era comandante della compagnia di Nocera Inferiore e fu coinvolto in una sparatoria a Corbara, dove fu ferito, in quanto fu assalito da alcuni esponenti di un noto clan camorristico. Tuttavia riuscì, comunque, a prendere uno di quei criminali e successivamente ad arrestare gli altri, sequestrando armi, targhe contraffatte, documenti falsi. Non si sa come, né perché, Niglio morì all’età di 55 anni in un incidente stradale insieme al suo autista percorrendo una curva pericolosa prima dello svincolo di Scillato. La cerimonia, in onore del generale, si è tenuta presso il Liceo Don Carlo La Mura, con la collaborazione dell’Arma dei Carabinieri di Serra San Bruno, Roccella Jonica, Nocera Inferiore, la Sezione del Reparto Operativo di Roma e ancora gruppi di carabinieri di Napoli, Caserta, Sicilia e Palermo ed altri ancora. Gli occhi pieni di ammirazione e di entusiasmo degli studenti del quinto anno, di alcuni professori, del Preside Prof. Filippo Toriello hanno reso la cerimonia più viva, la commozione palpabile, i ragazzi hanno capito cos’è davvero la responsabilità dell’Arma ed è per questo che il preside Toriello ha sostenuto che “Non a caso il nostro Liceo sta tentando di avvicinare i giovani all’Arma, perché siamo convinti che la parola ‘autorità’ non significhi coercizione, ma rispetto delle regole per scelta e non per imposizione” Alla cerimonia ha partecipato anche la famiglia Niglio, che si è mostrata disponibile a rispondere alle domande degli alunni. La prima fase della cerimonia è stata celebrata nell’Aula Magna del Liceo dove si è parlato del valore, della forza d’animo, del coraggio e della dedizione del generale Niglio. Si è fatto riferimento ai molti successi che aveva ottenuto quando era capitano della Compagnia di Nocera Inferiore e, in particolare, del fatto che fosse stato insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare. Uno dei tanti martiri della mafia, sicuramente Niglio è uno dei pochi che si sia battuto così strenuamente per salvare la sua patria, per garantire ai giovani, alle generazioni che verranno tà la rinascita e il futuro. Vogliamo che queste strade siano vivibili e sicure e giammai vie di periferia, lasciate all’incuria e all’abbandono. Il ricordo di Niglio, pietra miliare di democrazia e legalità, è indelebile per la città di Angri” Alle ore 12.10 ci si è spostati in strada e, sulle note della Banda dell'Arma dei Carabinieri e con le parole dell’ex sindaco Bartolo D’Antonio, è iniziata la seconda fase della cerimonia, lo scoprimento della targa. Il momento più toccante ha raggiunto il suo culmine con la benedizione del Parroco Don Luigi La Mura, che ha fatto sì che il freddo di febbraio svanisse e che tutti, carabinieri, alunni, professori, fossero accomunati da una storia su cui si deve fondare un destino comune. La strada, collocata vicino alla scuola, dovrebbe essere uno spunto di riflessione per gli studenti, i quali, ogni volta che imboccano quella strada, potrebbero rivolgere un pensiero ad un uomo che ha anteposto alla sua vita il nostro destino, un uomo che ha portato alto il nome di quella che noi definiamo oggi “giustizia”. La giustizia siamo noi e la facciamo noi. Ci siamo chiesti come migliorare il nostro futuro. Le risposte sono tante ma tutte molto vaghe,

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» cronache di scuola Il progetto Intercultura approda al «La Mura» intervista a daniela gomez: «la vita di una giovane ragazza italo-colombiana» A vete mai considerato l’idea di poter vivere un’esperienza di un anno dall’altra parte del mondo? E’ necessario, allora, sapere che cos’è “Intercultura”. Intercultura è un’organizzazione che promuove e crea scambi interculturali, conosciuta anche come AFS Intercultural Programs. Ma cosa significa scambio? Qual è il vero significato di questa esperienza? Sicuramente, è la capacità di adattamento, di condivisione. I ragazzi di Intercultura, quei giovani che partono dal proprio paese, non sanno cosa li aspetta. Conoscere nuove usanze, nuove abitudini è particolare per tutti. Intercultura gira tutto il mondo. Passa dall’America settentrionale alla Finlandia, dall’Italia al Giappone, dalla Cina alla Russia. Ogni anno ci sono circa 1800 ragazzi che partono dalla loro città per arrivare “dall’altra parte del mondo”. Vogliono sperimentare, vogliono conoscere e questa è l’occasione adatta per provarci. Intercultura offre l’opportunità di vivere per un anno in qualsiasi città. L’Italia è una meta molto ambita e proprio nella nostra piccola cittadina abbiamo avuto l’occasione di ospitare