papilio n.2 genn. 2015

 

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Papilio MODA E c gica o M L Arte Cultura e Società n.2 Gennaio 2015 ECOSOSTENIBILE KNITTING ART DELLA MENTE ECOLOGIA NIRVA A ALLA SCOPERTA DELLE ORIGINI LA QUARTA ECOLOGIA Associazione Culturale L’Atrio e n t e

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Papilio | n.2 Gennaio 2015 Papilio Arte Cultura e Società Associazione Culturale L’Atrio

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Papilio | n.2 Sommario DICEMBRE 2014 Gennaio 2015 1 ...e ora Ambiente di Maristella Trombetta 1 3 Non solo maglioni e centrini di Rosamaria Strammiello La “Quarta Ecologia”: L’Ecologia dell’Arte di Barbara Missana 7 Etica ed Estetica: la moda ecosostenibile 11 di Graziana Generoso di Giusi Muraglia Nirva a 15 Papilio o della leggerezza 19 Anonimo Frammenti di Enzo Toma 20 di Dario Dimunno Alla scoperta delle origini di Raffaella Campobasso 25 Eventi 27

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Papilio | n.2 E della Mente AMBIENTE ecologia ... e ora Editoriale di MaristellaTrombetta prestare alla conservazione e alla gestione delle risorse del nostro pianeta ma riguarda soprattutto un concetto che possiamo sintetizzare nella locuzione "qualità di vita". Noi siamo espressione dell'ambiente in cui viviamo e ciò condiziona fortemente il nostro vissuto. Del resto, il mondo che viviamo è quello che noi esperiamo ma quest'esperienza è mediata dalla rappresentazione che la nostra mente ha di esso. Preservare la bellezza della natura, del paesaggio, dell'arte, significa dunque preservare la possibilitá di alimentare le nostre capacità immaginative, creative e comunicative che ci consentono di perseguire quell'ideale eudemonico che ha caratterizzato l'agire di molti grandi uomini e che ha consentito il progresso della nostra civiltà. ora Ambiente. Ambiente come spazio della nostra esistenza. Ambiente come luogo che ci connota e che allo stesso tempo è segnato, piegato e costruito in base alle nostre esigenze. Ambiente condizionante e condizionato che diventa rappresentazione dello spaesamento culturale del mondo globalizzato. Ambiente inteso non solo nel senso di oikos , da preservare e custodire anche nelle sue forme immateriali. Ambiente come luoghi e non luoghi che accompagnano il nuovo vissuto temporale delle società liquide. Ambiente che, dunque, sempre più, perde i suoi riferimenti fisici per trasformarsi in modelli mentali così come già dalla seconda metà degli anni Settanta sostenevano Susanne Langer e Gregory Bateson. Questo numero vuole proporre una nuova riflessione sul tema della ecologia che non riguarda solo l’attenzione che ciascuno dovrebbe 1

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Papilio | n.2 Editoriale Ecologia della Mente Foto di Ivan Presicci, 2014 2

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Papilio | n.2 L’Atrio Non solo maglioni e centrini alla guerrilla gardening allo yarn bombing il passo è breve. Fil rouge delle due “appropriazioni” urbane più o meno clandestine è la passione per i fiori. Il cemento che conquista con solerzia le nostre città a volte è costretto a lasciare un po’ di spazio a quelle che Mark Twain definisce “creature stupende che rubano al cielo il sorriso di Dio e lo conservano dentro di sé.” Il grattacielo di Stefano Boeri, D di Rosamaria Strammiello che ha vinto l’ International Highrise Award 2014, si riempie di alberi e di un verde studiato e fortemente voluto. “Il Bosco Verticale è una nuova idea di grattacielo, in cui alberi e umani convivono. È il primo esempio al mondo di una torre che arricchisce di biodiversità vegetale e faunistica la città che lo accoglie.” Un’affermazione del progettista che fa riflettere sulle prospettive del verde urbano. Foto di Rosamaria Strammiello, Kew Garden, 2014. 3

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Papilio | n.2 L’Atrio Foto di Pasquale Scarcia 4

