Universo-Nordico-05-2014

 

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Ski Cross Country

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personaggi del mese i fantastici 4 del biathlon Nordico Salto e cn Universo Periodico mensile dicembre 2014 Euro 6,00 5 wierer Wonder woman Klingenthal e Ruka r wo u Ib h in sve t bia cup ld na o l zi filo diretto con Gabriella Paruzzi giorgio di centa Sci di fondo World Cup Fis race 5/2014 Graphedit edizioni

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Info: www.skirollo.com - www.skiroll.it - mail: shop@skirollo.com - shop@skiroll.it - tel. +39 0434.661307 - +39 329.6644764 TECNO-RS - lo skiroll con la tecnologia della Formula 1 Emanuele Becchis Campione Mondiale Juniores 2013 Sprint Bad Peterstal Lisa Bolzan Campionessa Mondiale 2013 Team Sprint Bad Peterstal 44 UN

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22.02 2015

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Universo Nordico 7 Quattro chiacchiere con Gabriella Paruzzi e o i r a m m o s 34 Riale si parte! 12 Il personaggio del mese I fantastici 4 20 Partiti! Coppa del Mondo Salto e Combinata Nordica Giorgio Di Centa Fis race sci di fondo 24 Wierer Wonder Woman 26 Champagne alla Francia Ibu Biathlon World Cup Östersund Esordio internazionale a Sjusjøen 29 Norway 30 Fis race da Beitostolen (Nor) Norway forever IN COPERTINA E’ partita da Riale la nuova stagione di sci di fondo con la vittoria di Mattia Pellegrin (foto di Flavio Becchis) e di David Hofer nella prova sprint. Intanto l’Italia del biathlon fa sognare con www (Wierer Wonder Woman). Trovate due servizi sull’inizio di Coppa del Mondo a Ruka (Fin). Coppa del Mondo da Kuusamo (FIN) COLLABORATORI: Samantha Plafoni, Filippo Fulcheri, Corrado Biolè, Matteo Sironi, Angioletta Mauro, Jacques Mignerey, Pietro Frigo, Luca Femorali GRAFICA E IMPAGINAZIONE Flavio Becchis GraphEdit Edizioni Amministrazione e redazione via XXXI dicembre n 21 12012 Boves (CN) 0039 345 9153948 N ordico Universo Mensile di sport e cultura nordica DIRETTORE RESPONSABILE - Mauro Fantino REDAZIONE - Flavio Becchis - Gilberto Pellegrino Segreteria di redazione - flaviobecchis@alice.it 0039 346 8584988 - 0039 0171 387555 foto Flavio Becchis

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Editoriale di Flavio Becchis “Vittoria! La magia della prima volta ..“ da www.federicopellegrino.com E’ partita la nuova stagione dello sci nordico ma di neve ce n’è veramente poca. Le gare in Italia vengono spostate infatti per due volte si va a Riale ed una volta in Valle d’Aosta ma il problema vale anche per il biathhlon e per la Coppa del Mondo infatti si è corso Davos-bis. Quando scrivo questo editoriale Federico Pellegrino ha già compiuto la grande impresa di Davos-bis. Ha vinto la sua prima gara di Coppa del Mondo. Lo scorso anno lo avevo intervistato per Fondistinews a Dobbiaco e ci aveva rivelato il suo sogno nel cassetto, salire nuovamente sul podio nelle gare sprint e ci aveva detto “perchè no vorrei vincere la mia prima gara in Coppa del Mondo.” E ci è riuscito con una super finale, ci ha creduto fin dal primo giro e poi nel secondo giro quando ha superato Alexey Petukhov, in salita ha guadagnato metri preziosi che gli sono serviti per il gran finale dove ha spinto a tutta. Il modo migliore per finire l’anno per lo sci di fondo italiano. Anche Gabriella Paruzzi in queste pagine nel filo diretto ci ha confidato che basta U N foto Fisi Universo Nordico poco ad innestare nuovamente una fase positiva nel fondo italiano e questa vittoria può servire di stimolo anche agli altri azzurri. Bene anche Francesco De Fabiani che sfiora la top 10 alla prima gara distance. Intanto l’Italia del biathlon sta andando alla grande con Dorothea Wierer in grado di salire più volte sul podio, ma anche Karin Oberhofer e Nicole Gontier non scherzano così come Lukas Hofer e Dominik Windisch. Invece la Combinanta Nordica e il Salto Speciale stanno faticando non poco a trovare fiducia e morale. Speriamo che il 2015 porti anche per loro voglia di riscatto e buoni risultati. Questo numero di Universo Nordico racconta le gare del mese di novembre 2014. Infine ci scusiamo con i nostri abbonati e lettori per l’estremo ritardo di questo mese ma abbiamo avuto alcuni problemi legati alla redazione e alla stampa che però ora abbiamo risolto lo riceverete ancora durante le feste. Vogliamo augurare a tutti un buon 2015 che porti a tutti noi appassionati di Universo Nordico tante soddisfazioni. Periodico mensile Supplemento n. 2 al n. 3 del 2014 di “Il Mensile di Borgo San Dalmazzo” Autorizzazione del Tribunale di Cuneo n. 419 del 30/1/1989. Abbonamento annuale (12 numeri) Italia Euro 46,00 - Estero Euro 92,00 Copyright GraphEdit Stampa: GraphEdit Diffusione e vendita per l’Italia GraphEdit L’ufficio abbonamenti è attivo al 0039 348 3007947 con il seguente orario 10,00 -14,00 Ufficio Pubblicità: 0039 348 3007947 3 Editoriale 4 45 RUBRICHE Matteo Sironi Autoscatto UN 3