una giovane ragazza colombiana: Daniela. Chi è Daniela? Da dove viene? Mi chiamo Daniela Del Gomez Güiza, ho 17 anni e sono Colombiana. Sono nata in una città nelle vicinanze della capitale, ma abito nella capitale. Studio Architettura e Design all’Universidad de Los Andes a Bogotà. Cosa ti ha spinto ad intraprendere questa esperienza? Io ho pensato di intraprendere questo viaggio da sempre. Mia madre mi ha spinto a farlo quando ho finito il liceo. L’idea principale era di perfezionare il mio inglese, ma volevo conoscere una terza lingua. La mia idea non era solo questa, volevo vivere l’esperienza che mi offriva intercultura. Volevo vivere la vita di un ragazzo giovane di un’altra nazione. Volevo conoscere la cultura di un altro paese e di un’altra famiglia. Hai scelto tu la destinazione? Quando ho fatto la domanda per intercultura, dovevo dare due opzioni. Ho scelto l’Italia, dato che studio Architettura, mi interessava l’arte, la cultura, il cibo e le persone italiane. Volevo essere circondata da tutto questo e così l’ho scelta. L’Italia è come te l’aspettavi? Non potevo avere un’immagine dell’Italia, ne avevo solo un’idea superficiale. Mi aspettavo di vedere solo vecchi palazzi o città storiche, ma non è stato così. Ho visto una strada moderna, con un portone dell’800. Io vivo la vita di una ragazza italiana, non vedo solo posti per turisti, anche se molte persone hanno questa idea dell’Italia. È migliore di come me l’aspettavo. A due mesi dall’arrivo come vivi il distacco dalla tua famiglia? Mi manca la mia famiglia, ma qui sto bene. Parlo con loro durante il giorno, ma sto provando a staccarmi piano piano per poter vivere al meglio questa esperienza. Qualche volta, in alcuni momenti, però, ho bisogno di loro. Imparare la lingua italiana è un’impresa difficile? Comunicare è facile, ma saper parlare bene l’italiano è difficile. In spagnolo posso “giocare” con le parole, mentre la lingua italiana è più rigida. Ci sono molte particolarità come gli articoli, i plurali o l’apostrofo. Cosa ti ha colpito della cucina italiana? Mi ha colpito la formalità che si ha anche in casa, cioè mangiare l’antipasto, il primo e il secondo. Non sapevo che il cibo fosse così buono. Una particolarità è l’uso dell’olio, che viene messo in tutto. Mi hanno colpito tutti i diversi tipi di pasta o di formaggio. Pensi che le persone in Italia siano accoglienti? La tua scuola lo è stata? Sì, le persone sono molto gentili e ospitali con me. La mia scuola mi ha accolto bene, soprattutto la mia classe. Gli insegnanti si comportano bene con me, quando ho un problema tutti mi aiutano. Intraprenderesti studi Universitari in Italia? Sì, sto considerando l’idea. Ma devo informarmi meglio. Reputi difficile la scuola italiana? La scuola italiana è diversa da quella colombiana. Gli studenti qui devono studiare molte cose in modo diverso dal mio e naturalmente non è facile. Come speri che siano questi 8 mesi? Io spero siano bellissimi come sono stati questi due. Spero di trovarmi bene e di divertirmi. Alessia Iovino Comincia l’avventura: cosa pensa chi ha appena iniziato segue dalla prima oagina originale accoglienza non potevamo avere; abbiamo sentito l’affetto e il calore sincero di tutti i docenti e di tutto il personale della scuola che, insieme agli alunni più grandi, ci hanno festosamente aspettato nell’atrio della scuola facendoci sentire già parte di questa grande famiglia. Sono molto soddisfatta della scelta fatta, in quanto ritengo il Liceo Scientifico la tipologia di scuola più completa ed idonea non solo per la mia formazione scientifica ed umanistica, ma anche per la prosecuzione degli studi universitari. Ho avuto subito la sensazione di trovarmi in un ambiente composto da persone serie, professionali, umane e disponibili. Una scuola che ci ha messo fin dall’inizio a nostro agio, una scuola che, come pensano molti, non deve essere vissuta dagli alunni come un incubo o vista come un luogo all’interno del quale non si fa altro che studiare, studiare e solo studiare …. no, questo no! La scuola, secondo me, a partire dallo studio, deve essere il luogo dove io possa in ogni occasione arricchirmi, crescere, ascoltare ed essere ascoltata. Inoltre, mi auguro di poter condividere molte esperienze scolastiche con gli alunni delle altre classi dell’Istituto per poterci confrontare e per poter scambiare opinioni. Ritengo, tuttavia, che per un successo formativo sia sicuramente indispensabile la buona educazione e l’ascolto da parte di ciascuno di noi; l’educazione perché noi dobbiamo rispettare la struttura, i docenti