Description
Rivista mensile on line di filosofia-Registrata presso il Tribunale di Milano,
N° 378 del 23/06/2010, ISSN 2038-4386
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vita pensata la filosofia come vita pensata 6 philosophiae quidem praecepta noscenda vivendum autem esse civiliter cicerone epistulae ad marcum filium fr 2 issn 2038-4386 vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 6 dicembre 2010
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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 6 dicembre 2010 direttore responsabile augusto cavadi direttori scientifici alberto giovanni biuso giuseppina randazzo rivista mensile on line registrata presso il tribunale di milano n° 378 del 23/06/2010 issn 2038-4386 2
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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 6 dicembre 2010 indice editoriale 0 1 2 3 4$5 6 7898 vita pensata 5 agb gr universitÀ temi alberto giovanni biuso alfabeta e analfabeti andrea ferroni sulla consulenza filosofica ii parte dario generali fonti modelli e strumenti della storiografia 4 5 10 16 18 21 philosophiae quidem praecepta noscenda vivendum autem esse civiliter cicerone epistulae ad marcum filium fr 2 della scienza giuseppe o.longo simbiosi informazione postumano ii parte giusy randazzo sul morire intervista a ines testoni autori pasquale indulgenza giuseppe abamonti un repubblicano tra oneglia milano e napoli simone de andreis gerini antonia pozzi visioni agb gr sebastiano ricci le veritÀ del mito anno i n.6 dicembre 2010 mensile di filosofia issn 2038-4386 26 35 38 40 42 45 sito internet www.vitapensata.eu alberto giovanni biuso della dissimulazione necessaria dario carere pavel haas quartet a genova marta cristofanini noi crediamo recensioni alberto giovanni biuso mente evoluzionismo e altri disordini diego bruschi che fine ha fatto il futuro augusto cavadi il dio dei mafiosi giusy randazzo lo spazio della parola nees alessandro generali scuola pubblica coscienza critica e 47 52 54 61 in copertina sum ergo somnio fotografia di marisa gelardi societÀ civile filippo pastorino i migliori anni della nostra vita scrittura creativa giusy randazzo il filosofo esordiente 3 65 66 68
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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 6 dicembre 2010 editoriale universitÀ agb gr università nasce con uno scopo essenziale riunire i diversi saperi in uno spazio privilegiato che non sia privilegio di pochi quest ultima aggiunta di valore alla definizione è il risultato di un processo di democratizzazione avviato da lotte sociali e rivolte con il sacrificio spesso di giovani vite per rincorrere il sogno dell uguaglianza meritocratica sembra un ossimoro ma non lo è il romanticismo ci ha insegnato che mentre la razionalità sensata o insensata che sia fa uguali il sentimento diversifica rendendo al mondo l irriducibilità di ogni esserci e il sentimento non è una semplice modalità di usare i propri sensi ma l individuale capacità di usare la propria ragione in questo senza dubbio ci diversifichiamo comunemente si ritiene che si tratti di doni naturali che fanno del genio un essere speciale al di là della naturale predisposizione però che non necessariamente rende geniali in realtà le capacità di cui qui si sta trattando sono assai spesso il frutto di un durissimo lavoro -che il più delle volte i molti considerano inutilefatto di studio matto e disperatissimo per dirla con leopardi l uguaglianza dunque è la giusta intenzione di dare a tutti coloro che veramente meritano le stesse opportunità il problema dell università almeno in italianon è individuare chi merita ma chi decide in ambito meritocratico purtroppo il sistema universitario attuale ha fagocitato dentro un meccanismo perverso che tutti gli addetti ai lavori conoscono gli obiettivi democratici perseguiti negli ultimi due secoli inibendo nella meta anche le azioni volte al cambiamento il senso di frustrazione che molti studiosi di altissimo livello finiscono col provare non viene superato certo dalla consapevolezza dei tanti 4 l nomi che pur sono rimasti nella storia a dispetto delle continue bocciature subite giorgio colli docet fermato al grado di professore associato poiché l accademia gli ha sempre preferito altri come professore ordinario la vita vissuta non è quella che immaginificamente ci attende dopo la morte ma è questa il riscatto non può dunque arrivare se non nella vita che si vive e non nell eternità muta che ci attende per non parlare del fatto che non tutti siamo giorgio colli dare l opportunità di poter concorrere in modo giusto e onesto è in italia una chimera almeno in ambito universitario la gravità dei fatti è ancora una volta italiana la mafiosità di questo meccanismo è del tutto scoperta per riprendere una battuta è come tentare per anni di arrestare un latitante con tanto di esercito in azione affannandosi nell estenuante ricerca del pulsante da pigiare sul citofono del palazzo in cui comodamente vive fior fior di accademici disgustati dal meccanismo che primariamente li vede coinvolti hanno pubblicamente denunciato lo stato di cose in italia pare però che basti salvare la forma perché la sostanza sia adeguata alla giustizia nel momento in cui un parlamento morente sta varando una riforma dell università voluta a tutti i costi da confindustria e dalla crui la conferenza dei rettori baroni per eccellenza e che non risolve quasi nessuno dei problemi e anzi li aggrava sottraendo risorse e chiudendo il futuro abbiamo voluto dedicare un ampia parte di questo numero alla questione che ci tocca tutti come studenti docenti genitori cittadini la possibilità di apprendere i saperi in modo rigoroso e fornire a essi il contributo del nostro talento.