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Universo Nordico Le collaborazioni speciali di Universo Nordico MATTEO SIRONI Test si, ma quali? I test di laboratorio degli atleti sono oggi parte integrante (o almeno dovrebbero esserlo) del processo di allenamento in tutti gli sport, in particolar modo nello sci di fondo. I risultati sono un importante feedback per allenatori ed atleti e sono usati per diversi scopi come il monitoraggio e l’ ottimizzazione della programmazione dell’allenamento, la selezione delle squadre nazionali e, all’interno di queste, la scelta degli atleti per ogni singola competizione. Per poter dare indicazioni attendibili, la valutazione fisiologica utilizzata deve riflettere la domanda richiesta per la prestazione vincente, altrimenti va da sè che potrebbe ingannare i coaches e causare un inutile stress fisico e psicologico agli atleti. Quindi occorre utilizzare test con protocolli precedentemente validati con la vera prestazione. Nel mio primo intervento su Universo Nordico, ho gia’ proposto uno studio recente dove si è investigato sulle caratteristiche da ricercare negli sprinter d’elite e nel quale sono state trovate significanti correlazioni tra diversi parametri fisiologici e i risultati agonistici; ora sottopongo all’attenzione dei lettori un’altra pubblicazione (2012) apparsa sul Journal of Streng and Conditioning Research ed opera di un gruppo di studio svedese dell’universita del Dalarna (agli appassionati della Vasaloppet il nome di questa regione susciterà qualche emozione) e di Umea, nella quale lo stesso scopo è stato perseguito sulle prestazioni distance. Poichè, come ho detto prima, per valutare adeguatamente la capacità di performance degli sciatori d’elite è essenziale che i test fisilogici utilizzati siano validati con immediati risultati in specifici eventi agonistici, nello 4 UN studio in questione sono stati messi in relazione i risultati di sette test di laboratorio con le performance degli altleti nei Campionati Nazionali Svedesi di pochi giorni dopo sulle distanze di 15 e di 30 km ed i loro punti FIS. L’ipotesi di partenza degli studiosi era che la correlazione dei parametri validati da test precedenti e la prestazione su diversi format di gara, sarebbe variata in relazione all’evento, poichè ogni tipo di competizione ha una sua peculiare domanda fisiologica. In effetti trovarono una significante correlazione solo per alcuni dei parametri fisiologici presi in esame, in particolare quelli provenienti dai test sulla soglia lattacida, sul massimo consumo di ossigeno e sul DP60 (scivolata spinta con roller su treadmill per 60 sec), mentre per diversi altri parametri, che avevano suggerito avere dei riflessi sulla prestazione, no probabilmente a causa di gesti motori non sufficientemente specifici o di una non adeguata durata del test. Questo enfatizza l’importanza della scelta di test e protocolli appropriati nei quali la capacità di performance fisica analizzata (physical performance) si rifletta nella specifica performance agonistica sugli sci (skiing performance). Per chiarire meglio il concetto, nello studio in questione è stata trovata una grossa correlazione tra il massimo consumo di ossigeno, il punteggio FIS e la prestazione sui 15 km con partenza ad intervalli, ma non sulla 30 km con partenza mass start, format che richiede capacità fisiologiche diverse, dove atleti di ranking inferiore possono trarre vantaggio dal minor consumo energetico causato dallo sfruttamento della scia. Negli ultimi anni diverse ricerche hanno sposta-