e tutti coloro che incontriamo; l’ascolto perché da ciò che ci viene detto quotidianamente dai nostri docenti dobbiamo trarre buoni frutti e occasioni di riflessioni. Altri elementi fondamentali sono l’essere motivati e fiduciosi e il trasmettere ai docenti la costante voglia di apprendere senza temere di sbagliare; penso ancora a quanto sia importante l’attenzione e la concentrazione in classe, perché, se si ricevono bene tutte le informazioni, allora si assimila meglio e a casa il lavoro sarà facilitato. Ecco, questo è quanto; questi sono gli aspetti che reputo fondamentali e queste le aspettative per il nuovo anno scolastico. Ora non mi resta che intraprendere con il giusto spirito questo cammino! Elena Tortora

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» cronache di scuola Il liceo di Angri incontra l’Arma dei Carabinieri L o scorso martedì, 19 novembre 2013, si è tenuto presso il nostro Liceo classico-scientifico di Angri l’incontro degli allievi delle classi quinte con il comandante della stazione dei Carabinieri di Angri, Maresciallo a. s. U.S.P. Alessandro Buscema. L’evento ha assunto un carattere di assoluta novità in quanto il comandante Buscema è stato trasferito nel nostro paese da pochi mesi e l’incontro è servito anche per dare un caloroso “benvenuto” al maresciallo, benvenuto di cui si è fatto portavoce, a nome di tutta la comunità scolastica, il Dirigente scolastico, prof. Filippo Toriello. Il comandante, accompagnato dal brigadiere Agostino Amato, ha salutato gli allievi con grande cordialità e, dopo aver brevemente accennato al proprio percorso professionale che lo ha portato nel nostro paese, ha presentato ai ragazzi il suo piano su cui costruire la sicurezza per la comunità angrese. Affinché le forze dell’ordine siano efficienti sul territorio – ha sottolineato Buscema – è necessario che soprattutto nei giovani si estingua quel senso latente di sfiducia che, spesso, si prova nei confronti dell’Arma. Il comandante ha, poi, risposto alle numerose domande che gli allievi, interessati e attenti, gli hanno posto e li ha messi in guardia dai pericoli insidiosi che anche in un paese come il nostro possono annidarsi nei luoghi e nei contesti frequentati dai giovani; si è, quindi, mostrato disponibile ad essere sempre presente con essi ogni qualvolta ne sentano la necessità. Alla fine dell’incontro, il comandante ha chiesto collaborazione ai ragazzi stessi affinché i Carabinieri possano lavorare per il benessere e la sicurezza della nostra comunità. Un augurio di “buon la- voro” da tutta la comunità scolastica al comandante Alessandro Buscema. M.R. Grieco I l 09 ottobre scorso, presso il Lidel territorio organizzate in rete e ceo Don Carlo La Mura, il Didi cui il Liceo La Mura si propone rigente scolastico prof. Filippo come capofila, prevedono intervenToriello ha tenuto un incontro con i ti formativi a tutto campo su molti rappresentanti di enti ed istituti del aspetti del nostro essere cittadini territorio ed ha presentato un grupattivi e responsabili: il primo socpo di progetti che hanno come finacorso, le guardie ecologiche, le guilità l’educazione all’ecosostenibilità de turistiche, la prevenzione degli il liceo la mura presenta e alla cittadinanza attiva e collaboincendi, la raccolta differenziata, la tre progetti tra ecosostenibilità rativa. Sono intervenuti l’Assessore sicurezza sulle strade e a scuola, la ed educazione alla cittadinanza del Comune di Angri Dott. Marco riduzione dell’inquinamento attraDe Simone, il Sindaco di Corbara, verso comportamenti di mobilità Dott. Pietro Pentangelo, e il Vicesostenibile, la conoscenza della culI progetti presentati – “Carpooling scolastico. sindaco, Dott. Marco D’Antuono, il Dirigente Pratiche di sostenibilità”, “Cittadini Terra Aria tura della nostra terra. Scolastico della Scuola Secondaria di primo Acqua Fuoco. Una Rete per il Sapere”, “Progetto I presenti all’incontro hanno apprezzato e grado “S. Falco” di Scafati, Prof. Enzo Stuc- biblioteca ad Angri” – si sviluppano sia all’in- condiviso col Dirigente del nostro Liceo e con chio, la Vicepreside della Scuola Secondaria di terno che fuori dell’Istituto e chiamano gli enti i suoi collaboratori i valori civili, lo spirito coprimo grado “Opromolla-Galvani-Smaldone” locali, le altre scuole ed organizzazioni pubbli- struttivo e lo slancio di grande apertura al terdi Angri, prof.ssa Elisabetta Gilblas e il Prof. che e private ad una collaborazione in rete e di ritorio che sono alla base di questi progetti e Palumbo, responsabile dei Progetti dello stesso sistema per promuovere una governance del hanno dato la loro disponibilità per realizzarli. Istituto, il Dott. Antonio Febbraio, Direttore nostro territorio (scolastico ed extra scolastico) I prossimi incontri serviranno a mettere a pundelle Risorse umane della “Doria” e genitore di ispirata alla sostenibilità umana, ecologica, cul- to le strategie operative. un alunno del nostro Liceo, la responsabile del turale e organizzativa. gruppo Scout di Angri Marianna D’Amaro. I progetti, rivolti agli allievi delle scuole Progettare per una cittadinanza attiva « »

