Giornalino mese di Gennaio 2015

 

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giornalino mese di Gennaio 2015 della fraternità S. maria di Gesù "la Gamcia" di Termini Imerese

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Anno XIV - n. 1 - Gennaio 2015 49a Giornata delle Comunicazioni sociali del diac. Pino Grasso Giornata del Padre Nostro pag. 3 pag. 4 pag. 5 pag. 6 IN QUESTO NUMERO “Testimoni di un Si” Da parte nostra ... Buon Compleanno pag. 9 pag.10 pag.10 pag.11 pag.12 In Fraternità … Notizie e Avvenimenti di Re - Geraci Beato Gabriele M. Allegra di Enza Benvenutore Tempo di grazia pag. 7 pag. 8 pag. 9 di Ignazio Cusimano Programma attività e celebrazioni Gennaio 2015 di fr Venanzio Ferraro Figli col Figlio: siamo i fratelli di Roberto Rosso La ricetta del mese Apertura dell’Anno della Vita Consacrata di Francesco Inguaggiato di Mariella Campagna Osservatore Romano di fra Gaetano Morreale ppoggiato ad un anonimo palo della luce elettrica, accarezzato da un tiepido vento autunnale, confortato dal rumore della risacca marina, quell’anonimo agente di Polizia piange. Piange la vita di tantissimi uomini e donne inghiottiti da un mare che non perdona i “peregrini delle onde”. Proprio quel “Mare Nostrum” campo di battaglia di antiche saghe, solcato da pirati e predoni da mille e una notte, attraversato da galeoni pieni di grano, A

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pag. 2 GENNAIO 2015 In Fraternità con Francesco diventa, per un misterioso progetto della vita, tomba di migliaia e migliaia di abitanti della Mamma Africa. Gli epitaffi funebri sono scritti nel blu cobalto di una riserva marina incontaminata, palcoscenico di antiche mattanze. Sono nomi e volti incisi nel cuore di Dio. Un vescovo osserva quel militare che versa stille di lacrime che, una volta giunte a terra, si impastano con la rena di una spiaggia, teatro di incomprensibilità: “É il pianto di Dio”, pensa tra sè, il buon vescovo. È proprio il pianto di Dio! Che si chiami migrante, immigrato, straniero, extracomunitario, rifugiato o chissà quanti altri epiteti strani, non importa: ciò che importa veramente è che Dio piange! Piange per le ingiustizie di chi è troppo ricco e non vuole (perché non vuole!) condividere con i poveri (i più poveri!) almeno il suo superfluo. Piange per le organizzazioni internazionali che non vogliono (perché non vogliono!) ristabilire l’equità, ma anzi si arrovellano il cervello per condurre l’uomo ad essere lupo per l’altro uomo. Piange perché la globalizzazione dell’indifferenza ormai coinvolge pure i sentimenti, oltre che le decisioni. Dio piange! E quell’uomo, retribuito per aiutare e soccorrere, presta a Dio occhi e lacrime. C’è un altro uomo di nome Francesco, vicario di Cristo tra di noi, che non si stanca ormai da quando è apparso al mondo debole fra i deboli, umile fra gli umili, servus servorum Dei, di dirci che «è necessaria un’azione più incisiva ed efficace, che si avvalga di una rete universale di collaborazione, fondata sulla tutela della dignità e della centralità di ogni persona umana». (Messaggio del Santo Padre Francesco per 101a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, 2015). Dignità? Centralità della persona umana? Caro Papa, sembrano così lontane, in questo momento tutte queste tue affermazioni! Sembrano distanti dal nostro modo di pensare! Addirittura ti spingi a dire che migranti e rifugiati hanno «un posto speciale nel cuore della Chiesa, e la aiutano ad allargare le dimensioni del suo cuore per manifestare la sua maternità verso l’intera famiglia umana». (Messaggio del Santo Padre Francesco per 101a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, 2015). Il bello è che tu ci credi veramente! E ci credi così tanto che siamo certi che pian piano convincerai anche noi. Sì, perché è del Vangelo che ci parli, è di Cristo che ci dici qualcosa, è della “carne di Cristo” che ci testimoni la presenza, e di una Chiesa senza limiti e frontiere che ci stai facendo sperimentare l’esistenza. Se potessimo rivolgerci a quell’anonimo poliziotto che, nel silenzio del suo retribuito lavoro, è stato raggiunto dalla voce di Dio, fino a diventare occhi e pianto di Dio, diremmo il nostro grazie per aver pianto. Grazie, amico poliziotto, perché ci hai fatto vedere che anche Dio piange!