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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 6 dicembre 2010 alfabeta e analfabeti di alberto giovanni biuso u na delle caratteristiche meno percepite del baratro nel quale l italia va precipitando è l uso delle parole non per comunicare ma per nascondere un caso evidente è quello dell università per la quale da anni si parla di autonomia e dove invece il governo centrale -il ministero attualmente retto da gelmini ma soprattutto il tesoro di tremonti decreta stabilisce condiziona e soffoca il primo strumento di questa strategia è ovviamente il danaro l erogarlo il rifiutarlo nell autunno del 2009 un decreto ministeriale ha imposto agli atenei una decurtazione pari al 30 per cento del fondo ordinario di finanziamento il che ha comportato l immediata riduzione dei servizi e l incremento delle rette a partire dall anno accademico in corso biblioteche e laboratori chiusi vigilanza diminuita lavoratori a tempo determinato licenziati con un preavviso di poche settimane ho accennato a questi dati di fatto perché nessuna valutazione delle riforme legislative in corso può trascurare l intenzione del potere -e cioè dei concreti governi che si susseguono di soffocare l università facendole mancare l ossigeno finanziario per quanto riguarda la didattica la situazione è gravemente peggiorata da quando l ordinamento degli studi è stato trasformato e stravolto da un corso unitario di 4 5 o 6 anni al 3+2 e cioè a una laurea di primo livello che di fatto non serve a nulla e che fa soltanto perdere tempo ed energie agli studenti si è trattato di una americanizzazione fortemente voluta dal ministro luigi berlinguer alla fine degli anni 5 novanta -realizzata da zecchino e confermata poi da tutti i suoi successori e il cui risultato è stato il precipitare della qualità dell insegnamento e dell apprendimento alcuni atenei e facoltà sono tornati o stanno cercando di tornare a un ordinamento più razionale e unitario ma non si profila all orizzonte nessuna norma generale a questo proposito alla condizione dell università e della ricerca in italia è dedicato un ampio dossier apparso sul numero 3 ottobre 2010 di alfabeta2 cercherò di riassumere le analisi che individuano la complessità della questione e chiariscono le complicità di tanti settori politici e culturali in questo disastro umberto eco delinea con efficacia la vicenda dell accademia italiana dal 1968 a oggi difende le ragioni del 3+2 «che potrebbe funzionare se fosse realizzato con criteri più rigorosi» p 29 ammette che «l università è piena di imbecilli messi in cattedra dai propri maestri timorosi degli allievi più intelligenti e la leggenda vuole che il ciclo si chiuda solo quando di maestro in allievo si arrivi a un maestro così cretino da mettere in cattedra per sbaglio l allievo foto di mario micciancio temi
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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 6 dicembre 2010 temi più capace» p 27 difende la proposta della lista aperta nazionale per il reclutamento perché -e questo è vero «nella lista aperta è estremamente difficile fare fuori i bravi» senza però dare sufficiente peso al fatto che lasciando poi la chiamata dei vincitori all arbitrio dei singoli atenei si ripresenterebbe puntuale il cancro del barone locale che chiama il suo fidato cretino al quale ha ovviamente fatto ottenere l abilitazione nazionale sullo spinoso tema della valutazione dei docenti già in cattedra eco scrive qual è il modo migliore in cui si capisce quanto gli studenti stimano un certo professore dalla frequenza gli studenti sono infallibili come gli animali se un professore è bravo lo capiscono subito e lo rispettano anche se magari dicono che è una carogna se invece dicono che è un cretino è davvero un cretino quindi se da quel docente non ci vanno o lo ritengono uno che poi i voti li regala o pensano che dica delle sciocchezze se lo stimano ci vanno anche se poi non devono dare l esame ecco una forma di valutazione di mercato infallibile naturalmente tutto va fatto con juicio p 29 popolazione giovanile al livello di quello che gli americani chiamano con orgoglio higher education è di fatto un università di élite forse molto più di quanto fosse quella dei miei tempi» ibidem anche mario domenichelli riconosce «il fatto paradossale lampante che l università di un tempo così selettiva in modo ingiusto comunque classista e sessista ma internazionalmente rilevante è stata un fattore importante di