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» cronache di scuola Terra, acqua, aria, fuoco il liceo «la mura» a favore dell’ambiente D ove saremmo senza terra?! Cosa faremmo senza acqua?! Come vivremmo senza aria?! Non sarebbe tutto troppo buio senza fuoco?! L’acqua dà origine alla vita, sostiene e dà forza alla terra, è un elemento così sottile che a volte ce ne dimentichiamo l’importanza, l’acqua è così forte che diventando vapore riesce a raggiungere anche la sfera celeste mentre noi siamo qui, nella generazione della terra dei fuochi, nell’era dove i rifiuti tossici costano più di una vita, nell’epoca in cui non c’è politica ma dittatura autorizzata. L’aria ci appartiene, dobbiamo sentirci parte di essa, se qualcuno la inquina, se qualcuno non crede nel domani, è un nostro avversario, dobbiamo fargli la guerra, non ha il diritto di vedere il nostro stesso arcobaleno. L’aria è il respiro del cosmo intero, è l’unione del caldo con il freddo, l’aria è il respiro di un bambino che sorride alla vita, l’aria è il diritto di colui che vuole lasciare questa terra esattamente come ci è stata donata oppure migliore. Il fuoco è un po’ come il principio della vita, il fuoco è energia pura, ha la capacità di purificare ogni cosa, ma ha anche, allo stesso tempo, la terribile facoltà di radere al suolo tutto ciò che è stato costruito con lavoro, sacrifici; sta a noi decidere se fidarci o meno del fuoco, che in sé è buono, ma quando qualcuno ne fa un uso improprio rovina tutto, rovina il bene comune, rovina il nostro cosmo, già perché il cosmo è nostro. Troppe domande potremmo farci sul pianeta in cui viviamo e poche sarebbero le risposte, ma alla fine le stelle fanno parte del cielo o vivono nell’aria? Fanno parte della terra, del cosmo o di un universo a parte? L’ignoranza umana forse tra qualche secolo non ci permetterà più nemmeno di vederle, di ammirare la loro semplice ma dannata bellezza. Tutto quello che ci resta è sognare? Viaggiare dentro i ricordi di tanti e tanti anni fa quando il mondo era più chiaro? Non sarebbe giusto pensarla così, sarebbe una sconfitta del bene, sarebbe una sconfitta dell’arcobaleno, che splende sempre sopra di noi anche dopo una lunga pioggia, il che ci fa capire che anche quando un’idea comune di giustizia ci sembra irrealizzabile non è mai troppo tardi per lottare, non può piovere per sempre, l’arcobaleno è dietro l’angolo, sta solo a noi cambiare rotta. Aumentiamo la sorveglianza delle forze dell’ordine su località a rischio inquinamento, andiamo tutti a difendere il nostro territorio dalla disfatta se serve. Serve un punto di riferimento? Un puntello dal quale iniziare una grande scalata? La “nostra” scalata?! Il liceo Don Carlo La Mura ha fatto il primo passo, il Dirigente Scolastico Prof. Filippo Toriello, con il suo corpo docenti, ha elaborato un progetto coinvolgendo tutte le scuole seconda- rie di primo grado del territorio, le Associazioni e gli Enti pubblici; la cultura e l’informazione sono il primo passo verso la nostra terra. Come si organizza tutto questo?! Questo progetto è solo un sogno irrealizzabile verso una terra ideale o si può davvero fare qualcosa? Aiutiamoci, dove la nostra mano non può arrivare arriverà la mano di qualcun altro, l’importante è tenderla questa mano, allungarla il più possibile. Sarà organizzato un laboratorio di scienze attrezzato per poterci permettere almeno le conoscenze fondamentali sull’astronomia, per arrivare alla consapevolezza che sopra di noi c’è qualcosa e dobbiamo solo saperla osservare. Il “nostro” liceo non è solo nostro, si sta mettendo in gioco, chiunque voglia giocare può farlo, chiunque voglia rendere questo pianeta migliore è invitato a far parte della nostra comunità, siamo tutti importanti, ognuno di noi, impariamo a conoscere il nostro sistema per poi poterlo insegnare agli altri, diamo inizio ad una catena di aria pulita, con molecole di felicità, facciamolo con allegria, aiutiamo il futuro! Perché ci definiscono la terra dei fuochi? Non