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In Fraternità con Francesco GENNAIO 2015 pag. 3 49A GIORNATA DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI “Comunicare la famiglia ambiente privilegiato dell’incontro nella gratuità dell’amore” a quasi mezzo secolo la Chiesa propone all’attenzione dei fedeli la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che sarà celebrata il prossimo 17 maggio 2015. Quest’anno la famiglia sarà al centro della riflessione. Significativo infatti, è il tema scelto dal santo Padre Francesco su: “Comunicare la famiglia: ambiente privilegiato dell’incontro nella gratuità dell’amore”. La Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali è l’unica giornata mondiale voluta dal Concilio Vaticano II, nel decreto conciliare “Inter Mirifica” del 4 dicembre 1963, e viene celebrata in molti paesi, su raccomandazione dei vescovi del mondo, la Domenica che precede la Pentecoste. Il Messaggio del Papa per la Giornata verrà pubblicato il prossimo 24 gennaio, in occasione della memoria liturgica di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti che anche nella nostra Arcidiocesi di Palermo coinvolge l’intera comunità ecclesiale con una serie di iniziative che mirano a fare comprendere l’importanza della pastorale delle Comunicazioni sociali che sono a supporto delle altre pastorali tradizionali della catechesi, della liturgia e della Caritas alle quali offrono supporto per una migliore stratificazione nel tessuto ecclesiale. Tale appuntamento annuale costituisce per tutta la comunità ecclesiale un modo per promuovere la presa di coscienza dell’importanza delle comunicazioni e per appoggiare le iniziative prese dalla Chiesa in materia di comunicazione. Per lo sviluppo e l’attuazione di una pastorale organica delle Comunicazioni sociali è primario e decisivo il ruolo della parrocchia. Qui concretamente si percepisce l’influsso della cultura mediale e qui è possibile un primo, basilare e innovativo approccio pastorale a tale cultura. Tutta la vita della comunità parrocchiale dovrebbe essere ripensata in un’ottica più organica e integrata, tenendo conto della cultura determinata dai media. D Secondo il Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali il tema si pone in continuità con quello dello scorso anno su “Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro” e, allo stesso tempo, va contestualizzato con quello che sarà il tema centrale dei prossimi Sinodi mondiali sulla famiglia. “La cronaca quotidiana infatti - spiega il comunicato - ci racconta anche la fatica della famiglia. E il cambiamento culturale molte volte non aiuta a fare comprendere quanto la famiglia sia un bene”. Come scriveva san Giovanni Paolo II nell’esortazione apostolica Familiaris Consortio “Le relazioni tra i membri della comunità familiare sono ispirate e guidate dalla legge della gratuità che, rispettando e favorendo in tutti e in ciascuno la dignità personale come unico titolo di valore, diventa accoglienza cordiale, incontro e dialogo, disponibilità disinteressata, servizio generoso, solidarietà profonda”. Ma come dire “oggi, all’uomo ferito e deluso, che l’amore fra un uomo e una donna è una cosa molto buona?”. Come fare sperimentare ai figli che sono il dono più prezioso? Come riscaldare il cuore della società ferita e provata per le tante delusioni d’amore e dir loro: forza, ricominciamo? Come raccontare che la famiglia è il primo e significativo ambiente in cui si sperimenta la bellezza della vita, la gioia dell’amore, la gratuità del dono, la consolazione del perdono offerto e ricevuto, e dove si inizia ad incontrare l’altro? “La Chiesa oggi - spiega la nota del pontificio Consiglio - deve nuovamente imparare a raccontare quanto la famiglia sia un dono grande, buono e bello”. Ed è chiamata a trovare il modo per dire che la gratuità dell’amore, che si offrono gli sposi, avvicina tutti gli uomini a Dio ed è compito esaltante. Esaltante perché porta a guardare la realtà vera dell’uomo e apre le porte al futuro, alla vita. diac. Pino Grasso