promozione sociale» p 33 mentre l odierna riduzione degli eco formula una difesa del tutto condivisibile dell università quando essa «rimane coi suoi corsi migliori l unico luogo in cui si può ancora elaborare un sapere che si opponga al livellamento verso il basso prodotto dai mass media i mass media possono essere informativi per quanto riguarda i fatti ma non per quanto riguarda i concetti e le interpretazioni dei fatti» ibidem la conclusione di questo lungo articolo enuncia il paradosso che io e dario generali abbiamo più volte e in varie sedi segnalato1 una università dequalificata nei docenti e negli studenti viene meno alla sua funzione anche di promozione e di mobilità sociale infatti «si deve riconoscere che questa nostra università di massa -che dovrebbe portare una parte consistente della foto di clorinda valle atenei a una sorta di cepu che tutti promuove anche per ragioni di bilancio meno laureati infatti vuol dire meno finanziamenti lascia intatte le gerarchie sociali di partenza i figli dei potenti fanno carriera gli altri fanno la fame ma tutti sono ugualmente e rigorosamente laureati una discriminazione che risulta palese anche nel reclutamento del personale docente con generali scrivevamo che su questo argomento ci sono stati innumerevoli interventi di denuncia molti dibattiti anche interni al mondo accademico persino sentenze di condanna della magistratura senza che poi nulla sia cambiato se non nel senso di una progressiva accettazione dello stato di fatto in realtà le condizioni di arbitrio e di 6
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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 6 dicembre 2010 larga illegalità nelle quali si tengono i concorsi per questi ambiti del pubblico impiego rappresentano uno degli elementi di maggior degrado della nostra vita civile quantunque spesso non riconosciuto come tale un degrado per il danno che produce alla società civile a cui viene sottratta la certezza che le risorse tratte dalla contribuzione fiscale a cui partecipa siano utilizzate per reclutare i soggetti maggiormente idonei e capaci in settori tanto rilevanti come lo sono quelli della ricerca e dell insegnamento universitario un degrado che assume l aspetto di un intollerabile prevaricazione per i singoli che risultano vittime di meccanismi concorsuali che ne disconoscono meriti evidenti a vantaggio di candidati locali scientificamente assai più deboli ma sostenuti in vari modi2 molti dei contributi di alfabeta2 affrontano proprio questo tema in modo assai vivace lo fa andrea inglese raccontando anche di sé e della «natura anfibia dell università italiana intenzionalmente democratica quanto alla formazione e feudale quanto al reclutamento» e concludendo con un divertente e amaro aneddoto sull eterno precario gianfranco r il quale dopo l ictus subìto dall anziano maestro che aveva amorevolmente accudito e servito «perse di colpo il dono della visibilità si aggirava come un ombra smarrita ormai completamente orfano completamente fottuto ha avuto in seguito un irrimediabile caduta della libido cognoscendi non solo non può più leggere saggi accademici di genere anche divulgativo ma è tormentato da un incubo ricorrente per un crimine turpe che ha commesso viene condannato all ergastolo quando si rende conto di essere rinchiuso in una cella doppia in compagnia di un professore universitario progressista ergastolano come lui si sveglia lanciando un grido di terrore» p 37 sulla stessa tonalità lieve ma dolorosa si pone il dialogo tra matteo di gesù e renato lombardo a p 36 a proposito del criterio col quale valutare le pubblicazioni dei docenti e quindi la loro carriera che da esse dovrebbe dipendere l istituzione dell anvur -agenzia nazionale per la valutazione del sistema universitario e della ricerca sembra in realtà l ennesimo marchingegno che può aprire alle scorrettezze alle cordate ai nepotismi ad esempio molti sostengono la validità del criterio della peer review ora i pari revisori che dovrebbero esaminare i testi dei colleghi in realtà per niente pari «essendo quello accademico uno degli ambiti lavorativi più rigidamente gerarchizzati davvero valuteranno solo i contenuti del lavoro scientifico e non altri fattori prestigio della sede editoriale della pubblicazione provenienza appartenenza incardinamento o padrinati vari dell autore » e questo non favorirà un vero e proprio mercato di scambio delle pubblicazioni sulle riviste più ambite e fra gli editori più noti attraverso «una blindatura