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Universo Nordico to l’attenzione sull’importanza della produzione di forza della parte alta del corpo nel fondista distance di alto livello, dunque nello studio in oggetto si sono valutati tre test con questa finalità: DP20, DP60 e DP360 (scivolata spinta con roller su treadmill per 20, 60 e 360 sec).Come ho già accennato sopra, solo il parametro sul minuto si è dimostrato significativo, probabilmente perchè la media del tempo di sciata con questa tecnica nei segmenti di gara in questione era più vicino ad 1 che a 6 minuti, questo va a sottolineare ancora l’importanza della durata specifica di ogni test. Lo studio, in conclusione, rilevando una correlazione tra punteggio FIS, DP60 e soglia lattacida, enfatizza l’importanza per il fondista d’elite di essere in grado di lavorare alla più alta intensità possibile senza accumulare acido lattico, con un alta potenza aerobica relativa e di aver l’abilità di adattare il lavoro della parte alta del corpo consumando ossigeno. Questo modello ha trovato riscontro nei risultati ottenuti nella performance sui 15 km ad intervalli, ma non sulla 30 km mass start. Il risultato conferma che le domande fisiologiche sono diverse nei diversi format di gara e sottolinea l’importanza dell’utilizzo di test con gesti motori specifici ed adeguate durate. Per una corretta valutazione e programmazione dell’allenamento, è importante monitorare continuamente gli adattamenti fisiologici stimolati e i risultati ottenuti da test validati sono strumenti importanti per identificare quali degli indici fisiologici sottostanti devono essere migliorati. In particolare, in questo contesto, si e’ riusciti a dare un’ulteriore motivazione all’atleta presentando i progressi ottenuti con l’allenamento come una predizione sulla riduzione del punteggio FIS. Validation of physiological tests in relation to competitive performances in elite male distance cross-country skiing. Journal of Strength and Conditioning Research 2012 Carlsson M, Carlsson T, Hammarström D, Tiivel T, Malm C, Tonkonogi M. Department of Health and Social Science, Dalarna University, Falun, Sweden; and Department of Sport Medicine, Umea University, Umea, Sweden; and Winternet, Boden, Sweden. Abstract The purpose of the present study was to establish which physiological test parameters reflects the distance performances in the Swedish National Championships in cross-country skiing (SNC) and the International Ski Federation’s ranking points for distance performances (FISdist). The present study also aimed to create multiple regression models to describe skiing performance for the SNC distance races and International Ski Federation’s (FIS) ranking. Twelve male, Swedish, national elite, cross-country skiers (maximal oxygen consumption [·VO₂max] = 5.34 ± 0.34 L·min-1) volunteered to participate in the study. Their results in the 2008 SNC (15 km race [SNC15] and 30 km race [SNC30]) and FISdist points were used as performance data. On the week preceding the Championship, subjects completed a test battery consisting of 7 physiological tests: isokinetic knee extension peak torque (PT), vertical jumps (VJ), lactate threshold (LT), ·VO₂max, and 3 double poling tests of different durations (DP20, DP60, and DP360). Correlations were established using Pearson’s correlation analysis, and models to describe skiing performance were created using standard multiple linear regression analysis. Significant correlations were found between the performance parameters and test parameters derived from LT, ·VO₂max, and DP60 tests. No correlations with any performance parameter were found for PT, VJ, DP20, and DP360 tests. For FISdist and SNC15, the models explain 81% and 78% of the variance in performance, respectively. No statistically valid regression model was found for SNC30. The results of this study imply that the physiological demands in male elite distance cross-country skiing performances are different in different events. To adequately evaluate a skier’s performance ability in distance cross-country skiing, it is necessary to use test parameters and regression models that reflect the specific performance. foto Flavio Becchis