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pag. 4 GENNAIO 2015 In Fraternità con Francesco MOVIMENTO PRESENZA DEL VANGELO Giornata del Padre Nostro 26 Gennaio 2015 iniziativa del Movimento Presenza del Vangelo, la “Giornata del Padre nostro”, che ci vede radunati spiritualmente a livello internazionale, il 26 gennaio 2015, giorno successivo alla settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, ha lo scopo di liberare la “Preghiera del Signore” dalla cristallizzazione della formula e dalla ripetizione meccanica e riconsegnarla come atto di fede e di amore al Padre del cielo e di accoglienza della fraternità umana, riconosciuta nel suo fondamento: la Paternità di Dio. Le Giornate del Padre Nostro a livello locale si celebrano anche ogni anno, in Italia e all’estero. A livello internazionale si svolge con periodicità quinquennale, per permettere una adeguata preparazione e per farla ritornare come “evento” in novità. Quest’anno vogliamo vivere questa iniziativa come momento di grazia per una riflessione riguardante “La famiglia in cammino verso il Padre”, in comunione con il Santo Padre che ha stabilito per il Sinodo dei Vescovi un itinerario di lavoro in due tappe: la prima, l’Assemblea Generale Straordinaria del 2014, la seconda, l’Assemblea Generale Ordinaria del 2015. Come primo frutto di comunione all’interno della nostra Diocesi, tale iniziativa è proposta in collaborazione con l’Ufficio Diocesano di Pastorale familiare, per coinvolgere in primo luogo le famiglie a riflettere, nella dimensione educativa e spirituale, sul senso della famiglia in cammino verso il Padre. Per la preparazione alla Giornata del 26 gennaio 2015, inviamo in allegato la proposta dei Cenacoli con le tematiche indicate e i brani biblici da pregare comunitariamente da realizzare nei tempi che ogni comunità stabilisce. La preghiera per la celebrazione del 26 gennaio in Cattedrale sarà preparata anche da tutti i Movimenti presenti in Diocesi che, accogliendo la proposta di “Presenza del Vangelo”, hanno espresso il desiderio di fare esperienza concreta di fraternità e di unità della molteplicità dei carismi. Il 26 gennaio dopo la preghiera avremo la relazione di Don Carlo L’ Rocchetta sul tema della Giornata. Certi che il Signore “rafforza l’opera delle nostre mani” (Sal 90), auguriamo un anno pastorale ricco di grazie, affidando la vostra comunità al Beato Padre Pino Puglisi, che del carisma del Movimento ha impregnato tutta la sua attività pastorale e che ha avuto verso la famiglia una particolare attenzione. Maria Regina della famiglia ci sia compagna in questo cammino verso il Padre. Lia e Giuseppe Re Responsabili pastorale familiare Paola Geraci Respons. Movimento Presenza del Vangelo