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Papilio | n.2 L’Atrio favorevolmente tanto che dall’anno scorso scorso l’Ufficio Cultura e Città dell’Assessorato Cultura e Turismo si fa promotore del Progetto “Intrecci Urbani”. La Knitting Graffiti o, simpaticamente, la Grandma Graffiti vuole porre nelle mani di tutti, specialmente delle donne, la possibilità di abbellire la propria città. L’artista tedesca Anna Maria Nitthaeck la definisce “un tipo di arte che non è non distruttiva (rispetto ai graffiti), ambisce alla riappropriazione del nostro ambiente (specialmente degli spazi urbani) ed è anche un simbolo di un arte tipicamente femminile”. Le installazioni però non sono solo un mero segno di abbellimento per la città. In alcuni casi si denota anche un carattere di denuncia sociale. Jürgen Jehle puntualizza in una intervista: “Noi non sferruziamo queste cose per abbellire la città. Sebbene noi pensiamo che sia una grande cosa. Ma è semplicemente una presa di posizione politica in un bel pacchetto.” Messaggio che viene colto dalla knitting art di Marta Ascenzi nella serie Plastic Camouflage dedicata alla critica sulla chirurgia estetica e agli interventi che la donna si sente obbligata a fare per essere a proprio agio con se stessa. In particolare FAT è una reinterpretazione della fotografia di Irving Penn con una Quindi laddove non è possibile immaginare un giardino tradizionale si provvede a ribaltare il paradigma: dall’ordinaria disposizione orizzontale si opta per un assetto verticale. E così una pletora ben assortita di piante tappezza orgogliosa i muri del museo Quay Branly di Parigi, opera del giardiniere esploratore Patrick Blanc. Umanizzare gli spazi urbani che sono diventati anonimi assilla e appassiona gli amanti della street art. Una schiera di giovani armati di bombolette spray usa i muri per esprimersi. Altri imbracciano le loro macchine fotografiche per immortalare istanti di vita. Uno sparuto gruppetto nel 2005 pensò di “riscaldare” gli spazi con fili di lana e cotone. Nasce così in Texas lo Yarn bombingo, più dolcemente, lo Yarn storming. Strumenti di lavoro prediletti sono l’uncinetto e la maglia. Ci si riunisce attraverso il passaparola su internet per realizzare un’opera in un parco, all’uscita della metropolitana o, per i più temerari, su un monumento. Nel 2007 il gruppo “ Knit the city ” di Londra ha sferruzzato per i leoni di Trafalgar Square delle enormi sciarpe in occasione della raccolta fondi per la Cancer Research UK. Il più delle volte i knitters agiscono nell’anonimato. Tranne a Genova dove la comunità è stata accolta molto 5

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Papilio | n.2 L’Atrio mondo dell’arte. Le sue opere sono ispirate ai corpi e alle storie delle donne e per realizzarle usa tecniche legate ai “lavori femminili” per scandagliare il loro punto di vista. “Il rituale del processo manuale ripetitivo è meditativo e arrichisce le mie connessioni con le mie antenate e l’eterno femminino. Esploro la luce, la forma ed il volume in oggetti che combinano materiali morbidi con il duro e la delicatezza con la forza, rompendo i preconcetti sulle categorie dei ‘lavori domestici’ e della ‘fine art’. L’ironia permea i miei lavori. Le forme partono dal mio interesse nei concetti junghiani di corpo come contenitore degli aspetti interiori. Le figure intrecciate riassemblano disegni di linee nello spazio: le loro ombre intricate donano un’idea di vita e movimento.” Leggere e profonde, in solitaria o insieme, le donne con le loro mani, i loro cuori e le loro menti vivono l’arte da protagoniste! Karen Searle, How mother dressed me Karen Searle, Essence Dress donna corpulenta nuda appoggiata ad un muro. Per FAT M a r t a h a r e a l i z z a t o u n a t u t a i n maglia perché “l’intreccio di fili era l’unico modo per cercare di ricreare la pelle in modo decadente e adiposa”. Lavori sicuramente più eterei quelli di Karen Searle che costruisce delle leggerissime sculture con fili ed uncinetto. Dal 1991 l’artista fa parte come mentore del WARM (Women’s Art Resources of Minnesota) una rete di artiste emergenti e professioniste per incoraggiare le donne alla partecipazione attiva al 6