degli accessi a questi luoghi o peggio una discriminatoria selezione degli ingressi autorizzati» anche gli altri criteri l impact factor o l h index e cioè semplificando il numero di citazioni che un articolo o un libro riceve poi calcolato con dei veri e propri algoritmi «vengono sovente impiegati come scatole nere da cui tirare fuori un numero purché sia e qualsiasi esso sia senza la minima consapevolezza del suo significato» ma il rischio più grave di tali criteri bibliometrici è di favorire il conformismo nella ricerca in vista della carriera dato che una tesi assodata e già accettata dalla comunità scientifica è molto più citata di una tesi innovativa anche francesco sylos labini a p 34 critica il fattore d impatto rilevando che esso «fornisce un idea non della vera e propria qualità scientifica quanto piuttosto dell impatto o meglio della popolarità che 7 temi
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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 6 dicembre 2010 essere seria una valutazione non si deve mai fermare a questi parametri e non può esimersi dall entrare nel merito della ricerca» in sintesi «sede di pubblicazione e citation index non sempre consentono di valutare la serietà di un libro» pierluigi pellini p 31 sarebbe in ogni caso fondamentale separare -concettualmente e giuridicamenteil reclutamento rispetto all avanzamento della carriera si dovrebbe insomma prevedere un unico ruolo docente degli universitari -al quale accedere con modalità quanto più oggettive possibili assicurando poi la progressione di carriera a coloro che davvero fanno ricerca di qualità e tutto sulla base di criteri diversi per le differenti aree disciplinari che non sono omologabili in alcun modo -visto che ad esempio un chimico usa soprattutto i laboratori un umanista lavora nelle biblioteche ma trasparenti per tutte la questione forse più importante rimane quella della politica universitaria del progetto che le istituzioni i poteri i ministeri hanno o non hanno sul presente e sul futuro del sapere in italia e su questo sembra notte fonda «dal 1989 a oggi la continuità delle politiche universitarie -indipendenti dal colore delle maggioranze è evidente» p pellini p 30 e va in un senso ben preciso politici ministri e decisori mentre «si riempiono la bocca di termini come eccellenza e meritocrazia hanno in mente ben altro riduzione ridimensionamento opzione strategica per un paese che affida ormai la sua unica chance di competere alla riduzione del costo e della rigidità della forza lavoro» daniele giglioli p 30 dietro slogan strumentali e vuoti quali autonomia legame con gli enti locali privatizzazione efficienza ed temi una pubblicazione ha avuto» in generale «troppa attenzione a questi indici bibliometrici può spingere il ricercatore a impostare la sua ricerca con lo scopo di massimizzare il proprio indice h non mirando alla qualità e all originalità dei propri risultati scientifici ma piuttosto appiattendosi alla ricerca dominante nel proprio campo il cosiddetto mainstream questa tendenza è guidata dalla pressione della peer review in quanto è più facile pubblicare ed essere citati quando si lavora su idee condivise» la conclusione del tutto plausibile è che «un meccanismo di selezione automatico basato esclusivamente su indici quantitativi è un miraggio per foto di maurizio logiacco 8
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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 6 dicembre 2010 sua grottesca vicenda militare «basterebbero i denari spesi per un solo aereo da guerra ad aggiustare il finanziamento alla ricerca e all università» ibidem in questo articolo mi sono limitato a rendere conto del dibattito apparso su una delle riviste più serie e informate che si pubblicano in italia a tutto questo c è poco da aggiungere una vera autonomia -da sempre respiro e senso delle università non può essere scissa dalla disponibilità di risorse pubbliche e non soltanto di quei finanziamenti privati che potranno favorire ambiti tecnici -ingegneria o farmacia ad esempio ma che sono improponibili per settori nei quali i risultati non si vedono a breve termine -come accade con i brevetti le invenzioni le innovazioni tecnologiche ma sul tempo lungo della formazione di coscienze civili nutrite di saperi apparentemente inutili ma fondamentali come recitava lo slogan di una manifestazione di studenti dell ateneo di catania «la filosofia non serve la filosofia non ha padroni» note a.g biuso d generali considerazioni a