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In Fraternità con Francesco GENNAIO 2015 pag. 5 BEATO GABRIELE M. ALLEGRA (sui sentieri della Parola di Dio e dell’Immacolata) l prossimo 26 gennaio celebreremo la memoria liturgica del Beato Gabriele M. Allegra, beatificato con grande solennità in Acireale (CT), il 29 settembre dell’anno 2012. La data del 26 gennaio è stata scelta perché nello stesso giorno del 1976, il Beato Gabriele concludeva la sua laboriosa giornata terrena e, al canto del “Magnificat”, che i suoi confratelli intonarono per sua espressa volontà, celebrare il suo felice ingresso tra i beati del cielo. Siamo soliti ricordare il Beato Gabriele, soprattutto, per la sua sorprendente opera di traduzione in lingua cinese di tutta la Sacra Scrittura dai testi originali. Un’opera veramente ragguardevole, che viene universalmente considerata come il fiore all’occhiello per cui viene particolarmente ricordato il Beato Gabriele Allegra. La traduzione della Bibbia in lingua cinese, com’è stato scritto, divide la storia di quella grande nazione in due grandi periodi: prima e dopo di essa. Da oltre un cinquantennio, ormai, gli oltre 400 milioni di cinesi possono leggere e ascoltare il Signore Gesù e intendere il suo messaggio e i suoi insegnamenti nel proprio idioma. Su svariate circostanze il Beato Allegra attribuì alla protezione e intercessione dell’Immacolata Madre di Dio il buon esito di tale impresa di non facile ed eccezionale impegno. Ma nel portare a termine tale mirabile realizzazione, che richiese circa trent’anni di arduo lavoro da parte del Beato Allegra e dei suoi collaboratori, il nostro Beato poté contare sull’aiuto speciale della Vergine Maria, Madre del Signore e serva docile della Parola di Dio (cfr. Lc. 1, 38), della quale egli fu devotissimo. Conosciamo, a questo proposito, quanto lo stesso Beato (a p. 3) ci ha lasciato scritto nel suo diario personale, redatto negli ultimi anni della sua vita in obbedienza al suo Superiore. Ci racconta, il Beato Allegra, della sua ardente preghiera, ancor prima di mettere mano alla suddetta versione della Bibbia, dinanzi alla Madonna della Ravanusa, nel suo paesetto etneo di S. Giovanni la Punta (CT). I Alla Vergine Santa egli affidò l’impresa e, si dice che in un momento di intensa, calorosa e filiale preghiera ebbe la dolce sensazione che la vergine Santa lo avesse ascoltato. Possiamo dire che una illuminata, filiale, ininterrotta devozione alla vergine Madre del Signore abbia accompagnato e caratterizzato tutta l’esistenza e l’opera missionaria del Beato Gabriele. Per lui, la benedetta Madre Maria, che accompagnò Gesù dalla nascita alla morte, è Colei che segue e vigila anche il cammino spirituale dei discepoli del Signore, dilatando il Mistero della sua Divina Maternità, fino a raccogliere dentro il suo cuore di Madre, con Gesù, tutte le sue membra, rigenerate dalla sua Passione e liberate dal male e dalla morte. Così, ai piedi della Croce, Maria venne proclamata dal suo figlio divino, prima di spirare, Madre di Giovanni e di tutti i credenti, che egli impersonava ai piedi dell’altare sul quale il Redentore veniva inchiodato, assistito dalla sua Madre, per la salvezza di tutti coloro che insieme al suo Figlio Gesù, costituiscono il grande Figlio di Dio, il “Cristo totale”, come lo chiama S. Agostino, che unisce con l’amore e col sangue il capo, Gesù, e le sue membra, che sono tutti i redenti da lui liberati dal male e ridati all’amore onnipotente e infinito di Dio Padre. Così, il Beato Gabriele, che rimane per tutti un Maestro e testimone della Parola di Dio, al cui servizio consacrò tutta la vita. Lo ringraziamo anche perché, da tutta la sua ricca esistenza a servizio della Parola di Dio e a servizio degli uomini, oltre al suo amore per il Messaggio del Signore, impariamo da lui a conoscere, venerare e amare la Madre del Signore e nostra che, insieme a Lui, ci ha generati alla vita redenta mediante la sua materna, dolorosa e amorosa partecipazione alla morte crocifissa del suo unigenito Redentore che, con la forza divina e onnipotente del suo sacrificio, ci ha riportati al cuore di Dio Padre e ci ha ricordato che questo Padre suo è anche Padre nostro e che Maria la Madre sua è anche Madre nostra. fra Venanzio Ferraro