sarebbe tutto più bello se ci definissero la terra dei sogni? La terra dove far nascere bambini che possano respirare aria sana, la terra dove permettere agli agricoltori di coltivare prodotti senza l’aggiunta di scorie radioattive, la terra delle opportunità. La terra è la madre di tutta la natura, è dotata di magia, anche se non lo sappiamo, la terra è fertile, creativa, nutriente, rigogliosa, ha gli stessi comportamenti che ha una madre con il figlio appena nato, è protettiva, materna, acco- glie gioiosamente la vita e la nutre, la difende. Ma acqua, terra, aria e fuoco non sono un po’ tutte la stessa cosa? Sono simboli di libertà, di bontà, dobbiamo solamente seguire la strada da loro imboccata naturalmente, dobbiamo permettere ai futuri membri della terra di avere la stessa opportunità che è stata concessa a noi. Emergeremo dalle acque o annegheremo nella diossina? Nella Bibbia San Paolo, nel famoso inno all’amore tratto dalla prima lettera ai Corinzi, recita: “Non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità.” Questo è il messaggio sul quale dobbiamo fondare la nostra esistenza, se vediamo qualcuno che minaccia il bene comune, dobbiamo denunciarlo, dobbiamo agire, fare qualcosa che, una volta che non ci saremo più, verrà ricordata, qualcosa che renderà i nostri figli fieri di noi. Se viviamo solo e solamente per noi stessi ,ad un certo punto arriva il “gong” della nostra vita, un suono, un tumulto fortissimo che ci fa capire che siamo già tutti morti, siamo già morti perché non stiamo vivendo, non doniamo la nostra vita ad un’altra persona, il nostro ego è troppo forte da permettercelo. “La terra dei fuochi”, come è possibile che da una frase composta da due elementi naturali scaturisca una catastrofe a livello umano ed ambientale? Rendiamo questa terra fiera di noi! Coloriamo la nostra aria! Fidiamoci del nostro fuoco! Amiamo la nostra acqua! La vita è nostra, la vita è adesso. Stefano Falcone

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» storie dal mondo #stopbiocidio la rabbia dei giovani contro gli «assassini ecologici» a Piazza Plebiscito, dove la manifestazione si è conclusa con un appello alle aziende campane, affinché venga finanziato il progetto di bonifica dei terreni inquinati dai rifiuti tossici, cosa difficilmente attuabile a causa delle enormi spese da effettuare a carico della Regione Campania. Difficile, sì. Ma, almeno, è significativo anche solo vedere la motivazione della gente infuriata e dispiaciuta per tutto ciò che ha perso, disposta, fino alla fine, a combattere per un cambiamento, per la loro vita. Sembrerà uno spreco di tempo… Ma non lo è. Ogni parola, ogni pensiero, ogni proposta sono una crepa in più nel sistema corrotto che ha ridotto in queste condizioni la nostra terra, fertile, ormai, del dolore e delle lacrime di madri, mogli, mariti, tutti accomunati dal fatto di aver perso un pezzo della loro anima. Siamo noi gli unici a poter ribaltare questa folle situazione. Siamo noi a poter cambiare il mondo. D a qui a dieci anni, questi qui non avranno scampo. Stanno ammazzando la gente per soldi. “. Queste alcune delle parole di Nicola Schiavone, meglio noto come Sandokan, famoso pentito, ex-boss dei Casalesi, impegnato da anni nell’ardua missione di salvataggio dell’ormai celeberrima “ Terra dei Fuochi “. Parole cariche di rabbia e terrore, quelle utilizzate da Schiavone, il quale ha voluto sottolineare i devastanti effetti di questo fenomeno, parlando di oltre 5 milioni di decessi nell’area compresa tra le province di Napoli e Caserta, entrambe derubate della bellezza dei loro paesaggi, della genuinità dei loro prodotti, della gioia che, fino a pochi anni fa, riempiva il volto dei loro abitanti. Tutto ciò è stato portato via. Più precisamente, alle famiglie di Nola, Giugliano, Acerra, Marcianise ( e l’elenco sarebbe lungo… ), decimate da questo “biocidio”. Di fronte ad una situazione così tragica, era più che ovvio che il popolo reagisse, tentando, a modo suo, un’insurrezione che spingesse ogni singolo individuo a mobilitarsi per dire basta a quest’ecatombe. Ecco i presupposti e le motivazioni della manifestazione tenutasi a Napoli lo scorso 16 Novembre, che ha visto scendere in piazza più di 70.000 persone. Tra i tanti partecipanti, anche i ragazzi del nostro Istituto, che, con striscioni e slogan, si sono aggiunti al corteo partito alle ore 15.00 da Piazza Mancini. A sfilare per le strade del capoluogo campano troviamo anche il Sindaco della città, Luigi de Magistris, fermo sostenitore degli ideali ecologisti, e lo scrittore