margine del progetto di riordino del reclutamento dei docenti universitari «il protagora» anno xxxii n.3 gennaio-giugno 2004 pp 59-65 id le projet qualité et la destruction de l école «utopie critique» n.30 iii trimestre luglio 2004 pp 63-67 a.g biuso sul valore legale dei titoli di studio «nuova secondaria» anno xix n.5 gennaio 2002 pp 23-25 si veda anche m badiale breve dialogo sull università e sull italia «vita pensata» n.3 settembre 2010 pp 8-10 2 a.g biuso d generali considerazioni a margine del progetto di riordino del reclutamento dei docenti universitari cit pp 59-60 1 efficacia è in atto in realtà una vera e propria «strategia di dismissione del sistema formativo e della ricerca» gigi roggero p 35 fondamentale ed emblematico è il progetto di sottoporre gli organi collegiali delle università all onnipotenza dei rettori e di consigli di amministrazione nei quali entreranno in modo massiccio e decisivo degli esterni vale a dire portaborse di politici locali imprenditori miranti solo al profitto clienti vari del sottogoverno e degli enti locali le università trasformate in asl insomma cioè la fine in generale «chi ostenta propositi riformatori senza metter mano al portafoglio è in malafede ma in italia i tagli non inducono se non in casi rarissimi razionalizzazione della spesa chiusura di corsi di laurea bislacchi decurtazione agli stipendi dei nullafacenti il peso dei tagli ricade sui più deboli borsisti ormai senza borsa gruppi di ricerca non legati alle cordate vincenti giovani professori a contratto costretti a fare sessanta ore di lezione per trecento euro o gratis se la torta è più piccola se la spartiranno in pochi non i migliori» p pellini p 31 smentendo le tante menzogne che vengono propagandate da ministri analfabeti o palesemente bugiardi i numeri sono questi «in italia la spesa per l intera carriera di uno studente nel 2005 era di 40.212 euro in francia di 44.202 in gran bretagna di 58.654 in germania di 66.758 in olanda di 72.746 anche la spagna spende più di noi 47.015 euro» ancora più grave e significativo il dato del pil la cui percentuale per il finanziamento dell università oscilla in italia fra lo 0,7-0,8 contro una media ocse dell 1,1 2,3 negli stati uniti 7 in svezia m.domenichelli p 33 e sì che ci vorrebbe poco se la classe dirigente italica fosse all altezza della storia culturale di questa nazione invece che ripetere in sedicesimo la 9 temi
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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 6 dicembre 2010 temi sulla consulenza filosofica definizioni tra possibili definizioni la consulenza filosofica è un dialogo che avviene tra un filosofo e un altra persona che di norma chiede di essere aiutata a risolvere una situazione problematica della sua vita il filosofo è orientativamente colui che ha una posizione di ricerca consapevole aperta e continua su di sé e sul mondo avendo alle spalle come bagaglio lo studio e la pratica della filosofia il filosofo che offre una consulenza si impegna in un dialogo con il consultante senza impiegare una tecnica o un metodo prestabiliti né avendo risposte da dare in foto di angelo coli p di andrea ferroni ii parte ars costruens in cui è implicita una pars destruens base a conoscenze certe o universali quindi diciamo subito che il consulente filosofico non può propriamente aiutare nessuno1 e tantomeno offrire terapie in senso farmacologico o psicoterapeutico ma se è vero che non può offrire quelle forme di terapia è altrettanto vero che è comunque costituzionalmente orientato alla cura di sé e quindi in questo senso anche alla cura degli altri2 in questo cammino che a volte condivide con chi glielo chiede il filosofo ha dalla sua 2500 anni di pratiche e pensiero filosofici e naturalmente la sua personale esperienza di vita a che scopo e per chi si va dunque a consulto da un filosofo e si comincia un dialogo che si fonda esclusivamente sul dialogo stesso uno scambio di parole appassionato autentico attento critico problematizzante profondo e rispettoso che crea spesso una scintilla euristica e virtuosa per usare una metafora ricorrente in platone si potrebbe parlare di un fuoco il fuoco del logos che riscalda i due3 dialoganti ravvivandoli intimamente che in consulenza ci si ravvivi è mia esperienza diretta ma non so individuare i motivi forse perché ognuno grazie all altro si porta più vicino alla sua verità o a una ulteriore e più completa verità o forse perché ragionare appassiona e diverte o forse perché come dice poma «porre e dibattere i problemi in modo radicale ampio e articolato esplicitando e mettendo a frutto tutte le potenzialità del problema stesso» pag.44 è già un modo di relativizzare la questione del consultante4 o di trasformare un problema in una risorsa 10