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pag. 6 GENNAIO 2015 In Fraternità con Francesco FIGLI COL FIGLIO: SIAMO I FRATELLI l 28, 29 e 30 Novembre si è svolto a Carini il convegno regionale Gi.Fra. della nostra Fraternità abbiamo partecipato io, Roberto, Ilaria ed Angela, inoltre si sono uniti a noi i nostri fratelli della Madonna della Catena, Chiara e Giuseppe. Dopo la sistemazione nelle stanze, nel tardo pomeriggio abbiamo iniziato con qualche canto per rompere il ghiaccio e poi abbiamo ascoltato le relazioni di Maurizio Vassallo, presidente regionale Gi.Fra. e di fra Salvo Corsaro. Quest’anno il motto del convegno è “Sono forse io il custode di mio fratello?”, frase che da subito mi ha molto incuriosito e che mi ha portato a pormi una domanda fondamentale: Sono veramente in grado di prendermi cura del prossimo? Fra Salvo ci ha detto con poche, semplici parole il significato di quella scelta, del perché di quel titolo; il Signore ci ha fatto tanti doni, uno più bello dell’altro, ma a mio parere il più importante è il dono del fratello. Non ci poteva essere miglior modo di rappresentare tale messaggio che con il racconto biblico della Genesi di Caino e Abele. I Caino, il figlio maggiore, a causa delle attenzioni che Dio rivolge ad Abele, uccide il fratello, e quando il Signore gli chiede dove si trovi, Caino risponde: “Sono forse io il custode di mio fratello?”. In questo convegno abbiamo esaminato i rapporti che si creano all’interno della famiglia, della società o di un qualsiasi gruppo ed abbiamo notato che frequentemente ci sono dei limiti, delle barriere molto spesso difficili da superare, spesso a causa di differenza d’età, opinioni diverse, posizione sociale differente, tutte cose che, purtroppo, fanno si che un individuo si trovi in netta difficoltà ad avere un contatto vero con il fratello. Questi giorni mi sono stati molto utili per capire come migliorare il mio rapporto con il fratello, per cercare di mettermi al servizio del prossimo, affidandomi alla preghiera, all'insegnamento di Cristo e del nostro serafico Padre S. Francesco, ottimi esempi di fratellanza e amore per il prossimo. Francesco Inguaggiato

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In Fraternità con Francesco GENNAIO 2015 pag. 7 “TESTIMONI DI UN SI” Questo è ciò che voglio ... con tutte le mie forze! è il tema che accompagnerà quest’anno Questo il viaggio dei nostri Araldini. Il 14 dicembre le Fraternità Araldini della Sicilia accidentale, come ogni anno, si sono ritrovate a San Giovanni Gemini (AG) per l’incontro Bi-zonale. È stata una giornata davvero speciale, ricca di emozioni, esperienze e nuove amicizie. Il tema dei giochi è stato la testimonianza. Attraverso il gioco i nostri piccoli sono stati sollecitati verso una maggiore conoscenza di sé e dei valori umani: l’amore, l’amicizia, il perdono, il rispetto per il prossimo e per il creato, la libertà e la perseveranza. Nel pomeriggio è stata celebrata l’Eucarestia, abbiamo vissuto momenti di silenzio, preghiera per prepararci all’incontro con Gesù Parola ed Eucarestia. A conclusione della giornata noi animatori e gli araldini abbiamo compreso come siano impor- tanti il servizio, la testimonianza e il donarsi agli altri. Come Francesco, anche noi dobbiamo rispondere con impegno all’invito del Signore “Va e ripara la mia casa”. Enza Benvenutore

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pag. 8 GENNAIO 2015 In Fraternità con Francesco TEMPO DI GRAZIA “Sono forse io il custode di mio fratello? ...” cfr (Genesi 4,9) n occasione delle festività natalizie, nella mattina del 12 dicembre la Casa Circondariale di Termini Imerese “Cavallacci” ha vissuto un momento “forte”: l’incontro dei detenuti con i propri cari. Successivamente ci siamo ritrovati per trascorrere un momento ricreativo, che si è alternato con canti, interpretati da alcuni detenuti, balli e animazione per bambini. Certamente non poteva mancare la figura di “Babbo Natale” per donare un po’ di gioia a quei bambini, caduti, non per loro colpa, in questa spiacevole situazione. Questa esperienza l’ho vissuta con alcune sorelle, tra cui alcune animatrici Araldini, Antonella, Gerlanda, Enza, Giulia e Angela. Fra Agatino ha chiesto a noi di portare un messaggio di gioia, attraverso l’animazione e la condivisione. Sicuramente non è semplice l’approccio con i detenuti, infatti , all'inizio c'era un po’ di imbarazzo che è svanito dopo le presentazioni e le prime risate. Ma in che modo può una persona evangelizzare, portando Cristo nei loro cuori?... Sicuramente con la gioia di vivere, ma il vero grande strumento è l’amore misericordioso. Solo amandoli, solo guardandoli con gli occhi di Cristo riesci a superare le barriere del REATOPECCATO e entrare nei loro cuori, così facendo si attiva il meccanismo del non giudicare e quello del perdonare. Gesù stesso dice che è venuto per i malati e non per i sani, bisogna aver coraggio di costruire relazione fraterne; bisogna incentivare e investire sulla dignità umana, è questo l’insegnamento del Vangelo. Riflettendo su questa esperienza mi accorgo di come Dio non lascia mai soli i propri figli, opera attraverso noi per farsi conoscere. Non potevo desiderare altre esperienze per prepararmi al Santo Natale. Vivere un esperienza forte di vita in Cristo ascoltando e conoscendo il suo volto attraverso il prossimo che soffre. Ecco l’invito che faccio a voi fratelli cari, conoscetelo, ascoltatelo, vivetelo, facendo in modo da far nascere Cristo nei nostri cuori. Ecco la vera esperienza del Santo Natale. I Prima di concludere voglio rivolgere un grazie a fra Agatino, per la sua disponibilità e sensibilità e impegno nel proporre questi momenti di grazia. Ma il grazie più grande va al nostro Signore, perché ci guida con il suo immenso amore alla costruzione di relazioni fraterne, perché solo con l’amore si costudisce il fratello…AMEN Roberto Rosso