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Abbonati ad UniversoNordico 12 numeri a soli 46,00 Euro scrivi a flaviobecchis@alice.it e ti daremo tutte le informazioni il primo numero è online su www.skirollisti.org dal numero 2 solo più stampato. Ricordati che non uscirà in edicola. Annuario dello skiroll 2013 scrivi a flaviobecchis@alice.it e ti daremo tutte le informazioni per riceverlo Cognome e nome .................................................................................................... via ....................................................................................................... n° ......................... Cap ....................... Città ........................................................... Prov. .............................. Tel./email ............................................................................................... Firma del titolare .................................................................. Pago tramite BONIFICO BANCARIO di cui allego fotocopia presso Cassa Rurale ed Artigiana di Boves - c/c intestato a Graphedit di Berrone Francesco IBAN: IT24C0839746030000010115653. Causale “Abbonamento Universo Nordico“ codice IBAN: IT24C0839746030000010115653 Autorizzo la Graphedit di Berrone Francesco ad inserire i miei dati per l’invio di materiale informativo, pubblicitario o promozionale ed anche ai fini di informazione e promozione di prodotti e servizi di terza società. In ogni momento, a norma D. Lgs. 196/2003, potrò avere accesso ai miei dati per prenderne visione, chiederne la modifica o la cancellazione oppure oppormi al loro utilizzo scrivendo a: Graphedit di Berrone Francesco, via 31 dicembre 21 - 12012 Boves (CN) data .................................................... Firma ....................................................... L’ offerta è valida solo per l’Italia con scadenza 31/03/2015 6 UN

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Universo Nordico Quattro chiacchiere con GABRIELLA PARUZZI senior possano arrivare risultati importanti per far salire il morale, basta poco per migliorare le cose.” “Mi auguro che sia tra i giovani che tra i “Ho iniziato a sciare all’età di sei anni, vivendo con la neve “fuori casa” per tanti mesi era il mio gioco preferito, quando mi sono iscritta alla società locale lo Sci CAI M. Lussari si sono aperte le porte all’agonismo! Lo sci di fondo è stato da sempre la mia vita, non so cosa significhi trascorrere un inverno senza sci o senza gareggiare. Inizialmente ho dovuto dividermi tra scuola (maturità scientifica) e sport, poi è diventato un lavoro a tutti gli effetti quando sono entrata nel gruppo sportivo della C.S.Forestale. Nella mia carriera non ho raccolto da subito grandi risultati, la prima convocazione in nazionale risale infatti all’ultimo anno juniores, ma da lì non mi sono più mossa (16 anni in Coppa del Mondo), ricordo ancora adesso l’emozione di partecipare ai mondiali con la Nazionale! Giorno per giorno ho cercato di capire quali potevano essere i miei obiettivi, così come una formichina ho messo da parte tante esperienze di lavoro e di vita, spesso anche negative, fino al giorno in cui ebbi la gioia e l’onore di salire sul podio di Coppa del Mondo. E’ stato questo il giorno che io chiamo della “trasformazione”, ho preso coscienza dei miei mezzi, capendo che la gloria non era premio solo per pochi “eletti”, ma anche per “comuni mortali” quale mi ritenevo; non mi sono mai sentita una fuori classe, forse perché ho dovuto aspettare molti anni prima di raccogliere un risultato. Ho fatto parte di molte staffette olimpi- che e mondiali vincendo tante medaglie, ma nel mio cuore c’era sempre il sogno di poter gioire di una medaglia “tutta mia”, fortunatamente quel desiderio si è avverato alle Olimpiadi di Salt Lake City (2002) dove ho vinto l’oro nella 30 km. La soddisfazione più grande è stata onorare questa medaglia con la vittoria della Coppa del Mondo Assoluta (2004), dimostrando che l’oro Olimpico non fu una vittoria casuale, ma il frutto di anni di lavoro non solo personale ma di tutte le persone che durante il mio lungo cammino hanno saputo consigliarmi, aiutarmi e plasmarmi facendomi diventare un’atleta forte e determinata, primo fra tutti il mio allenatore Gianfranco Pizio. Dopo tanti anni trascorsi tra le file della Nazionale a disputare gare e raccogliere soddisfazioni è molto difficile porsi altri obbiettivi sportivi, mi sento di aver raccolto più di quanto fosse nelle mie più rosee aspettative.” Continua Gabriella “non ho mai avuto ripensamenti sulle mie scelte come atleta, sono soddisfatta di quello che ho fatto, non ho nostalgia del mondo dell’agonismo e lo ritengo una grande fortuna. I compagni di squadra e il mondo dello sci mi mancano, ma in me la parte di Gabriella-atleta è contenta e soddisfatta.” Parlaci della tua esperienza nel Consiglio Federale Fisi. Ho fatto due mandati nel Consiglio Federale Fisi UN 7