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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 6 dicembre 2010 foto di angelo coli in ogni caso quale che sia il punto d arrivo l argomento di partenza del dialogo è sempre la problematica concreta del consultante il dialogo con un filosofo dovrebbe dunque allargare gli orizzonti ampliare le prospettive far scoprire e capire qualcosa di nuovo e inaspettato rendere possibile l apertura a una ricerca consapevole di sé chiarificare e rivelare le idee che guidano l esistenza quotidiana può accadere per tutti i motivi addotti che le problematiche iniziali del consultante trovandosi in una dimensione diversa dal contesto consueto si risolvano come per una sorta di effetto collaterale un eventualità magari auspicabile ma non una finalità della consulenza filosofica che da questo punto di vista si configura dunque come un fare filosofia insieme incidentalmente euristico e risolutivo anziché come una relazione specificamente d aiuto aggiungo due considerazioni che ho potuto trarre grazie a marc sautet e shlomit schuster sautet ha posto l accento sul fatto che l assenza della riflessione filosofica per un essere umano può essere disastrosa si tratterebbe di una grave rimozione perchè l intelletto umano ha sete dell intero e non solo di aspetti settoriali come quelli ad esempio indagati dalle psicoterapie la schuster parla invece dell importanza della filosofia per conoscersi dal momento che la nostra civiltà è strutturata storicamente sulla filosofia la tendenza contemporanea ad escluderla dalla vita comporti un rischio di alienazione dalla comprensione della vita stessa e della storia5 per chi è la consulenza filosofica questione semplice per tutti o meglio per chiunque sia capace di dialogare articolando discorsi e ragionamenti all interno di nessi logici sensati e generalmente condivisi che rispettino il principio di identità e non contraddizione nel caso di psicopatologie o follie primarie è ugualmente possibile ricevere dei consultanti purché questi ultimi rispettando la condizione precedente effettuino anche un percorso psicoterapeutico o psichiatrico la filosofia non è scienza e lo sa la psicologia non è scienza e non lo sa la scienza è filosofia si pone ora la questione della differenza tra la consulenza filosofica e quella psicologica si apre cioè un capitolo che andrebbe trattato in modi e tempi diversi rispetto al sunto che qui ne faccio preciso poi che tale differenza si riferisce esclusivamente al mio modo di intendere la consulenza filosofica che dipende in larga misura dalla mia personale 11 temi
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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 6 dicembre 2010 temi foto di laurence chellali visione del mondo va poi detto che la distinzione più ovvia è che la consulenza psicologica si occupa della psicopatologia mentre la consulenza filosofica della normalità6 cito inoltre umberto galimberti perché pur non riferendosi a tutte le pratiche psicoterapeutiche ritengo molto chiara e utile la sua distinzione tra la psicoanalisi che nel mondo contemporaneo dominato dalla tecnica resta utile soltanto per la comprensione delle dinamiche emotivorelazionali e per i processi di simbolizzazione ma non per l insensatezza tout court essa -dice galimberti «conosce il non-senso di una vita tormentata dalla sofferenza ma non la sofferenza determinata dall irreperibilità di un senso»7 occorre allora la pratica filosofica infatti «fin dal suo sorgere la filosofia si è applicata alla ricerca di senso» e «non ha mai esitato a mettere in questione il mondo»8 venendo al punto che mi interessa direi in estrema sintesi che la psicoterapia9 da qualche tempo si sta ponendo sempre più in discussione circa i suoi possibili obiettivi scientifici e sulla possibilità stessa di terapia È già una prima vicinanza con la consulenza filosofica dunque che come già detto si pone completamente al di fuori dell obiettivo terapeutico si potrebbe dire allora che avvicinandosi gli scopi la filosofia si differenzi per consapevolezza il filosofo sa che il mondo in sé non esiste o che è quantomeno problematico esserne certi sa che una verità oggettiva cui appigliarsi non esiste il filosofo sa che esiste solo un universo di significati possibili da dare al mondo nietzsche per citare un fondamento del mondo contemporaneo aveva già chiaramente espresso il concetto che i fatti e quindi anche i fatti della psicologia anche i fatti di ogni scienza non esistono ma esistono solo le interpretazioni la consulenza psicologica e la psicoterapia che non fossero avvedute di questo diventerebbero automaticamente un imposizione al cliente un plagio più o 12 foto di marisa gelardi