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In Fraternità con Francesco GENNAIO 2015 pag. 9 LA RICETTA DEL MESE di Mariella Campagna La ricetta di questo mese è davvero facilissima e, secondo me, davvero buona e delicata: la torta all'arancia. Niente farce o coperture, ma una semplice torta ideale per una prima colazione o una merenda sana e gustosa. Mi raccomando, spremete le arance al momento di preparare la torta e non utilizzate spremute confezionate, anche perché questo è il periodo delle arance. Torta all’arancia Ingredienti per 8 persone: 250g di farina 00, 180g di spremuta di arancia, 150g di zucchero semolato, 100g di burro, 1 bustina di lievito per dolci e zucchero a velo q.b. Procedimento: Accendete il forno a 180°. Mettete le uova e lo zucchero nella planetaria o in una ___________________________________ ciotola capiente e fate montare fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso (almeno 15 minuti). Unite la farina setacciata con il lievito. Dovrete unire poca farina alla volta con un cucchiaio e con movimenti dal basso verso l'alto e viceversa (come per il Pan di Spagna). Alla fine otterrete un composto piuttosto sodo, quasi difficile da lavorare. Fate fondere il burro. Unite all'impasto la spremuta (e volendo anche la buccia grattugiata di un'arancia) e il burro fuso fatto intiepidire. Mescolate perfettamente. Imburrate uno stampo di 24 cm e versateci dentro il composto (se volete ottenere una torta più alta riducete il diametro, ma ovviamente cambieranno i tempi di cottura). Mettete la torta nel forno preriscaldato a 180° e cuocete per circa 35 minuti. Fate intiepidire la torta all'arancia, toglietela dallo stampo e una volta fredda completate con poco zucchero a velo! Ciao DA PARTE NOSTRA … __________________________________ I nostri migliori auguri: • alla consorella Ignazia Aglieri Rinella e famiglia, per la nascita del nipotino Mattia; • alla consorella Mariella Lo Coco e famiglia, per la nascita del nipotino Mattia; • a fra Andrea Marino e fra Benedetto Amodeo che saranno istituiti Accoliti, a fra Agostino Benedetto Gatto, fra Giuseppe Vasta e fra Antonio Gulisano che saranno istituiti Lettori, la celebrazione sarà giorno 11 gennaio a Messina; • ai seminaristi che saranno ammessi agli ordini sacri. Domenica 11 gennaio 2015, alle ore 18, nella Chiesa Cattedrale di Palermo, il card. Paolo Romeo presiederà una solenne celebrazione Eucaristica, nel corso della quale ammetterà agli ordini sacri del diaconato e del presbiterato: Gaetano Catania, Francesco Cinà, Gianpiero Cusenza e Nicasio Scacciaferro. Nel corso della stessa celebrazione verrà conferito il ministero del lettorato a Emilio Emmanuele Cannata, Salvatore Cracolici, Davide Francaviglia, Angelo Di Pasquale e Sergio Meli e il ministero dell’accolitato a Carlo Messina, Giuseppe Collura e Nino Governale. Particolari auguri al nostro amico Gaetano Catania e alla sua famiglia. Sentite condoglianze alla consorella Teresa Lo Re e famiglia per la morte del marito. Proposta per un cammino di fede per giovani e adulti Quale Fede per il nostro tempo … Un cammino di Luce sulle orme di Francesco d’Assisi È un percorso formativo di sette incontri aperto a tutti, per aiutarvi a comprendere meglio la realtà odierna, le fragilità e l’esigenza di una fede consapevole e nel contempo conoscere Francesco, la Fraternità dell’OFS per iniziare, eventualmente, un cammino di discernimento nell’Ordine Francescano Secolare o nella Gioventù Francescana. Gli incontri sono ogni giovedì alle ore 18.45 nel salone del Convento. Per informazioni e iscrizioni rivolgetevi a fra Agatino, al Ministro dell’OFS Giusy Fusco o alla redazione del Giornalino. Avvisiamo che, il centro per la raccolta degli occhiali usati, degli oli esausti, dei tappi di plastica e dei cellulari guasti, è aperto solo il sabato dalle 17.30 alle 18.30 nei locali del Convento di via Alfredo La Manna, vi preghiamo di confluire con i vostri prodotti solo in questo giorno e di non lasciare sacchetti davanti al portone del Convento