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Papilio | n.2 Arte contemporanea ECOLOGIA LA “QUARTA ECOLOGIA” dell’Arte L’ di Barbara Missana ecologia è un’idea che pervade la mente dell’uomo ispirandola in tutti i campi di riflessione: è una scienza interdisciplinare che non riguarda soltanto il legame dell’uomo con la natura, ma anche i nessi tra l’uomo e tutto ciò che lo circonda. Si tratta di una nozione cardine nel panorama contemporaneo, in un momento in cui la crisi ambientale coincide con quella di tutti i valori della nostra società. Il termine “ecologia”, coniato dal biologo Ernst Haeckel, (E. Haeckel, Generelle Morphologie der Organismen, 1866) va riferito, infatti, non solo allo studio della Natura ma all’analisi del complesso delle relazioni stabilite tra un essere e il suo contesto, sia organico che inorganico, sia naturale che spirituale. Il nuovo approccio dell’uomo “abitante” in una ecologia di tipo globale ha cambiato radicalmente il modo di guardare non solo alla realtà naturale, alla tecnologica, al progresso, ma anche all’Arte. L’Arte e l’ecologia si incontrano, infatti, nell’impellente necessità di ricercare e costruire le idee fondative della nostra cultura contemporanea: l’Estetica prospetta l’urgente rinnovamento sociale per cui non basta solo ricercare differenti mezzi di gestione delle risorse, ma è fondamentale divulgare una concezione “ecologica” dell’intera esistenza. Il dibattito sull’ecologia riguarda quindi quindi un argomento ben più ampio e profondo: mira a comprendere i meccanismi che caratterizzano la mente dell’uomo, la sua creatività, i suoi valori, la sua visione di autore, il suo ruolo di “individuo” nella società. 7

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Papilio | n.2 Arte contemporanea 1 Il filosofo e psicanalista francese Pierre-Félix Guattari nel 1989 in “Les trois écologies” ha sviluppato, infatti, la nozione di “Eco-sofia”: accanto all’“Ecologia ambientale” ha posto l’“Ecologia sociale” che implica la ricostruzione delle modalità di essere in un gruppo, e quindi gli aspetti comunicativi dell’individuo, e una terza Ecologia definita “Mentale” poiché in rapporto alla psiche dell’uomo, alla sua fantasia e immaginazione: sarebbe inattuabile una concreta risposta alla corrente crisi dei valori ambientali se non ci fosse una trasformazione più globale in grado di investire anche il campo dell’Arte; questa rivoluzione dovrebbe riguardare non solo la materialità e gli aspetti produttivi delle attività umane, ma anche l’immaterialità, ossia la sensibilità dell’uomo, la sua spiritualità e creatività, arduo compito affidato a critici ed artisti. Il pensiero di Guattari prospettava quindi una “quarta ecologia”, l’“Ecologia dell’Arte”, un modo di vedere la realtà attraverso le forme espressive e i linguaggi dell’arte, che implica lo studio del ruolo che l’artista svolge nella sua epoca e della relazione tra ciò che egli vede e percepisce e ciò che rappresenta. Dunque abbandonare l’idea dell’opera d’arte come espressione di un proprio mondo interiore per abbracciare il concetto di Arte come mezzo per compiere un’indagine profonda, in grado di cogliere e rappresentare tutti i nessi. Foto di Ivan Presicci, Leaf, 2014 8

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Papilio | n.2 Arte contemporanea 1 Foto di Ivan Presicci, Flowers Dark, 2014 Come concretizzare questa riforma ecologica? Già negli anni ‘50 gli artisti hanno iniziato a spingersi oltre le forme dal carattere neoromantico ed espressionista per un ritorno all’essenzialità dei mezzi e dei materiali allo scopo di realizzare veri e propri progetti interdisciplinari in cui fosse coinvolta direttamente la realtà ambientale e fosse indagato il ruolo dell’artista. Le ricerche contemporanee sono pervase sia dalle tematiche più propriamente riguardanti la tutela della natura in termini di recupero delle risorse - imponente è il riutilizzo di elementi dismessi per un ideologico cambio di destinazione d’uso - sia da quelle legate alla giustizia sociale e alla psicologia dell’arte: lo spazio artistico che esse promuovono è quello delle relazioni sociali, della memoria storica della comunità, della cultura e della mente. 9