Roberto Saviano, autore di Gomorra, il cui ultimo capitolo ( intitolato appunto “La Terra dei Fuochi”) descrive la situazione che stanno vivendo gli abitanti di questo territorio. La folla, che, grazie anche all’ausilio dei social networks, ha cominciato a marciare per Corso Umberto I, è giunta, infine, L Cosa ne pensano i ragazzi? facciano avanti, si assumano le proprio responsabilità e facciano ciò che è giusto! Non dobbiamo aspettare che gli Americani facciano degli esami sul territorio, abbiamo anche noi i mezzi per farlo. Qui si tratta del nostro paese, della nostra terra! Come potete lasciarla morire come se nulla fosse? Siete davvero tutti così incoscienti e menefreghisti? Non pensiate sia solo un problema del sud, perché, è vero, i rifiuti tossici sono sotterrati qui, ma l’aria è di tutti. Il nostro cibo, i nostri raccolti arrivano anche da voi! Bisogna agire. Agire adesso e bene. Non basta un decreto legge! Bisogna prendere in mano la situazione e non provvedere in modo caotico e superficiale, ma in modo intelligente e giusto, prima che sia troppo tardi! Perché cosa farete poi? Cosa farete quando sarà troppo tardi? Io faccio appello alla vostra umanità. Faccio appello a ciò che di buono c’è in voi. Fate ciò che è giusto. Meritiamo tutti una vita serena e sana! Maria Vitolo ’Italia è quel posto in cui puoi respirare aria inquinata da gas e scorie radioattive. l’Italia sarebbe una nazione bella come poche altre, se solo fosse governata da persone giuste e non da ipocriti senza coscienza. Sulla terra dei fuochi si è detto tanto e sono stati adottati anche alcuni provvedimenti, come il nuovo decreto legge. Nulla da togliere a ciò, ma il punto è che qui siamo stanchi delle chiacchiere, vogliamo i fatti!Per anni siamo stati ingannati da parole che sono volate via col vento. Ora basta, è tempo di cambiare! È tempo di rimediare agli errori commessi! Che tutti quelli coinvolti in questo scempio si

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» storie dal mondo Search: ricerca? Si, di un mondo migliore! C ari lettori, oggi ci occupiamo di un tema molto particolare. Facciamo una ricerca su Google, scriviamo: “morto ragazzo gay”. In 31 secondi ci troviamo davanti ad dato impressionante: 563000 pagine che trattano tutte lo stesso argomento. La cosa che stupisce di più è che in un mondo che vuole farsi promotore dell’innovazione, promotore del superamento del razzismo, promotore dell’uguaglianza, ci siano ancora così tanti suicidi di ragazzi, uccisi da menti contorte, uccisi dai pregiudizi. Studiamo a scuola la seconda guerra mondiale, il Fascismo, il Nazismo, come se appartenessero ormai al passato, ad un passato lontano da noi, non ci accorgiamo, però, che sono cambiate le vittime ma il fenomeno è sempre lo stesso. Lo dimostrano questi suicidi, queste uccisioni, queste aggressioni che non finiscono mai. Il vero Nazismo è quello del nostro secolo. Non c’è molta differenza con il passato: il grado di ignoranza è lo stesso. Potremmo vivere in un mondo migliore, invece sappiamo solo allenare la nostra mente per fare del male agli altri, non sappiamo, però, allenare il nostro cuore per aiutare il prossimo. Tutto si è innovato tranne la nostra anima. L’omofobia nasce senza motivo tra i ragazzi, “è un’avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità”, così la definisce Wikipedia. La scusa potrebbe essere semplice: Dio vuole l’amore tra uomini e donne. Allora come possiamo spiegare l’amore tra padre-figlio, madre-figlia? La verità è che Dio ha creato l’uomo con un cuore capace di amare e non ha scelto chi debbano essere i destinatari del nostro amore. “Non serve una legge, non basta! Serve civiltà e cultura, quello che manca lun- go lo stivale!- dice Vladimir Luxuria -abbiamo bisogno di una legge per cui chi incita all’odio venga perseguito penalmente e la società civile deve essere dalla nostra parte. Se al bar sentite parole offensive nei nostri confronti e non dite nulla vuol dire che siete anche voi parte della mano invisibile che ha fatto volare Simone da quell’undicesimo piano.” Queste parole fanno riflettere. Simone D potevamo essere noi. Simone D. poteva essere chiunque. Perché? Non c’è soluzione alla triste storia perché non saremo mai pronti ad essere “umani”. Sappiamo uccidere, sappiamo incitare al gesto estremo, sappiamo far morire senza premere il grilletto. Bravi, no? Emanuela Maresca » zona creativa Lezioni di vita il significato della «felicità» Stampa, Maggioni e Pellizzari ci spiegano che un individuo è soddisfatto quando può ottenere di più; «di conseguenza», come