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pag. 10 GENNAIO 2015 In Fraternità con Francesco Invitiamo: • a visitare fino al 18 gennaio la nostra pesca di beneficenza e il presepe, allestiti nella cappella S. Rocco. La troverete aperta tutti i giorni dalle 17.30 alle 19.00, nei giorni festivi dalle 18.30 alle 20.00; • a visitare e partecipare alla Sacra Rappresentazione del Presepe, realizzato dalla comunione e dall’impegno di tutti i gruppi della comunità ecclesiale di Termini Imerese, che si svolgerà anche a gennaio nei giorni 4 e 6 gennaio nella zona storica nei pressi della Maggior Chiesa e del Palazzo Comunale; • a visitare il sito internet della nostra Fraternità: ofstermini.weebly.com, dove, oltre alle notizie e alle informazioni sulle nostre attività, troverete tutti i numeri arretrati del nostro giornalino. Gennaio 2015 La Russa Melania Carrieri Iolanda Coniglio Antonio La Rosa Rosario Speciale Giuseppe Buon Compleanno in Fraternità a: giorno giorno giorno giorno giorno 1 3 5 5 5 Abbate Giuseppe Cipolla Marilena Lanza Antonina D’Agostino Vincenzo Borzelliere Vincenza giorno giorno giorno giorno giorno 14 14 19 23 28 ________________ IN FRATERNITÀ … NOTIZIE ED AVVENIMENTI ________________ di Ignazio Cusimano Fraternità Araldini. Gli Araldini della nostra Fraternità domenica 14 dicembre hanno partecipato al raduno Bi-zonale che si è svolto a San Giovanni Gemini. Sabato 20, durante la Celebrazione Eucaristica, hanno confermato l’impegno con la Promessa. Martedì 23 si sono ritrovati per la tombolata. Ringraziamo tutti gli animatori che li seguono e li guidano con amore fraterno. Incontro settimanale della Fraternità OFS. Dopo le feste, da lunedì 12 gennaio riprendono gli incontri di formazione permanente della Fraternità. Ricordo che ci ritroveremo alle ore 17.30 in Chiesa per la Celebrazione del Vespro, a seguire l’Eucarestia e l’incontro di formazione. In Fraternità con Francesco Giornalino mensile della Fraternità Anno XIV - n. 1 - Gennaio 2015 Piazza S. Francesco, 11 - 90018 Termini Imerese (PA) 0918141261 e-mail: infraternita@ofmsicilia.it www.ofstermini.weebly.com Redazione: Fra Venanzio Ferraro, Giusy Fusco, M. Antonietta Vega, Maria Grazia D’Agostino, Angela Giardina, Ignazio Cusimano, Nino Calderone, Mimmo Palmisano, Aglieri Rinella Giuseppe, Nicasio Calcara, Giulio Macaione. In questo numero hanno collaborato: Fra Gaetano Morreale, diac. Pino Grasso, Lia e Giuseppe Re, Paola Geraci, Francesco Inguaggiato, Enza Benvenutore, Roberto Rosso, Mariella Campagna.