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Papilio | n.2 Arte contemporanea 1 Foto di Ivan Presicci, Bee, 2014 Contemplando la libertà linguistica e lo sperimentalismo, la ricerca contemporanea supera perfino la concezione dell’opera d’arte come oggetto tridimensionale e sposta l’attenzione verso l’ambiente come un luogo non solo di esposizione ma interattivo in cui sviluppare relazioni - basti pensare alla Caverna dell’Antimateria di Pinot Gallizio, agli ambienti ottico cinetici di Gianni Colombo, oppure ancora agli ambienti spaziali antesignani di Lucio Fontana - e come protagonista, come nel caso eclatante della Spiral Jetty di Robert Smithson nello Utah. L’Arte Contemporanea in tutte le sue espressioni (Arte Programmata, l’Arte Minimalista, la Land Art, la Process Art, la Concept Art e l’Arte Povera) ha stravolto l’esperienza di godimento estetico, il rapporto osservatore - oggetto, ricordando che l’uomo è un “animale sociale” e che la sua traccia è influenzata in modo significativo dalla sua mente, dalla sua: “ECO-VISIONE” 10

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Etica ed Estetica MODA ecosostenibile Papilio | n.2 Costume e società Gli agri-vestiti da www.agricolturanews.it 12 ottobre 2014 S di Graziana Generoso del nostro pianeta è l’inquinamento ambientale che ha assunto e continua ancora oggi ad assumere sempre più una dimensione globale e proporzioni così allarmanti da convincere soprattutto i paesi più sviluppati a cercare strategie per rimediare a questo fenomeno. Si è parlato a tal proposito di sviluppo sostenibile, con l’obiettivo di porre una profonda e più sensibile attenzione iete appassionati di moda? Amate la natura? Ecco la soluzione al caso vostro. Prendiamo la parola “stile”, uniamola al “green”, aggiungiamo i termini “ecologia”, “estetica” e “rispetto dei diritti”, e ciò che “salta” subito in mente è la voce moda ecosostenibile. Da un po’ di anni a questa parte, si sta prendendo coscienza del fatto che uno dei problemi più gravi e incombenti 11

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Papilio | n.2 Costume e società ad inquinare il pianeta in maniera notevole e a farne le spese sono soprattutto i paesi asiatici come Cina, India, Pakistan, dove sorge la maggior parte delle fabbriche che producono tessile a basso costo, che viene poi distribuito nei paesi ricchi. La moda ecosostenibile cerca invece di capovolgere questo sistema indirizzandosi su materie prime certificate, in fibre naturali biologiche o provenienti dalla catena del riciclo. La moda si fa quindi amica dell’ambiente e tanti sono gli eventi che nascono intorno a questa tendenza critica ed indipendente. Tra questi, l’appuntamento annuale, a Milano, dal titolo “So critical so fashion”: più di 60 brand artigianali partecipano alla manifestazione all’ambiente e al dovere collettivo di proteggerlo, insieme a quello di tutelare noi stessi e la nostra salute. Sviluppo sostenibile, in termini di uso responsabile e razionale delle risorse da parte di tutti, di riduzione al massimo degli sprechi e di riciclaggio delle risorse rinnovabili. La moda è uno di quei settori, che insieme ad altri, ha deciso di appoggiare questo interesse impegnandosi nella lotta contro l’inquinamento dell’ecosistema. Dunque, chiunque voglia coniugare stile con rispetto dell’ambiente, oggi può farlo abbracciando la moda ecosostenibile, compiendo insieme una buona e giusta scelta. Tutti sanno che il tessile prodotto dall’industria della moda contribuisce Porta a porta da www.faxonline.it 12 ottobre 2014 12

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