affermano ancora i due giornalisti, «oggi siamo effettivamente più felici di 20 anni fa, ma non ci riteniamo tali perché le nostre aspettative sono cambiate […] e desideriamo sempre di più». La felicità è, perciò, una continua ricerca ed è lo scopo della vita: le persone si recano in un luogo perché li rende felici, scelgono una professione invece di un’altra perché li rende felici, mangiano la nutella invece della marmellata perché li rende felici. Ed ecco che arriviamo alla cronaca dei nostri giorni, alla strage di Lampedusa, in cui più di 300 persone sono morte perché sono partite piene di speranza per questa ricerca che, come nell’Orlando furioso, si è rivelata fallimentare. Tuttavia, anche se troppa felicità può spaventare, non dobbiamo accontentarci, dobbiamo arrivare in cima alla vetta e non restare a metà strada tra la gioia e la tristezza , perché, benché, come dice Bauman, la felicità sia «come un orizzonte che, […], si allontana ogni volta che cerchiamo di avvicinarci ad esso», dobbiamo trovare il coraggio, secondo il sociologo, di «tentare l’impossibile». Abagnale Francesca D urante il ciclo della vita, l’uomo è alla continua ricerca della felicità o, comunque, di un qualcosa che possa appagare questo suo desiderio. Un esempio, nella letteratura italiana, può sicuramente essere il motivo dell’«inchiesta» nell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto, dove i personaggi sono alla continua ricerca dell’oggetto del desiderio. In questo modo si può dire che i paladini ariosteschi si pongono degli obiettivi, proprio come consiglia il sociologo Zygmunt Bauman nel suo saggio L’arte della vita. Questi, infatti, afferma: «La nostra vita è un’opera d’arte […]. Per viverla come esige l’arte della vita dobbiamo […] porci delle sfide difficili». Ciò significa che dobbiamo porci degli obiettivi che vadano oltre le nostre capacità, impegnarci per riuscire, prima o poi, a raggiungere ciò che ci siamo proposti, al fine di dimostrare a noi stessi che siamo stati, come dice ancora Bauman, «all’altezza della sfida». Tuttavia, per riuscire nella nostra impresa, dobbiamo combattere un altro fattore fondamentale: l’incertezza, che ogni volta si insinua nella nostra mente e, come ci spiega il sociologo, ci fa apparire la felicità sempre più lontana da noi. Questo argomento è anche presente nell’articolo 3 della Costituzione italiana, il quale affer- ma che tutti i cittadini hanno pari dignità, indipendentemente da sesso, razza, lingua, religione, ecc.. Esso sostiene, inoltre, che «è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che […] impediscono il pieno sviluppo della persona umana». Ancora, la Dichiarazione di indipendenza americana del 4 luglio 1776 pone tra i diritti fondamentali dell’uomo «il perseguimento della Felicità». È chiaro, quindi, che, se tale tema è stato inserito anche all’interno di documenti di cotale importanza, è universalmente riconosciuto come un elemento fondamentale della vita dell’uomo. Tuttavia, la domanda che ci poniamo più spesso e che è stata posta anche dai giornalisti M. Maggioni e M. Pellizzari è: «cosa ci rende felici?». In una società consumistica, come quella del XXI secolo, per molti essere felici significa, come dice l’economista Stefano Zamagni, «far credere che basti aumentare le utilità», o almeno questo è ciò che vuole farci intendere il «Chicago man, come Daniel McFadden ha recentemente chiamato la versione più aggiornata dell’homo aeconomicus». Questi, come ci spiega Zamagni, è, in realtà, un uomo solo e, quindi, non è felice, perché per esserlo «occorre essere almeno in due» Inoltre, in una ricerca pubblicata su La

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» l’angolo della cultura Tutti pazzi per il polpo! alla scoperta di questo affascinante animale A vete mai pensato di considerare il polpo molto più di una semplice insalata di mare? Noi si! Infatti il nostro liceo, in collaborazione con l’Unesco, ha sviluppato un progetto riguardante recenti scoperte in campo neurologico sui polpi. Per sensibilizzare gli studenti a queste tematiche innovative, è stato invitato, presso il nostro liceo, il neurobiologo della Stazione Zoologica di Napoli, Graziano Fiorito che, dopo aver illustrato l’importanza dei cefalopodi nella società, ha assegnato ad ogni piccolo gruppo una tematica riguardante i polpi: il loro ruolo nell’arte, nella letteratura, nel mondo cinematografico, nella cucina e nelle ricerche neuro-scientifiche. Nei mesi a seguire gli alunni, con l’aiuto dei docenti della scuola e la supervisione della prof.ssa