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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 6 dicembre 2010 meno consapevole se il mondo di ognuno dipende dai significati che ognuno decide di dargli la psicologia in quasi tutte le sue forme10 è solamente una prospettiva una tra le possibili prospettive la scelta di un significato tra i possibili significati da scegliere ogni psicologia è quindi a rigore una prospettiva arbitraria arbitraria d altra parte lo è la scienza stessa che pure ancora oggi è da molti vista come luogo e garanzia di verità assoluta in quanto anch essa è il risultato di una scelta di uno dei possibili significati mediante cui interpretare la realtà11 la verità non è una e non è di proprietà di qualcuno la verità è casomai l ambito originario e sempre sfuggente entro cui le singole e molteplici verità si rivelano il compito di reperire la verità diventa dunque un compito ermeneutico il mondo pullula di risposte e di significati che amano nascondersi sta a noi scoprirli ma a mio avviso ci sono almeno due condizioni che ora mi vengono in mente tentare di abbandonare la presunzione di sapere già e il narcisismo individualista occidentale cercare di riscoprire la meraviglia e l assurdità di stare al mondo il primo punto credo sia necessario poiché presunzione e narcisismo collegando idealmente socrate e freud si pongono come ostacoli a qualsiasi ricerca aperta al dialogo alla possibilità di ascolto e di cambiamento il secondo punto collegando le origini della filosofia e il novecento esistenzialista potrebbe essere la condicio sine qua non del filosofare ermeneutica metodi e conclusioni se il mondo pullula di significati che amano nascondersi e sta a noi scoprirli il compito che ci attende come uomini e come consulenti filosofici è un compito ermeneutico l ermeneutica dei significati e il collegato tentativo di rendere consapevoli le proprie e le altrui precomprensioni tende al disvelamento di orizzonti sempre più ampi l ermeneutica da questo punto di vista è la prospettiva filosofica contemporanea che affonda le sue radici nella maieutica socratica la filosofia che sa di non sapere quasi spontaneamente interroga e si pone in ascolto e poi dialoga finché tolti gli ostacoli del pregiudizio si apre la via verso un orizzonte di verità ulteriore e condivisa12 avviandomi alla conclusione torno alla questione dei fondamenti e dei metodi della consulenza filosofica riaffermando che non c è e non ci può essere a mio avviso una base teorica o metodologica tale per cui la consulenza filosofica possa considerarsi una scienza o una dottrina applicabile secondo uno standard e quindi insegnabile13 È la debolezza ma anche la forza della consulenza filosofica debolezza perché sarà 13 foto di maurizio logiacco temi
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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 6 dicembre 2010 temi sempre epistemologicamente attaccabile forza perché sarà sempre fenomenologicamente attenta a comprendere l esistenza senza avere la pretesa di spiegarla14 il punto è che la consulenza filosofica è filosofia e come tale si manifesta solo facendola la si impara solo praticandola la consulenza filosofica è un accadimento non un metodo il consulente ha solo un compito che è anche una competenza lasciare che la filosofia accada non deve quindi pensare prima a cosa dire o a come applicare un determinato contenuto filosofico alla situazione in quel momento presente nel suo studio altrimenti non farà filosofia ma bene che vada relazione d aiuto o counselling a indirizzo filosofico tuttavia il discorso non è così semplice dal momento che ogni persona ha dei presupposti entro i quali conduce la sua vita pensa giudica e comunica e lo studio della filosofia lascia certamente delle tracce attraverso cui il filosofo pensa giudica e comunica15 mi sembra comunque più opportuno per concludere ritornare al punto precedente siamo in un universo di significati l uomo non ha una natura istintuale che abbia provveduto a fornirgli un