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Universo Nordico con Morzenti e due con Flavio Roda, mi sono messa in gioco perchè ritenevo potesse essere un’occasione per dare una mano al mondo dello sci. Non è facile perchè è un’esperienza molto diversa di quella che ho vissuto quando ero atleta, mi trovo a gestire aspetti organizzativi di cui prima ero soggetto, ho indossato una nuova veste che mi piace, è interessante sia lavorare nella federazione che avere contatti con gli atleti e poterli sostenere. L’ambiente è positivo, c’è tanta voglia di fare risultati e ritornare ad essere una squadra forte, questa richiesta arriva dagli atleti, dai tecnici e anche dal pubblico, spero si riesca a raggiungere obiettivi importanti. Parlaci dello sci di fondo oggi. In campo internazionale c’è un dominio quasi smisurato dei norvegesi, riescono ad avere un ricambio di atleti importante, quando termina la propria carriera un campione ne hanno subito pronto un altro che continua a dare lustro ad una Nazione dove lo sport principale è lo sci di fondo. Probabilmente perché in Norvegia lo sci nordico è un elemento culturale, proprio della tradizione del Paese, inoltre continuano ad investire nella promozione di questo sport riuscendo ad avere un bacino di atleti ampio dove è possibile lavorare per costruire le basi di un futuro campione. Faccio parte di tre commissioni Fis, in tutte è emerso che attualmente manca nelle nuove generazioni la capacità di affrontare la fatica che è una caratteristica dello sci di fondo, anche in Fis si sta cercando una strada per riappassionare i ragazzi, purtroppo constatare che anche in altri paesi la situazione è simile all’Italia è una magra consolazione. Inoltre in Italia lo sci nordico non è intrinseco nella cultura come può esserlo il calcio perciò è più facile che i ragazzini vadano a giocare a pallone piuttosto che su una pista innevata a fare fatica, gli appassionati sono meno rispetto ad una volta. A peggiorare la situazione c’è il drastico calo di atleti nelle categorie dai 15 ai 20 anni, forse per una questione economica, o di volontà, o magari anche per mancanza di risultati, il sogno di diventare un campione si scontra spesso con la dura realtà e lascia il gusto amaro in bocca scoraggiando le giovani leve. Non abbiamo una bacchetta magica da tirare fuori 8 UN per risolvere questa situazione, ma sentiamo che è un nostro compito cercare di trovare soluzioni adatte per superare tale difficile momento. Per quanto riguarda il settore femminile, dopo il ritiro di Marianna Longa e di Arianna Follis c’è stato un vuoto, come colmarlo? C’è nei nostri atleti una grande volontà di riscatto, quando si hanno grandi aspettative c’è il rischio di mettere troppo in gioco la parte emozionale rispetto a quella fisica e questo a volte si paga. Quando si recupererà un equilibrio emotivo spero che le cose diventino più facili, abbiamo dei numeri da poterci giocare con Gaia Vuerich e Greta Laurent, sono giovani ed hanno bisogno di carburare un po’, non dimentichiamo che molti nostri atleti hanno ottenuti risultati non ad inizio carriera come la Di Centa, io stessa ho fatto il primo podio in Coppa del Mondo a trenta anni, la stessa cosa è successa alla Longa e alla Follis; le ragazze hanno bisogno di fiducia per poi poter emergere. C’è anche la possibilità di non raccogliere i frutti tanto desiderati, anche questo va preventivato, ma dubito che non ci sarà un giorno di gioia anche per loro, se lavorano con impegno i risultati prima o poi arriveranno. Come vedi il fatto che le squadre maschili e femminili lavorino insieme e facciano un percorso parallelo? In questi giorni c’è stato il funerale di Camillo Onesti, l’uomo che ha creato le due direzioni agonistiche, all’epoca non esisteva il settore femminile, Guidina Dal Sasso e Manuela Di Centa si allenavano da sole, ogni tanto andavano a fare gare di Coppa del Mondo, con Camillo le cose sono cambiate. Per tanti anni abbiamo proceduto separati lavorando bene, avevamo un’autonomia economica e potevamo gestire le risorse solo per la squadra femminile, non ci mancava nulla, però erano altri tempi. Poi si è unita la direzione agonistica sotto un unico vertice, ma le cose non sono cambiate molto perché continuano ad esserci gli allenatori che tengono conto della specificità di ogni atleta, credo che fare gruppo tra maschi e femmine sia un valore aggiunto perchè tante volte il confronto tra sensibilità e caratteristiche fisiche diverse è uno stimolo per migliorare l’intero gruppo, ad esempio vedere