Rossana Rosapepe, hanno approfondito l’argomento che era stato assegnato loro venendo a conoscenza di molti aspetti e curiosità riguardanti i polpi: spruzzano inchiostro per difendersi; non sono dotati di tentacoli ma di veri e propri arti; possiedono tre cuori; sono estremamente intelligenti in quanto hanno la capacità di imparare a far qualcosa solo osservando un proprio simi- le; hanno la capacità di mimetizzarsi; sono stati il terrore dei mari in molti romanzi e pellicole cinematografiche come “Pirati dei Caraibi”; sono stati d’ispirazione a molti vasai micenei e a recenti designer . La figura del polpo ha assunto rilievo internazionale durante i mondiali in Sudafrica del 2010. Infatti molti ricorderanno come il polpo Paul abbia predetto la squadra vincitrice di molte partite, tra cui la vincitrice del torneo. Ciò gli ha garantito visibilità internazionale e gli ha permetto di evitare la pentola! Inoltre la scuola ha realizzato una prima presentazione del lavoro svolto al Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II di Roma, dove ha potuto concorrere con progetti di altre scuole italiane. E tu, che l’hai sempre considerato stupido, rispondi a questa domanda: un polpo ha otto tentacoli ed è in grado di fare più cose contemporaneamente, tu quante cose sei in grado di fare nello stesso momento? Sara Rizzano Iside Vignapiano Maria Rosaria Zampaglione ridurre traffico, inquinamento e costi Carpooling school I l termine inglese carpooling (auto di gruppo) è una modalità di trasporto che consiste nella condivisione di automobili private tra un gruppo di persone, con lo scopo principale di ridurre l’inquinamento e il traffico. In particolare, il Carpooling school è un’iniziativa lanciata nelle scuole che consiste nell’accordarsi tra tutti gli alunni e i genitori, residenti in zone limitrofe, in modo da utilizzare una sola automobile per arrivare alle scuole con 4-5 passeggeri e non solamente 2. I vantaggi di questa iniziativa sono vari, e comprendono la riduzione dell’inquinamento a causa del minor numero di automobili ed un risparmio economico sui costi del carburante, oltre ad un miglioramento dei rapporti sociali tra le persone. Molti potrebbero vedere anche degli svantaggi del carpooling come una sorta di violazione della privacy che contraddistingue il rapporto tra genitore e figlio. Ciò può anche essere vero, ma di sicuro quello che oggi conta davvero è contenere al massimo le spese e proteggere l’ambiente; genitori e figli, invece, possono approfittare di tante altre occasioni per chiacchie- rare in libertà. Questa iniziativa, inoltre, è favorita anche dal web grazie a molti servizi gratuiti di Carpooling che mettono in contatto chi cerca un passaggio e chi lo offre; nell’ultimo anno uno di questi servizi, Road Sharing, ha raggiunto risultati notevoli, con oltre 37.000 iscritti e più di 46.000 viaggi organizzati Gli obiettivi che si pone una piattaforma di Carpooling oggi sembrano molteplici (economico, ambientalista, pratico), per poterli raggiungere è sufficiente mettere in comunicazione persone che non si conoscono e che devono intraprendere uno stesso percorso per arrivare nelle scuole. È statisticamente provato che il Carpooling è utilissimo, ecco i risultati che arrivano direttamente dalla capitale: – Minori costi di trasporto, grazie alla divisione del costo del carburante e di eventuali parcheggi o pedaggi fra i compagni di viaggio. – Minor usura dell’auto privata, grazie alla possibile alternanza delle auto dei componenti dell’equipaggio. – Minor inquinamento. – Minor stress psicofisico e diminuzione del rischio di incidenti grazie alla possibilità di riposare alternandosi alla guida – Maggior possibilità di parcheggio, grazie al minor numero di autovetture in circolazione. – Socializzazione – Meno veicoli in circolazione. In conclusione, se tutte le famiglie aderissero a questo progetto migliorerebbe la qualità della vita e anche dell’ambiente. Al nord è già diffuso da tempo ed è ora di promuoverlo anche al Sud specialmente nelle scuole. Dobbiamo, quindi, riconoscere al nostro Dirigente Scolastico il merito di aver lanciato e proposto questa iniziativa che coinvolge la nostra città e il territorio limitrofo. Il nostro Istituto, infatti, ha creato una Rete con altre scuole del territorio, Enti pubblici ed Associazioni proprio per la realizzazione di percorsi di ecosostenibilità che includono anche il carpooling. Confidiamo nella fattiva collaborazione di tutti per una rapida realizzazione! Marco Villlani

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