percorso di vita più o meno stabilito egli non ha nemmeno il compito di trovare questo percorso come se da qualche parte ci fosse la retta via da seguire l uomo deve invece inventarsi un percorso dal nulla all interno della foresta degli infiniti significati possibili della realtà deve reperire almeno un senso che di volta in volta vada bene per lui e molte volte questo reperimento passa per l ascolto spesso per il dialogo il filosofo che fa consulenza filosofica ha la competenza di facilitare il percorso di reperimento ragionato di un senso che vada bene per la vita del consultante senza peraltro la certezza di trovarlo ma con la consapevolezza che vale sempre la pena immergersi nell orizzonte sempre troppo ampio di questa ricerca vale la pena anche perché può capitare che la vita cambi e prenda direzioni migliori più consapevoli più comunitarie più vicine alla saggezza e alla felicità l ho detto felicità foto di laurence chellali note intanto a rigore chi aiuta deve avere delle conoscenze salde e certe cui aggrapparsi mentre il filosofo sa soltanto di non sapere in ogni caso nel senso psicologico del termine la consulenza filosofica non è una relazione d aiuto 2 il concetto di cura e di cura di di sé ricorre innumerevoli volte nella storia della filosofia dalle origini ai giorni nostri da socrate a 1 14
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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 6 dicembre 2010 heidegger dalle filosofie dell ellenismo a foucault a questo proposito mi sembra chiaro romano madera quando afferma che la filosofia si prende cura della «vita nella sua normalità e quindi nella precarietà del suo senso e nell inconsapevolezza di questa precarietà» in r.madera-l.v.tarca la filosofia come stile di vita introduzione alle pratiche filosofiche cit p 42 3 le mie riflessioni riguardano solo la consulenza uno-a-uno non avendo avuto esperienze di consulenza di gruppo o di consulenze aziendali 4 nel contesto di una consulenza relativizzare non significa ovviamente sminuire o bonariamente ridimensionare ma aumentare le prospettive osservare da punti di vista diversi più ampi e completi 5 mi riferisco a spunti da marc sautet socrate al caffè tea milano 2007 e da shlomit schuster la pratica filosofica apogeo milano 2006 6 la distinzione normale /anormale apre scenari pressoché infiniti da affrontare 7 umberto galimberti la casa di psiche dalla psicoanalisi alla pratica filosofica universale economica ferltrinelli milano 2008 p 9 8 ivi p 10 9 non esiste ovviamente una sola psicoterapia ma un numero altissimo e con enormi differenze reciproche di psicoterapie sto forzatamente semplificando poiché lo scopo qui non è certo di dare conto in modo completo delle varie psicoterapie ma evidenziare la specificità della consulenza filosofica 10 un eccezione è l analisi esistenziale di l.binswanger che pur impiegando in maniera metodologica gli esistenziali di heidegger mi sembra più attento di altri alla dimensione fenomenologica che non quella astrattamente epistemologica 1 1 particolarmente incisivo a mio avviso è h husserl in la crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale «la scienza è pur sempre un ideazione che l umanità ha prodotto nel corso della sua storia sarebbe perciò assurdo se l uomo decidesse di lasciarsi giudicare da una sola delle sue ideazioni» il saggiatore milano 1972 p 147 12 la filosofia corre anche il rischio di chiudersi in una presuntuosa torre eburnea ma io parlo di cosa significhi per me la filosofia ivi compresa la grande influenza heideggeriana che riconosco delle mie scelte ermeneutiche nella vita e quindi in consulenza 13 È in fondo l antica questione del cosa sia la virtù e se essa sia insegnabile 1 4 mi ricollego qui idealmente alla questione diltheyana della differenza tra scienze della natura e scienze dello spirito e della connessa differenza tra spiegazione e comprensione tant è che successivamente jaspers in psicopatologia generale si può esprimere affermando che «È possibile spiegare qualcosa senza comprenderlo» il pensiero scientifico roma 2000 p 30 15 le tracce che riconosco indelebili in me sono molte impossibile non citare socrate nietzsche e heidegger punti di riferimento quasi obbligati almeno il primo di un consulente filosofico hanno avuto e hanno su di me un grande peso anche parmenide spinoza jung jaspers e chissà quanti altri che non cito o che nemmeno so riconoscere foto di laurence chellali 15 temi
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