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Universo Nordico i ragazzi che in ghiacciaio fanno 2 ore e mezza quando magari dopo due ore si è già stanchi è uno stimolo per provare ad aumentare e riuscire poi a raccogliere di più. Chi vedi tra i giovani in grado di emergere? Anna Comarella da quest’anno lavora con la Forestale, non è arruolata ma si allena con il nostro gruppo, è un’atleta molto forte e giovane speriamo che riesca ad emergere anche in campo internazionale, i numeri li ha, lo ha dimostrato anche nei test, ma non dobbiamo caricare i giovani di troppe attese perchè non li aiutiamo a crescere, hanno davanti a sé una strada lunghissima. Tutto il movimento giovanile ha bisogno di avere un atleta maschio o femmina di riferimento per avere più fiducia nei propri mezzi, quando ai miei tempi arrivavano risultati positivi ci gratificavamo tutti ed era uno stimolo importante. Mi auguro che sia tra i giovani che tra i senior possano arrivare risultati importanti per far salire il morale, basta poco per migliorare le cose. Questo sta succedendo nel biathlon ... Sì, è vero, un risultato importante fa bene a tutto il movimento e noi lo stiamo aspettando. A proposito di Italia, si cerca di rilanciare lo sci di fondo con un nuovo circuito di Coppa Italia, cosa ne pensi? Siamo molto felici di poter contare su due partner come Rode e Sportful che hanno creduto a questo progetto, grazie alle loro risposte positive siamo riusciti a portare avanti questa idea. Questo circuito porta sicuramente novità all’interno del nostro mondo, ad ogni tappa si ha un premio extra, un pettorale nuovo, avremo sicuramente un ritorno d’immagine diverso. Vi è anche l’idea di chiudere la stagione di sci di fondo e biathlon insieme in una sorta di festival dello sci nordico, speriamo di trovare in Anterselva la disponibilità ad organizzare questo evento. Gabriella Paruzzi premia Giulia Stuerz foto Fisi UN 9