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In Fraternità con Francesco GENNAIO 2015 pag. 11 PROGRAMMA ATTIVITÀ E CELEBRAZIONI GENNAIO 2015 Giovedì 1 Solennità di Maria SS. Madre di Dio 48a Giornata mondiale della Pace ore 8.30 Celebrazione Eucaristica in Convento ore 10.00 Celebrazione Eucaristica al Monastero ore 19.00 Celebrazione Eucaristica in Convento Festa della Provincia Religiosa dei Frati Minori di Sicilia Solennità dell’Epifania del Signore ore 8.30 Celebrazione Eucaristica in Convento ore 10.00 Celebrazione Eucaristica al Monastero ore 19.00 Celebrazione Eucaristica in Convento alla fine della celebrazione ci sarà la processione e il bacio del Bambinello Festa del Battesimo del Signore Nelle celebrazioni Eucaristiche, rinnovo delle promesse battesimali Triduo di preparazione alla festa del Beato fra Gabriele M. Allegra ofm ore 17.30 Santo Rosario ore 18.00 Celebrazione Eucaristica IIIa del Tempo ordinario Festa del Beato fra Gabriele M. Allegra ofm ore 19.00 Solenne concelebrazione Eucaristica dal 2 al 3 Martedì 6 Domenica 11 dal 22 al 24 Domenica 25

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pag. 12 GENNAIO 2015 In Fraternità con Francesco 30 NOVEMBRE 2014, APERTURA DELL’ANNO DELLA VITA CONSACRATA i attendo che “svegliate il mondo”, perché la nota che caratterizza la vita consacrata è la profezia». È un forte invito a essere testimoni credibili e incisivi nella società, la lettera apostolica che Papa Francesco ha indirizzato il 21 novembre alle religiose e ai religiosi in occasione dell’apertura, la prima domenica di Avvento, dell’Anno della vita consacrata. «C’è un’umanità intera che aspetta» scrive il Pontefice che chiede ai consacrati «gesti concreti di accoglienza» e auspica l’adeguamento di opere e strutture alle nuove esigenze «dell’evangelizzazione e della carità». Una testimonianza che richiede il sigillo della gioia: «Siamo chiamati a sperimentare e mostrare che Dio è capace di colmare il nostro cuore e di renderci felici, senza bisogno di cercare altrove la nostra felicità» Un arcobaleno vivente di colori. Persone di ogni razza vestite con abiti di diverse fogge e tonalità, quasi a rappresentare visivamente la straordinaria varietà delle vocazioni e dei carismi della vita consacrata. Tra loro insegnanti, professori, medici, infermieri, operatori che lavorano con i malati, i tossicodipendenti, i carcerati, gli anziani, i bambini. Tutte le espressioni di queste realtà erano rappresentate nella basilica di San Pietro domenica mattina, 30 novembre, prima di Avvento, in occasione della messa di inizio dell’anno della vita consacrata. A nome del Santo Padre ha presieduto la concelebrazione eucaristica il cardinale João Braz de Aviz, prefetto della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica. All’inizio della messa, l’arcivescovo José Rodríguez Carballo, segretario del dicastero, ha letto il messaggio che il Papa ha inviato per l’occasione. Nell’omelia il cardinale Braz de Aviz ha ricordato le parole di Papa Francesco nella lettera apostolica dedicata all’anno della vita consacrata La sera precedente, sabato 29, si era svolta la veglia di preghiera nella basilica romana di Santa Maria Maggiore. Il rito è iniziato con la processione d’ingresso composta da cinquanta consacrate e consacrati, in rappresentanza delle diverse forme di vita. Ognuno portava una lampada accesa, in ricordo del concilio Vaticano II e, in particolare, dei cinquant’anni dalla costituzione dogmatica Lumen gentiume del decreto Perfectaecaritatis. “Osservatore Romano” Dicembre 2014 «M

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