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Universo Nordico Quattro chiacchiere con GIORGIO DI CENTA “Io ci provo perchè forza di volontà ne ho da vendere, ma devo equilibrare la forza con l’età e diventa sempre più difficile farlo.” Giorgio Di Centa non ha bisogno di presentazione, chi non ricorda l’arrivo della 50 km di Torino 2006 quando ci ha fatto sognare in quel rettilineo finale che sembrava non finire più. Giorgio ha saputo fare la differenza e lottare fino all’ultimo centimetro, un oro importante che ha portato l’Italia del fondo a livelli stratosferici che ricordano il successo della staffetta di Lillehammer del 1994 quando in terra norvegese i nostri 4 alfieri vinsero proprio davanti ai padroni di casa. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Giorgio mentre era in ritiro a Riale prima dell’inizio della stagione. Come stai Giorgio? Ora abbastanza bene, sono stato fermo tre mesi, ricominciare non è stato facile, ho recuperato abbastanza, ma forse non sufficientemente, vedremo con l’inizio della Coppa del Mondo. Quali sono le sensazioni sugli sci? Siamo qui a Riale e stiamo facendo quattro giorni di intervallo tra Beitostlen e l’esordio della Coppa del Mondo di Kuusamo. Sciare in quota sicuramente fa bene, abbiamo trovato condizioni splendide con un metro e mezzo di neve, la pista di 9 km e anche il bel tempo. Abbiamo sfruttato al massimo il tempo a disposizione, oggi abbiamo fatto un veloce. 10 UN Hai visto i risultati di oggi (22/11/2014) in Norvegia? Sì, Mattia Pellegrin è andato forte, ci sono buone speranze, Federico Pellegrino non era troppo soddisfatto meno, sebbene il suo non sia un risultato da scartare; anche la prima ragazza, Lucia Scardoni, ha iniziato bene. Sundby e Northug sono subito andati molto forti. Sì, hanno già detto che ci sono. Hai avuto una stagione difficile lo scorso anno, i malanni non ti hanno permesso di chiudere la stagione come volevi. E’ stato un peccato, ho rincorso fin da luglio questo problema alla schiena, con manipolazioni, stando fermo, con varie strategie di cura, alla fine ho partecipato alle Olimpiadi, ma con grossi problemi fisici. Sono comunque riuscito a fare due belle gare dando il mio contributo nella staffetta, poi l’ernia si è fatta sentire e ho dovuto rientrare in Italia. Peccato, ci tenevo a far la 50 km, al di là del risultato, era l’ultima Olimpiade. Chenetti ci aveva detto in un’intervista che era stato a casa tua, perchè avevi ancora voglia di metterti in gioco e di migliorare qualche aspetto della tecnica. Non è facile, oggi nel video del veloce che ho fatto sono emersi di nuovo dei piccoli difetti

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Universo Nordico che facevo una volta, è un continuo cercare di migliorarsi, importante è anche la concentrazione; forse oggi ho messo troppa foga e fretta nel fare il passo skating. Questo è un bell’esempio per i giovani con un Giorgio Di Centa che vuole sempre migliorare .. Sì, io ci provo perchè forza di volontà ne ho da vendere, ma devo equilibrare la forza con l’età e diventa sempre più difficile farlo, noto soprattutto che nei recuperi ho più difficoltà rispetto a chi è più giovane. Per quanto riguarda gli obiettivi di quest’anno cosa farai? Al momento la mia aspettativa è modesta, voglio dimostrare di andare forte altrimenti abbandonerò la Coppa del Mondo, farò i primi due weekend, se mi qualifico per la Francia, vedremo come andrà. Mi piacerebbe fare il Tour de ski perchè si tratta di un format di gare che mi è congeniale, poi potrei sospendere per riprendere con la 50 km ai mondiali o in altre gare dove la squadra ne ha bisogno, se serve nella staffetta. Come preparazione dopo il Tour de ski potrei fare la Gran Paradiso, la Marcialonga o qualche altra gran fondo in classico, senza pretendere chissà quali risultati perché non ho la preparazione degli sciatori che fanno solo grandi distanze. Non è facile a 42 anni mettermi in gioco. Come hai vissuto il ritorno di Sepp Chenetti e come è l’ambiente nella squadra? La novità porta sempre qualcosa di buono, l’ambiente ha voglia di rifarsi pensando anche ai pochi risultati della passata stagione, in più ci sono Pierluigi Costantin e Paolo Riva, ho visto un gruppo veramente coeso e con molta voglia di mostrare che questi ragazzi hanno qualcosa da dare. Tutti sono concentrati per la stagione e prevedo che si possa fare bene. Anche le ragazze sono motivate e concentrate, non si lascia nulla al caso: dall’alimentazione alla tabella di allenamento, nessuno si tira indietro su niente, che arrivino o no i risultati vedremo, il lavoro è stato fatto al meglio. In bocca al lupo! SUNGLASSES ..perchè ogni punto di vista per noi è importante foto Newspower www.lucianobianchin.com - info@lucianobianchin.com -- 0423/951075 - 11 UN 11 UN 11 UN

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Universo Nordico 12 UN Photo by Evgeny Tumashov/RBU Photo by Evgeny Tumashov/RBU Photo by Evgeny Tumashov/RBU I f antastic Photo by Evgeny Tumashov/RBU Photo by Evgeny Tumashov/RBU

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I personaggi del mese Photo by Evgeny Tumashov/RBU intervista a D. Wierer - K. Oberhofer D. Windisch - L. Hofer i ci quattr o UN 13

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